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Jim Willie: Stealth QE, Currency Wars, Dollar Demise, Gold Demand but No Supply

Deep Politics Monitor - Mer, 26/11/2014 - 20:31
Published on Nov 24, 2014 _____ Related: Gold: Four Major Global Breakdown Sites (Jim Willie)

Due concetti incompresi: la velocità del denaro e la deflazione

Freedonia - Mer, 26/11/2014 - 11:10
Oggi potremmo deliziare i nostri occhi non con uno, ma ben due articoli di Macleod (1 & 2) il quale ci condurrà ad esplorare il mondo dei miti duri a morire. Nel frattempo vorrei concentrarmi, in questa breve introduzione, su una breve analisi della situazione giapponese. Come dicevo in questo mio articolo dell'ottobre scorso riguardo le operazioni nel mercato repo, la FED stava creando una scarsità artificiale nel mercato obbligazionario statale distorcendone il relativo mark-to-market. Ora apprendiamo (per quanto paradossale possa sembrare) la possibilità che il QE sia terminato a causa di una scarsità eccessiva di T-bond a 10 anni. Questo, come ci mostra questo grafico di JP Morgan, pare non essere un problema per il Giappone. Ogni nuova emissione sarà prevalentemente fagocitata dalla BoJ, annientando ogni parvenza di onesto price discovery, di rischio legato ai rendimenti e di calcolo dell'inflazione. Tesi confermata anche da questo articolo della Reuters, in cui si afferma che la ripresa è troppo debole e si è scelto di ritardare l'introduzione di una nuova tassa. Ovvero, più della stessa cosa. La cosa da notare, comunque, è che la popolazione sta diventando pesantemente scontenta delle politiche folli di Abe, sentimento confermato da un calo ulteriore della fiducia dei consumatori ad ottobre (scesa a 38.9 rispetto al 39.9 del mese precedente). Quanto può essere sostenibile una pratica simile?
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di Alasdair Macleod


Se c'è un concetto che illustra la differenza tra un approccio macroeconomico top-down e la realtà della vita quotidiana, è la velocità di circolazione della moneta. Confrontate le seguenti frasi:

"Il crollo della velocità testimonia la sostanziale allocazione improduttiva del capitale causata da regimi monetari allentati degli ultimi 20 anni." Nota di ricerca di un broker rilasciata il settembre scorso

"Gli economisti matematici si rifiutano di iniziare le loro indagini dalla domanda dei vari individui nei confronti dell'offerta di denaro. Essi invece introducono il concetto spurio di velocità del circolante, seguendo il modello della meccanica." Ludwig von Mises, L'Azione Umana.

L'obiettivo di questo articolo non è sottolineare il disaccordo con la conclusione del broker; piuttosto è quello di esaminare la base su cui è costruita.

L'idea della velocità di circolazione è nata dalla teoria quantitativa della moneta, la quale collega le variazioni nella quantità di moneta alle variazioni del livello generale dei prezzi. Ciò è indicato nell'equazione dello scambio, in cui gli elementi di base sono il denaro, la velocità e la spesa totale, o PIL:

Quantità di Denaro x Velocità del Circolante = Spesa Totale (o PIL)

Supponendo di essere in grado di quantificare sia il denaro sia la spesa totale, otterremmo la velocità. Ma questo non ci dice perché la velocità varia: tutto quello che sappiamo è che deve variare al fine di bilanciare l'equazione. Si potrebbe ugualmente affermare che due grandezze completamente indipendenti possono essere messe in un'equazione matematica, fintanto che viene inclusa una variabile la cui unica funzione è quella di mantenere sempre in equilibrio l'equazione stessa. In altre parole, l'equazione non ci dice nulla di per sé.

Questo è un problema irrisolto data l'attuale dipendenza degli analisti da statistiche e modelli informatici. Il dubbio lasciato dalla statistica risiede nel suo progresso compiuto nel quantificare l'economia, tanto che alla London School of Economics una macchina chiamata MONIAC (monetary national income analogue computer) utilizzava la meccanica dei fluidi per modellare l'economia del Regno Unito. Questo e altri modelli informatici più recenti danno credito ingiustificato all'idea che l'economia possa essere modellata, che derivazioni come la velocità possano essere spiegate e che da tutto ciò possano essere tratte conclusioni valide.

La critica di Von Mises si basa sulla logica: l'economia è una scienza sociale e non una scienza fisica. Pertanto le relazioni matematiche devono limitarsi strettamente alla contabilità e non essere confuse con l'economia, o come diceva lui, con l'azione umana. Purtroppo il concetto di velocità è così radicato nel nostro modo di pensare, che di solito questo punto vitale ci sfugge. Infatti lo stesso vale per il PIL, o il lato destro dell'equazione.

Il PIL è solo una identità contabile: niente di più. Mette nello stesso calderone il gin con le palle da golf, riducendo entrambe le cose ad un valore monetario. Gli statistici selezionano ciò che viene incluso in modo che ci sia uno squilibrio in favore dei beni di consumo rispetto agli investimenti di capitale. Il PIL non ci dice nulla su un'economia mutevole composta da successi, fallimenti e desideri/necessità umane difficili da prevedere, che presi tutti insieme formano il progresso economico. E poiché è viziato nella sua composizione e non ci dice nulla circa il progresso, il valore di questa statistica è grossolanamente esagerato.

L'unica certezza apparente nell'equazione è la quantità di denaro, assumendo che sia tutto registrato. Nessuno sembra preoccuparsi del denaro non registrato, come quello nel settore bancario ombra, quindi dovremmo lasciar cadere qualsiasi dubbio su tale questione. Se il denaro fosse sonante, come lo era quando venne concepita la teoria quantitativa della moneta, si potrebbe supporre che un aumento della sua quantità tenderebbe ad aumentare i prezzi. Ciò venne sperimentato dopo l'importazione spagnola di oro e argento dal Nuovo Mondo nel XVI secolo, e dopo i boom minerari in California e Sud Africa. Ma mettere in relazione un aumento della quantità di oro con i prezzi in generale, è al massimo la somma di un certo numero di fattori diversi che determinano il rapporto di prezzo tra denaro e beni.

Oggi il denaro sonante, il cui potere d'acquisto era regolato dalle preferenze umane oltre i confini nazionali, non c'è più. Invece abbiamo valute fiat il cui potere d'acquisto è formalizzato in scambi con l'estero. Quando l'8 ottobre 2008 la corona islandese si dimezzò di valore, tale evento non ebbe niente a che fare con cambiamenti nella quantità di denaro o col PIL islandese. Ma se cercassimo di interpretare la velocità in questo caso, ci troveremmo di fronte ad un'eccezione poiché essa aumentava nonostante i prezzi sul mercato interno assorbivano lo shock impartito dagli scambi con l'estero.

Il collasso valutario dell'Islanda non è un evento isolato. Il potere d'acquisto di una moneta fiat varia continuamente, fino al punto di perderlo del tutto. La verità è che l'utilità di una moneta fiat dipende interamente dalle opinioni soggettive dei singoli individui espresse attraverso i mercati, e non ha nulla a che fare con un rapporto meccanico della quantità. A questo proposito, un limite al potenziale illimitato di emissione della valuta o un cambiamento nella percezione di stabilità finanziaria nei confronti di coloro che la emettono, come ha scoperto l'Islanda suo malgrado, possono essere sufficienti a destabilizzarla.

Secondo l'equazione, non è così che le cose dovrebbero funzionare. L'ordine degli eventi procede prima attraverso un aumento della quantità di moneta e poi attraverso un aumento dei prezzi, perché la logica monetarista afferma che i prezzi aumentano a causa di una spesa di denaro extra, e non per denaro ancora da spendere. Con una teoria meccanica, non ci può essere spazio per la soggettività.

E' quindi assurdo concludere che la velocità sia un segnale importante. Il monetarismo ci deve ancora arrivare, ma quando finalmente lo scoprirà, comprenderà che la velocità non è altro che un fattore per equilibrare la sua equazione. Sarebbe stato meglio se la citazione del broker si fosse limitata ai regimi monetari allentati degli ultimi 20 anni, i quali sono responsabili per la sostanziale cattiva allocazione del capitale, troncando totalmente la parte sulla velocità.

Forse un piccolo slittamento sulla via verso una conclusione sensata; ma è indicativo della falsa meccanizzazione del comportamento umano presupposto dai moderni macro-economisti. Tuttavia va anche notato che è impossibile far quadrare il concetto di velocità del circolante con un semplice fatto della vita di tutti i giorni: noi guadagniamo i nostri stipendi solo quando ce li abbiamo in mano e solo dopo li possiamo spendere. Questa è una velocità costante di circa uno.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


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Non c'è dubbio che i rischi di deflazione siano aumentati nelle ultime settimane, se non altro perché il dollaro è aumentato notevolmente rispetto alle altre valute.

Capire la natura effettiva di questo rischio, al contrario di quello che dicono le teste di legno, sarà fondamentale per la sopravvivenza finanziaria, in particolare per quella di coloro con un interesse nei metalli preziosi.

La struttura economica associa la deflazione, o il calo dei prezzi, ad una mancanza di domanda. Da ciò ne consegue che se viene lasciata sfogare, la deflazione porterà a fallimenti di imprese e, in definitiva, ad insolvenze bancarie a causa della contrazione del credito bancario. Pertanto, prosegue tale ragionamento, la domanda e la fiducia dei consumatori devono essere stimolate per assicurarci che questo non accada.

Dobbiamo tenere a mente tutto ciò quando dobbiamo giudicare la risposta agli eventi attuali. Per il momento possiamo notare l'esistenza di segni che preoccupano le banche centrali: l'economia giapponese sta implodendo nonostante l'espansione monetaria aggressiva; la zona Euro mostra gli stessi sintomi; il Regno Unito è fortemente dipendente dal commercio con la zona Euro e le sue ottime prestazioni si stanno raffreddando. Il grafico sottostante ci mostra come quanto detto qui sopra si sia riflesso nelle loro rispettive valute.




Particolarmente allarmante è stata la performance sin da metà ottobre, con lo yen che è letteralmente sprofondato. Dato l'effetto previsto sull'inflazione dei prezzi degli Stati Uniti, possiamo essere certi che se queste valute si indeboliranno ulteriormente la FED agirà.

Per comprendere la portata del problema bisogna osservare l'enormità dei flussi di capitali coinvolti. Il grafico seguente ci mostra la relazione tra le principali valute mondiali e il dollaro stesso.




Il rapporto di leva tra la base monetaria USA e quella globale è di oltre quaranta volte. Mentre il Giappone e la zona Euro affrontano una crisi profonda, i flussi di capitale ritornano nuovamente verso il dollaro, cosa che sembra stia accadendo proprio oggi. Gli economisti, che ancora aspettano una crescita economica per gli Stati Uniti, sembrano sembrano non aver ben compreso le implicazioni più ampie per l'economia degli Stati Uniti e il dollaro stesso.

La FED, che porta il peso della valuta di riserva mondiale, finirà sotto pressione affinché plachi la situazione: svilirà il dollaro. Finora la svalutazione del dollaro sembra aver riscosso scarso successo a livello di prezzi al consumo, cosa che potrebbe spronarla ad agire in modo più aggressivo. Ma è meglio fare attenzione: non si tratta di una semplice messa a punto.

Per il momento i mercati dei capitali sembrano adattarsi alla deflazione frammentaria. Gli analisti stanno rivedendo al ribasso le loro aspettative di crescita per il Giappone, l'Eurozona e la Cina, e suggeriscono di vendere le commodities. Devono ancora applicare la stessa logica alle azioni e valutarne l'effetto sulle finanze pubbliche: quando lo faranno, ci si potrà aspettare rendimenti dei titoli di stato in ascesa e un calo delle azioni.

