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Francesco Simoncellinoreply@blogger.comBlogger1774125
Aggiornato: 5 min 59 sec fa

Beata ingenuità: la Yellen e i suoi discorsi sconclusionati

Lun, 11/04/2016 - 10:04




di David Stockman


Questa storia sta diventando davvero folle. Ecco cosa ha detto Janet Yellen sulla possibilità di tassi d'interesse negativi:

Alla luce delle esperienze dei paesi europei e di altri che hanno implementato tassi negativi, stiamo considerando questa opportunità perché vorremmo essere preparati nel caso in cui dovessimo tornare ad essere accomodanti.
Le parole chiave qui sono "paesi europei" e "tornare ad essere accomodanti". Eppure basta un breve momento di riflessione per affermare che zia Janet sta delirando. Dire che la sua ingenuità la porta a fare discorsi sconclusionati, è dire poco.

Dice le stesse maledette cose più e più volte, senza fine.

Qualcuno dovrebbe dire a zia Janet e alla sua combriccola di stampatori monetari keynesiani che non esiste l'etere economico definito "accomodamento". Questo è puro e semplice FEDspeak, poiché questa gente crede erroneamente che l'economia americana sia sempre in procinto d'affondare a meno che non venga stimolata e sostenuta da un intervento politico della banca centrale.

No, le cose non stanno così. Zia Janet può preferire un taglio di capelli alla Beatles, ma non è lei a poter scongiurare una qualsiasi altra catastrofe economica. Il diluvio che sta arrivando è in realtà opera della FED e del casinò di Wall Street, non dei capitalisti di Main Street.

Ci sono solo due canali di trasmissione concreti attraverso i quali la FED può influenzare la nostra economia da $18,000 miliardi, oltre a sovvenzionare semplicemente gli speculatori di Wall Street affinché facciano offerte d'acquisto per gli asset finanziari.

Può iniettare credito dal nulla nel mercato obbligazionario al fine d'aumentarne i prezzi ed abbassarne i rendimenti. E può falsificare i tassi d'interesse del mercato monetario e la curva dei rendimenti. Entrambi questi effetti sono finalizzati ad indurre le imprese e le famiglie a prendere in prestito di più di quanto potrebbero permettersi, e poi a spendere di più di quello che producono.

Questo è il vecchio trucco da salotto keynesiano e, sì, ha funzionato 50 anni fa quando i professori keynesiani di zia Janet iniziarono a prendere di mira i bilanci d'America. Ma ora quei bilanci di famiglie e imprese sono tutti saturi, perché siamo giunti ad una condizione di picco del debito, insieme alla maggior parte del resto del mondo.

Infatti, nel caso delle famiglie degli Stati Uniti, tra la fine degli anni '60 e il 2008 la massiccia leva finanziaria allegata al reddito salariale ha iniziato ad invertirsi lentamente. Sebbene la FED voglia far abbeverare Main Street al fiume del credito, il suo fallimento è evidente dal grafico qui sotto. Ma a quanto pare zia Janet è ancora intrappolata in una distorsione temporale, portando avanti le volontà del fantasma di James Tobin che incitava ad ingolfare i bilanci dalla linea rossa in poi.




Di conseguenza, l'effetto stimolante dei tassi d'interesse bassi e ultra-bassi non lascia mai i canyon di Wall Street. E quando accade, finisce ai mutuatari più deboli. Cioè, studenti e acquirenti d'automobili.

Al di fuori di questi recinti — dove si verificherà la prossima ondata d'inadempienze o salvataggi statali — c'è stata una crescita negativa nel debito delle famiglie sin dalla crisi finanziaria. Nonostante gli 86 mesi di ZIRP, il debito totale delle famiglie è ancora $400 miliardi sotto il picco pre-crisi, e il debito ipotecario e quello legato alle carte di credito sono in calo di oltre $1,000 miliardi.




Allo stesso modo, l'aumento di $2,000 miliardi del debito aziendale totale non è finito in beni produttivi, come impianti, attrezzature e tecnologie. È stato scaraventato nell'ingegneria finanziaria favorita dalla bolla finanziaria e alimentata dalle politiche della FED. Cioè, riacquisti d'azioni proprie e F&A sono stati usati per riciclare debito aziendale di nuova emissione nei canyon di Wall Street.

Visto che gli 86 mesi di ZIRP hanno già dimostrato che il vecchio trucco da salotto keynesiano — vale a dire, il canale di trasmissione della politica monetaria a famiglie e imprese — è morto, perché zia Janet dovrebbe pensare che un paio di punti base sotto lo 0.0% dovrebbero fare una qualche differenza?

