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Anche dopo il COVID-19, l’economia non ritornerà alla normalità

Sebbene sia facile supporre che lo scenario economico conseguente al coronavirus sarà caratterizzato da un alto tasso di disoccupazione, le previsioni riguardanti l’inflazione dei prezzi non sono allo stesso modo così certe. Da un lato ci saranno, infatti, dei deficit di bilancio governativi assai più alti e quindi un maggior debito pubblico; dall’altro invece, a causa di una economia più debole, può allo stesso modo accadere che i consumatori e le aziende possono essere riluttanti a contrarre nuovi debiti e possono cominciare ad alleggerire il carico del loro debito.

L’espansione monetaria non comporta sempre un’inflazione dei prezzi al consumo

Al contrario di quanto si crede comunemente, l’uso corretto del termine “inflazione” deve essere riferito all’offerta di moneta; difatti, i prezzi in salita non sono la causa, quanto piuttosto il risultato e l’effetto di un aumento dell’offerta di moneta. Tuttavia non tutte le espansioni monetarie comportano un’inflazione dei prezzi: può accadere, infatti, che il cosiddetto “livello generale dei prezzi” rimanga stabile quando ci sono dei cambiamenti drastici nella domanda di beni e servizi che impattano in modo differente sui diversi modi. Tale media può essere ingannevole quando dei prezzi alti cancellano gli effetti di altri prezzi che sono bassi e quando certi beni e servizi svaniscono dal paniere statistico di calcolo perché i prezzi di questi beni sono a tal punto saliti che la loro demanda è drasticamente scesa.

A causa delle innumerevoli interruzioni di attività causate dai lockdown (e a causa del distanziamento sociale), ci dobbiamo aspettare l’esplicitarsi di cambiamenti strutturali ai modelli di business futuri. Ancor più beni e servizi verranno rimossi dalle statistiche ufficiali sui prezzi, e per tutti quei prodotti che si salveranno e rimarranno quindi nei panieri, i prezzi risulteranno estremamente variabili.

Problemi nella misurazione dell’inflazione dei prezzi

Ancor più di quanto accadeva in passato, le statistiche contenute negli Indici dei Prezzi al Consumo non fanno altro che mandare dei segnali totalmente falsati circa la grandezza del fenomeno dell’inflazione dei prezzi. Se i prezzi di alcuni beni saliranno in modo esorbitante e, di conseguenza, per essi ci sarà una minor domanda; questi non faranno altro che avere un peso minore nel paniere statistico usato per i calcoli, fino a giungere ad essere totalmente abbandonati se per essi cadesse interamente la loro domanda per il semplice fatto che essi sono diventati troppo costosi per i consumatori ordinari. Ancor più che in passato, l’inflazione dei prezzi misurata dall’Indice dei Prezzi al Consumo, non può essere considerata una misura affidabile per essere una guida di politica monetaria – supponendo che esso lo fosse mai stato –. 

Dato che le moderne banche centrali usano il concetto di politica economica di “inflation targeting” quale guida per le loro operazioni, con la perdita di affidabilità del CPI perderanno – al contempo – uno strumento di guida precedentemente considerato affidabile. In sostanza, quando i banchieri centrali impostano i loro obiettivi sui tassi di interesse, è come se fossero ciechi.

Più di quanto accadeva in passato, ciascun individuo avrà – in funzione della sua personale struttura di domanda – un tasso di inflazione di tolleranza squisitamente personale che differirà sempre di più da quello dei suoi simili; inoltre, i differenti gruppi sociali verranno influenzati in modi diversi non solo dalla disoccupazione ma anche dai cambiamenti nella struttura dei prezzi. La cosiddetta “stabilità del livello generale dei prezzi” sta progressivamente diventando un obiettivo sempre meno significativo per la politica monetaria e lo stesso discorso ai numeri ufficiali della disoccupazione: infatti, gli scontri che sono stati causati dai lockdowns influenzano i diversi segmenti del mercato del lavoro in modi diversi e quando le persone lasciano il mercato del lavoro per un bene esse non vengono più conteggiate come “disoccupate”.

Come è accaduto con lo shock dei prezzi del petrolio nel 1973, l’economia del dopo-lockdown si troverà a fronteggiare il fenomeno della stagflazione. Quando la stagnazione e la recessione si verificano in concomitanza con l’inflazione dei prezzi, tutte le politiche macroeconomiche hanno fallito. Usando le prescrizioni di Keynes come guida per affrontare le fasi negative di un ciclo economico dopo il lockdown non farà altro che dare il colpo finale ad un sistema economico già indebolito dalle chiusure. Il blocco dell’economia ha anche colpito in modo grave il sistema delle supply chain globali, la fonte principale dei prezzi più bassi. Inoltre, con l’interruzione del commercio con la Cina (fenomeno, questo, che afferisce non solo agli Stati Uniti), la tendenza alla caduta dei prezzi conseguente all’ingresso di beni e servizi da oltremare si invertirà. Una delle conseguenze di una produzione concentrata maggiormente all’interno dei confini al posto del libero commercio internazionale sarà un maggior costo di produzione.

