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Economia

L'inizio della riforma monetaria

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L'uso di una moneta legata all'oro al giorno d'oggi sarebbe rivoluzionaria e risolverebbe alla radice la maggior parte delle grandi crisi come quella che il sistema monetario mondiale sta attraversando proprio in questo periodo.

Pare che in Svizzera, terra da sempre teatro di stabilità finanziaria, qualcuno si stia muovendo proprio in questa direzione.

Speriamo che riesca ad arrivare a compimento.

Ce ne parla Charles Kadlec1 sulla famosa rivista statunitense Forbes in un articolo intitolato "La riforma monetaria: l'inizio degli inizi":

Bitcoin, Bittorrent ed il Red Flag Act del 1865

Un post del blog "The monetary future"1 fornisce un'eccellente sommario del perché potrebbe essere controproducente cercare riconoscimento legale per Bitcoin. E' stato scritto da un utente anonimo in risposta ad un articolo pubblicato su TorrentFreak, ma non è chiaro perché il commento non appare nella sezione dei commenti dell'articolo.

Doug Casey sul Bitcoin e sulle Valute

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Dopo il casino di MtGox cerchiamo di chiarire quello che é successo al Bitcoin e come la gente pare aver reagito al fallimento del sito di scambio (e non di Bitcoin come qualcuno erroneamente pensa). Inoltre vengono forniti anche ulteriori dettagli sulle valute mondiali ed il loro stato attuale. Nonostante il gold standard sia sempre auspicabile come sistema monetario, non bisogna ignorare l'avanzamento tecnologico dell'informatica e lo spostamento di molti mercati su base virtuale. Punto importante é il fatto che le persone stanno facendo di tutto per liberarsi dal dollaro e dalle valute cartacee, sperimentando nuove vie in grado di fornire loro la libertà che altri hanno depredato per ridurre i poveracci in semplici schiavi.

 

Il Trionfo della Tecnologia sulla Pianificazione del Governo

"La storia: essa è il luogo privilegiato per la conoscenza dell’uomo. La storia è diversa dalla natura, perché al contrario di essa non si riproduce in modo sempre uguale. Essa è opera dell’uomo e per questo nella storia c’è il progresso verso una sempre maggiore perfezione. Questo è il cardine della filosofia della storia: il progresso come meta a cui inarrestabilmente tende il genere umano." Anne Robert Jacques Turgot

 

BVDW avverte i consumatori ed i commercianti sui pagamenti in Bitcoin (con traduzione)

di Johnny Contanti
 

E' ufficiale, iniziano a cagarsi addosso. Non sarebbe la prima volta, la stessa cosa la vedemmo quando si vociferava che Goldman Sachs sarebbe dovuta essere sacrificata sull'altare del fallimento dopo che Lehman Brothers andò a gambe all'aria. Ma ovviamente avere amici del cuore alla FED aiuta molto ed allora la paura è rientrata. Un'altra occasione in cui le braghe di lor signori saranno imbrattate arriverà a fine giugno, quando le banche private statunitensi potrebbero far fuoriuscire le riserve in eccesso, dando così il colpo di grazia definitivo all'economia mondiale. "Qualcuno chiami Greenspan!" Pare gridare nelle notti insonni bernanke. Ed infine vediamo come anche la minaccia di Bitcoin, per la pianificazione centrale, inizia ad aleggiare sulle teste dei tizi di Wall Street. Leggiamo1:
 

Bitcoin è il Wikileaks delle politiche monetarie?

Qualche settimana fa ha suscitato scalpore l'articolo di Jason Calacanis1, un imprenditore di successo della Silicon Valley ed anche noto blogger2 con un pezzo intitolato "Bitcoin, una moneta digitale peer2peer: il progetto più pericoloso che abbiamo mai visto"3 in cui riassumeva le sue impressioni dopo essersi imbattuto in Bitcoin ed averne studiato le caratteristiche.

 

Per capire quanto Jason sia rimasto colpito da Bitcoin è sufficiente leggere le battute iniziali:

 

Dopo mesi di ricerche e scoperte, abbiamo capito questo:

  1. Bitcoin è un progetto tecnologicamente corretto.
  2. Bitcoin è inarrestabile senza perseguire il singolo utente finale.
  3. Bitcoin è il progetto Open Source più pericoloso che sia mai stato creato.
  4. Bitcoin può essere il progetto tecnologico più pericoloso dopo Internet stessa.
  5. Bitcoin è una dichiarazione politica di technotarian (definiti come libertari tecnologici).
  6. Bitcoin cambierà il mondo a meno che i governi non lo vieteranno con dura repressione.

