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blog di Calvero

IL FANTASMA DEL FUTURO - Gli incontri dell'agente Z-283

L'agente Z-283 non riesce a comunicare con il Colonnello Buonanotte nonostante lo insegua in moto da tempo immemore. Ogni tanto il Biker, attirato e marchiato dal segno del Tuono, perde la strada maestra e s'inoltra senza logica per una selva oscura. 

Due Video per una verità - [I nuovi Sacerdoti]

Un'urgenza preme alle porte delle nostre priorità e naturalmente si riflette su cosa diciamo, scriviamo, comunichiamo e, non di meno, a livello personale e in maniera diretta nella nostra quotidianità. Chiedersi se «Correre ai ripari» è più importante del chiedersi «Come combattere» è il minimo sindacale, vista la patetica disfatta dell'Italia a nome di un popolo privo di dignità, intelligenza e indipendenza intellettuale imponendosi a favore dei dispotismi con tutta la sua forza schiacciante. D'oltronde, prima lo consideravamo teoricamente; ora sulla nostra pelle e in maniera distruttiva. Ora lo sappiamo veremente bene perché: L'ignoranza è forza.

Ecco quindi che il «Come difendersi?» è la domanda pertinente. Anche un bambino di otto anni capirebbe che è così. Punto. Un bambino che si troverebbe contro una dozzina di suoi coetanei decisi a picchiarlo, a meno di voler soccombere da eroe o da martire o da stupido, saprà che dovrà pensare a difendersi, se non a fuggire. Non certo ad attaccare.  

Il popolo dei Babbuini Danzanti ci sovrasta per numero. Fine della storia. Non servono altri intellettualismi di sorta. E voglio essere realista in assoluto, sicché non c'è una risposta risolutiva neanche «sul Come» ci si potrebbe difendere. Però ritengo interessante e prioritario analizzare come si sono lavorati i Bipedi-non-senzienti (Babbuini Danzanti, in gergo) e come si lavorano le Troie di Regime. E non solo.

Tess - di Polanski

Qualcosa non mi permette di inserire le classificazioni dell'articolo: - Divertissement e Cinema. La prima vorrebbe dare un senso di distrazione, se mai ci si potesse distrarre in questi giorni. La seconda è solo ovvia. Pubblico qui la recensione che avevo già scritto su altri Siti. La cacciata da Luogocomune mi ha in qualche modo incatenato l'articolo che aveva pochi giorni di gestazione, però mi ha fornito della possibilità di migliorare l'esposizione: e qui lo libero.

Se avete visto l'ultimo film [schifosamente propagandistico] di Quentin Tarantino «C'era una volta a Hollywood» potreste ricordarvi di una particolare sequenza nella quale ci si può titillare di emozioni con una meravigliosa Margot Robbie (la protagonista che interpreta l'iconica Sharon Tate sul finire degli anni '60), quindi vederla entrare in un locale ...

Il grande Assente

A costo di dispiacere i miei stessi amici de Il Portico, qui, dove ogni giorno che passa ci si spinge a essere pragmatici e realisti al nostro meglio, proprio qui, sono venuto a parlare del realismo più temuto dal Potere. In questi giorni maledetti ho fatto mia una massima e ho riscontrato come la stessa sia stata abbracciata dai miei amici e da chi si sente scuotere la giustizia nel cuore. Le persone non cambiano, si rivelano. E non sono stati solo i nostri vecchi amici a rivelarsi. Non solo molta gente ci ha detto veramente chi è. Anche le religioni ci hanno finalmente detto cosa sono, e chi veramente amano. Vestiti di bianco o di nero, anche loro hanno detto finalmente quale Dio hanno veramente nei loro cuori. Pronti a sbraitare come cani rabbiosi se un crocifisso viene levato dalle scuole, e a tacere quando i bambini saranno usati come esperimenti da laboratorio.

