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Francesco Simoncellihttp://www.blogger.com/profile/[email protected]
Aggiornato: 2 giorni 17 ore fa

Padroni e schiavi del denaro

Ven, 22/01/2021 - 11:10

 

 

di Robert Breedlove

Il denaro è uno strumento per scambiare tempo. Le banche centrali, i padroni del denaro nell'era moderna, utilizzano questo strumento come arma per rubare tempo ed imporre disuguaglianza di ricchezza. La storia ci insegna che la corruzione dei sistemi monetari porta al decadimento morale, al collasso sociale e alla schiavitù. Poiché la tentazione di manipolare il denaro si è sempre dimostrata troppo forte perché l'umanità possa resistere, l'unico antidoto per questo veleno è una forma di denaro incorruttibile: Bitcoin.


I contraffattori sono schiavisti

"La conoscenza rende un uomo inadatto ad essere uno schiavo"
– Frederick Douglass

Nell'antica Africa occidentale, le perle di aggry, piccole perle di vetro decorative, furono usate come denaro per molti secoli. Di origini incerte, queste perle erano un mezzo di trasferimento di ricchezza nel commercio (come denaro) e attraverso le generazioni (come dote o cimeli). Quando gli esploratori europei arrivarono in Africa nel XVI secolo, fu loro subito evidente che le perle di aggry erano molto apprezzate dai locali africani. Dato che la tecnologia per la produzione del vetro in Africa era all'epoca primitiva, le perle di aggry erano difficili da produrre e, quindi, possedevano una proprietà monetaria che ne sosteneva il valore di mercato.

In Europa, la tecnologia per la produzione del vetro era più sofisticata; perle contraffatte praticamente identiche alle perle di aggry potevano essere prodotte in serie a basso costo. Cogliendo l'opportunità economica, molti europei furbi iniziarono presto a organizzare spedizioni in Africa occidentale, spedendo enormi quantità di perle di aggry (contraffatte) modellate negli impianti di produzione del vetro europei. Questo schema fu una delle prime operazioni di contraffazione di denaro su larga scala conosciute al mondo. Ciò che seguì a questa esportazione apparentemente innocua di perle di vetro fu un saccheggio pluridecennale della ricchezza, delle risorse naturali e, in definitiva, del tempo dell'Africa.

Quando le navi europee arrivarono sulle coste africane, molte con gli scafi pieni di perle di vetro, i locali scambiarono i loro sudati beni con quelle che credevano fossero preziose perle di aggry. Nel corso di decenni questo scambio di beni reali con perline contraffatte ha facilitato una confisca surrettizia della ricchezza africana da parte degli europei, un episodio criminale che ha paralizzato la società africana per i secoli a venire. Le perle di aggry sarebbero poi diventate note come "perle degli schiavi"; man mano che gli africani impoveriti diventavano disperati, alcuni furono costretti a vendere sé stessi o altri come schiavi dei loro usurpatori europei. Le perle degli schiavi, uno dei tanti sistemi monetari della storia, sono diventate fondamentali nel periodo del commercio degli schiavi al di là dell'Atlantico.

Per una barbara ironia della storia, le navi che sbarcavano in Africa piene di perle di aggry (contraffatte) partivano più tardi per le coste europee e americane con carichi di prezioso materiale umano. I padroni di queste navi imballavano i loro scafi con schiavi africani, proprio come le perle di vetro che venivano utilizzate per acquistare il loro carico umano.

Purtroppo questo saccheggio non fu un episodio isolato. Le strisce di stoffa erano un'altra forma di denaro usata nell'antica Africa, che divenne un mezzo di transazione consolidato nel corso di molti secoli di rapporti con i commercianti musulmani del nord. Le tribù africane locali iniziarono a produrre queste strisce di stoffa – conosciute colloquialmente come panos – ma furono superate dai metodi di produzione più efficienti impiegati dai portoghesi. Ne seguì un accordo economico perversamente redditizio, in cui i portoghesi usavano i panos per acquistare schiavi africani che venivano poi messi al lavoro producendo proprio le strisce di stoffa con cui erano stati derubati della loro libertà. Come lo storico scozzese Christopher Fyfe ha descritto questo terribile rapporto commerciale:

Alcuni degli schiavi erano tessitori di professione e tessevano il cotone come avevano fatto sulla terraferma. Furono introdotti nuovi modelli di tipo nordafricano e dalla metà del XVI secolo i panos di Capo Verde [strisce di stoffa] venivano regolarmente esportati in Guinea per essere scambiati con gli schiavi.

Attirati da un potenziale di profitto virtualmente illimitato, i produttori portoghesi di panos istituirono un monopolio sponsorizzato dallo stato chiamato Grão Pará e Maranhão Company, che imponeva l'uso delle sue operazioni di deposito e di scambio per tutti i flussi finanziari denominati in panos. Questa società imponeva l'uso di panos per il pagamento delle tasse, per denominare contratti di tratta degli schiavi e per assumere soldati. Giusto per citare un esempio simile e non casuale di oggi: il governo degli Stati Uniti impone l'uso dei dollari per la riscossione delle tasse, come moneta a corso legale, come valuta nominale per i contratti sul petrolio (schiavismo energetico) e come valuta di riserva internazionale (il famigerato "privilegio esorbitante").

Eventi sorprendentemente simili a perline e panos si stanno verificando oggi in tutta l'economia globale: il dollaro USA nelle vostre tasche, quello per cui avete sacrificato così tanto, è stato prodotto in serie dal governo degli Stati Uniti con una pressione (quasi senza sforzo) di un tasto. Allo stesso modo in cui gli europei avevano accesso ad una tecnologia di produzione del vetro superiore che dava loro la possibilità di falsificare denaro a basso costo, o la produzione portoghese di panos, le banche centrali hanno il privilegio esclusivo di produrre denaro a un costo quasi zero e confiscare a volontà la ricchezza di tutti gli utilizzatori di dollari. Anche se meno visibili e violente, le banche centrali oggi svolgono operazioni utilizzando gli stessi metodi di furto di quelli usati dagli astuti europei contro gli ignari africani.

Le storie delle perle di aggry e dei panos contengono lezioni importanti per le società che soffrono a causa del sistema bancario centrale: coloro che possono monopolizzare la produzione di moneta diventano di fatto contraffattori che rubano il lavoro umano. Quando le forze del libero mercato vengono manipolate, i produttori acquisiscono una capacità asimmetrica di impostare i prezzi senza alcun riguardo per le preferenze dei clienti, trasformando così le democrazie in dittature e la libertà in tirannia. Ciò implica che i monopolisti possono acquisire tempo umano (ovvero lavoro) ad un prezzo ingiusto. Detto in modo diverso: i monopolisti del denaro possono rubare il tempo alle persone, un potere malevolo che li rende effettivamente schaivisti.

Un diritto esclusivo di produrre denaro senza riguardo per le pressioni competitive del mercato è un apparato di schiavitù, un vile privilegio che i monopolisti possono preservare solo attraverso l'inganno e la violenza.

Perle di aggry e panos contraffatti erano armi usate per acquisire tempo; atti che hanno portato al furto diretto di 12,5 milioni di vite umane tra il 1501 e il 1806 (e al furto indiretto della loro progenie). La tratta degli schiavi fu un olocausto per gli africani; circa 2 milioni di persone morirono durante il transito attraverso la famigerata Tratta atlantica, e coloro che sopravvissero trascorsero il resto della loro vita a lavorare faticosamente o a partorire bambini per rifornire le scorte del loro schiavista. Osservando questa atrocità da una prospettiva economica (senza contare i nati in schiavitù): supponendo che uno schiavo medio potesse lavorare 5.000 ore ogni anno per 40 anni, il tempo totale rubato ammonta ad oltre 2.500 miliardi di ore, o 6,8 miliardi di ore rubate all'anno per 365 anni (link alla fonte).

La tratta degli schiavi fu un fenomeno tanto raccapricciante quanto gigantesco; se solo i monopoli della produzione monetaria avessero affrontato la concorrenza del libero mercato, questo orrore della storia umana non avrebbe raggiunto una scala così colossale. Nella competizione di mercato (non violenta), le azioni dei produttori sono guidate dalle preferenze dei clienti: una dinamica che abbassa i prezzi e stimola l'innovazione tecnologica. In assenza di questa responsabilità, i produttori sono incentivati a fare tutto il necessario per espandere la loro quota di mercato, fino ad includere la coercizione violenta. Le pressioni del mercato mantengono le persone oneste: in quanto tali, le strutture dei mercati e la morale sono reciprocamente intrecciate.


Mercati, sovranità e moralità

"Per essere morale, un atto deve essere libero"
– Murray N. Rothbard

La competizione è un processo di naturale scoperta: nello sport è il modo in cui scopriamo quale squadra è più competente in ogni singola partita; durante un'intera stagione di gioco, la competizione ripetuta è il modo in cui scopriamo quale squadra è la migliore in assoluto. Nei mercati liberi, la concorrenza è l'insieme dei giochi per scoprire le "soddisfazioni dei desideri": ogni imprenditore fa delle "scommesse" (investimenti di capitale, denaro e tempo) mentre cerca di dimostrare che i propri concorrenti si sbagliano, offrendo risultati migliori, soluzioni più veloci o più economiche ai problemi che i loro clienti vogliono risolvere. La concorrenza di mercato è il catalizzatore del lavoro onesto e del progresso reale per la civiltà. Come dicevano i pragmatici americani: "La verità è la fine dell'indagine". In questo senso, il libero mercato può essere pensato come un contesto di indagine continua che punta alla verità. Le idee che la competizione genera, che sopravvivono alle sue continue inquisizioni imprenditoriali, sono le nostre migliori approssimazioni della verità. Come disse William James:

Qualsiasi idea su cui possiamo cavalcare ... qualsiasi idea che ci porterà prosperamente da qualsiasi parte della nostra esperienza a qualsiasi altra parte, collegando le cose in modo soddisfacente, lavorando in sicurezza, risparmiando manodopera; è vero solo per così tanto, vero fino in fondo, vero strumentalmente.

La verità è difficile da distinguere da ciò che è più utile. Con il libero scambio, la verità viene generata sotto forma di prezzi accurati, strumenti utili e virtù individuali. I prezzi rappresentano le concomitanze degli operatori di mercato sui rapporti di cambio relativi, una derivazione di innumerevoli decisioni commerciali nel tempo. Uno strumento di utilità superiore è la manifestazione della conoscenza attuale dell'umanità per risolvere un problema specifico. In altre parole: quando gli imprenditori indagano sulla natura della realtà attraverso la sperimentazione, gli strumenti che producono e la struttura della conoscenza con cui questi strumenti sono configurati si adattano in base alle preferenze del cliente fino a quando una o poche soluzioni preferite diventano dominanti sul mercato. La virtù e la competenza sono i tratti caratteriali degli imprenditori di successo che riescono a sopravvivere alle continue pressioni economiche e fanno guadagnare loro profitti. Questa funzione di ricerca della verità nei mercati liberi è intrinsecamente iterativa: i prezzi, gli strumenti e le virtù cambiano costantemente in base alle condizioni di mercato.

I "punti" nei giochi di scoperta basati sul mercato sono denominati in denaro, lo strumento utilizzato per calcolare, negoziare ed eseguire operazioni in modo più efficace. La concorrenza di mercato è il processo che mantiene i produttori onesti: quando viene soppressa attraverso la coercizione o la violenza come avviene all'interno dei "monopoli legali" la verità viene distorta in prezzi inaccurati, strumenti di bassa qualità e malvagità individuale. Per i produttori di denaro, monopolizzare significa che i produttori disonesti diventano falsari e ottengono un dominio (ingannevole e violento) sul tempo.

Contrariamente alle convenzioni popolari, il denaro non è "la radice di tutti i mali", in realtà è solo uno strumento per scambiare tempo (o lavoro), il mezzo con cui gli attori di mercato comunicano reciprocamente attraverso le transazioni economiche. Come tutti gli strumenti, il denaro non ha una moralità propria. Gli strumenti sono amorali, nel senso che possono essere usati sia per scopi buoni che per scopi malvagi. Il risultato morale dell'utilizzo di uno strumento dipende inestricabilmente dall'intenzione del suo utilizzatore. Il denaro è uno strumento di scambio del tempo, ma (come abbiamo visto) può anche essere maneggiato maliziosamente per rubarlo; allo stesso modo si può usare un martello per costruire una casa o colpire una testa.

Più precisamente, il denaro insieme ai suoi precursori dell'azione e della parola è "la radice di ogni sovranità": l'autorità di agire nel mondo come si ritiene più opportuno. La sovranità una parola etimologicamente associata a monarchia, denaro e regalità si riferisce al luogo del potere supremo nella sfera dell'azione umana. Secondo il Giusnaturalismo, la sovranità è intrinseca all'individuo, poiché ogni persona deve decidere consapevolmente quali azioni intraprendere, nonostante le influenze esogene. In ognuno di noi vive un santuario interiore della fonte generativa della sovranità un principio inviolabile della ragione noto come logos. Come strato di interfaccia tra i domini primari dell'esperienza ordine e caos il logos è la caratteristica distintiva dell'umanità: la nostra capacità di raccontare e credere alle storie è ciò che distingue l'uomo dall'animale. Victor Frankl definisce questo spazio interiorizzato "l'ultima libertà umana":

L'ultima delle libertà umane: scegliere l'atteggiamento di una persona in un dato insieme di circostanze, scegliere la propria strada. E ci sono sempre delle scelte da fare. Ogni giorno, ogni ora, offre l'opportunità di prendere una decisione, una decisione che determina se vi sottomettete o meno a quei poteri che minacciano di derubarvi di voi stessi, della vostra libertà interiore; che determina se diventate o meno il giocattolo delle circostanze, rinunciando alla libertà e alla dignità [...].Dalla sovranità deriviamo la parola regno, che comunemente si riferisce ad un periodo di governo reale. La maggior parte di noi ora vive in un'era ormai passata di sottomissione ad una famiglia reale, e la nostra concezione di sovranità si è costantemente decentralizzata nel tempo, avvicinandosi ad un chiaro riflesso del giusnaturalismo. Jordan Peterson traccia questa progressione storica:

Prima di tutto, l'unico sovrano era il re. Quindi i nobili divennero sovrani. Allora tutti gli uomini divennero sovrani. Poi è arrivata la rivoluzione cristiana e ogni singola anima è diventata sovrana. Quell'idea di sovranità e valore individuale è il presupposto fondamentale dei nostri sistemi legali e culturali, quindi camminiamo agendo come sé ognuno di noi fosse un centro divino del logos. Ci garantiamo a vicenda il rispetto dei singoli cittadini che sono sovrani e sono uguali davanti alla legge.

Alla base della civiltà occidentale oggi vi è il precetto che la sovranità dell'individuo è considerata superiore allo stato: una convinzione incarnata al centro di principi legali come l'habeus corpus, la presunzione di "innocenza fino a prova contraria" e la libertà del diritto di parola.

La libertà di parola è essenziale per una società pacifica, poiché le nostre idee devono essere libere di scontrarsi e risolvere i conflitti in modo che non siano i nostri corpi a farlo. La parola è nata negli esseri umani come risultato diretto della nostra evoluzione: una volta raggiunta la posizione verticale dai nostri primati ancestrali, il nostro campo visivo si è ampliato e le nostre mani sono diventate più abili nel manipolare l'ambiente naturale poiché non erano più necessarie per la locomozione. Dotati di pollici opponibili, abbiamo sviluppato una destrezza che ci ha permesso di caratterizzare il mondo naturale in modi utili, come ordinare le cose, contare e creare strumenti. La muscolatura sottile del viso e della lingua si è evoluta insieme a questa precisione della mano, dando origine al linguaggio parlato, che ha completato la capacità della mano di categorizzare il mondo e la capacità della mente di comprenderlo (anche il nostro dialogo interno è composto dalla parola). La capacità di riconfigurare manualmente il mondo ha rafforzato la nostra capacità astrattiva di farlo verbalmente, formando così una dinamica di feedback tra queste due facoltà che definiscono l'uomo. Questa co-evoluzione dell'artigianato e dell'articolazione verbale ha portato al commercio e la cosa più commerciabile in qualsiasi società è il suo strumento più importante: il denaro.

Visto in questo modo, il denaro è una derivazione diretta dell'azione e della parola: tutti e tre i mezzi essenziali per l'espressione sovrana. In questo senso, il denaro può essere considerato una forma di parola in sé e per sé: il linguaggio del valore. Porre limitazioni all'uso di questo linguaggio (lo scopo delle banche centrali) è proporzionalmente catastrofico alla limitazione della libertà di parola (che può portare ad assurdità come i numeri illegali). La libertà di parola scava la fossa del dispotismo, mentre la sua soppressione è il marchio di fabbrica dei regimi totalitari. Infatti il primo sforzo di ogni aspirante dittatore è sempre quello di limitare la voce del dissenso, di oscurare la luce dell'indagine che si irradia dal logos. Il XX secolo ha avuto molte dittature che sopprimevano i logos, ne nomineremo due:

"Nel 1917 i bolscevichi russi si mossero per limitare la libertà di parola proprio il giorno dopo il colpo di stato di ottobre. Adottarono il "Decreto sulla stampa", che chiudeva tutti i giornali "seminando discordia con la distorsione diffamatoria dei fatti". Allo stesso modo, solo pochi mesi dopo essere saliti al potere nel 1933, i nazionalsocialisti tedeschi iniziarono a bruciare libri e il Ministero della Propaganda introdusse una rigida censura.

Logos (λόγος) è una parola greca che significa "rapporto" o "parola", il principio alla base delle comunicazioni interpersonali, che sono in gran parte condotte tramite parole e prezzi (rapporti di cambio espressi in termini monetari). Sia le parole che i prezzi sono "comparativi categorici", protocolli per incapsulare, paragonare e comunicare diversi aspetti della realtà (il potere del logos divino di mettere ordine dal caos). Nel linguaggio tutte le parole hanno un significato relativo l'una con l'altra: tutte le definizioni sono composte da altre parole. Nei mercati l'intersezione tra offerta oggettiva e domanda soggettiva è il prezzo: una cifra dinamica che riflette il consenso dei logos collettivi sul rapporto di cambio di un determinato bene con qualsiasi altro bene (espresso nel linguaggio comune della matematica economica: il denaro).

Per quanto riguarda il denaro, gli stati corrompono la modalità di determinazione del prezzo violando costantemente l'offerta di moneta (tramite l'inflazione) e contemporaneamente influenzandone la domanda (tramite leggi sul corso legale e sulla riscossione delle tasse). Distorcere la naturale scoperta dei prezzi, manipolare i logos collettivi, equivale a pervertire la vox populi, la voce delle persone. George Orwell una volta disse: "Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alle persone ciò che non vogliono sentire". L'incapacità di dire la verità (con le parole) o di dimostrare che gli altri hanno torto sul mercato (con i prezzi) è la morte della libertà; come il XX secolo ci ha dolorosamente insegnato, restringere il logos è un pendio scivoloso verso il totalitarismo. La libera espressione in tutte le sue forme è antecedente alla corretta azione morale.

Come la parola, il denaro manca di una sua moralità intrinseca. Tuttavia il suo carattere economico influenza gli standard morali, come ci ha insegnato Buddha: "Il denaro è la peggiore scoperta della vita umana, ma è il materiale più affidabile per testare la natura umana". Il denaro onesto incoraggia azioni rette e il denaro disonesto conduce all'azzardo morale. Per comprendere l'impatto del denaro sulla moralità, si consideri il caso (ipotetico) di un produttore di vino che vive in un'economia basata sulle banche centrali. Sa che la sua banca centrale ha di recente raddoppiato l'offerta di moneta stampando migliaia di miliardi di dollari per "salvare l'economia" e ora si trova di fronte a tre opzioni:

  1. Continuare a vendere il suo vino per $20, sapendo che il valore di ogni dollaro è sceso del 50% a causa dell'inflazione (per semplicità, ignoreremo l'irregolarità spazio-temporale dell'inflazione);
  2. Annacquare il suo vino o usare ingredienti più economici, riducendo così il costo di produzione e la qualità, ma continuando a venderlo a $20;
  3. Raddoppiare il prezzo di vendita a $40 per ottenere lo stesso valore denominato in dollari post-inflazione.

Se l'enologo sceglie la prima opzione, subisce una perdita del 50%. Se decide di annacquare il suo vino, froda i suoi clienti vendendo loro un prodotto di qualità inferiore. Se raddoppia il prezzo per mantenere la qualità, rischia di perdere clienti a favore di concorrenti meno onesti che sono disposti a scendere a compromessi sulla qualità. Poiché la diluizione del vino con l'acqua è difficile da rilevare (per i non intenditori) e offre un guadagno finanziario immediato, tutti i produttori di vino sono fortemente incentivati ​​a frodare i propri clienti quando l'inflazione picchia duro (causa di scandali sul vino). Allo stesso modo l'inflazione monetaria incentiva i venditori di tutti i settori ad ingannare i propri clienti. L'inflazione impone la tentazione del furto nei cuori dei venditori, costringendoli a soppesare il benessere finanziario con l'integrità morale. In questo senso l'inflazione è una malattia infettiva per il tessuto morale della società. Il denaro resistente all'inflazione, quindi, è un antidoto ad una moralità sociale infetta. In questo senso Bitcoin l'unica forma di denaro con un tasso di inflazione terminale dello 0% è la cura per molti dei cancri morali che stanno crivellando il nostro mondo.

Il denaro è una fonte di grande tentazione, in quanto può essere considerato la "lista di chi possiede cosa", poiché il denaro può (per definizione) essere utilizzato per acquistare qualsiasi cosa sul mercato. Quando un gruppo singolarmente privilegiato (un monopolio) può creare denaro dal nulla, può modificare arbitrariamente questo "elenco di chi possiede cosa" e ha un potente incentivo a farlo a proprio vantaggio. Questo punto di vista del "denaro come registro della proprietà" getta luce sull'impulso alla base del settore bancario centrale: un'istituzione che si arroga il diritto d'essere "padrone della lista" con il privilegio esclusivo di promuovere gli interessi dei suoi azionisti privati, anche a costo di schiavizzare tutti gli altri.

Dal momento che tutto nel mercato richiede sacrifici di tempo (anche la terra ha bisogno di mani per essere venduta), possiamo dire che il denaro è il simbolo umano del tempo. Allo stesso modo in cui un titolo azionario è un diritto sul capitale di una società, il denaro è il diritto sul tempo; le persone sacrificano tempo per guadagnare denaro che possono poi spendere in sacrifici commisurati da altri. Chiaramente, uno strumento in grado di controllare il tempo umano è un oggetto di grande tentazione, in quanto è una potente fonte di potere (definito dalla fisica come lavoro nel tempo). La brama di potere è la motivazione della maggior parte delle guerre, che tipicamente coinvolgono i tentativi di acquisire capitale, cibo o territori con la forza. E la mancanza di potere è strettamente correlata all'infelicità, il che rende affascinante il suo consolidamento, come disse Filone Giudaico:

Nessuno schiavo è veramente felice, perché quale miseria più grande c'è che vivere senza potere su nulla, incluso sé stessi?

Il denaro è sempre stato un elemento fondamentale delle nozioni di sovranità e schiavitù dell'umanità. Quando è selezionato naturalmente dai processi del libero mercato, il denaro è il culmine del logos collettivo: una sintesi di espressioni di sovranità individuale. Ma il denaro naturale è stato distorto da tiranni artificiali: il motivo per cui oggi definiamo "sovrani" stati è solo perché sono le bande che detengono la maggior parte del denaro scelto liberamente dal mondo: l'oro.


I cosiddetti stati sovrani

 "Non sapevo di essere uno schiavo fino a quando non ho scoperto di non poter fare le cose che volevo"
– Frederick Douglass

Per oltre 5.000 anni i metalli preziosi sono stati preferiti come denaro poiché soddisfacevano al meglio le sue cinque proprietà: divisibilità, durata, portabilità, riconoscibilità e scarsità. L'oro ha regnato supremo su tutti i metalli monetari perché era il più scarso. La scarsità è probabilmente la proprietà più importante del denaro, poiché senza una garanzia di limitazione dell'offerta, qualcuno cede sempre alla tentazione di rubare il valore in esso immagazzinato (perle di aggry, denaro di stoffa panos, o valute fiat di oggi).

Gli stati hanno sempre interceduto nel mercato del denaro per requisire operazioni di conio e depositi di monete d'oro, strumenti che cercavano di migliorare le proprietà di divisibilità, portabilità e riconoscibilità del denaro emettendo monete standardizzate o ricevute di deposito. Monopolizzando queste attività, lo stato ha trasferito il peso della fiducia dalle parti che effettuavano transazioni su sé stesso. Gli stati nel corso della storia hanno sempre fatto loro il compito (esclusivo) di certificare il valore (peso o finezza) del denaro (monete o lingotti) e dei sostituti del denaro (ricevute di deposito). Ricordate: l'isolamento dalla concorrenza interrompe il processo di scoperta della verità generato dal libero mercato; per questo motivo la fiducia riposta in un monopolio finisce sempre in frantumi.

Tutte le valute nazionali sono nate come promesse sul denaro reale. Oggi le valute fiat non sono più rimborsabili con denaro reale e invece sono state trasformate in promesse perennemente non mantenute. Gli stati richiedono alle società (una caratterizzazione dei logos collettivi) di effettuare transazioni in questi sostituti del denaro reale e si riservano il diritto esclusivo di manipolare le loro offerte come mezzo per sottrarre ricchezza (ovvero rubare tempo) ai cittadini. Infatti le valute fiat sono debiti scoperti che subiscono un default al rallentatore mentre il loro uso viene imposto alla società. Nel frattempo le banche centrali continuano ad accumulare denaro reale (oro) e ad effettuare il saldo finale l'una con l'altra con questo mezzo di scambio autentico e scelto dal libero mercato.

Vista in questo modo, "stampare moneta" significa contraffazione di valuta – la produzione di false promesse, poiché le valute non sono più legate al denaro reale. La valuta fiat è una bugia. Indipendentemente dal fatto che lo si consideri uno strumento o un'arma (a seconda dell'intenzionalità dell'utilizzatore), manipolare l'offerta di denaro è oggettivamente utile per una sola cosa: infliggere disuguaglianze di ricchezza (rubare tempo). Come dice G. Braschi: "Ogni strumento è un'arma (se lo si usa bene)". Come mezzo per ottenere un vantaggio, la contraffazione della valuta è un'arma.

In tempi di guerra le nazioni belligeranti hanno tentato di falsificare le valute avversarie per causare iperinflazione. Ad esempio, la Germania nazista aveva in programma di bombardare l'Inghilterra con banconote contraffatte e sabotare la sua economia. E nel Giappone imperiale il Noborito Laboratory sperimentò operazioni di contraffazione di valuta come strategia di sovversione economica. In tempi di pace, la contraffazione della valuta è dominio esclusivo della banca centrale, la cui "politica monetaria espansiva" aumenta l'offerta di moneta, diciamo, del 7% all'anno, cioè rubare solo il 7% della ricchezza dei detentori di dollari (un accumulo di tempo-risparmio).

Quando le circostanze diventano troppo incerte, gli attori di mercato ricorrono all'oro fisico, poiché i sostituti del denaro sono (nella migliore delle ipotesi) promesse di ricevere denaro in futuro e quindi vulnerabili al default. A differenza delle valute fiat, l'oro è un'espressione dei logos collettivi, non l'obbligo di una controparte. Lo stato autodichiarato "sovrano" è un modello di business costruito sulla confisca di denaro come l'oro e l'argento. Le proprietà monetarie superiori dell'oro ne hanno fatto la forma più preziosa di denaro nella storia, un regno che ha mantenuto da prima della fondazione dell'antico Egitto.


Le grandi piramidi

"Ci sono due modi per conquistare e rendere schiavo un Paese: uno è con la spada, l'altro è con il debito"
– John Adams

L'antico Egitto è l'archetipo della tirannia nella Bibbia. L'Egitto è rinomato per le sue Grandi Piramidi, monoliti costruiti col lavoro degli schiavi. Infatti la grandiosità di queste costruzioni deve un grande debito di gratitudine ai molti schiavi il cui tempo è stato rubato dai Faraoni. Per ottenere un barlume di comprensione di quanto fosse arduo il processo di costruzione anche per una singola Grande Piramide, prendete in considerazione questo punto dal libro Heroes of History di Will Durant: "Secondo Erodoto [...] la piramide stessa richiese il lavoro di 100.000 uomini per venti anni".

Per quantificare questo furto di tempo a spese degli schiavi egiziani, presumendo ancora una volta che ogni schiavo trascorra 5.000 ore all'anno impegnato in lavori manuali, una forza lavoro di 100.000 schiavi che lavora per 20 anni equivale a 10 miliardi di ore rubate. Una quantità impressionante di brutalità fisica durante la costruzione di un'unica Grande Piramide, ma ancora meno del tempo rubato dai più grandi schemi piramidali della storia umana: le valute fiat. Come aveva predetto Henry Ford: "È un bene che le persone della nazione non capiscano il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capissero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domani mattina".

Uno schema piramidale è una truffa sugli investimenti basata su una configurazione gerarchica del network marketing, in cui i partecipanti di livello superiore traggono profitto a spese di quelli inferiori. Le valute fiat sono schemi piramidali eretti dalle banche centrali che erigono barriere all'ingresso e sopprimono il prezzo dell'oro, che altrimenti supererebbe le loro valute inferiori sul mercato libero, poiché l'oro è abbastanza scarso e mantiene il suo valore nel tempo. L'uso di valute fiat è un obbligo in base alle leggi sul corso legale e fiscali. Può essere difficile credere che la valuta più popolare al mondo sia uno schema piramidale, ma la simbologia del dollaro USA è chiara.

Grazie ad un gioco di prestigio da parte degli stati, questi schemi piramidali sono arrivati a dominare il mondo. Le valute fiat sono sostituti del denaro basate sul debito e controllate dalle banche centrali, che impongono queste reti monetarie agli utilizzatori e sopprimono tutta la concorrenza nel mercato in modo coercitivo o violento (simile alla società Grão Pará e Maranhão). La cosa più spregevole è che sono le persone più povere della società – che (per necessità) detengono la maggior parte della loro ricchezza in valuta fiat – ad essere le vittime di questo sistema fraudolento.

All'apice degli schemi piramidali delle valute fiat c'è l'oro: una tecnologia selezionata come moneta dalla libera scelta (i logos collettivi) di innumerevoli imprenditori nel corso della storia. Le astrazioni dell'oro in valuta cartacea furono introdotte esclusivamente per renderlo più conveniente per lo scambio, non per sostituirlo. Nel corso del tempo è stata eliminata l'opzione di riscattare la valuta fiat in oro, dando agli stati il pieno controllo sulla scarsità di valuta e quindi una capacità illimitata di confiscare la ricchezza ai propri cittadini compromettendone l'offerta.

Infatti ogni volta che viene stampata una nuova unità di valuta fiat (chiamata eufemisticamente "quantitative easing" o QE dalle banche centrali), vengono posti nuovi strati allo schema piramidale dall'alto verso il basso ed i costi inflazionistici vengono esternalizzati a quelli che utilizzano le valute fiat come riserva di valore. Peggio ancora, ogni unità di valuta fiat è soggetta a leva: un'unità viene moltiplicata per diversi ordini di grandezza nel momento in cui diventa parte dell'offerta di moneta generale. Guardiamo la FED come esempio specifico: dopo aver compensato le entrate delle commissioni di servizio per sé stessa (per finanziare le sue operazioni e un dividendo annuo del 6% ai suoi azionisti non divulgati), la FED utilizza i nuovi dollari fiat per acquistare il debito del governo degli Stati Uniti. I dollari fiat appena stampati (più accuratamente, generati elettronicamente) vengono quindi distribuiti a discrezione dei burocrati governativi, che (non sorprende) tendono a favorire i banchieri, le grandi aziende ed i lobbisti che finanziano le loro campagne politiche. Questa dinamica rialloca la ricchezza dai poveri ai ricchi (Robin Hood si vergognerebbe).

Finché le persone rimangono sufficientemente passive ma produttive, questi schemi piramidali possono essere costruiti sempre più in alto e continuano a funzionare come arma di estrazione di ricchezza (furto di tempo) per i loro perpetratori politici. Ma dato che non esistono pasti gratis, questa espansione dell'offerta di valuta fiat non può continuare per sempre. Poiché gli strati continuano ad accumularsi round dopo round di QE e le persone sono implicitamente tassate sempre più duramente a causa dell'inflazione dei prezzi, la fiducia nella valuta diminuisce. Come disse Hemingway sulla bancarotta, avviene dapprima gradualmente, poi all'improvviso quando l'inflazione cede il passo all'iperinflazione. A questo punto la banca centrale s'è spinta troppo oltre sui "cittadini schiavi", mentre questi ultimi raggiungono il limite del loro sostentamento economico.

Fortunatamente, grazie a Bitcoin, questi schemi piramidali non possono più essere protetti dalla concorrenza diretta (come lo sono dall'oro). Tutte le valute fiat dipendono dalla capacità delle banche centrali di sottomettere la concorrenza, il processo di scoperta che altrimenti interromperebbe la loro illusione. Possedere il 20% dell'offerta mondiale di oro conferisce alle banche centrali un'influenza significativa sul suo prezzo, che sopprimono attivamente nei mercati dell'oro sintetico. Senza intervento, le valute fiat collasserebbero rapidamente di fronte alla proposta di valore superiore dell'oro come moneta, poiché le persone preferiscono sempre una moneta che mantiene il suo valore nel tempo (rimanendo scarsa). A questo proposito, Bitcoin – l'unico "oro digitale" al mondo – rappresenta un importante passo avanti: una tecnologia monetaria che è dirompente rispetto all'oro, resistente alla soppressione competitiva da parte delle banche centrali e la scoperta unica della scarsità assoluta.

Tutti i tipi di denaro mostrano una dinamica di valutazione di marketing multilivello: per Bitcoin, i primi utenti beneficiano in modo sproporzionato anticipando l'adozione successiva da parte di altri (il processo di bootstrap economico di Bitcoin è caratterizzato da un ciclo virtuoso). Ma a differenza delle offerte illimitate degli schemi piramidali delle valute fiat, Bitcoin ha un'offerta universalmente nota. Per le valute fiat, gli "early adopter" sono perennemente quelli che hanno accesso alla stampante monetaria; un'asimmetria posizionale (un privilegio politico) che rende il gioco ingiusto.

Come sistema più simmetrico, Bitcoin è caratterizzato in modo univoco da informazioni perfette, il che significa che tutti gli attori di mercato possono vedere le regole che lo governano, verificare che non ci saranno mai più di 21 milioni di unità e determinare esattamente quando ciascuna unità verrà prodotta. Nel gioco di Bitcoin, tutta l'inflazione dell'offerta è ottimizzata allo zero assoluto. L'informazione perfetta è un prerequisito del concetto economico di concorrenza perfetta: una condizione di mercato ideale (ma irraggiungibile) in cui la competitività è completamente libera da regolamentazioni inutili e la creazione di ricchezza è massimizzata. Una grande promessa di Bitcoin è quella di avvicinare i mercati globali a questo stato di perfezione economica separando denaro e stato.

Adagiata su strati permanenti, questa piramide di "oro digitale" supera le incertezze innate delle valute fiat. Dato che il denaro è "un'assicurazione contro l'incertezza", la sua domanda è incentrata sulla relativa certezza delle sue proprietà monetarie; e Bitcoin le ottimizza tutte e cinque. Come la morte e le tasse, la certezza dei "21 milioni di bitcoin" non può essere confutata. Insieme all'incentivo di una futura adozione di questo denaro digitale, assolutamente scarso e a prova di furto, Bitcoin è un'inevitabilità a cui il mercato globale non può sfuggire. È proprio questa ineluttabilità che sta portando alla liberazione di sempre più schiavi in tutto il mondo.

L'assoluta scarsità della piramide monetaria Bitcoin supera sempre di più gli schemi piramidali di valuta fiat man mano che crescono e diventano meno affidabili attraverso l'espansione dell'offerta. Alla fine questi proverbiali "castelli di carte" collassano di fronte alla piena trasparenza e certezza del Bitcoin. Che sia compreso o meno dagli operatori di mercato, nella sfera monetaria ciò che si conosce serve come protezione dall'ignoto.

Visto in questo modo, abbiamo molto di cui sperare poiché finalmente c'è una moneta perfettamente conoscibile, un'alternativa a prova di corruzione al sistema completamente immorale del sistema bancario centrale. Bitcoin è denaro onesto che libera il mondo dalla falsità della valuta fiat. In un senso trascendentale, Bitcoin potrebbe effettivamente essere ciò che gli antichi alchimisti si sforzarono tanto di trovare: la sostanza incorruttibile – chiamata lapis philosophorum nei testi arcaici – che servirebbe da antidoto alla corruzione del mondo. Come ha scritto Jordan Peterson sull'alchimia in Maps of Meaning:

La sequenza della trasformazione alchemica era parallela alla Passione di Cristo, parallela al mito dell'eroe e alla sua redenzione. Il messaggio dell'alchimia è che il rifiuto individuale della tirannia, la ricerca volontaria dell'ignoto e del terrificante – basata sulla fede nell'ideale – può generare una trasformazione individuale così travolgente che il suo equivalente può essere trovato solo nel più profondo dei miti religiosi [...] lapis philosophorum è "agente di trasformazione", equivalente al mitologico eroe redentore – in grado di trasformare "metalli vili in oro". È, in quanto tale, qualcosa di più prezioso dell'oro, proprio come l'eroe è più prezioso di qualsiasi sua produzione concreta.

Le metodologie alchemiche erano "proto-scienza": processi sperimentali praticati per migliaia di anni che furono fondamentali per lo sviluppo successivo del metodo scientifico (anche Isaac Newton era un alchimista). Come scuola di pensiero, l'alchimia era un "fork" dalla Chiesa basato sulla convinzione che la conoscenza redentrice potesse essere trovata nel laboratorio della natura (un concetto eretico all'epoca). Essendo all'avanguardia del successo tecnologico umano, esistente come l'unico denaro caratterizzato da un'offerta a prova di manipolazione e ispirando profonde trasformazioni nelle vite di coloro che lo utilizzano, forse Bitcoin è il lapis philosophorum perseguito dagli alchimisti per secoli - la sostanza incorruttibile che libera dalla tirannia e, così facendo, fa avvicinare l'umanità a Dio. Bitcoin è la verità e, per definizione, Dio è espresso nel discorso veritiero che rettifica le gerarchie patologiche. O come disse Benjamin Franklin: "La ribellione ai tiranni è obbedienza a Dio".

