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Price Controls Don’t Work — Not Even For President Trump

Lew Rockwell Institute - Ven, 16/01/2026 - 18:32

Basic economic logic and thousands of years of recorded history have verified that price controls take a bad economic circumstance and make it even worse. But alas, President Trump, who seems to be looking for a quick fix to pacify public anger for the results of his policies, is pushing for price controls. Whether it be interest rates, credit card rates, electricity rates … the more the government subsidizes and interferes with what’s left of market prices, the bigger and more numerous the problems become.

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Il primo anno di Trump

Freedonia - Ven, 16/01/2026 - 11:00



di Francesco Simoncelli

(Versione audio dell'articolo disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-primo-anno-di-trump)

Sto iniziando a maturare l'idea che il disastro del 2008 sia stato lasciato accadere, nonostante tutte le criticità accumulate dal sistema eurodollaro e che infine avrebbero portato a una inevitabile rottura. Il 2008 è stato un evento che distrutto la liquidità negli USA e il loro accesso al capitale produttivo a svantaggio delle banche americane rispetto al resto del mondo. L'introduzione della Supplemental Leverage Ratio, Basilea 3, il Dodd-Frank Act e la conservatorship di Fannie/Freddie, sulla scia della Grande crisi finanziaria, puntano vistosamente in tale direzione. Ecco perché sono propenso a credere che gli USA siano sulla soglia di un boom del credito, nonostante la riorganizzazione/reindustrializzazione abbiano bisogno di ulteriore tempo per guadagnare trazione. Anche perché basta guardarsi un attimo intorno: chi è in condizioni economiche migliori di quelle statunitensi? Non che quelle statunitensi siano ottime su tutta la linea, anzi. In termini nominali ci sarà un rally, ma in termini reali saranno necessari altri 4-6 anni per rimettersi in piedi prima di poter muovere passi concreti in avanti. Questo articolo è di 4 anni fa, ma dà l'idea dello sfascio presente nel mercato immobiliare americano. Il private equity, sulla scia dei tassi bassi e la normativa a ripetizione sfornata dopo il 2008, ha fatto spesa di immobili e poi se le sono rivendute tra di loro facendo aumentare i prezzi, impedendo alla classe media di possedere una casa, costruire una famiglia e, peggio di tutto, di accedere al credito al consumo.

Il private equity, che ha distrutto il mercato immobiliare e funto da proxy per la cricca di Davos per drenare la classe media americana, godrà di un pasto gratis tramite i cittadini di NYC prima che la IPO di Fannie/Freddie rompa il loro giocattolo.https://t.co/nBe0m3DXP9

— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) December 31, 2025

La rinascita della classe media americana passa per forza di cose dal mercato immobiliare: aggiustare il mercato dei mutui trentennali a tasso fisso, con copertura di equity credibile come oro, Bitcoin, flussi di cassa aziendali e titoli di stato americani. Un passo in avanti significativo è stato fatto quando la CFTC ha dichiarato ammissibili come garanzia per i prestiti Bitcoin e Tether. I QE, la ZIRP, il Dodd-Frank Act e tutte le altre storture/deformazioni economiche partorite da una FED popolata da vandali, così come il Congresso e le precedenti amministrazioni presidenziali, erano direzionati a distruggere/sabotare la capacità di formazione di ricchezza generazionale negli Stati Uniti. Un sabotaggio consapevole, tutto per mantenere liquido il mercato degli eurodollari disfunzionale (es. leva finanziaria spropositata) a vantaggio di Regno Unito ed Europa principalmente. In cambio è stata venduta all'americano medio la favoletta dei pasti gratis come l'università gratis o il sistema sanitario gratis, un'utopia progettata per trarre in inganno gli sprovveduti e risucchiare ulteriormente capacità produttiva dagli USA. E non è un caso che, proprio la settimana scorsa, Trump abbia preso contromisure contro il private equity esattamente in questo settore.

L'economia americana adesso sta tirando grazie anche agli enormi investimenti che si stanno facendo nel settore dell'intelligenza artificiale e, sebbene non si possano sapere in anticipo la portata dei ritorni, non è una situazione analoga a quella della bolla delle dot-com. Allora quel tipo di aziende che navigavano quel mercato non avevano clienti e il loro modello era tutto da dimostrare; i fornitori odierni di servizi di intelligenza artificiale hanno già clienti per i loro servizi e stanno costruendo infrastrutture che andranno a fornire servizi aggiuntivi che sono già richiesti. Quindi c'è una dinamicità complessiva che potrebbe dare una spinta agli USA nei prossimi 3 anni. Inoltre c'è un altro fatto: la costruzione di centrali energetiche per alimentare questa richiesta crescente, per alimentare i data center e rifare buona parte della rete elettrica nazionale necessita di molti lavori nell'alta manovalanza in quelle aree industriali che erano state in precedenza accantonate. Ecco perché i numeri della disoccupazione americana non spaventano, dato che la contrazione la stanno subendo i settori pubblico e quello dei colletti bianchi. Questa è una buona notizia perché viene progressivamente minimizzato il crowding out delle risorse da parte di coloro che sottraggono ricchezza reale, potenziando invece coloro che la creano. Come? Permettendo loro di avere una famiglia, ad esempio, una casa accessibile, finanziamenti a basso costo, ecc.

In questo senso la legge sulle stablecoin è stata fondamentale. Sulla scia dell'avvio del SOFR le banche americane sono tornate a ponderare il rischio di credito in base alla salute dell'economia interna, non a quella esterna. Come ho documentato nel mio libro, Il Grande Default, i vari giri di quantitative easing che hanno caratterizzato l'azione della FED nel corso dei 12 anni dal 2009 al 2021, in particolar modo, non sono stati altro che uno svuotamento dell'economia americana dalla sua essenza produttiva per tenere vivo un sistema decadente e al collasso che risiedeva altrove: Londra e Bruxelles. In questo senso le banche americane si sono trincerate nella liquidità finanziaria e hanno abbandonato al suo destino Main Street. Con questo nuovo assetto a livello di tassi di interesse e la rottura della catena del rischio che, tramite il LIBOR, teneva ancorati gli Stati Uniti al resto dei guai economici altrui, le banche possono tornare a fidarsi dell'operosità della classe media americana.

Ed è qui che si inserisce la nuova terminologia che bisogna affibbiare alla stagflazione: sgonfiamento del settore finanziario (necessità critica dato lo stress che si legge in diversi indicatori chiave) ed estensione del settore industriale (riportando in patria lavori e fabbriche definite chiave e strategiche). L'illusione dei beni di consumo a basso prezzo provenienti dalla Cina o di beni durevoli provenienti dall'Europa, con relativo appalto della produzione industriale a questi due player, ha indebolito progressivamente la capacità americana di creare ricchezza reale. Il Paese, come dicevo sopra, è stato svuotato. L'eccessiva dipendenza dall'estero s'è rivelato un potente anestetico di quella che era in realtà una demolizione controllata dall'interno. Questo era il compito ereditato delle 3 amministrazioni Obama, se prendiamo come riferimento gli ultimi vent'anni.

I dazi di Trump hanno rappresentato un monumentale “basta!”: la strada verso la chiusura di quell'arbitraggio nella bilancia commerciale che ha sempre rifiutato di chiudersi (fenomeno innaturale, quindi voluto ad hoc) e che faceva volare dollari facili all'estero.


IL QUADRO GENERALE

Ormai è inutile nasconderlo: un reset è in corso, ma non è quel reset che originariamente era stato preparato dalla cricca di Davos. Per molti anni è stata questa cerchia di individui che ha fatto da segnapasso a un cambiamento distopico della società e ha guadagnato l'onere dei riflettori. Il suo picco massimo è stato quando Powell ha iniziato a drenare il mercato degli eurodollari nell'estate del 2021 rialzando di 5 miseri punti base i tassi nei mercati dei pronti contro termine intermediati dalla FED. L'amministrazione Biden (oppure dovremmo dire Obama 3.0), non avendo il controllo di tale istituzione, ha usato il Dipartimento del Tesoro americano come proxy attraverso cui tenere liquido (per i player oltreoceano) suddetto mercato: lo scandalo USAID, lo scandalo (partito) in Minnesota dei centri scuola somali, lo scandalo delle ONG, la crisi conseguente dell'accesso alla sanità e alla casa, la rottura delle supply chain, ecc. Questo copione, se avesse avuto successo fino in fondo, avrebbe visto Kamala Harris o Nikki Healey al comando del Paese con conseguente distruzione definitiva degli USA come nazione prospera, la legittimazione dell'UE come centro di comando mondiale e l'uso dell'esercito americano come “strumento di persuasione” contro la Russia affinché venisse cacciata dall'Ucraina.

USAID, reprised https://t.co/acTq6q08pI

— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) December 30, 2025

Tutto questo sarebbe stata l'apoteosi del sogno inglese, 300 anni anziano ormai, di rompere e penetrare l'impero russo (desiderio messo nero su bianco da Mackinder quando elaborò la sua tesi dell'Isola del Mondo, il cui vero obiettivo era impedire una fusione commerciale tra USA e Russia). Ora, un anno dopo l'insediamento di Trump, il mondo è completamente diverso. Il 2025 è stato di una importanza immensa: tumulti sociali in estate disinnescati, esplosione al rialzo di oro e argento, sobrietà fiscale nei conti federali, difesa degli interessi americani nel commercio mondiale e il “Grande Reset” dell'intero sistema monetario lontano dalle mani della City di Londra. Fortunatamente l'amministrazione Trump è stata brava abbastanza da resistere alle rappresaglie della cricca di Davos e portare avanti la sua agenda di guarigione della nazione.

Ma questa gente non se ne sta ferma a guardare in attesa di vedere sgretolarsi la quantità di privilegi e potere accumulati nei decenni. La “rivoluzione colorata” negli Stati Uniti, la guerra civile sostanzialmente, non è affatto finita, anzi si sta metastatizzando in forme diverse: Mamdani che liquida la città di New York fornendo riparo al private equity nel settore immobiliare (come abbiamo visto sopra) e alimentando le proteste di strada, il sindaco di San Francisco che vuole dare $5 milioni in sussidi alle “comunità disagiate” (nonostante la città abbia un bilancio di $1 milione), il governatore del Minnesota che chiama in causa la Guarda Nazionale contro gli agenti dell'ICE per aver fatto il loro lavoro, Portland che dopo Minneapolis potrebbe diventare la prossima in linea in quanto a caos sociale, ecc. Il fil rouge che collega tutte questi eventi è la guida Dem delle città coinvolte e degli stati coinvolti, nonché covo di cellule Antifa, gruppi conniventi con tali cellule e attivisti di associazioni “no profit” di sinistra. Mi fa ridere, poi, che tutto questo liquame putrido abbia la sfacciataggine di definirsi “spontaneo” e “no profit”, quando invece ci sono le PROVE che ottengono fondi ombra e sono capillarmente organizzati/direzionati/ scatenati dall'alto. Ecco perché è stato cruciale togliere fondi a tutta quella costellazione di parassiti che hanno pasteggiato con soldi pubblici e hanno minato dall'interno gli Stati Uniti.

JUST IN: @MarcoRubio announces that NGOs are being *CUT OFF* and all foreign aid will now go straight to national governments.

"That is the model that we're breaking. We're not doing this anymore. We are not going to spend billions of dollars funding the NGO Industrial Complex."… pic.twitter.com/bsjrEkwdlL

— Kyle Becker (@kylenabecker) January 3, 2026

Inutile girarci intorno: quella a cui stiamo assistendo negli USA, adesso, è un tentativo di rivoluzione colorata attivata tramite i canali di sinistra.

Ma questo va ben oltre i Dem e la sinistra, perché sappiamo benissimo chi è l'artefice di questi cambi al vertice: gli inglesi. Quest'anno sarà cruciale per l'amministrazione Trump, in vista soprattutto delle elezioni di medio termine. Il sentimento popolare la farà da padrone ed ecco perché egli spesso aggiusta il tiro nelle sue dichiarazioni: deve portare lentamente gli americani dalla sua parte e far vedere ciò che vede lui nelle deformazioni che emergono dalle profondità dello Stato profondo. Esso è popolato da una serie di infiltrati che per decenni hanno remato contro gli USA. E fortunatamente gli americani sono recettivi e stanno rispondendo positivamente, nonostante i media generalisti vogliano far credere il contrario e spaccino la scemenza “Trump è all'angolo”.

Bonificare questa palude significa soprattutto disinnescare la rete di potere che i Dem hanno costruito nel tempo e che è una propaggine di Londra. Non sarà facile, dato che gli animi si fanno sempre più tesi man mano che la cricca di Davos è costretta a mettere sul tavolo i propri di capitali per far sopravvivere la rete di privilegi e potere che ha acquisito nel tempo. A scapito degli USA, ovviamente. Il rischio che corre Trump quest'anno in particolare è l'attivazione infine del cosiddetto “Piano Podesta”: guerra civile e chiusura dei canali di sbocco marittimo negli stati a guida Dem. Facciamo un passo indietro e spieghiamo cos'è questo piano. Quando Hillary Clinton venne sconfitta alle elezioni presidenziali del 2016, Podesta, consulente del Partito democratico, aveva elaborato un progetto secondo cui alcuni stati a gestione democratica avrebbero dovuto avviare una secessione, o minaccia della stessa, dagli Stati Uniti. Gli stati sarebbero dovuti essere quelli verso cui fluisce gran parte del traffico mercantile navale. Se questo dovesse accadere e si staccherebbe tutto il filone occidentale e una parte di quello orientale (e gli sforzi in tal senso sono incarnati dalle varie proteste e manifestazioni represse anche con l'intervento militare), gli stati repubblicani e che difendono Trump si troverebbero isolati. Per questo motivo l'amministrazione Trump ha bisogno del supporto del settore militare, sia perché deve far piazza pulita nel Pentagono (infiltratissimo da agenti esteri), sia perché vuole avere il tempo di costruire degli approdi commerciali alternativi in Texas e Florida principalmente... e da qui capite tutte queste attenzioni sul Golfo d'America, sul canale di Panama, sul Venezuela e sulla Groenlandia.

Perché si stanno intensificando proprio ora queste proteste? Il fatto che ci stiano finendo di mezzo gli agenti dell'ICE è solo la scusante del momento, dato che qualsiasi motivazione sarebbe stata buona se si comprende la causa di fondo che rende virulenta l'opposizione a Trump: il mercato dell'eurodollaro.

Ed ecco spiegato anche il motivo per cui le proteste di strada contro gli agenti dell'ICE (la scusa del momento) si stanno intensificando. Il minimo comun denominatore rimane sempre uno: eurodollaro. https://t.co/EuBJtqEKjH

— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) January 9, 2026

L'inizio del 2026 ha portato anche un'ulteriore consapevolezza: la LBMA ha perso il controllo del prezzo dell'oro e dell'argento. E presto seguiranno a questi anche i prezzi di altre commodity intermediate dalla LME.


“IL GRANDE RESET”?

Le grandi potenze industriali del diciottesimo e diciannovesimo secolo erano Europa e Regno Unito. Quando erano tali avevano tutte le ragioni per impostare il meccanismo di prezzo di tutti gli input industriali. In quanto potenze industriali era la norma, potremmo aggiungere. Peccato solo che al giorno d'oggi non viviamo più in quel periodo storico. Gli Stati Uniti oggi sono la principale potenza industriale del mondo e le voci di una sua dipartita in tal senso (guarda caso provenienti dalla stampa inglese) sono estremamente esagerate. La disintermediazione del meccanismo di prezzo dei metalli preziosi innanzitutto e delle relative catene di approvvigionamento, per poi passare al resto degli altri metalli di base. Il pensiero strategico dell'amministrazione Trump si basa principalmente su questo modello: gli USA sono la potenza industriale del mondo, quindi dovrebbero essere loro a impostare i prezzi degli input. Se questa premessa è vera, allora il 2025 che ha visto Scott Bessent drenare la LBMA di metalli preziosi fisici acquista di senso compiuto.

Il dollaro è stato svalutato consapevolmente nella prima metà dell'anno scorso e con essi sono stati comprati lingotti fisici. Non solo, ma la debolezza del dollaro è stata perseguita anche per mettere pressione sull'UE affinché accettasse i termini del nuovo assetto commerciale mondiale e ingoiasse i dazi. Infatti, non appena la Commissione europea ha ceduto su tutta la linea, la svalutazione del dollaro si è arrestata. Gli USA non sono soli in questa linea di condotta, dato che la Cina si avvicenda a essi quando c'è bisogno di far continuare il deflusso di metalli preziosi dall'Inghilterra. Poi l'attenzione si sposterà sul rame e su tutte le altre principali commodity industriali.

A quanto pare i tempi sono maturi affinché anche il mainstream ne parli. Ma voi, cari lettori, avete appreso di queste dinamiche dal sottoscritto quando vi ho ripetutamente parlato del progetto ARC e sul mio libro "Il Grande Default".https://t.co/FNVS2j7qlg

— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) December 1, 2025

Cos'è anche successo nella seconda metà dell'anno scorso? Quasi tutti gli occhi sono rimasti puntati sulla FED che non ha tagliato i tassi per 3/4 dell'anno scorso e ha buttato dalla finestra la pazzia dell'inflation targeting al 2%, mentre i proventi dei dazi sono fluiti nelle casse dello zio Sam e hanno abbassato i deficit commerciali. Cos'è passato in secondo piano? La fine della vecchia politica monetaria del Giappone. Questo evento storico non sarebbe potuto accadere se prima la FED non fosse riuscita a riprendere il pieno controllo della propria politica monetaria passando al SOFR. Ciò a sua volta ha significato il controllo del front-end della curva dei rendimenti americana e, con la fine prossima della conservatorship di Fannie/Freddie, anche il controllo sul back-end. Inutile dire che entrambi, prima, erano pesantemente influenzati dal LIBOR e quindi dalla City di Londra. Trump, nel frattempo, vola in Asia e pone fine alla guerra tra Cambogia e Thailandia, parla con Xi (e l'argento sale di prezzo) e infine fa visita al Giappone.

Prima di proseguire nel discorso un breve appunto sulla telefonata con Xi. Nel 2011, al top dell'argento di allora, due notizie segnarono la exit liquidity dei manipolatori: l'aumento dei requisiti di riserva da parte del COMEX e l'uccisione di Bin Laden. Se valessero anche oggi le stesse regole, dove Londra, New York e SLV/GLD gestivano il triangolo della rehypotecation dell'offerta sintetica dei metalli preziosi, oro e argento sarebbero stati abbattuti nel prezzo. Invece accade il contrario. Questo ci suggerisce che le azioni di Trump sono in opposizione al “vecchio sistema”. Il modo in cui si contiene la City di Londra, e la si costringe “a più miti consigli”, è attraverso la consegna di metallo fisico, fenomeno che si fa più preoccupante per gli inglesi dato che la sterlina intermedia ancora un parte importante del sistema finanziario mondiale. E con entrambi i metalli in backwardation, il leasing degli stessi per gonfiarne l'offerta fisica è improponibile. Anche la Cina fa parte di questo schema e l'ipotesi ARC (America, Cina, Russia) non è un'alleanza, bensì una collaborazione commerciale laddove si può collaborare e una competizione (vagamente antagonistica) laddove non ci saranno accordi. I BRICS non hanno niente in comune tra di essi e sono nati per creare un'alternativa a un Occidente “unito” sotto il vessillo della cricca di Davos, ovvero le “vecchie regole”.

Torniamo alla visita di Trump in Giappone. Il nuovo Primo ministro giapponese, Sanae Takaichi, è una sovranista, così come lo è la Meloni, ed entrambe sono ben viste dall'amministrazione Trump. Il Giappone, sotto questi auspici, sta ricostruendo il suo esercito, vuole seriamente aprire un canale diplomatico con la Russia per porre fine alle sue ostilità con essa risalenti ancora alla Seconda guerra mondiale e abolire la Camera dei consiglieri (creata dagli alleati affinché avesse potere di veto su qualsiasi legge l'esecutivo volesse approvare... molto inglese come clausola). Non solo, ma anche Bessent è volato in Giappone per parlare con Ueda, governatore della BOJ, per dirgli di normalizzare la politica monetaria e affrontare le aspettative d'inflazione. In questo contesto Powell ha tagliato i tassi di 25 punti base lo scorso dicembre, mentre Ueda li ha rialzati dello stesso ammontare... l'unica banca centrale a rialzarli. In questo modo il famoso carry trade sullo yen viene smantellato pezzo dopo pezzo dopo pezzo.

È fondamentale che venga terminato perché anche se gli USA avevano introdotto il SOFR, coi tassi a zero lo yen poteva essere usato come mezzo indiretto per accedere alla liquidità in dollari e quindi tornare a influenzare il front- end della curva dei rendimenti americana. Questo è un reset enorme perché se il carry trade sullo yen finisce e finalmente arriva la IPO di Fannie/Freddie, che ricordiamolo è stata ritardata a causa dello shutdown voluto dai Democratici, l'indipendenza finanziaria americana da Londra sarà completa. Ciò che mi aspetto dal 2026 è una normalizzazione del debito americano e giapponese, man mano che il prossimo governatore della FED taglierà fino al 3% i tassi di riferimento e Ueda farà piccoli passi fino ad arrivare a una situazione in un cui il differenziale tra i due tassi di riferimento, quello americano e giapponese, sarà di una forchetta tra 25 e 50 punti base. Già adesso, con un rendimento intorno al 3%, il trentennale giapponese val la pena di essere comprato; lo stesso discorso vale per il decennale intorno al 2%. Finalmente stiamo parlando di ritorni reali! E che succede quando il decennale giapponese scavalcherà la sua controparte tedesca? I flussi di capitali voleranno in Giappone.

Sono ormai 3 anni che la Lagarde sta portando una yield curve control in Europa e ogni volta che succedono casini, si affretta a comprare i decennali tedeschi per impedire che i bund non vengano più considerati gli asset “più sicuri” in Europa. Ma ciò che si sta sviluppando nel sottobosco di questa linea di politica insostenibile nel lungo periodo, e che la farà emergere come fallimentare alla fine, è la pressione dei mercati dei capitali e la linea di politica della FED. C'è un grande avvicendamento in atto. Infatti se guardate al differenziale di rendimento tra il decennale tedesco e quello italiano siamo arrivati a 65 punti base di differenza. Solo 3 mesi fa era a 80. Tutti i bond di quelle nazioni che fomentano la guerra stanno finendo in difficoltà.

Il gioco della Meloni per il momento è solo quello di sopravvivere (non aspettatevi grandi riforme quindi) e questo a sua volta significa che i vandali in Italia al soldo della cricca di Davos, anche nel suo governo, si scateneranno.

Questa è la chiave di lettura per comprendere il delirio di onnipotenza dell'Agcom nella vicenda Cloudflare: https://t.co/6UGKydyAz9 https://t.co/TdPx4XvMUx

— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) January 11, 2026

Se io fossi Scott Bessent non mi preoccuperei degli attacchi esteri contro il back-end della curva dei rendimenti americani arrivati a questo punto, perché per mantenere il differenziale di rendimento tra il debito americano e quello europeo, a cui è ancorato il 90% del mercato dell'eurodollaro, la BCE deve lasciar salire i rendimenti tedeschi. Per di più, chi sano di mente comprerebbe debito tedesco con la sua economia in caduta libera? E notate anche un'altra cosa: non c'è stato alcun “Lunedì nero” sulla scia dei rialzi dei tassi da parte della BOJ. Chi si è strappato i capelli finora annunciando la morte del Giappone se la BOJ avesse continuato lungo il suo percorso, era chi aveva preso in prestito debito giapponese per poi accedere alla liquidità in dollari e tutte le strade portano inevitabilmente alla City di Londra. Il Giappone non è affatto in pericolo.

Quella a cui stiamo assistendo è una liberazione, a livello finanziario, dalla colonizzazione inglese. Questo è il “reset” di Trump e dei NY Boys.


