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I democratici stanno creando un movimento post-Trump; l'establishment repubblicano è in trappola

Freedonia - Lun, 18/01/2021 - 11:10

 

 

di Gary North

L'America sta ora attraversando le prime fasi di una rivoluzione politica. È iniziata con l'elezione di Donald Trump, si è intensificata con i risultati della votazione del 4 novembre e continuerà ad intensificarsi nel tempo a venire.

Circa 185 membri della Camera stanno facendo circolare proposte di impeachment su cui votare. Dicono che abbia incitato all'insurrezione il 6 gennaio. Lo accusano dell'invasione del Campidoglio da parte di una manciata di suoi seguaci, ma Trump nel suo discorso non ha incitato violenza. Ha detto che avrebbe camminato lungo Pennsylvania Avenue.

Questa mossa di impeachment è solo rumore, dal punto di vista giudiziario. I Democratici non hanno i voti al Senato per condannarlo. Il processo non potrebbe iniziare fino al giorno dell'insediamento, dice il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell, il quale cesserà di essere il leader della maggioranza quando il vicepresidente Harris avrà prestato giuramento. Quindi la mossa sarebbe solo simbolica. Questo è puro odio ed è anche politicamente miope. Separerà definitivamente i trumpiani moderati dal Partito Democratico. Ma c'è di più: alienerà decine di milioni di elettori dal governo nazionale.

Una rivoluzione politica implica sempre la questione della legittimità politica. La legittimità è imputata dagli elettori ad un governo civile ed è imputata anche ad altre forme di governo: famiglia, chiesa e affari. Ma la concessione della legittimità nel mondo moderno è nei confronti dei governi nazionali.

Questa legittimità ha iniziato a svanire nell'ultimo decennio, ma, negli Stati Uniti, c'è stata una grave spaccatura a seguito delle elezioni presidenziali di quest'anno.


UN RAGGIO DI SPERANZA

Parlerò qui di cose che dovrebbero essere ovvie. Ho scritto su questo tema lo scorso settembre: "Who Will Be Holding the Political Bag in 2021-2024?" Nel 2019 ho scritto quest'altro articolo: "When Nostalgia Undermines Hope". L'establishment è ora sulla difensiva e questo è qualcosa di nuovo.

In un articolo che ho scritto 10 anni fa entrai nei dettagli di quella che ho chiamato la disperazione dell'establishment. Lew Rockwell lo ha pubblicato sul suo sito: https://www.lewrockwell.com/2010/12/gary-north/the-establishment-is-in-despair/

L'establishment sta affrontando tutta una serie di problemi e la moltiplicazione dei mezzi di comunicazione è uno di questi. Sì, Facebook ha bannato l'account di Trump e così ha fatto anche Twitter. Ovviamente sarebbe successo e Trump non se n'è reso conto. Non capisce i media. Capisce il sistema delle reti televisive, ma non si è reso conto che i social media funzionano in modo diverso. Ha fatto affidamento su di loro per essere eletto: ha affidato loro i suoi tweet ogni giorno, tweet che non hanno inflitto alcun dolore ai media generalisti.

Questa sua incapacità è stata critica per quello che ha realizzato nel 2016: la sconfitta di Hillary Clinton. È stato in grado di ottenere la nomina del Partito Repubblicano e ha completamente accecato l'establishment repubblicano. Lo odiavano per questo, ma poiché molti dei repubblicani eletti dipendevano dal suo sostegno, hanno taciuto. Ora si allontaneranno da lui senza provare alcun senso di tradimento. Questo perché la funzione di tutte le istituzioni politiche nel mondo è il tradimento. È ciò che sanno fare meglio, è la loro specialità.

La battaglia tra i due partiti è quasi equamente distribuita a livello elettorale. Nel nordest e sulla costa occidentale i democratici spopolano. Nel mezzo del Paese, invece, no.

La California sta tassando pesantemente i super ricchi. Così fa anche lo Stato di New York e New York City. La lealtà di queste persone sta scomparendo.

Ripensate a questa dichiarazione di Margaret Thatcher nel 1976, la quale parlava del governo laburista: "Preferirei di gran lunga abbatterli il prima possibile. Penso che abbiano creato il più grande pasticcio finanziario che un governo abbia mai fatto in questo Paese, ed i governi socialisti tradizionalmente fanno un pasticcio finanziario. Rimangono sempre a corto di soldi degli altri".

Il deficit del bilancio federale è enorme. Era di $3.100 miliardi nell'anno fiscale 2020. Non scenderà al di sotto dei $1.000 miliardi quest'anno. Penso che quest'anno arriverà vicino ai $2.000 miliardi.

Non esiste una soluzione politica al deficit. Con i democratici al potere, spenderanno soldi che non hanno. Questo è un atteggiamento bipartisan. I repubblicani al Congresso hanno votato per maggiori deficit l'anno scorso. Ci sarà una certa resistenza per i prossimi due anni, perché i repubblicani non dovranno assumersene la responsabilità non essendo in carica. I democratici si ritroveranno un pugno di mosche in mano. Quando i repubblicani sono all'opposizione votano in modo compatto contro gli spendaccioni. Non appena conquistano la maggioranza, diventano degli spendaccioni. Questo è stato il modello per una generazione e venne introdotto da Ronald Reagan. Fa parte della mancanza di principi del Partito Repubblicano. Nessuno crede ai repubblicani quando dicono che aggiusteranno il budget. Se qualcuno ha creduto a Trump nel 2016 su questo argomento, è stato ingenuo. Trump ha supervisionato il più grande deficit in tempo di pace della storia: $7.000 miliardi.

La sua sconfitta il 3 novembre era vicina, semmai ci sia stata una sconfitta.

D'ora in poi, i suoi sostenitori non saranno più legati alla sua abissale mancanza di conoscenza economica. Ha aumentato i dazi e supervisionato enormi deficit. Non gli importava. Ma questo non ha importanza dal punto di vista politico: i suoi seguaci ricorderanno solo la sua retorica contro i democratici e quelli nel suo gabinetto che lo hanno tradito.

Angelo Codevilla aveva ragione nel 2010: "America's Ruling Class — And the Perils of Revolution". Tucker Carlson aveva ragione la scorsa settimana: l'establishment repubblicano odia i sostenitori di Trump. Questa è una guerra bipartisan dell'élite politica contro gli elettori che si stanno finalmente svegliando di fronte alla minaccia alle loro libertà. È passato molto tempo. Iniziò nel 1912, quando tutti e tre i candidati alla presidenza erano statalisti progressisti: Wilson, Roosevelt e Taft. Murray Rothbard ha scritto il libro definitivo su questo argomento: The Progressive Era.

Questa battaglia riguarda il dominio sociale e politico di una classe dirigente che non prova altro che disprezzo per le masse degli elettori americani. Gli elettori repubblicani l'hanno capito, o almeno alcuni di loro l'hanno capito, e hanno votato per Trump. Ha convinto anche una porzione degli elettori democratici. Anche Reagan ci riuscì: democratici operai che sono diventati repubblicani operai con l'amministrazione Reagan, e sono tornati all'ovile con quella Trump.

L'establishment probabilmente braccherà Trump. Penso infatti che l'IRS indagherà sulle sue dichiarazioni dei redditi. Lo stato di New York ha già iniziato a farlo. Tutto ciò che ha fatto per risparmiare denaro, in modo legale, sarà contestato dagli esattori delle tasse. Probabilmente ci saranno infinite cause legali contro di lui. Passerà anni accovacciato e bunkerato a Mar-a-Lago. I suoi nemici saranno spietati e non mostreranno pietà.

Ogni volta che lo attaccheranno personalmente, faranno infuriare i suoi seguaci, ma agli intermediari del potere non importa. Disprezzano i suoi seguaci.

La loro motivazione principale per sconfiggere Trump nel 2020 era umiliare i suoi seguaci. Alla sinistra non importava delle sue politiche, lo stava perseguitando come rappresentante di quelli che Hillary Clinton chiama i deplorevoli. Lei li odia, Obama li odia. Come ha avuto modo di dire, infatti, credono nella religione e nelle armi. Ha assolutamente ragione.


MILIONI DI SOSTENITORI

Queste persone sapranno esattamente chi ha bloccato l'accesso agli account di Trump su Facebook e Twitter. Sapranno che questa è una mossa politica contro di loro. La prenderanno sul personale. Dovrebbero prenderla sul personale, infatti, proprio perché la mossa era contro di loro.

Facebook e Twitter non si preoccupano di un politico sconfitto di 74 anni. Non pensano che tornerà. Credono di avergli portato via i mezzi per tornare indietro. Trump non si è preparato per questo scenario negli ultimi quattro anni. Non ha creato una propria rete di comunicazioni indipendente. Avrebbe potuto chiedere ai suoi follower di passare da Twitter e Facebook al suo sistema durante questi anni. Non ha capito il funzionamento dei social media che lo hanno eletto. Suo genero, che presumibilmente lo ha capito, non ha organizzato la transizione ad un database privato di Trump. Quest'ultimo si è fidato di Facebook e Twitter per diffondere il suo messaggio. È stato ingenuo.

Google ha cancellato la possibilità di scaricare l'app Parler, che compete con Twitter. Anche Apple e Amazon lo hanno fatto. Il sito è andato. Troppo tardi.

I suoi seguaci non si disperderanno completamente. Alcuni di loro diventeranno attivi nella politica locale. Non molti di loro lo faranno, ma non ci vorranno molti per iniziare a rimodellare la politica repubblicana locale. Quando i soldi smetteranno di arrivare da Washington, quando i pagamenti Medicare e della previdenza sociale supereranno il bilancio, come accadrà inevitabilmente, i suoi seguaci saranno in grado di esercitare la leadership a livello locale ed a livello statale in alcuni stati.

Le grandi città sono perse, vinte dai Democratici. Ma non possono funzionare se i soldi smettono di arrivare da Washington. Le città non saranno in grado di sostenere le spese di Medicare e previdenza sociale.

Qualunque sia il welfare state tra un decennio o due, non assomiglierà a quello centralizzato che esiste oggi. Ma l'establishment ha scommesso sulla città di Washington. Il sistema è supportato dal Federal Reserve System, compagnie di assicurazione sulla vita che acquistano titoli di stato a lungo termine e investitori i cui fondi comuni d'investimento acquistano debito pubblico. Tutto dipende dalla capacità di Washington di portare denaro sufficiente a sostenere il deficit in continua crescita, che ricordiamolo peggiorerà notevolmente a causa di Medicare e previdenza sociale.

La presidenza di Trump ha mostrato a decine di milioni di elettori repubblicani ed ex-democratici che non sono soli. Non lo sapevano prima che fosse eletto e questa si rivelerà la sua più grande eredità in America.

Ciò che conta è il fatto che sia riuscito a convincere come minimo mezzo milione di loro a venire a Washington lo scorso 6 gennaio. Ciò che conta è il fatto che avesse oltre 80 milioni di follower sul suo account Twitter. Non ha più accesso a quelle persone. In realtà, non importa.

La battaglia politica non riguarda più Trump, il politico: Trump ora è un simbolo. È un simbolo nel pensiero dei suoi sostenitori ed è anche un simbolo nel pensiero dei suoi nemici. Il fatto fondamentale è questo: ci sono decine di milioni di persone che lo sostengono e che ora si sentono tradite dal sistema elettorale americano. Non garantiranno più legittimità al sistema politico nazionale. Questa costituisce la prima rivoluzione sin dal 1861.

Le rivoluzioni iniziano nelle menti degli uomini e delle donne che votano. La rivoluzione di Trump è iniziata e non è una rivoluzione su specifiche politiche governative. È una rivoluzione sulla disuguaglianza sociale: status, non denaro. Chi ha il diritto di governare? Quali standard culturali prevarranno: l'élite o la popolazione americana?

I democratici potrebbero pensare che sia una rivoluzione sulla disuguaglianza economica. Non lo è. L'establishment di Washington non ha mai manomesso la capacità dei super ricchi di diventare molto più ricchi. Infatti le istituzioni dell'establishment sostengono questa crescente disuguaglianza, ma gli aumenti di questa disuguaglianza sono stati marginali. La distribuzione di Pareto 20/80 è propedeutica. Da oltre un secolo, in ogni nazione occidentale, circa il 20% della popolazione possiede l'80% della ricchezza. Nessuno può spiegarlo, ma raramente varia. La lotta retorica sulla disuguaglianza riguarda pochi punti percentuali, ma la popolazione non lo capisce. E non credo che nemmeno l'establishment lo capisca.

Ecco perché la battaglia chiave è esattamente ciò che Codevilla e Carlson hanno detto che è: una guerra sociale. In cima c'è una piccola élite che usa la spesa federale e la Federal Reserve per arricchire la propria classe. Ritengono irrilevanti coloro nell'80% più povero, tranne nel momento delle elezioni. Odiano la classe media. Codevilla aveva ragione dieci anni fa.

Cresce l'appetito di deferenza, potere e vantaggi da parte della classe dirigente. Essa manca di rispetto ai suoi governanti, vuole limitare il loro potere e ridurre i loro vantaggi. La classe dirigente crede che il resto degli americani sia razzista, avido e soprattutto stupido. La classe contadina è sempre più convinta che i nostri governanti siano corrotti, malevoli e inetti. I governanti vogliono che i governati stiano zitti e obbediscano. I governati vogliono l'autogoverno. Lo scontro tra queste due classi riguarda quale visione di sé stessa e dell'altra classe sia giusta e quale sia sbagliata. Poiché ciascuna parte, in particolare la classe dirigente, incarna le proprie opinioni sulle varie questioni, le concessioni da una parte verso l'altra su qualsiasi questione tendono a screditare la visione che quella parte ha di sé stessa. Una parte o l'altra prevarrà. Lo scontro è tanto sicuro e decisivo quanto imprevedibile. 

Lo scontro è ora infuocato ad un livello mai immaginato dalla classe dirigente. Milioni di elettori di Trump nella classe media e persino nella classe medio-bassa ora lo capiscono. Non credo che lo capissero prima di Trump, questo perché lui non ha ricoperto alcuna carica politica in precedenza. L'establishment non si curava di lui. Allora non potevano fermarlo. Lo odiano perché ha fatto questo a loro e vogliono vendicarsi di lui. Perché? Perché è rappresentativo dei suoi sostenitori.

Non possono fare nulla per vendicarsi dei suoi sostenitori. Le persone che lo hanno votato non lo dimenticheranno, soprattutto ora che si rendono davvero conto che l'intero sistema politico è truccato contro di loro.


UN'ELEZIONE RUBATA

I presidenti sono ricordati solo per una o due cose nelle loro amministrazioni. Clinton è noto solo per una: Monica. Non viene mai ricordato per qualcos'altro e così sarà per il resto della sua vita.

È stato messo sotto accusa. Le persone non lo ricordano: sono confusi sulla differenza tra impeachment (Camera) e condanna (Senato). Si ricordano solo di Monica.

Trump sarà ricordato solo per una cosa: le elezioni rubate nel 2020. È stato messo sotto accusa per qualcosa sulla Russia, ma erano tutte sciocchezze.

Di tutte le cose per cui potrebbe essere ricordato e che impedirà ai suoi sostenitori di fidarsi di nuovo del sistema politico, è la narrativa delle elezioni rubate. Ci sono prove sufficienti per persuadere i suoi seguaci.

Quando si tratta di macchine per il voto elettronico, penso che dovrebbero essere colpevoli fino a prova contraria. Ho tratto questa conclusione nel 1980, quando lessi Running Wild (1979) di Adam Osborne. Già allora mise in guardia su questo fatto. Mi è stato detto da un mio amico informatico che avrebbe potuto determinare l'esito delle elezioni locali se fosse stato incaricato del computer che contava i voti. Gli credevo sulla parola.

Non importa quanti articoli a favore o contro il furto vengono pubblicati sui siti web. Le persone leggono i siti web in cui credono e questo è il risultato principale dei social media. Facebook ovviamente tenterà di bloccare tutti questi articoli. Non importa: le persone hanno già siti web nell'elenco dei preferiti dei loro browser. Facebook non può cambiarli.

Se i democratici alla Camera fanno passare l'impeachment su Trump (non c'è abbastanza tempo costituzionalmente per condannarlo e il Senato non lo condannerà comunque), alieneranno ancora di più gli elettori. La Pelosi è davvero così lontana dal contatto con la realtà politica? Non vede che questo avrà effetti permanenti sul corpo politico? Non ci sarà riconciliazione.

Se i democratici dopo il 20 gennaio renderanno illegale dire che le elezioni sono state rubate, sarebbe una vittoria schiacciante per Trump: esporrebbe il partito come corrotto a livello morale. Non potrebbero far rispettare una legge del genere, ma ciò non toglie che ci potrebbero provare.

Per decine di milioni di elettori si sta venendo a creare una sfiducia permanente nel sistema politico nazionale. Il blocco Trump sarà ora il più grande blocco nel Partito Repubblicano. D'ora in poi la politica nazionale sarà volta a pareggiare, non a fare qualcosa.

La sinistra si spinge sempre oltre, questa è la sua eredità sin dalla Rivoluzione francese ad oggi. I pazzi prendono sempre il controllo in caso di crisi. I democratici stanno dando di matto solo per vendicarsi di Trump come simbolo dei suoi sostenitori.

Ora ci sarà una resistenza passiva e persino attiva alle leggi federali su una scala mai vista nella storia americana. Le persone di entrambi i partiti vedranno il processo elettorale tanto corrotto quanto illegittimo. Entrambe le parti diranno "non il mio presidente", questo significa "non il mio sistema elettorale". La legittimità politica si è allontanata dal pensiero di milioni di elettori.

La sfiducia sta crescendo e la sfiducia distrugge la legittimità.

Il sistema politico nazionale è stato incrinato.


SOCIAL MEDIA E POLITICA

Fino all'epoca dei social media, la stragrande maggioranza dei cittadini non era interessata alla politica giorno per giorno, ma, una volta ogni quattro anni, se ne interessavano. Ora questo è cambiato: i social media sono seguiti per la loro inclinazione sulla politica. Questa è una rivoluzione sociale.

Da questo momento in poi, i sostenitori di Trump saranno il più grande blocco elettorale nel Partito Repubblicano. Probabilmente non saranno ben organizzati, non sono d'accordo sulle politiche ma sono d'accordo su una cosa: il sistema è corrotto ed è truccato contro di loro. Questa è la sola convinzione che conta a livello politico e questa convinzione plasmerà la politica americana da questo punto in poi.

Il genio è fuori dalla lampada: dal 4 novembre decine di milioni di elettori si sono convinti che il sistema politico americano è corrotto.

I libri di testo hanno cercato di insegnare loro il contrario. I media mainstream hanno cercato di insegnare loro il contrario. Negli ultimi due mesi questa fede è stata infranta.

Il sistema è stato truccato a favore dell'establishment americano come minimo sin dal 1890. È iniziato con il Partito Repubblicano: Benjamin Harrison assunse il primo manipolatore di voti della famiglia Dulles nel 1888. Sto parlando di John W. Foster, che poi Harrison nominò Segretario di Stato nel 1892.

L'ultimo tentativo serio di fermare la manipolazione dei voti ci fu nel secondo mandato di Grover Cleveland, un democratico. Pose il veto su oltre 600 proposte di legge durante i suoi due mandati, la maggior parte delle quali riguardava la spesa pubblica. Ma la nomina di William Jennings Bryan da parte dei democratici nel 1896 rese entrambi i partiti politici favorevoli alla richiesta dell'establishment di un grande governo. Era troppo tardi affinché Calvin Coolidge potesse ristrutturare il sistema nel 1923-29. Hoover lo consolidò, come Rothbard chiarì in America's Great Depression (1963), e poi Roosevelt lo fece suo.


FACEBOOK

Qualcosa di importante si è verificato nell'ultimo decennio: Facebook ha reso attente le persone nei confronti delle attività politiche ad un livello che non s'era mai visto prima nella politica americana. Facebook ha creato blocchi di voto per interessi speciali che si sono impegnate con persone specifiche con idee specifiche. Ha politicizzato la vita americana e persino la vita nel Terzo Mondo ad un livello che non si era mai visto prima. Non era quello che intendeva il fondatore di Facebook, ma l'ha creato. Sono d'accordo con Karen Kwiatkowski:

Il panico dell'élite è tutto ciò che sentiamo e vediamo sui media mainstream. L'esplosione logaritmica di meme, articoli, audio e video che mettono in discussione, sfidano, ridicolizzano e ridono del governo come classe è la nostra nuova politica. È superficiale, reattivo e produce uomini e donne cinici e arrabbiati, non statisti. Grazie al meraviglioso mondo in cui viviamo, tale rabbia conduce alcune di queste persone ciniche e arrabbiate verso nuove idee e costruisce una nuova consapevolezza sia della storia che delle possibilità future. Per ogni marxista incompreso, abbiamo anche un agorista, un costituzionalista, un futuro membro del Leave Me Be Party e un paio di persone i cui profili dicono "amo i polli, il giardinaggio e fare il mio pane". C'è pochissimo spazio in futuro per le élite parassite che ci dicono di sederci, stare zitti e fare quello che ci viene detto.

Le implicazioni di questo fenomeno sono spiegate nel brillante libro di Martin Gurri, The Revolt of The Public and the Crisis of Authority in the New Millennium. L'ultima edizione, pubblicata nel 2018, aggiorna gli approfondimenti della prima edizione, pubblicata nel 2014, prima del movimento Trump.

Codevilla ha ragione: questa è una guerra politica per la legittimità.

Riflettete: la classe dirigente nega la legittimità dei suoi oppositori. Raramente un funzionario democratico o un membro della classe dirigente parla di affari pubblici senza reiterare la litania della pretesa di autorità della sua classe, mettendola in contrasto con avversari che sono disinformati, stupidi, razzisti, violenti, fondamentalisti, o tutti suddetti aggettivi. Lo fanno nella speranza che gli oppositori, non sentendo altre caratterizzazioni di sé stessi e nessuna voce autorevole che screditi la classe dirigente, rimangano scoraggiati. Affinché la classe Paese possa battersi seriamente per l'autogoverno, il partito politico che la rappresenta dovrà screditare non solo le frodi sui brevetti come i mandati sull'etanolo, la pretesa che le tasse possano controllare il "cambiamento climatico" e lo scandalo di bandire Dio dalla vita pubblica. Ancora più importante, dovrà attaccare le affermazioni fondamentali della classe dirigente: il suo intelletto e moralità superiori, in modo da scoraggiare il bersaglio e rincuorare i propri sostenitori. I democratici hanno stabilito le regole della politica moderna, gli oppositori che vogliono il successo elettorale sono obbligati a seguirle.

Oggi la perdita della legittimità elitaria in carica non è accompagnata da un aumento di qualsiasi altra forma di legittimità politica. Questo è ciò che rende questa era diversa. Martin Gurri l'ha capito. Questa defezione visibile viene diffusa dalle nuove tecnologie di comunicazione. Sta accadendo in tutto il mondo.


CONCLUSIONE

Gli storici amano parlare di eventi spartiacque: svolte decisive nella storia. Ogni storico ha i suoi preferiti.

Credo che ciò che è accaduto negli Stati Uniti sin dal 4 novembre 2020 sarà considerato dagli storici futuri come uno spartiacque: la perdita di legittimità del sistema politico tra decine di milioni di elettori. Non so quante persone siano convinte sostenitrici di Trump, ma penso che siano più di 20 milioni. Oggi non costituiscono un blocco elettorale perché non hanno un leader, sono disorganizzati, ma il loro odio per l'establishment (che li odia a sua volta) influenzerà d'ora in poi la politica americana.

Dopo il Grande Default, quando Medicare e previdenza sociale manderanno in bancarotta il governo federale, assisteremo al crollo definitivo della fiducia nell'establishment nazionale. Decine di milioni di elettori in più seguiranno l'esempio degli elettori di Trump cessando di imputare legittimità al welfare state. Qui è quando la prossima rivoluzione americana si intensificherà e non credo che sarà violenta, sarà invece funzionale. Trasferirà il potere lontano da Washington. Seguirà la scia dei soldi.

Siate pazienti.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


La Legge di Simoncelli

Freedonia - Ven, 15/01/2021 - 11:03

 

 

di Francesco Simoncelli

Avevo introdotto questo argomento in un altro articolo, oggi vorrei elaborarlo di più visto che rappresenta uno dei punti più importanti riguardo l'attuale stagnazione economica. E, soprattutto, uno di quelli che la professione economica mainstream "non vede". Perché non lo vede? Perché non sa dove guardare.


ENUNCIATO E SPIEGAZIONE

La Legge di Simoncelli descrive nella teoria la distruzione della ricchezza reale. Il succo è semplice: è difficile ottenere risparmi reali, mentre è relativamente facile accedere ai risparmi fasulli. Purtroppo, però, un venditore non può distinguere gli uni dagli altri. I risparmi fasulli inficiano il bacino della ricchezza reale della società: consumata dalle famiglie, allocata male dalle imprese e sprecata dallo stato. Per inserire questa Legge nelle meccaniche odierne non dobbiamo far altro che rivolgerci a Jean-Baptiste Say, il quale ci disse, attraverso la sua di Legge, che noi "compriamo beni con altri beni" e non col denaro.