Sono venuto a parlarvi di un grande assente. Sono venuto a parlarvi di Dio. No, signori miei. Non sono un profeta. No, non ho ricevuto nessuna illuminazione. Come tutti gli uomini che usano l'intelligenza con il cuore, sto solo vedendo quello che ci stanno nascondendo. Chi ci stanno nascondendo? Dio? Ditelo, lo avete pensato, vero? No. Non è Dio che ci stanno nascondendo. Stanno nascondendo …

La speranza è una trappola inventata dai padroni

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Il delirio è intorno a noi. E mi dà i brividi realizzare, mentre sto scrivendo, come un cielo azzurro e una brezza tiepida accarezzi questo pergolato fatto a mano da mio padre, arricchito dal canto degli uccellini che, intonando cinguettii gioiosi alla primavera, faccia da sfondo a un male oscuro che da dietro quelle finestre (da cui potrei essere e sono certamente osservato) si muovano esseri inqualificabili: bipedi dotati di notevoli possibilità motorie - nessuno lo nega - nonché della capacità di nutrirsi e vestirsi autonomamente, persino di esprimere vocaboli senza essere senzienti. E questo ha del miracoloso.

Il futuro prossimo

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Se penso che nulla sarà più come prima, non è perché mi stia allineando a quella rassegnazione cui ci invitano ad adeguarci entusiasticamente, verso quel nuovo modello di sopravvivenza sociale ed economico (ci dicono dalla regia) teleguidato dalla neolingua orwelliana e dalle cantilene propagandate da ogni megafono fascista degli incravattati a mezzo busto. Dottrine che lavorano ovviamente sull'inconscio (e già funzionanti) in nome di un lavaggio del cervello.

Lavati nel cervello e sognanti il ritorno alla nuova normalità [costituita e pre-costituita]. Quindi. Pronti a genuflettersi a funzioni sataniste e diaboliche. Sataniche, in modo sotteso e generale. Diaboliche in senso peculiare, tantoché l'etimologia di diabolico – tra le altre accezioni – vale a dire: «separare» e «dividere» … dice niente? …

Il Corona-puzzle

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Il cagasotto non è colui che fronte a un pericolo o fronte a una minaccia la quale potrebbe drammaticamente realizzarsi a suo discapito, si muove di conseguenza. E questo vale nondimeno in nome di una "mera" quotidianità, quando ad esempio ci si può trovare fronte alla minaccia di perdere il proprio posto di lavoro, e ci si caga addosso e ... obbedisci, o ti allinei, o taci, o fai buon viso a cattivo gioco e nonostante tu sappia sia una minaccia delle più infime, la paura di reagire rimane più forte del coraggio di ribellarsi.

E senza giungere a cose tanto vitali e importanti, potrebbe bastare anche molto meno per fare la figura del coniglio. Così come è capitato a Me.

Gironzolavo in bicicletta. Era una bella giornata di Sole (avevo ancora i capelli e gli ormoni a regime), io - virgulto della Vita - mi avvicinavo a un semaforo, bello bello rispettando doverosamente la mia destra e godendomi l'atmosfera di un quartiere urbano e ricco di vita, all'epoca così vivibile, quando il traffico era ancora accettabile in una semi-periferia di queste zone, uno sguardo gioioso all'avvenire in quel periodo, quando ecco una vecchia Golf sopraggiunge alle spalle sgasando come un'ossessa a marmitta aperta (o scassata) e mi sorpassa, riempiendo – non solo Me, ma tutta la piccola via di gas di scarico immondi, di un motore ormai a scatafascio che mangiava più olio che benzina. La Golf rallenta ma subito scatta il verde, quindi riparte sgommando, mi riaffumica, incurante di sfiorare la gente sui marciapiedi e attraversando l'incrocio come un pazzo. Gli ho urlato dietro un OOOOOHHHHHH!!!!! …

INTERSTELLAR - il Buco Nero del Cinema

L'amore trascende le dimensioni, ma non in questo film. Un countdown di minchiate irripetibili nella storia del cinema.