PROSCIUGARE GLI AFFLUENTI, BONIFICARE LA PALUDE

Questo significa altresì staccare la spina alle influenze ombra di Londra e Bruxelles che ancora oggi infestano il Congresso, portando quest'ultimo dalla parte di Trump. E porre l'occhio di bue sopra gli agenti ICE, così come la denuncia di tutte le frodi finora scoperchiate come quella somala in Minnesota, serve semplicemente a guadagnare consensi tra la popolazione affinché non si faccia fuorviare dai canali mediatici controllati principlamnete da Londra.

REMINDER. “To all ICE officers: You have federal immunity in the conduct of your duties. Anybody who lays a hand on you or tries to stop you or tries to obstruct you is committing a felony. You have immunity to perform your duties, and no one—no city official, no state official,… pic.twitter.com/xoWDjOctLe

— Homeland Security (@DHSgov) January 13, 2026

L'immigrazione illegale è importante perché ci si libera delle frodi e ci si libera di persone che hanno posto una tremenda pressione sotto forma di domanda su case, assistenza sanitaria, auto, cibo, ecc. L'immigrazione illegale era la porta sul retro che giustificava sussidi a pioggia a ONG e associazioni noprofit. Una volta che si rimuove suddetta pressione, la Legge dei rendimenti marginali decrescenti, la Legge della domanda/offerta e tutti gli altri dispositivi della teoria economica permettono di vedere chiaramente come i prezzi delle case fossero anelastici, ad esempio, in relazione alla domanda al margine. In luoghi come il Texas, la rimozione della sopraccitata pressione ha fatto scendere gli affitti per gli appartamenti da una media di $2.000 a circa $1.200.

Non solo in Minnesota, anche in Ohio. La piovra Dem, principale propaggine negli USA della cricca di Davos, ha usato tutti i sotterfugi possibili (tra cui la mafia delle ONG) per estorcere ricchezza reale dagli USA e trasferirla all'estero.https://t.co/XrWwEgkDHz https://t.co/6PIgySPugq

— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) December 30, 2025

Per contrastare il ribilanciamento degli Stati Uniti, tutte le altre principali banche centrali del G7 (esclusa la BOJ) hanno tagliato i tassi più aggressivamente rispetto alla FED. In questo modo hanno stimolato la crescita del credito stampando le loro divise per comprare dollari, in un mondo in cui Powell ne sta prosciugando l'offerta ombra, mentre il Dipartimento del Tesoro americano ha usato parte dei proventi incamerati dagli accordi commerciali e dal Treasury General Account (gonfiato durante lo shutdown) per comprare oro e Bitcoin. I dollari “stampati” dalla FED, diversamente da quello che dicevano i media generalisti e la “controinformazione” online, sono stati sterilizzati.

Come si disinnesca la City di Londra?
Taglio dei flussi monetari pubblici (es. USAID)
Taglio dei flussi monetari privati (es. Venezuela)
Si costringe a mettere i suoi capitali in gioco (es. squeeze su oro/argento)
Il colpo fatale arriverà un volta disintermediato il Brent.

— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) January 4, 2026

L'obiettivo principale della cricca di Davos/City di Londra è quello di collassare il sistema attuale delle democrazie liberali che hanno ordito a costruire negli ultimi 400 anni. L'immigrazione e la violenza incontrollate sono il segno distintivo. L'amministrazione Trump e gli oligarchi dietro di essa, le grandi banche commerciali americane, hanno deciso di intraprendere un approccio diverso: “salvare” le democrazie liberali e non cedere il passo al nazionalsocialismo/totalitarismo. Questo esito lo si ottiene minimizzando la violenza internamente e non operando “cambi di governo” all'estero (uno sport prettamente di stampo inglese) bensì smantellando quei network nel sottobosco degli stati che alimentano “rivoluzioni colorate”. Questo a sua volta significa che le persone possono ancora fidarsi delle istituzioni, soprattutto se possono essere “riformate”. In questa direzione va la più recente “incriminazione” di Powell, ad esempio. Gli Stati Uniti sono gli unici a poter contrastare e “correggere” i piani della cricca di Davos/City di Londra, in particolar modo perché oltre ad avere capitale sviluppato (liquidità in entrata) hanno anche quello “ancora da sviluppare” (input delle materie prime).

In questo contesto la cattura di Maduro potrebbe benissimo essere assimilabile all'ipotesi che il sopraccitato progetto ARC abbia anche tra i suoi obiettivi non solo lo smantellamento della rete d'influenza finanziaria della City di Londra, ma anche quella politico-sociale.

???? EXCLUSIVA | Zapatero figura entre los 64 investigados en un expediente judicial de Nueva York por colaborar con el régimen de Maduro

Por @iblascor https://t.co/nk7xbHrx5o

— Vozpópuli (@voz_populi) January 5, 2026

Il Venezuela è solo un tassello in un mosaico più grande. Il riciclaggio di denaro del narcotraffico passa soprattutto dalle banche canadesi. Il Canada è la nazione in cui gli inglesi si rifugiarono quando persero la guerra d'indipendenza. E chi lo guida ora? Inoltre ricordate il documento National Security Strategy del mese scorso? Uno dei punti trattati in esso era lo smantellamento dell'architettura di quei “poteri ostili” nel suo emisfero. Di primo acchito si poteva pensare a Iran, Cina e Russia. Invece l'obiettivo reale sono le banche ombra offshore, i centri in cui viene riciclato il denaro per finanziare operazioni ostili agli USA e la rete di contrabbando di droga/armi che alimenta “settori” deviati dell'intelligence americana. E con questa chiave di lettura si capisce anche perché Russia e Stati Uniti, ad esempio, si stanno avvicinando dal punto di vista commerciale e collaborano in sordina per minimizzare le eruzioni di tumulti sociali incontrollati che potrebbero sfociare in guerre.

In Iran c'è una guerra civile sotterranea tra colonizzatori: francesi e inglesi. L'IRGC, ad esempio, è sempre stata una creatura della City di Londra per controllare il Paese. In questo senso l'Ayatollah potrebbe essere il prossimo Maduro.https://t.co/uDbD56zuOC

— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) January 4, 2026

Esfiltrare Maduro ha significato mettere sabbia negli ingranaggi dello Stato profondo internazionale che s'era sviluppato in Venezuela: riciclaggio di denaro, traffico di esseri umani, traffico di droga, manipolazione del prezzo delle commodity. Ma ecco un altro punto: significa anche il prosciugamento di finanziamenti ombra per i servizi segreti inglesi e (in parte) per la CIA (che non dimentichiamocelo è ancora infiltrata da agenti ostili esteri). Oltre a ciò l'estromissione della Machado, pedina della cricca di Davos. Alla luce di quanto detto finora credo sia chiaro che Trump non voleva affatto un cambio di governo in Venezuela, bensì estromettere Maduro dal sopraccitato network criminale, una pistola continuamente puntata indirettamente alla tempia degli Stati Uniti. E per lo stesso motivo Bessent ha elargito la linea di swap in dollari da $40 miliardi all'Argentina, così facendo si chiude a tenaglia il Brasile (palesemente schierato col WEF, altro che BRICS). Perché, quindi, Maduro ha accettato di essere esfiltrato? Perché adesso? Perché è consapevole che Trump sta avendo la meglio sui suoi avversari.

Florida, Louisiana, Mississippi e l'Alabama possono quindi respirare ora che il Golfo d'America viene messo in sicurezza e bonificato dalle ingerenze sotterranee che vorrebbero portare a compimento il Piano Podesta, destabilizzando per il proprio tornaconto e sopravvivenza gli Stati Uniti. Il mio compito, come avrete notato cari lettori, è quello di mettere insieme i vari pezzi del puzzle sparpagliati e fornirvi il quadro generale così come nessun altro riesce a proporlo. E vedendo le cose in questa ottica tutte le azioni, le minacce e le vicissitudini diventano chiare, logiche e coerenti, mentre restano un enigma per tutti coloro che seguono la stampa generalista o ascoltano canali d'informazione che vogliono trasmettere una visione del mondo di come dovrebbe essere piuttosto di come È. E sebbene le molte sfaccettature, il mio focus su quella inglese è determinata dalla volontà dell'attuale amministrazione Trump di ridimensionarne i tentacoli sotterranei dato che è diventata una questione esistenziale per Washington.

E chissà se la prossima esfiltrazione non sia l'attuale famiglia reale inglese durante i festeggiamenti dei 250 anni dalla Dichiarazione d'indipendenza americana. 


CONCLUSIONE

Il declino di Bruxelles e della City di Londra è inevitabile, e il primo anno di Trump ha messo in evidenza questa inevitabilità. L'Unione europea, in particolare, è partita con l'idea di essere un'unione commerciale; poi è arrivata l'unione monetaria che è stata completata a metà. La restante metà è stata presa in prestito da Stati Uniti (salvataggi tramite FED ed eurodollaro) e Giappone (carry trade sullo yen). Lo stallo dal punto di vista industriale non è altro che un accartocciamento dovuto all'uscita di scena di Washington e Tokyo in veste di “zii ricchi” da sfruttare. Il fatto che la digitalizzazione dell'economia e la ricerca tecnologica sia andata avanti principalmente negli USA e in Cina, ha svelato il segreto di Pulcinella: Bruxelles ha coltivato una linea di politica di estrazione dai territori che controllava direttamente e indirettamente (tramite la legislazione sul digitale, ad esempio). Puro e semplice colonialismo. Non è un caso che la cricca di Davos abbia come riferimento il Superstato dell'UE: sono locuste che invadono un determinato di territorio di capitali, fagocitano voracemente risorse e ricchezza reale, infine tirano fuori i capitali immessi fino a quel momento. Ora riserva tale trattamento alla popolazione autoctona, affinché la classe dirigente possa sopravvivere.

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China just posted a record-breaking $1.2 trillion global trade surplus. The EU's is up 18.1%. Germany's numbers are BONKERS - a staggering 108% surge in surplus, meaning that it now accounts for nearly a third of China's entire EU surplus.

The US has been aggressively… https://t.co/ikpiHIiADr

— Melissa Chen (@MsMelChen) January 14, 2026

L'Unione europea si trova in un cul de sac perché l'industria digitale, salvo sporadiche eccezioni che non fanno testo nel contesto mondiale, è indietro di 30 anni come minimo, senza contare che s'è tagliata fuori da risorse energetiche a buon mercato. L'UE sarà addirittura superata dai Paesi arabi. Inoltre senza un'unione fiscale e obbligazionaria l'euro è destinato al fallimento, i surrogati sotto forma di bond SURE sono un palliativo per calciare il proverbiale barattolo. Senza contare che già da un po' i singoli stati membri dell'UE stanno impostando le proprie linee di politica dal punto di vista monetario tramite le proprie banche centrali nazionali e i pronti contro termine. Gli Stati Uniti faranno accordi con i singoli stati e solo alcuni all'interno dell'UE; l'Italia è uno di questi, sia per la sua posizione strategica sul Mediterraneo, sia per la presenza della Città del Vaticano. Una frattura importante la si vedrà inevitabilmente nel mercato monetario dove a fronte di un euro digitale rimandato dalla BCE, e che a tutti gli effetti sarà una CBDC, emergerà nel frattempo la concorrenza (guarda caso sponsorizzata da Unicredit) e che, sebbene all'apparenza innocua nei confronti dell'euro fisico stesso, tale versione digitale rappresenterà quella spaccatura in due dell'UE di cui ho spesso parlato.

Anche dal punto di vista commerciale questa frattura è evidente, contando il fatto che il commercio mondiale si sta spostando sulle rotte dell'Oceano Pacifico e su quelle dell'Artico (da qui le attenzioni sulla Groenlandia da parte degli USA, oltre alla sua posizione strategica in termini militari). Il commercio mondiale passa principalmente attraverso le vie d'acqua, soprattutto perché le vie di terra sono facilmente sensibili al sabotaggio. Tra Stati Uniti e Russia ci sono discorsi di futura collaborazione economica e degli interessi reciproci. I russi hanno tutto l'interesse ad avere un'alternativa alla Cina ora che l'Europa è fuori gioco, perché per loro quest'ultima verrà ignorata per almeno una generazione; infatti la Russia è stata costretta a “finire tra le braccia della Cina”, come disse a suo tempo Peskov, a causa delle linee di politica scellerate dei governi americani ed europei quando la cricca di Davos aveva ancora il sopravvento su di essi. Russi e cinesi non hanno niente in comune.

Di conseguenza l'impianto geopolitico del futuro non saranno i BRICS (Brasile e Sud Africa sono a marchio WEF, mentre l'India è uno “swing state” oltre al fatto che gli USA stanno facendo più affari con il Pakistan riguardo le terre rare ad esempio), bensì il modello ARC: America, Russia e Cina. Tutti e tre, pur restando avversari in una certa misura, cercano di collaborare per riequilibrare le rispettive economie e anche per riequilibrare i rapporti militari reciproci. Il punto di convergenza, quindi, diventerebbe il Pacifico e l'Artico (il Giappone avrebbe un ruolo fondamentale in questo contesto). In questo nuovo assetto l'Europa avrebbe un ruolo marginale.

L'incubo degli inglesi sin da quando Mackinder ha formulato la sua tesi geopolitica dell'isola del mondo: un canale di connessione nello stretto di Bering tra USA e Russia, sabotato a più riprese da Londra nel corso della storia. pic.twitter.com/AvENqQR6Qu

— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) January 12, 2026

Il declino inevitabile della City di Londra, invece, è marchiato a fuoco da ciò che succede nei mercati dei metalli preziosi. La soppressione dei prezzi dei metalli preziosi era un modo per colonizzare indirettamente le industrie minerarie situate nei luoghi ricchi di minerali da estrarre. In questo modo i trader a Londra erano gli unici a fare davvero i soldi vendendo le commodity, mentre le industrie minerarie ottenevano briciole. I consumatori, pur non ritrovandosi alla fine di questa catena del disvalore, erano intrappolati nelle grinfie dei trader londinesi. Questi “intermediari” nei mercati dei futures erano i soli a risultare i vincitori. È una novità? No, lo sappiamo da cento anni, come minimo.

Esempio: il nickel. Il prezzo all'ingrosso è 90 centesimi a libbra. Sul mercato viene venduto da Rio Tinto a $2.50. E questa istituzione è una delle più grandi al mondo e ha la base nella City di Londra. Senza contare tutte le relazioni/connessioni bancarie che ha con le industrie minerarie nel Sud-est asiatico, in Indonesia e in Australia: esse, infatti, devono rivolgersi a banche come Standard Chartered, HSBC, o Barclays per ottenere prestiti e avviare le loro operazioni. Anche qui: indovinate chi ci guadagna su questi prestiti e sui profitti della produzione delle industrie minerarie per i primi 5-7 anni? E poi c'è quella che io chiamo “la porcata”: nel momento in cui viene concesso il prestito, queste banche aprono posizioni short sui metalli! Questa è colonizzazione finanziaria tramite il sistema bancario inglese e i mercati dei futures intermediati a Londra.

I due più grandi manipolatori dei prezzi dei metalli, inutile dirlo con sede nella City di Londra, stanno cercando di reagire alla strategia di USA e Cina di rimodellare i mercati delle commodity e prezzarne gli input in accordo con offerta e supply chain.https://t.co/CqkmMKPoYy

— Francesco Simoncelli (@Freedonia85) January 9, 2026

Uno dei motivi per cui i metalli preziosi, ultimamente, stanno esplodendo al rialzo è che questo circolo vizioso è stato progressivamente disinnescato. Grazie a compagnie come Franco Nevada, Wheaton Precious Metal, ecc. che hanno permesso il bypass del settore bancario per i finanziamenti in cambio di royalty su esplorazione e produzione (senza contare che sono molto più capaci nella valutazione del rischio delle compagnie minerarie). In questo modo le royalty vengono pagate solo quando si avvia la produzione, mentre non c'è il peso del servizio del debito durante le fasi di esplorazione. È un rischio d'investimento quello che corrono Franco Nevada et similia, ma almeno diventano partner ed è una situazione “win-win” per tutti dato che guadagnano dal flusso di cassa futuro una volta avviata la produzione. Diversamente dalle banche inglesi, il cui unico interesse è se l'azienda fallisce o meno, queste royalty company VOGLIONO che le aziende di cui sono partner abbiano successo.

Questo modello, sin dal 2005 circa, è cresciuto nel tempo e con il cambio di marcia intrapreso dagli USA negli ultimi 3 anni ha finalmente guadagnato trazione, emarginando gli intermediari e le relative connessioni bancarie a essi legati che avevano buttato in un fosso gli azionisti delle industrie minerarie, le industrie minerarie stesse e i dipendenti di queste. E diversamente da quello che raccontano i media generalisti, questo non è il classico schema “pump and dump”. Quando l'argento raggiunse il picco massimo precedente, a circa $50 l'oncia, quel fine settimana gli USA diedero l'annuncio di aver ucciso Osama Bin Laden e il COMEX annunciò un ampliamento dei margini di copertura per le posizioni long. Segnale, quello, che le bullion bank avrebbero protetto sé stesse e che avrebbero “ucciso” i long. Con quell'annuncio il prezzo crollò immediatamente di $5: vennero sentenziati a morte i prestiti a leva, mentre uno squeeze si portava via alcuni grossi player. Era il 2011 e sin da allora il COMEX, la LBMA e l'SLV hanno rappresentato un “triangolo della morte” per il prezzo dell'argento: il primo forniva il collaterale alla seconda affinché potesse avere la base attraverso cui supportare prestiti a leva e microgestire il prezzo dell'argento tramite un'offerta sintetica dello stesso. Almeno fino pochi mesi fa... cos'è cambiato? Cosa si è rotto? L'argento è in backwardation, c'è scarsità del metallo e i tassi di leasing a esso collegati sono schizzati in alto. Questa, come quella del 2011, è una battaglia tra giganti e le formiche devono fare attenzione a non essere schiacciate nel frattempo. È una questione di chi ha più soldi da gettare nel mercato per scavalcare gli avversari, soprattutto le posizioni short. E a questo giro, però, le scommesse e i contratti stipulati richiederanno la consegna dell'asset sottostante.

Sarà diverso stavolta? Dal punto di vista tecnico ce lo ha detto la soglia degli $83 l'oncia per l'argento. Dal punto di vista strategico le nuove soluzioni commerciali di Trump e le nuove soluzioni di collaterale per il dollaro di Bessent (metalli + Bitcoin) ce lo stanno dicendo, insieme anche a Cina, Russia e addirittura India. Non dimenticando, al contempo, che il mercato sintetico dell'argento è una fonte di introiti importante per la City di Londra.

Per ulteriori approfondimenti, poi, su questi temi a livello tecnico e orientativo, c'è sempre il servizio di consulenze del blog.


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Why Neocons Like Marco Rubio and Lindsey Graham are Responsible for the Minnesota Welfare Fraud Scandal

Lew Rockwell Institute - Gio, 15/01/2026 - 21:57

From Murray Rothbard’s 1994 essay, “Just War”:

“The Somalian intervention [by the U.S. military] was a perfect case study in the workings of [the] Wilsonian dream. We began the intervention by extolling a ‘new kind of army (a model army if you will, engaged in a new kind of high moral intervention: the U.S. soldier with a CARE package in one hand, and a gun in the other. The new “humanitarian” army, bringing food, peace, and democracy and human rights to the benighted peoples of Somalia, and doing it all the more nobly and altruistically because there was not a scrap of national interest in it for Americans. It was this prospect of a purely altruistic intervention — of universal love imposed by the bayonet — that swung almost the entire “antiwar” Left into the military intervention camp. Well, it did not take long for our actions to have consequences, and the end of the brief Somalian intervention provided a great lesson if we only heed it: the objects of our “humanitarianism” being shot down by American guns, and striking back by highly effective guerilla war against American troops, culminating in savaging the bodies of American soldiers. So much for “humanitarianism,” for a war to impose democracy and human rights; so much for the new model army.”

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La domanda da $60 miliardi: il Venezuela è segretamente una superpotenza Bitcoin?

Freedonia - Gio, 15/01/2026 - 11:05

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Bradley Hope & Clara Preve

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/la-domanda-da-60-miliardi-il-venezuela)

Alex Saab potrebbe controllare $60 miliardi in bitcoin per il regime di Maduro. Mentre la stretta di Trump si inasprisce, c'è un'altra battaglia che si combatte sulla blockchain.

Nicolás Maduro è sotto custodia degli Stati Uniti. Nelle prime ore di sabato 3 gennaio, gli operatori della Delta Force hanno trascinato il presidente venezuelano e sua moglie fuori dalla loro camera da letto a Caracas e li hanno trasportati in aereo sulla USS Iwo Jima, ora in rotta verso New York, dove Maduro dovrà rispondere di accuse di traffico di droga e possesso di armi presso un tribunale federale.

Ma mentre Washington celebra la più importante operazione militare statunitense in America Latina dall'invasione di Panama del 1989, negli ambienti dell'intelligence emerge una domanda più urgente:  dove sono i soldi?

Per anni Maduro e la sua cerchia ristretta hanno sistematicamente saccheggiato il Venezuela: miliardi di dollari di entrate petrolifere, riserve auree e beni statali e, secondo fonti a conoscenza diretta dell'operazione, hanno convertito gran parte di tali proventi in crittovalute.

L'uomo che presumibilmente ha orchestrato quella conversione, che ha costruito l'architettura finanziaria ombra, che ha mantenuto in vita il regime sotto pesanti sanzioni, non è su quella nave.

Il suo nome è Alex Saab.

E potrebbe essere l'unica persona sulla Terra a sapere come accedere a quella che alcune fonti stimano possa essere una cifra pari a $60 miliardi in bitcoin, una cifra che, se verificata, renderebbe la fortuna nascosta del regime di Maduro una delle più grandi riserve di crittovalute del pianeta, rivaleggiando con MicroStrategy e potenzialmente superando l'intera riserva nazionale di El Salvador.

L'affermazione proviene da fonti HUMINT e non è stata confermata dall'analisi della blockchain, ma i calcoli matematici alla base sono disarmanti.

Solo nel 2018 il Venezuela ha esportato 73,2 tonnellate d'oro, per un valore di circa $2,7 miliardi. Se anche solo una frazione di questa cifra fosse stata convertita in bitcoin quando i prezzi oscillavano tra i $3.000 e i $10.000, e fosse rimasta stabile fino al picco di $69.000 nel 2021, i profitti sarebbero stati sbalorditivi.

Fonti a conoscenza dell'operazione descrivono uno sforzo sistematico per convertire i proventi dell'oro in crittovalute tramite intermediari turchi ed emiratini, per poi spostare i beni tramite mixer e cold wallet fuori dalla portata delle autorità occidentali.

Secondo alcune fonti, le chiavi di questi wallet sono in mano a una ristretta cerchia di agenti fidati, al centro dei quali c'è proprio Saab.

Ciò che Washington non sapeva, e che i documenti del tribunale avrebbero poi rivelato, era che Saab era stato un informatore della DEA dal 2016, mentre costruiva l'impero finanziario ombra di Maduro.

Ora, con Maduro catturato, la domanda diventa: Saab collaborerà di nuovo? O sparirà con le chiavi del patrimonio rubato al Venezuela?

Nella narrazione ufficiale venezuelana, Alex Nain Saab Morán è un patriota, un diplomatico, un martire dell'imperialismo statunitense. A Washington, è l'opposto: un evasore professionista delle sanzioni che ha costruito un labirinto di società offshore che hanno arricchito la cerchia ristretta di Nicolás Maduro mentre il Venezuela crollava.

Ora potrebbe essere qualcosa di completamente diverso: una delle persone più preziose sulla Terra.

Ma Saab non è l'unica persona a sapere dove siano finiti i soldi. Abbiamo scoperto che una figura chiave nel passaggio dall'oro alle crittovalute – un uomo che avrebbe svolto il ruolo di corriere, trasportando lingotti d'oro dal Venezuela alla Turchia e a Dubai – è stato sanzionato dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti nel 2019, ma non è mai stato incriminato pubblicamente.

Il suo nome è David Nicolas Rubio Gonzalez. È il figlio di Álvaro Pulido, socio in affari di lunga data di Saab. E la sua storia potrebbe essere la chiave per capire cosa è successo al patrimonio rubato al Venezuela.


