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Fascism Vs. Socialism

Deep Politics Monitor - Mar, 17/06/2014 - 20:42
(That's all, folks)

La deriva dell’industria farmaceutica: I farmaci che non guariscono dalle malattie

Luogocomune.net - Mar, 17/06/2014 - 19:20
di Enzo Pennetta

Un farmaco che non guarisce dalle malattie può sembrare un’idea assurda, è invece la più razionale dal punto di vista del marketing. Un sistema integrato con il “trattamento” dei malati gravi con l’eutanasia e i test genetici prenatali.

C’è qualcosa che non va nell’industria farmaceutica se è possibile leggere notizie come quella apparsa il 26 Maggio scorso sul Corriere della Sera con il titolo “Trovato farmaco per grave malattia. Ma nessuno lo produce“. La vicenda è così riassumibile:

"Dopo anni di studi, i ricercatori dell’IFOM di Milano hanno identificato e descritto la causa di una gravissima malattia genetica, principale causa di emorragia cerebrale nei bambini sotto i 10 anni e hanno scoperto che un vecchio farmaco, fuori brevetto, potrebbe curarla…

In Italia ci sarebbero quindi circa 300 mila casi di CCM. Colpisce nel 25-30% dei casi bambini e ragazzi sotto i 20 anni, nel 60% adulti tra 20 e 40 anni, e per il 10-15% gli ultra-quarantenni. Ad oggi l’unica terapia possibile è la chirurgia che però spesso è impraticabile perché pericolosa, in quanto il bisturi può facilmente danneggiare le parti sane del cervello…

Il farmaco però, da tempo fuori brevetto, non è più prodotto e nessuna casa farmaceutica, nemmeno quella che lo produsse per prima, è disposta a rimetterlo in commercio, perché lo giudica poco remunerativo. Dejana e i suoi colleghi, anche sulla spinta emotiva trasmessa loro dai genitori dei piccoli malati, sono da tempo alla ricerca di una soluzione, senza poterla trovare. «È un peccato – commenta sconsolata Dejana – perché, una volta tanto, eravamo riusciti a trovare un farmaco in gran parte già sperimentato, quasi pronto per l’utilizzo, ma nessuno vuole produrlo, bloccando ogni possibilità di trattamento dei pazienti colpiti da questa gravissima malattia.


Siamo quindi davanti al un caso di un farmaco che potrebbe curare circa 300.000 pazienti solo in Italia ma che nessuno vuole produrre perché “poco remunerativo”. [...]

Keynesians Beyond The Barrier Of Bizarre

Deep Politics Monitor - Mar, 17/06/2014 - 12:09
They need to abolish cash to push interests sub-zero  ___________ Related: New York Times Says "Lack Of Major Wars May Be Hurting Economic Growth" http://www. http://

Facebook abbatterà lo stato?

Freedonia - Mar, 17/06/2014 - 10:13
L'articolo di oggi di North è possibile traslarlo anche per quanto riguarda i nostro governo. Dopo che Renzi è entrato a far parte dei cosiddetti "dirigenti politici di spicco," è finito nel mirino della satira e degli sbeffeggiamenti. Perché? Perché il suo percorso non è diverso da coloro che l'hanno preceduto: un mucchio di retorica e tante menzogne. Basta dare un'occhiata alle cifre del DEF stilato dall'amministrazione Renzi per rendersene conto. Andate a pagina 21, ad esempio, e scoprirete come le chiacchiere dei dirigenti politici siano solo fumo per nascondere i veri intenti. Nei prossimi anni avremo a che fare con una spesa sempre crescente e un livello di tassazione in aumento. Basti pensare, ad esempio, che dal primo di luglio, in virtù della tassazione delle "rendite finanziarie," i depositi bancari ed i certificati di deposito verranno caricati di un 36% di prelievo fiscale sugli interessi. Parliamo di interessi intorno al 2%, perché è fuori dal mondo che di questi tempi le banche italiane possano offrire qualcosa di superiore. Ma gli annunci sono stati tanti, tutti indirizzati a creare sensazionalismi senza alcuna base concreta ad uno sguardo più attento. Lo stesso vale per il cosiddetto "Job Act," il quale non fa altro che perpetrare il grande distacco tra imprenditori e lavoratori i quali non possono stilare accordi volontari tra di loro. I contratti aziendali sono un'utopia, solo lo stato sa meglio cosa è bene per tutti noi. Il contratto nazionale resta un obbligo, andando a strizzare l'occhiolino (ancora una volta) ai sindacati fonte inesauribile di rigidità nel mercato del lavoro. Con un panorama così distorto e decadente, come sorprendersi se poi gli investimenti esteri se la danno a gambe levate?
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di Gary North


Sto per farvi una domanda retorica: Quando è stata l'ultima volta che avete visto una vignetta politica positiva su Obama?

Non è solo un problema di Obama. Quante vignette positive avete visto su George W. Bush dopo il 2003?

Del resto, quante vignette positive avete visto su Bill Clinton? Quanti vignettisti politici hanno difeso Clinton durante lo scandalo Lewinsky?

Questo è un trend: quando si parla di media pubblici, le critiche al presidente sono molto più probabili che un suo supporto, articolo dopo articolo, vignetta dopo vignetta. Le pagine dei giornali tradizionali possono difendere un presidente, ma se si leggono gli articoli quello che viene trasmesso non è altro che negatività.

I politici devono affrontare questa realtà nei media nazionali: "Se sanguina, affonda il colpo." Le cattive notizie di solito ottengono la priorità su quelle buone. L'unica eccezione sistematica è stato il sito web HappyNews.com. Un mio amico l'ha creato anni fa, ma non ha mai trovato un modo per farci soldi. L'ultimo post è del 15 ottobre 2013. Le notizie buone sono finite.

Basta chiedere ad Obama.



KROKODIL

Nel 1922 c'era una rivista umoristica in Unione Sovietica con questo nome: Krokodil. La sua critica era limitata a quei gradini più bassi del governo, ma solo da un punto di vista umoristico. Lenin comprese che c'era un lato oscuro nell'umorismo russo, e sapeva che era una minaccia per il suo regime. Anche Stalin lo capiva altrettanto bene. I governanti capirono che questo tipo di umorismo nero doveva avere delle briglie. Cercarono di controllarlo. Vi posero dei limiti. Ma non tentarono di sopprimerlo del tutto. Sapevano a cosa sarebbero andati incontro. Anche nei gulag c'era umorismo. Esempio:

    Da quanto tempo sei dentro?

    Venti anni.

    Che cosa hai fatto?

    Niente.

    Sciocchezze. La condanna per niente è soli dieci anni.

In Unione Sovietica la letteratura metropolitana continuò a circolare, e al progredire della tecnologia di riproduzione digitale crebbe anche la sua portata di pubblico. (La legge fondamentale dell'economia è questa: "Quando il prezzo scende, aumenta la domanda.") Questa cosa veniva chiamata samizdat. Contribuì ad indebolire l'Unione Sovietica. Ci sono voluti decenni, ma alla fine la legittimità di quel governo scomparve.

Oggi, in particolare su Facebook e in generale su Internet, ci sono mezzi per ridicolizzare lo stato, e quest'ultimo non può farci niente. Il costo di questa operazione è sostanzialmente zero. Il costo marginale di creare una vignetta negativa è di gran lunga compensato dai rendimenti marginali di attaccare lo stato. Non finirà tanto subito, anzi non finirà affatto.



FIDUCIA IN DECLINO

L'azienda di sondaggi Rasmussen ha rilasciato alcune cifre sorprendenti.

Il trentasette per cento (37%) dei probabili elettori degli Stati Uniti ora teme il governo federale, secondo un nuovo sondaggio della Rasmussen Reports. Il quarantasette per cento (47%) no, ma un altro 17% non ne è sicuro.

Forse perché il 54% degli intervistati ritiene (in parte) che il governo federale rappresenti una minaccia alla libertà individuale piuttosto che un suo protettore. Solo il 22% considera il governo federale come un protettore dei diritti individuali, e questo dato è in calo rispetto al 30% dello scorso novembre. Leggermente di più (24%) sono gli indecisi.

Nel dicembre 2012 gli elettori erano equamente divisi su questa questione: il 45% aveva detto che il governo federale era un protettore dei diritti individuali, mentre il 46% lo descriveva come una minaccia a tali diritti.
Raramente vengo colpito dai sondaggi, perché so come i sondaggisti possono strutturare le domande in modo da influenzarne l'esito. Ma quando la stessa azienda pone la stessa domanda, ed i risultati sono significativamente diversi, faccio attenzione. Qualcosa di fondamentale potrebbe cambiare.

La variazione delle percentuali è notevole. Stiamo assistendo ad un fondamentale ripensamento sul governo federale da parte del popolo americano. La domanda è questa: perché?

Potremmo dare la colpa ad Obama, ma l'opinione pubblica su Obama è stata abbastanza costante. Non è un presidente popolare, ma non è nemmeno un presidente odiato. I sondaggi indicano che il 45-50% del popolo americano pensa che stia facendo un buon lavoro. Questi risultati vanno su e giù. Non c'è stato alcun cambiamento di rilievo sin dalla metà del 2009.

