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Divertissement

Cose che succedono solo alla fine dell'anno

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Oggi è la vigilia. Siamo al Trentuno. Giornata carica di Sole. Un pomeriggio dall'aria tagliente. Esco per un caffè ed entrando in un locale del posto, noto una tipa interessante seduta nell'angolo, lì - stranamente da sola, che legge, assorta.

Mai vista prima d'ora.

Non mi sembra sia della zona. Spio il libro che ha tra le mani. Di Lawrence. Già posso trarre qualche considerazione interessante. Alza gli occhi che incontrano i miei. Dura un secondo, più un famoso nanosecondo; quel nanosecondo che le donne ti dedicano, quasi fossero infastidite.

L'autunno e la macchina del tempo

Lo schiaffo di aria umida che mi sono beccato in faccia, appena fuori la porta di casa, d’istinto mi ha fatto guardare in alto e lì, silenzioso, l’autunno comandava. Pochissime le stelle. Il freddo mi ha ricordato i suoi imperativi tra il blu della sera, la nebbiolina color piombo e le goccioline tremanti sulle carrozzerie delle macchine. Tra me e me, la prima riflessione del dopocena – “che dev’essere, però: da dietro i vetri, il freddo è meno freddo”. La seconda non l’ho tenuta per me e l’ho pensata a voce alta - “ma dove cazzo andiamo con ‘sto tempo??” …

… e infatti, belli belli, io e mio fratello, s’è optato per rimanere in zona; magari ficcarci in qualche Bar qui vicino, al calduccio, limitarsi a una chiacchera, vedere un po’ di gente, e bersi un prodotto (come diciamo in gergo).

L'insostenibile leggerezza della stupidità

Da quando, grazie a un Test, ho scoperto di essere nettamente inferiore alla media riguardo all’intelligenza sono passati molti anni e, nel tempo trascorso, mai una volta, dico una, che questa notizia abbia potuto levare entusiasmo ai miei propositi, né mi ha portato a sentirmi di impegnarmi di più. Manco per niente. Che poi non significa che io sia rimasto indifferente alla cosa o la rimuova per non pagare il dazio. Semplicemente non mi dà noia, però mi riguarda. Trovo sia un tassello affascinante.

"Distrazioni" e cortometraggi

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Il Divertissement inteso da Blaise Pascal, indagava il divertimento non propriamente inteso come momento di gioco goliardico, come momento di Festa, anche quello del "lasciarsi andare", bensì lo criticava negativamente come fosse (e forse lo è) una fuga elegante da ciò che crucialmente dovrebbe riguardarci; dalle nostre paure, debolezze e condizioni. Insomma un alibi, un modo per distrarci e illuderci o peggio, illudere. 

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