Le autorità monetarie hanno stampato una grande massa monetaria per mitigare le conseguenze dei rallentamenti economici e dell’isolamento sociale. Una tale politica è stata già implementata nell’affrontare la crisi finanziaria del 2008 nella forma del cosiddetto “quantitative easing”.

QE infinito?

Per rispondere alla crisi finanziaria del 2008, le attività nei bilanci del Federal Reserve System si sono espansi da 870 bilioni di dollari dell’agosto 2007 fino a 4,5 trilioni di dollari nei primi mesi del 2015. L’ultimo tentativo di tagliare le attività nei bilanci della FED ha portato il totale a 3,8 trilioni nell’Agosto 2019, ma poi sono subito risaliti, in quanto la politica monetaria implementata è state di nuovo quella espansiva, raggiungendo di nuovo i primi 4 trilioni prima di una spinta sull’“acceleratore” la quale, a sua volta, ha fatto salire il totale a 7 trilioni di dollari nel giugno 2020.

Il lockdown ha di fatto paralizzato le economie di quasi tutto il mondo, impattando quindi in modo grave e serio sulla capacità produttiva e sulle supply chains. Il Fondo Monetario Internazionale si aspetta che la produzione globale si contragga di quasi tre punti percentuali nel 2020 e sebbene il Congresso Statunitense prenda tempo sul pronunciare una previsione sul 2020 con la scusa che questa sarebbe troppo incerta, l’Ufficio Bilanci del Congresso prevede una caduta del PIL reale di dodici punti percentuali e un tasso di disoccupazione pari al 14% per il secondo trimestre.

Davanti alle conseguenze economiche dei lockdown, la FED intende affrontare la situazione espandendo le tipologie di asset che intende comprare: infatti, sebbene nel passato la tipologia di attività che potevano essere comprate dalla FED si limitavano alle obbligazioni governative, ora si sta assistendo all’acquisto di titoli che sono diversi da quelli del debito pubblico (per non parlare il finanziamento diretto dalla spesa pubblica).

Una contrazione del credito, fino a che la diga non si rompe

La politica monetaria sinora perseguita è consistita in un enorme ed impressionante aumento della cosiddetta “base monetaria”; un fenomeno – questo – che non implica necessariamente che la nuova moneta finirà dritta nelle mani delle imprese e dei consumatori. Se la domanda di credito è bassa e le banche commerciali continuano a supporre che le imprese (ed esse stesse) siano in rischio di fallimento, o se esse (tanto le banche, quanto le imprese) sono già in una situazione economica precaria), useranno la nuova moneta creata dalle banche centrali come “salvagente” di liquidità per far fronte al rischio invece che prestarla. In questo senso, quindi, la capacità delle banche commerciali di prestare esiste solo “in potenza” e non è stata ancora del tutto messa in atto.

Questo fenomeno di contrazione del credito si è verificato anche dopo la crisi finanziaria del 2008. Nonostante il grande stimolo monetario derivante dalle banche centrali, non si è verificato un generale rialzo dei prezzi. La base monetaria non si è trasmessa nel settore reale e quindi non si è tradotta in una maggiore domanda di beni; piuttosto, essa è rimasta all’interno del settore finanziario ed è stata utilizzata come riserva per le banche commerciali. Non caso, il più evidente segno dell’espansione monetaria del 2008 furono i grandi rialzi di prezzo delle azioni e delle obbligazioni.

Anche dopo il lockdown, gli effetti della creazione di base monetaria da parte delle banche centrali può non tradursi, anche dopo un lungo periodo di tempo, in un maggior volume di prezzi e quindi in un aumento della domanda aggregata. Tuttavia, l’attuale politica monetaria espansiva porta con sé il pericolo che ciò che oggi, come allora, è visto come solo un rischio potenziale possa tradursi – domani – in una enorme valanga che colpisce all’improvviso l’economia reale con un mare di liquidità. Fino a che la diga non si rompe, agli osservatori superficiali e per larga parte della popolazione può sembrare che non ci sia nulla di cui preoccuparsi e che i banchieri centrali abbiano tutto sotto controllo.

Le persone, in realtà, dovrebbero aver paura del fatto che il debito statunitense abbia raggiunto (nel 2017) il 107% rispetto al Prodotto Interno Lordo nazionale del 2019; una cifra – questa – che salirà alle stelle nel 2020 e negli anni immediatamente a venire. Il finanziamento in deficit va di pari passo con l’aumento dell’offerta di moneta ed è qui che viene presentata la Modern Monetary Theory (MMT), la quale fornisce in modo esplicito le giustificazioni economiche per un finanziamento del deficit governativo direttamente con la creazione di moneta da parte del governo stesso. Secondo il modello della MMT, una banca centrale di un dato Stato può diventare nient’altro che un ramo del ministero del Tesoro. Non bisogna sforzarsi molto per capire che il seguire le prescrizioni di politica economica di queste teorie monetarie non fa altro che aprire la porta all’iperinflazione; una porta che, una volta aperta, può difficilmente essere chiusa se non con alti costi.

