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Stavolta parlo di me

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Non è esattamente la cosa più semplice del mondo, e non ho un ego talmente sproporzionato da provare godimento nel farlo... Ma è lavoro pure questo, quindi stavolta parlo di me.

Spero di aver dato un contributo in questi anni, almeno ci ho provato. Questo è quindi un piccolo appello a tutte quelle persone che mi conoscono per ciò che ho scritto e che magari hanno apprezzato i miei scritti.

Vi chiedo un piccolo favore ben consapevole che il vostro tempo è prezioso: è in uscita il mio primo romanzo, si tratta del mio esordio come scrittore di narrativa, se qualcuno di voi decidesse di acquistarlo e leggerlo, mi farebbe davvero piacere leggere a mia volta una vostra onesta recensione o qui sul portico, o nei siti presso i quali lo avete acquistato (amazon, ibs, etc.).  Se vorrete darmi il vostro parere, lo apprezzerò molto.

Mi permetto quindi un pò di pubblicità nella speranza che questa mia fatica incontri il vostro gusto.

Grazie a tutti

Federico Music-Band

(Qui sotto, dopo la locandina, trovate la trama)

 

Lucas Moro credeva di avere una vita perfetta, una bella moglie, un lavoro prestigioso e tutti gli inutili feticci della modernità a colmare i vuoti della sua esistenza. Ma dopo un improvviso licenziamento, gli appaiono ombre demoniache e paurose che sembrano scaturire dalle antiche pietre di Venezia. Ombre che seguono le persone e che soltanto lui riesce a vedere. La società lo ha alienato al punto da trasformarlo in uno psicopatico? Sta diventando pazzo o la città dei Dogi custodisce un indicibile segreto?

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Intanto...

Ritratto di Calvero

Ci mancherebbe fosse questione di mero orgoglio questa, è il minimo mettersi in gioco in questo senso, per chi - oltretutto - tanto scrive e non certo per parlare di gossip o arruffianarsi un sistema liberticida e stupidamente omologato nell'ambito "artistico/creativo" (virgolette d'obbligo).

E' il tuo pezzo di libertà questo, quindi è sacro.

Che la libertà sia con noi, e il nostro sipirito.

Grazie Calvero, felice di

Ritratto di Music-Band

Grazie Calvero, felice di rileggerti.

Ciò che dici è vero ma mi chiedo se abbia un senso oggi, in questo mondo digitale dove le persone vanno in depressione se non hanno abbastanza "like" perchè si sentono escluse e tagliatre fuori dal "mondo". Ma ciò che ci circonda in questi tempi è cultura o rumore?

Senza ambire a cosaccie da

Ritratto di Calvero

Senza ambire a cosaccie da Guru (che poi, se non erro, dovresti essere nato anche prima di Me) ma con una scheggia di saggezza [che poi, neanche mia è, bensì raccolta dalle trame del tempo], voglio esprimerti - se riesco - una solidarietà che spero ti risulti attiva e non retorica. Più che rumore, forse meglio parlare d'interferenze, e le stesse si agitano proprio per contrastare la sapienza (sapienza intesa come espressione di una verità, qualsiasi verità sia, anche se infinitesimale) e un 'armonia che la verità sta costruendo secondo i suoi tempi, non secondo i nostri. E ne sei parte.

Ecco perché ci rompono i coglioni (francesismo d'obbligo)

Digredendo dal paragrafo sopra, che apparirà assai metafisica la cosa (ma non lo è), e "scendendo" a un livello più elementare e quotidiano che riguarda tutti noi (compreso il dover pagare le bollette e le Tasse Fasciste, così come ci spiegava Pike nell'altro articolo), penso di poter comprendere e in qualche modo presagire il tuo disilluso percepire e la tua frustrazione (chiamiamola così di passaggio, senza esagerare il concetto) ...

... e Sì, ha un senso, per la tua anima - che è eterna; e deve portare la sua crescita nei mondi a venire. Non solo, anche una sola persona, una sola, che si emoziona e lascia un sorriso sulle tue pagine, è un atto divino.

voglio esprimerti - se riesco

Ritratto di Music-Band

voglio esprimerti - se riesco - una solidarietà che spero ti risulti attiva e non retorica. Più che rumore, forse meglio parlare d'interferenze

Mi hai fatto venire in mente un libro il cui titolo avrei voluto averlo concepito io: "La strategia del caso"

Ecco perché ci rompono i coglioni (francesismo d'obbligo)

francesismo per francesismo... Temo ci sarà sempre qualcuno che rompe i coglioni. Forse è un pò come la legge di Murphy, sta lì... :-)

Non solo, anche una sola persona, una sola, che si emoziona e lascia un sorriso sulle tue pagine, è un atto divino.

Si, è vero... Mi scontro però con l'assioma di Oscar Wilde, è probabilmente una mia deformazione, ma quando riguardo una cosa che ho scritto (anche le sceneggiature che ho scritto per anni), ripenso alle sue parole: "Ci sono scrittori, la maggioranza, che scrivono per mestiere e denaro, poi ci sono scrittori, pochissimi, che scrivono perchè hanno qualcosa da dire." e mi chiedo sempre da che parte sono messo.

Lo leggerai? (il mio romanzo intendo)

 

senza meno

Ritratto di Calvero

Certo che lo leggerò, non in questo periodo. Sto terminando il mio "Thriller" e quando sono in dirittura di arrivo (tre anni di lavoro) devo rimanere scevro da altre energie, altrimenti mi distraggo.

E sarà un piacere dirti cosa ne penso della tua opera, su queste pagine.

Oscar Wilde aveva e ha ragione, diciamo anche che ha ragione quasi su tutto. Quindi pensaci, lui era uno che aveva qualcosa da dire, e lo ha detto. E lo hanno letto in tanti. Anche chi non ne ha capito una cippa, ma tant'è.

Il problema della letteratura di cui ormai, e finalmente, posso fregiarmi del titolo di lettore (perché prima di diventare veramente lettore, ne deve passare di acqua sotto i ponti) è che se parliamo di quella valida, quella cioè che ha qualcosa da dire, ecco che c'è una Legge difficilmente eludibile, ed è questa, ed è mia, non è una citazione:

Più ciò che hai da dire è importante, e meno appartiene al tempo in cui viene scritta.