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blog di Pike Bishop

John Marco Allegro e la ricerca del Sacro Graal - Parte Seconda

Segue dalla parte prima...

In poco tempo John era diventato totalmente assorbito nel lavoro sui rotoli e impegnato personalmente per cercare di procurare fondi.  Visto la tiepidezza dell'Università di Oxford per tutta la questione, e non volendo lasciare solamente in mano a francesi e americani (e al vaticano) i rotoli, che a suo modo di vedere appartenevano a tutti i cittadini comuni dell'umanità, cominciò a sondare il terreno in diverse direzioni.

Si mise in corrispondenza con amici archeologi e studiosi di storia del Medio Oriente, per informarsi su passi che erano stati dubbi nella traduzione Masoterica e continuavano ad essere dubbi nei rotoli ma che a suo parere erano probabilmente azzeccati nella traduzione dei Settanta (chiaramente, John, che non era stato incaricato di tradurre testi biblici, stava spiando i suoi colleghi del Team) e, senza chiedere il permesso a De Vaux, che agiva come un dittatore all'interno del Team, prese contatto con il Manchester Guardian per scrivere un breve articolo corredato da fotografie del testo e cominciare a far conoscere cosa si era scoperto nel Deserto di Giuda al pubblico inglese.  Nella stessa lettera in cui parla eccitatissimo di questo suo prossimo articolo alla moglie, prefigura che con il suo pagamento si potranno pagare una Ford Popular (l'automobile meno costosa venduta in quegli anni in UK) con cui poter fare scampagnate colla moglie ed il figlioletto che ancora non aveva potuto vedere.

John Marco Allegro e la ricerca del Sacro Graal - Parte Prima

Prima di tutto il nome.  Marco Allegro è un nome italiano ma chi lo portava (il filologo del quale si tratta in questo articoletto e suo padre, uno stampatore di Londra, nato a Parigi) non aveva probabilmente molto di italiano.

E' la solita storia che sembra uscita direttamente da "Howard's End" di Forster, storia di inganno sessuale travestito da passione rovente da parte di figli della nobiltà europea (in questo caso quello in servizio in oriente era un francese) la cui vittima, una espatriata proletaria inglese, muore all'estero di tubercolosi riuscendo a far rimpatriare il figlio del peccato che verrà cresciuto da parenti in Inghilterra.

Il padre del nostro John, John Marco Allegro Senior, si portò dietro questo cognome italiano come un augurio, anche se non è noto per essere stato particolarmente giulivo. Era un uomo serio e determinato nell'entrare nella piccolissima borghesia artigiana inglese, costasse quel che costasse: divenne ufficiale durante la prima guerra mondiale per meriti personali e non decadé mai, nei modi e nella cortesia, dal rango di gentiluomo, pur con i suoi limitatissimi mezzi economici.

Il nostro John crebbe in periferia, col padre che lavorava  da stampatore di manifesti pubblicitari in una baracca di legno nel giardino della sua casetta a schiera.  Era riuscito ad avere figli educati e intraprendenti che sembravano destinati ad una vita monotona nella sterminata selva di casette a schiera.  Il giovane John riuscì a coronare il sogno di suo padre trovando lavoro in una compagnia di assicurazioni (nessuna possibilità per lui di andare al college), un lavoro noioso e grigio nel quale, però, indossava un vestito completo ed una cravatta: ancora oggi quello è il tratto distintivo che divide la società inglese, e si è solo con quel pur minimo requisito dalla parte giusta dell'equazione, lontano dalla vita di matrimoni multipli con figli numerosi di padri diversi, termini in carcere, sbronze settimanali con rissa e ricorso a sussidi e casa popolare caratteristici della classe sociale che non indossa il vestito completo al lavoro.

