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Risveglio doloroso

Freedonia - Ven, 01/08/2014 - 10:05




di Francesco Simoncelli


“Quella che in famiglia viene definita prudenza, difficilmente può essere chiamata follia ad un livello superiore.” ~ Adam Smith


Almeno una volta nella vita, la maggior parte di noi ha ecceduto con l'alcol e il giorno dopo si è ritrovato una gran bel mal di testa. Questo è sintomo di due cose: si è oltrepassato i propri limiti, la materia prima con cui si è ecceduto era di scarsa qualità. Sebbene eccedere sia sempre dannoso, in qualsiasi aspetto della propria vita, anche la qualità gioca un ruolo preponderante. Nel nostro caso, ovvero, nel caso della sbronza europea dovuta ad un eccesso di debiti alimentata da liquidità di scarsa qualità, il post-sbornia ancora deve arrivare. Infatti non si è fatto altro che diminuire la dose di alcol ingerito. Quel tanto che basta per tenersi brilli e rimandare ancora di un po' il duro risveglio. E' difficile affrontarlo. Non si ha affatto la voglia di affrontare il lungo percorso di riabilitazione, periodo allungato ulteriormente dalla continua ingestione di alcol monetario. Inoltre, la consapevolezza del giorno dopo, potrebbe portare ad una decisione drastica: basta sbronze.

Continuare a bere, quindi, non risolve affatto i problemi di fondo. Così come continuare a sostenere artificialmente attività fallite, non risolve i problemi alla base del caos europeo. Gli stati e le banche centrali hanno letteralmente fatto i salti mortali per evitare il fallimento del comparto bancario e di quelle attività definite TBTF, impedendo alle forze di mercato di ripulire il panorama economico da quegli errori che dal 2010 sono emersi prorompenti. L'intervento dei pianificatori centrali a tamponare in qualche modo il risultato disastroso delle loro azioni, è l'equivalente di quando si spazza la polvere sotto il tappeto. Nessuno la vede, ma è lì sotto. Fino a quando l'eccessiva quantità di sporco non finisce per invadere tutta la casa, e una nuvola bianca tossica satura l'aria dell'abitazione.

Forse è proprio l'ingestione di questa dose eccessiva di alcol monetario che ha portato alla demenza i banchieri centrali, agendo scriteriatamente con i loro "strumenti non convenzionali". In realtà questa non è altro che la conseguenza di quello che Mises descriveva in Planned Chaos: una volta che la pianificazione centrale inizia ad armeggiare con il sistema dei prezzi, non può più fermarsi pena la sua bancarotta (finanziaria ed intellettuale).

I nostri problemi, infatti, sono riconducibili essenzialmente al sistema monetario fiat in cui viviamo: il denaro elastico, emesso ad voluntatem da un ente bancario centrale, incentiva un comportamento irresponsabile attraverso l'uso della riserva frazionaria. Le banche commerciali sono, quindi, spinte a diminuire i loro rapporti di riserva ed a concedere prestiti al di là della capacità effettiva dei loro depositi (es. concedere più prestiti rispetto alla disponibilità di risparmi reali). Questo mette in moto un boom artificiale il quale deve necessariamente concludersi in un bust, ovvero, una correzione deflazionistica ed una contrazione di quei bilanci che incorporavano investimenti improduttivi. Nel caso del comparto bancario, essere purgato dai prestiti creati dal nulla e non sostenuti dal risparmio reale. Le banche centrali, il cui vero mandato è quello di salvaguardare il comparto bancario commerciale e di riflesso le finanze statali, hanno evitato tutto ciò iniettando vita artificiale in attività decotte. In questo modo hanno intorbidito i fondamentali di mercato, creando un ambiente in cui diventa sempre più impossibile discernere gli investimenti produttivi da quelli improduttivi.



LA STRATEGIA DELLA BCE: VIVERE ALLA GIORNATA

L'unico modo in cui le banche centrali stanno riuscendo a mandare avanti la baracca, è attraverso risposte che arrivano man mano che vengono individuati i problemi. Riescono a direzionare, in un modo o nell'altro, il breve termine ma non hanno alcun controllo sul lungo termine. Il problema di questo approccio è questo: anche il breve termine si sta trasformando in brevissimo termine. Impossibilitati dall'operare un calcolo economico in accordo con le forze di mercato, i pianificatori centrali si vedranno sempre più pressati da eventi imprevedibili che ricorderanno agli attori di mercato quanto siano impotenti davanti alle forze di mercato. Non hanno punti di riferimento. Quindi si adattano al mutare della situazione.

Sin da quando è scoppiato il caos europeo nel 2010, i banchieri centrali e gli stati sono intervenuti nei mercati per mitigare l'effetto purificatore di una pulizia degli errori passati. Sin da quel momento le banche centrali stanno vivendo alla giornata. Hanno proceduto a comprare asset tossici ed a nazionalizzare attività in bancarotta. La BCE, ad esempio, garantendo per le obbligazioni europee ha scatenato un'orgia di acquisti forti del sostegno dello zio Mario qualora le cose fossero peggiorate. In questo modo non si capisce più quale attività bancaria sia sana e quale no, quale riesce a tenersi a galla con le proprie forze e quale no. Arroventando il mercato obbligazionario, la BCE non ha fatto altro che permettere allo stato di ottenere finanziamenti attraverso il settore bancario commerciale e di conseguenza permettere agli investimenti improduttivi di continuare a drenare risorse dal resto dell'economia.




L'interventismo delle banche centrali sta solo nascondendo l'inevitabile bancarotta del comparto bancario commerciale e dello stato. Rappresentando entrambi investimenti improduttivi, alla fine dovranno essere purgati. Più si rimanderà questo evento, più sarà doloroso riprendersi. La BCE, prima col LTRO e poi col "whatever it takes", ha concesso spazio di manovra a stati in bancarotta e banche commerciali che nel decennio 1999-2009 hanno ecceduto con debiti e riserva frazionaria. Non bisogna scordarsi, inoltre, che questo comportamento lascivo è stato alimentato dalla stessa BCE attraverso l'espansionismo monetario durante il suddetto decennio.

Se ne stanno accorgendo gli stessi pianificatori centrali, realizzando di non essere affatto muniti di quell'onniscenza di cui tanto si vantavano durante la fase di boom artificiale. Stanno comprendendo che intaccare il meccanismo di price discovery ha un prezzo. Soprattutto se il prezzo manipolato è quello più importante di tutti: il tasso di interesse. Riallocare la produzione verso settori più desiderati dall'insieme delle forze di mercato richiede tempo, e questo processo, a causa dell'interferenza delle banche centrali, sta venendo deturpato a favore di interessi riguardanti una ristretta cerchia di individui. I banchieri centrali sono, purtroppo, fossilizzati in una mentalità in cui loro vestono il ruolo di idraulici monetari in grado di poter "aggiustare" i guai economici che emergono ciclicamente.

Non sorprende quindi se ultimamente sono emerse notizie che portavano alla nostra attenzione un rinnovato allarme per le banche europee, in particolare per quelle austriache e portoghesi. Come potete notare dal grafico qui sopra, le banche commerciali hanno investito pesantemente nei bond statali fornendo presumibilmente pasti gratis agli stati. Questi ultimi hanno continuato a sprofondare nel debito come se niente fosse. Nel frattempo i rendimenti obbligazionari sono calati, perché la manipolazione verso il basso dei tassi di interesse e il costo del denaro quasi a zero ha fornito un grande incentivo a coloro che per primi ricevono il denaro fresco di stampa. Questo carry trade ha funzionato per un po', ma l'accumularsi di nuovi errori, asset non performanti, crediti incagliati e sofferenze varie, hanno richiesto al comparto bancario commerciale la ricerca di rendimenti più alti per compensare questa triste situazione.

Questo lo ha spinto sempre di più verso le obbligazioni spazzatura. Non è una sorpresa, soprattutto in forza del bluff di Mario Draghi ed alle regole di Basilea III. Se una determinata attività fallisce significa che non riesce a stare più sul mercato a causa delle sue scelte sbagliate e alla volontà dei consumatori di "punire" quella determinata attività poiché non soddisfa più i loro desideri. Rimanere in vita significa operare in perdita. Sarebbe folle. A meno che non ci sia qualcuno che sia disposto a mettere soldi per far continuare questa follia. Durante l'ultima conferenza stampa le banche commerciali si aspettavano un QE da parte della BCE, in modo da tamponare temporaneamente le gravi difficoltà che si ritrovano nei loro bilanci. Sono stati delusi da una timida proposta d'intervento da parte della BCE. Perché? Perché gli annunci risolutivi della BCE saranno per lo più inefficaci. Fino ad ora si sono dimostrati tali.

Le banche potranno potranno prendere in prestito denaro dalla BCE allo 0.15% e prendere in prestito fondi d'emergenza allo 0.40%, inoltre i depositi presso la banca centrale richiederanno il pagamento di un interesse dello 0.1%. Quest'ultima mossa è stata salutata dalla stampa come la più stimolante nei confronti del mondo del prestito da 5 anni a questa parte. Non è così. Il denaro depositato in quei conti è registrato sul bilancio della banca centrale, questo significa che può essere prestato solo a quegli istituti finanziari che hanno un conto presso la BCE. Esatto, questo significa altre banche.

Sin dallo scoppio della crisi nel 2008 le banche non si fidano più l'una dell'altra e il tasso interbancario è letteralmente sprofondato. Perché? Perché i loro bilanci sono un disastro e temono una qualsiasi margin call da parte di un altro istituto che le potrebbe portare a finire sul lastrico e scatenare un contagio globale. La liquidità quasi gratis fornita al sistema bancario commerciale è un paravento, è un bluff, è uno specchietto per le allodole. Serve solo ad uno scopo: spruzzare profumo su un cadavere.