L’importanza di una solida teoria economica

Prima che si rompano le acque, la creazione di moneta da parte della banca centrale potrebbe non impattare nell’economia reale in termini di produzione, né potrebbe cambiare la tendenza del tasso di inflazione dei prezzi. Un possibile scenario che si può realizzare sarebbe quello in cui le banche centrali si ostinino a seguire il loro modello di “inflation targeting” e continuino ad incrementare ancor di più la massa monetaria, confidando nella ingannevole copertura di un falsamente stabile livello dei prezzi. In questo modo, le autorità monetarie non faranno altro che ignorare il potenziale inflazionistico delle loro politiche e quindi rifiuteranno in toto l’idea che il rischio di un’iperinflazione non solo sia grande ma sia anche presente. Il potenziale inflazionistico accumulatosi nei precedenti dodici anni, difatti, è a tal punto grande che il controllo dello stesso risulta una pura e semplice utopia una volta che la valanga comincia la sua rincorsa.

Indipendentemente dai dettagli che differenziano le diverse scuole, tutte le impostazioni di pensiero macroeconomico sono interventiste. Queste dottrine sono di enorme interesse per i politici, in quanto costoro – grazie alle anzidette scuole – si sentono in diritto di assumere che il buon funzionamento di un’economia di mercato dipenda in maniera preminente dal controllo governativo esercitato sul mercato stesso. Per questi economisti, il sistema economico necessita invariabilmente di leadership, di controllo e di “guida”; e facendo ciò – ossia dichiarando che l’economia di libero mercato sia intrinsecamente instabile e “malata” – gli economisti interventisti arrogano a sé il titolo di “scienziati salvatori”. Questi ingegneri sociali trovano, di conseguenza, dei posti di lavoro profumatamente pagati (e quindi estremamente invidiati) negli enti di regolamentazione e nei vari ministeri statali.

L’economia Austriaca ha un differente approccio. Per i suoi pensatori, l’economia è un sistema che si autoregola in modo dinamico: i consumatori lottano per migliorare la loro situazione e gli imprenditori sono sempre attenti per soddisfare i loro bisogni. In un mercato concorrenziale, il sistema dei prezzi restituisce delle informazioni sulle preferenze e sui consumatori fornite dai consumatori stessi. Al contrario, un diffuso intervento del governo e della banca centrale non solo è ultroneo, ma è anche dannoso per la prosperità di una nazione.

Un maggior intervento governativo comporterà soltanto un maggior danno economico

Tutti i governi – quindi non solo quello degli Stati Uniti – sono sul punto di compiere gli stessi, medesimi errori fatti negli anni Trenta, quando le politiche macroeconomiche perseguite non hanno avuto alcun risultato se non quello di peggiorare e prolungare la depressione e la crisi. Come ha spiegato Rothbard nel suo libro, la Grande Depressione degli Stati Uniti è accaduta a causa del fatto che i policymakers hanno incoraggiato il mantenimento di alti tassi salariali e perché implementarono delle misure per stabilizzare il livello dei prezzi. Costoro si impegnarono in una lotta attiva e senza quartiere alla deflazione mediante degli interventi diretti e, invece di incentivare il risparmio, i decisori politici fecero l’esatto opposto cercando di stimolare i consumi; invece di promuovere delle politiche orientate al laissez-faire i policymaker aumentarono ed approfondirono sempre di più le politiche interventiste.

Un nuovo giro di giostra a colpi di tassi di interesse negativi o nulli (i cosiddetti NIRP e ZIRP) non farà altro che far deviare al rialzo il prezzo degli asset finanziari dal suo valore reale, incrementando inoltre la disuguaglianza di ricchezza in un momento storico in cui le tensioni sociali sono giunte ad assumere dei connotati rivoluzionari. Ciò di cui c’è bisogno durante la fase discendente del ciclo non è un maggior intervento statale, ma meno peso del governo sull’economia; ossia meno stimoli fiscali e monetari.

Il lockdown si è concretizzato in una distruzione di capitale. La sfida che ci aspetta davanti a noi richiede di ricostruire la struttura del capitale; un fatto – questo – che richiede un aumento dei risparmi e una diminuzione dei consumi. Come raccomanda Rothbard, il governo può essere di aiuto solo e soltanto se riduce il suo “ruolo nell’economia in termini relativi, abbattendo le sue stesse spese e tasse, in particolare quelle che interferiscono con il risparmio e l’investimento”. Stimolare il consumo non farà altro che prolungare il tempo richiesto entro il quale l’economia possa ritornare prospera.

Il concetto di “laissez faire” implica in se stesso la liberazione di una moltitudine di attori imbrigliati dalle catene del governo, in una maniera tale che costoro possano tentare di migliorare le loro vite. Non un minore interventismo, ma meno tasse, meno debito pubblico, meno inflazione, meno burocrazia e meno regolamentazioni: sono questi i fattori che spianeranno la strada alla creatività imprenditoriale e quindi alla creatività imprenditoriale. Far uscire il Paese dalla depressione economica non lo si fa con più sussidi ed elemosine, ma con una maggiore produttività.