La trasmigrazione di Bishop Pike

Alla fine di agosto del 1969 il cinquantaseienne James Pike, ex Vescovo della California della Chiesa Episcopale (la Chiesa d'Inghilterra in America) e personaggio notissimo per le sue apparizioni televisive e le sue prese di posizione decisamente liberali, si trovava con la trentunenne moglie Diane in Israele, per fare ricerche su un nuovo libro sui primi Cristiani che si prevedeva ancora più controverso del suo ultimo sui fenomeni stile Poltergeist che lo avevano interessato dopo la morte per suicidio del figlio.

Avrebbero dovuto rimanere in Israele per circa un mese. Il due di settembre affittarono un'auto a Betlemme e si diressero verso il Mar Morto dotati di una cartina comprata in un distributore e di un paio di bottiglie di Coca-Cola.

Fin qui niente di strano.

ARBEIT MACHT FREI

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Nella locandina: Ingresso del campo di concentramento di Theresienstadt

 

Cosa c'e' ancora da dire sul primo maggio?

Senza andare per derive demenziali sulla corrispondenza della data con rituali pagani assortiti, e' chiaro come le classi dominanti - come sempre da qualche secolo a questa parte - ci avessero preparato un teatrino in cui le due facce della medesima medaglia (l'industrialismo) avevano connotazioni falsamente antagoniste. 

L'aspetto piu' subdolo del teatrino era proprio il canovaccio "antagonista", nel quale i sottoposti trattavano la loro schiavitu' come bene supremo. 

Le Ultime Grida dalla Savana

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Sento da piu' parti gridolini sommessi di protesta contro l'attuale Governo Italiano.  Gente che vorrebbe raddrizzare la situazione.  Una situazione che era compromessa fino dall'Armistizio e che precipitò non troppo tempo fa.

Ma è troppo tardi.

Il danno è stata già fatto e, di fatto, l'Italia ha perso la pochissima autonomia che aveva quando si il PCI propose Cossiga nel Luglio 1979 e quel vecchio chiaccherone del Presidente lo invitò a presentarsi con un governo.
Al tempo la gente non era ancora così ammaestrata e non tutti erano contenti.  Da allora cominciò di fatto la svendita delle industrie italiane e la migrazione del lavoro dall'Italia all'estero.
I traditori Comunisti (che in un paese appena normale avrebbero dovuti essere confinati) collaborarono e si arricchirono con le Coop Rosse a cui fu affidata l'opera di smantellamento dell'impianto industriale del paese.  Le assunzioni furono bloccate alla FIAT per "terrorismo" e le Coop funsero da ammortizzatore, per aiutare le consegne in un periodo in cui serviva ancora mano d'opera, ma non si voleva assumere, sapendo che iniziava lo smantellamento.

Tale of two "George"

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Era nato da una famiglia benestante ma metà della la sua ascendenza era originaria di una paese straniero. 

Fu il primo monarca ad esprimersi correttamente in un dialetto propriamente del suo paese e non in un idioma piuttosto straniero. 

Fu nominato Re del suo paese con molte difficoltà, dato che non fu da subito riconosciuto come titolare del Trono: passò infatti anni in cui non poteva avere accesso al governo del paese, mentre al potere erano i tutori (o usurpatori, secondo alcuni) dell’eredità della famiglia. 

L'elefante Bianco

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Propongo ai miei 13 lettori un articolo della “Voce della Classe Dirigente Capitalista dell'Impero”, The Economist, che in una maniera pacata e sottovoce esprime la perplessità di gran parte della Upper Class britannica per i grandi progetti fatti per prestigio ma che non portano apprezzabili risultati in termini economici o di miglioramento del servizio. Di sicuro non gente dei centri sociali.

Altri, nella Perfida Albione, sono meno pacati e parlano meno sottovoce, oltre avere grande seguito non solo popolare ma anche politico, e attraverso gran parte dello spettro parlamentare. Le manifestazioni sono cominciate con stile, umorismo e pacatezza, ma anche con ostinazione e capillarmente sul territorio nazionale.