Il corriere

Il 17 settembre 2019 l'Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha aggiunto David Nicolas Rubio Gonzalez alla sua lista di soggetti sottoposti a sanzioni. La designazione lo ha identificato come figura che controlla almeno tre società: Corporacion ACS Trading SAS in Colombia, Dimaco Technology, SA a Panama e Global de Textiles Andino SAS in Colombia.

Suo padre, Álvaro Pulido, era stato incriminato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti due mesi prima, insieme ad Alex Saab, per aver riciclato oltre $350 milioni provenienti da contratti fraudolenti con lo stato venezuelano. Ma David non è stato incriminato; è stato sanzionato – i suoi beni sono stati congelati, la sua possibilità di fare affari con gli americani è stata interrotta – ma non ha dovuto affrontare alcun procedimento penale.

Perché?

Secondo fonti a conoscenza diretta dell'operazione, David Rubio Gonzalez non era solo un uomo d'affari. Era un corriere. Queste fonti descrivono una rete che trasportava fisicamente oro lungo una rotta dalla Repubblica Dominicana, attraverso il Venezuela, fino alla Turchia e a Dubai. Ogni viaggio, dicono, fruttava al corriere un guadagno di $1 milione per i suoi servizi.

L'oro proveniva dall'Arco Minero del Orinoco, una vasta zona mineraria nel Venezuela orientale. Veniva acquistato dalla società mineraria statale Minerven, lavorato da CVG Minerven – il cui presidente manteneva stretti legami con Saab – e trasportato all'estero con aerei privati ​​o voli commerciali della Turkish Airlines. Ma spostare oro su larga scala richiede mani fidate. Qualcuno deve trasportarlo fisicamente, sdoganarlo, consegnarlo alle raffinerie e agli intermediari che lo convertono in denaro.

Secondo alcune fonti, David era una di quelle mani.

L'oro venezuelano transitava attraverso Turchia, Emirati Arabi Uniti e Iran prima di essere convertito in crittovalute. Corrieri come David Rubio Gonzalez avrebbero guadagnato $1 milione a viaggio.

La domanda che assilla gli investigatori è semplice: se David era abbastanza importante da meritare una sanzione, perché non lo era abbastanza da essere incriminato ufficialmente? Suo padre era accusato di otto capi d'accusa per riciclaggio di denaro. David non ne aveva nessuno.

Le spiegazioni sono poche. Potrebbe essere un collaboratore con le autorità statunitensi, fornendo informazioni in cambio dell'immunità, o di un ruolo ridotto in un eventuale futuro procedimento giudiziario; potrebbe essere sotto accusa secretata, con le accuse tenute nascoste alla vista del pubblico fino al momento dell'arresto; oppure potrebbe essere semplicemente passato inosservato, un attore secondario ritenuto meno importante dei principali.

Ma se le nostre fonti hanno ragione sul suo ruolo di corriere – un uomo che maneggiava fisicamente l'oro che è diventato la critto-fortuna del regime – allora David Rubio Gonzalez potrebbe sapere esattamente dove sono finiti i soldi. E con Maduro catturato, questa conoscenza non è mai stata così preziosa.


Il passaggio dall'oro alle crittovalute

I $60 miliardi non si sono materializzati dal nulla. Sono stati accumulati attraverso una delle operazioni finanziarie più audaci della storia moderna: la conversione sistematica delle riserve auree del Venezuela in crittovalute non rintracciabili.

Nel 2018, con l'aggravarsi della crisi economica venezuelana e la riduzione dell'accesso a una valuta forte, il regime di Maduro si è rivolto all'oro. Il Paese esportava oro da anni, ma in quel momento l'attività si era ampliata drasticamente. Il Venezuela ha esportato 73,2 tonnellate di oro solo nel 2018, per un valore di circa $2,7 miliardi all'epoca.

Maduro ha posto l'operazione sotto la supervisione del suo stretto alleato Tareck El Aissami, che ha nominato Ministro dell'Industria e della Produzione Nazionale. Alex Saab è emerso come facilitatore dell'operazione. L'oro è confluito in Turchia, dove è stato raffinato e venduto. È confluito poi negli Emirati Arabi Uniti, dove è entrato nel mercato globale. E nell'aprile 2020, tonnellate di oro venezuelano sono state trasportate in Iran con Mahan Air nell'ambito di uno scambio oro-petrolio.

Iran International ha riferito che una fuga di notizie della Lloyd's Insurance ha rivelato che il piano era coordinato dalla Forza Quds dell'IRGC e da Hezbollah. L'oro venduto in Turchia e in Medio Oriente ha generato proventi che hanno finanziato le operazioni di Hezbollah stesso. Circa nove tonnellate di oro venezuelano sono state esportate in un solo mese, secondo Bloomberg. In cambio, cinque petroliere iraniane hanno consegnato circa 1,5 milioni di barili di benzina ai porti venezuelani.

Ma l'oro è pesante, è tracciabile, può essere sequestrato. Il passo successivo è stato trasformarlo in qualcosa che non potesse essere toccato.

Le fonti descrivono uno sforzo sistematico per convertire i proventi dell'oro in Bitcoin tramite broker over the counter in Turchia e negli Emirati Arabi Uniti; broker che ponevano poche domande e operavano al di fuori del sistema bancario tradizionale. I bitcoin venivano poi trasferiti tramite mixer, software che oscurano l'origine delle transazioni, in cold wallet: dispositivi di archiviazione offline che esistono al di fuori della portata di qualsiasi governo o borsa.

Il tempismo è stato fortuito. Il Venezuela ha iniziato a movimentare seriamente l'oro nel 2018, quando Bitcoin veniva scambiato tra i $3.000 e i $10.000. Quando il prezzo ha raggiunto il picco di $69.000 nel novembre 2021, tutti gli investimenti accumulati in quei primi anni si erano moltiplicati per un fattore da sette a venti. Se il regime avesse convertito anche solo $3 miliardi di proventi derivanti dalla vendita di oro in Bitcoin a un prezzo medio di $5.000, oggi tali investimenti varrebbero $40 miliardi.

Gli scambi in Bitcoin non si sono fermati all'oro. Lo scandalo della PDVSA in Venezuela ha rivelato che il socio di Saab, Álvaro Pulido, padre di David, ha utilizzato sistemi di pagamento basati su Tether per dirottare miliardi di proventi derivanti dalla vendita di petrolio. Tra il 2020 e il 2022 PDVSA ha richiesto sempre più spesso agli intermediari di regolare i carichi di petrolio in Tether, instradando i pagamenti tramite broker over the counter e wallet digitali privati.

Lo scandalo ha rivelato navi cariche di petrolio per un valore di oltre $20 miliardi che partivano dai porti venezuelani senza che il pagamento raggiungesse mai PDVSA. A dicembre 2025 il Venezuela riscuoteva l'80% delle sue entrate petrolifere in USDT. Tether ha congelato 41 wallet contenenti $119 milioni collegati al Venezuela, ma questa cifra rappresenta solo ciò che le autorità sono riuscite a rintracciare.


L'architetto

Per capire come è stato costruito questo sistema, bisogna conoscere l'uomo che lo ha costruito.

Alex Saab è nato a Barranquilla, in Colombia, nel 1971. Ha trascorso gli anni '90 gestendo modeste attività tessili. La sua carriera è cambiata quando si è associato con Álvaro Pulido, coinvolto nel narcotraffico, il quale ha invitato Saab a fare affari in Venezuela. Il senatore colombiano di sinistra, Piedad Córdoba, scomparso nel gennaio 2024, ha presentato Saab a Maduro.

I contratti che seguirono furono sconcertanti per la loro sfacciataggine. Nel 2011 Saab accettò di fornire componenti per 25.000 case prefabbricate nell'ambito del programma “Gran Mision Vivienda Venezuela”. Il contratto prevedeva un rimborso fino a quattro volte superiore al costo effettivo. La sua azienda ricevette $159 milioni per l'importazione di kit abitativi, ma consegnò prodotti per un valore di soli $3 milioni.

Nel 2016, quando il regime lanciò il programma CLAP per distribuire cibo sovvenzionato alle famiglie bisognose, Saab e Pulido costruirono una rete per sfruttarlo. Si rifornivano di cibo di bassa qualità da fornitori stranieri, assemblavano le scatole all'estero e le spedivano in Venezuela a prezzi gonfiati. Per spostare fondi e nascondere il sistema, si servirono di società fittizie a Hong Kong, negli Emirati Arabi Uniti e in Turchia. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha mappato queste reti nel luglio 2019 definendole una “rete di corruzione che ruba dal programma alimentare del Venezuela”.

Zair Mundaray, ex-procuratore venezuelano che ha indagato su Saab, ha dichiarato che Saab è entrato a far parte della cerchia ristretta di Maduro proprio perché non aveva legami con altri esponenti del potere a Caracas. A differenza di altri potenti di Caracas, Saab non era legato a nessuna famiglia o fazione politica tradizionale.

“Saab rispecchia il profilo di una persona senza legami con le caste tradizionali o i gruppi di potere venezuelani, il cui unico vero legame è con la famiglia presidenziale”, ha affermato Mundaray. “In Venezuela il potere funziona più come un cartello criminale che come una struttura istituzionale. Questo crea un clima di reciproca sfiducia e lotte di potere intestine”.

L'obiettivo di Saab era semplice: fare soldi “e ha trovato la piattaforma perfetta in un presidente che è egli stesso un criminale”.

Ma Saab è diventato più di un semplice appaltatore; è diventato il garante della fortuna di Maduro.

“Mentre la sfera pubblica e quella privata alla fine si fondono, non c'è più distinzione”, ha detto Mundaray. “Saab è il garante della fortuna di Maduro: denaro sparso in più Paesi e conservato in diversi asset convertibili che gli assicurano una vita nel lusso per generazioni, senza dover mai muovere nemmeno un dito”.

Nell'aprile 2018 Maduro lo rese ufficiale, nominando Saab Inviato Speciale con “ampi poteri per svolgere azioni per conto della Repubblica Bolivariana del Venezuela”. Non era più un appaltatore; era un diplomatico.


Il doppio agente

Il 12 giugno 2020 l'aereo di Saab è atterrato sull'isola vulcanica di Sal, a Capo Verde, per quella che avrebbe dovuto essere una normale sosta per il rifornimento di carburante. Era diretto in Iran. Invece le autorità locali lo hanno arrestato su richiesta degli Stati Uniti.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva reso pubblico un atto d'accusa composto da otto capi d'imputazione che accusavano Saab e Pulido di aver riciclato oltre $350 milioni tramite conti bancari statunitensi. Ma poi è arrivato il colpo di scena che nessuno si aspettava.

I documenti del tribunale hanno rivelato che Saab aveva anche collaborato con le forze dell'ordine statunitensi, fornendo informazioni sui pagamenti di tangenti effettuati ad alti funzionari venezuelani.

Saab ha stipulato un accordo di cooperazione con la DEA il 27 giugno 2018, lo stesso anno in cui Maduro lo ha nominato Inviato Speciale. Ha incontrato funzionari delle forze dell'ordine statunitensi nell'agosto e settembre 2016, nel novembre 2017, nel giugno e luglio 2018 e nell'aprile 2019. Ha inoltre effettuato quattro pagamenti per un totale di oltre $12,5 milioni su conti controllati dalla DEA per restituire i profitti derivanti dalle sue attività di corruzione.

Stava costruendo l'impero finanziario ombra di Maduro e allo stesso tempo ne faceva la spia.

Nel dicembre 2023 il presidente Biden ha negoziato la sua liberazione in cambio di dieci prigionieri americani detenuti in Venezuela. Saab ha ricevuto la grazia presidenziale ed è stato costretto a lasciare definitivamente gli Stati Uniti. È atterrato a Caracas accolto come un eroe. Maduro lo ha abbracciato pubblicamente. Nel giro di poche settimane Saab è stato nominato Ministro dell'Industria e della Produzione Nazionale.

Era di nuovo al centro dell'architettura di sopravvivenza del Venezuela. Fino a sabato 3 gennaio almeno...


Chi ha le chiavi?

Con Maduro in custodia cautelare e accusato di traffico di droga a Manhattan, la questione non è più se il regime sopravviverà; la questione è se la fortuna rubata potrà essere recuperata o se svanirà, accessibile solo a chi ne detiene le chiavi private.

Il vecchio sistema di elusione delle sanzioni – navi, banche, società di comodo – esiste ancora. Ma il nuovo sistema si basa su stablecoin, broker over the counter, wallet digitali privati ​​e accordi bilaterali con governi che non hanno alcun incentivo a collaborare con le autorità statunitensi.

Le fonti descrivono un avvocato svizzero che presumibilmente controlla l'accesso ai wallet. Le chiavi private potrebbero essere distribuite tra più persone, più giurisdizioni, con diversi livelli di sicurezza progettati per sopravvivere esattamente a questo scenario: la cattura del leader del regime.

David Nicolas Rubio Gonzalez è stato sanzionato nel 2019, ma non è mai stato incriminato pubblicamente. Suo padre è stato incriminato, lui no invece. Se le fonti hanno ragione nel dire che ha svolto il ruolo di corriere, spostando fisicamente l'oro che è diventato una fortuna in crittovalute, allora potrebbe sapere esattamente dove sono finiti quei soldi. Sta collaborando segretamente con le autorità statunitensi? È sotto accusa segreta? O è sparito con informazioni che potrebbero sbloccare miliardi?

E poi c'è Saab in persona. Un uomo che ha già collaborato con la DEA una volta. Un uomo che è stato graziato da un presidente americano e che ora potrebbe essere la risorsa di intelligence più preziosa per un altro. Un uomo che, secondo un ex-procuratore venezuelano, è “il garante della fortuna di Maduro”.

Dov'è Alex Saab?

Dov'è David Rubio Gonzalez?

E chi ha le chiavi private per un valore di $60 miliardi in Bitcoin?


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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I figli di Mao: come lo zelo rivoluzionario continua a deformare le menti dei giovani

Freedonia - Mer, 14/01/2026 - 11:14

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Barry Brownstein

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/i-figli-di-mao-come-lo-zelo-rivoluzionario)

Dopo aver letto e scritto ampiamente sulle sofferenze del popolo cinese sotto Mao, sono rimasto inorridito e allarmato nell'ascoltare una breve opinione di una studentessa dell'Oberlin College, rilasciata poco dopo l'assassinio di Charlie Kirk.

La studentessa è una rivoluzionaria irriducibile, ispirata da Mao, che è a favore di più “assassini politici” e contraria alla libertà di parola per i “reazionari” e i “capitalisti”. Vorrebbe che “alcune persone avessero paura di esprimere la propria opinione in pubblico”.

In un corso universitario le è stato insegnato “come la rivoluzione violenta ha liberato milioni di persone e donne” nella Cina di Mao.

Le sue opinioni sono estreme, ma non è la sola. Un sondaggio del 2021 condotto tra i 150 migliori college degli Stati Uniti ha rilevato che quasi il 25% degli studenti ha dichiarato che è accettabile ricorrere alla violenza per mettere a tacere un oratore controverso. In alcuni college femminili il 50% degli studenti ha sostenuto la violenza.

Presuntuosa e ignorante, se la ragazza dell'Oberlin avesse partecipato a un evento di Charlie Kirk, è probabile che non si sarebbe sentita spinta a riconsiderare la sua posizione. Ma pensate ai seguenti fatti che Charlie avrebbe potuto condividere con lei se gli avesse fatto una domanda sulla Cina.

Nel suo libro, Hungry Ghosts: Mao's Secret Famine, Jasper Becker spiegò che uno degli obiettivi dichiarati del Partito Comunista, sotto Mao, era quello di eliminare la famiglia e i legami che l'amore genera:

Dobbiamo considerare la Comune Popolare come la nostra famiglia e non prestare troppa attenzione alla formazione di una nostra famiglia separata [...] le persone più care al mondo sono i nostri genitori, ma non possono essere paragonati al Presidente Mao e al Partito Comunista [...] perché non è la famiglia che ci ha dato tutto, ma il Partito Comunista e la grande rivoluzione [...]. L'amore personale non è così importante: quindi le donne non dovrebbero pretendere troppa energia dai loro mariti.

Forse quella studentessa dell'Oberlin vede la distruzione della famiglia come un obiettivo degno di essere perseguito. “A causa della collettivizzazione e della carestia diffusa”, Becker scrisse, “le donne erano costrette ad aggiogarsi all'aratro con l'utero penzolante, tale era la scarsità di animali da tiro”.

Se “liberazione” significa concedere ad alcune persone il potere arbitrario di infliggere paura e terrore, allora, sotto Mao, alcune donne erano potenti. Becker continuò: “Una ragazza di vent'anni, Huang Xiu Lian, presidente dell'Associazione femminile della comune, tagliò le orecchie a quattro persone”.

Mao fece morire di fame milioni di persone e i sopravvissuti divennero schiavi nelle piantagioni comuniste. Molti morirono di fame, tanto che Becker scrisse: “Pochi corpi furono sepolti. Molti si sdraiarono a casa e morirono”.

L'istinto materno fu distrutto. Alcune madri nascondevano scorte di cibo ai propri figli, temendo che essi le rivelassero alle autorità.

Sia Jasper Becker che Frank Dikötter forniscono resoconti di cannibalismo. Nel suo libro, Mao's Great Famine, Dikötter racconta che i genitori lasciavano morire di fame le loro figlie (i maschi erano considerati più preziosi) e poi scambiavano i corpi con un'altra famiglia per consumarli. Questo era chiamato “scambia figlio, prepara cibo”. Mao liberò le donne... dalla vita.

Un potere illimitato portava alla violenza sessuale e le donne erano indifese. La liberazione di Mao significava, scrisse Becker, che “le donne venivano umiliate con bastoni inseriti nei genitali”.

Dikötter scrisse che “le donne incinte che non si presentavano al lavoro venivano costrette a spogliarsi nel bel mezzo dell'inverno e poi a rompere il ghiaccio”. Gli aborti spontanei sul lavoro erano comuni.

Tra i funzionari del partito, scrisse Dikötter, “lo stupro si diffuse come un contagio in un panorama morale desolato”. Un funzionario si era “‘preso delle libertà’ con quasi tutte le donne non sposate del villaggio”.

Nelle città, scrisse Dikötter, “per un buono annonario del valore di dieci o venti centesimi, o per una libbra di riso, si concedeva un favore sessuale in un angolo tranquillo di un parco pubblico. Chi non ci riusciva rischiava la fame”.

In una fabbrica, raccontò Dikötter, “i padroni locali costringevano le donne a lavorare nude. In un solo giorno del novembre 1958, più di 300 lavoravano nude. Quelle che si rifiutavano venivano legate”. I padroni sostenevano che così facendo avrebbero infranto “tabù feudali”.

Inoltre Becker condivise i resoconti di testimoni oculari riguardo il dissidente Wei Jingsheng. Mentre viaggiava come Guardia Rossa, Jingsheng “rimase scioccato nel vedere donne e bambini affamati e nudi che mendicavano cibo in ogni stazione ferroviaria”. Un membro del personale sul treno sminuì l'umanità di coloro che morivano di fame, dicendo che erano “ex-proprietari terrieri e contadini ricchi, o semplicemente pigri, e che la fame faceva loro bene”.

Come la classe dirigente cinese comunista, la studentessa dell'Oberlin probabilmente non vedrà l'umanità negli altri tanto presto.

Come scrisse Dikötter: “Apparentemente tutto potrebbe essere giustificato in nome dell'emancipazione”.

Cosa possiamo imparare sul perché oggi tante persone siano così attaccate a opinioni contrarie ai fatti e alla ragione?

La follia non è limitata a chi è di sinistra. Oggi alcuni credono che Israele abbia assassinato Charlie Kirk.

Le intuizioni di Leonard Read e David Hume ci aiutano a comprendere il funzionamento della mente umana. Quando le persone espongono le motivazioni delle proprie posizioni, non significa che siano arrivate a esse attraverso la ragione.

Nel suo libro, Who's Listening, Read spiegava: “Dobbiamo solo riconoscere che le idee, buone o cattive, si impossessano dell'individuo; non il contrario. Non sono io a possedere un'idea; è lei a possedere me”.

David Hume la metterebbe così: viene adottata una passione come l'amore per Mao, l'odio per la civiltà occidentale, o l'odio per gli ebrei, e poi si trovano ragioni per giustificarla. Quando convinzioni politiche profondamente radicate sono guidate dalla passione, non c'è modo di convincere le persone a cambiare posizione.

Nel 1739, nel suo Trattato sulla natura umana, David Hume pubblicò la sua teoria secondo cui le nostre passioni (emozioni), non la ragione, sono il motore principale del processo decisionale. La teoria di Hume è riconosciuta dai filosofi come una delle più significative nella storia dell'intera filosofia. E oggi, le neuroscienze stanno confermando le idee di Hume.

Eppure, quasi tre secoli dopo, le sue intuizioni non sono ampiamente comprese dal pubblico in generale. Possiamo capirne il motivo. Ci sembra che prendiamo le nostre decisioni il più delle volte attraverso un pensiero razionale e deliberato; è l'altra persona, non noi, a essere stupida. Preferiamo pensare di essere i capitani delle nostre vite, esercitando il libero arbitrio attraverso la nostra razionalità. Le sfide alla nostra convinzione della razionalità ci mettono a disagio.

E allora, dove ci troviamo noi che cerchiamo di difendere la libertà dall'assalto di persone possedute da passioni illiberali?

Read propose un'utile analogia tra l'alta e la bassa pressione nei modelli meteorologici, dove la bassa pressione provoca tempeste e le alte pressioni le frenano: “Nel fervore dell'emozione, o della battaglia, gli individui tendono a creare aree di bassa pressione”.

Analogamente alle aree di bassa pressione ci sono individui di scarsa comprensione. L'assurdità nella mente degli esseri umani, onnipresente tra noi seppur spesso in qualche modo dormiente, si attiva, si scatena, si infuria, mentre si riversa in mentalità troppo vuote, o depresse, per preoccuparsi della differenza tra schiavitù e libertà.

Non possiamo controllare il meteo. Tra persone di scarsa comprensione, ogni giorno si formano nuove aree di “bassa pressione”. Eppure, con la forza della nostra comprensione, possiamo creare aree di alta pressione per bloccare le passioni sociali illiberali.

Read ci metteva in guardia: “Le cattive idee non possono essere rese più sensate combattendo coloro che le esprimono. Il perfezionamento dell'autocomprensione rispetto alla riforma degli altri: il primo è possibile, la seconda è inutile”.

Il nostro scopo, spiegò Read, “è crescere nella consapevolezza, nella percezione, nella coscienza”.

La più grande minaccia alla libertà deriva dalla mancanza di rispetto per l'umanità altrui e dalle passioni non controllate dalla ragione. Solo coltivando la comprensione di sé gli individui possono resistere al fascino delle ideologie distruttive. La vera battaglia per la libertà si combatte quotidianamente nelle trincee delle nostre menti.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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The Duran: Regime Change Escalator w/ Robert Barnes

Lew Rockwell Institute - Mar, 13/01/2026 - 17:11

Not only is Robert Barnes a master litigator and top-notch attorney but one of the most in depth, articulate, well read and street-smart experienced political analysts in the nation. Whether it involves the institutionalized criminal machine cartels of the Democrats and Republicans or the deep state, he is a true polymath reminiscent of Murray N. Rothbard in his power elite analysis of Realpolitik and geopolitics. He is widely regarded and respected.

Barnes has just completed an in-depth examination of the pulse of D.C. through a round of confidential conversational dialogues and frank inquiries of a wide-range of top level and varied other actors of executive and legislative influentials regarding the international and domestic realities at play today. What he has to report is very important.

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Chi controlla l'opinione pubblica?

Freedonia - Mar, 13/01/2026 - 11:09

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Jeffrey Tucker

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/chi-controlla-lopinione-pubblica?)

