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Francesco Simoncellihttps://plus.google.com/107590944263229374944noreply@blogger.comBlogger1254125
Aggiornato: 1 ora 59 min fa

Gary North brancola nel buio quando parla di Bitcoin

Mer, 29/01/2014 - 11:08




di Peter Surda


Introduzione

Ultimamente Gary North ha scritto vari post su Bitcoin:

  1. Bitcoin: Il secondo schema di Ponzi più grande della storia
  2. Tulipani digitali: La mania di Bitcoin
  3. "Io, la matita spezzata": Un'analisi economica di Bitcoin
  4. Bitcoin vs. Dollari e/o metalli preziosi

I post sono già stati contestati, ma ho pensato di aggiungere la mia opinione.

Quello che più mi fa irritare è che North commette due errori in cui un ricercatore non dovrebbe incappare. Non ha rivisto la letteratura Austriaca su Bitcoin e non ha raccolto dati empirici. Invece ha ripetuto fallacie da tempo confutate e ha scritto una sua storia immaginaria su Bitcoin. Questo è il motivo per cui in passato ho detto che le persone associate al Ludwig von Mises Institute sono diventate pigre e stupide. Ci sono stati progressi nel frattempo. Mark Thornton, per esempio, è diventato un fan ed il LvMI ha iniziato effettivamente ad accettare donazioni e pagamenti in Bitcoin per il suo negozio online. Ma poi salta fuori Gary North.

Ho poca familiarità con il lavoro di North. L'ho citato nella mia tesi di laurea, e ho letto il suo capitolo su Theory of Money and Fiduciary Media (ne riparleremo più avanti, quando citerò North sulla base dei miei appunti quando l'ho letto).



Incapacità di classificare Bitcoin

North ha sostenuto ripetutamente che Bitcoin non viene utilizzato negli scambi di mercato. Ciò è empiricamente falso. Io compro merci con Bitcoin tutte le volte che voglio. E mi è stato detto che anche Walter Block (che in precedenza avevo affermato che fosse ignorante su Bitcoin) ha venduto il suo libro per bitcoin. Non so perchè North dica il contrario. Tuttavia, questo gli permette di compiere un trucco metodologico: poiché nega che Bitcoin sia utilizzato negli scambi, può evitare di doverlo classificare nel quadro misesiano della classificazione delle merci (beni di consumo, beni strumentali e mezzi di scambio).

Anziché classificare Bitcoin come un bene, North lo classifica come uno schema di Ponzi.



Schema di Ponzi

North offre la propria definizione di uno schema di Ponzi, e forse è la ragione per cui non ha capito Bitcoin. Presenterò la mia definizione, che a mio parere è più utile dal punto di vista economico.

Uno schema di Ponzi è un sistema gerarchico di crediti. Mettendo una certa somma di denaro nel sistema, il partecipante guadagna un credito su una quantità di soldi maggiore. Affinché all'inizio funzioni la liquidazione dei crediti, il sistema è costruito gerarchicamente in modo che i primi partecipanti possano ottenere denaro dai partecipanti successivi. Il motivo per cui tale sistema crolla è questo: all'aumentare della quantità di debito, aumenta anche il rischio di innescare una liquidazione dei crediti. Una liquidazione completa in un qualsiasi momento è impossibile: il sistema è insolvente. Una volta che si innescano troppe liquidazioni, questo provoca un'ondata di default a cascata. In uno schema di Ponzi, tale evento avviene quando non ci sono abbastanza nuove persone in entrata nel sistema rispetto alla maturazione dei vecchi crediti, ma questo è solo un caso speciale. Tutta una serie di altri tipi di fattori scatenanti possono ipoteticamente causare la cascata di default.

Bitcoin non è un sistema di crediti. Bitcoin è una pseudo-merce, non un credito. Le persone che acquistano Bitcoin non hanno un credito verso nessuno, né qualcuno ha un credito nei loro confronti. Non vi è alcun debito da saldare, e nessun default che renderebbe un bitcoin non rivendicabile. Il meccanismo che fa collassare uno schema di Ponzi è assente con Bitcoin. Qualunque motivo ci possa essere affinché Bitcoin abbia successo o meno, l'analogia con lo schema di Ponzi non è valido.

La necessità di classificare Bitcoin come un credito, in assenza della capacità di classificarlo come merce, segue direttamente il quadro misesiano della classificazione delle merci. La differenza tra una merce ed un credito è stata spiegata diverse volte da Mises, soprattutto per quanto riguarda la determinazione del loro prezzo: il prezzo dei crediti deriva dal prezzo del bene sottostante. A volte ci sono altri fattori che influenzano il prezzo di un credito, ma il prezzo del bene sottostante è una componente necessaria, almeno all'inizio.

Il collegamento tra il prezzo di un bene ed un credito è stato ampliato da Malavika Nair, che ha scritto anche un capitolo su Theory of Money and Fiduciary Media proprio su questo argomento. Ho scambiato alcune email con il professor Nair e questo è quello che ha scritto in relazione alla classificazione di Bitcoin:

"Sono d'accordo che Bitcoin non sia un sostituto del denaro [cioè non è un credito, ndr.], penso che sia più vicino ad una moneta merce, non quella sorta di merce conosciuta dalla maggior parte delle persone. So che Selgin ha messo a punto il termine "moneta sintetica," ma non sono sicuro se questo aiuti a chiarire le cose o le confonda. Semmai si tratta di una quasi-moneta o denaro secondario, che beneficia dalla sua liquidità e dalla facilità con cui può essere venduto in cambio di dollari."
In altre parole, Bitcoin non è un credito, ma una merce. E' prezzato per sé stesso, non basato sul prezzo di un altro bene a cui fa riferimento. E dal momento che è posseduto al fine di acquistare beni, si tratta di un mezzo di scambio.

Ma anche se trascuriamo l'assurdità metodologica e facciamo riferimento alla descrizione empirica di North sugli inizi della Bitcoin:

"Il denaro è stato tolto sin dall'inizio. Qualcuno possedeva una buona percentuale delle cifre originali. Poi, raccontando la sua storia, questo individuo ha creato la domanda per tutte le cifre. Il valore in dollari della sua quota di bitcoin si è apprezzata con le altre cifre."
Anche la descrizione è falsa. Quasi tutti i bitcoin di Satoshi non sono stati spesi. Poiché Bitcoin non ha avuto nemmeno un prezzo per quasi nove mesi, se Satoshi avesse tentato di vendere le sue monete, avrebbe guadagnato... niente. Se avesse cercato di venderli quando si è formato il primo prezzo, avrebbe guadagnato... 932.68 USD. Non c'è errore di battitura, il valore di tutti i Bitcoin esistenti all'epoca era meno di mille dollari. Se avesse aspettato fino all'apertura di Mt. Gox, avrebbe guadagnato... 171,517.5 USD (supponendo che in realtà avesse trattenuto tutti i bitcoin per sé). Queste somme non sono nemmeno profitti, solo entrate, in quanto non vengono considerati i costi. Suona come una vera opportunità, non è vero?

Manca la spiegazione teorica del potere d'acquisto di Bitcoin, e quella empirica è contraddetta dai dati empirici. Ora procederò a spiegare perché North non può fornire una spiegazione teorica valida di Bitcoin.