Conclusione

La chiusura delle economie e l’imposizione dell’isolamento sociale hanno comportato una distruzione economica su larga scala. Non solo sono stati distrutti dei posti di lavoro, ma anche il capitale è stato consumato soprattutto in considerazione del fatto che le misure politiche adottate hanno causato molte crepe nel delicato sistema della divisione del lavoro.

Dopo il grande insuccesso del poco efficace lockdown, un altro errore del genere potrebbe essere troppo grande – non solo per gli Stati Uniti, ma anche in Europa – per essere fatto. L’implementazione di politiche monetarie e fiscali espansive significherà che, dopo che avremo sconfitto la malattia (e dopo che avremo concluso i lockdown), il sistema economico riceverà un altro gran colpo. Una sempre maggiore spesa governativa e dei tassi di interesse ostinatamente ed artificialmente tenuti bassi non solo non saranno di aiuto nell’accelerare la ripresa, ma non faranno altro che paralizzare l’economia dopo che essa avrà sperimentato una ripresa improvvisa ma non duratura.

Le sfide che ci troveremo ad affrontare richiedono la ricostituzione del fondo di sussistenza, del capitale e della cooperazione interpersonale. Tali obiettivi non richiedono degli aumenti nei consumi ma un aumento dei risparmi e quindi degli investimenti. Allo scopo di fronteggiare l’impatto economico del lockdown, la Scuola Austriaca raccomanda di perseguire le politiche economiche che vanno nella esatta direzione opposta rispetto a quelle perseguite oggi: invece di tentare di far ripartire l’economia con dei vani mezzi (come i bassi tassi di interesse), la politica economica da adottare dovrebbe mirare a fornire un ambiente istituzionale che favorisca i risparmi, incoraggi l’innovazione e lasci spazio all’iniziativa privata.

 

Articolo originale di Anthony P. Mueller. Traduzione per il Portico Dipinto a cura di Giordano Felici.

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Va' e non peccare più...

Ritratto di Gianluca Freda

 

https://www.luogocomune.net/20-varie/5553-%E2%80%9Camnistia%E2%80%9D-generale#comments

 

Leggendo la notizia dell’aministia proclamata dal nostro Re, gli occhi mi si sono riempiti di lacrime. La magnanimità e benevolenza che questo esempio sublime di democrazia vivente sa elargire perfino ai suoi più biechi detrattori sono un modello di perfezione umana che non può non colpire nel profondo ogni uomo che aspiri ad un maggior grado di coscienza e ad un livello più elevato di Fortnite a cui si possa pervenire senza acquistare il Pass Battaglia.

Mi strazia l’anima non poter approfittare, per mia intrinseca e irriducibile malvagità, di questa straordinaria occasione giubilare offertaci dal Redentore.

Rivolgo tuttavia un’umile preghiera a coloro che, comprensibilmente, desiderassero approfittare di questa preziosa occasione di elevazione spirituale, ritornando all’ortodossia benedetta della curia pontificia. Li pregherei, se non pecco di sfrontatezza e se non è loro di eccessivo disturbo, di ribadire da parte mia a Massimo Mazzucco l’ardito consiglio, che già una volta egli ebbe l’indulgenza di rendere pubblico attraverso il suo sacro bollettino evangelico: e cioè che se ne può andare a fare in culo, lui, il suo sito di merda, il branco di scimuniti che attualmente lo popolano e il gruppuscolo di miserabili gatekeeper e finti controinformatori di cui si è servito per spalleggiare i media mainstream nella propagazione della menzogna infame, criminale e assassina del Covid-19.

Se qualcuno potesse riferire tale messaggio al Celeste per mio conto, mi farebbe atto estremamente gradito e foriero di sempiterna riconoscenza.

Ringrazio anticipatamente per l’incommensurabile gentilezza chi mostrasse la benignità di esaudire questa mia richiesta.

 

N.B.:

Il Redentore, ovviamente, gradirebbe delle scuse.

Le scuse sono sempre una cosa gradita.

In Italia, ad esempio, vi sono alcune decine di milioni di persone che gradirebbero le scuse di Mazzucco per aver appoggiato, con il suo atteggiamento, con i suoi fans e con i suoi settimanali bollettini filmati, una spregevole menzogna mediatica che ha provocato, tra l’altro:

1) La morte atroce e solitaria di migliaia di persone nell’inferno delle terapie intensive, a causa dell’applicazione di protocolli criminali, che Mazzucco e i suoi sodali, fin dall’inizio della pantomima, hanno contribuito ad accreditare;

2) La carcerazione domestica, la persecuzione poliziesca e l’umiliazione di milioni di persone per tre mesi consecutivi;