Jason ha quindi chiesto ad un amico, Robert Tercek45, un altro imprenditore di successo del mondo digitale, di esprimersi in merito e capire se era completamente impazzito.

Quella che pubblichiamo è la traduzione della sua risposta.

 

Bitcoin è il wikileaks delle politiche monetarie?

di Robert Tercek6

 

La Prossima Rivoluzione della Micro-Proprietà

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In più di due secoli sin dall'inizio della radicale trasformazione della vita economica che ha accompagnato l'ascesa del capitalismo industriale, uno dei più interessanti trend è stato il cambiamento della natura delle forme attraverso cui le persone hanno partecipato alle attività economiche. Prima della rivoluzione industriale predominava un modello di produzione artigianale, con molti piccole officine che producevano beni richiesti dalla maggior parte dell'economia agraria. A prima vista l'esistenza di molte piccole aziende suggerirebbe un'economia largamente competitiva; tuttavia non era così. Al contrario, l'alto costo del trasporto dei beni creato dalle reti di comunicazioni primitive, il rischio dei briganti, ecc., ovvero, piuttosto di una singola economia interconnessa, esistevano molte piccole economie tra le quali venivano scambiati solo beni di alto valore ed in scarsa quantità (come le spezie). In questa situazione le officine erano quasi universalmente possedute in loco, dal momento che il costo di monitoraggio di un agente in una città distante sarebbe stato altamente proibitivo (l'eccezione erano coloro impegnati nel sopracitato business di beni di alto valore ed in scarsa quantità, ma si assicuravano la fedeltà di agenti a distanza usando membri della propria famiglia).

Tuttavia l'avvento delle rivoluzioni dei trasporti e delle comunicazioni del diciannovesimo secolo, che fornirono strade migliori, canali, navi a vapore, ferrovie e telegrafi, cambiarono le regole del gioco.

Meglio dare che farsi prendere...

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Sony ha recentemente annunciato di aver subito una violazione dei loro database, compromettendo gli account di circa 100 milioni (!) dei suoi utenti e quindi dei loro dati personali, tra cui potenzialmente anche quelli della carta di credito.1

Sebbene questo tipo di furto di dati sia stato di dimensioni eccezionali non è stato certo l'unico, e possiamo ricordare ad esempio quello avvenuto recentemente ai magazzini Michaels Crafts 2, ma gli avvenimenti di questo tipo non sono certamente pochi.3

Se per caso dovesse venire violato il database di PayPal verrebbero compromessi diverse centinaia di milioni di carte di credito.

Marcin Jakubowski: Ecologia Open Source

Quando nell'ormai lontano '83 Richard Stallman1 fondò il progetto GNU2 nessuno si sarebbe aspettato che in così pochi anni sarebbe nato un movimento così forte ed organizzato come quello del software libero, che da nicchia assolutamente ristretta è passato a diventare un nuovo modo di sviluppo ed a cambiare gli equilibri economici.

Al giorno d'oggi l'Internet che conosciamo è popolata in grande misura da server con sistemi operativi aperti, che fanno girare applicazioni aperte ed in larga parte gratuite.

Ma questo non vuol dire che le aziende non possono beneficiarne e trarne profitto: l'azienda probabilmente più importante nel mondo Internet, Google, è nata e cresciuta grazie al sistema operativo Linux, che gira su centinaia di migliaia di server. Un risultato che un allora giovanissimo Linus Torvalds3 non si sarebbe certamente mai sognato.

Bitcoin e la Riserva Frazionaria

Cosa accadrebbe se Bitcoin divenisse il denaro base di un sistema a riserva frazionaria? Sarebbe un danno per la cripto-valuta anonima? Per rispondere a questa domanda dobbiamo guardare alla storia del sistema bancario ed al ruolo che il governo ha giocato nel peggiorare e concentrare i suoi rischi.1

In un post precedente sul denaro del futuro2 ho introdotto Bitcoin, una valuta peer-to-peer criptata. L'innovazione principale di Bitcoin, che lo rende diverso da tutte le altre valute digitali, è la mancanza di un'autorità centrale che emette nuovo denaro o tiene traccia delle transazioni. Invece questi obiettivi sono gestiti da un vasto network sul quale nessuno ha controllo totale.