La mancanza di una teoria della liquidità

North si riferisce al capitolo "The Regression Theorem As Conjectural History." Per fortuna ho preso alcuni appunti quando ho letto il libro. North cita Menger:

"La teoria della moneta presuppone necessariamente una teoria della vendibilità [oggi usiamo il termine liquidità, ndr.] delle merci. Se cogliamo questo aspetto, saremo in grado di capire come la vendibilità quasi illimitata del denaro è solo un caso particolare -- solo una differenza di grado -- di un fenomeno generico nella vita economica -- cioè, la differenza della vendibilità di prodotti in generale."
Qui è precisamente dove e perché North si perde. Non ha una teoria della liquidità. Ha una teoria della "stabilità dei prezzi," invece. Mentre Menger sosteneva che i metalli preziosi avessero una stabilità di prezzo superiore rispetto a quella di altri beni, diceva anche che questo non era un prerequisito affinché gli attori economici li trattassero in questo modo. Infatti, per quanto riguarda l'unità di conto, in Principi di Economia Menger scrisse questo:

"La funzione di servire come misura di prezzo non è necessariamente un attributo di quelle merci che hanno raggiunto lo status di denaro. E se non è una conseguenza necessaria del fatto che una merce è diventata denaro, è ancor meno un prerequisito o una causa." [enfasi aggiunta]
Se l'unità di conto non è un prerequisito affinché una merce diventi denaro, allora non dovrebbe importare quanto sia stabile. La liquidità non è stabilità di prezzo. La liquidità è, nelle parole di Menger:

"Una merce è più o meno vendibile secondo quanto siamo in grado, con maggiore o minore probabilità di successo, di disporne a prezzi corrispondenti alla situazione economica generale."
Le mele hanno un prezzo relativamente stabile. Eppure le mele sono illiquide: non possono essere vendute facilmente al prezzo di mercato. Bitcoin non ha un prezzo stabile, ma è liquido. Non è così liquido come il denaro, e probabilmente non è tanto liquido quanto l'oro, ma è liquido e questo soddisfa il presupposto affinché possa ricoprire il ruolo di mezzo di scambio. North a quanto pare non riesce a comprendere le intuizioni di Menger.



Speculazione con Bitcoin

North sostiene che Bitcoin è utilizzato per la speculazione. Il problema con questo argomento è che non contraddice il fatto che possa essere usato come mezzo di scambio. Le motivazioni degli attori umani in questo senso non si escludono a vicenda. Se le persone possiedono una merce aspettandosi di disporne per comprare qualcos'altro, vuol dire che la usano come mezzo di scambio. Se possiedono una merce aspettandosi che essa aumenterà di prezzo a tempo e luogo debito, stanno speculando. Ma la speculazione è una parte normale della vita. Un rivenditore acquista, ad esempio, i vestiti all'ingrosso con l'aspettativa di venderli ad un prezzo più alto durante le ore di esercizio della sua attività, in attesa di un'occasione. Specula sul prezzo dei vestiti. Ma questo non significa che i vestiti siano uno schema di Ponzi o che abbiano qualcosa di sbagliato. Questo non confuta la validità delle altre ragioni per comprare vestiti.

Le persone in paesi con un alto tasso di inflazione tendono ad aumentare la percentuale di denaro fiat estero nei loro portfoli. Detengono denaro estero perché è liquido (e può essere utilizzato per il suo potere di acquisto) e perché si aspettano che il potere d'acquisto sia superiore rispetto a quello della lor moneta nazionale. Ciò dimostra che le motivazioni non si escludono a vicenda.



Il teorema della regressione

Purtroppo si è scoperto che molti Austriaci non comprendono il teorema della regressione. Ho il sospetto che questo sia così a causa della differenza negli approcci di Mises e Menger. Mises spese la maggior parte del suo Theory of Money and Credit analizzando il meccanismo attraverso il quale si formano i prezzi, ed i fattori che lo influenzano. Sulla base di ciò, presentò un sistema triplice di classificazione dei beni: beni di consumo, beni strumentali e mezzi di scambio. Non è stato Mises ad inventare questa classificazione, la riprese da economisti precedenti, ma purtroppo non ho i miei appunti sotto mano quindi aggiornerò questo post con i riferimenti corretti. I mezzi di scambio, secondo Mises, si differenziano dalle altre merci in quanto sono detenuti per il loro potere d'acquisto. Poi passò a spiegare come emerge il potere d'acquisto (o "valore di scambio," altro termine che usò) dal valore d'uso: attraverso lo scambio di mercato, più precisamente ddlle differenze nella commerciabilità dei beni (oggi usiamo il termine liquidità piuttosto che commerciabilità). Concluse che non vi è altro modo affinché possa emergere il valore di scambio se non attraverso un ex-valore d'uso e di scambio di mercato (catallattica), e le teorie che non spiegano il valore di scambio delle merci, "dottrine monetarie acatallattiche," non possono spiegare il valore di scambio dei mezzi di scambio.

Mentre Mises considerava il valore di scambio ed il valore d'uso come due componenti del prezzo finale, Menger vedeva il concetto di liquidità in maniera ortogonale rispetto al concetto di prezzo. I loro obiettivi erano diversi. L'approccio di Mises è utile per l'analisi del calcolo economico e per la macroeconomia (ciclo economico, offerta di moneta e così via). L'approccio di Menger d'altra parte è utile per comprendere i fondamenti microeconomici dei mezzi di scambio.

Sia Menger che Mises sostenevano che la differenza tra il denaro e il mezzo di scambio è quantitativa piuttosto che qualitativa ("solo una differenza di grado," infatti North stesso cita Menger nel suo "The Regression Theorem As Conjectural History"). Questo è il motivo per cui non possiamo fare discussioni prasseologiche sull'origine del denaro che non si applichino anche all'origine di un mezzo di scambio. E questo è il motivo per cui è evidente che alcuni Austriaci continuano a non capire il teorema della regressione.

L'approccio mengeriano presuppone l'origine dei mezzi di scambio da merci liquide. Le persone riconoscono che alcuni prodotti sono liquidi (è possibile "disporne a prezzi corrispondenti alla situazione economica generale"), e forti di questa conoscenza cominciano a possederli per questo scopo (di disporne a prezzi economici). Questo è il momento in cui emerge la funzione di mezzo di scambio. L'approccio misesiano è simile, ma usa il termine "valore di scambio" per spiegare il premio di liquidità delle merci liquide (una questione più complessa). Questo è il motivo per cui l'approccio misesiano è più utile quando si esaminano i prezzi, ma meno utile quando si esaminano le motivazioni degli attori economici.

Poiché Bitcoin è un mezzo di scambio (le persone lo possiedono per acquistare beni in futuro), deve logicamente aderire al teorema della regressione. Doveva essere un bene liquido prima che venisse usato come mezzo di scambio. E in effetti, l'analisi empirica mostra che questo è vero. Prima che le persone usassero Bitcoin come mezzo di scambio, era possibile scambiarlo per dollari. Ciò ha reso più facile vendere Bitcoin a prezzi economici. Il fatto che gli scambi fossero volutamente fondati, non inficia la sua funzione economica. Menger capì che i servizi specializzati che aiutano con le vendite hanno un effetto benefico sulla liquidità:

"L'istituzione di un mercato organizzato per un articolo, permette ai produttori, o ad altri attori economici, di vendere le loro merci in qualsiasi momento a prezzi economici."
Se andiamo ancora più in ordine cronologico, prima che esistessero scambiatori di Bitcoin, esso già aveva un prezzo ed era scambiato sporadicamente (era una merce). I prezzi iniziali sembra che si siano formati sulla base dei costi di produzione variabili di Bitcoin. E prima ancora che Bitcoin avesse un prezzo, mentre si iniziava ad usare la blockchain, probabilmente non era qualificato come una merce.