NEL FRATTEMPO, DALL'ALTRO LATO DELL'OCEANO...

Agendo in maniera più spregiudicata rispetto alla BCE, anche la FED sta perseguendo una politica di tassi di interesse a zero. Inoltre continua ad inondare gli istituti finanziari, ed altre attività privilegiate, di denaro a buon mercato inglobando nel suo bilancio obbligazioni e titoli tossici (es. MBS). Questa strategia ha permesso allo zio Sam di galleggiare ancora per un po', ma a che prezzo? Così come evidenziato poco sopra, la sovvenzione artificiale di attività fallite ha permesso loro di rimanere sul mercato drenando risorse dall'economia reale. La maggior parte della liquidità immessa dalla FED è rimasta nel circuito finanziario, andando a gonfiare bolle nel settore obbligazionario ed azionario.




Sin dalla fine del 2008 la FED, agendo come agente di un cartello bancario e difensore delle finanze statali, ha tenuto in piedi queste due entità infondendo in loro vita artificiale. La manipolazione risultante ha forzato progressivamente in basso tutti i vari rendimenti di quegli asset in cui l'ingegneria finanziaria ha messo gli occhi. Ora sono arrivati ai loro minimi di sempre. Questo vuol dire che il mercato obbligazionario corporativo, quello statale ed il mercato azionario sono fortemente distorti. I prezzi sono fortemente distorti. Ma la storia ha sempre dimostrato che situazioni simili non restano così per sempre, prima o poi arriva il momento della resa dei conti. O il barista smette di servire drink o l'alcolizzato di turno ci rimette le penne. Ovvero, o a causa di una FED che raffredda la sua stampante monetaria arroventata, o a causa di un aumento improvviso dell'inflazione, questi mercati gonfiati artificialmente vedranno massicce vendite.

E dopo le ultime cifre riguardanti il PIL degli Stati Uniti, per quanto possa essere una misura affidabile, sta facendo registrare una contrazione evidente, segno tangibile che non esiste alcuna ripresa sostenibile. Ormai è una questione di "quando", non di "se", arriverà il momento della resa dei conti.




La FED, come al solito verrà colta di sorpresa. Il suo modo di agire crea inevitabilmente deformazioni del tessuto economico, ma la sua retorica nega l'esistenza di un tale esito o afferma l'impossibilità di predirne la portata distruttiva. Questo perché il keynesismo è la sua religione. Gli economisti presso la FED guardano un monitor, osservano i dati ed agiscono di conseguenza. La presunta positività dei dati li induce a festeggiare. Questo perché non possiedono una teoria del capitale né una teoria del ciclo economico. Navigano in un mare in cui s'è alzata una nebbia fitta. I pianificatori centrali gridano: "Avanti tutta!" Non si preoccupano della possibilità degli scogli. Il keynesismo è questo: avere cartine di navigazione in cui sono stati cancellati gli scogli.




Il circuito finanziario è un grande casinò a cui hanno accesso solo determinati individui, di certo non è aperto alla gente comune. Quest'ultima è quella a cui viene lasciato il cerino in mano. I pezzi grossi cercheranno di calcolare il momento in cui uscire e lasciare la patata bollente al prossimo fesso di turno (di solito è quasi sempre il contribuente). E' andata così nel 2007 e andrà così anche la prossima volta. La tempistica sarà tutto.

Le crepe si formeranno nei mutuatari marginali, coloro accorsi alla fine della festa e che cercheranno di spuntare qualche profitto in un mercato vicino alla saturazione. Questo vale per la maggior parte delle nazioni indebitate di oggi: una volta che i mutuatari marginali inizieranno a fallire, si porteranno dietro tutti coloro che sono rimasti nel gioco. Questo significa che lo stato e la banca centale saranno di nuovo chiamati in causa per intervenire e fornire garanzie al fine di tamponare le perdite. I grafici qua sopra ci mostrano che le perdite da sopportare saranno enormi, ma dopo tutte le volte a cui si è ricorso a questo strategemma il bacino dei risparmi reali ne ha risentito enormemente. Quando diventerà negativo significherà questo: cirrosi epatica. Ci stiamo avvicinando.

La FED e le altre banche centrali hanno generato la terza bolla più grande della storia nel mercato azionario. Quanto tempo può mancare al suo scoppio? A giudicare da come stanno agendo i grandi player, i tempi si stanno facendo sempre più stretti. Gli hedge fund, i fondi pensione, i fondi assicurativi e gli stranieri stanno tutti vendendo azioni americane. Ma come è possibile, allora, che il mercato non sia già crollato? Perché i profitti delle corporazioni vengono "investiti" per ricomprare le azioni che sono state emesse dalle società stesse. L'ultima volta che abbiamo visto una cosa del genere era il 2007... sicuramente ricorderete cosa è successo un anno dopo. Produttività? Innovazione? Creatività? Niente di tutto questo. Solo scommesse nel casinò di Wall Street con strumenti finanziari di dubbia solvibilità.




La ZIRP ed i vari inerventi della FED hanno imbastito questo lugubre spettacolo in cui i fondamentali di mercato sono da tempo smorzati e le valutazioni di mercato impossibili da decifrare. Il denaro gratuito ha fatto ubriacare il settore azionario ancora una volta, e sebbene i profitti sembrano in ascesa ora -- anche grazie a quelle corporazioni che si ricomprano le proprie azioni -- questo modo di agire equivale ad un contadino che invece di piantare i semi se li mangia. Ad ottobre la Yellen ha affermato di voler terminare il massiccio programma mensile di acquisto di asset. Vedremo cosa succederà una volta che l'alcol monetario smetterà di fluire nel casinò di Wall Street. Ciò che conta ora per quelle attività che sono improduttive, è portare a casa rendimenti; se si fossero curati dei fondamnetali di mercato sarebbero già fallite. Sono ubriache. Non agiscono razionalmente.



Così come in un bar pieno di persone, nessuno di preoccuperà se uno o due individui lasceranno in sordina il locale. I grattacapi arrivano quando qualcuno si alza dallo sgabello in chiaro stato di panico e grida: "Al fuoco!" Perché dovete ricordare una lezione fondamentale: anche stavolta non è diverso dalla precedente. Nel frattempo, come ricordato spesso su queste pagine, i BRICS hanno fatto la loro mossa per spodestare il dollaro come valuta di riserva mondiale e (col tempo) re-introdurre un gold exchange standard, ufficializzando la nascita della BRICS Development Bank. Una sorta di "mini FMI", potremmo dire. Leggiamo dalla dichiarazione ufficiale:

Siamo seriamente delusi e preoccupati per la mancata attuazione delle riforme decise nel 2010 da parte del Fondo Monetario Internazionale (FMI), cosa che incide negativamente sulla sua legittimità, credibilità ed efficacia. Le riforme dell'FMI si basano su impegni di alto livello, i quali hanno già rafforzato le sue risorse e devono anche portare alla modernizzazione della sua struttura di governance in modo da rispecchiare al meglio il crescente peso degli EMDC nell'economia mondiale. L'FMI deve rimanere un'istituzione basata sulel quote. Invitiamo i membri dell'FMI a trovare il modo per attuare la 14° General Review of Quotas senza ulteriori ritardi. Ribadiamo il nostro invito all'FMI di sviluppare opzioni per andare avanti con il processo di riforma, al fine di garantire una maggiore voce e rappresentanza agli EMDC, nel caso in cui le riforme decise nel 2010 non siano entrate in vigore entro la fine dell'anno. Chiediamo inoltre ai membri dell'FMI di raggiungere un accordo definitivo su una nuova formula per la 15° General Review of Quotas, in modo da non compromettere ulteriormente la scadenza del gennaio 2015.

I BRICS, così come gli altri EMDC, continuano ad incontrare notevoli vincoli di finanziamento per colmare le lacune infrastrutturali e le esigenze di uno sviluppo sostenibile. Con questo in mente, siamo lieti di annunciare la firma dell'Accordo che istituisce la New Development Bank (NDB), con lo scopo di mobilitare risorse per le infrastrutture ed i progetti di sviluppo sostenibile nei paesi BRICS e nelle altre economie emergenti e in via di sviluppo. Apprezziamo il lavoro svolto dai nostri ministri delle finanze. Sulla base di sani principi bancari, l'NDB rafforzerà la cooperazione tra i nostri paesi ed integrerà gli sforzi dellevarie istituzioni finanziarie per uno sviluppo globale, contribuendo in tal modo al nostro impegno collettivo di raggiungere l'obiettivo di una crescita forte, sostenibile ed equilibrata.

La Banca avrà un capitale iniziale di $100 miliardi. Il capitale iniziale sottoscritto sarà di $50 miliardi, equamente ripartiti tra i membri fondatori. Il primo Presidente del Consiglio dei Governatori verrà dalla Russia. Il primo presidente del Consiglio di Amministrazione verrà dal Brasile. Il primo Presidente della Banca verrà dall'India. La sede della Banca sarà situata a Shanghai. Il New Development Bank Africa Regional Center avrà sede in Sud Africa in concomitanza con la sede centrale. Ci rivolgiamo ai nostri ministri delle finanze affinché elaborino le modalità per la sua operatività.

Siamo lieti di annunciare la firma del Trattato per l'istituzione del BRICS Contingent Reserve Arrangement (CRA) con una dimensione iniziale di $100 miliardi. Questo accordo avrà un effetto positivo: aiutare i paesi a prevenire le pressioni sulla liquidità di breve termine, promuovere ulteriormente la cooperazione dei BRICS, rafforzare la rete di sicurezza finanziaria globale e completare gli accordi internazionali esistenti. Apprezziamo il lavoro svolto dai nostri ministri delle finanze e dai governatori delle banche centrali. L'Accordo è un framework per fornire liquidità attraverso currency swap in risposta a pressioni, potenziali o effettive, di breve termine sulle bilance dei pagamenti.