E soprattutto dopo che c'ha provato la BCE senza alcun risultato! Com'è evidente dai dati sui prestiti bancari nella zona Euro, l'estensione del credito alle imprese private è calata sin dal 2012 quando Draghi ha proferito il suo ukase. La mossa della BCE d'abbassare in territorio negativo i tassi di deposito, non ha affatto cambiato questa tendenza.

Allo stesso modo, il debito delle famiglie in Europa è salito tra il 2000 e il 2010, ma sin da allora è oscillato lungo la linea piatta. E la ragione va ben oltre le capacità della BCE o quelle di qualsiasi altra banca centrale. Vale a dire, le famiglie europee hanno raggiunto il cosiddetto picco del debito, il che significa che giocherellare coi tassi di deposito è inutile e irrazionale.




Potrebbe sembrare sconcertante che la Yellen, Bernanke e i loro seguaci, dopo l'esperienza europea, abbiano tutti iniziato a pensare seriamente alla NIRP, ma questi idraulici monetari non riescono a capire la differenza tra scarabocchi transitori e tendenze durature reali.

Ecco uno sguardo più ampio al credito bancario elargito alle famiglie e alle imprese nella zona Euro. Non c'è bisogno di una laurea in economia per spiegare perché la NIRP è un fallimento colossale in un'Europa infatuata dal debito.




Perché i nostri banchieri centrali pensano che la NIRP possa stimolare la crescita del credito ed espandere il PIL in un mondo arrivato al picco del debito?

Beh, la verità è che non lo pensano; lo presumono. Dal momento che credono erroneamente che Main Street sia del tutto dipendente dalle loro cure costanti, secondo loro qualsiasi sviluppo avverso di breve periodo necessita di una maggiore intrusione da parte della politica monetaria.

Infatti questa posizione intellettuale fallace s'è spinta così lontano che ora il ciclo di feedback negativo delle loro bolle, viene interpretato come prova che le condizioni monetarie sono troppo "ristrette" e sono necessarie più politiche di stimolo — come la NIRP — per compensare i venti contrari alla crescita.

Ecco una chicca presa dalla testimonianza di zia Janet.

Le condizioni finanziarie negli Stati Uniti sono diventate meno favorevoli alla crescita, con cali nelle misure più ampie dei prezzi azionari, tassi dei prestiti più elevati per i mutuatari più rischiosi, e un ulteriore apprezzamento del dollaro. Questi sviluppi, se si dimostreranno persistenti, potrebbero pesare sulle prospettive future dell'attività economica [...].
Non ci vuole molta esperienza per leggere tra le righe. Zia Janet sta dicendo che non importa se la FED abbia speso anni per gonfiare i mercati azionari tramite massicce iniezioni di liquidità e falsificazione dei prezzi degli asset rischiosi. Qualsiasi correzione dei prezzi azionari che potrebbe causare un rallentamento della crescita economica e dei posti di lavoro, dev'essere contrastata a tutti i costi.

In breve, l'unica cosa che ha in programma di fare per una bolla che scoppia è quella di reflazionarla. Equivale ad un ragazzino che ha ucciso i suoi genitori e poi si rimette al buon cuore del giudice per il fatto che è un orfano!

Infatti l'assurdità del ragionamento circolare di zia Janet è stata esposta in tempo reale durante la sua testimonianza al Senato. Anche il buffone di corte ufficiale della FED, Jon Hilsenrath, non poteva far altro che sottolineare la tagliente ironia:

"Stiamo [...] guardando con molta attenzione il mercato finanziario globale e gli sviluppi economici che possono rappresentare un rischio per l'economia", ha detto. "Li stiamo valutando, sapendo che questi fattori potrebbero influenzare l'equilibrio o la traiettoria dell'economia, e quindi potrebbero influenzare l'orientamento della politica monetaria."

I prezzi delle azioni sono scesi, come ha ricordato la Yellen. In quello che sembra un ciclo di feedback perverso, è preoccupata per le condizioni del mercato le quali potrebbero schiacciare l'economia; e una mancanza di fiducia potrebbe far scendere ulteriormente i mercati.
Ogni riga della sua testimonianza si compone di notazioni sui dati in entrata che sono stati ripetuti mese dopo mese e non hanno portato ad alcun risultato; o si fa riferimento all'economia degli Stati Uniti come ad un'economia chiusa in base ad un modello obsoleto di vasca da bagno — uno che poi viene contraddetto dalle chiacchiere sui venti contrari provenienti dalla Cina, i prezzi mondiali del petrolio e delle materie prime, e la contrazione delle esportazioni degli Stati Uniti.