Come la libertà, l'amore e la verità, Dio è senza tempo. Non sto parlando di un "tizio nei cieli": l'idea antica della Genesi è che Dio sia la forza che affronta il caos con coraggio, verità e amore per convertirlo in ordine buono e utile. Essendo fatti ad immagine di Dio, siamo tutti individui sovrani intrisi del logos, un potere auto-generante responsabile della nostra capacità di riconfigurare armoniosamente il mondo naturale in uno spazio buono ed abitabile. Il nostro futuro è nella nostra immaginazione, una realtà che richiamiamo esercitando liberamente il logos nel pensiero, nella parola e nell'azione. Il logos è la scintilla divina intrinseca in tutti noi; rendendoci conto che le parole possono solo spiegare superficialmente la verità spirituale, possiamo osare dire: Dio è il principio anti-entropico che si propaga eternamente attraverso tutta la vita. Come disse G.K. Chesterton: "Una cosa morta può seguire il flusso, ma solo una cosa vivente può andare contro di esso".

Per incarnare in modo più veritiero il principio divino del logos ed avvicinarci all'eternità di Dio collettivamente, dobbiamo trionfare contro le forze del male che ci rubano il tempo.


Rubare il tempo

"C'è un tipo di ladro che la legge non punisce e che ruba ciò che è più prezioso per gli uomini: il tempo"
– Napoleone Bonaparte

Molti incolpano erroneamente il capitalismo per la miriade di problemi economici nel mondo. Invece al centro di ogni economia moderna c'è un'istituzione socialista: la banca centrale. Il primo uomo che ha scavato una buca per ripararsi dalle intemperie è stato il primo capitalista e l'uomo che ha invaso violentemente il suo minuscolo territorio per i suoi scopi egoistici è stato il primo socialista. Il capitalismo significa semplicemente che ognuno ha diritti esclusivi sui frutti del proprio lavoro; in altre parole, ognuno possiede il proprio tempo. I veri capitalisti sono liberi di scambiare qualsiasi oggetto di valore che creano e in cui investono il loro tempo (beni, servizi o conoscenza) con altre persone che fanno lo stesso. Il socialismo, dall'altra parte, implica che i governi (ovvero altre persone) possiedano una parte (maggiore o minore) del vostro tempo; la "libbra di carne" che prendono mediante la coscrizione, la tassazione e l'inflazione.

La valuta fiat socialista è la linfa vitale della tirannia statale: per comprendere quanto sia diventato colossale il furto di tempo da parte del sistema bancario centrale, diamo uno sguardo da vicino alla FED. Utilizzando i dati sui salari annuali forniti dall'amministrazione della previdenza sociale, i cambiamenti nell'offerta di moneta M2 negli Stati Uniti e ipotizzando 2.000 ore di lavoro medie annuali per lavoratore, arriviamo a cifre sorprendenti. Dividendo la crescita dell'offerta di USD per la retribuzione oraria media ogni anno in dollari, calcoliamo un proxy per le ore rubate alla società attraverso l'espansione dell'offerta M2 negli Stati Uniti (link alla fonte).

Rubando una media del 7,6% delle ore di lavoro all'anno sin dal 1981, i burocrati della FED sono riusciti a depredare quasi mille miliardi di ore dalle persone che lavorano sodo. Supponendo che ogni persona lavori in media 2.000 ore all'anno, ciò equivale a ridurre in schiavitù 11,7 milioni di persone per 40 anni consecutivi. Questa tassazione tramite l'inflazione si aggiunge a tutte le tasse esplicite imposte dal governo degli Stati Uniti, che sono tutte atti di socialismo. A meno che le transazioni non siano effettuate da attori di mercato consenzienti, lo scambio è estorsivo: questo è un principio centrale del capitalismo di libero mercato.

Il tempo rubato dalla FED sin dal 1981 è del 341% in più all'anno rispetto alla tratta degli schiavi transatlantica. Con 23,4 miliardi di ore rubate ogni anno, la FED potrebbe (in teoria) costruire 2,3 Grandi Piramidi ogni anno. In termini di tempo assoluto rubato all'anno, la valuta fiat è il più grande schema piramidale ed istituzione di schiavitù nella storia umana.

Quando smettiamo di concepire la banca centrale come una sorta di evoluzione della storia economica e iniziamo a vederla come una storia di un crimine, iniziamo a capire il quadro reale. Il capitalismo è fondato sulla verità (duro lavoro, gratificazione futura e commercio onesto), mentre il socialismo è fondato sulla falsità (burocratizzazione, propaganda e furto). Come le perle di aggry ed i panos contraffatti, anche i dollari contraffatti vengono utilizzati per mobilitare gli sforzi militari, che (prima del denaro fiat) richiedevano tassazioni o prestiti addizionali. Il denaro socialista è la fonte di finanziamento del male: è stato utilizzato per finanziare ogni dittatore, guerra mondiale e campo di internamento nella storia umana. Solo nel XX secolo gli stati finanziati con valuta fiat hanno ucciso oltre 169 milioni di persone, una mega atrocità moderna chiamata democidio.

La storia è chiara: l'applicazione forzata della valuta fiat in tutto il mondo porta alla perdita di vite umane su scala mostruosa. Il socialismo è una frode e coloro che tacciono sulla verità del sistema bancario centrale sono complici della sua criminalità. Come afferma Nassim Taleb: "Se vedete una frode e non dite che è una frode, siete complici".

La pianificazione centralizzata del denaro non è un'idea nuova. Nel Manifesto del Partito Comunista di Marx del 1848, la misura numero cinque recita: "Centralizzazione del credito nelle mani dello Stato, per mezzo di una banca nazionale con capitale statale e monopolio esclusivo". Direttamente dal copione di Marx, non c'è assolutamente nulla di capitalista nella banca centrale; è un'organizzazione anticapitalista, quindi parliamone sinceramente: la banca centrale è socialismo monetario, un'istituzione di schiavitù finanziaria. Inoltre Karl Marx era un noto razzista; il suo sistema socialista era progettato esclusivamente per estrarre ricchezza da coloro che lo stato ritiene "inferiori". Non sorprende, quindi, che un'istituzione centrata sulla filosofia marxista si sia trasformata in uno schiavista razzista.

Gli schiavisti cercano di rubare i benefici del lavoro senza fare i sacrifici necessari. In tutte le società commerciali, l'oro era favorito come denaro perché richiedeva una "prova di lavoro" per ottenerlo: un costo imperfetto che non poteva essere contraffatto e quindi rappresentava i sacrifici collettivi compiuti per ottenerlo. Il lavoro è una ricerca nobile, poiché ci avvicina all'eternità di Dio e poiché tutte le innovazioni sono miglioramenti della produttività, strumenti per ottenere risultati maggiori nello stesso lasso di tempo. Il furto è l'opposto: uno stravolgimento del tessuto morale della realtà per servire l'ego a dispetto del Dio eterno. I tentativi di distorcere la realtà in questo modo si ritorcono sempre contro coloro che ci provano: la nostra unica salvezza da tale inganno è la verità.

Il denaro è un costrutto sociale creato per sacrificare il tempo adesso e immagazzinarlo per un godimento futuro. Il debito si crea godendo ora a costo di un sacrificio futuro. Il denaro reale è l'estinzione finale del debito. La moneta fiat è un ossimoro al concetto di moneta, poiché nasce prendendo a prestito. Di conseguenza le economie alimentate dalla valuta fiat hanno speso oltre un secolo a rimpinzarsi di debiti e il giorno della resa dei conti è vicino: la realtà economica esige che i sacrifici futuri siano pagati, spiegando perché gli stati sono oggi sull'orlo della bancarotta (moralmente e finanziariamente).

Elemento integrante del contratto sociale, il tempo che dedichiamo oggi al servizio della società deve farci guadagnare denaro che potrà essere rimborsato in futuro per servizi equivalenti. Quando questo accordo intertemporale di fiducia si rompe a causa dei tiranni che rapinano la società attraverso l'inflazione, la società scivola nella disintegrazione. La moneta fiat è uno strumento supremo del male nel mondo: un'arma di espropriazione intergenerazionale brandita da astuti schiavisti su soggetti ignari.


Schiavisti moderni

"Essere un uomo povero è difficile, ma essere una razza povera in una terra di dollari è il massimo delle difficoltà"
– W.E.B. Du Bois

Le dinamiche del padrone e dello schiavo sono state quasi sempre di natura razziale o culturale, un fatto che non è cambiato nemmeno nell'attuale epoca "civilizzata". Negli ultimi anni negli Stati Uniti si è assistito ad un'ondata di brutalità da parte della polizia in gran parte nei confronti degli afroamericani. E sembra che l'ultimo atto di brutalità sia stata l'ultima goccia per una società stufa delle storie apparentemente infinite di vite nere aggredite dalla polizia. Il 25 maggio 2020, un padre, un amico e un fratello di 46 anni di nome George Floyd è stato assassinato da un agente di polizia. Il poliziotto ha soffocato Floyd con un ginocchio sul collo mentre i cittadini guardavano impotenti.

Ricordate: la verità è la fine di ogni indagine. Nell'era digitale le finestre di percezione si sono moltiplicate in modo esponenziale, proiettando così la luce dell'indagine su schemi prismatici e compenetranti. Questa qualità multi-prospettiva dell'esistenza digitalizzata è un acceleratore della funzione di ricerca della verità nei mercati liberi: si consideri il ruolo della tecnologia digitale nella rivolta della Primavera araba, Wikileaks e ora le proteste in tutto il mondo. Nel 1965, quando Martin Luther King guidò una protesta contro pratiche di voto ineguali in Alabama, la polizia attaccò violentemente gli attivisti mentre marciavano. Sebbene molti eventi simili a questo fossero accaduti prima, questo fu trasmesso in televisione e fece la differenza. Con gli occhi del mondo che guardavano la polizia brutalizzare i manifestanti pacifici in tempo reale, il governo degli Stati Uniti venne presto spinto ad approvare una legge che vietasse la segregazione razziale e la discriminazione.

Il capitalismo di libero mercato è un sistema sociale in cui vediamo il mondo attraverso il maggior numero di occhi possibile (tramite parole e prezzi) per ottenere un'immagine della realtà ad alta risoluzione. Nell'era digitale questo multi-prospettivismo dei mercati è stato amplificato con smartphone, social media e live streaming, risvegliando così la nostra coscienza collettiva. La verità è che migliaia di storie tragiche come quella di George Floyd si sono ripetute nel tempo, ma grazie ai social media s'è scatenata una protesta globale contro la brutalità della polizia. In passato omicidi come questo sono stati meno notati, ma nella modernità l'omicidio di un uomo può innescare una "ribellione di schiavi" in tutto il mondo. La conflagrazione di proteste in tutto il mondo sulla scia dell'omicidio di Floyd testimonia l'influenza della rifrazione della tecnologia digitale alla luce dell'indagine e, quindi, della scoperta della verità.

La verità è che la polizia è protettrice della "proprietà" dello stato: il suo compito è "mantenere la pace" mentre lo stato mantiene il suo schema di confisca. I dipartimenti di polizia di molte città del sud degli Stati Uniti sono iniziati come pattuglie degli schiavi incaricate di assistere i proprietari terrieri nel recupero e nella punizione degli schiavi in fuga, preservando così i "diritti di proprietà" dei padroni di schiavi. Ancora oggi il compito della polizia è indagare sul crimine raccogliendo informazioni per il tribunale, non per proteggere la vita dei cittadini. Come dice l'assioma: "il possesso è i nove decimi della legge", così chiaramente la polizia - un gruppo di investigatori militarizzati - in verità non è altro che glorificati scagnozzi del governo.

La luce dell'indagine scioglie le bugie per rivelare la verità e questo è il motivo per cui il sistema bancario centrale fallirà: dipende dall'ignoranza, dalla paura e dalla soppressione della libera scelta, non sopporta lo sguardo galvanizzante dell'era digitale. Le operazioni centralizzate di contraffazione non saranno tollerate in un mondo con un accesso alla conoscenza senza precedenti. Prima di essere ucciso, George Floyd è stato arrestato per aver tentato di utilizzare una banconota da $20 contraffatta: lo stesso crimine che la FED perpetra invece con migliaia di miliardi. Milioni, miliardi, bilioni: è facile pronunciare questi numeri, ma è molto più difficile comprendere l'effettiva entità delle operazioni di contraffazione sponsorizzate dallo stato.

Ogni dollaro USA stampato è la prova del tempo rubato: una visualizzazione del debito nazionale degli Stati Uniti ci dà un'idea di quanto sia diventato colossale il sistema bancario centrale nel furto istituzionalizzato del tempo.

Ricordate: la società scivola sempre verso la schiavitù quando pochi privilegiati sono in grado di manipolare monopolisticamente la merce più commerciata. In quanto tale, un mondo libero sarà sempre fuori portata finché non verrà eliminato il sistema bancario centrale.

Ironia della sorte George Floyd è stato costretto ad utilizzare una banconota da $20 contraffatta proprio perché la FED falsifica i dollari USA su larga scala. Ancora una volta, il carattere economico del denaro influenza direttamente gli standard morali: gli schemi piramidali delle valute fiat si basano sulla prova del furto, la quale spinge le persone a cercare rendite, rubare e ingannare gli altri per far quadrare i conti. L'inflazione colpisce i più poveri, il che spiega perché la ricchezza media detenuta da una famiglia nera nell'America moderna è inferiore al 10% di quella detenuta da una famiglia bianca (da $17.000 a $171.000). Come ha detto Michael Krieger:

Piuttosto che responsabilizzare le persone, le trasforma in servitori a contratto incessantemente bloccati su una ruota per criceti da cui non c'è speranza di scendere. Questo non è un caso, è uno strumento collaudato che, se combinato con l'incessante propaganda dei mass media, è un modo efficace per creare una sottoclasse sottomessa, confusa e disperata.

Acquistando Bitcoin, si partecipa ad una protesta globale contro gli schemi piramidali controllati dallo stato in un modo che i politici non possono ignorare, poiché il denaro è l'unico sistema di voto in cui la vostra voce non può essere silenziata.

Sebbene nessuno di noi abbia avuto la possibilità di scegliere in quale stato nascere, grazie a Satoshi Nakamoto siamo tutti liberi di scegliere i nostri soldi. Il primo passo di questo viaggio è l'auto-istruzione: non è un caso che la scuola non ci insegni nulla sull'origine del denaro o su come funziona. Per fortuna, Internet è un tesoro di risorse se sapete dove cercare (date un'occhiata qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui).

Ancora una volta, il libero mercato è un gioco dove lo scopo è trovare la verità ed i manipolatori mentono. In questo senso, la FED è come un franchise sportivo che può facilmente segnare punti con il semplice tocco di un pulsante: una squadra che non gioca secondo le stesse regole del resto degli altri. Affrontare un avversario "invincibile" come questo è chiaramente demoralizzante per gli altri giocatori sul mercato, i quali vengono costantemente derubati non importa quanto giochino bene. Il denaro è un gioco la cui posta è quella più alta immaginabile: la libertà. E la contraffazione della valuta è schiavitù. Rompendo il dominio del sistema bancario centrale sul denaro, Bitcoin è una forza emancipatrice per un mondo che soffre di schiavitù.


Una luce nella notte

"Per vent'anni ho pregato per la libertà, ma non ho ricevuto risposta, finché non ho pregato con le mie gambe"
– Frederick Douglass

Aiutati da coraggiosi abolizionisti, gli schiavi fuggiti nell'Antebellum Sud rischiarono tutto andando verso nord mentre tentavano di attraversare gli stati liberi del Canada. Trovare il vero nord a volte poteva essere difficile, fortunatamente c'erano molti indizi – come il muschio che cresce sui lati nord degli alberi o le rotte di volo in direzione nord degli uccelli migratori – che hanno aiutato gli schiavi in fuga nella loro ricerca della libertà. Forse il più importante di questi indizi era la stella polare che, a differenza di altri corpi celesti, non cambia mai posizione nel cielo notturno.

Intrepidi ex-schiavi facevano affidamento sulla fissità della Stella Polare per illuminare il loro cammino verso la libertà. Operando in condizioni di estrema incertezza e senza mai sapere di chi fidarsi, questa torcia celeste è servita da luce guida per la cosiddetta Underground Railroad: una rete di rotte segrete e rifugi che fornivano un passaggio sicuro per gli afroamericani in fuga verso il Canada. Attivisti anti-schiavismo come Harriet Tubman hanno sostenuto questa rete basata su volontari, diventata determinante nell'indebolire l'istituzione della schiavitù nell'America prima della guerra civile.

Nella modernità, ritroviamo ancora una volta la speranza di superare la schiavitù finanziaria imposta dalla FED in una rete programmata da volontari, open source e crittograficamente clandestina guidata dalla propria "stella polare": un'offerta immutabile di 21 milioni di bitcoin. Per gli schiavi africani in fuga, la Stella Polare nei cieli oltre la portata dei padroni era un dono di Dio: una luce inestinguibile per la liberazione. Bitcoin è la porta aperta per gli schiavi che cercano di sfuggire alle economie controllate dal sistema bancario centrale. L'adozione globale di Bitcoin è l'emancipazione dell'umanità dalla schiavitù del sistema bancario centrale, una volta per tutte.

Siamo tutti testimoni viventi dell'incenerimento della falsità istituzionale per mano del denaro onesto e inarrestabile. Bitcoin è una stella ardente di sincerità che inghiotte la finzione delle valute fiat. Dalle ceneri di questa immolazione può sorgere una società strutturata sui sani principi di responsabilità, onore e integrità. Come implementazione di denaro assolutamente veritiero, Bitcoin è un faro luminoso che non può essere manomesso o nascosto. Come ci ha insegnato Buddha: "Tre cose non possono essere nascoste a lungo: il sole, la luna e la verità".

Bitcoin è una ribellione contro il più potente baluardo del socialismo nel mondo libero: il sistema bancario centrale. È una rivoluzione pacifica che coinvolge il disarmo permanente dei tiranni che armano il denaro per confiscare la ricchezza. Bitcoin è un'arma di pace utilizzata per l'assassinio di furti del tempo. È un archetipo alchemico, è un antidoto contro la corruzione dello stato e l'afflizione morale sociale. In quanto denaro di libero mercato puramente onesto, Bitcoin è una verità irrefrenabile; un'espressione del puro capitalismo monetario e una dichiarazione d'indipendenza moderna.

Bitcoin è denaro senza padroni: un sistema governato da regole invece che da governanti. Risvegliando il mondo dall'incubo della schiavitù finanziaria, Bitcoin è un sogno di libertà che si avvera.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Un nuovo studio collega i lockdown ad un aumento delle morti in eccesso nel lungo termine

Gio, 21/01/2021 - 11:03

Prima di focalizzare la vostra attenzione sugli effetti che avranno le politiche idiote approvate da una manica di cialtroni e assecondate da una pletora di minus habens, notiamo che stanno spuntando come funghi studi scientifici che sottolineano la totale inutilità di misure come il lockdown. Infatti un team della Stanford University ha pubblicato di recente tale studio sull'EJCI, evidenziando che al virus la chiusura parziale o totale dell'economia e della società gli fa un baffo. Ripetiamolo ancora una volta: i lockdown in tutto il mondo non hanno prodotto i risultati che ci è stato detto avrebbero dovuto produrre. I Paesi che hanno scelto di attuare lockdown estremi, come Belgio, Italia e Regno Unito, hanno anche sfoggiato le peggiori statistiche pro capite, per non parlare della devastazione economica e sociale. Lo studio della Stanford, in realtà, ci ricorda qualcosa che sappiamo da decenni: ci sono una serie di cose che si possono fare per aiutare a rallentare la diffusione di una malattia, ma chiudere la società non è affatto una di queste.

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di Ethan Yang

Un nuovo documento di lavoro pubblicato dal National Bureau of Economic Research prevede che il danno economico causato dai lockdown porterà ad un aumento significativo delle morti in eccesso per il futuro a lungo termine. Gli autori dello studio, un team di tre ricercatori di Duke, John Hopkins e Harvard, affermano nel loro studio che, sebbene ritengano che le politiche di lockdown abbiano salvato vite, i policymaker devono essere consapevoli del danno a lungo termine che la disoccupazione avrà sulla salute pubblica. Piuttosto che concentrarci esclusivamente sulla prevenzione delle morti causate dal Covid-19, dobbiamo anche essere consapevoli delle morti che saranno causate dal danno economico dei lockdown. C'è una discussione molto documentata sulla devastazione economica a breve termine ed i problemi di salute mentale e le overdose di droga. Gli autori spiegano il significato del loro studio sui danni a lungo termine quando scrivono:

Nel complesso la letteratura economica ha ampiamente analizzato il trade-off di breve periodo tra l'attività economica ed il contenimento dell'epidemia. Sottolineiamo che esiste un compromesso a lungo termine altrettanto importante. Vale la pena di chiarire che con questa affermazione non vogliamo suggerire che i policymaker dovrebbero astenersi dall'ordinare i lockdown, come misure salvavita necessarie, ma piuttosto che, se decidono di farlo, dovrebbero fornire insieme ad una salute migliore anche un sostegno economico per il fasce più vulnerabili della popolazione.

Il suddetto sostegno economico è necessario, perché contrariamente alla narrativa prevalente anche un'economia disastrata uccide. Sebbene molti sarebbero pronti a liquidare il catastrofico danno economico che è stato inflitto al Paese come una sorta di inconveniente (come il dottor Fauci), gli autori sostengono che questo danno porterà anche a morti in eccesso a lungo termine. Infatti scrivono:

Stimiamo che la dimensione della disoccupazione correlata al COVID-19 sia da 2 a 5 volte maggiore del tipico shock di disoccupazione, a seconda della razza/sesso, con un conseguente aumento del 3,0% del tasso di mortalità e un calo dello 0,5% nell'aspettativa di vita nei prossimi 15 anni per la popolazione americana. Prevediamo anche che lo shock colpirà in modo sproporzionato gli afroamericani e le donne, su un breve orizzonte temporale, mentre gli uomini bianchi potrebbero subire grandi conseguenze su orizzonti temporali più lunghi. Queste cifre si traducono in 0,89 milioni di morti in più nei prossimi 15 anni.

Questa ovviamente è solo una stima, in quanto vi sono una varietà di fattori che potrebbero far mutare questa statistica, come il fatto che il tasso di disoccupazione reale è probabilmente molto più alto poiché molti hanno rinunciato alla ricerca di un lavoro. Sebbene sia risaputo che la disoccupazione abbia una serie di conseguenze letali immediate, come un aumento dei suicidi e le overdose di droga, gli autori notano che i fattori di stress associati alla disoccupazione portano ad una riduzione delle aspettative di vita ed a tassi di morte più elevati anni dopo.


I dati

Gli autori raccolgono dati sull'aspettativa di vita, sui tassi di mortalità aggiustati all'età e sui tassi di disoccupazione dal CDC e dal Bureau of Labor Statistics. Hanno quindi inserito quei numeri in un'autoregressione vettoriale (VAR), un modello di serie temporale che tiene traccia della relazione di più variabili. Di seguito vengono forniti i dati grezzi presenti nello studio. I dati sono disaggregati per dimostrare le differenze tra i vari dati demografici, i quali sono influenzati in modo sproporzionato dalla disoccupazione.

Il modello VAR sopra mostra la relazione tra le tre variabili: aspettativa di vita, tassi di mortalità aggiustati all'età e tasso di disoccupazione nel tempo dal 1950 al 2017. Conformemente alla tesi degli autori, l'aspettativa di vita diminuisce e il tasso di mortalità aumenta per anni a seguito di un picco di disoccupazione. Inoltre gli autori spiegano l'immediato aumento dell'aspettativa di vita all'inizio di un picco di disoccupazione quando scrivono:

All'impatto la disoccupazione può portare ad una riduzione della mortalità poiché diminuiscono i decessi per cause legate al lavoro o incidenti automobilistici, ma nel tempo le difficoltà economiche incidono sul benessere umano. Consideriamo questa una direzione interessante per la ricerca futura.

I dati mostrano che esiste una chiara relazione tra i picchi della disoccupazione ed un aumento dei tassi di mortalità nei prossimi anni, a causa dei vari effetti collaterali negativi associati alla disoccupazione. Lo studio fornisce grafici disaggregati che mostrano le singole tendenze per i vari dati demografici. Notano che gli afro-americani e le donne tendono a subire shock più estremi nella disoccupazione, nonché conseguenze più gravi sulla salute a lungo termine.

Il Grafico 4 è considerato dagli autori uno dei grafici più importanti, perché mostra la relazione diretta tra un calo del tasso di disoccupazione e l'aspettativa di vita media, nonché i tassi di mortalità. Il tasso di disoccupazione a destra è mostrato in aumento e poi in calo nel corso degli anni. Gli altri due grafici mostrano che l'aspettativa di vita ed i tassi di mortalità continuano ad essere influenzati anni dopo il picco della disoccupazione. Raggiungono poi il loro picco di gravità circa tre anni dopo il picco nella disoccupazione e non tornano ai livelli precedenti per oltre dieci anni. In altre parole, l'aspettativa di vita si riduce ed i tassi di mortalità sono più alti per oltre due decenni a seguito di un picco nella disoccupazione.

Vengono forniti qui sopra i dati disaggregati per mostrare gli effetti sproporzionati che uno shock occupazionale avrà sui vari dati demografici. In particolare, gli afroamericani e le donne saranno i più colpiti.


Potenziali variabili

Vale la pena di notare che lo studio è stato condotto con dati che probabilmente sono una rappresentazione imperfetta della realtà, come lo sono tutti i modelli. Gli autori fanno notare che è del tutto possibile che una ripresa economica rapida o lenta possa svolgere un ruolo considerevole negli effetti complessivi sulla mortalità futura. Notano inoltre che le mutevoli circostanze politiche e sociali possono anch'esse influenzare la velocità della ripresa economica e le prestazioni del settore sanitario. Altre variabili importanti che potrebbero causare esiti più gravi sono l'impossibilità di accesso al settore sanitario durante l'epidemia, il timore di cercare assistenza sanitaria a causa della paura dell'infezione e la perdita di assistenza sanitaria fornita dai datori di lavoro. Infine gli autori notano che questa è la prima recessione con l'Affordable Care Act, legge che può avere un certo effetto sulla capacità di un individuo nell'accedere all'assistenza sanitaria mentre è disoccupato.


Cosa significa tutto questo

Lo studio in sé è piuttosto corposo e pieno di equazioni, ma il messaggio è chiaro: la disoccupazione è un vero problema di salute pubblica che, se non attenuato, porterà ad un numero di morti in eccesso nel futuro prossimo. La maggior parte delle morti in eccesso non avverrà all'improvviso, ma nel corso dei prossimi anni e non si tornerà alla normalità se non tra 20 anni a questa parte. È importante che i policymaker vedano oltre la convinzione errata che le turbolenze economiche siano semplicemente un inconveniente necessario in una pandemia. Che si sostenga o meno l'intervento del governo per affrontare il Covid-19, è importante capire che le turbolenze economiche hanno gravi conseguenze e danneggiano anche la salute pubblica.

Indipendentemente dalla vostra posizione sui lockdown, affrontare il danno economico creato da queste politiche è altrettanto importante per prevenire le morti in eccesso quanto contenere il virus. Non dare ascolto a questa lezione significa semplicemente combattere una malattia creandone un'altra.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Il volto del nemico è ben visibile: la Federal Reserve

Mer, 20/01/2021 - 11:11



di Sven Henrich & David Stockman

La Federal Reserve e altre banche centrali rappresentano un chiaro pericolo per la stabilità finanziaria presente e futura.

È da tempo che dico che le banche centrali stanno alimentando una bolla degli asset e poiché le distorsioni sul mercato globale continuano ad espandersi settimana dopo settimana, non c'è motivo di affermarlo sommessamente, ma piuttosto bisogna urlarlo dai tetti, soprattutto ora che i banchieri centrali si stanno casualmente lasciando sfuggire alcune verità chiave (intenzionali o meno).

Oggi infatti abbiamo assistito ad una straordinaria ammissione da parte del capo della FED di Philadelphia:

"La banca centrale degli Stati Uniti potrebbe iniziare a ridurre il suo programma di acquisto di obbligazioni già alla fine di quest'anno", ha detto il presidente della Federal Reserve Bank di Philadelphia, Patrick Harker. "Potenzialmente potrebbe accadere alla fine del 2021 o all'inizio del 2022. Ma tutto dipenderà dal corso dell'economia, il quale a sua volta dipenderà dal corso del virus". "Potrebbe causare perturbazioni nei mercati se proviamo a farlo troppo presto", ha detto.

Eccolo, il punto cruciale di tutto. Non una perturbazione dell'economia, ma dei mercati. Per una banca centrale che afferma di prendere di mira l'economia con le sue politiche, questa affermazione rivela una profonda consapevolezza che i mercati sono fortemente influenzati dalle sue operazioni di liquidità, QE ed altro, anzi dipendono da essa e la paura che i mercati reagiscano la preoccupa profondamente.

La mia tesi di lunga data è che con l'avvento della crisi del 2009 ed i metodi di intervento della FED, che dovevano essere temporanei, hanno creato un mostro che la FED deve continuare a nutrire per paura che mangi vivo il suo arsenale di strumenti di politica. Una codipendenza del peggior tipo, poiché il mercato è diventato così grande e disconnesso che anche una correzione infima può essere dannosa per l'economia. Lo abbiamo visto durante il cosiddetto "errore" di policy della FED, quando non è stata accomodante per 3 mesi negli ultimi 12 anni e il mercato è calato pesantemente nel quarto trimestre del 2018, con un impatto immediato sulle vendite al dettaglio.

Questa incapacità di avere una exit strategy ha creato un livello malsano di codipendenza. Come commenta Mohamed El-Erian:

Siamo incappati in codipendenze malsane; codipendenze tra banche centrali ed investitori, tra banche centrali ed emittenti di debito che sono governi e società, e tra banche centrali e politici. Sono tutti coinvolti in questa malsana codipendenza. È come un brutto matrimonio: hanno finito per fare affidamento l'uno sull'altro e non sanno come uscirne.

Non credo che le banche centrali si rendano conto di quanto sia irresponsabile ormai l'assunzione di rischi. Nel 2010 Ben Bernanke ha parlato dei vantaggi, dei costi e dei rischi che derivano da una politica non convenzionale; ma, aggiunse, più a lungo si mantiene questa linea di politica, minori sono i benefici e maggiori sono i costi ed i rischi. Questo dieci anni fa. A quel tempo Bernanke pensava alla politica non convenzionale come ad un ponte economico. Ora è diventata una destinazione.

Quindi quell'esperimento politico di normalizzazione è stato definitivamente abbandonato in seguito al calo del mercato nel 2018. Non dimentichiamo che la FED durante la presidenza Yellen è stata sempre cauta nel rialzare i tassi e sempre attenta nel ridurre il bilancio tra la fine del 2015 e il 2018. L'unica ragione per cui è stata in grado di farlo è stata la copertura da $5.500 miliardi in QE che hanno inondato i mercati globali infusi da altre banche centrali e dalle infusioni di liquidità provenienti dai tagli delle imposte sulle società nel 2017.

Tutto questo si è concluso nel 2018. Ora, a causa del Covid, la FED ed altre banche centrali sono impazzite per la liquidità e il mostro è diventato ancora più grande e arrabbiato.

Le disconnessioni tra mercati ed economia più ampia sono più grandi che mai e stanno per superare il 190% della capitalizzazione di mercato rispetto al PIL, rendendo l'anno 2000 una macchietta.

Tutto è schizzato in alto.

Azioni insieme all'offerta di denaro M1.

Grafici azionari individuali.

Oh, scusatemi, questo era $CSCO durante la bolla tecnologica del 2000 prima di crollare completamente insieme al resto della brigata.

Devo aver confuso il grafico con quello di $TSLA che ha reso Elon Musk la persona più ricca del pianeta Terra nel giro di pochi mesi.

Le classi di asset stanno esplodendo dappertutto.

Notevole ora anche Bitcoin, molti di coloro che lo usano citano le perversioni monetarie della FED e la distruzione del dollaro USA come tesi principale per possederlo: rifugio sicuro per proteggere il proprio potere d'acquisto.

Anche le small cap che ora sfoggiano multipli al di sopra 80 hanno intrapreso il loro viaggio verso le stelle.

Il risultato è la più alta disconnessione dalla sua media mobile a 200 giorni nella storia.

Cos'altro c'è poi? Price to sales, il più alto mai letto nella metrica delle valutazioni.

E se i prezzi più scollegati da una mera base di vendita gridano bolla, figuriamoci i guadagni.

Questi non sono grafici o eventi banali. Rappresentano squilibri, eccessi e distorsioni che attraversano l'intero costrutto del mercato e continuano a peggiorare ogni giorno di nuovi massimi storici.

I movimenti verticali possono ispirare timore reverenziale mentre li assistiamo ora, ma portano a distorsioni e squilibri che alla fine crollano causando danni enormi e rischi per la stabilità finanziaria. Dato quanto sono intrecciati i mercati e l'economia ora, non c'è da meravigliarsi se la FED voglia evitare un crash del mercato.

Gli squilibri, gli eccessi e le distorsioni sono gli stessi a cui il governatore Kaplan parlava a dicembre.

No shit:

Kaplan: “I worry that bond buying has some distorting impact on price discovery, that they encourage excessive risk taking, & excessive risk taking can create excesses & imbalances that can be difficult to deal with in the future.”https://t.co/M8OqPd9oVN

— Sven Henrich (@NorthmanTrader) December 18, 2020

Questo è il costrutto che la FED non vuole "interrompere". Direi che ha già sconvolto il mercato, al rialzo. La FED ha creato proprio lo squilibrio che ora teme di interrompere.

È pronta a lasciar andare avanti le condizioni finanziarie più accomodanti della storia e l'insaziabile assunzione di rischi.

Questa bolla negli asset che ha creato fa parte di quella che pensa sia una strategia calcolata per avere inflazione; è disposta a lasciarla gonfiare pensando di poter controllare l'inflazione.

Fed's Evans: If Got 3% Inflation That Would Not Be So Bad
- Very Difficult To Imagine Out Of Control Inflation

— LiveSquawk (@LiveSquawk) January 5, 2021

Mi dispiace, ma la FED non è stata in grado di controllare nulla negli ultimi anni: dal tentativo fallito di normalizzare il proprio bilancio o i tassi, all'improvvisa crisi dei pronti contro termine. Sempre sorpassata dagli eventi del mondo reale, la FED continua ad essere costretta a fare sempre di più, del tutto ignara su come tirarsi fuori dal mostro che ha creato.

Gli investitori sembrano del tutto a loro agio con i grafici verticali e gli squilibri, le disconnessioni e le valutazioni record, soprattutto con l'idea che le banche centrali continueranno a stampare ed i tassi bassi giustificano queste valutazioni.

Ma il pericolo è che il tasso privo di rischio potrebbe non essere così esente da rischi poiché la curva dei rendimenti si sta irripidendo.

In breve: il mercato potrebbe finire in crisi prima ancora che la FED pensi di ridurre i suoi acquisti e tale crisi rappresenta un pericolo per l'economia a causa delle stesse distorsioni che la FED ha indotto con le sue politiche di intervento.

Quello che Rand Paul e pochi altri capiscono è che la forza motrice del furto ai danni della popolazione americana risiede nella linea viola che sale verso l'alto nel grafico qui sotto. Questo è il bilancio fuori controllo della FED, cresciuto di 10 volte solo negli ultimi 18 anni.

In parole povere, non esiste mondo possibile in cui una sana governance fiscale e mercati finanziari produttivi possano funzionare quando la banca centrale avvelena in modo sistematico il sistema con prezzi degli asset falsificati ed incentivi prepotenti all'accumulo di debito e alla speculazione nei settori pubblico e privato.

Come abbiamo spesso scritto, questa banca centrale ha consentito distorsioni fiscali e finanziarie che si sono sviluppate per decenni, da quando Alan Greenspan è andato nel panico durante la sana epurazione del mercato azionario nell'ottobre 1987.

Ma ormai l'esplosione improduttiva del debito in tutti i settori dell'economia statunitense (governo, aziende, famiglie) ha raggiunto proporzioni epiche. Sin dal secondo trimestre 1987:

  • Il debito totale è aumentato di 7,6 volte, da $10.700 miliardi a $81.800 miliardi;
  • Il PIL nominale è aumentato solo di 4,4 volte, da $4.800 miliardi a $21.100 miliardi;
  • Di conseguenza il coefficiente di leva finanziaria totale della nazione è esploso da un già preoccupante 2,22 volte nel 1987 a 3,88 volte nel terzo trimestre del 2020.

Questo è il cuore del furto del sistema bancario centrale. A causa del denaro fasullo, la nazione è impazzita seppellendosi nei debiti e rubando dal futuro per sopravvivere oggi.

Il problema è che sotto il funesto sistema bancario centrale keynesiano, come nella Fattoria degli Animali di Orwell, non tutti i maiali sono trattati allo stesso modo. L'impatto schiacciante del debito pubblico e privato fuori scala è stato l'impressionante inflazione degli asset finanziari.

I prezzi delle azioni e gli utili sono cresciuti più o meno di pari passo fino al 1987, come sarebbe accaduto in un sistema con sound money. Da allora, tuttavia, la stampa di denaro incontrollata della FED ha causato la madre di tutte le distorsioni finanziarie. Vale a dire, dalla metà del 1987:

  • Gli utili dell'indice S&P 500 sono aumentati di 6 volte;
  • L'indice dei prezzi S&P 500 è aumentato di 16 volte;
  • E l'1% ha riso fino in banca.

La FED è il pericolo, ma sembra essere troppo arrogante e presuntuosa per rendersene conto.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


La tragica corsa al ribasso delle valute nazionali

Mar, 19/01/2021 - 11:06

 

 

di Pascal Hügli

Denaro: il potere magico che ha sulle persone è quasi universale. Ma che lo guadagniamo, lo spendiamo o lo risparmiamo, non pensiamo quasi mai alle seguenti domande: cos'è il denaro, perché esiste e come sarà il denaro in futuro? Perché dovremmo? I nostri soldi funzionano. Giorno dopo giorno li usiamo senza troppi sforzi. Allora, qual'è il problema?

Bene, lasciatemi spiegare. Come ha sottolineato August Friedrich von Hayek, noi esseri umani usiamo costantemente cose di cui non sappiamo nulla. È proprio questo fatto che ci rende una specie di successo. Con i soldi non è diverso. Il fatto che non dobbiamo pensare al denaro, ma che possiamo ancora usarlo con successo, è una grande vittoria e una testimonianza di come funzionano bene il nostro mercato e la società della conoscenza.

Nel corso della grande recessione del 2008 e della crisi sanitaria di quest'anno, le domande sul ruolo del denaro sembrano emergere invece con maggiore frequenza. Il denaro sta subendo grandi cambiamenti? Come mostra la storia del denaro, esso non è mai stato qualcosa di dormiente ed immutabile. Il denaro e la sua natura sono sempre stati in uno stato di mutamento. Pertanto ciò che oggi diamo per scontato potrebbe non essere più valido domani. Non è un problema finché non diviene un problema.