Non è un caso che io abbia usato come esempio di riferimento l'URSS, visto che alla fine non c'era niente di male nel rublo, ma le industrie erano di proprietà del governo centrale, godevano di monopoli ed erano gestite da funzionari nominati dal governo centrale. I loro prodotti erano scadenti ed obsoleti, non esistendo alcun incentivo economico a migliorarli. Se i consumatori avessero potuto scegliere, avrebbero preferito i beni dell'Europa occidentale o dell'America. La valuta era di secondaria importanza; i sovietici non avevano beni con cui acquistare altri beni. Sono diventati sempre più poveri. Gli occidentali lavoravano più o meno come i lavoratori sovietici e, soprattutto, avevano accesso a circa la stessa quantità di "materie prime": legno, sole, minerali, acqua. La differenza era ed è ancora il capitale, i mezzi di produzione: trattori, camion, fabbriche, know-how, ecc. Essi permettono di ampliare il bacino della ricchezza reale ed è esattamente ciò che ha permesso alla società occidentale di prosperare oltre ogni più fervida immaginazione.

Il denaro non è né ricchezza, né capitale. È ciò che usiamo per comunicare come allocarli nel modo più corretto possibile. È anche un modo conveniente per conservarli. Se si lavora tutto l'anno per creare un quadro, e poi lo si vende ad un gallerista, il denaro che riceve il pittore rappresenta il valore del lavoro di tutto quell'anno. Se il denaro è "onesto", come l'oro o Bitcoin, si può conservare tale sforzo e ricchezza per generazioni. Ma se uno stato si limita a "stampare denaro", come se fosse coperto da capitale reale, imbroglia le persone, indebolisce l'economia e rende la società molto più povera.

Se il fiat standard fosse un sistema monetario onesto, una banconota da €50 sarebbe la prova che qualcuno, da qualche parte, l'ha guadagnata creando €50 di ricchezza reale. Potrebbe essere spesa con la consapevolezza che tra il consumo e la produzione il mondo si bilancerebbe. Le cose cambiano se le €50 sono contraffatte, cioè consumo senza compensazione da parte della produzione. Si prosciuga ricchezza e non se ne crea alcuna. Anzi, si distrugge ricchezza.

I risparmi reali rappresentano aumenti reali di beni e servizi, denominati in denaro. I risparmi fasulli, "stampati" dalle banche centrali, non rappresentano nulla. La Legge di Say ci dice che ci si arricchisce producendo di più, non consumando di più. E si produce di più prendendo i propri risparmi e innovando, inventando, costruendo fabbriche e ferrovie, facendo investimenti di capitale che aumentano la produzione. Invece i risparmi fasulli vengono semplicemente spesi, non vengono creati nuovi prodotti. E non sono solo le famiglie a consumare ricchezza, il risparmio fasullo incoraggia anche le imprese e gli stati a fare lo stesso. I risparmi reali vengono prestati alle industrie che devono realizzare vendite e profitti in modo da poter rimborsare il prestito. Devono, quindi, aumentare la produzione o altrimenti non possono accendere prestiti. Ma i risparmi fasulli del sistema bancario centrale creano un ecosistema finanziario completamente diverso.

Essi vengono introdotti nel circuito economico tramite l'acquisto di obbligazioni, abbassando così i tassi d'interesse e scoraggiando i risparmi. Oggi, in tutto il mondo, ci sono circa $18.000 miliardi in obbligazioni a rendimento negativo e questo significa che il capitale stesso viene costantemente consumato, come i piloni di cemento dei cavalcavia. Di conseguenza le aziende vengono fuorviate e indebolite dal capitale fasullo prestato a tassi fasulli. Le grandi società statunitensi, ad esempio, hanno scoperto di poter prendere in prestito a tassi appena superiori all'inflazione. E cosa hanno fatto con quel denaro? Hanno costruito nuove fabbriche? Formato nuovi lavoratori? Prodotto più beni e servizi? No, hanno restituito i soldi ai loro azionisti e manager.

Questi ultimi sono stati incoraggiati ad utilizzare il denaro fasullo per fare fusioni e acquisizioni, o riacquistare le azioni della propria società. Hanno incassato bonus non in base a quanta nuova innovazione e produzione hanno creato, ma in base a quanto denaro riuscivano a incanalare nei loro portafogli e in quelli dei loro azionisti. Negli ultimi 20 anni le sole società nell'indice S&P 500 hanno staccato circa $20.000 miliardi. In altre parole, il denaro fasullo, distribuito per aumentare la "domanda", non è solo inutile, è corrosivo. Non solo non stimola la crescita del capitale reale, la uccide.


COROLLARIO

L'effetto crowding-out non funziona solo per le risorse economiche sequestrate e poi sprecate dall'incapacità dei pianificatori centrali di gestire la scarsità in assenza di un calcolo economico in accordo con l'ambiente di mercato. Si applica anche al mondo delle idee, soprattutto se si dipende da esse per il proprio sostentamento. Di conseguenza le fallacie diventano predominanti, scacciando quelle spiegazioni che andrebbero a risolvere problemi di lunga data, ma che basano il proprio perdurare su continue giustificazioni artificiali. Questo è il mondo del keynesismo e del neo-keynesismo, dove sfornare motivazioni sempre più assurde a supporto del sistema bancario centrale e le sue sconsideratezze è diventata un'azione tanto naturale quanto bere un bicchiere d'acqua.

Un esempio appropriato è il prezzo delle case negli USA, ad esempio. Una volta che viene asciugato dai vari "aggiustamenti", possiamo notare la progressione del prezzo reale delle abitazioni e come questa abbia costantemente derubato le persone dei propri risparmi nel tempo. La percezione degli individui è quella di avere difficoltà crescenti a sopravvivere, mentre i "dati in entrata" li rassicurano che non c'è stato periodo migliore di questo a livello economico. Ma gli esperti sanno meglio, no? In questo modo viene consumato capitale intellettuale: le idee cattive scacciano quelle buone. Cosa si vede? I mutui sono a buon mercato. Cosa non si vede? I prezzi delle case sono saliti alle stelle prolungando il periodo di ripagamento.

Quando lo stato prende in prestito denaro, aumenta la sua capacità di sequestrare risorse scarse, promettendo un tasso d'interesse a coloro che gli prestano denaro. In caso contrario, i prestatori avrebbero utilizzato il denaro per prestarlo a qualche altro mutuatario allo stesso tasso di interesse, più un premio per il rischio d'insolvenza. Poiché lo stato afferma che è meno probabile che vada in default rispetto ad un mutuatario privato, gli investitori gli prestano denaro. Cosa succede dopo? Lo stato mette i soldi nei conti che preferisce: presso la banca centrale o i fondi del mercato monetario. Ma la maggior parte viene spesa. Cosa compra? Sostegno politico solitamente sotto forma di voti. Il denaro può andare a beneficiari del welfare state, o produttori di armi, o una qualsiasi delle decine di migliaia di organizzazioni pagate dallo stato. Non importa chi riceve i pagamenti, i beneficiari saranno in grado di assicurarsi risorse scarse. La base di questo trasferimento di ricchezza è un distintivo e una pistola. Non dimenticatelo mai.

Quando una persona presta denaro ad una società o ad un altro produttore, consente al mutuatario di aumentare la produzione. L'obiettivo è vendere qualcosa di valore ad un cliente. Il cliente spenderà poi i suoi soldi per acquistare l'oggetto offerto. Il denaro prestato fa parte di un processo che rende possibile un aumento della produzione futura. Il risparmio di oggi, permette un consumo maggiorato in seguito: l'istituto di credito consumerà di più perché riceverà in cambio più denaro ed i clienti consumeranno di più grazie alla maggiore produzione da parte dei produttori. È un accordo vantaggioso per tutti. Ma ci sono perdenti: quei mutuatari che sono stati esclusi dai mutuatari di successo.

Quando una persona presta denaro allo stato, gli consente di aumentare l'acquisto di voti. L'obiettivo è fornire qualcosa di valore agli occhi degli elettori. Quando sono gli stati ad escludere i mutuatari privati, ciò riduce i consumi futuri. Lo stato spende il denaro con la stessa rapidità con cui lo raccoglie. Non investe in progetti che gli imprenditori avrebbero avviato sulla base delle loro aspettative di successo. Gli stati avviano progetti che possono essere sostenuti solo da distintivi e pistole. L'economista keynesiano/monetarista/neoclassico sostiene che un mercato libero del capitale alloca male le risorse economiche scarse, quindi invita lo stato a prendere in prestito più denaro in modo che i destinatari possano spenderlo. Ciò aumenterà la domanda futura, rendendo così più ricca la maggior parte delle persone nella società. Secondo l'economista keynesiano/monetarista/neoclassico l'obiettivo di risparmiare ora per aumentare il consumo in seguito ostacolerà il processo di allocazione del mercato. Quello che serve è una garanzia: distintivi e pistole.

Con distintivi e pistole lo stato può aumentare la produzione, con distintivi e pistole le pietre diventano pane. Questa è la logica del keynesismo e si basa sulla fiducia nella produttività di pistole e distintivi. Queste persone sono responsabili di tutti i principali istituti finanziari e hanno scacciato tutti coloro con un minimo di buon senso. Le loro idee stanno alimentando un disastro economico in tutto l'Occidente.


EFFETTI “NON VISTI”

L'accoppiata crowding-out economico, a livello di risorse scarse, e di crowding-out intellettuale, a livello di idee buone, sta creando deformazioni sempre più grandi che richiederanno per forza di cose una correzione. Infatti la presunta logica del prestare denaro allo stato sta incontrando la sua inevitabile contraddizione: asset fruttiferi a rendimenti negativi e depositi bancari a tassi negativi. L'artificiosità dell'ambiente economico in cui ci troviamo, dove i segnali di mercato sono stati distorti a livelli senza precedenti dal sistema bancario centrale, affronta il redde rationem di una massima che ripeto spesso: si possono aggirare le leggi dell'economia, temporaneamente, ma non le si può violare. Esse sono apodittiche e suddetto aggiramento richiederà un prezzo da pagare, il quale sarà più salato man mano che si vorrà tenere in piedi suddetto aggiramento.

Nella depressione del 1921 l'economia statunitense eliminò rapidamente le sue attività deboli, le sue industrie obsolete ed i malinvestment. In 24 mesi era di nuovo fiorente. Invece il salvataggio operato dai banchieri centrali nel post-Lehman ha fatto salire i prezzi delle azioni e reso i ricchi più ricchi, ma la produzione, la spina dorsale dell'economia di Main Street, non si è mai ripresa. Ed i salvataggi hanno aggiunto nuovo debito (famiglie, imprese e governo) il che ora rende quasi impossibile una vigorosa ripresa. Negli ultimi 11 anni gli "scienziati dell'economia" presso le banche centrali hanno lavorato "duramente", utilizzando strumenti che non erano mai stati presi in considerazione per le nazioni sviluppate, come il quantitative easing. Hanno ingigantito i bilanci delle varie banche centrali (BCE 60% PIL europeo, FED 40% PIL USA, ecc.), hanno abbassato i tassi d'interesse di riferimento a zero, hanno salvato il settore finanziario.

Per Main Street, invece, il salvataggio è stato un flop. Tutto questo stimolo ha prodotto la ripresa più debole sin dalla seconda guerra mondiale.

Ciò che ormai è chiaro anche ai sassi è che le misure di "stimolo" sono una frode. La "scienza" a supporto di questo strumento è fallace, nonostante per più di un decennio i modelli degli esperti c'abbiano detto il contrario. E, alla fine, l'economia di Main Street verrà derubata dall'inflazione dei prezzi. Gli individui non si preoccupano di studiare l'economia perché tanto ci sono i sedicenti "esperti" e lasciano che la marcescenza dell'interventismo centrale distrugga il capitale e le loro vite. Non avendo punti di riferimento per accusare qualcuno, ma percependo che le cose vanno male, si rivolgono alla sola cosa che riescono a vedere davanti ai loro occhi: lo stato. È tutto così diabolicamente perfetto.

È in questo contesto che si inserisce il mio ultimo libro "La fine delle fallacie economiche", un testo semplice, chiaro e diretto per puntare il dito contro i responsabili del dissesto sociale ed economico ed assicurarsi di non ricadere più nelle stesse trappole.


CONCLUSIONE

In questo saggio breve ho voluto presentare ai lettori come l'economia, scienza deduttiva, è in grado di spiegare in modo semplice e chiaro cosa sta accadendo intorno a noi. Oggi siamo armati di una Legge in più in grado di spiegare il motivo per cui persiste un ambiente economico distorto e, soprattutto, a che prezzo. Partendo dall'assioma dell'azione umana, e con l'aiuto di altre Leggi apodittiche, siamo arrivati a comprendere come il capitale cattivo scaccia il capitale buono in presenza di una figura monopolistica capace di dirottare e deformare le informazioni che viaggiano scambiate nell'ambiente economico. A ciò possiamo aggiungerci il corollario: data suddetta Legge, le idee cattive scacciano quelle buone. Gli incentivi, infatti, giocano a favore di una preservazione dello status quo da parte di quel gruppo di intellettuali il cui prestigio e stipendio dipendono dal perdurare di privilegi artificiali.

Esiste solo una percezione che le cose vanno male, la quale viene offuscata dal presunto sapere onnisciente degli "esperti". La popolazione è fuorviata a credere in qualcosa che è solo un simulacro della realtà, ma non la rappresenta nell'essenza. Di conseguenza non sorprende se le scelte imprenditoriali degli attori di mercato vanno nella direzione opposta a quelle che ci si aspetterebbe in un mercato onesto. La confusione regna sovrana e il breve termine diventa l'interesse più importante. Qual è il sacrificio? L'incertezza del lungo termine spazza via ogni presunta pretesa di controllo da parte delle autorità centrali e questo è possibile vederlo nel seguente grafico: nonostante tutte le manipolazioni da parte delle banche centrali, in particolare la FED, il decennale USA sta iniziando inesorabilmente a salire.

Infatti non esiste più un mark to market ma solo un market maker che presumibilmente detiene lo scettro del potere assoluto sul mercato di riferimento. Ma come già detto all'inizio di questo saggio, il tentativo di controllo di un prezzo porta inevitabilmente a dover influenzare i mercati limitrofi fino ad avere un ambiente di mercato in cui una qualsiasi perturbazione, per quanto infima possa essere, è capace di far saltare in aria i piani ben congegnati da parte dei pianificatori monetari centrali. Il mercato obbligazionario che sta viaggiando in contrasto con le azioni della FED è l'ennesimo esempio: i nodi vengono al pettine. Il sottoprodotto "non intenzionale" dell'interventismo sfrenato del sistema bancario centrale è titoli a rendimento reale negativo, società zombi, deficit pubblici fuori controllo, congestione di debiti, svalutazione monetaria e conseguente erosione progressiva del potere d'acquisto del denaro, ecc. Se a questo poi ci aggiungiamo che il prezzo delle commodity nell'ultimo anno è schizzato alle stelle il quadro è completo.

Ma queste ripercussioni non sono solo nel mondo finanziario, anche Main Street sta ricevendo la sua dose di dolore economico. L'effetto del denaro dagli elicotteri è palese nell'impennata della linea blu e dalla salita della linea rossa, durante lo scorso anno, nel grafico qui sotto. Con l'arrivo degli assegni dello zio Sam, la prima preoccupazione per la maggior parte degli americani è stata il mattone. Dal 2016 fino all'inizio del 2020 s'è ripresentata la stessa situazione che è emersa dal 1999 al 2006, dove i cambiamenti nei prezzi delle case hanno viaggiato in netto distacco col reddito disponibile. Ad oggi è peggio. Infatti l'impennata nella linea blu, come abbiamo visto dovuta al programma di assistenza federale, ha già esaurito il suo effetto mentre i cambiamenti nei prezzi delle case restano; anzi, sono destinati a salire ulteriormente sulla scia dell'ennesimo tentativo di reflazione di questa bolla.
Inutile dire che l'artificiosità di questa situazione non nasce con il recente PPP dello zio Sam, ma dal QE1 dove i titoli MBS hanno fatto parte di quello stuolo di asset che la FED ha inglobato nel suo bilancio. La variabile in più che è cambiata nel corso del tempo, però, è la partecipazione alla forza lavoro la quale ha seguito un trend in costante discesa sin dallo scoppio della bolla dotcom. La natura insostenibile di questo assetto è servita, senza contare che all'orizzonte si profila un nuovo lancio di denaro dagli elicotteri. Anche perché, chi glielo fa fare di cercare un lavoro quando i sussidi (federali + statali) sono più alti di un salario sul mercato? Il "paradiso" della MMT.

Quando la corruzione del denaro corre veloce, la comunicazione (commerciale) tra gli attori di mercato è altrettanto corrotta. Quando il denaro muore, muore anche la società. Al che viene da porsi una domanda retorica: qual è la vera bolla, il denaro fiat o Bitcoin?


La maschera e il terrore

Tra cielo e terra - Gio, 14/01/2021 - 14:36


Una costante dei film dell’orrore, un vero e proprio cliché del genere, è quello del folle assassino che indossa una maschera.
Lo scopo di questo genere di film è ovviamente trasmettere paura allo spettatore, e quelli incentrati su un singolo personaggio devono di conseguenza presentarlo nel modo più cruento possibile, in modo che già la sua sola presenza generi inquietudine.
Si potrebbe quindi pensare che la maschera serva ad assegnare a questo genere di personaggi un aspetto minaccioso, e questo è scontato, ma vi è un aspetto ancora più sottile dietro a tale dinamica: la maschera infatti genera inquietudine non solo per le sue fattezze mostruose, ma prima ancora, e in misura maggiore, per il fatto che “cela” i lineamenti di chi la indossa.
Anche una semplice maschera neutra infatti trasmette inquietudine.
Questo fatto è facilmente comprensibile considerando le nostre caratteristiche umane, essendo noi uomini esseri sociali, abituati ad interagire con innumerevoli nostri simili.
Nel farlo, noi leggiamo il viso e le espressioni dei nostri vicini, ne interpretiamo le emozioni, le intenzioni.
Con un semplice sguardo sappiamo se chi ci sta accanto ha intenzioni amichevoli, neutre, o se invece potrebbe rappresentare per noi un pericolo.
E dopo tale interpretazione, siamo in grado di offrire la risposta adeguata a seconda di chi abbiamo vicino.
E’ una delle nostre qualità umane basilari.

Chi indossa la maschera invece cela le sue espressioni, e noi nell’osservare un volto nascosto entriamo immediatamente in uno stato inquieto.
Più che il timore di trovarsi di fronte ad un pericolo, infatti, la nostre psiche soffre la sensazione di incertezza, il non sapere cosa si deve effettivamente affrontare.
In quel caso, si genera in noi una profonda ansia, perchè non sappiamo quali contromisure dovremmo attuare, se possiamo stare rilassati, se dobbiamo stare all’erta.
E’ una sorta di tilt emozionale.
Per questo i personaggi mascherati generano tanta inquietudine, prima ancora che per le fattezze eventualmente mostruose del loro travestimento.
E per questo, detto di sfuggita, vivere in un ambiente in cui tutti i nostri simili portano una maschera, dove siamo impossibilitati a cogliere le fattezze e le espressioni di chi ci circonda, genera in noi una sorta di ansia soffusa permanente, che a livello psicologico e sociale genera danni non trascurabili.

Non esiste alcun diritto ad un Big Mac

Freedonia - Gio, 14/01/2021 - 11:08

 

 

 di Jeffrey Tucker

Mentre il film iniziava e l'aereo decollava, il signore accanto a me tirava fuori un sacchetto di carta. Era di un McDonald's nell'aeroporto di Chicago e nel sacchetto c'era un panino ed un McMuffin. Ecco un altro cliente che ha tratto beneficio dal nuovo menù.

Aveva un odore incredibile e lui era molto felice. Tutt'intorno si respirava aria di gelosia.


Un film su McDonald!

Ero un po' reticente a vedere The Founder, un bellissimo film sui primi anni di McDonald. Su quel volo era un'opzione tra i vari film proposti, inutile dire che il signore vicino a me mi ha convinto a vederlo con la sua cena.

Sono entusiasta nel raccomandare questa esperienza, perché è raro che un qualsiasi film vada ad esplorare il grande mondo dell'imprenditoria e della libera impresa, ed è ancora più raro che uno lo faccia senza demonizzare i vincitori.

Sì, riversa un po' di bile su Ray Kroc, il quale ha reso McDonald quello che è diventato oggi, andando ad evidenziare le obiezioni dei fondatori originali della compagnia. Ma va bene così alla fine. Come con tanti altri film incentrati sull'attività commerciale, se lo scopo era quello di demonizzare Kroc, in realtà non ci riesce. Se lo scopo è far sembrare il capitalismo spietato, si ritorce contro chi pensava di raggiungere tale obiettivo (come accaduto in tanti altri film), perché il commercio in sé è troppo eccitante ed attraente.


McDonald è vita

È decisamente interessante assistere ad una storia che ha permesso la nascita di un'attività rivoluzionaria, guardare come ha creato ricchezza e come un prodotto/servizio avrebbe reso il mondo un posto diverso.

Il film lascia ottime impressioni, anche perché McDonald è parte della vita di tutti noi oggi. Aver mangiato lì è uno dei miei primi ricordi dell'infanzia, probabilmente anche il vostro. Tutti abbiamo visto i cambiamenti nel corso degli anni: menù, marketing, interni e così via.

Probabilmente c'è un ristorante McDonald a pochi chilometri da casa vostra. Dovunque abbia viaggiato, Roma, Vienna, Praga, la guida era sempre entusiasta di farci vedere dove fosse un McDonald.


E se...

Con questo film possiamo vedere le origini della compagnia. Può sembrare ovvio, ma non tanto: questa storia sarebbe potuta essere diversa. Diamo per scontato McDonald al giorno d'oggi, così come altre cose. Se qualcuno avesse porto a Luigi XIV un hamburger, delle patatine fritte e una bevanda gasata, non pensate che ne sarebbe stato entusiasta?

Com'è possibile che un particolare tipo di cibo che nessun regnante del XVII secolo aveva, oggi invece è disponibile per le masse al modico prezzo di un dollaro? Dovremmo riflettere a fondo su questa domanda.

In verità, mangiare un Big Mac non è un diritto fornito dalla natura. La sua esistenza non era inevitabile; doveva venire alla ribalta attraverso lo sforzo umano, il marketing, la promozione, il lavoro duro, il rischio, il coraggio, la sofferenza e la persistenza, in una società in cui fare impresa è un fenomeno fondamentale e le persone sono libere di rischiare per servire gli altri.


Abbattere le barriere

Il McDonald in origine era solo una filiale a San Bernardino ed i fondatori erano troppo titubanti dal punto di vista imprenditoriale; tale situazione si fece propizia per un promotore di nome Ray Kroc, il quale trovò la chiave di volta per farla prosperare. Con l'aiuto di altri decise di comprare e poi dare in leasing la terra su cui si sarebbero trovati i franchising ed è così che fece soldi. Usò la leva finanziaria sui suoi profitti per fare pressione sui fondatori originali affinché vendessero la compagnia.

E ovviamente non doveva mancare un po' di dramma, così Kroc appare come una persona spietata e senza cuore, senza contare che il film tira dentro alcuni vizi in modo da spingere la disapprovazione del pubblico nei confronti di questo personaggio. L'ultimo baluardo di empatia nei confronti di Kroc cade quando chiede ai fondatori originali di togliere il nome McDonald dai loro ristoranti, perché Kroc era arrivato a possedere anche il nome.

Notate che questa azione è resa possibile solo attraverso il potere dello stato. Solo lo stato avrebbe potuto precludere l'uso di un nome di famiglia per un'attività imprenditoriale di famiglia. Non ha senso, ma è questo ciò che accade quando i burocrati si mettono in mezzo. Kroc non solo aveva comprato il franchise, ma anche il marchio. Oh, ed i fondatori originali divennero mega-milionari, quindi non mi sento di versare lacrime per loro.


La sindrome del fondatore

Non è insolito che i fondatori non riescano a vedere il potenziale di ciò che hanno creato. In realtà, è estremamente comune. La loro idea attrae i migliori talenti la cui visione va oltre quella dei fondatori stessi. Questi ultimi diventano confusi e si ritrovano afflitti dalla cosiddetta Sindrome del Fondatore: che l'azienda o l'organizzazione sia solo lui o lei (assurdo perché l'impresa si basa su un'idea e le idee sconfinano oltre la proprietà esclusiva) e dovrebbe essere l'unico responsabile del suo prodotto.