Ho documentato il processo nella mia tesi, e in un precedente post nel blog: Professor Walter Block is clueless about Bitcoin. L'origine della funzione di Bitcoin come mezzo di scambio è nel libro di Menger, non in quello di North. Quest'ultimo deve negare il potere d'acquisto di Bitcoin, perché se lo ammettesse non saprebbe spiegarlo, dato che non ha una teoria catallattica dell'origine di Bitcoin.



L'economia di rete

North è anche all'oscuro dell'economia di rete (argomento sollevato da uno dei suoi critici). Va anche oltre:

"Posso assicurarvi che Carl Menger, il fondatore della Scuola Austriaca, non usava un linguaggio simile: "Il denaro stesso ha sostituito quello che non era denaro in quanto merce dell'economia di rete." Nessun economista della Scuola Austriaca ha mai detto una cosa del genere. Gli economisti Austriaci fanno del loro meglio per non comunicare nel gergo dei programmatori."
North si sbaglia ancora una volta. Un economista familiare con la tradizione Austriaca, Mikael Stenukla, ha scritto un articolo su Carl Menger e la teoria del denaro nell'ottica dell'economia di rete. Molti altri Austriaci hanno familiarità con l'economia di rete e capiscono che la liquidità è un suo sottoinsieme. L'articolo mi è stato fatto notare da Peter G. Klein, direttore esecutivo del LvMI, che ha anche fatto ricerche sull'economia di rete.

Una volta comprensa l'economia di rete, vi renderete conto che la questione riguardo i mezzi di scambio equivale alla questione empirica della massa critica della liquidità: la soglia al di sotto della quale un potenziale mezzo di scambio necessita di maggiore utilità affinché il sistema sia autosufficiente. Gli economisti (inclusi gli Austriaci) che non comprendono il concetto di liquidità, affermano che questa soglia può esistere solo ad un livello di domanda molto alto (o secondo altri criteri ausiliari, come la "stabilità dei prezzi" proposta da North). Ma domanda e liquidità sono due cose diverse. Bitcoin mostra semplicemente che la liquidità può emergere ad un livello inferiore di domanda rispetto a quanto si pensasse.

Questo è il motivo per cui non si può concludere che Bitcoin non potrà diventare denaro (lo stesso non-sequitur che già è stato presentato da Patrik Korda). Certo che può, deve solo sbaragliare la concorrenza degli altri mezzi di scambio. E questo non può essere determinato a priori: è una questione empirica. Come ho sostenuto nella mia tesi, i costi di transazione svolgono un ruolo importante nell'influenzare la scelta, e Bitcoin ha costi di transazione più bassi rispetto a tutto quello che esisteva prima. Anche se gli Austriaci in genere non usano il termine "costi di transazione" (anche se una volta ho sentito usarlo da Salerno), Menger usò il termine "sacrifici economici" ed era evidente che riguardasse lo stesso fenomeno. E' evidente anche dagli scritti di Menger che i costi di transazione sono eterogenei, con molti fattori determinanti:

"Lo sviluppo economico tende a ridurre questi sacrifici economici, con la conseguenza che anche tra le terre più lontane diventano possibili e frequenti quantità crescenti di scambi, i quali in precedenza non potevano aver luogo."
Bitcoin è solo uno sviluppo economico così come descritto da Menger. Esso consente una conduzione più efficiente delle operazioni di mercato, rendendo ingiustificato lo scetticismo di North riguardo alla sua potenzialità di diventare denaro.



L'utilità di Bitcoin

La negazione di North sull'utilità di Bitcoin è piena di sciocchezze e difetti di analisi economica. E' stato spesso ripetuto da altri, ma è strano che ricercatori riconosciuti come North ancora non lo capiscano. Per comprendere l'utilità di Bitcoin, vi consiglio di guardare il recente video di Stephan Molyneux. Se non avete il tempo di guardarlo, mi limiterò a fornire alcuni punti che ritengo importanti o interessanti.




Bitcoin può sostituire parzialmente o totalmente i seguenti servizi:

  1. Prova di proprietà (notai obsoleti)
  2. Risoluzione delle controversie (mediatori obsoleti)
  3. Verifiche (commercialisti obsoleti)
  4. Struttura intelligente (polizia obsoleta)
  5. Borsa decentrata (borse centralizzate obsolete)
  6. Pagamenti altamente efficienti (banche, carte di debito, trasferimenti di denaro obsoleti)
  7. Controllo completosul proprio denaro (banche centrali ed autorità di regolamentazione bancaria obsolete)
  8. Pagamenti condizionali (avvocati obsoleti)
  9. Niente inflazione
  10. Nessun ciclo economico

Ed ora, ecco la parte migliore: i punti 1-5 non richiedono che Bitcoin sia un mezzo di scambio (perché non necessitano che Bitcoin abbia un potere d'acquisto) ed i punti 6-8 non richiedono che Bitcoin sia denaro (perché non necessitano che Bitcoin venga usato come unità di conto). Solo i punti 9 e 10 richiedono che Bitcoin sia un'unità di conto. Semmai dovesse accadere, questo sarebbe solo la ciliegina sulla torta. Alcuni, ad esempio Michael Suede, sono giunti alla conclusione che senza la capacità di rubare i soldi, gli stati non potrebbe esistere.

L'affermazione che Bitcoin non abbia alcuna utilità è ridicola. North avrebbe dovuto fare qualche ricerca.



Conclusione

Sembra che abbia ancora un sacco di lavoro da fare. Pensavo che la ricerca portata avanti dagli Austriaci (e dai semi-Austriaci) riguardo a Bitcoin (in particolare da John Paul Koning, Konrad S. Graf, Daniel Krawisz e naturalmente da me) sarebbe stata sufficiente ad illuminare gli altri Austriaci ed avrebbe contribuito a far conoscere cose più interessanti. Purtroppo non è andata così. Ci sono ancora molti Austriaci pigri, ignoranti, o addirittura in malafede, poiché fabbricano storie immaginarie e le presentano come fatti. Questo è triste in particolare per North, essendo uno storico.

Non sono un esperto degli scritti di North. Ho trovato utile e informativo il suo libro Mises on Money (ho citato 35 passaggi nella mia ricerca), mentre un pò scadente "The Regression Theorem as Conjectural History." So che ha qualcosa contro George Selgin, ma non me ne preoccupo. Tuttavia, i suoi tentativi di affrontare Bicoin sono solo fastidiosi. Ho cercato di correggere diversi problemi nei suoi articoli. Spero che questo aiuterà le persone a capire Bitcoin e gli economisti Austriaci a muoversi finalmente al di là di sciocchezze a lungo confutate (ed a produrre qualcosa di nuovo ed utile).