Se Obama non è il motivo principale di questo calo di fiducia nel governo americano, allora che cosa lo è? C'è ostilità nei confronti dell'ObamaCare. Forse questo può spiegare il cambiamento. Ma il programma non ha ancora dimostrato di essere un disastro totale. L'applicazione delle sue regole continua ad essere rinviata. Non ha intaccato la tipica famiglia americana. Nessuno sembra sapere esattamente cosa stia per accadere per quanto riguarda la disponibilità delle polizze, il prezzo delle polizze e il numero di persone che saranno coperte quando nel 2016 arriveranno le elezioni presidenziali.

Se questo calo di fiducia, soprattutto nei confronti del Congresso, è parte di un disegno a lungo termine, allora entro un decennio la fiducia nel governo federale diventerà quasi inesistente. Il tasso di declino della fiducia è notevole. Tutto ciò che declina del 3% l'anno è in grossi guai. Ma tutto ciò che diminuisce di cinque punti percentuali in un anno non solo è in grossi guai; è sull'orlo del collasso. "Solo il 19% della popolazione ora crede che il governo federale possa fare la cosa giusta in determinate situazioni, un calo rispetto al 24% del giugno dello scorso anno."

Mi sembra significativo che non ci sia già una crisi all'orizzonte. Le cose stanno andando discretamente, eppure c'è un calo incredibile di fiducia nel governo federale.

Visto che non sappiamo cosa abbia causato questo declino, non sappiamo cosa potrebbe invertirlo. Quando l'80% degli elettori penserà che il governo federale non potrà più essere degno di fiducia, saremo di fronte ad un cambiamento epocale nell'opinione pubblica. A questo punto la fiducia nel governo federale sarà irrecuperabile. Quando solo un quinto della popolazione si fida del governo, la legittimità svanisce. Eppure è tale legittimità che persuade la gente a cooperare volontariamente con le norme ed i regolamenti dello stato. Se però la popolazione è convinta che il governo federale non sia degno di fiducia, allora diminuirà la sua volontà di continuare ad obbedire alle regole del governo federale. E' la cooperazione volontaria, non la minaccia della forza, che rappresenta il fondamento di ogni governo civile. Se qualsiasi settore dello stato ricorresse alla forza fisica e alla minaccia di sanzioni per obbligare l'obbedienza, esso non sopravviverebbe molto a lungo. E' l'obbedienza volontaria della popolazione, basata sulla tradizione e su un senso di legittimità morale dello stato, che giorno dopo giorno la convince a fare quello che dice lo stato.



RESISTENZA PASSIVA

La resistenza passiva abbatterà qualsiasi istituzione. Questa fu l'intuizione di Saul Alinsky una generazione fa, e quella di Mohandas Gandhi negli anni '20 e '30. Quando le persone ritirano il loro sostegno ad un'istituzione, poiché credono che non sia più affidabile, i suoi giorni di vita sono contati.

Le persone cooperano per un sacco di ragioni. Non vogliono guai. Non vogliono subire un procedimento penale da qualche agenzia federale. Non conoscono i limiti della legge. Vogliono solo badare ai loro affari quotidiani, e sono disposte a rimanere negli schemi di comportamento abituali proprio per evitare guai. Ma i dirigenti del governo federale non dovrebbero aspettarsi una simile cooperazione quando il gioco inizia a farsi duro. Quando eventi esterni perturbano la vita di un gran numero di persone, le loro abitudini cambieranno. Se coglieranno un vantaggio nell'infrangere le regole, inizieranno ad infrangerle. Non saranno trattenuti dalla loro coscienza, proprio perché non crederanno più che il governo federale stia operando su una base morale.

Questo brusco calo della fiducia non è stato innescato da un evento particolare. In altre parole, il governo federale non può invertire questo declino cambiando la sua posizione su una particolare legge o imposizione. Niente di particolare, a questo pare sia dovuto il declino della fiducia nello stato. Quest'ultimo deve quindi sperare che suddetto declino sarà invertito da un'altra infusione di "niente di particolare." Se non può essere invertito, allora diminuirà la capacità dello stato di usare la coercizione per ottenere risposte specifiche. Troppe persone non collaboreranno.

Non siamo spettatori di un cambiamento importante nella politica del Congresso. Non siamo spettatori di una resistenza organizzata contro una qualsiasi branca dello stato. Ma la fiducia sta rapidamente scomparendo. Le critiche pubbliche allo stato non sembrano essere la fonte di questo declino, perché non esiste un unico problema che l'abbia scatenato. Non sappiamo identificare il nesso causa-effetto.

Questa è una buona notizia per i critici del governo federale, ed è una cattiva notizia per il Congresso.

I risultati del sondaggio indicano che le persone sono in modalità sfiducia, ma sono anche in modalità obbedienza. Questa discrepanza non può continuare all'infinito. O l'obbedienza scemerà, oppure verrà ripristinato un certo grado di fiducia.

All'erosione dell'obbedienza farà seguito l'ulteriore erosione della fiducia. Questo renderà le cose ancora più dure per i burocrati. Non otterranno più il sussidio implicito presente nella conformazione volontaria.



FACEBOOK

Se dovessi individuare la causa di questo declino nella fiducia, punterei il dito sull'effetto di Facebook. I social media sono intrinsecamente deleterei per l'autorità.

La capacità delle persone di ottenere un grande seguito chiedendo supporto per una qualsiasi grande organizzazione, in particolare lo stato, è limitata. I critici, mediante il loro criticismo costante e le loro continue valutazioni negative, sono molto più inclini a guadagnare un seguito. Le vignette politiche raramente sono positive. Penso che questo sia probabilmente vero per i social media in generale. Mentre una particolare organizzazione caritatevole può avere i suoi sostenitori, e pochi critici, questo non è vero per gli stati. In generale gli americani sono pronti a sottolineare le incongruenze dei burocrati, e sono pronti a criticare le azioni specifiche delle agenzie governative. E' molto più facile che si diffondano le critiche allo stato su Internet che le sue lodi. Gli scettici hanno un vantaggio. I critici hanno un vantaggio. I disegnatori hanno un vantaggio.

Penso che tutto questo non possa essere invertito. Non credo che torneremo ad una cosa del genere: "Ora è il momento che tutti gli uomini buoni vengano in aiuto del partito."

Quando ci sono le elezioni politiche, i due principali partiti politici fanno del loro meglio per portare i fedeli alle urne. Fanno anche del loro meglio per attrarre gli indipendenti, e questo appello indebolisce quasi sempre il loro tentativo di portare i fedeli hard-core alle urne. Le elezioni presidenziali hanno luogo solo una volta ogni quattro anni. L'amore per i partiti raggiunge un crescendo nelle settimane prima delle elezioni presidenziali, ma poi si spegne nei due anni successivi. Nel frattempo, Facebook va avanti.

Post dopo post, vignetta dopo vignetta, il governo federale viene ridicolizzato. Questo perché, nelle parole di Agostino, il ridicolo è la risposta adeguata alle cose che sono ridicole. Il ridicolo è la prospettiva di base dei social media quando prendono di mira il governo federale.

Questa situazione ebbe una battuta d'arresto nel 2001, ma all'epoca non esisteva Facebook. Pochi sono i siti come Facebook, o addirittura nessuno, che espongono questo principio: "Lasciate le truppe in Afghanistan a tempo indeterminato."



CONCLUSIONE

Gli statalisti stanno per perdere la guerra ideologica. Hanno già perso la guerra dei social media. E' semplicemente una questione di tempo.

La nostra liberazione si avvicina.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


How Did This Happen?

