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Bombe ad orologeria finanziarie nascoste in piena vista

Freedonia - Ven, 29/04/2016 - 10:10




di David Stockman


L'orso è in arrivo, e imperverserà nei canyon di Wall Street col sangue grondante da denti e artigli. Ancora una volta i nostri pianificatori monetari centrali — per la terza volta in questo secolo — verranno colti di sorpresa. Questo perché hanno speso due decenni a deformare, distorcere e a distruggere ciò che un tempo erano mercati finanziari liberi. E come al solito sono all'oscuro delle bombe ad orologeria finanziarie che nel frattempo hanno piazzato.

La sostanza del settore bancario centrale keynesiano è quella di falsificare i prezzi degli asset finanziari. In sostanza, questo significa agganciare i tassi d'interesse al di sotto dei livelli di compensazione di mercato, in base alla teoria che ne deriveranno più prestiti e spesa.

Negli ultimi anni a questo canale della trasmissione della politica monetaria è stata aggiunto il canale FX, che opera per mezzo del deprezzamento della moneta e dello stimolo delle esportazioni; e il canale dell'effetto ricchezza, il quale cerca di far levitare la ricchezza di carta del 10% delle famiglie più ricche, in modo che esse si sentano incoraggiate a spendere di più in empori del lusso, BMW e vacanze di lusso.

Inutile dire che la svalutazione della moneta potrebbe funzionare per una piccola economia esportatrice come la Nuova Zelanda. Ma su scala globale è solo una ricetta per una "race to debase". In ultima analisi non porta altro che inflazione delle materie prime e dei beni importati, e riallocazione di reddito e ricchezza dalle industrie nazionali e dalle famiglie agli esportatori e ai loro azionisti. Il Giappone ne è la prova.

Per quanto riguarda il canale FX, la scorsa settimana su Bloomberg anche il grande capo di Blackrock, Peter Fisher, ha capito come stanno le cose:

"Ma cerchiamo d'essere chiari, tassi negativi per il tasso FX rappresenteranno una svalutazione competitiva", ha affermato. "Il Fondo Monetario Internazionale è stato istituito per impedire una cosa del genere, quello che abbiamo fatto negli anni '20 e '30 è stato un disastro."
Si tratta di una misura d'eutanasia indotta nella politica americana da 20 anni di dominio della banca centrale, cosa che ha addirittura reso credibile il canale dell'effetto ricchezza. Rappresenta un massiccio trasferimento fiscale verso il 10% delle famiglie statunitensi più ricche che possiedono l'85% degli asset finanziari.

Inoltre questo odioso Robin Hood al contrario è costituito da 12 burocrati non eletti che siedono nel FOMC. Dalle loro sedie svolgono esperimenti monetari sulla popolazione americana senza responsabilità alcuna.

Che questi saccheggi stiano promuovendo una ridistribuzione terribilmente ingiusta della ricchezza dalla gente comune ad una piccola élite di giocatori d'azzardo, robo-trader e cavalcatori di bolle, è confermato anche dal successo di Bernie Sanders e Donald Trump. Oltre ad alimentare la xenofobia e il pregiudizio razziale, Trump si sta dirigendo verso la nomina del GOP perché, ironia della sorte, si è auto-finanziato e può gridare ad alta voce che non è la marionetta di nessuno.

Oltre all'ingiustizia, vi è anche stupidità. Nell'illegittima teoria dell'effetto ricchezza, c'è la presunzione spuria che il gioco d'azzardo a Wall Street possa essere ben guidato dalla banca centrale. Così facendo, i nostri pianificatori monetari centrali credono di poter scatenare un circolo virtuoso di aumenti di spese, redditi e produzione.

Alla fine, secondo questi azzeccagarbugli, la produzione, il reddito e i profitti raggiungono i prezzi aumentati degli asset finanziari. Di conseguenza non vi sono bolle; e, invece, la ricchezza della società continua a salire sempre e comunque.

Non esattamente. Le banche centrali hanno stimolato il crollo delle bolle speculative finanziarie. Ogni volta.

La FED e gli altri professionisti della politica dell'effetto ricchezza, non hanno affatto ben guidato i mercati finanziari. Li hanno trasformati in casinò e alla fine sono diventati restii a limitarli per paura di un attacco loro isterico. Bernanke l'ha scoperto nella primavera del 2013, e la Yellen per tre volte ora — ad ottobre 2014, ad agosto 2015 e a gennaio-febbraio 2016.

Ma a differenza degli ultimi due cicli economici, dove i nostri pianificatori monetari centrali sono riusciti a far risalire il tasso del mercato monetario fino al 6% e al 5%, nel 2000 e nel 2007 rispettivamente, questa volta la combriccola di keynesiani ha fatto durare lo zero bound fino alla fine del ciclo naturale di ripresa del capitalismo.

Di conseguenza i casinò sono pieni di bombe ad orologeria finanziarie come mai prima d'ora. Peggio ancora, i banchieri centrali sono così confusi che stanno tutti convergendo verso quelle pseudo-soluzioni che infiammeranno queste bombe ad orologeria.

Cioè, tassi d'interesse negativi. Questa farsa riflette una disperazione irrazionale tra i banchieri centrali ed i loro compagni di viaggio, e presto scatenerà una tempesta di fuoco tra rivolte politiche, tesaurizzazione della valuta e panico tra i giocatori d'azzardo all'interno del casinò.

Oltre a ciò, stanno schiacciando i margini d'interesse netti delle banche, mettendo in pericolo la solvibilità del sistema bancario stesso che le banche centrali sostengono d'aver salvato e sistemato.

Parleremo di alcune di queste bombe ad orologeria nella sezione sottostante, ma prima bisogna sottolineare che lo scoppio della terza bolla di questo secolo è imminente. Questo perché sia l'economia globale sia quella nazionale si stanno raffreddando rapidamente, il che significa che la recessione è dietro l'angolo.

In base al grafico qui sotto, raffigurante i 16 milioni di datori di lavoro della nazione che inviano i sostituti d'imposta all'IRS in base alle ore effettive di lavoro utilizzate — e tralasciando i lavori fantasma incorporati nelle fantasie del BLS, come gli aggiustamenti nascita/morte e gli aggiustamenti stagionali — il mio collega Lee Adler riferisce che le riscossioni aggiustate all'inflazione sono diminuite del 7-8% rispetto all'anno precedente secondo la media mobile più recente.




Come Lee ha fatto notare su Wall Street Examiner:

Il tasso di variazione della riscossione dei sostituti d'imposta s'è avvicinato ad un livello che non solo segnala recessione, ma indica una depressione economica. Il 18 febbraio 2016, il tasso di variazione era -5.6% in termini nominali rispetto al corrispondente periodo di un anno fa. Stiamo parlando di un calo rispetto al -3.7% di una settimana prima, al +0.6% di un mese prima, al +5.8% di tre mesi fa e al +8.7% del febbraio 2015 [...]. Aggiustato al tasso di crescita nominale delle remunerazioni ai dipendenti, il tasso annuo reale di variazione è ora circa -7.5/-8% anno su anno.
Quindi ci sarà una carneficina nel casino quando diventerà evidente che la recessione ha di nuovo fatto visita a questa terra fiera, ma che la FED è del tutto a corto di polvere da sparo asciutta. Non c'è possibilità al mondo che la NIRP funzionerà.

Anche Peter Fisher ha ammesso che la NIRP rappresenta la fine della strada per i banchieri centrali keynesiani:

Fisher ritiene che la crescente propensione dei banchieri centrali per tassi di riferimento negativi, nasce dal desiderio d'evitare d'ammettere che hanno sparato tutte le loro munizioni monetarie.
Imboccando questo vicolo cieco, questi fanatici hanno creato un'immenso danno sociale. Infatti i nostri pianificatori monetari centrali sono diventati così auto-illusi e assetati di potere, che ora dispensano sciocchezze con assoluta nonchalance. In un discorso alla Columbia University l'attuale operatore dietro la stampante della FED, Simon Potter della NYFED, ha riproposto suddette sciocchezze:

La FED soleva usare una scarsità di riserve bancarie per impostare la politica monetaria, ma ha dovuto adottare nuovi strumenti per aumentare i tassi, avendo un bilancio da $4,500 miliardi.

"Abbiamo raggiunto un ottimo controllo sul tasso dei fondi federali, e lo abbiamo fatto evitando effetti indesiderati per il sistema finanziario o per la stabilità finanziaria", ha detto Potter.
Quest'uomo sta scherzando? Non esiste un mercato dei fondi federali degno di questo nome. Il gigantesco programma d'acquisto di obbligazioni della FED e le monumentali riserve in eccesso da esso risultanti, hanno distrutto il mercato dei fondi federali molto tempo fa.

Beh, ecco i "nuovi strumenti" della FED. Quello che producono non è un prezzo finanziario o un tasso d'interesse; ciò che producono è un tasso contraffatto.

Vale a dire, la FED ha alzato il tetto sulle sue operazioni reverse repo da $300 miliardi a $2,000 miliardi e ha fissato il rendimento a 25 punti base. Oltre a ciò ha aumentato il bacino dei repo con le banche estere a $250 miliardi, per cui paga circa 33 punti base. Infine, il tasso d'interesse che paga alle banche associate con le riserve in eccesso (IOER) ammontanti a circa $2,500 miliardi, è stato portato a 50 punti base.

La combinazione di queste tre cose rappresenta la madre di tutte le Offerte d'Acquisto. E non dimentichiamoci del fatto che il Tesoro degli Stati Uniti sta inondando il mercato con i suoi bond. Come potrebbe essere altrimenti dato che i tassi del mercato monetario, compresi i fondi federali, sono nel range dei 25-50 punti base?

E allora? La FED sta funzionando come una gigantesca idrovora monetaria per nessuno scopo razionale di sorta, e si basa su una frode finanziaria.

Sul primo punto, non vi è una singola attività imprenditoriale razionale in America che vorrebbe finanziare il suo capitale d'esercizio con un'offerta overnight. Ecco perché anche i tassi fluttuanti del mercato revolving hanno termini di un anno o più, e garanzie contrattuali se gli accordi non sono rispettati.

Gli unici beneficiari del denaro overnight a 38 bps sono i giocatori d'azzardo di Wall Street, e sarebbero altrettanto grati per un ancoraggio a 12 bps, o 100 bps, o anche 250 bps. L'unica cosa che hanno veramente a cuore è la certezza circa il costo di carrying sui loro gettoni da gioco — qualcosa che l'ancoraggio della FED fornisce immancabilmente. Dal punto di vista di Main Street, tuttavia, l'ancoraggio dei fondi federali è una farsa inutile.

Quindi, sì, gli sciocchi keynesiani nell'Eccles Building stanno creando ciò che equivale ad un'offerta da $6,000 miliardi in modo da agganciare con grande precisione un tasso del mercato monetario che non ha assolutamente peso per Main Street. Questo perché le famiglie e le imprese degli Stati Uniti hanno già raggiunto la condizione di Picco del Debito. Di conseguenza il vecchio canale della trasmissione della politica monetaria è rotto. I pianificatori monetari centrali, di conseguenza, stanno portando al fiume un asino che non vuole bere, deformando e destabilizzando ulteriormente un sistema finanziario che è già sul punto d'implodere.

Ma ciò che rende il mondo così pericoloso, è che il FOMC è completamente perso in un marchingegno alla Rube Goldberg ed è capace di qualsiasi mossa disperata. Dopo tutto vi basta ricordare da dove proviene questa Gigantesca Offerta d'Acquisto da $6,000 miliardi.

I $2,000 miliardi di reverse repo rappresentano sostanzialmente una FED che sta dando in pegno una parte del suo enorme bilancio da $4,500 miliardi tra titoli di stato e titoli garantiti da ipoteca. E, sì, queste garanzie sono state precedentemente acquistate con credito fiat, il quale era stato depositato nei conti bancari dei dealer di Wall Street che avevano venduto questi titoli sulla scrivania delle Operazioni di Mercato Aperto della FED.

Il sistema bancario nel suo complesso non aveva un bisogno immediato delle nuove riserve iniettate attraverso il QE, così le hanno accumulate presso la FED di New York, le quali sono passate da appena $40 miliardi nell'agosto 2008 agli attuali $2,500 miliardi. Accatastate come sono in torreggianti cumuli digitali al 33 di Liberty Street, la seconda componente dei "nuovi strumenti" della FED mantiene sequestrate queste quantità precedentemente inconcepibili di riserve in eccesso presso la NYFED. Cioè, il sistema bancario viene corrotto dai 50 bps di pagamenti IOER per farle rimanere lì.

Non ci dovrebbe essere alcuna confusione qui. La FED sta sovvenzionando gratuitamente le sue banche associate per la somma di $13 miliardi all'anno, in modo da impedire che questi fondi finiscano nel mercato monetario e annullino il suo obiettivo inutile sui fondi federali.

E lo stesso vale per i 33 bps guadagnati dalle banche estere che hanno depositato $250 miliardi di liquidità in eccesso nel bacino repo estero della FED di New York. Sicuramente Deutsche Bank, Barclays, BNP Paribas e altri dinosauri del socialismo europeo, sono grati per un rendimento migliore sul loro denaro rispetto al rendimento negativo offerto dalla banca centrale a Francoforte.