Il calo del prezzo dell'oro è un fenomeno avulso dalla realtà economica. Mentre è superficialmente facile collegare un dollaro forte a un prezzo dell'oro debole, questa argomentazione non tiene conto degli inevitabili rischi sistemici e di cambio che derivano da una crisi economica. L'apparente mispricing di oro, azioni, obbligazioni e valute indica anche che sono tutti maturi per una correzione simultanea, guidata da ciò che l'establishment economico definisce deflazione, ma che più correttamente viene definita crollo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


Grant Williams: The Consequences Of Economic Peace

Deep Politics Monitor - Mer, 26/11/2014 - 09:44
From ZeroHedge:  The following chart-heavy presentation from Grant Williams is among his best as he wends his way methodically from the 19th century to the present day (and into the future) examining "The Consequences of the Economic Peace." From Keynes to Kondratieff and from Napoleon to Nixon, Williams looks at the ramifications of several decades of easy credit and attempts to draw parallels

Amici 5 Stelle: svegliatevi!

Luogocomune.net - Mar, 25/11/2014 - 23:00
Un paio di mesi fa avevo scritto un articolo intitolato "Salvini alternativa a Beppe Grillo?", nel quale dicevo che "se i 5 Stelle non si svegliano e non mettono a fuoco rapidamente i punti del loro programma, imparando ad esporli in modo chiaro e convincente per tutti, rischiano seriamente di venire sorpassati dalla Lega di Salvini."

Domenica scorsa questo è successo. In Emilia Romagna il partito di Salvini è arrivato al 20% dei voti, mentre il 5Stelle ha preso solo il 13%.

Ora ci saranno i soliti apologeti che vorranno spiegarmi come "le regionali sono un'altra cosa", oppure che "in fondo i 5 Stelle hanno raddoppiato i loro voti rispetto alle regionali del 2010".

Ma sono tutte giustificazioni inutili. La verità è lì, davanti agli occhi di tutti: la Lega vola, i 5 Stelle affondano.

Perchè? La risposta è semplice: Salvini è in televisione dal mattino alla sera, i 5 Stelle in Tv non ci sono.

In un altro articolo, poco tempo fa, avevo scritto: "Sta alle forze che vogliono opporsi a questo rischio di recuperare al più presto la propria voce e la propria identità, a livello mediatico. Non basta fare ogni tanto un proclama dal Parlamento, dicendo "noi siamo contrari per questo o per quel motivo". Bisogna andare ad affrontare l'avversario sul suo stesso terreno - quello dei media mainstream - perchè è quello il terreno, piaccia o non piaccia, sul quale si giocherà il futuro dell'Italia."

Ora i fatti mi stanno dando ragione: chi non va in TV, per la massa degli elettori semplicemente non esiste: questa è una realtà tanto dolorosa quanto inconfutabile.

Ma la cosa più fastidiosa, rispetto alla questione di andare o meno in TV, sono le scuse patetiche che alcuni 5 Stelle si inventano pur di giustificare il loro rifiuto a partecipare al confronto televisivo: [...]

Perché un ritorno al denaro sonante è quasi impossibile

Freedonia - Mar, 25/11/2014 - 11:11




di Ron Paul


Il mio interesse per il mondo della politica germogliò la domenica del 15 agosto 1971. Per decenni, io, come tutti gli americani, ho vissuto in un paese dove era illegale possedere oro. L'idea sembra assurda oggi, ma c'è stato un tempo in cui lo stato sequestrò l'oro di tutti i cittadini e lo mise fuori legge.

Da quel momento in poi, anche la cartamoneta in circolazione non fu più coperta da oro. Poi, in quella domenica del 1971, il presidente Nixon recise l'ultimo legame tra gli americani e il denaro sonante: chiuse la finestra internazionale dell'oro, la quale permetteva ai governi stranieri di scambiare 35 dollari di carta per un'oncia d'oro. Quello fu l'ultimo giorno in cui il denaro ebbe un qualche valore avulso dalla volontà del governo. E nessuno sembrò preoccuparsene.

Ero molto preoccupato per la cattiva gestione del denaro, per quello che avrebbe significato per l'economia degli Stati Uniti e per la nostra libertà. Iniziai a cercare modi per sensibilizzare di nuovo le persone al denaro sonante, o almeno consentire loro di possedere oro legalmente.

Mentre venivo sempre più coinvolto nel tentativo di legalizzare la proprietà dell'oro, ebbi l'opportunità di incontrare alcuni degli economisti più eminenti di libero mercato, tra cui Ludwig von Mises, Friedrich von Hayek e Murray Rothbard. Incontrare e apprendere da queste menti brillanti fu illuminante, poiché non solo appresi una sana teoria economica, ma imparai anche a diffondere quel messaggio al popolo americano.

Quando il deputato locale si dimise a metà del suo mandato, decisi di correre per il suo posto, pensando che il peggio che mi potesse capitare fosse vincere. Fortuna volle che vincessi quell'elezione e altri tre termini, in un'epoca in cui l'America stava affrontando un'inflazione alta, tassi di interesse elevati e disoccupazione alta.

E non passò nemmeno un decennio prima che il dollaro fiat creato da Nixon causasse seri problemi economici. Gli americani erano alla ricerca di risposte, chiedendo perché il sistema economico propagandato come fautore di crescita economica e la liberazione dalle costrizioni dell'oro erano ora i responsabili di una delle crisi economiche più gravi e più lunghe sin dalla Grande Depressione.

Fin dall'inizio del mio servizio come membro del Congresso, ho cercato di usare il mio ufficio come una piattaforma educativa per rendere gli americani consapevoli delle intrusioni e delle depredazioni del governo federale. La politica monetaria è sempre stata un problema che mi ha profondamente preoccupato, data l'importanza del denaro sonante in una società libera.

Il mio coinvolgimento con la Scuola Austriaca ha rafforzato l'importanza del denaro sonante, visto che la teoria Austriaca del ciclo economico — i boom e bust — spiega con precisione le conseguenze disastrose del denaro fiat; conseguenze di cui stiamo soffrendo anche adesso. E così ho cercato di istruire il popolo americano sulle questioni monetarie.

Durante i miei primi anni al Congresso, ho ricoperto il ruolo di membro della House Banking Committee e della U.S. Gold Commission, dove ha cercato di condividere il mio punto di vista Austriaco piuttosto impopolare. In qualità di membro della Banking Committee (che poi è diventata la Financial Services Committee), ho cercato di portare alla luce gli effetti distruttivi del Federal Reserve System e della sua politica monetaria sul dollaro e sul tenore di vita della persone.

Come membro della Gold Commission, ho sostenuto il ritorno all'uso dell'oro come moneta. Insieme a Lew Lehrman presentai una relazione alla Commissione, un dissenso dal parere di maggioranza che poi fu poi trasformata nel libro The Case for Gold.

Dopo una lunga pausa, sono tornato al Congresso nel 1997 e più precisamente nella Banking Committee, ricoprendo nel 2011 il ruolo di presidente della Domestic Monetary Policy Subcommittee (DMP) — la sottocommissione con giusrisdizione sulla Federal Reserve e sul denaro della nazione. La presidenza di questa sottocommissione era l'unica posizione a Washington che avessi mai voluto, e per molti anni sembrava che non l'avrei mai raggiunta.

Quando sono tornato al Congresso nel 1997, i miei termini di servizio precedenti non mi furono riconosciuti e così dovetti ricominciare tutto da capo. Ogni volta che mi sembrava di essere ad un passo da quella presidenza, succedeva qualcosa e ne venivo allontanato. Una volta un membro più anziano si era unito alla sottocommissione, un'altra volta due sottocommissioni dovevano unirsi, ma il risultato era sempre lo stesso: venivo escluso.

Questa charade è andata avanti fino al 2007, quando Spencer Bachus passò di grado. Fu allora che divenni idoneo per la Domestic and International Monetary Policy Subcommittee. Quando Bachus divenne presidente della Financial Services Committee nel 112° Congresso, ciò mi permise di prendere la presidenza della sottocommissione DMP.

Ci sono alcuni che si aspettano che un singolo deputato possa fermare da solo una legge incostituzionale o riparare a tutto ciò che c'è sbagliato a Washington. Quando sono diventato presidente della DMP, probabilmente c'erano molti che si aspettavano che io avessi fermato in qualche modo la politica monetaria espansiva della Federal Reserve. Magari avessi potuto!

La realtà, però, è che un singolo membro del Congresso, un presidente di una sottocommissione o anche un presidente di una commissione, può fare poco per spostare il Congresso in una direzione che né capisce né trova politicamente appetibile.

Ci vogliono i numeri per raggiungere il successo legislativo, e i numeri non sono favorevoli al denaro sonante. Invece di concentrarsi su ciò che è bene per il paese, i membri del Congresso troppo spesso sono più interessati a segnare i punti politici, a gestire la loro immagine pubblica, o a conservare i loro buoni rapporti con la leadership del partito.

Alla luce di questi fatti, mi sono reso conto che un singolo membro del Congresso può fare ben poco (dal punto di vista legislativo) per promuovere la causa della libertà. Anche ricoprire la presidenza del DMP, la sottocommissione con un certo potere sulla Federal Reserve, significa avere poche possibilità di frenare la FED, soprattutto quando la Camera è contro di noi, per così dire.

Quello che la presidenza della DMP mi ha permesso di fare, è qualcosa che ho sempre pensato che fosse necessario: istruire. E' impossibile parlare di riforma quando le persone non sanno nulla circa il sistema che deve essere cambiato o le opzioni per cambiarlo. Quindi ho cercato di portare alla luce le questioni importanti riguardanti la moneta che per decenni non erano state discusse nelle sale del Congresso.

Nelle nostre audizioni abbiamo esaminato i problemi dell'attuale sistema monetario; il rapporto tra la Federal Reserve e il debito pubblico; l'impatto negativo dell'espansione moentaria sull'economia; la creazione del ciclo di espansione e contrazione; e la sofferenza causata dalla falsa prosperità del credito a basso costo.

Abbiamo esaminato i problemi del nostro sistema bancario a riserva frazionaria, gli impedimenti al denaro sonante che emergono dal mercato e persino l'abolizione della Federal Reserve. Attraverso il mio ufficio al Congresso, abbiamo invitato oratori per dare lezioni sulla storia e sul denaro allo staff di altri uffici — lezioni che sono state viste da centinaia di migliaia di persone su YouTube.

Anche con l'attenzione sull'istruzione, la sottocommissione non ha trascurato il suo dovere di sorvegliante, svolgendo un lavoro più attento rispetto ai tre mandati precedenti messi insieme.

Abbiamo tenuto audizioni sulle azioni della FED durante la crisi finanziaria, sulle sue linee di swap non garantite con le banche centrali estere e abbiamo sondato lo status delle riserve auree del governo degli Stati Uniti — che sono costituite per lo più da oro sequestrato ai cittadini americani quando ne venne bandito il possesso. (Le nostre indagini sembrano aver indotto la zecca degli Stati Uniti ad effettuare una verifica dell'oro detenuto presso la Federal Reserve Bank di New York, cosa che non è mai stata fatta da quando l'oro venne messo in quel caveau molti decenni fa.)

Certo, avremmo potuto fare molto di più ma purtroppo non è stato possibile, dato il nostro tempo e le risorse limitate. Per questo ci sarà sempre qualche rimpianto.

Il premio Nobel Friedrich Hayek disse che: "[...] Tutti coloro che vogliono fermare la deriva verso un controllo statale sempre più invadente, dovrebbero concentrare i loro sforzi sulla politica monetaria." Col mio tempo al Congresso, la mia breve presidenza della DMP e le mie altre iniziative varie ho sempre cercato di seguire questo consiglio.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


Cause fear is strong and love’s for everyone

Tra cielo e terra - Mar, 25/11/2014 - 00:33

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un modo semplice per evitare errori madornali

Freedonia - Lun, 24/11/2014 - 11:13




di Bill Bonner


[Questo articolo è un breve estratto dall'ultimo libro di Bill Bonner, Hormegeddon: How Too Much Of A Good Thing Leads to Disaster.]


I grandi gruppi di persone commettono errori madornali di volta in volta.