Circondato da persone con ambizioni più elevate, che possono essere realizzate solo con cambiamenti, la persona che vuole prendersi tutto il merito per la grandezza, diventa sempre più autoritaria, paranoica, reazionaria e inizia a lavorare attivamente contro il progresso e l'espansione. Com'è successo a Habitat for Humanity, e alle innumerevoli altre imprese commerciali e no-profit, il fondatore deve essere cacciato affinché la società in questione possa sviluppare il suo pieno potenziale.

Questo è esattamente ciò che affronta Ray Kroc. Vuole misure di risparmio dei costi, vuole vendere spazi commerciali, vuole espandersi per soddisfare la domanda del mercato, vuole rinegoziare il suo contratto per vedere premiati i propri sforzi. Ma i fondatori dicono no ad ognuna di queste proposte.

Questo approccio non funziona mai nel lungo termine. Una grande idea deve crescere o morire. Kroc si è rifiutato di lasciarla morire, e buon per lui che l'abbia fatto. Non conosciamo il resto della storia, almeno non io, ma non mi sorprenderebbe sapere che una volta che Kroc ha iniziato a farsi chiamare fondatore, sia stato afflitto dagli stessi problemi.


Fare soldi

Ci sono lezioni importanti nel film: come posso guadagnare? La risposta è sempre la stessa: fare qualcosa o vendere qualcosa che gli altri vogliono comprare. Ma cosa? Qui è dove entra in gioco l'attenzione ai bisogni insoddisfatti. Le prime parti del film mostrano persone che aspettano troppo a lungo gli hamburger nei locali drive-in e ci sono vagabondi che le importunano. Anche Kroc sa di questi problemi, ma è troppo impegnato a cercare di vendere i miscelatori per vedere l'opportunità o la soluzione. I fratelli McDonald vedono la soluzione, ma non riescono ad immaginare le possibilità di ciò che hanno scoperto.

Fare impresa funziona in questo modo: il successo passa attraverso la giusta combinazione di talenti, idee, persistenza, accesso al capitale, effetto network e un pubblico che consuma.

Sull'effetto network c'è una scena interessante in cui Kroc vende un franchise ad alcuni amici di un club di lusso di cui è membro, ma è devastato nello scoprire che gli acquirenti non hanno alcun interesse reale nella gestione di un'impresa; vogliono solo fare soldi. Sposta completamente la sua cerchia sociale e inizia a vendere il franchise a gruppi di comunità di fascia bassa dove le persone sono disposte a lavorare sodo e dedicarsi all'attività.

E l'idea decolla.


Ci importa?

Per quel che ricordo, la gente ha sempre detto che McDonald ha visto i suoi giorni migliori e sparirà dalla circolazione. Sarebbe potuto succedere molte volte, ma in qualche modo McDonald continua ad adattarsi, ad emulare la concorrenza, a ristrutturare il suo marketing, a cambiare il suo menù ed a trovare nuovi mercati per il suo prodotto. È una lezione di sopravvivenza.

Come cultura, dobbiamo apprezzare di più la meccanica e l'immaginazione che serve per creare e sostenere un'impresa come questa. The Founder è un contributo meraviglioso a questa causa. Ma la gente guarderà e imparerà?

Non il tipo accanto a me. Amava il suo Egg McMuffin, ma la sua scelta cinematografica è stata un interminabile e noioso documentario sulle specie in via di estinzione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Il vero costo della pandemia

Tra cielo e terra - Mer, 13/01/2021 - 13:15

«Io non ho mai avuto tanti accessi al pronto soccorso e tentativi di suicidio e di autolesionismo.

Abbiamo una quantità di richieste di aiuto che sono addirittura superiori alle nostre possibilità di accogliere»: queste le parole di Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria all’ospedale Bambino Gesù di Roma, a Rainews24. Molta la preoccupazione per la condizione di tanti adolescenti: «Tutto questo è assolutamente associato al periodo di chiusura, gli adolescenti vivono con grande preoccupazione questo periodo e quindi c’è una ripercussione sui loro vissuti particolarmente importante. Mi comincio a chiedere quando tutta questa emergenza sarà finita quello che dovremo gestire. Sarà un’onda lunga» ha poi concluso.

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Ci sono molte persone che credono che le misure imposte dal governo abbiano come fine il proteggere la popolazione. “Siamo nel mezzo di una emergenza sanitaria, occorre limitare le libertà per evitare migliaia di morti”. Se così fosse, i governi sarebbero altrettanto preoccupati della salute psicologica dei più fragili, a partire dagli adolescenti, che stanno vivendo questo periodo con enormi sofferenze, subendo privazioni e limitazioni che incideranno sul loro futuro sviluppo psico fisico, in una età in cui le interazioni sociali sono altrettanto importanti del cibo e dell’aria che si respira. Così come, se i governi tenessero alla popolazione, sarebbero impegnati ad evitare quelle misure che hanno portato e porteranno centinaia di migliaia di persone alla disperazione, causata dalla perdita del lavoro e della possibilità di sostentamento. In Giappone, dove si tiene un registro aggiornato della situazione psicologica della popolazione, si è appurato che le morti causate dai suicidi collegati a questo periodo di privazioni e limitazioni superano numericamente la quantità delle vittime del co*id. In Italia un conto aggiornato delle morti causate dai suicidi non c’è, ma basta una veloce ricerca tra gli articoli di cronaca per accertarsi del fatto che, per quanto riguarda la popolazione d’età inferiore ai 60 anni, i suicidi causati dalle conseguenze delle misure prese dal governo sono infinatemente superiori al numero dei morti per co*id. Questo è un dato di fatto. E sono tutte morti di cui il governo è direttamente responsabile. E occorre anche tenere conto che il peggio non è ancora arrivato. Dal punto di vista economico stiamo attualmente vivendo in un limbo, siamo in una spiaggia durante uno tsunami, e siamo nella fase in cui le acque si ritirano, prima di sperimentare la grande onda che si porterà via tutto. Nell’ultimo anno centinaia di migliaia di imprese sono sopravvissute dando fondo ai risparmi degli anni precedenti, usufruendo delle casse integrazione che non potranno essere eterne, ma la perpetuazione delle misure restrittive porterà queste aziende al fallimento prossimo. Il blocco dei licenziamenti è stato più volte prorogato, e quando inevitabilmente avrà termine altre centinaia di migliaia di famiglie si troveranno improvvisamente senza reddito. Questo tracollo è inevitabile, certo come l’arrivo a valle di una frana che al momento osserviamo staccarsi dalla cima della montagna. E sarà tutta colpa delle misure imposte dai governi, che per quanto inetti non possono non comprendere le conseguenze delle loro scelte totalitarie. Stanno consapevolemente condannando centinaia di migliaia di persone alla miseria, e stanno devastando psicologicamente, consciamente, milioni di persone. Per questo non vanno creduti nemmeno per un secondo quando asseriscono che tutto quanto si sta facendo è necessario per il bene dei cittadini.

Stampate “troppo denaro” ed ecco cosa ottenete: inflazione dei prezzi degli asset e disuguaglianza

Freedonia - Mer, 13/01/2021 - 11:12

 

 

di Pascal Hügli

Agli occhi di molti, il Covid-19 ha davvero accelerato le cose. Gli appassionati di tecnologia si sono rallegrati perché le riunioni virtuali, le chiamate con Zoom e la digitalizzazione in generale all'interno delle aziende hanno visto un forte impulso. Allo stesso tempo, la crisi sanitaria ha accelerato un altro sviluppo di cui le persone generalmente non si preoccupano: l'espansione dell'offerta di moneta.

Sebbene la politica monetaria fosse stata estremamente espansiva anche ben prima che il virus colpisse il mondo, i banchieri centrali stanno alzando di nuovo la posta. Mentre la Federal Reserve ha impiegato quasi sei anni per creare $3.500 miliardi di nuova liquidità, questa volta ci sono voluti solo dieci mesi per scatenare uno tsunami monetario di $3.000 miliardi con la proiezione di altri $1.800 miliardi quest'anno.

Sebbene questi numeri astronomici non dicano niente al grande pubblico, un altro fatto sorprendente è passato sotto traccia: dopo il marzo 2020 il sistema bancario statunitense ha aumentato l'offerta di moneta M1 del 37%. Ciò che questo significa in parole semplici è che il 37% di tutti i dollari e depositi bancari in dollari che siano mai esistiti è stato creato nel 2020. Se si tiene presente che gli aggregati monetari come M0, M1 e M2 oggi non danno più un resoconto accurato di tutto il denaro nel sistema, perché non tengono conto del moltiplicatore del collaterale nel sistema bancario ombra, possiamo supporre che l'entità effettiva dell'espansione monetaria è molto maggiore.


Politica fiscale come politica monetaria mascherata

La liquidità creata dalle banche centrali mondiali viene integrata da misure fiscali da parte degli stati. Il governo degli Stati Uniti ha fatto da apripista, avendo approvato pacchetti di stimolo per migliaia di miliardi, e poi anche altri Paesi si sono indebitati ulteriormente per contrastare la recessione. A causa di tutto questo indebitamento, i livelli del debito globale hanno raggiunto un nuovo record di $277.000 miliardi, secondo una stima dell'Istituto di finanza internazionale. Ciò equivale ad un rapporto debito/PIL del 365%.

Attualmente si sta discutendo chi debba avere la precedenza: se la politica monetaria o fiscale. Questo dibattito, però, è solo un miraggio: oggi la politica fiscale sotto forma di stimoli statali è la politica monetaria. Il debito pubblico è diventato l'asset più popolare e ricercato nelle azioni di politica monetaria. La politica fiscale si è trasformata in politica monetaria sotto mentite spoglie, poiché il debito di nuova creazione è assorbito sempre più dalle banche centrali. La conseguenza inevitabile è che la qualità dei loro bilanci, e quindi la qualità del nostro denaro, si deteriora continuamente.


Le conseguenze dei “troppi soldi”

Fare in modo che le banche centrali conducano una politica monetaria sempre più espansiva basata interamente sul debito è oggi la soluzione preferita dai politici, poiché segna il percorso di minor resistenza. Creare sempre più denaro è conveniente, perché in questo modo praticamente qualsiasi gruppo di interesse può essere sedato finanziariamente.

Il risultato è ovvio: troppi soldi stanno sguazzando in cerca di rendimenti. Governi come quello spagnolo o portoghese, che difficilmente sono noti per essere fiscalmente responsabili e quindi debitori affidabili, attualmente sono in grado di prendere in prestito denaro a costo zero. Questo sembra essere del tutto assurdo se si tiene presente che durante la crisi del debito europeo i loro costi di prestito (nel caso del Portogallo fino al 14% per i suoi titoli decennali) hanno costretto l'Unione Europea ad approvare pacchetti di salvataggio multimiliardari.

I mercati finanziari sono impazziti. Non solo le obbligazioni svizzere e tedesche hanno un tasso d'interesse negativo, ma anche il titolo decennale spagnolo è entrato in territorio negativo per la prima volta, anche se per un breve periodo. L'acquisto di queste nuove obbligazioni è a totale appannaggio della Banca Centrale Europea (BCE), come mostra un'analisi della banca tedesca DZ.

Il mercato obbligazionario europeo è praticamente scomparso. Proprio come l'Europa seguirà gradualmente le orme del Giappone e sperimenterà sempre più le conseguenze sociali dei tassi d'interesse a zero, il suo mercato obbligazionario verrà "giapponesizzato". La Bank of Japan (BOJ) è stata a lungo l'unico offerente per i titoli di stato giapponesi (JGB) e la BCE sta attualmente affrontando lo stesso rischio e sembra davvero non esserci via d'uscita. Proprio come è avvenuto in Giappone, i banchieri centrali europei stanno accumulando sempre più titoli di stato, privando il settore privato di questo tipo di garanzia collaterale e rendendo la politica monetaria sempre più difficile da gestire. Anche a questo proposito, la famosa spirale di interventismo descritta da Mises continuerà a girare man mano che i tecnocrati dovranno trovare nuove "soluzioni" pronte all'uso.


Troppi soldi, troppe disuguaglianze

Paradossalmente, a causa di questo diluvio di denaro nel sistema, l'inflazione dei prezzi degli asset continuerà e farà in modo che l'odierna disuguaglianza di ricchezza aumenti ulteriormente. Gli asset di tutti i tipi hanno registrato un apprezzamento dei prezzi a causa della liquidità di nuova creazione che fluisce in esse. Allo stesso tempo, gli assegni del welfare state alla popolazione statunitense illustrano abbastanza bene come le decisioni politiche in realtà esacerbino le cose creando maggiore disuguaglianza di ricchezza.

Coloro che hanno investito le sovvenzioni governative da $1.200 in Bitcoin, hanno guadagnato $3.749. I destinatari di questi fondi che sono stati abbastanza intelligenti da anticipare tali movimenti nel tempo, molto probabilmente si sono posizionati di conseguenza e ne hanno beneficiato. Alla fine sono gli effetti di secondo o anche di terzo ordine che aumentano la disuguaglianza di ricchezza e ostacolano qualsiasi misura politica che cerchi di ottenere il contrario.


Attenzione ai trader stupidi

Il fatto che ci sia troppo denaro in giro può in definitiva essere considerato il risultato di quella che si chiama istituzionalizzazione della creazione di moneta. Poiché i depositi bancari ed i saldi monetari, sia in una cassaforte che in un salvadanaio, vengono polverizzati di giorno in giorno, sempre più persone comuni si sentono obbligate a partecipare a questo gioco, cioè i mercati finanziari, nella speranza di poter guadagnare qualcosa dall'inflazione dei prezzi degli asset.

L'odierna politica monetaria ultra-espansiva costringe quindi più persone inesperte ad investire nel mercato azionario. Questo fattore di spinta, combinato con la possibilità tecnologica odierna di investire facilmente, porta ad una massa sempre crescente di cosiddetti dumb money nei mercati.

Una parola di cautela: il termine "dumb money" non ha lo scopo di ridicolizzare questi investitori. Riconosce il fatto che molte persone sono attualmente spinte ad investire in asset finanziari di cui hanno poca conoscenza, mentre allo stesso tempo mancano gli strumenti per analizzarle adeguatamente. Proprio come le pecore incapaci vengono condotte al macello, questi investitori sono esposti alle numerose insidie ​​dei mercati finanziari. Quindi le banche centrali oggi non solo creano un sacco di denaro, ma alimentano anche l'afflusso di dumb money.

Lo svantaggio diventa chiaro: poiché gruppi di dumb money stanno inseguendo ogni singolo rendimento infinitesimale, vedendo una finestra di opportunità favorevole per acquistare azioni "a buon mercato" quando i mercati calano, chi va short viene macellato. Sebbene il sell-off di marzo 2020 sia stato un evento redditizio per alcuni di essi, quest'anno molto probabilmente sarà uno degli anni peggiori per gli investitori che cercano di trarre profitto dal calo dei prezzi di mercato.

A giudicare da un'analisi di Hedge Fund Research, un indice di spicco riguardo le posizioni short è in calo del 32% all'anno. Questa non è una vera sorpresa dato che un bazooka di politica monetaria globale è stato sparato tutto l'anno ad un ritmo crescente, trasformando le posizioni short in un'impresa sempre più pericolosa. L'enorme quantità di liquidità che si riflette nei prezzi degli asset sta fabbricando una sorta di stabilità che genera instabilità solo sotto la superficie. Troppi soldi un giorno saranno seguiti da troppe lacrime.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


L'ennesimo errore madornale della BCE

Freedonia - Mar, 12/01/2021 - 11:10

 

 

di Daniel Lacalle

Uno dei più grandi errori commessi dagli economisti è prendere le misure delle banche centrali come se fossero una verità indiscussa. È tanto sorprendente quanto preoccupante che ci sia questo obbligo di difendere le azioni delle banche centrali. Questo, ovviamente, in pubblico. In privato molti colleghi scuotono la testa increduli per l'accumulo di bolle e squilibri nei mercati. E, come in tante occasioni, la mancanza di critiche costruttive porta all'autocompiacimento delle istituzioni e ad una catena di errori di cui in seguito tutti i cittadini si pentiranno.


Sostenere lo status quo

La politica monetaria in Europa è passata dall'essere uno strumento per aiutare gli stati a realizzare riforme strutturali, ad una scusa per non attuarle.

Il finanziamento costante dei deficit dei Paesi che perpetuano squilibri strutturali non ha contribuito a rafforzare la crescita, poiché la zona Euro ha visto tagli costanti alle stime del PIL già prima della crisi sanitaria, ma sta facendo l'occhiolino ai populisti di estrema sinistra che difendono la stampa di denaro e la MMT. Il comunismo non si combatte assecondandolo e l'impatto a medio e lungo termine sull'area Euro sarà indiscutibilmente negativo.

Oggi i politici europei di estrema sinistra dicono ai cittadini che le riforme strutturali e la prudenza di bilancio sono cose che sono volute da politici corrotti con intenti maliziosi; c'è denaro illimitato per qualsiasi cosa, ogni volta fornito dalle banche centrali.

È sorprendente sentire che gli economisti della Banca Centrale Europea o della Federal Reserve rimangono increduli di fronte all'idea che il denaro possa essere stampato eternamente e senza rischi, quando sono le stesse banche centrali a fornire quel falso senso di sicurezza. Il sistema bancario centrale può mascherare il rischio per un po', ma non lo elimina.


Il problema con i tassi negativi

Grecia, Cipro, Lituania, Slovacchia, Spagna, Portogallo e Slovenia stanno già prendendo in prestito a tassi reali negativi. Tuttavia i tassi negativi non sono un segno di fiducia nelle politiche statali, ma un'aberrazione della politica monetaria che nasconde il rischio reale. E prima o poi scoppierà.

Quando i politici affermano che i rendimenti negativi riflettono la fiducia dei mercati nel Paese, stanno mentendo. La BCE è in procinto di possedere il 70% del debito sovrano nella zona Euro e, secondo Pictet e il Financial Times, acquista tutte le emissioni nette. Non c'è mercato.

Questa fiducia temporanea nella capacità della BCE di modificare il rischio è sostenuta solo se l'area Euro aumenta il suo surplus commerciale e la sua produzione economica, ma soprattutto se la Germania continua a finanziarla. Non è qualcosa di eterno; non è illimitato e sicuramente non è privo di rischi.


Un decennio di credito facile

Molti lettori diranno che questa è una politica per tempi straordinari data la crisi sanitaria, la quale richiede misure straordinarie. C'è solo un problema con questo argomento: è falso.

La politica della BCE è stata ultra espansiva per più di dieci anni, in periodi di crisi, ripresa, crescita e stabilizzazione. I tassi d'interesse sono stati abbassati a valori negativi e gli acquisti di asset si sono estesi in periodi di crescita in cui non c'erano rischi di liquidità nell'economia.

La Banca Centrale Europea è diventata ostaggio degli stati che non vogliono ridurre i propri squilibri strutturali, ma mirano a perpetuarli perché il costo del debito è basso e la Bce li “sostiene”. La BCE dovrebbe essere preoccupata per il fatto che i partiti più radicali, molti allineati con le politiche economiche di Argentina e Venezuela, come Podemos o Syriza, incoraggiano questa follia monetaria come convalida delle loro teorie.

Non è un caso che lo slancio riformista nella zona Euro si sia interrotto bruscamente dal 2014. Coincide esattamente con le massicce iniezioni di liquidità. Le riforme strutturali e la prudenza di bilancio sono percepite come politiche malvagie. I tassi bassi e l'elevata liquidità non sono mai stati un incentivo a ridurre gli squilibri, ma piuttosto un chiaro incentivo ad aumentare il debito.

Il problema è evidente: una volta in atto, la cosiddetta politica monetaria espansiva non può essere fermata. Qualcuno alla BCE crede che gli stati con un disavanzo strutturale superiore al 4% del PIL l'anno lo elimineranno quando emetteranno debito a tassi negativi? Qualcuno alla BCE crede onestamente che, dopo la crisi sanitaria, gli stati europei taglieranno i bilanci gonfiati? Verranno inventate decine di scuse per perpetuare una politica fiscale e monetaria i cui risultati sono, a dir poco, deludenti considerando l'enorme volume di risorse impiegate.

La scusa peggiore di tutte è che "non c'è inflazione". È come guidare un'auto a 300 miglia all'ora in autostrada, guardare nello specchietto retrovisore e dire: "Non ci siamo ancora uccisi, acceleriamo allora".


Inflazione dei prezzi degli asset

Non è una sorpresa che l'Eurozona abbia assistito ad un numero crescente di proteste contro l'aumento del costo della vita, mentre la banca centrale ci dice che "non c'è inflazione". Inoltre è poco saggio dire che non c'è inflazione senza considerare gli asset finanziari, i quali sono saliti vertiginosamente di prezzo a causa di questa politica.

I Paesi insolventi con obbligazioni sovrane decennali a rendimento negativo incarnano un'enorme inflazione; l'aumento dei prezzi per beni e servizi non replicabili, che in molti casi triplica il tasso di inflazione ufficiale, è un'inflazione enorme; i forti aumenti degli affitti e delle abitazioni non si riflettono adeguatamente sull'inflazione ufficiale. È particolarmente preoccupante quando la politica monetaria incoraggia la spesa improduttiva e perpetua la sovraccapacità, ciò significa una minore crescita della produttività e a sua volta una riduzione dei salari reali in futuro.

Un recente studio di Alberto Cavallo della Harvard Business School mette in guardia dal differenziale tra l'inflazione reale subita dai consumatori, soprattutto i più poveri, e l'IPC (indice dei prezzi al consumo) ufficiale. Prendiamo, ad esempio, l'IPC della zona Euro a novembre: la cifra è -0,3%. Non c'è inflazione, giusto? Tuttavia, negli stessi dati, il cibo fresco è aumentato del 4,3%, i servizi dello 0,6% e la componente energetica è scesa dell'8,3%, ma nessun cittadino europeo ha visto un calo dell'8,3% sulla bolletta energetica, perché né la benzina né il gas naturale o l'elettricità (tasse incluse) sono diminuiti così tanto.

Infatti, se analizziamo il costo della vita utilizzando i beni e i servizi che usiamo di frequente, ci rendiamo conto che in una crisi senza precedenti come quella del 2020, i prezzi per la classe media e per gli strati più poveri aumentano molto più velocemente di quanto mostra l'IPC, e questo, sommato al fattore distorsivo dell'enorme inflazione negli asset finanziari, genera enormi problemi sociali.


Ignorare il rischio

Il fatto che, per ora, enormi rischi non siano percepiti (o non siano percepiti dalle banche) non significa che non si stiano accumulando. Il debito a rendimento negativo, che ha raggiunto la cifra record di $18.000 miliardi a livello globale, i cui portabandiera sono Eurozona e Giappone, non è un segno di fiducia, ma piuttosto un enorme rischio di stagnazione secolare.

Quando il sistema bancario centrale sostiene di offrire solo uno strumento ma allo stesso tempo dà raccomandazioni di politica fiscale e di bilancio incoraggiando a "non temere il debito" ed a spendere molto di più, non solo perde l'indipendenza a medio termine, ma è come un cameriere che non smette di servirvi da bere, vi incoraggia ad abbuffarvi e poi si indigna per il fatto che siete ubriachi.

L'introduzione di questi enormi squilibri comporta rischi significativi e non sono ipotesi sul futuro, sono realtà oggi. L'enorme disconnessione tra gli asset finanziari e l'economia reale, gli stati insolventi che si finanziano a tassi negativi, le bolle negli asset immobiliari e infrastrutturali, il debito delle società zombi, il debito spazzatura con rendimenti storicamente bassi, l'aumento aggressivo degli investimenti con leva finanziaria nei settori ad alto rischio, la perpetuazione della sovraccapacità, ecc. Ignorare tutti questi fattori è più che pericoloso, è da irresponsabili.

Non è il momento di fare tutto il possibile qualsiasi sia il costo o qualunque cosa accada. È tempo di difendere il sound money, o la credibilità delle istituzioni affonderà ancora di più con il coro del consenso mainstream che canterà alleluia mentre l'intero edificio crollerà.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


L’arma del Diavolo

Tra cielo e terra - Mar, 12/01/2021 - 01:09

“Nessun arma è tanto potente nelle mani del Diavolo quanto la nostra disperazione.
Egli è ancora più contento quando ci disperiamo, rispetto a quando pecchiamo.
Per questo San Paolo temeva molto più la disperazione del peccato.
Così dopo aver detto a coloro che lo ascoltavano “mostrate chiaramente il vostro amore nei confronti di colui che ha peccato” aggiunse anche il motivo: “affinchè non lo inghiotta il Diavolo a causa della profonda disperazione che lo opprime.”

Ieormonaco Aghiorita Benedetto

Benedetti i nemici

Tra cielo e terra - Mar, 12/01/2021 - 01:04

“Non ti irritare se qualcuno parla in modo aggressivo o scopre sfacciatamente qualche tua debolezza, qualche tua passione di cui tu, nel tuo amor proprio, non sospettavi la cattiveria. […]
Spesso ce la prendiamo con persone franche e sincere perché svelano i nostri errori senza mezzi termini; dovremmo invece apprezzare costoro e ringraziarli per aver spezzato il nostro amor proprio con il loro linguaggio sfrontato.
Sono come i chirurghi che, con la parola tagliente, asportano la cancrena del cuore.”

s. Giovanni di Kronstadt

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“Signore, benedici i miei nemici! Anche io li benedico e non li maledico.

