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Propaganda

I grilli e i vaccini

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Cosa succederebbe se al di là della cretineria si sviluppasse la consapevolezza che la conoscenza e la cultura non sono nemmanco sinonimi, che l'armonia è l'unica Legge universale che permette alla verità d'illuminare la menzogna così come la luce annienterebbe un vampiro? 

Si parla di come una coscienza libera possa essere foriera di miglioramenti, e poi la si esclude nel momento che essa deve essere riconosciuta nella sua verità.

Quanto si sono riempiti la bocca i cretini, con locuzioni stile «Risveglio delle coscienze»? (!) sarebbe come tentare di contare le stelle, oppure finanche con un: «Cambiamo noi stessi se vogliamo cambiare il mondo!» ovvero quando si parafrasa in ogni salsa il pensiero di un uomo straordinario il quale illustrava e vivificava «Sii il cambiamento che vuoi vedere», nevvero? 

... eppure ...

L'ultimo imperatore - (Un Luogocomune vecchio come il mondo)

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Sintomatica a riguardo (e a tratti divertente se osservata da una prospettiva più alta) è «la politica della controinformazione» (chiamiamola così per mancanza di neologismi) che nella sua natura d'attacco, inorgoglita ormai da innumerevoli vittorie di Pirro, si è spiaggiata come un cetaceo alla fine dei suoi giorni; al punto che, per sopravvivere, le dinamiche che la riguardano si sono appropriate delle medesime logiche del Potere che all'inizio si era premurata (se non vantata) di combattere o denunciare o additare o svergognare che dir si voglia.

A queste considerazioni poco importa e poco deve importare delle etichette ufficiali che ogni fetta di contro-informazione chiamiamola "off-mainstream" ha sulle spalle o sulla bocca e la si identifica o si auto-identifica in qualche modo, o come si autodefinisce o non si autodefinisce, poiché, di fatto, anche se grezza come identificazione, di controinformazione vuole trattarsi.

Sarà mai sbagliato fare controinformazione? No. Fin qui, cioè fino ad un certo punto storico della nostra era moderna iperconnessa, vivificata nella cultura dell'ipertesto, nulla di male (cioè fino ad almeno cinque annetti fa'), ché dovevamo tutti capire fin dove spingere e dove fermarsi, quali priorità illustrare e quali sovvertire; e ci mancherebbe, per molti aspetti va e deve essere riconosciuto alla controinformazione che fu - il suo impegno e il tempo che doveva avere (e ha avuto), sino a che si prendesse coscienza - quasi nero su bianco - che il Potere non lo combatti con la verità, quel Potere che NON plasma la sua forza sulle menzogne in sé, bensì sulla plasmabilità - o meglio - a riguardo del grado di plasmabilità che può essere operato sulla maggioranza e soprattutto sulle menti degli adolescenti. Per dirla con una metafora, che ora gli adulti imparino l’abbiccì, è utile come a un novantenne imparare l'uso del preservativo.

Una Lingua per il Bestiame Umano

Scrivo questo articolo come integrazione (e si, ebbene, anche come critica) dell'articolo precedentemente pubblicato qui sul Portico (Vuoi sapere la verita'? Affidati all'algoritmo) perche' quel che manca all'articolo di Calvero e' una disanima sui termini. 

I miei appunti all'articolo erano un po' troppo lunghi (ed a mio parere anche fondamentali) per restare costretti nei commenti al suddetto articolo, cosi' vi beccate questo, chiedo venia e spero che nessuno si offenda, specialmente l'ottimo Calvero.

Vuoi sapere la verità? Affidati all'algoritmo.

Al più noto esperto di cybersicurezza in Italia nonché amico e consigliere di Matteo Renzi (così ce lo presenta una testata giornalistica nazionale) è stato chiesto come bisognerà comportarsi per contrastare l'orda di pericolosi «divulgatori di bufale On Line» che spopolano sulla Rete. Tema ultrascottante, questo, ormai cruciale per i "Governi" che avendo a cuore la nostra salute, le nostre libertà e, attenzione, la verità, non possono tergiversare, insomma... è ora di basta; ne va della nostra sicurezza. E quale piano si vuole attuare per arginare questo inammissibile fenomeno?