Il sistema monetario è ad un bivio

L'ipotesi che l'essenza del denaro, adesso più che mai, sia un flusso dinamico è dovuta ai seguenti fatti: cambiamento tecnologico, iperestensione faustiana del nostro ordine finanziario, vecchie intuizioni riguardo la teoria monetaria, processi di scoperta imprenditoriale che scuotono gli attuali dogmi sul denaro. Proprio perché l'incertezza sul futuro viene avvertita da un numero crescente di individui all'interno della popolazione, vale la pena dare uno sguardo sobrio ai processi, alle tendenze e alle dinamiche attuali.

Oggi associamo il denaro principalmente alle valute nazionali: dollaro, euro, o franco svizzero. Queste valute nazionali sono emesse dai rispettivi stati, o più precisamente dalle loro banche nazionali o centrali. Questi soldi sono anche comunemente indicati come valute fiat. Il termine "fiat" è di origine latina e significa "che sia", con riferimento al fatto che le valute nazionali sono create dal nulla ("ex nihilo") e non hanno alcuna copertura in materia di merci.

La misura in cui questa descrizione è corretta è oggetto di un acceso dibattito. Secondo i chartalisti, il denaro trarrebbe il suo valore dal monopolio statale su denaro e tasse. A loro avviso, lo stato è l'origine del denaro e determina ciò che esiste come denaro. Altri economisti sottolineano la necessità di un'economia funzionante, la cui diversa struttura di produzione rende necessario un mezzo di scambio. Questo gruppo vede il valore intrinseco del denaro derivare dalla produttività di un'area economica. Altri considerano la copertura del denaro il fattore determinante. Storicamente le valute cartacee erano coperte dall'oro, poi nell'agosto 1971 tale copertura è stata abolita con la chiusura della cosiddetta finestra dell'oro. Le valute non facevano più riferimento ad una commodity. In definitiva, da dove proviene davvero il valore del denaro è ancora oggetto di discussione, anche dopo centinaia di anni.


Svalutazione competitiva

Con l'abolizione della copertura aurea, quest'ultima tesi ha perso il suo splendore argomentativo. Le valute statali continuano ad esistere senza un legame reale, tuttavia l'ordine monetario moderno non è andato in crash, ma è passato ad un sistema di tassi di cambio fluttuanti.

La chiusura della finestra d'oro nel 1971 è spesso considerata nei circoli libertari il peccato per eccellenza nella storia monetaria moderna . In realtà questo evento, certamente drastico, ha anche un grande significato psicologico, poiché anche il gold standard di Bretton Woods non aveva quasi nulla a che fare con un vero e proprio gold standard. Quello che era iniziato come uno standard di lingotti d'oro in Inghilterra dopo la prima guerra mondiale continuò con l'inizio del sistema di Bretton Woods come una versione completamente annacquata di un gold standard. Le monete d'oro avevano cessato da tempo di circolare e non potevano più essere convertite in banconote dagli abitanti di un Paese. Solo le banche centrali potevano insistere sulla consegna di oro in cambio di dollari USA.

Nel corso di diversi decenni durante la fine del diciannovesimo secolo, e poi per tutto il ventesimo secolo, ciò che una volta era annotato nei libri di storia come gold standard classico è stato gradualmente eroso. Durante il breve periodo di quello che è probabilmente stato il gold standard più puro di tutti i tempi, il metallo giallo è servito da ancoraggio tra valore e prezzo. Con la sua diluizione decennale, la funzione stabilizzante che l'oro era in grado di fornire è stata sempre più indebolita.

Le valute di carta degli stati, che circolavano sempre più come sostituti dell'oro, sono diventate sempre più importanti. Tra loro è scoppiata gradualmente una battaglia: più a lungo andava avanti, più diventava costosa. I diversi tassi di cambio delle singole coppie di valute hanno portato ad un aumento dei rischi, facendo salire i costi di transazione sul commercio internazionale. Infatti il mondo è afflitto da una sorta di sistema di baratto monetario internazionale.

Imprenditori, aziende e politici hanno reagito a questa situazione. All'interno della sfera politica, il dollaro USA si è sviluppato nell'unità di conto globale per il petrolio e altre materie prime a causa dell'egemonia degli Stati Uniti come la più forte potenza economica del mondo. Ad oggi il dollaro USA continua a funzionare come valuta di riserva internazionale. In questo modo il biglietto verde facilita il commercio globale, ma per la sua importanza permette anche agli Stati Uniti di sfruttare quello che viene chiamato un privilegio esorbitante. Il dominio assoluto del dollaro ed i vantaggi per i mercati statunitensi sono impressionanti.

La risposta imprenditoriale è stata quella di creare derivati ​​e sempre più hedge fund. I primi sono prodotti finanziari il cui obiettivo primario è la copertura contrattuale dei rischi nel tempo e nello spazio. Gli hedge fund, invece, sono entità che trattano questi prodotti finanziari. Non sorprende quindi che oggi le operazioni di copertura per minimizzare i rischi di cambio rappresentino una parte considerevole delle transazioni finanziarie totali.

L'importanza di questi strumenti ed entità è particolarmente evidente nel caso di società attive a livello internazionale. I loro ricavi e costi si trovano spesso in aree monetarie geograficamente diverse. I derivati ​​aiutano a ridurre i rischi: ad esempio l'organizzatore del torneo di Wimbledon riceve pagamenti in dollari per i diritti di trasmissione negli Stati Uniti; tuttavia quasi tutti i costi per il torneo sono sostenuti in sterline. Ciò rende l'organizzatore dipendente dal tasso di cambio sterlina-dollaro. Per un dato prezzo, questo rischio può essere ridotto con i derivati ​​se l'organizzatore del torneo si impegna a vendere i dollari ad un tasso di cambio predeterminato in un certo momento nel futuro.

Il numero sempre crescente di derivati ​​utilizzati oggi è in definitiva una conseguenza degli effetti costosi di questa diversità di valute nazionali. Chiunque desideri inviare denaro oltre i confini nazionali oggi paga ingenti commissioni. Il motivo: la realtà delle diverse aree monetarie richiede il coinvolgimento di istituti bancari e finanziari. Innumerevoli banche, banche partner e fornitori di servizi finanziari di diversi Paesi sono coinvolti e vogliono la loro quota "equa". Quindi, in definitiva, il nostro attuale ordine monetario internazionale assomiglia ad un baratto globale basato su numerose valute fiat. I sistemi legacy ed i requisiti normativi rendono difficile il trasferimento rapido ed efficiente di questi fondi.

Le diverse società fintech di oggi possono quindi essere considerate come una reazione imprenditoriale a questo stato di cose. Le più popolari e di successo tra loro sono quelle che vogliono rimuovere le barriere artificiali nelle transazioni internazionali a causa di questo baratto globale. Ciò che le banche sono riuscite a malapena a fare è ora reso possibile da società emergenti come TransferWise o Revolut.

Mentre l'invio e la ricezione di valute nazionali non solo sta diventando più veloce ma anche più economico, ci si chiede ancora: queste società fintech non stanno combattendo una battaglia in salita che non saranno in grado di vincere? Sebbene stiano cercando di far funzionare meglio il nostro sistema finanziario per le masse, la svalutazione delle valute nazionali va a discapito di tutti noi. Se le fondamenta sono marce, qualsiasi sforzo da parte degli imprenditori è in definitiva come mettere il rossetto ad un maiale.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


I democratici stanno creando un movimento post-Trump; l'establishment repubblicano è in trappola

Lun, 18/01/2021 - 11:10

 

 

di Gary North

L'America sta ora attraversando le prime fasi di una rivoluzione politica. È iniziata con l'elezione di Donald Trump, si è intensificata con i risultati della votazione del 4 novembre e continuerà ad intensificarsi nel tempo a venire.

Circa 185 membri della Camera stanno facendo circolare proposte di impeachment su cui votare. Dicono che abbia incitato all'insurrezione il 6 gennaio. Lo accusano dell'invasione del Campidoglio da parte di una manciata di suoi seguaci, ma Trump nel suo discorso non ha incitato violenza. Ha detto che avrebbe camminato lungo Pennsylvania Avenue.

Questa mossa di impeachment è solo rumore, dal punto di vista giudiziario. I Democratici non hanno i voti al Senato per condannarlo. Il processo non potrebbe iniziare fino al giorno dell'insediamento, dice il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell, il quale cesserà di essere il leader della maggioranza quando il vicepresidente Harris avrà prestato giuramento. Quindi la mossa sarebbe solo simbolica. Questo è puro odio ed è anche politicamente miope. Separerà definitivamente i trumpiani moderati dal Partito Democratico. Ma c'è di più: alienerà decine di milioni di elettori dal governo nazionale.

Una rivoluzione politica implica sempre la questione della legittimità politica. La legittimità è imputata dagli elettori ad un governo civile ed è imputata anche ad altre forme di governo: famiglia, chiesa e affari. Ma la concessione della legittimità nel mondo moderno è nei confronti dei governi nazionali.

Questa legittimità ha iniziato a svanire nell'ultimo decennio, ma, negli Stati Uniti, c'è stata una grave spaccatura a seguito delle elezioni presidenziali di quest'anno.


UN RAGGIO DI SPERANZA

Parlerò qui di cose che dovrebbero essere ovvie. Ho scritto su questo tema lo scorso settembre: "Who Will Be Holding the Political Bag in 2021-2024?" Nel 2019 ho scritto quest'altro articolo: "When Nostalgia Undermines Hope". L'establishment è ora sulla difensiva e questo è qualcosa di nuovo.

In un articolo che ho scritto 10 anni fa entrai nei dettagli di quella che ho chiamato la disperazione dell'establishment. Lew Rockwell lo ha pubblicato sul suo sito: https://www.lewrockwell.com/2010/12/gary-north/the-establishment-is-in-despair/

L'establishment sta affrontando tutta una serie di problemi e la moltiplicazione dei mezzi di comunicazione è uno di questi. Sì, Facebook ha bannato l'account di Trump e così ha fatto anche Twitter. Ovviamente sarebbe successo e Trump non se n'è reso conto. Non capisce i media. Capisce il sistema delle reti televisive, ma non si è reso conto che i social media funzionano in modo diverso. Ha fatto affidamento su di loro per essere eletto: ha affidato loro i suoi tweet ogni giorno, tweet che non hanno inflitto alcun dolore ai media generalisti.

Questa sua incapacità è stata critica per quello che ha realizzato nel 2016: la sconfitta di Hillary Clinton. È stato in grado di ottenere la nomina del Partito Repubblicano e ha completamente accecato l'establishment repubblicano. Lo odiavano per questo, ma poiché molti dei repubblicani eletti dipendevano dal suo sostegno, hanno taciuto. Ora si allontaneranno da lui senza provare alcun senso di tradimento. Questo perché la funzione di tutte le istituzioni politiche nel mondo è il tradimento. È ciò che sanno fare meglio, è la loro specialità.

La battaglia tra i due partiti è quasi equamente distribuita a livello elettorale. Nel nordest e sulla costa occidentale i democratici spopolano. Nel mezzo del Paese, invece, no.

La California sta tassando pesantemente i super ricchi. Così fa anche lo Stato di New York e New York City. La lealtà di queste persone sta scomparendo.

Ripensate a questa dichiarazione di Margaret Thatcher nel 1976, la quale parlava del governo laburista: "Preferirei di gran lunga abbatterli il prima possibile. Penso che abbiano creato il più grande pasticcio finanziario che un governo abbia mai fatto in questo Paese, ed i governi socialisti tradizionalmente fanno un pasticcio finanziario. Rimangono sempre a corto di soldi degli altri".

Il deficit del bilancio federale è enorme. Era di $3.100 miliardi nell'anno fiscale 2020. Non scenderà al di sotto dei $1.000 miliardi quest'anno. Penso che quest'anno arriverà vicino ai $2.000 miliardi.

Non esiste una soluzione politica al deficit. Con i democratici al potere, spenderanno soldi che non hanno. Questo è un atteggiamento bipartisan. I repubblicani al Congresso hanno votato per maggiori deficit l'anno scorso. Ci sarà una certa resistenza per i prossimi due anni, perché i repubblicani non dovranno assumersene la responsabilità non essendo in carica. I democratici si ritroveranno un pugno di mosche in mano. Quando i repubblicani sono all'opposizione votano in modo compatto contro gli spendaccioni. Non appena conquistano la maggioranza, diventano degli spendaccioni. Questo è stato il modello per una generazione e venne introdotto da Ronald Reagan. Fa parte della mancanza di principi del Partito Repubblicano. Nessuno crede ai repubblicani quando dicono che aggiusteranno il budget. Se qualcuno ha creduto a Trump nel 2016 su questo argomento, è stato ingenuo. Trump ha supervisionato il più grande deficit in tempo di pace della storia: $7.000 miliardi.

La sua sconfitta il 3 novembre era vicina, semmai ci sia stata una sconfitta.

D'ora in poi, i suoi sostenitori non saranno più legati alla sua abissale mancanza di conoscenza economica. Ha aumentato i dazi e supervisionato enormi deficit. Non gli importava. Ma questo non ha importanza dal punto di vista politico: i suoi seguaci ricorderanno solo la sua retorica contro i democratici e quelli nel suo gabinetto che lo hanno tradito.

Angelo Codevilla aveva ragione nel 2010: "America's Ruling Class — And the Perils of Revolution". Tucker Carlson aveva ragione la scorsa settimana: l'establishment repubblicano odia i sostenitori di Trump. Questa è una guerra bipartisan dell'élite politica contro gli elettori che si stanno finalmente svegliando di fronte alla minaccia alle loro libertà. È passato molto tempo. Iniziò nel 1912, quando tutti e tre i candidati alla presidenza erano statalisti progressisti: Wilson, Roosevelt e Taft. Murray Rothbard ha scritto il libro definitivo su questo argomento: The Progressive Era.

Questa battaglia riguarda il dominio sociale e politico di una classe dirigente che non prova altro che disprezzo per le masse degli elettori americani. Gli elettori repubblicani l'hanno capito, o almeno alcuni di loro l'hanno capito, e hanno votato per Trump. Ha convinto anche una porzione degli elettori democratici. Anche Reagan ci riuscì: democratici operai che sono diventati repubblicani operai con l'amministrazione Reagan, e sono tornati all'ovile con quella Trump.

L'establishment probabilmente braccherà Trump. Penso infatti che l'IRS indagherà sulle sue dichiarazioni dei redditi. Lo stato di New York ha già iniziato a farlo. Tutto ciò che ha fatto per risparmiare denaro, in modo legale, sarà contestato dagli esattori delle tasse. Probabilmente ci saranno infinite cause legali contro di lui. Passerà anni accovacciato e bunkerato a Mar-a-Lago. I suoi nemici saranno spietati e non mostreranno pietà.

Ogni volta che lo attaccheranno personalmente, faranno infuriare i suoi seguaci, ma agli intermediari del potere non importa. Disprezzano i suoi seguaci.

La loro motivazione principale per sconfiggere Trump nel 2020 era umiliare i suoi seguaci. Alla sinistra non importava delle sue politiche, lo stava perseguitando come rappresentante di quelli che Hillary Clinton chiama i deplorevoli. Lei li odia, Obama li odia. Come ha avuto modo di dire, infatti, credono nella religione e nelle armi. Ha assolutamente ragione.


MILIONI DI SOSTENITORI

Queste persone sapranno esattamente chi ha bloccato l'accesso agli account di Trump su Facebook e Twitter. Sapranno che questa è una mossa politica contro di loro. La prenderanno sul personale. Dovrebbero prenderla sul personale, infatti, proprio perché la mossa era contro di loro.

Facebook e Twitter non si preoccupano di un politico sconfitto di 74 anni. Non pensano che tornerà. Credono di avergli portato via i mezzi per tornare indietro. Trump non si è preparato per questo scenario negli ultimi quattro anni. Non ha creato una propria rete di comunicazioni indipendente. Avrebbe potuto chiedere ai suoi follower di passare da Twitter e Facebook al suo sistema durante questi anni. Non ha capito il funzionamento dei social media che lo hanno eletto. Suo genero, che presumibilmente lo ha capito, non ha organizzato la transizione ad un database privato di Trump. Quest'ultimo si è fidato di Facebook e Twitter per diffondere il suo messaggio. È stato ingenuo.

Google ha cancellato la possibilità di scaricare l'app Parler, che compete con Twitter. Anche Apple e Amazon lo hanno fatto. Il sito è andato. Troppo tardi.

I suoi seguaci non si disperderanno completamente. Alcuni di loro diventeranno attivi nella politica locale. Non molti di loro lo faranno, ma non ci vorranno molti per iniziare a rimodellare la politica repubblicana locale. Quando i soldi smetteranno di arrivare da Washington, quando i pagamenti Medicare e della previdenza sociale supereranno il bilancio, come accadrà inevitabilmente, i suoi seguaci saranno in grado di esercitare la leadership a livello locale ed a livello statale in alcuni stati.

Le grandi città sono perse, vinte dai Democratici. Ma non possono funzionare se i soldi smettono di arrivare da Washington. Le città non saranno in grado di sostenere le spese di Medicare e previdenza sociale.

Qualunque sia il welfare state tra un decennio o due, non assomiglierà a quello centralizzato che esiste oggi. Ma l'establishment ha scommesso sulla città di Washington. Il sistema è supportato dal Federal Reserve System, compagnie di assicurazione sulla vita che acquistano titoli di stato a lungo termine e investitori i cui fondi comuni d'investimento acquistano debito pubblico. Tutto dipende dalla capacità di Washington di portare denaro sufficiente a sostenere il deficit in continua crescita, che ricordiamolo peggiorerà notevolmente a causa di Medicare e previdenza sociale.

La presidenza di Trump ha mostrato a decine di milioni di elettori repubblicani ed ex-democratici che non sono soli. Non lo sapevano prima che fosse eletto e questa si rivelerà la sua più grande eredità in America.

Ciò che conta è il fatto che sia riuscito a convincere come minimo mezzo milione di loro a venire a Washington lo scorso 6 gennaio. Ciò che conta è il fatto che avesse oltre 80 milioni di follower sul suo account Twitter. Non ha più accesso a quelle persone. In realtà, non importa.

La battaglia politica non riguarda più Trump, il politico: Trump ora è un simbolo. È un simbolo nel pensiero dei suoi sostenitori ed è anche un simbolo nel pensiero dei suoi nemici. Il fatto fondamentale è questo: ci sono decine di milioni di persone che lo sostengono e che ora si sentono tradite dal sistema elettorale americano. Non garantiranno più legittimità al sistema politico nazionale. Questa costituisce la prima rivoluzione sin dal 1861.

Le rivoluzioni iniziano nelle menti degli uomini e delle donne che votano. La rivoluzione di Trump è iniziata e non è una rivoluzione su specifiche politiche governative. È una rivoluzione sulla disuguaglianza sociale: status, non denaro. Chi ha il diritto di governare? Quali standard culturali prevarranno: l'élite o la popolazione americana?

I democratici potrebbero pensare che sia una rivoluzione sulla disuguaglianza economica. Non lo è. L'establishment di Washington non ha mai manomesso la capacità dei super ricchi di diventare molto più ricchi. Infatti le istituzioni dell'establishment sostengono questa crescente disuguaglianza, ma gli aumenti di questa disuguaglianza sono stati marginali. La distribuzione di Pareto 20/80 è propedeutica. Da oltre un secolo, in ogni nazione occidentale, circa il 20% della popolazione possiede l'80% della ricchezza. Nessuno può spiegarlo, ma raramente varia. La lotta retorica sulla disuguaglianza riguarda pochi punti percentuali, ma la popolazione non lo capisce. E non credo che nemmeno l'establishment lo capisca.

Ecco perché la battaglia chiave è esattamente ciò che Codevilla e Carlson hanno detto che è: una guerra sociale. In cima c'è una piccola élite che usa la spesa federale e la Federal Reserve per arricchire la propria classe. Ritengono irrilevanti coloro nell'80% più povero, tranne nel momento delle elezioni. Odiano la classe media. Codevilla aveva ragione dieci anni fa.

Cresce l'appetito di deferenza, potere e vantaggi da parte della classe dirigente. Essa manca di rispetto ai suoi governanti, vuole limitare il loro potere e ridurre i loro vantaggi. La classe dirigente crede che il resto degli americani sia razzista, avido e soprattutto stupido. La classe contadina è sempre più convinta che i nostri governanti siano corrotti, malevoli e inetti. I governanti vogliono che i governati stiano zitti e obbediscano. I governati vogliono l'autogoverno. Lo scontro tra queste due classi riguarda quale visione di sé stessa e dell'altra classe sia giusta e quale sia sbagliata. Poiché ciascuna parte, in particolare la classe dirigente, incarna le proprie opinioni sulle varie questioni, le concessioni da una parte verso l'altra su qualsiasi questione tendono a screditare la visione che quella parte ha di sé stessa. Una parte o l'altra prevarrà. Lo scontro è tanto sicuro e decisivo quanto imprevedibile. 

Lo scontro è ora infuocato ad un livello mai immaginato dalla classe dirigente. Milioni di elettori di Trump nella classe media e persino nella classe medio-bassa ora lo capiscono. Non credo che lo capissero prima di Trump, questo perché lui non ha ricoperto alcuna carica politica in precedenza. L'establishment non si curava di lui. Allora non potevano fermarlo. Lo odiano perché ha fatto questo a loro e vogliono vendicarsi di lui. Perché? Perché è rappresentativo dei suoi sostenitori.

Non possono fare nulla per vendicarsi dei suoi sostenitori. Le persone che lo hanno votato non lo dimenticheranno, soprattutto ora che si rendono davvero conto che l'intero sistema politico è truccato contro di loro.


UN'ELEZIONE RUBATA

I presidenti sono ricordati solo per una o due cose nelle loro amministrazioni. Clinton è noto solo per una: Monica. Non viene mai ricordato per qualcos'altro e così sarà per il resto della sua vita.

È stato messo sotto accusa. Le persone non lo ricordano: sono confusi sulla differenza tra impeachment (Camera) e condanna (Senato). Si ricordano solo di Monica.

Trump sarà ricordato solo per una cosa: le elezioni rubate nel 2020. È stato messo sotto accusa per qualcosa sulla Russia, ma erano tutte sciocchezze.

Di tutte le cose per cui potrebbe essere ricordato e che impedirà ai suoi sostenitori di fidarsi di nuovo del sistema politico, è la narrativa delle elezioni rubate. Ci sono prove sufficienti per persuadere i suoi seguaci.

Quando si tratta di macchine per il voto elettronico, penso che dovrebbero essere colpevoli fino a prova contraria. Ho tratto questa conclusione nel 1980, quando lessi Running Wild (1979) di Adam Osborne. Già allora mise in guardia su questo fatto. Mi è stato detto da un mio amico informatico che avrebbe potuto determinare l'esito delle elezioni locali se fosse stato incaricato del computer che contava i voti. Gli credevo sulla parola.

Non importa quanti articoli a favore o contro il furto vengono pubblicati sui siti web. Le persone leggono i siti web in cui credono e questo è il risultato principale dei social media. Facebook ovviamente tenterà di bloccare tutti questi articoli. Non importa: le persone hanno già siti web nell'elenco dei preferiti dei loro browser. Facebook non può cambiarli.

Se i democratici alla Camera fanno passare l'impeachment su Trump (non c'è abbastanza tempo costituzionalmente per condannarlo e il Senato non lo condannerà comunque), alieneranno ancora di più gli elettori. La Pelosi è davvero così lontana dal contatto con la realtà politica? Non vede che questo avrà effetti permanenti sul corpo politico? Non ci sarà riconciliazione.

Se i democratici dopo il 20 gennaio renderanno illegale dire che le elezioni sono state rubate, sarebbe una vittoria schiacciante per Trump: esporrebbe il partito come corrotto a livello morale. Non potrebbero far rispettare una legge del genere, ma ciò non toglie che ci potrebbero provare.

Per decine di milioni di elettori si sta venendo a creare una sfiducia permanente nel sistema politico nazionale. Il blocco Trump sarà ora il più grande blocco nel Partito Repubblicano. D'ora in poi la politica nazionale sarà volta a pareggiare, non a fare qualcosa.

La sinistra si spinge sempre oltre, questa è la sua eredità sin dalla Rivoluzione francese ad oggi. I pazzi prendono sempre il controllo in caso di crisi. I democratici stanno dando di matto solo per vendicarsi di Trump come simbolo dei suoi sostenitori.

Ora ci sarà una resistenza passiva e persino attiva alle leggi federali su una scala mai vista nella storia americana. Le persone di entrambi i partiti vedranno il processo elettorale tanto corrotto quanto illegittimo. Entrambe le parti diranno "non il mio presidente", questo significa "non il mio sistema elettorale". La legittimità politica si è allontanata dal pensiero di milioni di elettori.

La sfiducia sta crescendo e la sfiducia distrugge la legittimità.

Il sistema politico nazionale è stato incrinato.


SOCIAL MEDIA E POLITICA

Fino all'epoca dei social media, la stragrande maggioranza dei cittadini non era interessata alla politica giorno per giorno, ma, una volta ogni quattro anni, se ne interessavano. Ora questo è cambiato: i social media sono seguiti per la loro inclinazione sulla politica. Questa è una rivoluzione sociale.

Da questo momento in poi, i sostenitori di Trump saranno il più grande blocco elettorale nel Partito Repubblicano. Probabilmente non saranno ben organizzati, non sono d'accordo sulle politiche ma sono d'accordo su una cosa: il sistema è corrotto ed è truccato contro di loro. Questa è la sola convinzione che conta a livello politico e questa convinzione plasmerà la politica americana da questo punto in poi.

Il genio è fuori dalla lampada: dal 4 novembre decine di milioni di elettori si sono convinti che il sistema politico americano è corrotto.

I libri di testo hanno cercato di insegnare loro il contrario. I media mainstream hanno cercato di insegnare loro il contrario. Negli ultimi due mesi questa fede è stata infranta.

Il sistema è stato truccato a favore dell'establishment americano come minimo sin dal 1890. È iniziato con il Partito Repubblicano: Benjamin Harrison assunse il primo manipolatore di voti della famiglia Dulles nel 1888. Sto parlando di John W. Foster, che poi Harrison nominò Segretario di Stato nel 1892.

L'ultimo tentativo serio di fermare la manipolazione dei voti ci fu nel secondo mandato di Grover Cleveland, un democratico. Pose il veto su oltre 600 proposte di legge durante i suoi due mandati, la maggior parte delle quali riguardava la spesa pubblica. Ma la nomina di William Jennings Bryan da parte dei democratici nel 1896 rese entrambi i partiti politici favorevoli alla richiesta dell'establishment di un grande governo. Era troppo tardi affinché Calvin Coolidge potesse ristrutturare il sistema nel 1923-29. Hoover lo consolidò, come Rothbard chiarì in America's Great Depression (1963), e poi Roosevelt lo fece suo.


FACEBOOK

Qualcosa di importante si è verificato nell'ultimo decennio: Facebook ha reso attente le persone nei confronti delle attività politiche ad un livello che non s'era mai visto prima nella politica americana. Facebook ha creato blocchi di voto per interessi speciali che si sono impegnate con persone specifiche con idee specifiche. Ha politicizzato la vita americana e persino la vita nel Terzo Mondo ad un livello che non si era mai visto prima. Non era quello che intendeva il fondatore di Facebook, ma l'ha creato. Sono d'accordo con Karen Kwiatkowski:

Il panico dell'élite è tutto ciò che sentiamo e vediamo sui media mainstream. L'esplosione logaritmica di meme, articoli, audio e video che mettono in discussione, sfidano, ridicolizzano e ridono del governo come classe è la nostra nuova politica. È superficiale, reattivo e produce uomini e donne cinici e arrabbiati, non statisti. Grazie al meraviglioso mondo in cui viviamo, tale rabbia conduce alcune di queste persone ciniche e arrabbiate verso nuove idee e costruisce una nuova consapevolezza sia della storia che delle possibilità future. Per ogni marxista incompreso, abbiamo anche un agorista, un costituzionalista, un futuro membro del Leave Me Be Party e un paio di persone i cui profili dicono "amo i polli, il giardinaggio e fare il mio pane". C'è pochissimo spazio in futuro per le élite parassite che ci dicono di sederci, stare zitti e fare quello che ci viene detto.

Le implicazioni di questo fenomeno sono spiegate nel brillante libro di Martin Gurri, The Revolt of The Public and the Crisis of Authority in the New Millennium. L'ultima edizione, pubblicata nel 2018, aggiorna gli approfondimenti della prima edizione, pubblicata nel 2014, prima del movimento Trump.

Codevilla ha ragione: questa è una guerra politica per la legittimità.

Riflettete: la classe dirigente nega la legittimità dei suoi oppositori. Raramente un funzionario democratico o un membro della classe dirigente parla di affari pubblici senza reiterare la litania della pretesa di autorità della sua classe, mettendola in contrasto con avversari che sono disinformati, stupidi, razzisti, violenti, fondamentalisti, o tutti suddetti aggettivi. Lo fanno nella speranza che gli oppositori, non sentendo altre caratterizzazioni di sé stessi e nessuna voce autorevole che screditi la classe dirigente, rimangano scoraggiati. Affinché la classe Paese possa battersi seriamente per l'autogoverno, il partito politico che la rappresenta dovrà screditare non solo le frodi sui brevetti come i mandati sull'etanolo, la pretesa che le tasse possano controllare il "cambiamento climatico" e lo scandalo di bandire Dio dalla vita pubblica. Ancora più importante, dovrà attaccare le affermazioni fondamentali della classe dirigente: il suo intelletto e moralità superiori, in modo da scoraggiare il bersaglio e rincuorare i propri sostenitori. I democratici hanno stabilito le regole della politica moderna, gli oppositori che vogliono il successo elettorale sono obbligati a seguirle.

Oggi la perdita della legittimità elitaria in carica non è accompagnata da un aumento di qualsiasi altra forma di legittimità politica. Questo è ciò che rende questa era diversa. Martin Gurri l'ha capito. Questa defezione visibile viene diffusa dalle nuove tecnologie di comunicazione. Sta accadendo in tutto il mondo.


CONCLUSIONE

Gli storici amano parlare di eventi spartiacque: svolte decisive nella storia. Ogni storico ha i suoi preferiti.

Credo che ciò che è accaduto negli Stati Uniti sin dal 4 novembre 2020 sarà considerato dagli storici futuri come uno spartiacque: la perdita di legittimità del sistema politico tra decine di milioni di elettori. Non so quante persone siano convinte sostenitrici di Trump, ma penso che siano più di 20 milioni. Oggi non costituiscono un blocco elettorale perché non hanno un leader, sono disorganizzati, ma il loro odio per l'establishment (che li odia a sua volta) influenzerà d'ora in poi la politica americana.

Dopo il Grande Default, quando Medicare e previdenza sociale manderanno in bancarotta il governo federale, assisteremo al crollo definitivo della fiducia nell'establishment nazionale. Decine di milioni di elettori in più seguiranno l'esempio degli elettori di Trump cessando di imputare legittimità al welfare state. Qui è quando la prossima rivoluzione americana si intensificherà e non credo che sarà violenta, sarà invece funzionale. Trasferirà il potere lontano da Washington. Seguirà la scia dei soldi.

Siate pazienti.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


La Legge di Simoncelli

Ven, 15/01/2021 - 11:03

 

 

di Francesco Simoncelli

Avevo introdotto questo argomento in un altro articolo, oggi vorrei elaborarlo di più visto che rappresenta uno dei punti più importanti riguardo l'attuale stagnazione economica. E, soprattutto, uno di quelli che la professione economica mainstream "non vede". Perché non lo vede? Perché non sa dove guardare.


ENUNCIATO E SPIEGAZIONE

La Legge di Simoncelli descrive nella teoria la distruzione della ricchezza reale. Il succo è semplice: è difficile ottenere risparmi reali, mentre è relativamente facile accedere ai risparmi fasulli. Purtroppo, però, un venditore non può distinguere gli uni dagli altri. I risparmi fasulli inficiano il bacino della ricchezza reale della società: consumata dalle famiglie, allocata male dalle imprese e sprecata dallo stato. Per inserire questa Legge nelle meccaniche odierne non dobbiamo far altro che rivolgerci a Jean-Baptiste Say, il quale ci disse, attraverso la sua di Legge, che noi "compriamo beni con altri beni" e non col denaro.

Non è un caso che io abbia usato come esempio di riferimento l'URSS, visto che alla fine non c'era niente di male nel rublo, ma le industrie erano di proprietà del governo centrale, godevano di monopoli ed erano gestite da funzionari nominati dal governo centrale. I loro prodotti erano scadenti ed obsoleti, non esistendo alcun incentivo economico a migliorarli. Se i consumatori avessero potuto scegliere, avrebbero preferito i beni dell'Europa occidentale o dell'America. La valuta era di secondaria importanza; i sovietici non avevano beni con cui acquistare altri beni. Sono diventati sempre più poveri. Gli occidentali lavoravano più o meno come i lavoratori sovietici e, soprattutto, avevano accesso a circa la stessa quantità di "materie prime": legno, sole, minerali, acqua. La differenza era ed è ancora il capitale, i mezzi di produzione: trattori, camion, fabbriche, know-how, ecc. Essi permettono di ampliare il bacino della ricchezza reale ed è esattamente ciò che ha permesso alla società occidentale di prosperare oltre ogni più fervida immaginazione.

Il denaro non è né ricchezza, né capitale. È ciò che usiamo per comunicare come allocarli nel modo più corretto possibile. È anche un modo conveniente per conservarli. Se si lavora tutto l'anno per creare un quadro, e poi lo si vende ad un gallerista, il denaro che riceve il pittore rappresenta il valore del lavoro di tutto quell'anno. Se il denaro è "onesto", come l'oro o Bitcoin, si può conservare tale sforzo e ricchezza per generazioni. Ma se uno stato si limita a "stampare denaro", come se fosse coperto da capitale reale, imbroglia le persone, indebolisce l'economia e rende la società molto più povera.

Se il fiat standard fosse un sistema monetario onesto, una banconota da €50 sarebbe la prova che qualcuno, da qualche parte, l'ha guadagnata creando €50 di ricchezza reale. Potrebbe essere spesa con la consapevolezza che tra il consumo e la produzione il mondo si bilancerebbe. Le cose cambiano se le €50 sono contraffatte, cioè consumo senza compensazione da parte della produzione. Si prosciuga ricchezza e non se ne crea alcuna. Anzi, si distrugge ricchezza.

I risparmi reali rappresentano aumenti reali di beni e servizi, denominati in denaro. I risparmi fasulli, "stampati" dalle banche centrali, non rappresentano nulla. La Legge di Say ci dice che ci si arricchisce producendo di più, non consumando di più. E si produce di più prendendo i propri risparmi e innovando, inventando, costruendo fabbriche e ferrovie, facendo investimenti di capitale che aumentano la produzione. Invece i risparmi fasulli vengono semplicemente spesi, non vengono creati nuovi prodotti. E non sono solo le famiglie a consumare ricchezza, il risparmio fasullo incoraggia anche le imprese e gli stati a fare lo stesso. I risparmi reali vengono prestati alle industrie che devono realizzare vendite e profitti in modo da poter rimborsare il prestito. Devono, quindi, aumentare la produzione o altrimenti non possono accendere prestiti. Ma i risparmi fasulli del sistema bancario centrale creano un ecosistema finanziario completamente diverso.

Essi vengono introdotti nel circuito economico tramite l'acquisto di obbligazioni, abbassando così i tassi d'interesse e scoraggiando i risparmi. Oggi, in tutto il mondo, ci sono circa $18.000 miliardi in obbligazioni a rendimento negativo e questo significa che il capitale stesso viene costantemente consumato, come i piloni di cemento dei cavalcavia. Di conseguenza le aziende vengono fuorviate e indebolite dal capitale fasullo prestato a tassi fasulli. Le grandi società statunitensi, ad esempio, hanno scoperto di poter prendere in prestito a tassi appena superiori all'inflazione. E cosa hanno fatto con quel denaro? Hanno costruito nuove fabbriche? Formato nuovi lavoratori? Prodotto più beni e servizi? No, hanno restituito i soldi ai loro azionisti e manager.

Questi ultimi sono stati incoraggiati ad utilizzare il denaro fasullo per fare fusioni e acquisizioni, o riacquistare le azioni della propria società. Hanno incassato bonus non in base a quanta nuova innovazione e produzione hanno creato, ma in base a quanto denaro riuscivano a incanalare nei loro portafogli e in quelli dei loro azionisti. Negli ultimi 20 anni le sole società nell'indice S&P 500 hanno staccato circa $20.000 miliardi. In altre parole, il denaro fasullo, distribuito per aumentare la "domanda", non è solo inutile, è corrosivo. Non solo non stimola la crescita del capitale reale, la uccide.


COROLLARIO

L'effetto crowding-out non funziona solo per le risorse economiche sequestrate e poi sprecate dall'incapacità dei pianificatori centrali di gestire la scarsità in assenza di un calcolo economico in accordo con l'ambiente di mercato. Si applica anche al mondo delle idee, soprattutto se si dipende da esse per il proprio sostentamento. Di conseguenza le fallacie diventano predominanti, scacciando quelle spiegazioni che andrebbero a risolvere problemi di lunga data, ma che basano il proprio perdurare su continue giustificazioni artificiali. Questo è il mondo del keynesismo e del neo-keynesismo, dove sfornare motivazioni sempre più assurde a supporto del sistema bancario centrale e le sue sconsideratezze è diventata un'azione tanto naturale quanto bere un bicchiere d'acqua.

Un esempio appropriato è il prezzo delle case negli USA, ad esempio. Una volta che viene asciugato dai vari "aggiustamenti", possiamo notare la progressione del prezzo reale delle abitazioni e come questa abbia costantemente derubato le persone dei propri risparmi nel tempo. La percezione degli individui è quella di avere difficoltà crescenti a sopravvivere, mentre i "dati in entrata" li rassicurano che non c'è stato periodo migliore di questo a livello economico. Ma gli esperti sanno meglio, no? In questo modo viene consumato capitale intellettuale: le idee cattive scacciano quelle buone. Cosa si vede? I mutui sono a buon mercato. Cosa non si vede? I prezzi delle case sono saliti alle stelle prolungando il periodo di ripagamento.

