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Cinema

Il Segreto di Kubrick

Stanley Kubrick è una merda di talento (Kirk Douglas)

Dopo l'intervista tarocco che sta spopolando in rete in cui il maestro del cinema confesserebbe di essere l'autore dei falsi allunaggi, un falso confezionato per gettare discredito sulle voci che legano Kubrick alla truffa delle missioni apollo1, può essere interessante dare un'occhiata agli indizi reali che il regista ha intenzionalmente inserito nei suoi film.

Chiarire alcuni aspetti è necessario perché, mano a mano che la sabbia del tempo ricopre la mente, quando i ricordi si affievoliscono, esce sempre una riscrittura della storia che approfitta della memoria corta o dell'ignoranza della gente. L'intervista bufala qui citata ad esempio, sembra confezionata ad arte per colpire la sensibilità dei conoscitori ed estimatori di Stanley Kubrick, ma anche per tutte quelle persone (una larga maggioranza) che hanno bisogno di essere rassicurate sviluppando un senso di appartenenza al pensiero più popolare e in voga.

Iniziamo dai fans e dai critici/estimatori del maestro perché sono quelli le cui opinioni faranno poi tendenza tra il volgo. Ci sono due aspetti sostanziali che si possono riassumere così:

Fabbricare le Emozioni

Questo non vuole essere un articolo o un racconto; è semplicemente una piccola riflessione.

Recentemente mi sono imbattuto nel nuovo teaser trailer dell'attesissimo nuovo capitolo della saga di Star Wars affidato a quel J.J. Abrahams (che mi sembra un clone di Spielberg in miniatura).

 

 

Devo ammettere che ha provocato in me una certa emozione; avevo circa 14 anni quando vidi l'originale al cinema e come molti ne rimasi sconvolto. E' inutile ricordare in questa sede cosa è stato il fenomeno "Guerre Stellari"; ha letteralmente cambiato la storia del cinema e dell'industria cinematografica, e per molti acuti osservatori lo ha fatto in peggio.

Final Fantasy, la chemio e le terapie invasive

Si riaccendono le luci in sala. Mi alzo dalla poltrona e mi chiedo perché mai avessi scelto 'sto film assurdo. Butto un'occhiataccia ai titoli di coda e m’incammino verso l'uscita del cinema, più disilluso di un Puffo cui Puffetta ha appena detto di no.

Era il 2001. Per fortuna un po’ mi conoscevo e qualcosa mi diceva che c'era altro da focalizzare e, avuto il tempo necessario di ridimensionare la faccenda, capii che la mia incazzatura aveva le sue sante ragioni, ma non tutte. Questo fece sì di trattenermi dal buttare tutto nel dimenticatoio.

Final Fantasy - The spirits within, è un film completamente in CGI ma non è il classico cartone animato. Il fotorealismo delle animazioni e dei personaggi (quella volta rivoluzionario), sollevò un vespaio di polemiche nel mondo dello Star System Hollywoodiano, poiché si parlava per la prima volta di attori virtuali che avrebbero e/o potevano sostituire quelli reali. Capirai che scandalo. Avesse funzionato, ci saremmo risparmiati un bel po di "attori" che tuttora possono darsi all'ippica. Ma andiamo avanti. La pellicola racconta una storia complessa, per giunta drammatica e, neanche a dirlo, di fantascienza. Un film che possiede più livelli tematici, e con significati degni di nota ben al di là delle apparenze.

ZATOICHI - la furia degli Dèi

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Nella mitologia greca vi era una Dea chiamata Nemesi che, in qualche modo, potrebbe essere erroneamente accomunata con quella romana della Giustizia. Interessante notare come la Dea Nemesi non cavalchi gli stessi principi Giuridici di quella romana. Infatti, basti sapere che la famosa benda sugli occhi, simbolo d’imparzialità, non le riguarda. Questi concetti diverranno utili per comprendere la storia di Zatoichi. Non solo utili, ma anche affascinanti, giacché il nostro eroe è paradossalmente cieco.

Ancora più curioso è studiare questi aspetti, sapendo come la maggior parte della Critica cinematografica, che concede a Kitano non pochi e sperticati apprezzamenti, si sia fatta sfuggire questa magnifica metafora che accomuna nell’anima e nello spirito, culture così distanti da quella occidentale.

Hollywood ci manipola davvero il cervello?

Hollywood ci manipola davvero il cervello?

La domanda è retorica e la risposta ovviamente è: Si!

Ma spesso i metodi non risultano del tutto chiari, così come le modalità operative di questa manipolazione e la sua effettiva efficacia. Il massiccio livello di manipolazione che stiamo subendo oggi attraverso tutte le forme di comunicazione sociale in cui ci troviamo immersi; dal giornalismo alla TV, dalla comunicazione scientifica a quella medica a quella dedicata al mondo del lavoro o di ogni altra attività è merito sopratutto di un uomo: quell' Edward Bernays che scrisse le prime regole dell'indottrinamento umano nei lontani anni venti 1 , dimostrando con azioni concrete ed eclatanti cosa era capace di fare e illustrando al mondo delle elite di potere (frequentava i salotti di Washington e tra le sue amicizie annoverava il presidente Wilson) che lo seguivano con avido interesse, come le sue idee potevano trovare una scientifica applicazione in quello che egli definiva: “Un necessario indottrinamento delle masse nei governi democratici”.