E questa è solo la metà della storia. Tutte le tangenti pagate attraverso questi tre diversi canali al fine di raggiungere un obiettivo completamente inutile nel mercato dei fondi federali, riduce i "profitti" annuali dei federali.

La FED guadagna circa $120 miliardi l'anno dal suo bilancio da $4,500 miliardi accumulato con credito fittizio piuttosto che con proventi dal duro lavoro, dalla produzione e da valore economico reale. Consuma $5-6 miliardi per i suoi 22,000 membri dello staff e per il suo esercito di consulenti, molti dei quali altrimenti farebbero finta d'insegnare "economia" in college e università. Ora spende circa $15 miliardi per pagare l'IOER e gli interessi sui suoi reverse repo e sui depositi bancari esteri, con "profitti" netti di circa $100 miliardi.

Questi profitti vengono poi ridati al Tesoro degli Stati Uniti come una grande tangente per mantenere buoni i politici ad entrambe le estremità di Pennsylvania Avenue. Peggio ancora, i profitti ricevuti dalla FED sono considerati un controbilanciamento per gli interessi sul debito pubblico da $19,000 miliardi, consentendo in tal modo ai politici di credere che esista un pasto gratis fiscale.

Purtroppo tutto questo rimescolamento monetario fraudolento ha una terribile conseguenza nei casinò finanziari qui e all'estero. Spinge i tassi d'interesse a livelli sub-economici ed innesca una caccia massiccia a rendimenti decenti tra i money manager di tutto il mondo e i giocatori d'azzardo.

Oggi Bloomberg ha pubblicato uno studio in cui racconta le conseguenze funeste che questa caccia a rendimenti decenti ha avuto sulle industrie energetiche e minerarie del mondo. Vale a dire, ha consentito alle aziende in settori industriali altamente ciclici, rischiosi e volatili di prendere in prestito somme di denaro finora inimmaginabili, e di gettarle in investimenti improduttivi e capacità in eccesso.

Una possibile spiegazione è il livello d'esposizione che hanno le banche e gli investitori rispetto al settore. Le 5,000 più grandi società quotate in borsa (monitorate da Bloomberg) nei settori dell'energia, del ferro, dell'acciaio, dei metalli e delle miniere, hanno debiti per $3,600 miliardi secondo i loro rapporti finanziari più recenti, o il doppio di quelli che avevano alla fine del 2008.

Cinque anni fa le aziende monitorate da Bloomberg avevano più utile operativo che debito. Ora avrebbero bisogno di più di otto anni delle loro attuali entrate, senza contare interessi, imposte e ammortamenti, per cancellare i loro obblighi netti.

Gli investitori obbligazionari affamati di rendimenti hanno aspirato un sacco di questo debito e ora detengono circa $2,100 miliardi di obbligazioni. Saranno i primi a sentire il dolore economico considerando che Standard & Poor's ha già declassato quei titoli del 47% rispetto al suddetto ammontare, e che solo negli ultimi 12 mesi ha sentenziato 400 rating negativi nei settori dell'energia e delle materie di base. Tale scala e profondità ricorda il modo in cui le banche furono abbattute dalle società di rating durante la crisi finanziaria del 2008.

Non è chiaro dove si trovi l'altra porzione dei $3,600 miliardi di passività, ma probabilmente la maggior parte è dovuta alle banche. Se i rimanenti $1,500 miliardi sono davvero sui bilanci delle istituzioni finanziarie, ciò rappresenterebbe circa l'1.5% dell'attivo totale di tutte le banche del mondo. Ciò non sembra molto significativo, o preoccupante. Ma per mettere le cose nel giusto contesto, alla fine del 2007 i mutui subprime degli Stati Uniti rappresentavano meno dell'1% dell'attivo delle banche quotate.

Per fortuna il debito delle società nel settore delle materie prime non è stato riconfezionato in altri titoli strani, com'è accaduto invece coi mutui immobiliari americani, diffondendo in tal modo l'esposizione. Ma la sua vastità, e il fatto che una grande porzione sia in possesso delle banche, suggerisce l'esistenza di un enorme rischio globale.
La morale della favola è presto detta. La grande ondata di materie prime e deflazione industriale che ora sta spazzando via l'economia mondiale, è figlia della baldoria del debito alimentata dalle banche centrali negli ultimi due decenni. Eppure ora fanno finta che questo vento contrario per la crescita abbia avuto origine da una forza esogena che dev'essere affrontata con una maggiore intrusione monetaria.

Ecco come si arriva al reato della NIRP. Le banche centrali keynesiane non possono immaginare un problema per il quale più debito non sia la soluzione. Ma non è la mancanza di "domanda aggregata" che sta facendo diventare inattive una quota crescente di industrie nella perforazione petrolifera; né la presunta mancanza di "domanda aggregata" ha fatto scendere le vendite delle macchine minerarie di Caterpillar, o ha fatto precipitare il Baltic Dry Index ai minimi da 30 anni a questa parte.

Sono i profitti in calo e un disperato bisogno di conservare il flusso di cassa, i motivi per cui produzione, salari e profitti nel settore delle materie prime e dell'energia si stanno sfracellando. Le spese in conto capitale del colosso minerario BHP rappresentano un proxy per quella che sta diventando una depressione globale delle spese in conto capitale nell'economia industriale del mondo.

Vale a dire, al culmine del boom del credito globale di pochi anni fa, il bilancio sociale di BHP era di circa $23 miliardi. Quest'anno, invece, si prevedono solo $7 miliardi e solo $5 miliardi nel 2017.

Inutile dire che non ci vuole molta fantasia per immaginare come un taglio del 78% nelle spese per investimenti di un gigante come BHP, fornitore di macchinari pesanti e infrastrutture come linee ferroviarie e impianti portuali, si riverserà a cascata lungo la catena industriale. E dal momento che i dirigenti che gestivano queste operazioni vengono licenziati a destra e a sinistra, è abbastanza certa anche un'altra cosa.

Cioè, non ci sono acquirenti per debito incrementale, con o senza NIRP, delle industrie minerarie ed energetiche globali. Sono stati commessi danni epici, e l'eccesso di capacità e malinvestment ci accompagneranno negli anni a venire. Centinaia di miliardi di debiti che hanno finanziato questa massiccia e scriteriata baldoria d'investimenti, saranno ristrutturati o cancellati del tutto, come già sta emergendo nelle patch scisto negli Stati Uniti.

Questi tipi di bombe ad orologeria finanziarie sono in agguato ovunque nell'economia globale — anche se i banchieri centrali non le vedono.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


Date a Cesare ciò che è di Cesare: Gesù era un socialista?

Von Mises Italia - Ven, 29/04/2016 - 09:29

Il 16 giugno 1992 il Daily Telegraph di Londra riportava questa osservazione sorprendentemente audace dell’ex leader sovietico Mikhail Gorbachev: “Gesù fu il primo socialista, il primo a cercare una vita migliore per l’umanità”.[1]

Forse dovremmo essere comprensivi nei confronti di Gorbachev per le sue varie lacune in questo caso. Un uomo che scalò fin sulla cima di un impero stridentemente ateo, con una storia spiacevole dal punto di vista dei diritti umani, probabilmente non era uno studioso della Bibbia. Ma sicuramente sapeva che se il socialismo non è altro che la ricerca di “una vita migliore per l’umanità”, allora Gesù non avrebbe potuto essere il suo primo sostenitore; sarebbe, infatti, solo uno dei diversi miliardi di loro.

Non è necessario essere cristiani per accorgersi degli errori nell’affermazione di Gorbachev. Si può essere una persona di fede o non averne per niente. Basta solo conoscere i fatti, la storia e la logica. Puoi anche essere un socialista – ma avere gli occhi aperti – e renderti conto che Gesù non era dalla tua parte.
Definiamo prima la parola socialismo, che la frase di Gorbachev offusca soltanto. Il socialismo non è pensieri felici, fantasie nebulose, mere buone intenzioni, o dei bambini che dividono le loro caramelle di halloween l’uno con l’altro. In un moderno contesto politico economico e sociale, il socialismo non è volontario come le ragazze Scout. La sua caratteristica centrale è la concentrazione di potere per realizzare forzatamente uno o più (o più spesso tutti) di questi obiettivi: pianificazione centrale dell’economia, proprietà dei beni attribuita al governo e redistribuzione della ricchezza. Nessuna quantità di retorici “facciamo tutto per voi” o “è per il tuo bene” o “noi stiamo aiutando le persone” può cancellare questo. Ciò che rende il socialismo vero socialismo è il fatto che tu non possa scegliere, un punto questo reso chiaro da David Boaz del Cato Institute:

“Una differenza tra libertarianismo [un sistema basato sulla scelta personale e sulla libertà] e il socialismo è che una società socialista non può tollerare gruppi di persone che praticano la libertà, ma una società libertaria può permettere comodamente alle persone di scegliere il socialismo volontariamente. Se un gruppo di persone – anche un grande gruppo – volesse acquistare dei terreni e possederli in comune, sarebbe libero di farlo. L’ordinamento giuridico libertario richiederebbe solo che nessuno sia costretto a entrare in questo gruppo o a rinunciare alla propria proprietà”.[2]

Il governo, piccolo o grande che sia, è l’unica entità nella società che detiene un monopolio legale della forza. Più forza esercita contro le persone, più subordina le scelte dei governati alle volontà dei loro governanti, ovvero, più socialista diventa. Un lettore potrebbe obiettare a questa definizione che “socializzare” qualcosa significa solo “condividerlo” e “aiutare le persone” in questo processo, ma questa è una spiegazione puerile. È il modo in cui viene fatto che definisce il sistema. Se fatto con l’uso della forza è socialismo. Se fatto attraverso la persuasione, la libera volontà, e il rispetto dei diritti di proprietà è completamente un’altra cosa.

Dunque, Gesù era veramente un socialista? Avvicinandosi di più all’argomento di questo saggio, davvero predicava la redistribuzione dei guadagni per punire i ricchi o per aiutare i poveri?

Sentii per la prima volta “Gesù era un socialista” o “Gesù era per la redistribuzione” circa 40 anni fa. Ero perplesso. Avevo sempre creduto che il messaggio di Gesù fosse che la più importante decisione di una persona nella propria vita terrena fosse di riconoscere o meno Gesù come un Salvatore. Questa decisione era chiaramente molto personale – individuale e volontaria. Ha sempre dato molta importanza al fatto che il rinnovamento interiore e spirituale fosse molto più determinante per il benessere di una persona rispetto alle cose materiali. Mi chiedevo, “come avrebbe potuto lo stesso Gesù invocare l’uso della forza per togliere ad alcuni e dare ad altri?”. Non riuscivo proprio a immaginarlo nel sostenere una sentenza penale o una multa per le persone che non vogliono sborsare i loro soldi per pagare i programmi di welfare del governo.

“Aspetta un minuto” mi si obietterà, “Gesù non rispose dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio, quando i farisei cercarono di ingannarlo per denunciare una tassa imposta dai romani?”. Sì, infatti lo disse. Si legge prima nel Vangelo di Matteo, 22:15-22 e poi in quello di Marco, 12:13-17. Ma notate che tutto dipende solo da cosa realmente appartiene a Cesare e cosa no, il che è un avallo piuttosto potente dei diritti di proprietà. Gesù non disse nulla come “Questo appartiene a Cesare se solo Cesare lo dice, senza guardare a quanto ne vuole, come lo ottiene e come sceglie di spenderlo.”

Il fatto è che uno può scorrere tutte le scritture, passarle in un pettine dai denti molto fini, ma non trovare neppure una parola di Gesù che sostenga la redistribuzione forzata della ricchezza da parte delle autorità politiche. Nessuna frase.

Ci si chiederà: “Ma Gesù non disse di essere venuto per sostenere la legge?”. Sì, in Matteo 5:17–20 egli dichiarò: “Non pensate che io sia venuto per abolire le leggi o i Profeti; non sono venuto ad abolirle ma a compierle”.[3] In Luca 24:44 chiarisce questo quando dichiara: “Tutto ciò che è scritto su di me nelle leggi di Mosè, i Profeti e i Salmi deve essere compiuto”. Non disse: “Sosterrò qualunque legge sia implementata dal governo”. Stava parlando specificamente della Legge Mosaica (principalmente i Dieci Comandamenti) e le profezie sul suo stesso avvento.

Considerate l’ottavo dei dieci comandamenti: “Non rubare”. Notate la frase dopo la parola “rubare”. Questo monito non deve essere letto come “Non rubare a meno che gli altri abbiano più di te” o “Non rubare a meno che tu sia assolutamente certo che potresti spendere quei soldi meglio del tizio che li ha guadagnati”. E nemmeno disse, “Non dovresti rubare, ma puoi assumere qualcun altro, come ad esempio un politico, che lo faccia per te”.

Se la gente fosse ancora tentata a rubare, il decimo comandamento è rivolto a stroncare sul nascere uno dei principali motivi del furto (e della redistribuzione): ”Non desiderare la roba d’altri”. In altre parole, se non è tuo, tieni le mani a posto.