Testimoni oculari a San Bernardino: “Tre uomini bianchi alti”

di Gary North1

 

La CBS Evening News ha mandato in onda questa intervista.

È stata fatta cadere nel dimenticatoio.

Anche questa.

Nota: ha parlato di un SUV nero. Notate inoltre che la sua testimonianza ha ottenuto conferma anche da altre persone. Questo indica che c'erano altri testimoni oculari.

La Propaganda uccide?

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Sarà capitato a tutti, prima o poi, di notare o addirittura di trovarsi coinvolti in quegli eventi che vengono chiamati: “sincronicità”. Apparenti e inspiegabili paradossi che in certi casi riescono a trovare delle giustificazioni razionali (anche se prese per i capelli) mentre in altri, sono destinati a rimanere avvolti da un'aura di mistero.

 

Il mito della deflazione giapponese e il crollo dello yen

di Brendan Brown1

 

Il deprezzamento  dello yen, iniziato alla fine dell'estate, lo ha portato ad una perdita di valore di circa il 40% rispetto all'euro e al dollaro statunitense rispetto a soli due anni fa. Eppure il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il capo della banca centrale Haruhiko Kuroda avvertono che la battaglia contro la deflazione e’ lontana dall’essere vinta. Tale cautela è assurda — soprattutto in considerazione del fatto che non vi è stata alcuna deflazione.

Fabbricare le Emozioni

Questo non vuole essere un articolo o un racconto; è semplicemente una piccola riflessione.

Recentemente mi sono imbattuto nel nuovo teaser trailer dell'attesissimo nuovo capitolo della saga di Star Wars affidato a quel J.J. Abrahams (che mi sembra un clone di Spielberg in miniatura).

 

 

Devo ammettere che ha provocato in me una certa emozione; avevo circa 14 anni quando vidi l'originale al cinema e come molti ne rimasi sconvolto. E' inutile ricordare in questa sede cosa è stato il fenomeno "Guerre Stellari"; ha letteralmente cambiato la storia del cinema e dell'industria cinematografica, e per molti acuti osservatori lo ha fatto in peggio.

Un’altra specie

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(di Eugenio Orso)

FOTO A SINISTRA: Cina: la folla assalta l'apple store per l'acquisto dell'iphone, intervengono le forze speciali.

 

Due ragioni per cui i “fatti pubblici” sono sciocchezze

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di Bill Bonner1

 

Il mondo gira. Le notizie corrono veloci. Ne seguono interpretazioni, narrazioni e spiegazioni.

Quassù sulle Ande argentine, siamo beatamente isolati. La nostra connessione ad Internet ha smesso di funzionare due settimane fa. Da allora, due volte alla settimana, abbiamo guidato per un'ora fino alla proprietà di un conoscente per ricollegarci con il mondo esterno.

Ma a volte ci chiediamo perché ci preoccupiamo.

Le "news" sono una innovazione recente. Per la maggior parte del nostro tempo sulla Terra, noi esseri umani non abbiamo avuto accesso ad Internet, alla TV, ai giornali o ai telefoni. I nostri cervelli si sono evoluti quando ancora non esisteva l'ordine pubblico... la statistica pubblica... l'opinione pubblica... gli intellettuali... i mezzi pubblici... i divertimenti pubblici... i mercati pubblici... e le aziende pubbliche...

... in realtà, non c'era niente di pubblico! Almeno non nel modo in cui lo intendiamo oggi.

Hollywood ci manipola davvero il cervello?

Hollywood ci manipola davvero il cervello?

La domanda è retorica e la risposta ovviamente è: Si!