Deep Politics Monitor - Mar, 17/06/2014 - 09:28
by Bill Holter via A Trusted Resource For Gold, Silver, Platinum, and Bullion News The Financial Times did a story over the weekend entitled “Central banks shift into equities.” Zero Hedge put this up Monday morning in response.  The Official Monetary and Institutional Forum now say that central banks have invested $29.1 trillion into the global equity markets.  Before going in to

Europe’s Pain is the World’s Gain

Deep Politics Monitor - Mar, 17/06/2014 - 08:09
“Last week the ECB announced that it was cutting its headline lending rate to 0.15 percent and taking its deposit rate to negative 0.10 percent. That means banks must pay the ECB to hold their money, a move the ECB hopes will spur lending.  It will also make $545 billion worth of inexpensive loans available to banks with the caveat that they lend more to the private sector. First tranche euro

Perhaps the Financial World is a Ponzi Scheme After All

Deep Politics Monitor - Lun, 16/06/2014 - 19:29
From Suissegold, CC Holdings Market Update, June 16 2014The below statistics regarding the rise of debt and derivatives as a dominant force in the financial world should make you reconsider the assumption that the economy has recovered from the crash in 2008. Judged from one perspective, the financial world really is just one giant Ponzi scheme. Below is a bubble plot of probably the largest

The Devious Simplicity of How [NWO] Central Banks Control The Western World

Deep Politics Monitor - Lun, 16/06/2014 - 18:43
From Edge Trader Plus, Sunday  15 June 2014 For those who ignorantly, [uninformed], choose to believe that the corporate federalgovernment represents their interests, it is time to take a more proactive stance andchoose to become more informed, if personal survival is on your radar screen. It is the central bankers who are in charge, NOT any puppet politicians.  One only needlook at Barack

3 regole essenziali quando si ha a che fare con lo stato

Freedonia - Lun, 16/06/2014 - 10:05
Oggi è un giorno tremendo per molti italiani, viste le scadenze tributarie incipienti che si vedono costretti a pagare. Il caos intorno alle aliquote da praticare è ben noto, segno distintivo di come lo stato sia solo un cane rabbioso in cerca di vittime da spolpare per soddisfare a tutti i costi la sua sopravvivenza. E, ovviamente, se doveste mancare uno di questi "appuntamenti" col fisco l'onere della prova ricadrebbe su di voi. Siete colpevoli fino a prova contraria e il fisco può avanzare qualsiasi pretesa voglia, toccherebbe a voi smentirla. I super-ricchi hanno dalla loro squadre di avvocati e commercialisti che gettano fumo sui loro redditi. Quel tanto che basta da non farli finire in galera se scoperti. L'individuo della classe media, invece, è il bersaglio preferito dal fisco perché tende ad evadere dalle sue grinfie non pagando. Nonostante l'asfissiante presa dello stato dal punto di vista tributario, la retorica pro-tasse è ancora viva e vegeta quindi bisogna fare attenzione a come ci si muove. Bisogna individuare i punti deboli e solo dopo attaccare. Pensate, ad esempio, al residuo fiscale. Ogni sistema può essere fatto cadere. Ogni sistema è vulnerabile. Se si riesce ad individuare il punto debole del sistema, è possibile sfruttarlo.
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di Harry Browne


[Questo saggio è un estratto del libro How I Found Freedom in an Unfree World di Harry Browne. Sebbene pubblicato nel 1973, i temi e le lezioni che espone sono tanto rilevanti oggi quanto lo erano all'epoca in cui venne pubblicato il libro. Browne è stato un pioniere delle newsletter finanziarie, e produsse in serie soluzioni operative per chi volesse scappare dagli effetti dello stato sulle loro vite e sulle loro finanze. Siamo orgogliosi di condividere un paio dei suoi pensieri.]


Il primo principio nel trattare con lo stato è questo: non esserne intimoriti.

Quel poco che lo stato riesce ad ottenere è quasi sempre dovuto alla partecipazione volontaria dei suoi cittadini. Coloro che non vogliono aiutare lo stato possono andare per la loro strada, senza incorrere in troppi problemi.

Il secondo principio è: non confrontarsi con lo stato. Un modo sicuro per rendersi la vita miserabile è quello di attaccare lo stato a testa bassa. Le sue risorse sono limitate, e non possono essere sprecate per rintracciare ogni possibile violatore di ogni legge. Ma certamente indirizzerà il suo potere verso chiunque lo sfidi pubblicamente.

Quindi, trattenetevi, fate quello che dovete fare.

La terza regola nel trattare con lo stato è: non organizzarsi. Non avere un grande gruppo di persone che sfidi le leggi fiscali, che promuova modi di aggirare lo stato, o che vìoli apertamente le norme.

Aderendo alle proteste, si potrebbe finire in carcere. E non avrete molta libertà lì.

E le campagne di massa sono bersagli facili. Ecco dove lo stato è interessato a spendere volentieri le sue risorse limitate. Quando molte persone fanno la stessa cosa, è facile fermarle approvando leggi o applicando quelle esistenti.

Quando si agisce da soli, tuttavia, di solito non ne valete la pena.

E quando si agisce da soli, è possibile fare tutto ciò che è necessario per stare al passo con lo stato. Se vengono approvate nuove leggi, potete modificare i vostri metodi per continuare a fare quello che volete fare.

Nessuno stato ingombrante può muoversi velocemente come un individuo che è determinato a superarlo.

Ci sono infinite possibilità per evitare lo stato — senza crisi, senza battaglie in tribunale, o senza paura di essere incarcerati.

Iniziate elencando le restrizioni statali che inibiscono la vostra libertà.

Determinate le possibili conseguenze. Può darsi che potreste cavarvela con un avvertimento. E potreste anche scoprire che ci sono modi legali per eludere le restrizioni — se ne vale la pena.

In molti casi, si può semplicemente ignorare la legge senza incorrere in conseguenze pericolose. In altri potreste incorrere in più problemi — come consultare un avvocato o un commercialista.

Ma agite da voi. Non organizzatevi, e non cercate leader che vi aiutino. Qualsiasi attività grande abbastanza da richiedere un leader, è anche grande abbastanza da essere notata e attaccata.

Per la maggior parte delle persone, ci sono scappatoie più che sufficienti per agire liberamente senza correre il rischio di vìolare la legge. Più che altro, c'è bisogno di una certa determinazione per farlo.

Ad esempio, sò di una società che opera con successo a dispetto delle normative statali. Lo stato in cui si trova ha cercato di porla sotto licenza per cinque anni, e una agenzia federale ha cercato di chiuderla per aver violato una legge. Lo stato ha anche approvato una legge speciale per portare l'azienda sotto la sua giurisdizione.

Ma ad oggi l'azienda opera ancora a modo suo, soddisfacendo i propri clienti e facendo profitti per i suoi proprietari. Ha optato agilmente per un diverso metodo di funzionamento ogni volta che si è vista imposta una nuova normativa. Ha dovuto pagare spese legali, ma quelle sono insignificanti rispetto ai profitti che avrebbe perso se avesse ceduto ai burocrati.

Una volta ho avuto un'esperienza simile. Gestivo una piccola azienda in California — gravata da imposte sui salari, requisiti contabili e altri regolamenti imposti dal governo. C'erano tasse per la previdenza sociale, tasse per l'indennità disoccupazione, tasse per l'assicurazione contro l'invalidità, tasse sul reddito e trattenute. Mi costavano tempo e denaro, e riducevano la paga che i miei dipendenti portavano a casa.

Ricevevo regolarmente comunicazioni da un'organizzazione il cui scopo era quello di abolire le imposte sui salari. Chiedevano fondi, naturalmente, e volevano che mi unissi al loro movimento di protesta per abolire le ritenute fiscali una volta che l'organizzazione sarebbe stata abbastanza grande da essere intimidatoria.

Naturalmente, non mi sono fatto coinvolgere. Invece ho licenziato tutti i dipendenti (me compreso) e stipulato contratti con ogni persona per i suoi servizi. Poiché non avevo più alcun dipendente, non dovevo più pagare le imposte sui salari o le ritenute d'acconto. Nessun burocrate mi chiamava per scoprire perché languivano le entrate per lo stato.

Nel frattempo, il movimento di protesta è morto ed altri datori di lavoro hanno continuato a pagare le tasse sui salari.

I "dipendenti" della mia società avevano un ulteriore vantaggio. Erano ormai imprenditori indipendenti, vendevano i propri servizi a me in modo che potessero designare le loro case come loro uffici, venendo nel mio per svolgere i servizi per me.

Di conseguenza, ognuno di loro aveva molte più deduzioni fiscali. Avrebbero potuto rivendicare come detrazioni aziendali parte delle loro spese familiari, bollette telefoniche, spese per l'auto e altre cose che normalmente sono considerate spese personali. Anche senza alcuna imposta sul reddito, molto pochi di loro dovevano pagare tasse alla fine dell'anno.

Nessuno di loro si è preso la briga di presentare stime fiscali trimestrali, e nessuno di loro ha incontrato alcuna difficoltà con l'Internal Revenue Service.

Il semplice cambiamento dallo status di dipendente a quello di imprenditore indipendente, ha comportato minori imposte per tutti gli interessati. E' un piccolo esempio — ma probabilmente ci sono milioni di persone che potrebbero utilizzare tale scappatoia e non lo fanno.

E' ben noto che ci sono migliaia di milionari che non pagano le imposte sul reddito. Alcuni di loro evitano anche le tasse sulla proprietà. Di tanto in tanto, c'è un po' di frastuono su questo problema al Congresso, ma non ci sono cambiamenti effettivi.

Nessuna legge fiscale potrebbe essere scritta (a meno di una confisca totale) senza possedere numerose scappatoie. Quando se ne chiude una, se ne apre un'altra. Può essere che anche ai membri del Congresso non piaccia pagare le tasse.

Alcune persone evadono le tasse cambiando la loro cittadinanza e/o avendo società di holding in paesi esentasse. Se guadagnate $25,000 o più all'anno, forse dovreste prenderla in considerazione come soluzione. Altri si muovono in paesi con strutture fiscali più favorevoli. Sapevate, per esempio, che scrittori, artisti e altre persone creative sono esenti da imposte sul reddito in Irlanda?