Quando lo stato prende in prestito denaro, aumenta la sua capacità di sequestrare risorse scarse, promettendo un tasso d'interesse a coloro che gli prestano denaro. In caso contrario, i prestatori avrebbero utilizzato il denaro per prestarlo a qualche altro mutuatario allo stesso tasso di interesse, più un premio per il rischio d'insolvenza. Poiché lo stato afferma che è meno probabile che vada in default rispetto ad un mutuatario privato, gli investitori gli prestano denaro. Cosa succede dopo? Lo stato mette i soldi nei conti che preferisce: presso la banca centrale o i fondi del mercato monetario. Ma la maggior parte viene spesa. Cosa compra? Sostegno politico solitamente sotto forma di voti. Il denaro può andare a beneficiari del welfare state, o produttori di armi, o una qualsiasi delle decine di migliaia di organizzazioni pagate dallo stato. Non importa chi riceve i pagamenti, i beneficiari saranno in grado di assicurarsi risorse scarse. La base di questo trasferimento di ricchezza è un distintivo e una pistola. Non dimenticatelo mai.

Quando una persona presta denaro ad una società o ad un altro produttore, consente al mutuatario di aumentare la produzione. L'obiettivo è vendere qualcosa di valore ad un cliente. Il cliente spenderà poi i suoi soldi per acquistare l'oggetto offerto. Il denaro prestato fa parte di un processo che rende possibile un aumento della produzione futura. Il risparmio di oggi, permette un consumo maggiorato in seguito: l'istituto di credito consumerà di più perché riceverà in cambio più denaro ed i clienti consumeranno di più grazie alla maggiore produzione da parte dei produttori. È un accordo vantaggioso per tutti. Ma ci sono perdenti: quei mutuatari che sono stati esclusi dai mutuatari di successo.

Quando una persona presta denaro allo stato, gli consente di aumentare l'acquisto di voti. L'obiettivo è fornire qualcosa di valore agli occhi degli elettori. Quando sono gli stati ad escludere i mutuatari privati, ciò riduce i consumi futuri. Lo stato spende il denaro con la stessa rapidità con cui lo raccoglie. Non investe in progetti che gli imprenditori avrebbero avviato sulla base delle loro aspettative di successo. Gli stati avviano progetti che possono essere sostenuti solo da distintivi e pistole. L'economista keynesiano/monetarista/neoclassico sostiene che un mercato libero del capitale alloca male le risorse economiche scarse, quindi invita lo stato a prendere in prestito più denaro in modo che i destinatari possano spenderlo. Ciò aumenterà la domanda futura, rendendo così più ricca la maggior parte delle persone nella società. Secondo l'economista keynesiano/monetarista/neoclassico l'obiettivo di risparmiare ora per aumentare il consumo in seguito ostacolerà il processo di allocazione del mercato. Quello che serve è una garanzia: distintivi e pistole.

Con distintivi e pistole lo stato può aumentare la produzione, con distintivi e pistole le pietre diventano pane. Questa è la logica del keynesismo e si basa sulla fiducia nella produttività di pistole e distintivi. Queste persone sono responsabili di tutti i principali istituti finanziari e hanno scacciato tutti coloro con un minimo di buon senso. Le loro idee stanno alimentando un disastro economico in tutto l'Occidente.


EFFETTI “NON VISTI”

L'accoppiata crowding-out economico, a livello di risorse scarse, e di crowding-out intellettuale, a livello di idee buone, sta creando deformazioni sempre più grandi che richiederanno per forza di cose una correzione. Infatti la presunta logica del prestare denaro allo stato sta incontrando la sua inevitabile contraddizione: asset fruttiferi a rendimenti negativi e depositi bancari a tassi negativi. L'artificiosità dell'ambiente economico in cui ci troviamo, dove i segnali di mercato sono stati distorti a livelli senza precedenti dal sistema bancario centrale, affronta il redde rationem di una massima che ripeto spesso: si possono aggirare le leggi dell'economia, temporaneamente, ma non le si può violare. Esse sono apodittiche e suddetto aggiramento richiederà un prezzo da pagare, il quale sarà più salato man mano che si vorrà tenere in piedi suddetto aggiramento.

Nella depressione del 1921 l'economia statunitense eliminò rapidamente le sue attività deboli, le sue industrie obsolete ed i malinvestment. In 24 mesi era di nuovo fiorente. Invece il salvataggio operato dai banchieri centrali nel post-Lehman ha fatto salire i prezzi delle azioni e reso i ricchi più ricchi, ma la produzione, la spina dorsale dell'economia di Main Street, non si è mai ripresa. Ed i salvataggi hanno aggiunto nuovo debito (famiglie, imprese e governo) il che ora rende quasi impossibile una vigorosa ripresa. Negli ultimi 11 anni gli "scienziati dell'economia" presso le banche centrali hanno lavorato "duramente", utilizzando strumenti che non erano mai stati presi in considerazione per le nazioni sviluppate, come il quantitative easing. Hanno ingigantito i bilanci delle varie banche centrali (BCE 60% PIL europeo, FED 40% PIL USA, ecc.), hanno abbassato i tassi d'interesse di riferimento a zero, hanno salvato il settore finanziario.

Per Main Street, invece, il salvataggio è stato un flop. Tutto questo stimolo ha prodotto la ripresa più debole sin dalla seconda guerra mondiale.

Ciò che ormai è chiaro anche ai sassi è che le misure di "stimolo" sono una frode. La "scienza" a supporto di questo strumento è fallace, nonostante per più di un decennio i modelli degli esperti c'abbiano detto il contrario. E, alla fine, l'economia di Main Street verrà derubata dall'inflazione dei prezzi. Gli individui non si preoccupano di studiare l'economia perché tanto ci sono i sedicenti "esperti" e lasciano che la marcescenza dell'interventismo centrale distrugga il capitale e le loro vite. Non avendo punti di riferimento per accusare qualcuno, ma percependo che le cose vanno male, si rivolgono alla sola cosa che riescono a vedere davanti ai loro occhi: lo stato. È tutto così diabolicamente perfetto.

È in questo contesto che si inserisce il mio ultimo libro "La fine delle fallacie economiche", un testo semplice, chiaro e diretto per puntare il dito contro i responsabili del dissesto sociale ed economico ed assicurarsi di non ricadere più nelle stesse trappole.


CONCLUSIONE

In questo saggio breve ho voluto presentare ai lettori come l'economia, scienza deduttiva, è in grado di spiegare in modo semplice e chiaro cosa sta accadendo intorno a noi. Oggi siamo armati di una Legge in più in grado di spiegare il motivo per cui persiste un ambiente economico distorto e, soprattutto, a che prezzo. Partendo dall'assioma dell'azione umana, e con l'aiuto di altre Leggi apodittiche, siamo arrivati a comprendere come il capitale cattivo scaccia il capitale buono in presenza di una figura monopolistica capace di dirottare e deformare le informazioni che viaggiano scambiate nell'ambiente economico. A ciò possiamo aggiungerci il corollario: data suddetta Legge, le idee cattive scacciano quelle buone. Gli incentivi, infatti, giocano a favore di una preservazione dello status quo da parte di quel gruppo di intellettuali il cui prestigio e stipendio dipendono dal perdurare di privilegi artificiali.

Esiste solo una percezione che le cose vanno male, la quale viene offuscata dal presunto sapere onnisciente degli "esperti". La popolazione è fuorviata a credere in qualcosa che è solo un simulacro della realtà, ma non la rappresenta nell'essenza. Di conseguenza non sorprende se le scelte imprenditoriali degli attori di mercato vanno nella direzione opposta a quelle che ci si aspetterebbe in un mercato onesto. La confusione regna sovrana e il breve termine diventa l'interesse più importante. Qual è il sacrificio? L'incertezza del lungo termine spazza via ogni presunta pretesa di controllo da parte delle autorità centrali e questo è possibile vederlo nel seguente grafico: nonostante tutte le manipolazioni da parte delle banche centrali, in particolare la FED, il decennale USA sta iniziando inesorabilmente a salire.

Infatti non esiste più un mark to market ma solo un market maker che presumibilmente detiene lo scettro del potere assoluto sul mercato di riferimento. Ma come già detto all'inizio di questo saggio, il tentativo di controllo di un prezzo porta inevitabilmente a dover influenzare i mercati limitrofi fino ad avere un ambiente di mercato in cui una qualsiasi perturbazione, per quanto infima possa essere, è capace di far saltare in aria i piani ben congegnati da parte dei pianificatori monetari centrali. Il mercato obbligazionario che sta viaggiando in contrasto con le azioni della FED è l'ennesimo esempio: i nodi vengono al pettine. Il sottoprodotto "non intenzionale" dell'interventismo sfrenato del sistema bancario centrale è titoli a rendimento reale negativo, società zombi, deficit pubblici fuori controllo, congestione di debiti, svalutazione monetaria e conseguente erosione progressiva del potere d'acquisto del denaro, ecc. Se a questo poi ci aggiungiamo che il prezzo delle commodity nell'ultimo anno è schizzato alle stelle il quadro è completo.

Ma queste ripercussioni non sono solo nel mondo finanziario, anche Main Street sta ricevendo la sua dose di dolore economico. L'effetto del denaro dagli elicotteri è palese nell'impennata della linea blu e dalla salita della linea rossa, durante lo scorso anno, nel grafico qui sotto. Con l'arrivo degli assegni dello zio Sam, la prima preoccupazione per la maggior parte degli americani è stata il mattone. Dal 2016 fino all'inizio del 2020 s'è ripresentata la stessa situazione che è emersa dal 1999 al 2006, dove i cambiamenti nei prezzi delle case hanno viaggiato in netto distacco col reddito disponibile. Ad oggi è peggio. Infatti l'impennata nella linea blu, come abbiamo visto dovuta al programma di assistenza federale, ha già esaurito il suo effetto mentre i cambiamenti nei prezzi delle case restano; anzi, sono destinati a salire ulteriormente sulla scia dell'ennesimo tentativo di reflazione di questa bolla.
Inutile dire che l'artificiosità di questa situazione non nasce con il recente PPP dello zio Sam, ma dal QE1 dove i titoli MBS hanno fatto parte di quello stuolo di asset che la FED ha inglobato nel suo bilancio. La variabile in più che è cambiata nel corso del tempo, però, è la partecipazione alla forza lavoro la quale ha seguito un trend in costante discesa sin dallo scoppio della bolla dotcom. La natura insostenibile di questo assetto è servita, senza contare che all'orizzonte si profila un nuovo lancio di denaro dagli elicotteri. Anche perché, chi glielo fa fare di cercare un lavoro quando i sussidi (federali + statali) sono più alti di un salario sul mercato? Il "paradiso" della MMT.

Quando la corruzione del denaro corre veloce, la comunicazione (commerciale) tra gli attori di mercato è altrettanto corrotta. Quando il denaro muore, muore anche la società. Al che viene da porsi una domanda retorica: qual è la vera bolla, il denaro fiat o Bitcoin?


Non esiste alcun diritto ad un Big Mac

Gio, 14/01/2021 - 11:08

 

 

 di Jeffrey Tucker

Mentre il film iniziava e l'aereo decollava, il signore accanto a me tirava fuori un sacchetto di carta. Era di un McDonald's nell'aeroporto di Chicago e nel sacchetto c'era un panino ed un McMuffin. Ecco un altro cliente che ha tratto beneficio dal nuovo menù.

Aveva un odore incredibile e lui era molto felice. Tutt'intorno si respirava aria di gelosia.


Un film su McDonald!

Ero un po' reticente a vedere The Founder, un bellissimo film sui primi anni di McDonald. Su quel volo era un'opzione tra i vari film proposti, inutile dire che il signore vicino a me mi ha convinto a vederlo con la sua cena.

Sono entusiasta nel raccomandare questa esperienza, perché è raro che un qualsiasi film vada ad esplorare il grande mondo dell'imprenditoria e della libera impresa, ed è ancora più raro che uno lo faccia senza demonizzare i vincitori.

Sì, riversa un po' di bile su Ray Kroc, il quale ha reso McDonald quello che è diventato oggi, andando ad evidenziare le obiezioni dei fondatori originali della compagnia. Ma va bene così alla fine. Come con tanti altri film incentrati sull'attività commerciale, se lo scopo era quello di demonizzare Kroc, in realtà non ci riesce. Se lo scopo è far sembrare il capitalismo spietato, si ritorce contro chi pensava di raggiungere tale obiettivo (come accaduto in tanti altri film), perché il commercio in sé è troppo eccitante ed attraente.


McDonald è vita

È decisamente interessante assistere ad una storia che ha permesso la nascita di un'attività rivoluzionaria, guardare come ha creato ricchezza e come un prodotto/servizio avrebbe reso il mondo un posto diverso.

Il film lascia ottime impressioni, anche perché McDonald è parte della vita di tutti noi oggi. Aver mangiato lì è uno dei miei primi ricordi dell'infanzia, probabilmente anche il vostro. Tutti abbiamo visto i cambiamenti nel corso degli anni: menù, marketing, interni e così via.

Probabilmente c'è un ristorante McDonald a pochi chilometri da casa vostra. Dovunque abbia viaggiato, Roma, Vienna, Praga, la guida era sempre entusiasta di farci vedere dove fosse un McDonald.


E se...

Con questo film possiamo vedere le origini della compagnia. Può sembrare ovvio, ma non tanto: questa storia sarebbe potuta essere diversa. Diamo per scontato McDonald al giorno d'oggi, così come altre cose. Se qualcuno avesse porto a Luigi XIV un hamburger, delle patatine fritte e una bevanda gasata, non pensate che ne sarebbe stato entusiasta?

Com'è possibile che un particolare tipo di cibo che nessun regnante del XVII secolo aveva, oggi invece è disponibile per le masse al modico prezzo di un dollaro? Dovremmo riflettere a fondo su questa domanda.

In verità, mangiare un Big Mac non è un diritto fornito dalla natura. La sua esistenza non era inevitabile; doveva venire alla ribalta attraverso lo sforzo umano, il marketing, la promozione, il lavoro duro, il rischio, il coraggio, la sofferenza e la persistenza, in una società in cui fare impresa è un fenomeno fondamentale e le persone sono libere di rischiare per servire gli altri.


Abbattere le barriere

Il McDonald in origine era solo una filiale a San Bernardino ed i fondatori erano troppo titubanti dal punto di vista imprenditoriale; tale situazione si fece propizia per un promotore di nome Ray Kroc, il quale trovò la chiave di volta per farla prosperare. Con l'aiuto di altri decise di comprare e poi dare in leasing la terra su cui si sarebbero trovati i franchising ed è così che fece soldi. Usò la leva finanziaria sui suoi profitti per fare pressione sui fondatori originali affinché vendessero la compagnia.

E ovviamente non doveva mancare un po' di dramma, così Kroc appare come una persona spietata e senza cuore, senza contare che il film tira dentro alcuni vizi in modo da spingere la disapprovazione del pubblico nei confronti di questo personaggio. L'ultimo baluardo di empatia nei confronti di Kroc cade quando chiede ai fondatori originali di togliere il nome McDonald dai loro ristoranti, perché Kroc era arrivato a possedere anche il nome.

Notate che questa azione è resa possibile solo attraverso il potere dello stato. Solo lo stato avrebbe potuto precludere l'uso di un nome di famiglia per un'attività imprenditoriale di famiglia. Non ha senso, ma è questo ciò che accade quando i burocrati si mettono in mezzo. Kroc non solo aveva comprato il franchise, ma anche il marchio. Oh, ed i fondatori originali divennero mega-milionari, quindi non mi sento di versare lacrime per loro.


La sindrome del fondatore

Non è insolito che i fondatori non riescano a vedere il potenziale di ciò che hanno creato. In realtà, è estremamente comune. La loro idea attrae i migliori talenti la cui visione va oltre quella dei fondatori stessi. Questi ultimi diventano confusi e si ritrovano afflitti dalla cosiddetta Sindrome del Fondatore: che l'azienda o l'organizzazione sia solo lui o lei (assurdo perché l'impresa si basa su un'idea e le idee sconfinano oltre la proprietà esclusiva) e dovrebbe essere l'unico responsabile del suo prodotto.

Circondato da persone con ambizioni più elevate, che possono essere realizzate solo con cambiamenti, la persona che vuole prendersi tutto il merito per la grandezza, diventa sempre più autoritaria, paranoica, reazionaria e inizia a lavorare attivamente contro il progresso e l'espansione. Com'è successo a Habitat for Humanity, e alle innumerevoli altre imprese commerciali e no-profit, il fondatore deve essere cacciato affinché la società in questione possa sviluppare il suo pieno potenziale.

Questo è esattamente ciò che affronta Ray Kroc. Vuole misure di risparmio dei costi, vuole vendere spazi commerciali, vuole espandersi per soddisfare la domanda del mercato, vuole rinegoziare il suo contratto per vedere premiati i propri sforzi. Ma i fondatori dicono no ad ognuna di queste proposte.

Questo approccio non funziona mai nel lungo termine. Una grande idea deve crescere o morire. Kroc si è rifiutato di lasciarla morire, e buon per lui che l'abbia fatto. Non conosciamo il resto della storia, almeno non io, ma non mi sorprenderebbe sapere che una volta che Kroc ha iniziato a farsi chiamare fondatore, sia stato afflitto dagli stessi problemi.


Fare soldi

Ci sono lezioni importanti nel film: come posso guadagnare? La risposta è sempre la stessa: fare qualcosa o vendere qualcosa che gli altri vogliono comprare. Ma cosa? Qui è dove entra in gioco l'attenzione ai bisogni insoddisfatti. Le prime parti del film mostrano persone che aspettano troppo a lungo gli hamburger nei locali drive-in e ci sono vagabondi che le importunano. Anche Kroc sa di questi problemi, ma è troppo impegnato a cercare di vendere i miscelatori per vedere l'opportunità o la soluzione. I fratelli McDonald vedono la soluzione, ma non riescono ad immaginare le possibilità di ciò che hanno scoperto.

Fare impresa funziona in questo modo: il successo passa attraverso la giusta combinazione di talenti, idee, persistenza, accesso al capitale, effetto network e un pubblico che consuma.

Sull'effetto network c'è una scena interessante in cui Kroc vende un franchise ad alcuni amici di un club di lusso di cui è membro, ma è devastato nello scoprire che gli acquirenti non hanno alcun interesse reale nella gestione di un'impresa; vogliono solo fare soldi. Sposta completamente la sua cerchia sociale e inizia a vendere il franchise a gruppi di comunità di fascia bassa dove le persone sono disposte a lavorare sodo e dedicarsi all'attività.

E l'idea decolla.


Ci importa?

Per quel che ricordo, la gente ha sempre detto che McDonald ha visto i suoi giorni migliori e sparirà dalla circolazione. Sarebbe potuto succedere molte volte, ma in qualche modo McDonald continua ad adattarsi, ad emulare la concorrenza, a ristrutturare il suo marketing, a cambiare il suo menù ed a trovare nuovi mercati per il suo prodotto. È una lezione di sopravvivenza.

Come cultura, dobbiamo apprezzare di più la meccanica e l'immaginazione che serve per creare e sostenere un'impresa come questa. The Founder è un contributo meraviglioso a questa causa. Ma la gente guarderà e imparerà?

Non il tipo accanto a me. Amava il suo Egg McMuffin, ma la sua scelta cinematografica è stata un interminabile e noioso documentario sulle specie in via di estinzione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Stampate “troppo denaro” ed ecco cosa ottenete: inflazione dei prezzi degli asset e disuguaglianza

Mer, 13/01/2021 - 11:12

 

 

di Pascal Hügli

Agli occhi di molti, il Covid-19 ha davvero accelerato le cose. Gli appassionati di tecnologia si sono rallegrati perché le riunioni virtuali, le chiamate con Zoom e la digitalizzazione in generale all'interno delle aziende hanno visto un forte impulso. Allo stesso tempo, la crisi sanitaria ha accelerato un altro sviluppo di cui le persone generalmente non si preoccupano: l'espansione dell'offerta di moneta.

Sebbene la politica monetaria fosse stata estremamente espansiva anche ben prima che il virus colpisse il mondo, i banchieri centrali stanno alzando di nuovo la posta. Mentre la Federal Reserve ha impiegato quasi sei anni per creare $3.500 miliardi di nuova liquidità, questa volta ci sono voluti solo dieci mesi per scatenare uno tsunami monetario di $3.000 miliardi con la proiezione di altri $1.800 miliardi quest'anno.

Sebbene questi numeri astronomici non dicano niente al grande pubblico, un altro fatto sorprendente è passato sotto traccia: dopo il marzo 2020 il sistema bancario statunitense ha aumentato l'offerta di moneta M1 del 37%. Ciò che questo significa in parole semplici è che il 37% di tutti i dollari e depositi bancari in dollari che siano mai esistiti è stato creato nel 2020. Se si tiene presente che gli aggregati monetari come M0, M1 e M2 oggi non danno più un resoconto accurato di tutto il denaro nel sistema, perché non tengono conto del moltiplicatore del collaterale nel sistema bancario ombra, possiamo supporre che l'entità effettiva dell'espansione monetaria è molto maggiore.


Politica fiscale come politica monetaria mascherata

La liquidità creata dalle banche centrali mondiali viene integrata da misure fiscali da parte degli stati. Il governo degli Stati Uniti ha fatto da apripista, avendo approvato pacchetti di stimolo per migliaia di miliardi, e poi anche altri Paesi si sono indebitati ulteriormente per contrastare la recessione. A causa di tutto questo indebitamento, i livelli del debito globale hanno raggiunto un nuovo record di $277.000 miliardi, secondo una stima dell'Istituto di finanza internazionale. Ciò equivale ad un rapporto debito/PIL del 365%.

Attualmente si sta discutendo chi debba avere la precedenza: se la politica monetaria o fiscale. Questo dibattito, però, è solo un miraggio: oggi la politica fiscale sotto forma di stimoli statali è la politica monetaria. Il debito pubblico è diventato l'asset più popolare e ricercato nelle azioni di politica monetaria. La politica fiscale si è trasformata in politica monetaria sotto mentite spoglie, poiché il debito di nuova creazione è assorbito sempre più dalle banche centrali. La conseguenza inevitabile è che la qualità dei loro bilanci, e quindi la qualità del nostro denaro, si deteriora continuamente.


Le conseguenze dei “troppi soldi”

Fare in modo che le banche centrali conducano una politica monetaria sempre più espansiva basata interamente sul debito è oggi la soluzione preferita dai politici, poiché segna il percorso di minor resistenza. Creare sempre più denaro è conveniente, perché in questo modo praticamente qualsiasi gruppo di interesse può essere sedato finanziariamente.

Il risultato è ovvio: troppi soldi stanno sguazzando in cerca di rendimenti. Governi come quello spagnolo o portoghese, che difficilmente sono noti per essere fiscalmente responsabili e quindi debitori affidabili, attualmente sono in grado di prendere in prestito denaro a costo zero. Questo sembra essere del tutto assurdo se si tiene presente che durante la crisi del debito europeo i loro costi di prestito (nel caso del Portogallo fino al 14% per i suoi titoli decennali) hanno costretto l'Unione Europea ad approvare pacchetti di salvataggio multimiliardari.

I mercati finanziari sono impazziti. Non solo le obbligazioni svizzere e tedesche hanno un tasso d'interesse negativo, ma anche il titolo decennale spagnolo è entrato in territorio negativo per la prima volta, anche se per un breve periodo. L'acquisto di queste nuove obbligazioni è a totale appannaggio della Banca Centrale Europea (BCE), come mostra un'analisi della banca tedesca DZ.

Il mercato obbligazionario europeo è praticamente scomparso. Proprio come l'Europa seguirà gradualmente le orme del Giappone e sperimenterà sempre più le conseguenze sociali dei tassi d'interesse a zero, il suo mercato obbligazionario verrà "giapponesizzato". La Bank of Japan (BOJ) è stata a lungo l'unico offerente per i titoli di stato giapponesi (JGB) e la BCE sta attualmente affrontando lo stesso rischio e sembra davvero non esserci via d'uscita. Proprio come è avvenuto in Giappone, i banchieri centrali europei stanno accumulando sempre più titoli di stato, privando il settore privato di questo tipo di garanzia collaterale e rendendo la politica monetaria sempre più difficile da gestire. Anche a questo proposito, la famosa spirale di interventismo descritta da Mises continuerà a girare man mano che i tecnocrati dovranno trovare nuove "soluzioni" pronte all'uso.


Troppi soldi, troppe disuguaglianze

Paradossalmente, a causa di questo diluvio di denaro nel sistema, l'inflazione dei prezzi degli asset continuerà e farà in modo che l'odierna disuguaglianza di ricchezza aumenti ulteriormente. Gli asset di tutti i tipi hanno registrato un apprezzamento dei prezzi a causa della liquidità di nuova creazione che fluisce in esse. Allo stesso tempo, gli assegni del welfare state alla popolazione statunitense illustrano abbastanza bene come le decisioni politiche in realtà esacerbino le cose creando maggiore disuguaglianza di ricchezza.

Coloro che hanno investito le sovvenzioni governative da $1.200 in Bitcoin, hanno guadagnato $3.749. I destinatari di questi fondi che sono stati abbastanza intelligenti da anticipare tali movimenti nel tempo, molto probabilmente si sono posizionati di conseguenza e ne hanno beneficiato. Alla fine sono gli effetti di secondo o anche di terzo ordine che aumentano la disuguaglianza di ricchezza e ostacolano qualsiasi misura politica che cerchi di ottenere il contrario.


Attenzione ai trader stupidi

Il fatto che ci sia troppo denaro in giro può in definitiva essere considerato il risultato di quella che si chiama istituzionalizzazione della creazione di moneta. Poiché i depositi bancari ed i saldi monetari, sia in una cassaforte che in un salvadanaio, vengono polverizzati di giorno in giorno, sempre più persone comuni si sentono obbligate a partecipare a questo gioco, cioè i mercati finanziari, nella speranza di poter guadagnare qualcosa dall'inflazione dei prezzi degli asset.

L'odierna politica monetaria ultra-espansiva costringe quindi più persone inesperte ad investire nel mercato azionario. Questo fattore di spinta, combinato con la possibilità tecnologica odierna di investire facilmente, porta ad una massa sempre crescente di cosiddetti dumb money nei mercati.

Una parola di cautela: il termine "dumb money" non ha lo scopo di ridicolizzare questi investitori. Riconosce il fatto che molte persone sono attualmente spinte ad investire in asset finanziari di cui hanno poca conoscenza, mentre allo stesso tempo mancano gli strumenti per analizzarle adeguatamente. Proprio come le pecore incapaci vengono condotte al macello, questi investitori sono esposti alle numerose insidie ​​dei mercati finanziari. Quindi le banche centrali oggi non solo creano un sacco di denaro, ma alimentano anche l'afflusso di dumb money.

Lo svantaggio diventa chiaro: poiché gruppi di dumb money stanno inseguendo ogni singolo rendimento infinitesimale, vedendo una finestra di opportunità favorevole per acquistare azioni "a buon mercato" quando i mercati calano, chi va short viene macellato. Sebbene il sell-off di marzo 2020 sia stato un evento redditizio per alcuni di essi, quest'anno molto probabilmente sarà uno degli anni peggiori per gli investitori che cercano di trarre profitto dal calo dei prezzi di mercato.

A giudicare da un'analisi di Hedge Fund Research, un indice di spicco riguardo le posizioni short è in calo del 32% all'anno. Questa non è una vera sorpresa dato che un bazooka di politica monetaria globale è stato sparato tutto l'anno ad un ritmo crescente, trasformando le posizioni short in un'impresa sempre più pericolosa. L'enorme quantità di liquidità che si riflette nei prezzi degli asset sta fabbricando una sorta di stabilità che genera instabilità solo sotto la superficie. Troppi soldi un giorno saranno seguiti da troppe lacrime.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


L'ennesimo errore madornale della BCE

Mar, 12/01/2021 - 11:10

 

 

di Daniel Lacalle

Uno dei più grandi errori commessi dagli economisti è prendere le misure delle banche centrali come se fossero una verità indiscussa. È tanto sorprendente quanto preoccupante che ci sia questo obbligo di difendere le azioni delle banche centrali. Questo, ovviamente, in pubblico. In privato molti colleghi scuotono la testa increduli per l'accumulo di bolle e squilibri nei mercati. E, come in tante occasioni, la mancanza di critiche costruttive porta all'autocompiacimento delle istituzioni e ad una catena di errori di cui in seguito tutti i cittadini si pentiranno.


Sostenere lo status quo

La politica monetaria in Europa è passata dall'essere uno strumento per aiutare gli stati a realizzare riforme strutturali, ad una scusa per non attuarle.

Il finanziamento costante dei deficit dei Paesi che perpetuano squilibri strutturali non ha contribuito a rafforzare la crescita, poiché la zona Euro ha visto tagli costanti alle stime del PIL già prima della crisi sanitaria, ma sta facendo l'occhiolino ai populisti di estrema sinistra che difendono la stampa di denaro e la MMT. Il comunismo non si combatte assecondandolo e l'impatto a medio e lungo termine sull'area Euro sarà indiscutibilmente negativo.

Oggi i politici europei di estrema sinistra dicono ai cittadini che le riforme strutturali e la prudenza di bilancio sono cose che sono volute da politici corrotti con intenti maliziosi; c'è denaro illimitato per qualsiasi cosa, ogni volta fornito dalle banche centrali.

È sorprendente sentire che gli economisti della Banca Centrale Europea o della Federal Reserve rimangono increduli di fronte all'idea che il denaro possa essere stampato eternamente e senza rischi, quando sono le stesse banche centrali a fornire quel falso senso di sicurezza. Il sistema bancario centrale può mascherare il rischio per un po', ma non lo elimina.


Il problema con i tassi negativi

Grecia, Cipro, Lituania, Slovacchia, Spagna, Portogallo e Slovenia stanno già prendendo in prestito a tassi reali negativi. Tuttavia i tassi negativi non sono un segno di fiducia nelle politiche statali, ma un'aberrazione della politica monetaria che nasconde il rischio reale. E prima o poi scoppierà.

Quando i politici affermano che i rendimenti negativi riflettono la fiducia dei mercati nel Paese, stanno mentendo. La BCE è in procinto di possedere il 70% del debito sovrano nella zona Euro e, secondo Pictet e il Financial Times, acquista tutte le emissioni nette. Non c'è mercato.

Questa fiducia temporanea nella capacità della BCE di modificare il rischio è sostenuta solo se l'area Euro aumenta il suo surplus commerciale e la sua produzione economica, ma soprattutto se la Germania continua a finanziarla. Non è qualcosa di eterno; non è illimitato e sicuramente non è privo di rischi.


Un decennio di credito facile

Molti lettori diranno che questa è una politica per tempi straordinari data la crisi sanitaria, la quale richiede misure straordinarie. C'è solo un problema con questo argomento: è falso.

La politica della BCE è stata ultra espansiva per più di dieci anni, in periodi di crisi, ripresa, crescita e stabilizzazione. I tassi d'interesse sono stati abbassati a valori negativi e gli acquisti di asset si sono estesi in periodi di crescita in cui non c'erano rischi di liquidità nell'economia.

La Banca Centrale Europea è diventata ostaggio degli stati che non vogliono ridurre i propri squilibri strutturali, ma mirano a perpetuarli perché il costo del debito è basso e la Bce li “sostiene”. La BCE dovrebbe essere preoccupata per il fatto che i partiti più radicali, molti allineati con le politiche economiche di Argentina e Venezuela, come Podemos o Syriza, incoraggiano questa follia monetaria come convalida delle loro teorie.

Non è un caso che lo slancio riformista nella zona Euro si sia interrotto bruscamente dal 2014. Coincide esattamente con le massicce iniezioni di liquidità. Le riforme strutturali e la prudenza di bilancio sono percepite come politiche malvagie. I tassi bassi e l'elevata liquidità non sono mai stati un incentivo a ridurre gli squilibri, ma piuttosto un chiaro incentivo ad aumentare il debito.

Il problema è evidente: una volta in atto, la cosiddetta politica monetaria espansiva non può essere fermata. Qualcuno alla BCE crede che gli stati con un disavanzo strutturale superiore al 4% del PIL l'anno lo elimineranno quando emetteranno debito a tassi negativi? Qualcuno alla BCE crede onestamente che, dopo la crisi sanitaria, gli stati europei taglieranno i bilanci gonfiati? Verranno inventate decine di scuse per perpetuare una politica fiscale e monetaria i cui risultati sono, a dir poco, deludenti considerando l'enorme volume di risorse impiegate.

La scusa peggiore di tutte è che "non c'è inflazione". È come guidare un'auto a 300 miglia all'ora in autostrada, guardare nello specchietto retrovisore e dire: "Non ci siamo ancora uccisi, acceleriamo allora".


Inflazione dei prezzi degli asset

Non è una sorpresa che l'Eurozona abbia assistito ad un numero crescente di proteste contro l'aumento del costo della vita, mentre la banca centrale ci dice che "non c'è inflazione". Inoltre è poco saggio dire che non c'è inflazione senza considerare gli asset finanziari, i quali sono saliti vertiginosamente di prezzo a causa di questa politica.

I Paesi insolventi con obbligazioni sovrane decennali a rendimento negativo incarnano un'enorme inflazione; l'aumento dei prezzi per beni e servizi non replicabili, che in molti casi triplica il tasso di inflazione ufficiale, è un'inflazione enorme; i forti aumenti degli affitti e delle abitazioni non si riflettono adeguatamente sull'inflazione ufficiale. È particolarmente preoccupante quando la politica monetaria incoraggia la spesa improduttiva e perpetua la sovraccapacità, ciò significa una minore crescita della produttività e a sua volta una riduzione dei salari reali in futuro.

Un recente studio di Alberto Cavallo della Harvard Business School mette in guardia dal differenziale tra l'inflazione reale subita dai consumatori, soprattutto i più poveri, e l'IPC (indice dei prezzi al consumo) ufficiale. Prendiamo, ad esempio, l'IPC della zona Euro a novembre: la cifra è -0,3%. Non c'è inflazione, giusto? Tuttavia, negli stessi dati, il cibo fresco è aumentato del 4,3%, i servizi dello 0,6% e la componente energetica è scesa dell'8,3%, ma nessun cittadino europeo ha visto un calo dell'8,3% sulla bolletta energetica, perché né la benzina né il gas naturale o l'elettricità (tasse incluse) sono diminuiti così tanto.

Infatti, se analizziamo il costo della vita utilizzando i beni e i servizi che usiamo di frequente, ci rendiamo conto che in una crisi senza precedenti come quella del 2020, i prezzi per la classe media e per gli strati più poveri aumentano molto più velocemente di quanto mostra l'IPC, e questo, sommato al fattore distorsivo dell'enorme inflazione negli asset finanziari, genera enormi problemi sociali.


Ignorare il rischio

Il fatto che, per ora, enormi rischi non siano percepiti (o non siano percepiti dalle banche) non significa che non si stiano accumulando. Il debito a rendimento negativo, che ha raggiunto la cifra record di $18.000 miliardi a livello globale, i cui portabandiera sono Eurozona e Giappone, non è un segno di fiducia, ma piuttosto un enorme rischio di stagnazione secolare.

Quando il sistema bancario centrale sostiene di offrire solo uno strumento ma allo stesso tempo dà raccomandazioni di politica fiscale e di bilancio incoraggiando a "non temere il debito" ed a spendere molto di più, non solo perde l'indipendenza a medio termine, ma è come un cameriere che non smette di servirvi da bere, vi incoraggia ad abbuffarvi e poi si indigna per il fatto che siete ubriachi.

L'introduzione di questi enormi squilibri comporta rischi significativi e non sono ipotesi sul futuro, sono realtà oggi. L'enorme disconnessione tra gli asset finanziari e l'economia reale, gli stati insolventi che si finanziano a tassi negativi, le bolle negli asset immobiliari e infrastrutturali, il debito delle società zombi, il debito spazzatura con rendimenti storicamente bassi, l'aumento aggressivo degli investimenti con leva finanziaria nei settori ad alto rischio, la perpetuazione della sovraccapacità, ecc. Ignorare tutti questi fattori è più che pericoloso, è da irresponsabili.

Non è il momento di fare tutto il possibile qualsiasi sia il costo o qualunque cosa accada. È tempo di difendere il sound money, o la credibilità delle istituzioni affonderà ancora di più con il coro del consenso mainstream che canterà alleluia mentre l'intero edificio crollerà.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


La FED non vi salverà da una recessione incalzante

Lun, 11/01/2021 - 11:09

 

 

di Robert Murphy

Il 2020 è stato un disastro al rallentatore su molti livelli. Gli americani si sono preoccupati così tanto per le elezioni e le violazioni senza precedenti delle libertà individuali nel nome della lotta contro il Covid-19 che non hanno prestato attenzione a ciò che la Federal Reserve e il Tesoro degli Stati Uniti hanno combinato. Inoltre le battaglie intraprese sul fronte "salute pubblica" hanno oscurato quanto sia terribile l'economia statunitense. Il presente articolo fornisce grafici della stessa Federal Reserve (filiale di St. Louis) per documentare la nostra situazione allarmante.


Il debito federale degli Stati Uniti

Sappiamo tutti che il gettito fiscale è molto basso e la spesa federale è salita alle stelle, ma la maggior parte degli americani probabilmente non ha idea di quanto nuovo debito sia stato aggiunto solo nell'ultimo anno:

In particolare, alla fine del terzo trimestre del 2020 il debito federale "detenuto dal pubblico" (il che significa che questa cifra esclude le partecipazioni intragovernative come il cosiddetto fondo fiduciario della previdenza sociale) era pari a $21.000 miliardi. La stessa cifra per il terzo trimestre del 2019 era di $16.800 miliardi, il che significa che il debito del Tesoro USA è aumentato di circa $4.200 miliardi in soli dodici mesi. E ricordiamolo, questo è quanto lo Zio Sam ha speso in più rispetto ai ricavi in ​​un solo anno.


L'incredibile baldoria degli acquisti della FED

Non a caso, proprio mentre il Tesoro statunitense emetteva carichi di nuovo debito, la Federal Reserve da parte sua creava nuovi dollari con cui assorbirli (oltre ai titoli garantiti da ipoteca). Ecco il grafico che mostra gli asset finanziari totali detenuti dal Federal Reserve System:

Nel grafico qui sopra, a metà dicembre 2020 la FED deteneva circa $7.300 miliardi in asset. Solo un anno prima ne aveva $4.100 miliardi, una crescita annuale pari a $3.200 miliardi. Si noti che l'aumento del bilancio della FED di quest'anno ha superato di gran lunga quello che è successo sulla scia della crisi finanziaria nel 2008.

Per capire perché le azioni della FED sono così significative, tenete presente che quando essa acquista asset, crea "base monetaria" per farlo. (Jay Powell non aveva $3.200 miliardi nel suo salvadanaio quando la FED ha effettuato gli acquisti di cui sopra quest'anno.) Oltre al potenziale di inflazione dei prezzi, gli Austriaci ritengono che l'inflazione monetaria della banca centrale sia un ingrediente cruciale nei cicli economici moderni.