IL MONDO NON SI FERMA AL DEFAULT

Nella loro cecità i pianificatori centrali non si sono accorti di una semplice cosa. La vera minaccia ai sistemi monetari fiat non è l'incombenza perenne dell'insolvenza, bensì la loro testardaggine nel voler mandare avanti questo baraccone così com'è. La storia è pingue di esempi in cui il denaro fiat è morto. E' nella sua natura. L'incentivo all'eccesso è sempre stata una caratteristica che ha rappresentato nel lungo termine il suo epitaffio. Infatti, l'insolvenza di coloro che ne hanno abusato non è stata la loro rovina, bensì nascondere il fatto che fossero ormai in bancarotta. Allo stesso modo, il "whatever it takes" di Mario Draghi rappresenta la dichiarazione palese (seppur velata) del default della zona euro, e più in particolare dell'euro.

Le banche centrali continuano a tenere bassi i tassi di interesse e continuano a sostenere una politica monetaria accomodante, in modo da tenere in vita artificialmente banche e stati. Lo stato, quindi, contribuisce a tenere in vita le banche le quali (attraverso la riserva frazionaria prestano la maggior parte del denaro allo stato) tengono in vita lo stato. Nel nostro caso, ad esempio, il governo tedesco vuole che il settore produttivo italiano sganci più soldi per tenere in piedi il governo italiano e le banche italiane. Questo dovrebbe far guadagnare tempo ai pianificatori centrali, permettendo alle banche commerciali del nord Europa (tedesche incluse) di rimanere solvibili dopo che hanno stupidamente prestato denaro a quelle dei PIIGS ed ai relativi governi. In caso di necessità incombente, invece, sarà il settore produttivo tedesco che sgancerà denaro a favore di quelle entità in più urgente bisogno di fondi.

In questo gioco, il contribuente è il bancomat della pianificazione centrale. Sarà spremuto fino all'osso, fino a quando il bacino dei risparmi reali non sarà prosciugato. Arrivati a quel punto il default non concederà più ritardi. Il settore statale e clientelare ad esso connesso dreneranno le risorse e la vitalità di quello produttivo, cercando in ogni modo di sfuggire al giudizio del mercato. Più a lungo sarà rimandato questo giudizio, più la ripresa necessiterà di tempo per sopraggiungere e più dolore sopporteranno gli attori economici. Coloro che hanno prestato denaro allo stato imperarenno una dura lezione. Coloro che hanno supportato entità privilegiate impareranno una dura lezione. Coloro che hanno spinto affinché la pianificazione centrale continuasse nel sua opera di distorsione e distruzione, imperareranno una dura lezione.

E tutti gli altri? Avranno ancora le loro capacità. Avranno ancora le loro idee. Avranno ancora il loro spirito imprenditoriale. Queste cose nessuno le può togliere agli individui. Sebbene possa cadere un'organizzazione sociale, gli individui al suo interno sono in grado di ricostruire dalle macerie ciò che è andato perduto. C'è bisogno di tempo, certo, ma questo non ferma l'animo umano. E se si sono preparati in anticipo al default mettendo al sicuro i prori asset, avranno un vantaggio considerevole sugli altri. La società ripartirà da loro. Non c'è bisogno di preoccuparsi, l'esistenza di persone talmente lungimiranti non può che essere una manna ed una sicurezza di un futuro migliore per tutti gli attori economici. Nel 1933, ad esempio, quando gli altri temporeggiavano, Mises vide la proverbiale scritta sul muro rappresentata dall'incubo nazista. Lasciò immediatamente l'Europa senza pensarci due volte. Molti si affidarono fiduciosi ad un cambio degli eventi. Si sbagliavano.

La morale della favola ce la fornisce William English nel suo Understanding the Costs of a Sovereign Default: American State Debts in the 1840s.

Tra il 1841 ed il 1843 otto Stati andarono in default per i loro obblighi, ed alla fine del decennio quattro Stati ripudiarono tutti o parte dei loro debiti. Erano debiti sovrani sia perché la Costituzione degli Stati Uniti impedisce azioni legali contro gli Stati per imporre un ripagamento, sia perché la maggior parte dei debiti degli Stati era posseduta dai residenti di altri Stati e di altri paesi (principalmente Inghilterra). [...]

Nonostante l'incapacità dei creditori esteri di imporre sanzioni dirette, la maggior parte degli Stati negli Stati Uniti ripagava i propri debiti. Pare che pagassero con una certa costanza in modo da conservare il loro accesso ai mercati di capitale internazionali, come modelli di reputazione. Gli Stati che ripagavano erano capaci di prendere in prestito di più negli anni che conducevano alla Guerra Civile, mentre quelli che non ripagavano erano, per la maggior parte, incapaci di farlo. Gli Stati che andavano in default temporaneamente erano capaci di riguadagnare accesso al mercato del credito saldando i loro vecchi debiti. Sorprendentemente, due Stati che ripudiarono un parte del loro debito furono capaci di riguadagnare accesso ai mercati di capitale dopo l'ammortamento del resto del loro debito.
Il default non fermerà la capacità e la volontà produttive degli attori economici. La sobrietà nella conduzione dei loro affari li avvantaggia considerevolmente. Chi invece finora ha gozzovigliato e vissuto negli eccessi, scansando l'affinamento delle proprie capacità e magnificando i privilegi di cui ha abusato, si troverà in grosse difficoltà qualora vedrà sgretolarsi quei sistemi che fino al giorno prima avevano allungato nel tempo la sua baldoria. Questi ultimi faranno di tutto per guadagnare ancora un altro po' di tempo. Negheranno il default. Truccheranno i libri contabili. Prometteranno all'elettorato la luna. Più guadagneranno tempo, più l'inevitabile default del sistema monetario fiat e di quello previdenziale inonderanno la società di dolore economico. Più si crederà alle loro promesse, più si ritarderà il momento in cui trovare riparo dalla tempesta. Perché una cosa è certa, ci sarà una tempesta. Ma non preoccupatevi, alla fine passano.



CONCLUSIONE

L'alcol monetario è una droga potente che crea assuefazione. Le banche centrali di tutto il mondo hanno dimostrato finora che la sua assunzione smodata porta conseguenze nefaste. Tutti gli strumenti messi in campo hanno fallito. Fare la stessa stupida cosa non ne cambia l'esito: risultati dannosi. Le nuove misure messe in campo dalla BCE, ad esempio, non faranno altro che spronare il mercato a chiedere ulteriori fondi per sostenere una ripresa reale. Le banche torneranno a concedere prestiti. Ma a chi? Se la risposta sarà l'economia reale, allora otterranno nuovi fondi dalla BCE -- ma questo manderà fuori controllo l'inflazione e farà accumulare altri errori in un ambiente già saturo di allocazioni errate. Se la risposta è circuito finanziario, cercando di staccare profitti dall'inflazionamento dei prezzi degli asset, l'implacabilità della stagflazione di Main Street si trasformerà in una lunga depressione culminante con l'implosione del sistema finanziario e successivamente dell'economia nel suo complesso.

Prima del 2008 le banche centrali si limitavano ad influenzare i tassi di interesse a breve termine nel mercato interbancario attraverso l'iniezione di nuove riserve bancarie, e il resto poi lo lasciavano ai mercati. Ora stanno progressivamente intralciando e burocrattizando il panorama economico, decidendo quali asset sono di buona qualità, modellando la curva dei rendimenti, decretando chi sia degno di credito, ecc.

Siamo sulla via verso la schiavitù. Ma ogni via ha una deviazione. Ogni strada ha il suo percorso alternativo. L'imprevedibilità umana ed il cambiamento di vedute sono quegli spauracchi che le élite temono di più. Il default farà cambiare idea agli individui circa la presunta onniscenza dei pianificatori centrali. Questo cambiamento di paradigma sarà innescato da un fenomeno specifico: le promesse fatte in passato andranno in frantumi. Quindi, non pensate al viaggio; decidete saggiamente quale dovrà essere la vostra meta.


Comunicazione di servizio.

Von Mises Italia - Ven, 01/08/2014 - 08:00

Avvisiamo i gentili lettori che lungo tutto il mese di agosto la pubblicazione di articoli sul sito sarà sospesa: tra ferie in famiglia, esami universitari e fidanzate esigenti, la redazione si prende una pausa. La pagina FaceBook dell’associazione resterà tuttavia attiva per l’inserzione di articoli di rilievo selezionati dal nostro archivio.

Con l’augurio di una serena estate da trascorrere coi vostri cari, a rileggervi a settembre!

 

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Comprendere l'incombente default dell'Argentina

Freedonia - Gio, 31/07/2014 - 10:14
Sono già passati due anni da quando su queste pagine si avvertiva di un crollo dell'Argentina a causa della sua sconsideratezza economica. Eccesso di debito e lassismo nella politica monetaria hanno fatto da padroni nella conduzione degli affari economici del paese, truccando le statistiche ufficiali per nascondere sotto il tappeto la "sporcizia" accumulata. Il Venezuela e l'Ecuador sono nella stessa situazione, ma sotto i riflettori al momento c'è il governo della Kirchner. Quest'ultima, insieme ad Hugo Chavez, ha rappresentato quanto di più deletereo ci possa essere nella repressione delle libertà civili ed economiche. Purtroppo l'America Latina è un coacervo di ideologismo anti-libero mercato che fa del populismo il suo cavallo di battaglia (anche se ci sono paesi che stanno cercando di liberarsi da queste pastoie mentali, come il Brasile, il Perù, il Paraguay, il Cile, la Colombia), pensando, di conseguenza, di poter portare prosperità attraverso tanti foglietti di carta colorata. Sebbene abbiano la loro dose di colpe, non bisogna dimenticare anche l'influenza della politica monetaria USA in questi paesi. I paesi sudamericani, infatti, sono grandi esportatori di materie prime, settori particolarmente sensibili ai cicli economici. Possiamo affermare, quindi, che non è un caso se negli ultimi 30 anni le due crisi più grandi che hanno attanagliato l'America del Sud, siano coincise con il periodo più espansivo della politica della FED (es. 1980; 2009).
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di Nicolás Cachanosky


Al momento in cui scrivo, l'Argentina è a pochi giorni di distanza da un default per i suoi debiti. Come è potuto accadere tre volte in soli 28 anni?