Le leggi prevedono scappatoie che permettono agli individui di istituire fondazioni personali esentasse, in modo da ricevere il loro reddito pieno e pagare le loro spese — senza che i soldi siano tassati per chiunque sia coinvolto. Purtroppo, circa cinque anni fa un gruppo di persone ha cercato di organizzare questo metodo in un movimento di massa, cosa che ha portato ad una compensazione della situazione. Ma la scappatoia viene ancora usata.

Anche le imposte di successione possono essere evitate giuridicamente. A volte c'è solo bisogno che la proprietà venga co-intestata o trasferita prima della morte. La cosa importante è evitare la normale elaborazione giuridica post-mortem.

Ci sono una moltitudine di modi per evitare legalmente le tasse. Non posso elencarli qui, o verrebbe vanificato il loro scopo. E non troverete articoli sulle tasse nelle riviste.

Gran parte delle informazioni contenute in tali articoli provengono direttamente dai libretti che accompagnano la vostra dichiarazione dei redditi. Ma una volta che siete determinati a tagliare le tasse, sarete in grado di trovare il modo migliore.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


Non possiamo predire i molti modi in cui la libertà migliorerà le nostre vite

Von Mises Italia - Lun, 16/06/2014 - 08:00

I difensori della libertà sono spesso sfidati a fornire descrizioni esaustive di cosa succederebbe se un qualche aspetto delle nostre vite, sempre più dirette dal governo, fosse di nuovo lasciato alla libera scelta delle persone. Cosa accadrebbe se il governo non educasse i nostri figli? Cosa avverrebbe se il sistema previdenziale non forzasse la gente a “tenere da parte” per la pensione o se l’assistenza sanitaria pubblica non fornisse supporto medico? Cosa accadrebbe se la Fed non controllasse la liquidità monetaria e la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) non controllasse i depositi bancari? Cosa accadrebbe se la Food and Drug Administration (FDA) non assicurasse che il cibo è sano e l’Environmental Protection Agency (EPA) non ci proteggesse dall’inquinamento? Cosa accadrebbe se la Securities and Exchange Commission (SEC) non tenesse sotto controllo Wall Street e la Federal Trade Commission (FTC) e le leggi antitrust non ci proteggessero da monopoli e collusioni? Queste domande, e molte altre come queste, formano una lista quasi senza fine.

A fronte di questi interrogativi, è tuttavia importante riconoscere che tali domande sono trappole retoriche disegnate per porre un insormontabile onere della prova su organizzazioni volontarie, cortocircuitando il bisogno di avere a che fare con i molti criticismi validi di politiche coercitive.

La trappola funziona perché le risposte a tali domande sono al di là delle nostre competenze. Ma questo non significa che lo statalismo vinca a tavolino. Significa solo che una predizione dettagliata di ciò che accadrebbe in un futuro in cui alcuni vincoli imposti dal governo alla libertà fossero rilassati è oltre la conoscenza di chiunque.

Dunque, una risposta precisa alla domanda “Cosa, precisamente, produrrebbe la libertà?” è “Non lo so; nessuno lo sa”. Tuttavia, fallire nel rispondere in modo soddisfacente ad una domanda senza risposta, non riduce in alcun modo la giustificata confidenza nel fatto che accordi volontari farebbero funzionare meglio le cose. Infatti, l’incapacità di rispondere aiuta a spiegare perché la libertà funzioni così bene – permette lo sviluppo di benèfici accordi, precedentemente non scoperti, che servono la gente in modo più efficiente, anche se nessuno sa in anticipo, esattamente, cosa accadrà.

Per rendercene conto, riflettiamo semplicemente su ciò che la libertà ha prodotto in passato. I miracoli che la libertà ha prodotto, sconosciuti in anticipo, offrono una travolgente testimonianza a favore dell’aver fede nella libertà.

Per esempio, compariamo le Poste con qualsiasi altra forma di comunicazione. I cambiamenti del suo passo da lumaca contrastano gli avanzamenti nelle possibilità di comunicazione digitale al di là di ogni recente fantasia. Infatti, la libertà ha prodotto miracoli tutt’intorno a noi, di cui non riusciamo a comprendere la natura, perché oggi li prendiamo per garantiti e dimentichiamo la loro origine (per esempio, in un mondo di copie digitali, pochi ricordano le perdute “gioie” della carta carbone e la sua progenie viola).

Abbiamo solo bisogno di rivisitare le rivoluzioni coinvolte per vedere che nessuno ha mai conosciuto in anticipo cosa esattamente sarebbe successo. Se le persone avessero acquistato solo ciò che poteva essere chiaramente previsto, nessuno di quei miracoli sarebbe accaduto e saremmo incommensurabilmente più poveri.

Ma come sappiamo che i risultati della libertà saranno miglioramenti, dal momento che “qualsiasi cosa potrebbe avvenire”? Prima di tutto, l’interesse personale – il desiderio di migliorare le circostanze che attualmente affrontiamo – significa che dei miglioramenti sono visti. In secondo luogo, quando sono protetti i diritti delle persone, il bisogno di ottenere accordi volontari di terzi significa che nessuno può imporre risultati peggiori sugli altri, ma lascia molto spazio perché i risultati siano non semplicemente migliori, ma in modo inimmaginabile. Cosa questa che non è sicura nemmeno sotto la pesante mano del governo.

Come il famoso scritto di Leonard Read “Io, la matita” ha illustrato, i miracoli del mercato sono all’ordine del giorno. Le matite sono poco costose ed abbondanti anche se nessuno conosce tutto ciò che è coinvolto nel produrle. E così accade per una vasta gamma di altre cose.

In aggiunta, nessun politico o burocrate che dirige una delle tante imprese di governo che è cresciuta per circondarci avrebbe incontrato lo stesso onere della prova quando il governo scavalcava gli accordi volontari e le loro prescrizioni. Inoltre, domande poste al governo su “cosa accadrebbe” di fronte a qualche nuovo programma di governo proposto, come per esempio l’Obamacare, sono spesso ignorate impunemente.

Le promesse iniziali, fatte con tale sicurezza, riguardanti le nuove “soluzioni” del governo, sono state sogni irrealizzati irraggiungibili.  E, differentemente dalla proprietà e dagli accordi mutuamente vantaggiosi che essa permette, che hanno prodotto innumerevoli e chiari trionfi, non ci sono “storie di successo” che dimostrino un qualche miglioramento miracoloso, in seguito all’intervento del governo, paragonabili agli storici successi del mercato. Infatti, gli unici esempi reali di miracoli prodotti dal governo, sono quelli prodotti riducendo in modo stringente il suo raggio d’azione, come per esempio con il “tu non dovresti” della nostra Carta dei Diritti della Costituzione, semplicemente rinforza una legittimata credenza nella libertà e come corollario toglie fiducia al governo.

Uno dei miei professori una volta disse “Sono stato un economista per un tempo sufficientemente lungo a capire che ‘non so’ è una risposta intellettualmente rispettabile”. Infatti, quando si predice il futuro, questa è virtualmente sempre una parte importante della risposta. Ma quando le persone sono libere, i risultati dei loro accordi volontari saranno tanto buoni quanto essi stessi potranno scoprire, anche se non sono conosciuti in anticipo. Al contrario, le politiche pubbliche basate su ciò che Friedrich Hayek chiamò la “pretesa della conoscenza”, sostenuta dalla coercizione, non sono né intellettualmente rispettabili né una garanzia di miglioramento, per quanto tali promesse vengano fatte frequentemente e ostinatamente. Infatti, se l’onere del dover provare la propria efficacia fosse chiesto al governo, piuttosto che alla libertà, una quantità evanescente del governo sopravvivrebbe, e le manette che costringono i miracoli che sono possibili sarebbero sciolte.

Articolo di Gary Galles su Mises.org

Traduzione di Adriano Gualandi

Adattamento a cura di Giovanni Barone

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Commenti liberi

Luogocomune.net - Dom, 15/06/2014 - 20:55
Segnalazioni e commenti degli utenti sulle notizie più recenti (escluso calcio).

Autism Rates Skyrocket 30% in 2 Years

Deep Politics Monitor - Sab, 14/06/2014 - 15:16
by Elizabeth Renter, Natural Society:  It’s one of the most controversial diagnoses of our time, and it’s affecting more children than ever. According to a recent statement from the Centers for Disease Control and Prevention, the number of children with an autism spectrum disorder (ASD) diagnosis was 1 in 68 in 2012, compared with only 1 in 88 in 2010, a jump of about 30 percent in 2 years.