I repubblicani possono guidare l'auto più o meno bene così come i democratici o i comunisti. Dei milioni di auto sulla strada, guidate dai rosacroce, dai rotariani, dagli ambientalisti e da ogni sorta di persone con un certo tipo di idee, gli incidenti sono relativamente pochi.

Prendendo le proprie decisioni circa la loro vita, le persone di ogni tipo vanno d'accordo piuttosto bene — anche quando guidano l'auto ad alte velocità con a fianco un individuo di idee opposte. Obbediscono semplicemente a delle regole generali — tenere la destra (o la sinistra)! — e decidono i dettagli minori per sé stessi.

Di solito vanno dove devono andare. Ma fidatevi di queste persone per quanto riguarda gli affari pubblici, e c'è una buona probabilità che finirete alla guida di carri armati che invadono la Polonia.

Il cervello umano è ben adattato quando si parla di guidare un auto e prendersi cura di sé stessi. Inconsciamente facciamo calcoli sulla vita e sulla morte nell'arco di secondi, e per la maggior parte delle volte sono corretti. Ma si è evoluto mentre viveva in piccoli gruppi, senza le astrazioni delle grandi dimensioni e della vita pubblica moderna.

La capacità di astrarre, o di capire le dinamiche dei grandi gruppi, non era necessaria. Questo probabilmente è il motivo per cui questa capacità di pensiero è così rara; il cervello non è attrezzato per strutturarla con successo. Chiedete al cervello umano di coordinare l'ordine di una pizza per cinque persone, e i risultati saranno eccezionali. Mettetelo al lavoro sull'Obamacare, sul monitoraggio dell'NSA, sul controllo delle armi da fuoco, o sulla finanza pubblica, e i risultati saranno sorprendentemente stupidi.

Le persone ambiziose fanno finta che non sia vero. Percepiscono che sia loro responsabilità leggere i giornali e cercare di decifrarne i titoli. Identificano l'eroe, il cattivo, l'amore e il conflitto. Fanno il tifo per il bravo ragazzo, maledicono il tizio in giacca e cravatta, e pregano che la loro squadra vinca.

Non possono immaginare una squadra senza un capitano o un esercito senza un generale o una guerra senza un vincitore. Hanno bisogno di pensare che qualcuno sia al comando — qualcuno che possa vincere la lotta contro un Destino incerto.

Poche persone possono digerire l'idea che la vita pubblica sia fuori dal controllo cosciente delle autorità in cui hanno riposto tanta fede. Deficitano di quello che Nietzsche definiva come un "amor fati"... una fede e un amore per il Fato. Alla gente non piace il Destino. Il Destino è quella roba cattiva che accade quando nessuno è al comando, quando regna il caos.

Invece credono nella capacità degli esperti benpensanti di "fare qualcosa" per generare un risultato migliore rispetto a quello che il Destino ha in serbo per loro. Vogliono un leader che uccida i loro nemici e porti a casa la vittoria. Vogliono che i funzionari pubblici forniscano piena occupazione, i soldi di qualcun altro, la Coppa America e birra gratis alla spina ventiquattro ore al giorno sette giorni la settimana.

Vogliono che qualcuno si sieda sul sedile del pilota e che li porti dove vogliono andare.

Ma dove vogliono andare? Non lo sanno. E la storia è in gran parte una sequela di parafanghi ammaccati, cadute e lamiere contorte — risultati che in realtà non avrebbero voluto in primo luogo.

La storia ignora le migliaia di miliardi di buone decisioni prese da privati ​​cittadini nella loro vita privata.

Noi non vediamo i calcoli dei barcaioli che portano le loro barche a riva. Difficilmente abbiamo notato l'arciere che scocca la sua freccia a pochi metri da un coniglio in corsa. Né la storia spende molto tempo sull'ausiliario del traffico che alle 11:07 fa attraversare la strada ai viaggiatori arrivati alla Pennsylvania Station di Baltimora da New York.

Ma la competenza di queste figure professionali ci fa sentire troppo sicuri di noi. Se siamo in grado di far fermare un treno esattamente al punto giusto, perché non un'economia? Se siamo in grado di imporre la nostra volontà, con la forza, su un coniglio... perché non sull'Alabama? Se siamo in grado di guidare una macchina, perché non tutta una società?

Sembra abbastanza ragionevole ed è in accordo con il nostro pregiudizio intellettuale — consolidato fin dai tempi di Aristotele e ristabilito nel Rinascimento — secondo cui siamo in grado di vedere, capire e dirigere il nostro futuro.

Ma se ciò fosse vero, la storia sarebbe molto meno variegata di quello che è. Quello che accade è che le persone stilano grandi progetti e falliscono miseramente.

Per esempio, gli abitanti della nazione X chiedono pane a buon mercato. Il governo assegna al progetto le sue menti migliori. Ben presto, le persone moriranno di fame.

La storia militare ci offre un sacco di esempi di errori di calcolo strategico, incomprensioni e avventatezza. Queste buffonerie appaiono nei documenti storici come semplici "errori", ma sono errori di un tipo particolare.

Sono quelli in cui si incappa quando si intraprendono progetti su larga scala nel mondo moderno, utilizzando cervelli evoluti e adattati per problemi molto più piccoli.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


Come sono guarito dal diabete

Luogocomune.net - Lun, 24/11/2014 - 10:10
Una interessante conferenza di Marcello Pamio che parla non solo del diabete, ma di tutti gli aspetti più importanti dell'alimentazione.

di Francesca Salvador

Ebbene sì, lo confesso. Il 13 settembre ho avuto un attimo di panico, e per un istante ho pensato "questa sera finisco al pronto soccorso". Ma che cosa stava succedendo?

Stavo accogliendo i partecipanti nella sala conferenze della biblioteca, quando è arrivato alla spiccolata un gruppo di persone visibilmente alterato. Una decina di loro mi ha fatto notare, in tono tutto sommato passabilmente gentile, che ho esagerato nel dichiarare sulle locandine della conferenza che si può guarire dal diabete, cosa che (secondo loro) tutti sanno impossibile. Improvvisamente mi sono trovata d'innanzi due persone, che con tono e postura minacciosi mi hanno apostrofata di brutto per le "bugie riportare nella locandina". Al che sono arretrata prudentemente di un passo. Ma nell'istante in cui stavano dicendo "lei NON può permettersi di scrivere queste falsità... è da delinquenti speculare sulla vita dei malati di diabete... (avevano forse letto i commenti del blog??) lo sanno tutti che NON si può guarire..." Lì, mi sono incazzata di brutto. [...]

L’eterna corsa dell’auriga

Tra cielo e terra - Lun, 24/11/2014 - 01:28

Un carro che vola trainato da due cavalli, uno bianco e uno nero, che spingono in direzioni opposte.
E un auriga che cerca con tutte le sue forze di mantenere la rotta, sempre ad un passo dal precipitare.
Questa è l’immagine che Platone usa nel Fedro per descrive la complessità dell’anima umana, nel celebre mito dell’auriga, o della biga alata.
E invero, non vi è immagine più precisa e più completa, nella sua semplicità, che possa sintetizzare meglio le componenti profonde di ogni essere umano.

Il cavallo scuro, simbolo degli istinti e della parte terrena dell’uomo, è il più impetuoso, e cerca con tutte le sue forze di raggiungere il suolo, il luogo a cui appartiene, un mondo dominato dai sensi e dal desiderio di soddisfare tutti i bisogni legati al corpo fisico.
Il cavallo bianco, al contrario, rappresenta la scintilla divina presente nel cuore, e spinge il carro verso l’alto, desideroso di raggiungere il mondo celeste da cui origina, per fondersi di nuovo con la realtà divina che lo ha generato, e a cui è destinato a fare ritorno.
E a tenere a bada queste forze contrastanti vi è l’auriga che guida il carro, e che tenta in primis di non precipitare, per poi provare, con tutte le capacità di cui è stato dotato, di direzionare la sua biga verso il luogo che ritiene più consono.
L’auriga è immagine della componente razionale dell’uomo, è il nous, la mente, la coscienza, il pensiero vero e proprio, quella parte a cui l’essere si riferisce quanto pensa al concetto di Io.
Egli si ritrova su un carro che procede al di là della sua volontà, trainato da forze esterne, su cui possiede una debole capacità di controllo.
Non è infatti l’auriga a far avanzare il carro: se non fosse per i due cavalli, sarebbe fermo, a terra.
Al sicuro, ma fermo, senza la possibilità di avanzare, o di salire.

L’essere umano è un composto di diversi elementi che vivono al suo interno, veri e propri personaggi, attori senzienti che occupano il corpo nello stesso modo in cui dei coinquilini si dividono una stanza, e questa è una verità nota da sempre, una realtà che Platone sintetizzò con questa poetica allegoria.
Così, gran parte dei conflitti che gli esseri umani affrontano nel corso delle loro vite nascono nel momento in cui tale verità è dimenticata: posti davanti a diverse pulsioni, dovendo dare ascolto a diverse voci che provengono dal profondo dell’anima, gli uomini faticano a gestire i diversi voleri che spingono loro in direzioni opposte.
Perchè come i saggi insegnano occorre volere, sì, ma quale volontà occorre seguire?
Se non si comprende che vi sono forze opposte che agiscono in noi, il percepire pulsioni avverse porta inevitabilmente alla stasi, ad un corto circuito interiore senza sbocco.

Ed anche quando tali diverse pulsioni vengono riconosciute, quando finalmente ad esse si dà un nome e si comprende la loro natura, occorre ancora una volta tenere presente che il nostro carro ha bisogno di tutti suoi cavalli per muoversi.
Non si può decidere di abbattere il cavallo che spinge nella direzione opposta a quella che la nostra mente ha alla fine prediletto: i cavalli vanno direzionati, non possono essere abbattuti.

La scienza contemporanea, con la prosaicità che le è congeniale, ha riposto nel cervello e nel sistema nervoso dell’essere umano il centro direzionale del controllo, del pensiero e della coscienza, e a sua volta ha individuato nella parte più arcaica del nostro cervello, il cosiddetto cervello rettiliano, la sede del cavallo nero.
Là risiedono tutti gli istinti che la mente superiore non può eliminare, ma solo tenere a freno.
Istinti che spingono verso due obbiettivi: la sopravvivenza e la riproduzione.
Il cavallo nero sa cosa vuole, e non conosce i concetti di giusto o sbagliato: si lancia a testa bassa, in modo irruento, verso tutto quello che porta alla sua meta, travolgendo senza secondi pensieri tutto quello che trova lungo la sua strada.

Il cavallo bianco, al contrario, ha modi gentili e miti, e per quanto la sua forza sia immensa, di gran lunga superiore a quella del suo fratello scuro, diversamente da lui non si impone.
Va cercato, nutrito, continuamente.
E’ l’aspirazione di elevarsi che occorre vivere concretamente, dedicandoci la maggior parte delle proprie energie, con una dedizione incessante.

In questo gioco di effimeri equilibri, sembrerebbe che il nous, la mente, la coscienza, o consapevolezza di sé, sia l’unico attore con una libertà da gestire.
Ma anch’egli, per quanto dotato di questo libero arbitrio, è a sua volta forgiato da mille condizionamenti, assorbiti dal mondo esterno nel corso della sua esistenza.
Così, oltre a dover gestire i due cavalli che trascinano il suo carro, l’auriga deve fare i conti con le voci che gli indicano il modo di guidare, che gli suggeriscono la direzione da seguire.
Dove dimora la sua volontà, in questo?
L’auriga, sempre in bilico, deve interpretare l’origine di ogni sua volere: quale spinta arriva dal cavallo nero, quale da quello bianco, quali voci arrivano dal mondo esterno, e, soprattutto, in mezzo a tutto questo, c’è qualcosa che può effettivamente dirsi una volontà totalmente SUA?