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


Bitcoin vs. dollari e/o metalli preziosi

Mar, 28/01/2014 - 11:05




di Gary North


Reality Check

Tra i sostenitori di Bitcoin ci sono storie contrastanti sul perché un programmatore giapponese o team di programmatori giapponesi, che sono noti con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto, abbia sviluppato l'idea originale dietro al software Bitcoin.

La giustificazione predominante tra i libertari è la previsione che Bitcoin diventerà una valuta alternativa a tutte le valute delle banche centrali. Bitcoin è visto come la prima fase di una rivolta contro la moneta della banca centrale.

In questo saggio ho intenzione di presentare una serie di tesi. Ho intenzione di farvene un riassunto. Potrete quindi giudicare se ho avuto successo nel presentare i miei argomenti. Eccoli.

Primo, il vantaggio principale che i promotori libertari di Bitcoin sponsorizzano per giustificare la loro teoria secondo cui diventerà una valuta alternativa è questa: Bitcoin offre privacy. La cartamoneta offre un maggiore livello di privacy rispetto a Bitcoin, oltre a tutta una serie di altri vantaggi importanti che Bitcoin non offre.

Secondo, il denaro è la merce più commerciabile. La cartamoneta è molto più commerciabile di Bitcoin.

Terzo, le valute digitali coperte da oro/argento hanno maggiori probabilità di diventare denaro digitale del futuro rispetto a Bitcoin.

Quarto, la maggior parte degli americani non vuole privacy negli scambi. Infatti non usano la forma di moneta in cui la privacy è totalmente legale e disponibile: i dollari.
Confronterò i vantaggi di Bitcoin con i vantaggi dei dollari. Poi confronterò gli svantaggi di Bitcoin con gli svantaggi dei dollari. Poi confronterò Bitcoin con le monete digitali coperte da oro o argento.



1. PRIVACY

Iniziamo con la privacy.

Dollaro. Ci sono tre modi con cui chiunque con un conto bancario negli Stati Uniti possa ottenere dollari. In primo luogo, può recarsi presso la propria banca, compilare un modulo, consegnarlo allo sportello e poi il cassiere consegnerà una determinata quantità di cartamoneta. In secondo luogo, può guidare fino ad una cabina nel parcheggio della banca, mettere un assegno in un cilindro di plastica ed entro un paio di minuti il cilindro tornerà con una determinata quantità di cartamoneta. In terzo luogo, un individuo può recarsi presso un bancomat, specificare quanti dollari vuole, inserire la sua carta bancaria e riceverà immediatamente l'importo scelto.

Tutti e tre gli approcci non fanno sollevare alcun sopracciglio. Tutti e tre gli approcci sono piuttosto convenzionali. Le banche promuovono l'uso di bancomat perché semplificano il lavoro degli sportellisti. I bancomat sono disponibili in molti luoghi. Non c'è nulla di controverso con queste macchine. Sono facili da usare, e la maggior parte delle persone che ha un conto in banca sa esattamente come usarli. La curva di apprendimento coinvolta è di poco conto.

Non appena un individuo possiede i soldi di carta, ha privacy totale. Ha anche il controllo totale sul suo denaro. Sa dove sono i soldi e decide dove andranno. Decide per quanto tempo manterrà il denaro. Naturalmente può anche essere derubato, ma è relativamente raro.

Ora ha denaro perfettamente in grado di garantire la privacy. Può andare in qualsiasi punto vendita al dettaglio negli Stati Uniti e comprare quello che vuole se ha abbastanza soldi. Con ogni probabilità, tali acquisti saranno limitati a non più di qualche migliaio di dollari. Probabilmente verranno evitati gli acquisti di tutto ciò che costa più di $10,000, perché ci sono moduli da compilare per questi acquisti. Ma poche persone acquistano oggetti per più di qualche migliaio di dollari.

Per ogni acquisto legale, si riceve una ricevuta dal venditore. Questo stabilisce il prezzo base di tutto ciò che si acquista. Non c'è niente di controverso nel chiedere a qualcuno una ricevuta. Non bisogna richiederla per forza, ma è lecito farlo. Sappiamo anche dove si trova la sede del venditore se si tratta di un negozio al dettaglio.

C'è un numero praticamente illimitato di negozi in cui si possono fare acquisti. Vale a dire, si gode di tutti i vantaggi del sistema denaro digitale rispetto alla divisione del lavoro. Siamo a conoscenza del prezzo di ogni cosa perché il prezzo è espresso in denaro digitale, e il potere d'acquisto della cartamoneta è alto quanto il potere d'acquisto della moneta digitale. Infatti, in alcuni casi, il potere di acquisto è maggiore. La gente a volte negozierà per pagare con la valuta, perché non intende denunciare il reddito all'Internal Revenue Service. Pertanto ci saranno sconti per chi è disposto a pagare in contanti. Quando si hanno i soldi di carta, spesso è possibile negoziare un prezzo migliore, anche se ovviamente non in un negozio che utilizza registratori di cassa elettronici.

Una volta che il denaro lascia la banca, nessuna agenzia governativa sa quello che fa un individuo con i suoi soldi. Ha totale privacy. Le sue spese non lasceranno traccia cartacea, a meno che non la si voglia creare richiedendo una ricevuta.

Non c'è nulla di controverso con la valuta. E non attira alcuna attenzione su di sé. Il governo non ha alcuna idea o interesse a sapere dove spenderà il proprio denaro la persona che lo ritira. E' solo un'operazione di routine -- un sibilo in mezzo a tanto rumore. E' il tipo di operazione che è andata avanti sin dalla nascita del settore bancario. Per tutte le banche è fondamentale che alcune persone facciano prelievi di valuta.

Così, per quanto riguarda la privacy, la valuta consente di usufruirne. E' quasi invisibile agli occhi del governo dopo che è uscita da un bancomat. Può essere spesa ovunque. E non lascia tracce. E non attira alcuna attenzione su di sé.

Bitcoin. Quasi nessuno sa come comprare bitcoin. Si devono acquistare attraverso una società di cambio. Non si ha idea di quali siano affidabili. Si rischia di entrare in un business come quello di Silk Road, che il governo ha chiuso. Si rischia di entrare in un business come quello di Sheep Marketplace, che è stato tosato per un ammontare di $100 milioni, e che è stato chiuso lasciando solo perdite ai suoi utenti. Non c'è modo di perseguire la cosa legalmente. Non c'è modo affinché un depositante possa avere indietro i suoi soldi. Ha comprato privacy rispetto a qualsiasi agenzia di polizia in modo che nessuno possa scoprire dove è finito il suo denaro, e non può avere alcuna pretesa legale contro chiunque.

Bisogna saper usare il computer per avere accesso a questo tipo di denaro. Non molte persone sanno come farlo. In altre parole, la curva di apprendimento coinvolta richiede un grande sforzo da parte di chi vuole usare questa forma di denaro.

Conclusione. Ecco una regola economica fondamentale: all'aumento del prezzo di qualsiasi cosa, ne viene richiesta di meno. Il costo per scoprire come accedere a Bitcoin è alto. Il costo per scoprire come utilizzare un bancomat, o un sistema drive-through della banca, o recarsi presso una banca e ritirare la valuta è quanto di più vicino allo zero.