A CRIMINAL ORGANIZATION: IRS Now Claims It LOST 2 years of Lois Lerner e-mails

Deep Politics Monitor - Sab, 14/06/2014 - 10:46
More than a year after receiving a subpoena, the IRS says there’s a 28-month period where Lerner’s emails to and from people outside the IRS no longer exist – The agency blames a computer crash for the loss from Daily Mail:  … The House Ways and Means Committee, one of two bodies probing the case, said Friday that the IRS says that for the period of January 2009 through April 2011, the only

REALITY FLASHBACK — CURRENCY WAR: 140 Years of Monetary History In Ten Minutes

Deep Politics Monitor - Sab, 14/06/2014 - 08:44
via Zero Hedge: From “why did Nixon sever the link between currencies and gold?” to “is war good for the economy?” Mike Maloney’s tour de force through 140 years of gold, silver, and monetary farce is indispensable as major parts of the world enter a de-dollarization phase. As Jesse noted here, after listening to this presentation, one can surely understand why the central banks both fear

Il sabato del villaggio

Luogocomune.net - Sab, 14/06/2014 - 08:40
L'italietta vien dalla campagna
in sul calar del sole, reggendo il tricolore.
E reca in mano amuleti d'ogni sorta, onde,
siccome suole, ogni quattr'anni a sperar
nella vittoria ella si appresta.

Siede con i vicini a tifar l'italianuccio,
con l'occhio fisso sul televisore,
e novellando vien del suo buon tempo,
quando Rossi Cabrini e Scirea
dell'alemanno fecero scempio.

Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
sperando di evitare i rigori maledetti.

Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.

[...]

America's Covert Re-Invasion of Iraq

Deep Politics Monitor - Ven, 13/06/2014 - 15:39
Image: ISIS clearly did not materialize spontaneously within Iraq, it hasclearly redeployed from its NATO-sponsored destruction of Syria tonorthern Iraq, perhaps in an attempt to justify a NATO incursion and thecreation of a buffer zone straddling Syrian, Iraqi, and even possiblyIranian territory with the goal of targeting Iran directly with ISIS.   June 13, 2014 (Tony Cartalucci - LD) -

[Pork - Fail] The U.S. Spent $3 Million On Boats For Landlocked Afghanistan

Deep Politics Monitor - Ven, 13/06/2014 - 15:23
washingtonpost.com It gets worse: Not a single boat has arrived in Afghanistan, even though the purchase was made in 2010. Oh, and it works out to be more than $375,000 per boat. Similar boats in the United States are typically sold for about $50,000.

Crepe strutturali #1

Freedonia - Ven, 13/06/2014 - 10:14




di Francesco Simoncelli


«Oggi ci sono uomini considerati dei grandi economisti, che disdegnano il risparmio e raccomandano la spesa sconsiderata su scala nazionale come modo per raggiungere la prosperità; e quando qualcuno evidenzia quali saranno le conseguenze di lungo periodo di queste politiche, replicano in modo poco serio, come farebbe un padre premuroso con un figliol prodigo: "Nel lungo periodo siamo tutti morti." E tali bazzecole diventano dotti epigrammi e saggezza convenzionale.»

~ Henry Hazlitt, Economics in One Lesson


E' passato un bel po' da quando non abbiamo fatto un bel riassunto della situazione economica globale, quindi oggi ci appresteremo a rimediare a questa mancanza. Ce ne andremo in giro per il mondo ed analizzeremo le debolezze strutturali insite nelle economie mondiali di oggi. Cercheremo soprattutto di capire come venga propagandata una ripresa fasulla dei mercati, quando invece tutti i problemi del sistema attuale ancora languono irrisolti. Prima di iniziare vorrei esporre qualche concetto che ancora sfugge alla maggior parte delle persone sulla nascita del capitalismo, sulle sue "regole" e sulla sua evoluzione.



C'ERA UNA VOLTA IL CAPITALISMO DI LIBERO MERCATO

Concentratevi e fate mente locale. Ora, pensate al termine capitalismo e associate ad esso tutto ciò che vi viene in mente nei prossimi 30 secondi. E' un margine di tempo adeguato per consentire al lettore di richiamare tutti i possibili luoghi comuni su questo sistema produttivo. Esattamente, perché diversamente da quello che si può pensare d'acchito, il capitalismo non è un sistema "politico"... diversamente dal socialismo. Sono, quindi, pronto a scommettere che la maggior parte dei lettori si è lasciata trascinare nel vortice della nebulosità che circonda l'ordine capitalistico. In questo modo vengono messe nello stesso calderone anche società ed imprese aiutate artificialmente da una cerchia ristretta di individui, i quali per mantenere in piedi il sistema clientelare di cui sono protettori non disdegnano di ricorrere ai mezzi politici per entrare in possesso delle risorse di cui necessitano.

Il sociologo Franz Oppenheimer fu colui il quale utilizzò questa terminologia per evidenziare la differenza tra uno scambio volontario e uno scambio forzato. Nel corso della storia, gli individui hanno potuto scambiare i frutti del proprio lavoro in due modi: attraverso i mezzi economici e attraverso i mezzi politici. Gli individui, usando i mezzi economici, entrano in contatto per scambiare beni o servizi in modo pacifico. Il mezzo economico, infatti, prevede che le parti in causa siano d’accordo volontariamente nello scambiare gli oggetti che possiedono. Parallelamente ai mezzi economici esistono i mezzi politici, ossia quegli scambi in cui una parte in causa costringe un’altra a compiere uno scambio. Così, le interazioni tra gli individui non sono più volontarie, bensì spinte attraverso la forza.

Non è un caso che si parli di mezzi economici quando si fa riferimento allo scambio volontario, proprio perché il mercato è il luogo nel quale si incontrano gli individui per soddisfare i loro bisogni attraverso lo scambio stesso. Non è compito di questo saggio sondare le varie situazioni che possono scaturire da uno scambio di mercato, quindi ci limiteremo a dire che gli individui traggono maggior profitto dallo scambio pacifico piuttosto che dalle situazioni di conflitto. Il termine capitalismo deriva sostanzialmente da una parola indo-europea e andava a descrivere un determinato numero di capi di bestiame (capitale attraverso il quale i relativi possessori potevano sopravvivere). Il primo ad usare la parola capitalismo nella storia letteraria fu un certo William Thackeray, il quale amava scrivere storie strappa-lacrime sulle condizioni degli operai nelle fabbriche (senza preoccuparsi delle realtà, tra l'altro). Il termine venne in seguito affibbiato a quei mercanti che tentavano di entrare nelle classi aristocratiche.

Nonostante fosse un termine utilizzato per descrivere un metodo di produzione per allocare risorse, fu Marx che gli conferì una connotazione negativa allargando il suo significato alla società ed alle teorie economiche. Estremizzando e facendo confusione sulle letture di Adam Smith, trasformò quel termine: un modo di allocare risorse in base alla proprietà privata dei mezzi di produzione divenne il fine ultimo degli uomini che possiedono capitale. La strada sarebbe stata tutta in discesa da qui in poi: da Max Weber che criticò Marx e il termine capitalismo, a Fisher, a Keynes, a Friedman e compagnia cantante. Così come pochi hanno letto Il Capitale di Marx, lo stesso è accaduto per la General Theory, e la confusione partorita da uno si è protratta nel tempo dando vita ad un potente mezzo propagandistico con cui fare un minestrone. La semantica ha fatto il suo lavoro ed i pianificatori centrali hanno preso possesso, attraverso il sotterfugio, del timone della barca. Provate a leggere L'Azione Umana di Mises, non troverete menzione del termine "capitalismo", solo una distinzione tra economia di mercato e di economia pianificata.

Le forze di mercato, sebbene ostacolate progressivamente dall'invadenza della pianificazione centrale, hanno cercato di direzionare in modo sano la produzione all'interno della società. L'economia, infatti, è composta dalle azioni dei singoli individui, la cui mutevolezza non ne permette il completo imbrigliamento. E' stata l'economia di mercato a liberare la società dalla piaga della schiavitù; è stata l'economia di mercato a liberare gli uomini comuni dalla scarsità di cibo; è stata l'economia di mercato, attraverso l'industrializzazione, a concedere agli uomini comuni quegli agi che in passato potevano permettersi solo i nobili; ecc.

E' stato grazie a figure come quelle di Mises, Hayek e Rothbard se si è potuto fare di nuovo chiarezza sul termine capitalismo: la libertà degli individui negli scambi e nel possedere diritti di proprietà. Disse Mises: “Una società che sceglie tra capitalismo e socialismo, non sta scegliendo tra due sistemi sociali; sta scegliendo tra cooperazione sociale e la disintegrazione della società.” Disse Hayek: “La preservazione di quello che è conosciuto come sistema capitalistico, ovvero, il sistema del libero mercato e della proprietà privata dei mezzi di produzione, rappresenta una condizione essenziale per la sopravvivenza dell'umanità.” Disse Rothbard: “Il capitalismo di libero mercato è una rete di scambi volontari e liberi in cui i produttori lavorano, creano e scambiano le loro merci per quelle di altri ad un certo prezzo.”

I meccanismi insiti nel sistema capitalistico (es. profitti/perdite, domanda/offerta, costi/benefici) sono gli strumenti in mano agli imprenditori affinché possano individuare quei settori poco sfruttati e quindi creare determinati elementi maggiormente voluti dalla popolazione. Il loro successo, infatti, è determinato dalla soddisfazione dei consumatori, i quali rappresentano i re indiscussi in un'economia di mercato. Il loro giudizio è "spietato". Coloro che finiscono fuori mercato devono adattarsi e reinventarsi oppure perire e finire nel dimenticatoio. E' questa la sanzione suprema che permette una rete onesta di scambi volontari. La produzione genera la domanda attraverso la quale le imprese possono prosperare e quindi avvantaggiare anche l'intera società. L'allocazione corretta dei risparmi reali (i quali rappresentano un flusso), permette a questo stato di cose di continuare e generare un costante miglioramento delle condizioni di vita.