In verità, il segreto del carro sta nel suo continuo movimento: ogni auriga è troppo preoccupato di tenerne a bada la folle corsa per riflettere sul senso del movimento stesso.
Il carro procede, sempre, e questo è quanto.
E se l’auriga si distrae, e riflette sul perché si trovi su quel carro, rischia di schiantarsi al suolo.
E lo schianto non è un’opzione.

"If" di Rudyard Kipling

Luogocomune.net - Sab, 22/11/2014 - 19:33
La famosa poesia "If" ("Se") di Rudyard Kipling, recitata da John Hurt.



iL TESTO IN ITALIANO:

Se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te
L'hanno perduta, e danno la colpa a te.
Se riesci a credere in te stesso, quando tutti dubitano di te,
Ma tieni anche in considerazione il loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all'odio,
Senza peraltro apparire troppo buono, né metterti a pontificare.

L'uomo che uccise Kennedy

Luogocomune.net - Ven, 21/11/2014 - 16:00
In tutti i grandi complotti della storia, una delle argomentazioni più spesso usate dai difensori delle versioni ufficiali è che "un complotto di queste dimensioni coinvolgerebbe migliaia di persone, e quindi prima o poi qualcuno parlerebbe".

Ma poi, quando qualcuno davvero parla, gli stessi difensori delle versioni ufficiali fingono di non sentirli.

E' il caso dell'assassinio Kennedy, dove abbiamo i racconti di Madeleine Brown, e le confessioni in viva voce di Howard Hunt e di Chauncey Holt. Oltre naturalmente alla confessione dell'uomo stesso che uccise Kennedy, James Files, che sparò il fatidico colpo alla testa dalla collinetta erbosa. Ma tutto questo viene sistematicamente ignorato dai media mainstream, perchè è bello (per fare audience) poter dire che "forse a Dallas ci fu un complotto", ma guai a trovarsi davvero di fronte alla verità!


Le illusioni hanno conseguenze

Freedonia - Ven, 21/11/2014 - 11:03




di Francesco SImoncelli


Ciò che contraddistingue gli attuali standard di vita dell'occidente rispetto a quelli che prevalevano negli anni passati, non è un cambiamento nell'offerta di manodopera o i prodigi della scienza. E' l'ammontare di capitale accumulato. Ludwig von Mises, Economic Freedom and Interventionism


Le illusioni catturano l'attenzione degli individui più della realtà dei fatti. Credo sia umana una cosa del genere. Non ci si dovrebbe stupire. Si tende a credere all'illusione perché essa alletta in modo particolare l'animo umano che vuole sbarazzarsi il prima possibile di quei fardelli che pedissequamente tormentano la sua esistenza. La volontà di massimizzare tempo ed efficienza nella nostra vita, due degli obiettivi a cui il genere umano tende maggiormente a dare valore, è qualcosa a cui prodighiamo la maggior parte delle nostre energie e scoprire un modo per dimezzarle non sarebbe affatto respinto. Per questo, se qualcuno ci induce a credere, plausibilmente, che un determinato obiettivo è possibile raggiungerlo attraverso una scorciatoia, tenderemo a non esitare due volte nello stringere un accordo con codesto qualcuno che pare avere a portata di mano la formula "magica". Saltare alcuni stadi per arrivare ad un determinato obiettivo fa risparmiare tempo. Ciò è cruciale. Il tempo è denaro, ed è anche vita. Arrivando in minor tempo al suddetto obiettivo è possibile raggiungere uno status elevato rispetto al presente e quindi dedicarsi ad elevarlo ulteriormente perseguendo un nuovo obiettivo.

L'illusione è plausibile, ed è per questo che miete molte vittime. Coloro che infine riescono a districarsene, in un modo o nell'altro, scoprono di aver fatto la figura degli idioti e domandano scioccamente giustizia. A questo punto è troppo tardi. Quindi, se sarà loro possibile, cercheranno di stare ancora al gioco e proveranno a tirarne fuori qualcosa di buono finché sarà loro possibile o perlomeno probabile. A nessuno piace fare la figura dell'idiota. A nessuno piace fare la figura dell'idiota consapevole di aver sprecato una delle risorse tendenzialmente più preziosa di altre: il tempo. Quindi continuerà a stare al gioco, lo continuerà a difendere, continuerà a spacciare l'illusione di cui è caduto preda anche ad altri poveri malcapitati.

L'illusione è potente. Dà assuefazione.

L'illusione, però, è vulnerabile alle domande. A quei quesiti specifici che ne smascherano la fragilità nei confronti del mondo reale. Sebbene il ragionamento deduttivo sia una facoltà condivisa da tutto il genere umano, esso viene sopito quando c'è la possibilità di arrivare ad un determinato punto nel minor tempo possibile e prima di chiunque altro. La competizione è agguerrita, ma ci sono delle regole. Nel caso dell'economia, esiste la concorrenza ma esistono anche le leggi economiche: è giusto massimizzare il profitto, ma è criminale massimizzare i profitti ad ogni costo. Perseguire la seconda strada significa illudersi di poter aggirare le leggi economiche. Certo, nel breve periodo paga. Ma nel lungo? E' come una valanga. Non vi avverte, ma avanza inesorabilmente. Una volta innescato il processo è impossibile fermarlo. Richard Weaver scriveva di come le idee avessero conseguenze; vorrei permettermi di prendere in prestito questa frase e modificarla: "Le illusioni hanno conseguenze."

Ce ne sono tante di illusioni là fuori, ma una sta guadagnando trazione ogni giorno che passa. Potremmo riassumerla brevemente e smontarla analiticamente con esempi empirici, ma non ho intenzione di fare tutto ciò. Invece, voglio risvegliare il ragionamento deduttivo sopito che gli illusi hanno anestetizzato; voglio risvegliarlo portando all'attenzione dei lettori un breve racconto di fantasia a cui spesso ricorrono gli Austriaci per spiegare esaurientemente le loro posizioni. Sebbene potrà sembrarvi banale, non è così. Le azioni degli individui nella società possono essere analizzate prendendo come esempio un singolo essere umano e studiandone le azioni.



L'AZIONE PROPOSITIVA

L'economia è una scienza che fonda le proprie basi su regole distintamente oggettive. La legge della domanda e dell'offerta, ad esempio, rappresenta una di queste regole che, seppur possano essere aggirate, infine fanno sempre valere la loro autorità. Sebbene sia questa l'impostazione della materia, è possibile dire che l'economia è in realtà riconducibile ad un insieme teorico più grande: la prasseologia. Essa studia l'azione umana poiché il motore e la colonna portante dei mercati è l'individuo e le sue preferenze. Ogni qual volta una persona altera il suo stato di quiete per arrivare ad un certo fine, diciamo che l'individuo sta agendo. E' per questo che l'economia è una scienza sociale e non una scienza naturale: studiando esseri in perenne mutamento, non può fare affidamento a quegli assiomi statici che invece valgono per gli esperimenti riproducibili in laboratorio.

Ogni individuo agisce in base ad un set di preferenze diverso da quello degli altri e non è possibile modificarli attraverso la diminuzione o l'aumento di alcuni stimoli esterni effettuati da uno scienziato in possesso di una calcolatrice. L'azione umana è imprevedibile. Gli effetti che si possono studiare derivano dal grado di soddisfazione che determinati obiettivi offrono ai vari individui e, prendendo coscienza di ciò, possiamo trarre le dovute conclusioni. Ad esempio, se osserviamo un ragazzino bere non possiamo concludere repentinamente che lo sta facendo per calmare la sua sete. (Potrebbe benissimo essere sul punto di fare anche uno scherzo.) No, possiamo affermare che c'è un individuo che sta traendo godimento dall'ingurgitamento di una sostanza liquida. Osservando poi che egli torna a giocare a palla coi suoi pari, possiamo affermare che egli ha spostato la sua soddisfazione dal gioco al dissetarsi. Nella sua scala di valori, dissetarsi è diventato progressivamente un desiderio da soddisfare all'aumentare della sua utilità marginale rispetto al gioco.

Il termine utilità marginale venne coniato per la prima volta nella seconda metà del 1800 e divenne il cardine portante della rivoluzione marginalista propugnata da Menger. E' da qui che nascono i prodromi che porteranno successivamente a basare la teoria economica sulle azioni degli individui. In questo modo sappiamo che tutte le decisioni vengono prese al margine, ovvero, analizziamo nella nostra mente, istante dopo istante, quale singola preferenza ci darà più soddisfazione se ne cambiamo l'urgenza con cui realizzarla.

In questo senso ogni azione intraprese dagli individui è propositiva. Non è razionale. Tende ad esserlo, ma non lo è sempre. Ad esempio, decidere di percorrere contromano l'autostrada per puro capriccio e divertimento rappresenta un'azione criminale secondo il codice della strada, ma agli occhi del conducente è del tutto lecita. Non è un riflesso istintivo (altrimenti uno si fermerebbe all'istante una volta realizzato l'errore), e in tale caso non parleremmo affatto di azione. Ci si propone di fare una cosa che ci arrecherà soddisfazione. Nel nostro esempio, il conducente sconsiderato percorrerà l'autostrada contromano per soddisfare un suo ego folle.

Una volta compreso come le nostre azioni siano determinanti nello svolgimento degli affari economici, perché attraverso di esse entriamo in contatto con il mondo esterno e ne modelliamo il destino, possiamo avventurarci in un breve esempio per comprendere come una illusione tenda a distorcere la nostra percezione della realtà e ad essere altamente distruttiva. Non per questo la persona che ci crede smette di essere razionale o quant'altro. No, agisce in base ad una propria agenda credendo di poter aggirare per sempre le leggi dell'economia. Non è così.



UN NAUFRAGO SU UN'ISOLA DESERTA

Immaginiamo per un momento di avere un pover'uomo che naufraga su un'isola deserta. Dopo aver ripreso i sensi la prima cosa che fa è raggiungere il primo promontorio e dare uno sguardo all'isola nel suo complesso. In questo modo il nostro protagonista inizia a scandagliare con la sua mente tutto ciò che potrebbe tornargli utile, ovvero, economizza i beni che finiscono sotto i suoi occhi. E' necessario che individui quei beni di consumo che possano essere immediatamente fruibili in modo da sostenerlo nel periodo in cui dovrà assestare la sua vita sull'isola. La caratteristica del bene di consumo è quella di essere utilizzabile in quanto tale in base alla sua natura, e nel nostro caso, un bene di consumo potrebbe essere una noce di cocco o un pesce. La fase successiva del suo sopralluogo dovrà condurlo a separare i beni di consumo dai fattori di produzione. Questi ultimi sono beni il cui utilizzo permette all'attore economico di creare un bene di consumo. (Ovviamente questa distinzione dipende sempre dalla mente dell'attore economico, poiché un oggetto non è di per sé un bene di consumo o un fattore di produzione. Le sue caratteristiche fisiche non lo rendono classibicabile a priori in una delle due categorie. Ad esempio, se per una persona un bastone può essere utile per raccogliere mele da un albero, e quindi fungere da fattore di produzione, per un'altra persona potrebbe essere utile per grattarsi la schiena, e quindi fungere da bene di consumo.)

Beni di consumo e fattori di produzione, data la loro natura scarsa, portano con loro un costo di opportunità a cui il nostro naufrago dovrà prestare attenzione. Ovvero, il loro uso per un determinato scopo precluderà il raggiungimento di un altro; se ad esempio sull'isola esiste un numero finito di rocce, il nostro naufrago dovrà prendere una decisione se costruire un fuoco da campo con esse o una dimora. Non potrà avere entrambi. In base alla sue valutazioni sceglierà quale scelta sarà più consona a sollevare la sua situazione, sperando che il futuro non gli riveli di aver commesso un errore (Es. Per un qualche strano motivo fisico le rocce tendono a sgretolarsi se messe l'una sull'altra).