Dopo il default del 2001, l'Argentina nel 2005 ha offerto una conversione del debito (ristrutturazione del debito) ai suoi creditori. Molti obbligazionisti hanno accettato l'offerta argentina, ma alcuni di loro no. Coloro che non hanno accettato la conversione del debito sono chiamati i "contrari". Quando l'Argentina ha iniziato a pagare le nuove obbligazioni a chi ha accettato la conversione del debito (i "favorevoli"), i contrari hanno portato l'Argentina in tribunale ai sensi del diritto di New York, la giurisdizione in base alla quale è stato emesso il debito argentino. Dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di ascoltare il caso argentino poche settimane fa, la sentenza del giudice Griesa è divenuta definitiva.

Tale sentenza impone all'Argentina di pagare il 100% del suo debito nei confronti dei contrari, mentre deve continuare a pagare ai "favorevoli" le cedole dei bond ristrutturati. All'Argentina non è consentito, come recita la sentenza di Griesa, di pagare alcuni creditori e altri no. La data del pagamento era il 30 giugno scorso. Poiché l'Argentina ha mancato il suo pagamento, ora è sotto un periodo di grazia di 30 giorni. Se l'Argentina non paga entro la fine di luglio finirà, ancora una volta, formalmente in default.

Si tratta di un caso complesso che ha prodotto diverse interpretazioni da parte di analisti e responsabili di politica. Alcune di queste interpretazioni, però, non sono fondate.



Come l'Argentina E' Diventata un Cattivo Debitore

Una comprensione della situazione argentina necessita di un contesto storico.

All'inizio degli anni '90, l'Argentina implementò la Legge della Convertibilità come misura per frenare la banca centrale e mettere fine all'iperinflazione che aveva avuto luogo alla fine degli anni '80. Questa legge fissava il tasso di cambio peso/dollaro ad 1:1 e dichiarava che la banca centrale poteva emettere pesos solo in rapporto alla quantità di dollari che entrava nel paese. La Legge della Convertibilità era più di un semplice tasso di cambio fisso. Era una disposizione di legge che trasformava la banca centrale in un comitato valutario in cui i pesos erano convertibili in dollari ad un rapporto "uno a uno". Tuttavia, poiché la banca centrale aveva una certa flessibilità nell'emettere pesos rispetto all'afflusso di dollari, è meglio descriverla come un comitato valutario "eterodosso" piuttosto che "ortodosso".

Comunque, nell'ambito di questo sistema, l'Argentina non poteva monetizzare il proprio deficit come fece negli anni '80 sotto il governo di Ricardo Alfonsin. Fu la monetizzazione del debito che produsse l'alta inflazione che si concluse in iperinflazione. A causa della Legge della Convertibilità degli anni '90, il governo di Carlos Menem non poteva finanziare il deficit fiscale con denaro facile. Così, invece di ridurre il deficit, Menem cambiò il modo in cui veniva finanziato: da uno schema basato sull'emissione di denaro ad uno schema basato sul debito estero. Il debito estero era in dollari e questo permise alla banca centrale di emettere i pesos corrispondenti.

L'Argentina degli anni '90 era già andata in default sei volte sin dalla sua indipendenza dalla Spagna nel 1816 (probabilmente un terzo della storia argentina ha avuto luogo in uno stato in bancarotta), e come se non bastasse assicurava una tutela istituzionale discutibile dei contratti e dei diritti di proprietà. Con il risparmio interno distrutto dopo gli anni dell'alta inflazione degli anni '80 (e degli anni precedenti), l'Argentina dovette rivolgersi ai fondi internazionali per finanziare il suo deficit. E a causa della mancanza di credito, l'Argentina dovette "importare" credibilità giuridica mediante l'emissione dei suoi titoli sotto la giurisdizione di New York. Se ci fosse stato un contenzioso con i creditori, l'Argentina dichiarò che avrebbe accettato la decisione della corte di New York.

Molti oppositori della sentenza di oggi sostengono che i creditori dell'Argentina hanno cospirato per togliere sovranità alla nazione sudamericana, ma la responsabilità è del governo argentino in sé che ha stabilito una lunga storia di inaffidabilità nel pagamento dei suoi debiti.



La Strada Verso l'Ennesimo Default

Questi bond degli anni '90 avevano due caratteristiche importanti, oltre ad essere emessi sotto la giurisdizione legale di New York: la presenza della clausola paripassu e l'assenza della clausola dell'azione collettiva. La clausola paripassu sostiene che l'Argentina si impegna a trattare tutti i creditori a parità di condizioni (in particolare per quanto riguarda i pagamenti delle cedole e del capitale). La clausola dell'azione collettiva stabilisce che nel caso di una ristrutturazione del debito, se una certa percentuale dei creditori accetta la conversione del debito, allora i creditori che rifiutano l'offerta (i "contrari") devono accettare automaticamente i nuovi bond. Tuttavia, quando l'Argentina è andata in default alla fine del 2001, i bond coinvolti includevano la clausola paripassu ma non quella dell'azione collettiva da parte dei creditori.

In base al contratto che l'Argentina offriva ai suoi creditori, che non includeva la clausola dell'azione collettiva, qualsiasi creditore aveva il diritto di ricevere un rimborso del 100%, anche se il 99.9% dei creditori avesse deciso di accettare una conversione del debito. E questo è esattamente quello che è successo con il default del 2001. Quando l'Argentina ha offerto le nuove obbligazioni ai suoi creditori a seguito del default, i "contrari" hanno fatto sapere all'Argentina che ai sensi del contratto stipulato avevano ancora il diritto ad un rimborso del 100% secondo la "parità di condizioni" (clausola paripassu). Cioè, l'Argentina deve pagare i "favorevoli" senza astenersi dal pagare anche i "contrari".

I governi di Nestor Kirchner e Cristina Kirchner, tuttavia, nell'ennesimo atto di disprezzo per le istituzioni, hanno deciso di ignorare i contrari al punto da cancellarli come creditori nei loro rapporti ufficiali (uno dei motivi per i quali il livello del debito sul PIL risulta più basso nelle statistiche ufficiali rispetto alla realtà).

Potremmo dire che il giudice Griesa non ha dovuto far altro che leggere il contratto che l'Argentina aveva offerto ai suoi creditori. Nonostante ciò, molto è stato detto in Argentina (e all'estero) su come la sentenza del giudice Griesa abbia danneggiato la sicurezza giuridica delle obbligazioni sovrane e della ristrutturazione del debito.

Il problema non è la sentenza del giudice Griesa. Il problema è che l'Argentina aveva deciso di preferire ancora una volta il deficit e la spesa pubblica sfrenata al pagamento dei suoi obblighi. La sentenza di Griesa suggerisce che un default non può essere utilizzato come strumento politico per ignorare i contratti. In effetti, i paesi con economie emergenti dovrebbero ringraziare la sentenza del giudice Griesa poiché questo permette loro di prendere in prestito a tassi più bassi, dato che molti di questi paesi o non sono in grado o non vogliono offrire protezione giuridica credibile ai propri creditori. Una sentenza favorevole al governo argentino avrebbe permesso al governo di violare i propri contratti, rendendo ancora più difficile l'accesso ai capitali ai paesi poveri.

Possiamo semplificare la nostra tesi proponendo un'analogia su scala minore. Provate a spiegare alla vostra banca che dopo aver sperperato i vostri guadagni per oltre un decennio, ora avete il diritto di non pagare il mutuo con il quale avete acquistato la vostra casa. Quando la banca vi porta in tribunale, spiegate al giudice che siete una povera vittima di avvoltoi malvagi e che avete il diritto di ignorare i creditori, poiché non avevate voglia di cambiare le vostre abitudini economicamente insostenibili. Quando il giudice vi dà torto, provate a spiegare al mondo come la decisione del giudice sia un'ingiustizia che mette a repentaglio il mercato bancario internazionale (come ha fatto di recente il governo argentino). Provate ora a giustificare la posizione del governo argentino.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


Lettera di un 14enne sulla scuola

Luogocomune.net - Mer, 30/07/2014 - 17:50
Ho ricevuto questa lettera da un ragazzo di 14 anni, che già in passato si era interessato di 11 settembre. La pubblico così come mi è arrivata, senza cambiare una virgola. (M.M.)

Ciao Massimo. Mi interessa sapere un tuo parere sulla scuola.

Per me è uno dei quegli strumenti come vaccinazioni e media per distruggere e rendere passivi la gente. Io sono quello di 14 anni (se ricordi). Passando al quattordicesimo anno sono maturato parecchio, e sto sentendo un contrasto tra la mia mentalità e quella della scuola. Tutte le volte sentivo che la scuola, lo studio, i fottuti compiti, i fottuti insegnanti stessero facendo una battaglia dentro la mia mente. È come un conflitto nella mia mente, difficile da spiegare. È come essere allegrissimi ma trovarsi nello stesso tempo in un funerale. La scuola mi respinge, come se fossimo due calamite.

Avrei centinaia di critiche concrete da fare....