In Luca 12:13–15, Gesù si confronta con una richiesta di redistribuzione. Un uomo con una lamentela gli si avvicina e chiede: “Maestro, di’ a mio fratello di dividere l’eredità con me”. Gesù replica così: “Uomo, chi mi ha nominato giudice o arbitro tra voi? Stai attento! Stai in guardia contro tutti i tipi di avidità; la vita non consiste nell’abbondanza di proprietà” (enfasi aggiunta). Wow! Avrebbe potuto pareggiare le ricchezze dei due uomini con un gesto della mano, ma invece ha scelto di denunciare l’invidia.

“E cosa ne dici allora della storia del buon Samaritano? Non è un esempio a favore dei programmi dello stato sociale o della redistribuzione?” mi chiederai. La risposta è un enfatico “No!”. Consideriamo i dettagli della storia, come riportatato in Luca 10:29–37: un viaggiatore viene incontro a un uomo sul bordo di una strada. L’uomo è stato picchiato e derubato e abbandonato moribondo. Cosa fa il viaggiatore? aiuta quell’uomo da sé, subito, con le proprie risorse. Non dice, “scrivi una lettera all’imperatore” o ”cercati il tuo assistente sociale” andandosene via. Se avesse fatto questo, oggi lo conosceremmo come il “buono-a-nulla Samaritano”, se ancora venisse ricordato.

La storia del Buon Samaritano insegna ad aiutare una persona bisognosa volontariamente con amore e compassione. Non c’è alcun indizio che il Samaritano “dovesse” alcunché all’uomo bisognoso o che fosse il dovere di un lontano politico di aiutarlo coi soldi degli altri.

In più, Gesù non chiese mai l’uguaglianza nelle ricchezze materiali, e men che meno l’uso della forza politica, neppure in situazioni di estremo bisogno. Nel suo libro, Biblical Economics, il teologo R. C. Sproul Jr. nota che Gesù vuole che “i poveri siano aiutati” ma non a mano armata, e la forza del governo non è altro che questo:

“Sono convinto che le manovre politiche ed economiche che riguardano la redistribuzione forzata della ricchezza attraverso l’intervento del governo non sono né giuste né sicure. Tali politiche sono sia non etiche che inefficaci… Sembra che i socialisti siano dalla parte di Dio solo superficialmente. Purtroppo i loro programmi e i loro mezzi favoriscono maggiore povertà anche se i loro cuori rimangono fedeli alla causa di eliminarla. Il tragico errore che pervade il pensiero socialista è che esista una necessaria relazione causale tra la ricchezza dei ricchi e la povertà dei poveri. I socialisti presumono che la ricchezza di un uomo sia basata sulla povertà dell’altro uomo; perciò, per fermare la povertà e aiutare il povero, ci occorre il socialismo”.[4]

Al commento di Sproul aggiungerei questo: talvolta un uomo diventa ricco solo o in parte grazie alle sue conoscenze politiche. Egli si assicura certi favori o sussidi dal governo, o usa il governo per fermare i suoi concorrenti. Nessuno che ragioni in modo logico che sia in favore della libertà e dei diritti di proprietà, che sia cristiano o meno, supporta queste pratiche. Sono forme di furto, e la loro fonte è il potere politico – quella cosa deleteria che socialisti e progressisti chiedono di aumentare.

La ricchezza legittima si produce volontariamente. Viene dalla creazione di valore e dal reciproco e benefico scambio volontario. Non sboccia dal potere politico che redistribuisce al contrario, prendendo dal povero e dando al ricco. Gli imprenditori economici sono una manna per la società; gli imprenditori politici sono completamente un’altra razza. Noi tutti beneficiamo di uno Steve Jobs che inventa un Iphone; ma quando il Festival del Poeta Cowboy in Nevada ottiene un sussidio pubblico grazie al Senatore Harry Reid, o Goldman Sachs ottiene un salvataggio a spese dei contribuenti, milioni di noi vengono danneggiati e devono pagare per questo.

E cosa dire del riferimento nei libri degli Atti ai primi cristiani che vendevano i loro beni terreni e che condividevano i guadagni? questa sembra un’utopia progressista. A una più attenta analisi tuttavia, emerge che questi primi Cristiani non vendettero tutto quello che avevano e nessuno glielo ordinò né ci si aspettava lo facessero. Ad esempio continuarono a incontrarsi nelle loro case private. Nel suo capitolo di contributo al libro del 2014 For the Least of These: A Biblical Answer to Poverty (Gli ultimi: una risposta Biblica alla povertà) Art Lindsey dell’istituto per la Fede, il lavoro e gli scritti Economici scrive:

“Ancora, in questo passaggio dagli Atti, non c’è nessuna menzione dello stato. Questi primi credenti donavano i loro beni liberamente, senza coercizione, volontariamente. In ogni altro punto delle scritture vediamo che i Cristiani sono esortati a dare solo in questa maniera, liberamente, perché “Dio ama chi dà con gioia” (2 Corinthians 9:7). È pieno di indicazioni che i diritti di proprietà privata erano ancora in vigore”.[5]

Può far irritare i progressisti apprendere che le parole e le gesta di Gesù ripetutamente confermarono queste virtù capitaliste di critica importanza come il contratto, il profitto e la proprietà privata. Per esempio considerate la sua parabola dei talenti (Matteo 25:14–30; guardate una delle letture raccomandate sotto). Di tanti uomini nella storia, quello che prende i suoi soldi e li brucia è rimproverato mentre quello che investe e genera i maggiori ricavi è applaudito e premiato.

Pur non centrali nella storia, le buone lezioni sulla offerta e la domanda, come la sacralità del contratto, sono visibili nella parabola di Gesù dei lavoratori della vigna (Matteo 20:1–16). Un proprietario terriero offre una paga per attrarre urgentemente lavoratori per una giornata di lavoro di raccolta dei grappoli. Verso la fine della giornata, si accorge che deve velocemente assumere altre persone e per riuscire a farlo offre per un’ora di lavoro quel che prima aveva offerto per una giornata intera ai primi lavoratori. Quando uno di questi che avevano lavorato per tutto il giorno si lamenta, egli risponde “non sono ingiusto con te amico. Non ti va di lavorare per un denarius? Prendi la tua paga e va. Vorrei dare all’ultimo che ho assunto lo stesso che ho dato a te. Non ho diritto di fare quel che voglio del mio denaro? o sei invidioso perché sono generoso?”

La ben nota “Regola d’oro” è pronunciata dalle labbra di Gesù stesso, in Matteo 7:12: “Così, in generale, fate agli altri ciò che vorreste gli altri facessero a voi, perché questo riassume le Leggi e i Profeti”. In Matteo 19:19 Gesù dice “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Da nessuna parte suggerisce lontanamente che dovremmo disprezzare un nostro vicino a causa della sua ricchezza o cercare di prendergliela. Se non vuoi che la tua ricchezza ti venga confiscata (e la maggior parte della gente non lo vuole) allora chiaramente non ci si aspetta che tu la confischi ad altri.

La dottrina cristiana mette in guardia dall’avidità. Lo stesso fa l’economista contemporaneo Thomas Sowell: “non ho mai capito perché è avidità volersi tenere i propri soldi ma non è avidità volersi prendere i soldi di altri”. Usare il potere del governo per impossessarsi della proprietà di un’altra persona non è esattamente altruista. Gesù non ha mai fatto intendere che accumulare ricchezza pacificamente attraverso il commercio sia in qualche modo sbagliato; egli implorò solo le persone di non permettere alla ricchezza di guidare la loro vita o di corrompere il loro carattere. Per questo motivo il suo più grande apostolo, Paolo, non disse che il denaro era il male nel famoso versetto in 1 Timoteo 6:10. Qui quel che veramente disse: “Perché l’amore per il denaro è la radice del male. Certa gente, per la brama di denaro si è allontanata dalla fede e si trafigge con molto dolore” (enfasi aggiunta). Infatti, i progressisti stessi non si sono allontanati spontaneamente dal denaro, perché è il denaro degli altri, specialmente quello dei ricchi, che reclamano sempre a gran voce.

In Matteo 19:23, Gesù dice, “in verità vi dico, sarà difficile per chi è ricco entrare nel regno dei cieli”. Un redistribuzionista potrebbe dire “Eureka! Ecco! Non gli piacevano i ricchi!” e poi abusare di questo commento al di là di quanto è riconosciuto per giustificare uno schema dopo l’altro di Ruba-a-Pietro-per-pagare-Paolo. Ma questo ammonimento è totalmente in continuità con tutto il resto che dice Gesù. Non è un incitamento a invidiare i ricchi, a prendere dai ricchi, o a dare telefonini “gratis” ai poveri. È un appello al carattere. È l’osservazione che certa gente si lascia guidare dalla ricchezza invece del contrario. È un avvertimento sulle tentazioni (che si presentano in molte forme, non solo come ricchezza materiale). Non sappiamo che tra i ricchi, così come tra i poveri, si trovano persone buone e cattive? Non abbiamo visto alcuni ricchi personaggi famosi corrotti dalla loro fama e fortuna, mentre altri, pur sempre ricchi, vivono vite perfettamente degne? Non abbiamo visto alcuni poveri che si lasciano demoralizzare e snervare dalla loro povertà, mentre altri tra i poveri la vedono come un incentivo a migliorare se stessi e le proprie comunità?

Quando la prima versione di questo saggio apparve nel Gennaio del 2015, molti amici “progressisti” mi hanno posto i Romani come esempio contrario alle mie tesi (sentimenti simili sono espressi in 1 Pietro 2:13-20 e Tito 3:1-2). Nel passaggio 13 sui Romani, l’apostolo Paolo raccomanda la sottomissione alle autorità governative e ammonisce contro la ribellione. Inoltre aggiunge che se devi delle tasse, le devi pagare. E così un socialista o “progressista” di oggi potrebbe dire che questo giustifichi ogni sorta di azione compresa la redistribuzione, lo stato assistenziale, o qualunque cosa lo stato voglia fare a te o per te. Questo è però un salto logico.

Qui, come in ogni altra parte della Bibbia, il contesto è importante. Paolo parlava ai primi cristiani in un ambiente che ribolliva di sentimenti anti-romani. Egli indubitabilmente non voleva che la crescita della cristianità fosse segnata dalla violenza o da altre provocazioni contro i romani che sarebbero state brutalmente represse. Cercava di spostare lo sguardo delle persone verso le cose che per lui erano più alte e di più immediata importanza.

Ma è un errore enorme decontestualizzare le parole di Paolo per giustificare una particolare visione del ruolo del governo, nominalmente “progressista” o “socialista”. Supponiamo che le “autorità governative” siano inserite in uno stato minimo con limitazioni Costituzionali e garanzie sulle libertà personali e sulla proprietà privata. Supponiamo inoltre che le regole di tale regime avvertano chiaramente i governati, “ti proteggiamo dalle aggressioni che minacciano i tuoi diritti e le tue proprietà ma d’altra parte non ti daremo nulla gratis. Hai diritto alle tue libertà; a impegnarti in commerci e carità private, ad accordarti pacificamente con tutti; a vivere come credi se non danneggi gli altri. Ma noi del governo non ruberemo a Pietro per dare a Paolo”. Non c’è nulla nei Romani 13:1-7 che dica che a queste “autorità di governo” sia dovuto meno rispetto che a quelle redistribuzioniste in uno stato assistenziale.

Chiaramente, i versi dei Romani 13:1-7 legittimano l’esistenza del governo in sé ma non ordinano ciò che chiedono i socialisti e i “progressisti”. La Bibbia infatti è piena di storie su persone che coraggiosamente e giustamente hanno resistito alle prevaricazioni dei governi. Qualcuno realisticamente crede che se Gesù avesse predicato prima dell’esodo degli Ebrei dall’Egitto avrebbe detto: “i Faraoni chiedono che restiate, perciò disfate i bagagli e tornate al lavoro? “.

Norman Horn, un ingegnere chimico, ricercatore scientifico e fondatore di LibertarianChristians.com, nota che sia il Vecchio che il Nuovo Testamento forniscono molte testimonianze di lodevole disobbedienza allo stato:

“Gli Ebrei che sfidano i decreti del Faraone per uccidere i loro neonati (Exodus 1); Rahab che mente al Re di Jerico sulle spie Ebree (Joshua 2); Ehud che inganna i ministri del Re e che assassina il re (Giudici, 3); Daniele, Shadrack, Meshak, e Abednego che si rifiutano di adeguarsi ai decreti del Re e salvati miracolosamente due volte per averlo fatto (Daniele 3 e 6): i Magi che dall’Oriente disobbediscono gli ordini di Erode (Matteo, 2); e Pietro e Giovanni che scelgono di obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. (Atti 5)”.[6]

A rischio di insistere su questo, condivido questi approfondimenti tratti da una conversazione col mio collega Jeffrey Tucker della Foundation for Economic Education:

“Maria, Gesù, e Giuseppe fuggirono da Betlemme piuttosto di obbedire all’ordine di Erode di uccidere tutti i bambini. Se Romani 13 avesse voluto dire che chiunque avrebbe dovuto sottomettersi sempre, Gesù sarebbe stato ucciso la settimana dopo la sua nascita… La resistenza ovviamente può essere morale. La cristianità ha ispirato resistenza allo stato nel corso della storia e nei tempi moderni, dalla Rivoluzione americana alle proteste per i diritti civili alla resistenza polacca al comunismo. Gesù stesso diede l’esempio: evitò il governo quando potè, gli resistette in maniera prudente quando possibile e alla fine lo rispettò quando doveva farlo”.

