Skip to main content

blog di Johnny Contanti

Il Villaggio

Ieri mi è capitato di rivedere una vecchia serie TV degli anni '70, Il Prigioniero. L'ambientazione, il Villaggio, è una prigione travestita da paradiso: i suoi abitanti non hanno una vera libertà, non possono lasciare il Villaggio, sono costantemente sorvegliati e tutti i loro movimenti monitorati. I residenti sono privati della loro individualità e identificati solo dai numeri. Questa serie TV distopica, a metà strada tra James Bond, George Orwell e Franz Kafka, affronta temi sociali che sono dannatamente attuali: l'ascesa di uno stato di polizia, la perdita di libertà, sorveglianza 24 su 24, corruzione del governo, totalitarismo, pensiero di gruppo, marketing di massa e la tendenza degli esseri umani ad accettare docilmente la propria sorte di prigionieri in una prigione di propria creazione. Celebre è il motto che permette al Numero 6, il protagonista, di restare attaccato ad un briciolo di sanità mentale e, soprattutto, ligio ai suoi diritti individuali: "Non sono un numero, ma un uomo libero!"

Perché l’economia americana è più solida di quella dell’eurozona

Posted in

Rispetto alle altre economie avanzate del resto del mondo, quella statunitense sta dimostrando di avere una resilienza maggiore. L’impatto della crisi economica dovuta ai lockdowns causati dal COVID-19 è minore negli Stati Uniti rispetto a quelli avutisi in Giappone, Francia, Germania e del valore medio per l’Unione Europea, così come – sotto questo aspetto – dei paesi dell’Area Euro.

La ripresa sembra essere, inoltre, molto più stabile e sostenibile. Questo non significa che l’impatto economico sia piccolo: la recessione che stiamo sperimentando è di notevole portata ed il suo impatto sulla crescita e sui posti di lavoro non deve essere sottostimato, ma è importante mostrare che in altri contesti economici – caratterizzati da un maggior volume di spesa pubblica, di sussidi e di programmi di interventi statali – stanno performando a livelli minori.

I lockdown non sono né necessari, né scientifici, né utili

Posted in

Una malattia virale conosciuta come Covid-19 è stata dichiarata come causa di morte di oltre centomila americani. Quando sono apparsi i primi casi negli Stati Uniti, ogni singolo Stato ha considerato e dopo implementato varie forme di lockdown per “appiattire la curva” dei nuovi casi e ridurre al minimo il pegno dei decessi. Ho già messo in dubbio in precedenza la saggezza/opportunità di questi lockdown. Sebbene alcuni di essi siano stati allentati o aggiustati, è in corso un dibattito se essi debbano essere reintrodotti per evitare una seconda ondata di Covid-19.

Perché i keynesiani si sono ridotti a consigliare la pura e semplice stampa di denaro

Posted in

[Nota dell’editore: questo articolo è un adattamento dal saggio del 2003 pubblicato sul “Quarterly Journal of Austrian economics” intitolato “Nuove visioni keynesiana nell’economia monetaria: un commento”. Nel momento esatto in cui tutti gli economisti hanno abbandonato le loro convinzioni secondo cui le risorse vadano allocate secondo metodi di mercato in favore di politiche di “stimolo”, in questo saggio Hülsmann ci fornisce un riassunto breve e allo stesso completo circa i problemi sottostanti le moderne teorie sulla moneta].

Dopo la fine dei lockdown, i tentativi del governo di risistemare l’economia non faranno altro che peggiorare le cose

La foga speculativa che si verifica nel bel mezzo di una recessione non è un fenomeno di recente comparsa. Eppure, la grandezza di questa “pazzia” questa volta potrebbe tranquillamente battere tutti i record registrati dalla Storia. La combinazione di un radicalismo estremo nell’espansione monetaria e uno shock negativo dal lato dell’offerta ha il potenziale per essere estremamente tossica, a tal punto che tutti i processi decisionali degli attori economici possono essere seriamente compromessi secondo delle modalità descritte dalla finanza comportamentale. La bolla speculativa delle azioni dovuta alla pandemia e una nuova domanda per i crediti compromessi o rischiosi ci dà un’illustrazione della grandezza del fenomeno.