Giusto per divertimento, ho preso il grafico sopra e vi ho sovrapposto l'indice S&P 500:

Gli asset della FED e l'altezza del mercato azionario degli Stati Uniti non coincide perfettamente, ma ci suggerisce lo stesso che i prezzi delle azioni che abbiamo visto quest'anno sono dovuti alla stampa di denaro della FED piuttosto che alle fantastiche prospettive di crescita economica degli Stati Uniti.


Occupazione negli Stati Uniti

Tra l'emissione mozzafiato del debito federale e della base monetaria, il mercato del lavoro statunitense è in condizioni terribili. Ecco il tasso di disoccupazione ufficiale riportato dai media generalisti:

Il picco in primavera sottolinea quanto sia stato dirompente il primo lockdown. Tuttavia si noti che anche ora, con il tasso di disoccupazione (per novembre) a "solo" il 6,7%, stiamo peggio rispetto alla recessione nei primi anni 2000.

Come la maggior parte dei lettori di questo blog probabilmente sa, il tasso di disoccupazione ufficiale è molto fuorviante dopo le ricadute economiche della crisi finanziaria del 2008. In particolare il Bureau of Labor Statistics (BLS) conta come disoccupato solo se una persona sta cercando attivamente lavoro. Per inciso, questa non è una procedura del tutto folle; i miei genitori vivono in una comunità di pensionati e giocano a golf più volte alla settimana. Non lavorano, ma non è quello che intendiamo quando parliamo di "disoccupati".

Tuttavia il dato sulla disoccupazione può essere molto fuorviante quando ci sono milioni di americani che vogliono disperatamente lavorare, ma che hanno perso la speranza di trovare un lavoro. Dato che non stanno più cercando attivamente lavoro, puff!, non sono più annoverati tra i disoccupati.

Un modo per aggirare questo problema è quello di chiedersi: qual è la percentuale della forza lavoro che non ha un lavoro? Anche qui le tendenze culturali possono influenzare il significato della cifra. Ad esempio, più donne sono entrate nella forza lavoro negli anni '70 e oltre, il che tendeva a far aumentare il tasso di partecipazione alla forza lavoro. Inoltre le persone vivono più a lungo, mentre il tasso di natalità è diminuito, e quindi anche "l'invecchiamento" della popolazione potrebbe influenzare queste statistiche.

Nel tentativo di isolare ciò che vogliamo veramente sapere, nel grafico seguente mi concentro solo sugli uomini di età compresa tra 25 e 54 anni. In questa fascia demografica, quale percentuale ha tenuto un lavoro nel tempo? Il grafico qui sotto ci dà il risultato allarmante:

(Si noti che l'asse Y parte da 75 e non da 0.) Come rivela quest'ultimo grafico, tra gli uomini di età compresa tra 25 e 54 anni, il tasso di occupazione non è molto al di sopra del minimo raggiunto in seguito alla crisi finanziaria. Più in generale, vediamo che con ogni recessione (barre grigie) risalente agli anni '80, l'occupazione maschile in prima età non è mai tornata al livello precedente.


Conclusione

L'anno 2020 ha visto le soluzioni politiche keynesiane (fare in modo che le autorità stampassero e prendessero in prestito denaro) applicate in un modo senza precedenti. A dire il vero, non importa quanto possa essere tetra l'economia, i keynesiani possono sempre dire: "Sarebbe stata peggio senza di noi". Coloro che invece masticano l'economia Austriaca, comprendono l'importanza del sound money e (se vogliamo avere uno stato) della prudenza fiscale. Oltre agli oltraggiosi lockdown, ciò che il Tesoro USA e la FED hanno fatto quest'anno è scandaloso.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Il mio trauma e il vostro: una restrospettiva del 2020

Ven, 08/01/2021 - 11:07

 

 

di Jeffrey Tucker

Il lockdown mi ha scioccato come nient'altro aveva fatto nella mia vita. L'idea stessa che gli stati avrebbero premuto il pulsante dello spegnimento su metà dell'economia, eliminando tutte le preoccupazioni per la libertà e i diritti umani, era al di là di ogni distopia che avessi mai immaginato. All'inizio doveva durare solo due settimane.

Poi le settimane si sono trasformate in mesi. Gli stati che avevano approvato i lockdown hanno commesso il classico errore dei generali di guerra: non sono riusciti a tracciare una via d'uscita. Col tempo, la logica nel voler persistere in qualcosa di irraggiungibile è scaduta nell'assurdo. Che le infezioni fossero aumentate o diminuite e che le ospedalizzazioni fossero aumentate o diminuite, non c'era alcun percorso che portasse fuori. Se i lockdown hanno funzionato per sopprimere il virus, lo sblocco lo avrebbe sicuramente liberato di nuovo.

Anche dopo tutto questo tempo, c'è una scarsità di prove di qualsiasi relazione tra lockdown e riduzione dei gravi esiti del virus. Tutta questa distruzione della vita, della libertà e della proprietà... a quale scopo? Non era chiaro a marzo e ancora non è chiaro adesso. È stato un esperimento che non avrebbe mai dovuto aver luogo, ed è fallito miseramente.

L'arroganza dei pianificatori centrali è stata spaventosa da vedere. Non potevano ammettere il fallimento, quindi hanno continuato a raddoppiare la dose. Nessuna carneficina sociale ed economica sembrava scuoterli. Gli screening per il cancro e le vaccinazioni sono crollati, i servizi di odontoiatria sono diminuiti del 70%, suicidi ed overdose per droga sono aumentate, le arti sono andate in pezzi, 100.000 aziende sono morte e persino il tasso di omicidi ha invertito la sua traiettoria decrescente decennale ed è aumentato vertiginosamente. Esatto: quando si distruggono le basi della civiltà, si diventa incivili.

È stato un anno in cui siamo stati tutti invitati a sperimentare lo smantellamento della società buona e libera attraverso la forza del potere statale. Follia è un termine troppo debole. Calamità e catastrofe: questi termini sono più adatti. Eppure è stato tutto causato dall'istituzione che tanti per così tanto tempo hanno affermato essere una macchina di compassione, giustizia, uguaglianza, equità e alta considerazione per la dignità umana, il baluardo essenziale che tiene a galla la civiltà. Questi valori sono stati eliminati. Ed evitiamo la voce passiva e parliamo in modo più esplicito: il sistema statale li hanno cancellati.

Il costo psicologico che questo ha avuto sulla vita delle persone è incalcolabile. Molte persone che conosco hanno chiuso a causa dei lockdown, stufi di sentirsi dire una cosa e poi un'altra, e ora dubitano della saggezza dei pianificatori sanitari, ma non sanno cosa fare al riguardo se non trasferirsi in Florida o nel Sud Dakota.

Altre persone che conosco ci credono ancora. Sicuramente tutto questo era necessario, sicuramente abbiamo ottenuto qualcosa con tutti questi sacrifici. Incapaci di immaginare che i funzionari in carica abbiano intrapreso quasi un anno intero di crudeltà senza buoni risultati, inventano una narrativa fantasiosa come meccanismo di difesa. E poi queste persone si scagliano contro altri che non si mascherano e si avvicinano troppo agli altri, in modo molto simile a come i Flagellati del Medioevo incolpavano i festeggiamenti e il peccato per la peste.

C'è qualcosa di valore che si può trarre da questa esperienza? Da parte mia, è stato un anno di apprendimento. Ho letto molti libri sulla biologia cellulare, la storia delle malattie infettive e mi sono impegnato a capire la traiettoria delle politiche di sanità pubblica del XX secolo. Ho imparato tanto, non solo su questi argomenti ma anche sulla natura umana. Ho imparato che le persone sono più disposte a sopportare il dispotismo di quanto avessi mai immaginato, ho visto come le paure primordiali possano disabilitare il pensiero razionale e come le forze politiche possano usare questa paura per aumentare il loro potere.

Soprattutto sono arrivato a capire l'interrelazione intellettuale tra economia e salute pubblica, e come la fallacia e l'errore politico si diffondano così facilmente all'interno di entrambe le discipline.

Era settembre e sono stato coinvolto in una conversazione con un uomo che probabilmente non avrei incontrato se tutto questo non fosse stato l'anno più strano della mia vita, l'anno in cui gli stati hanno deciso che tutte le nostre libertà e diritti potessero essere aboliti per editto. Quest'uomo è Martin Kulldorff, un epidemiologo di Harvard ed esperto di sanità pubblica. Avrebbe parlato; anzi si sarebbe fatto avanti, avrebbe rischiato tutto per aiutare a porre fine alla follia. Il nostro primo contatto è stato tramite Twitter, come ci si potrebbe aspettare in questi giorni.

Questo scienziato con una formazione in un'ampia varietà di campi medici e statistici ha parlato chiaramente di come e perché i lockdown contraddicono la salute pubblica. Il fulcro della salute pubblica è considerare non solo ciò che è buono per un gruppo o controllare un patogeno, ma pensare a tutti i gruppi ed a tutti i potenziali problemi di salute, non solo a breve termine ma a lungo termine.

Sicuramente non lo sapeva, ma la sua affermazione è un riassunto quasi perfetto della prima lezione di economia che ho imparato da Henry Hazlitt. L'economia consiste nel pensare non solo al bene di un gruppo ma di tutti i gruppi, non solo a breve ma anche a lungo termine. Questa è "una lezione" che Hazlitt ha predicato per tutta la sua vita.


Economia e sanità pubblica

Ecco qua: il legame tra sanità pubblica ed economia. Riflettendo sugli errori intellettuali di quest'anno, molti di essi hanno paralleli in economia.

  • Affidamento eccessivo sui modelli matematici. Abbiamo osservato l'eccessivo affidamento sulla modellazione predittiva che non può assolutamente spiegare la molteplicità delle variabili e l'eterogeneità dell'esperienza umana individuale, sia in termini di biologia che anche in termini di azione umana. Proprio come la teoria della scelta in economia deve tenere conto del valore soggettivo e dell'inesauribile volontà e innovazione, così anche l'epidemiologia deve tenere conto della radicale diversità della risposta biologica ad un patogeno. Troppo "formalismo" nella sanità pubblica crea un'illusione di controllo smentita dall'esperienza reale. La pianificazione centralizzata non funziona né in economia né in sanità pubblica.
  • Correlazione/causalità. Come per tutta la scienza, anche quest'anno l'epidemiologia è stata ostacolata da scarse tecniche di ricerca e dal classico errore di presumere che la correlazione in qualche modo muti in causalità anche in presenza di mille altre variabili.

Il mio esempio preferito (tra migliaia) è lo studio sui ristoranti promosso dal CDC che ha rilevato un piccolo cluster di persone che sono risultate positive e che hanno detto in un sondaggio di essere andate in un ristorante; ma lo studio non è riuscito nemmeno a chiedere se le persone abbiano cenato dentro o fuori. Inoltre lo stesso studio non ha trovato alcuna relazione tra infezione e indossare la mascherina, ma è stato necessario scavare in profondità nello studio per scoprirlo.

Quanti "studi" ridicoli hanno correlato la mitigazione della malattia con mascherine obbligatorie e lockdown solo per vedere le tendenze invertite nei mesi successivi? La cattiva scienza ha definito la nostra epoca.

  • Confusione tra causa ed effetto. Alla fine dell'estate l'obiettivo di "appiattire la curva" si è trasformato in "fermare la diffusione", cosa che ci ha fatto conoscere l'inafferrabile tasso di infezione, R0. Perché? Gradualmente mi sono reso conto che alcune persone credono che se riescono ad abbassarne la velocità al di sotto di 1, il virus si esaurirà.

Problema: se il tasso di infezione è rilevabile in tempo reale, è chiaramente un rendering statistico della traiettoria del virus all'interno di una popolazione, non una causa di quella traiettoria. Cercare di controllare l'infezione spingendo verso il basso R0 è fallace come usare il controllo dei prezzi per sopprimere l'inflazione. Ci si occupa dei sintomi non della causa. Incarna la confusione tra causa ed effetto.

  • Ingannati dai dati. Avevamo così tanta fiducia nella primavera e nell'estate poiché circondati da uno stuolo innumerevole di dati. Potevamo osservare casi, tassi di mortalità, ricoveri, tassi di infezione, diffusione, nuove infezioni, infezioni totali, esiti gravi, indici di rigore e così via. È stato tragico, ma guardare tutto ciò ci ha fatto sentire informati.

Nel corso dell'anno ci siamo imbattuti nell'inevitabile: i dati non erano così importanti come sembrava. I falsi positivi infestano i test PCR (fino al 90%), le classificazioni errate hanno reso impossibile dire chi sia morto di cosa ed i ricoveri sono stati esagerati dai media e dalle istituzioni che cercavano di recuperare le entrate perse in primavera e in estate. Col tempo, ciò che sembrava scientifico e chiaro è diventato altamente sospetto, al punto da non essere più credibile.

Nel frattempo, per quanto possa sembrare incredibile, le informazioni di base sul rischio di esito grave in base ai dati demografici sono ancora difficili da ottenere. Quanti residenti del Massachusetts, che ancora trattano i concittadini come vettori di malattie patogene, sanno che l'età media di morte attribuita al Covid è 81 anni ed il 98% aveva comorbidità? Si tratta di informazioni estremamente rilevanti, ma scarsamente conosciute dal grande pubblico.

Siamo nella strana posizione di sapere meno alla fine dell'anno di quanto pensavamo di sapere in primavera. L'economia ha affrontato questo problema per centinaia di anni. Avere dati e avere conoscenze operative non sono la stessa cosa.

  • Assenza di umiltà. Hayek disse che il buon economista sa riconoscere che l'autentico ordine sociale ed economico è un prodotto dell'azione e non di progettazione. Ciò significa che è essenziale che l'economista impari a rimettersi nelle mani di forze al di fuori del controllo politico e persino della piena comprensione intellettuale.

Alcune cose si gestiscono meglio da sole di quanto possano essere gestite a livello centrale: questa è l'amara lezione che gli economisti hanno dovuto imparare nel corso del XX secolo. Lo stesso vale nel regno dell'epidemiologia e della salute pubblica. Dall'inizio di questo pasticcio, gli esperti hanno immaginato di poter controllare il virus tramite il potere statale. Hanno finito solo per controllare le persone e rovinare vite, ma senza controllare il virus nel suo impatto sulla società.


Ignoranza e passività

Queste sono le principali sovrapposizioni tra le due discipline. Ce ne sono altre sicuramente, con importanti implicazioni per metodologia, teoria e politica. Non siamo neanche lontanamente vicini a discernerle e scoprirle tutte. Infatti è un compito importante di entrambe le discipline apprendere di più l'una sull'altra, in modo che gli economisti possano apprendere cose sulla scienza biologica che altrimenti potrebbero evitare e gli specialisti della salute pubblica possano acquisire una grande raffinatezza e apprezzamento delle forze economiche. No, le economie non possono essere chiuse con un interruttore senza causare conseguenze enormi.

Da marzo in poi c'erano troppe persone nelle scienze sociali (inclusi molti economisti e troppi economisti libertari) che hanno deciso di non parlare. Parte del problema è riconducibile all'intimidazione intellettuale: "Non so niente di virus! Credo nelle forze economiche in tempi normali, ma questi non sono tempi normali. Probabilmente tutti i miei principi dovrebbero essere sospesi fino alla scomparsa di questa emergenza, come in tempo di guerra".

Nessuno ha scritto esattamente queste parole, ma molte persone le hanno pensate. Pertanto, da marzo a tutta l'estate, c'è stato uno strano silenzio tra le persone che avrebbero dovuto combattere i lockdown sin dal primo giorno. Lo sapevano e non hanno detto nulla. Peggio ancora, hanno inventato ragioni ridicole a supporto dei lockdown (rifiuterò di fare nomi ma loro sanno chi sono). AIER ha lavorato duramente per colmare la differenza, e ce ne sono anche altri là fuori che meritano congratulazioni, ma eravamo troppo pochi.

In combinazione con il megafono dei media e le censure dei social media, i pro-lockdown hanno abbracciato il compito di formare l'opinione pubblica. È un miracolo che non ci siano riusciti del tutto ed il movimento anti-lockdown ha iniziato a crescere. Oggi è più potente di quanto possiamo immaginare, tuttavia sono quasi certo che se avessimo avuto più alleati, le cose sarebbero potute andare diversamente. Il silenzio era mortale.

Quest'anno è stato davvero un anno di apprendimento. All'American Institute for Economic Research, abbiamo pubblicato quattro libri delle nostre ricerche e dei nostri scritti, oltre al mio libro Liberty or Lockdown. Sto pensando di lavorare ad un'altra collezione, ma oltre a ciò l'epidemia ed i lockdown ci hanno fatto capire la necessità di un programma di ricerca serio ed approfondito sull'economia e la salute pubblica.

Più in generale, l'AIER dovrà sostenere la ricerca sul tema critico della credibilità della scienza stessa. Questa credibilità ha subito un duro colpo quest'anno e ci vorrà molto tempo prima che possa riconquistare la fiducia della popolazione. Ogni scienziato che conosco è profondamente preoccupato per questo problema.

Un tentativo di salvare la scienza e aiutare ad istruire i giornalisti ha finito per essere un punto di svolta cruciale quest'anno: la Dichiarazione del Grande Barrington. È stata firmata presso l'American Institute for Economic Research, ma il vero merito è degli scienziati che hanno osato parlare. La loro dichiarazione era piuttosto semplice: una reiterazione dei fondamenti della biologia cellulare e della salute pubblica. È stata vista decine di milioni di volte e firmata da quasi un milione di persone. Sì, la scienza alla base della dichiarazione è impeccabile, nonostante tutti gli assurdi tentativi di imbrattare il documento ed i suoi autori, ma la vera influenza del documento, a mio avviso, è stata la dimostrazione di coraggio morale dietro lo sforzo.

Il trauma che tutti abbiamo vissuto quest'anno è difficile da contemplare, ma se state leggendo questo pezzo, siete come me, un sopravvissuto. Siamo feriti ma per altri versi più forti di prima, più dediti alla verità, più impegnati negli ideali di libertà, meno ingenui e pronti ad andare avanti per non lasciare che la civiltà venga smantellata. Dobbiamo difenderla con tutto ciò che abbiamo da offrire. 

La buona società e la società libera sono sinonimi. Il lockdown, sotto ogni pretesto, rappresenta un attacco a tutto ciò che siamo ed aspiriamo a essere. Non può e non accadrà di nuovo, a condizione che ci impegniamo a mantenere fermi i nostri ideali. 


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Tutto quello che c'è da sapere sulle valute digitali delle banche centrali

Gio, 07/01/2021 - 11:07

 

 

di Kristoffer Mousten Hansen

Di recente si è parlato molto delle valute digitali delle banche centrali (CBDC), poiché i banchieri centrali di tutto il mondo stanno discutendo la possibilità di emettere le proprie CBDC. Alcuni dei problemi di un tale assetto sono già stati evidenziati (si veda, ad esempio, qui e qui) e non li discuterò troppo nel presente articolo. Il mio scopo qui è quello di rispondere ad una semplice domanda: cosa esattamente è una CBDC? In cosa differisce dal contante fisico, dai depositi a vista e dalle criptovalute?


Cosa non sono

Cominciamo da ciò che le CBDC sicuramente non sono: non sono un nuovo tipo di criptovaluta simile al Bitcoin. Sebbene le banche centrali abbiano discusso l'emissione di CBDC sotto forma di token e l'utilizzo della tecnologia di registro distribuito (DLT), ciò non significa che le banche centrali intendano consentire alle persone di negoziarle e custodirle senza supervisione, per non parlare del fatto che controlleranno centralmente la loro offerta. Lo scopo delle DLT e della tokenizzazione è puramente una questione di quale tecnologia utilizzare nell'imposizione e distribuzione di una valuta digitale; non significa che le banche centrali abbiano adottato nessuna delle idee alla base dell'ascesa di Bitcoin.

Alcune banche centrali credono che l'esistenza e l'aumento del valore di mercato di Bitcoin e altre criptovalute sia la prova che esiste una domanda per una valuta digitale e che dovrebbero quindi soddisfare tale domanda. Non sembrano rendersi conto che la domanda di Bitcoin, come la domanda di oro, è qualcosa al di fuori del controllo delle banche centrali e degli stati.

È anche importante sottolineare, contrariamente a quanto pensano gli stessi banchieri centrali, che una CBDC non è una passività del sistema bancario centrale più di quanto lo sia il contante fisico. Nel senso puramente formale di essere una voce sul lato destro del bilancio della banca centrale, sia il contante che una CBDC sono passività. Tuttavia la definizione di passività è l'obbligo di consegna di una merce (solitamente denaro) alla parte a cui è dovuto l'onere (si veda Investopedia). I detentori delle passività della banca centrale, quindi, vantano un credito nei confronti delle banche centrali, ma a cosa hanno esattamente diritto? La risposta corretta ovviamente è "niente" e, quindi, né i contanti fisici né le CBDC possono essere considerate una passività. Il fatto che le banche centrali registrino il contante come passività è semplicemente una reliquia di un'epoca passata in cui le banconote erano davvero sostituti coperti del denaro nel senso misesiano e le banche erano davvero soggette a restituire una somma di denaro (cioè oro) quando qualcuno si presentava per riscattarle.

(Per inciso, le riserve della banca centrale sono elencate come passività, poiché le banche che detengono riserve presso di essa hanno veramente un diritto nei confronti della banca centrale, vale a dire, un diritto ad essere rimborsate.)


Cosa sono

Le CBDC sono, o intendono essere, un equivalente digitale del contante fisico. Proprio come quattro quarti di dollaro sono l'equivalente di una banconota da un dollaro, così un dollaro in valuta digitale sarà l'equivalente di un dollaro in contante fisico. È semplicemente una nuova espressione tecnologica della stessa moneta fiat. Ricordate che il denaro fiat, come lo descrisse Mises, è "denaro che comprende cose con una qualifica giuridica speciale", cioè queste cose non sono tecnologicamente diverse dalle altre, ad eccezione del sigillo statale che dimostra che hanno una qualifica giuridica speciale. Il corollario di ciò è che cose tecnologicamente dissimili (monete metalliche, banconote di carta e risorse digitali) fanno tutte parte dell'offerta di moneta fiat fintanto che possiedono i sigilli che confermano il loro status legale.

Dovrebbe essere chiaro che dal punto di vista della banca centrale, l'emittente di moneta fiat, la moneta digitale presenta alcuni vantaggi rispetto al contante fisico. Per prima cosa, è davvero conveniente da produrre: mentre i costi di produzione dei contanti fisici sono trascurabili, ci sono e possono diventare evidenti soprattutto quando nuovo denaro fisico deve essere distribuito velocemente (ad esempio, per evitare una corsa agli sportelli). La valuta digitale, d'altra parte, non solo può essere creata istantaneamente, ma può anche essere distribuita istantaneamente. Questo perché esistono due modelli per detenere e utilizzare le CBDC: o direttamente con la banca centrale in un "wallet digitale", o indirettamente attraverso un intermediario designato dalla banca centrale. In entrambi i casi, la banca centrale può dirigere rapidamente e senza costi il ​​flusso della nuova valuta digitale a chi vuole.


La differenza col denaro fisico

Mentre sia le CBDC che il denaro fisico fanno parte dell'offerta di moneta fiat, ci sono alcune differenze sostanziali tra i due. Questo è qualcosa che i banchieri centrali sanno bene, poiché, come ho scritto nel mio precedente articolo sull'argomento, riconoscono la necessità di investire in valuta digitale con privilegi di corso legale. Altrimenti temono che le persone possano rifiutarsi di accettarle in cambio. Le differenze principali tra i due tipi di moneta fiat sono: costi per l'utente, privacy e portata del controllo da parte della banca centrale. Esaminiamoli uno alla volta.

Costi per l'utente: il denaro fisico è praticamente gratuito da detenere, anche in quantità considerevoli. È vero che ad un certo punto si potrebbe voler investire in misure di sicurezza aggiuntive per proteggere il proprio denaro, come una cassaforte o affittare una cassetta di sicurezza in una banca (sebbene queste non siano più così sicure). La valuta digitale, d'altra parte, significa che le persone dovranno investire e imparare ad utilizzare qualsiasi software e dispositivo elettronico siano necessari per gestirla. Questa potrebbe essere una sfida per molti che non sono particolarmente esperti di tecnologia e un onere significativo per i negozi che dovranno investire in nuovi macchinari per elaborare i pagamenti digitali. Inoltre impone oneri sotto forma di nuovi rischi. Ai vecchi rischi di una rapina si aggiungono i nuovi rischi di attacchi informatici che potrebbero prosciugare il wallet digitale di una persona. Sebbene le banche centrali possano essere in grado di cavarsela per quanto riguarda gli sviluppi tecnologici nel campo dei criptoasset, non dovremmo ignorare la realtà di questo rischio, né il disagio che potrebbe causare a persone che non sono competenti a livello digitale.

Privacy: il modo più privato di fare affari, l'unico che non lascia tracce cartacee, è ancora pagare in contanti. Bitcoin e altre criptovalute migliorano questo aspetto e lo portano ad un nuovo livello. In ogni caso, quando si parla di CBDC non si può parlare di privacy: come ha affermato la BCE in una sua relazione recente sulla questione, bisognerà fornire l'accesso ad ogni singola transazione, tutto in nome della sempiterna lotta al riciclaggio di denaro e al terrorismo. Qualunque sia il merito di tali preoccupazioni (spoiler: nessuno), il chiaro risultato sarà quello di rendere trasparenti tutte le transazioni alla banca centrale ed a chiunque essa scelga di condividere le informazioni.

Controllo della banca centrale: poiché il contante fisico è fornito interamente dalla banca centrale, si potrebbe pensare che essa abbia un controllo effettivo sull'offerta di denaro. Invece non è così. È vero che la banca centrale può aumentare l'offerta a volontà, ma è molto più difficile per essa controllare la distribuzione e la proprietà del contante fisico. Inoltre non può diminuire l'offerta di denaro fisico con la stessa facilità con cui l'aumenta. Le persone possono, se lo desiderano, detenere gran parte della loro ricchezza sotto forma di contanti e sostanzialmente non c'è nulla che la banca centrale possa fare al riguardo. O meglio, qualunque misura possa prendere è molto costosa e cieca; cioè, non può accusare quegli individui il cui saldo di cassa è ritenuto eccessivo. Con una valuta digitale, invece, la banca centrale avrebbe sia il potere che le conoscenze necessarie per controllare quanto detiene ogni persona e azienda. Poiché l'obiettivo dichiarato delle banche centrali è quello di aumentare la spesa nominale, desiderano una valuta digitale al fine di imporre ogni sorta di restrizione alla detenzione di denaro. La BCE, ad esempio, parla apertamente di limitare l'importo che una persona può detenere, limitare il tempo in cui una persona può detenere una somma di denaro e imporre tassi d'interesse negativi su importi che la banca ritiene eccessivi. Tutto ciò sarebbe praticamente impossibile se le persone usassero contanti fisici invece di una valuta digitale.


CBDC & moneta creata dalle banche (depositi a vista)

È anche importante distinguere chiaramente tra CBDC e sostituti del denaro emessi dalle banche commerciali. A differenza di una valuta digitale, questi mezzi fiduciari sono vere passività, ovvero il proprietario di un deposito a vista può richiedere che venga pagato in denaro. Non abbiamo bisogno di entrare nella teoria qui; è sufficiente notare che la possibilità di rimborso in contanti fisici impone un limite all'emissione di mezzi fiduciari che non è presente con la produzione di moneta fiat da parte della banca centrale.

Le banche sono generalmente disposte a pagare interessi sui depositi a vista, poiché investono la maggior parte del denaro che le persone hanno in conto attraverso il processo di espansione del credito o di creazione di credito. Una CBDC tenuta nel proprio wallet digitale, dall'altra parte, non può servire come base per l'espansione del credito. Nel nostro attuale contesto di tassi d'interesse bassi, assenti o addirittura negativi sui depositi a vista, il timore tra i banchieri centrali è che una CBDC senza tassi d'interesse possa spingere le persone a riscattare i propri depositi a vista in valuta digitale. Poiché i banchieri centrali conoscono solo una politica, "rilanciare" l'economia abbassando i tassi d'interesse, cosa che fanno inondando i mercati del credito con denaro a buon mercato, questa eventualità è ovviamente una grande preoccupazione per loro. Quindi è una necessità assoluta poter imporre tassi d'interesse negativi sui wallet digitali delle persone al fine di supportare il sistema creditizio. Non tanto per amore delle banche private e degli investitori (senza considerare le carriere post-FED di Greenspan e Bernanke questa potrebbe essere una considerazione importante per alcuni), ma per poter continuare ad implementare politiche in linea con i loro dogmi inflazionistici (e gli interessi dei loro padroni politici).


Conclusione

Si spera che da questo breve saggio sia chiaro quali siano le valute digitali proposte dalle banche centrali. In una parola, sono l'evoluzione finale del denaro fiat: denaro totalmente sotto il controllo dello stato emittente. Anche se il linguaggio e parte della tecnologia possono essere ispirati o presi in prestito dalle criptovalute, non lasciatevi ingannare: Bitcoin è un tentativo di preservare la ricchezza mettendola fuori dalla portata dello stato; le CBDC hanno lo scopo di disinnescare tale scopo. Se, seguendo Rothbard, interpretiamo la storia come una lotta tra libertà e potere, tra società libera e dominio statale, potremmo dire che una valuta digitale del sistema bancario centrale è semplicemente l'ennesima arma nell'arsenale dello stato nella sua ricerca di dominare completamente la società.

Poiché le dottrine economiche che guidano i banchieri centrali e gli stati non sono altro che un tessuto di errori, le conseguenze di una valuta digitale imposta saranno molto diverse da quelle che si aspettano. Ma se il 2020 ci ha insegnato qualcosa, è che non ci sono limiti a ciò che gli stati possono fare per aumentare il loro potere.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


I mercati sono molto più che squilibrati

Mer, 06/01/2021 - 11:06

 

 

di David Stockman

Jerome Powell mi fa venire in mente quel ragazzo che uccide entrambi i genitori e poi scongiura la corte di assolverlo perché ora è un orfano!

Questo è ciò che JayPo ha fatto ieri mentre cercava di spiegare che la bolla più grande della storia nel mercato azionario in realtà non è nulla di cui preoccuparsi.

Proprio così. La FED ha sostanzialmente ucciso il rendimento delle obbligazioni, quindi le azioni sono un vero affare al confronto. Bloomberg ha persino un grafico per dimostrare che tutto questo è basato sul cosiddetto "modello della FED".

Inoltre il "rendimento degli utili" non è esattamente il denaro che portate alla banca, a differenza di una cedola obbligazionaria per quanto possa essere misera al giorno d'oggi. È solo una speranza computazionale che i prezzi delle azioni di oggi, notevolmente gonfiati rispetto agli utili, rimangano gonfiati indefinitamente. Un mondo senza fine praticamente.

Inoltre dove sta scritto che lo scopo del debito obbligazionario è quello di far perdere denaro?

A scanso di equivoci, ecco il rendimento delle obbligazioni a 10 anni soffocato dagli acquisti folli di obbligazioni da parte della FED. Rispetto all'inflazione, che la FED si sforza incessantemente di promuovere al 2,00% annuo, non è rimasto alcun rendimento reale.

Quindi quello che Powell sta dicendo è che, poiché le obbligazioni sono per i fanatici, vi preghiamo di avere invece azioni ad un PE 40X.

Come è evidente dal grafico, prima del 2000 c'erano 200-400 punti base tra il tasso di inflazione misurato dalla variazione annuale del CPI (linea blu) ed il decennale UST (linea nera). Ma dopo il crollo delle dotcom, la stampa di denaro è andata fuori giri e, come avrebbe potuto dire lo stesso J. M. Keynes, il rendimento reale è stato soppresso.

Alla lettura più recente (ottobre 2020), il rendimento UST a 10 anni allo 0,88% era inferiore di 134 punti base rispetto al tasso di inflazione annuale al 2,22%. A questo ritmo il potere d'acquisto del vostro capitale svanirebbe dopo pochi decenni.

In verità, anche un idiota dovrebbe essere in grado di vedere che l'attuale rendimento delle obbligazioni è un pericoloso benchmark per la valutazione delle azioni. Il fatto che JayPo abbia iniziato a citarlo con alacrità è solo l'ennesimo segno che i banchieri centrali di oggi hanno completamente perso il lume della ragione.

Infatti la fierezza di giustificare prezzi azionari altissimi sulla base di rendimenti obbligazionari assurdamente bassi è sottolineata dal grafico qui sotto.

Grazie ad oltre $30.000 miliardi di espansione dei bilanci del sistema bancario centrale sin dal 2000, il mercato obbligazionario globale è completamente rotto, come attestato dal record ormai assoluto di $18.000 miliardi di obbligazioni globali trattate a rendimenti nominali negativi.

Le obbligazioni non dovrebbero mai essere trattate a rendimenti nominali negativi, poiché questo equivale a masochismo finanziario: pagare qualcuno per bloccare i propri soldi per un periodo di tempo prolungato. L'unica eccezione teorica potrebbe essere in un ambiente finanziario di deflazione profonda e duratura.

Ma nel mondo come lo abbiamo conosciuto, dov'è la deflazione?

Infatti, da quando Nixon ha attraversato il Rubicone monetario nell'agosto 1971 e strappato il dollaro dalla sua ultima ancora al denaro reale (l'oro), il livello generale dei prezzi è salito del 540%. Eppure la FED non si accorge che il mercato obbligazionario globale è completamente kaput! e ha un prezzo per un universo deflazionistico alternativo che è l'opposto del mondo reale in cui viviamo.

Anche nel periodo più recente, i rendimenti dei titoli di stato americani sono stupidamente bassi rispetto all'attuale tasso di inflazione al 2,22% annuale. Non un singolo punto sulla curva dei rendimenti del Tesoro è vicino o superiore al tasso d'inflazione. Pertanto, alla fine della scorsa settimana:

  • I rendimenti dei buoni del Tesoro a tre mesi erano allo 0,0625%;
  • I rendimenti dei buoni del Tesoro a due anni sono scesi di tre punti base allo 0,12%;
  • I rendimenti dei titoli di stato a cinque anni sono scesi di cinque bps allo 0,37%;
  • I rendimenti dei titoli di stato a dieci anni sono scesi di sette bps allo 0,90%;
  • I rendimenti dei titoli di stato a trenta anni sono scesi di 11 punti base all'1,63%;
  • I rendimenti del benchmark Fannie Mae sono scesi di sei bps all'1,35%.

Questa lista di rendimenti reali ridicolmente sott'acqua è la stessa che JayPo sventola come prova che non esiste una bolla nel mercato azionario. L'unica consolazione per lui è che i banchieri centrali di tutto il mondo hanno abbracciato la stessa nozione: lo scopo del mercato obbligazionario è quello di separarvi nel tempo dalla vostra ricchezza.

In Europa, infatti, anche le nazioni fiscalmente sconsiderate sfoggiano rendimenti inferiori all'inflazione. Quasi a sottolineare l'assurdità del mercato obbligazionario europeo soffocato dalla BCE, il rendimento del titolo spagnolo a 10 anni alla fine della scorsa settimana è stato, beh, dello 0,00%, anche se i rendimenti nominali tedeschi, francesi e portoghesi sono stati trattati a livelli negativi:

  • I rendimenti del decennale greco sono scesi di tre bps allo 0,60%;
  • I rendimenti del decennale portoghese sono scesi di otto bps a -0,04%;
  • I rendimenti del decennale italiano sono scesi di sette bps allo 0,59%;
  • I rendimenti del decennale spagnolo sono scesi di otto bps allo 0,00%;
  • I rendimenti del decennale tedesco sono scesi di nove bps a -0,64%;
  • I rendimenti del decennale francese sono scesi di sette bps a -0,38%;
  • I rendimenti del decennale inglese sono scesi di 18 bps allo 0,17%;

Ma piuttosto che ammettere di aver realizzato il desiderio più intenso di J. M. Keynes ammazzando i "redditieri", ovvero i possessori di obbligazioni, JayPo ieri ha detto una cosa completamente diversa: ha ritenuto opportuno ragliare per una maggiore inflazione.

Questo è semplicemente un incantesimo rituale. Negli ultimi tempi non c'è mai stato alcun pericolo di deflazione prolungata, come se fosse un problema tra le altre cose, visto che 40 anni di robusta prosperità deflazionistica tra il 1870 e il 1910 hanno smentito tale paura.

Quindi l'unica ragione per una maggiore inflazione rispetto all'aumento composto al 2,10% dell'IPC medio negli ultimi 20 anni è che la FED considera l'inflazione un indicatore della crescita del PIL reale. Questa è la vecchia nozione della Curva di Phillips, già screditata 40-50 anni fa, ma che senso ha comunque?

Perché non tenere semplicemente d'occhio il PIL reale e farla finita?

Perché non dimenticare del tutto il targeting dell'inflazione, visto che non lo si può misurare con precisione o influenzarlo direttamente, e invece tenere d'occhio le variabili finanziarie che si possono influenzare dalla sala riunioni dell'Eccles Building?

Cioè, i rendimenti delle obbligazioni reali assurdamente negativi, che sono un risultato diretto di una massiccia monetizzazione, e gli assurdi multipli PE nel mercato azionario, che sono alimentati dal cosiddetto TINA: non c'è alternativa.

Per quanto riguarda i PE, non stiamo parlando solo della pura follia di Tesla a 1300X gli utili annuali o Amazon a 95X. Le ultime stime appena uscite dal casinò di Wall Street per l'indice S&P 500 e la sua capitalizzazione di mercato da $30.000 miliardi sono $ 93,29 per azione e un guadagno del +54%, a $143,98 per azione, per il dicembre 2021.

Arrotondando al numero intero più vicino, suddette stime (che non sono mai al ribasso) ammontano rispettivamente al 40X ed al 26X. Quindi se JayPo vuole rimuginare sui pericoli che lo attendono, forse dovrebbe dimenticare alcuni punti decimali irrilevanti sul tasso d'inflazione e concentrarsi sulla gigantesca bolla del mercato azionario.

Ancora più importante, se questi pazzi nell'Eccles Building si liberassero del loro "inflation targeting" anche solo per un breve periodo, potrebbero notare alcuni dei molteplici effetti negativi che sono derivati ​​dalla loro maniacale stampa di denaro.

Ad esempio, nonostante più di 50 milioni di nuove richieste di indennità di disoccupazione e la calamità causata dal lockdown tra i ranghi di milioni di piccole imprese, lo 0,001% che siede in cima ai giganteschi fondi di private equity è andato alla grande.