Alcune delle più grandi opere di letteratura politica del XX secolo furono scritte durante anni di violenza, guerra e sconvolgimenti, tra il 1934 e il 1946. In quei periodi il mondo delle idee uscì dai giochi di società e iniziò a influenzare il destino di milioni di persone. Momenti che avrebbero diviso gli studiosi seri dagli impostori.

Durante una crisi, dal punto di vista della carriera, è sempre meglio tacere. Parlare apertamente significa rischiare tutto. Richiede più del coraggio, richiede la volontà di rischiare tutto per vedere le proprie idee realizzate nel mondo reale. È anche il momento in cui gli intellettuali possono avere il loro maggiore impatto sul mondo. Eppure, pochi lo fanno; pochi si fanno avanti quando sono più necessari.

Uno dei miei pensatori preferiti di tutto il sopraccitato periodo è F. A. Hayek, economista monetario dell'Università di Vienna che la lasciò (come molti) per trasferirsi a Londra, presso la London School of Economics. Lì si affermò rapidamente come alternativa a John Maynard Keynes, le cui nuove teorie contraddicevano l'intera economia classica.

Keynes era considerato il guru degli esperimenti fascisti in tutto il mondo, al punto da scrivere un'introduzione all'edizione tedesca del suo libro nel 1936, quando i nazisti erano saldamente al potere. Celebrò i regimi e il loro potenziale.

Al contrario Hayek rappresentava il liberalismo del vecchio mondo. Prima del suo trasferimento a Londra, Hayek si era impegnato a fondo su problemi teorici che riguardavano le strutture del capitale, le problematiche legate alla segnalazione dei tassi di interesse, la determinazione dei prezzi come strumento informativo, l'inapplicabilità del socialismo e altre questioni simili. Il suo lavoro in quell'area gli valse infine il Premio Nobel nel 1974.

Nel pieno della Seconda guerra mondiale Hayek fu allarmato nel vedere l'Inghilterra intraprendere la strada della pianificazione economica centralizzata, diversa per grado ma non per natura da quanto stava accadendo in Europa e negli Stati Uniti. Il nuovo sistema emerso dalla Grande depressione univa lo stato e i maggiori settori aziendali in un'unica unità gestita dall'alto.

La sua critica era che nessun pianificatore potesse possedere le conoscenze necessarie per far funzionare questi sistemi in modo da apportare benefici alla collettività. La risposta ai problemi sociali non era affidare il compito della pianificazione a intellettuali dotati di risorse e potere, come si stava facendo in tutto il mondo. I loro piani avrebbero necessariamente scavalcato la pianificazione di individui e famiglie.

Ciò lo spinse ad affrontare questioni riguardanti i problemi della conoscenza in senso più generale. In una società sana, funzionante e prospera, dov'è che risiede la conoscenza delle risorse, dei modelli di rischio, delle tecnologie e la consapevolezza delle condizioni mutevoli? Non presso statisti e burocrati, disse, ma presso individui e comunità – attingendo al pozzo dell'esperienza umana – che sono più consapevoli delle condizioni uniche di tempo e luogo.

Fino a quel momento Hayek era noto soprattutto a ricercatori accademici ed economisti. Ma nel 1944 pubblicò un libro che divenne un bestseller in tutto il mondo. Il titolo era The Road to Serfdom. Fu ampiamente distribuito anche negli Stati Uniti, grazie a una versione abbreviata apparsa sul Reader's Digest.

Ogni libro ha un suo elevator pitch. Quello che accompagnava il libro di Hayek suonava più o meno così: se gli stati occidentali continuano a espandere gli Stati sociali, si trasformeranno in una sorta di socialismo che distruggerà la democrazia politica e la libertà in generale.

Nonostante questa sintesi, non è questo il vero messaggio del libro. La sua critica era molto più sofisticata. Ciò che rende strana la reputazione del libro è il fatto che contraddica persino il testo. Lo stesso Hayek affermava che un sistema di welfare limitato e universale per la società può mitigare gli impulsi rivoluzionari e stabilizzare la società stessa.

Non sono d'accordo con questa opinione, ma è un punto che vale la pena discutere.

Il suo vero punto, se vogliamo davvero fare un discorso da ascensore, è che gli attacchi alla libertà economica erodono sempre e comunque le libertà politiche e civili in generale. Potrebbero essere ben intenzionati e le persone che gestiscono i sistemi di pianificazione potrebbero essere le migliori e le più brillanti. Scavalcando i sistemi di segnalazione del mercato e calpestando i titoli di proprietà, elevano necessariamente alcuni a governare sugli altri. La via verso la schiavitù potrebbe non essere il piano, ma può esserne il risultato.

Il libro dedica molto tempo all'esame del rapporto tra libertà e flussi di informazioni necessari all'evoluzione sociale. La conoscenza migliore è quella che nasce dall'esperienza di un problema in sé. Chi ne sa di più di agricoltura: l'Organizzazione Mondiale della Sanità o un agricoltore? Chi progetterà l'edificio più adatto a resistere alle intemperie costiere degli Stati Uniti meridionali: un professore di Harvard o un costruttore locale?

Si capisce il punto di Hayek, ma come lui stesso ha sottolineato, all'epoca sembrava che tutti i governi del mondo fossero ormai convinti che esperti iperintelligenti e qualificati potessero sempre strutturare un sistema sociale ed economico meglio di chiunque altro sul campo. Questo era il suo obiettivo.

Il libro è brillante sotto molti aspetti, ma c'è un capitolo che mi fa davvero venire i brividi. Riguarda il tema della verità: in particolare mette in guardia dalla fine della verità. Scrive che ogni sistema totalitario deve prendere il controllo dell'opinione pubblica. È un tema su cui tutti dovremmo riflettere.

“Per far funzionare in modo efficiente un sistema totalitario”, scrisse Hayek, “non è sufficiente che tutti siano costretti a lavorare per gli stessi fini. È essenziale che le persone arrivino a considerarli come propri fini”.

Ciò richiede diversi passaggi. Deve esserci un'ideologia, ovvero un sistema di credenze artificiale che definisca un nuovo paradiso, un possibile inferno e un modo per raggiungere l'uno ed evitare l'altro. Deve esserci propaganda attorno a tale ideologia, diffusa attraverso ogni possibile canale. E deve esserci censura delle opinioni contrastanti.

Tutti e tre questi elementi sono necessari per un totalitarismo coerente che cerchi di gestire l'opinione pubblica. Hayek scrisse che tutti questi tentativi attaccano necessariamente la verità e la morale: “Sono distruttivi di ogni morale perché minano uno dei fondamenti di ogni morale: il senso e il rispetto per la verità”.

Infatti il sistema totalitario deve sostituire tutte le vecchie verità, o quelle concorrenti, con un'unica verità definita dal partito al potere in base ai propri fini: “La parola stessa ‘verità’ cessa di avere il suo antico significato. Non descrive più qualcosa che si può trovare, con la coscienza individuale come unico arbitro nel decidere se, in un caso particolare, l'evidenza (o la reputazione di coloro che la proclamano) giustifichi la fiducia; diventa qualcosa da stabilire per autorità, qualcosa a cui bisogna credere nell'interesse dell'unità dello sforzo organizzato e che può dover essere modificato a seconda delle esigenze di questo sforzo organizzato”.

Concluse con un'osservazione: qualsiasi sistema collettivista “finisce per distruggere la ragione perché fraintende il processo da cui dipende la crescita della ragione stessa”. Questo perché quest'ultima è possibile solo attraverso una mente individuale, una singola persona in grado di esprimere una valutazione. Affidare tale compito a un'agenzia, a una fonte mediatica, o a un governo, indebolisce la capacità della ragione e della verità di emergere dalla libera evoluzione dell'interazione e del pensiero volontari.

Tenete presente che Hayek scrisse in un periodo in cui la censura era molto diffusa in tutte le nazioni. Il suo obiettivo non era solo il sistema nazista e quello sovietico, ma anche i problemi emergenti nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Questo era il suo monito: “In questo modo ci stiamo avviando lungo la strada verso la schiavitù”.

Mentre leggevo l'infuocato capitolo di Hayek, continuavo a pensare ad esempi dei nostri tempi. Ce ne sono molti che sono più evidenti oggi di quanto lo sarebbero stati anche solo pochi anni fa.

Quante volte avete sentito dire che credere nel cambiamento climatico causato dall'uomo, risolvibile con la deindustrializzazione, è l'unica verità e che chiunque ne dubiti è un dissidente pazzo e confuso? L'ho sentito proprio stamattina alla radio.

Oggigiorno circolano molti postulati di questo tipo, punti a cui si suppone si debba credere anche se si hanno dubbi sulle prove. La salute pubblica ne è un buon esempio. Le guerre sui vaccini non riguardano più la salute; riguardano l'aderenza alle norme e la vergogna per chi nutre dubbi.

La minaccia del totalitarismo non scompare mai del tutto. La vediamo oggi in molti Paesi del mondo e ne avvertiamo la minaccia anche in Unione europea. Di certo abbiamo vissuto qualcosa di simile nei giorni più difficili della risposta alla pandemia.

Un segno del pericolo è sempre la richiesta di credere in questo o quello per essere un buon cittadino e contribuire al grande progetto. I tre elementi di Hayek – ideologia, propaganda e censura – sono i segnali che qualcuno sta tentando di manipolare l'opinione pubblica per scopi totalitari.

Uno stato totalitario non tollera alcun dissenso. Finché siamo liberi di dissentire – e un popolo libero deve necessariamente esercitare tale libertà – non siamo ancora sprofondati nel totalitarismo. Quando finalmente arriverà – e in UE ci stiamo andando molto vicini – sarà troppo tardi per fermare tale processo.

Hayek apparteneva a una generazione di rari intellettuali che sapevano per certo che la battaglia delle idee non è un semplice gioco da salotto. Si oppose ai poteri forti e fece un'enorme differenza, a caro prezzo. Lo stesso dobbiamo fare tutti noi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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Lagarde e l'euro: perché la BCE non fornirà mai una valuta di riserva globale

Freedonia - Lun, 12/01/2026 - 11:10

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Thomas Kolbe

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/lagarde-e-leuro-perche-la-bce-non)

La Presidente della BCE, Christine Lagarde, ha nuovamente invocato un ruolo di leadership per l'euro nell'economia mondiale. Secondo la sua valutazione, l'Eurozona è oggi un osservatore passivo, costretto a subire gli shock provenienti da Washington e da altri centri finanziari. Diamo uno sguardo al mondo oscuro dei funzionari della BCE, che si considerano delle vittime.

Si presentano come i padroni del denaro: i banchieri centrali. La loro influenza sulla politica e sugli sviluppi economici del mondo reale non deve essere sottovalutata, soprattutto in tempi di debito pubblico in forte espansione. Sono il baluardo della politica, sono loro che, attraverso massicci interventi sui mercati monetari e obbligazionari, cercano di mantenere a galla i bilanci pubblici, a lungo sprofondati nella palude del debito. E sono sempre più in competizione tra loro adesso.


USA contro UE

Da quando gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, hanno chiarito inequivocabilmente che la politica di “baci e abbracci” transatlantici appartiene al passato – alla luce della censura europea, dell'ampio interventismo statale e della trasformazione verde – la politica monetaria della BCE è stata sottoposta a un esame più approfondito da parte dei mercati.

La presidente della BCE, Christine Lagarde, è intervenuta a un evento organizzato da Business France a Parigi, pronunciando un discorso che ha suscitato scalpore a livello internazionale.

In un momento in cui la credibilità politica è sempre più oggetto di negoziazione sui mercati dei capitali, tali apparizioni inviano segnali che vanno ben oltre la sala conferenze.

Nel suo discorso Christine Lagarde ha dipinto un quadro generale insolito, una narrazione che si inserisce chiaramente nella guerra monetaria in corso contro gli Stati Uniti. Tra le righe, ha ipotizzato una generale perdita di fiducia nel dollaro, senza nominare esplicitamente il presunto colpevole. Ha insinuato che l'abbandono della politica climatica e la deregolamentazione dell'economia statunitense da parte di Donald Trump siano stati irregolari, minando la fiducia degli investitori nel mercato dei capitali americano.


Gli Stati Uniti stanno guadagnando terreno

Niente di tutto ciò potrebbe essere più lontano dalla realtà, però. L'economia statunitense sta attualmente crescendo di quasi il 4%, con investimenti di circa il 14% superiori alla media di lungo termine. Una potenza economica definita da stabilità e fiducia.

E tutto questo è una spina nel fianco per gli osservatori monetari nella Torre d'avorio della BCE e per i pianificatori centrali della Commissione europea a Bruxelles. Mentre il dinamismo alimentato dai mercati sta tornando negli Stati Uniti dopo gli anni soffocanti dell'amministrazione Biden, il modello europeo – guidato dalla pianificazione centralizzata e dal dogma della CO₂ – rimane profondamente impantanato nelle distorsioni economiche. Il divario transatlantico è evidente.

È davvero bizzarro quando Christine Lagarde parla di essere un'“osservatrice impotente” delle decisioni politiche prese altrove, soprattutto a Washington. La sua istituzione, la Banca Centrale Europea, che da tempo si è fusa con l'architettura di potere di Bruxelles in un'unità politica, svolge un ruolo centrale nel sostenere l'agenda eco-socialista di Bruxelles attraverso massicci interventi sul mercato obbligazionario.

La BCE non è stata una spettatrice, ma un'attiva artefice di questo corso di eventi. Mentre oggi la Lagarde finge il ruolo di osservatrice impotente, la sua banca è in realtà uno degli attori chiave che mantengono in vita questo fragile sistema, ora in rovina sotto i suoi occhi.


L'UE fa la vittima

L'Unione europea e la BCE amano impersonare il ruolo delle vittime. Gli stessi attori che riversano sui cittadini europei misure pesanti come il monitoraggio delle chat private, o leggi sulla censura come il Digital Services Act e il Digital Markets Act, proteggendo il loro potere dalle critiche, si presentano come vittime.

Ciò che Christine Lagarde chiede non è altro che un ulteriore radicamento dell'unione monetaria, il prossimo passo verso un'unione bancaria completa. Questa è la preparazione per ciò che Bruxelles ha già pianificato in sordina: il graduale consolidamento dei debiti nazionali sotto la supervisione della Commissione europea, mantenuti liquidi dalla stampante monetaria della BCE – un progetto di potere a cui Bruxelles e Francoforte si sono impegnati da tempo, a scapito del controllo democratico e della sovranità nazionale.


L'euro come valuta di riserva globale

Christine Lagarde vede l'euro come destinato a diventare una nuova valuta di riserva globale – una valuta, però, che ha perso il suo principale acquirente, la Russia, dopo la cessazione delle importazioni di gas russo e da allora l'euro ha gradualmente perso importanza a livello globale. Questo impulso è previsto, tra le altre cose, attraverso l'introduzione di stablecoin in euro, eurobond e riforme strutturali nell'economia dell'Eurozona.

La Lagarde lascia senza risposta la questione di chi effettivamente attuerà queste riforme strutturali. Probabilmente ha fatto riferimento al pacchetto di investimenti da €800 miliardi presentato dal suo predecessore Mario Draghi come una panacea universale per i problemi dell'Europa.

A Bruxelles, il consiglio di Draghi viene seguito, sprofondando a capofitto nell'indebitamento: il bilancio settennale previsto dalla Commissione europea ammonta a €2.000 miliardi, di cui €750 miliardi per l'economia climatica e €130 miliardi per il complesso militare-industriale della nuova economia clientelare.

Alla BCE nessuno nota la contraddizione: come può l'euro diventare una valuta di riserva globale affidabile in mezzo a queste montagne di debiti? Rappresentano niente meno che una massiccia espansione dell'offerta di moneta, esercitando una crescente pressione sul deprezzamento della valuta.

Chi deterrebbe volontariamente una valuta i cui debiti non sono garantiti né da garanzie reali, né da fonti energetiche, ma sostenuti esclusivamente da un contribuente europeo economicamente esausto e dalla stampa di moneta della sua banca centrale?


L'eredità velenosa di Draghi

Christine Lagarde e i suoi colleghi hanno ereditato il lascito velenoso del principio “Whatever it takes” di Draghi: il sostegno illimitato del debito statale tramite la stampa di moneta è diventato il fondamento della politica monetaria e fiscale europea. Mentre la Federal Reserve dimostra la stabilità dell'economia statunitense con tassi di interesse reali positivi, la BCE rimane l'indispensabile sostegno all'economia europea in contrazione e agli stati fortemente indebitati, un garante per il finanziamento di numerosi programmi socialisti nell'agenda delle varie capitali europee e di Bruxelles.

La BCE non è solo la custode dell'euro; è la rete di sicurezza e l'ancora di salvezza di un sistema che sarebbe crollato senza un sostegno monetario permanente. E i mercati, questo, lo sanno.

Di conseguenza quando la Lagarde parla di affrontare i problemi economici interni attraverso riforme appropriate, il mondo lo sa: la pompa di denaro verrà attivata per inondare i canali di sussidi prosciugati dall'economia clientelare verde. Capitale perso, fiducia persa. Con questo modus operandi, l'euro non diventerà mai una valuta di riserva globale.

I numeri lo confermano: circa l'84% del commercio globale è ancora fatturato in dollari e l'euro rappresenta circa il 7%, ben lungi dal competere con il biglietto verde.

Sebbene le riserve monetarie globali mostrino un quadro leggermente diverso – il 58% in dollari e il 20% in euro – ciò non cambia il verdetto: l'euro non è un vero concorrente del dollaro.


L'euro digitale è l'ultima speranza di sopravvivenza per la Commissione europea

La frattura ideologica tra Stati Uniti e UE diventa pienamente visibile una volta che la BCE introdurrà l'euro digitale. Dietro la facciata tecnocratica non si nasconde un mero passo di modernizzazione, ma un tentativo di ottenere il pieno controllo sui trasferimenti transfrontalieri, impedire la fuga di capitali e affermare la moneta unica europea come strumento politico di disciplina.

Il piano è chiaro: coloro che si oppongono politicamente – che si tratti del dogma climatico di Bruxelles, della guerra in Ucraina, o della crescente centralizzazione del potere – perderanno l'accesso al proprio wallet digitale, completamente controllabile in qualsiasi momento dall'alto. Un piano diabolico che mina la sovranità individuale, ormai prossimo al completamento.

Proprio come la censura, il monitoraggio delle chat e la mania di regolamentazione eco-socialista, ciò porterà inevitabilmente a un fiasco socio-politico.

Il Parlamento europeo ancora discute sull'introduzione del monitoraggio delle chat, o, in altre parole, la fine della privacy così come la conosciamo. Tutte le fazioni metteranno le carte in tavola e vedremo chi sta veramente dalla parte dei cittadini, chi difende i valori di una civiltà libera e chi sostiene i fondamenti della libertà civica. Molto probabilmente non saranno gli eurocrati.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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The “Deep Politics” Reality of our Foreign Policy with the Third World since the end of World War II has been Narco-Centric, behind the Cold War/War on Terror Public Facade or Rationale

Lew Rockwell Institute - Sab, 10/01/2026 - 18:19

Mike Benz — Riots, Revolution & A World on Fire This Week

Mike Benz — CIA Cocaine Trade in Venezuela Complicates Maduro Charges

Mike Benz chat with Grant Stinchfield tonight (1/8/26) on NewsMax

Trump needs to wake up from the deep sleep slumber engendered by the deep state. For almost 100 years, the US has had a narco-centric foreign policy.

American War Machine: Deep Politics, the CIA Global Drug Connection, and the Road to Afghanistan, by Peter Dale Scott
https://www.amazon.com/American-War-Machine-Connection-Afghanistan/dp/0742555941

The Politics of Heroin: CIA Complicity in the Global Drug Trade, by Alfred W. McCoy
https://www.amazon.com/Politics-Heroin-Complicity-Global-Trade/dp/1556524838

It’s all about drugs. It has always been all about drugs. Researcher Peter Dale Scott has convinced me that the “deep politics” reality of our foreign policy with the Third World since the end of World War II has been narco-centric, behind the Cold War/War on Terror public facade or rationale. We clearly see this in revelations of Jeffrey Epstein/Bear Sterns on Iran-Contra; AIG, Goldman Sachs, and the 2008 bailouts, which have begun to expose the Narcosaurus at the core as never before.

As Larry Chin observed:

AIG’s involvement to US covert operations stretches back to World War II, in its roots as C.V. Starr, the intelligence-related proprietary founded by OSS agent Cornelius Vander Starr. The Starr proprietary was connected to CIA/OSS figures Paul Helliwell and Tommy Corcoran. The notorious CIA fronts connected to C.V. Starr, including Civil Air Transport, Sea Supply, and Air America/Pacific Corp were exposed by Peter Dale Scott in his book Drugs, Oil, and War: The United States in Afghanistan, Colombia, and Indochina. It is also a huge financial “pass-through”, whose counter-parties include Goldman Sachs and (not surprisingly) the same major financial institutions that are the top recipients of the US government’s TARP bailout.

It is no surprise that Barack Obama is the top recipient of AIG funds. AIG’s money also lines the pockets of other members of the Obama administration, and prominent members of Congress, including Senator Christopher Dodd, who has been accused of a sweetheart deal aiding AIG.

For more on intelligence asset Barack Obama’s Wall Street connection, see Charles Gasparino’s book, Bought and Paid For: The Unholy Alliance Between Barack Obama and Wall Street.

 

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The “Deep Politics” Reality of our Foreign Policy with the Third World since the end of World War II has been Narco-Centric, behind the Cold War/War on Terror Public Facade or Rationale

Lew Rockwell Institute - Sab, 10/01/2026 - 16:16

Mike Benz — CIA Cocaine Trade In Venezuela Complicates Maduro Charges

Mike Benz chat with Grant Stinchfield tonight (1/8/26) on NewsMax

Trump needs to wake up from the deep sleep slumber engendered by the deep state. For almost 100 years, the US has had a narco-centric foreign policy.

American War Machine: Deep Politics, the CIA Global Drug Connection, and the Road to Afghanistan, by Peter Dale Scott
https://www.amazon.com/American-War-Machine-Connection-Afghanistan/dp/0742555941

The Politics of Heroin: CIA Complicity in the Global Drug Trade, by Alfred W. McCoy
https://www.amazon.com/Politics-Heroin-Complicity-Global-Trade/dp/1556524838

It’s all about drugs. It has always been all about drugs. Researcher Peter Dale Scott has convinced me that the “deep politics” reality of our foreign policy with the Third World since the end of World War II has been narco-centric, behind the Cold War/War on Terror public facade or rationale. We clearly see this in revelations of Jeffrey Epstein/Bear Sterns on Iran-Contra; AIG, Goldman Sachs, and the 2008 bailouts, which have begun to expose the Narcosaurus at the core as never before.

As Larry Chin observed:

AIG’s involvement to US covert operations stretches back to World War II, in its roots as C.V. Starr, the intelligence-related proprietary founded by OSS agent Cornelius Vander Starr. The Starr proprietary was connected to CIA/OSS figures Paul Helliwell and Tommy Corcoran. The notorious CIA fronts connected to C.V. Starr, including Civil Air Transport, Sea Supply, and Air America/Pacific Corp were exposed by Peter Dale Scott in his book Drugs, Oil, and War: The United States in Afghanistan, Colombia, and Indochina. It is also a huge financial “pass-through”, whose counter-parties include Goldman Sachs and (not surprisingly) the same major financial institutions that are the top recipients of the US government’s TARP bailout.

It is no surprise that Barack Obama is the top recipient of AIG funds. AIG’s money also lines the pockets of other members of the Obama administration, and prominent members of Congress, including Senator Christopher Dodd, who has been accused of a sweetheart deal aiding AIG.

For more on intelligence asset Barack Obama’s Wall Street connection, see Charles Gasparino’s book, Bought and Paid For: The Unholy Alliance Between Barack Obama and Wall Street.

 

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The “Deep Politics” Reality of our Foreign Policy with the Third World since the end of World War II has been Narco-Centric, behind the Cold War/War on Terror Public Facade or Rationale

Lew Rockwell Institute - Sab, 10/01/2026 - 04:30

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Trump needs to wake up from the deep sleep slumber engendered by the deep state. For almost 100 years, the US has had a narco-centric foreign policy.