• Quando mi sono considerato saggio, mi hanno chiamato pazzo.

• Quando sono diventato più forte, hanno riso di me come di un nano.

• Quando ho voluto dirigere la gente mi hanno respinto indietro.

• Quando mi sono precipitato a diventare ricco, mi hanno strattonato con pugno di ferro.

• Quando ho pensato di dormire tranquillo, mi hanno risvegliato dal sonno.

• Quando ho costruito una casa per una vita lunga e tranquilla, l’hanno distrutta e mi hanno scacciato.

Invero i nemici mi hanno sciolto dal mondo e hanno esteso le mie mani fino alla tua veste.

Signore, benedici i miei nemici!”

s.Nikolaj Velimirovic

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I santi ortodossi rimarcano spesso un concetto fondamentale: occorre sciogliere i legami che ci tengono intrappolati in questo mondo.
E le catene più forti di questo legame sono fatte di vanità e di orgoglio.
La vita in terra va vissuta come una sorta di purificazione, uno scrollarsi di dosso tutti i falsi idoli con cui si alimenta la vanagloria.
Ecco quindi il motivo per cui i nemici, e coloro che senza pudore ci mettono di fronte alle nostre mancanze , sono i nostri principali alleati.
Col martello frantumano pezzo dopo pezzo il nostro orgoglio.
Un processo doloroso.
E noi, che probabilmente santi non siamo, invece di benedirli accumuliamo rancore, rabbia, tristezza.
Noi comuni mortali cerchiamo approvazione, validazione; vogliamo essere ammirati, benvoluti, amati.

(il mondo virtuale, social, non ha fatto altro che cavalcare, sfruttare e amplificare questo insaziabile bisogno condiviso: tutto è ostentazione, di bellezza, di corpi, ricchezze, benessere, successi, conoscenze, saggezza, tutto messo in mostra alla ricerca di approvazione.)

I santi padri invece ci dicono che prima di tutto abbiamo bisogno di mazzate.

Il Varco

Tra cielo e terra - Mar, 12/01/2021 - 00:57


Un attimo o poco prima di prendere sonno, in quel momento in cui il tempo resta sospeso e i minuti sono ore e viceversa, mi capita a volte di concentrarmi sul battito del mio cuore.
L’altra notte si faceva sentire più insistente del solito, secco e regolare, tanto che non riuscivo a pensare ad altro.
“Dai, adesso rallenta un po’ che ci addormentiamo”, gli chiedeva la mente, ma lui continuava imperterrito.
E fu in quel momento, in quella dimensione sospesa tra sonno e veglia che ebbi una piccola epifania: il mio cuore non risponde ai miei ordini, io non sono il suo padrone.

Grande scoperta, si dirà, il cuore è un organo il cui funzionamento non dipende dai comandi del cervello cosciente.
Il cuore batte e basta, per conto suo.
Ma un conto è saperlo, un conto realizzarlo profondamente, in uno stato che va oltre il campo razionale.
E le parole purtroppo servono poco nel descrivere epifanie simili.
“Se non io, chi ti ha ordinato di battere, e di non fermarti? Perchè ignori totalmente la mia, di voce?
E se non posso nemmeno ordinare al mio cuore di fermarsi, se non ho neanche questo controllo su me stesso, come posso dirmi libero, in qualsiasi modo?”
Ho avuto la potente sensazione di essere un ospite, la mia mente dentro un corpo disteso, separato da me, con un cuore che batteva disinteressandosi di me e dei miei pensieri.

Ora, si sa che i folli e i santi se visti dall’esterno sembrano avere molti punti in comune, ma c’è un aspetto essenziale che distingue nettamente i loro universi interiori:
i santi sanno di essere stati palsmati con diverse sostanze, percepiscono le loro diverse componenti, corporee, psichiche, spirituali, e sanno anche giungere in quel luogo in cui esse si fondono.
I folli al contrario sono dissociati, percepiscono le loro essenze come distinte e separate, in una costante lotta tra loro, senza dialogo tra le parti.
Personaggi diversi che si agitano sotto lo stesso tetto.
Santi o folli o semplicemente stolti, si può essere tante cose quando si tenta di regolare i battiti del cuore.
In ogni caso, in quell’attimo ho percepito anche qualcosa di prezioso.
Quel cuore che se ne va per conto suo è l’unica finestra possibile da cui si può intravedere l’altro.
E’ il varco, ed è per questo che non risponde totalmente ai nostri pensieri: il cuore in noi c’era ben prima di noi.

Schadenfreude, il piacere per la sfortuna altrui

Tra cielo e terra - Mar, 12/01/2021 - 00:44


La lingua tedesca, è noto, possiede alcuni termini che sintetizzano in maniera perfetta dei sentimenti e degli stati d’animo altrimenti non facilmente definibili.
Un esempio che si cita di solito è la parola “Schadenfreude”, traducibile con “il piacere che si prova per la sfortuna altrui”.
L’aspetto curioso non sta nel fatto che il tedesco abbia una parola che descrive tale sentimento, quanto piuttosto che le altre lingue, italiano compreso non ce l’abbiano.
Già, perché la Schadenfreude è un sentimento umano più diffuso dell’odio, dell’amore, dell’indifferenza.
E’ un sentimento stupido, prima che ignobile, dal momento che le disgrazie degli altri a noi non portano alcun giovamento concreto.
Eppure, per qualche arcano motivo, pochi di noi ne sono immuni, e prima di negare in noi tale sentire sarebbe più saggio riconoscerlo quando si manifesta e concentrarsi sulla sua idiozia.
Per quanto ci piaccia accettarlo o meno, gran parte della nostra felicità dipende dal nostro confrontarci con chi ci circonda (per essere più precisi, la nostra falsa aspirazione ad una falsa felicità dipende da quello).
Lo sanno bene gli esperti della pubblicità e i maghi del marketing: tutta la macchina produttiva della modernità si basa sul costante ricordarci delle cose che non abbiamo, e di come stiano bene coloro che invece quelle cose le posseggono.
Dai nostri primi passi ci viene insegnato che tutto è una gara, tutto una competizione, e che la nostra sfida sarà essere migliori “degli altri”.
Il nostro stesso benessere non è percepito rispetto a quello che possediamo, quello che siamo, ma in rapporto a quello che possiedono gli altri: nel paese in cui tutti vanno a piedi chi possiede una bicicletta si sente un re, nella città in cui tutti hanno una macchina sportiva chi va in giro con una vecchia utilitaria si sente un fallito.

Siamo proprio fatti male, e gli insegnamenti che riceviamo sin da bambini non fanno che peggiorare la nostra miseria.
Ecco allora che la Schadenfreude offre una grande consolazione: “sì, io non avrò combinato niente nella mia vita, ma guarda anche quello là come se la passa male”.
La stessa attività preferita degli esseri umani quando si ritrovano tra loro, il “pettegolezzo”, si basa esclusivamente su questo sentimento: si parla delle sfortune degli altri, e questo rende le nostre miserie un po’ più sopportabili.
Ed è un sentimento che pochi di noi confesserebbero di provare: occorrerebbe ammettere di essere meschini, infimi.
E rifuggiamo tanto da tale consapevolezza da non avere nemmeno una parola per esprimere questa parte di noi stessi.
E finché non le diamo nemmeno un nome, non potremmo mai nemmeno affrontarla e riconoscerla per quello che è: un sentire abietto, triste, inutile e deleterio.

La FED non vi salverà da una recessione incalzante

Freedonia - Lun, 11/01/2021 - 11:09

 

 

di Robert Murphy

Il 2020 è stato un disastro al rallentatore su molti livelli. Gli americani si sono preoccupati così tanto per le elezioni e le violazioni senza precedenti delle libertà individuali nel nome della lotta contro il Covid-19 che non hanno prestato attenzione a ciò che la Federal Reserve e il Tesoro degli Stati Uniti hanno combinato. Inoltre le battaglie intraprese sul fronte "salute pubblica" hanno oscurato quanto sia terribile l'economia statunitense. Il presente articolo fornisce grafici della stessa Federal Reserve (filiale di St. Louis) per documentare la nostra situazione allarmante.


Il debito federale degli Stati Uniti

Sappiamo tutti che il gettito fiscale è molto basso e la spesa federale è salita alle stelle, ma la maggior parte degli americani probabilmente non ha idea di quanto nuovo debito sia stato aggiunto solo nell'ultimo anno:

In particolare, alla fine del terzo trimestre del 2020 il debito federale "detenuto dal pubblico" (il che significa che questa cifra esclude le partecipazioni intragovernative come il cosiddetto fondo fiduciario della previdenza sociale) era pari a $21.000 miliardi. La stessa cifra per il terzo trimestre del 2019 era di $16.800 miliardi, il che significa che il debito del Tesoro USA è aumentato di circa $4.200 miliardi in soli dodici mesi. E ricordiamolo, questo è quanto lo Zio Sam ha speso in più rispetto ai ricavi in ​​un solo anno.


L'incredibile baldoria degli acquisti della FED

Non a caso, proprio mentre il Tesoro statunitense emetteva carichi di nuovo debito, la Federal Reserve da parte sua creava nuovi dollari con cui assorbirli (oltre ai titoli garantiti da ipoteca). Ecco il grafico che mostra gli asset finanziari totali detenuti dal Federal Reserve System:

Nel grafico qui sopra, a metà dicembre 2020 la FED deteneva circa $7.300 miliardi in asset. Solo un anno prima ne aveva $4.100 miliardi, una crescita annuale pari a $3.200 miliardi. Si noti che l'aumento del bilancio della FED di quest'anno ha superato di gran lunga quello che è successo sulla scia della crisi finanziaria nel 2008.

Per capire perché le azioni della FED sono così significative, tenete presente che quando essa acquista asset, crea "base monetaria" per farlo. (Jay Powell non aveva $3.200 miliardi nel suo salvadanaio quando la FED ha effettuato gli acquisti di cui sopra quest'anno.) Oltre al potenziale di inflazione dei prezzi, gli Austriaci ritengono che l'inflazione monetaria della banca centrale sia un ingrediente cruciale nei cicli economici moderni.

Giusto per divertimento, ho preso il grafico sopra e vi ho sovrapposto l'indice S&P 500:

Gli asset della FED e l'altezza del mercato azionario degli Stati Uniti non coincide perfettamente, ma ci suggerisce lo stesso che i prezzi delle azioni che abbiamo visto quest'anno sono dovuti alla stampa di denaro della FED piuttosto che alle fantastiche prospettive di crescita economica degli Stati Uniti.


Occupazione negli Stati Uniti

Tra l'emissione mozzafiato del debito federale e della base monetaria, il mercato del lavoro statunitense è in condizioni terribili. Ecco il tasso di disoccupazione ufficiale riportato dai media generalisti:

Il picco in primavera sottolinea quanto sia stato dirompente il primo lockdown. Tuttavia si noti che anche ora, con il tasso di disoccupazione (per novembre) a "solo" il 6,7%, stiamo peggio rispetto alla recessione nei primi anni 2000.

Come la maggior parte dei lettori di questo blog probabilmente sa, il tasso di disoccupazione ufficiale è molto fuorviante dopo le ricadute economiche della crisi finanziaria del 2008. In particolare il Bureau of Labor Statistics (BLS) conta come disoccupato solo se una persona sta cercando attivamente lavoro. Per inciso, questa non è una procedura del tutto folle; i miei genitori vivono in una comunità di pensionati e giocano a golf più volte alla settimana. Non lavorano, ma non è quello che intendiamo quando parliamo di "disoccupati".

Tuttavia il dato sulla disoccupazione può essere molto fuorviante quando ci sono milioni di americani che vogliono disperatamente lavorare, ma che hanno perso la speranza di trovare un lavoro. Dato che non stanno più cercando attivamente lavoro, puff!, non sono più annoverati tra i disoccupati.

Un modo per aggirare questo problema è quello di chiedersi: qual è la percentuale della forza lavoro che non ha un lavoro? Anche qui le tendenze culturali possono influenzare il significato della cifra. Ad esempio, più donne sono entrate nella forza lavoro negli anni '70 e oltre, il che tendeva a far aumentare il tasso di partecipazione alla forza lavoro. Inoltre le persone vivono più a lungo, mentre il tasso di natalità è diminuito, e quindi anche "l'invecchiamento" della popolazione potrebbe influenzare queste statistiche.

Nel tentativo di isolare ciò che vogliamo veramente sapere, nel grafico seguente mi concentro solo sugli uomini di età compresa tra 25 e 54 anni. In questa fascia demografica, quale percentuale ha tenuto un lavoro nel tempo? Il grafico qui sotto ci dà il risultato allarmante:

(Si noti che l'asse Y parte da 75 e non da 0.) Come rivela quest'ultimo grafico, tra gli uomini di età compresa tra 25 e 54 anni, il tasso di occupazione non è molto al di sopra del minimo raggiunto in seguito alla crisi finanziaria. Più in generale, vediamo che con ogni recessione (barre grigie) risalente agli anni '80, l'occupazione maschile in prima età non è mai tornata al livello precedente.


Conclusione

L'anno 2020 ha visto le soluzioni politiche keynesiane (fare in modo che le autorità stampassero e prendessero in prestito denaro) applicate in un modo senza precedenti. A dire il vero, non importa quanto possa essere tetra l'economia, i keynesiani possono sempre dire: "Sarebbe stata peggio senza di noi". Coloro che invece masticano l'economia Austriaca, comprendono l'importanza del sound money e (se vogliamo avere uno stato) della prudenza fiscale. Oltre agli oltraggiosi lockdown, ciò che il Tesoro USA e la FED hanno fatto quest'anno è scandaloso.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Il mio trauma e il vostro: una restrospettiva del 2020

Freedonia - Ven, 08/01/2021 - 11:07

 

 

di Jeffrey Tucker

Il lockdown mi ha scioccato come nient'altro aveva fatto nella mia vita. L'idea stessa che gli stati avrebbero premuto il pulsante dello spegnimento su metà dell'economia, eliminando tutte le preoccupazioni per la libertà e i diritti umani, era al di là di ogni distopia che avessi mai immaginato. All'inizio doveva durare solo due settimane.

Poi le settimane si sono trasformate in mesi. Gli stati che avevano approvato i lockdown hanno commesso il classico errore dei generali di guerra: non sono riusciti a tracciare una via d'uscita. Col tempo, la logica nel voler persistere in qualcosa di irraggiungibile è scaduta nell'assurdo. Che le infezioni fossero aumentate o diminuite e che le ospedalizzazioni fossero aumentate o diminuite, non c'era alcun percorso che portasse fuori. Se i lockdown hanno funzionato per sopprimere il virus, lo sblocco lo avrebbe sicuramente liberato di nuovo.

Anche dopo tutto questo tempo, c'è una scarsità di prove di qualsiasi relazione tra lockdown e riduzione dei gravi esiti del virus. Tutta questa distruzione della vita, della libertà e della proprietà... a quale scopo? Non era chiaro a marzo e ancora non è chiaro adesso. È stato un esperimento che non avrebbe mai dovuto aver luogo, ed è fallito miseramente.

L'arroganza dei pianificatori centrali è stata spaventosa da vedere. Non potevano ammettere il fallimento, quindi hanno continuato a raddoppiare la dose. Nessuna carneficina sociale ed economica sembrava scuoterli. Gli screening per il cancro e le vaccinazioni sono crollati, i servizi di odontoiatria sono diminuiti del 70%, suicidi ed overdose per droga sono aumentate, le arti sono andate in pezzi, 100.000 aziende sono morte e persino il tasso di omicidi ha invertito la sua traiettoria decrescente decennale ed è aumentato vertiginosamente. Esatto: quando si distruggono le basi della civiltà, si diventa incivili.

È stato un anno in cui siamo stati tutti invitati a sperimentare lo smantellamento della società buona e libera attraverso la forza del potere statale. Follia è un termine troppo debole. Calamità e catastrofe: questi termini sono più adatti. Eppure è stato tutto causato dall'istituzione che tanti per così tanto tempo hanno affermato essere una macchina di compassione, giustizia, uguaglianza, equità e alta considerazione per la dignità umana, il baluardo essenziale che tiene a galla la civiltà. Questi valori sono stati eliminati. Ed evitiamo la voce passiva e parliamo in modo più esplicito: il sistema statale li hanno cancellati.

Il costo psicologico che questo ha avuto sulla vita delle persone è incalcolabile. Molte persone che conosco hanno chiuso a causa dei lockdown, stufi di sentirsi dire una cosa e poi un'altra, e ora dubitano della saggezza dei pianificatori sanitari, ma non sanno cosa fare al riguardo se non trasferirsi in Florida o nel Sud Dakota.

Altre persone che conosco ci credono ancora. Sicuramente tutto questo era necessario, sicuramente abbiamo ottenuto qualcosa con tutti questi sacrifici. Incapaci di immaginare che i funzionari in carica abbiano intrapreso quasi un anno intero di crudeltà senza buoni risultati, inventano una narrativa fantasiosa come meccanismo di difesa. E poi queste persone si scagliano contro altri che non si mascherano e si avvicinano troppo agli altri, in modo molto simile a come i Flagellati del Medioevo incolpavano i festeggiamenti e il peccato per la peste.

C'è qualcosa di valore che si può trarre da questa esperienza? Da parte mia, è stato un anno di apprendimento. Ho letto molti libri sulla biologia cellulare, la storia delle malattie infettive e mi sono impegnato a capire la traiettoria delle politiche di sanità pubblica del XX secolo. Ho imparato tanto, non solo su questi argomenti ma anche sulla natura umana. Ho imparato che le persone sono più disposte a sopportare il dispotismo di quanto avessi mai immaginato, ho visto come le paure primordiali possano disabilitare il pensiero razionale e come le forze politiche possano usare questa paura per aumentare il loro potere.

Soprattutto sono arrivato a capire l'interrelazione intellettuale tra economia e salute pubblica, e come la fallacia e l'errore politico si diffondano così facilmente all'interno di entrambe le discipline.

Era settembre e sono stato coinvolto in una conversazione con un uomo che probabilmente non avrei incontrato se tutto questo non fosse stato l'anno più strano della mia vita, l'anno in cui gli stati hanno deciso che tutte le nostre libertà e diritti potessero essere aboliti per editto. Quest'uomo è Martin Kulldorff, un epidemiologo di Harvard ed esperto di sanità pubblica. Avrebbe parlato; anzi si sarebbe fatto avanti, avrebbe rischiato tutto per aiutare a porre fine alla follia. Il nostro primo contatto è stato tramite Twitter, come ci si potrebbe aspettare in questi giorni.

Questo scienziato con una formazione in un'ampia varietà di campi medici e statistici ha parlato chiaramente di come e perché i lockdown contraddicono la salute pubblica. Il fulcro della salute pubblica è considerare non solo ciò che è buono per un gruppo o controllare un patogeno, ma pensare a tutti i gruppi ed a tutti i potenziali problemi di salute, non solo a breve termine ma a lungo termine.

Sicuramente non lo sapeva, ma la sua affermazione è un riassunto quasi perfetto della prima lezione di economia che ho imparato da Henry Hazlitt. L'economia consiste nel pensare non solo al bene di un gruppo ma di tutti i gruppi, non solo a breve ma anche a lungo termine. Questa è "una lezione" che Hazlitt ha predicato per tutta la sua vita.


Economia e sanità pubblica

Ecco qua: il legame tra sanità pubblica ed economia. Riflettendo sugli errori intellettuali di quest'anno, molti di essi hanno paralleli in economia.

  • Affidamento eccessivo sui modelli matematici. Abbiamo osservato l'eccessivo affidamento sulla modellazione predittiva che non può assolutamente spiegare la molteplicità delle variabili e l'eterogeneità dell'esperienza umana individuale, sia in termini di biologia che anche in termini di azione umana. Proprio come la teoria della scelta in economia deve tenere conto del valore soggettivo e dell'inesauribile volontà e innovazione, così anche l'epidemiologia deve tenere conto della radicale diversità della risposta biologica ad un patogeno. Troppo "formalismo" nella sanità pubblica crea un'illusione di controllo smentita dall'esperienza reale. La pianificazione centralizzata non funziona né in economia né in sanità pubblica.
  • Correlazione/causalità. Come per tutta la scienza, anche quest'anno l'epidemiologia è stata ostacolata da scarse tecniche di ricerca e dal classico errore di presumere che la correlazione in qualche modo muti in causalità anche in presenza di mille altre variabili.

Il mio esempio preferito (tra migliaia) è lo studio sui ristoranti promosso dal CDC che ha rilevato un piccolo cluster di persone che sono risultate positive e che hanno detto in un sondaggio di essere andate in un ristorante; ma lo studio non è riuscito nemmeno a chiedere se le persone abbiano cenato dentro o fuori. Inoltre lo stesso studio non ha trovato alcuna relazione tra infezione e indossare la mascherina, ma è stato necessario scavare in profondità nello studio per scoprirlo.

Quanti "studi" ridicoli hanno correlato la mitigazione della malattia con mascherine obbligatorie e lockdown solo per vedere le tendenze invertite nei mesi successivi? La cattiva scienza ha definito la nostra epoca.

  • Confusione tra causa ed effetto. Alla fine dell'estate l'obiettivo di "appiattire la curva" si è trasformato in "fermare la diffusione", cosa che ci ha fatto conoscere l'inafferrabile tasso di infezione, R0. Perché? Gradualmente mi sono reso conto che alcune persone credono che se riescono ad abbassarne la velocità al di sotto di 1, il virus si esaurirà.

Problema: se il tasso di infezione è rilevabile in tempo reale, è chiaramente un rendering statistico della traiettoria del virus all'interno di una popolazione, non una causa di quella traiettoria. Cercare di controllare l'infezione spingendo verso il basso R0 è fallace come usare il controllo dei prezzi per sopprimere l'inflazione. Ci si occupa dei sintomi non della causa. Incarna la confusione tra causa ed effetto.

  • Ingannati dai dati. Avevamo così tanta fiducia nella primavera e nell'estate poiché circondati da uno stuolo innumerevole di dati. Potevamo osservare casi, tassi di mortalità, ricoveri, tassi di infezione, diffusione, nuove infezioni, infezioni totali, esiti gravi, indici di rigore e così via. È stato tragico, ma guardare tutto ciò ci ha fatto sentire informati.

Nel corso dell'anno ci siamo imbattuti nell'inevitabile: i dati non erano così importanti come sembrava. I falsi positivi infestano i test PCR (fino al 90%), le classificazioni errate hanno reso impossibile dire chi sia morto di cosa ed i ricoveri sono stati esagerati dai media e dalle istituzioni che cercavano di recuperare le entrate perse in primavera e in estate. Col tempo, ciò che sembrava scientifico e chiaro è diventato altamente sospetto, al punto da non essere più credibile.

Nel frattempo, per quanto possa sembrare incredibile, le informazioni di base sul rischio di esito grave in base ai dati demografici sono ancora difficili da ottenere. Quanti residenti del Massachusetts, che ancora trattano i concittadini come vettori di malattie patogene, sanno che l'età media di morte attribuita al Covid è 81 anni ed il 98% aveva comorbidità? Si tratta di informazioni estremamente rilevanti, ma scarsamente conosciute dal grande pubblico.

Siamo nella strana posizione di sapere meno alla fine dell'anno di quanto pensavamo di sapere in primavera. L'economia ha affrontato questo problema per centinaia di anni. Avere dati e avere conoscenze operative non sono la stessa cosa.

  • Assenza di umiltà. Hayek disse che il buon economista sa riconoscere che l'autentico ordine sociale ed economico è un prodotto dell'azione e non di progettazione. Ciò significa che è essenziale che l'economista impari a rimettersi nelle mani di forze al di fuori del controllo politico e persino della piena comprensione intellettuale.

Alcune cose si gestiscono meglio da sole di quanto possano essere gestite a livello centrale: questa è l'amara lezione che gli economisti hanno dovuto imparare nel corso del XX secolo. Lo stesso vale nel regno dell'epidemiologia e della salute pubblica. Dall'inizio di questo pasticcio, gli esperti hanno immaginato di poter controllare il virus tramite il potere statale. Hanno finito solo per controllare le persone e rovinare vite, ma senza controllare il virus nel suo impatto sulla società.


Ignoranza e passività

Queste sono le principali sovrapposizioni tra le due discipline. Ce ne sono altre sicuramente, con importanti implicazioni per metodologia, teoria e politica. Non siamo neanche lontanamente vicini a discernerle e scoprirle tutte. Infatti è un compito importante di entrambe le discipline apprendere di più l'una sull'altra, in modo che gli economisti possano apprendere cose sulla scienza biologica che altrimenti potrebbero evitare e gli specialisti della salute pubblica possano acquisire una grande raffinatezza e apprezzamento delle forze economiche. No, le economie non possono essere chiuse con un interruttore senza causare conseguenze enormi.