Bitcoin FAQ: le domande e risposte più comuni

Il progetto Bitcoin è così  radicalmente nuovo che ovviamente porta ad essere diffidenti nei suoi confronti ed a farsi tantissime domande.

Non è chiaramente possibile rispondere esaurientemente a tutte, ma abbiamo provato a farlo per quelle più comuni, attivando quindi la sezione FAQ sul sito: ilporticodipinto.it/faq.

Se avete dubbi o domande in merito contattateci e proveremo a dare una risposta o un aiuto, sia che le curiosità riguardino parti tecniche sia quelle più economiche.

Per il futuro abbiamo preparato anche il forum, a cui è possibile accedere qui: ilporticodipinto.it/forums/bitcoin.

Gli articoli in tema inveve saranno disponibili all'indirizzo ilporticodipinto.it/bitcoin.

Bitcoin: una moneta online che sfida banche e governi

Bitcoin comincia già a far notizia di sè in qualche giornale mainstream. L'articolo che proponiamo è stato pubblicato il 16 Aprile su techland.time.com e scritto da Jerry Brito, un ricercatorie senior al Mercatus Center1 della George Mason University2 e direttore del suo programma tecnologico. E' anche adjunt professor nella stessa università.

Il suo articolo dimostra di aver capito la portata potenzialmente rivoluzionaria di questa nuova tecnologia.


Bitcoin: una moneta online che sfida banche e governi

di Jerry Brito, techland.time.com

Sul finire dell'anno scorso, quando WikiLeaks cominciò a rilasciare le scottanti comunicazioni di svariati dipartimenti statali, molte persone hanno pensato di mostrare solidarietà con il gruppo facendo loro una donazione. Scoprirono però che molte agenzie di pagamento si rifiutavano di trasferire i fondi a WikiLeaks a causa, secondo alcuni, di pressioni governative. Paypal addirittura arrivò a bloccare il loro account impedendogli quindi di accedere ai fondi che avevano già disponibili.

"Hey Visa, Mastercard, Paypal: quelli sono soldi miei!", scrisse su tweeter Jeff Darvis all'epoca. "Come vi permettete di di dirmi come devo o non devo spenderli?"

Come i Capitalisti Aiutano a Costruire il Socialismo

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Si, ancora oggi va di moda che la "sorgente di tutti mali" siano i capitalisti. Devono essere alquanto timidi perchè nonostante mi sforzi di scovarli non mi sembra che ce ne siano. Anzi. Il fatto è che invece viviamo nel periodo delle certezze, tutto deve essere garantito. Non c'è spazio per l'imprevidibilità, non è contemplata. Quindi come risultato tutti cercano di agire per il proprio tornaconto, usando violenza sugli altri. E' capitalismo ciò? Salvare il culo alle banche nel 2008 alle banche è capitalismo? Rubare e redistribuire a cazzo di cane i soldi fa parte della mentalità capitalistica? Privatizzare i profitti e socializzare le perdite è capitalismo? O forse i capitalisti si sono "trasformati" in qualcos'altro? Frank Chodorov non aveva la palla di vetro eppure, già nel 1962, riuscì a "prevedere" il futuro...

 

Bitcoin: come l'oro, meglio dell'oro?

Le proprietà dell'oro sono note sin dall'antichità, ed infatti questo metallo è stato sempre ritenuto un bene molto prezioso.

Le sue particolarità hanno fatto sì che la gente, quando lasciata libera di agire come meglio credeva e cioè prima che gli stati imponessero il corso forzoso della propria moneta, selezionasse questo bene come moneta di scambio.

Le proprietà di una moneta infatti sono:

Dove Ci Sta Portando il QE2?

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Proprio ieri la notizia che la BCE alzerà i tassi dal 1% al 1,25%. Zio Ben invece prosegue sulla strada dello zero. Gli piace, tale sarà infine il valore del dollaro. Non c'è storia, gli Stati Uniti ormai si sono infilati in un vicolo cieco senza possibilità di uscita; a tornare indietro Bernanke non ci pensa minimamente.

La gogna mediatica e pubblica lo aspetta, ma chi di dovere si salverà comodamente da domande e linciaggi. Come al solito i poveri fessi pagheranno per la loro ignoranza e per il salvataggio altrui.

 

 

di Robert P. Murphy1

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