La Cattedrale di Salomone

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Certe volte il turismo scatena vortici di pensieri. Anzi, quasi sempre, specie quando si guida per una statale senza traffico, come quelle che possono solo esserci in Francia: un cielo limpido ma adornato di nuvolette a classico batufolo di cotone, platani che espandono la loro ombra discreta ai lati della strada (i francesi, per loro fortuna non hanno avuto tra i loro politici “cavalli di razza” piccoli ma ingombranti che seguivano la demenza di quelli che richiesero la pena capitale per gli “alberi assassini”) ed un panorama infinito di campi, colline e filari fino all’ampio orizzonte che fa ben capire dove stia la gloria della “Douce France”.

Pochi mesi addietro mi trovavo appunto sperduto (grazie anche alla tecnologia del mio navigatore satellitare che impropriamente avevo predisposto come “pedonale” invece che “automobile”) in queste stradine di campagna a rimuginare pensieri selvaggi sulla cattedrale di Bourges. Pensieri che non cercherò di ammantare di alcuna autorità, di giustificare e neanche di accompagnare a note, fonti e bibliografia, poichè per il momento sono del tutto campati per aria e vi prego di prenderli come un “pour parler” ed uno stimolo per coloro che non avessero mai sentito parlare dell’argomento.

La canzone di Claude

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Negli ultimi anni del diciottesimo secolo un brillante compositore piemontese, che come noi dalle Alpi Piemontesi era finito nelle piovose isole britanniche per non tornare mai più "a baita", scrisse, così per sfizio, una marcia "à la Mozart". 

Non sapremo mai come lo spartito di Giovan Battista Viotti (o Jean Baptiste, come si faceva chiamare) sia finito in mano all'amico francese, anche lui compositore ma prima di tutto militare, ma quel che sappiamo è che nella notte del 25 aprile 1792, dopo una cena in cui si era certamente parlato di politica e della guerra rivoluzionaria appena dichiarata, Claude Joseph Rouget de Lisle, preso dal fervore creativo e patriottico (lui che rivoluzionario non era) mise insieme le parole per la musica del compositore piemontese.  Il dieci agosto successivo milizie rivoluzionarie provenzali diedero l'assalto al palazzo delle Tuileries a Parigi al suono della marcia di Jean Baptiste e cantando la canzone di Claude.  Il resto è storia. 

Inviterei gli amici della Val di Susa che in questi giorni hanno la loro routine giornaliera un pò modificata da decisioni prese da personaggi che sono per loro più alieni di qualcuno che arrivasse da Marte, a meditare sul testo di questa canzone di successo:

L’AIDS non e’ una malattia, è una FORCA LOGICA

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Premetto che quanto segue è una discussione fondata sulla logica e delle notizie facilmente reperibili su giornali a proposito dell’AIDS. Non vuole essere niente di più (o di meno).

Cosa è una malattia? La causa di sintomi che ci “fanno stare male”. Se mi fa male la pancia dirò di avere il “mal di pancia”. I medici hanno inventato una desinenza, “ite” che da un nome ad un male che si possa riscontrare in una specifica parte del corpo: se mi fa male la pancia e ad un esame medico si appura che l’unica cosa nella pancia che sia diversa dal suo stato normale è l’appendice, avrò l’appendicite. Se la malattia mi viene “passata” da altri, uomini o animali che siano, è infettiva e ci dicono che in effetti è procurata da microorganismi parassiti come germi o batteri o da elementi non-vivi (terminologia che ricorda Nosferatu, ma tant’è, alla fine della fiera, visto che non sono biologici) che si chiamano virus. Anche malattie non provatamente infettive possono avere la stessa origine, ci viene detto. Chiamiamole “malattie non degenerative”, per usare una etichetta di comodo, che cioè non hanno a che vedere con la normale od anormale usura dell’organismo.