Da marzo in poi c'erano troppe persone nelle scienze sociali (inclusi molti economisti e troppi economisti libertari) che hanno deciso di non parlare. Parte del problema è riconducibile all'intimidazione intellettuale: "Non so niente di virus! Credo nelle forze economiche in tempi normali, ma questi non sono tempi normali. Probabilmente tutti i miei principi dovrebbero essere sospesi fino alla scomparsa di questa emergenza, come in tempo di guerra".

Nessuno ha scritto esattamente queste parole, ma molte persone le hanno pensate. Pertanto, da marzo a tutta l'estate, c'è stato uno strano silenzio tra le persone che avrebbero dovuto combattere i lockdown sin dal primo giorno. Lo sapevano e non hanno detto nulla. Peggio ancora, hanno inventato ragioni ridicole a supporto dei lockdown (rifiuterò di fare nomi ma loro sanno chi sono). AIER ha lavorato duramente per colmare la differenza, e ce ne sono anche altri là fuori che meritano congratulazioni, ma eravamo troppo pochi.

In combinazione con il megafono dei media e le censure dei social media, i pro-lockdown hanno abbracciato il compito di formare l'opinione pubblica. È un miracolo che non ci siano riusciti del tutto ed il movimento anti-lockdown ha iniziato a crescere. Oggi è più potente di quanto possiamo immaginare, tuttavia sono quasi certo che se avessimo avuto più alleati, le cose sarebbero potute andare diversamente. Il silenzio era mortale.

Quest'anno è stato davvero un anno di apprendimento. All'American Institute for Economic Research, abbiamo pubblicato quattro libri delle nostre ricerche e dei nostri scritti, oltre al mio libro Liberty or Lockdown. Sto pensando di lavorare ad un'altra collezione, ma oltre a ciò l'epidemia ed i lockdown ci hanno fatto capire la necessità di un programma di ricerca serio ed approfondito sull'economia e la salute pubblica.

Più in generale, l'AIER dovrà sostenere la ricerca sul tema critico della credibilità della scienza stessa. Questa credibilità ha subito un duro colpo quest'anno e ci vorrà molto tempo prima che possa riconquistare la fiducia della popolazione. Ogni scienziato che conosco è profondamente preoccupato per questo problema.

Un tentativo di salvare la scienza e aiutare ad istruire i giornalisti ha finito per essere un punto di svolta cruciale quest'anno: la Dichiarazione del Grande Barrington. È stata firmata presso l'American Institute for Economic Research, ma il vero merito è degli scienziati che hanno osato parlare. La loro dichiarazione era piuttosto semplice: una reiterazione dei fondamenti della biologia cellulare e della salute pubblica. È stata vista decine di milioni di volte e firmata da quasi un milione di persone. Sì, la scienza alla base della dichiarazione è impeccabile, nonostante tutti gli assurdi tentativi di imbrattare il documento ed i suoi autori, ma la vera influenza del documento, a mio avviso, è stata la dimostrazione di coraggio morale dietro lo sforzo.

Il trauma che tutti abbiamo vissuto quest'anno è difficile da contemplare, ma se state leggendo questo pezzo, siete come me, un sopravvissuto. Siamo feriti ma per altri versi più forti di prima, più dediti alla verità, più impegnati negli ideali di libertà, meno ingenui e pronti ad andare avanti per non lasciare che la civiltà venga smantellata. Dobbiamo difenderla con tutto ciò che abbiamo da offrire. 

La buona società e la società libera sono sinonimi. Il lockdown, sotto ogni pretesto, rappresenta un attacco a tutto ciò che siamo ed aspiriamo a essere. Non può e non accadrà di nuovo, a condizione che ci impegniamo a mantenere fermi i nostri ideali. 


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Tutto quello che c'è da sapere sulle valute digitali delle banche centrali

Freedonia - Gio, 07/01/2021 - 11:07

 

 

di Kristoffer Mousten Hansen

Di recente si è parlato molto delle valute digitali delle banche centrali (CBDC), poiché i banchieri centrali di tutto il mondo stanno discutendo la possibilità di emettere le proprie CBDC. Alcuni dei problemi di un tale assetto sono già stati evidenziati (si veda, ad esempio, qui e qui) e non li discuterò troppo nel presente articolo. Il mio scopo qui è quello di rispondere ad una semplice domanda: cosa esattamente è una CBDC? In cosa differisce dal contante fisico, dai depositi a vista e dalle criptovalute?


Cosa non sono

Cominciamo da ciò che le CBDC sicuramente non sono: non sono un nuovo tipo di criptovaluta simile al Bitcoin. Sebbene le banche centrali abbiano discusso l'emissione di CBDC sotto forma di token e l'utilizzo della tecnologia di registro distribuito (DLT), ciò non significa che le banche centrali intendano consentire alle persone di negoziarle e custodirle senza supervisione, per non parlare del fatto che controlleranno centralmente la loro offerta. Lo scopo delle DLT e della tokenizzazione è puramente una questione di quale tecnologia utilizzare nell'imposizione e distribuzione di una valuta digitale; non significa che le banche centrali abbiano adottato nessuna delle idee alla base dell'ascesa di Bitcoin.

Alcune banche centrali credono che l'esistenza e l'aumento del valore di mercato di Bitcoin e altre criptovalute sia la prova che esiste una domanda per una valuta digitale e che dovrebbero quindi soddisfare tale domanda. Non sembrano rendersi conto che la domanda di Bitcoin, come la domanda di oro, è qualcosa al di fuori del controllo delle banche centrali e degli stati.

È anche importante sottolineare, contrariamente a quanto pensano gli stessi banchieri centrali, che una CBDC non è una passività del sistema bancario centrale più di quanto lo sia il contante fisico. Nel senso puramente formale di essere una voce sul lato destro del bilancio della banca centrale, sia il contante che una CBDC sono passività. Tuttavia la definizione di passività è l'obbligo di consegna di una merce (solitamente denaro) alla parte a cui è dovuto l'onere (si veda Investopedia). I detentori delle passività della banca centrale, quindi, vantano un credito nei confronti delle banche centrali, ma a cosa hanno esattamente diritto? La risposta corretta ovviamente è "niente" e, quindi, né i contanti fisici né le CBDC possono essere considerate una passività. Il fatto che le banche centrali registrino il contante come passività è semplicemente una reliquia di un'epoca passata in cui le banconote erano davvero sostituti coperti del denaro nel senso misesiano e le banche erano davvero soggette a restituire una somma di denaro (cioè oro) quando qualcuno si presentava per riscattarle.

(Per inciso, le riserve della banca centrale sono elencate come passività, poiché le banche che detengono riserve presso di essa hanno veramente un diritto nei confronti della banca centrale, vale a dire, un diritto ad essere rimborsate.)


Cosa sono

Le CBDC sono, o intendono essere, un equivalente digitale del contante fisico. Proprio come quattro quarti di dollaro sono l'equivalente di una banconota da un dollaro, così un dollaro in valuta digitale sarà l'equivalente di un dollaro in contante fisico. È semplicemente una nuova espressione tecnologica della stessa moneta fiat. Ricordate che il denaro fiat, come lo descrisse Mises, è "denaro che comprende cose con una qualifica giuridica speciale", cioè queste cose non sono tecnologicamente diverse dalle altre, ad eccezione del sigillo statale che dimostra che hanno una qualifica giuridica speciale. Il corollario di ciò è che cose tecnologicamente dissimili (monete metalliche, banconote di carta e risorse digitali) fanno tutte parte dell'offerta di moneta fiat fintanto che possiedono i sigilli che confermano il loro status legale.

Dovrebbe essere chiaro che dal punto di vista della banca centrale, l'emittente di moneta fiat, la moneta digitale presenta alcuni vantaggi rispetto al contante fisico. Per prima cosa, è davvero conveniente da produrre: mentre i costi di produzione dei contanti fisici sono trascurabili, ci sono e possono diventare evidenti soprattutto quando nuovo denaro fisico deve essere distribuito velocemente (ad esempio, per evitare una corsa agli sportelli). La valuta digitale, d'altra parte, non solo può essere creata istantaneamente, ma può anche essere distribuita istantaneamente. Questo perché esistono due modelli per detenere e utilizzare le CBDC: o direttamente con la banca centrale in un "wallet digitale", o indirettamente attraverso un intermediario designato dalla banca centrale. In entrambi i casi, la banca centrale può dirigere rapidamente e senza costi il ​​flusso della nuova valuta digitale a chi vuole.


La differenza col denaro fisico

Mentre sia le CBDC che il denaro fisico fanno parte dell'offerta di moneta fiat, ci sono alcune differenze sostanziali tra i due. Questo è qualcosa che i banchieri centrali sanno bene, poiché, come ho scritto nel mio precedente articolo sull'argomento, riconoscono la necessità di investire in valuta digitale con privilegi di corso legale. Altrimenti temono che le persone possano rifiutarsi di accettarle in cambio. Le differenze principali tra i due tipi di moneta fiat sono: costi per l'utente, privacy e portata del controllo da parte della banca centrale. Esaminiamoli uno alla volta.

Costi per l'utente: il denaro fisico è praticamente gratuito da detenere, anche in quantità considerevoli. È vero che ad un certo punto si potrebbe voler investire in misure di sicurezza aggiuntive per proteggere il proprio denaro, come una cassaforte o affittare una cassetta di sicurezza in una banca (sebbene queste non siano più così sicure). La valuta digitale, d'altra parte, significa che le persone dovranno investire e imparare ad utilizzare qualsiasi software e dispositivo elettronico siano necessari per gestirla. Questa potrebbe essere una sfida per molti che non sono particolarmente esperti di tecnologia e un onere significativo per i negozi che dovranno investire in nuovi macchinari per elaborare i pagamenti digitali. Inoltre impone oneri sotto forma di nuovi rischi. Ai vecchi rischi di una rapina si aggiungono i nuovi rischi di attacchi informatici che potrebbero prosciugare il wallet digitale di una persona. Sebbene le banche centrali possano essere in grado di cavarsela per quanto riguarda gli sviluppi tecnologici nel campo dei criptoasset, non dovremmo ignorare la realtà di questo rischio, né il disagio che potrebbe causare a persone che non sono competenti a livello digitale.

Privacy: il modo più privato di fare affari, l'unico che non lascia tracce cartacee, è ancora pagare in contanti. Bitcoin e altre criptovalute migliorano questo aspetto e lo portano ad un nuovo livello. In ogni caso, quando si parla di CBDC non si può parlare di privacy: come ha affermato la BCE in una sua relazione recente sulla questione, bisognerà fornire l'accesso ad ogni singola transazione, tutto in nome della sempiterna lotta al riciclaggio di denaro e al terrorismo. Qualunque sia il merito di tali preoccupazioni (spoiler: nessuno), il chiaro risultato sarà quello di rendere trasparenti tutte le transazioni alla banca centrale ed a chiunque essa scelga di condividere le informazioni.

Controllo della banca centrale: poiché il contante fisico è fornito interamente dalla banca centrale, si potrebbe pensare che essa abbia un controllo effettivo sull'offerta di denaro. Invece non è così. È vero che la banca centrale può aumentare l'offerta a volontà, ma è molto più difficile per essa controllare la distribuzione e la proprietà del contante fisico. Inoltre non può diminuire l'offerta di denaro fisico con la stessa facilità con cui l'aumenta. Le persone possono, se lo desiderano, detenere gran parte della loro ricchezza sotto forma di contanti e sostanzialmente non c'è nulla che la banca centrale possa fare al riguardo. O meglio, qualunque misura possa prendere è molto costosa e cieca; cioè, non può accusare quegli individui il cui saldo di cassa è ritenuto eccessivo. Con una valuta digitale, invece, la banca centrale avrebbe sia il potere che le conoscenze necessarie per controllare quanto detiene ogni persona e azienda. Poiché l'obiettivo dichiarato delle banche centrali è quello di aumentare la spesa nominale, desiderano una valuta digitale al fine di imporre ogni sorta di restrizione alla detenzione di denaro. La BCE, ad esempio, parla apertamente di limitare l'importo che una persona può detenere, limitare il tempo in cui una persona può detenere una somma di denaro e imporre tassi d'interesse negativi su importi che la banca ritiene eccessivi. Tutto ciò sarebbe praticamente impossibile se le persone usassero contanti fisici invece di una valuta digitale.


CBDC & moneta creata dalle banche (depositi a vista)

È anche importante distinguere chiaramente tra CBDC e sostituti del denaro emessi dalle banche commerciali. A differenza di una valuta digitale, questi mezzi fiduciari sono vere passività, ovvero il proprietario di un deposito a vista può richiedere che venga pagato in denaro. Non abbiamo bisogno di entrare nella teoria qui; è sufficiente notare che la possibilità di rimborso in contanti fisici impone un limite all'emissione di mezzi fiduciari che non è presente con la produzione di moneta fiat da parte della banca centrale.

Le banche sono generalmente disposte a pagare interessi sui depositi a vista, poiché investono la maggior parte del denaro che le persone hanno in conto attraverso il processo di espansione del credito o di creazione di credito. Una CBDC tenuta nel proprio wallet digitale, dall'altra parte, non può servire come base per l'espansione del credito. Nel nostro attuale contesto di tassi d'interesse bassi, assenti o addirittura negativi sui depositi a vista, il timore tra i banchieri centrali è che una CBDC senza tassi d'interesse possa spingere le persone a riscattare i propri depositi a vista in valuta digitale. Poiché i banchieri centrali conoscono solo una politica, "rilanciare" l'economia abbassando i tassi d'interesse, cosa che fanno inondando i mercati del credito con denaro a buon mercato, questa eventualità è ovviamente una grande preoccupazione per loro. Quindi è una necessità assoluta poter imporre tassi d'interesse negativi sui wallet digitali delle persone al fine di supportare il sistema creditizio. Non tanto per amore delle banche private e degli investitori (senza considerare le carriere post-FED di Greenspan e Bernanke questa potrebbe essere una considerazione importante per alcuni), ma per poter continuare ad implementare politiche in linea con i loro dogmi inflazionistici (e gli interessi dei loro padroni politici).


Conclusione

Si spera che da questo breve saggio sia chiaro quali siano le valute digitali proposte dalle banche centrali. In una parola, sono l'evoluzione finale del denaro fiat: denaro totalmente sotto il controllo dello stato emittente. Anche se il linguaggio e parte della tecnologia possono essere ispirati o presi in prestito dalle criptovalute, non lasciatevi ingannare: Bitcoin è un tentativo di preservare la ricchezza mettendola fuori dalla portata dello stato; le CBDC hanno lo scopo di disinnescare tale scopo. Se, seguendo Rothbard, interpretiamo la storia come una lotta tra libertà e potere, tra società libera e dominio statale, potremmo dire che una valuta digitale del sistema bancario centrale è semplicemente l'ennesima arma nell'arsenale dello stato nella sua ricerca di dominare completamente la società.

Poiché le dottrine economiche che guidano i banchieri centrali e gli stati non sono altro che un tessuto di errori, le conseguenze di una valuta digitale imposta saranno molto diverse da quelle che si aspettano. Ma se il 2020 ci ha insegnato qualcosa, è che non ci sono limiti a ciò che gli stati possono fare per aumentare il loro potere.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


I mercati sono molto più che squilibrati

Freedonia - Mer, 06/01/2021 - 11:06

 

 

di David Stockman

Jerome Powell mi fa venire in mente quel ragazzo che uccide entrambi i genitori e poi scongiura la corte di assolverlo perché ora è un orfano!

Questo è ciò che JayPo ha fatto ieri mentre cercava di spiegare che la bolla più grande della storia nel mercato azionario in realtà non è nulla di cui preoccuparsi.

Proprio così. La FED ha sostanzialmente ucciso il rendimento delle obbligazioni, quindi le azioni sono un vero affare al confronto. Bloomberg ha persino un grafico per dimostrare che tutto questo è basato sul cosiddetto "modello della FED".

Inoltre il "rendimento degli utili" non è esattamente il denaro che portate alla banca, a differenza di una cedola obbligazionaria per quanto possa essere misera al giorno d'oggi. È solo una speranza computazionale che i prezzi delle azioni di oggi, notevolmente gonfiati rispetto agli utili, rimangano gonfiati indefinitamente. Un mondo senza fine praticamente.

Inoltre dove sta scritto che lo scopo del debito obbligazionario è quello di far perdere denaro?

A scanso di equivoci, ecco il rendimento delle obbligazioni a 10 anni soffocato dagli acquisti folli di obbligazioni da parte della FED. Rispetto all'inflazione, che la FED si sforza incessantemente di promuovere al 2,00% annuo, non è rimasto alcun rendimento reale.

Quindi quello che Powell sta dicendo è che, poiché le obbligazioni sono per i fanatici, vi preghiamo di avere invece azioni ad un PE 40X.

Come è evidente dal grafico, prima del 2000 c'erano 200-400 punti base tra il tasso di inflazione misurato dalla variazione annuale del CPI (linea blu) ed il decennale UST (linea nera). Ma dopo il crollo delle dotcom, la stampa di denaro è andata fuori giri e, come avrebbe potuto dire lo stesso J. M. Keynes, il rendimento reale è stato soppresso.

Alla lettura più recente (ottobre 2020), il rendimento UST a 10 anni allo 0,88% era inferiore di 134 punti base rispetto al tasso di inflazione annuale al 2,22%. A questo ritmo il potere d'acquisto del vostro capitale svanirebbe dopo pochi decenni.

In verità, anche un idiota dovrebbe essere in grado di vedere che l'attuale rendimento delle obbligazioni è un pericoloso benchmark per la valutazione delle azioni. Il fatto che JayPo abbia iniziato a citarlo con alacrità è solo l'ennesimo segno che i banchieri centrali di oggi hanno completamente perso il lume della ragione.

Infatti la fierezza di giustificare prezzi azionari altissimi sulla base di rendimenti obbligazionari assurdamente bassi è sottolineata dal grafico qui sotto.

Grazie ad oltre $30.000 miliardi di espansione dei bilanci del sistema bancario centrale sin dal 2000, il mercato obbligazionario globale è completamente rotto, come attestato dal record ormai assoluto di $18.000 miliardi di obbligazioni globali trattate a rendimenti nominali negativi.

Le obbligazioni non dovrebbero mai essere trattate a rendimenti nominali negativi, poiché questo equivale a masochismo finanziario: pagare qualcuno per bloccare i propri soldi per un periodo di tempo prolungato. L'unica eccezione teorica potrebbe essere in un ambiente finanziario di deflazione profonda e duratura.

Ma nel mondo come lo abbiamo conosciuto, dov'è la deflazione?

Infatti, da quando Nixon ha attraversato il Rubicone monetario nell'agosto 1971 e strappato il dollaro dalla sua ultima ancora al denaro reale (l'oro), il livello generale dei prezzi è salito del 540%. Eppure la FED non si accorge che il mercato obbligazionario globale è completamente kaput! e ha un prezzo per un universo deflazionistico alternativo che è l'opposto del mondo reale in cui viviamo.

Anche nel periodo più recente, i rendimenti dei titoli di stato americani sono stupidamente bassi rispetto all'attuale tasso di inflazione al 2,22% annuale. Non un singolo punto sulla curva dei rendimenti del Tesoro è vicino o superiore al tasso d'inflazione. Pertanto, alla fine della scorsa settimana:

  • I rendimenti dei buoni del Tesoro a tre mesi erano allo 0,0625%;
  • I rendimenti dei buoni del Tesoro a due anni sono scesi di tre punti base allo 0,12%;
  • I rendimenti dei titoli di stato a cinque anni sono scesi di cinque bps allo 0,37%;
  • I rendimenti dei titoli di stato a dieci anni sono scesi di sette bps allo 0,90%;
  • I rendimenti dei titoli di stato a trenta anni sono scesi di 11 punti base all'1,63%;
  • I rendimenti del benchmark Fannie Mae sono scesi di sei bps all'1,35%.

Questa lista di rendimenti reali ridicolmente sott'acqua è la stessa che JayPo sventola come prova che non esiste una bolla nel mercato azionario. L'unica consolazione per lui è che i banchieri centrali di tutto il mondo hanno abbracciato la stessa nozione: lo scopo del mercato obbligazionario è quello di separarvi nel tempo dalla vostra ricchezza.

In Europa, infatti, anche le nazioni fiscalmente sconsiderate sfoggiano rendimenti inferiori all'inflazione. Quasi a sottolineare l'assurdità del mercato obbligazionario europeo soffocato dalla BCE, il rendimento del titolo spagnolo a 10 anni alla fine della scorsa settimana è stato, beh, dello 0,00%, anche se i rendimenti nominali tedeschi, francesi e portoghesi sono stati trattati a livelli negativi:

  • I rendimenti del decennale greco sono scesi di tre bps allo 0,60%;
  • I rendimenti del decennale portoghese sono scesi di otto bps a -0,04%;
  • I rendimenti del decennale italiano sono scesi di sette bps allo 0,59%;
  • I rendimenti del decennale spagnolo sono scesi di otto bps allo 0,00%;
  • I rendimenti del decennale tedesco sono scesi di nove bps a -0,64%;
  • I rendimenti del decennale francese sono scesi di sette bps a -0,38%;
  • I rendimenti del decennale inglese sono scesi di 18 bps allo 0,17%;

Ma piuttosto che ammettere di aver realizzato il desiderio più intenso di J. M. Keynes ammazzando i "redditieri", ovvero i possessori di obbligazioni, JayPo ieri ha detto una cosa completamente diversa: ha ritenuto opportuno ragliare per una maggiore inflazione.

Questo è semplicemente un incantesimo rituale. Negli ultimi tempi non c'è mai stato alcun pericolo di deflazione prolungata, come se fosse un problema tra le altre cose, visto che 40 anni di robusta prosperità deflazionistica tra il 1870 e il 1910 hanno smentito tale paura.

Quindi l'unica ragione per una maggiore inflazione rispetto all'aumento composto al 2,10% dell'IPC medio negli ultimi 20 anni è che la FED considera l'inflazione un indicatore della crescita del PIL reale. Questa è la vecchia nozione della Curva di Phillips, già screditata 40-50 anni fa, ma che senso ha comunque?

Perché non tenere semplicemente d'occhio il PIL reale e farla finita?

Perché non dimenticare del tutto il targeting dell'inflazione, visto che non lo si può misurare con precisione o influenzarlo direttamente, e invece tenere d'occhio le variabili finanziarie che si possono influenzare dalla sala riunioni dell'Eccles Building?

Cioè, i rendimenti delle obbligazioni reali assurdamente negativi, che sono un risultato diretto di una massiccia monetizzazione, e gli assurdi multipli PE nel mercato azionario, che sono alimentati dal cosiddetto TINA: non c'è alternativa.

Per quanto riguarda i PE, non stiamo parlando solo della pura follia di Tesla a 1300X gli utili annuali o Amazon a 95X. Le ultime stime appena uscite dal casinò di Wall Street per l'indice S&P 500 e la sua capitalizzazione di mercato da $30.000 miliardi sono $ 93,29 per azione e un guadagno del +54%, a $143,98 per azione, per il dicembre 2021.

Arrotondando al numero intero più vicino, suddette stime (che non sono mai al ribasso) ammontano rispettivamente al 40X ed al 26X. Quindi se JayPo vuole rimuginare sui pericoli che lo attendono, forse dovrebbe dimenticare alcuni punti decimali irrilevanti sul tasso d'inflazione e concentrarsi sulla gigantesca bolla del mercato azionario.

Ancora più importante, se questi pazzi nell'Eccles Building si liberassero del loro "inflation targeting" anche solo per un breve periodo, potrebbero notare alcuni dei molteplici effetti negativi che sono derivati ​​dalla loro maniacale stampa di denaro.

Ad esempio, nonostante più di 50 milioni di nuove richieste di indennità di disoccupazione e la calamità causata dal lockdown tra i ranghi di milioni di piccole imprese, lo 0,001% che siede in cima ai giganteschi fondi di private equity è andato alla grande.

Grazie alla FED ed al suo abbassamento artificiale dei tassi sul debito governativo e societario, i money manager hanno fatto baldoria con i titoli spazzatura. Fino a novembre l'emissione di obbligazioni spazzatura ha raggiunto quasi $400 miliardi, in aumento di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Ma una grande parte dei proventi è finita in ricapitalizzazioni a leva finanziaria. I fondi di private equity hanno l'opportunità di gravare ulteriormente le loro società in portafoglio, già cariche di debiti, con ancora più debito allo scopo di pagarsi un ricco raccolto di dividendi.

Secondo S&P Global Market Intelligence, l'ammontare del debito emesso legato a tali pagamenti è cresciuto fino a superare i $29 miliardi quest'anno, con un aumento di oltre il 25% rispetto al 2019. In confronto, durante l'ultima recessione nel 2008-2009, tale attività era quasi scomparsa.