Grazie alla FED ed al suo abbassamento artificiale dei tassi sul debito governativo e societario, i money manager hanno fatto baldoria con i titoli spazzatura. Fino a novembre l'emissione di obbligazioni spazzatura ha raggiunto quasi $400 miliardi, in aumento di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Ma una grande parte dei proventi è finita in ricapitalizzazioni a leva finanziaria. I fondi di private equity hanno l'opportunità di gravare ulteriormente le loro società in portafoglio, già cariche di debiti, con ancora più debito allo scopo di pagarsi un ricco raccolto di dividendi.

Secondo S&P Global Market Intelligence, l'ammontare del debito emesso legato a tali pagamenti è cresciuto fino a superare i $29 miliardi quest'anno, con un aumento di oltre il 25% rispetto al 2019. In confronto, durante l'ultima recessione nel 2008-2009, tale attività era quasi scomparsa.

E questa non è nemmeno la metà della storia. Se si guarda al debito aziendale totale in dollari USA, il 2020 si è rivelato un anno record di tutti i tempi. Secondo le ultime stime:

  • Le emissioni investment grade aumenteranno del 53%, raggiungendo il record storico di $2.020 miliardi;
  • Le emissioni ad alto rendimento aumenteranno di quasi il 30% a $556 miliardi.

Eppure non c'è dubbio su dove sia finita la schiacciante quota dei proventi: riportati a Wall Street per finanziare progetti d'ingegneria finanziaria tra cui riacquisti di azioni proprie e accordi di fusione/acquisizione.

Per quanto riguarda i primi, il grafico qui sotto dice tutto. Dal 2009 quasi $15.000 miliardi sono stati riciclati nel mercato azionario, ma praticamente il 100% di questi è arrivato dalle grandi società, le quali hanno preso in prestito nuovo denaro o hanno prelevato liquidità per riacquistare le proprie azioni.

Eppure i geni nell'Eccles Building hanno ripetuto ieri che continueranno a stampare $120 miliardi al mese, una frode finanziaria bella e buona, fino a quando non sarà finalmente raggiunta la cosiddetta piena occupazione, che in realtà è ostacolata dall'ingegneria finanziaria promossa dalla FED.

Poi c'è la questione della finanziarizzazione fuori controllo. A titolo di esempio, il patrimonio netto delle famiglie misurato dai conti del flusso di fondi della FED è balzato ad un record di $123.500 miliardi nel terzo trimestre. Al 584% del PIL, ora sovrasta i picchi del ciclo precedente al 493% durante il primo trimestre 2007, al 447% durante il primo trimestre 2000 e ben meno del 350% del PIL prima del 1987.

Perché JayPo non si è mai degnato di indagare sul motivo per cui il valore degli asset finanziari è diventato così disaccoppiato dal PIL di Main Street? O se i rendimenti obbligazionari ultra bassi promossi dalla FED e le valutazioni fuori scala dei titoli azionari abbiano qualcosa a che fare con questo, per non dire se tali disconnessioni senza precedenti siano stabili e sostenibili.

Argomenti del tutto sorvolati. Né si è mai chiesto del recente studio Deloitte, il quale ha rivelato che durante i suoi 15 anni di esistenza, l'industria dello scisto statunitense è riuscita a cancellare l'incredibile cifra di $450 miliardi di capitale investito generando $300 miliardi di flusso di cassa netto negativo. Inoltre il settore ha registrato più di 190 fallimenti sin dal 2010, i più alti di qualsiasi settore negli Stati Uniti.

Vale a dire, potrebbe essere che la repressione finanziaria sia la fonte dei cattivi investimenti? È questa uno dei motivi per cui il tasso tendenziale della crescita economica continua a scendere nonostante gli infiniti "stimoli" della FED e il capitale viene drasticamente e sistematicamente valutato in modo errato, allocato male e sprecato?

A tal proposito c'è il fatto che negli anni '90, quando i rendimenti reali delle obbligazioni erano ancora economicamente razionali, non esistevano gli ETF. Questo perché in un mercato libero ed onesto non esisterebbero affatto.

Se investitori e selezionatori di titoli volevano un'esposizione bilanciata ad un settore rispetto ad una singola azienda, avrebbero potuto comporre i propri compositi praticamente senza spese, data la ricerca a basso costo di oggi, l'analisi dei dati e gli strumenti di trading. Così come sono, l'unico vero scopo degli ETF è facilitare la speculazione da parte di trader amatoriali e robo-trader.

Non sorprende, quindi, se gli ETF abbiano attratto afflussi record di $121 miliardi a novembre, un balzo del 14,5% rispetto al mese record precedente. Questo enorme bottino mensile ha portato gli afflussi globali netti nei primi 11 mesi del 2020 a $659 miliardi, il 15,4% in più rispetto ai $571 miliardi raccolti nello stesso periodo nel 2019.

Infatti il grafico qui sotto è la pistola fumante. A grandi linee, i fondi comuni d'investimento tradizionali almeno assomigliano agli "investitori", mentre gli ETF sono quasi interamente dominio di trader e speculatori. Tuttavia, quando i mercati dei capitali diventano dominati dalla speculazione come illustrato di seguito, l'efficienza e la capacità di crescita dell'economia di Main Street vengono progressivamente erose e compromesse.

Inutile dire che, dato il caos e gli investimenti sbagliati che le banche centrali hanno scatenato a Wall Street, non sorprende che anche i politici di Washington, finanziariamente non istruiti, abbiano dato di matto.

Ma mentre il Congresso avanza verso altri $900 miliardi di Everything Bailout oltre ai $3.500 miliardi già elargiti, c'è stato uno sviluppo negli ultimi giorni che vi dice tutto ciò che dovete sapere.

Sembra che il senatore di destra Josh Hawley del Missouri abbia collaborato con Bernie Sanders per sostenere un altro giro di helicopter money all'85% delle famiglie statunitensi. Ciò aggiungerà altri $150 miliardi ai $300 miliardi distribuiti nel giro di aprile.

Ma ecco il punto: ciò si aggiunge a quello che sarà un totale di $850 miliardi di assegni a milioni di piccole imprese e un totale di $500 miliardi per i sussidi di disoccupazione federali in cima ai $600 miliardi pompati a livello statale.

Quindi solo in questi tre programmi è probabile che ci ritroveremo con circa $2.400 miliardi di aiuti per le vittime dei lockdown ordinati dallo stesso governo federale.

Tra febbraio e novembre calcoliamo che la perdita totale tra salari e stipendi dell'intera forza lavoro statunitense di 160 milioni sia stata di circa $300 miliardi.

Proprio così. Dal momento che la FED sta monetizzando tutte le nuove emissioni di debito, i politici nei dipartimenti fiscali hanno pensato bene di dispensare otto volte di più la compensazione delle perdite effettive.

Come abbiamo ampiamente dimostrato, questa è molto di più che una semplice gabbia di matti!


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


L'OMS cancella dal suo sito web l'immunità acquisita in modo naturale

Mar, 05/01/2021 - 11:08

 

 

di Jeffrey Tucker

Forse avete la sensazione che stia succedendo qualcosa di strano? Anch'io percepisco la stessa cosa.

Il coronavirus ha vissuto sulle superfici fino a quando poi le cose sono cambiate. Le mascherine non funzionavano fino a quando hanno iniziato a funzionare, e poi non hanno di nuovo funzionato più. C'è una trasmissione asintomatica, poi salta fuori che non c'è. I lockdown dovrebbero controllare il virus, poi salta fuori che non lo fanno. Tutte queste persone sono ammalate senza sintomi fino a quando, oops!, i test PCR sono estremamente imprecisi perché non sono mai stati intesi come strumenti diagnostici. Tutti corrono il rischio di avere il virus poi salta fuori che non ce l'hanno. Si diffonde nelle scuole, solo che poi non è così.

E così ogni giorno. Non c'è da meravigliarsi se così tante persone abbiano smesso di credere a tutto ciò che dicono le "autorità sanitarie pubbliche". Insieme ai governatori e ad altri autocrati che eseguono i loro ordini, hanno deciso di portare via la libertà ed i diritti umani e si aspettavano che li ringraziassimo per averci salvato la vita. Ad un certo punto quest'anno (per me era il 12 marzo) la vita ha cominciato a sembrare un romanzo distopico.

Bene, ora ho un'altra prova da aggiungere a quelle fin qui ammassate. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, per ragioni sconosciute, ha improvvisamente cambiato la definizione di un concetto fondamentale in immunologia: l'immunità di gregge. La sua scoperta è stata una delle principali conquiste della scienza nel XX secolo, emergendo gradualmente negli anni '20 e diventando poi sempre più raffinata nel corso del XX secolo.

L'immunità di gregge è un'osservazione affascinante che potete ricondurre alla realtà biologica o alla teoria della probabilità statistica, a seconda di quale preferiate. (Non è certamente una "strategia", quindi ignorate qualsiasi fonte mediatica che la descriva in questo modo.) L'immunità di gregge guarda direttamente, e con potere esplicativo, all'osservazione empirica: i virus respiratori sono diffusi e per lo più lievi (raffreddore comune) e di breve durata (SARS-CoV-1).

Perchè? Quando un virus uccide il suo ospite, cioè quando un virus sovraccarica la capacità del corpo di integrarlo, esso muore e quindi il virus non si diffonde ad altri. Più questo accade, meno si diffonde. Se il virus non uccide il suo ospite, può passare ad altri attraverso tutti i mezzi usuali. Quando prendete un virus e lo combattete, il vostro sistema immunitario codifica quelle informazioni in un modo da creare immunità. Quando accade ad un numero sufficiente di persone (ed ogni caso è diverso, quindi non possiamo specificare un numero, soprattutto date le tante immunità incrociate) il virus perde la sua qualità pandemica e diventa endemico, vale a dire prevedibile e gestibile. Ogni nuova generazione incorpora queste informazioni attraverso una maggiore esposizione.

Questo è ciò che si chiamerebbe ABC della Virologia/Immunologia. È quello che leggete in ogni libro di testo e che è stato insegnato in biologia cellulare per 80 anni. Osservare le operazioni di questo fenomeno evolutivo è meraviglioso, perché aumenta il rispetto per il modo in cui la biologia umana si è adattata alla presenza di agenti patogeni senza impazzire.

E la scoperta di questa affascinante dinamica nella biologia cellulare è una delle ragioni principali per cui la salute pubblica è migliorata molto nel XX secolo. Abbiamo mantenuto la calma. Abbiamo gestito i virus con professionisti medici: rapporti medico/paziente. Abbiamo evitato la tendenza medievale a farci prendere dal panico, ma piuttosto abbiamo usato razionalità e intelligenza. Anche il New York Times riconosce che l'immunità naturale è potente contro il Covid-19, il che non è affatto sorprendente.

Finché un giorno l'Organizzazione Mondiale della Sanità, un tempo gloriosa perché principale responsabile dell'eradicazione del vaiolo, ha improvvisamente deciso di cancellare tutto ciò che ho appena scritto. Ha letteralmente cambiato la scienza in un modo simile a quello sovietico. Ha rimosso con il tasto "cancella" ogni menzione di immunità naturale dal suo sito web. Non contenta, ha deciso inoltre di caratterizzare in modo errato la struttura e il funzionamento dei vaccini.

Affinché possiate credere a ciò che vi sto dicendo, cercherò di essere il più preciso possibile. Ecco il sito web al 9 giugno 2020. Potete vederlo anche su Archive.org. Dovete spostarvi in basso nella pagina e fare clic sulla domanda riguardante l'immunità di gregge.

È una definizione accurata in fin dei conti. Anche l'affermazione che la soglia "non è ancora chiara" è corretta. Esistono immunità incrociate al Covid da altri coronavirus e la memoria delle cellule T contribuisce all'immunità naturale.

Alcune stime arrivano al 10%, il che è ben lontano dalla stima ottimale del 70% che è standard nel regno farmaceutico. La vita reale è molto più complicata dei modelli, in economia o epidemiologia. La definizione passata dell'OMS è una descrizione buona alla fin fine.

Tuttavia, in uno screenshot datato 13 novembre 2020, leggiamo la seguente nota che in qualche modo finge che gli esseri umani non abbiano affatto un sistema immunitario, ma piuttosto si affidino interamente alle grandi aziende farmaceutiche per farsi iniettare cose nel sangue.

Ciò che ha fatto l'Organizzazione Mondiale della Sanità è stato cancellare ciò che equivale all'intera storia di un milione di anni dell'umanità nella sua delicata danza con i patogeni. Da ciò si potrebbe solo dedurre che tutti noi non siamo altro che tabulati vuoti su cui l'industria farmaceutica appone la sua firma.

Infatti questo cambiamento all'OMS ignora e addirittura cancella 100 anni di progressi medici in virologia, immunologia ed epidemiologia. È completamente antiscientifico ed ingiustificatamente a favore dell'industria dei vaccini.

Ciò che è ancora più strano è l'affermazione che un vaccino protegga le persone da un virus piuttosto che esporle ad esso. La cosa sorprendente di questa affermazione è che un vaccino funziona precisamente attivando il sistema immunitario attraverso l'esposizione. Questo è noto da secoli. Non c'è modo per la scienza medica di sostituire completamente il sistema immunitario umano.

Ma anche questo è un segno dei tempi: per quasi un anno intero i media ci hanno detto che la "scienza" richiede il rispetto dei suoi dettami, i quali sono contrari ad ogni principio del liberalismo, ad ogni aspettativa che abbiamo sviluppato nel mondo moderno di poter vivere liberamente e con la certezza dei nostri diritti. Poi la "scienza" ha preso il sopravvento ed i nostri diritti umani sono stati cestinati. E ora la "scienza" sta cancellando la propria storia, aerografando ciò che conosceva e sostituendolo con qualcosa di fuorviante nel migliore dei casi e palesemente falso nel peggiore.

Non conosco l'esatto perché l'OMS abbia fatto quel che ha fatto. Dati gli eventi degli ultimi nove/dieci mesi, è ragionevole presumere che sia in gioco la politica. Dall'inizio dell'epidemia, coloro che hanno spinto per i lockdown e l'isteria sul coronavirus hanno alzato le barricate contro l'idea dell'immunità naturale, insistendo invece sul fatto che dovevamo vivere in isolamento fino a quando non sarebbe stato sviluppato un vaccino.

Questo è il motivo per cui la Dichiarazione di Great Barrington, scritta da tre dei più eminenti epidemiologi del mondo e che abbraccia il fenomeno dell'immunità di gregge per proteggere i vulnerabili e ridurre al minimo i danni alla società, è stata accolta con disprezzo. Ora vediamo anche l'OMS soccombere alle pressioni politiche. Questa è l'unica spiegazione razionale per cambiare la definizione di immunità di gregge che esiste da un secolo.

La scienza non è cambiata, la politica sì però. Ed è proprio per questo motivo che è pericoloso sottoporre la gestione dei virus alle forze della politica. Alla fine anche la scienza si piega al carattere ambiguo dell'industria politica.

Quando i libri di testo che gli studenti usano al college contraddicono le dichiarazioni ufficiali delle autorità durante una crisi in cui la classe dirigente sta chiaramente tentando di prendere il potere permanente, abbiamo un grosso problema.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


25 anni dopo: quello che è diventato l'euro

Lun, 04/01/2021 - 11:01

 

 

di Philipp Bagus

Venticinque anni fa, il 15 dicembre 1995, i quindici capi di stato e di governo dell'allora UE decisero in una riunione a Madrid di denominare la futura moneta comune "euro" e di introdurla dal 1° gennaio 1999, inizialmente ad un tasso di cambio fisso. L'effettiva introduzione di tale valuta è avvenuta nel 2002. Danimarca, Gran Bretagna e Svezia hanno mantenuto le loro valute nazionali invece.

Anche la Polonia, la Repubblica Ceca e l'Ungheria, che hanno aderito nel 2004, hanno ostinatamente resistito a rinunciare allo złoty, alla corona e al fiorino. Fin dall'inizio c'erano due punti di vista contrastanti su quale tipo di valuta fiat doveva essere denaro della Banca Centrale Europea (BCE). L'euro è stato spacciato ad una popolazione tedesca scettica come successore del marco tedesco. La moneta comune non doveva essere utilizzata per finanziare direttamente i bilanci statali e molti tedeschi temevano di dover pagare gli alti debiti dei Paesi del sud Europa.

Pertanto alla BCE venne contrattualmente vietato di acquisire direttamente il debito pubblico, sebbene fin dall'inizio lo accettasse come garanzia per i prestiti bancari. Inoltre il Trattato di Maastricht, firmato nel 1992, prevedeva nella clausola di non salvataggio (articolo 125 sul funzionamento dell'Unione Europea [TFUE]) che gli stati nell'UE non erano responsabili dei debiti degli altri stati membri. Theo Waigel (Christian Social Union [CSU]), all'epoca ministro delle finanze tedesco, promise che l'euro sarebbe stato forte quanto il marco.

Oggi siamo molto lontani da un euro "tedesco", poiché il punto di vista opposto sul ruolo dell'euro ha costantemente guadagnato terreno. Questa visione franco-italiana, o mediterranea, vede la politica monetaria come uno strumento per realizzare i sogni di politica fiscale: la banca centrale è subordinata al Ministero delle Finanze. Tali convinzioni divergenti erano destinate a portare a tensioni e conflitti: mentre un gold standard promuove la collaborazione internazionale e la pace, la valuta comune fiat è stata una fonte continua di conflitti. I compromessi risultanti hanno successivamente reso l'euro più "mediterraneo".

La caduta in disgrazia è iniziata nel 2010 con il "salvataggio" diretto dello stato greco sovraindebitato, quando la clausola di non salvataggio venne a tutti gli effetti ignorata. Successivamente il presidente francese Nicolas Sarkozy spinse per il "temporaneo" European Financial Stability Facility (EFSF) contro la resistenza tedesca. La BCE iniziò, ancora in modo selettivo e temporaneo, ad acquistare sul mercato secondario i titoli di stato dei Paesi dell'UE. Oggi è impegnata in un massiccio programma di quantitative easing, acquistando in modo sistematico e continuo il debito pubblico. Proprio di recente, la BCE ha esteso e ampliato il proprio programma di acquisto di obbligazioni di altri €500 miliardi.

Anche la Germania inizialmente si oppose al passo successivo, la trasformazione dell'EFSF temporaneo in un fondo di salvataggio illimitato, il meccanismo europeo di stabilizzazione (MES). Il fondo può concedere prestiti a stati dell'UE che non sono in grado di finanziarsi sui mercati dei capitali. Contro l'ostinata resistenza dei Paesi del sud Europa fortemente indebitati, la Germania ha insistito che i prestiti MES fossero legati a riforme strutturali.

In cambio dell'approvazione del MES, la Germania ha chiesto l'adozione del Patto di bilancio europeo, il quale inasprisce le condizioni del Patto di stabilità e crescita. In esso, i Paesi dell'UE si impegnano per un bilancio strutturalmente equilibrato: nelle fasi di crescita economica devono essere generati avanzi di bilancio per compensare i deficit nelle fasi di recessione fino ad un massimo del 3%; inoltre quando il livello del debito di uno stato supera il 60% del prodotto interno lordo (PIL), deve ridurne continuamente l'onere attraverso avanzi di bilancio.

L'idea del Patto di bilancio europeo era quella di costringere gli stati membri dell'UE a mettere in ordine le loro finanze pubbliche in modo che non ci fosse il bisogno di ricorrere al MES. In altre parole, la Germania era disposta ad elargire il denaro dei suoi contribuenti attraverso il MES solo se i Paesi del sud Europa si fossero impegnati a porre fine alla loro spesa eccessiva e al loro indebitamento eccessivo. L'ingenuità di questo pio desiderio era ovvia: il MES è arrivato, ma le regole del Patto di bilancio europeo non vengono rispettate dai Paesi del sud Europa.

L'esistenza del MES ha creato un altro motivo di contesa: la Germania e quei Paesi più disciplinati a livello fiscale non vogliono affatto che si utilizzi il MES, mentre i Paesi del sud Europa stanno cercando di sfruttarlo per i propri scopi. L'ultima riforma del MES dovrebbe essere intesa in questa luce: concedere linee di credito precauzionali a stati "economicamente sani" senza che essi effettuino riforme strutturali, sollevando l'ovvia domanda sul perché uno stato sano avrebbe mai bisogno di una linea di credito dal MES. Inoltre quest'ultimo può ora essere utilizzato come ultimo sostegno del Fondo di risoluzione unico (del meccanismo di risoluzione unico [SRM]), a cui la Germania ha provato ad opporsi soprattutto perché il denaro dei contribuenti tedeschi potrebbe ora essere utilizzato per salvare le banche straniere.

Proviamo ad illustrare con il seguente esempio l'importanza di poter sfruttare il MES per ricapitalizzare banche insolventi: supponiamo che una banca greca abbia acquistato obbligazioni emesse dal proprio governo, finanziando così il welfare state greco o costosi progetti di armamenti. Supponiamo inoltre che il governo greco non possa più sopportare i suoi debiti e che ci sia un haircut sul debito pubblico greco. A causa delle perdite subite, la banca greca è in bancarotta e viene ricapitalizzata tramite l'SRM. Come ultima risorsa, i prestiti del MES possono ora essere utilizzati anche a questo scopo. Di conseguenza i contribuenti della zona Euro che finanziano il MES pagano indirettamente il debito pubblico greco. Con l'ultima riforma del MES, il loro denaro può essere utilizzato per ristrutturare il settore bancario del sud Europa, il quale ha generosamente finanziato i relativi stati d'appartenenza. Inutile dire che questa riforma è l'ennesima piccola vittoria per i Paesi del sud Europa. E con essa, dopo venticinque anni, l'euro si sta allontanando sempre più dalle idee originali tedesche. L'euro è stato mediterraneizzato.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


I guai veri per il dollaro sono appena iniziati

Gio, 31/12/2020 - 11:06

 

 

di Alasdair Macleod

Non è affatto una sorpresa che le criptovalute stanno ruggendo ed i metalli preziosi stanno recuperando terreno. Nell'ultimo mese ci sono stati sviluppi che indicano una nuova fase di accelerazione dell'inflazione monetaria per il dollaro e il denaro fiat sta iniziando ad essere scambiato con suddette coperture contro l'inflazione ad un ritmo crescente.

L'iperinflazione del dollaro sta ora diventando ovvia per una crescente coorte di investitori. È alimentata da fattori su entrambi i lati dei bilanci bancari, con i grandi depositanti che stanno riducendo i loro depositi a termine e aumentando i loro conti correnti ad accesso immediato. Inutile dire che ciò è alla base dell'aumento di M1, alimentato quindi da spostamenti da M2 la quale include anche i depositi di risparmio.

Si tratta di una corsa agli sportelli bancari nascosta. Nel frattempo i crescenti problemi nelle supply chain stanno portando al ritiro del credito bancario dalle attività non finanziarie, facendo implodere i bilanci bancari man mano che il credito bancario si contrae.

Viene altresì ritirato il supporto estero agli asset ad interesse fisso denominati in dollari e al dollaro stesso, il che porterà sicuramente ad un aumento dei rendimenti obbligazionari e dei tassi d'interesse durante il nuovo anno, indebolendo la bolla nel mercato azionario.

La FED si trova ora ad affrontare non solo il finanziamento del deficit di bilancio federale, ma anche quello delle supply chain statunitensi nella loro interezza, il che è corroborato dai problemi logistici globali in corso, vincolando $34.000 miliardi di pagamenti annui intra-aziendali nella sola America. L'impegno incrollabile della FED nei confronti di politiche monetarie keynesiane la porterà a dover compensare questi problemi commerciali, a salvare le banche che non riescono a sopravvivere all'inevitabile contrazione del credito bancario ed a far fronte ai crediti inesigibili che emergeranno.

È un compito epocale che abbraccia l'intera economia degli Stati Uniti, il che richiede una stampa di denaro ancora più rapida e mastodontica, compito impossibile da sostenere senza distruggere il dollaro scoperto.


Introduzione

Da maggio ho messo in guardia i lettori nei confronti di un crollo del dollaro. Ho mostrato che materie prime, azioni, criptovalute e metalli preziosi stavano salendo di valore a causa della perdita di potere d'acquisto del dollaro.

I media continuano a riferire sugli effetti economici solo del Covid-19, sottovalutando questi fattori ed ignorandone altri. Ritornare alla normalità è sempre stato un faro di speranza: la primavera della speranza in un inverno di disperazione. Ed è stata solo una piccola minoranza ad aver sottolineato che, lungi dall'essere una soluzione, il finanziamento inflazionistico ha conseguenze negative. E ancora meno di noi hanno cercato di dimostrare che invece di stimolare l'attività economica, la svalutazione della moneta in realtà la uccide.

Il ritmo della distruzione monetaria sta facendo un nuovo balzo. Il Grafico 1 rappresenta l'offerta di moneta della valuta di riserva mondiale, che sta salendo ad un nuovo ritmo. Nelle ultime due settimane di novembre, l'offerta di moneta M1 è aumentata di oltre il 14%, un tasso annuo del 367%.

La tendenza iperinflazionistica dell'offerta di moneta statunitense M1 è chiara, ma tutti sono diventati così confusi da questi sviluppi che praticamente la ignorano, mentre i prezzi di azioni, materie prime e Bitcoin esplodono. Questi sviluppi non devono essere ignorati da chiunque desideri preservare la propria ricchezza e forniscono importanti indizi sulla strada da percorrere.


I depositi di risparmio statunitensi vengono smobilitati

Secondo i dati più recenti, la somma dei depositi totali e della componente monetaria di M1 è salita a novembre di $435,7 miliardi, un incremento dell'11,6%, mentre i depositi a risparmio totali sono diminuiti di $88,5 miliardi (0,75%). La differenza tra i primi due e il secondo è l'accesso istantaneo. Rappresenta a tutti gli effetti una svolta: dal rapido aumento dei depositi a risparmio tra aprile e giugno, all'aumento della liquidità e dei conti correnti. Nella misura in cui il cosiddetto helicopter money ha rafforzato i conti di risparmio, tale effetto è svanito e, a seguito del rallentamento del tasso di aumento dei depositi a risparmio, questi ultimi sono effettivamente diminuiti per la prima volta quest'anno.

Le ragioni di questa inversione di tendenza riflettono una nuova riluttanza dei depositanti a vincolare fondi nel sistema bancario. Per essere chiari, con i depositanti più piccoli protetti dal FDIC, i cambiamenti nei depositi avverranno sicuramente nei saldi superiori, riflettendo quasi certamente una classe di depositanti finanziariamente informata che probabilmente negozia asset finanziari. L'apparente repentinità del cambiamento di atteggiamento tra i grandi depositanti dovrebbe suscitare il nostro interesse.

Non possiamo incolpare i tassi d'interesse a zero per questo sviluppo, perché ci sono stati massicci afflussi per un totale di $1.240 miliardi di depositi a risparmio totali a marzo, aprile e maggio, quando anche allora i tassi d'interesse erano a zero. La ragione più probabile per cui i depositi vincolati non vengono rinnovati è perché si tratta di un primo passo verso un'esposizione agli asset reali, ai beni e ai servizi.

Nel contesto di una combinazione di inflazione monetaria ed effetto sui prezzi degli asset, l'incasso dei depositi a risparmio ha senso. Non ne ha invece prestare denaro alla banca ad interessi zero, quando i prezzi degli asset e dei beni salgono. E se questi ultimi vengono venduti, non ha senso impegnare i proventi in depositi a termine; meglio comprare qualcos'altro. Anche se questo cambiamento di comportamento sembra segnalare che i depositanti sono sempre più consapevoli che i prezzi stanno aumentando e che i beni dovrebbero essere acquistati prima piuttosto che poi, devono ancora apprezzare che il fenomeno è la conseguenza di un potere d'acquisto della valuta in calo piuttosto che di un aumento dei prezzi.

Questo ci dà un'indicazione sul dove siamo nel processo di iperinflazione. Il segnale che ci viene dato dall'aumento di M1 è che alla fine porterà ad un'accelerazione dello smaltimento del denaro da parte di tutti i depositanti bancari. Ma non siamo ancora arrivati a questo punto.

In passato le iperinflazioni portavano ad un aumento della domanda di valuta sotto forma di banconote. Nella Germania del 1922-23 i salariati dovettero incassare i loro stipendi per spenderli immediatamente, il che portò ad un rapido aumento della domanda di marchi di carta mentre il loro potere d'acquisto crollava. Questo è il motivo per cui le stampanti monetarie funzionavano a pieno regime. Nell'economia moderna in cui le banconote e le monete giocano solo un piccolo ruolo, l'aumento della liquidità di spesa presso le banche crea un serbatoio di fondi, che quando arriva uno shock, è pronto a fluire rapidamente in tutto ciò che non è denaro fiat.

Se questa condizione si attiva, sposterà il potere d'acquisto del dollaro sul precipizio. Un aggiustamento su queste linee porterà ad un aumento più repentino dei prezzi dei beni di consumo rispetto ad un'economia in cui le banconote sono i principali mezzi di pagamento. Ma non siamo ancora arrivati a questo punto.

Per le banche commerciali l'effetto iniziale di una riduzione dei conti di risparmio è una maggiore esposizione al disallineamento temporale tra liquidità e portafoglio prestiti. In passato ciò ha portato a corse agli sportelli bancari, come quella di Northern Rock nel Regno Unito nel 2008. Un esempio più appropriato, forse, è il crollo dell'intero sistema bancario cipriota nel 2012.

Il presupposto negli ambienti finanziari è che la lotta al contante e il miglioramento della comunicazione tra le banche e le loro autorità di regolamentazione facciano sì che le operazioni bancarie siano un ricordo del passato. Il problema ricadrà sui clienti che non sono riusciti a recepire questo messaggio.

Ora abbiamo una spiegazione parziale del motivo per cui, come ha mostrato il nostro primo grafico, M1 sta salendo alle stelle: il denaro è stato dirottato dai depositi di risparmio inclusi solo in M2. Ciò lascia un altro enigma da risolvere, che si trova sul lato dell'attivo di bilancio del sistema bancario.


Il prestito bancario si sta improvvisamente contraendo

Oltre alla diminuzione dei depositi in M2 e all'aumento dei fondi nei conti correnti, l'origine della maggior parte dell'improvviso calo di M2 negli Stati Uniti a novembre è legata alla contrazione dei prestiti bancari. Il Grafico 2 mostra M2 meno M1, cosa che ci fornisce un'approssimazione dell'andamento del credito bancario.

Il credito bancario tende ad espandersi lungo un periodo di anni in cui i banchieri diventano gradualmente meno cauti riguardo ai prestiti, poiché i ricordi della precedente crisi finanziaria pian piano svaniscono. La Lemann era estremamente votata al settore finanziario e, con l'assistenza delle garanzie inflazionistiche della FED, non ha inedbolito i prestiti bancari al settore non finanziario, nonostante l'improvvisa caduta del PIL e della produzione lorda.

Il Grafico 2 racconta la storia dalla crisi della Lehman. Con l'inflazione dei prezzi ufficiale che rimaneva bassa e la FED che controllava i tassi d'interesse, il credito bancario si è espanso ad un ritmo costante per dieci anni. Quando le banche statunitensi hanno incontrato vincoli di bilancio nel settembre 2019, la FED è intervenuta nel mercato dei pronti contro termine per garantire che il credito bancario continuasse ad essere disponibile.

Il problema è stato risolto fino a marzo di quest'anno, quando la FED ha tagliato il tasso di riferimento allo 0% e pochi giorni dopo ha annunciato un QE illimitato. A quel tempo si pensava che nel giro di pochi mesi il virus sarebbe stato messo sotto controllo e l'economia globale sarebbe tornata alla normalità. I banchieri hanno ripensato alla Lehman: la soluzione era mantenere la calma e andare avanti. Con questo in mente e incoraggiate dalla FED, le banche commerciali hanno rapidamente ampliato il credito per contrastare quelli che si pensava fossero problemi di liquidità a breve termine nei settori non finanziari a causa delle supply chain e dei bloccati pagamenti lungo di esse. I prezzi delle materie prime sono aumentati, il che è stato preso come conferma da molti che le prospettive di produzione erano tornate a ruggire. Tra marzo e l'inizio di novembre il credito bancario è cresciuto di quasi $2.000 miliardi, nonostante fosse più che raddoppiato sin dal 2008.

Il credito bancario, e con esso i bilanci bancari, sono diventati ancora più sovraestesi e maturi per una contrazione significativa. Solo un aumento del capitale proprio può ridurre la pressione sui bilanci bancari se si vogliono mantenere gli attuali livelli di credito. Ma con il patrimonio bancario ai livelli di oggi rispetto al valore contabile, la diluizione del patrimonio netto è un'opzione poco attraente. L'unica alternativa è ridurre il rapporto tra asset e fondi degli azionisti, e così nelle ultime settimane il credito bancario ha iniziato a contrarsi bruscamente. E dato l'enorme aumento sin dalla crisi della Lehman, ora è probabile che si verifichi un ulteriore significativo ritiro dei prestiti bancari.


Psicologia del prestito

La psicologia dei cicli del credito bancario è facile da capire: i banchieri iniziano con una paura per il rischio, seguita dalla cautela nei prestiti, dalla crescente concorrenza per le imprese, quindi dall'avidità che comprime ulteriormente i margini e infine dalla paura di nuovo.

I banchieri hanno una forte tendenza ad agire all'unisono, creando un ciclo definitivo, una caratteristica vista in tutta la storia bancaria. Con ripetuti fallimenti ciclici, nel tempo gli istinti monopolistici collettivi dei banchieri li hanno portati ad unirsi per evitare che una crisi in una o più banche li infettasse (come nel caso di Barings nel 1890) e poi nel ventesimo secolo alle banche centrali che diventavano totalmente responsabili dei salvataggi bancari. Questo è stato uno dei motivi per cui è nata la FED.

Il conforto di salvarsi dalle proprie follie influenza l'istinto collettivo dei banchieri quando si tratta di elargire prestiti. Sanno che saranno sempre salvati. Molto prima di questi sviluppi, nel caso di Overend Gurney & Company nel 1866, Bagot scrisse che "queste perdite erano il frutto di azioni così avventate e così sciocche che anche un bambino avrebbe potuto fare meglio". La descrizione di Bagot possiamo applicarla anche al comportamento delle banche nel periodo precedente al fallimento della Lehman e alla condizione in cui si trovano oggi. Potrebbe essere estesa anche al comportamento delle banche centrali e delle autorità di regolamentazione bancaria che incoraggiano gli eccessi di credito.

Qualsiasi osservatore dei cicli di prestito avrebbe percepito questo fenomeno più e più volte. Nel nostro esempio contemporaneo, i banchieri sono convinti che la FED abbia saldamente il controllo; e che se non fosse per il Covid, l'economia sarebbe sana. Non possiamo sapere con certezza quale dei recenti eventi abbia portato dall'estremo ottimismo al dubbio e possibilmente al panico, ma l'evidenza ci suggerisce una risposta: le continue difficoltà con le supply chain ed i pagamenti annessi. Non si sono riprese dallo sconvolgimento iniziale causato dall'epidemia. E ora i banchieri nervosi vedono che i risparmiatori stanno liquidando depositi a risparmio a favore di conti correnti ad accesso istantaneo, una tendenza che cerca maggiore liquidità.


La logistica globale è nel caos

Le attività logistiche coinvolte nel trasporto, nello stoccaggio e nel flusso delle merci sono state gravemente sconvolte dal Covid. I contenitori pieni di merci si sono accumulati nei porti e la capacità di distribuzione è stata ridotta. Inoltre lo stoccaggio di alcune merci ha portato ad utilizzare i porti container come strutture di stoccaggio, intasandoli nonostante le sanzioni finanziarie. Un esempio è il governo del Regno Unito che accumula DPI a Felixstowe, dopo averne ordinati in eccesso nel panico iniziale e ora necessitano di stoccaggio per una riserva di scorte vitali. E con i container che non vengono restituiti rapidamente dalle nazioni importatrici agli esportatori, il flusso globale di merci è gravemente compromesso, motivo per cui così tanti si trovano nel posto sbagliato.

L'interruzione della logistica globale è iniziata all'inizio di quest'anno, con le spedizioni arretrate nei porti container della Cina e la mancanza di camionisti per ritirare e consegnare i container. Le compagnie di navigazione sono state costrette ad annullare le partenze e ciò ha portato ad una mancanza di componenti nei mercati dell'export cinese. Quando la Cina è uscita dal lockdown all'inizio di quest'anno, il trasporto su strada è tornato alla normalità. La pressione sulla distribuzione di container dalla Cina alla costa americana nel Pacifico si è inizialmente allentata, ma il corso dell'epidemia in America ha avuto un impatto sulla sua capacità di trasporto su strada, portando ad un accumulo di container nei porti nordamericani. Gli arretrati hanno portato le navi portacontainer a non essere in grado di ottenere slot di scarico e seminando il caos tra i rollover: il termine applicato ai container che non vengono caricati come programmato e riprenotati per la successiva navigazione disponibile, che a sua volta avrebbe potuto subire un rollover.

A metà ottobre fino ad un terzo dei carichi di trasbordo negli hub asiatici di spedizione di container era soggetto a rollover e rapporti più recenti suggeriscono che il problema non è stato risolto; anzi, è molto probabile che le condizioni siano peggiorate. E a causa della scarsa comunicazione, i proprietari di merci non hanno idea di dove siano le loro spedizioni nella catena logistica e quindi non possono gestire le proprie catene di approvvigionamento.

I problemi nelle supply chain stanno danneggiando l'economia globale. Inoltre l'aumento della spesa pubblica sta peggiorando le cose, ad esempio l'accumulo di container a Felixstowe pieni di DPI di proprietà dello stato. E il rapido aumento di tale spesa sta esercitando un'ulteriore pressione sulla logistica delle spedizioni, portando a maggiori squilibri commerciali.

Il fabbisogno finanziario delle imprese americane è proporzionale all'interruzione delle supply chain dovuta al caos dei container, indipendentemente dal fatto che l'impresa importi beni di consumo o componenti per la produzione. La totalità del problema è di gran lunga superiore al PIL, essendo direttamente correlata alla produzione lorda degli Stati Uniti, registrata l'ultima volta alla fine del secondo trimestre 2020 a $34.260 miliardi. Il grafico qui sotto ci mostra come tale parametro sia sceso dal suo massimo storico alla fine del 2019.

La contrazione della produzione lorda a metà anno si è avvicinata a $4.000 miliardi e, come abbiamo visto, la risposta iniziale delle banche è stata quella di estendere il credito per alleviare la crisi nelle supply chain. Ma dato che il movimento annuale di tutte le forniture è l'equivalente della produzione lorda, le implicazioni dell'aumento dei prestiti bancari sono state le seguenti: credito extra emesso pari a $1.600 miliardi e il settore non finanziario (cioè l'economia di base) ha assorbito i costi delle supply chain per un ammontare di $2.300 miliardi, lasciando le finanze aziendali molto tese.