C'è quindi differenza tra una libera impresa e una direzionata da un ente di pianificazione centrale come lo stato.



CAPITALISMO CLIENTELARE, OGGI

Quando oggi si pensa al capitalismo, si pensa prevalentemente a grandi gruppi finanziari, grandi banche, grandi catene commerciali, ecc. L'uso spregiativo che ne viene fatto, tende ad essere utilizzato dalle persone per etichettare negativamente determinate entità presenti sul mercato. Non c'è un particolare distinguo tra coloro che sono riusciti ad arricchirsi servendo gli altri e coloro che si sono arricchiti depredando gli altri. Sono tutti fatti della stessa pasta, a quanto pare. In questo modo l'immaginario collettivo fa del male anche a sé stesso, perché in questo calderone di confusione va a finirci anche la libera impresa, considerata alla stregua di una pratica selvaggia e disumanizzante.

Come è stato detto prima, il capitalismo fa riferimento a quel sistema di produzione in cui c'è libertà di scambio e di possesso dei diritti di proprietà: come fanno, quindi, ad essere soddisfatti pienamente questi requisiti quando sulla scena economica esiste un apparato coercitivo e monopolistico quale il sistema statale? Non lo sono. Esso parassita continuamente il tessuto produttivo di una nazione, succhiandone la linfa vitale attraverso la sua redistribuzione arbitraria della ricchezza. Forgiandosi dell'onnipotenza di sapere dove allocare meglio le risorse scarse, finisce quasi sempre per incappare in errori i quali vengono sostenuti perché rappresentano la fonte del privilegio e della sopravvivenza dello stato stesso. Il sistema quindi è semi-libero e all'aumentare degli errori aumenta anche l'ingerenza dello stato nell'economia.

Le tasse sono un modo mediante il quale si manifesta materialmente questa ingerenza. L'altro è l'inflazione dei prezzi a seguito di un aumento della massa monetaria. Perché agisce in maniera così fraudolenta? Perché esso rappresenta un investimento improduttivo. L’apparato statale è incapace di produrre, perché non sa operare un calcolo economico: quindi deve prendere altrove (distruggendo lavori) e spendere laddove ritiene arbitrariamente più proficuo. Come ben descritto in Planning for Freedom di Ludwig von Mises, esso ha bisogno di controllare porzioni crescenti del mercato al fine di garantire la propria sopravvivenza. Passo dopo passo, ci si avvicina ad un’economia di comando, dove ogni prezzo e ogni informazione finiscono per esser controllati dai pianificatori centrali. L’insostenibilità di lungo termine di quest’assetto è palese. La storia ci ha fornito un esempio: il crollo del muro di Berlino e il suicidio del partito comunista in Russia. Sebbene negli anni passati fosse ancora possibile ammortizzare gli squilibri causati dalle interferenze statali grazie ad una forte presenza delle forze di mercato, oggi il crescendo di manipolazioni ha raggiunto picchi assurdi.

Tale propensione alla follia può essere sottolineata dando uno sguardo ai livelli dei tassi di interesse storicamente bassi supervisionati dalla FED. Sebbene siano passati ben cinque anni dall'inizio ufficiale della crisi economica, lo zio Sam langue ancora in un limbo economico di sofferenza. Continuando a distorcere i fondamentali dell'economia, tiene in vita attività fallite spacciate per artificialmente sane. La FED non può più astenersi ormai, il grado di dipendenza dalle sue azioni va ben oltre quello che abbiamo visto finora nella storia economica del mondo. Questo significa che non ci sarà più nessun Paul Volcker in grado di vendere di nuovo il bluff di una FED in grado di avere ben saldo il controllo della situazione. Stavolta sono andati oltre. Hanno varcato definitivamente la soglia tra interferenza ed interventismo diretto. Purtroppo, era ineluttabile un simile esito.

Pianificatori centrali come il "Maestro" Greenspan sono figure da additare per il recente sconquasso economico. Malgrado la creazione della FED sia l'evento principe su cui scaricare le colpe, la spinta finale verso il baratro è stata data da mister Alan. Una delle più grandi bolle immobiliari è scoppiata a causa delle sue azioni sconsiderate, e nonostante si continuasse a ripetere di come sia impossibile prevedere lo "scoppio di una bolla", gli alti funzionari della FED hanno persino negato la sua presenza nell'ottennio 1994-2006. I prezzi degli immobili negli Stati Uniti, in questo lasso di tempo, sono aumentati per 111 mesi consecutivi. Questa aberrazione non solo ha trascinato gli USA in un inferno economico/finanziario, ma anche altri paesi i quali hanno portato avanti azioni di politica monetaria simile per stare al passo con gli stampatori folli presso l'Eccles Building. Un esempio su tutti è la Cina mercantilista, la quale ha stampato denaro ingolfando il bilancio della propria banca centrale gravandolo di titoli del Tesoro USA e MBS di Fannie/Freddie. Ma di questo parleremo più avanti.

Così 96 mesi dopo il picco della bolla immobiliare Bernanke/Greenspan, ci sono ancora 20 milioni di famiglie sommerse e carenti di equity con cui uscire dal pantano fangoso accumulato negli anni dalla FED. Infatti pignoramenti e costi esorbitanti dei mutui a cui si sono legati, hanno tagliato le gambe alla classe media impedendo a coloro che ne fanno parte di prosperare quel tanto che bastava da cambiare casa e comprarne una migliore (permettendo, di conseguenza, ai cosiddetti first time buyer di entrare nel mercato e comprare la loro prima casa ad un prezzo accessibile). Quel che resta sono lande desolate di immobili vuoti ed una massa di individui che cerca di avere un tetto sopra la testa andando in affitto. E qui entrano in gioco altri due esiti della pianificazione monetaria centrale: l'effetto redistributivo top-down della stampante monetaria, l'azzardo morale delle entità sovvenzionate artificialmente dal denaro gratis.

L'Effetto Cantillon dell'inflazionismo monetario premia coloro che ricevono per primi il denaro fresco di stampa. Coloro che lo ricevono per ultimi, o non lo ricevono affatto, vengono derubati silenziosamente del potere d'acquisto dei soldi nel loro protafoglio. L'allentamento monetario con cui ha gozzovigliato il duo Greenspan/Bernanke, e che ora sta portando avanti la Yellen, ha sostanzialmente generato questo effetto sostenendo a spese di tutta la popolazione quelle entità che nel 2008 sarebbero dovute scomparire a seguito di una sana pulizia del mercato. Lehman Brothers è stata solamente l'agnello sacrificale per giustificare agli occhi della popolazione più interventismo, sventolando più volte davanti al suo naso il feticcio "velenoso" della deflazione dei prezzi.




La popolazione viene danneggiata in molti modi da una politica inflazionista, come ad esempio un mercato del lavoro debole, salari reali in declino e scoraggiamento del risparmio.




Inutile dire, quindi, che i vincitori sono i grandi debitori e quelle attività privilegiate: lo stato, le grandi corporazioni e le grandi banche d'affari. Tutte le promesse di un futuro più roseo, che passava attraverso un presenza più forte della banca centrale nell'economia e un maggiore regolamentazione dei mercati, sono state puntualmente disattese. La lenta agonia della classe media è tutto ciò che rimane. Coloro che hanno potuto continuare ad operare contrariamente alle forze di mercato hanno beneficiato di ingenti infusioni di liquidità, e l'hanno parcheggiata presso i depositi della FED. Solo una piccola porzione ha invaso l'economia più ampia, altrimenti avremmo assistito ad una catastrofe economico/finanziaria di proporzioni bibliche. Il bello di questa storia è che ci sono addirittura giornalisti di caratura mondiale che spingono per uno scenario simile. Uno di questi, ad esempio, è Martin Wolf. In questo suo editoriale sul FT sprona le banche centrali a fare di più, e ad inondare l'economia più ampia di denaro gratis invocando la cosiddetta "eutanasia del rentier". Questa è la classica logica keynesiana: risolvere i problemi con debito ed una maggiore espansione monetaria.

Grazie a questo elisir, la classe media non ha più un futuro... soprattutto se si pensa che è anche sotterrata sotto una pila irripagabile di debiti studenteschi. E che fa il Congresso? Cerca di allentare ulteriormente la concessione del credito! Non bastava il fiasco immobiliare, alla popolazione viene venduta un'immagine dell'economia completamente distorta pretendendo che un ammontare di $1.1 bilioni di debiti non esistano.




