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blog di Calvero

La Psicopolizia è tra noi, in nome della memoria

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Lo Stato promuove lo sviluppo della cultura, così recita la Costituzione. Della «cultura» per la maggiore si ha (o si vorrebbe riconoscergli) un valore positivo; un concetto che vuole vederla come modello di accrescimento e, appunto, di sviluppo; personale come collettivo. E anche il termine «sviluppo» sembra volerci dare significati positivi, qualcosa che ci rimanda all'essere dinamicamente attivi, in crescendo, vivificando e non ottenebrando la libertà di pensiero. 

In maniera inquietante si deve prendere atto invece che i significati e i valori che volevano inneggiare alla nostra libertà, alla nostra crescita, stanno precipitando verso l'oblio del fascismo o del dispotismo che dir si voglia, quello bieco, obliquo, insomma quello vestito in Frac; quello più pericoloso che in nome di un Proclama carico di millantata dignità coglie l'occasione per travestirsi da "baluardo" della memoria. Ed ecco che la cultura che poggia le sue radici anche nello studio della Storia, si trasfigura: dalla cultura si arriva al Culto. Così, come in un cappio che man mano chiude l'ampio respiro che la cultura dovrebbe avere, l'etimo torna ad altri indizi, come quelli di «coltivazione»; dal latino - colere, cioè coltivare. Wikipedia:  l'utilizzo di tale termine è stato poi esteso a quei comportamenti che imponevano una "cura verso gli dei", da cui il termine "culto".

Indagine sul Pensiero e sul Mito

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Fu Aristotele a rendersi conto che la filosofia poté venire riconosciuta tale a partire da Talete (640 - 547 a.C.) figlio illustre di quella che fu la città di Mileto, fucìna e scintilla di un “mondo” a venire. Così, partendo da questi luoghi e personaggi che non sarebbe stupido definire leggendari, la cosa che ora preme elaborare si sposterà velocemente nelle Ere insieme a queste informazioni antiche per innovarsi in una migliore presa di coscienza di quell’Esercizio che tutto pone al suo cospetto, la cui forza viaggia in maniera inversamente proporzionale a quanto debitamente lo si indaga. Questi è - Il Potere.

Baldie Barbie

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"Bald is Beautiful": Pelata è bello.

Quello che si vuole analizzare in questa affermazione che viene dagli USA, dove è nato un caso interessante riguardo il “politicamente corretto”, si relaziona ad una questione più che delicata. Riguarda i tumori che colpiscono le bambine e uno dei giocattoli più famosi al mondo:

«Parola dell’icona di bellezza per eccellenza per il mondo delle bambine: la Barbie. La splendida bambola dalla folta chioma, che le piccole di decine di generazioni hanno spazzolato per ore e ore, adesso è completamente calva. La Mattel ha infatti deciso di realizzare un esemplare di Barbie senza capelli. L’iniziativa è nata a supporto di una campagna che è stata voluta da delle mamme (e promossa tramite Facebook) per aiutare le piccole che stanno combattendo contro il cancro o che sono colpite da alopecia. Una pagina, quella sul Social Network, che vanta già oltre 150mila "mi piace".»

A rincarare la dose di questo “politicamente corretto” ci pensa il sempreverde Vaticano, così da un altra notizia è possibile apprendere che:

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