E questa non è nemmeno la metà della storia. Se si guarda al debito aziendale totale in dollari USA, il 2020 si è rivelato un anno record di tutti i tempi. Secondo le ultime stime:

  • Le emissioni investment grade aumenteranno del 53%, raggiungendo il record storico di $2.020 miliardi;
  • Le emissioni ad alto rendimento aumenteranno di quasi il 30% a $556 miliardi.

Eppure non c'è dubbio su dove sia finita la schiacciante quota dei proventi: riportati a Wall Street per finanziare progetti d'ingegneria finanziaria tra cui riacquisti di azioni proprie e accordi di fusione/acquisizione.

Per quanto riguarda i primi, il grafico qui sotto dice tutto. Dal 2009 quasi $15.000 miliardi sono stati riciclati nel mercato azionario, ma praticamente il 100% di questi è arrivato dalle grandi società, le quali hanno preso in prestito nuovo denaro o hanno prelevato liquidità per riacquistare le proprie azioni.

Eppure i geni nell'Eccles Building hanno ripetuto ieri che continueranno a stampare $120 miliardi al mese, una frode finanziaria bella e buona, fino a quando non sarà finalmente raggiunta la cosiddetta piena occupazione, che in realtà è ostacolata dall'ingegneria finanziaria promossa dalla FED.

Poi c'è la questione della finanziarizzazione fuori controllo. A titolo di esempio, il patrimonio netto delle famiglie misurato dai conti del flusso di fondi della FED è balzato ad un record di $123.500 miliardi nel terzo trimestre. Al 584% del PIL, ora sovrasta i picchi del ciclo precedente al 493% durante il primo trimestre 2007, al 447% durante il primo trimestre 2000 e ben meno del 350% del PIL prima del 1987.

Perché JayPo non si è mai degnato di indagare sul motivo per cui il valore degli asset finanziari è diventato così disaccoppiato dal PIL di Main Street? O se i rendimenti obbligazionari ultra bassi promossi dalla FED e le valutazioni fuori scala dei titoli azionari abbiano qualcosa a che fare con questo, per non dire se tali disconnessioni senza precedenti siano stabili e sostenibili.

Argomenti del tutto sorvolati. Né si è mai chiesto del recente studio Deloitte, il quale ha rivelato che durante i suoi 15 anni di esistenza, l'industria dello scisto statunitense è riuscita a cancellare l'incredibile cifra di $450 miliardi di capitale investito generando $300 miliardi di flusso di cassa netto negativo. Inoltre il settore ha registrato più di 190 fallimenti sin dal 2010, i più alti di qualsiasi settore negli Stati Uniti.

Vale a dire, potrebbe essere che la repressione finanziaria sia la fonte dei cattivi investimenti? È questa uno dei motivi per cui il tasso tendenziale della crescita economica continua a scendere nonostante gli infiniti "stimoli" della FED e il capitale viene drasticamente e sistematicamente valutato in modo errato, allocato male e sprecato?

A tal proposito c'è il fatto che negli anni '90, quando i rendimenti reali delle obbligazioni erano ancora economicamente razionali, non esistevano gli ETF. Questo perché in un mercato libero ed onesto non esisterebbero affatto.

Se investitori e selezionatori di titoli volevano un'esposizione bilanciata ad un settore rispetto ad una singola azienda, avrebbero potuto comporre i propri compositi praticamente senza spese, data la ricerca a basso costo di oggi, l'analisi dei dati e gli strumenti di trading. Così come sono, l'unico vero scopo degli ETF è facilitare la speculazione da parte di trader amatoriali e robo-trader.

Non sorprende, quindi, se gli ETF abbiano attratto afflussi record di $121 miliardi a novembre, un balzo del 14,5% rispetto al mese record precedente. Questo enorme bottino mensile ha portato gli afflussi globali netti nei primi 11 mesi del 2020 a $659 miliardi, il 15,4% in più rispetto ai $571 miliardi raccolti nello stesso periodo nel 2019.

Infatti il grafico qui sotto è la pistola fumante. A grandi linee, i fondi comuni d'investimento tradizionali almeno assomigliano agli "investitori", mentre gli ETF sono quasi interamente dominio di trader e speculatori. Tuttavia, quando i mercati dei capitali diventano dominati dalla speculazione come illustrato di seguito, l'efficienza e la capacità di crescita dell'economia di Main Street vengono progressivamente erose e compromesse.

Inutile dire che, dato il caos e gli investimenti sbagliati che le banche centrali hanno scatenato a Wall Street, non sorprende che anche i politici di Washington, finanziariamente non istruiti, abbiano dato di matto.

Ma mentre il Congresso avanza verso altri $900 miliardi di Everything Bailout oltre ai $3.500 miliardi già elargiti, c'è stato uno sviluppo negli ultimi giorni che vi dice tutto ciò che dovete sapere.

Sembra che il senatore di destra Josh Hawley del Missouri abbia collaborato con Bernie Sanders per sostenere un altro giro di helicopter money all'85% delle famiglie statunitensi. Ciò aggiungerà altri $150 miliardi ai $300 miliardi distribuiti nel giro di aprile.

Ma ecco il punto: ciò si aggiunge a quello che sarà un totale di $850 miliardi di assegni a milioni di piccole imprese e un totale di $500 miliardi per i sussidi di disoccupazione federali in cima ai $600 miliardi pompati a livello statale.

Quindi solo in questi tre programmi è probabile che ci ritroveremo con circa $2.400 miliardi di aiuti per le vittime dei lockdown ordinati dallo stesso governo federale.

Tra febbraio e novembre calcoliamo che la perdita totale tra salari e stipendi dell'intera forza lavoro statunitense di 160 milioni sia stata di circa $300 miliardi.

Proprio così. Dal momento che la FED sta monetizzando tutte le nuove emissioni di debito, i politici nei dipartimenti fiscali hanno pensato bene di dispensare otto volte di più la compensazione delle perdite effettive.

Come abbiamo ampiamente dimostrato, questa è molto di più che una semplice gabbia di matti!


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


L'OMS cancella dal suo sito web l'immunità acquisita in modo naturale

Freedonia - Mar, 05/01/2021 - 11:08

 

 

di Jeffrey Tucker

Forse avete la sensazione che stia succedendo qualcosa di strano? Anch'io percepisco la stessa cosa.

Il coronavirus ha vissuto sulle superfici fino a quando poi le cose sono cambiate. Le mascherine non funzionavano fino a quando hanno iniziato a funzionare, e poi non hanno di nuovo funzionato più. C'è una trasmissione asintomatica, poi salta fuori che non c'è. I lockdown dovrebbero controllare il virus, poi salta fuori che non lo fanno. Tutte queste persone sono ammalate senza sintomi fino a quando, oops!, i test PCR sono estremamente imprecisi perché non sono mai stati intesi come strumenti diagnostici. Tutti corrono il rischio di avere il virus poi salta fuori che non ce l'hanno. Si diffonde nelle scuole, solo che poi non è così.

E così ogni giorno. Non c'è da meravigliarsi se così tante persone abbiano smesso di credere a tutto ciò che dicono le "autorità sanitarie pubbliche". Insieme ai governatori e ad altri autocrati che eseguono i loro ordini, hanno deciso di portare via la libertà ed i diritti umani e si aspettavano che li ringraziassimo per averci salvato la vita. Ad un certo punto quest'anno (per me era il 12 marzo) la vita ha cominciato a sembrare un romanzo distopico.

Bene, ora ho un'altra prova da aggiungere a quelle fin qui ammassate. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, per ragioni sconosciute, ha improvvisamente cambiato la definizione di un concetto fondamentale in immunologia: l'immunità di gregge. La sua scoperta è stata una delle principali conquiste della scienza nel XX secolo, emergendo gradualmente negli anni '20 e diventando poi sempre più raffinata nel corso del XX secolo.

L'immunità di gregge è un'osservazione affascinante che potete ricondurre alla realtà biologica o alla teoria della probabilità statistica, a seconda di quale preferiate. (Non è certamente una "strategia", quindi ignorate qualsiasi fonte mediatica che la descriva in questo modo.) L'immunità di gregge guarda direttamente, e con potere esplicativo, all'osservazione empirica: i virus respiratori sono diffusi e per lo più lievi (raffreddore comune) e di breve durata (SARS-CoV-1).

Perchè? Quando un virus uccide il suo ospite, cioè quando un virus sovraccarica la capacità del corpo di integrarlo, esso muore e quindi il virus non si diffonde ad altri. Più questo accade, meno si diffonde. Se il virus non uccide il suo ospite, può passare ad altri attraverso tutti i mezzi usuali. Quando prendete un virus e lo combattete, il vostro sistema immunitario codifica quelle informazioni in un modo da creare immunità. Quando accade ad un numero sufficiente di persone (ed ogni caso è diverso, quindi non possiamo specificare un numero, soprattutto date le tante immunità incrociate) il virus perde la sua qualità pandemica e diventa endemico, vale a dire prevedibile e gestibile. Ogni nuova generazione incorpora queste informazioni attraverso una maggiore esposizione.

Questo è ciò che si chiamerebbe ABC della Virologia/Immunologia. È quello che leggete in ogni libro di testo e che è stato insegnato in biologia cellulare per 80 anni. Osservare le operazioni di questo fenomeno evolutivo è meraviglioso, perché aumenta il rispetto per il modo in cui la biologia umana si è adattata alla presenza di agenti patogeni senza impazzire.

E la scoperta di questa affascinante dinamica nella biologia cellulare è una delle ragioni principali per cui la salute pubblica è migliorata molto nel XX secolo. Abbiamo mantenuto la calma. Abbiamo gestito i virus con professionisti medici: rapporti medico/paziente. Abbiamo evitato la tendenza medievale a farci prendere dal panico, ma piuttosto abbiamo usato razionalità e intelligenza. Anche il New York Times riconosce che l'immunità naturale è potente contro il Covid-19, il che non è affatto sorprendente.

Finché un giorno l'Organizzazione Mondiale della Sanità, un tempo gloriosa perché principale responsabile dell'eradicazione del vaiolo, ha improvvisamente deciso di cancellare tutto ciò che ho appena scritto. Ha letteralmente cambiato la scienza in un modo simile a quello sovietico. Ha rimosso con il tasto "cancella" ogni menzione di immunità naturale dal suo sito web. Non contenta, ha deciso inoltre di caratterizzare in modo errato la struttura e il funzionamento dei vaccini.

Affinché possiate credere a ciò che vi sto dicendo, cercherò di essere il più preciso possibile. Ecco il sito web al 9 giugno 2020. Potete vederlo anche su Archive.org. Dovete spostarvi in basso nella pagina e fare clic sulla domanda riguardante l'immunità di gregge.

È una definizione accurata in fin dei conti. Anche l'affermazione che la soglia "non è ancora chiara" è corretta. Esistono immunità incrociate al Covid da altri coronavirus e la memoria delle cellule T contribuisce all'immunità naturale.

Alcune stime arrivano al 10%, il che è ben lontano dalla stima ottimale del 70% che è standard nel regno farmaceutico. La vita reale è molto più complicata dei modelli, in economia o epidemiologia. La definizione passata dell'OMS è una descrizione buona alla fin fine.

Tuttavia, in uno screenshot datato 13 novembre 2020, leggiamo la seguente nota che in qualche modo finge che gli esseri umani non abbiano affatto un sistema immunitario, ma piuttosto si affidino interamente alle grandi aziende farmaceutiche per farsi iniettare cose nel sangue.

Ciò che ha fatto l'Organizzazione Mondiale della Sanità è stato cancellare ciò che equivale all'intera storia di un milione di anni dell'umanità nella sua delicata danza con i patogeni. Da ciò si potrebbe solo dedurre che tutti noi non siamo altro che tabulati vuoti su cui l'industria farmaceutica appone la sua firma.

Infatti questo cambiamento all'OMS ignora e addirittura cancella 100 anni di progressi medici in virologia, immunologia ed epidemiologia. È completamente antiscientifico ed ingiustificatamente a favore dell'industria dei vaccini.

Ciò che è ancora più strano è l'affermazione che un vaccino protegga le persone da un virus piuttosto che esporle ad esso. La cosa sorprendente di questa affermazione è che un vaccino funziona precisamente attivando il sistema immunitario attraverso l'esposizione. Questo è noto da secoli. Non c'è modo per la scienza medica di sostituire completamente il sistema immunitario umano.

Ma anche questo è un segno dei tempi: per quasi un anno intero i media ci hanno detto che la "scienza" richiede il rispetto dei suoi dettami, i quali sono contrari ad ogni principio del liberalismo, ad ogni aspettativa che abbiamo sviluppato nel mondo moderno di poter vivere liberamente e con la certezza dei nostri diritti. Poi la "scienza" ha preso il sopravvento ed i nostri diritti umani sono stati cestinati. E ora la "scienza" sta cancellando la propria storia, aerografando ciò che conosceva e sostituendolo con qualcosa di fuorviante nel migliore dei casi e palesemente falso nel peggiore.

Non conosco l'esatto perché l'OMS abbia fatto quel che ha fatto. Dati gli eventi degli ultimi nove/dieci mesi, è ragionevole presumere che sia in gioco la politica. Dall'inizio dell'epidemia, coloro che hanno spinto per i lockdown e l'isteria sul coronavirus hanno alzato le barricate contro l'idea dell'immunità naturale, insistendo invece sul fatto che dovevamo vivere in isolamento fino a quando non sarebbe stato sviluppato un vaccino.

Questo è il motivo per cui la Dichiarazione di Great Barrington, scritta da tre dei più eminenti epidemiologi del mondo e che abbraccia il fenomeno dell'immunità di gregge per proteggere i vulnerabili e ridurre al minimo i danni alla società, è stata accolta con disprezzo. Ora vediamo anche l'OMS soccombere alle pressioni politiche. Questa è l'unica spiegazione razionale per cambiare la definizione di immunità di gregge che esiste da un secolo.

La scienza non è cambiata, la politica sì però. Ed è proprio per questo motivo che è pericoloso sottoporre la gestione dei virus alle forze della politica. Alla fine anche la scienza si piega al carattere ambiguo dell'industria politica.

Quando i libri di testo che gli studenti usano al college contraddicono le dichiarazioni ufficiali delle autorità durante una crisi in cui la classe dirigente sta chiaramente tentando di prendere il potere permanente, abbiamo un grosso problema.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


25 anni dopo: quello che è diventato l'euro

Freedonia - Lun, 04/01/2021 - 11:01

 

 

di Philipp Bagus

Venticinque anni fa, il 15 dicembre 1995, i quindici capi di stato e di governo dell'allora UE decisero in una riunione a Madrid di denominare la futura moneta comune "euro" e di introdurla dal 1° gennaio 1999, inizialmente ad un tasso di cambio fisso. L'effettiva introduzione di tale valuta è avvenuta nel 2002. Danimarca, Gran Bretagna e Svezia hanno mantenuto le loro valute nazionali invece.

Anche la Polonia, la Repubblica Ceca e l'Ungheria, che hanno aderito nel 2004, hanno ostinatamente resistito a rinunciare allo złoty, alla corona e al fiorino. Fin dall'inizio c'erano due punti di vista contrastanti su quale tipo di valuta fiat doveva essere denaro della Banca Centrale Europea (BCE). L'euro è stato spacciato ad una popolazione tedesca scettica come successore del marco tedesco. La moneta comune non doveva essere utilizzata per finanziare direttamente i bilanci statali e molti tedeschi temevano di dover pagare gli alti debiti dei Paesi del sud Europa.

Pertanto alla BCE venne contrattualmente vietato di acquisire direttamente il debito pubblico, sebbene fin dall'inizio lo accettasse come garanzia per i prestiti bancari. Inoltre il Trattato di Maastricht, firmato nel 1992, prevedeva nella clausola di non salvataggio (articolo 125 sul funzionamento dell'Unione Europea [TFUE]) che gli stati nell'UE non erano responsabili dei debiti degli altri stati membri. Theo Waigel (Christian Social Union [CSU]), all'epoca ministro delle finanze tedesco, promise che l'euro sarebbe stato forte quanto il marco.

Oggi siamo molto lontani da un euro "tedesco", poiché il punto di vista opposto sul ruolo dell'euro ha costantemente guadagnato terreno. Questa visione franco-italiana, o mediterranea, vede la politica monetaria come uno strumento per realizzare i sogni di politica fiscale: la banca centrale è subordinata al Ministero delle Finanze. Tali convinzioni divergenti erano destinate a portare a tensioni e conflitti: mentre un gold standard promuove la collaborazione internazionale e la pace, la valuta comune fiat è stata una fonte continua di conflitti. I compromessi risultanti hanno successivamente reso l'euro più "mediterraneo".

La caduta in disgrazia è iniziata nel 2010 con il "salvataggio" diretto dello stato greco sovraindebitato, quando la clausola di non salvataggio venne a tutti gli effetti ignorata. Successivamente il presidente francese Nicolas Sarkozy spinse per il "temporaneo" European Financial Stability Facility (EFSF) contro la resistenza tedesca. La BCE iniziò, ancora in modo selettivo e temporaneo, ad acquistare sul mercato secondario i titoli di stato dei Paesi dell'UE. Oggi è impegnata in un massiccio programma di quantitative easing, acquistando in modo sistematico e continuo il debito pubblico. Proprio di recente, la BCE ha esteso e ampliato il proprio programma di acquisto di obbligazioni di altri €500 miliardi.

Anche la Germania inizialmente si oppose al passo successivo, la trasformazione dell'EFSF temporaneo in un fondo di salvataggio illimitato, il meccanismo europeo di stabilizzazione (MES). Il fondo può concedere prestiti a stati dell'UE che non sono in grado di finanziarsi sui mercati dei capitali. Contro l'ostinata resistenza dei Paesi del sud Europa fortemente indebitati, la Germania ha insistito che i prestiti MES fossero legati a riforme strutturali.

In cambio dell'approvazione del MES, la Germania ha chiesto l'adozione del Patto di bilancio europeo, il quale inasprisce le condizioni del Patto di stabilità e crescita. In esso, i Paesi dell'UE si impegnano per un bilancio strutturalmente equilibrato: nelle fasi di crescita economica devono essere generati avanzi di bilancio per compensare i deficit nelle fasi di recessione fino ad un massimo del 3%; inoltre quando il livello del debito di uno stato supera il 60% del prodotto interno lordo (PIL), deve ridurne continuamente l'onere attraverso avanzi di bilancio.

L'idea del Patto di bilancio europeo era quella di costringere gli stati membri dell'UE a mettere in ordine le loro finanze pubbliche in modo che non ci fosse il bisogno di ricorrere al MES. In altre parole, la Germania era disposta ad elargire il denaro dei suoi contribuenti attraverso il MES solo se i Paesi del sud Europa si fossero impegnati a porre fine alla loro spesa eccessiva e al loro indebitamento eccessivo. L'ingenuità di questo pio desiderio era ovvia: il MES è arrivato, ma le regole del Patto di bilancio europeo non vengono rispettate dai Paesi del sud Europa.

L'esistenza del MES ha creato un altro motivo di contesa: la Germania e quei Paesi più disciplinati a livello fiscale non vogliono affatto che si utilizzi il MES, mentre i Paesi del sud Europa stanno cercando di sfruttarlo per i propri scopi. L'ultima riforma del MES dovrebbe essere intesa in questa luce: concedere linee di credito precauzionali a stati "economicamente sani" senza che essi effettuino riforme strutturali, sollevando l'ovvia domanda sul perché uno stato sano avrebbe mai bisogno di una linea di credito dal MES. Inoltre quest'ultimo può ora essere utilizzato come ultimo sostegno del Fondo di risoluzione unico (del meccanismo di risoluzione unico [SRM]), a cui la Germania ha provato ad opporsi soprattutto perché il denaro dei contribuenti tedeschi potrebbe ora essere utilizzato per salvare le banche straniere.

Proviamo ad illustrare con il seguente esempio l'importanza di poter sfruttare il MES per ricapitalizzare banche insolventi: supponiamo che una banca greca abbia acquistato obbligazioni emesse dal proprio governo, finanziando così il welfare state greco o costosi progetti di armamenti. Supponiamo inoltre che il governo greco non possa più sopportare i suoi debiti e che ci sia un haircut sul debito pubblico greco. A causa delle perdite subite, la banca greca è in bancarotta e viene ricapitalizzata tramite l'SRM. Come ultima risorsa, i prestiti del MES possono ora essere utilizzati anche a questo scopo. Di conseguenza i contribuenti della zona Euro che finanziano il MES pagano indirettamente il debito pubblico greco. Con l'ultima riforma del MES, il loro denaro può essere utilizzato per ristrutturare il settore bancario del sud Europa, il quale ha generosamente finanziato i relativi stati d'appartenenza. Inutile dire che questa riforma è l'ennesima piccola vittoria per i Paesi del sud Europa. E con essa, dopo venticinque anni, l'euro si sta allontanando sempre più dalle idee originali tedesche. L'euro è stato mediterraneizzato.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


I guai veri per il dollaro sono appena iniziati

Freedonia - Gio, 31/12/2020 - 11:06

 

 

di Alasdair Macleod

Non è affatto una sorpresa che le criptovalute stanno ruggendo ed i metalli preziosi stanno recuperando terreno. Nell'ultimo mese ci sono stati sviluppi che indicano una nuova fase di accelerazione dell'inflazione monetaria per il dollaro e il denaro fiat sta iniziando ad essere scambiato con suddette coperture contro l'inflazione ad un ritmo crescente.

L'iperinflazione del dollaro sta ora diventando ovvia per una crescente coorte di investitori. È alimentata da fattori su entrambi i lati dei bilanci bancari, con i grandi depositanti che stanno riducendo i loro depositi a termine e aumentando i loro conti correnti ad accesso immediato. Inutile dire che ciò è alla base dell'aumento di M1, alimentato quindi da spostamenti da M2 la quale include anche i depositi di risparmio.

Si tratta di una corsa agli sportelli bancari nascosta. Nel frattempo i crescenti problemi nelle supply chain stanno portando al ritiro del credito bancario dalle attività non finanziarie, facendo implodere i bilanci bancari man mano che il credito bancario si contrae.

Viene altresì ritirato il supporto estero agli asset ad interesse fisso denominati in dollari e al dollaro stesso, il che porterà sicuramente ad un aumento dei rendimenti obbligazionari e dei tassi d'interesse durante il nuovo anno, indebolendo la bolla nel mercato azionario.

La FED si trova ora ad affrontare non solo il finanziamento del deficit di bilancio federale, ma anche quello delle supply chain statunitensi nella loro interezza, il che è corroborato dai problemi logistici globali in corso, vincolando $34.000 miliardi di pagamenti annui intra-aziendali nella sola America. L'impegno incrollabile della FED nei confronti di politiche monetarie keynesiane la porterà a dover compensare questi problemi commerciali, a salvare le banche che non riescono a sopravvivere all'inevitabile contrazione del credito bancario ed a far fronte ai crediti inesigibili che emergeranno.

È un compito epocale che abbraccia l'intera economia degli Stati Uniti, il che richiede una stampa di denaro ancora più rapida e mastodontica, compito impossibile da sostenere senza distruggere il dollaro scoperto.


Introduzione

Da maggio ho messo in guardia i lettori nei confronti di un crollo del dollaro. Ho mostrato che materie prime, azioni, criptovalute e metalli preziosi stavano salendo di valore a causa della perdita di potere d'acquisto del dollaro.

I media continuano a riferire sugli effetti economici solo del Covid-19, sottovalutando questi fattori ed ignorandone altri. Ritornare alla normalità è sempre stato un faro di speranza: la primavera della speranza in un inverno di disperazione. Ed è stata solo una piccola minoranza ad aver sottolineato che, lungi dall'essere una soluzione, il finanziamento inflazionistico ha conseguenze negative. E ancora meno di noi hanno cercato di dimostrare che invece di stimolare l'attività economica, la svalutazione della moneta in realtà la uccide.

Il ritmo della distruzione monetaria sta facendo un nuovo balzo. Il Grafico 1 rappresenta l'offerta di moneta della valuta di riserva mondiale, che sta salendo ad un nuovo ritmo. Nelle ultime due settimane di novembre, l'offerta di moneta M1 è aumentata di oltre il 14%, un tasso annuo del 367%.

La tendenza iperinflazionistica dell'offerta di moneta statunitense M1 è chiara, ma tutti sono diventati così confusi da questi sviluppi che praticamente la ignorano, mentre i prezzi di azioni, materie prime e Bitcoin esplodono. Questi sviluppi non devono essere ignorati da chiunque desideri preservare la propria ricchezza e forniscono importanti indizi sulla strada da percorrere.


I depositi di risparmio statunitensi vengono smobilitati

Secondo i dati più recenti, la somma dei depositi totali e della componente monetaria di M1 è salita a novembre di $435,7 miliardi, un incremento dell'11,6%, mentre i depositi a risparmio totali sono diminuiti di $88,5 miliardi (0,75%). La differenza tra i primi due e il secondo è l'accesso istantaneo. Rappresenta a tutti gli effetti una svolta: dal rapido aumento dei depositi a risparmio tra aprile e giugno, all'aumento della liquidità e dei conti correnti. Nella misura in cui il cosiddetto helicopter money ha rafforzato i conti di risparmio, tale effetto è svanito e, a seguito del rallentamento del tasso di aumento dei depositi a risparmio, questi ultimi sono effettivamente diminuiti per la prima volta quest'anno.