 

  • 1. Edward Bernays -  Propaganda. Della manipolazione dell'opinione pubblica in democrazia (Lupetti 1996)

Runaway Train

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Ci sono pellicole che finiscono nel famoso dimenticatoio e questo, sinceramente, non mi dispiace sempre. Non so bene perché, ma è come se un film cui tieni e sei affezionato rimanesse in un cantuccio, al riparo da sguardi occasionali. Un piccolo tesoro da riscoprire al momento opportuno.

Runaway Train prima di finire nel dimenticatoio, non era un film passato in sordina, si sappia. Le tre candidature agli Oscar, così come le altre tre ai Golden Globe nell”86 (di cui una trasformatasi in premio per l’attore protagonista) ci dicono certo qualcosa.

Seduci e distruggi

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Non era ancora il 2000 quando Paul Thomas Anderson [PT d’ora in poi] mise mano alla sua sceneggiatura e iniziò a trasformarla nel film che avrebbe lasciato un segno indelebile nell’arte del linguaggio cinematografico e, in maniera inversamente proporzionale, relativamente considerato dal grande pubblico.

Nel 1999, il negativo di una pellicola per il cinema costava ai produttori 1,20 dollari ogni trenta centimetri e anche se i 25.000 dollari spesi per ogni giorno di riprese (si parla soltanto della pellicola) porteranno a inevitabili pressioni durante la lavorazione, le intenzioni del regista, tanto “presuntuose” quanto ineludibili per un film che sarebbe durato più di tre ore, saranno sostanzialmente rispettate.

L'ultimo film e il Dracula incompreso

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Quando, ormai famosissimo, il cineasta italo americano Francis Ford Coppola volle realizzare il suo Dracula, proprio come fece per Il Padrino (in originale insieme al nome di Mario Puzo), tenne a sottolineare al pubblico tutto, anche per questa Produzione, la paternità dell'opera. Quella di Bram Stoker.

Forse non tutti sanno che il romanzo gotico Dracula è scritto sotto forma di stralci di diari e scambi epistolari avvenuti (sempre secondo il romazo) tra i protagonisti della più che nota vicenda di paura; che vede rivelare al mondo l'oscuro personaggio del realmente esitito Mister Vlad III, trasfigurato da Stoker nel Conte tra i più famosi dell'immaginario fantastico. Lettere, diari, ma anche telegrammi che, tutti insieme, formano il corpus immaginario di quello che è probabilmente il romanzo del terrore par excellence di tutti i tempi.

Iron Man contro il 9/11

 

Sono rimasto spiazzato. Partito per andare al Cinema avevo già la consapevolezza di quale tipo di spettacolo "pirotecnico" e "americanata" sarei andato a vedere. Non avevo neanche dubbi sul fatto che Iron Man 3 non mi avrebbe deluso. Non mi avrebbe deluso, voglio dire, giacché Genere, personaggi e supereroe sentivo che avrebbero materializzato uno spettacolo che garantiva quel tipo di divertimento che cercavo.

Paranoie da Film

Da quando ho iniziato a studiare i libri dedicati alla propaganda, la mia prospettiva è cambiata su diversi aspetti della quotidianità; non ultimo quello relativo al cinema e ai film.

 

Mentre prima vedevo un film come semplice veicolo di intrattenimento anche se in alcuni casi era impossibile non notare alcune pellicole sfacciatamente propagandistiche come un certo cinema prodotto nell'era di Reagan (Commando, Rambo 3 o l'aquila d'acciaio, solo per fare alcuni esempi).

 

In questi ultimi casi però, preso nota della ridicolaggine di concetti e situazioni espresse, continuavo a considerarli meri veicoli di intrattenimento più stupidi di altri ma se visti senza impegno, facilmente dimenticabili e in alcuni casi, perfino godibili.

 

Comprendere a che livello di applicazione scientifica è arrivata la propaganda al giorno d'oggi mi ha però fatto completamente stravolgere questa visione; tanto che adesso anche il film apparentemente più libero, serio e impegnato, lo guardo con occhio attento, pronto a captare quei segnali capaci di farmi capire se sono state utilizzate delle tecniche di propaganda. Se la pellicola mi prende me la godo; ma poi devo rivederla con distacco, utilizzando un pensiero analitico, attento a dialoghi, simbolismi, immagini evocative e tenendo a mente ciò che ho imparato finora. Riconoscere alcune di queste tecniche è diventato un fattore quasi automatico il chè, non lo nego, spesso mi rovina il piacere di un film. Mi sento come quello che dopo 5 minuti ha già capito chi è l'assassino che verrà scoperto soltanto alla fine; soltanto che nel mio caso, non si tratta di capire la trama in anticipo ma di smascherare tutta una serie di idee e concetti piazzati volutamente e abilmente camuffati in modo da passare inosservati e fare presa sulle coscienze e sull'emotività del pubblico. E quando capisci questo ti cascano le braccia. Non stai più assistendo a un'opera d'arte o anche alla semplice passione di un regista che vuole divertirsi e far divertire, ma ti trovi davanti ad un'operazione ben pianificata allo scopo di manovrare le tue opinioni... E realizzare questo fatto da piuttosto fastidio.

 

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