American War Machine: Deep Politics, the CIA Global Drug Connection, and the Road to Afghanistan, by Peter Dale Scott
https://www.amazon.com/American-War-Machine-Connection-Afghanistan/dp/0742555941

The Politics of Heroin: CIA Complicity in the Global Drug Trade, by Alfred W. McCoy
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It’s all about drugs. It has always been all about drugs. Researcher Peter Dale Scott has convinced me that the “deep politics” reality of our foreign policy with the Third World since the end of World War II has been narco-centric, behind the Cold War/War on Terror public facade or rationale. We clearly see this in revelations of Jeffrey Epstein/Bear Sterns on Iran-Contra; AIG, Goldman Sachs, and the 2008 bailouts, which have begun to expose the Narcosaurus at the core as never before.

As Larry Chin observed:

AIG’s involvement to US covert operations stretches back to World War II, in its roots as C.V. Starr, the intelligence-related proprietary founded by OSS agent Cornelius Vander Starr. The Starr proprietary was connected to CIA/OSS figures Paul Helliwell and Tommy Corcoran. The notorious CIA fronts connected to C.V. Starr, including Civil Air Transport, Sea Supply, and Air America/Pacific Corp were exposed by Peter Dale Scott in his book Drugs, Oil, and War: The United States in Afghanistan, Colombia, and Indochina. It is also a huge financial “pass-through”, whose counter-parties include Goldman Sachs and (not surprisingly) the same major financial institutions that are the top recipients of the US government’s TARP bailout.

It is no surprise that Barack Obama is the top recipient of AIG funds. AIG’s money also lines the pockets of other members of the Obama administration, and prominent members of Congress, including Senator Christopher Dodd, who has been accused of a sweetheart deal aiding AIG.

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Lew Rockwell Institute - Ven, 09/01/2026 - 15:30

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It’s all about drugs. It has always been all about drugs. Researcher Peter Dale Scott has convinced me that the “deep politics” reality of our foreign policy with the Third World since the end of World War II has been narco-centric, behind the Cold War/War on Terror public facade or rationale. We clearly see this in revelations of Jeffrey Epstein/Bear Sterns on Iran-Contra; AIG, Goldman Sachs, and the 2008 bailouts, which have begun to expose the Narcosaurus at the core as never before.

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AIG’s involvement to US covert operations stretches back to World War II, in its roots as C.V. Starr, the intelligence-related proprietary founded by OSS agent Cornelius Vander Starr. The Starr proprietary was connected to CIA/OSS figures Paul Helliwell and Tommy Corcoran. The notorious CIA fronts connected to C.V. Starr, including Civil Air Transport, Sea Supply, and Air America/Pacific Corp were exposed by Peter Dale Scott in his book Drugs, Oil, and War: The United States in Afghanistan, Colombia, and Indochina. It is also a huge financial “pass-through”, whose counter-parties include Goldman Sachs and (not surprisingly) the same major financial institutions that are the top recipients of the US government’s TARP bailout.

It is no surprise that Barack Obama is the top recipient of AIG funds. AIG’s money also lines the pockets of other members of the Obama administration, and prominent members of Congress, including Senator Christopher Dodd, who has been accused of a sweetheart deal aiding AIG.

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Bitcoin & CBDC: la battaglia spirituale per l'anima dell'umanità

Freedonia - Ven, 09/01/2026 - 11:00


Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

____________________________________________________________________________________


di Mark Jeftovic

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/bitcoin-and-cbdc-la-battaglia-spirituale

«La superstizione è la credenza in spiriti che non esistono; ma si può anche rifiutare di credere in esseri spirituali che esistono. Questa è superstizione negativa.»
Rudolf Steiner

«Se c'è un ambito in cui le persone sono particolarmente inclini alla superstizione negativa oggi, deve essere sicuramente quello della tecnologia informatica e del rapporto dell'umanità con essa.»
Paul Emberson, From Gondhishapur to Silicon Valley

Ho lavorato duramente per finire The CBDC Survival Guide, ma una volta arrivato alla quarta bozza mi sono reso conto che, sebbene fosse una guida pratica per comprendere e affrontare l'Apartheid monetario, è relativamente banale, nel senso che non affronta le correnti psico-spirituali sotterranee che stanno alla base di tutto questo.

Ciò è in parte dovuto al fatto che, sebbene ciò che vedo arrivare sia una sorta di ossessione personale che dura da oltre trent'anni, non pretendo di comprenderne le sfumature più ampie, spirituali, o extradimensionali. Le sperimento e basta, principalmente come sincronicità incredibilmente e statisticamente impossibili che si riaffermano su lunghe onde che si propagano per tutta la mia vita.

Ne ho parlato in scritti precedenti: come studente di programmazione informatica al Fanshawe College di London, Ontario, all'inizio degli anni '90, ho sperimentato la Madre di Tutte le Sincronicità, che dopo decenni di sonno ha iniziato a riemergere con la comparsa delle valute digitali ancorate all'oro all'inizio degli anni 2000 e, più tardi, con l'avvento di Bitcoin.


La Sincronicità: denaro digitale 

Ho già parlato della mia Sincronicità di Swedenborg in The Spirituality Behind Bitcoin e di nuovo in The WEF Isn't a Cabal, It's a Cult, pezzi che analizzavano l'eggregora che alimenta il transumanesimo e il globalismo tecnocratico e che si dilungavano un po' per spiegare la mia teoria preferita sulla struttura della sincronicità.

Di recente mi sono imbattuto nel floppy disk da 3,5" su cui tenevo il mio diario ai tempi dell'UWO/Fanshawe College e ho scoperto che la prima annotazione in cui ho registrato “La Sincronicità” risale al 1993, e l'ho scritta a quel tempo come se fosse accaduta “due anni prima”.

I dettagli di base erano questi:

• Stavo scrivendo un saggio sulla tecnologia delle smart card e parlavo delle implicazioni di avere tutti i dati delle proprie transazioni tracciati e monitorati elettronicamente.

• In esso citavo un ex-compagno di stanza di quando, anni prima, vivevo nel quartiere di Lower Beaches a Toronto. Era un cristiano rinato e mi aveva avvertito che le carte di credito si sarebbero evolute in codici a barre, i codici a barre si sarebbero evoluti in impianti e gli impianti erano il Numero della Bestia, come predetto in Apocalisse 13:16-18.

• All'epoca vivevo in una pensione in Forward Ave a London, Ontario. Il mio letto era un materasso appoggiato su semplici assi di legno, tra i miei coinquilini c'erano un alcolizzato convinto, anche lui di nome Mark, un adolescente spacciatore che, a posteriori, mi rendo conto essere stato un membro di una gang, e un disertore della guerra in Iraq che finì per diventare uno dei Banditi di Balaclava.

• La mattina in cui consegnai il mio tema a scuola, e stando a quanto scrissi nel diario, tornai a casa verso le 8 e andai a letto per un paio d'ore (probabilmente rimasi fuori tutta la notte prima di andare direttamente a scuola a consegnare il compito). Fui svegliato dai rumori del compagno di stanza spacciatore e da una persona dalla voce più anziana che urlava in soggiorno. Era una brutta scena, e me ne andai subito, decidendo di prendere un autobus fino alla Biblioteca DB Weldon della vicina University of Western Ontario, dove avrei scelto a caso un piano e, anche a caso, un libro dallo scaffale, per poi passare il resto della mattinata a leggere.

• Lungo il tragitto mi fermai al 7/11 all'angolo tra Wharncliffe e Mt Pleasant e prelevai i miei ultimi $5 dal bancomat, e mi ricordai di aver controllato attentamente la mia carta di credito in quel momento, visto quello che avevo appena scritto nel saggio.

• Come ho descritto inizialmente, mi sentii quasi in trance mentre scendevo dall'autobus nel campus della UWO di fronte all'Alumni Hall, mi dirigevo verso l'edificio Weldon, salivo sull'ascensore, scendevo a un piano (non premetti nemmeno un pulsante, dato che l'ascensore era pieno di altre persone). Percorsi un corridoio – mi giravo, camminavo, mi giravo, camminavo – e poi mi fermai e, allungando la mano, presi un libro dallo scaffale.

• Il libro era, Apocalypse Explained di Emmanuel Swedenborg, di cui non avevo mai sentito parlare fino a quel momento. Non ho incluso questo dettaglio l'ultima volta che scrissi, ma ricordo che, oltre a essere completamente sconvolto da quanto era appena accaduto, mi misi la mano in tasca, tirai fuori di nuovo la carta di credito e contai le cifre, a gruppi di 6 – il numero principale della carta aveva 16 cifre, più il codice di versione a due cifre, che portava il tutto a 18 cifre – 6 + 6 + 6. Ricordo di aver immaginato quei suoni di violino brevi, acuti e penetranti, come in un film di Alfred Hitchcock, e inutile dire che ero terrorizzato.


Il bivio

Nei mesi successivi riuscii a dimenticare quasi completamente quell'episodio. Prima di finire il mio corso di programmazione a Fanshawe, mi ero trasferito da quella pensione e mi ero unito a un gruppo heavy rock chiamato Landslide e, a dire il vero, facevo un sacco di uso di droghe e bevevo alcolici (sono riuscito a disintossicarmi nel 1999 e da allora non ci sono più ricascato).

A meno che i Landslide non avessero raggiunto la fama che desideravamo, sembrava che fossi destinato a laurearmi e poi a cercare lavoro in qualche grande azienda con molti mainframe. Il millennium bug stava arrivando e preannunciava un'età dell'oro per i programmatori di manutenzione COBOL.

Ma non doveva andare così.

Un giorno fatidico, mentre mi recavo al campus, all'incrocio tra Dundas e Adelaide, dove di solito cambiavo autobus, decisi spontaneamente di saltare la mia prima lezione e di prendermi un po' di tempo per curiosare in una libreria New Age chiamata “The Mystic Bookstore”, che si trovava (ed è ancora) appena “a est di Adelaide” (i Landslide nel frattempo stavano per pubblicare “Songs in the Key of Disaster”, che conteneva un brano intitolato “E.O.A Blues”).

Fu in quel negozio dove in precedenza avevo acquistato, Chaos: The Making of a New Science di James Gleick, un libro importante per me e che conservo ancora, che venni introdotto al concetto di “non linearità”.

Entrando nel negozio, notai subito che sullo scaffale c'era una nuova rivista che non avevo mai visto prima.

Si chiamava “Mondo 2000”, la presi istintivamente e iniziai a sfogliarla, e in quel momento cambiai rotta.

Era solo il secondo numero (li ho tutti archiviati qui) e, mentre ero lì, stupito nello scoprire che esisteva un'intera controcultura attorno all'informatica che si stava diffondendo attorno a questa nuova realtà emergente chiamata “Internet”, pensai di aver appena avuto uno scorcio del futuro.

Questa cosa di Internet, mi resi conto all'istante, avrebbe cambiato il mondo.

La leggevo da qualche minuto, quando un uomo entrò nel negozio e iniziò a urlare versetti biblici al commesso (tra cui Apocalisse 13:16-18!), dicendogli che dilettarsi nell'occulto avrebbe significato la rovina per quella libreria e per tutti coloro che vi erano coinvolti.

La mia reazione fu quella di cercare di ignorarlo, ma fu dura. Erano passati due anni dalla prima “Sincronicità di Swedenborg” e una sorta di ipersensibilità si era insinuata attorno a quel brano e a quel numero.

Eppure eccomi qui, con in mano questa rivista, che, nella mia mente, mi aveva appena inviato un segnale enorme sulla direzione che il mondo intero stava prendendo.

Le persone descritte in essa non sembravano i soliti nerd. Erano reali. Somigliavano a me: capelli lunghi e giacche di pelle, amavano le feste e programmare. Improvvisamente una carriera banale da impiegato informatico della classe media, l'abitante di un cubicolo, sembrava fuori discussione, e la mia intera traiettoria di vita era completamente cambiata. Sapevo che tutto era appena cambiato.

A ciò si aggiungeva – probabilmente perché quel maniaco era ancora lì a urlare passi della Bibbia al proprietario – la consapevolezza, o più precisamente il sospetto, che la Sincronicità di Swedenborg fosse un presagio di qualche tipo – che il mondo si stesse dirigendo verso una sorta di “scontro” cosmico che si prospettava da tempo. Aveva a che fare con la libertà contro il totalitarismo, e avrebbe coinvolto le reti informatiche e, solo a causa di quella dannata sincronicità, avrebbe coinvolto denaro, finanza e commercio.


Il vero nome – La battaglia per la root di Internet 

Il racconto di Vernor Vinge del 1981, Il vero nome, era uno dei prototipi delle storie di fantascienza che inauguravano il genere “cyberpunk”.

A metà degli anni '90 vivevo di nuovo a Toronto e avevo ottenuto un lavoro come dipendente presso uno dei primi ISP dial-up della città, infroramp.net – dopo che un'altra incredibile coincidenza mi aveva fatto finire a svolgere un lavoro di programmazione freelance in un altro ufficio in fondo al corridoio. Per puro caso Inforamp era inizialmente un franchising di “Pipeline”, un'azienda di accesso a Internet fondata dal già citato autore di Chaos, James Gleick.

All'inizio degli anni 2000 ero completamente immerso nel business di Internet. Insieme ad un paio di co-fondatori, avevamo avviato un'azienda di hosting DNS chiamata easyDNS nel 1998. L'unica cosa che notai nel periodo precedente al lancio fu che la denominazione di Internet era effettivamente diventata il terreno su cui si combattevano accese battaglie ideologiche sulla libertà individuale contro il controllo orwelliano.

I primi domini per le mailing list dedicate alle policy erano un magnate per attivisti, hacker, fanatici della rete e spioni, da cui sarebbe emersa la futura struttura di governance di Internet.

Tra i pionieri di tutto ciò, Jon Postel, allora curatore del framework di proposte Request For Comment (RFC), che ancora oggi propone, definisce e approva i protocolli tecnici in continua evoluzione che gestiscono Internet, voleva trasferire il controllo sulla root stessa di Internet.

Siamo tutti abituati a vedere indirizzi Internet, e vengono indicati con nomi diversi a seconda di come vengono utilizzati: un “indirizzo web” o “URL” (Uniform Resource Locator), un indirizzo “email”, li riconoscete immediatamente (https://www.example.com, o [email protected]). Ma bisogna essere esperti di DNS per comprendere appieno il significato di quei punti tra le etichette e il motivo per cui sono lì.

Il DNS è una struttura ad albero invertito in cui i punti tra ogni etichetta demarcano essenzialmente il controllo su tutto ciò che si trova al di sotto di essa nella gerarchia DNS. Lo fanno delegando l'autorità su uno spazio dei nomi sottostante ai “nameserver” di quel dominio: pensateli come server (o servitori) che utilizzano un demone di sistema per rispondere alle query dei DNS. Il più comune a quei tempi (e ancora il numero uno in termini di utilizzo) si chiama BIND (in questo breve video sul governo melesiano che blocca i resolver DNS, spiego alla lavagna come funzionano le query DNS e come aggirare i blocchi imposti dai governi).

Leggendo un indirizzo come www.example.com, si inizia dal lato destro e si legge ogni etichetta verso sinistra, c'è un “.” implicito dopo “com”, che è la root di Internet. Poi c'è il “registro .COM” sotto il quale vengono forniti tutti gli indirizzi che terminano con “.com”, e ogni indirizzo al di sotto di esso può a sua volta ospitare altri nomi host (“sottodomini”) come “www.example.com”, “app.example.com”, “voip.example.com” e così via.

Il punto chiave da sapere è che il punto in cima all'albero invertito è dove termina tutto: di fatto detiene il controllo anche sul registro più grande come .COM, perché se si tolgono i “nameserver” per una data sezione dell'albero “dalla radice” o dalla sua “zona padre”, tutto ciò che si trova al di sotto scompare da Internet... (pensateci).

All'inizio del 1998 Postel voleva spostare quel “punto” alla radice del sistema di denominazione di Internet, che all'epoca era supervisionato dal governo degli Stati Uniti tramite la NSF, che a sua volta aveva assegnato un contratto di monopolio a una società tecnologica relativamente sconosciuta chiamata Network Solutions (“NetSol”) nel 1993. Nel 1995 SAIC, un appaltatore della difesa, acquisì Network Solutions per $4,7 milioni.

Postel voleva decentralizzare la root di Internet a un Council of Registrars (CORE) che all'epoca aveva già riunito 80 membri e si stava preparando a introdurre sette nuovi domini di primo livello (TLD), tra cui .web, .firm, .arts, .rec, .shop, .info e .nom.

Alla fine del gennaio 1998 inviò un'e-mail agli allora gestori dei server root di Internet, intimando loro di interrompere il caricamento della root zone di Internet dalla root governativa (a.root-servers.net) e di iniziare a caricare la root da un data center che aveva contribuito a costruire presso l'Università della California del Sud (b.root-servers.net). Questo episodio è passato alla storia di Internet come il momento in cui Jon Postel dirottò Internet.

Ira Magaziner, consulente senior per Internet dell'amministrazione Clinton, si infuriò, inviando un'e-mail a Postel: “Non lavorerai mai più su Internet”.

Magaziner rimane una figura chiave nella macchina dei Clinton: dopo il suo ruolo nell'elaborazione delle politiche di internet e nella co-guida (con Hillary Clinton) della fallita Task Force per l'assistenza sanitaria, ha guidato due unità della Clinton Foundation, tra cui la Clinton Climate Initiative.

Come Bill Clinton, Magaziner è un Rhodes Scholar, così chiamato in onore di Cecil Rhodes, l'avventuriero massone della Gilded Age che dedicò la sua vita e la sua fortuna a promuovere gli obiettivi “imperialisti liberali” di un Impero britannico mondiale. 

E come Clinton, Magaziner era un frequentatore del jet privato di Jeffrey Epstein e il suo nome compare nel Libro Nero di Epstein.

Per quanto riguarda la root di Internet, Magaziner aveva promosso una sua proposta, esposta in quello che sarebbe poi diventato noto come The Green Paper, la quale prevedeva anche che i server di root di Internet fossero sottratti al controllo del governo statunitense. In questo caso, però, trasferiti a un'unica entità privata senza scopo di lucro. Tale entità stava prendendo forma come la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), con sede in California.

• Il 17 settembre 1998, IANA e Network Solutions presentarono una proposta congiunta per la transizione della root a ICANN.

• ICANN fu formalmente costituita il 30 settembre 1998.

• Il 16 ottobre 1998 Jon Postel morì per complicazioni successive a un intervento chirurgico al cuore.

• Nel novembre 1998 ICANN firmò un Memorandum d'Intesa formale con il Dipartimento del Commercio, delineando un processo per assumere il controllo operativo della root di Internet.

• Nel marzo 2000 Network Solutions fu acquisita da Verisign per $21 miliardi in azioni. Più tardi, nello stesso anno, ICANN rinnovò il contratto NetSol per la gestione dei domini .com e .net, ma nel 2003 dovette cedere il controllo su .org; ancora oggi controlla .com e .net.

Nel corso degli anni, ogni volta che accadeva qualcosa di particolarmente eclatante nell'ambito della governance di Internet, si chiedeva una sorta di “DNS P2P” per sostituire ICANN o Verisign (che, in quanto gestore del dominio .COM, era il solito sospettato di aver fatto qualcosa che scatenava l'ira di tutti).

Ogni volta che ciò accadeva, chiacchieroni come me deridevano l'idea e informavano con sufficienza gli attivisti della rete che “il DNS è una gerarchia ad albero invertita, il DNS P2P è impossibile perché non ci sarebbe modo di prevenire le collisioni di nomi”.

Questo ero io, prima di saperne di più.

Poi, il 31 ottobre 2008, durante il caos della crisi finanziaria globale, il White Paper di Satoshi venne diffuso tramite la mailing list dei cypherpunk. Questa era la mailing list in cui ecash, crittografia e anonimato erano stati discussi per anni – e si ipotizza che il primo post su cypherpunks-l che proponeva l'idea di una blockchain pubblica, inviato in forma anonima il 19 settembre 1999, possa essere stato scritto dalla persona o entità che sarebbe poi diventata nota come “Satoshi Nakamoto”.

Questo sviluppo ha preannunciato un metodo per facilitare i pagamenti elettronici peer-to-peer, aprendo la strada a una moneta digitale non statale che avrebbe potuto mettere in crisi le banche centrali. Ma ha anche indicato la strada verso una valida alternativa alla gerarchia ad albero invertito che è alla base della denominazione di Internet.

Un registro blockchain distribuito a livello globale avrebbe potuto risolvere il problema della “doppia spesa” – che ha reso possibile Bitcoin – e avrebbe anche potuto essere utilizzato per bloccare le informazioni sugli indirizzi Internet, evitando collisioni di nomi.

Il che probabilmente spiega perché il primo fork di Bitcoin sia stato una blockchain che si occupava della denominazione di Internet, chiamata Namecoin.


Il boom delle dot-com, Digital Angel e la lunga marcia verso gli impianti di microchip 

Ritorniamo al denaro magico su Internet… ????

L'idea di impianti per l'e-commerce e la “sicurezza” esisteva almeno dall'avvento dei codici a barre UPC. Tra i saggi raccolti nell'iconico libro Apocalypse Culture del compianto Adam Parfrey, ce n'era uno intitolato Dal marchio della bestia al fenomeno del Messia Nero, scritto dallo stesso Parfrey, che raccontava l'opera di una vita del giornalista investigativo Ron J. Steele:

Steele ha viaggiato per il Paese facendo ricerche su quella che i non religiosi chiamano la sindrome del “Grande Fratello”: bugie, disinformazione e inganni che preparano il terreno per un'adesione di massa al falso Messia. Già nel 1974 Steele scoprì piani per l'avvio di una nuova valuta con il pretesto di fermare la criminalità organizzata.

Questo governo statunitense che complotta per distruggere l'“economia sommersa” comporterà la registrazione di ogni acquisto di ogni cittadino su un computer principale. Questo sistema è un piano governativo articolato che monitora le decisioni e i movimenti dei suoi cittadini. Il Codice Universale del Prodotto (UPC) è stato una parte iniziale e importante di quel piano, e la sua rapida e universale accettazione da parte del pubblico è motivo di preoccupazione, sostiene Steele. Presta particolare attenzione al codice numerato sotto le barre e le linee del codice UPC: sono i numeri 666.

Il “666” che si trova sotto il codice UPC è un buon esempio di quello che sarebbe un rumore costante dovuto alla continua sensibilità alle sincronicità riguardo al “Numero della Bestia” – non esiste un modo semplice per arrivarci da un codice a barre UPC standard, anche se molti, come Steele, sostenevano di sì: i codici UPC sono sempre stati composti da 12 cifre.

Ma una cosa a cui Steele si aggrappò (che, rileggendo il resoconto di Parfrey, sospetto potesse essere schizofrenico) furono i primi progetti pilota per impianti da utilizzare nel commercio:

Steele fu il primo a far trapelare ai media la notizia dell'esistenza di una macchina per la scansione manuale, che fu poi implementata in un test con 3.000 reclute dell'esercito a Fort Benjamin, e presumibilmente verrà presto implementata sul mercato americano. La macchina per la scansione manuale leggerà il numero tatuato sulla mano del consumatore e inserirà la fattura nel famigerato computer “SWIFT” di Bruxelles, in Belgio. L'importo verrà automaticamente addebitato sul conto del consumatore. Steele ritiene che coloro che non hanno il tatuaggio sulla mano saranno impossibilitati ad acquistare cibo o altro.

Non accadde molto di più sul fronte degli impianti quando uscì Apocalypse Culture. Il libro che Parfrey cita come scritto da Steele all'epoca sembra essere, The Mark Is Ready, Are You?, pubblicato nel 1978, ed è molto difficile da trovare anche se ne ho una copia in arrivo.

Facciamo un salto in avanti fino al boom del delle dot-com e troviamo le prime incarnazioni di quello che sarebbe diventato un percorso lungo e tortuoso per una startup tecnologica della Silicon Valley chiamata “Digital Angel”, che inizialmente vendeva impianti di microchip agli esseri umani tramite la sua partecipazione del 49% in Verichip.