Le ragioni di questa inversione di tendenza riflettono una nuova riluttanza dei depositanti a vincolare fondi nel sistema bancario. Per essere chiari, con i depositanti più piccoli protetti dal FDIC, i cambiamenti nei depositi avverranno sicuramente nei saldi superiori, riflettendo quasi certamente una classe di depositanti finanziariamente informata che probabilmente negozia asset finanziari. L'apparente repentinità del cambiamento di atteggiamento tra i grandi depositanti dovrebbe suscitare il nostro interesse.

Non possiamo incolpare i tassi d'interesse a zero per questo sviluppo, perché ci sono stati massicci afflussi per un totale di $1.240 miliardi di depositi a risparmio totali a marzo, aprile e maggio, quando anche allora i tassi d'interesse erano a zero. La ragione più probabile per cui i depositi vincolati non vengono rinnovati è perché si tratta di un primo passo verso un'esposizione agli asset reali, ai beni e ai servizi.

Nel contesto di una combinazione di inflazione monetaria ed effetto sui prezzi degli asset, l'incasso dei depositi a risparmio ha senso. Non ne ha invece prestare denaro alla banca ad interessi zero, quando i prezzi degli asset e dei beni salgono. E se questi ultimi vengono venduti, non ha senso impegnare i proventi in depositi a termine; meglio comprare qualcos'altro. Anche se questo cambiamento di comportamento sembra segnalare che i depositanti sono sempre più consapevoli che i prezzi stanno aumentando e che i beni dovrebbero essere acquistati prima piuttosto che poi, devono ancora apprezzare che il fenomeno è la conseguenza di un potere d'acquisto della valuta in calo piuttosto che di un aumento dei prezzi.

Questo ci dà un'indicazione sul dove siamo nel processo di iperinflazione. Il segnale che ci viene dato dall'aumento di M1 è che alla fine porterà ad un'accelerazione dello smaltimento del denaro da parte di tutti i depositanti bancari. Ma non siamo ancora arrivati a questo punto.

In passato le iperinflazioni portavano ad un aumento della domanda di valuta sotto forma di banconote. Nella Germania del 1922-23 i salariati dovettero incassare i loro stipendi per spenderli immediatamente, il che portò ad un rapido aumento della domanda di marchi di carta mentre il loro potere d'acquisto crollava. Questo è il motivo per cui le stampanti monetarie funzionavano a pieno regime. Nell'economia moderna in cui le banconote e le monete giocano solo un piccolo ruolo, l'aumento della liquidità di spesa presso le banche crea un serbatoio di fondi, che quando arriva uno shock, è pronto a fluire rapidamente in tutto ciò che non è denaro fiat.

Se questa condizione si attiva, sposterà il potere d'acquisto del dollaro sul precipizio. Un aggiustamento su queste linee porterà ad un aumento più repentino dei prezzi dei beni di consumo rispetto ad un'economia in cui le banconote sono i principali mezzi di pagamento. Ma non siamo ancora arrivati a questo punto.

Per le banche commerciali l'effetto iniziale di una riduzione dei conti di risparmio è una maggiore esposizione al disallineamento temporale tra liquidità e portafoglio prestiti. In passato ciò ha portato a corse agli sportelli bancari, come quella di Northern Rock nel Regno Unito nel 2008. Un esempio più appropriato, forse, è il crollo dell'intero sistema bancario cipriota nel 2012.

Il presupposto negli ambienti finanziari è che la lotta al contante e il miglioramento della comunicazione tra le banche e le loro autorità di regolamentazione facciano sì che le operazioni bancarie siano un ricordo del passato. Il problema ricadrà sui clienti che non sono riusciti a recepire questo messaggio.

Ora abbiamo una spiegazione parziale del motivo per cui, come ha mostrato il nostro primo grafico, M1 sta salendo alle stelle: il denaro è stato dirottato dai depositi di risparmio inclusi solo in M2. Ciò lascia un altro enigma da risolvere, che si trova sul lato dell'attivo di bilancio del sistema bancario.


Il prestito bancario si sta improvvisamente contraendo

Oltre alla diminuzione dei depositi in M2 e all'aumento dei fondi nei conti correnti, l'origine della maggior parte dell'improvviso calo di M2 negli Stati Uniti a novembre è legata alla contrazione dei prestiti bancari. Il Grafico 2 mostra M2 meno M1, cosa che ci fornisce un'approssimazione dell'andamento del credito bancario.

Il credito bancario tende ad espandersi lungo un periodo di anni in cui i banchieri diventano gradualmente meno cauti riguardo ai prestiti, poiché i ricordi della precedente crisi finanziaria pian piano svaniscono. La Lemann era estremamente votata al settore finanziario e, con l'assistenza delle garanzie inflazionistiche della FED, non ha inedbolito i prestiti bancari al settore non finanziario, nonostante l'improvvisa caduta del PIL e della produzione lorda.

Il Grafico 2 racconta la storia dalla crisi della Lehman. Con l'inflazione dei prezzi ufficiale che rimaneva bassa e la FED che controllava i tassi d'interesse, il credito bancario si è espanso ad un ritmo costante per dieci anni. Quando le banche statunitensi hanno incontrato vincoli di bilancio nel settembre 2019, la FED è intervenuta nel mercato dei pronti contro termine per garantire che il credito bancario continuasse ad essere disponibile.

Il problema è stato risolto fino a marzo di quest'anno, quando la FED ha tagliato il tasso di riferimento allo 0% e pochi giorni dopo ha annunciato un QE illimitato. A quel tempo si pensava che nel giro di pochi mesi il virus sarebbe stato messo sotto controllo e l'economia globale sarebbe tornata alla normalità. I banchieri hanno ripensato alla Lehman: la soluzione era mantenere la calma e andare avanti. Con questo in mente e incoraggiate dalla FED, le banche commerciali hanno rapidamente ampliato il credito per contrastare quelli che si pensava fossero problemi di liquidità a breve termine nei settori non finanziari a causa delle supply chain e dei bloccati pagamenti lungo di esse. I prezzi delle materie prime sono aumentati, il che è stato preso come conferma da molti che le prospettive di produzione erano tornate a ruggire. Tra marzo e l'inizio di novembre il credito bancario è cresciuto di quasi $2.000 miliardi, nonostante fosse più che raddoppiato sin dal 2008.

Il credito bancario, e con esso i bilanci bancari, sono diventati ancora più sovraestesi e maturi per una contrazione significativa. Solo un aumento del capitale proprio può ridurre la pressione sui bilanci bancari se si vogliono mantenere gli attuali livelli di credito. Ma con il patrimonio bancario ai livelli di oggi rispetto al valore contabile, la diluizione del patrimonio netto è un'opzione poco attraente. L'unica alternativa è ridurre il rapporto tra asset e fondi degli azionisti, e così nelle ultime settimane il credito bancario ha iniziato a contrarsi bruscamente. E dato l'enorme aumento sin dalla crisi della Lehman, ora è probabile che si verifichi un ulteriore significativo ritiro dei prestiti bancari.


Psicologia del prestito

La psicologia dei cicli del credito bancario è facile da capire: i banchieri iniziano con una paura per il rischio, seguita dalla cautela nei prestiti, dalla crescente concorrenza per le imprese, quindi dall'avidità che comprime ulteriormente i margini e infine dalla paura di nuovo.

I banchieri hanno una forte tendenza ad agire all'unisono, creando un ciclo definitivo, una caratteristica vista in tutta la storia bancaria. Con ripetuti fallimenti ciclici, nel tempo gli istinti monopolistici collettivi dei banchieri li hanno portati ad unirsi per evitare che una crisi in una o più banche li infettasse (come nel caso di Barings nel 1890) e poi nel ventesimo secolo alle banche centrali che diventavano totalmente responsabili dei salvataggi bancari. Questo è stato uno dei motivi per cui è nata la FED.

Il conforto di salvarsi dalle proprie follie influenza l'istinto collettivo dei banchieri quando si tratta di elargire prestiti. Sanno che saranno sempre salvati. Molto prima di questi sviluppi, nel caso di Overend Gurney & Company nel 1866, Bagot scrisse che "queste perdite erano il frutto di azioni così avventate e così sciocche che anche un bambino avrebbe potuto fare meglio". La descrizione di Bagot possiamo applicarla anche al comportamento delle banche nel periodo precedente al fallimento della Lehman e alla condizione in cui si trovano oggi. Potrebbe essere estesa anche al comportamento delle banche centrali e delle autorità di regolamentazione bancaria che incoraggiano gli eccessi di credito.

Qualsiasi osservatore dei cicli di prestito avrebbe percepito questo fenomeno più e più volte. Nel nostro esempio contemporaneo, i banchieri sono convinti che la FED abbia saldamente il controllo; e che se non fosse per il Covid, l'economia sarebbe sana. Non possiamo sapere con certezza quale dei recenti eventi abbia portato dall'estremo ottimismo al dubbio e possibilmente al panico, ma l'evidenza ci suggerisce una risposta: le continue difficoltà con le supply chain ed i pagamenti annessi. Non si sono riprese dallo sconvolgimento iniziale causato dall'epidemia. E ora i banchieri nervosi vedono che i risparmiatori stanno liquidando depositi a risparmio a favore di conti correnti ad accesso istantaneo, una tendenza che cerca maggiore liquidità.


La logistica globale è nel caos

Le attività logistiche coinvolte nel trasporto, nello stoccaggio e nel flusso delle merci sono state gravemente sconvolte dal Covid. I contenitori pieni di merci si sono accumulati nei porti e la capacità di distribuzione è stata ridotta. Inoltre lo stoccaggio di alcune merci ha portato ad utilizzare i porti container come strutture di stoccaggio, intasandoli nonostante le sanzioni finanziarie. Un esempio è il governo del Regno Unito che accumula DPI a Felixstowe, dopo averne ordinati in eccesso nel panico iniziale e ora necessitano di stoccaggio per una riserva di scorte vitali. E con i container che non vengono restituiti rapidamente dalle nazioni importatrici agli esportatori, il flusso globale di merci è gravemente compromesso, motivo per cui così tanti si trovano nel posto sbagliato.

L'interruzione della logistica globale è iniziata all'inizio di quest'anno, con le spedizioni arretrate nei porti container della Cina e la mancanza di camionisti per ritirare e consegnare i container. Le compagnie di navigazione sono state costrette ad annullare le partenze e ciò ha portato ad una mancanza di componenti nei mercati dell'export cinese. Quando la Cina è uscita dal lockdown all'inizio di quest'anno, il trasporto su strada è tornato alla normalità. La pressione sulla distribuzione di container dalla Cina alla costa americana nel Pacifico si è inizialmente allentata, ma il corso dell'epidemia in America ha avuto un impatto sulla sua capacità di trasporto su strada, portando ad un accumulo di container nei porti nordamericani. Gli arretrati hanno portato le navi portacontainer a non essere in grado di ottenere slot di scarico e seminando il caos tra i rollover: il termine applicato ai container che non vengono caricati come programmato e riprenotati per la successiva navigazione disponibile, che a sua volta avrebbe potuto subire un rollover.

A metà ottobre fino ad un terzo dei carichi di trasbordo negli hub asiatici di spedizione di container era soggetto a rollover e rapporti più recenti suggeriscono che il problema non è stato risolto; anzi, è molto probabile che le condizioni siano peggiorate. E a causa della scarsa comunicazione, i proprietari di merci non hanno idea di dove siano le loro spedizioni nella catena logistica e quindi non possono gestire le proprie catene di approvvigionamento.

I problemi nelle supply chain stanno danneggiando l'economia globale. Inoltre l'aumento della spesa pubblica sta peggiorando le cose, ad esempio l'accumulo di container a Felixstowe pieni di DPI di proprietà dello stato. E il rapido aumento di tale spesa sta esercitando un'ulteriore pressione sulla logistica delle spedizioni, portando a maggiori squilibri commerciali.

Il fabbisogno finanziario delle imprese americane è proporzionale all'interruzione delle supply chain dovuta al caos dei container, indipendentemente dal fatto che l'impresa importi beni di consumo o componenti per la produzione. La totalità del problema è di gran lunga superiore al PIL, essendo direttamente correlata alla produzione lorda degli Stati Uniti, registrata l'ultima volta alla fine del secondo trimestre 2020 a $34.260 miliardi. Il grafico qui sotto ci mostra come tale parametro sia sceso dal suo massimo storico alla fine del 2019.

La contrazione della produzione lorda a metà anno si è avvicinata a $4.000 miliardi e, come abbiamo visto, la risposta iniziale delle banche è stata quella di estendere il credito per alleviare la crisi nelle supply chain. Ma dato che il movimento annuale di tutte le forniture è l'equivalente della produzione lorda, le implicazioni dell'aumento dei prestiti bancari sono state le seguenti: credito extra emesso pari a $1.600 miliardi e il settore non finanziario (cioè l'economia di base) ha assorbito i costi delle supply chain per un ammontare di $2.300 miliardi, lasciando le finanze aziendali molto tese.

La situazione si è ulteriormente deteriorata dalla fine di giugno. Mentre inspirano e contano fino a dieci, i banchieri ora si rendono conto che la FED non ha fatto abbastanza per proteggerli dalla vera portata del disastro logistico. A differenza dei tempi della Lehman, ora sono completamente esposti ad una situazione in rapido deterioramento. Non possono più permettersi di sostenere le imprese a corto di liquidità mentre la FED vacilla, motivo per cui si sta verificando l'improvviso crollo dei prestiti bancari. E vedendo che i loro depositanti ritirano il prestito a termine, le banche commerciali stanno cedendo al panico per frenare i loro prestiti bancari e ridimensionare i loro bilanci.


I compiti gravosi della FED

Finora la FED ha agito in termini keynesiani per salvare l'economia statunitense. Per garantire che le conseguenze del Covid fossero contenute ha promesso un QE illimitato, attualmente pari a $120 miliardi al mese, in modo da finanziare l'aumento del deficit del bilancio federale. Ha imposto tassi d'interesse a zero per mantenere bassi i costi di finanziamento. Il ciclo iniziale di inflazione monetaria ha finanziato due terzi dell'aumento della spesa federale nella seconda metà dell'anno fiscale 2020 fino alla fine di settembre, il terzo rimanente è stato generato dalle entrate fiscali. Un secondo "pacchetto di stimolo" è previsto a breve, il quale sarà finanziato da un'ulteriore inflazione monetaria.

Il compito della FED si sta ora evolvendo dal finanziare il crescente deficit del governo federale a sostenere anche le interruzioni nelle supply chain, ora che i prestiti bancari non riescono a tenere il passo. Mentre il primo problema è ancora lungi dall'essere risolto, il secondo è molto più grande visto che senza l'intervento della FED ci sarebbe stato un crollo deflazionistico come quello degli anni '30, con le banche che andarono in bancarotta sotto la pressione dei precedenti eccessi di prestito e dell'aumento dei crediti inesigibili. Per salvare le banche, quindi, esse dovranno essere sostenute a fronte degli impegni di prestito attuali e futuri. E per quanto riguarda la futura espansione del credito, i regolamenti dovranno essere modificati o sospesi, perché le banche ora non hanno il sostegno a livello di equity per espandere sufficientemente i loro bilanci.

Anche se ciò potesse essere portato a compimento, la FED va contro la regola di Pareto 80/20, per cui circa l'80% dell'attività economica del settore privato è composta da piccole e medie imprese locali. Ottenere sostegno per le PMI è un compito immane e il semplice sostegno ai flussi di pagamento nelle supply chain, per quanto sostanziali, non sarà sufficiente per risolvere i problemi economici delle piccole imprese. Ma volendo adottare una soluzione keynesiana a tutto, la FED non può tornare indietro e comunque non ha mandato per farlo. Gli stimoli contro la crisi sanitaria stanno diventando una passeggiata di salute rispetto a quanto la FED deve ancora affrontare.

La crescente consapevolezza nella comunità bancaria che l'America e il resto del mondo stanno affrontando una profonda crisi economica farà ciò che queste condizioni sono destinate a fare: portare le banche ad accalcarsi verso le uscite. Le rassicurazioni della FED non fermeranno tale fenomeno. Anche gli stranieri, con oltre $6.000 miliardi di depositi bancari e $22.000 miliardi di asset finanziari denominati in dollari americani, si accalcheranno verso le uscite vendendo dollari in cambio di altre valute, materie prime, Bitcoin e oro. Ciò sta già accadendo, come mostra il Grafico 3.

I depositanti nazionali, di fronte alla scelta di essere creditori di qualsiasi banca (spostare fondi da una all'altra non è una soluzione per problemi sistemici), sceglieranno sempre più spesso di scambiare i loro conti bancari con qualcosa di diverso dai dollari in banca, portando ad un crack-up boom.

Un fattore non visto nei precedenti crolli monetari è che ora esiste una classe istruita di fan delle criptovalute, la quale capisce che la politica monetaria della FED sta causando il collasso del dollaro. La loro istruzione è lungi dall'essere completa, ma non importa. Stanno facendo soldi, misurati in denaro fiat, e tutti lo vedono. È finita la situazione in cui solo un uomo su un milione capisce cosa sta succedendo al denaro. E questo fatto può solo accelerare il ritmo del crollo del dollaro.


La scelta tra asset finanziari e altri beni

Finora abbiamo scoperto che i depositanti non protetti dal FDIC hanno smobilitato i loro depositi di risparmio a favore della liquidità al fine di investire in asset. Per ogni asset acquistato, c'è un venditore che incassa i proventi. E con criptovalute, azioni, materie prime e prezzi delle materie prime tutti in rialzo, i venditori stanno reinvestendo invece di prendere solo profitti. Chiaramente questa attività è alimentata dalla crescente speculazione nelle bolle e, in misura minima, dal timore che il dollaro perda il suo potere d'acquisto rispetto ai beni materiali. Per provarlo, dobbiamo solo guardare al sentimento nel mercato dell'oro, la cui performance è notevolmente inferiore a quella di altri asset finanziari.

In assenza di una paura diffusa per la svalutazione della valuta, dobbiamo concludere che le azioni sui mercati finanziari, ad eccezione dell'interesse fisso dove c'è un solo acquirente (la FED) sono effettivamente bolle. Quando le bolle scoppiano, il denaro che esiste solo nelle valutazioni scompare.

Una conseguenza importante è che le garanzie bancarie, sempre più sotto forma di asset finanziari quotati o ad essi collegati, diminuiscono di valore, esponendo le banche ad una leva di bilancio eccessiva ed a prestiti scoperti. Il problema delle garanzie bancarie è stato espresso da Irving Fisher nella sua analisi del crollo di Wall Street e di come ciò abbia portato a perdite per le banche.

Senza l'intervento della FED, una riduzione della disponibilità di credito bancario porterà a tassi di prestito nettamente superiori a causa delle crescenti richieste di rifinanziamento in un momento di contrazione del credito. Storicamente le condizioni che portano all'implosione delle bolle sono quasi sempre legate all'aumento dei tassi d'interesse e dei rendimenti obbligazionari, cosa che mette in luce i malinvestment.

Anche le conseguenze di una valuta in calo, e considerevolmente posseduta da stranieri, possono innescare queste condizioni. Per gli investitori stranieri, i rendimenti degli asset denominati in dollari sono inficiati dalle perdite a livello monetario e questo è particolarmente evidente negli interessi fissi, dove i rendimenti sono troppo bassi per compensare le perdite monetarie attuali. Secondo i dati TIC del Tesoro USA, negli ultimi dodici mesi gli stranieri nel settore privato hanno liquidato quasi $300 miliardi in obbligazioni del Tesoro USA ad interesse fisso, obbligazioni societarie e di agenzie governative. La liquidazione è superiore una volta che si rimuovono dal calcolo le società assicurative offshore.

La condizione sottostante è la preferenza temporale, che, in una valuta in calo, avvisa i proprietari stranieri di perdite future non compensate dai tassi d'interesse correnti. Questo è il motivo per cui le plusvalenze per compensare la mancanza di reddito da interessi sono diventate così importanti per gli investitori stranieri. Ma come mostra il Grafico 4, con l'aumento dei rendimenti vi è una crescente sensazione che i profitti saranno ora sostituiti da perdite sul capitale.

L'aumento dei rendimenti obbligazionari per il debito del Tesoro USA ha ulteriori implicazioni negative per i mercati azionari. Le valutazioni si basano esclusivamente sulla politica monetaria della FED e sono completamente separate dalle prospettive di business nel settore non finanziario, dove le supply chain stanno fallendo.

I depositanti bancari che non ricadono nella protezione del FDIC tenteranno di invertire le loro attuali posizioni nei confronti delle azioni. L'attrazione tradizionale verso un rifugio sicuro nei titoli del Tesoro USA sarà sostituita da una fuga verso la liquidità. L'unico rifugio diventerà una scelta tra metalli preziosi e criptovalute, nel tentativo di liberarsi dei dollari.

Gli sviluppi su queste linee stanno ripetendo l'esperienza di John Law in Francia esattamente trecento anni fa. Banchieri saggi, come Richard Cantillon, non shortarono l'impresa del Mississippi, ma la moneta cartacea di Law, il livre scoperto, sulle borse estere di Londra e Amsterdam in cambio di valute coperte da oro e argento. Quella fu la seconda fortuna che guadagnò dalle politiche paleo-keynesiane di Law, la prima fu la vendita segreta di azioni Mississippi depositate presso di lui come garanzia.

Non ci sono dubbi sul fatto che gli sviluppi monetari, bancari ed economici e la relativa necessità di un'espansione aggiuntiva ed illimitata dell'offerta di moneta siano destinati a distruggere il dollaro e tutte le altre valute fiat, così come la valuta di John Law crollò trecento anni fa. Nella loro comprensione di ciò che rappresenta il denaro, la comunità delle criptovalute è solo la prima ad aver recepito questo messaggio.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


Il decimale dopo la virgola che ha fatto saltare in aria il mondo

Freedonia - Mer, 30/12/2020 - 11:12

 

 

di Jeffrey Tucker

Qual è stata la base del panico che ha portato le luci ad oscurarsi sulla civiltà? La data più importante potrebbe essere l'11 marzo 2020. È allora che il Congresso è caduto in un panico ingiustificato e ha acconsentito ad un lockdown su richiesta degli "esperti". I governatori statali li hanno seguiti uno per uno, con poche eccezioni, e il resto del mondo si è unito alla frenesia.

A febbraio le persone desideravano ardentemente sapere la risposta a quanto segue: questo "nuovo virus" ha punti in comune con l'influenza, i raffreddori stagionali ed altri patogeni prevedibili e gestibili? O è qualcosa di completamente diverso, senza precedenti nelle nostre vite, terrificante e universalmente mortale?

Fondamentale in suddetta fase sono stati i messaggi concernenti la salute pubblica. Nelle precedenti pandemie dal 1918 in poi, il messaggio centrale era mantenere la calma, andare dal medico se si accusavano determinati sintomi, evitare di infettare deliberatamente gli altri, fidarsi dei sistemi in atto e mantenere la società funzionante. Questo è stato a lungo considerato un messaggio di salute pubblica responsabile, ed è stato praticamente il punto in cui siamo rimasti per la maggior parte di gennaio e febbraio, quando gli "esperti", indipendentemente dalle loro prospettive politiche, hanno mantenuto sobrietà e razionalità.

Qualcosa è cambiato radicalmente questa volta. S'è fomentato il panico, attingendo ad una paura primordiale nei confronti della malattia. La realtà della pandemia, a quanto pare, era familiare. La gravità del suo impatto ha colpito principalmente gli anziani e gli infermi, con il 40% dei decessi riconducibili a strutture di assistenza a lungo termine e un'età media della morte quasi uguale alla durata media della vita. Ha seguito un modello stagionale di diffusione fino al suo equilibrio endemico.

L'unico fattore differente è stato il messaggio, universalmente strutturato per creare frenesia pubblica, dall'urgenza del 28 febbraio sul New York Times di "tornare al medioevo" all'ultima richiesta su Salon di farci prendere dal panico ancora di più.

La mia sensazione di rovina imminente è iniziata il 6 marzo con la cancellazione di South by Southwest ad Austin, in Texas, un'azione compiuta dal sindaco senza ascoltare nessun altro e completamente senza precedenti. Ne ho scritto l'8 marzo. Quattro giorni dopo, il presidente Trump ha pronunciato un discorso a livello nazionale che si è concluso con un annuncio scioccante che tutti i voli dall'Europa sarebbero stati fermati, anche se il virus era qui sin da gennaio. Il giorno successivo, il 13 marzo, l'amministrazione ha emesso quello che equivaleva ad un piano di chiusura per la nazione.

A questa sequenza temporale, tuttavia, manca un passaggio cruciale.