I ragazzi rimangono preoccupatissimi e terrorizzati per una verifica. Parecchi hanno dovuto lasciare le proprie passioni per dedicarsi allo studio (piano piano insegnano ai ragazzi a subire e a distruggersi), tutti hanno centinaia di cose da dire in faccia ai professori. Ma hanno paura di essere considerati dei falliti, perchè chi critica la scuola è "uno che non vuole studiare", è uno che fallirà nella vita. [...]

The Last Stage Of Eurocracy

Deep Politics Monitor - Mer, 30/07/2014 - 11:07
From Martin Armstrong, July 30, 2014  The European Central Bank is so out of touch with the economy it is frieghtening. They see that they have a range of options to consider including negative interest rates. What they do not grasp is that people will not invest and start businesses simply because interest rates are too high. The people must see an opportunity to make a profit. Politicians

Perché non ci sarà una rivoluzione

Freedonia - Mer, 30/07/2014 - 10:11




di Gary North


Di recente ho letto un articolo sul sito web del The Guardian. Questo è stato il giornale di sinistra più coerente d'Inghilterra. Ha fatto parte della sinistra organizzata sin dagli anni '20, e la cosa non è cambiata neanche di un po'.

L'autore ha intervistato un'ex-spia americana. La spia è una persona molto colta, ma non riesce ad inanellare due pensieri coerenti. Non è di sinistra, è di super sinistra. Parla di "beni comuni". Non gli piace la proprietà privata. Considera il capitalismo come un tentativo di derubare il popolo e privatizzare la ricchezza, ma non sono mai esistiti beni comuni senza stato. Nel corso della storia, quando si ha a che fare con una terra comune, essa è gestita da un ente che possiede il potere politico. Possiede il potere di coercizione. Ogni volta che vedete le parole "beni comuni" pensate a "commissari". Non esistono beni comuni senza commissari.

Quest'uomo sta cantando la stessa vecchia canzone che ha cantato da giovane. Dice che ci sarà una rivoluzione. No, non ci sarà. Dice che la tecnologia open source creerà la rivoluzione. Invece no.

L'essenza della rivoluzione è il potere centralizzato. Engels lo sapeva bene, e ce lo ha ricordato per anni. Non c'è niente di più accentratore che una rivoluzione. Ogni rivoluzione nella storia si è spostata verso la centralizzazione del potere, inclusa la Rivoluzione Americana. Questa ex-spia, cantando le canzoni che cantava da giovane, dice che siamo proprio sull'orlo di una rivoluzione.

Siamo sull'orlo di una non-rivoluzione.

Quello a cui stiamo assistendo è decentramento. Stiamo assistendo alla rottura dell'Impero Romano. Non c'è stata nessuna rivoluzione contro l'Impero Romano. Si è semplicemente disintegrato. Il mondo medievale è stato un periodo di enorme decentramento.

Nel XVII secolo ci furono tentativi di far scoppiare rivoluzioni. La rivoluzione puritana in Inghilterra era un esempio. Fu una rivolta contro il potere centralizzato del re, ma venne fatta in nome del potere centralizzato del Parlamento. Si concluse con un dittatore militare, Oliver Cromwell: 1649-1659. Venne sostituito da un nuovo re nel 1660, ma il Parlamento continuò a centralizzare il suo potere, e la Gloriosa Rivoluzione del 1688 e 1689 spogliò il re di gran parte del suo potere, ma non ridusse il potere del governo; lo trasferì semplicemente al Parlamento. Quest'ultimo adottò una teoria della sovranità parlamentare seconda a nessuna tirannia nella storia. Sosteneva, e sostiene tuttora, la sovranità definitiva su tutti gli aspetti della vita britannica. Non c'era costituzione scritta a limitarlo. C'era solo il common law a frenarlo. Era importante che fosse così, ma la centralizzazione continuò. Continua ancora oggi.

Con il decentramento non arriva la rivoluzione, ma la secessione. Non sto parlando di quella degli Stati Uniti del sud, che era solo un altro modo per centralizzare il potere. Il governatore della Georgia, Joe Brown, la vide per quello che era: solo un altro gruppo di rivoluzionari armati che cercava di centralizzare il potere nella regione che voleva controllare.

Le rivoluzioni vogliono la centralizzazione del potere. Fino a quando i conservatori non lo capiranno, non comprenderanno cosa sta succedendo e che cosa è accaduto negli ultimi 500 anni. Le rivoluzioni centralizzano il potere. Per combattere un potere centralizzato militarmente, è necessario centralizzare il potere e questo porta solo ad uno spostamento di fedeltà nei confronti di un nuovo gruppo. Siamo lenti ad apprendere.

Non vedremo un'estensione dei beni comuni; vedremo un'estensione della proprietà privata. La recinzione privata dei beni comuni è stata cruciale per l'istituzione della libertà inglese. Questa è una guerra contro lo stato federale. Si tratta di una guerra contro il potere centrale. Si tratta di una guerra contro i burocrati che ci dicono cosa fare con la nostra proprietà.

Non avete bisogno di una rivoluzione per sfuggire al sistema. Avete bisogno di una secessione. Bisogna ritirare il sostegno ai sistemi esistenti. È necessario revocare la legittimità che estendete a queste organizzazioni. Dovete farlo, e tutti gli altri devono farlo. Nessuno può organizzare una cosa simile. La gente apprende, scandalo dopo scandalo, casino burocratico dopo casino burocratico, che il sistema è irreparabile. Non può essere riformato. Non può essere controllato. Deve essere affamato dal punto di vista finanziario. Il segreto della libertà non è la rivoluzione; il segreto della libertà è quello di affamare finanziariamente l'ordine centralizzato esistente.

Il segreto della stabilità monetaria e della moneta sonante, non è quello di prendere il controllo del Federal Reserve System. Il segreto è quello di approvare una legge molto semplice che abolisca il Federal Reserve System: abrogazione del Federal Reserve Act del 1913. Il segreto non è la sovranità monetaria nelle mani del Congresso; il segreto è la sovranità monetaria nell'ordine sociale del libero mercato.

Il segreto di un'istruzione migliore non è quello di prendere il controllo del sistema scolastico pubblico. Il segreto di un'istruzione migliore è di andare online, tagliarne il costo, decentralizzare l'intero processo e mettere i genitori al controllo dei programmi istruttivi delle loro famiglie. Ma i conservatori sono lenti ad apprendere. Vogliono sempre prendere il controllo del sistema liberale, perché hanno un piano migliore. Questo è ciò che fecero i bolscevichi con la burocrazia dello zar. Questo è ciò che fecero i rivoluzionari francesi con la burocrazia di Luigi XVI. Questo è ciò che fecero i rivoluzionari americani con la burocrazia di Giorgio III. Questo è ciò che avrebbe fatto il Sud, se avesse vinto. Il governatore Brown lo capì, e resistette.

La rivoluzione open source decentralizzerà il mondo. Il decentramento non porterà ad una rivoluzione. Il decentramento porterà alla secessione. Intendo secessione alla maniera di Gandhi. Mi riferisco al ritiro del sostegno. Non si prendono le armi contro lo stato; ci si rifiuta semplicemente di collaborarvi. Fate in modo che allo stato costi di più opprimervi.

Non c'è più la Jugoslavia. Non c'è più alcuna Unione Sovietica. Questa è l'onda del futuro. Gli statalisti e gli aspiranti statisti continuano a cercare la grande rivoluzione. Proprio come Marx, la vedono da tutte le parti. Beh, non è mai arrivata. La rivoluzione comunista è arrivata laddove non doveva arrivare, secondo la teoria marxista: l'Impero rurale della Russia. Il proletariato urbano non ha lanciato la rivoluzione; l'ha fatto un gruppo di intellettuali alienati e di rapinatori.

Assisteremo al ritiro del sostegno ai governi centrali. Le rivoluzioni nel mondo arabo non hanno decentrato nulla. Hanno solo centralizzato il potere nelle mani di un altro gruppo di tiranni. E' bello vederli spodestati. E' bello vederli rovesciati, almeno da una certa distanza. Ma non cambia nulla. L'Egitto è proprio quello che era sotto Mubarak. Si tratta di una dittatura militare. La rivoluzione non ha cambiato nulla.

I rivoluzionari hanno uno scopo scandito dalla centralizzazione. Implicito od esplicito, c'è sempre un programma di centralizzazione in ogni movimento rivoluzionario. Ogni rivoluzionario pensa sempre che la sua rivoluzione sarà l'ultima. Ogni rivoluzionario pensa che quando raggiungerà l'apice della catena gerarchica di comando, le cose saranno diverse. Sì, saranno diverse. Ci sarà un insieme diverso di saccheggiatori che deprederà la produttività delle vittime.

Fino a quando i conservatori non smetteranno di sognare di prendere il controllo dei sistemi gerarchici di potere, non cambierà nulla.

Un sistema di comunicazione decentrato non partorirà mai un programma centralizzato. Questi sono i Balcani digitali, non è la Jugoslavia.

Facebook decentrerà il mondo. Ha frammentato il mondo e continuerà a segmentarlo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


Deridi il voto

Von Mises Italia - Mer, 30/07/2014 - 08:00

Jesse Ventura, quando non parla dell’11 Settembre, si dimostra molto ragionevole. Descrivendo il sistema bipartitico a Larry King, disse:

La situazione odierna è simile all’andare in un negozio di alimentari, dirigersi verso il reparto delle bevande e trovarci soltanto Pepsi e Coca Cola. Puoi scegliere solo quelle due. Non c’è la Mountain Dew, la Root Beer o l’aranciata. Entrambe sono tipi di cola; una è leggermente più dolce dell’altra, dipende da che parte stai”.

In un’intervista con Newsmax, descrisse i politici all’interno di tale sistema come  wrestler professionisti.