Pertanto, chiunque promuova Bitcoin come una valida alternativa ai dollari sta ignorando quanto segue: (1) i costi bassi per ottenere dollari, (2) la completa mancanza di interesse da parte del governo o della banca ai ritiri di poche centinaia di dollari, (3) un mercato che essenzialmente coincide con quello della valuta digitale e (4) la possibilità di negoziare sconti per acquisti con questa moneta.



2. COMMERCIABILITÀ

Proseguiamo con la definizione di denaro della Scuola Austriaca: la merce più commerciabile.

Dollaro. Se si possiede dollari sotto forma di cartamoneta, si possono utilizzare in qualsiasi punto vendita al dettaglio. Potete recarvi in un Walmart, in un Target o in un qualsiasi altro esercizio al dettaglio, e potete comprare qualsiasi cosa con i soldi di carta. Non vi verrà chiesto di esibire un documento di identità all'uscita. Nessuno presterà attenzione che state facendo acquisti con soldi di carta. La persona alla cassa prenderà i vostri soldi, e vi rilascierà una ricevuta. Potrete uscire dal negozio con la ricevuta e con qualunque cosa abbiate comprato.

Potete ripetere questo esercizio con qualsiasi utilità pubblica. La cartamoneta è familiare a tutti. Il dipendente probabilmente non esaminerà la valuta per scoprire se è contraffatta. In altre parole, non ci sono costi di transazione nell'uso della valuta, se non quello di guidare fino al negozio e poi tornare a casa. Ma, per quanto riguarda acquistare con questa forma di moneta, non ci sono costi di transazione. Non ci sono costi di ricerca, ovvero, non dovete cercare aziende disposte a vendere qualcosa per il vostro denaro di carta. Tutte sono disposte ad accettarlo.

Il mercato della cartamoneta essenzialmente coincide con quello del denaro digitale. Non vi è alcuna restrizione all'uso della cartamoneta. Il Federal Reserve System copre la sua cartamoneta. Il Federal Reserve System non ha intenzione di limitare l'uso della cartamoneta. Vi è inciso sopra il proprio nome, quindi non c'è ostilità tra il Federal Reserve System e la cartamoneta che emette. Non c'è ostilità con le agenzie governative, purché la moneta venga utilizzata in modelli statisticamente normali, rispetto ai prelievi. Poiché non ci sono restrizioni all'uso della cartamoneta, gli esercizi al dettaglio non vengono questionati sull'uso della cartamoneta negli acquisti. Pertanto i negozi al dettaglio consentono costantemente alle persone di comprare tutto ciò che vogliono con i soldi di carta. Il mercato della cartamoneta coincide con quello del denaro digitale all'interno della zona geografica sotto la giurisdizione del governo degli Stati Uniti e del Federal Reserve System.

Bitcoin. Non è possibile utilizzare Bitcoin per acquistare qualcosa in circa il 99.9% del commercio al dettaglio americano. Questa probabilmente è una stima troppo bassa. Non è possibile acquistare quello che si vuole, quando lo si vuole, dove lo si vuole. Ci sono costi di ricerca: trovare qualcuno che vi venda qualsiasi cosa in cambio di bitcoin.

Quando vi recate in un negozio e chiedete se è possibile acquistare qualsiasi cosa in cambio di bitcoin, il dipendente non saprà di cosa state parlando. Quasi nessuno nel negozio saprà di che cosa state parlando. Non esiste alcun registratore di cassa che converta bitcoin in dollari digitali e poi rilasci una ricevuta per qualsiasi cosa abbiate appena acquistato. Pertanto, Bitcoin è vicino allo zero in quanto a commerciabilità.

L'unico modo in cui è possibile acquistare qualsiasi cosa con Bitcoin è che il venditore converta i bitcoin in dollari. Bitcoin non ha un mercato separato dal sistema bancario. Il 5 dicembre, la Banca Popolare di Cina ha decretato nuove regolamentazioni su Bitcoin.

"I siti Internet che forniscono la registrazione o servizi di transazione in bitcoin dovrebbero essere sicuri di soddisfare gli obblighi anti-riciclaggio di denaro, di identificare le identità degli utenti, di richiedere agli utenti di registrarsi con nomi reali e di fornire informazioni di nomi, carte d'identità, ecc .... indizi relativi all'utilizzo di Bitcoin per frodi, gioco d'azzardo, riciclaggio di denaro ed altre attività criminali dovrebbero essere tempestivamente segnalate alla polizia."
Il valore di Bitcoin è diminuito di un terzo in un giorno. Il picco era arrivato pochi giorni prima: $1,242. E' caduto a $700 oggi. La volatilità è viscerale.

Pertanto quasi nessuno venderà nulla in cambio di bitcoin se non avrà la capacità di convertirli istantaneamente in dollari o nella propria valuta nazionale. Il rischio di tenere in mano i bitcoin per più di un paio di secondi è troppo alto per tutti i punti vendita al dettaglio. Così, se un esercizio al dettaglio sarà disposto a vendere qualcosa in cambio di bitcoin, dovrà avere un programma informatico legato alla sua banca per convertire istantaneamente i bitcoin in dollari. Ciò significa che il venditore al dettaglio dovrà lasciare che la sua banca sappia che sta usando Bitcoin. Ciò significa che, in qualsiasi momento, il Federal Reserve System può far crollare il prezzo di Bitcoin.

Un comunicato congiunto della Federal Reserve, della Banca Centrale Europea, della Banca d'Inghilterra e della Banca del Giappone potrebbe completarne la distruzione. Potrebbero minacciare di espellere dai rispettivi sistemi bancari quelle banche consorziate che offrono servizi in bitcoin. "Bitcoin, R.I.P."

Pertanto, per quanto riguarda la commerciabilità, Bitcoin è un'estensione del sistema bancario centrale. Non è in alcun modo indipendente dalle banche centrali. Il mercato dei bitcoin funziona solo a discrezione delle banche centrali. Al momento lo tollerano, ed è solo grazie a questa tolleranza che esiste un mercato per Bitcoin.

Conclusione. Non vi è alcuna possibilità che il Federal Reserve System bandirà l'uso delle banconote che stampa. C'è sempre la possibilità che il Federal Reserve System vieti alle banche di trattare con qualsiasi società di vendita al dettaglio che utilizza bitcoin nelle sue transazioni. La probabilità che una banca centrale vieti l'uso di Bitcoin è di gran lunga superiore a quella che bandisca l'uso della cartamoneta.

Pertanto la tesi che vuole Bitcoin come una moneta rivale alla cartamoneta deve poggiare su questa ipotesi: in un punto indeterminato nel tempo il valore dei bitcoin dovrà basarsi su un sistema di scambio indipendente dalle banche commerciali, e in secondo luogo, dovrà aumentare in relazione al sistema valutario nazionale, che è principalmente un sistema di valuta digitale. In altre parole, la gente userà Bitcoin come mezzo di scambio invece di utilizzare monete d'oro, d'argento, o denaro digitale coperto da oro o argento.



3. L'ULTIMA SCHERMAGLIA NELLA GUERRA ALL'ORO

I creatori di Bitcoin sostengono che le criptovalute guadagneranno l'approvazione della stragrande maggioranza delle persone, le quali stanno tentando di sfuggire alle valute digitali delle banche centrali. Bitcoin sarà favorito, e le valute digitali basate su oro o argento saranno escluse.