Una volta individuati quei beni di consumo che possano fornirgli sussistenza, il nostro naufrago si dirige in fretta verso un albero di noci di cocco. Sfruttando il proprio corpo come fattore di produzione, ovvero il lavoro, ogni giorno si arrampica sugli alberi di cocco per soddisfare la sua fame con questo cibo commestibile. E' un lavoro faticoso e scarsamente retributivo, il quale gli permette di godere solo di pochi (se non pochissimi) beni di consumo al giorno. Il suo reddito, quindi, è estremamente basso. Infatti, il flusso di beni di consumo consumati da parte di qualsiasi attore economico è definito reddito. Inoltre la possibilità che un qualche infortunio possa incapacitarlo o una qualche malattia possa debilitarlo, rischiano di intaccare seriamente la sua sussistenza. Affrontando tale questione all'interno della sua mente decide di rinunciare alla previdibilità di un reddito continuo ma scarso nel presente, per abbracciare l'incertezza del futuro. Ovvero, rinunciando a parte dei beni di consumo di oggi, decide di accumularne alcuni per un consumo futuro in caso di necessità. Ciò gli permetterà non solo di avere abbastanza cibo da sfruttare nel caso sfortunato in cui si dovesse ammalare, ma aumenterà significativamente il reddito futuro che percepirà. Ovvero, risparmia oggi per ottenere più beni di consumo domani. Investe nel futuro.

Avendo a disposizione più noci di cocco da consumare, può aumentare la sua disutilità del lavoro (anche il tempo libero è un bene di consumo), dedicando una parte maggiore (rispetto a prima) al riposo del corpo e della mente. Questo gli permetterà di incrementare l'efficienza che apporterà alla raccolta delle noci di cocco e, attraverso l'interesse composto, i suoi risparmi uniti al lavoro costante per raccogliere noci di cocco, gli permetteranno di accumulare un piccolo tesoro di vettovaglie in grado di sostenerlo anche per periodi prolungati di tempo. Il nostro naufrago, a questo punto, avrà per le mani un piccolo gruzzolo di cui andar fiero poiché è riuscito a sopportare e vincere le avversità della natura selvaggia. Ma la natura umana ancora incombe. Perché sebbene abbia garantito a sé stesso un flusso costante e crescente di sussistenza, il desiderio di variare la sua dieta diventa impellente al variare dell'utilità marginale che egli riscontra nelle noci di cocco. Più è bassa, più avrà necessità di variare i suoi pasti. Detto in altro modo, all'aumentare dell'offerta di un bene la sua utilità marginale diminuisce. Ancora una volta il nostro naufrago ha bisogno di riflettere e considerare quale opportunità ha davanti: costruire una zattera sfruttando le noci accumulate e portarne qualcuna per il viaggio; rimanere sull'isola e sfruttare i risparmi per costruire mezzi più sofisticati per ottenere cibo. Ognuna di queste scelte comporta costi e benefici, nonché l'attenta ponderazione delle possibili variabili in gioco, una su tutte il rischio.

Infatti costruire una zattera può avere il vantaggio di poter lasciare l'isola in seguito ad un colpo di fortuna; ma può valere anche l'opposto, ovvero, navigare per giorni o settimane senza trovare anima viva. Immaginiamo che il nostro naufrago infine decida per rimanere sull'isola. In questo modo deve darsi da fare per migliorare ulteriormente la sua condizione di vita su quel pezzo di terra sperduto. Questo significa che, attraverso i risparmi, dovrà investire nel futuro e nelle sue capacità imprenditoriali. Con queste ultime si intende la costruzione di beni strumentali (o beni di capitale) che possono aiutarlo a sofisticare significativamente la sua produzione. Infatti sappiamo che dall'unione del fattore di produzione umano (il lavoro) e i fattori di produzione naturali (mare, terra, alberi, ecc.) è possibile affinare i mezzi a propria disposizione per incrementare i propri standard di vita e, di conseguenza, raggiungere il soddisfacimento di desideri prima irraggiungibili. Questo significa che, in forza di un cospicuo risparmio alle spalle, il nostro naufrago deciderà di costruire un retino da pesca. Diminuendo la disutilità del lavoro e, nel contempo, continuando a tenere costante il proprio reddito, egli riuscirà a realizzare i propri sforzi. Ovviamente non ci riuscirà al primo colpo, bensì dovrà affinare la sua tecnica in considerazione delle risorse a sua disposizione. Il fattore tempo per la realizzazione della sua opera è cruciale, poiché il suo asse viene spostato nel futuro data la scarsa voglia di consumare nel presente e, invece, voler consumare qualcosa di migliore nel domani. Con questa mentalità la determinazione del nostro imprenditore-naufrago sarà in grado di ottenere ciò di cui ha bisogno per migliorare la propria condizione di vita.

E' utile ricordare, però, che tale situazione si è creata grazie al fatto che egli, rinunciando a parte del suo reddito presente, abbia dedicato risorse al futuro. La sua sussistenza nel presente è stata resa possibile dalla volontà di rinunciare a parte del pasto quotidiano al costo di sentire qualche morso della fame. E' un costo duro da pagare, ma il miglioramento della sua condizione ne vale la pena. Come esseri umani, diamo estremo significato alla nostra vita. Il solo fatto di agire è un'affermazione alla vita stessa, quindi la nostra preoccupazione per il benessere del naufrago ha basi solide nella psicologia umana. (Ovviamente non bisogna dimenticare che, seppure molto forte, il nostro attaccamento alla vita è sempre soggetto alle preferenze individuali; ad esempio, decidere di salvare la vita altrui mettendo a rischio la propria è un caso che ricade in tale affermazione.)

Una volta costruito il retino, il nostro naufrago non solo avrà una variazione significativa nella sua dieta ma potrà procurarsi cibo più facilmente, a minor prezzo (meno lavoro impiegato) e, soprattutto, in quantità maggiori. Attraverso il bene capitale, il retino da pesca, ha potuto elevare la sua posizione, ma questo non significa che potrà distrarsi di più. Infatti, sebbene abbia più tempo libero per prendere il sole o fare una nuotata rilassante, dovrà dedicare una parte del suo tempo libero ad occuparsi della manutenzione degli oggetti che ha creato, in modo da non doverli ricostruire d'accapo e quindi evitare di sprecare tempo e risorse che invece potrebbe dedicare a costruire un nuovo bene di capitale: una lancia in grado di facilitargli il compito di raccogliere le noci di cocco dagli alberi. La struttura temporale influenzerà tutti i fattori appena elencati, indicando il momento in cui dovrà risparmiare (Es. costruire un nuovo bene di capitale) e il momento in cui poter consumare le riserve messe da parte (Es. giorni di malattia, infortuni, voglia di maggior tempo libero, manutenzione dei beni di capitale, ecc.).

Ma questa struttura può essere influenzata da manipolazioni esterne che ne deviano artificialmente il corso.



I PASTI GRATIS SONO UN'ILLUSIONE POTENTE

Nell'ambiente sopra descritto finora, il nostro naufrago è riuscito ad adattarsi alla vita dell'isola deserta attraverso l'ingegno e la possibilità di poter contare su una serie di accorgimenti economici che gli hanno permesso di scalare la varietà di desideri che man mano si palesavano nella sua mente. La loro soddisfazione progressiva ha consentito al malcapitato di imbastire una vita basata su un benessere crescente, dettato dal risparmio e dall'investimento. Nonché dal dosaggio di tempo libero e di monitorazione e manutenzione degli oggetti creati. Sebbene abbiamo ipotizzato che tutte le sue scelte siano andate a buon fine, nella vita reale sappiamo che non sempre le cose finiscono così. Talvolta è possibile fare la scelta sbagliata e subirne le conseguenze. Ovviamente sarà la singola persona che le subirà e non l'intera società, o almeno in minima parte poiché sarà privata di un elemento produttivo, ma questo problema è di natura temporanea perché la rotazione economica sostituisce quelle nicchie di mercato rimaste vuote. In questi casi esiste il calcolo economico che gli imprenditori tengono in altissimo conto, il quale li aiuta, attraverso segnali di mercato genuini, a direzionare la produzione. Il margine di errore, quindi, viene ridotto considerevolmente. Ma cosa succede quando questi segnali non sono "genuini"? Cosa succede quando vengono influenzati artificialmente da effetti esterni?

Immaginiamo che un giorno, al largo dell'isola, naufraghi un'altra nave. Purtroppo per il nostro protagonista stavolta di sopravvissuti non ce ne sono, ma quello che nota subito è che le onde del mare portano a riva, ogni tot. di tempo, vettovaglie fuoriuscite dalla nave affondata. Potete immaginare la felicità del nostro naufrago, perché improvvisamente si ritrova tra le mani risorse che prima non esistevano e sono lì consumabili direttamente. All'inizio, dopo le sfortune passate fino a quel momento, pensa subito a ringraziare il cielo e a mettere da parte le varie cibarie che riesce a raccattare. Finlamente il mare crudele aveva ripagato il suo debito che aveva con lui. All'improvviso ha potuto saltare i vari passaggi di produzione che lo avrebbero condotto a creare, anche sull'isola, cibi più raffinati di quelli che avrebbe trovato disponibili per il consumo in natura o che richiedevano solo una trasformazione (Es. cotti) per essere consumati. Cibi in scatola, cibi in busta, cibi in barattoli e altre meraviglie culinarie del mondo civilizzato. E infine, meraviglia delle meraviglie, un apriscatole!

In questo modo il lavoro diviene una componente superflua nella sua struttura di produzione, poiché adesso è in grado di creare dal nulla l'occorrente per sopravvivere. Non solo, ma può aumentare di consueguenza la disutilità del lavoro consumando parecchio tempo libero e deliziando il palato con le varie leccornie che il mare gli consegna. Sembra proprio la soluzione a tutti i suoi problemi, o perlomeno è quello che si vede, ma cos'è che non si vede? Innanzitutto il nostro naufrago sta prendendo in prestito tempo e risparmi dal futuro per consumarli nel presente. Tralasciando il lavoro di raccolta del cibo sull'isola ha abbandonato una struttura di produzione consolidata da una solida base di risparmi e un flusso di reddito costante, si è assuefatto ad una struttura di produzione presumibilmente superiore che non è fondata su alcun risparmio e su un flusso di reddito finito e incontrollabile da parte del naufrago. I risparmi reali (Es. le noci di cocco) vengono erosi dal consumo presente o vengono mangiati dalla produzione insostenibile (Es. le vettovaglie che fuoriescono dalla nave affondata fanno "dimenticare" al naufrago di avere una pila di noci di cocco, le quali col tempo finiscono per marcire). Non solo, ma l'utilizzo di nuovi beni di capitale (Es. apriscatole) per consumare i nuovi beni di consumo servono esclusivamente per quel tipo di beni di consumo, sull'isola non saprebbe che farsene in condizioni "normali". In questo modo la mancata manutenzione dei vecchi" beni di capitale, li condanna ad una inesorabile rovina.

Possibile che il nostro naufrago non sappia che una struttura simile sia insostenibile nel lungo periodo data l'origine di tali beni di consumo? Certo che lo sa. Quello che non sa è quando terminerà. Invogliato dalla spinta umana di voler vivere al massimo col minimo sforzo, egli si lascerà trasportare dalla corrente euforica di questa provvidenziale manna dal cielo, tralasciando progressivamente il duro lavoro che fino a qual momento aveva scandito la sua esistenza. Abbagliato e illuso progressivamente da questa cornucopia giornaliera, egli si lascia alle spalle o trascura quei compiti che fino a quel momento lo avevano portato, con una certa fatica, a scalare la ripida parete delle necessità umane. Preferisce, quindi, consumare oggi invece che domani.

La sconsideratezza di questa scelta viene a palesarsi una volta che il flusso di questi beni di consumo inizia dapprima a rallentare, e infine scompare. In questo preciso istante il nostro naufrago deve fare i conti con la realtà: la sua fame non può essere più saziata da quella manna che giornalmente aveva allietato la sua vita, poiché è esaurita. In questo modo egli comprende che rivolgersi al suo cumulo di "risparmi" è pressoché inutile perché o in parte li ha consumati o in parte sono marciti. E, in ultima istanza, i beni di capitale da lui costruiti sono andati in rovini a causa della mancata manutenzione, e quelli acquisiti durante il periodo euforico sono praticamente inutili. Il nostro naufrago dovrà mettersi l'anima in pace e ricominciare da zero.