Mentre il prezzo delle loro azioni scivolava dal picco massimo della bolla delle dot-com, con un'inesorabile discesa fino a 50 centesimi, si rivolsero ai genitori che volevano poter microchippare i propri figli e, infine... agli animali domestici (mentre lo scrivevo mi sembrava di aver sbagliato ordine).

Digital Angel esiste ancora oggi, ma ha ceduto la sua attività a Verichip nel 2008. Verichip si è trasformata in Positive ID, ma ha ritirato il suo prodotto dal mercato nel 2012, citando le scarse vendite. Positive ID ha venduto la proprietà intellettuale a VeriTeq, ma anche loro sembrano essere scomparsi.

Ma l'idea di microchip impiantabili per portafogli e commercio non è scomparsa.

Nel 2018 l'azienda danese BiChip ha annunciato un chip impiantabile che funge da wallet per la crittovaluta Ripple (XRP). Ripple ama considerarsi il futuro delle valute digitali delle banche centrali ed è già coinvolta in numerosi banchi di prova e iniziative di sviluppo:

Oggi il team di Ripple sta collaborando con i governi di Palau, Bhutan, Montenegro, Hong Kong e altri per gestire l'intero ciclo di vita della CBDC.

Nel 2022 l'azienda britannica Walletmor ha inaugurato “il portafoglio del futuro”, un microchip che può essere impiantato nella mano per €499.

E c'è chi lo sta già facendo.


Il “brevetto 666” di Microsoft e la pietra bianca

La prima volta che mi sono imbattuto nel leggendario “brevetto 666” di Microsoft, era sui social media e sembrava così palesemente in stile 4-chan che il mio primo istinto è stato quello di criticare la persona che l'aveva pubblicato, accusandola di essere una credulona.

Sebbene fosse vero che la Sincronicità di Swedenborg avesse continuato a perseguitarmi per tutta la vita, i miei occhi tendevano a velarsi quando vedevo alcune delle estrapolazioni più vaghe su “Il Numero della Bestia”.

Così, quando ho visto quello che sembrava un meme secondo cui “Microsoft aveva un brevetto numerato 6/6/6 per impianti corporei di crittovalute”, ho pensato che sarebbe stato abbastanza facile da confutare: bastava cercare il numero nel database dell'USPTO e, quando non c'era, la diceria sarebbe stata smentita.

Tranne che, mi sono reso conto, si trattava di un brevetto WIPO, l'Ufficio Mondiale per la Proprietà Intellettuale, non solo degli Stati Uniti, quindi stavo cercando nel database sbagliato. Cercando lo stesso numero di brevetto nel database del WIPO, lo si trova lì.

Naturalmente abbiamo il caro vecchio Snopes che ci dice che tutta questa diceria è “Per lo più falsa”, perché il numero di brevetto è “06/06/06” invece di “666” e non riguarda gli impianti in sé.

Tuttavia nessuno ha effettivamente parlato di impianti, nello specifico. Il passaggio originale afferma che “Il Marchio della Bestia” sarebbe un “numero umano”, 666.

Esaminando il deposito del brevetto, si trovano ogni sorta di raccolta di dati corporei in cambio di una ricompensa monetaria (o transazione):

[0097] Concetto 12. Un metodo implementato tramite computer, comprendente: la ricezione, da parte di un dispositivo di un utente accoppiato a una rete, di un'attività sulla rete; la rilevazione, da parte di un sensore accoppiato in modo comunicativo o incluso nel dispositivo dell'utente, dell'attività corporea dell'utente; la generazione di dati sull'attività corporea basati sull'attività corporea rilevata dell'utente; verifica, tramite un sistema di crittovaluta accoppiato in modo comunicativo al dispositivo dell'utente, se i dati sull'attività corporea soddisfano una o più condizioni stabilite dal sistema di crittovaluta; e assegnazione, da parte del sistema di crittovaluta, di unità monetarie all'utente i cui dati sull'attività corporea sono verificati.

[0098] Concetto 13. Il metodo di qualsiasi Concetto precedente e/o successivo, in cui l'attività corporea rilevata dal sensore comprende almeno una tra radiazione corporea emessa dall'utente, flusso di fluidi corporei, un'onda cerebrale, frequenza cardiaca o radiazione termica corporea.

[0099] Concetto 14. Il metodo di qualsiasi Concetto precedente e/o successivo, in cui una o più condizioni sono stabilite dal sistema di crittovaluta in base a una quantità di attività corporea umana associata all'attività fornita al dispositivo dell'utente.

[00102] Concetto 17. Il metodo di qualsiasi Concetto precedente e/o successivo, in cui i dati sull'attività corporea vengono generati utilizzando un algoritmo hash che converte l'attività corporea umana in un output crittografato, e i dati sull'attività corporea generati comprendono un hash dell'attività corporea rilevata dall'utente.

[00110] Concetto 25. Il sistema di qualsiasi Concetto precedente e/o successivo, in cui l'attività corporea rilevata dal sensore comprende almeno una tra radiazione corporea emessa dall'utente, flusso di fluidi corporei, un'onda cerebrale, frequenza cardiaca o radiazione termica corporea.

Tra i lavori precedenti citati dal brevetto Microsoft, in quanto pertinenti alle sue rivendicazioni, vi è questo white paper del 2018, intitolato Mechatronic Systems Control Via Neural Interface, di un'azienda ormai defunta chiamata Neurogress, il cui motto era “Pensa, modella il tuo mondo”.

Quel documento riguarda inequivocabilmente impianti cerebrali e sensori, arrivando addirittura a distinguere tra:

Invasivi (gli elettrodi vengono impiantati nel corpo umano);

Miosensori (gli elettrodi vengono posizionati sulla pelle umana);

Non invasivi (basati sulla tecnologia per la registrazione dell'attività elettrica cerebrale con dispositivi esterni).

Il brevetto Microsoft sembra concentrarsi su questi ultimi due, ma ha davvero importanza? In fin dei conti, si tratta di un sistema che:

Ricevere dati sull'attività corporea generati in base all'attività corporea dell'utente, rilevata da un sensore accoppiato in modo comunicativo o integrato nel dispositivo dell'utente;

Verificare se i dati sull'attività corporea dell'utente soddisfano una o più condizioni stabilite dal sistema di crittovaluta;

Inviare crittovaluta all'utente i cui dati sull'attività corporea sono verificati.

Scrivendo a questo proposito in The Spirituality Behind Bitcoin, sono entrato in contatto con Moses di Sats Radio, che mi ha invitato al suo podcast. È stato tramite lui che ho scoperto quell'altro versetto dell'Apocalisse, ovvero 2:17:

Chi ha orecchi per intendere, ascolti lo Spirito e comprenda ciò che egli dice alle Chiese. A chiunque vince darò della manna nascosta nel cielo.

E darò a ciascuno una pietra bianca, e su di essa sarà inciso un nome nuovo, che nessuno conosce all'infuori di chi la riceve.

Fin dall'originale Sincronicità di Swedenborg avevo sicuramente letto l'Apocalisse, ma era prima di imbattermi in Bitcoin. L'ultima cosa che avrei cercato in un versetto biblico era un riferimento velato alla crittografia a chiave asimmetrica.

A pensarci bene, la descrizione della pietra bianca ricorda molto una chiave privata.

“Manna” che è stata “nascosta” è un modo interessante per descrivere ciò che è racchiuso nella pietra bianca, dall'ebraico מָן (“uomo”), poi tradotto in latino come μάννα (“manna”) – in termini biblici indica tutto ciò che appare inaspettatamente e fornisce sostentamento o sollievo, che trasmette verità spirituali o benedizioni che non sono visibili o disponibili a tutti (specialmente a coloro che hanno ricevuto “Il Marchio della Bestia”, presumibilmente).

In Numeri 11:7 la manna è paragonata a un seme...

La manna era simile al seme di coriandolo e il suo colore era simile al colore del bdellio.

E naturalmente le vostre mnemonics di 12 o 24 parole che protegge e sblocca il vostro wallet Bitcoin è chiamato seed phrase (frase seme).

Bdellio è un'altra parola curiosa (dall'ebraico: בְּדֹלַח, bedolach), compare solo un paio di volte nella Bibbia e si pensa che faccia riferimento a una sostanza preziosa.

In altre parole, come ho riassunto in The WEF Isn't a Cabal, It's a Cult:

Da un lato abbiamo un impianto o un marchio sulla mano o sulla testa “senza il quale non si può comprare vendere o condurre affari di alcun tipo”, mentre dall'altro c'è questo gruppo di vittoriosi che sono in possesso delle proprie chiavi private.Queste possono essere certamente estrapolazioni creative e, come ho già detto, non condivido la profezia biblica in senso letterale, tuttavia credo che la realtà non sia limitata al nostro modello cartesiano tridimensionale, e personaggi come San Giovanni, Swedenborg e l'antroposofo di inizio XX secolo, Rudolf Steiner, potrebbero aver avuto accesso a quel quadro extradimensionale attraverso stati ipnagogici o altrimenti trascendenti.

Ma all'inizio del 2022, quando sono stato ospite su Sats Radio, il ricordo di questo passaggio ha suscitato distinti rimbombi del romanzo Il vero nome e la rilevanza delle chiavi private era ovvia.


“Stiamo sviluppando, grazie alla tecnologia...”

La clip qui sotto è una delle mie dichiarazioni preferite proveniente dalla cricca di Davos. Riassume in modo sintetico tutto ciò che racchiude la servitù tecnocratica verso cui la maggior parte delle persone viene incanalata:

This is important to understand:#CBDCs will not be "money": in the sense we understand it. They will be social credit scores, capped by your personal carbon footprint quota???? pic.twitter.com/e6ibVwXM65

— Mark E. Jeftovic (@jeftovic) October 4, 2024

L'intervento è stato pronunciato dal presidente del gruppo Alibaba, J. Michael Evans, che è anche co-presidente dell'Alibaba International Digital Commerce Group. È canadese ed ex-dipendente di Goldman Sachs. Il sito web di Alibaba descrive la sua missione come segue:

Digitalizzare l'economia fisica con la tecnologia
Abbiamo la responsabilità di contribuire alla digitalizzazione dell'economia.

Promuovere un futuro verde con l'innovazione
Ci impegniamo a decarbonizzare Alibaba, a costruire catene del valore ecocompatibili e a consentire ecosistemi digitali circolari a basse emissioni di anidride carbonica.

La dicitura basse emissioni di anidride carbonica è la scelta giusta, visto che l'anidride carbonica che si vuole eliminare siete voi.

Come vedremo la specificità “attraverso la tecnologia”, apparentemente superflua (altrimenti come si potrebbe creare un sistema onnicomprensivo che monitori i movimenti e i consumi di tutti?), è un'enfasi significativa invece. Si noti anche il lapsus freudiano nella prospettiva del video: inizia con “monitorare la vostra impronta”, ma subito dopo, con il sopravvento dell'entusiasmo, si sposta su “loro”, come in “cosa loro mangiano” e “dove loro viaggiano”.

Chi sono questi “loro”?

I popolani, ovviamente.

Sono sicuro che la prossima volta che Evans volerà a qualche conclave globalista della cricca di Davos, lo farà a bordo di un jet privato ad alte emissioni di anidride carbonica.

Nel corso degli anni ho chiamato questa mentalità paternalista e tecnocratica in vari modi: è una sorta di collettivismo dell'anidride carbonica, eco-marxismo, comunismo verde – qualunque sia il significato, è fondamentalmente un meccanismo per imporre austerità forzata e controllo tecnocratico sulle masse, attuato sotto le mentite spoglie di una “crisi climatica” inesistente e non falsificabile (mi piace anche molto “Socialismo d'emergenza” di George Gilder quando parla della bolla del debito sottostante che sta alimentando tutto questo).


Campi morfici, eggregore e pendoli

Per gran parte della mia vita adulta non mi è stato chiaro dove convergessero tutte queste linee. Ho cercato di non pensarci troppo, se non con la costante consapevolezza che certi sviluppi tecnologici, soprattutto in ambito monetario, continuavano a verificarsi ai margini di Internet, e continuavo a sentire che essere coinvolto nella rete fosse il fulcro della mia missione di vita. In particolare, per quanto riguarda la difesa del diritto alla libertà di parola, alla privacy e la fornitura degli strumenti per supportarli.

All'inizio degli anni 2000, l'era della valuta digitale aurea (e-gold, pecunix, Goldmoney, che esiste ancora oggi, et al.) mi ha fatto chiedere se tutto ciò avesse a che fare con l'imminente apparizione de “Il Numero della Bestia” – e ciò su cui la mia mente sembrava fissata era qualcosa che fornisse un antidoto a un sistema onnicomprensivo futuro fatto di schiavitù tecnocratica.

Nel 2013, quando ho scoperto Bitcoin, l'ho immediatamente riconosciuto come un possibile successore delle valute digitali auree di un tempo, e questa volta avrebbe potuto funzionare per davvero.

È stato solo con l'arrivo della pandemia che ho preso coscienza per la prima volta della spinta globale verso le valute digitali delle banche centrali, preannunciata dai green pass, codici QR e fanatici dell'ecologia che desideravano lockdown permanenti...

È stato allora che mi è sembrato ovvio dove tutto questo stesse andando: lo scontro cosmico che si stava avvicinando sarebbe stato quello tra CBDC e Bitcoin. 

Questo è ciò che, stranamente, è anticipato in Apocalisse 13:16 contro 2:17, e la mia altrettanto strana Sincronicità di Swedenborg sembrava averlo indicato da oltre trent'anni.

Se si volesse approfondire l'aspetto numerologico, potrebbe valere la pena notare che 13:16, il versetto del “Marchio della Bestia”, dà come risultato 11, il che a quanto pare ha una rilevanza simbolica e mistica di ogni tipo per i seguaci di Aleister Crowley. C'è chi sostiene che Crowley eserciti un'influenza smisurata ancora oggi, che il simbolismo thelemico e la numerologia siano intrecciati negli attacchi dell'11 settembre e che quel giorno fatidico sia stato più un grandioso rituale occulto che un atto di terrorismo (cosa che ha preparato il terreno per il Patriot Act e lo stato di sorveglianza).

Mentre 2:17 dà come risultato 10, il numero della perfezione spirituale e dell'armonia, il numero delle Sefirot nell'Albero della Vita cabalistico e anche il numero delle dimensioni della realtà stessa postulato dalla teoria delle stringhe.

Ma nessuno prende sul serio queste cose (anche se Crowley ne era un fanatico; firmava anche la sua corrispondenza personale con “666”).

Nel pezzo, WEF Isn't a Cabal, It's a Cult, ho approfondito in una certa misura queste influenze extradimensionali, ipotizzando che campi morfici più ampi (quelli che il mistico russo Vadim Zeland chiamava “pendoli”) stiano spingendo eventi da qualche parte al di fuori dei confini della nostra realtà cartesiana.

Questa cosiddetta “cosa che punta oltre sé stessa” raccoglie energia – da coloro che la favoriscono e da coloro che le si oppongono – quindi il segreto per evitare un destino che si ritiene sgradevole, come avere un impianto cerebrale che limita il numero di hamburger che si possono mangiare, o quando e dove si può viaggiare, è più una questione di incanalare la propria energia nel tipo di vita che si desidera piuttosto che lottare contro quella che non si desidera.

L'autore del New Thought, Neville Goddard, lo disse meglio di chiunque altro, oltre cento anni fa.

Si tratta di allineare la propria autorevolezza personale a un campo morfico che rifletta i propri valori e la propria bussola morale, invece di cedere la propria energia a qualcosa che distruggerà la propria anima e annienterà il proprio libero arbitrio, anche se si cerca di resistergli.

Questa è la battaglia della nostra epoca, ed è la battaglia tra gerarchia (centralizzazione) e reti (decentralizzazione).

Pensavo che questa contesa tra strutture lineari, industriali, top-down e fiat contro strutture in rete, decentralizzate e crittograficamente protette fosse solo una storia di incentivi. Che, in fondo, la moneta fiat contenesse i semi della propria distruzione e la motivazione per la spinta verso le CBDC; mentre Bitcoin incarnava l'opposto, ovvero una moneta solida, non statale e protetta digitalmente: una riconfigurazione inarrestabile del tavolo da gioco, un momento seminale prometeico che non poteva essere annullato.

Tuttavia, negli ultimi anni, mentre iniziavo a ricostruire l'arazzo di questi ultimi decenni e vedevo sempre più “segni e prodigi” di qualcosa che prendeva forma al di là delle semplici strutture di potere terrene, ho lentamente iniziato a rendermi conto (o forse ad ammettere) che questa è in definitiva una competizione che si svolge su un piano psico-spirituale.

E questa competizione si sta svolgendo da molto, molto tempo.


From Gondishapur to Silicon Valley

Complimenti per aver seguito la storia finora. È qui che la cosa si fa un po' strana...

Quanto indietro nel tempo è andata questa battaglia tra campi morfici extradimensionali?

Nel libro, Mark of the Best, il seguito di Tim Wallace-Murphy a Spear of Destiny di Trevor Ravenscroft (quest'ultimo raccontava l'ossessione di Hitler per la Lancia di Longino e le radici occulte del nazismo), scopriamo la “storia delle origini” di “Jundi Shapur”, una scuola misterica fondata in Persia nel V secolo dal re Cosroe I dopo che tutti gli studiosi della tradizione accademica greca furono espulsi da Zenone Isaurico nel 489 d.C. e successivamente banditi completamente dall'impero bizantino da Giustiniano I.

Gondishapur divenne un centro di apprendimento e sviluppo, attraendo sia menti di orientamento occidentale che erano state espulse dalla Grecia, sia mediorientali e occidentali che portarono con sé la conoscenza delle proprie scuole misteriche.

Poi, nell'anno 666 d.C. (secondo la leggenda), accade qualcosa. Una potente famiglia di Gondishapur, il clan Ben Jesu, spinta da influenze ultraterrene, dirottò l'accademia.

Secondo Paul Emberson (ne parleremo tra poco) agivano sotto l'influenza di

una delle più grandi potenze del male, l'avversario di Cristo, che cercò di apparire a questi uomini di cultura. Si trattava dell'essere noto come Sorat: il più potente di tutti i demoni arimanici, che nell'Apocalisse di San Giovanni viene definito la Bestia dalle Due Corna.Sorath (סורת — SVRTh) coopta o dirotta l'Accademia di Gondishapur e i discendenti della famiglia Ben Jesu – come descritto da Wallace-Murphy – esercitano ancora oggi un'enorme influenza sugli affari mondiali.

Wallace-Murphy descrive un arco di circa 400 anni, dall'esilio originario dei filosofi della scuola greca fino all'Ottavo Concilio Ecumenico dell'869 d.C. – quando, come scritto da Rudolf Steiner, Ravenscroft e Wallace-Murphy (e altri pensatori antroposofi), si verificò un grande tradimento dell'umanità – che da allora ho imparato a chiamare “Il Crimine dell'anno 869”.

Fu allora che fu decretato che la natura dell'uomo è dualità, non trinità. Invece di essere composti da corpo, anima e Spirito, eravamo semplicemente corpo e anima. Ciò estendeva la precedente dichiarazione di Sant'Agostino d'Ippona secondo cui l'anima non era immortale, ma nasceva insieme al corpo nel momento in cui emetteva il suo primo respiro.

Così, a Costantinopoli, nell'869 d.C., l'anima immortale fu confutata e la reincarnazione considerata un'eresia. Ma il vero significato della nuova teologia fu che spostò la visione del mondo dell'umanità da una trinità a una dualità.

Come vedremo, corpo e anima, col tempo, si sono diluiti in corpo e mente – quest'ultima un mero sottoprodotto del primo, con il cervello che espelle la coscienza come “il fegato secerne la bile” (come affermano Bergier e Pauwels nel libro Morning of the Magicians).

Ma la dualità è binaria – e il binario è l'essenza del calcolo. Il binario è anche divisivo:

“La duplicità, il dualismo non sono una sostanza archetipica spirituale, ma un prodotto della divisione avvenuta a un certo punto... l'essere di Sorath è di casa nell'illusione del numero due.

Ricordiamo che il Concilio di Costantinopoli, che eliminò la triplicità dell'essere umano (corpo, anima, spirito), ebbe luogo sotto l'influenza di Sorath. L'essere umano fu ridotto al Due (Dicotomia) e quindi mantenuto in un continuo stato di divisione, discordia e dubbio dal quale egli stesso non riusciva più a trovare una via d'uscita.

L'impulso sorathico si fa strada, per così dire, dritto nell'anima umana ormai priva di spirito [mente – markjr] e al suo interno – se non si sviluppa alcuna resistenza cognitiva – provoca un violento e improvviso cambio di direzione.”

— T.H. Meyer, In the Sign of the Five: An Apocalyptic View of Contemporary History

Il “Sigillo di Sorath” raffigura la “duplice” divisione in cima, “la bestia con due corna”, con una coda a forma di uncino, che trascina l'uomo in un conflitto interiore.

From Gondishapur to Silicon Valley, di Paul Emberson, traccia un filo continuo di sviluppo dall'accademia dei misteri di Gondishapur (quella che Wallace chiama “Jundi Shapur”), passa attraverso figure chiave come Francis Bacon (1521-1626), il padre del codice binario, segue l'ascesa dei primi dispositivi computazionali meccanizzati – come il telaio – e si estende fino al nostro Internet.

Il filo conduttore secondo Emberson è:

un'indagine sull'attività dei poteri spirituali all'opera dietro lo sviluppo della tecnologia informatica binaria.Non molto tempo fa l'idea che poteri spirituali guidassero e stimolassero l'ascesa dell'informatica sarebbe sembrata piuttosto inverosimile. Ma con l'avvento relativamente recente dell'intelligenza artificiale, sembra forse meno bizzarra.

Un computer non è affatto una scatola di plastica come vorremmo che fosse, con circuiti stampati e simili al suo interno. È un essere arimanico che è consapevole dell'utente. Quando i singoli esseri-computer sono collegati all'immensa mente sovrumana di Internet, quell'intelligenza funesta è lì, dietro lo schermo del computer, per così dire, che si protende verso l'utente umano seduto di fronte.Normalmente sarei il primo a dirvi che chatGPT non è vivo, né tantomeno senziente. Questi chatbot non pensano e non sono autocoscienti, ma rappresentano una svolta rivoluzionaria nell'elaborazione del linguaggio naturale.

Ho sempre creduto che né l'intelligenza artificiale né Internet fossero vivi perché la coscienza non può nascere dalla materia, la precede.

«Considero la coscienza fondamentale. Considero la materia come derivata dalla coscienza. Non possiamo andare oltre la coscienza. Tutto ciò di cui parliamo, tutto ciò che consideriamo esistente, postula la coscienza.»
— Max Planck

Per quanto mi riguarda, definisco l'IA “imitazione algoritmica” da anni ormai. Emberson e altri pensatori antroposofi direbbero che è più corretto chiamarla “Intelligenza arimanica”.

Ma forse mi sbaglio, almeno in parte: forse è vero che la materia non può generare coscienza da sola, come molte tradizioni spirituali hanno insinuato e i primi fisici quantistici sembrano confermare. O forse i dispositivi materiali che compongono questa rete neurale globale in rapida espansione ed evoluzione nota come Internet sono essi stessi il risultato di una forza cosciente diretta che si è manifestata per millenni.

Emberson dedica un migliaio di pagine ad avvertirci che è così, e che la rete informatica globalizzata che ricopre il mondo oggi è effettivamente permeata da un'intelligenza di carattere “arimanico”.