Credono che millenni di esperienza con monete d'oro e d'argento, e quindi con oro e argento come mezzo di scambio, saranno dimenticati dalla maggior parte delle persone quando deciderà di slegarsi dalle valute delle banche centrali. Al posto delle monete digitali supportate da oro e argento si diffonderà una fede in una valuta digitale messa a disposizione da cambiavalute sconosciuti, che può essere abbattuta (proprio come un'agenzia governativa ha abbattuto Silk Road) e che può essere frantumata in ogni momento con la conseguente scomparsa di tutto il denaro digitale (come è avvenuto con Sheep Marketplace).

Questa tesi si basa su un presupposto, cioè, che non verrà mai ripristinata la tradizione storica dell'oro e dell'argento come monete. La maggior parte delle persone userà volontariamente una forma di moneta slegata dai metalli preziosi: Bitcoin. In altre parole, migliaia di anni di tradizione in India, migliaia di anni di tradizione in Cina, migliaia di anni di tradizione in Estremo Oriente, migliaia di anni di tradizione in Medio Oriente, centinaia di anni in Europa e 350 anni di tradizione negli Stati Uniti, non conteranno più nulla. Una moneta digitale che il governo può abbattere e sensibile al furto di massa -- una moneta che nessuno capisce -- sarà preferita alle valute digitali coperte da oro e argento, ed ai metalli preziosi in generale, come alternativa quando i sistemi monetari delle banche centrali crolleranno.

Gli acquirenti di Bitcoin sono tenuti ad accettare spiegazioni incoerenti quando scelgono questo sistema monetario alternativo. Miliardi di persone in tutto il mondo dovranno accettare sulla fiducia questa spiegazione. Dovranno convertire il loro denaro della banca centrale in bitcoin sulla base di questa spiegazione di come funziona. (Guardate tutto il video. Non smettete. Vi sfido. Anzi, vi sfido a guardarlo due volte.)





In questo modo si sostiene che Bitcoin, che nessuno capisce, è preferibile all'oro e all'argento, per i quali vi è una tradizione di lunga data in Estremo Oriente, Medio Oriente e Occidente. Ci si aspetta che crediamo che Bitcoin, inventato da un team di programmatori giapponesi anonimi e promosso principalmente da libertari e programmatori informatici che non hanno molto denaro, diventerà il denaro del futuro mentre le valute digitali coperte da oro e argento non avranno mai un mercato diffuso.



4. RICHIESTA DI PRIVACY

Analizziamo ora la richiesta di privacy.

Dollari. L'ammontare totale di denaro in circolazione al di fuori delle banche negli Stati Uniti è di circa $1.2 bilioni. Se si divide $1.2 bilioni per 114 milioni di famiglie, otteniamo circa $10,000 a famiglia in valuta a portata di mano.

Non vi è alcuna possibilità che esista così tanto denaro a disposizione della maggior parte delle famiglie americane. Non credo che voi ce l'abbiate. Io di certo non ce l'ho. Allora dov'è? Gli economisti presso il Federal Reserve System lo sanno da un quarto di secolo. Si trova offshore. Questo denaro viene trasferito dagli americani o dai residenti negli Stati Uniti alle famiglie nella loro patria di origine. I dollari circolano come moneta alternativa in America Latina e in altre società. Rappresentano una protezione contro l'inflazione.

Vi sfido ad un test empirico. Quanti soldi sotto forma di moneta hanno i membri della vostra famiglia? La differenza tra ciò che la vostra famiglia possiede in cartamoneta ed i $10,000 che dovrebbe avere (se tutta questa moneta è distribuita in modo uniforme in tutta l'economia americana) è un'indicazione di quanto ci si preoccupa di possedere denaro privato. Scommetto che siete poco avvezzi ad usare denaro che vi fornisce privacy. Potrei sbagliarmi, ma forse non di tanto. Mettete alla prova la mia teoria.

Se voi, critici sospettosi del Federal Reserve System ed anche del governo degli Stati Uniti, non date peso ad un sistema monetario basato sulla privacy, cosa potreste aspettarvi dai vostri vicini? Cosa potreste aspettarvi dalla classe media americana? (Non sto parlando dei ghetti all'interno delle città. La cartamoneta è all'ordine del giorno nei ghetti in centro città, dove le persone non hanno conti bancari. Ma non c'è molto denaro nelle famiglie del centro città. Se si prende in considerazione un qualsiasi mercato importante negli Stati Uniti, i centro città sono solo sfiorati. E questa è stata una realtà sin dagli anni '50.)

Potete possedere denaro quasi irrintracciabile. È possibile avere privacy in una misura di cui pochi americani si preoccupano. Con Craigslist, che è usato come un emporio (sconti disponibili se si paga in contanti), con ogni punto vendita negli Stati Uniti, è possibile acquistare quello che si vuole quando lo si vuole con una privacy quasi perfetta. Ma è una cosa che non stuzzica le persone.

Pur potendo possedere un'unità monetaria che non suscita alcun sospetto ed è facilmente reperibile in qualsiasi ATM, la popolazione americana non vuole entrare in possesso di una moneta in grado di fornire privacy. Questo è un fatto di mercato. Le persone hanno preso le loro decisioni di non possedere privacy. La mancanza di interesse è un prodotto dell'azione umana.

Bitcoin. Probabilmente non sapete come comprare bitcoin. Non avete intenzione di comprare bitcoin per utilizzarli come una forma alternativa di denaro. Vi pongo una domanda in confidenza: se non comprate la cartamoneta, che è giuridicamente uguale al denaro digitale e che può essere utilizzata in qualsiasi punto vendita al dettaglio negli Stati Uniti, allora perché vorreste comprare bitcoin come valuta alternativa che offre privacy? Perché qualcuno dovrebbe comprare bitcoin su questa base?

Riflettete sulla logica di Bitcoin come moneta che fornisce privacy. Che vantaggio ottenete con Bitcoin che non avete con i dollari? In secondo luogo, dal momento che non siete interessati ad utilizzare banconote per conservare la vostra privacy, quale possibile motivo avreste per acquistare bitcoin? E ricordate: non siete normali. Avete preoccupazioni reali circa il governo degli Stati Uniti e il Federal Reserve System, ma non ricoprite un ruolo rappresentativo da avere interessi in una valuta che vi darà privacy. Il cittadino medio non ha tali preoccupazioni. Il cittadino medio prenderà i vostri soldi di carta in cambio di tutto ciò che state vendendo. Anche domani. Anche il prossimo anno.

Conclusione. La conclusione è ovvia. Quasi nessuno compra bitcoin per utilizzarli come moneta privata. Vengono comprati bitcoin perché c'è una mania. La gente sta comprando bitcoin perché pensa che altre persone compreranno bitcoin. E' tutto basato sulla teoria secondo cui esisterà sempre uno sciocco più grande.

La giustificazione ufficiale è che questa moneta offre privacy. Questa è la ragione numero uno per cui possiamo tranquillamente dire che nessuno sta comprando bitcoin per usarli come moneta privata. Perché si può affermare ciò senza paura di essere smentiti? Perché chiunque può acquistare valuta privata recandosi ad un bancomat, e poi spenderla in qualsiasi punto vendita al dettaglio in qualsiasi momento. Tuttavia, quasi nessun americano della classe media agisce in questo modo su base regolare, se non per pagare i pasti al fast food. Così, in veste di persone che capiscono di economia, possiamo tranquillamente concludere che Bitcoin come moneta privata è semplicemente stupido. Si tratta semplicemente di un'auto-giustificazione per una gigantesca bolla basata sulla teoria secondo cui esisterà sempre uno sciocco più grande. Peccato che questi ultimi non compreranno bitcoin per amor di privacy.