Considerato lo stato decadente del mercato del lavoro e le condizioni salariali della classe media sopra descritte, quali conseguenze avranno sulla produzione americana? Sarà erosa pezzo dopo pezzo. "Quando qualcosa non può più andare avanti, si fermerà" diceva Herbert Stein. Infine, come per aggiungere la ciliegina sulla torta, il comparto bancario continua a ingozzarsi di pattume obbligazionario/azionario alla disperata ricerca di rendimenti decenti in questo panorama distorto. I loro bilanci sono ancora disastrati e rappresentando un investimento improduttivo che doveva essere pultio dall'azione delle forze di mercato cinque anni fa, la sua sopravvivenza continua a drenare risorse dall'economia più ampia. Le distorsioni operate dalla banca centrale per mantenerlo artificialmente in vita hanno rotto il sistema di price discovery e di ponderazione del rischio. In questo modo proseguono alla cieca alla ricerca di "investimenti" redditizi per nascondere quanto più a lungo possibile la cancrena della loro esistenza. Questo le conduce a fagocitare asset di dubbia qualità ed a crearne altrettanti di dubbia qualità, aumentando la mole di errori all'interno del tessuto economico.

In questo preciso istante la "finanza creativa" ha partorito altri abomini, e dopo le cartolarizzazioni dei mutui della precedente bolla immobiliare adesso si sta dilettando a cartolarizzare il flusso degli affitti. Quanto potrà durare questa situazione data la descrizione sopra fornita della classe media statunitense? Nella loro ottica questa domanda non si pone, perché finché ci sarà la FED che elargirà denaro praticamente gratis potranno continuare ad agire sconsideratamente comprando qualsiasi asset a prezzo nominale, gonfiandone il valore e facendo sembrare tutta rosa e fiori una situazione che in realtà marcisce nel profondo. In questo articolo del WSJ potete leggere nel dettaglio di come funziona l'indebitamento a leva del settore bancario centrale e del pattume che ingloba. L'ultima volta non è finita bene, e nemmeno la prossima.



IL LIMBO EUROPEO

Giovedì scorso è stato il giorno dello zio Mario, in cui la maggior parte dei commentatori economici e dei trader si aspettava un sostanzioso cambio di marcia da parte della BCE. Sin dall'ultimo LTRO, la banca di Francoforte è rimasta passivamente alla porta cercando di sgonfiare il proprio bilancio e sterilizzando quegli asset inglobati durante i picchi neri della crisi europea. Una mossa astuta per far credere ai mercati di avere la situazione sotto controllo e di aver implementato una "exit strategy" da percorsi non convenzionali. Il bluff non è durato molto perché il pattume obbligazionario è stato riparcheggiato nei bilanci della banche commerciali, e questi bilanci sono un'orgia di artifizi contabili. Sembra quasi che si stiano sforzando per profumare un cadavere in modo da affermare senza ombra di dubbi che sia vivo.

Quindi è arrivato il discorso del "whatever it takes" ma in questo modo lo zio Mario ha solo fatto una cosa: comprato tempo. Ha semplicemente fornito una garanzia a sostegno delle attività del comparto bancario europeo, la liquidità ce l'ha messa la FED ed altre banche centrali del mondo che hanno acquistato le obbligazioni statali dei paesi europei.




Il settore bancario centrale è un cartello, ed ognuno dei suoi componenti dipende dall'altro. Grazie alla "generosità" altrui l'Europa è rimasta in piedi fino ad ora, ma ciò non basta perché gli investimenti improduttivi che dovevano essere eliminati alla comparsa della crisi sono rimasti tutti là: settore bancario comemrciale e obbligazioni statali. Continuano a drenare risorse, sono una dolina per le risorse nell'economia più ampia. Si pensa ingenuamente che anche stavolta si possa schivare il proiettile fatale, ma si è ormai andati troppo oltre. Il deleveraging artificiale imposto su Main Street non farà altro che condannarlo ad una lenta agonia costituita da un rallentamento industriale, produttivo e creativo, a vantaggio di entità incancrenite che ancora spasimano per conservare il loro "corpo" recalcitrante. Sono funzionali al sistema. Danno una parvenza di trasparenza. Da intermediario tra mutuatario e prestatore, il settore bancario commerciale si è trasformato in hub per una serie infinita di privilegi e sotterfugi finanziari.

L'ultima prova in ordine cronologico è rappresentata proprio dal discorso dello zio Mario. Nella sua relazione finale ha affermato con sarebbe cambiato il panorama in base alle sue nuove disposizioni "rivoluzionari" e "determinanti". Un altro bluff con cui cerca ancora di guadagnare tempo, quindi guardatevi bene dai titoli sensazionalistici dei giornali. Infatti i trader continuano ad andare long sull'EURUSD. Già a gennaio le banche commerciali avevano ripagato €450 miliardi dei prestiti LTRO consentendo il riassorbimento delle riserve in eccesso, quindi il tasso negativo sui depositi presso la BCE non le tange.




Il taglio del tasso benchmark è uno specchietto per le allodole, perché in realtà l'ambiente economico resta ancora incline ad essere avverso al prestito. Le banche commerciali hanno ancora bilanci disastrati e le persone sono scoraggiate a fare impresa. L'unica nota di cui tenere conto è la volonta di monetizzare i titoli del mercato ABS. Detto in altre parole, tentare di aggirare i vincoli della BCE per quanto riguarda le obbligazioni statali ed acquistare titoli emessi dalle banche commerciali a valore nominale (mentre queste ultime continuano ad ingozzarsi di titoli di stato europei). Questi tipi di asset sono risultati in calo sin dall'inizio della crisi mondiale e per una ragione ben solida: la tossicità legata all'azzardo morale di cui sono forieri ha quasi disintegrato l'economia mondiale.




Tornare a gonfiare il valore di questi asset ha il solo scopo di far apparire più solidi i bilanci delle banche commerciali. In questo modo si prenderebbero due piccioni con una fava: si terebbe in piedi un comparto bancario decotto, il quale a sua volta continuerebbe a riempirsi di titoli di stato europei. Nessun conseguenza apparente? Nessun problema. Lo stato continuerebbe a spendere e continuerebbe a distruggere quei lavori e quelle imprese a cui sottrae risorse. La vera miccia che farà scoppiare il barilotto di polvere da sparo europeo saranno proprio i default aziendali. Ne abbiamo prova qui in Italia. La desertificazione produttiva e industriale nel nostro paese è impressionante, ma lo stato non può tirarsi indietro pena il suo fallimento immediato. In questo modo lo si rimanda solamente nel tempo, ma ad un prezzo più salato. Quando arriverà quel giorno, perché quel giorno è sicuro che arriverà, la BCE deciderà di intervenire attivamente. La reputazione della Germania è quella che ha salvato fino ad ora le sorti dell'Europa, e la sua inossidabile reticenza ad un QE è quella che ha alimentato questa reputazione. Questo nell'ottica di poter trovare un modo per sistemare i problemi nell'eurozona, ma fino ad ora tutto è fallito proprio perché le forze di mercato spingono per una recessione.

Però nonostante con la bocca la Merkel dicesse "no, no" con gli occhi diceva "sì, sì", visto quanto il paese teutonico ha "investito" nell'Europa meridionale. Così, di fronte ad un'imminente crisi che rischierà di buttare l'intera eurozona nel baratro la Germania non farà obiezioni ad un QE. La BCE seguirà la via già tracciata dallo zio Ben e da Abe, andando a creare caterve di soldi digitali per tenere a galla una nave che affonda. Per un semplice motivo: i risparmi reali, i quali permettono una crescita sana dell'economia e in accordo con le forze di mercato, non si possono creare dal nulla. Guardate, ad esempio, le orribili cifre a cui è arrivato il BDI (una sorta di termometro della produzione industriale mondiale).

Scrive David Stockman in merito alla questione ABS:

[...] Il mercato ABCP non è un luogo dove i mutuatari commerciali o i consumatori possono trovare una nuova fonte di credito al di fuori del sistema bancario. Si tratta invece di un'arena di ingegneria finanziaria in cui le banche avranno la possibilità di spuntare falsi profitti attraverso un espediente contabile noto come "gain-on-sale". Ciò significa che quando i crediti esigibili sulle carte di credito o i prestiti alle piccole imprese sono "raggruppati" dalle banche commerciali (che li emettono) e venduti in canali fuori bilancio (sotto forma di ABCP), i profitti possono essere incassati immediatamente. Infatti la tecnologia moderna consente di considerare come profitto lo strisciamento della carta di credito nel nanosecondo in cui accade, e la contabilità tradizionale consente di accreditare profitti da un prestito per automobili (7 anni emesso al 110% del valore del veicolo) non appena la macchina esce fuori dal lotto del rivenditore.

La pistola fumante dell'attuale manovra della BCE è contenuta nell'andamento del mercato statunitense ABCP. Nel periodo precedente alla crisi del 2008 ha raggiunto un picco di $1,200 miliardi, ma sin da allora è scomparso. Ora ammonta a $250 miliardi, 80% sotto il picco del luglio 2007.
Come si può notare, nonostatne il gergo finanziario, l'unico strumento in mano alle banche centrali è sempre lo stesso: fare la stessa cosa all'infinito e aspettarsi risultati diversi. E' per questo che vengono inventate scuse puerili come la presunta "lowflation". E' per questo che niente è stato aggiustato in Europa. E' per questo che niente potrà essere aggiustato da qualsiasi misura partorita da una banca centrale.