L’evidenza empirica oggi è che, come osservò Montesquieu due secoli fa, “i paesi sono ben coltivati non per quanto sono fertili ma per quanto sono liberi”.[7] Le nazioni che possiedono la maggiore libertà economica (e i governi più piccoli) hanno più alti tassi di crescita economica a lungo termine e sono più prosperi di quelli che si impegnano in pratiche socialiste e redistributive. I paesi con minore libertà economica hanno sempre i peggiori standard di vita. I paesi liberi e i loro popoli si distinguono per azioni caritatevoli, mentre il saldo netto di quelli socialisti li mostra sempre dal lato dei riceventi. Perché questo è importante? Perché non puoi redistribuire nulla a nessuno se questo non è creato da qualcuno in primo luogo, e i fatti suggeriscono che l’unica cosa che i regimi socialisti e redistributori fanno durevolmente per i poveri è offrire loro molta compagnia.

Negli insegnamenti di Gesù e in molte altre parti del Nuovo Testamento, ai Cristiani – in realtà a tutti – viene consigliato di essere “spiriti generosi”, di prendersi cura della famiglia, di aiutare i poveri, di assistere le vedove e gli orfani, di mostrare gentilezza e mantenere il più alto profilo. Come questo si possa tradurre negli sporchi affari degli schemi di redistribuzione coercitiva, clientelare e politicamente guidata è una questione per i prevaricatori con agenda politica. Non è qualcosa per gli studiosi di cosa dica o non dica realmente la Bibbia.

Cerca la tua coscienza. Considera la realtà. Sii attento ai fatti. Chiedi a te stesso: quando si devono aiutare i poveri, Gesù preferirebbe che tu dia i tuoi soldi liberamente all’esercito della salvezza o sotto minaccia della pistola puntata dal ministero dello stato assistenziale?

Gesù non era uno sprovveduto. Non era interessato alle pubbliche professioni di carità in cui i legalisti e ipocriti Farisei erano appassionatamente impegnati. Scaricò le loro chiacchere autoreferenziali e irrilevanti. Sapeva che erano spesso insincere, raramente indicative di come conducevano i loro affari personali, e portavano sempre a finali morti pieni di insidie e delusioni lungo la strada. Difficilmente avrebbe senso per lui glorificare i poveri sostenendo le politiche che compromettono il processo di creazione della ricchezza necessario ad aiutarli. In una analisi finale, non sosterrebbe mai uno schema che non funziona e che è basato sull’invidia o sulla ruberia. A discapito dei tentativi di molti progressisti dei tempi moderni di farne un redistribuzionista dello stato assistenziale, Gesù non era niente del genere.

 

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Note

[1] London Daily Telegraph, 16 giugno, 1992.

[2] David Boaz, “The Coming Libertarian Age”, Cato Policy Report (gennaio-febbraio 1997).

[3] Tutte le citazioni bibliche sono tratte da “the New International Version” (NIV).

[4] R. C. Sproul, Jr. , Biblical Economics: A Commonsense Guide to Our Daily Bread (Bristol, TN: Draught Horse Press, 2002), p. 138.

[5] Anne Bradley and Art Lindsley, eds., For the Least of These: A Biblical Answer to Poverty (Bloomington, IN: Westbow Press, 2014), p. 110.

[6] Norman Horn, “New Testament Theology of the State, Part 2,” LibertarianChristians.com, Nov. 28, 2008, http://libertarianchristians.com/2008/11/28/new-testament-theology-2/

[7] Montesquieu, The Spirit of the Laws (1748).

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Letture raccomandate

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There’s a Bright Flash of Light

Lew Rockwell Institute - Ven, 29/04/2016 - 06:01

Human life begins in a bright flash of light as a sperm meets an egg, scientists have shown for the first time, after capturing the astonishing ‘fireworks’ on film.

An explosion of tiny sparks erupts from the egg at the exact moment of conception.

Scientists had seen the phenomenon occur in other animals but it is the first time is has been also shown to happen in humans.

Not only is it an incredible spectacle, highlighting the very moment that a new life begins, the size of the flash can be used to determine the quality of the fertilised egg.

Researchers from Northwestern University, in Chicago, noticed that some of the eggs burn brighter than others, showing that they are more likely to produce a healthy baby.

Eggs flash as they meet sperm enzyme, capturing the moment that life begins CREDIT:NORTHWESTERN UNIVERSITY 

The discovery could help fertility doctors pick the best fertilised eggs to transfer during in vitro fertilisation (IVF).

“It was remarkable,” said Professor Teresa Woodruff, one of the study’s two senior authors and an expert in ovarian biology at Northwestern.

“We discovered the zinc spark just five years ago in the mouse, and to see the zinc radiate out in a burst from each human egg was breathtaking.

“This means if you can look at the zinc spark at the time of fertilization, you will know immediately which eggs are the good ones to transfer in vitro fertilization.

“It’s a way of sorting egg quality in a way we’ve never been able to assess before. “All of the biology starts at the time of fertilization, yet we know next to nothing about the events that occur in the human.”

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Campus Noose Drawing Created by Black Students

Lew Rockwell Institute - Ven, 29/04/2016 - 06:01

Two black students at Salisbury University drew a stick figure hanging from a noose on a whiteboard in the taxpayer-funded school’s library, police say. The image also featured the word “Nigger!” (with the exclamation point) and the hashtag #WhitePower

The hoax incident caused great calamity on the 8,657-student campus in Salisbury, Md. The Salisbury University Police Department initiated a hate-crime investigation. However, upon learning that the unidentified students are black, authorities chose to file no charges, reports The Daily Times, a local newspaper.

The racist image appeared on a Blackwell Library on April 10, around the time of the school’s eighth annual “Stop Hatin’” week, which centers on diversity and acceptance.

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Some Criminals are More Equal Than Others

Lew Rockwell Institute - Ven, 29/04/2016 - 06:01

Well, well, well…check out former politician Dennis Hastert. Evidently, the man was doing to teen boys what him and his political co-workers do to the entire country. Not to minimize the crimes for which this former member of the political overlords has been convicted, which are disgusting, horrifying, and deserve a lot more jail time than this fat cat got. Evidently, former U.S. House Speaker Dennis Hastert “earned” the dubious honor of being one of the highest-ranking politicians in American history to be sentenced to prison. As if this dude got a REAL prison sentence for the crimes!!! Hastert pleaded guilty last fall to trying to BRIBE someone with a whopping $3.5 million to keep the sexual abuse of teenage boys a secret. He was sentenced Wednesday to 15 months in prison, sex offender treatment, two years of supervised release after his time behind bars and a $250,000 fine that will go to a crime victims fund. Oh, boy, yeah, he’s really going to rot in jail, what? People get longer jail terms for having less than an ounce of weed in some states and they haven’t harmed so much as a gnat. I bet the feds jail a person longer for allegedly cheating on their taxes.

The 74-year-old Illinois Republican was the nation’s longest-serving GOP speaker and was second in the line of succession to the presidency. Hey, is it just me? Or does it seem like the desire to run for president, or being in the succession to become so, might be the deep-seated expression of a need to dominate and abuse people in a criminal way? Ok, so there’s that. But has anyone noticed that some animals are equal than others in this here barnyard? Right, if this was just some shmoe of the streets, they’d have socked that joker away for fifteen years. Or at least more than 15 frickin’ months! I mean, ol’ “Full Nelson” over there can do fifteen months standing on his head. What, they’ll put him in with the general population? Nope! He won’t even see a genuine holding cell. He’ll go off to the same place they stash other federal exiles that need to be comfy and cozy while being “punished” for their crimes until we forget about them and they get parole and then a pardon. I bet he doesn’t do more than five months, tops before they release him because of his “health”. Everyone else can die in jail, but the politically-connected cannot have so much as a headache in there before being released for “health” reasons.

Check out the “fine” the government is making him pay! Look at this, what, $250 G’s?! Hey man, this dude was fixing to pay $3.5 MILLION DOLLARS just to keep this whole thing quiet! But the government is only going to ding him for a couple hundred-and-a-half grand?! Excuse me, but some animals are equal than others and especially the porkers down in Pappy Potomac’s Congress Critter Corral. If this wasn’t such a deeply disturbing crime, we could laugh. As it is, I’d like to puke. Not just over what this guy did, but what he has gotten away with, aided and abetted by the United States “Just Us” system.

If you were wondering whether or not the government does not need to follow the laws you do, put those wonders to rest. If one of them gets caught in such a way that the government can’t sweep it under the rug and so they must—dang it!—prosecute the guy and you wonder if the CONVICTED CRIMINAL will see genuine jail time, put those wonders to rest. The media reports this like “just us” was served here. Pardon me, but JUSTICE is not something the United States government is overly familiar with. What they just showed us here is not only are they above the law but if caught, they can manipulate the law to get off with a “fix it ticket”. They want to invoke some “statute of limitations” here, too, in regards to his sexual predation of peoples’ kids. Excuse me, but is this not the SAME government still whining and bringing up crap Iran did in 1979 and only just got over what Cuba did in 1962?!

Here sits the government, wailing and whining about the Middle East. “Oh, the injustice! Oh, and look at Bashar al-Assad over there! And the Supreme Leader of Iran!” No, how about we look at the tyrants over HERE that basically let a pedophile off with a slap-on-the-wrist and a fine lower than the bribe he was going to pay because the guy was government-connected? As in, “one of theirs”. It would be interesting to see how many times this joker stood up there at a podium and preached “morality” and so on to us, the people these more-equal people prey upon. And it isn’t that he’s “accused” of these crimes, he’s been convicted of them. Meaning, the evidence was so overwhelming, not even the government hush-teams and scandal rendition squads couldn’t make it disappear into the Guantanamo of cover-ups. Oh, but let’s worry about Assad and Putin and some ayatollah who aren’t preying upon American children like our own politicians do.

Are we in denial, or what? We keep buying into this malarkey that it’s Assad and Putin and some ayatollah that are endangering us when a government that puts itself above the law is the most dangerous thing there is to the country it rules. They are above the law. After all, if they can murder American citizens with drones or jail them indefinitely without a trial, child molestation can obviously be in that series of crimes they can get away with because they just want the rest of us to “move on” and forget it. Like the way, they got away with torturing people. Hey man, we executed German and Japanese war criminals for that! Not only are some animals more equal than others, but some war criminals are also more equal than others.

People wonder why I don’t vote. Because I don’t want to run the risk of having voted for a guy like that! It’s too risky because they all compromise their integrity to enter that hog waller we call our “government” in the first place. Them sitting up there justifying themselves like the hypocrites they are, pointing fingers at others who truly are their betters even if they are the leaders of other countries. Democracy, they say. Right, sure it is! A majority of scoundrels and scumbags in our political system has overwhelmingly voted—off the record, of course—that they are above the law. There, you wanted democracy? You got it. Plus, a Just Us system based on the rule of law: One for us, and another for them. Or, rather, an absence of law for them.

Gosh, that fine he has to pay sure must hurt! There goes that renovation of his yacht. He’ll have to cancel his “Single Malt Scotch Club For Men” membership, I guess. Oh, but wait! He had over $3 million bucks just laying around as make-it-go-away money. Gee, he’ll just have the scotch delivered to his room in Federal Country Club and Prison along with his subscription to “Boys Wrestling Journal”. Meanwhile, Just Us will be served and the federal government will continue to enforce marijuana laws even in states that have voted to join the 21st century and legalize it, even if just for medical use. Just Us. A quaint notion in these United States. With liberty and justice…for some.

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Hillary Is a Dangerous Neocon Warhawk

Lew Rockwell Institute - Ven, 29/04/2016 - 06:01

If there were any doubts that Hillary Clinton favors a neoconservative foreign policy, her performance at Thursday’s debate should have laid them to rest. In every meaningful sense, she is a neocon and – if she becomes President – Americans should expect more global tensions and conflicts in pursuit of the neocons’ signature goal of “regime change” in countries that get in their way.

Beyond sharing this neocon “regime change” obsession, former Secretary of State Clinton also talks like a neocon. One of their trademark skills is to use propaganda or “perception management” to demonize their targets and to romanticize their allies, what is called “gluing white hats” on their side and “gluing black hats” on the other.

So, in defending her role in the Libyan “regime change,” Clinton called the slain Libyan leader Muammar Gaddafi “genocidal” though that is a gross exaggeration of Gaddafi’s efforts to beat back Islamic militants in 2011. But her approach fits with what the neocons do. They realize that almost no one will dare challenge such a characterization because to do so opens you to accusations of being a “Gaddafi apologist.”

Similarly, before the Iraq War, the neocons knew that they could level pretty much any charge against Saddam Hussein no matter how false or absurd, knowing that it would go uncontested in mainstream political and media circles. No one wanted to be a “Saddam apologist.”