3) L’annichilimento definitivo di ciò che restava dei “diritti costituzionali” dei cittadini (i quali “diritti” appaiono ora per ciò che realmente erano: una generosa concessione interessata del potere, che può elargirli e toglierli a propria discrezione, con la cortese collaborazione dei media, compresi quelli “minori” di stampo mazzucchesco. Questa rivelazione è, in realtà, un dato assai positivo nella strada che conduce alla comprensione del mondo, ma molti ingenerosi concittadini rifiutano di ringraziare e si sentono atterriti da essa);

4) La metamorfosi, ora visibile e irreversibile, del genere italico in branchi di cani con la museruola; 

5) La rovina economica dell’Italia e di milioni di famiglie italiane, finite sul lastrico e nelle grinfie della disoccupazione a causa del lockdown, cui il Celeste concesse la sua benedizione in un decalogo divenuto giustamente celebre, al pari dell’autobiografia di Felice Maniero.

6) La prospettiva, ora divenuta più verosimile e mediaticamente giustificabile, di future vaccinazioni obbligatorie di massa, foriere di nuovi stermìni tra le fasce più deboli della popolazione (anziani e neonati).

 

Ecco, anche su questi punti le scuse sarebbero molto gradite.

Temo purtroppo che non basterebbero.

 

Va' e non peccare più

Ritratto di Dusty

Quando si dice l'arte di unire il serio al faceto.

Hat off.

vorrei solo fare eco al

vorrei solo fare eco al messaggio di totalrec con una sottoscrizione da parte mia.

probabilmente  le palle del sovrano hanno smesso di vorticare e quindi a suo avviso potremmo tornare ad omaggiarlo visto che non gli bastano i lecchini che gli sono rimasti sul sito (ma non gli viene da vomitare anche al sovrano per il grado di lecchinaggio di certi messaggi?)

vorrei sottolineare  che la semplice verità ha mandato su tutte le furie il  sovrano che si è sentito offeso dal sottoscritto perche ha osato contestargli che

non ci sono utenti di luogocomune che sputano nel piatto dove mangiano perche nessun utente guadagna(mangia) dal suo sito tranne appunto il sovrano che

vende DVD o riceve offerte dagli utenti di luogocomune.

visto che il covid, oggi apprendiamo,  causerebbe la qualsiasi, comprese erezioni di 4 ore, possiamo ipotizzare che probabilmente il covid aveva colpito il cervello del sovrano che è rimasto sclerotizzato dall' ovvio ovvero che non sono certo gli spettatori di mentana o di piero angela che comprano i suoi dvd e nemmeno chi guarda la tibbù del berlusca, ma sono proprio gli utenti di luogocomune che spesso li spacciano anche agli amici.

tra l'altro non era un' offesa ma una semplice constatazione non volta ad insultare, ma a sottolineare l'infelice paradossale locuzione.

per quanto mi riguarda trasformare un malinteso prima in un pretesto e poi in una faida familiare bannando mia moglie mi ha fatto persuaso (come dice il fratello del suo grande amico)

di non voler piu tornare in un posto dove un matto chiude il sito "per colpa del comportamento di alcuni utenti" ovvero per come gli gira il culo.

per quanto mi riguarda il sovrano dovrebbe andare presto a cagare , lui , il suo sito e la sua "amnistia".

p.s.

la dimostrazione della sclerotizzazione del cervello del sovrano si ha dal momento che banna mia moglie per paura che scriva qualcosa

ma non mi banna dall'account di contro.tv dove anche li avrei potuto scrivere messaggi come "fefochip" collegati ovviamente a LC.

ma credere che avrei avuto tutta questa voglia di continuare a perdere tempo per qualcosa di suo significa essere pesantemente disturbati e focalizzati sul proprio ego

p.p.s

grazie dusty per l'ospitalità per quanto ci stiamo sul cazzo a vicenda

 

più che "scoprirla" la verità si "capisce", per questo "quando l'allievo è pronto il maestro arriva".
la fede senza il dubbio è follia, il dubbio senza fede è una maledizione<

Doverosa aggiunta

Ritratto di Johnny Contanti

Al buon commento di totalrec vorrei aggiugnere la visione del seguente video. Può dare un maggiore contesto all'atteggiamento della maggior parte degli italiani quando di fronte "all'arrivo" del virus C-1984.

Il mondo è l'opposto di quello che vi hanno insegnato:

Concordo su tutto e aggiungo...

Secondo me (rivolto a Mazzucco), è d'uopo uno dei più meravigliosi insulti mai utilizzati.

In dialetto veronese:

Versione contratta : "Che t'ha cagà !".

Versione estesa: "Chèla vaca che t'ha cagà !"

Versione tradotta in italiano: "Quella vacca che ti ha cagato !"

P.s.: ero qua che aspettavo da un giorno all'altro questa "offerta di perdono". Inevitabile, visto l'estremo scadimento del sito (oltre la noia).

Ma la DIGNITÀ ??? Dov'è?
Non c'è.

Ma pensa forse che "certa gente" sia come lui ???

Piuttosto mangio tre merde.