La situazione si è ulteriormente deteriorata dalla fine di giugno. Mentre inspirano e contano fino a dieci, i banchieri ora si rendono conto che la FED non ha fatto abbastanza per proteggerli dalla vera portata del disastro logistico. A differenza dei tempi della Lehman, ora sono completamente esposti ad una situazione in rapido deterioramento. Non possono più permettersi di sostenere le imprese a corto di liquidità mentre la FED vacilla, motivo per cui si sta verificando l'improvviso crollo dei prestiti bancari. E vedendo che i loro depositanti ritirano il prestito a termine, le banche commerciali stanno cedendo al panico per frenare i loro prestiti bancari e ridimensionare i loro bilanci.


I compiti gravosi della FED

Finora la FED ha agito in termini keynesiani per salvare l'economia statunitense. Per garantire che le conseguenze del Covid fossero contenute ha promesso un QE illimitato, attualmente pari a $120 miliardi al mese, in modo da finanziare l'aumento del deficit del bilancio federale. Ha imposto tassi d'interesse a zero per mantenere bassi i costi di finanziamento. Il ciclo iniziale di inflazione monetaria ha finanziato due terzi dell'aumento della spesa federale nella seconda metà dell'anno fiscale 2020 fino alla fine di settembre, il terzo rimanente è stato generato dalle entrate fiscali. Un secondo "pacchetto di stimolo" è previsto a breve, il quale sarà finanziato da un'ulteriore inflazione monetaria.

Il compito della FED si sta ora evolvendo dal finanziare il crescente deficit del governo federale a sostenere anche le interruzioni nelle supply chain, ora che i prestiti bancari non riescono a tenere il passo. Mentre il primo problema è ancora lungi dall'essere risolto, il secondo è molto più grande visto che senza l'intervento della FED ci sarebbe stato un crollo deflazionistico come quello degli anni '30, con le banche che andarono in bancarotta sotto la pressione dei precedenti eccessi di prestito e dell'aumento dei crediti inesigibili. Per salvare le banche, quindi, esse dovranno essere sostenute a fronte degli impegni di prestito attuali e futuri. E per quanto riguarda la futura espansione del credito, i regolamenti dovranno essere modificati o sospesi, perché le banche ora non hanno il sostegno a livello di equity per espandere sufficientemente i loro bilanci.

Anche se ciò potesse essere portato a compimento, la FED va contro la regola di Pareto 80/20, per cui circa l'80% dell'attività economica del settore privato è composta da piccole e medie imprese locali. Ottenere sostegno per le PMI è un compito immane e il semplice sostegno ai flussi di pagamento nelle supply chain, per quanto sostanziali, non sarà sufficiente per risolvere i problemi economici delle piccole imprese. Ma volendo adottare una soluzione keynesiana a tutto, la FED non può tornare indietro e comunque non ha mandato per farlo. Gli stimoli contro la crisi sanitaria stanno diventando una passeggiata di salute rispetto a quanto la FED deve ancora affrontare.

La crescente consapevolezza nella comunità bancaria che l'America e il resto del mondo stanno affrontando una profonda crisi economica farà ciò che queste condizioni sono destinate a fare: portare le banche ad accalcarsi verso le uscite. Le rassicurazioni della FED non fermeranno tale fenomeno. Anche gli stranieri, con oltre $6.000 miliardi di depositi bancari e $22.000 miliardi di asset finanziari denominati in dollari americani, si accalcheranno verso le uscite vendendo dollari in cambio di altre valute, materie prime, Bitcoin e oro. Ciò sta già accadendo, come mostra il Grafico 3.

I depositanti nazionali, di fronte alla scelta di essere creditori di qualsiasi banca (spostare fondi da una all'altra non è una soluzione per problemi sistemici), sceglieranno sempre più spesso di scambiare i loro conti bancari con qualcosa di diverso dai dollari in banca, portando ad un crack-up boom.

Un fattore non visto nei precedenti crolli monetari è che ora esiste una classe istruita di fan delle criptovalute, la quale capisce che la politica monetaria della FED sta causando il collasso del dollaro. La loro istruzione è lungi dall'essere completa, ma non importa. Stanno facendo soldi, misurati in denaro fiat, e tutti lo vedono. È finita la situazione in cui solo un uomo su un milione capisce cosa sta succedendo al denaro. E questo fatto può solo accelerare il ritmo del crollo del dollaro.


La scelta tra asset finanziari e altri beni

Finora abbiamo scoperto che i depositanti non protetti dal FDIC hanno smobilitato i loro depositi di risparmio a favore della liquidità al fine di investire in asset. Per ogni asset acquistato, c'è un venditore che incassa i proventi. E con criptovalute, azioni, materie prime e prezzi delle materie prime tutti in rialzo, i venditori stanno reinvestendo invece di prendere solo profitti. Chiaramente questa attività è alimentata dalla crescente speculazione nelle bolle e, in misura minima, dal timore che il dollaro perda il suo potere d'acquisto rispetto ai beni materiali. Per provarlo, dobbiamo solo guardare al sentimento nel mercato dell'oro, la cui performance è notevolmente inferiore a quella di altri asset finanziari.

In assenza di una paura diffusa per la svalutazione della valuta, dobbiamo concludere che le azioni sui mercati finanziari, ad eccezione dell'interesse fisso dove c'è un solo acquirente (la FED) sono effettivamente bolle. Quando le bolle scoppiano, il denaro che esiste solo nelle valutazioni scompare.

Una conseguenza importante è che le garanzie bancarie, sempre più sotto forma di asset finanziari quotati o ad essi collegati, diminuiscono di valore, esponendo le banche ad una leva di bilancio eccessiva ed a prestiti scoperti. Il problema delle garanzie bancarie è stato espresso da Irving Fisher nella sua analisi del crollo di Wall Street e di come ciò abbia portato a perdite per le banche.

Senza l'intervento della FED, una riduzione della disponibilità di credito bancario porterà a tassi di prestito nettamente superiori a causa delle crescenti richieste di rifinanziamento in un momento di contrazione del credito. Storicamente le condizioni che portano all'implosione delle bolle sono quasi sempre legate all'aumento dei tassi d'interesse e dei rendimenti obbligazionari, cosa che mette in luce i malinvestment.

Anche le conseguenze di una valuta in calo, e considerevolmente posseduta da stranieri, possono innescare queste condizioni. Per gli investitori stranieri, i rendimenti degli asset denominati in dollari sono inficiati dalle perdite a livello monetario e questo è particolarmente evidente negli interessi fissi, dove i rendimenti sono troppo bassi per compensare le perdite monetarie attuali. Secondo i dati TIC del Tesoro USA, negli ultimi dodici mesi gli stranieri nel settore privato hanno liquidato quasi $300 miliardi in obbligazioni del Tesoro USA ad interesse fisso, obbligazioni societarie e di agenzie governative. La liquidazione è superiore una volta che si rimuovono dal calcolo le società assicurative offshore.

La condizione sottostante è la preferenza temporale, che, in una valuta in calo, avvisa i proprietari stranieri di perdite future non compensate dai tassi d'interesse correnti. Questo è il motivo per cui le plusvalenze per compensare la mancanza di reddito da interessi sono diventate così importanti per gli investitori stranieri. Ma come mostra il Grafico 4, con l'aumento dei rendimenti vi è una crescente sensazione che i profitti saranno ora sostituiti da perdite sul capitale.

L'aumento dei rendimenti obbligazionari per il debito del Tesoro USA ha ulteriori implicazioni negative per i mercati azionari. Le valutazioni si basano esclusivamente sulla politica monetaria della FED e sono completamente separate dalle prospettive di business nel settore non finanziario, dove le supply chain stanno fallendo.

I depositanti bancari che non ricadono nella protezione del FDIC tenteranno di invertire le loro attuali posizioni nei confronti delle azioni. L'attrazione tradizionale verso un rifugio sicuro nei titoli del Tesoro USA sarà sostituita da una fuga verso la liquidità. L'unico rifugio diventerà una scelta tra metalli preziosi e criptovalute, nel tentativo di liberarsi dei dollari.

Gli sviluppi su queste linee stanno ripetendo l'esperienza di John Law in Francia esattamente trecento anni fa. Banchieri saggi, come Richard Cantillon, non shortarono l'impresa del Mississippi, ma la moneta cartacea di Law, il livre scoperto, sulle borse estere di Londra e Amsterdam in cambio di valute coperte da oro e argento. Quella fu la seconda fortuna che guadagnò dalle politiche paleo-keynesiane di Law, la prima fu la vendita segreta di azioni Mississippi depositate presso di lui come garanzia.

Non ci sono dubbi sul fatto che gli sviluppi monetari, bancari ed economici e la relativa necessità di un'espansione aggiuntiva ed illimitata dell'offerta di moneta siano destinati a distruggere il dollaro e tutte le altre valute fiat, così come la valuta di John Law crollò trecento anni fa. Nella loro comprensione di ciò che rappresenta il denaro, la comunità delle criptovalute è solo la prima ad aver recepito questo messaggio.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Il decimale dopo la virgola che ha fatto saltare in aria il mondo

Mer, 30/12/2020 - 11:12

 

 

di Jeffrey Tucker

Qual è stata la base del panico che ha portato le luci ad oscurarsi sulla civiltà? La data più importante potrebbe essere l'11 marzo 2020. È allora che il Congresso è caduto in un panico ingiustificato e ha acconsentito ad un lockdown su richiesta degli "esperti". I governatori statali li hanno seguiti uno per uno, con poche eccezioni, e il resto del mondo si è unito alla frenesia.

A febbraio le persone desideravano ardentemente sapere la risposta a quanto segue: questo "nuovo virus" ha punti in comune con l'influenza, i raffreddori stagionali ed altri patogeni prevedibili e gestibili? O è qualcosa di completamente diverso, senza precedenti nelle nostre vite, terrificante e universalmente mortale?

Fondamentale in suddetta fase sono stati i messaggi concernenti la salute pubblica. Nelle precedenti pandemie dal 1918 in poi, il messaggio centrale era mantenere la calma, andare dal medico se si accusavano determinati sintomi, evitare di infettare deliberatamente gli altri, fidarsi dei sistemi in atto e mantenere la società funzionante. Questo è stato a lungo considerato un messaggio di salute pubblica responsabile, ed è stato praticamente il punto in cui siamo rimasti per la maggior parte di gennaio e febbraio, quando gli "esperti", indipendentemente dalle loro prospettive politiche, hanno mantenuto sobrietà e razionalità.

Qualcosa è cambiato radicalmente questa volta. S'è fomentato il panico, attingendo ad una paura primordiale nei confronti della malattia. La realtà della pandemia, a quanto pare, era familiare. La gravità del suo impatto ha colpito principalmente gli anziani e gli infermi, con il 40% dei decessi riconducibili a strutture di assistenza a lungo termine e un'età media della morte quasi uguale alla durata media della vita. Ha seguito un modello stagionale di diffusione fino al suo equilibrio endemico.

L'unico fattore differente è stato il messaggio, universalmente strutturato per creare frenesia pubblica, dall'urgenza del 28 febbraio sul New York Times di "tornare al medioevo" all'ultima richiesta su Salon di farci prendere dal panico ancora di più.

La mia sensazione di rovina imminente è iniziata il 6 marzo con la cancellazione di South by Southwest ad Austin, in Texas, un'azione compiuta dal sindaco senza ascoltare nessun altro e completamente senza precedenti. Ne ho scritto l'8 marzo. Quattro giorni dopo, il presidente Trump ha pronunciato un discorso a livello nazionale che si è concluso con un annuncio scioccante che tutti i voli dall'Europa sarebbero stati fermati, anche se il virus era qui sin da gennaio. Il giorno successivo, il 13 marzo, l'amministrazione ha emesso quello che equivaleva ad un piano di chiusura per la nazione.

A questa sequenza temporale, tuttavia, manca un passaggio cruciale.

Dobbiamo essere grati a Ronald B. Brown della Waterloo University per il suo straordinario documento in Disaster Medicine and Public Health Preparedness (Vol 14, No. 3): “Public Health Lessons Learned From Biases in Coronavirus Mortality Overestimation”. È stato pubblicato anche sul sito web del National Institutes of Health con data del 12 agosto. La tesi del nostro autore era che la reazione eccessiva ed i lockdown senza precedenti sono iniziati con quello che era un miscuglio terminologico che, a sua volta, ha portato ad un punto decimale di errore in una relazione del National Institutes of Health.

Era un errore apparentemente piccolo, ma ha fornito la base su cui Anthony Fauci ha testimoniato al Comitato per la supervisione e la riforma della Camera sulla gravità del nuovo virus.

Ecco il video in questione. Mentre guardate, noterete l'apparente precisione dei dati che in realtà maschera un enorme problema: l'enorme differenza tra il tasso di mortalità dell'infezione, il tasso di mortalità dei casi ed il tasso di mortalità complessivo. Non c'era menzione alcuna dei tassi di guarigione. Nessuna persona presente ha respinto le sue affermazioni. Nella bufera di dati, è emersa una sola affermazione che ha terrorizzato tutti: "È 10 volte più letale dell'influenza stagionale".

A parte questa previsione, il suo comportamento era: questo è un virus completamente nuovo, molto mortale ed ingestibile senza misure estreme. Il messaggio implicito di Fauci al Congresso e al popolo americano era: fatevi prendere dal panico.

Da notare il linguaggio confuso: fa riferimento al "tasso di mortalità" senza specificare cosa intende, getta nella mischia un 3% e poi parla di "casi" senza sintomi. In tutto questo pasticcio di apparente scienza, Fauci rivendicava ciò che in realtà non poteva sapere, fondendo due distinti set di dati ed estrapolando un appiglio che gli permettesse di avanzare un'affermazione completamente non supportata che ovviamente si è rivelata falsa. Due anni fa 61.000 americani di tutte le età morirono di influenza. Se si imputava erroneamente un "tasso di mortalità" dello 0,1% e lo si traslava alle infezioni da Covid, si avevano almeno 800.000 morti solo per Covid (non "con" come il CDC classifica oggi le morti, cosa che da sola rappresenta un grande cambiamento). Questa era una previsione spaventosa in quel frangente; sembrava aggiungere peso alle stime dell'Imperial College di Londra di quei 2,2 milioni di morti che ci sarebbero stati senza lockdown. Questa testimonianza ha portato un'intera generazione di legislatori a credere che nessuna delle misure mediche tradizionali avrebbe funzionato. "Non c'è paragone con l'influenza o qualsiasi malattia respiratoria", solo questo ha giustificato un'emergenza nazionale che richiedeva la fine del nostro modo di vivere.

Il problema è che l'affermazione era basata su un errore terminologico che alimentava un errore matematico di base. Come spiega Brown:

Il bias di campionamento nei calcoli di mortalità del coronavirus ha portato ad una sovrastima della mortalità 10 volte maggiore l'11 marzo 2020, testimonianza di fronte al Congresso degli Stati Uniti. Questo bias è stato seguito da un bias di informazione dovuto all'errata classificazione di un IFR dell'influenza stagionale come CFR, evidente in un editoriale di NEJM.org. Le prove dell'OMS hanno confermato che il CFR approssimativo del coronavirus non è generalmente superiore a quello dell'influenza stagionale. All'inizio di maggio 2020, i livelli di mortalità COVID-19 erano notevolmente inferiori alle sovrastime previste, un risultato che la popolazione ha attribuito alle misure di mitigazione per contenere la diffusione del nuovo virus.

Seguiamo Brown mentre guida il lettore per fargli capire le differenze cruciali tra IFR e CFR. L'IFR, da campioni in tutta la popolazione, "include infezioni non diagnosticate, asintomatiche e lievi". Per calcolare l'IFR medio nella popolazione, si fanno campioni randomizzati per giudicare la sua prevalenza. I risultati sono i casi, ciò che chiamavamo persone "malate", ma si estendono anche a persone che si limitano ad avere tracce del virus morto ma non corrono il pericolo di trasmetterlo o di subire conseguenze gravi. I casi, d'altra parte, "si basano esclusivamente su gruppi relativamente più piccoli di casi diagnosticati da moderatamente a gravemente malati all'inizio di un'epidemia". Il CFR è un gruppo più piccolo. Brown ci fornisce il grafico seguente per mostrare come l'epidemiologia abbia a lungo considerato la differenza.

Basandovi solo su questo grafico, potete capire perché diventa fondamentale mantenere questi termini ben distinti. Il CFR è più alto; l'IFR è inferiore; il tasso di mortalità grezzo è ancora più basso. Il CFR misura la gravità; l'IFR misura la prevalenza. Questi sono i due problemi generali che è necessario conoscere per valutare se e in che misura un'epidemia di virus sia lieve, moderata, o grave. Ciò è importante a causa della realtà a lungo osservata dei virus respiratori: c'è un compromesso tra le forze. Più il virus è grave, più velocemente si esaurisce. Più è mite (e “intelligente”), più può diffondersi. Mescolare gravità e prevalenza significa confondere tutte le categorie importanti che gli specialisti in malattie infettive utilizzano per valutare l'impatto sociale di un nuovo virus.

Inoltre, se si uvole confrontare la gravità di una pandemia, bisogna confrontare le mele con le mele, il che significa come minimo che dobbiamo stare attenti a distinguere le mele dalle arance e dalle pere. Questo è esattamente ciò che i primi messaggi sul coronavirus non hanno fatto.

I casi non sono morti; ancora più cruciale, i casi in senso tradizionale significano che le persone sono effettivamente malate, non che sono risultate positive al test PCR. Aggiungendo ulteriore confusione, oggi la maggior parte delle fonti di dati sul Covid utilizza il termine "casi" per identificare qualsiasi test positivo, con o senza sintomi, quando la parola corretta sarebbe "infezioni". Inoltre il test PCR stesso presenta i suoi problemi. Come osserva Brown: "Un grave limite del test RT-PCR è che il rilevamento degli acidi nucleici non è in grado di determinare la differenza tra virus infettivi e non infettivi". L'uso diffuso del test PCR ha dato il proprio contributo ad offuscare tutte queste distinzioni cruciali.

Consideriamo ora uno straordinario articolo sul New England Journal of Medicine, apparso in data 28 febbraio, con Anthony Fauci come co-autore. L'importanza del pezzo sta nel fatto che si afferma che il Covid e l'influenza sono simili in gravità. "Le conseguenze cliniche complessive del Covid-19 potrebbero in definitiva essere più simili a quelle di una grave influenza stagionale (che ha un tasso di mortalità per caso di circa lo 0,1%), o di un'influenza pandemica (simili a quelle del 1957 e del 1968) piuttosto che di una malattia simile a SARS o MERS, che invece hanno avuto tassi di mortalità tra il 9-10% e il 36%".

Ciò che conta qui non è la previsione in quanto tale, ma il passaggio da infezione a caso: l'influenza ha "un tasso di mortalità per caso di circa lo 0,1%". Questo non era corretto nemmeno al momento in cui è stato scritto. Potete chiamarlo errore di stampa, o sciatteria o addirittura svista. Indipendentemente da ciò, anche l'Organizzazione mondiale della sanità aveva identificato la cifra dello 0,1% come tasso di mortalità per infezione. Se si presume un caso confermato sintomatico per ogni 10 infezioni (o ciò che ora viene chiamato in modo confuso "casi cumulativi"), l'errore potrebbe essere un decimale errato. L'articolo di Fauci contraddiceva direttamente l'OMS e andava contro tutto ciò che già allora si sapeva. Ma la sua affermazione riguardo il CFR sull'influenza è precisamente ciò che lo ha portato a sostenere di fronte al Congresso che il Covid sarebbe stato devastante.

Brown spiega inoltre:

Poiché la campagna per mitigare la trasmissione del coronavirus è stata implementata da marzo a maggio 2020, i totali attesi di mortalità da coronavirus negli Stati Uniti sono apparsi molto inferiori rispetto alla sovrastima riportata nella testimonianza di fronte al Congresso dell'11 marzo. Rispetto alla stagione più recente di influenza grave (H3N2) nel 2017-2018, con 80.000 decessi negli Stati Uniti segnalati dai funzionari del CDC, i totali di mortalità per coronavirus negli Stati Uniti avevano appena raggiunto gli 80.000 il 9 maggio 2020. A quel punto, rispetto all'influenza del 2017-2018, era chiaro che il totale della mortalità da coronavirus per la stagione non sarebbe stato neanche lontanamente vicino agli 800.000 decessi desunti dalla sovrastima riportata al Congresso. Anche dopo aver aggiustato l'effetto delle misure di mitigazione che potrebbero aver rallentato il tasso di trasmissione del coronavirus, sembra improbabile che così tante morti siano state completamente eliminate da un intervento non farmaceutico come il distanziamento sociale, che era inteso solo a contenere la trasmissione di infezioni, non sopprimere le infezioni e la mortalità correlati. Sempre all'inizio di maggio 2020, un sondaggio dello Stato di New York su 1.269 pazienti COVID-19 ricoverati in 113 ospedali ha rilevato che la maggior parte dei pazienti aveva seguito gli ordini di ricovero in loco per 6 settimane, il che ha sollevato sospetti sull'efficacia del distanziamento sociale.

Al momento della stesura di questo articolo, le morti "con" Covid hanno superato le 300.000 unità, meno della metà di quelle annunciate di fronte al Congresso l'11 marzo; sempre a condizione che queste morti non siano state classificate erroneamente. Tuttavia il 24 marzo il CDC ha fatto un annuncio di enorme importanza: avrebbe calcolato la mortalità da coronavirus includendo le morti "probabili" nel codice della classificazione internazionale delle malattie (ICD).

Questo è diventato un invito ad una classificazione errata. Le persone che in precedenza sarebbero state classificate come affette da malattie cardiache o altre comorbilità, sono state classificate come Covid. E c'era/c'è anche un incentivo finanziario a farlo. Per questo motivo, quando il CDC ha annunciato che "per il 6% dei decessi, il Covid-19 era l'unica causa menzionata", è stato uno shock per le persone. Ciò significa che il 94% dei decessi attribuiti al Covid erano associati a comorbidità che hanno impedito al sistema immunitario di combattere il virus.

Dopo la testimonianza di Fauci dell'11 marzo, in cui ha unito IFR e CFR, i media nazionali sono letteralmente impazziti. Il seguente articolo, ad esempio, è saltato fuori da Business Insider a giugno: “Il tasso di mortalità del coronavirus negli Stati Uniti è quasi 50 volte superiore a quello dell'influenza. Guardate come si confronta per fascia di età". Se guardate attentamente i grafici, potete vedere qualcosa di strano: hanno calcolato l'IFR per l'influenza contro il CFR del Covid. Ciò ha generato necessariamente una sovrastima per le morti di Covid. I numeri sono sballati e non hanno nulla a che fare con la realtà.

Facciamo un salto in avanti dai giorni della testimonianza ad un mese dopo, quando il panico su vasta scala aveva già colpito gli Stati Uniti. Parlando in una conferenza stampa alla Casa Bianca, Fauci ha affermato qualcosa che andava ben oltre la fantasia: ha detto che il rigore e il "distanziamento sociale" non potevano e non sarebbero stati allentati fino a quando non ci sarebbe stato "nessun nuovo caso, nessun decesso". Una cosa del genere è accaduta solo una volta nella storia dei virus: il vaiolo. Dai primi esperimenti con l'inoculazione all'eradicazione finale sono stati necessari circa 250 anni. Eppure qui abbiamo Fauci che spiega che la vita non avrebbe potuto essere normale e funzionare di nuovo fino a quando questo virus, relativamente mite per il 95% della popolazione, non fosse stato completamente sradicato dal pianeta!

E ora abbiamo il vaccino e molte domande rimangono senza risposta, come perché la popolazione non vulnerabile preferirebbe iniettarselo per ottenere l'esposizione necessaria invece di passare per l'immunità acquisita naturalmente. Fare una domanda così basilare è praticamente un tabù, anche se i legislatori e altre istituzioni stanno pensando di renderlo obbligatorio. Anche così, però, molti dei sostenitori del lockdown dicono che non ci permetterà di tornare alla normalità, di toglierci le mascherine, di andare al cinema o di viaggiare di nuovo. Questa è precisamente la convinzione che ci si potrebbe aspettare da una folla che ha partecipato a quello che John Iaonnidis ha definito un "fiasco epocale" e sta cercando disperatamente di tirarsi fuori dalla perdita di credibilità scientifica.

Se Brown ha ragione sul fatto che il panico è riconducibile ad un lapsus da parte di Fauci, o forse anche ad una deliberata "bugia bianca" per ingannare il pubblico affinché accettasse l'inaccettabile, non importa. Il problema che dobbiamo affrontare ora è un enorme groviglio di terminologie tale che le "infezioni" che potrebbero includere fino al 90% di falsi positivi (secondo il NYT) sono chiamate casi, mentre la condizione una volta distinta che indicava effettivamente l'essere malati non ha più un significato preciso. La cacofonia della confusione statistica qui sconvolge davvero la mente.

Nel bel mezzo di tutto questo, lo stesso CDC ha finalmente aggiornato le proprie stime sul tasso di mortalità per infezione del Covid-19. Il CDC ha tenuto saggiamente conto dell'enorme stratificazione demografica degli esiti gravi. Non esiste un tasso che si applica all'intera popolazione o ad un individuo in particolare. Esistono solo stime precedenti dei risultati.

  • 0,003% per 0-19 anni
  • 0,02% per 20-49 anni
  • 0,5% per 50-69 anni
  • 5,4% per 70+ anni

Capovolgete i dati per vederli in base al tasso di sopravvivenza per età:

  • 99,997% per 0-19 anni
  • 99,98% per 20-49 anni
  • 99,5% per 50-69 anni
  • 94,6% per 70+ anni

John Ioannidis riassume la disparità per età con il seguente IFR per le persone di età inferiore ai 70 anni: 0,05%. Questa conclusione è stata sottoposta a revisione e pubblicata dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Come si confronta con l'influenza? Non lo sappiamo per certo. Come ha scritto il giornalista scientifico Shin Jie Yong: "Non sembrano esserci dati sull'IFR specifico per età riguardo l'influenza stagionale". Ciò significa che la testimonianza di Fauci dell'11 marzo, in cui ha predetto che il Covid sarebbe stato dieci volte peggiore dell'influenza, non può essere né confermata né negata in base ai gravi esiti specifici per età.

Tuttavia possiamo raccogliere i dati sulla base degli anni di vita persa, prendendo in considerazione la visione a lungo termine del corso futuro delle vite esistenti. JusttheFacts riporta:

Se alla fine ci saranno 500.000 morti per Covid-19 [in futuro] negli Stati Uniti, o più del doppio di una proiezione prominente, la malattia deruberà circa 6,8 milioni di anni di vita a tutti gli americani che erano vivi all'inizio del 2020.

Al contrario:

  • l'influenza deruberà loro circa 35 milioni di anni. 
  • i suicidi li deruberanno di 132 milioni di anni. 
  • gli incidenti li deruberanno di 409 milioni di anni.

Poiché i tamponi sono aumentati notevolmente in tutta la popolazione, il tasso di mortalità per infezione stimato diminuirà ulteriormente. Così possiamo osservare un grafico di "casi" (in realtà tamponi positivi) in tutto il mondo e confrontarlo con i risultati gravi, in modo da vedere qualcosa di importante che dovrebbe far dubitare ogni persona sul perché si sia deciso di chiudere il mondo e distruggere miliardi di vite.

Un'altra statistica che vale la pena ripetere è il un tasso di guarigione vicino al 99,9%. Immaginate come sarebbe stato diverso il mondo se Fauci lo avesse detto al Congresso in quel fatidico giorno dell'11 marzo... O se Fauci avesse rivelato che l'età media delle morti da Covid è quasi uguale alla durata media della vita... Le persone potrebbero chiedersi molti perché...

Tutti questi errori e categorizzazioni comportano il pericolo di creare un'illusione di controllo. I virus non hanno all'interno piccoli ingranaggi da cui si possono estrarre i dati fin qui menzionati. Gli esseri umani li raccolgono e li creano, e nessuno di essi (IFR, CFR, tassi di infezione, tassi di mortalità, tassi di sopravvivenza) appartiene infallibilmente ad un singolo individuo. La nostra risposta ad un virus dipende dalla nostra salute, età, immunità, memoria dei linfociti T e da mille altri fattori che nessun politico controlla. 

Quello che sappiamo è che una confusione terminologica, un punto decimale fuori posto, un errore di una sola parola nella descrizione dei dati e una quantità enorme di presunzioni arroganti su come controllare un virus hanno messo in moto una serie di eventi che hanno trasformato il nostro grande e prospero Paese in un disastro di confusione, demoralizzazione, servizi medici annullati, attività chiuse, arte e istruzione distrutte e lunghe file solo per comprare il pane. Coloro che sono pro-lockdow e hanno avallato questo spaventoso disastro, le persone che hanno trasformato la nostra fiducia in tradimento e in una bufera di sciocchezze statistiche, devono guardare alla scienza e ai dati per quello che davvero sono e dicono.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


La Grecia sta per finire di nuovo in crisi

Mar, 29/12/2020 - 11:08

 

 

di Antonis Giannakopoulos

L'economia greca si è contratta del 14% nel secondo trimestre del 2020, mentre allo stesso tempo gli sforzi del governo per "curare'' l'economia hanno fatto imboccare al Paese la strada verso un rapporto debito/PIL del 200%, come ci dicono le previsioni del FMI. Nel frattempo i deficit di bilancio del governo hanno raggiunto nuovi livelli record (circa il 7%).


La risposta del governo greco alla recessione

Il governo greco ha cercato di combattere la recessione economica con una politica fiscale e monetaria accomodante (attraverso la Banca Centrale Europea). L'obiettivo iniziale era quello di sostenere praticamente tutti, dal settore pubblico e privato, durante i mesi di lockdown e sperare in una ripresa economica quando sarebbe arrivata l'estate, con l'industria del turismo che avrebbe salvato la baracca. Tuttavia è diventato presto evidente che si trattava di un pio desiderio. Le persone nel settore turistico hanno ammesso che potrebbero volerci anni prima che l'industria riprenda i suoi numeri passati. La situazione è sembrata ancora peggiore una volta che le persone si sono rese conto di quanto l'intera economia dipendesse dal turismo: il 20% del PIL e fornisce il 22% di tutta l'occupazione in Grecia. Inoltre le soluzioni del governo greco, come quelle della maggior parte degli altri governi in Europa, erano principalmente dal lato della domanda.

Come avevo previsto in uno dei miei articoli precedenti, queste misure potevano fornire solo un sollievo a breve termine, rimandando il dolore solo a più tardi. Il tasso di disoccupazione ha visto un aumento dell'1,2% da marzo ad aprile, dell'1,3% da aprile a maggio e ha visto una lieve diminuzione durante il periodo estivo. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha stimato che il tasso di disoccupazione raggiungerà circa il 20% entro la fine dell'anno.

Fonte: Trading Economics

Che il PIL abbia fatto registrare una contrazione del 14% nel secondo trimestre significa che l'economia greca avrà bisogno di anni per raggiungere i suoi numeri pre-crisi sanitaria, soprattutto se si prende in considerazione il suo tasso di crescita anemico nell'ultimo decennio.

Fonte: Fondo monetario internazionale, World Economic Outlook: The Great Lockdown  (Washington, DC: International Monetary Fund, aprile 2020)


Che cosa è andato storto?

Il bilancio della BCE ha visto un massiccio aumento dal 39% del PIL al 54% durante l'estate. Al confronto, il bilancio della FED è di circa il 32% del PIL. Le iniezioni di liquidità tramite la BCE hanno zombificato un numero considerevole di società nell'UE, con debiti societari che hanno raggiunto nuovi massimi. Nel caso della Grecia, il governo ha sfruttato il suo nuovo margine di manovra fiscale sancito dall'UE per perpetuare problemi strutturali nella sua economia. Durante la stagione turistica, i costi erano così alti che un segmento considerevole dell'industria turistica ha deciso di non lavorare nemmeno quest'estate, poiché in questo modo avrebbe perso meno soldi.

L'intervento del governo ha peggiorato le cose non riuscendo ad affrontare il problema più grande dell'economia: le sue leggi inflessibili sul lavoro. Piuttosto che liberalizzare, lo stato le ha rese ancora più restrittive e inflessibili. Per questo motivo gli imprenditori non sono riusciti ad adattarsi allo shock della crisi sanitaria. Rendere le assunzioni più costose e rischiose è una ricetta per il disastro, soprattutto in un'economia fragile che manca di risparmi ed investimenti come la Grecia. Sebbene la spesa pubblica non sia riuscita a stimolare l'economia, non si può dire che abbia avuto un effetto negativo immediato, almeno a breve termine, poiché è stato finanziato principalmente dall'Unione Europea. D'altra parte, credito e prestiti a buon mercato sono stati resi possibili dalla BCE e da pressioni politiche sulle banche, prolungando così un altro grande problema strutturale dell'economia nel suo complesso: mancanza di risparmi e più debito. Anche i deficit di bilancio sono una questione che deve essere affrontata, poiché hanno raggiunto nuovi massimi, rendendo gli anni 2010 un decennio perduto per l'intera economia dato che lo scopo della cosiddetta "austerità europea" era rendere il debito più sostenibile.

Fonte: Trading Economics

Come ha ammesso il ministro delle finanze greco, i tagli alle tasse che sono stati approvati negli ultimi mesi non saranno permanenti, poiché il nuovo obiettivo è che la Grecia abbia il più grande calo del debito/PIL nella zona Euro. Il segretario di Stato alle finanze ha anche parlato di un possibile nuovo programma di austerità simile a quello del decennio precedente. In superficie, le eccedenze di bilancio sono una buona cosa e necessarie, ma è importante chiedersi se queste eccedenze diventeranno realtà. I tagli alle tasse non saranno permanenti, quindi sembra che presto i greci riproveranno la strategia fallimentare che hanno tentato per un decennio e che è stata promossa dai funzionari europei a Bruxelles: pressione fiscale elevata per aumentare le entrate statali, ma tagli minimi alla spesa pubblica. E infatti il problema non erano i tagli alle tasse, ma la spesa pubblica e il deficit. I deficit hanno un maggiore effetto di crowding out sul settore privato rispetto alla spesa pubblica, senza contare che dovranno essere pagati dalle generazioni future. Gli aumenti fiscali in futuro rappresenteranno un disastro ancora più grande per il settore privato. La cura è peggiore della malattia.

Il governo di centrodestra entrato al potere nel luglio del 2019 non è riuscito a liberalizzare l'economia e ad attuare riforme orientate al mercato, ed il Covid ha peggiorato le cose. Non ha approvato importanti tagli fiscali permanenti, i quali avrebbero un grande impatto nell'alleviare parte della pressione sul settore privato. Anche la deregolamentazione è stata una questione importante: l'economia greca aveva e ha ancora un disperato bisogno di investimenti esteri; tuttavia la libertà d'investimento non ha registrato un aumento significativo ed i principali investimenti e programmi infrastrutturali sono molto in ritardo sulla pianificazione. Gli ostacoli burocratici si estendono anche alla magistratura, rendendola inefficiente e lenta, con una corruzione diffusa.

Fonte: Heritage Foundation, Index of Economic Freedom, 2020

L'indice della libertà economica della Heritage Foundation può darci alcune informazioni utili sulla libertà economica in Grecia.

Il grafico seguente confronta la libertà d'investimento in Grecia con i Paesi che competono per gli investimenti nella stessa regione.

Fonte: Heritage Foundation, Index of Economic Freedom, 2020


Conclusione

La gente deve capire che quando si ha un'economia con una produttività debole e fortemente indebitata, chiuderla due volte in un anno avrà ripercussioni negli anni a venire (a seconda delle politiche di ripresa). L'economia necessita di importanti riforme strutturali: le leggi sul lavoro devono essere liberalizzate, i surplus di bilancio sono l'obiettivo da perseguire per evitare un'altra crisi del debito (ma devono provenire dai tagli effettuati al settore pubblico), i tagli alle tasse devono diventare permanenti e ancora più grandi affinché l'economia cresca e si espanda. Ultimo ma non meno importante, rendere gli investimenti esteri e nazionali più facili, meno costosi e ridurre al minimo il rischio potenziale è una questione della massima urgenza, poiché la Grecia è superata dai Paesi vicini.

La Grecia deve sfruttare il suo potenziale. Un ambiente favorevole alle imprese con un mercato liberalizzato è la strada da percorrere. Può ridurre al minimo gli effetti negativi della crisi sanitaria e consolidare una ripresa lenta ma forte che renderà il Paese più produttivo e gli darà la possibilità di uscire dai guai economici e diventare una potenza economica nella regione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Valute digitali delle banche centrali e la guerra al contante

Lun, 28/12/2020 - 11:07

 

 

di Kristoffer Mousten Hansen

Il 2020 è stato un anno dominato da cattive notizie. Mentre i governi di tutto il mondo hanno imposto restrizioni estremamente distruttive sulla vita economica e hanno permesso un "Grande Reset" che equivale ad un grande balzo in avanti nel futuro socialista, i banchieri centrali hanno piani avanzati per l'implementazione delle valute digitali del sistema bancario centrale (CBDC). Potrebbero arrivare già nel prossimo anno, ma qual è la motivazione dietro questa innovazione? Le relazioni recenti pubblicate dalla Banca dei regolamenti internazionali[1] e dalla Banca Centrale Europea[2] ci forniscono una parte della risposta. Queste pubblicazioni forniscono una visione affascinante delle teorie e delle ideologie che guidano i banchieri centrali nella loro ricerca delle CBDC.


Politica monetaria? Moi?

Un tema interessante in entrambe le relazioni è il disconoscimento di qualsiasi politica monetaria alla base dei piani per l'introduzione delle CBDC. La relazione della BRI afferma che "[la politica monetaria] non sarà la motivazione principale per l'emissione delle CBDC" (p. 8) e la relazione della BCE osserva che "non è identificato in questo rapporto un possibile ruolo dell'euro digitale come strumento per rafforzare la politica monetaria" (p. 3). Si potrebbe supporre che l'introduzione di una nuova forma di moneta equivalga per definizione ad una nuova politica monetaria, almeno in senso lato, e in secondo luogo forse sarebbe un po' strano se istituzioni dedite alla ricerca e all'attuazione della politica monetaria non prendano in considerazione i potenziali effetti di una nuova forma di denaro su tale politica. Ma ciò che colpisce davvero è che entrambe le relazioni, e in particolare quella pubblicata dalla BCE, descrive nel dettaglio le implicazioni delle CBDC per la politica monetaria. È vero, direttamente dicono di no, ma guardate oltre il sommario e prestate attenzione a ciò che è scritto nella relazione stessa: l'affermazione iniziale viene smentita.

