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Il Mito dei Decenni Perduti del Giappone #1
Il problema del Giappone è stata la riluttanza delle banche di ammettere che hanno consentito cattivi prestiti nella seconda metà degli anni ottanta. Rifiutano di prendere nota di questi prestiti. Ma rifiutano anche di prestare alle piccole imprese. Quindi c'è stata poca crescita economica. Questa è l'infame sindrome del Giappone o il malessere del Giappone. Non c'è abbastanza capitale per finanziare nuove ed innovative imprese. I bond del governo stanno assorbendo i risparmi delle persone.
La stagnazione dell'economia Giapponese è stato il risultato della bolla degli anni ottanta, seguita in linea di massima dalla paralisi delle banche che usavano qualsiasi profitto per ripagare vecchi prestiti. Ciò ha soffocato l'innovazione in Giappone. Ha protetto le banche." -- Gary North
[Prima Parte di Tre.]
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di Kel Kelly
I terremoti, gli tsunami, e la persistente crisi nucleare in Giappone hanno devastato la popolazione di quel paese ed il loro posto nell'economia globale. L'isola potrà riprendersi? Per vedere dove potrebbe andare il Giappone, dobbiamo guardare ad uno dei miti persistenti sul suo recente passato — il mito dei decenni perduti.
È opinione diffusa che il Giappone si trovi nel ventunesimo anno di recessione, o come minimo in un'economia stagnante. Parte di questo scarso rendimento, dicono abitualmente gli economisti e la stampa finanziaria, è dovuto al fatto che il Giappone ha vissuto una terribile deflazione. Tuttavia, io sostengo che lo stato economico del Giappone negli ultimi due decenni, fino ai recenti disastri, è stato paragonabile a quello delle nazioni più sviluppate.
Sono stato incoraggiato a scrivere questo articolo dopo che Gary North ha recentemente fornito prove ancor più circostanziali che coincidono con le mie convinzioni di lunga data sul Giappone. Il mio obiettivo qui è quello di contestualizzare questa prova e riconciliarla con i dati economici ufficiali pubblicati sul Giappone.
Cos'E' la Crescita Economica?
Per capire la crescita economica reale del Giappone, dobbiamo prima concordare esattamente su quello che vuol dire crescita economica: è la produzione di beni e servizi. Tutte le nostre banche, fabbriche, camion, strumenti, risorse naturali, e la manodopera vengono utilizzati quasi esclusivamente per il fine ultimo di produrre beni di consumo — le cose che ognuno di noi vuole e di cui ha bisogno nella propria vita, al fine di rimanere in vita, rimanere in buona salute, rimanere vestito e confortato, per godersi la vita e vivere nel miglior modo possibile.
Uno standard di vita crescente (benessere materiale, non spirituale o benessere psicologico) consiste nell'avere più cose. Più cose produciamo — farmaci, stufe, divani, abiti, martelli, panini, creme abbronzanti, ecc. — e meglio sarà per le nostre vite.
Come spiegherò di seguito, la crescita di un'economia non può essere facilmente o accuratamente misurata con un calcolo basato sulla quantità di denaro speso per le merci. Non solo indici statistici quali il PNL e il PIL sono imprecisi, ma non sono necessari per quanto riguarda l'osservazione della crescita economica vera e propria. I cittadini in Danimarca non hanno bisogno di confrontare il PIL pro capite per sapere che vivono meglio dei cittadini in Somalia. Ci si può semplicemente guardare intorno e vedere che tipo di case, strade, ristoranti, negozi di alimentari e altri beni e servizi sono disponibili in ciascuno di questi paesi, e quante ore di lavoro sono necessarie per acquisire queste cose.
Allo stesso modo, in un determinato paese, ci si può guardare intorno e vedere se ci sono quantità crescenti di beni e servizi nel corso del tempo — vale a dire, se vi è un tasso positivo di variazione della crescita economica. Il vero test della crescita economica è se una data quantità di lavoro fisico può acquisire più beni e servizi ogni anno.
Il Punto di Vista di un Cittadino sull'Economia Giapponese
Gary North ha recentemente pubblicato due articoli che descrivono il Giappone e la vita Giapponese nell'ottica di persone che vi abitano.[1] Qui di seguito ci sono alcune delle loro dichiarazioni.:
- "Direi che il Giappone nel 2011, per molti che ci vivono, è un posto molto migliore rispetto a quanto vorrebbero far credere i titoli di giornale."
- "I condomini spuntano come funghi ed i mutui possono essere ripagati in decenni, non in decine di decadi."
- "Mentre guardo fuori dal quartier generale di una delle nostre redazioni al trentacinquesimo piano, costruito durante uno dei decenni perduti, vedo che quello che era uno scalo ferroviario quasi abbandonato 15 anni fa ora è ormai una foresta virtuale di 20/50 edifici dove più di 60,000 persone lavorano ogni giorno. Un decennio fa, questi erano solo buchi nel terreno."
- "Intorno al nostro condominio a Yokohama, sono spuntati centri commerciali, uffici, condomini e case unifamiliari quasi ogni giorno negli ultimi due decenni".
- "Quegli anni possono essere i Decenni Perduti, ma non sono stati i Decenni del non Fare Nulla."