Clinton, like the neocons, also shows selective humanitarian outrage. For instance, she laments the suffering of Israelis under crude (almost never lethal) rocket fire from Gaza but shows next to no sympathy for Palestinians being slaughtered by sophisticated (highly lethal) Israeli missiles and bombs.

She talks about the need for “safe zones” or “no-fly zones” for Syrians opposed to another demonized enemy, Syria’s President Bashar al-Assad, but not for the people of Gaza who face the wrath of Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu.

“Yes, I do still support a no-fly zone [in Syria] because I think we need to put in safe havens for those poor Syrians who are fleeing both Assad and ISIS and have some place that they can be safe,” Clinton said. But she showed no such empathy for Palestinians defenseless against Israel’s “mowing the grass” operations against men, women and children trapped in Gaza.

In Clinton’s (and the neocons’) worldview, the Israelis are the aggrieved victims and the Palestinians the heartless aggressors. Referring to the Gaza rocket fire, she said: “I can tell you right now I have been there with Israeli officials going back more than 25 years that they do not seek this kind of attacks. They do not invite the rockets raining down on their towns and villages. They do not believe that there should be a constant incitement by Hamas aided and abetted by Iran against Israel. …

“So, I don’t know how you run a country when you are under constant threat, terrorist attack, rockets coming at you. You have a right to defend yourself.”

Ignoring History

Clinton ignored the history of the Israeli-Palestinian conflict, which dates back to the 1940s when Israeli terrorist organizations engaged in massacres to drive Palestinians from their ancestral lands and murdered British officials who were responsible for governing the territory. Israeli encroachment on Palestinian lands has continued to the present day.

A map showing Israeli settlements in the Palestinian Territories.

But Clinton framed the conflict entirely along the propaganda lines of the Israeli government: “Remember, Israel left Gaza. They took out all the Israelis. They turned the keys over to the Palestinian people. And what happened? Hamas took over Gaza. So instead of having a thriving economy with the kind of opportunities that the children of the Palestinians deserve, we have a terrorist haven that is getting more and more rockets shipped in from Iran and elsewhere.”

So, Clinton made clear – both at the debate and in her recent AIPAC speech – that she is fully in line with the neocon reverence for Israel and eager to take out any government or group that Israel puts on its enemies list. While waxing rhapsodic about the U.S.-Israeli relationship – promising to take it “to the next level” – Clinton vows to challenge Syria, Iran, Russia and other countries that have resisted or obstructed the neocon/Israeli “wish list” for “regime change.”

In response to Clinton’s Israel-pandering, Sen. Bernie Sanders, who once worked on an Israeli kibbutz as a young man, did the unthinkable in American politics. He called out Clinton for her double standards on Israel-Palestine and suggested that Netanyahu may not be the greatest man on earth.

“You gave a major speech to AIPAC,” Sanders said, “and you barely mentioned the Palestinians. … All that I am saying is we cannot continue to be one-sided. There are two sides to the issue. … There comes a time when if we pursue justice and peace, we are going to have to say that Netanyahu is not right all of the time.”

But in Hillary Clinton’s mind, the Israeli-Palestinian dispute is essentially one-sided. During her speech to the American Israel Public Affairs Committee last month, she depicted Israel as entirely an innocent victim in the Mideast conflicts.

“As we gather here, three evolving threats — Iran’s continued aggression, a rising tide of extremism across a wide arc of instability, and the growing effort to de-legitimize Israel on the world stage — are converging to make the U.S.-Israel alliance more indispensable than ever,” she declared.

“The United States and Israel must be closer than ever, stronger than ever and more determined than ever to prevail against our common adversaries and to advance our shared values. … This is especially true at a time when Israel faces brutal terrorist stabbings, shootings and vehicle attacks at home. Parents worry about letting their children walk down the street. Families live in fear.”

Yet, Clinton made no reference to Palestinian parents who worry about their children walking down the street or playing on a beach and facing the possibility of sudden death from an Israeli drone or warplane. Instead, she scolded Palestinian adults. “Palestinian leaders need to stop inciting violence, stop celebrating terrorists as martyrs and stop paying rewards to their families,” she said.

Then, Clinton promised to put her future administration at the service of the Israeli government. Clinton said, “One of the first things I’ll do in office is invite the Israeli prime minister to visit the White House. And I will send a delegation from the Pentagon and the Joint Chiefs to Israel for early consultations. Let’s also expand our collaboration beyond security.”

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Better To Betray Your Country or Your Friend?

Lew Rockwell Institute - Ven, 29/04/2016 - 06:01

The English writer E.M. Forster infamously said that if he had to betray either his country or a friend, he hoped he would betray the former. He was cheered for it by Oxford swells who had seen their elders slaughtered in the trenches during World War I, and by fellow homosexuals whose proclivities were illegal at the time. This was sometime in the ’30s. I remember being appalled upon reading it and saying to myself how typical it was of an effete English poof to denigrate his country.

Well, this is 2016, and I would be doing a Forster if it came down to choosing between the good old USA and a friend. No, I still prefer girls to boys, and still consider myself a patriot, but when the country continuously betrays its citizens, it’s time to call a time-out and have a rethink. How can one justify allegiance to Uncle Sam when the President of the United States unequivocally states that he will veto any bill that would allow the Saudi government to be held responsible in a U.S. court for any role in the 9/11 terrorist attacks? Add to that outrage the statement by the U.S. Secretary of State that such a bill would establish a terrible precedent. What in heaven’s name is going on here? Close to 3,000 innocent Americans are murdered by Saudi fanatics who definitely had help from Saudi diplomats inside the United States, yet the top two boys of our government insist the bill’s a no-no. Backing the Saudis over its own citizens is something olive republics in Europe tend to do—Greece, for example, will allow the camel drivers to ignore Greek laws as long as the money flows—but even a Greek prime minister would never side with the sandy types over 3,000 Greek lives.

Yet just the threat by the head camel driver to sell billions in U.S. assets if Congress passes such a bill has Osama, sorry, Obama quacking in his boots and native dress, whatever that may be. We know that the then ambassador of Saudi Arabia, Bandar, and his wife were directly involved. Funds from her bank account were discovered after the fact to have been diverted to the 16 hijackers. How can our elected leaders side with a one-family-controlled kleptocracy that has contributed nothing to society aside from funding mosques and anti-Christian propaganda, a society that stones adulterers and homosexuals to death, and one that has never been held accountable for its crimes against humanity?

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Agencies and Apparatchiks

Lew Rockwell Institute - Ven, 29/04/2016 - 06:01

Why is the government even involved in dictating “safety” standards for new cars?

Did the EPA ever get put to a vote?

These are legitimate questions. But rarely asked – and forget about answered.

The Constitution lists – enumerates – the specific powers the government is supposed to have. The Constitution also clearly states that the specific powers not enumerated are “reserved” to the people and the states.

Well, where does it say in the Constitution that the federal government shall have the power to lay down bumper impact standards? Or require that cars be fitted with airbags and backup cameras?

Just asking…

VW – and all the rest of them – have to bend the knee to this “agency” (NHTSA) which no one that I am aware of ever elected. Isn’t the process supposed to be that we elect representatives who then write laws – which we have some degree of veto power over via removing from office representatives whom we decide no longer represent us?

How do we get rid of apparatchiks within an “agency” who never submit to an election – who are effectively tenured for life – but who have assumed the power to write laws? How did they get this power? And – better question – why do we defer to it, accept it as legitimate?

It’s palpably not.

We’re told as kids that we live in a country run by the consent of the governed. Really? Did any of you consent to any of this? Were you even asked?

Or did it just kind of happen – and now you’re required to accept it? Just because?

It is very odd. Or rather, at odds with what we’ve been told.

Remember the line about “no taxation without representation”? Well, uhm … what else is it when the government adds a cost to a new car that you’re forced to pay but never asked you – never asked anyone – whether they thought it was a good idea, but rather simply decreed that it will be so?

If it walks like a duck…

The “safety” stuff is particularly obnoxious because the “safety” of an adult human being is clearly no business of anyones except that adult human being and perhaps his immediate family, who may exert emotional pressure on him to do – or not do – this or that. But there is no issue of the commons. A man not wearing his seat belt may get hurt as a result of this choice, but he hurts no one else as a result of his choice. A man who drives a 1,600-pound pre-air bag/crumple zone Beetle may regret it if he drives it into a tree – but that is his business, is it not? His driving the old Beetle doesn’t hurt anyone else, at any rate. And is, therefore, his business – assuming we are free adults and not livestock owned by others who have an interest in safeguarding their property.

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5 Dangerous Medical Myths

Lew Rockwell Institute - Ven, 29/04/2016 - 06:01

Most people have a lot of really stupid ideas about what to do during a medical emergency. 90% of these ideas are probably gleaned from what we see on television. Even though we know deep down that movies and tv shows do not reflect reality, after seeing our favorite characters perform the same medical procedures over and over, we start to assume that they must be based in fact. The rest are old wives tales that simply refuse to die.

So if you don’t have any medical training, leave it to the professionals. And if a professional isn’t available, take note of the following:

Don’t Induce Vomiting

Most of you probably remember a time when it was normal to have a bottle of ipecac lying around the house, on the off chance that you would need to induce vomiting. It’s not so common anymore. In fact, ipecac has been

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Remember the Golan Heights?

Lew Rockwell Institute - Ven, 29/04/2016 - 06:01

During the 1973 Arab-Israeli War, Syrian forces had surprised Israel and were fast approaching the edge of the steep Golan Heights, captured by Israel during the 1967 war. It seemed as if Syrian armor and infantry would retake Golan, then pour down into Israeli Galilee.

Soviet recon satellites observed Israel moving its nuclear-armed, 500km-range Jericho missiles out of protective caves and onto their launch pads. At the same time, Israel was seen loading nuclear bombs on their US-supplied F-4 fighter-bombers at Tel Nof airbase.

Believing Israel was about to use nuclear weapons against Syria and Egypt, Moscow put huge pressure on both to rein in their advancing forces. Damascus, already in range of Israeli artillery on Golan, ordered its armored forces on Golan to halt, allowing Israel to mount powerful counter-attacks and retake the strategic heights.

In fact, it’s pretty much clear that Israel has been quietly fueling the Syrian conflict by discreet arms and logistics support to so-called “moderate” Syrian rebels and lobbying for the war in Washington and with the US media.  Netanyahu has even said – with a straight face – that Israel cannot return Golan or even negotiate, until calm returns to Syria and Iraq.

Netanyahu is clearly following the grand strategy of the founder of his rightwing Likud Party, Zeev Jabotinsky, a militant Russian Zionist. Jabotinsky asserted that the Arab states were an artificial, fragile mosaic of inimical Arab tribes.

Hit them hard enough, claimed Jabotinsky, and they will shatter into small pieces, leaving Israel master of the Levant (central Arab world). The destruction of Iraq and Syria have confirmed Jabotinsky’s theory.

Accordingly, Israel is delighted to see Syria, a primary foe, lying in ruins as a result of a US, British, French, Turkish and Saudi-instigated civil war. Damascus is in no shape to demand the return of Golan, and the rest of the world does not care.

The destruction of Syria as a unitary state offers the expansionist Likud government many opportunities to extend influence into Syria – as was the case in Lebanon during its bloody 1975-1990 civil war. Or even carve off more Syrian territory “to protect Israel’s security.”

The words of Israel’s founding father, David Ben-Gurion, still resonate: the state of Israel is a work in progress and its borders should not be fixed or even defined. Notably the borders with Syria and Jordan.

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What Do Sell-by and Use-by Dates Mean?

Lew Rockwell Institute - Ven, 29/04/2016 - 06:01

By Dr. Mercola

Every year, people in the U.K. throw away more than 93 million gallons of milk, 733,000 tons of potatoes and 473,000 tons of bread, according to U.K. supermarket chain Sainsbury’s.1 Similarly, the average U.S. family of four wastes more than 2 million calories, which equates to $1,500 worth of food, every year.2

Wilted or spoiled produce, moldy bread, or leftovers that sit too long in the fridge are common contributors to such food waste, but so are potentially good foods that get thrown away solely based on their “sell by” dates.

Labels like “use by” and “sell by” on foods aren’t actually an indicator of food safety, as many believe them to be.

A report from the Natural Resources Defense Council (NRDC) and Harvard even found that more than 90 percent of Americans are throwing out food prematurely because of misunderstandings of what such dates actually mean.3

The researchers concluded that food dates generally lead to good food getting thrown away and may at the same time prompt you to eat a food that’s actually spoiled because of “undue faith in date labels.”

There Is No Universally Accepted System for Food Dating in the U.S.

More than 20 U.S. states require dating of some foods, but such labels vary significantly in different areas of the country. With the exception of infant formula, there is no uniform or universally accepted system used for food dating in the U.S., nor is there any federal requirement for food dates.

In other words, it’s a veritable free for all. Food may be labeled with “open dating,” which refers to use of a calendar date, or “closed” or “coded” dating, which refers to dates that are written in code for use by the manufacturer.

The latter may be used for shelf-stable products (cans, boxes, etc.) while open dating is typically found on perishable foods including meat, eggs and dairy products.