Bene. Il sospetto che può attraversare il lettore affezionato di questo Sito, dovrebbe manifestarsi [giustamente] sotto le sembianze di Tre inevitabili domande, le seguenti, la prima: - perché sparare sulla Crocerossa?. La seconda: - perché argomentare di un film ben lontano dall'essere sulla cresta dell'onda? E, soprattutto, la terza e ultima domanda: - perché parlarne proprio qui sul Portico, visto che il nostro Proiezionista ne aveva già fatto una sua [ottima] disamina?

Alla prima rispondo che la Crocerossa, ormai li ammazza i feriti. Non ci sono più le Crocerosse di una volta. 

Alla seconda rispondo che questa pellicola è magnificamente [e tuttora] la migliore che concentri in sé la decadenza del cinema odierno e sopratutto incarna il riflesso perfetto di quel pubblico che - tra un film che ufficialmente viene considerato meramente commerciale o esclusivamente fracassone o di puro intrattenimento, e il cosiddetto film invece o magari elitario o d'autore o autoriale (chiamiamolo come vogliamo) ... ecco che in mezzo ci vede un Mister "Interstellar", quel film, insomma, come dire - Sì okay di intrattenimento, però, anche serio, ma anche di riferimento, ma anche tutte quelle cose, ohibò, che al pubblico fanno dire "Caspita, non sarà del grande regista CHI SA CHI, però il fatto suo, Nolan, lo sa, eh!" .. [ma anche No, replichiamo noi];

JOKER - Un Leone [d'oro] per le pecore

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Di per sé, un film che vuole ispirarsi a un personaggio iconico dei fumetti e vuole farlo in maniera seria, e per seria intendo sganciandosi dagli stilemi del mondo supereroistico, dalla loro assurda visionarietà e iperboliche concezioni, è un film che ritengo incoerente a prescindere ... 

 ... a dire, cosa? a dire che preferisco di gran lunga un film su di un personaggio dei fumetti fatto molto male che ne rispecchi però le inverosimili dinamiche rispetto alla realtà; che non un film su di un personaggio dei fumetti girato in modo magnifico, ma che vuole proporsi come cosa seria.

Ma al di là di questa mia posizione, certamente opinabile, rimane comunque il film in sé e sempre di cinema trattasi e se il cinema vende sogni, e più amiamo i sogni, più saremo vulnerabili e ingannabili, allora meglio che mai questa pellicola ne incarna la questione, e così, in un VIDEO estemporaneo che ho girato al volo, ho ritenuto parlarne e, in modo meno convenzionale, trattarne i punti ...

Frivolezze e vigliaccheria

Incredibile. E continuo a stupirmi di come io mi stupisca di come la gente non riesca a farsi mai i cazzi suoi. Allucinante, direi. La scoperta dell’acqua calda, direte voi. Va beh, ci sta. Ci sta, visto come la saggezza popolare reclami a pie' sospinto [e sempre indignata] il famoso: "Non si è fatto gli affari suoi! e non doveva farsi i miei!", immagino che simili «intercalare» siano ormai secondi solo a quelli del chiedere «Come stai?», del «Che bella giornata oggi, visto che Sole?» del «Mannaggia piove, chi sa domani», e il mitico «Governo ladro» che non può mancare mai, e via discorrendo.

La meta

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Qualcuno direbbe che ci hanno insegnato (giusto sarebbe dire: ci hanno indottrinati), dicevamo: - ci hanno “insegnato” a considerare l’esistenza come un modello da costruirsi dal basso. Prima si studia, poi si deve trovare il lavoro per ciò che hai studiato; poi si lavora per quello che hai studiato; poi vivi secondo il potere che quel lavoro ti permette programmandoti per quello che ancora non sei; poi vai in pensione per meritare il riposo che quel lavoro ha imposto tu meritassi, prima ancora di capire di cosa dovevi stancarti. 

I grilli e i vaccini

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Cosa succederebbe se al di là della cretineria si sviluppasse la consapevolezza che la conoscenza e la cultura non sono nemmanco sinonimi, che l'armonia è l'unica Legge universale che permette alla verità d'illuminare la menzogna così come la luce annienterebbe un vampiro? 