C'è una vecchia regola nel mondo del marketing: "Non cercare di vendere qualcosa che la gente non vuole comprare e che deve essere venduta demolendo le loro convinzioni attuali. I costi pubblicitari per convincerli sono enormi."

Se gli americani non vogliono acquistare dollari per sostituire il denaro digitale, pochi compreranno Bitcoin come alternativa alla carta moneta, che è un sostituto ampiamente indesiderato del denaro digitale.

Se un gran numero di persone decidesse mai di abbandonare il denaro fiat digitale, perché dovrebbero rivolgersi a Bitcoin piuttosto che a denaro digitale coperto da oro o argento, o a monete d'oro, o a monete d'argento? Perché le persone in India, Cina e Medio Oriente dovrebbero comprare bitcoin? Perché dovrebbero abbandonare millenni di tradizione e preferire Bitcoin, sapendo che altre banche centrali possono imitare in qualsiasi momento la Banca Popolare Cinese riducendone il prezzo?



UN CASO DI STUDIO

I ritardatari ad una mania fanno cose come questa descritta sul Los Angeles Times.

NEW YORK -- Di recente Donald Duhaney è entrato in un Whole Foods a Manhattan con un portafoglio pieno di denaro. Ma non era in cerca di cavoli, quinoe o uova di galline.

Duhaney, 37 anni, voleva entrare nel mercato dei bitcoin, la moneta digitale che ha attirato l'attenzione di imprenditori e autorità di regolamentazione. Così si è seduto su un divano al secondo piano del supermercato, accanto al Jamba Juice, dove gli appassionati si incontrano settimanalmente per acquistare, vendere e parlare di Bitcoin. Ha trovato rapidamente un venditore: un giovane uomo dall'aria tranquilla. Insieme ad un amico che commercia le cosiddette valute crittografiche, i due hanno usato il loro iPhone per controllare il prezzo dei bitcoin -- allora a circa $830.

Poi hanno sottoscritto l'affare. Duhaney ha sganciato $1,005 in cambio di 1.2 bitcoin, trasferiti tramite un'app dell'iPhone.

"Sembra qualcosa di bello in cui investire," ha detto Duhaney, programmatore di computer che vive nella periferia di White Plains, NY "In questo momento sta letteralmente decollando."
Il suo nome è finito sui giornali. Ha comprato bitcoin con soldi veri: dollari. Aveva privacy. Ora ne ha di meno.

Il suo investimento ora vale il 12% in meno grazie alla Banca Popolare di Cina.

"Sembra qualcosa di bello in cui investire."

Sicuramente . . . se amate la volatilità. Se vi piace essere dipendenti dai banchieri centrali. Non capite a fondo cosa state acquistando se dovete andare da Whole Foods e ottenere aiuto da un paio di ragazzini per comprarlo.



CONCLUSIONI

Se le persone stanno comprando bitcoin per la loro presunta indipendenza dalle banche centrali, sono ignoranti in economia. La Banca Popolare di Cina ha dimostrato fino a che punto i bitcoin dipendono dalle banche commerciali per il loro valore di mercato.

In secondo luogo, le valute di carta offrono una privacy di gran lunga migliore.

In terzo luogo, il costo di acquisto della cartamoneta è quello di usare un bancomat.

In quarto luogo, quasi nessuno vuole usare le valute di carta.

Quinto, Bitcoin non offre alcun vantaggio rispetto alle valute digitali coperte da oro o argento.

Conclusione: le persone stanno comprando bitcoin perché è una mania. Vogliono arricchirsi rapidamente. Non accetteranno alcuna giustificazione apparentemente plausibile, perché non vogliono ammettere a se stessi che questa è una mania, e le manie finiscono sempre male per i ritardatari. Così, si dicono questo: "Bitcoin sarà il denaro del futuro -- non l'oro, non l'argento e non il denaro della banca centrale."

Qual è la prova di questa fede? Non questa: la privacy. Non questa: costi di informazione bassi. Non questa: l'indipendenza dalle banche centrali. Non questa: una lunga tradizione del suo uso come denaro.


http://johnnycloaca.blogspot.it/2014/01/bitcoin-il-secondo-schema-di-ponzi-piu.html

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http://johnnycloaca.blogspot.it/2014/01/io-la-matita-spezzata-unanalisi.html

http://johnnycloaca.blogspot.it/2014/01/io-leconomista-spiazzato-unanalisi.html


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


I metalli preziosi nel 2014

Lun, 27/01/2014 - 11:10
La maggior parte delle persone si aspetta che la FED sia in grado di risolvere i guai finanziari attraverso il pool di economisti di cui si circonda. E' vista come un baluardo contro l'imprevidibilità degli eventi sconvolgenti che perturbano costantemente l'ambiente economico in cui siamo immersi. Questo perché non hanno una teoria per spiegare i cicli di boom e bust. Questo perché non hanno una teoria del capitale. Si presume che la FED sia stata concepita per arginare eventuali problemi che sorgono senza preavviso. E' davvero così? Vediamo un momento uno dei mercati che fino ad ora è stato sostenuto artificialmente dalla generosità dei banchieri centrali americani: il settore immobiliare. Se mettiamo a confronto base monetaria e mutui trentennali scopriamo che la recente impennata nei tassi dei secondi è avvenuta nonostante il QE3 e nel periodo 2011-12 i tassi sono scesi nonostante la crescita della base moentaria fosse piatta. Cosa significa? La FED non ha alcun potere. E' un bluff. Il suo unico potere è quello di influenzare il mercato, non direzionarlo a piacimento. Ha un campo visivo di breve termine. Chi "comanda" quindi? Le forze di mercato.
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di Alasdair Macleod

"Ora che il nuovo anno ravviva i vecchi desideri
l'anima premurosa si ritira in solitudine"
-- Rubaiyat di Omar Khayyam
Ebbene sì gente, siamo di nuovo in quel periodo dell'anno; ma a differenza del vecchio Khayyam che rifletteva bucolicamente sulla sua necessità di vino, noi dobbiamo rivolgere i nostri pensieri ai pericoli ed alle opportunità del prossimo anno. Sono notevoli e multi-sfaccettati, ma invece di lasciarmi trascinare nell'inutilità delle previsioni offrirò ai lettori le nozioni di base e mi concentrerò sul deterioramento delle valute. La mia conclusione, infatti, è il grande pericolo della distruzione delle valute e che l'oro è fondamentale per la loro rovina.

Con l'inizio del 2014 gli economisti mainstream, basandosi su statistiche inesatte (molte delle quali nemmeno rilevanti per una vera comprensione della nostra condizione economica), sembrano convinti che le crisi degli ultimi anni siano ormai sepolte. Si bevono la favoletta che la disoccupazione è in calo del sei o sette per cento, e che l'inflazione dei prezzi è sottomessa; ma ad un esame più approfondito, fornito dal lavoro di John Williams di Shadowstats.com, scopriamo che queste statistiche sono false.