How to Decipher Food Product Dating Labels

There are other food-dating labels that you may see as well, and while many regard them as interchangeable, each actually has it’s own unique meaning, as follows:

Sell By — Not Even Meant for Consumers

“Sell by” dates aren’t meant for consumer use at all. They are there as tools to help retailers ensure proper product turnover when stocking shelves, yet many consumers believe it is a measure of food safety.

The dates lead to so much confusion and food waste that the NRDC report authors suggested making “sell by” dates invisible to consumers. That being said, the U.S. Department of Agriculture (USDA) states you should buy the product before the “Sell By” date expires.4

Best if Used By (or Before) — Not a Measure of Food Safety

This date is set by the manufacturer to suggest when to consume the food by for best flavor or quality. However, it is not a measure of safety and foods can typically be safely consumed after the “best by” or “best before” date, often with minimal, if any, changes in taste or texture.

Food manufacturers want you to consume their products at their peak freshness and flavor, which means many set food dates conservatively. The methods used by manufacturers to set food dates vary. NRDC explained:

“Some use lab tests, others use literature values, and yet others use product turnover rates or consumer taste testing …

In consumer testing, some manufacturers will allow for a level of change in quality over time before setting a date limit, whereas others set them more conservatively

… Thus, while open dating appears on the surface to be an objective exercise, consumer preferences and brand protection impact the way most of these dates are determined.

In most cases, consumers have no way of knowing how a “sell by” or “use by” date has been defined or calculated, and the method of calculation may vary widely by product type, manufacturer and geography.”

Use By

A “use by” date is the last date recommended for the use of the product while at peak quality. This date is also determined by the manufacturer and may vary widely even between similar products.

The USDA recommends, “If a product has a “use-by” date, follow that date.” However, they also note:5

“Use by” dates usually refer to best quality and are not safety dates. Even if the date expires during home storage, a product should be safe, wholesome and of good quality if handled properly.”

The exception is infant formula — the only food product with a federally regulated date label, as the nutrients in the formula, may decline over time or the product may separate.

Federal regulations require that formula consumed by the “use by” date must contain the quantity of each nutrient listed on the label. It also must maintain quality so that it can pass through an ordinary bottle nipple without clogging. Infant formula should not be used after the “use by” date.6

Three-Digit Codes on Egg Cartons

Eggs with the USDA grade shield (such as Grade AA or Grade A) must display the pack date, which is the day the eggs were washed, graded and placed in the carton.

The pack date is a three-digit code that represents the consecutive day of the year (January 1 is 001 and December 31 is 365).

The “Sell by” date on the carton must be within 45 days of the pack date, although eggs are typically safe to use for three to five weeks after you purchase them.

If you’re wondering if your eggs are still good, put them in a bowl of water. If they sink, they’re fresh; if they float, they’re not good to eat.

Is It Safe to Eat Moldy Food?

Mold that’s visible may appear to exist in contained areas on your food — a gray furry spot here or a few green dots there. However, beneath this visible mold are likely deep roots that may have invaded the rest of the food.

In cases where the mold is dangerous, its toxic elements may be contained not only in these threads but also throughout the food.

For this reason, if you see mold anywhere on a soft, easily penetrable food such as soft cheese, soft fruits, and vegetables (tomatoes, peaches, cucumbers, etc.) and bread, you should discard it.

You may also need to toss nearby foods that may have touched the moldy area, as mold can spread quickly and easily, especially in produce. Moldy foods that you throw away should be put into a small paper or plastic bags so the mold cannot escape.

Do not attempt to sniff the moldy food to see if it’s spoiled, as this can introduce mold spores into your respiratory tract. In the case of harder foods (hard cheese,cabbage, bell peppers, carrots, etc.), it’s acceptable to cut off the moldy spot and about 1 inch around it (to ensure you’ve removed any roots).

When doing this, be sure the knife does not touch the mold and contaminate the area you are cutting. You can find more information about how to determine when a moldy food should be kept or discarded here.7

Can Thawed Meat Be Refrozen?

You’ve taken a roast out of the freezer, thawed it, then realized you’re not going to be able to cook it when you planned. Can you safely put it back in the freezer or does this pose a safety risk? Go ahead and put it back in the freezer.

It’s one of the most widely circulated myths that refreezing food is dangerous. While putting a thawed piece of steak or brick of cheese back into the freezer might lead to changes in taste or texture, it’s perfectly safe and poses no risks to your health (provided it was thawed safely in the first place).

One of the greatest factors impacting whether your food is safe isn’t whether it’s been previously frozen but rather is related to how much time it spends in the temperature “danger zone” (between 40 and 120 degrees F).8 The worst way to thaw frozen food is to let it sit out on your kitchen counter. Thawing frozen meat, poultry or seafood by running warm water over it is also risky from a food-safety standpoint.

If you need to thaw meat or poultry quickly, you can run cold water over it or submerge it in cold water, changing the water every 30 minutes until it’s thawed.9 If you use this latter method for thawing, it should be cooked immediately — not refrozen or put back in the fridge.

Freezing your food can be useful to help cut down on food waste. While I generally recommend consuming your food as fresh as possible, research suggests frozen foods may contain comparable nutrients as fresh foods and at times be even more nutritious.10Most foods can be frozen successfully, provided you store them correctly in your freezer.

However, freezing does alter or degrade the quality of some items. Spices and seasonings are particularly vulnerable; sour cream, cabbage, celery, lettuce, radishes and sauces made with milk are other examples of foods that generally do not freeze well.11

Food Dates Were Created Because of Processed Foods

I recommend buying your food locally, preferably from a small organic farm you can visit and inspect for yourself. This guarantees that you get the freshest foods right from the start, giving you a few extra days of leeway before they spoil. It was only in the last few decades that food dates were even deemed necessary, and it coincided directly with an increase in processed foods — and a detachment of the consumer from where their food was grown. According to the NRDC report:12

“Expiration dates on food arose out of a concern for the food’s freshness, not its safety. As Americans moved off farms over the 20th century and grew more distant from their source of food, they began losing the ability to tell how fresh their food was.

This was partly because they were purchasing it in a store and didn’t know its history, and partly because the knowledge of how to store and handle fresh food was progressively lost as processed foods became prevalent. Forced to trust manufacturers and grocery stores to supply them with fresh food, consumers began demanding verification of its freshness.”

The best solution, for your health and also for clarity on how old your food actually is, is to return to the traditional practice of buying most of your food fresh from the farm or farmer’s market.

Sources and References

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How Well-Mannered are You?

Lew Rockwell Institute - Ven, 29/04/2016 - 06:01

‘Good manners will open doors that the best education cannot’, so said Clarence Thomas, an American lawyer. Very apt!

So just how perfect is your politesse?

Can you hob nob with the crème de la crème, or are you more Crystal Palace than Buckingham Palace? Take my quick quiz to find out.

1) When invited to a dinner at 7.30pm at a private house, what time should you arrive?

a) 7.20pm

b) 7.30pm

c) 7.40pm

2) When served as a first course, which is the correct way to eat asparagus?

a) With a knife and fork

b) With just a fork (in the right hand)

c) With the fingers

Take the Quiz

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War of the Words

Lew Rockwell Institute - Ven, 29/04/2016 - 06:01

The older I get, the more I think that politics is a battle of the dictionaries.  Whoever has the best words, wins. The political movement I have been active in for 35 years is the contemporary revival of the movement that is responsible for most of what is good about the modern world.  Alas, today we are stuck with the ungainly term “libertarian”.  Is that why we are getting our asses kicked in politics?  Don’t tell anyone, but I have a secret plan to recapture the beautiful and etymologically correct word that our movement was known by for a hundred years or more and still is in parts of Europe: liberal.

When I was a senior at St. Joe’s, I was voted “most liberal.”  I suppose that was based mostly on my anti-Vietnam War and pro-marijuana legalization views.  Although I was in those days a McGovernite Democrat, those views, anti-war and pro-individual liberty, were quite consistent with the original, historic liberal movement that tried to free the world from the old regime of kings, tyrants, dictators, emperors, feudalism and slavery and bondage of various kinds.  The great liberals of that era bequeathed to us numerous monumental intellectual and political accomplishments for which they get zero credit today:

·The right of self-ownership.

·The right to own property, derived from the right of self-ownership.

·Natural rights.  That is, rights are inherent in the nature of things and not bestowed by government.

·The right of revolution: people have the right to revolt and overthrow governments that systematically violate natural rights.

·The theory of spontaneous order—the  ability of individuals in society to coordinate their activities without dictates from a central authority.

·Freedom of religion.

·The Industrial Revolution.  It lifted mankind out of the mud, the muck, the despair and the insect, vermin and disease-ridden hovels, shacks, huts and caves of the previous eons.  It liberated us from slavery and serfdom and drudgery.

·War and Peace.  Before liberalism, war was generally assumed to be an inescapable part of the human condition.  War has even been touted for having alleged beneficial effects on the economy.  Liberals pioneered antiwar analysis.

· Abolition of slavery.

· Free trade. The early 20th Century liberal Albert Jay Nock accurately viewed tariffs as the robbery of the domestic consumer by the domestic manufacturer. Another aphorism, attributed to liberal thinker Frederic Bastiat, graphically stated another powerful reason to establish free trade: “If goods don’t cross borders, troops will.”

· Free speech and habeas corpus.

· Equal rights for women.  It will come as a shock to those who incorrectly view libertarians as extreme right-wingers to learn that their ideological ancestors, the liberals, pioneered women’s rights. See, Herbert Spencer, Social Statics (1851)(Chapter XVI).

· Opposition to conscription.

· The right to bear arms.

·  Gay rights.  Gays have the exact same natural rights as every other person, no more and no less.

· The Bill of Rights.

· Freedom of travel.

After paving the way for the modern world, around 1900-1920, the old liberals were quickly swept aside by a movement that stole their name and promised to usher in progress even faster using the magic potion of state action (force).  The new “liberals,” better known now as progressives, had a better dictionary and dressed up their advocacy of government violence and thuggery with fancy words like “regulation” and “democracy.”  If a Martian came to earth and watched what the state does when it “regulates,” she might scientifically report that the government just mugged a guy who was minding his own business.  Alas, the progressive state lies with words to cover up its crimes.

What if we stopped lying and told the truth?

· Taxation is extortion.

· Regulation is the extortion of property and liberty.

· Eminent domain is land theft.

· Inflation is counterfeiting.

· Conscription is slavery.

· War is mass murder.

And so begins a new dictionary for these mendacious and troubled times.

Reprinted with the author’s permission.

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Siamo vicini ad un punto di svolta critico nella guerra tra valute

Freedonia - Gio, 28/04/2016 - 10:10
Se come dice Rickards le guerre tra valute sono come guerre reali, allora è lecito aspettarsi anche accordi sottobanco tra le forze in battaglia. Infatti, come ci ricorda lo stesso autore in un pezzo riguardante il meeting del G-20 del 26 febbraio scorso, è possibile che alcune nazioni abbiano sottoscritto un accordo segreto a Shanghai sulla falsariga degli Accordi del Plaza del 1985. All'epoca questi accordi vennero sottoscritti da USA, Francia, Germania Ovest, Giappone e Inghilterra, e, attraverso l'intervento nei mercati valutari, c'era la precisa di svalutare il dollaro USA in relazione allo yen e al marco. L'accordo segreto di Shanghai, invece, sottoscritto da USA, FMI, Giappone, Cina ed Europa, avrebbe lo scopo di svalutare lo yuan cinese. Dato che la Cina è la seconda economia mondiale e dato che, nonostante la PBOC si stia dando fare con la stampante monetaria senza risultati concreti, non è possibile svalutare ulteriormente lo yuan a meno di rischi crescenti. Non solo, ma visto che la sua economia è piena zeppa di bolle, un suo crollo potrebbe avere gravi ripercussioni per l'economia mondiale. La soluzione, secondo l'accordo segreto di Shanghai, sarebbe quella di far rafforzare le valute degli altri partner commerciali, in particolare yen ed euro, e indebolire lo yuan senza passare per l'ennesima svalutazione plateale. Non a caso è quello che è accaduto nonostante la BCE abbia aumentato il QE (salvo poi aggiungere che si sarebbe fermata qui) e la BOJ sia atterrata in territorio negativo. Quindi lo yuan è stato svalutato senza che la PBOC muovesse un dito, e grazie alla stretta connessione col dollaro, anche quest'ultimo ha ricevuto uno slancio svalutativo. Cosa accadde dopo gli Accordi del Plaza? Il dollaro scese di circa il 30% e il prezzo dell'oro salì più del 50%. Ad oggi, il prezzo dell'oro è salito del 20% sin dall'inizio dell'anno, mentre il dollaro è entrato in un trend ribassista. Tenetevi strette le vostre once d'oro.
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di James Rickards


Le guerre tra valute sono vere e proprie guerre. Possono durare più a lungo di quanto ci si possa aspettare, e sancire vittorie e perdite inattese. Nelle guerre vere non si combatte sempre. Ci sono periodi di quiete, seguiti da grandi battaglie, seguite da nuovi periodi tranquilli mentre gli eserciti si riposano e si riorganizzano.