Nel wrestling professionistico, in prima fila davanti alle persone, fingiamo di odiarci tutti e di volerci davvero picchiare a sangue: è per questo che ti pagano, invogliandoti a seguirlo e a comprare i biglietti. È la stessa cosa. Davanti al pubblico e alle telecamere si odiano l’un l’altro, vorrebbero quasi picchiarsi, ma dietro le quinte vanno tutti a cena a fare accordi. E fanno semplicemente ciò che abbiamo fatto anche noi, ridendo durante tutto il tragitto per arrivare in banca. Questo per me è ciò che abbiamo oggi, nel mondo politico odierno, con i due partiti”.

Jesse ha ragione: il nostro sistema politico è una farsa. Quest’anno (2008, McCain vs Obama, ndr), hanno corso per la presidenza un guerrafondaio un po’ socialista contro un socialista un po’ guerrafondaio. Abbiamo due partiti che si dichiarano diversi, ma quando l’Establishment, il Complesso, i nostri padroni nascosti nell’ombra – chiamateli come volete -, vogliono qualcosa, la ottengono. Quando l’Establishment pretese i salvataggi finanziari delle banche contro un’opposizione popolare praticamente universale, li ottenne; quando il Complesso pretese l’immunità per le compagnie di telecomunicazione che spiavano deliberatamente gli Americani, l’ottenne; quando i nostri padroni nascosti nell’ombra pretesero che le truppe d’assalto reprimessero le proteste durante le convention dei partiti, lo ottennero.

Ancorché gli elettori avessero una vera possibilità di scegliere – e anche se i politici seguissero la volontà della maggioranza sulle questioni importanti  – il sistema rimarrebbe ancora, probabilmente, una farsa. Come osservò Agostino, senza giustizia un governo non è altro che una banda di ladri. Questi scriveva in riferimento a dei regni, ma la sua opinione si applica altresì alle democrazie: senza la giustizia, l’abilità dei soggetti di votare per le leggi e dei governanti che ne amministrano l’applicazione, non rende un governo più legittimo di un’ingiusta monarchia. E i padri fondatori di questo paese non credevano che le democrazie fossero molto giuste.

 Come fa notare Walter Williams:

 Spesso sentiamo dire che la nostra nazione è una democrazia. Questa non era la visione dei fondatori. Anzi, costoro consideravano la democrazia come un’altra forma di tirannia”.

 In Democrazia: Il Dio Che Ha Fallito, Hans-Hermann Hoppe scrive che:

 è difficile trovare molti sostenitori della democrazia nella storia della teoria politica. Quasi tutti i più grandi pensatori provavano soltanto disprezzo per essa. Perfino i Padri Fondatori degli Stati Uniti, oggigiorno considerata il modello della democrazia, ne erano strenui oppositori. Senza una singola eccezione, ritenevano che la democrazia non fosse altro che il regno della massa”.

 Per creare un governo giusto, i fondatori stabilirono una repubblica limitata costituzionalmente, in cui il voto popolare fosse soltanto uno dei tanti controlli. In particolare, la parola “democrazia” non appare da nessuna parte nella Costituzione. Oggi però, è una parola sacra. Quando si avvicina il giorno delle elezioni, gli americani seguono coscienziosamente dibattiti insensati, guardano rispettosamente pubblicità nelle quali le celebrità li spingono a “supportare il voto” o altri nonsense simili, e si chiedono compulsivamente l’un l’altro per chi voteranno.

 Il giorno delle elezioni entrano nelle cabine elettorali come se stessero ricevendo la Comunione, per poi passare il resto della giornata indossando adesivi con su scritto “Io Ho Votato”, come se fossero la cenere da mettere sul capo il Mercoledì delle Ceneri. Pat Buchanan definisce la cieca venerazione ed il timore reverenziale di questa forza apparentemente divina, “culto della democrazia”. Inoltre, chiarisce come fu la prospettiva di portare la democrazia nel Medio Oriente che convinse, in ultima istanza, Il Decisore (George W. Bush, ndr.) ad intraprendere la guerra in Iraq. Come siamo passati dalla profonda diffidenza dei fondatori verso il governo della maggioranza alla deificazione della democrazia?

 Una volta, gli esseri umani vivevano in piccoli gruppi ed erano liberi. È vero, la vita era pericolosa, ma nessuno ti diceva cosa fare. Come spiega Philip Jackson:

 Gli uomini potevano cacciare individualmente o in gruppi. Ma quando decisero di cooperare, la leadership non era basata su di un rango ufficiale, ma piuttosto su di un cacciatore che proponeva ad un gruppo di cacciare e di reclutare altri affinché lo seguissero. Nessuno era costretto a seguirlo però, e diverse cacce potevano avere differenti leader in base al relativo carisma dei diversi individui di volta in volta. Le donne necessitavano di minor coordinazione; tra di loro, la leadership sarebbe stata più una questione relativa a chi si fosse rivelata più saggia o più portata a dare consigli quando un bisogno si manifestava”.

 Poi arrivò la grande cospirazione, seguita dalla lunghissima oppressione: più gli esseri umani crescevano in numero ed il cibo diventava difficile da procurare, più i gruppi diventavano tribù e le tribù diventavano veri e propri territori da governare. Un Grande Capo affamato di potere, convinse i leader ad ingannare il popolo per il suo consenso; il Grande Capo vantava un’investitura divina, secondo quanto fu detto alla gente, e forse era addirittura egli stesso di origine divina. Pertanto, i sudditi dovevano obbedire a ciò che ordinava.

 Murray Rothbard (1926-1995), economista, storico e teorico politico, fu una delle più grandi menti del XX Secolo. Forse il più grande risultato raggiunto da Rothbard fu la sua identificazione dell’”intellettuale di corte”. In contrasto con le masse, le quali “non creano le proprie idee, o quantomeno pensano attraverso quelle idee in maniera indipendente”, gli intellettuali sono coloro che formano le opinioni di una società. L’intellettuale di corte è colui che, “in cambio di una quota di soldi sporchi  o di una piccola partecipazione al potere offerta dal resto della classe dirigente, tesse le lodi della guida dello Stato con cui persuade un pubblico fuorviato”.

 Fino al recente passato, la propaganda creata dagli intellettuali di corte era legata alla tradizionale religione. Per citare ancora Rothbard:

 particolarmente potente fra le ancelle intellettuali dello Stato era la casta sacerdotale, che cementava le terribili e potenti alleanze del capo guerriero e del medico, del Trono e dell’Altare. Lo Stato “istituiva” la Chiesa e le conferiva potere, prestigio e ricchezza estratta dai suoi sottoposti. In cambio, la Chiesa consacrava lo Stato con il consenso divino e inculcava tale consenso nella popolazione”.

 Nell’Occidente, il mito del diritto divino dei re dominò sino all’Illuminismo.

 Secondo Keith Preston: “Una delle principali conquiste dell’Illuminismo del 17° e 18° secolo fu la demolizione della nozione del diritto divino dei re”. La parola “illuminismo” può far pensare all’immagine di un uomo seduto nella posizione del loto sulla cima di una montagna, in sintonia con l’universo, ma riguardo a quel periodo, illuminismo non si riferisce ad una visione mistica ma alla realizzazione che molta della saggezza generalmente accettata – incluso il mito del diritto divino dei re – era un cumulo di bugie. Con il coraggio di mettere in dubbio tali bugie e disseminare le proprie conclusioni, gli scrittori illuministi cominciarono una rivoluzione intellettuale che culminò nella Dichiarazione d’Indipendenza.

 Sfortunatamente, nello stesso tempo in cui stavano demolendo un pilastro del vecchio ordine, un altro scrittore – Jean-Jacques Rousseau – piantava i semi del culto della democrazia. Nella visione mistica di Rousseau, una società governata da ciò che chiamava “volontà generale”, ognuno di noi avrebbe messo “la sua persona e tutto il suo potere in comune sotto la suprema direzione della volontà generale e, nella nostra capacità sociale, avremmo preso ogni membro come un’indivisibile parte del tutto”. La sovranità risultante, “essendo formata interamente dagli individui che la compongono, non avrebbe né potrebbe avere alcun interesse contrario a loro stessi; conseguentemente il potere sovrano non avrebbe bisogno di dare garanzie ai suoi soggetti”.  Nel mondo da lui immaginato, “il Sovrano, meramente per la virtù di ciò che è, sarebbe sempre esattamente come dovrebbe essere”.

 James Bovard, che definisce Rousseau “il malvagio profeta dello Stato moderno”, afferma che nel promuovere il suo concetto di “volontà generale”, Rousseau “ha liberato il genio del potere assoluto in nome della sovranità popolare, fino ad allora sconosciuto”.

 Il concetto di Rousseau della volontà generale si è dimostrato irresistibile per i futuri intellettuali di corte, dato che fonde perfettamente la società e lo Stato – un trucco certamente utile. Rothbard scrisse:

Con la susseguente ascesa della democrazia, è comune ascoltare sentimenti espressi che violano virtualmente ogni principio di ragione e buonsenso: ad esempio “lo Stato siamo noi”. L’utile termine collettivo “noi” ha consentito che un camuffamento ideologico tale fosse gettato sulla realtà della vita politica. Se “lo Stato siamo noi”, allora tutto ciò che lo Stato fa ad un individuo non solo è giusto e tirannico, ma anche “volontario” da parte dell’individuo interessato. Se il governo si è gravato di un ingente debito pubblico che deve essere pagato tassando un gruppo a beneficio di un altro, la realtà di quest’onere viene oscurata dicendo che “lo dobbiamo a noi stessi”; se il governo recluta militarmente un uomo, o lo sbatte in galera in quanto dissidente, allora “lo sta facendo a se stesso” e dunque non è successo nulla di deplorevole.