CONCLUSIONE

Le politiche interventiste dello stato non sono un rimedio per i periodi di crisi, esse deviano risorse preziose da coloro in grado di metterle a frutto meglio, verso coloro che le sprecano. I burocrati non potranno mai sapere quale potrà essere un investimento in accordo con le forze di mercato. Essi non creano risorse, le prendono. Non hanno idea da dove siano venute. Perché? Perché sono orientati al presente. Non sono come i produttori, i quali sono orientati al futuro. Prendono in prestito denaro nel breve termine e spendono nel lungo termine. Questo presuppone un costante bisogno di risorse. Ciò significa più regole. Ciò significa più burocrazia. Ciò significa più spese e più tasse.

Il disincentivo al risparmio emerge come conseguenza a questi comportamenti truffaldini e insostenibili. Gli individui vengono privati dei loro desideri e delle loro risorse per sostenere un apparato parassitario e inutile. L'inflazione della banca centrale spinge artificialmente in basso i tassi di interesse, aumentando di conseguenza il costo di opportunità di mantenere in banca i propri risparmi. Il welfare state insegna agli individui a non preoccuparsi del futuro. Le scuole pubbliche, infine, chiudono la scena affermando che al futuro ci penserà lo stato.

In ogni aspetto della nostra vita, lo stato è il propagatore di un comportamento irresponsabile. L'illusione dello stato salvatore è una delle illusioni più potenti che esistano al giorno d'oggi. Roosevelt la inventò. Keynes la predicò. La gilda accademica l'ha custodita per tutti questi anni. Ma la sua plausibilità si sta incrinando: passività dello stato non finanziate. Uno di questi giorni andrà in frantumi, e per coloro che si faranno trovare impreparati sarà un duro rinsavimento.


Il gioco delle parti

Luogocomune.net - Gio, 20/11/2014 - 12:00
Quello che è accaduto ieri al Senato americano è un vero e proprio gioco delle parti, una sceneggiata che sembra cucita su misura per ingannare e confondere il popolo americano e il mondo.

di Piero Cammerinesi

I repubblicani, i grandi vincitori del mid term che, oltre ad aver in pugno la Camera dei rappresentanti, si stanno apprestando a controllare – da gennaio - anche il Senato sono riusciti, in un colpo solo, ad affossare il Freedom Act, un complesso di misure che avrebbe dovuto limitare l’onnipotenza delle Agenzie di intelligence che hanno, di fatto, spogliato i cittadini americani – e non solo – della propria privacy.

Il popolo americano aveva appreso – grazie alle rivelazioni di Edward Snowden[1] – da circa un anno e mezzo di essere completamente in balia della NSA, che intercetta e conserva ogni tipo di comunicazione elettronica – telefonia, internet, email etc – dell’intera popolazione.

Il Freedom Act - se fosse passato - avrebbe sancito la fine della raccolta massiva dei tabulati telefonici nazionali ad opera del governo, ...

Come Bitcoin può semplificarvi la vita

Freedonia - Gio, 20/11/2014 - 11:18




di Jeffrey Tucker


Una certa tecnologia può risolvere un problema che non sapevamo di avere. Ci fa notare quelle privazioni che non sapevamo esistessero fino a quel momento. Una volta scoperta, non possiamo tornare indietro.

Negli anni '50, per esempio, le persone non avevano bisogno dello smartphone. Anzi, erano contente di non avere il telefono. Ma oggi non vorremmo mai tornare alla tecnologia sorpassata. E' stato lo stesso con l'elettricità, le ferrovie e la stampa.

E' così anche con Bitcoin. La gente a volte si chiede perché mai dovremmo avere il bisogno di un nuovo sistema di pagamento e di una nuova forma di denaro. Il sistema attuale funziona bene. Questo è quello che pensano fino a che non usano Bitcoin. Una volta che lo fanno, si chiedono come il mondo sia stato in grado di sopportare un sistema lento, costoso, invadente, fragile e vecchio come quello del dollaro.

Peter Schiff me lo ha fatto notare di recente. Inizialmente era scettico su Bitcoin. Poi ha constatato come i suoi clienti potevano trasferire fondi quasi a costo zero e senza passare attraverso banche o altri istituti. E' stato abbagliato e ora ne è entusiasta. Dopo che lo si prova, sembra che vi manchi la terra sotto i piedi.

Ecco il mio ultimo esempio, tratto da un'esperienza normale che abbiamo avuto tutti. Si va a cena o in un bar con un gruppo di 8 o 10 persone. All'inizio della serata, le persone sono felici e vivaci. Bevande, antipasti, altre bevande, snack, altri snack, dolci, ancora bevande, whoo hoo! Non c'è niente di meglio nella vita!

Oh, ma aspettate. C'è la questione del conto. Nessuno ne parla prima. In questo punto della serata, le persone si dirigono verso le uscite per andare a fumare. Forse è intenzionale, o forse no. Ma a prescindere da ciò, sembra inevitabile che nel momento in cui arriva il conto, la folla stranamente si assottiglia. Si vuole evitare quella che è sempre una scena scomoda.

Si potrebbe dividerlo per le persone servite, ma ci sarebbe la complicazione di chi paga per chi. L'importo totale arriva solitamente in una cifra unica. E' meno complicato così. Ma quando arriva, non lo si può guardare e basta, come se fosse velenoso. A questo punto, qualcuno, QUALCUNO, deve accettarlo o almeno sollevare lo scontrino.

Diciamo solo che voi siete una specie di leader naturale ed in qualche modo il conto finisce nelle vostre mani. Qui è quando iniziano i problemi. È necessario raccogliere il denaro da tutti i presenti. Non tutti hanno contanti. Alcune persone faranno notare che hanno solo una carta di credito, e dal momento che non accettate carte di credito — gli individui non accettano carte di credito, solo le istituzioni — saranno in debito con voi o "pagheranno il conto la prossima volta", cosa che probabilmente non accadrà mai.

Alcune persone hanno contanti, ma non abbastanza. Se intendete pagare il conto con una carta di credito e iniziate a raccogliere denaro — in base alla stima di quanto hanno consumato — state pur certi che resterete a corto di fondi. Raccoglierete un terzo alla metà di quanto avete bisogno.

Poi bisogna affrontare un grande dilemma. Fate i conti e iniziate a sollecitare il pagamento? E' una situazione davvero deprimente. Ognuno si infastidirà a modo proprio. Nella mia esperienza, quello che succede è che una persona finisce per pagare tutto il conto e raccoglie dagli altri solo una frazione del denaro necessario per pagare l'intero importo. Quando questa realtà diventa chiara a tutti — "Sono coperto" — le persone lo considerano immediatamente come un meraviglioso atto di generosità, ringraziano il loro benefattore e continuano con i bagordi.

Questa scena si ripete migliaia o milioni di volte ogni notte. In realtà è una grave fonte di conflitto e alimenta risentimenti che possono durare a lungo. Per coloro che hanno capito come funziona la cosa, la evitano e cercano di non trovarsi in grandi gruppi per paura della lotta per il conto.

Il problema sembra un conflitto profondamente umano, ma in realtà ha radici nelle limitazioni tecnologiche. In primo luogo, gli individui non hanno modo di pagare altre persone seduta stante se non attraverso il denaro contante, di cui raramente ne sono provvisti nelle giuste quantità. In secondo luogo, in questi frangenti gli individui non hanno modo di accettare pagamenti non in contanti — nessuno firmerà un assegno in queste condizioni — così si finisce con debiti e promesse non mantenute.

In realtà nessuno sta cercando di fregare il prossimo, anche se sembra finire in questo modo. E' tutta una questione di strumenti che usiamo per effettuare i pagamenti. Fino a poco tempo fa mancavamo i mezzi per trasportare importi variabili e trasferibili a basso costo da persona a persona senza invocare i servizi di di terze parti.

Potreste pensare a PayPal. Ma poi dovreste fornire l'indirizzo email e pagare tasse piuttosto alte, ed il servizio non è impostato per pagamenti occasionali tra amici. Può capitare, ma non senza qualche difficoltà.

L'altra sera ero ad una conferenza su Bitcoin con degli amici. A questo evento la maggior parte di loro aveva un wallet Bitcoin. Quando è arrivato il conto, è stato super facile e meravigliosamente divertente. Si prende il cellulare, si esegue la scansione del codice QR e si invia o si riceve qualsiasi quantità necessaria per pagare quello che c'è da pagare. Il processo è una delizia.

Ciò funziona anche se l'establishment non accetta Bitcoin. Una persona accetta il conto e tutti gli altri pagano con Bitcoin. Niente più scuse di chi non ha contanti, niente più promesse di pagare più tardi.

Il problema della condivisione del conto viene risolto proprio lì, sul posto. Le persone hanno tutto l'interesse a pagare la giusta quantità dal momento che non si sta annoniando nessuno per tirare fuori i contanti, ma si sta creando una voce permanente di una transazione. Si può farlo immediatamente. Si può farlo senza pagare commissioni sulle operazioni. Ognuno è felice. Non importa come viene diviso il conto, o se viene diviso, non esiste più questo problema.

Si potrebbe pensare: "Oh, questo problema è solo un fastidio stupido, non è qualcosa di serio." In realtà si tratta di un problema persistente che riguarda le amicizie e rovina le reti sociali. Non si capisce la fonte del problema fino a quando non si intravede la soluzione.

Una volta che la soluzione è a portata di mano — un metodo per trasferire valore da persona a persona immediatamente, a costo quasi zero e senza utilizzare un intermediario — si scopre una vasta gamma di casi a cui applicarla che prima erano ignorati.

Ora sto riportando alla memoria un episodio della mia infanzia in cui mio padre e suo padre discutevano del conto in un ristorante. Nessuno dei due aveva soldi contanti. Entrambi avevano una carta di credito, quindi era uno di quei casi in cui bisogna scegliere tra tutto o niente. La loro discussione non fu affatto educata. Inutile dirvi che degenerò. Entrambi strattonavano quel pezzo di carta, cercando di toglierlo dalle mani dell'altro. Fu terribile e in un certo senso traumatizzante per me che vi assistetti.

Le cose sarebbero andate diversamente se avessero potuto effettuare uno scambio di valori attraverso i loro smartphone. Mio padre avrebbe potuto inviare bitcoin a suo padre, e se quest'ultimo si fosse opposto, avrebbe potuto rimandarli indietro. Abbastanza semplice, il tutto condito con un sorriso. Sarebbe stato affascinante e delizioso, un esercizio di scambio e di generosità.

Tanti problemi umani hanno le loro radici nei fallimenti tecnologici. Pensate a quanta posta è arrivata in ritardo o è andata persa prima dell'avvento della posta elettronica, o a quanti conflitti familiari erano legati alla lotta per l'uso del telefono. Risolvete il problema tecnologico e migliorerete la vita a tutti.

Bitcoin può farlo. Una volta entrato nell'uso regolare, resteremo tutti stupiti da come abbiamo potuto farne a meno fino ad adesso.