Sembra che il recente periodo tranquillo sia finito e che la guerra tra valute stia entrando in una nuova battaglia importante. Il dollaro americano è passato da un minimo nell'agosto 2011 ad un massimo di 10 anni a metà del 2015. Questa salita del dollaro è stata alimentata dalla politica monetaria restrittiva della FED, iniziata a maggio 2013 con il "taper" di Bernanke e continuata a dicembre 2015 con il "liftoff" della Yellen.

Ma il dollaro forte ha infine raggiunto l'economia degli Stati Uniti, in netto rallentamento. Dopo lo "yen debole" del 2013 e "l'euro debole" del 2015, sembra sia arrivato di nuovo il momento di un dollaro debole. Le guerre tra valute sono tornate sulle coste statunitensi dopo l'atteggiamento remissivo della FED nelle sue dichiarazioni del 16 marzo scorso. Janet Yellen ha rafforzato suddetto atteggiamento nel suo discorso all'Economic Club di New York.

Ci sono svolte improvvise, dove un trend a lungo termine inverte la rotta. I "vincitori" di oggi (le valute forti) diventano improvvisamente i "perdenti" (le valute deboli) di domani, contrariamente alla maggior parte delle aspettative e delle previsioni di Wall Street.

Queste inversioni di tendenza non sono insolite nei mercati valutari; bisogna aspettarsele. Le valute importanti presentano caratteristiche più affidabili rispetto ai mercati mobiliari. Azioni e obbligazioni, infatti, possono andare a zero (in caso d'insolvenza o di fallimento) o all'infinito (quando una startup nel campo tecnologico diventa il prossimo Facebook o Uber). Ma tali estremi sono molto insoliti nelle valute, sebbene ci siano eccezioni come l'iperinflazione in Zimbabwe o in Venezuela.

I tassi di cambio incrociati tra le valute principali possono anche manifestare trend forti (su o giù), ma alla fine s'invertiranno. Negli ultimi cinque anni l'euro è stato tradato ad un massimo di $1.48 (29 aprile 2011) e ad un minimo di $1.05 (15 Marzo 2015). Questo è un intervallo ampio, ma tale rimane.

Ultimamente l'euro è stato tradato fino ad un massimo di $1.13, ma nessun analista si aspetta seriamente che l'euro arrivi a $2.00 o a $0.50 nel prossimo futuro. Il punto è che le valute vengono tradate in un intervallo, il che significa che mostrano punti di svolta critici ai limiti estremi del suddetto intervallo.

In un mondo senza un ancoraggio ad una valuta, che sia l'oro, il dollaro o i diritti speciali di prelievo (DSP), i tassi di cambio incrociati sono altamente volatili. Su base giornaliera, le valute sono difficili da prevedere o tradare. Ciononostante esistono le dinamiche di lungo periodo che sono utili per fare previsioni.

Si possono fare grandi profitti quando s'intuisce la giusta direzione e si fornisce al trade abbastanza tempo per andare a proprio favore.

Ci stiamo avvicinando ad uno di quei punti di svolta, nel caso specifico per il dollaro degli Stati Uniti.

Al fine di prevedere tali punti di svolta, io uso il mio metodo IMPACT. Questo metodo comporta l'utilizzo di una teoria della complessità per individuare le "proprietà emergenti". Una proprietà emergente è un evento sistemico che sembra provenire dal nulla e non può essere dedotto dalla conoscenza completa degli elementi nel sistema.

Altri definiscono le proprietà emergenti "cigni neri". Io preferisco il termine "proprietà emergente" perché è più scientifico, mentre "cigno nero" è rozzo e poco professionale.

In questo momento l'indicazione d'allarme più consistente è arrivata da quello che definisco "Yellen's Conundrum". Janet Yellen e la Federal Reserve vogliono una maggiore inflazione; l'hanno detto tante volte. Il loro obiettivo d'inflazione è del 2%, prendendo come riferimento il deflatore della spesa personale al consumo (PCE) su base annua. Janet Yellen e la Federal Reserve vogliono anche tassi d'interesse più elevati.

Lo scorso dicembre la FED ha disposto un percorso d'aumento dei tassi da 300 punti base in tre anni, che in media è un aumento di 25 punti base ogni riunione del FOMC. Malgrado ciò si concedono alcune deviazioni in base ai "dati in entrata" e alla performance economica reale. Ma l'aumento dei tassi d'interesse rende il dollaro più forte, situazione che è deflazionistica.

Quando la propria politica è dichiaratamente inflazionistica, come si può perseguire un percorso che invece è deflazionistico? Non è possibile. Le politiche contraddittorie della FED non hanno senso. O l'una o l'altra.

Capire il percorso della FED e come debba invertire la rotta, è la chiave per fare profitti fuori misura.

Il grafico qui sotto mostra da solo il vicolo cieco in cui è finita la FED:




Viene raffigurato l'indice del dollaro negli ultimi 10 anni. Il dollaro ha sperimentato un rally nel 2008-09 (in base ad un "fear trade" durante il panico) e poi è crollato nel 2009-2011 (sotto il QE1, QE2 e "Operation Twist"). Nell'agosto 2011 il dollaro ha raggiunto un minimo storico e, non a caso, il prezzo in dollari dell'oro ha raggiunto un massimo.

Il dollaro ha sperimentato un rally alla fine del 2011, dopo la fine del QE2 e il Twist, ma poi è sceso di nuovo con l'avvento del QE3 a settembre 2012.

Il punto di svolta è stato il restringimento della FED iniziato a maggio 2013, con il "taper" di Ben Bernanke. La FED non l'ha iniziato sin da subito, ma la semplice menzione è stata sufficiente per far impennare il dollaro. Inoltre ha anche innescato un crollo nei mercati emergenti, poiché si sono interrotti i flussi di hot money nei carry trade in quei luoghi e sono stati re-indirizzati nei buoni del Tesoro USA.

Questo enorme rally del dollaro è continuato fino all'attuazione effettiva del tapering (dicembre 2013), la rimozione della forward guidance (marzo 2015) e il "liftoff" della FED riguardo i tassi d'interesse (dicembre 2015).

L'intero ciclo rappresenta un aumento del 33% nel valore dell'indice del dollaro in 52 mesi. Ascese del 33% non sono insolite nelle azioni, ma sono altamente inusuali per quanto riguarda le valute. In un mondo in cui i tassi di cambio sono fluttuanti, i principali partner commerciali sono tenuti a mantenere una certa stabilità nei loro tassi di cambio incrociati.

Le condizioni del commercio, sulla base di fattori produttivi, risorse naturali, demografia, tecnologia, ecc., cambiano nel corso del tempo, ma non così velocemente.

Questa salita del dollaro è meglio definirla come uno shock basato sul desiderio della FED di "normalizzare" i tassi d'interesse e porre fine alla politica del tasso zero (ZIRP).

Ma la normalizzazione dei tassi d'interesse ha un costo elevato: disinflazione confinante con la deflazione. Il dollaro forte fa male agli utili delle società statunitensi e ai prezzi delle azioni in due modi: facendo diminuire le esportazioni e danneggiando gli utili all'estero che devono essere convertiti in dollari.

Questa tendenza deflazionistica derivante da un dollaro forte, spinge la FED più lontano dal suo obiettivo di un'inflazione al 2%. Questa dinamica può essere vista nel grafico qui sotto, il quale utilizza lo stesso intervallo di tempo del grafico precedente:




La linea orizzontale rossa mostra l'obiettivo d'inflazione della FED. La linea blu misura la core PCE, l'indicatore d'inflazione preferito dalla FED. Dopo otto anni non ha mai raggiunto il suo obiettivo. Negli ultimi quattro anni, dal minimo del dollaro nel 2011, l'indice dell'inflazione si è mosso lontano dall'obiettivo della FED.

La FED non capisce che questa combinazione tra tassi più elevati, dollaro più forte e più deflazione, è dovuta ai suoi modelli obsoleti. Secondo la FED, una crescita continua dell'occupazione crea carenze di manodopera che permettono ai lavoratori di chiedere una maggiorazione dei salari reali. Questi salari esercitano poi pressioni inflazionistiche sull'economia, anche se con un certo ritardo. In questa prospettiva la ZIRP della FED, 2008-2015, produrrà inflazione da un momento all'altro.

Ma non vi è alcuna evidenza a sostegno dei modelli della FED (es. "NAIRU", "curva di Phillips", "FRB/US"). I lavori stanno ritornando, ma le pressioni sui salari e l'inflazione non sono affatto in vista. Ciò che è visibile sono tassi più elevati, un dollaro più forte e una continua pressione deflazionistica.

Il dollaro è leggermente diminuito di valore tra fine febbraio e inizio marzo, quando è risultato chiaro che la FED non avrebbe rialzato i tassi d'interesse a marzo, come invece ci si aspettava dopo le dichiarazioni del FOMC a dicembre 2015. Ma il declino s'è invertito subito a fine marzo, quando la FED ha iniziato a segnalare che sarebbe tornata sul sentiero del rialzo dei tassi a giugno, o forse già ad aprile. Ora Janet Yellen sembra aver fatto marcia indietro per quanto riguarda aprile, e per il momento il dollaro è calato.

Ma cosa succederà quando la FED perderà la fiducia nei suoi modelli e cercherà d'innescare l''inflazione alla vecchia maniera, ovvero, con più accomodamento e un dollaro svalutato?

Cosa ci suggerisce il mio sistema IMPACT sul prossimo punto di svolta in questa guerra senza fine tra valute?

La risposta breve: le probabilità di un punto di svolta stanno crescendo, ma ancora non sono abbastanza consistenti per innescarlo. Ritengo che la FED possa alzare i tassi a giugno (forse, ma improbabile ad aprile) e continui a fare dichiarazioni a sostegno di una linea dura circa futuri rialzi dei tassi. Ciò metterà pressione al rialzo sul dollaro, compensando parzialmente gli sviluppi recenti.

Ma prima o poi, la debolezza dei mercati azionari e dell'economia degli Stati Uniti diventerà evidente anche per la FED. A quel punto, probabilmente alla fine del 2016, ci sarà un importante punto di svolta nelle guerre tra valute.

Ritengo che la FED invertirà la rotta, scegliendo un sentiero accomodante (es. forward guidance, tagli dei tassi, "elicottero monetario", QE, o addirittura tassi d'interesse negativi) e abbattendo il valore del dollaro. Alla discesa del dollaro, la FED otterrà alla fine l'inflazione che vuole ma potrebbe essere troppo tardi.

Questi punti di svolta richiedono che gli investitori siano agili a trarre enormi profitti. Il trade ideale in questo ambiente sarebbe un'opzione put a breve scadenza su una società globale statunitense con esposizione a perdite sui mercati FX e ad un rallentamento ciclico.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


Big Question

Lew Rockwell Institute - Gio, 28/04/2016 - 06:01

The additional Special Forces the US will deploy in Syria are going to carry guns and engage in combat, says former Pentagon analyst Michael Maloof. The mission is potentially to train, but the question is what forces they will train, he adds.

The deployment of up to 250 Special Forces soldiers increases US forces in Syria six-fold and is aimed at helping militia fighters who have clawed back territory from Islamic State militants in a string of victories.

US President Barack Obama has confirmed plans to increase the US troop presence in Syria. He said the additional 250 personnel are intended to be deployed in the country, bringing the total to 300.

RT: The State Department said deploying troops is not the same as putting boots on the ground.  What’s the difference then?

Michael Maloof: There is no difference. Boots are on the ground, and [John] Kirby is a former military guy, so he is going to try and make a distinction between actual combat troops of 20,000–30,000 as opposed to Special Forces. You talk to Special Forces guys – they are taking fire, they are boots on the ground, they are in a combat mode. Even Colonel Steve Warren from the Pentagon, who briefs the Pentagon once a week, said as much. So they are in a combat situation, they are boots on the ground. Which you have here is a mission creep and you have an administration, that doesn’t want to admit they would have to go to Congress ultimately to get permission to deal with ISIS. They have refused to that until now.

RT: The State Department says the troops will have an advise-and-assist mission.  Will they stick to their remit, do you think?

MM: They are going to carry guns. They are going to be firing; they are going to be shot at. We’ve heard of people already, who have been killed in Iraq – especially who were advising and insisting – they got involved in the fray and they have been killed. We had to bring back the bodies. So they do engage in combat, they are armed. The mission potentially is to train, but the question is: who are you going to train? What forces are you going to train? Are You going to train these opposition groups? That is one of the big questions that are lingering here.

Rather than trying to come up with a definition of boots on the ground, and there are boots on the ground – period. Who are they going to assist? The Kurds? If you assist the Kurds too much – you get Turkey all upset. If you assist Al-Shabaab and all these other groups, who are supportive of ISIS and al-Nusra, then we’re basically back in the position of helping Al-Qaeda once again. Turkey also supports those groups. This is really undefined. I think the administration needs to come very clean on just precisely what they mean by boots on the ground and who they are going to assist. I have seen nothing to indicate, which troops they are going to be assisting.

RT: Do you think Washington will increase its military presence further over time?

MM: Oh yeah, that is inevitable. It will be increased, and this is a slip part of the slippery slope, this is mission creep, and this administration tries to split these hairs. And they don’t want to call a duck a duck at this point. It’s crazy. But they are trying not to show that they are having to ultimately go to Congress to invoke the War Powers Act. And they are going to have boots on the ground. But the question: who will we be assisting?