 Osservando il potere del “mito affermare che governiamo noi stessi”, Lew Rockwell scrive: mentre “i re del passato sarebbero stati deposti in un battibaleno se avessero cercato di appropriarsi del 40% dei guadagni del popolo, o se avessero detto loro quali misure deve possedere lo scarico del bagno, o se avessero deciso come le scuole dovrebbero insegnare ogni materia”, gli americani di oggi “chiudono un occhio davanti alle meschine tirannie del nostro tempo”.

 Secondo Bovard, è come se “avere il permesso di votare per dei politici che promulgano nuove leggi ingiuste ed oppressive  magicamente converta le strisce sulle divise carcerarie in emblemi di libertà”.

 Renditene conto, America: non c’è niente di speciale nel 50% più uno. La verità e la giustizia non possono essere determinate da un’alzata di mani; non siamo lo Stato; votare non è un sacramento. E oggi come oggi, quando ci viene concesso di scegliere soltanto fra due candidati approvati dall’Establishment, votare è una presa in giro.

 Voltaire, l’indiscusso leader dell’Illuminismo, usava l’ironia e l’umorismo come due delle sue armi principali e, come ha osservato Robert Ingersoll: “Rideva davanti alle assurdità…”. A permettere che gli scrittori illuministi distruggessero il diritto divino dei re, fu in gran parte l’aver reso tale diritto uno zimbello. È tempo per noi di fare la stessa cosa del diritto divino della maggioranza.

Quest’anno, votate ridendo o state a casa.

Articolo di su Mises.org

Traduzione di Alessio Cuozzo

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Le timide riforme delle banche centrali non funzioneranno

Freedonia - Mar, 29/07/2014 - 10:08
Le notizie di banche in difficoltà continuano a veicolare una certa diffidenza in Europa. Prima quelle austriache, poi quelle portoghesi. Ormai credo sia diventato palesemente chiaro a tutti che la tanto decantata ripresa è fasulla oltre ogni limite, soprattutto se consideriamo quanto debito della periferia hanno in pancia le varie banche europee. La farsa è andata avanti perché lo zio Mario è riuscito a calmare i mercati grazie al suo bluff, ma in realtà tutti si stanno aspettando un QE vero e proprio. Sebbene abbia promesso qualcosa di vagamente simile col TLTRO, non se ne faranno niente se salterà in aria una di queste banche sull'orlo della bancarotta. Vendere bond in questo momento non sarebbe saggio visto che gli investitori se ne tengono alla larga, rendendo illiquido un mercato che la pianificazioen centrale non desidera affatto che sia illiquido. Finirà male.
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di Frank Hollenbeck


Il Federal Reserve System nacque come risposta al panico finanziario del 1903 e 1907 che scombussolò il sistema finanziario degli Stati Uniti. Uno degli obiettivi chiave, se non quello reale, era di controbilanciare gli effetti nefasti della riserva frazionaria. E' ormai un secolo che conviviamo con il settore bancario centrale e possiamo solo concludere che ha fallito nel suo compito, peggiorando quello che si presumeva doveva aggiustare. La prova è schiacciante e la riforma di tale sistema non è la risposta. Solo l'abolizione di questa istituzione metterà sul giusto sentiero il nostro sistema economico.

La banca centrale non sarebbe mai dovuta essere un "prestatore di ultima istanza", cosa che all'apparenza potrebbe sembrare positiva, e invece non lo è.

Avere un "prestatore di ultima istanza" permette alle banche di vincere a spese di tutti gli altri. Con un tale sistema, le banche sono più propense a sottoporre a leva i loro depositi (ingigantire la frode) e ad aumentare la rischiosità dei loro prestiti. Se una persona con un problema di gioco d'azzardo ha uno zio ricco pronto a salvarlo, sarà più o meno incentivato a finire nei guai facendo sommesse sempre più rischiose?

Eliminando quella parte del rischio legata alle corse agli sportelli bancari, la banca centrale ha anche tolto la paura che sosteneva pratiche di prestito responsabili. La paura di una corsa agli sportelli, ovviamente, è un aspetto benefico della questione e quando una banca centrale etichetta alcune banche commerciali come troppo grandi per fallire, distorce il sistema profitti/perdite e di conseguenza il sistema capitalista.

Alcuni economisti sostengono che il doppio mandato della FED era uno sbaglio, ed alcune riforme minori (come ad esempio limitare il mandato legato all'inflazione) potrebbero indirizzare la sua politica monetaria sul giusto sentiero. Gli americani non devono far altro che guardare oltreoceano per capire che anche tali riforme indirizzeranno la politica monetaria sulla strada sbagliata.

La Banca Centrale Europea (BCE) è tanto colpevole quanto la FED per aver creato una bolla immobiliare all'inizio di questo secolo. Eppure la BCE è stata strutturata legalmente per essere più conservatrice rispetto alla FED. I tedeschi hanno accettato l'euro come il prezzo per poter riunificare la Germania Est con quella Ovest, ma hanno richiesto che la struttura della banca centrale rassomigliasse essenzialmente a quella della Bundesbank.[1] L'unico obiettivo della BCE era la stabilità dei prezzi ed il suo mandato escludeva chiaramente il finanziamento del debito dei vari stati. La sua sede principale è a Francoforte, in modo da trasmettere l'immagine di una banca centrale in stile tedesco.

Tuttavia, anche con una struttura conservatrice come quella descritta, ha commesso essenzialmente gli stessi errori della FED.

Il primo problema con la politica monetaria della BCE è questo: la stabilità dei prezzi viene definita come un indice dei prezzi al consumo (CPI) piatto. La teoria quantitativa del denaro relazionava il denaro con il prezzo delle transazioni, non solo col prodotto interno lordo (PIL). Quando l'inflazione viene confusa col CPI, invece di considerarla come il prezzo di tutto quello che può comprare il denaro (inclusi i prezzi degli asset), la politica monetaria si concentra su un piccolo gruppo di alberi buoni mentre tutta la foresta è malata. Per di più, l'inflazione a zero potrebbe anche riflettere una politica monetaria eccessivamente aggressiva se i prezzi medi dovessero scendere.

Il secondo problema è il modo in cui è attualmente strutturata la politica monetaria della BCE. E' una macchina gonfia-bolle. La BCE fornisce liquidità in cambio di una garanzia; più è alta la qualità della garanzia, più sarà cospicua la liquidità. Le banche europee hanno subito compreso che la garanzia migliore erano i bond statali, poiché le agenzie di rating avevano dato loro una classificazione AAA. Il presupposto, ovviamente, è che gli stati non possono fallire.

Con una grande domanda di bond statali, i tassi di interesse sono subito scesi a livelli visti solo dalla Germania prima che entrasse nell'euro. Diminuendo il costo dei finanziamenti, paesi come la Grecia e l'Italia hanno avuto un grande incentivo per prendere in prestito e spendere denaro per scopi clientelari (in special modo aumenti nei salari pubblici). Gli stati europei hanno quindi emesso una quantità enorme di bond, cosa che ha generato una quantità enorme di liquidità la quale tra il 1999 ed il 2007 è andata a gonfiare bolle immobiliari ed a creare investimenti improduttivi. Senza una struttura monetaria simile, Grecia, Spagna ed Italia non avrebbero mai avuto così tanti problemi legati al debito. La bolla nei bond statali può essere attribuita direttamente alla liquidità generata e dispensata dalla BCE. Di incredibile c'è che questo sistema è ancora in piedi, e la BCE sembra totalmente inconsapevole di quello che ha fatto e che continua a fare. Le banche europee sono ora ricolme di debito statale fino alle orecchie, ma la BCE sembra ignara circa il suo ruolo in questa grande farsa.

La BCE ha di recente implementato tassi di interesse negativi sui depositi, e sta considerando la possibilità di avviare un QE. Sarebbe più saggio impossibilitare l'uso dei bond statali come garanzia collaterale in cambio di prestiti dalla BCE, ed adottare limiti restrittivi e chiari (se non la completa abolizione) alla capacità di creare denaro, prendere in prestito e tassare. La tassazione diretta degli stati, la riserva frazionaria delle banche commerciali e le azioni delle banche centrali non risolveranno i problemi che languono alla base del caos europeo.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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Note

[1] Alcuni concetti presentati in questo pezzo sono stati ripresi dal libro eccellente del Dr. Philipp Bagus, La Tragedia dell'Euro.

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Ukrainians Ordered to War, Women Burn the Military Writs

Deep Politics Monitor - Mar, 29/07/2014 - 10:03
From  Mish's Global Economic Trend Analysis: (my emphasis) The war in Ukraine is going so well that soldiers are unpaid and men are ordered to serve whether they want to or not. Hats off to a group of women who confront a Ukrainian soldier and burn military writs right in front of the soldier's face. Writ Burning Video Video link: Ukrainians Burn Writs Transcript Woman to Ukrainian

Ralph Renè: cos'è l'EBS

Luogocomune.net - Mar, 29/07/2014 - 09:58
Ralph Renè è considerato uno dei padri della "teoria del moonhoax" (la tesi che i viaggi delle missioni Apollo siano stati dei falsi). Facendo seguito al libro di Bill Kaysing "We never went to the Moon", nel 1992 Renè ha pubblicato "NASA mooneed America", che significa "La NASA ha preso per il culo l'America" ("to moon", in slang, significa letteralmente "mostrare le chiappe").

Ben cosciente dei problemi a cui andava incontro, Renè ha dedicato l'introduzione del suo libro a quello che lui chiama EBS, il "sistema di credo emotivo" condiviso dalla maggioranza di una società, che rende molto difficile per chiunque accettare ipotesi che si trovino al di fuori di questo sistema.

Come noi ben sappiamo, non è un problema che riguarda soltanto i viaggi lunari.

