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narrativa

Acqua Alta

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Accadeva di Novembre, ed erano tempi lontani  dall'odierna percezione di velocità; un'epoca in cui Venezia amava ancora prendersi una pausa mentre le calli tornavano a respirare e le orde di turisti abbandonavano le selvagge sortite in attesa di un clima più favorevole. Non era raro, in quella sosta temporale, il privilegio di osservare l'unica piazza di questa città popolata da poche anime solitarie.

E nell'ora in cui la notte, con un improvviso colpo di mano, si portava via il pomeriggio, era possibile sentire i caldi venti di scirocco contrastare la gelida umidità avvertita nei giorni precedenti; raffiche che soffiavano la loro calura in faccia a chiunque approfittasse di quel deserto ombroso e scuro.
In quel ciclico paradosso di luce e temperature i tombini della piazza iniziavano a ribollire vomitando acqua.

Fantasmi

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- Fantasmi -

Ogni città ospita i suoi fantasmi ma Venezia vive su due piani di esistenza invisibili l'uno all'altro. Il primo livello si è materializzato nell'agglomerato di antiche pietre emerse dalle acque; visibile ai più, semplici viandanti o visitatori occasionali, è il mondo di superficie considerato l'unica realtà esistente da chi ha dimenticato l'arte di sognare e guarda senza più vedere gli strati interni ma non per questo meno concreti delle cose.

 

La strana vita del Capitano People

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Il capitano People nacque in un qualsiasi giorno dell'anno con un parto itinerante; cioè un pezzo in Italia, un'altro in Germania e poi negli Stati Uniti, in Giappone, in Francia e in molti altri posti. I genitori si presero cura amorevolmente di lui e la prima cosa che fecero quando ancora non sapeva né chi fosse né dove si trovasse, fu di iniettare nel suo complesso e delicato sistema biologico in fase di assestamento e formazione, un micidiale cocktail di virus e sostanze chimiche.

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