Cordiali saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


Grandmaster Putin’s Golden Trap

Deep Politics Monitor - Gio, 20/11/2014 - 11:05
From Goldstockbull, November 19th, 2014 By Jason Hamlin The following piece by Dmitry Kalinichenko for Investcafe.ru suggests that Putin is using manipulated gold and energy prices to combat Western powers. Putin’s response to the West resembles both chess and judo, when the strength used by the enemy is used against him, but with minimal costs to the strength and resources of the defender. This

#grubered

Deep Politics Monitor - Mer, 19/11/2014 - 14:37
by Pater Tenebrarum via Acting Man Jonathan Gruber Spawns Hashtags and Hilarious Videos As a little addendum to our recent look at the arrogant, but surprisingly honest (in unguarded moments) government advisor Jonathan Gruber, we would note that he has by now spawned numerous Twitter hashtags. These range from the simple #Gruber, to #GruberGate, to #Grubered. The latter specifically

Governments Are Conspiring Against People – Worldwide

Deep Politics Monitor - Mer, 19/11/2014 - 12:40
 by Martin Armstrong - November 17, 2014 A good example of government all ganging up against the people to cling to power is how they all follow each other. These G20 meetings are now serious events because they are all about how to control the people and sustain their power. This is demonstrated by coordination efforts from taxes to now controlling the internet. I warned that Obama

L'oro “cartaceo” e i suoi effetti sul prezzo dell'oro fisico

Freedonia - Mer, 19/11/2014 - 11:08
Con l'avvicinamento del referendum svizzero sull'oro, la pressione sulla questione inizia a farsi sentire. Sebbene qualcuno prevedeva anche una pressione sul prezzo a seguito delle lamentele della SNB, il livello continua a languire intorno ai $1,200. Probabilmente ciò ha a che fare col fatto che i banchieri centrali ne sanno una più del diavolo affinché possano mandare avanti questa giostra sgangherata. Infatti Deutsche Bank ci fa sapere che la SNB non sarà costretta a detenere fisicamente oro, ovvero, potrà utilizzare strumenti di swap per prendere temporaneamente in prestito oro e quindi soddisfare i requisiti patrimoniali. Visto che l'FMI considera gli swap un mezzo legittimo per gestire i bilanci delle banche centrali, ciò equivarrà semplicemente a truccarli... per l'ennesima volta. Il referendum, infatti, parla esplicitamente di detenere asset in oro, ma non specifica in che forma (Es. derivati o oro fisico). Non sono sorpreso di questo esito. Perché? Perché l'oro dell'occidente è volato perlopiù in oriente. L'ha scoperto di recente la Germania, la quale voleva rimpatriare 674 tonnellate del suo oro stipato presso la NYFED. "Ci dispiace Hans", è stata questa la risposta dello zio Sam perché dopo un anno i tedeschi sono riusciti a rimpatriare solo 5 tonnellate dall'America. La Germania ha desistito. Ora, però, dovreste tenere gli occhi puntati sul GLD Fund, sono convinto che quando raggiungerà il fondo quello rappresenterà (di riflesso) anche il minimo del prezzo dell'oro.
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di Bud Conrad


L'oro è sceso a nuovi minimi la settimana scorsa: $1,130 l'oncia. Questo livello di prezzo è sorprendente perché non quadra coi fondamentali. Cina e India continuano ad esercitare una forte domanda sull'oro, e l'interesse per le monete in metallo prezioso rimane elevato.

Nel mio articolo di ottobre sul Casey Report ho spiegato che la struttura del mercato dei futures permette ad alcune grandi banche di fornire oro in modo da sopprimerne il prezzo. I futures sull'oro rappresentano quello che io chiamo mercato "dell'oro cartaceo", perché ben poco oro cambia di mano. Ogni mese vengono commerciati $360 miliardi di oro cartaceo, ma l'oro fisico che viene consegnato ammonta solo a $279 milioni. Questo è un rapporto di 1,000 a 1:


Market Statistics for the 100-oz Gold Futures Contract on ComexValue ($M)Monthly volume (Paper Trade)$360,000Open Interest All Contracts$45,600Warehouse-Registered Gold (oz)$1,140Physical Delivery per Month$279House Account Net Delivery, monthly$41

Sappiamo che i grandi ordini di oro cartaceo possono muovere il prezzo di $20 in un secondo. Questi ordini spesso superano il limite CME di 6,000 contratti. Ecco uno sguardo ravvicinato risalente al 31 ottobre, quando la vendita di 2,365 contratti ha fatto precipitare il prezzo dell'oro e ha costretto lo scambio a chiudere per 20 secondi:




Molti sostengono che l'effetto netto di tali ordini a lungo andare sarà neutro, perché ogni posizione assunta deve essere rimossa prima della scadenza. Ma in realtà non è vero. I grandi giocatori possono detenere centinaia di contratti in scadenza e consegnare l'oro invece che smobilitare il loro commercio. Le grandi banche possono far scendere il prezzo dell'oro fornendone piccole quantità.

Alcune grandi banche dominano il processo di consegna. Ho raggruppato le sette più grandi qui sotto, in modo da dimostrare che tutte le altre fonti sono molto piccole. Queste sette banche hanno la possibilità di manipolare il prezzo dell'oro:




Dopo il forte calo dell'oro a ottobre, ho analizzato i numeri relativi alle consegne dello stesso mese. La concentrazione era ancora più grave di quanto mi aspettassi:




Questo grafico ci mostra che il 98.5% dell'oro consegnato al Comex arrivava da tre banche: Barclays; Bank of Nova Scotia; e HSBC. Hanno consegnato questo oro attingendo dai loro conti di trading interni.

La concentrazione era ancora peggio dall'altro lato — quello della consegna. Barclays ha impegnato il 98% per le consegne a tutti i clienti. Potrebbe essere stato un solo cliente, ma è più probabile che diversi clienti abbiano utilizzato Barclays per cancellare le loro posizioni di trading. In entrambi i casi, si noti che Barclays ha onorato 455 contratti attingendo dai suoi conti interni.

L'opportunità di distorcere il prezzo dell'oro in un ambiente con così pochi giocatori è evidente. Barclays conosce il 98% degli acquirenti e sta fornendo il 35% dell'oro. E' un trading altamente concentrato, per non dire altro. E la quantità di oro di cui stiamo parlando è piccola — una banca potrebbe spostare del 10% l'ago della fornitura con l'aggiunta di soli 100 contratti. Ciò equivale a circa 10,000 once, che valgono poco più di $11 milioni — un errore di arrotondamento per queste banche. Questi numeri sono banali.

Si noti che le grandi banche stavano consegnando l'oro attingendo dai loro conti interni, nel senso che stavano vendendo il loro oro. In altre parole, non hanno agito in modo neutrale. Queste banche ricoprono la stragrande maggioranza dei contratti venduti. E' una posizione di dominanza completa, e forse anche di più. Queste banche sono il mercato.

Il mio punto è che è troppo facile truccare questo mercato, e i sospetti di manipolazione sono fondati. Ad un certo punto molti clienti richiederanno la consegna di oro fisico e ci sarà un brutto crash. I contratti a lungo termine saranno liquidati con pagamenti in denaro, perché non ci sarà abbastanza oro da consegnare. Nei miei 20 anni di trading sui futures ho visto pochi squeeze, compresi quelli riguardanti l'oro. A mio parere, il mercato dei futures non è sicuro.

La domanda più difficile è: per quanto ancora le grandi banche continueranno a sopprimere il prezzo dell'oro? Purtroppo non conosco la risposta. Regolatori vigili aiuterebbero senz'altro, ma "regolatori del mercato dei futures" è quasi un ossimoro. Le azioni del CFTC e del Comex, per non parlare di come è stato gestito il caso MF Global, suggeriscono che c'è stata poca pressione sulle autorità di regolamentazione affinché risolvessero questi problemi.

La citazione seguente proviene da un recente articolo del Financial Times, il quale ci dà un motivo per essere ottimisti:

Questa settimana due individui vicini alla vicenda hanno affermato che UBS spera di trovare un accordo su una presunta cattiva condotta messa in campo dal suo reparto adibito ai metalli preziosi nei confronti delle autorità di regolamentazione. [...] Il capo del suddetto reparto di UBS a Zurigo, André Flotron, è in congedo da gennaio per motivi non specificati [...].

A maggio la FCA ha multato Barclays per £26m dopo che un trader è stato scoperto a manipolare il gold fix di Londra.

Il regolatore finanziario della Germania, BaFin, ha avviato un'indagine formale nel mercato dell'oro e sta sondando la Deutsche Bank, uno degli ex-membri del gold fix panel che sarè presto sostituito da un aggiustamento elettronico.
Le ultime due banche sono coinvolte con il Comex.

Alla fine il mercato dell'oro fisico potrebbe sopraffare il mercato statunitense dei futures, più piccolo ma più strettamente sorvegliato. I trader si stanno già spostando su altri mercati, come quello di Shanghai, che potrebbero accelerare tale processo. Potreste ricordare che scrissi come JP Morgan (JPM) potrebbe uscire dal commercio delle materie prime, cosa che secondo me potrebbe contribuire a portare un po' di normalità nei mercati dei futures dell'oro. Purtroppo si farebbero avanti altre banche per sostituire JPM.

Le banche non possono sopprimere il prezzo dell'oro per sempre. Hanno bisogno di lingotti d'oro fisico per perpetrare tale strategia, e non c'è tanto oro in giro come in passato. Alcuni grandi fornitori, come le scorte della FED e quelle del London Bullion Market, non sono più disponibili. L'inventario del GLD è in declino.




Se un grande player come una banca centrale iniziasse a utilizzare il Comex per espandere le sue riserve auree, potrebbe travolgere le piccole scorte del Comex. Le scorte di magazzino destinate alla consegna sono diminuite di 870,000 once (8,700 contratti). Tale ammontare può essere richiesto in un mese: 6,281 contratti sono stati consegnati ad agosto.

Le grandi banche non sono stupide. Vedranno arrivare questi problemi e probabilmente indurranno alcuni titolari a rinforzare le forniture, quindi è possibile che una crisi non arrivi a seguito di una serie di mancate consegne. Ma uno short squeeze potrebbe sicuramente portare a picchi di prezzo. Potrebbe anche portare ad un crollo della fiducia nel sistema dei futures, evento che farebbe schizzare l'oro molto più in alto.

Segni di una forte domanda di oro fisico da parte di Cina, India, e piccoli investitori indicano che i prezzi dell'oro dovrebbero essere in aumento (piuttosto che in discesa). Il tasso GOFO (London Gold Forward Offered Rate) è negativo, il che indica un certo restringimento nel mercato dell'oro. Le preoccupazioni riguardo la banca centrale cinese che vuole de-dollarizzare i suoi possedimenti, dovrebbero generare ulteriore interesse per l'oro.

In altre parole, le cose non quadrano. Mi aspetto che le svalutazioni monetarie portino i lprezzo dell'oro più alto, e continuo a possederlo. Sono molto fiducioso che nel lungo termine i fondamentali guideranno l'oro molto più in alto. Ma per ora, non so quando le grandi banche perderanno la loro capacità di gestire il mercato dei futures.

Ormai è da un bel pezzo che le stranezze nel mercato dell'oro sono state denunciate, ma solo pochi sanno dove iniziare la ricerca, e ancora meno hanno la pazienza di scavare nella montagna di dati che il mercato mette a disposizione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


Si avvicina il prelievo forzoso sui risparmi degli italiani

Luogocomune.net - Mar, 18/11/2014 - 18:30
Tracollo Italia: Si avvicina il prelievo forzoso sui risparmi degli italiani e non si faranno sconti a nessuno.

di Attilio Folliero

Da tempo, l’informazione alternativa avverte sui pericoli di una manovra tendente a colpire i risparmi, ossia un prelievo forzoso. Oggi a parlarne è perfino “Il Giornale”, che in un suo articolo intitolato “Il prelievo forzoso in banca non farà sconti a nessuno” (1) parla della possibilità di un prelievo forzoso del 10%. La novità di oggi è che questo prelievo non riguarderebbe solo i conti correnti superiori a 100.000 euro, come per esempio attuato a Cipro, ma riguardi tutti i risparmi. Insomma è probabile che a pagare non siano solo i più ricchi ma tutti, anche un povero disgraziato che abbia magari solo 10.000 euro faticosamente risparmiati.

Se malaguratamente una persona si ritrovasse a vendere un appartamento ed incassa (sul conto corrente) i soldi proprio il giorno in cui dovesse attuarsi il prelievo forzoso, si ritroverebbe con una doppia fregatura: oltre ad aver venduto un bene di per se già svalutato, a causa della crisi nel settore immobiliare, si rtitroverebbe anche a pagare un ulteriore 10%. Ammesso che riesca a vendere un apartamento a 100.000 euro, su questi soldi si ritroverebbe a pagare 10.000 Euro di prelievo forzoso.