Dal libro di Ralph Renè "NASA mooned America" - Introduzione

Quello che io chiamo il nostro sistema di credo emotivo, o EBS (Emotional Belief System)) è la somma complessiva della nostra filosofia interiore. Questa deriva, a sua volta, dalla somma complessiva delle nostre esperienze di vita. Le nostre filosofie individuali sono essenzialmente di tipo emozionale, poiché buona parte di ciò in cui crediamo non è necessariamente logico. Tali filosofie possono addirittura essere contraddittorie, ma nonostante questo noi prendiamo le nostre decisioni e governiamo la nostra vita in base ad esse.

Il nostro EBS ci viene impiantato durante l'infanzia tramite osmosi culturale e tramite asserzioni di tipo autoritario. Noi assorbiamo il modo di pensare della nostra società nello stesso modo in cui un giovane anatroccolo si fissa sul primo oggetto che vede muoversi dopo la nascita. [...]

False Flag? Fake Video of Alleged Pro-Russian Militia Claiming Responsibility for MH 17 Attack Was Made Before Plane Crash

Deep Politics Monitor - Mar, 29/07/2014 - 09:11
MH 17 likely downed by a SU fighter jet about 20 miles south east of Gorlovka By Vladimir SuchanGlobal Research, July 28, 2014Logos Politikos 17 July 2014 This could almost be a smoking gun of the false flag attack with respect to MH 17. Some five hours after the loss of MH 17, the Ukrainian Security Service published a recording of alleged pro-Russian military officers led by commander Bes,

Unintended Consequences (One Hour with Jim Willie)

Deep Politics Monitor - Mar, 29/07/2014 - 08:56
Jim Willie discusses the last several decades of US policy and the unintended consequences of attempting to prolong the inevitable demise of the Petro-dollar standard. He discuss the abandonment of the gold standard, outsourcing of industry, the little-known Chinese gold lease, QE, Ukraine & Iran, post Lehmann bank conglomeration, German gold repatriation refusal, NSA espionage, Banker murders,

UPDATE of the Latest US Government Hoax — Paul Craig Roberts

Deep Politics Monitor - Lun, 28/07/2014 - 23:05
From Paul Craig Roberts, July 28, 2014:  UPDATE of the Latest US Government Hoax Paul Craig Roberts The Russian Ministry of Defense has declared the purported satellite photos placed on Twitter by the US Ambassador in Ukraine as fakes. http://rt.com/news/176120-fake-ukraine-images-defence/ I could tell that the images were fakes not only from their low resolution and absence of proper

The US’ H17 End Game: Shadow NATO in Ukraine and Russia as a ‘State Sponsor of Terrorism’

Deep Politics Monitor - Lun, 28/07/2014 - 23:00
By Andrew KORYBKO | Oriental Review | July 28, 2014 The Ukrainian Civil War took a violent and headline-grabbing international turn for the worst on 17 July following the downing of Flight MH17. Although it appears more and more likely that it was the Ukrainian Army that shot it down and not the anti-Kiev Resistance, pro-Western media has been aggressively pushing the narrative that Russia,

Senate Bill 2277 Isn’t Just about ‘Russian Agression’ — It’s Also about Oil, Gas and Propaganda

Deep Politics Monitor - Lun, 28/07/2014 - 22:45
From The Daily Sheeple: by Melissa Melton  The full name of Senate Bill 2277, introduced on May 1st, 2014, is “To prevent further Russian aggression toward Ukraine and other sovereign states in Europe and Eurasia, and for other purposes.” It starts out claiming to be about the Department of Defense creating “a strategic framework for U.S. security assistance and cooperation in Europe and

La Prima Guerra Mondiale

Freedonia - Lun, 28/07/2014 - 10:22




da Taki's Magazine


Ad agosto salteranno fuori centinaia di libri, migliaia di articoli e milioni di parole (pronunciate da persone per lo più pompose) su chi fece scoppiare la prima guerra mondiale. Gli inglesi furono i primi a dare la colpa ai tedeschi. E' così, no? Max Hastings, un ottimo storico inglese influenzato dai manierismi delle classi superiori (il padre era un giornalista di tabloid) e dal disperato tentativo di dimostrare che fosse di sangue blu, fu tra i primi a pubblicare un libro dando la colpa a chi non apparteneva. Tra i pochi che dissero le cose come stanno c'è Christopher Clark, il cui The Sleepwalkers colpisce il segno. L'ironia è che sedici milioni di morti, la scomparsa delle grandi dinastie reali e delle classi superiori, e la nascita del comunismo e del nazismo si potevano tutti evitare se un certo Joseph Caillaux avesse tenuto su i pantaloni. Mi spiego.

Caillaux era il primo ministro francese ed un amico della Germania. Diffidava degli inglesi che governavano mezzo mondo. Decise che i tedeschi non avrebbero dovuto costruire una flotta più grande per timore che avessero voluto costruire un impero d'oltremare come la perfida Albione. Si dimise nel 1912 e corse contro un guerrafondaio alle elezioni del 1914. Nei primi mesi del 1914, Le Figaro, il giornale più rispettato della Francia, pubblicò uno scandalo riguardante Monsieur Caillaux ed una certa madame Henriette. (Plus ça change, come si dice nel paese dei formaggi.)

La signora Caillaux, nota per la sua eleganza e per il suo lignaggio nobile, si spinse fino agli uffici de Le Figaro e chiese di vedere il direttore. Era fuori a pranzo, così aspettò nel suo ufficio. Appena entrato, lei lo salutò educatamente, annunciò il suo nome, tirò fuori una pistola dalla borsetta dorata e lo uccise. Venne immediatamente processata e prosciolta — i francesi lo chiamavano crimine passionale — ma il marito dovette dimettersi. Il guerrafondaio Raymond Poincaré rimase al potere.

Gaston Calmette, il direttore morto, fu il primo uomo a cadere ma non troverete il suo nome tra coloro che caddero sul "Champs d'Honneur," o campo d'onore. Solo una minoranza dell'aristocrazia francese venne spazzata via, ma ancor più nobili morirono sul lato tedesco. Anche le classi superiori inglesi persero qualche pezzo, ma non tanti quanti tra le fila tedesche e francesi. L'ironia è che il tanto vituperato Kaiser Guglielmo — non uno svitato normale, ma al quadrato — rifiutò di credere che sarebbe scoppiata una guerra tra suo cugino Giorgio V e l'altro suo cugino di primo grado Nicky, il quale venne assassinato dai rossi insieme a tutta la sua famiglia. L'ironia ancora più grande è che la Germania fece del suo meglio fino all'ultimo secondo, per evitare di andare in guerra.

La Serbia era un dominio austriaco, o come volete chiamarla. Faceva parte dell'impero austro -ungarico. Il principe ereditario Francesco Ferdinando visitò Sarajevo e venne ucciso insieme alla moglie da un nazionalista serbo con stretti legami con altri nazionalisti serbi nelle forze armate. L'Austria ne rimase oltraggiata e fece richieste pesanti, così come avrebbe dovuto fare. Ci stiamo dilungando, ma cerchiamo di divertirci. Che cosa avrebbe fatto lo zio Sam se, per esempio, qualche estremista avesse tagliato la gola a Hillary e Chelsea Clinton a Puerto Rico? Beh, per prima cosa il giorno dopo andrei in vacanza a San Juan e ci spenderei anche un sacco di soldi, ma si sa io dico e faccio cose avventate. Così i serbi chiesero aiuto e garanzie ai russi nel caso in cui gli austriaci li avessero invasi, ed i russi accettarono. Il guaio è che questi ultimi avevano un trattato con i francesi e gli inglesi: se fossero scesi in guerra, gli altri due li avrebbero seguiti. Così gli austriaci chiesero aiuto ai tedeschi, però questi ultimi rifiutarono.

Questa è la grande bugia che gli storici hanno perpetrato sin dalla Prima Guerra Mondiale. Hanno rifiutato di riconoscere questo fatto. Secondo la maggior parte degli scrittori britannici, la Germania spinse l'Austria a dichiarare guerra alla Russia e alla Serbia. Invece la Germania dichiarò guerra alla Russia una volta che lo sciocco zar mobilitò e inviò centinaia di migliaia di soldati sul suo fronte occidentale. (Se qualcuno è in procinto di darvi un pugno, voi lo colpite per primi; questo è il motivo per cui la Germania dichiarò guerra alla Russia.)

Beh, tutti sappiamo come andò a finire. Sì, le grandi potenze finirono in guerra e venne dichiarata mentre tutti i ministri degli esteri coinvolti erano in vacanza (quello francese a prendere il sole a Vichy, quello tedesco a sposarsi a Baden-Baden, quello inglese — e tra i pochi disperati a mantenere la Gran Bretagna fuori dai giochi — Sir Edward Grey, era da qualche parte in Scozia; e tutti e tre i monarchi erano sulle rispettive barche a lavorare sulla loro gotta). La civiltà europea non si riprese mai più. La Russia, nella sua volontà di smantellare la Turchia ed avere accesso ai Dardanelli, voleva la guerra con l'alleato della Turchia: la Germania. La Francia voleva la guerra per vendicarsi della batosta del 1870, quando le truppe prussiane marciarono sugli Champs-Élysées. La Gran Bretagna, subdolamente, voleva limitare il potere tedesco e circondarla di alleanze ostili. La Serbia voleva dividere l'impero austriaco. La Germania dovette rimanere con i suoi fratelli austriaci e andò in guerra controvoglia.

E' una storia molto triste, una grande tragedia che non finì prima del 1945. L'intervento delle truppe americane salvò la baracca per gli imperialisti, e quel tremendo Wilson si assicurò che la Germania sarebbe stata messa in croce. Hitler fu una conseguenza diretta della grettezza degli alleati vittoriosi, soprattutto di quella rana di Clemenceau. Oh sì, quasi dimenticavo. Monsieur Caillaux divorziò da sua moglie e sposò Henriette. Visse fino al 1944, abbastanza a lungo da vedere i tedeschi marciare lungo gli Champs-Élysées.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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