RT: What implications might the deployment of the troops have for the current security situation?

MM: I think it won’t do all that much… You got to keep in mind, when you have 300 Special Forces guys in there – maybe at least a half of them support personnel, intelligence and logistical support. The actual fighters and the gunslingers are going to be much fewer than that. They are going to probably do some training, but advising, guiding in the ordinance for the aircraft, when they are trying to hit ISIS positions if in the fact that they are working with opposition groups that are after ISIS as opposed to Syrian forces.

The statements, views, and opinions expressed in this column are solely those of the author and do not necessarily represent those of RT.

Reprinted from Russia Today.

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On the 30th Anniversary of Chernobyl

Lew Rockwell Institute - Gio, 28/04/2016 - 06:01

On the 30th anniversary of the world’s worst nuclear catastrophe yet, a new report shows radioactive contamination from the 1986 explosion at Chernobyl in Ukraine still lingers in startlingly large amounts across the border in neighboring Belarus.

In an exclusive report by the Associated Press, fresh milk from a Belarusian dairy farm contained a radioactive isotope, traceable to the Chernobyl disaster, at “levels 10 times higher than the nation’s food safety limits” — thirty years after the accident occurred.

Though the AP turned to a laboratory to test the milk, dairy farmer Nikolai Chubenok called the results “impossible.”

“There is no danger,” Chubenok asserted to AP journalists at his farm, just 28 miles from the site of the 1986 explosion and meltdown. “How can you be afraid of radiation?”

Though Chubenok and the Belarusian government — itself notoriously authoritarian and intent on denying the dangers still present — might insist on the area’s safety, other reports from doctors and scientists paint the landscape in a vastly different light.

Belarusian milk, though indicative, is inadequate in illustrating the astronomical devastation of the Chernobyl legacy.

In 1996, ten years after the explosions, meltdown, and raging nuclear fires at the Chernobyl Nuclear Power Plant, the International Atomic Energy Agency (IAEA) estimated the disaster had spewed “400 times more radioactive material into the Earth’s atmosphere than the atomic bomb dropped on Hiroshima.”

Lichens and mushrooms so thoroughly absorbed this radioactivity, in particular, radioactive cesium, that reindeer over 1,000 miles away in Norway — where the meat is eaten — remain unfit for human consumption. Wormwood Forest, near the accident site, stands as an eerie monument of contamination with dead trees turned ginger-colored. Mass evacuations of humans from the areas surrounding Chernobyl naturally led to an explosion in wildlife numbers in species such as boars and wolves. And, as scientists discovered in 2011, birds displayed 5 percent smaller brains than average due to radioactivity lingering in the atmosphere.

Estimating the total number of human casualties resulting from the spectacularly failed foray into nuclear energy has largely been an exercise in futility. Greenpeace estimated ten years ago the total number of cancer cases resulting from Chernobyl would top 250,000 — with around 93,000 of those being fatal. Based on a Belarusian study, Greenpeace surmised 60,000 people had perished in Russia and potentially an additional 140,000 in the Ukraine and Belarus would die directly as a result of Chernobyl radioactive contamination. That study challenged the lowball estimate of 4,000 total deaths proffered by the United Nations in 2005 — a figure eventually abandoned once it realized “unacceptable uncertainties” made quantifying fatalities too tricky.

As Timothy A. Mousseau wrote for U.S. News & World Report, “in the past decade population biologists have made considerable progress in documenting how radioactivity affects plants, animals, and microbes […]

“Our studies provide new fundamental insights about consequences of chronic, multigenerational exposure to low-dose ionizing radiation … The cumulative effects of these injuries result in lower population sizes and reduced biodiversity in high-radiation areas.

“Radiation exposure has caused genetic damage and increased mutation rates in many organisms in the Chernobyl region. So far, we have found little convincing evidence that many organisms there are evolving to become more resistant to radiation.”

In myriad ways, the Chernobyl catastrophe earned the distinction of being a darkly pivotal moment in history — not only did world perception of nuclear power drastically change, but an unsuccessful attempt by the government to downplay the extent of the accident is widely believed to have cemented the downfall of the Soviet regime.

Though the devastation at Fukushima often earns comparisons to Chernobyl, the latter still stands dubiously as the worst civic nuclear calamity in history. Thirty years after Chernobyl became a household name, its impacts are still experienced on an eye-opening scale.

Perhaps, when considering both Chernobyl and Fukushima, it’s imperative we ask whether risks of potentially devastating consequences resultant of human error or technical failure could possibly be worth our continued attempts to harness nuclear energy — particularly when advances in solar and the wind could make the long-term ‘experiment’ technologically and critically obsolete.

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Anything Trumps Hillary

Lew Rockwell Institute - Gio, 28/04/2016 - 06:01

It’s all over except the shouting. That is, the primary election season effectively ended last night and now the actual shouting match between Hillary and The Donald begins.

This will surely be the most entertaining election in US history, and probably the most pointless, too. After all, Hillary wants to use government to make Government Great Again. And Trump promises to use government to make America Great Again.

But the government doesn’t make anything great, including itself. It is a necessary evil that always and everywhere is driven toward self-aggrandizement and mission creep by the politicians and special interest lobbies which control its operations.

What government actually does is thwart the capacity of the people to pursue their own vision of greatness by encumbering their economic lives with burdensome taxation, regulation, roadblocks to opportunity and monetary fraud while saddling their public lives with endless Nanny State impositions and encroachments upon their personal liberty.

And, most especially, what the central state does in its current incarnation as Imperial Washington is to sabotage national greatness, not foster it, and saddle the economically listing American nation with a debilitating $800 billion national security apparatus that is wholly unnecessary.

The latter has long since morphed into a Warfare State leviathan. It pursues senseless and destructive foreign interventions that erode, not enhance, the safety and security of American communities. It impairs constitutional liberties at home under cover of exaggerated and often contrived threats of terrorism. And it breeds blowback and terrorism abroad wherever its drones, bombs, occupations and covert machinations intrude in matters that are none of our business.

But of course, that is exactly what Hillary’s candidacy is all about. Namely, insinuating the American state even more deeply and destructively into matters which are none of its business, and doing so at home and abroad with equal similitude.

Hillary Clinton allegedly protested the Vietnam War before becoming a Republican summer intern in 1967, but to my knowledge that was the last war she didn’t embrace. She was an enthusiastic backer of Bill Clinton’s feckless military interventions in the Balkans during the 1990s and a signed-up hawk for George Bush’s catastrophic wars in Afghanistan and Iraq.

As Donald Trump rightly says, her time as Secretary of State was an unmitigated disaster. The “peace candidate” actually won the 2008 election, but Secretary Clinton along with lifetime CIA operative and unabashed war-monger, Robert Gates, saw to it that peace never got a chance.

From the pointless, bloody “surge” in Afghanistan to the destructive intervention in Libya to the arming and aiding of jihadist radicals in Syria, Hillary has proved herself to be a shrill harpy of military mayhem. Indeed, she brought a fillip to the neocon playbook that has made Imperial Washington, even more, trigger happy.

To wit, Clinton has been a tireless proponent of the insidious doctrine of R2P or “responsibility to protect”. No one in their right mind could have concluded that the aging, pacified tent-bound Moammar Khadafy was a threat to the safety and security of the American people, and even the community organizer from South Chicago wanted to keep the American bombers parked on their runways.

But Hillary’s infamous emails leave no doubt that it was she who induced Obama to embrace the folly that quickly created yet another failed state, a hotbed of jihadism and barbaric hellhole in the middle east. Indeed, her hands are doubly bloody.

When Hillary bragged that “We came, we saw, he died”, it turns out that not just Khadafy but thousands of innocents have died, and not just from the chaos unleashed in Libya itself. The former dictator’s arsenals and mercenaries have now been dispersed all over North Africa and the middle east, spreading desolation in their wake.

Indeed, the CIA annex in Benghazi was actually in the business of recycling Libyan weapons to the jihadists in Syria through the ratline to Turkey. Is there any possibility at all that this would have happened, and that Ambassador Stevens would have been murdered, had Hillary not put the shive to Khadafy’s backside?

And then there is the ultimate proof that Hillary is an unreconstructed warfare statist who would bury America deeper in foreign quagmires and fiscal chains. To wit, she has become so blinded by the parochial delusions of Imperial Washington that she actually liked Vladimir Putin to Adolf Hitler.

C’mon. The man’s a monumental crook and no model citizen of the world, but he is no threat to American security whatsoever.

He presides over a third rate economy no larger than the GDP of the New York SMSA that essentially consists of a complex of petroleum fields, grain farms, and metal mines and a lethargic work force with a fondness for Vodka.

Until the constitutionally elected government of Ukraine was overthrown by a Washington-funded mob of  economically deprived citizens, disgruntled nationalists, and crypto-Nazi agitators in February 2014, Putin was basking in the glory of the Sochi Olympics and having petty quarrels with the crook who took over the tiny state of Georgia after the Soviet Union disappeared. The world disdained his oafish character, but no one claimed that he was fixing to invade Europe.

At the same time, anyone who knew the slightest thing about Ukraine’s history and its long co-existence in the shadow of Mother Russia understood that bringing it into NATO was a decidedly stupid idea and that threatening Russia’s rented naval homeport in Sevastopol, Crimea was sheer folly.

Not Hillary. She was soon at the barricades justifying the folly of the NATO confrontation with Russia and the self-defeating economic sanctions against Putin.

Even though she was out of office and in a position to recognize that the very same “partition” solution that had led to the severance of Kosovo from Serbia during the 1990s could have solved the Donbas and Crimea issues, she was having none of it.

Instead, by her lights NATO, which should have been disbanded after 1991, needs to go to the brink with Putin over essentially a Ukrainian civil war. And that’s just for starters.

Hillary keeps advocating a “no-fly” zone in Syria, but the Islamic State butchers don’t even have an air force.  So her so-called “humanitarian” no fly zone is just another way confront Putin.

Indeed, it’s designed to stop him from aiding the constitutionally sanctioned and secular government of Syria that has invited Russian help. Yet Hillary is so besotted by the beltway fatwa against Bashar al-Assad that she is oblivious to the fact that the Russian/Iranian/Syrian alliance has done more in a few months to weaken ISIS and its jihadist confederates than has Washington’s feckless bombing campaigns and futile attempts to arm “moderates” and organize a coalition of the region’s unwilling during the last two years.

Meanwhile, on the other side of the Potomac, Hillary wants to make Big Government even greater. Indeed, her victory speech last night was more or less an ode to free stuff.

Students who borrow hand-over-fist are going to be let off the hook while social security beneficiaries who already receive far more than they paid in are going to get a raise.

So are workers who are desperately hanging on to entry-level part-time jobs. Hillary is going to raise their wages to $15/hour, and presumably, then supply them with unemployment benefits, food stamps, and Medicaid when their jobs are off-shored or robotized.

Reprinted with permission from David Stockman’s Contra Corner.

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Silver Supply Trouble

Lew Rockwell Institute - Gio, 28/04/2016 - 06:01

Silver bullion prices are likely to rise further as there is “supply trouble brewing” as strong industrial and investment demand are confronted by declining supply.

“There are signs that this year could be a pivotal year for the silver market,” New York-based CPM Group said in its “Silver Yearbook 2016.”

CPM forecast a global deficit of 44.7 million ounces in 2016, much larger than the 11.9-million-ounce deficit in 2015 and the biggest deficit since 2005.

CPM expect demand for silver coins to fall to 142.8 million ounces this year, down from record levels of 145.7 million ounces in 2015. Silver coin demand in China, however, was forecast to rise to 24.5 million ounces from 22.3 million ounces in 2015.

Silver had its biggest quarterly rise in nearly 30 years in the first three months of 2016 as ETF investors, buying of silver coins and bars and speculators in the futures market pushed prices higher.

Silver prices fell to $13.60 an ounce in December, the lowest in more than six years. Silver has since rallied nearly 20 percent in the first three weeks of April to an 11-month high at $17.70 an ounce and has entered a new bull market.

Reprinted with permission from GoldCore.

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Forget Yellowstone

Lew Rockwell Institute - Gio, 28/04/2016 - 06:01

Eruptions at Snake River Plain in Idaho were “significantly larger” than geologists had previously thought.

Scientists from the University of Leicester discovered there were a staggering 12 massive eruptions over the course of four million years, beginning 12 million years ago.

The massive eruptions helped to form the 100 kilometre-wide Snake River Basin, with one of the most powerful eruptions occurring 8.1 million years ago. The eruption’s volume exceeded 1,900 km3 and created a 1.3km thick caldera.

Furthermore, the Snake River Plain is situated on the Yellowstone Hotspot track, a region which spans from Nevada, through Oregon and Idaho and then to Wyoming where Yellowstone Volcano is located.

Dr Tom Knott from the University of Leicester, said: “While it is well-known that Yellowstone has erupted catastrophically in recent times perhaps less widely appreciated is that these were just the latest in a protracted history of numerous catastrophic super-eruptions that have burned a track along the Snake River eastwards from Oregon to Yellowstone from 16 Ma to present.

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