Solo ora che ha verificato lo scadimento del sito. (Una picchiata da Stuka).

E chi è complice di evidenti assassini, per me è pari loro. Consapevole o meno non mi interessa.

Che si vergogni. Che coraggio...

LUI dovrebbe chiedere scusa.

Sono schifato da cotanta assenza di dignità. Solo perché adesso il sito fa cagare....

P.p.s.: gli epiteti di cui sopra, sono utilizzati anche in senso bonario e tra amici.
Vero.
Ma lo scrivo anche per evitare "reazioni scomposte". Tipiche di chi ha la coda di paglia.
A proposito delle "libertà" di espressione...

Cartellino rosso

Ritratto di Mike57

Spiace per l'autore del post che la discussione abbia preso un'altra direzione. Ma era troppo ghiotta l'opportunita di rispondere al sorpruso dei mesi scorsi di essere stati messi a tacere in quel modo senza diritto di replica. Sicuramente la mossa di Mazzucco di fare rientrare i veri animatori-pensanti nel sito luogocomune è spinta dalla consapevolezza che gli attuali utenti che commentano i suoi post sono di un livello talmente basso e scadente, delle volte imbarazzante, che una persona dotata di buon senso avrebbe chiuso tutta la baracca e trovato un posto sul Pollino dove meditare sul senso della vita. Ma probabilmente Mazzucco non ha fatto alcuna analisi delle sue espulsioni, che sono una cosa gravissima visto il contesto in cui sono avvenute. E' ancora vivo lo stato d'animo di quel periodo. La confusione interiore per quello che stava accadendo. La sua manipolazione.

Comunque la vita va avanti.


 

Quegli che abbia penetrato il senso della vita, non si affanna più per ciò che alla vita non dà nessun contributo.

Mazzuccaldo

Ritratto di Gianluca Freda

Sicuramente la mossa di Mazzucco di fare rientrare i veri animatori-pensanti nel sito luogocomune è spinta dalla consapevolezza che gli attuali utenti che commentano i suoi post sono di un livello talmente basso e scadente, delle volte imbarazzante, che una persona dotata di buon senso avrebbe chiuso tutta la baracca

 

Boh, io non credo che a Mazzucco freghi più nulla del livello imbarazzante delle discussioni sul suo sito.

E' così da anni, Luogocomune era diventato un bordello simil-Facebook moltissimo tempo prima del covid e il gestore non ha mai manifestato la minima preoccupazione per questa deriva.

Non credo nemmeno che l'eventuale contributo di commentatori meno puerili (che sono stati spesso presenti) potrebbe migliorare la situazione: è il perbenismo "democratico-egualitarista" (il commento argomentato ha lo stesso spazio dello strillonatore cialtrone di fondi del "Corriere"), dietro il cui ditino si nasconde il titolare, che manda tutto in vacca.  

A Mazzucco non interessa la qualità del sito: lui punta più in alto, a sostituire o almeno ad affiancare in funzione di gatekeeper i media importanti. Non gli faccio una colpa di questo: coi documentari e gli introiti dei filmati su Youtube si deve campare maluccio ed è normale, in un mondaccio come questo, cercare un posticino più caldo per la vecchiaia. Il fatto è che lui si sente DAVVERO un elargitore di indulgenze: una persona buona, un redentore dell'umanità, un faro di democrazia, così luminoso da potersi permettere d'inondare di luce spirituale anche i malvagi, che corrispondono ovviamente a coloro che ostacolano, per eccesso di spontaneismo, la sua misurata ascesa verso il mainstream. Nessun imprenditore raggiunge il successo se non è sinceramente convinto che i soprusi che compie, le fandonie che racconta, i diritti che calpesta siano atti di puro amore, tappe di un cammino di perfezionamento che coinvolge l'intero genere umano.

Ricordo una bellissima definizione di Calvino in "Marcovaldo", in cui il protagonista, che ha trovato in ospedale un coniglio-cavia da fare in fricassea, "lo guardava con l'occhio amoroso dell'allevatore che riesce a far coesistere la bontà verso l'animale e la previsione dell'arrosto nello stesso moto dell'animo".

Penso che Mazzucco veda gli utenti del suo sito con lo stesso, ineffabile amore.

Noi peccatori per scelta tendiamo a stare lontani da questa gente.

ombre di un tempo che fu

mi imbatto in questo articolo/riflessione di sett 2018 sugli utenti di luogocomune  spedito al leader massimo ma mai pubblicato

non ha un titolo ma capirete che ha attinenza con l'"amnistia"