Lo strano caso di un grande monopolista che avrebbe urgenza di ammettere il suo fallimento e di riorganizzarsi su basi radicalme

La maggior parte dei cittadini degli Stati Uniti non sospetta minimamente dell’esistenza all’interno del paese di un enorme conglomerato produttivo che arriva a fatturare addirittura migliaia di miliardi di dollari. Questa entità economica eroga i più svariati servizi di tipo assicurativo, che vanno dai finanziamenti al sistema sanitario, all’integrazione dei redditi dei portatori di invalidità, alle indennità di infortunio per i lavoratori per finire alle garanzie sui trattamenti pensionistici. I ricavi a copertura delle attività provengono dalla raccolta premi dei clienti e poiché il regime concorrenziale in cui opera è molto limitato o addirittura, in alcuni casi, assente, tale azienda è di fatto un monopolista che controlla agevolmente i mercati sottostanti. Ma questa non è l’unica dimensione delle sue attività commerciali.

Il declino del dollaro e la strategia monetaria cinese

Posted in

Questo articolo descrive in che modo la Cina può svincolare i suoi destini da quelli di un dollaro in costante declino legando lo yuan all’oro. Ci sono pochi dubbi sul fatto che questo Paese abbia un sufficiente accesso ad un appropriato ammontare di metallo giallo per tentare questa operazione. Attualmente, l’interesse del gigante asiatico è tutto indirizzato a preservare il dollaro e non distruggerlo perché è esattamente in tal modo che i principali interessi cinesi all’estero possono essere protetti.

Anche dopo il COVID-19, l’economia non ritornerà alla normalità

Sebbene sia facile supporre che lo scenario economico conseguente al coronavirus sarà caratterizzato da un alto tasso di disoccupazione, le previsioni riguardanti l’inflazione dei prezzi non sono allo stesso modo così certe. Da un lato ci saranno, infatti, dei deficit di bilancio governativi assai più alti e quindi un maggior debito pubblico; dall’altro invece, a causa di una economia più debole, può allo stesso modo accadere che i consumatori e le aziende possono essere riluttanti a contrarre nuovi debiti e possono cominciare ad alleggerire il carico del loro debito.

L’espansione monetaria non comporta sempre un’inflazione dei prezzi al consumo

I media hanno colpevolmente scordato le innumerevoli atrocità di George W. Bush

L’ex presidente George W. Bush è tornato sotto l’attenzione dei riflettori in funzione del suo ruolo di guida morale per gli Stati Uniti in questi tempi difficili. In un discorso reso pubblico martedì, Bush ha annunciato di essere “angustiato” dal “brutale soffocamento” di George Floyd dichiarando che “il realizzarsi di una pace forte e duratura all’interno delle nostre comunità richiede una vera uguaglianza di fronte alla giustizia. L’integrità dello Stato di Diritto poggia le sue intere fondamenta sull’imparzialità e capacità di legittimazione del nostro sistema legale. E ottenere una giustizia uguale per tutti è un dovere di tutti”.

La FED è uscita fuori di senno e può peggiorare

Posted in

Con l'espansione degli acquisti di obbligazioni da $700 miliardi in risposta alla crisi COVID, la Federal Reserve si è gettata nella mischia. Come un sedicenne con una carta di credito, la FED si sta entusiasmando per quello che dovrà fare. Come risponde l'investitore prudente?

Quarantena in una società senza stato

Con la diffusione del coronavirus, i leader degli Stati Uniti stano facendo ricorso a tutto il loro potere per tentare di fermarne la diffusione. Il governo federale ha suggerito il distanziamento sociale e la quarantena, mentre gli stati hanno semplicemente imposto mandati obbligatori. Alcuni gridano quanto sia necessario che lo stato intervenga e come il mercato non sia in grado di realizzare queste misure. Ciò solleva una questione: queste misure possono verificarsi in una società apolide? Le misure viste nell'attuale crisi sono forzate dallo stato, mentre alcuni attori di mercato potrebbero creare le stesse condizioni di quarantena, sebbene forse non nella stessa misura. Per chiarire, nulla di tutto ciò vuol dare un giudizio di valore sull'efficacia delle quarantene, solo che potrebbero essere attuate senza uno stato.