In realtà non si tratta di una novità assoluta. In Italia, il governo Amato nella notte tra il 9 ed il 10 di luglio [1992] attuò un prelievo forzoso del 6 per mille. A quell’epoca i risparmi degli italiani ammontavano a circa 500 miliardi di euro, ...

Legittimità politica, l'impero e i suoi obiettivi

Freedonia - Mar, 18/11/2014 - 11:12




di Gary North


Di recente ho scritto un articolo sull'ostruzionismo dell'Internal Revenue Service riguardo alcune inchieste nella sua gestione delle domande di esenzione fiscale. L'IRS ha dimostrato di essere assolutamente immune al Congresso. Glielo ha detto chiaramente: "Vatti a fare un giro".

Il mio punto era semplice: l'unica vera influenza che ha il Congresso quando si tratta di un'agenzia esecutiva, è quando taglia il suo bilancio per l'anno successivo. Il Congresso non lo fa mai, perché esso espande sempre il potere del governo federale. Questa è una caratteristica vitale per il Congresso. Poiché si rifiuta di attuare questa sanzione negativa sulle agenzie esecutive federali, il Congresso è impotente nei loro confronti.

Poi ho continuato sottolineando come la Costituzione degli Stati Uniti garantisca al Congresso la piena autorità di rimuovere (quasi) ogni settore vitale dalla giurisdizione della Corte Suprema degli Stati Uniti e da tutti i tribunali federali.

In tutti quei Casi che riguardano Ambasciatori e altri rappresentanti diplomatici, la Corte Suprema avrà Giurisdizione legittima. In tutti gli altri Casi menzionati prima, la Corte Suprema avrà Giurisdizione d'appello, sia di Diritto che di Fatto, con alcune Eccezioni, e in tali Regolamenti interverrà il Congresso.
Questo non viene mai insegnato nelle scuole dello stato. Non viene mai menzionato nei discorsi pubblici. Il galateo del dibattito pubblico sulla questione della sovranità federale, in particolare sulla sovranità del Congresso, ha eliminato questo argomento. Se gli elettori capissero veramente che hanno il potere, attraverso il Congresso, di inibire la Corte Suprema su questioni di interesse reale, ciò costituirebbe davvero una rivoluzione politica. I Padri Fondatori della Costituzione non volevano che la Corte Suprema avesse la giurisdizione finale. Ma questo fatto è caduto nel dimenticatoio della scuola pubblica per oltre un secolo.

Quando Ron Paul soleva sollevare la questione della legittimità costituzionale, o la sua mancanza, in qualche disegno di legge che la Camera dei Rappresentanti stava considerando, la risposta standard dei suoi colleghi era questa: "Noi approviamo le leggi e la Corte Suprema decide se sono costituzionali." Il Congresso ha abbandonato la propria legittimità, concessa dalla Costituzione.

Oggi, il solo suggerire che il Congresso abbia l'autorità di rimuovere praticamente qualsiasi cosa all'esame della Corte Suprema, verrebbe considerato totalmente illegittimo. Non importa ciò che dice la Costituzione; alle teste di legno nei media non piace il Congresso. Preferiscono di gran lunga il sistema giudiziario, che è quasi immune dalla volontà degli elettori. Così se ne parla come se il sistema giudiziario avesse una sovranità superiore a quella posseduta dal Congresso. Questa è chiaramente una posizione incostituzionale, eppure è accettata dalla maggior parte della popolazione. I conservatori non sollevano il problema. Il movimento pro-life non solleva il problema. E' considerato alla stregua di una bestemmia. Peggio ancora, è stato praticamente dimenticato. Questa posizione non solo è considerata una posizione di frangia; non è riconosciuta affatto come posizione.



LEGITTIMITÀ

Ciò solleva la questione, che è fondamentale, della legittimità politica. Non c'è dubbio che la Costituzione degli Stati Uniti fornisca al Congresso il controllo sul sistema giudiziario. Il Presidente degli Stati Uniti non ha voce in capitolo, costituzionalmente parlando. Né la Corte Suprema. La popolazione non lo capisce. Così tende ad attribuire un certo grado di sovranità finale a cinque membri della Corte Suprema, la quale non deriva dalla Costituzione degli Stati Uniti ed è in opposizione flagrante col sistema del common law che governava il diritto anglo-americano fino a John Marshall nel 1803: Marbury v. Madison.

La dottrina del controllo giurisdizionale non è mai stata considerata alla convention Costituzionale. La Corte Suprema degli Stati Uniti è stata considerata la terza gamba dello sgabello federale, e la più debole. La dottrina del controllo giurisdizionale è stata inventata dal Chief Justice Marshall, che fu di gran lunga il più importante sostenitore della centralizzazione federale del potere nella storia della leadership politica americana. Franklin Roosevelt era un angelo su questo tema rispetto a Marshall. Egli affermò l'autorità finale della Corte Suprema sul sistema giuridico e politico del governo degli Stati Uniti, e non vi fu opposizione. Se la cavò. E' stata la più grande rapina politica nella storia degli Stati Uniti dopo il 1788. Egli era un federalista, l'ultimo dei federalisti. In nome della sovranità giudiziaria federale, arrogò alla Corte il potere politico. Passo dopo passo, caso dopo caso, centralizzò il potere fino alla sua morte nel 1835.

Questo trasferimento di sovranità politica alla Corte Suprema poteva essere contestato, ma non fu così. Non era insito nella Costituzione, ma la decisione di Marshall in Marbury v. Madison fece guadagnare alla Corte quella legittimità perché favorì gli interessi politici a breve termine dei jeffersoniani (dominanti dal punto di vista politico). Lasciarono che Marshall se la cavasse, e solo in un caso la Corte Suprema venne sfidata su questa rapina di legittimità. Fu nel 1869, durante la Ricostruzione: Ex Parte McCardle. Questa causa è finita nel dimenticatoio.

La legittimità è fondamentale. Vi faccio un altro esempio. Nello studio dettagliato del XVI emendamento, Bill Benson e Red Beckman hanno scoperto che, da un punto di vista tecnico, la ratifica dell'imposta sul reddito non è mai avvenuta. Non è stata approvata secondo le regole costituzionali. I due hanno fornito le prove tre decenni fa in The Law That Never Was. Ma il Procuratore Generale degli Stati Uniti voleva l'imposta sul reddito, come l'amministrazione Wilson, e così annunciò semplicemente che era stata approvata. Guadagnò legittimità all'istante. Da quel momento in poi, l'imposta sul reddito divenne sacrosanta nella storia americana. Ogni manifestante fiscale che tenterà di utilizzare l'evidenza storica fornita da Benson e Beckman, non sarà degno di ascolto presso un qualsiasi tribunale. Qui non si tratta di una evidenza storica falsificata dai due autori, al contrario, l'evidenza storica è stato simulata dal Procuratore Generale degli Stati Uniti. Il punto è questo: simulando le prove, il Procuratore Generale ha stabilito la legittimità dell'imposta federale sul reddito.

Nei grandi temi del nostro tempo, in cui ci si preoccupa di conservare la libertà, la questione della legittimità è molto più importante dei tecnicismi giuridici. I manifestanti fiscali non l'hanno ancora capito. Pensano sempre che facendo appello a qualche interpretazione arcana di qualche legge fiscale, possano sfuggire al giudizio dell'IRS, dei giudici tributari e di una giuria di loro pari. Vivono in un mondo di fantasia, in cui la legittimità è in qualche modo stabilita da un appello alle leggi. La legittimità è molto più complessa.

La legittimità è il cuore di ogni sistema politico e di ogni sistema istituzionale. Se si vuole abbattere un sistema concorrente, basta indebolirne la legittimità nella mente della popolazione, e in particolare indebolirla nelle menti dei difensori di quel particolare assetto istituzionale. Se si riesce a convincere la popolazione che una legge, una politica o una tradizione è illegittima, allora la battaglia è sostanzialmente vinta.

Ad un certo punto, ogni sistema politico crolla. Viene sostituito. Ad un certo punto, ogni tradizione politica viene gettata nella pattumiera della storia. Durante il periodo in cui una certa tradizione politica è dominante, sembra essere quasi immortale. Ma in realtà tutti sono mortali.



IL CORSO DELL'IMPERO

Questa mortalità è accelerata dall'impero. Gli imperi crollano sempre o vengono abbandonati dalle nazioni che li hanno creati. Gli imperi finiscono sempre in bancarotta. Gli imperi sembrano sempre avere legittimità agli occhi degli elettori, e poi, in un brevissimo periodo di tempo, vanno a gambe all'aria. Il modo garantito di accelerare la disintegrazione di una tradizione politica è quello di collegarla ad un sistema imperiale. Gli imperi mandano sempre in bancarotta le nazioni che indulgono in questa ipotesi assurda: una particolare nazione può sorvegliare il mondo per mezzo del potere militare.

L'impero britannico chiuse i battenti nel 1947, rimanendo a corto di denaro. Il sole, che non sarebbe mai dovuto tramontare sull'impero britannico, iniziò la sua discesa. Lo sostituì l'impero americano. Il marchio istituzionale di questo passaggio di consegne fu la NATO (1949). La NATO è stato il primo trattato di difesa che il governo degli Stati Uniti ha stipulato sin dal 1800, quando venne annullato il trattato del 1778 con la Francia. Allo stesso modo, l'Unione Sovietica finì i soldi nel 1991. Terminò le sue operazioni. Le leggi di Marx sullo sviluppo storico divennero improvvisamente pattume senza valore. Quando gli imperi vanno in bancarotta, mettono retroattivamente in discussione i simboli di legittimità che erano stati invocati durante il suo periodo d'attività. Non è facile abbandonare questi principi, soprattutto se si è un politico che ha messo in gioco la propria carriera puntando sulla loro legittimità. Ma, quando il portafoglio è vuoto, l'impero svanisce.

Non ci sono eccezioni.



CONCLUSIONE

Dobbiamo passare il tempo ad indebolire quelle aree di legittimità politica negli Stati Uniti, le quali costituiscono una minaccia per la libertà. Questo può sembrare uno sforzo senza speranza, ma è uno sforzo indispensabile. Si tratta di un compito ingrato durante l'era della legittimità. Col senno di poi, può anche essere ingrato, ma dipende da quale nuovo sistema lo sostituirà.

Non dobbiamo aspettarci di battere qualcosa con niente. Dobbiamo trovare altri accordi, altre istituzioni, altre tradizioni che possano sostituire l'attuale legittimità dopo che l'impero americano andrà a gambe all'aria.

Consiglio questo slogan: Sostituzione, Niente Presa di Controllo. Esempio: non cercate di prendere il controllo delle scuole pubbliche. Sostituitele.

L'impero americano si basa sul Federal Reserve System. Sul piano nazionale si basa anche sulla visione keynesiana del mondo, la quale giustifica i deficit federali e le banche centrali. Entrambi questi pilastri economici dell'impero vivono di giorni presi in prestito e denaro preso in prestito.

Il nostro obiettivo non dovrebbe essere quello di prendere il controllo del Federal Reserve System. Il nostro obiettivo dovrebbe essere l'abrogazione della legge che ha dato vita alla Federal Reserve. Dovrebbe essere sostituita dal free banking. Le corse agli sportelli bancari devono essere legalizzate. Non fa mai male terminare un cartello. Qualcosa (il cartello bancario) deve essere sostituito da qualcos'altro di meglio (diritto di contratto).

Credo abbiate capito l'idea. Sostituzione, non presa di controllo.

Siate pazienti. L'impero sta andando in bancarotta. Lavorate su qualche sostituzione. Fate esperienza. Aprite siti web. Scrivete manuali. Postate video su YouTube. Aspettate il vostro turno. Tenetevi occupati.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://johnnycloaca.blogspot.it/


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