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Era già capitato che qualcuno se ne uscisse con frasi del tipo: “si è fatto il vuoto intorno a me”, “da quando parlo di 11 settembre mia moglie mi guarda con sguardo assente”, “non riesco più a frequentare i miei amici, mi sembrano tutti rincoglioniti dal mainstream, non si fanno più una domanda che è una”, ecc, ecc. Chi gli è capitato sa già di cosa sto parlano per gli altri …manàmanà, non è un articolo per tutti. L’argomento 11 settembre è solo uno, ma poi ce ne sono altri passando dalla sanità per andare sulla politica per ritornare sui vaccini e tanti altri argomenti. L’ultimo articolo di massimo sull’11 settembre complice un commento di chiodo si è aperto un vaso di pandora che forse nemmeno i coinvolti sapevano che esistesse in questi termini. Continuamente affrontando gli argomenti della vita contemporanea tanti di noi ci sentiamo sempre più incompresi dal prossimo che magari è il proprio amico di infanzia, il proprio genitore o peggio ancora il proprio partner. Il problema non è da poco e sarebbe sciocco sminuirlo. Leggendo con attenzione il forum le reazioni sono le più variegate: abbiamo una zina che ben comprende la sua diversità e si diverte quando gli si presenta l’occasione, abbiamo un antdbnkrs che sembra viva in un’isola felice (come anche un massimo mazzucco) dove c’è gente tutto sommato senziente intorno a lui con cui si può parlare, magari non essere d’accordo ma sicuramente condividere i propri pensieri. Poi ci sono i tanti che invece soffrono l’isolamento chi più chi meno passando da una peonia fino ad arrivare alle vette di introversione/pessimismo cosmico taccate da music-band o a quelle di totalrec che sono parimenti vertiginose ma che hanno risultati diversi a causa di una granitica forza logica dalla sua. (mi scuso con tutti per avervi banalizzato e ridotto ma sto solo cercando di fare un discorso mio, con il quale avete pieno diritto di non riconoscervi)

Questa è la situazione e innanzi tutto farò un commento preliminare tanto semplice ma evidentemente non  scontato: mi pare proprio che non siamo soli. Questo luogo virtuale, comune o forse meglio “non comune” ci raduna, ci riunisce tutti consapevolmente o meno.  Il problema rimane perché i nostri affetti, le persone che ci sono vicine sono diventati altro o meglio siamo noi che abbiamo preso una strada talmente divergente che li abbiamo lasciati al palo. Non si torna indietro da questa strada intrapresa, la nostra unica speranza è che qualcuno ci segua. Ma quale è esattamente questa strada? siamo veramente sicuri che la solita solfa del “pensare con la propria testa” risolva tutto? Veramente è una questione di intelligenza? Molti di noi si sono accorti anche di questo: non è l’intelligenza il tratto veramente distintivo che ci accomuna e che scava un fossato che diventa giorno dopo giorno sempre più incolmabile tra “noi” e “loro”. Forse il coraggio più che la capacità di saper cantare fuori da coro, di uscire dal gregge? Forse è più una questione di responsabilità che in questa società è diventato più unico che raro prendersene? (in questo l’argomento vaccini è dirompente)

Io, non ho una risposta definitiva so solo che tutto questo non è una questione di QI né una questione solo di emotività perché con un cane o un gatto riusciamo ad andare perfettamente d’accordo e non credo proprio che un amico a 4 zampe abbia capito nulla di cosa c’è intorno a lui nè tantomeno sia cosciente dei pericoli che lo circondano.

Insomma chi siamo “noi” esattamente?

 

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dopo le vicissitudini del sito durante il delirio covid si è capito chi ERAVAMO "noi".

coglioni qualsiasi che riempivano uno spazio

a chi mi chiede :"perchè non torni su LC" gli rispondo:

perche sua santità non ha ritenuto di pubblicare e di rispondere mai sulla questione di fondo da me sollevata MAI affrontata seriamente?

oggi so che luogocomune è il sito di massimo mazzucco che lo apre e lo chiude quando vuole lui secondo le SUE regole , non scritte ma solo determinate di volta in volta dal suo umore.

cosa ci si sta a fare su un sito così?

non ho piu tempo da perdere , ne ho perso fin troppo con qualcuno che prende tutto per se e non lascia nulla agli altri.

più che "scoprirla" la verità si "capisce", per questo "quando l'allievo è pronto il maestro arriva".
la fede senza il dubbio è follia, il dubbio senza fede è una maledizione<

Ricomincia il lockdown

Ritratto di Gianluca Freda

Per chi credeva che i governi avrebbero rinunciato tanto facilmente al giocattolino del lockdown, che conferisce loro poteri assoluti, questo è ciò che sta accadendo a Belgrado, in Serbia, dopo la proclamazione del nuovo periodo di clausura:

Anche in Australia, la città di Melbourne (circa 6 milioni di persone) è ora sottoposta a un lockdown rigidissimo, con la polizia che non si limita più a occupare le strade, ma entra nei palazzi e nei condomini, per controllare che nessuno esca dagli appartamenti e per razionare il cibo. Li hanno anche presi per il culo, raccontando che il nuovo lockdown sarebbe durato solo cinque giorni, salvo poi scoprire dalla TV che la durata sarebbe stata di un mese e mezzo:

 

 

Se qualcuno crede ancora che tutto ciò resterà limitato ad altre nazioni, ne riparliamo tra un paio di mesi.