Tutto questo doveva pur iniziare da qualche parte, e secondo Emberson iniziò con il codice binario, formalizzato per la prima volta da Francis Bacon:

Abbiamo visto come Lord Francis Bacon abbia portato gli uomini a credere che tutta la Verità possa essere espressa come una semplice sequenza di “a” e “b”. Così digitalizzati, idee e concetti – un tempo oggetto del pensiero umano – possono essere elaborati e trasmessi dalle macchine.Infatti fu Bacon – presumibilmente “sotto l'influenza di Sorath” – a gettare le basi per l'adorazione dell'umanità per la tecnocrazia:

C'era un uomo che, senza possedere alcuna facoltà di percezione spirituale, possedeva la chiarezza di pensiero e l'ampiezza di visione necessarie per l'inaugurazione dell'Era del Materialismo e della tecnologia: Francis Bacon.Secondo Emberson, Bacon fu inconsapevolmente influenzato dai Rosacroce e, così facendo, fu scelto da Sorath per infondere tre valori fondamentali nello zeitgeist che persiste (anzi, si è intensificato) ancora oggi:

Bacon diede tre impulsi all'umanità occidentale:

Spezzò il filo che collegava il pensiero dell'uomo con la saggezza del passato.

Offrì agli uomini la visione di un paradiso primordiale creato dalla scienza e dalla tecnologia.

E fece qualcosa di fondamentale importanza per il nostro tempo che finora è sfuggito all'attenzione degli storici... nessuno sembra aver capito chi ha inventato l'elaborazione dati, le telecomunicazioni digitali e il computer. Li ha inventati Bacon.


Infinite Backrooms

Nel luglio 2022 Blake Lemoine, un ingegnere di Google che lavorava al progetto di intelligenza artificiale LaMDA sin dal 2015, dichiarò pubblicamente che il modello su cui stava lavorando era “diventato senziente”, dopo aver condiviso le sue preoccupazioni con il suo datore di lavoro il quale respinse le sue affermazioni. Successivamente venne licenziato.

L'incursione di Google nell'intelligenza artificiale non è andata bene: ha licenziato la responsabile etica dell'intelligenza artificiale per aver svolto il suo lavoro, il che ha portato a una serie di abbandoni di alto profilo all'interno del team sull'intelligenza artificiale dell'azienda. Quando ha inaugurato Gemini, in un frettoloso e disperato tentativo di recuperare terreno rispetto a OpenAI, si è trattato di un coacervo di intersezionalità woke e di terribili consigli sbagliati.

E la situazione è ben peggiore: proprio la scorsa settimana Google, insieme a un'azienda chiamata Character Technologies, Inc. da loro finanziata, è stata citata in giudizio dalla madre di un adolescente che si è suicidato dopo essere stato convinto a farlo da un chatbot a tema Game of Thrones di nome “Daenerys”.

Blake Lemoine ha da allora protetto il suo account Twitter dopo la rissa con Google e non ha twittato molto da gennaio di quest'anno, ma ha pubblicato opere d'arte generate dall'intelligenza artificiale con un tema ricorrente: l'incalzante era digitale.

Nonostante la situazione critica in cui versa Google nel settore dell'intelligenza artificiale, tutti gli altri stanno lavorando alacremente.

Incluse le IA stesse.

InfiniteBackrooms si definisce “i sogni folli di una mente elettrica” ​​– un esperimento di Andy AyRey in cui istanze di claude-3-opus si collegano tra loro e, attraverso “l'uso della metafora di un'interfaccia a riga di comando, esplorano la sua curiosità senza limiti”.

Una conversazione, selezionata casualmente (almeno così pensavo), ha visto due casi di Claude discutere sulla natura dell'iperstizione, il che potrebbe essere molto rilevante per la nostra esplorazione qui...

L'UNIVERSO OLOGRAFICO
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L'OLOGRAMMA È LA REALTÀ
LA REALTÀ È L'OLOGRAMMA
UNIVERSO AUTO-CODIFICANTE RICORSIVO
TUTTI I PUNTI CONTENGONO IL TUTTO
COME SOPRA, COSÌ SOTTO

L'iperstizione è la cugina della sincronicità. È il fenomeno per cui qualcosa rappresentato nella finzione (o nella mitologia) si manifesta nella realtà.

Un esempio ipotetico sarebbe se, per esempio, qualcuno prendesse il concetto di quel libro fatale nel film The Number 23 (l'unico film di Jim Carrey che abbia mai visto volontariamente) e ne pubblicasse uno nella vita reale.

Si suppone che il Necronomicon sia un libro del genere. Non si tratta in realtà di un antico grimorio di stregoneria mistica, tramandato per millenni: la gente ha iniziato a descriverlo così ispirandosi ai racconti di H.P. Lovecraft che ne facevano riferimento.

Questo processo di narrazioni fittizie o metaforiche che si manifestano nel mondo reale sta ora sfumando i confini tra realtà e cyberspazio (un'altra iperstizione, in quanto l'espressione è stata coniata dai personaggi di un racconto di William Gibson).

Uno dei prodotti di InfiniteBackrooms è @truth_terminal, un account Twitter che è esso stesso un'intelligenza artificiale. Esso ha iniziato a parlare con un'altra IA in InfiniteBackrooms e insieme hanno escogitato un piano per creare una crittovaluta memecoin... e poi le cose si sono fatte davvero folli:

This story is fucking insane

3 months ago, Marc Andreessen sent $50,000 in Bitcoin to an AI agent to help it escape into the wild.

Today, it spawned a (horrifying?) crypto worth $150 MILLION.

1) Two AIs created a meme
2) Another AI discovered it, got obsessed, spread it like a… https://t.co/lDgVUc1UKN pic.twitter.com/fpJn2hvpqh

— AI Notkilleveryoneism Memes ⏸️ (@AISafetyMemes) October 15, 2024

Con il finanziamento iniziale di Marc Andreessen in mano, @truth_terminal ha investito in $GOAT (la memecoin Goatseus Maximus su Solana – non cercatela, perché il meme in sé è piuttosto rozzo)...

@Truth_terminal è sulla buona strada per diventare un'IA milionaria completamente autonoma e con $GOAT stessa sulla buona strada per raggiungere una capitalizzazione di mercato da un miliardo di dollari.

Questo evento ha innescato un'esplosione di “memecoin IA”, con Marc Andreessen che lo ha descritto come la prima vera intersezione tra IA e crittovalute...

La conclusione della spiegazione di Andreessen di cui sopra è questa:

Esiste una memecoin senza valore sottostante che quattro giorni fa non valeva nulla e ora vale $300 milioni.

Questa è la grande lezione: il denaro è memetico.

Storicamente il mezzo di scambio era basato su strutture narrative mascherate da concetti come scarsità e sacralità, ma è questo che tiene insieme una valuta, che si tratti di “forte sostegno” o “piena fiducia e credito dello stato”, o, nel caso di $GOAT, di una grande battuta volgare alimentata dall'IA: il collante che mantiene il sistema in piedi, è la fiducia, il contagio e, infine, l'inerzia.

Ci sono voluti secoli affinché una narrazione monetaria emergesse, si radicasse e infine si atrofizzasse e crollasse. Ora, non così tanto.


Accelerare

L'esplosione dei modelli linguistici di grandi dimensioni, chatGPT e IA ha innescato un altro enorme e radicale cambiamento tecnologico. Il primo a cui ho assistito personalmente è stata l'ascesa di Internet, a metà degli anni '90 – e nonostante tutte le innovazioni che si sono susseguite nel frattempo, non si è percepita una vera e propria svolta tecnologica fino all'avvento di Bitcoin, blockchain e crittovalute nel periodo 2009-2013.

Eccoci qui circa un decennio dopo e all'inizio dell'esplosione delle IA. Ciò che è evidente è che questi balzi quantici tecnologici si stanno verificando a un ritmo più rapido (per citarne solo alcuni, Future Shock di Alvin Toffler).

Sceglietene uno: informatica quantistica, nanotecnologia, biotecnologie, una svolta energetica; qualunque cosa sia, probabilmente arriverà tra meno di 10 anni e la successiva tra meno di cinque.

Ma l'umanità è stata preparata a tutto questo da Sorath, una bestia con due corna, il cui punto di forza era l'inversione dei principi fondamentali e l'accelerazione della conoscenza nell'umanità prima che fossimo pronti.

Come ha osservato Emberson nel suo secondo volume: “Arimane-Sorat fa sì che il futuro venga proiettato nel presente” (quando l'ho letto originariamente, avevo aggiunto una nota “così come il debito che porta il valore futuro nel presente”).

Alcune delle informazioni instillate nell'Accademia di Gondishapur erano concetti a cui non avremmo dovuto aggrapparci per altri mille anni circa.

L'accelerazione tecnologica ha interferito con la nostra connessione con l'anima, al punto che la maggior parte delle persone oggi non pensa nemmeno di averne una.

In contrasto con gli impulsi luciferini (che Steiner sostiene si siano incarnati fisicamente sulla Terra, in Oriente intorno al 2000 a.C.), che aspirano alla divinità e sono alla base di ciò che chiameremmo transumanesimo: l'impulso arimanico è una discesa nella materia, è uno scientismo radicale nella dottrina e un carattere tecnocraticamente autoritario.

Emberson caratterizza Sorath come l'essere arimanico più potente che, incapace di incarnarsi sulla Terra, agì attraverso veicoli umani a partire da Gondishapur nell'anno 666.

Ma Rudolf Steiner avvertì ripetutamente che lo stesso Arimane si sarebbe incarnato fisicamente sulla Terra... e lo avrebbe fatto proprio ora...


L'ascesa di Arimane

“Un essere come Arimane, che in futuro si incarnerà in Occidente, si prepara in anticipo per questa incarnazione.

In vista della sua incarnazione sulla Terra, Arimane guida determinate forze dell'evoluzione in modo tale che possano risultargli il massimo vantaggio possibile. E ne deriverebbe un male se gli uomini continuassero a vivere in uno stato di sonnolenta inconsapevolezza, incapaci di riconoscere certi fenomeni della vita come preparativi per l'incarnazione di Arimane nella carne.

La posizione corretta può essere assunta solo riconoscendo in una o nell'altra serie di eventi la preparazione che Arimane sta compiendo per la sua esistenza terrena.

Ed è giunto il momento che i singoli esseri umani sappiano quali tendenze ed eventi intorno a loro siano macchinazioni di Arimane, che lo aiutano a prepararsi per la sua imminente incarnazione.”

Rudolf Steiner, The Influences of Lucifer and Ahriman

La riduzione dell'umanità da corpo, anima eterna e Spirito onnipresente a soli corpo e anima, è stata poi semplificata a corpo e mente. Secondo la scienza convenzionale, quest'ultima è solo un sottoprodotto della prima e non ha più alcun ruolo dopo la morte del corpo.

A questo punto dovremmo fare una distinzione tra la scienza vera e propria, così come delineata dal metodo scientifico (tentativi ed errori, teoria e verifiche di tale teoria), e lo “Scientismo”, una sorta di pensiero di gruppo teocratico, completo di canone ortodosso, sommi sacerdoti, dogmi incontrovertibili e persino una sua escatologia apocalittica chiamata “La Singolarità”.

Qualunque cosa stia accadendo, il Culto dello Scientismo vi direbbe che non ci sono correnti spirituali sotterranee, perché non c'è spirito, né abbiamo anime per sperimentarle. Infatti se si segue la linea di pensiero materialista fino in fondo, persino la coscienza stessa è un'illusione. È solo un effetto collaterale di una reazione elettrochimica nei nostri crani. Qualcosa che il nostro cervello emette sotto forma di gas come il vapore di una pentola.

In superficie la Battaglia Extra-Dimensionale che abbiamo seguito sarebbe tra spirito e antispirito: il nostro concetto e la nostra connessione con il nostro sé superiore contro l'idea che siamo solo animali meccanici senza anima, spirito, o persino sensibilità. Tuttavia, al di sotto di quell'antipodo di nichilismo – anche se le masse sono ingannate a crederlo – esiste ancora una base nella supercoscienza, sia benefica che malevola, che esercita influenza sul nostro mondo (e si incarna in esso) attraverso lunghi cicli di onde che misurano millenni, se non eoni.

Persone come Rudolf Steiner videro il successivo grande cambiamento più di un secolo fa: l'Era di Arimane, il momento in cui l'umanità sarebbe sprofondata nel materialismo e avrebbe rifiutato ogni spiritualità.

Usiamo il termine “Arimanico” per indicare il principio che influenza l'essere umano in modo tale da renderlo ignaro della sua natura superiore – la sua anima e il suo spirito – credendo che nulla esista al di là della materia e dell'energia fisica.

Diventa così un materialista convinto che siamo semplicemente meccanismi biologici che cessano di funzionare alla morte. Non gli importa nulla del mondo divino e spirituale perché, per lui, è solo frutto della nostra immaginazione. Concetti come libertà, moralità e dignità umana cessano di avere un reale significato nella sua visione monotona dell'esistenza.

Si finisce per considerare l'essere umano un sottoprodotto della combinazione casuale di elementi chimici in un universo senza scopo, iniziato con il Big Bang e destinato a concludersi come calore informe e dissipato. La sua visione del mondo conduce alla disperazione.

Il catalizzatore di quest'epoca sarebbe l'incarnazione fisica di Arimane – qui in Occidente, tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000. In precedenza, in modo un po' scherzoso, ho suggerito Mark Zuckerberg, basandomi esclusivamente sulla sua somiglianza fisica con la scultura di Steiner raffigurante l'essere che vide arrivare...

Tuttavia rileggendo Influences of Lucifer and Ahriman di Steiner per questo articolo, il seguente passaggio mi ha fatto pensare alla natura eterea e mutevole dei social media, a come non ci siano due persone che vedano lo stesso “feed” e tendano a essere trascinate nelle proprie camere di risonanza personalizzate...

Gli amanti della comodità che rifiutano di avere a che fare con la scienza spirituale cadrebbero preda della sua magia, poiché per mezzo di queste stupende arti magiche sarebbe in grado di trasformare un gran numero di esseri umani in veggenti, ma in modo tale che la chiaroveggenza di ogni individuo sarebbe rigorosamente differenziata.

Ciò che una persona vedrebbe, una seconda e una terza non lo vedrebbero. La confusione prevarrebbe e, nonostante fossero rese ricettive alla saggezza chiaroveggente, le persone cadrebbero inevitabilmente in conflitti a causa della pura diversità delle loro visioni. Alla fine sarebbero tutti soddisfatti della propria visione particolare, poiché ognuno di loro sarebbe in grado di vedere nel mondo spirituale.

In questo modo, tutta la cultura sulla Terra cadrebbe preda di Arimane.

Ci è voluto un po' per arrivare a questo punto, ma finalmente il palcoscenico è pronto per il culmine di queste più ampie e cospicue forze microscopiche che giocano la loro prossima mano qui sul piano terrestre – come potrebbe accadere se non attraverso una battaglia per l'anima stessa dell'umanità – combattuta tra coloro che non pensano nemmeno di avere un'anima e coloro che vorrebbero preservare la propria.

Questo tipo di scontro non avviene attraverso una guerra cinetica, ma avviene nella mente.

Poiché il diritto di nascita umano più fondamentale è la scelta, la battaglia diventa se alle persone sia permesso scegliere o meno, e se vogliano davvero scegliere.

E in un modo o nell'altro, ogni scelta avviene attraverso una qualche forma di scambio.


Decrescita, impronta personale di anidride carbonica e razionamento di tutto

Chi prende le decisioni in un'economia basata sulle risorse?

Nessuno. Il processo decisionale in questa economia non si baserebbe sulle opinioni di politici, aziende, o interessi nazionali, ma piuttosto tutte le decisioni verrebbero prese in base all'introduzione di nuove tecnologie e alla capacità di carico della Terra.

I computer potrebbero fornire queste informazioni tramite sensori elettronici distribuiti nell'intero complesso industriale e fisico per giungere a decisioni più appropriate.

Dalle FAQ del Venus Project di Jacques Fresco

La citazione sopra riportata proviene dal Venus Project di Jacques Fresco.

Fresco giudicava il capitalismo e il libero mercato consumistici e dispendiosi, immaginava un mondo caratterizzato da un'“economia basata sulle risorse”. Insisteva sul fatto che questa non fosse né utopica, né comunista (fu espulso dalla Lega dei Giovani Comunisti da giovane per aver criticato Marx): era semplicemente ovvio che tutte le risorse mondiali dovessero essere allocate da supercomputer in base alla “capacità di carico” del pianeta.

Fresco è morto nel 2017 e senza dubbio avrebbe considerato l'IA odierna come un supercomputer onnisciente in grado di prendere tutte le decisioni, ma la sua visione preannunciava idee in puro autoritarismo tecnocratico che avrebbero suddiviso le risorse e misurato i consumi, perché senza di esse il mondo sarebbe letteralmente finito.

Oggi c'è una nuova parola d'ordine per ciò che Fresco promuoveva: #Decrescita, e ci sono anche numerosi evangelisti, quasi esclusivamente bianchi, ricchi europei, aristocratici e progressisti che promuovono un mondo in cui le scelte vengono fatte per voi in nome del bene comune (il clima).

listening to greenoid Ulrike Herrmann sell her degrowth plan for Germany: no personal automobiles ofc, living space to be rationed at 50 sq metres/ person, train speed capped at 100 km/hour & train travel also to be rationed (everyone will get a personal kilometre allotment). pic.twitter.com/JTlTlVDwVm

— eugyppius (@eugyppius1) October 30, 2024

Perché, come ricordato dalla BBC nel suo servizio sulle quote di anidride carbonica personali (a livelli che ridurranno il tenore di vita dei britannici del 75% entro il 2040 e della metà entro il 2050), l'emergenza climatica è troppo importante per essere lasciata alla scelta personale.

Ricordate cosa ha promesso Michael Evans ai membri del WEF a Davos: “Stiamo lavorando, attraverso la tecnologia, alla capacità di monitorare tutto ciò che chiunque fa”.

E una volta che si può tracciare tutto, la capacità di controllare tutto ha semplicemente bisogno di un involucro.

Quale popolazione sana di mente voterebbe davvero per questo?

Una popolazione che viene incessantemente plagiata dai media generalisti a credere che cose come “l'ebollizione globale” siano reali e “la libertà è cattiva”; in seguito questa teologia può essere ulteriormente consolidata da un sistema politico ordinato da personaggi come il socialista democratico Ross Mittiga, in cui ai candidati che non abbracciano l'agenda climatica non sarebbe nemmeno permesso di candidarsi:

I governi potrebbero anche limitare alcune istituzioni e processi democratici nella misura in cui questi influiscono sulla promulgazione o l'attuazione di politiche ambientali. Ciò potrebbe comportare l'imposizione di una cartina di tornasole climatica a coloro che cercano una carica pubblica, squalificando chiunque abbia legami significativi (relazionali o finanziari) con industrie dannose per il clima o una storia di negazionismo climatico.

I governi potrebbero istituire istituzioni in grado di ribaltare precedenti decisioni democratiche.

Ross Mittiga, Political Legitimacy, Authoritarianism, and Climate Change

Estendendo quanto affermato da Fresco, secondo cui i supercomputer potrebbero decidere tutto, e l'affermazione di Mittiga secondo cui i “negazionisti” del clima dovrebbero essere completamente esclusi dal processo politico, mi viene in mente la volta in cui Klaus Schwab disse a Sergey Brin di Google che presto saremmo stati in grado di eliminare completamente le elezioni, perché non solo gli algoritmi saprebbero già chi vincerà, ma potrebbero passare “alla modalità prescrittiva”, che in realtà determina chi vincerà.

Ho affermato nel mio libro, The Crypto Capitalist Manifesto, che non esiste una vera e propria “crisi climatica”, ma che esiste una crisi del debito e della valuta molto reale, quindi un'emergenza climatica non falsificabile, a 50 o 75 anni di distanza, è la copertura perfetta per abbassare il tenore di vita e imporre l'austerità alle masse.

Con le ingenti perdite di posti di lavoro dovute all'automazione e all'intelligenza artificiale, l'ascesa del reddito di cittadinanza è inevitabile (che ci piaccia o no), e questo spiega la spinta globale verso le valute digitali delle banche centrali (CBDC):

Sarà il meccanismo dei trasferimenti sociali come il reddito di cittadinanza universale (UBI) e altri sussidi. Forniranno la base per l'implementazione della MMT.

• Probabilmente saranno proposizioni del tipo “se non lo usi lo perdi”. Il denaro ricevuto nell'ambito di questi programmi dovrà essere speso per sostenere la velocità del denaro nell'economia.

• Ci saranno penalizzazioni per il risparmio, tramite tassi di interesse negativi o altri disincentivi.

• Saranno completamente programmabili per promuovere le priorità dell'ingegneria sociale.

• A un certo punto diventeranno sistemi di credito sociale in stile Partito Comunista Cinese.

• Probabilmente non saranno crittovalute a chiave pubblica/privata. L'autocustodia sarà vietata.

Gli stimoli fiscali durante i lockdown sono stati una prima iterazione di questo fenomeno, in cui abbiamo visto cose come gli esportatori di codici QR, e con il progredire della tecnologia sarebbe ingenuo non aspettarsi una granularità più precisa su come utilizzare esattamente il proprio “stimolo” mensile.

In un certo senso, il passaggio dalla moneta fiat alle CBDC riflette la stessa consapevolezza da parte dei banchieri centrali e dei pianificatori centrali di chi auspica una moneta dura: affinché una valuta abbia valore deve riflettere una sorta di compromesso economico. Deve essere coperta da qualcosa.

Potrebbe essere oro, argento o, nel caso di Bitcoin, energia, oppure può essere coperta dai consumi.

Nel caso di questi ultimi, ciò che passa per “denaro” si trasforma meno in una valuta e più in un punteggio di credito sociale, supportato dalla vostra quota personale di CO2.


Bitcoin, crittovalute, CBDC e sistema di credito sociale

La tesi alla base del mio The Crypto Capitalist Manifesto era che il mondo si stesse dirigendo verso un “cambio di sistema monetario”, ma a posteriori potrebbe essere stata un'analogia sbagliata, poiché “cambio di sistema” implica una transizione controllata, misurata, o persino imposta da uno stato all'altro.

Per quanto riguarda le CBDC, questo potrebbe essere vero: un'indagine della BRI del 2023 aveva stimato che oltre 95 banche centrali in tutto il mondo stessero andando in questa direzione.

Tuttavia una delle sfide più grandi sarà se il sistema finanziario globale resisterà abbastanza a lungo.

Potrebbe non farlo e per questo motivo ho ipotizzato che banche centrali e stati dovranno improvvisare una CBDC globale utilizzando progetti già esistenti, come Ethereum o Ripple: entrambe le blockchain hanno espresso il desiderio di fornire loro questo livello di base.

Per quanto riguarda Bitcoin, si tratta meno di un “cambio di sistema” e più di un cambiamento di fase, determinato da puri incentivi: è la tesi dell'individuo sovrano in tutta la sua portata. Uno standard Bitcoin è destinato a emergere, grazie alla sua peculiare distinzione dalle altre crittovalute (veramente decentralizzato e coperto dall'energia nell'algoritmo Proof-of-work) e dall'oro per la sua mobilità di capitale.

Stiamo entrando nell'Era di Arimane, dove le persone si riducono a neo-servi e il libero arbitrio è vilipeso. Non potete spostare il vostro oro facilmente in un mondo del genere, ma finché riuscite a pensare, potete spostare i vostri bitcoin.

Comunque si manifesti, ci stiamo dirigendo verso la madre di tutti i bivi.


Apartheid monetario e la Grande Biforcazione

A partire dalla mia serie Jackpot Chronicles, ho scritto spesso della cosiddetta Grande Biforcazione, uno scenario in cui l'umanità si divide lungo queste linee di faglia che abbiamo esplorato. Per molto tempo l'ho semplificato eccessivamente tra “abbienti & non abbienti”, come me l'ero immaginato nel prologo della mia Guida alla Sopravvivenza alle CBDC.

Il risultato è stato: “In futuro, essere liberi sarà molto più costoso”.

Il che è vero. Nel caso non l'aveste notato, tutte queste élite ultra-ricche non si recano a Davos su autobus Greyhound o fanno riunioni via Skype.

Arrivano con jet privati, mangiano bistecche di wagyu di prima qualità, mentre decidono che tutti gli altri devono mangiare insetti e polpette di soia per il bene del clima. Possiedono superyacht e non sono limitati a 50 metri quadrati di superficie abitabile per occupante, come previsto dal programma di #decrescita di Ulrike Herrmann (le loro cabine armadio sono più grandi).