Dobbiamo essere grati a Ronald B. Brown della Waterloo University per il suo straordinario documento in Disaster Medicine and Public Health Preparedness (Vol 14, No. 3): “Public Health Lessons Learned From Biases in Coronavirus Mortality Overestimation”. È stato pubblicato anche sul sito web del National Institutes of Health con data del 12 agosto. La tesi del nostro autore era che la reazione eccessiva ed i lockdown senza precedenti sono iniziati con quello che era un miscuglio terminologico che, a sua volta, ha portato ad un punto decimale di errore in una relazione del National Institutes of Health.

Era un errore apparentemente piccolo, ma ha fornito la base su cui Anthony Fauci ha testimoniato al Comitato per la supervisione e la riforma della Camera sulla gravità del nuovo virus.

Ecco il video in questione. Mentre guardate, noterete l'apparente precisione dei dati che in realtà maschera un enorme problema: l'enorme differenza tra il tasso di mortalità dell'infezione, il tasso di mortalità dei casi ed il tasso di mortalità complessivo. Non c'era menzione alcuna dei tassi di guarigione. Nessuna persona presente ha respinto le sue affermazioni. Nella bufera di dati, è emersa una sola affermazione che ha terrorizzato tutti: "È 10 volte più letale dell'influenza stagionale".

A parte questa previsione, il suo comportamento era: questo è un virus completamente nuovo, molto mortale ed ingestibile senza misure estreme. Il messaggio implicito di Fauci al Congresso e al popolo americano era: fatevi prendere dal panico.

Da notare il linguaggio confuso: fa riferimento al "tasso di mortalità" senza specificare cosa intende, getta nella mischia un 3% e poi parla di "casi" senza sintomi. In tutto questo pasticcio di apparente scienza, Fauci rivendicava ciò che in realtà non poteva sapere, fondendo due distinti set di dati ed estrapolando un appiglio che gli permettesse di avanzare un'affermazione completamente non supportata che ovviamente si è rivelata falsa. Due anni fa 61.000 americani di tutte le età morirono di influenza. Se si imputava erroneamente un "tasso di mortalità" dello 0,1% e lo si traslava alle infezioni da Covid, si avevano almeno 800.000 morti solo per Covid (non "con" come il CDC classifica oggi le morti, cosa che da sola rappresenta un grande cambiamento). Questa era una previsione spaventosa in quel frangente; sembrava aggiungere peso alle stime dell'Imperial College di Londra di quei 2,2 milioni di morti che ci sarebbero stati senza lockdown. Questa testimonianza ha portato un'intera generazione di legislatori a credere che nessuna delle misure mediche tradizionali avrebbe funzionato. "Non c'è paragone con l'influenza o qualsiasi malattia respiratoria", solo questo ha giustificato un'emergenza nazionale che richiedeva la fine del nostro modo di vivere.

Il problema è che l'affermazione era basata su un errore terminologico che alimentava un errore matematico di base. Come spiega Brown:

Il bias di campionamento nei calcoli di mortalità del coronavirus ha portato ad una sovrastima della mortalità 10 volte maggiore l'11 marzo 2020, testimonianza di fronte al Congresso degli Stati Uniti. Questo bias è stato seguito da un bias di informazione dovuto all'errata classificazione di un IFR dell'influenza stagionale come CFR, evidente in un editoriale di NEJM.org. Le prove dell'OMS hanno confermato che il CFR approssimativo del coronavirus non è generalmente superiore a quello dell'influenza stagionale. All'inizio di maggio 2020, i livelli di mortalità COVID-19 erano notevolmente inferiori alle sovrastime previste, un risultato che la popolazione ha attribuito alle misure di mitigazione per contenere la diffusione del nuovo virus.

Seguiamo Brown mentre guida il lettore per fargli capire le differenze cruciali tra IFR e CFR. L'IFR, da campioni in tutta la popolazione, "include infezioni non diagnosticate, asintomatiche e lievi". Per calcolare l'IFR medio nella popolazione, si fanno campioni randomizzati per giudicare la sua prevalenza. I risultati sono i casi, ciò che chiamavamo persone "malate", ma si estendono anche a persone che si limitano ad avere tracce del virus morto ma non corrono il pericolo di trasmetterlo o di subire conseguenze gravi. I casi, d'altra parte, "si basano esclusivamente su gruppi relativamente più piccoli di casi diagnosticati da moderatamente a gravemente malati all'inizio di un'epidemia". Il CFR è un gruppo più piccolo. Brown ci fornisce il grafico seguente per mostrare come l'epidemiologia abbia a lungo considerato la differenza.

Basandovi solo su questo grafico, potete capire perché diventa fondamentale mantenere questi termini ben distinti. Il CFR è più alto; l'IFR è inferiore; il tasso di mortalità grezzo è ancora più basso. Il CFR misura la gravità; l'IFR misura la prevalenza. Questi sono i due problemi generali che è necessario conoscere per valutare se e in che misura un'epidemia di virus sia lieve, moderata, o grave. Ciò è importante a causa della realtà a lungo osservata dei virus respiratori: c'è un compromesso tra le forze. Più il virus è grave, più velocemente si esaurisce. Più è mite (e “intelligente”), più può diffondersi. Mescolare gravità e prevalenza significa confondere tutte le categorie importanti che gli specialisti in malattie infettive utilizzano per valutare l'impatto sociale di un nuovo virus.

Inoltre, se si uvole confrontare la gravità di una pandemia, bisogna confrontare le mele con le mele, il che significa come minimo che dobbiamo stare attenti a distinguere le mele dalle arance e dalle pere. Questo è esattamente ciò che i primi messaggi sul coronavirus non hanno fatto.

I casi non sono morti; ancora più cruciale, i casi in senso tradizionale significano che le persone sono effettivamente malate, non che sono risultate positive al test PCR. Aggiungendo ulteriore confusione, oggi la maggior parte delle fonti di dati sul Covid utilizza il termine "casi" per identificare qualsiasi test positivo, con o senza sintomi, quando la parola corretta sarebbe "infezioni". Inoltre il test PCR stesso presenta i suoi problemi. Come osserva Brown: "Un grave limite del test RT-PCR è che il rilevamento degli acidi nucleici non è in grado di determinare la differenza tra virus infettivi e non infettivi". L'uso diffuso del test PCR ha dato il proprio contributo ad offuscare tutte queste distinzioni cruciali.

Consideriamo ora uno straordinario articolo sul New England Journal of Medicine, apparso in data 28 febbraio, con Anthony Fauci come co-autore. L'importanza del pezzo sta nel fatto che si afferma che il Covid e l'influenza sono simili in gravità. "Le conseguenze cliniche complessive del Covid-19 potrebbero in definitiva essere più simili a quelle di una grave influenza stagionale (che ha un tasso di mortalità per caso di circa lo 0,1%), o di un'influenza pandemica (simili a quelle del 1957 e del 1968) piuttosto che di una malattia simile a SARS o MERS, che invece hanno avuto tassi di mortalità tra il 9-10% e il 36%".

Ciò che conta qui non è la previsione in quanto tale, ma il passaggio da infezione a caso: l'influenza ha "un tasso di mortalità per caso di circa lo 0,1%". Questo non era corretto nemmeno al momento in cui è stato scritto. Potete chiamarlo errore di stampa, o sciatteria o addirittura svista. Indipendentemente da ciò, anche l'Organizzazione mondiale della sanità aveva identificato la cifra dello 0,1% come tasso di mortalità per infezione. Se si presume un caso confermato sintomatico per ogni 10 infezioni (o ciò che ora viene chiamato in modo confuso "casi cumulativi"), l'errore potrebbe essere un decimale errato. L'articolo di Fauci contraddiceva direttamente l'OMS e andava contro tutto ciò che già allora si sapeva. Ma la sua affermazione riguardo il CFR sull'influenza è precisamente ciò che lo ha portato a sostenere di fronte al Congresso che il Covid sarebbe stato devastante.

Brown spiega inoltre:

Poiché la campagna per mitigare la trasmissione del coronavirus è stata implementata da marzo a maggio 2020, i totali attesi di mortalità da coronavirus negli Stati Uniti sono apparsi molto inferiori rispetto alla sovrastima riportata nella testimonianza di fronte al Congresso dell'11 marzo. Rispetto alla stagione più recente di influenza grave (H3N2) nel 2017-2018, con 80.000 decessi negli Stati Uniti segnalati dai funzionari del CDC, i totali di mortalità per coronavirus negli Stati Uniti avevano appena raggiunto gli 80.000 il 9 maggio 2020. A quel punto, rispetto all'influenza del 2017-2018, era chiaro che il totale della mortalità da coronavirus per la stagione non sarebbe stato neanche lontanamente vicino agli 800.000 decessi desunti dalla sovrastima riportata al Congresso. Anche dopo aver aggiustato l'effetto delle misure di mitigazione che potrebbero aver rallentato il tasso di trasmissione del coronavirus, sembra improbabile che così tante morti siano state completamente eliminate da un intervento non farmaceutico come il distanziamento sociale, che era inteso solo a contenere la trasmissione di infezioni, non sopprimere le infezioni e la mortalità correlati. Sempre all'inizio di maggio 2020, un sondaggio dello Stato di New York su 1.269 pazienti COVID-19 ricoverati in 113 ospedali ha rilevato che la maggior parte dei pazienti aveva seguito gli ordini di ricovero in loco per 6 settimane, il che ha sollevato sospetti sull'efficacia del distanziamento sociale.

Al momento della stesura di questo articolo, le morti "con" Covid hanno superato le 300.000 unità, meno della metà di quelle annunciate di fronte al Congresso l'11 marzo; sempre a condizione che queste morti non siano state classificate erroneamente. Tuttavia il 24 marzo il CDC ha fatto un annuncio di enorme importanza: avrebbe calcolato la mortalità da coronavirus includendo le morti "probabili" nel codice della classificazione internazionale delle malattie (ICD).

Questo è diventato un invito ad una classificazione errata. Le persone che in precedenza sarebbero state classificate come affette da malattie cardiache o altre comorbilità, sono state classificate come Covid. E c'era/c'è anche un incentivo finanziario a farlo. Per questo motivo, quando il CDC ha annunciato che "per il 6% dei decessi, il Covid-19 era l'unica causa menzionata", è stato uno shock per le persone. Ciò significa che il 94% dei decessi attribuiti al Covid erano associati a comorbidità che hanno impedito al sistema immunitario di combattere il virus.

Dopo la testimonianza di Fauci dell'11 marzo, in cui ha unito IFR e CFR, i media nazionali sono letteralmente impazziti. Il seguente articolo, ad esempio, è saltato fuori da Business Insider a giugno: “Il tasso di mortalità del coronavirus negli Stati Uniti è quasi 50 volte superiore a quello dell'influenza. Guardate come si confronta per fascia di età". Se guardate attentamente i grafici, potete vedere qualcosa di strano: hanno calcolato l'IFR per l'influenza contro il CFR del Covid. Ciò ha generato necessariamente una sovrastima per le morti di Covid. I numeri sono sballati e non hanno nulla a che fare con la realtà.

Facciamo un salto in avanti dai giorni della testimonianza ad un mese dopo, quando il panico su vasta scala aveva già colpito gli Stati Uniti. Parlando in una conferenza stampa alla Casa Bianca, Fauci ha affermato qualcosa che andava ben oltre la fantasia: ha detto che il rigore e il "distanziamento sociale" non potevano e non sarebbero stati allentati fino a quando non ci sarebbe stato "nessun nuovo caso, nessun decesso". Una cosa del genere è accaduta solo una volta nella storia dei virus: il vaiolo. Dai primi esperimenti con l'inoculazione all'eradicazione finale sono stati necessari circa 250 anni. Eppure qui abbiamo Fauci che spiega che la vita non avrebbe potuto essere normale e funzionare di nuovo fino a quando questo virus, relativamente mite per il 95% della popolazione, non fosse stato completamente sradicato dal pianeta!

E ora abbiamo il vaccino e molte domande rimangono senza risposta, come perché la popolazione non vulnerabile preferirebbe iniettarselo per ottenere l'esposizione necessaria invece di passare per l'immunità acquisita naturalmente. Fare una domanda così basilare è praticamente un tabù, anche se i legislatori e altre istituzioni stanno pensando di renderlo obbligatorio. Anche così, però, molti dei sostenitori del lockdown dicono che non ci permetterà di tornare alla normalità, di toglierci le mascherine, di andare al cinema o di viaggiare di nuovo. Questa è precisamente la convinzione che ci si potrebbe aspettare da una folla che ha partecipato a quello che John Iaonnidis ha definito un "fiasco epocale" e sta cercando disperatamente di tirarsi fuori dalla perdita di credibilità scientifica.

Se Brown ha ragione sul fatto che il panico è riconducibile ad un lapsus da parte di Fauci, o forse anche ad una deliberata "bugia bianca" per ingannare il pubblico affinché accettasse l'inaccettabile, non importa. Il problema che dobbiamo affrontare ora è un enorme groviglio di terminologie tale che le "infezioni" che potrebbero includere fino al 90% di falsi positivi (secondo il NYT) sono chiamate casi, mentre la condizione una volta distinta che indicava effettivamente l'essere malati non ha più un significato preciso. La cacofonia della confusione statistica qui sconvolge davvero la mente.

Nel bel mezzo di tutto questo, lo stesso CDC ha finalmente aggiornato le proprie stime sul tasso di mortalità per infezione del Covid-19. Il CDC ha tenuto saggiamente conto dell'enorme stratificazione demografica degli esiti gravi. Non esiste un tasso che si applica all'intera popolazione o ad un individuo in particolare. Esistono solo stime precedenti dei risultati.

  • 0,003% per 0-19 anni
  • 0,02% per 20-49 anni
  • 0,5% per 50-69 anni
  • 5,4% per 70+ anni

Capovolgete i dati per vederli in base al tasso di sopravvivenza per età:

  • 99,997% per 0-19 anni
  • 99,98% per 20-49 anni
  • 99,5% per 50-69 anni
  • 94,6% per 70+ anni

John Ioannidis riassume la disparità per età con il seguente IFR per le persone di età inferiore ai 70 anni: 0,05%. Questa conclusione è stata sottoposta a revisione e pubblicata dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Come si confronta con l'influenza? Non lo sappiamo per certo. Come ha scritto il giornalista scientifico Shin Jie Yong: "Non sembrano esserci dati sull'IFR specifico per età riguardo l'influenza stagionale". Ciò significa che la testimonianza di Fauci dell'11 marzo, in cui ha predetto che il Covid sarebbe stato dieci volte peggiore dell'influenza, non può essere né confermata né negata in base ai gravi esiti specifici per età.

Tuttavia possiamo raccogliere i dati sulla base degli anni di vita persa, prendendo in considerazione la visione a lungo termine del corso futuro delle vite esistenti. JusttheFacts riporta:

Se alla fine ci saranno 500.000 morti per Covid-19 [in futuro] negli Stati Uniti, o più del doppio di una proiezione prominente, la malattia deruberà circa 6,8 milioni di anni di vita a tutti gli americani che erano vivi all'inizio del 2020.

Al contrario:

  • l'influenza deruberà loro circa 35 milioni di anni. 
  • i suicidi li deruberanno di 132 milioni di anni. 
  • gli incidenti li deruberanno di 409 milioni di anni.

Poiché i tamponi sono aumentati notevolmente in tutta la popolazione, il tasso di mortalità per infezione stimato diminuirà ulteriormente. Così possiamo osservare un grafico di "casi" (in realtà tamponi positivi) in tutto il mondo e confrontarlo con i risultati gravi, in modo da vedere qualcosa di importante che dovrebbe far dubitare ogni persona sul perché si sia deciso di chiudere il mondo e distruggere miliardi di vite.

Un'altra statistica che vale la pena ripetere è il un tasso di guarigione vicino al 99,9%. Immaginate come sarebbe stato diverso il mondo se Fauci lo avesse detto al Congresso in quel fatidico giorno dell'11 marzo... O se Fauci avesse rivelato che l'età media delle morti da Covid è quasi uguale alla durata media della vita... Le persone potrebbero chiedersi molti perché...

Tutti questi errori e categorizzazioni comportano il pericolo di creare un'illusione di controllo. I virus non hanno all'interno piccoli ingranaggi da cui si possono estrarre i dati fin qui menzionati. Gli esseri umani li raccolgono e li creano, e nessuno di essi (IFR, CFR, tassi di infezione, tassi di mortalità, tassi di sopravvivenza) appartiene infallibilmente ad un singolo individuo. La nostra risposta ad un virus dipende dalla nostra salute, età, immunità, memoria dei linfociti T e da mille altri fattori che nessun politico controlla. 

Quello che sappiamo è che una confusione terminologica, un punto decimale fuori posto, un errore di una sola parola nella descrizione dei dati e una quantità enorme di presunzioni arroganti su come controllare un virus hanno messo in moto una serie di eventi che hanno trasformato il nostro grande e prospero Paese in un disastro di confusione, demoralizzazione, servizi medici annullati, attività chiuse, arte e istruzione distrutte e lunghe file solo per comprare il pane. Coloro che sono pro-lockdow e hanno avallato questo spaventoso disastro, le persone che hanno trasformato la nostra fiducia in tradimento e in una bufera di sciocchezze statistiche, devono guardare alla scienza e ai dati per quello che davvero sono e dicono.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


La Grecia sta per finire di nuovo in crisi

Freedonia - Mar, 29/12/2020 - 11:08

 

 

di Antonis Giannakopoulos

L'economia greca si è contratta del 14% nel secondo trimestre del 2020, mentre allo stesso tempo gli sforzi del governo per "curare'' l'economia hanno fatto imboccare al Paese la strada verso un rapporto debito/PIL del 200%, come ci dicono le previsioni del FMI. Nel frattempo i deficit di bilancio del governo hanno raggiunto nuovi livelli record (circa il 7%).


La risposta del governo greco alla recessione

Il governo greco ha cercato di combattere la recessione economica con una politica fiscale e monetaria accomodante (attraverso la Banca Centrale Europea). L'obiettivo iniziale era quello di sostenere praticamente tutti, dal settore pubblico e privato, durante i mesi di lockdown e sperare in una ripresa economica quando sarebbe arrivata l'estate, con l'industria del turismo che avrebbe salvato la baracca. Tuttavia è diventato presto evidente che si trattava di un pio desiderio. Le persone nel settore turistico hanno ammesso che potrebbero volerci anni prima che l'industria riprenda i suoi numeri passati. La situazione è sembrata ancora peggiore una volta che le persone si sono rese conto di quanto l'intera economia dipendesse dal turismo: il 20% del PIL e fornisce il 22% di tutta l'occupazione in Grecia. Inoltre le soluzioni del governo greco, come quelle della maggior parte degli altri governi in Europa, erano principalmente dal lato della domanda.

Come avevo previsto in uno dei miei articoli precedenti, queste misure potevano fornire solo un sollievo a breve termine, rimandando il dolore solo a più tardi. Il tasso di disoccupazione ha visto un aumento dell'1,2% da marzo ad aprile, dell'1,3% da aprile a maggio e ha visto una lieve diminuzione durante il periodo estivo. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha stimato che il tasso di disoccupazione raggiungerà circa il 20% entro la fine dell'anno.

Fonte: Trading Economics

Che il PIL abbia fatto registrare una contrazione del 14% nel secondo trimestre significa che l'economia greca avrà bisogno di anni per raggiungere i suoi numeri pre-crisi sanitaria, soprattutto se si prende in considerazione il suo tasso di crescita anemico nell'ultimo decennio.

Fonte: Fondo monetario internazionale, World Economic Outlook: The Great Lockdown  (Washington, DC: International Monetary Fund, aprile 2020)


Che cosa è andato storto?

Il bilancio della BCE ha visto un massiccio aumento dal 39% del PIL al 54% durante l'estate. Al confronto, il bilancio della FED è di circa il 32% del PIL. Le iniezioni di liquidità tramite la BCE hanno zombificato un numero considerevole di società nell'UE, con debiti societari che hanno raggiunto nuovi massimi. Nel caso della Grecia, il governo ha sfruttato il suo nuovo margine di manovra fiscale sancito dall'UE per perpetuare problemi strutturali nella sua economia. Durante la stagione turistica, i costi erano così alti che un segmento considerevole dell'industria turistica ha deciso di non lavorare nemmeno quest'estate, poiché in questo modo avrebbe perso meno soldi.

L'intervento del governo ha peggiorato le cose non riuscendo ad affrontare il problema più grande dell'economia: le sue leggi inflessibili sul lavoro. Piuttosto che liberalizzare, lo stato le ha rese ancora più restrittive e inflessibili. Per questo motivo gli imprenditori non sono riusciti ad adattarsi allo shock della crisi sanitaria. Rendere le assunzioni più costose e rischiose è una ricetta per il disastro, soprattutto in un'economia fragile che manca di risparmi ed investimenti come la Grecia. Sebbene la spesa pubblica non sia riuscita a stimolare l'economia, non si può dire che abbia avuto un effetto negativo immediato, almeno a breve termine, poiché è stato finanziato principalmente dall'Unione Europea. D'altra parte, credito e prestiti a buon mercato sono stati resi possibili dalla BCE e da pressioni politiche sulle banche, prolungando così un altro grande problema strutturale dell'economia nel suo complesso: mancanza di risparmi e più debito. Anche i deficit di bilancio sono una questione che deve essere affrontata, poiché hanno raggiunto nuovi massimi, rendendo gli anni 2010 un decennio perduto per l'intera economia dato che lo scopo della cosiddetta "austerità europea" era rendere il debito più sostenibile.

Fonte: Trading Economics

Come ha ammesso il ministro delle finanze greco, i tagli alle tasse che sono stati approvati negli ultimi mesi non saranno permanenti, poiché il nuovo obiettivo è che la Grecia abbia il più grande calo del debito/PIL nella zona Euro. Il segretario di Stato alle finanze ha anche parlato di un possibile nuovo programma di austerità simile a quello del decennio precedente. In superficie, le eccedenze di bilancio sono una buona cosa e necessarie, ma è importante chiedersi se queste eccedenze diventeranno realtà. I tagli alle tasse non saranno permanenti, quindi sembra che presto i greci riproveranno la strategia fallimentare che hanno tentato per un decennio e che è stata promossa dai funzionari europei a Bruxelles: pressione fiscale elevata per aumentare le entrate statali, ma tagli minimi alla spesa pubblica. E infatti il problema non erano i tagli alle tasse, ma la spesa pubblica e il deficit. I deficit hanno un maggiore effetto di crowding out sul settore privato rispetto alla spesa pubblica, senza contare che dovranno essere pagati dalle generazioni future. Gli aumenti fiscali in futuro rappresenteranno un disastro ancora più grande per il settore privato. La cura è peggiore della malattia.

Il governo di centrodestra entrato al potere nel luglio del 2019 non è riuscito a liberalizzare l'economia e ad attuare riforme orientate al mercato, ed il Covid ha peggiorato le cose. Non ha approvato importanti tagli fiscali permanenti, i quali avrebbero un grande impatto nell'alleviare parte della pressione sul settore privato. Anche la deregolamentazione è stata una questione importante: l'economia greca aveva e ha ancora un disperato bisogno di investimenti esteri; tuttavia la libertà d'investimento non ha registrato un aumento significativo ed i principali investimenti e programmi infrastrutturali sono molto in ritardo sulla pianificazione. Gli ostacoli burocratici si estendono anche alla magistratura, rendendola inefficiente e lenta, con una corruzione diffusa.

Fonte: Heritage Foundation, Index of Economic Freedom, 2020

L'indice della libertà economica della Heritage Foundation può darci alcune informazioni utili sulla libertà economica in Grecia.

Il grafico seguente confronta la libertà d'investimento in Grecia con i Paesi che competono per gli investimenti nella stessa regione.

Fonte: Heritage Foundation, Index of Economic Freedom, 2020


Conclusione

La gente deve capire che quando si ha un'economia con una produttività debole e fortemente indebitata, chiuderla due volte in un anno avrà ripercussioni negli anni a venire (a seconda delle politiche di ripresa). L'economia necessita di importanti riforme strutturali: le leggi sul lavoro devono essere liberalizzate, i surplus di bilancio sono l'obiettivo da perseguire per evitare un'altra crisi del debito (ma devono provenire dai tagli effettuati al settore pubblico), i tagli alle tasse devono diventare permanenti e ancora più grandi affinché l'economia cresca e si espanda. Ultimo ma non meno importante, rendere gli investimenti esteri e nazionali più facili, meno costosi e ridurre al minimo il rischio potenziale è una questione della massima urgenza, poiché la Grecia è superata dai Paesi vicini.

La Grecia deve sfruttare il suo potenziale. Un ambiente favorevole alle imprese con un mercato liberalizzato è la strada da percorrere. Può ridurre al minimo gli effetti negativi della crisi sanitaria e consolidare una ripresa lenta ma forte che renderà il Paese più produttivo e gli darà la possibilità di uscire dai guai economici e diventare una potenza economica nella regione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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