Ma spesso i metodi non risultano del tutto chiari, così come le modalità operative di questa manipolazione e la sua effettiva efficacia. Il massiccio livello di manipolazione che stiamo subendo oggi attraverso tutte le forme di comunicazione sociale in cui ci troviamo immersi; dal giornalismo alla TV, dalla comunicazione scientifica a quella medica a quella dedicata al mondo del lavoro o di ogni altra attività è merito sopratutto di un uomo: quell' Edward Bernays che scrisse le prime regole dell'indottrinamento umano nei lontani anni venti 1 , dimostrando con azioni concrete ed eclatanti cosa era capace di fare e illustrando al mondo delle elite di potere (frequentava i salotti di Washington e tra le sue amicizie annoverava il presidente Wilson) che lo seguivano con avido interesse, come le sue idee potevano trovare una scientifica applicazione in quello che egli definiva: “Un necessario indottrinamento delle masse nei governi democratici”.

 

  • 1. Edward Bernays -  Propaganda. Della manipolazione dell'opinione pubblica in democrazia (Lupetti 1996)

Gesù come il Viagra - ovvero come mandare l'anima in pillole.

Quando il viagra fu messo in commercio, per ragioni che non credo serva spiegare, fu un successo mondiale e il suo nome finì prepotentemente nel nostro linguaggio comune. La casa farmaucetica si guardò bene di non lasciare che la sigla del composto "UK-92480" rimanesse sulla confezione per la vendita; né, tantomeno, sì azzardò a ridicolizzare il prodotto trovandogli un nome che ricordasse stupidamente il suo scopo ...

Call of Duty: Ghosts - Sesso, bugie e videogiochi

Quando si parla di blockbuster, in genere la prima cosa che salta alla mente è il cinema. Ci sono film che entrano talmente di prepotenza nelle liste dei successi ai botteghini, che ci lasciano allibiti per le cifre considerevoli degli incassi che ottengono...

... ma a stravolgere la consapevolezza riguardo i soldi che l'industria dell'intrattenimento riesce a muovere, è quanto sta avvenendo con un videogioco. Ciò che può permetterci di usare termini quale GARGANTUESCO senza andare sopra le righe, riguarda anche il tempo necessario che è servito per ottenere simili e allucinati traguardi. In ventiquattro ore (24) il videogioco che dà il titolo a questo articolo ha incassato soltanto UN MILIARDO di dollari.

Le impronte digitali diventano digitali

Non che vorremmo stupirci quando parliamo di tecnologia, di quello che da qualche tempo è il futuro a noi così vicino. Secoli addietro per l’uomo della strada, il progresso e le sue tecnologie realizzatesi “chissà come” avevano tempi più dilatati prima che potessero inserirsi nella vita di tutti i giorni. Prima che qualcosa divenisse “cosa di tutti”, più stadi dovevano essere superati.

L’uomo sogna, si sa, e ricordando forse il più grande, quello di volare, pensiamo ad esempio a come quell’idea cominciò ad apparire meno impossibile via via che sotto le nostre mani nuovi congegni, materiali e idee davano sostanza ai progetti, alle ipotesi, alle teorie … ed ecco che la “magia” in qualche modo diventava realtà; magari un’intuizione, magari la ricerca di una vita, qualche volta per sbaglio. 

Roberto Quaglia ed il Babbo Natale del Male

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Vi  propongo il video di una conferenza di Roberto Quaglia 1, a quanto ne so il primo italiano che scrisse un libro sul Grande Disastro di New York del 20012 (nel 2003 uscì un suo saggio sull'argomento sulla ormai famosa raccolta Tutto Quello che Sai è Falso 3 e nel 2006 il libro completo  Il Mito dell'11 Settembre e l'Opzione Dottor Stranamore 4, tradotto anche in inglese e rumeno).  Il libro, nonostante le annose discussioni e polemiche sull'argomento è tuttora fruibilissimo:  la sua decisione di non occuparsi di minuzie tecniche che lo avrebbero portato a impegolarsi in eterne discussioni – le quali hanno in effetti frammentato l'attenzione del pubblico dal quadro d'insieme dei fatti - fu chiaramente profetica.

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