Per vederlo, dobbiamo solo guardare alle caratteristiche chiave che i banchieri centrali identificano come desiderabili in una CBDC: dovrebbe essere fruttifera e dovrebbe essere possibile limitare quanto ogni individuo possa detenerne. Entrambe le misure mirano chiaramente a sostenere la politica monetaria. Il limite massimo al possesso obbliga le persone a spendere i propri soldi, determinando inflazione dei prezzi o investimenti in asset finanziari; e rendendo le CBDC fruttifere (o remunerate come dice la BCE), esse diventano uno strumento per impostare e trasferire le modifiche nella politica monetaria, compresi i tassi d'interesse negativi.

La relazione della BCE si dilunga molto sulla necessità di limitare o disincentivare “l'uso su larga scala dell'euro digitale come investimento” (p. 28). Il ragionamento alla base di questa posizione è chiarissimo: poiché la politica monetaria ha portato i tassi d'interesse in territorio negativo, la BCE non dovrebbe consentire la detenzione su larga scala di euro digitali dal momento che gli investitori abbandonerebbero quindi le loro posizioni in obbligazioni a rendimento negativo e cercherebbero un rifugio sicuro negli euro digitali. Allo stesso modo, la BCE è contraria a consentire alle persone di convertire i propri depositi bancari in euro digitali (p. 16), i quali verrebbero spostati nei loro portafogli individuali piuttosto che in un conto bancario. Infatti ciò che le relazioni della BRI e della BCE chiamano "disintermediazione finanziaria" è una vecchia preoccupazione dei banchieri centrali: se le persone tengono i loro soldi fuori dalle banche, quest'ultime avranno meno soldi da prestare, aumentando così i costi del prestito. La BRI è preoccupata che

una CBDC potrebbe rendere tali eventi [es. corse agli sportelli] più frequenti consentendo "corse digitali" nei confronti della banca centrale con una velocità e dimensioni senza precedenti. Più in generale, se nel tempo le banche iniziano a perdere depositi a favore della CBDC, potrebbero fare più affidamento sui finanziamenti wholesale e possibilmente limitare l'offerta di credito nell'economia con potenziali impatti sulla crescita economica. (p. 8)

Naturalmente gli economisti Austriaci, sin dai tempi di Ludwig von Mises[3], capiscono che la "disintermediazione finanziaria" può davvero essere una benedizione. Nel contesto dell'euro digitale, tutto ciò che significa è che le persone terrebbero la quantità di denaro che ritengono desiderabile al di fuori delle banche. Effettuerebbero solo veri depositi di risparmio nelle banche, cioè consegnerebbero loro solo denaro a cui non desiderano avere un accesso immediato. In tali circostanze, le banche non sarebbero in grado di espandere il credito emettendo denaro scoperto; potrebbero concedere prestiti solo con i fondi che i loro clienti metterebbero loro a disposizione per tale scopo. Ciò non solo si tradurrebbe in un sistema finanziario più snello o più solido, ma eviterebbe anche i problemi del ciclo economico perennemente ricorrente. E contrariamente a quanto temono i banchieri centrali, l'offerta di credito non sarebbe limitata, sarebbe semplicemente costretta a corrispondere all'offerta di risparmi reali nell'economia. Questa, sfortunatamente, è una comprensione dell'economia completamente estranea ai banchieri centrali.


Tassi d'interesse negativi

Uno degli obiettivi nell'introduzione delle CBDC, solo accennato però, è la possibilità di imporre tassi d'interesse negativi ancora più bassi. Negli ultimi anni gli economisti[4] hanno discusso sempre di più il problema dello “zero lower bound” sui tassi d'interesse: il fatto che è impossibile fissare un interesse negativo poiché i depositanti in quel caso passerebbero semplicemente a detenere contanti fisici. Quando la manipolazione del tasso d'interesse è il principale strumento delle banche centrali, questo è ovviamente un problema: come possono far funzionare il loro elisir e garantire uno spread accettabile tra i tassi ufficiali di riferimento e il tasso d'interesse di mercato quando i tassi sono già molto bassi? Considerando il costo di detenzione di contanti fisici, il -0,5% sembra essere il più basso possibile.

Con una valuta digitale controllata centralmente questo problema scomparirebbe. La banca centrale potrebbe fissare un limite a quanto ogni persona e azienda potrebbe detenere gratuitamente e, al di sopra di questo limite, bisognerebbe pagare un tasso d'interesse negativo (o "remunerazione" come insiste nel definirla la BCE) consono con la linea di politica della banca centrale. In questo modo, detenere liquidità non ostacolerebbe la politica monetaria, poiché le disponibilità liquide sarebbero completamente sotto il controllo del sistema bancario centrale.

C'è solo un problema con l'utilizzo di una CBDC in questo modo: funziona solo se il denaro fisico viene messo fuorilegge. Altrimenti quest'ultimo continuerebbe a ricoprire il ruolo che svolge oggi, ovvero il modo più semplice e meno rischioso di detenere la propria ricchezza e di evitare tassi d'interesse negativi. La relazione della BRI identifica chiaramente questo problema (p. 8n7), così come la BCE (p. 12n18): una CBDC potrebbe aiutare ad eliminare lo "zero bound lower" sui tassi d'interesse, ma solo se la liquidità fisica scomparisse. Finché il denaro fisico rimane in uso, lo "zero bound lower" non può essere violato.


Ma è la gente a richiederlo!

Tuttavia le persone potrebbero di propria iniziativa venire in soccorso delle banche centrali, almeno secondo Benoît Coeuré, capo del BIS Innovation Hub (il gruppo incaricato della ricerca sulle CBDC): molte persone vogliono una valuta digitale del sistema bancario centrale. La BCE vede anche il calo dell'uso del contante fisico a favore di altri mezzi di pagamento come uno dei principali scenari che richiederebbero l'emissione di un euro digitale (p. 10).

Mentre ad alcune persone potrebbero piacere le CBDC, non c'è alcun motivo di credere, nonostante le prove aneddotiche di Coeuré, che ci sia una domanda diffusa di CBDC. La BCE lo ammette quando scrive che il contante fisico è ancora il mezzo di pagamento dominante nell'area Euro, rappresentando oltre la metà del valore di tutti i pagamenti al dettaglio (p. 7). Ma Coeuré non ha bisogno di andare lontano per vedere la continua rilevanza del contante: nel 2018 i ricercatori della stessa BRI hanno concluso che il contante, lungi dal diminuire d'importanza, era ancora la forma di pagamento dominante.[5] Più di recente uno studio sull'International Journal of Central Banking ha mostrato che l'utilizzo di contante non solo non è in calo, ma sta addirittura aumentando di importanza.[6]

Comunque sia, i banchieri centrali hanno sicuramente ragione sul fatto che c'è una maggiore domanda di soluzioni di pagamento digitali e attraverso le criptovalute. Tuttavia è errato concludere da ciò che c'è una domanda preponderante per le CBDC. La domanda di una soluzione di pagamento non è la stessa di una domanda di un nuovo tipo di denaro. Significa semplicemente che le persone richiedono servizi di pagamento che consentano loro di effettuare transazioni più economiche. Tali servizi sono forniti in abbondanza da società come Visa, Mastercard, Paypal, banche e chi più ne ha più ne metta. Non c'è motivo di credere che le banche centrali debbano fornire questo servizio, né che potrebbero farlo meglio delle società private e delle banche, ed è semplicemente un errore equiparare la domanda per tali servizi con la domanda di denaro.

L'errore nel caso delle criptovalute è ancora più eclatante. Quando le persone detengono Bitcoin o un'altra criptovaluta, non è perché la loro domanda per una CBDC rimane ancora insoddisfatta e questa è la loro alternativa più vicina. Al contrario, le persone vogliono possedere Bitcoin proprio in modo da poter evitare gli interessi negativi imposti al sistema bancario ed i rischi di detenere moneta fiat inflazionistica. L'introduzione di una CBDC non attenuerebbe tali rischi, ma piuttosto li aggraverebbe, poiché la banca centrale assumerebbe il controllo totale dell'offerta di moneta attraverso di essa e la conseguente abolizione del contante fisico. Il sentito bisogno di coperture contro l'inflazione e il desiderio di sfuggire al controllo del sistema bancario centrale, compresi i tassi d'interesse negativi ed i massimali sulla quantità di liquidità che si potrebbe detenere, non farebbero che aumentare.


Si tratta di controllo

Alla fine, le valute digitali del sistema bancario centrale sono tutte incentrate sul controllo, non sul soddisfare la domanda dei consumatori. La BCE lo ammette in diversi punti della sua relazione. Ecco solo un esempio: se le persone chiedono davvero un euro digitale, perché dovrebbe essergli assegnato lo status di moneta a corso legale per essere accettato, come affermano chiaramente gli autori (p. 33)? L'unico scenario in cui l'introduzione di una CBDC ha senso è quello di eliminare gradualmente l'uso di contanti fisici per poter imporre qualsiasi tasso d'interesse negativo che i banchieri centrali ritengano necessario. Il proverbiale "helicopter money", le restrizioni sulla detenzione di liquidità ed i tassi d'interesse negativi fanno tutti parte del pacchetto di politiche desiderabili che possono essere raggiunte solo, o più facilmente, con le valute digitali completamente controllate dalle banche centrali.

Ironia della sorte, lungi dal rafforzare il ruolo delle banche centrali e della moneta fiat, imporre una CBDC potrebbe avere l'effetto completamente opposto. Sostituire il denaro fisico con una CBDC rafforzerebbe solo le qualità indesiderabili del denaro fiat e ostacolerebbe ulteriormente il libero mercato nel campo monetario e dei servizi finanziari, aumentando la domanda di alternative come l'oro e Bitcoin.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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Note

[1] Banca del Canada, Banca Centrale Europea, Banca del Giappone, Riksbank svedese, Banca Nazionale Svizzera, Banca d'Inghilterra, Consiglio dei Governatori della Federal Reserve e Banca dei Regolamenti Internazionali, CBDC: Central Bank Digital Currencies: Foundational Principles and Core Features (N.p: Banca dei Regolamenti Internazionali, 2020): https://www.bis.org/publ/othp33.htm.

[2] Banca Centrale Europea, Report on a Digital Euro (Frankfurt am Main: European Central Bank, ottobre 2020): https://www.ecb.europa.eu/euro/html/digitaleuro-report.en.html.

[3] Ludwig von Mises, The Theory of Money and Credit, trad. H. E. Batson (New Haven, CT: Yale University Press, 1953), p. 261ff.

[4] Si veda, e.d., Marvin Goodfriend, "Overcoming the Zero Bound on Interest Rate Policy," Journal of Money, Credit and Banking 32, no. 4 (2000): 1007–35.

[5] Morten Bech, Umar Faruqui, Frederik Ougaard e Cristina Picillo,"Payments Are A-Changin’ but Cash Still Rules," BIS Quarterly Review (mazo 2018): 67–80.

[6] Jonathan Ashworth e Charles A.E. Goodhart, "The Surprising Recovery of Currency Usage," International Journal of Central Banking 16, no. 3 (2020): 239–77.

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Prospettive per l'Inghilterra e la sterlina

Gio, 24/12/2020 - 11:08

Come abbiamo visto nell'articolo di ieri, di fronte a noi ci si para davanti un decennio che non sarà affatto facile. Soprattutto se si considera l'illusione di proprietà che la maggior parte delle persone ha nei confronti di ciò che possiede e in base a tale illusione cercherà di conformarsi ai dettami dell'establishment. Non importa quanto tirannici, l'importante è salvaguardare i sacrifici di una vita. Inutile dire che non è così, perché oltre ad essere derubati della dignità e della libertà, ciò che ci possiede viene altrettanto portato via in modo silenzioso. Occorre quindi un manifesto teorico e pratico da cui ripartire per avere una visione della vita quanto più scevra possibile dalle meccaniche della propaganda statale. Ho pensato quindi di fornirlo io attraverso il mio ultimo libro "La fine delle fallacie economiche", strutturando un percorso di studio in grado di filtrare tutto il rumore di suddetta propaganda in quell'ambito settoriale più importante di tutti. E, perché no, dato il giorno un'idea regalo formante e originale. Detto questo, auguro a tutti i lettori e lettrici del blog un buon Natale e buone feste, il vostro piacere quotidiano nel leggere le mie pubblicazioni è motivo di orgoglio per me e fonte di continui ringraziamenti per voi.

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di Alasdair Macleod

Questo articolo valuta la probabilità che la sterlina segua il dollaro verso un'iperinflazione monetaria. Tra marzo e settembre il governo degli Stati Uniti ha finanziato il doppio della sua spesa mediante la vendita di obbligazioni, principalmente attraverso il QE, rispetto alle entrate fiscali. E c'è molta più inflazione monetaria in arrivo.

Un dollaro iperinflazionato è ora lo sfondo internazionale per tutte le valute, compresa la sterlina.

Ad oggi l'aritmetica di bilancio del Regno Unito è meno allarmante di quella degli Stati Uniti. In teoria, il governo del Regno Unito ha un piano attuabile per trasformare il Regno Unito in un business globale. Tuttavia se, come sta diventando sempre più certo, il dollaro cadrà pesantemente rispetto alle valute estere nei prossimi mesi, i tassi d'interesse americani saliranno così come quelli inglesi; fenomeni catastrofici per le finanze pubbliche e il futuro delle società zombi cariche di debiti. Inoltre, con l'esposizione di controparte alle banche insolventi dell'Eurozona e l'escalation di insolvenze legate alla crisi sanitaria, le banche britanniche non sono abbastanza forti per resistere ad una contrazione del credito innescata da una salita dei tassi americani.

Con la massima urgenza, il Tesoro britannico dovrebbe ricostruire le riserve auree della nazione, segretamente se necessario, in modo che il governo possa stabilizzare la sterlina sostenendola con l'oro al momento opportuno. C'è quindi una via d'uscita da questo pasticcio, ma il governo britannico la prenderà?


Introduzione

Vivendo nel Regno Unito si è fin troppo consapevoli dei danni visibili che il lockdown sta facendo all'economia. Hotel, pub e ristoranti sono stati portati alla bancarotta e sopravviveranno solo coloro i cui proprietari hanno una ricchezza immagazzinata sufficiente per pagare i conti, in un momento storico in cui esiste scarso o nessun reddito. Molti rivenditori i cui margini erano esigui dopo aver pagato l'affitto, le bollette e le tasse hanno chiuso per sempre. In una certa misura questi problemi sono stati rimandati attraverso ferie retribuite e programmi di permessi, ma resta il fatto che le strade principali delle città sono ormai pressoché deserte.

Le principali catene di vendita al dettaglio stanno fallendo. Se solo il governo lo ammettesse, i cambiamenti che vediamo oggi sarebbero avvenuti comunque; ma invece di un processo evolutivo, è stato determinato all'improvviso dalla crisi sanitaria e dalla sua ancella, una crisi bancaria a seguire. Il processo di distruzione creativa di Schumpeter è stato imbottigliato per dieci anni prima di essere scatenato.

Se non ostacolato, il nuovo mondo che attira il Regno Unito sarà composto da strade principali che combinano abitazioni, negozi e tutte le altre strutture che gli esseri umani decidono che sono necessarie e desiderate, e non quelle imposte dalle leggi sulla pianificazione e dal governo locale. L'industria dei viaggi ha subito un enorme danno, con i viaggi aerei che probabilmente sono passati di moda: perché non restare a casa nove volte su dieci e guardare documentari sui luoghi che altrimenti avreste visitato?

Si potrebbe continuare, ma il punto è che la Gran Bretagna non tornerà alla vecchia normalità. Ed i principali ostacoli al cambiamento sono il governo centrale e le autorità locali. Attraverso massicce ondate di inflazione monetaria, il governo centrale sta supportando il mondo di un tempo, quello composto da società zombie. E poiché stanno perdendo entrate, le autorità locali stanno resistendo al cambio di destinazione d'uso degli immobili (dal commerciale all'abitativo). Infatti se abbracciassero questa evoluzione nelle città, gran parte della "crisi abitativa" di cui tutti parlano scomparirebbe senza la necessità di cementificare gran parte dell'Inghilterra rurale.

Ad essere onesti, i politici vengono sempre eletti non tanto per i loro programmi, ma per mantenere lo status quo. Nessuno vota per l'evoluzione, si vota invece per nuove imprese, energia verde e tutto il resto a condizione che le attività e posti di lavoro esistenti vadano avanti non influenzati dal cambiamento. E in un mondo keynesiano, dove il capitale monetario può in qualche modo essere creato dal nulla, agli occhi di tutti sembra decisamente possibile. E data la situazione in quasi tutte le economie avanzate, le politiche del governo britannico sostenute dall'inflazione monetaria hanno resistito al cambiamento, promuovendo il capitalismo clientelare, il protezionismo normativo e le imprese zombie.

L'attuale governo del Regno Unito ed i suoi ministri di gabinetto devono essere estremamente frustrati dalla difficile situazione in cui si trovano. Hanno iniziato il loro corso più orientati al libero mercato di qualsiasi amministrazione del dopoguerra. Ora, però, questo intento è stato messo da parte e sono costretti a ritirarsi nelle solite vecchie politiche pasticciate: perpetuare le attività di ieri e sostenere i fallimenti di oggi.

Questo articolo esamina la specifica situazione economica e monetaria affrontata dal Regno Unito. C'è un'eventuale via d'uscita dalla trappola sanitaria, ma non può essere imboccata se si continua a fare affidamento sull'intervento burocratico e ad ignorare gli sviluppi monetari ed economici altrove.


Il problema della spesa pubblica

La seguente Tabella è tratta dall'Office for Budget Responsibility's Economic and Fiscal Outlook del Regno Unito, pubblicato a novembre.

Probabilmente è vero che nelle poche settimane da quando è stata pubblicata questa previsione le cose sono peggiorate, in particolare perché è ora improbabile che le restrizioni Covid cessino prima della fine del primo trimestre del 2021. Con quasi quattro mesi ancora all'orizzonte, la stima dell'indebitamento netto del settore pubblico per l'anno fiscale in corso dovrebbe essere rivista al rialzo da £393,5 miliardi a ben oltre £400 miliardi. E la stima che scenderà poi a £164,2 miliardi nel 2021-22 appare utopisticamente ottimistica. In altre parti del documento, l'OBR ammette di aver preso come riferimento il World Economic Outlook dell'FMI, pubblicato ad ottobre: "[le cui] proiezioni sono state compilate prima che la forza della seconda ondata in Europa e negli Stati Uniti diventasse evidente".

Come di consueto per tutte le agenzie governative, l'OBR sembra ignaro di ciò che effettivamente rappresenta il PIL. La loro analisi si basa sul fatto che il PIL rappresenti l'attività economica, quando, in realtà, si limita a registrare il valore monetario delle transazioni incluse e registrate, un valore che riflette solo l'aggiunta della moneta da parte della banca centrale e del credito bancario nel periodo coperto. Il modo più semplice per raggiungere l'obiettivo di un numero di PIL nominale è stampare moneta, che è esattamente ciò che la Banca d'Inghilterra ha fatto sin dal fallimento della Lehman. Il quantitative easing tra il 2008 e il 2019 ha prodotto £645 miliardi in più in valuta circolante, periodo durante il quale il PIL nominale è aumentato di £625 miliardi, una differenza di solo il 3,2% che potrebbe essere facilmente attribuita ad altri fattori. Nel 2020 il QE extra per affrontare il virus è stato di £250 miliardi, un ulteriore 13,8% dell'offerta di moneta M1, e questo senza prendere in considerazione i programmi di prestito supplementare della BOE attraverso le banche commerciali.

La pretesa che il finanziamento inflazionistico sia vantaggioso nasce solo da ciò che si vede: la magia del denaro fiat distribuito per il bene comune. Ciò che non si vede è la svalutazione dei risparmi, dei beni, dei guadagni e delle pensioni di tutti a beneficio delle finanze statali. Il trasferimento di ricchezza rappresenta un danno per la maggior parte delle persone, una volta che l'economia ha assorbito il denaro fiat extra. Il vantaggio è visibile, mentre il costo è nascosto e non può essere facilmente quantificato. E ogni volta che la banca centrale implementa il QE trasferisce ancora più ricchezza dall'economia produttiva allo stato. È una politica che finisce per mandare in bancarotta la nazione e distruggere la valuta.

Come le altre banche centrali, la Banca d'Inghilterra nega che la ricchezza venga trasferita, o almeno se suddetto trasferimento è limitato all'obiettivo d'inflazione del 2%, che in qualche modo dovrebbe essere “stimolante”. Ma i cambiamenti nell'IPC come misura del livello generale dei prezzi sono diventati fuorvianti e privi di significato, poiché l'imperativo statistico ormai è quello di sopprimere tale cifra per nascondere gli effetti dannosi delle politiche monetarie sconsiderate. Non esiste una stima indipendente dell'aumento del livello dei prezzi nel Regno Unito, ma sappiamo dagli Stati Uniti che calcoli indipendenti collocano il tasso d'inflazione dei prezzi più vicino al dieci per cento ogni anno negli ultimi dieci anni (es. Shadowstat e Chapwood Index), mentre l'IPC si è appena discostato dal suo obiettivo del 2%, lo stesso di quello della Banca d'Inghilterra.

L'evidenza è che le statistiche ufficiali sono diventate così manipolate che devono essere ignorate se si vuole compilare un'analisi corretta della situazione. L'espansione della quantità di denaro è la storia rilevante da seguire. Dopo il fallimento della Lehman, l'offerta di moneta M4 nel Regno Unito è aumentata di circa il 50%, diluendo di conseguenza il valore monetario del PIL, un processo che probabilmente accelererà ancora più velocemente in futuro a causa del Covid.

Piuttosto che seguire le ipotesi dell'OBR sul PIL futuro, dovremmo accettare che sia una cifra priva di significato, inutile per stimare il progresso economico e il suo corso futuro. Ed essendo la base di tutti i modelli economici dei dipartimenti governativi, anche i loro modelli dovrebbero essere rifiutati. Inoltre le proiezioni future dell'OBR sembrano stranamente simili alle congetture del Congressional Budget Office degli Stati Uniti.

Nessuna delle due agenzie può avere la più pallida idea dell'attività economica futura. È inconoscibile. Come ha affermato Ludwig von Mises, il presupposto è di un'economia ciclica uniforme, in cui l'azione umana che guida il progresso economico viene ignorata. Ma non comprendere la differenza tra progresso e totale contabile porta inevitabilmente ad un errore: il sostegno delle imprese di ieri che sono meno rilevanti per il futuro e che consumano capitale invece di aggiungere valore richiesto dai consumatori. La prova del sostegno politico a questi zombi si trova nel Term Funding Scheme (TFS) della BOE e negli incentivi per le banche commerciali a prestare alle piccole imprese, portando a £56 miliardi i prestiti concessi nell'ambito di questi schemi sin dallo scorso marzo.

Nello stretto contesto dell'indebitamento del settore pubblico, la situazione non è affatto preoccupante, come mostra il seguente grafico (es. debito pubblico/PIL)..

L'entità dell'indebitamento pubblico non è il cuore dell'attuale problema. La Gran Bretagna ha tollerato livelli molto più elevati di debito pubblico in passato ed è riuscita a ridurlo nel tempo. Inoltre, emettendo Gilt senza data, è possibile finanziare la spesa pubblica senza che il capitale debba mai essere rimborsato. Probabilmente la situazione attuale potrebbe presentare una simile opportunità.

I problemi economici del Regno Unito sono analoghi a quelli nella metà degli anni '70, quando il debito pubblico/PIL era la metà del livello attuale. Ma con un governo socialista deciso a distruggere la ricchezza del settore privato, industrie nazionalizzate che dominano l'economia e sindacati che evirano imprese di ogni tipo, l'allora Cancelliere dello Scacchiere, Denis Healey, fu costretto nel 1976 a rivolgersi al FMI per un prestito di salvataggio.

La situazione oggi ha contenuti diversi, ma somiglianze in termini di effetto complessivo. Le imposte sul reddito e sulle società sono più basse per i creatori di ricchezza, ma invece di essere ostacolate dal sindacalismo dilagante, le imprese sono state gravate da debiti improduttivi sin da prima della crisi della Lehman. Insieme ad una regolamentazione sempre più onerosa, l'economia del Regno Unito è stata come un aereo sovraccarico che fa fatica ad atterrare. Il debito del settore privato alla fine del 2019 era di £3.429 miliardi, circa 1,6 volte il PIL. Era salito a tale cifra dai £2.965 miliardi alla fine del 2008. L'aumento dell'indebitamento del settore privato rispetto al PIL è avvenuto prima della crisi finanziaria, passando dal 94% nel 2000 fino ai livelli attuali, mentre in termini keynesiani l'economia da allora è semplicemente rimasta ferma.

Per la Gran Bretagna la crisi finanziaria del 2008 ha rappresentato una correzione di un credito bancario eccessivo e da allora le politiche dei successivi governi britannici si sono concentrate sulla prevenzione dei fallimenti aziendali. Di conseguenza l'economia britannica è diventata sempre più dipendente dal continuo sostegno delle politiche monetarie e dall'estensione di quel debito. Il problema, quindi, è stato che lo stato e la BOE hanno sostenuto un settore privato vulnerabile.

Infatti l'attuale Cancelliere sta facendo il possibile per sostenere le società zombi di oggi. E sta diventando chiaro che sarà necessario ancora più aiuto da parte sua per finanziare il settore privato attraverso l'intera epidemia Covid. Tranne che, al margine, si possono escludere aumenti delle tasse e tagli alla spesa pubblica, il che pone tutta l'enfasi sul denaro fiat. E nessuno ancora parla di un mondo post-epidemia, presumendo semplicemente che ci sarà un ritorno alla normalità suggerita dai modelli economici del governo, dove i consumatori saranno pienamente impiegati, pagheranno le tasse e spenderanno i loro soldi per gli stessi articoli del passato.

A queste incertezze si aggiunge la Brexit. Al momento in cui scriviamo, i termini commerciali con l'UE non sono ancora stati concordati. Ma se non c'è accordo, senza dubbio il governo inglese annuncerà nuove misure per sostenere l'industria attraverso i cambiamenti necessari, finanziati, ovviamente, da un'ulteriore inflazione monetaria. Ma dopo ciò, la Gran Bretagna dovrà diventare più che l'ennesimo porto commerciale, e questo è effettivamente previsto con una serie di porti franchi. Ma affinché tale politica abbia successo, sarà necessario che il governo inglese lasci che tutte le risorse di capitale vengano mobilitate verso nuove imprese, cosa che può accadere solo se gli zombi vengono abbandonati al loro destino.


Le sfide che dovrà affrontare la sterlina

Gli errori delle politiche monetarie e statali sopra descritti non riescono ad anticipare tre problemi che sono destinati a farli deragliare. Il primo è l'aumento dei tassi d'interesse, di cui parlerò più avanti. Il secondo è una crisi bancaria che coinvolgerà le banche britanniche, anch'esso affrontato in seguito. E il terzo, di cui discuteremo ora, ovvero la proprietà estera delle sterlina che può indebolire la valuta stessa.

A causa dei continui deficit commerciali, la bilancia dei pagamenti britannica ha portato ad un flusso e riflusso della proprietà estera degli investimenti finanziari britannici, comprese le azioni statali. L'elemento liquido è la proprietà dei depositi bancari, che riflette gli impegni nei mercati monetari e nei saldi delle banche corrispondenti. La proprietà estera di asset non finanziari e azioni quotate è stimata a circa £4.000 miliardi, non lontano dal doppio del PIL.

Se il governo inglese permetterà all'economia di evolversi da sola, allora la Gran Bretagna dovrebbe trarne vantaggio. Inoltre un vantaggio collaterale del Covid è che i deficit di bilancio, in particolare quelli degli Stati Uniti, stanno portando ad un aumento dei deficit commerciali. Sebbene i mercati interni possano essere in fase di esaurimento, le attività di esportazione negli Stati Uniti e in altre economie alimentate dal consumo sono destinate a crescere il prossimo anno, offrendo notevoli opportunità alle imprese britanniche, molte delle quali sono di proprietà internazionale. Affinché ciò funzioni in modo efficace, l'intera struttura dell'economia deve evolversi, con lo stato che riduce il proprio peso sull'economia. Ma ciò può accadere solo dopo l'attuale crisi, argomento che affronterò alla fine di questo saggio. Nel frattempo dobbiamo valutare la posizione degli investimenti esteri più liquidi in sterline.

Gli investimenti esteri in Gilt sono stimati a £560 miliardi, ma la sterlina è ancora una parte sostanziale delle riserve di valuta estera per le banche centrali e anche le compagnie assicurative offshore detengono la loro liquidità in sterline. È probabile che questi saldi vengano mantenuti, poiché se ci sarà una pressione sulla sterlina, è probabile che proverrà dai depositi in sterline nelle banche britanniche associati ai non residenti, che secondo il database della Banca d'Inghilterra ammontavano a £537 miliardi a fine ottobre. Se non ci saranno accordi commerciali con l'UE, è ragionevole presumere che parte di questo saldo sarà venduto, spingendo la sterlina al ribasso dai suoi recenti massimi contro il dollaro USA. Ma questo di per sé è improbabile che sia sufficiente a destabilizzare la sterlina oltre la sua normale volatilità.


Banche britanniche

Il rischio sistemico è stranamente assente nell'attenzione pubblica, ma come mostra la Tabella 1 di seguito, le cinque grandi banche britanniche sono altamente indebitate, in particolare quando si tiene conto dello sconto di mercato sul valore contabile.

Insieme ai prezzi delle azioni delle banche nell'UE, le banche britanniche hanno registrato un forte rally da metà settembre, ma nella maggior parte dei casi le loro capitalizzazioni di mercato sono ancora inferiori alla metà del loro patrimonio di bilancio. Più preoccupante è la posizione di molte banche dell'Eurozona, con cui Londra presenta significativi rischi di controparte. Inoltre sia HSBC che Standard Chartered hanno un'esposizione sostanziale alla Cina e ad Hong Kong, il che implica che ci saranno anche rischi geopolitici e di controparte provenienti da quella regione. Il sistema bancario britannico non è adeguatamente capitalizzato per uno shock economico, come l'accumulo di crediti inesigibili o una crisi bancaria in un'altra giurisdizione.

Dobbiamo notare che il ciclo globale del credito bancario è passato da un'espansione decennale ad una forte contrazione nel settembre 2019, quando il mercato dei pronti contro termine statunitense ha indicato che il sistema bancario basato sul dollaro aveva esaurito la capacità di bilancio. Ciò avvenne circa un anno dopo che divenne chiaro che la guerra dei dazi commerciali tra Stati Uniti e Cina aveva destabilizzato il commercio internazionale e circa dieci anni dopo l'inizio della fase espansiva. Ci sono prove sufficienti, anche dal diciannovesimo secolo, che la fase espansiva del credito bancario, quando i banchieri passano dalla cautela all'aumento della fiducia nel prestito, di solito dura circa dieci anni.

Come abbiamo visto con la crisi della Lehman, l'espansione del credito bancario aveva portato a speculazioni, investimenti sbagliati e tassi d'interesse in aumento, una ricetta per una crisi imminente che si conclude con il fallimento delle banche. Quelle dell'Eurozona sono in una condizione molto più fragile oggi rispetto a quelle negli Stati Uniti, dove si è verificata la crisi di liquidità nel settembre 2019; è altamente probabile che questo sia il punto più debole del sistema bancario globale. E dato che gli squilibri TARGET2 nascondono crediti inesigibili in accumulo, fallimenti aziendali e una contrazione del credito globale, quasi certamente porteranno ad un collasso del sistema bancario dell'Eurozona, forse in pochi mesi o addirittura settimane.

Il Tesoro britannico dovrà quindi nazionalizzare l'intero sistema bancario britannico, o almeno sottoscriverne l'intero bilancio, pari a circa £5.400 miliardi, più del doppio del PIL del Regno Unito. A quel punto la Banca d'Inghilterra, in comune con altre grandi banche centrali, dovrà affrontare un crollo dell'economia e la sua risposta keynesiana sarà quasi certamente quella di inondare il sistema con ulteriore denaro nel tentativo di stabilizzarlo. L'altro suo strumento, i tassi d'interesse, è sempre stato inutile.


L'errore quando si sceglie di sopprimere i tassi d'interesse

La Banca d'Inghilterra ritiene che i tassi d'interesse siano il costo del denaro e che abbassandoli si possa stimolare l'attività economica. Il fatto che i suoi programmatori politici lo credano ancora di fronte ai continui fallimenti nel raggiungere i loro obiettivi politici è un trionfo della speranza sull'esperienza, e certamente non è nemmeno confermato dalla teoria.

Nel diciannovesimo secolo Thomas Tooke notò che il tasso d'interesse e il livello generale dei prezzi erano positivamente correlati, un'osservazione ripetuta nel 1923 da Arthur Gibson in un articolo per Banker’s Magazine. Keynes lo definì il Paradosso di Gibson nella sua pubblicazione del 1930, A Treatise on Money. Keynes disse che si trattava di "uno dei fatti empirici più certi nell'intero campo dell'economia quantitativa". Successivamente scelse di ignorarlo.

Il punto è che la correlazione è tra aumento dei tassi d'interesse e aumento dei prezzi, e non tra calo dei tassi d'interesse e aumento dei prezzi. In altre parole, il tasso d'inflazione dei prezzi non può essere gestito rialzando i tassi d'interesse.

I fatti economici ed empirici alla base del rapporto tra tassi d'interesse e prezzi assumono una nuova importanza, perché la Banca d'Inghilterra sta aprendo la strada ai tassi d'interesse negativi. Anche in questo caso, la BOE si scontra con l'esperienza, perché i tassi d'interesse negativi nell'Eurozona e in Giappone non sono riusciti a stimolare i prezzi, e la ragione di questo fallimento è spiegata dal Paradosso di Gibson. Ma esperimenti mal giudicati con i tassi d'interesse possono persistere solo finché il potere d'acquisto delle valute fiat non crolla.

Il rischio di un tale collasso ora è serio. Anche se non è ancora il caso della sterlina, non c'è dubbio che il dollaro è indirizzato verso l'iperinflazione monetaria. Tra marzo e settembre (la seconda metà dell'anno fiscale degli Stati Uniti) un terzo della spesa del governo degli Stati Uniti è stata finanziata dalle tasse e due terzi dalle vendite di buoni del Tesoro USA, principalmente attraverso il QE (inflazione monetaria). E non finisce qui: ci sarà un secondo giro, una volta che le elezioni presidenziali saranno finalmente risolte e il governo degli Stati Uniti dovrà affrontare la necessità di finanziare le proprie spese attraverso l'inflazione monetaria piuttosto  che con il gettito fiscale. In breve, senza tagli sostanziali alla spesa di bilancio, il potere d'acquisto del dollaro crollerà.

Il primo colpo al dollaro è stato inferto dai proprietari esteri che lo stanno vendendo. La proprietà estera di asset finanziari statunitensi ammonta a $28.500 miliardi, o circa il 150% del PIL degli Stati Uniti, e $6.000 miliardi di questi sono in depositi bancari e bond a breve termine. Sarà solo una questione di tempo prima che i creditori si rendano conto che si ritroveranno a subire perdite se non terranno conto dei valori futuri dei prestiti in dollari nei loro calcoli del tasso d'interesse. La vendita di dollari è destinata ad aumentare e quindi i tassi d'interesse saliranno. Le finanze pubbliche saranno gravemente indebolite e i tassi a termine, che sono la base della valutazione comparativa per le azioni, rischiano di crollare.

Il processo è già iniziato, evidenziato dal calo dell'indice ponderato commerciale del dollaro e dall'aumento del rendimento dei titoli del Tesoro a dieci anni. L'aumento dei tassi sul dollaro porterà alla fine dei tassi negativi in ​​altre valute, come per la sterlina ad esempio. L'ombra di Denis Healey tornerà ad aleggiare sulle nostre teste, ma questa volta non sarà disponibile alcun salvataggio del FMI. Altri eventi esogeni potranno in qualche modo distrarre l'attenzione sulla sterlina, come ad esempio un crollo del sistema bancario dell'Eurozona o un crollo degli asset finanziari denominati in dollari.


Una strategia per il futuro

Poniamo due ipotesi: l'attuale governo inglese rimane al potere per tutto il suo mandato ed il Primo Ministro e altri ministri di alto livello mantengono la loro fiducia. Stando così le cose, dovrebbe essere possibile ricostruire l'economia del Regno Unito su linee migliori, seguendo le seguenti otto fasi.

  1. Ripristinare il più presto possibile le scorte di lingotti d'oro nel Tesoro inglese, soprattutto ora che sta diventando chiaro che il dollaro scende e la sterlina è a rischio.

  2. Lasciar scivolare la sterlina con il dollaro e le altre valute legali. La distruzione della moneta fiat è una condizione preliminare per la riforma, la quale non può essere realizzata senza che l'elettorato si renda conto di quanto sia ingombrante il welfare state e che l'intervento statale debba essere abbandonato. E in ogni caso, i tentativi di supportare sterline scoperte falliranno.

  3. Prima che la sterlina perda del tutto il suo valore, renderla convertibile in oro al tasso ora prevalente. Lo scopo del denaro cartaceo e digitale non sarà più quello di agire come moneta statale, ma di agire come un meccanismo per la distribuzione dell'oro monetario tramite la valuta che funge da sostituto dell'oro. Le monete d'oro come sovrane e mezze sovrane devono poter circolare insieme ai sostituti dell'oro ed essere redimibili su richiesta.

  4. La capacità del governo inglese di pagare e fornire qualsiasi servizio di assistenza sociale e istruzione sarà terminato, così come la sua capacità di regolamentare il settore privato. Il governo inglese deve ridimensionarsi per fornire solo difesa, polizia e sistema legale. Tutto il resto deve essere lasciato al libero mercato, e anche se sarà doloroso, una moneta senza valore renderà evidente all'elettorato che non c'è alternativa a tagli sostanziali alla spesa pubblica e ad una riduzione della portata delle sue attività.

  5. Le comunità locali dovrebbero essere incoraggiate a prendere in carico la gestione di scuole, ospedali e servizi sanitari su base caritatevole. La creazione di sound money renderà tutto ciò possibile subito dopo l'interruzione iniziale.

  6. Il settore bancario deve essere riformato. Le banche che sopravvivono dovrebbero essere obbligate per legge ad avere responsabilità illimitate per amministratori e azionisti affinché il ciclo del credito possa essere domato, pur mantenendo una certa flessibilità per i fattori di finanziamento stagionali.

  7. Man mano che l'economia viene ricostruita, il governo inglese deve perseguire politiche monetarie solide e consentire al settore privato di recuperare la ricchezza nazionale senza un onere eccessivo da parte dello stato. Le persone devono imparare a prendersi cura di sé stesse e ad assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.

  8. Mai più lo stato deve considerarsi al di sopra del popolo.

Dopo la fine della sterlina fiat, non dovrebbero essere necessari più di un anno o due prima che ritorni la stabilità economica, il consumatore torni a guidare la concorrenza e riemerga una tendenza al progresso umano.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/