Di questa mostruosa catastrofe, dobbiamo ringraziare la macchina assassina dei media e anche quei siti di "controinformazione" (in realtà di gatekeeping) che l'hanno appoggiata, in modo subdolo e da autentici criminali, negli scorsi mesi.

Devo fare nomi?

Lo dedico a coloro che ritengono che le mie repliche a certe proposte di "amnistia" siano esagerate.

 

È ormai un luogo comune...

Ma concordo sulla criminalità dei gatekeeper...
Peggio dei loro padroni.

Lockdown in australia

Ritratto di Dusty

Total, ho visto il video, mi viene da vomitare.

Il problema è che essere sani in un mondo di pazzi, è peggio che essere pazzi crying

Non accettare cellulari dagli sconosciuti

Ritratto di Mike57

Laura Albano

21 h ·

Dal post di un amico:

"Giorni fa sono stato da un cliente, un 65 enne quasi in età di pensione. L'azienda per cui lavora gli ha fornito un cellulare con le app bloccate e un nuovo numero Vodafone.

Nel cellulare è inserita l'app immuni ma non è possibile disinstallarla. Il marchio Vodafone oltre a ricordarmi il logo del Ku Klux Klan sembrava un gentile omaggio della commissione Colao, l'ex manager della telefonia.

Sorvolando sui miei assurdi pensieri complottisti l'ho aiutato a inserire la tessera e completare la registrazione tramite un codice cliente.

Il tempo di prenderci un caffè e il telefono già squilla. Chiedo di inserire il vivavoce e ascolto incredulo.

<< Salve lei è il signor.... ? Siamo del ministero della salute. Lei è stato sorteggiato per effettuare un test sierologico. Il test è utile per scoprire se lei possiede già degli anticorpi autoimmuni. In quel caso significa che ha già contatto il virus covid-19 e contatteremo i familiari per effettuare nuovi test anche a loro. In caso contrario lei sarà inserito nella lista dei primi che effettueranno il nuovo vaccino. Accetta di effettuare il test ? >>

Lo sguardo di quella persona era di smarrimento e incredulità. Aveva sempre seguito tutte le regole del lockdown. Non aveva particolare diffidenza sulla situazione covid e l'informazione ufficiale.

Eppure la modalità e le tempistiche erano così strane che ha risposto con voce incerta: << No. grazie... Non mi va... Non accetto. >>

L'operatrice incalza e ciò che dice ha dell'assurdo << Possiamo sapere le sue motivazioni? Il test è utile alla comunità scientifica per arrestare l'epidemia di covid che arriverà in autunno! >>

L'epidemia che arriverà? Che sfacciataggine. Allora è già tutto deciso!

Se neanche questi fatti riescono a svegliare la coscienza collettiva o almeno a far sorgere qualche dubbio.. non so più cosa aggiungere."

Quegli che abbia penetrato il senso della vita, non si affanna più per ciò che alla vita non dà nessun contributo.

Toglietevi le cuffie dalle orecchie!!!

Siamo quello che viviamo. La vita di ognuno grida più forte delle parole...di ognuno. L'albero non si riconosce se non dal ''frutto''.

Ci sarà un nuovo confinamento, un altro periodo di arresti domiciliari ? Forse si, più di si che di no eppure chi se ne frega. Non che gli arresti domiciliari mi piacciano ma non è quello il punto.

Vogliamo risolvere il problema di tutta questa colossale menzogna GLOBALE ? Tutti SI all'unisono. Eh ma come fare se ognuno porta le cuffie del proprio IO e non riesce a sentire e comprendere il Passaparola che scende dal cielo ed attraversa tutte le 7 epoche della chiesa ?

L'unica soluzione contro le bombe atomiche,i vaccini,il satanismo globale,la menzogna ed i governi del NWO è e sarà sempre la potenza di trasformazione del sangue di Gesù Cristo.

Al posto di pensare al nuovo confino di ottobre,novembre,al posto di pensare al vaccino,al posto di pensare alla fine dell'economia e di ogni altra cosa,compresa la vostra vita e quella dei vostri cari,non cincischiate con il tempo dissipandolo.

Recuperate tempo e grazia con un rinnovamento approfondito del vostro carattere,umano,secondo quanto sta scritto nella seconda lettera di pietro al cap.1 e digiunando e pregando nel nome che è al di sopra di ogni nome : Gesù Cristo il Potente Vincitore Risorto.

Voi dovete nascere di nuovo.

Non l'ho detto IO,ma lo disse il RE dei RE 2000 anni or sono.

Senza quella Nuova Nascita,dallo Spirito di Dio,voi siete perduti.

 

dalla lettera di pietro : QUELLO CHE CONTA E' SOLO LA PAROLA...

Dindondan

T77

Che noia però 'ste prediche!  

 

Intanto in Bielorussia muoiono a bizzeffe

Ritratto di Dusty

Un breve video per commemorare la strage che sta avvenendo in Bielorussia perché gli scellerati non hanno voluto dotarsi di mascherine e distanziamenti sociali variegati.