[Cliccate qui per leggere la seconda parte di questo saggio: http://johnnycloaca.blogspot.com/2014/06/crepe-strutturali-2.html ]


Il Pianificatore (ovvero: L’Ingegnere, Terza ed ultima Parte)

Von Mises Italia - Ven, 13/06/2014 - 08:00

Si conclude così questa raccolta di scritti, apparsa per la prima volta su The Counter-Revolution of Science. Speriamo, come sempre, di aver suscitato un qualcosa in Voi, una scintilla che Vi spinga ad andare avanti, a ricercare, a conoscere, a non accettare. Come il nostro motto recita, infatti, Tu ne cede malis, sed contra audentior ito. Buona lettura! [NdR]

È questo conflitto con un forte istinto umano, notevolmente rinforzato nella persona dello scienziato e dell’ingegnere, a rendere l’insegnamento delle scienze morali così poco apprezzato. Come Bertrand Russell ha ben descritto,

il piacere della costruzione pianificata è uno delle motivazioni più potenti negli uomini che uniscono l’intelligenza all’energia; qualsiasi cosa possa essere costruita secondo un piano, un tale uomo tenterà di costruirla… il desiderio di creare non è in sé idealistico poiché è una forma di amore del potere e, dato che il potere di creare esiste, ci saranno uomini desiderosi di usare questo potere anche se la natura, senza bisogno d’aiuto, fornisse un risultato migliore di quelli che possono essere determinati con una deliberata intenzione. [1]

Questa dichiarazione si trova, tuttavia, all’inizio di un capitolo significativamente intitolato “Società Create Artificialmente,” nel quale Russell stesso sembra sostenere queste tendenze argomentando che “nessuna società può essere considerata come completamente scientifica a meno che sia stata creata deliberatamente con una determinata struttura per compiere determinati scopi.” [2] Così come questa dichiarazione sarà compresa dalla maggior parte dei lettori, esprime brevemente quella filosofia scientista che per mezzo dei suoi promotori ha fatto di più per generare l’attuale tendenza verso il socialismo di tutti i conflitti fra interessi economici che, benché sollevino un problema, non indicano necessariamente una particolare soluzione. Per la maggior parte delle guide intellettuali del movimento socialista, almeno, è probabilmente vero dire che sono socialisti perché il socialismo appare loro come A. Bebel, capo del movimento democratico sociale tedesco, lo definì sessant’anni fa, ovvero “scienza applicata in chiara consapevolezza e con completa comprensione di tutti i campi dell’attività umana.” [3]

La prova che il programma del socialismo realmente deriva da questo genere di filosofia scientista deve essere riservata a studi storici dettagliati. Attualmente la nostra preoccupazione è pricipalmente di mostrare in che misura l’errore intellettuale puro in questo campo può interessare profondamente tutti gli aspetti dell’umanità.

Quello che la gente così poco disposta a rinunciare a qualsiasi potere di controllo cosciente sembra non poter comprendere, è che questa rinuncia di potere cosciente, potere che deve sempre essere potere dell’uomo su altri uomini, è per la società nell’insieme soltanto una rassegnazione apparente, un’auto-negazione su cui gli individui sono invitati ad esercitarsi per aumentare i poteri della specie, per liberare la conoscenza e le energie degli innumerevoli individui che potrebbero non essere mai utilizzati in una società diretta coscientemente dall’alto. La grande sfortuna della nostra generazione è che la direzione che è stata data ai suoi interessi per mezzo dello stupefacente progresso delle scienze naturali non è una direzione che li aiuti nella comprensione del più grande processo di cui noi individui siamo soltanto una parte o nell’apprezzamento di come contribuiamo costantemente ad uno sforzo comune senza dirigerlo o obbedire ad ordini altrui. Vedere questo richiede un genere di sforzo intellettuale di un carattere diverso da quello necessario per il controllo delle cose materiali, uno sforzo in cui la formazione tradizionale in “studi umanistici” ha dato almeno una certa pratica, ma al quale i tipi ora predominanti di educazione sembrano preparare sempre meno.

Più la nostra civilizzazione tecnica avanza e più, quindi, lo studio delle cose come distinte dallo studio degli uomini e delle loro idee si qualifica per le posizioni più importanti ed influenti, e più significativo diventa il solco che separa due diversi tipi di mente: una rappresentata dall’uomo la cui ambizione suprema è di far girare il mondo attorno a lui in una enorme macchina, ogni cui parte, al suo premere un tasto, si muove secondo il suo disegno; e l’altro rappresentato dall’uomo il cui interesse principale è lo sviluppo della mente umana in tutte le sue funzioni, che nello studio della storia o della letteratura, dell’arte o della legge, ha imparato a vedere gli individui come componenti di un processo in cui il suo contributo non è diretto ma spontaneo e dove contribuisce alla creazione di qualcosa più grande di lui o di quanto qualunque altra singola mente potrà mai progettare.

È questa consapevolezza di far parte di un processo sociale, e del modo in cui i diversi sforzi interagiscono, che la sola formazione scientifica o tecnologica sembra così deprecabilmente non riuscire a trasmettere. Non sorprende che molte delle menti più attive fra quelle in tal modo addestrate presto o tardi reagiscano violentemente contro le mancanze della loro formazione e sviluppino una passione per l’imposizione alla società dell’ordine che non possono trovare con i mezzi di cui hanno familiarità.

Conclusione

In conclusione è forse desiderabile ricordare al lettore una volta di più che tutto quello che abbiamo detto qui è diretto soltanto contro un uso sbagliato della scienza, non contro lo scienziato nello speciale campo di sua competenza, ma contro l’applicazione delle sue abitudini mentali nei campi in cui non è competente. Non c’è conflitto fra le nostre conclusioni e quelle della scienza legittima.

La lezione principale a cui siamo arrivati è effettivamente la stessa che uno degli allievi più acuti del metodo scientifico ha tratto da un’indagine in tutti i campi di conoscenza: è che “la grande lezione di umiltà che la scienza ci insegna, che non potremo mai essere onnipotenti o onniscienti, è la stessa di tutte le grandi religioni: l’uomo non è e non sarà mai il dio di fronte al quale si deve piegare. “[4]

Di Friedrich von Hayek

Tradotto da Flavio Tibaldi

Tratto da La Voce del Gongoro

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Note

[1] The Scientific Outlook, 1931, P. 211.

[2] Ibid., p. 211. Il passaggio citato potrebbe essere interpretato in un senso inconfutabile se “determinati scopi” è inteso non riferito a particolari risultati predeterminati ma come capacità di fornire ciò che gli individui desiderano in un qualunque momento – cioè, se ad essere progettato è un macchinario che può servire molti fini e non ha bisogno a sua volta di essere orientato “coscientemente” verso un fine particolare.

[3] A. Bebel, Die Frau und der Sozialismus, 13a ed., 1892, p. 376. ”Der Sozialismus ist die mit klarem Bewusstsein and mit voller Erkenntnis auf alle Gebiete menschlicher Taetigkeit angewandte Wissenschaft.” Cfr. anche Socialismo e Scienza Positiva di E. Ferri (trad. dall’edizione italiana del 1894). Il primo a vedere chiaramente questo collegamento sembra essere M. Ferraz, Socialisme, Naturalisme et Positivisme, Parigi, 1877.

[4] M.R. Cohen, Reason e Nature, 1931, P. 449. È significativo che uno dei membri principali del movimento di cui ci preoccupiamo, il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, abbia scelto esplicitamente il principio opposto, homo homini Deus, come sua massima guida.

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O ti evolvi, o ti spacco la faccia

Luogocomune.net - Gio, 12/06/2014 - 20:10
"Una nuova teoria suggerisce che i nostri progenitori maschi abbiano sviluppato robuste strutture facciali come difesa contro le scazzottate."

Esordisce così un articolo della BBC, che cita una ricerca scientifica nella quale si sostiene che lo sviluppo di una robusta mandibola negli umani maschi sia stato il risultato "di una violenta competizione per conquistarsi le femmine e le risorse disponibili."

Come è noto - sostengono questi scienziati - negli scontri a mani nude fra i maschi è spesso l'osso mandibolare a restare spezzato, e "siccome senza mandibola non si può mangiare", ecco che l'evoluzione ha lentamente messo da parte tutti quelli con la mandibola più debole, finendo per "selezionare" per la sopravvivenza splendidi esemplari mascelluti, come ad esempio Primo Carnera.

In altre parole Primo Carnera, con il suo mandibolone, dovrebbe ringraziare una lunga serie di antenati che sono riusciti a sopravvivere alle mille scazzottate del corso dei millenni, grazie appunto ad una mandibola più grossa del normale.

Naturalmente, non proveremo nemmeno per un attimo ad affrontare seriamente una tesi così ridicola, ...
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