- "Trent'anni fa, quando mia moglie ed io vivevamo a circa due ore da Tokyo in una 'piccola città' di circa 600 mila abitanti, dovevamo andare ad uno solo di una manciata di negozi a Tokyo per acquistare un pezzo di formaggio decente. Ora, il formaggio è quasi onnipresente, ed alla metà del prezzo di 30 anni fa. "
- "Lo yen forte, la cosiddetta rovina degli esportatori, è amico del consumatore interno. Auto importate, cibo, abbigliamento, anche energia e materie prime per l'industria tutto costa di meno ormai di quello che costava 20 anni fa. Una bella bottiglia di vino Italiano che viene venduta per circa $15 a Tokyo, aveva un prezzo di $41.95 a Vancouver durante le Olimpiadi dell'anno scorso."
- "I ristoranti ora offrono i migliori cibi del mondo a prezzi più accessibili."
- "I prezzi degli hotel sono ancora ragionevoli, le tariffe dei treni sono convenienti e le tariffe, in particolare per i viaggi all'estero, sono appena [riconoscibili] da quelle nei giorni in cui ci voleva quasi lo stipendio di un mese per volare a Toronto e tornare."
- "Certamente chiunque visiti il Giappone in questi giorni è colpito dalla ricchezza evidente anche tra i cittadini medi. Le auto sulle strade, per esempio, sono generalmente molto più grandi e meglio attrezzate di quelle nel 1980"
- "I viaggi all'estero sono più che raddoppiati dal 1980. I Giapponesi vantano i telefoni cellulari più avanzati del mondo, ed i più grandi e migliori schermi televisivi ad alta definizione. La già lunga aspettativa di vita del Giappone è aumentata di quasi due anni. Le connessioni Internet sono tra le più veloci del mondo — qualcosa come dieci volte più veloce della velocità media di quella Americana."
- "L'etichetta su tutto, dai telefoni cellulari ai computer portatili può dire 'Made in Cina', ma in realtà, attraverso i beni dei produttori, i produttori Giapponesi dotati di elevati capitali ed elevato know-now hanno tranquillamente soddisfatto gran parte della damanda tecnologica."
- "La concorrenza [dei beni dei produttori] è venuta principalmente dal Giappone, che gode ormai di una posizione ampiamente dominante e geopoliticamente importante come quella degli Stati Uniti nel 1960. Anche se non se ne sente molto parlare adesso a Tokyo, è difficile non riconoscerlo dalle cifre commerciali globali."
- "E questo è oggi un luogo gentile e dolce."
[*] traduzione di Francesco Simoncelli
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Note
[1] Il sito di North richiede una registrazione a pagamento, ma ecco gli articoli a cui fa riferimento: uno di Darryl Gibson, e l'altro di James Fallows ed Eamonn Fingleton.
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Judge ordered parents to vaccinate baby
Uno sguardo alla presunta austerità francese
Continuiamo a dare uno sguardo alle politiche di austerity in atto in Europa. Ho scritto che in Gran Bretagna l’austerità finora ha portato solo ad aumenti di tasse, dal momento che la spesa pubblica, sia in termini nominali che reali, continua a crescere nonostante l’annuncio di profondi tagli dal numero 10 di Downing Street. E riguardo la Francia? Il paese da poco ha scelto un presidente socialista che, secondo PaulKrugman e alcunimedia, è stato eletto proprio per lottare contro l’austerità. Il mio collega Dan Mitchell aveva già mostrato come non ci sono stati tagli alla spesa in Francia nell’ultimo decennio.
Vorrei soffermarmi su questo tema con un altro grafico:
Ancora una volta è abbastanza evidente che non vi sia stato alcun taglio nella spesa negli ultimi anni né in termini nominali né in termini reali. Se guardiamo alla spesa pubblica totale in rapporto all’economia, si è passati dal 51,6% del 2000 al 56,8% del 2009, che è poi sceso di poco al 55,9% nel 2011 – ancora il rapporto più alto dell’Unione Europea. Dubito che chiunque, eccetto forse Paul Krugman, possa seriamente sostenere che un calo percentuale dello 0,9 nella spesa pubblica rispetto al PIL rappresenti un esempio di austerità selvaggia.
Tuttavia le tasse sono effettivamente aumentate, e tutti i candidati presidenziali, dall’estrema sinistra all’estrema destra, hanno promesso di aumentarle ulteriormente. É per questo che l’Economist ha riportato che, indipendentemente da chi ha vinto le elezioni, “le grandi imprese e le ricche famiglie stanno cercando il modo per lasciare la Francia”. C’è di più: la Francia non ha il bilancio in pareggio dal 1973. Il suo debito pubblico è cresciuto dal 20,7% del PIL del 1980 a una previsione dell’87% per quest’anno. Il suo deficit di bilancio nel 2011 è al 5,8% ed è molto più vicino a quello della Spagna (6,5%) che a quello della Germania (1%).
Quindi, quale austerità si impegnerà a combattere François Hollande?
Articolo di Juan Carlos Hidalgo per il Cato Institute
Traduzione di Nicolò Signorini
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ANNUNCIO: Conferenza Tullio Simoncini
Lincontro rientra nel programma di attività organizzate dal CriVEo (Centro Ricerche Verità Occultate) che è reduce da una iniziativa contro le Scie Chimiche che nei giorni scorsi ha riempito le sale e i gazebi informativi sul triste fenomeno.
Il dott. Simoncini sarà presentato da Carlo Cruciani che introdurrà largomento della Libertà di Cura e di Scelta terapeutica.
Per informazioni: CRiVeo- Zona Ind. Marino del Tronto- Ascoli Piceno- Tel. 3200827818 - criveo@libero.it
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