I nuovi dittatori Covid-19 rinunceranno al potere solo se temono una rappresaglia

Era l'autunno del 1989. Nel mondo stavano accadendo cose terribili.

Il muro di Berlino era caduto. La gente del blocco orientale era riuscita a raggiungere quello Occidente attraverso l'Ungheria. La linea tra est e ovest vacillava. La situazione si stava allontanando dal corso che i governi comunisti del Patto di Varsavia avevano tracciato: che le loro popolazioni dovessero rimanere prigioniere entro i confini del blocco comunista.

Non era chiaro se questo contagio sociale per la libertà si sarebbe diffuso in Cecoslovacchia.

Ma poi arrivò il 17 novembre 1989, un giorno impresso nella storia, il giorno degli studenti. Una festa nazionale e tutto doveva essere chiuso, ma alcune persone erano agitate per le precedenti azioni del governo che molti consideravano abusi.

La proprietà intellettuale: l’innovazione dovrebbe servire i consumatori, non i produttori

I sostenitori dei diritti di proprietà intellettuale si basano spesso su una di due linee di ragionamento. La prima si basa sulla mancata comprensione del fatto che la frequenza o la quantità delle innovazioni determinano la crescita economica. La seconda è fissata nella domanda, “    Quindi, se spendo 1 miliardo di dollari in Ricerca e Sviluppo per portare una nuovo farmaco sul mercato, chiunque sarebbe in grado di copiare il mio prodotto senza essere ricompensato?”. Entrambe sono basate sullo stesso errore fondamentale: assumere che l’innovazione sia una questione di produzione. Non lo è. L’innovazione è tutta questione di abilità imprenditoriale, ed è per questa ragione che i diritti di proprietà intellettuale non aiutano e non possono aiutare.

La crescita economica non è generata dall'inflazione

L'associazione positiva tra attività economica ed inflazione dei prezzi non è dovuta ad un'espansione della ricchezza reale, ma all'espansione dell'offerta di moneta. La crescita economica reale non può essere quantificata, non è possibile sommare patate e pomodori per ottenere un totale significativo e quindi calcolare la crescita economica reale. La cosiddetta crescita economica è stabilita da una componente monetaria, ammorbidita da un deflatore dei prezzi. Ciò che viene etichettato come crescita economica è in realtà il tasso di crescita di una componente monetaria distorta, la quale viene erroneamente chiamata produzione totale reale. Secondo il pensiero popolare, più forte è il pompaggio monetario, più forte sarà il ritmo di spesa e di conseguenza il reddito monetario, più forte sarà la cosiddetta economia reale. In questo contesto, più denaro significa più spese e questo porterebbe ad una crescita economica più forte.

Contrariamente a questo modo di pensare, più denaro scoperto indebolisce solo il processo di creazione di ricchezza reale. Di conseguenza più soldi e meno ricchezza significano più denaro per unità di beni, cioè un aumento generale dei prezzi.

Il risparmio è fondamentale per la crescita economica

È attraverso l'espansione del bacino dei risparmi reali che è possibile un aumento dello stock di beni capitali. L'aumento dei beni capitali, quando correttamente allocati, consente di far emergere una crescita economica.

La politica monetaria allentata è la chiave per capire i cicli di boom/bust

Durante una recessione economica anche le imprese altamente sofisticate vanno in bancarotta nonostante esse impieghino tecnologia sofisticata. Un'analisi attenta rivela che la radice del problema non è la mancanza di una tecnologia sofisticata, ma piuttosto l'impiego sbagliato delle risorse economicheda parte delle imprese.

Condividi contenuti