Si parla di come una coscienza libera possa essere foriera di miglioramenti, e poi la si esclude nel momento che essa deve essere riconosciuta nella sua verità.

Quanto si sono riempiti la bocca i cretini, con locuzioni stile «Risveglio delle coscienze»? (!) sarebbe come tentare di contare le stelle, oppure finanche con un: «Cambiamo noi stessi se vogliamo cambiare il mondo!» ovvero quando si parafrasa in ogni salsa il pensiero di un uomo straordinario il quale illustrava e vivificava «Sii il cambiamento che vuoi vedere», nevvero? 

... eppure ...

L'ultimo imperatore - (Un Luogocomune vecchio come il mondo)

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Sintomatica a riguardo (e a tratti divertente se osservata da una prospettiva più alta) è «la politica della controinformazione» (chiamiamola così per mancanza di neologismi) che nella sua natura d'attacco, inorgoglita ormai da innumerevoli vittorie di Pirro, si è spiaggiata come un cetaceo alla fine dei suoi giorni; al punto che, per sopravvivere, le dinamiche che la riguardano si sono appropriate delle medesime logiche del Potere che all'inizio si era premurata (se non vantata) di combattere o denunciare o additare o svergognare che dir si voglia.

A queste considerazioni poco importa e poco deve importare delle etichette ufficiali che ogni fetta di contro-informazione chiamiamola "off-mainstream" ha sulle spalle o sulla bocca e la si identifica o si auto-identifica in qualche modo, o come si autodefinisce o non si autodefinisce, poiché, di fatto, anche se grezza come identificazione, di controinformazione vuole trattarsi.

Sarà mai sbagliato fare controinformazione? No. Fin qui, cioè fino ad un certo punto storico della nostra era moderna iperconnessa, vivificata nella cultura dell'ipertesto, nulla di male (cioè fino ad almeno cinque annetti fa'), ché dovevamo tutti capire fin dove spingere e dove fermarsi, quali priorità illustrare e quali sovvertire; e ci mancherebbe, per molti aspetti va e deve essere riconosciuto alla controinformazione che fu - il suo impegno e il tempo che doveva avere (e ha avuto), sino a che si prendesse coscienza - quasi nero su bianco - che il Potere non lo combatti con la verità, quel Potere che NON plasma la sua forza sulle menzogne in sé, bensì sulla plasmabilità - o meglio - a riguardo del grado di plasmabilità che può essere operato sulla maggioranza e soprattutto sulle menti degli adolescenti. Per dirla con una metafora, che ora gli adulti imparino l’abbiccì, è utile come a un novantenne imparare l'uso del preservativo.

Vuoi sapere la verità? Affidati all'algoritmo.

Al più noto esperto di cybersicurezza in Italia nonché amico e consigliere di Matteo Renzi (così ce lo presenta una testata giornalistica nazionale) è stato chiesto come bisognerà comportarsi per contrastare l'orda di pericolosi «divulgatori di bufale On Line» che spopolano sulla Rete. Tema ultrascottante, questo, ormai cruciale per i "Governi" che avendo a cuore la nostra salute, le nostre libertà e, attenzione, la verità, non possono tergiversare, insomma... è ora di basta; ne va della nostra sicurezza. E quale piano si vuole attuare per arginare questo inammissibile fenomeno?

Cose che succedono solo alla fine dell'anno

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Oggi è la vigilia. Siamo al Trentuno. Giornata carica di Sole. Un pomeriggio dall'aria tagliente. Esco per un caffè ed entrando in un locale del posto, noto una tipa interessante seduta nell'angolo, lì - stranamente da sola, che legge, assorta.

Mai vista prima d'ora.

Non mi sembra sia della zona. Spio il libro che ha tra le mani. Di Lawrence. Già posso trarre qualche considerazione interessante. Alza gli occhi che incontrano i miei. Dura un secondo, più un famoso nanosecondo; quel nanosecondo che le donne ti dedicano, quasi fossero infastidite.

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