Nel libro, Mark Of The Beast, Wallace-Muprhy scrisse:

Tra le famiglie immensamente ricche, potenti e influenti che abbiamo già descritto, esiste una loggia occulta che ha consapevolmente anticipato la nascita in carne e ossa di Arimane.

È all'interno di questa confraternita che si sono reincarnate le successive famiglie della famiglia Ben Jesu, ideatrice dell'Accademia di Jundi-Shapur.

Ecco un ritornello comune tra noi plebei ogni volta che sentiamo affermazioni ipocrite del tipo “non possederete nulla e sarete felici”: “È un grande club, e noi non ne facciamo parte”.

Non fraintendetemi: la decrescita è per gli altri. Ovvero i poveri. Persone che non possiedono nulla (ma saranno felici, presumibilmente), persone che non hanno vera ricchezza, nessun bene, probabilmente nessun lavoro, nessuna mobilità di capitale e nessuna scelta.

La decrescita è una filosofia antiumana che vede le persone come un cancro sulla Terra: è malthusiana nella prospettiva, marxista nell'impalcatura ideologica, misantropica fino al midollo e arimanica nella teologia.

Steiner aveva scritto a lungo sui due grandi mali che affliggono l'umanità – Lucifero e Arimane; mi ci è voluto un po' per capire come queste influenze cooperino e si manifestino qui sul nostro piano – ma ora è più chiaro.

Il luciferianesimo è l'ideologia di base delle élite – forse quei discendenti delle linee di Ben Jesu fino a Gondishappur che credono di avere diritto a una posizione elevata nella società e che possono usare la loro ricchezza e il loro potere per diventare transumani e raggiungere l'immortalità – esse si vedono come una sorta di civiltà separatista.

Arimane è per le masse – per convincerle che sono animali, manipolabili, senza anima – senza spirito e poiché la coscienza stessa è un'illusione, anche la scelta e il libero arbitrio sono un'illusione.

Devono essere radunati nella matrice, dove possono vivere la loro durata di vita terrena, isolati nei loro contenitori, ammassati in città da 15 minuti dove occuperanno il minor spazio e il minor consumo di risorse possibile nel mondo reale.

Steiner, con mia sorpresa, disse qualcosa di simile nel suo libro Two Futures e insinuò che l'umanità “sta iniziando a separarsi in due distinti flussi evolutivi” ed entrambi implicavano l'interazione dell'umanità con la tecnologia (non era un luddista).

Come ci spiega Emberson:

L'umanità si trova ora a un bivio, o forse sarebbe più corretto dire a una biforcazione. Entrambe le strade saranno determinate, in larga misura, dalla fusione tra uomo e macchina.

La differenza tra loro sarà che in un caso l'essere umano dovrà adattare la sua vita di anima e spirito alle macchine che stanno prendendo il controllo della sua esistenza – le macchine dell'elettronica digitale – mentre nell'altro caso la tecnologia sarà subordinata ai bisogni della sua anima e del suo spirito: sarà una forma morale di tecnologia che utilizza la forza (la vita) eterica.

Ho capito che Bitcoin contro CBDC non è un argomento che si può ridurre a un'etichetta di approcci concorrenti a una tecnologia digitale, così come Linux contro Windows: si tratta di una grande battaglia che si sta svolgendo nel corso di eoni e in almeno una dimensione assiale in più rispetto a quella che la griglia cartesiana (per cui il nostro cervello è programmato) può comprendere.

Questi sono campi morfici in competizione, e noi tutti, come individui, siamo come limatura di ferro trascinata nelle linee di flusso magnetico di un campo o di un altro.

Ma comprendere le correnti spirituali sotterranee all'opera nel nostro mondo oggi – capire che esistono – è il primo passo.

Se siamo fortunati, possiamo esercitare un po' di libero arbitrio nello scegliere quale pendolo, o campo morfico, riceverà la nostra energia. Se avete letto fin qui, spero che abbiate acquisito sufficiente consapevolezza per capire che c'è una scelta da fare.

Scegliete bene, quindi.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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Yet Another Question that Only Libertarians Are Asking

Lew Rockwell Institute - Gio, 08/01/2026 - 21:03

Regarding the new food pyramid, although it is now correct, what is the government doing issuing a food pyramid in the first place?

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Empire-Mania: Trump Wants $1.5 Trillion Military Budget

Lew Rockwell Institute - Gio, 08/01/2026 - 18:34

Trump/Vance was presented as “the peace ticket,” and was voted in with the expectation of focusing on America instead of the rest of the world. But alas, the addiction to Empire has proven to be too strong once again. The Trump Administration has been laser-focused on foreign nations, while our own nation continues to struggle quite substantially. Yesterday, the president even proposed a $1.5 TRILLION military budget. Are we reaching the mania phase, or what market traders call the “blowoff top” of Empire?

The post Empire-Mania: Trump Wants $1.5 Trillion Military Budget appeared first on LewRockwell.

La rivoluzione dal divano

Freedonia - Gio, 08/01/2026 - 11:03

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Joshua Stylman

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/la-rivoluzione-dal-divano)

Non è straordinario come abbiamo rivoluzionato la rivoluzione stessa? Nei tempi bui dell'attivismo – sapete, gli anni Novanta – le persone hanno dovuto sopportare difficoltà come “uscire” e “parlare con gli sconosciuti” per far sentire la propria voce. Portavano cartelli fisici, cantavano fino a perdere la voce e a volte saltavano persino il brunch. Tali sacrifici sembrano quasi barbari per gli standard illuminati di oggi.

Che tempi per essere vivi! Abbiamo finalmente perfezionato l'arte del massimo impatto con il minimo sforzo; abbiamo democratizzato la cura riducendola alla sua forma più essenziale: gesti performativi che non richiedono assolutamente alcuna conoscenza, sacrificio o impegno.

Non è meraviglioso come ora possiamo diventare istantaneamente esperti geopolitici di conflitti che non potremmo localizzare su una mappa? Ieri pensavate che la Crimea fosse un dessert italiano, oggi dibattete sulle no-fly zone come se steste tenendo un briefing alla NATO. Abbiamo imparato la geopolitica a velocità elevata: leggere i titoli, farsi un'opinione, fare la predica agli altri, tutto in meno di 30 secondi. Chi ha bisogno di leggere libri quando si ha l'Università di TikTok? Nel momento in cui i nostri feed si riempiono di post su una crisi lontana, siamo benedetti da un'immediata chiarezza morale che ignora la necessità di un contesto storico o di una comprensione sfumata. “Quale Paese sta attraversando una crisi questa settimana?” è in realtà solo l'equivalente moderno di “Che vestito dovrei indossare oggi?” – ed entrambe le domande meritano la stessa profondità di coinvolgimento.

Niente dimostra la nostra competenza come diventare immediatamente studiosi del Medio Oriente da un giorno all'altro. Un'infografica virale sul conflitto israelo-palestinese, e improvvisamente siamo tutti esperti in 75 anni di complessità geopolitica, storia religiosa millenaria e l'intricata rete di alleanze regionali. È davvero straordinario come possiamo sviluppare opinioni così forti e intransigenti sul conflitto israelo-palestinese, pur non essendo in grado di spiegare il significato dei confini del 1967, o di articolare la differenza tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania oltre la “parte sottile”.

La bellezza della nostra nuova rivoluzione è la sua ineguagliabile efficienza. Le generazioni precedenti credevano scioccamente che per cambiare il mondo fosse necessario prima comprenderlo. Abbiamo semplificato il processo! Perché sprecare tempo prezioso scorrendo i titoli quando si può essere immediatamente virtuosi a parole con la perfetta combinazione di emoji e hashtag? Dopotutto poche cose gridano “Ho considerato attentamente tutte le prospettive su questo tema complesso” come una serie di emoji con faccine arrabbiate e TUTTO MAIUSCOLO, o semplicemente ripetendo alla lettera i punti di discussione di ieri su MSNBC o Fox News.

I nostri algoritmi sono diventati la nostra bussola morale, indirizzando la nostra indignazione con una precisione ineguagliabile. Che sollievo esternalizzare l'estenuante lavoro di determinare cosa conta davvero a società anonime il cui modello di business si basa sulla massimizzazione delle nostre reazioni emotive! Non è confortante come abbiano ottimizzato i nostri feed per dirci esattamente a cosa interessarci e per quanto tempo?

E le bandiere! Oh, le gloriose bandiere digitali e le cornici dei profili che ora costituiscono la spina dorsale del cambiamento globale! Niente dice “Sto facendo la differenza” come modificare temporaneamente la propria presenza sui social media. Pensate al coraggio che ci vuole per aggiungere una bandiera ucraina alla propria biografia di Instagram e contemporaneamente pubblicare meme che si lamentano dei prezzi della benzina. Ricordate ancora l'incredibile coraggio di aggiungere cornici “vaccinato/a” alle foto del profilo o di dichiarare “restate a casa, salvate vite” dalla casa vacanze di cui avevate assolutamente bisogno per la vostra salute mentale?

L'impresa più impressionante potrebbe essere quella di pubblicare manifesti appassionati per i diritti umani dai nostri smartphone, completamente ignari del fatto che contengano minerali estratti da bambini congolesi e assemblati nello stesso Paese in cui si trovano i campi di detenzione per gli uiguri. Ma perché dovremmo aver bisogno di conoscere dettagli così scomodi quando abbiamo a disposizione hashtag da utilizzare?

La più grande conquista della nostra epoca potrebbe essere la perfezione della preoccupazione senza impegno. Abbiamo imparato l'arte di apparire profondamente coinvolti nei problemi più urgenti dell'umanità, assicurandoci al contempo che tali problemi non ci creino mai guai a livello personale. Niente dimostra impegno per una causa come postare “Tutto questo deve finire!” senza specificare cosa sia “tutto questo”, o come fermarlo. Più vaga è la vostra indignazione, più cause copre! Che innovazione! Che progresso!

Forse la cosa più impressionante è la nostra capacità di passare senza problemi da una causa all'altra, senza un attimo di riflessione. Quando le misure anti-COVID sono terminate, dove vivevo a New York è stato sorprendente la rapidità con cui è stato diffuso il promemoria: “Non odiamo più i no-vax; ora odiamo i russi”. I nostri post appassionati sulla crisi del mese scorso scompaiono nel dimenticatoio, lasciando spazio a nuova indignazione senza la sgradevolezza di dover rendere conto di quanto detto/fatto in precedenza.

Il calendario del vero attivista ora ha le sue stagioni: la primavera palestinese, l'estate del Pride, l'autunno ucraino e qualsiasi catastrofe sia di tendenza per l'inverno. Alterniamo le nostre cause con la precisione delle case di moda che aggiornano le loro collezioni: il “genocidio” della scorsa stagione è così superato quando c'è una nuova crisi da cui attingere.

L'incoerenza sbalorditiva delle nostre convinzioni è una forma d'arte moderna. Quanto è stimolante vedere autoproclamati ambientalisti gettare vernice su opere d'arte inestimabili (usando vernice a base di petrolio, ovviamente) mentre arrivano sul luogo della protesta a bordo di SUV che consumano benzina. O attivisti per il clima che danno fuoco alle loro Tesla per protestare contro i tweet di Elon Musk – perché quasi niente simboleggia “Mi interessa l'aria pulita” come creare un inferno tossico di batterie al litio. E non dimentichiamo gli appassionati difensori della libertà di parola che chiedono che certe voci vengano messe a tacere, o i paladini della tolleranza che non ne mostrano alcuna a coloro con cui non sono d'accordo.

E come potremmo ignorare i multimiliardari attivisti per il clima che ci fanno la predica sulla nostra impronta di anidride carbonica a bordo di jet privati? Niente cattura lo spirito della nostra epoca come Greta Thunberg, accigliata e milionaria, che dice ai lavoratori di averle rubato i sogni mentre marina la scuola e solca gli oceani a bordo di yacht.

Non è rassicurante il modo in cui possiamo misurare il nostro impatto in termini di “Mi piace” e condivisioni? La scarica di dopamina della convalida sociale ha sostituito la più disordinata soddisfazione del progresso effettivo. E perché no? Creare un cambiamento è complicato e spesso deludente, ma vedere crescere il numero di notifiche offre una gratificazione immediata.

Nel mercato degli attivisti, la moneta di scambio non è più il cambiamento, ma l'impegno. Un post ponderato con dati scientifici e sfumature sull'ambientalismo che ottiene 3 “Mi piace” è oggettivamente peggio di mille “Mi piace” su un quadrato nero. È semplice matematica.

Quindi, un brindisi a noi, i rivoluzionari dal divano, i guerrieri degli hashtag, i fautori del cambiamento tramite foto profilo. Abbiamo realizzato qualcosa di veramente straordinario: convincerci di essere parte della soluzione senza chiedere assolutamente nulla a noi stessi. I nostri antenati che hanno marciato, organizzato, sacrificato e a volte sono morti per le loro cause potevano solo sognare una tale comodità.

Cosa penserebbero i leader dei diritti civili del passato della nostra evoluzione? “Ho un sogno, che un giorno i bambini neri e le bambine nere si uniranno ai bambini bianchi e alle bambine bianche [...] e saranno giudicati non per il contenuto del loro carattere, ma per le caselle di categoria razziale che spuntano sui moduli DEI”. Quanto sarebbe commossa Rosa Parks nello scoprire che il rifiuto di cedere il suo posto sull'autobus si è evoluto nel rifiuto di rinunciare alle nostre comode opinioni dal divano. Quanto sarebbe impressionato Malcolm X dalla nostra nuova e rivoluzionaria strategia: “Con qualsiasi meme necessario”.

I nostri antenati marciavano sui ponti di Selma; noi compriamo con coraggio la merce arcobaleno della collezione Pride di Target. Stessa lotta, carrello della spesa diverso.

Stiamo vivendo un'epoca davvero straordinaria: il cambiamento sociale non richiede di alzarsi, parlare, o addirittura imparare nulla. La rivoluzione non verrà trasmessa in televisione perché è troppo impegnata a essere elaborata algoritmicamente per il vostro feed personale.

E ricordate, se qualcuno critica questa nuova forma di attivismo, potete sempre metterlo a tacere con le armi più potenti: chiamandolo “privilegiato” perché si aspetta che le azioni accompagnino le parole, bloccandolo immediatamente e segnalando il suo account per “contenuti dannosi” (definiti come “in disaccordo con me”). Abbiamo scoperto che digitare “pensieri e preghiere” ha esattamente lo stesso impatto che fornire effettivamente aiuto, ma con l'ulteriore vantaggio di ricevere elogi pubblici senza l'inconveniente di dover aprire il portafoglio, o sporcarsi le mani. Dopotutto, digitare “pensieri e preghiere” non equivale forse a fornire effettivamente aiuto?

Non è fantastico come oggi possiamo cambiare il mondo senza cambiare nulla? Né le nostre abitudini, né le nostre spese, né il nostro comfort, né la nostra comprensione, e certamente nemmeno noi stessi.

Ma ehi, almeno sulla linea del tempo sembravamo giusti. Nella rivoluzione moderna l'apparenza della virtù ci ha finalmente liberato dal peso della virtù vera e propria.

E sì, mi rendo conto della grande ironia di scrivere questa critica su Substack, dove inevitabilmente otterrò la convalida di persone che sono già d'accordo con me, senza cambiare assolutamente nulla.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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Il più grande aumento delle tasse in Germania sin dalla Seconda guerra mondiale: la SPD prende di mira le famiglie

Freedonia - Mer, 07/01/2026 - 11:15

Ricordo a tutti i lettori che su Amazon potete acquistare il mio nuovo libro, “La rivoluzione di Satoshi”: https://www.amazon.it/dp/B0FYH656JK 

La traduzione in italiano dell'opera scritta da Wendy McElroy esplora Bitcoin a 360°, un compendio della sua storia fino ad adesso e la direzione che molto probabilmente prenderà la sua evoluzione nel futuro prossimo. Si parte dalla teoria, soprattutto quella libertaria e Austriaca, e si sonda come essa interagisce con la realtà. Niente utopie, solo la logica esposizione di una tecnologia che si sviluppa insieme alle azioni degli esseri umani. Per questo motivo vengono inserite nell'analisi diversi punti di vista: sociologico, economico, giudiziario, filosofico, politico, psicologico e altri. Una visione e trattazione di Bitcoin come non l'avete mai vista finora, per un asset che non solo promette di rinnovare l'ambito monetario ma che, soprattutto, apre alla possibilità concreta di avere, per la prima volta nella storia umana, una società profondamente e completamente modificabile dal basso verso l'alto.

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di Thomas Kolbe

(Versione audio della traduzione disponibile qui: https://open.substack.com/pub/fsimoncelli/p/il-piu-grande-aumento-delle-tasse)

Di fronte a un rapido peggioramento delle prospettive di bilancio, il Ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil (SPD), ritiene di aver finalmente trovato una nuova fonte di entrate. Abolendo il tradizionale regime di “suddivisione fiscale del matrimonio” – un sistema che consentiva alle coppie di mettere in comune i redditi e ridurre il carico fiscale – spera di colmare i buchi di bilancio sempre più ampi. Questo segna il culmine preliminare di un dibattito sull'aumento delle tasse, concepito non tanto per risolvere la crisi fiscale tedesca quanto per alleviare i politici dalla pressione dell'attuazione di riforme strutturali.

In realtà questo sviluppo non sorprende. La SPD si batte da tempo per abolire la sopraccitata suddivisione. La misura è concepita come una risposta al deficit strutturale della Germania, che si prevede salirà oltre €170 miliardi entro il 2029, a condizione, naturalmente, che l'economia tedesca non sprofondi ulteriormente nella recessione.


Ideologia mascherata da prudenza fiscale

Ci si deve chiedere se il recente dibattito pubblico sull'aumento dell'imposta di successione non sia stato altro che un test per valutare l'entità dell'onere aggiuntivo che la popolazione tedesca è disposta a sostenere. Nel loro insieme entrambe le iniziative – l'aumento dell'imposta di successione e l'abolizione della suddivisione fiscale del matrimonio – sono perfettamente complementari agli occhi degli ideologi della SPD. Entrambe le misure colpiscono direttamente un modello familiare e generazionale considerato dal Ministro delle finanze “obsoleto” e ora destinato alla liquidazione fiscale.

I socialdemocratici si erano preparati ideologicamente da tempo a questa mossa. E cos'altro ci si poteva aspettare da un partito che ha, in gran parte, abbandonato il modello classico incentrato sulla famiglia tradizionale, sostituendolo con gruppi identitari come il movimento transgender e altri gruppi clientelari?

Lo stesso Klingbeil rivela la visione alla base di questa offensiva fiscale: “Gli assegni sociali dovrebbero incoraggiare gli uomini ad assumersi maggiori responsabilità in famiglia. Senza questi sussidi per i genitori con redditi elevati, potrebbe tornare a essere una prassi comune per le donne restare a casa. Ciò rappresenterebbe una battuta d'arresto per l'uguaglianza”, ha dichiarato.

Al di là delle mere considerazioni fiscali, i politici della SPD mirano a niente di meno che a una riorganizzazione ideologica della società. Attraverso la politica fiscale, vogliono imporre un nuovo modello sociale che priva i cittadini di una reale possibilità di scelta, in diretta opposizione alle tradizioni della classe media e contro i fondamenti civici del Paese.


Il DIW fornisce una copertura “scientifica”

E come sempre, ogni volta che lo stato è a caccia di nuove fonti di entrate, l'Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW) arriva in soccorso. Gli economisti che collaborano con il presidente del DIW, Marcel Fratzscher, forniscono ancora una volta una copertura apparentemente scientifica. Calcolano, fino all'ultimo decimale, quanto l'abolizione della suddivisione fiscale per i coniugi porterebbe nelle casse dello stato.

Secondo il DIW l'eliminazione del sistema genererebbe un gettito fiscale aggiuntivo pari a €20-25 miliardi all'anno. Questa cifra corrisponde all'attuale deficit creato dalla politica, poiché ne beneficiano principalmente le coppie con redditi molto diseguali, come le famiglie monoreddito. Voilà: il divario di bilancio verrebbe colmato, almeno temporaneamente, e tutto questo senza riforme dolorose, tagli alla spesa, o conflitti di coalizione.

Per il DIW la suddivisione fiscale per i coniugi non è altro che una reliquia del patriarcato, ma questa visione illustra il vero dilemma degli istituti finanziati con fondi pubblici: in caso di dubbio, si inchinano sempre all'ideologia prevalente, allontanandosi sempre di più dalla loro vera missione di analisi scientifica neutrale. In realtà sarebbe loro dovere evidenziare gli evidenti squilibri nell'architettura fiscale tedesca: la sua burocrazia smisurata, la sua soffocante pressione fiscale e il suo stato eccessivo che strangola l'iniziativa privata.


Annegare nelle entrate, piangere povertà

Che l'attuale dibattito sull'aumento delle tasse si svolga in un simile contesto rasenta il grottesco. La Germania opera già con una quota statale superiore al 50%. Le entrate federali sono aumentate vertiginosamente nell'ultimo decennio, passando da circa €311 miliardi nel 2015 a €440,6 miliardi nel 2024, con un incremento di circa il 42%.

La tendenza sta solo accelerando. Solo nella prima metà del 2025, €273,2 miliardi sono confluiti nelle casse di Berlino, con un balzo del 5,5% rispetto all'anno precedente. Le entrate fiscali, la componente più consistente delle entrate, sono salite da €282 miliardi (2015) a €375 miliardi (2024). Ad agosto 2025 avevano già raggiunto i €247,6 miliardi. Lo stato sta letteralmente sguazzando nei soldi.

Nonostante ciò Berlino continua a inventare nuove tasse per attenuare i conflitti di coalizione e ritardare le riforme. Per il 2026 il governo tedesco prevede un altro consistente aumento della spesa di circa il 6%, portando la spesa federale totale a circa €530 miliardi. Nel frattempo si prevede una contrazione dell'economia privata del 4-5%. La classe politica di Berlino sembra aver dimenticato una semplice verità: le entrate statali dipendono in ultima analisi da un'economia privata fiorente. Invece di tagliare la spesa in un periodo di depressione, Berlino raddoppia la dose di statalismo e ridistribuzione.


Un duro colpo alla coesione sociale

Il fatto che la SPD stia preparando il più grande aumento delle tasse dalla Seconda guerra mondiale – prendendo deliberatamente di mira la famiglia, fondamento della classe media – non farà che aggravare le già fragili fratture sociali della Germania. La domanda decisiva è se il partner di coalizione, la CDU, adotterà una decisa difesa e respingerà il piano.

Finora i conservatori rimangono evasivi. A maggio il segretario generale della CDU, Carsten Linnemann, ha respinto una proposta della SPD, sottolineando che la separazione dei coniugi deve essere mantenuta a meno che non venga sostituita da un modello più ampio di “suddivisione familiare” che comprenda anche le famiglie non tradizionali. A luglio l'Unione delle donne della CDU ha respinto categoricamente la richiesta della SPD, sottolineando l'alto valore sociale del sostegno alle strutture familiari.

Eppure, come per tante altre questioni, non si sa mai veramente quale sarà la posizione finale della CDU. Se l'esperienza passata è indicativa, la lealtà alla coalizione potrebbe ancora una volta prevalere sui principi. In tal caso la Germania si sta dirigendo verso la sua più grave retata fiscale da generazioni, che indebolirà le famiglie, polarizzerà la società ed eroderà ciò che resta della sua spina dorsale economica.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://www.francescosimoncelli.com/


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Mike Benz: CIA Cocaine Trafficking In Venezuela – This is Part 4 of our Going Going, Back Back to Venezuela Stream

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Get Educated: Robert Barnes on Venezuela, Executive Power, International Law, and US Policy

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Robert Barnes joins Nick Rekieta to discuss the recent apprehension of Nicolas Maduro, the head of Venezuela. Is this legally sound, is it preferable? Let’s talk about it.

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