La Fabbrica delle Menzogne

(nella locandina una madre Assana Sawadogo con la carta delle vaccinazioni del suo piccolo)

Ecco un classico caso di gente beccata col sorcio in bocca, giudicata, riconosciuta colpevole (almeno per questioni tecnico/legali) che si fa aiutare dalla stampa per minimizzare i fatti, come riportati da uno dei principali quotidiani argentini e dalle agenzie (sempre le solite 5 o 6, controllabilissime) in tutto il resto del mondo. Nessun commento, tutto riportato pressapoco esattamente come segue.

Scusate la traduzione a braccio dallo spagnolo, per chi non si fidasse (magari con ragione) viene linkato l’originale.

Dove eri tu, quando hanno inchiodato Nostro Signore Gesu’? (Ovvero: Questo e’ cosa ho fatto per te, cosa hai fatto tu per me?)

Queste immagini sono state girate durante l’intervento NATO in Libia.  I profughi sono libici che scappano in Tunisia.

Un chitarrista utente YouTube, Dontitelman1,  ha avuto l’idea di accoppiarle ad una delle ultime canzoni di Ry Cooder - che si conferma il nuovo Woodie Guthrie - per dimostrare che questo  film e’ proiettato in tutto il mondo, ormai, non solo al confine degli Stati Uniti col Messico.

  • 1. Video originale su YT: http://www.youtube.com/watch?v=M6GmI0PhiBE

La Civiltà di Amedeo

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Qualche tempo fa sono andato ad un concerto di musica classica, a cui nel Regno Unito è abbastanza usuale  assistere nei luoghi piu disparati: chiese, scuole, case massoniche, municipi e via elencando - a differenza che in Italia - eseguita da gruppi amatoriali che nulla hanno da invidiare ai professionisti se non lo stipendio.

Mi ci ero recato soprattutto per consentire a mia figlia per pochissimo non ancora adolescente (prima che sia troppo tardi per capire istintivamente la differenza da quanto propone lo zombie-box)  di sperimentare la musica dal vivo nella sua forma più eclatante e dirompente, nella fattispecie eseguita da un’orchestra sinfonica non folta come numero di orchestranti ma ugualmente capace di trasmettere tutto l’impatto del suonare collettivo con strumenti tradizionali, per di più in una sala non enorme ma dall’acustica ottima.

Medici dopo la Sconfitta del Male Assoluto

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Nella Foto: Joseph Mengele

Il 9 dicembre 1946 un tribunale militare americano  aprì un processo giudiziario contro 23  medici o amministratori sanitari tedeschi per la partecipazione in crimini di guerra contro l’umanità.  I principali capi di accusa vertevano sul programma di eutanasia e su esperimenti scientifici su soggetti umani non volontari.  Dopo piu’ di quattro mesi, i giudici americani proclamarono colpevoli 16 di loro.  7 furono condannati a morte e giustiziati il 2 giugno 1948.

Ma prima di annunciare il verdetto i giudici ebbero un problema cruciale: gli imputati, in loro difesa, avevano dichiarato che i loro esperimenti non differivano affatto da precedenti esperimenti effettuati su soggetti non consenzienti in America o in Germania prima del nazismo e che non esisteva alcuna legge o documento di riferimento che stabilisse cosa fosse legale o illegale nel trattare esseri umani per esperimenti medici.  A quel punto, a processo iniziato da quasi un anno, due dottori americani che facevano da consulenti all’accusa prepararono un memorandum in sei punti che sarebbe stato la base giuridica per il giudizio dei dottori tedeschi. All’epoca del verdetto altri quattro punti furono aggiunti al memorandum ed i dieci punti divennero famosi come il “Codice di Norimberga”:1 2

 

Menti Chiuse, Questioni Aperte

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Purtroppo il vecchio Jacques non ha avuto in Italia la popolarita' che si merita ,  complice anche il fatto che i suoi libri non sono stati tradotti (tranne uno, a quanto mi risulta).  Ecco percio', un assaggio in italiano del libro piu' celebre della famosa Trilogia che spero vi faccia venire un certo languorino, come tutti i migliori antipasti.

Introduzione: Menti Chiuse, Questioni Aperte

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