Ovviamente non si possono avere entrambe le cose. O la FED ha il controllo totale sulla "domanda aggregata" e può usare le sue leve monetarie fino a quando l'economia degli Stati Uniti non sarà piena fino all'orlo e tutta la "fiacchezza" verrà drenata dal mercato del lavoro, o c'è una massiccia interazione con il resto del mondo. Se è vera quest'ultima proposizione — e lo è — allora zia Janet è veramente persa nei meandri labirintici del keynesismo.

Dopo tutto, perché dovrebbe spendere diversi paragrafi della sua testimonianza vantandosi del successo della FED per aver creato 13 milioni di posti di lavoro e aver portato il tasso di disoccupazione U-3 al 4.9% se, per sua stessa osservazione, l'economia americana viene bastonata da un insieme di forze esterne alla vasca da bagno del PIL nazionale?

Perché queste metriche riguardanti il mercato del lavoro dovrebbero contare qualcosa, quando sono soggette a forze al di fuori del mandato della FED? O l'Eccles Building ora s'è auto-nominato banca centrale del mondo?

Sebbene le letture recenti degli indicatori economici non suggeriscano un brusco rallentamento della crescita cinese, la diminuzione del valore di cambio del renminbi ha intensificato l'incertezza sulla politica dei tassi di cambio della Cina e sulle prospettive future riguardo la sua economia. Questa incertezza ha portato ad un aumento della volatilità nei mercati finanziari globali e, in un contesto di persistente debolezza all'estero, ha esacerbato le preoccupazioni circa le prospettive di crescita globale. Queste preoccupazioni riguardo la crescita, insieme alle forti condizioni dell'offerta ed a scorte elevate, hanno contribuito al recente calo dei prezzi del petrolio e di altre materie prime. A loro volta i prezzi bassi delle materie prime potrebbero innescare tensioni finanziarie nelle economie esportatrici di materie prime, in particolare nelle economie dei mercati emergenti più vulnerabili e per quelle imprese produttrici di materie prime in molti paesi. Qualora uno qualsiasi di questi rischi dovesse materializzarsi, l'attività economica estera e la domanda per le esportazioni degli Stati Uniti potrebbero indebolirsi e le condizioni dei mercati finanziari potrebbero restringersi ulteriormente.
Il punto è che zia Janet sta solo dando fiato alla bocca. Questo estratto qua sopra nega completamente l'idea che esista un ciclo economico puramente interno che la FED possa gestire e manipolare fino alla proverbiale piena occupazione.

Infatti l'economia globale di oggi da $80,000 miliardi è composta da una pletora di mari in tempesta a causa di zia Janet. Allora perché misurare la crescita dei posti di lavoro a partire dal fondo della recessione, o addirittura prendersi la briga di fare riferimento al tasso di disoccupazione U-3 totalmente viziato, quando il mondo odierno straborda di lavori part-time e non più lavori da capofamiglia?

Il fatto è che il 62% dei "nuovi" lavori rappresenta posti di lavoro "rinati"; sin dal picco pre-crisi sono stati creati solo 5 milioni di posti di lavoro netti, il che rappresenta il tasso di crescita più debole nella storia moderna. Allo stesso modo, il rapporto popolazione/impieghi è ancora a livelli bassi e ha recuperato solo una piccola frazione di quello che s'è lasciato dietro durante il post-crisi; tutto ciò rende il tasso U-3 essenzialmente privo di significato.




Quindi, ecco il punto fondamentale: zia Janet e la sua combriccola sono completamente persi. E ora si agitano facendo finta di gestire i quadranti monetari nell'Eccles Building in base ai dati in entrata.

Inutile dirvi che se la stanno facendo sotto. Hanno dichiarato guerra ai risparmiatori e si stanno impegnando per rendere il loro assalto ancor più letale. E la loro falsa dottrina dell'effetto ricchezza li sta scoppiando in faccia, riducendo i mercati finanziari a montagne russe.

Se zia Janet avesse occupato una qualsiasi altra carica di governo, da tempo sarebbe finita nella bolla dell'impeachment.

Forse Donald Trump prenderà atto del suo assalto a decine di milioni di pensionati, risparmiatori, imprenditori e gente comune. Verranno tutti sacrificati sull'altare keynesiano di zia Janet e dei giocatori d'azzardo di Wall Street.

Così, dopo tutto quello che è accaduto finora, ci vorrà solo una voce fuori dal coro per innescare una rivolta contro il reato della NIRP — e poi il casinò scoprirà a che prezzo ha gozzovigliato fino ad ora.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/