Possiamo affermare che nella maggior parte delle economie il mercato del lavoro è conforme ad una crisi continua; e se adottiamo una visione realistica degli aumenti dei prezzi, compresi i beni capitali, l'inflazione dei prezzi può anche risultare a doppia cifra. La manipolazione di suddette statistiche è una bazzecola rispetto ai numeri del PIL, che se aggiustati all'inflazione dei prezzi reale si stanno contraendo.

Questa tetra conclusione non dovrebbe essere una sorpresa per le anime pensanti. Queste condizioni sono la logica conseguenza del deterioramento delle valute. Non ho alcun dubbio che se nel 1920-23 la Repubblica di Weimar avesse utilizzato la metodologia statistica odierna, gli economisti avrebbero venduto le stesse conclusioni che sentiamo oggi. L'errore è duplice: credere che l'espansione della quantità di moneta rappresenti una panacea per i mali economici ed ignorare che in realtà rappresenta una tassa sulla stragrande maggioranza delle persone (riducendone guadagni e risparmi).

Questo è l'effetto del denaro non-sonante, e con questo in mente ho ideato una nuova statistica monetaria per quantificare il distacco dalla moneta sonante verso una crescente possibilità di un collasso monetario. La Fiat Money Quantity (FMQ) è costruita tenendo conto di tutte le fasi nel corso degli ultimi 170 anni in cui l'oro, come proxy per una moneta sonante, è diventato proprietà delle banche commerciali e successivamente delle banche centrali (tutti i diritti di proprietà sull'oro sono stati sostituiti da banconote e depositi). Il risultato per il dollaro americano, che come valuta di riserva mondiale è il sostituto odierno dell'oro, è mostrato nella Figura 1.




Le somiglianze grafiche con le espansioni monetarie, che infine hanno portato alla distruzione monetaria e finanziaria, sono impressionanti. Sin dalla crisi della Lehman, le autorità statunitensi hanno avviato la loro pachidermica panacea monetaria. Siamo stati incoraggiati a pensare che attraverso il quantitative easing la FED abbia salvato il mondo nel 2008, quando invece la crisi è stata nascosta mediante l'iper-inflazione della valuta.

Siamo in grado di riconoscere questo errore ed invertire la marcia prima che sia troppo tardi? Finché la funzione primaria delle banche centrali è quella di preservare l'attuale sistema finanziario, la risposta è no. Un tentativo di ridurre il tasso di crescita del FMQ attraverso un restringimento minimo ha già aumentato i rendimenti nel mercato obbligazionario, minacciando di far deragliare gli obiettivi della politica monetaria. L'effetto dell'aumento dei rendimenti obbligazionari e dei tassi di interesse a lungo termine legati alle enormi somme di debito pubblico e privato, è destinato a far aumentare il rischio di fallimenti anche a tassi più bassi rispetto ai cicli di credito del passato (a partire da quei paesi in cui il problema del debito è più acuto).

Con le banche riluttanti a concedere prestiti rischiosi, l'aumento dei tassi di interesse e dei rendimenti obbligazionari porterà ad una contrazione del credito bancario. La FED si farà da parte e lascerà che la natura faccia il suo corso? Anche in questo caso la risposta è no. Per compensare dovrà accelerare le sue iniezioni di denaro e far crescere i depositi sul proprio bilancio. La condizione di fondo che in genere non viene compresa è la seguente:

L'ipotesi che la FED stia pompando denaro in eccesso nell'economia per stimolarla non è corretta.Gli individui, le imprese e le banche richiedono quantità crescenti di denaro solo per restare a galla e per evitare una seconda crisi del debito.
Ho esposto le ragioni teoriche sul perché le cose stanno così dimostrando che le economie mondiali, completamente gravate da debiti, stanno nascondendo una crisi depressiva attraverso false statistiche sull'occupazione e sull'inflazione dei prezzi. Un'analisi imparziale e informata su tutti (o quasi) i crolli monetari  ci dimostra che essi sono il risultato di una perdita del controllo sugli eventi o sull'inflazione della valuta, piuttosto che essere il prodotto di una politica di governo. Mi aspetto che nei prossimi mesi questo diventi più evidente agli occhi dei mercati.



Il ruolo cruciale dell'oro

L'oro è diventato sottovalutato rispetto alle monete fiat come il dollaro statunitense, come mostrato nel seguente grafico che parte dal mese precedente alla crisi della Lehman per delineare la performance dell'oro rispetto all'aumento delle gold stock ed alla misura FMQ del dollaro.




Dato il persistere della crisi celata da statistiche fasulle, la maggior quantità di debito in dollari e la crisi della Lehman che ha aumentato le probabilità di un collasso della valuta, c'è un dubbio legittimo che ci suggerisce come l'oro dovrebbe essere significativamente più in alto. Invece viene scontato del 36%.

Questa sottovalutazione rischia di portare a due esiti importanti. In primo luogo, quando si ribalterà la situazione attuale dell'oro sarà un evento drastico, con risultati potenzialmente catastrofici per i mercati cartacei scoperti. L'ultima volta che è accaduta una cosa del genere, è stato nel settembre 1999 quando le banche centrali guidate dalla Banca d'Inghilterra e la FED salvarono il mercato dell'oro di Londra (dando, presumibilmente, lingotti alle banche in difficoltà). La sottovalutazione attuale dell'oro e il grado in cui è stato esaurito l'oro monetario a disposizione, ci suggerisce che oggi un simile salvataggio del mercato dell'oro non sia orchestrabile.

La seconda conseguenza, invece, viene ampiamente ignorata. La velocità con cui le valute fiat potrebbero perdere il loro potere d'acquisto potrebbe essere notevolmente più rapida rispetto, ad esempio, al crollo del marco tedesco nel 1920-1923. Infatti una volta che la fiducia comincia a vacillare, c'è poco che si può fare per rallentarne il ritmo.

Nel suo trattato “Stabilisation of the Monetary Unit – From the Viewpoint of Monetary Theory” scritto nel gennaio 1923, Ludwig von Mises chiarì che "gli speculatori forniscono il più forte sostegno alle banconote (Marchi) affinché ricoprano il ruolo di denaro." Disse che negli anni del dopoguerra notevoli quantità di Marchi finirono all'estero, "proprio perché ci si aspettava un rally futuro nel cambio del Marco. Se queste somme non fossero state attratte all'estero, il mercato interno avrebbe necessariamente risentito di un aumento ancora più marcato dei prezzi."

A quel tempo le altre valute, in particolare il dollaro statunitense, erano scambiabili con l'oro, così gli speculatori stranieri potevano vendere oro per acquistare Marchi che pensavano fossero sottovalutati. Oggi la situazione è radicalmente diversa, perché gli speculatori occidentali hanno venduto quasi tutto l'oro che possedevano; e se si include la liquidazione di quelle azioni cartacee non coperte da metallo fisico, in una crisi saranno acquirenti di oro e venditori di valute. Quindi è ovvio che l'oro ricopre una posizione fondamentale in una futura crisi valutaria, e quando accadrà è probabile che sarà molto più rapida dell'esperienza di Weimar.

Pertanto prevedo due conclusioni per il 2014: ci stiamo dirigendo verso una seconda ed inaspettata crisi finanziaria/valutaria che può accadere in qualsiasi momento; la mancanza d'oro nelle economie welfaristiche è destinata ad accelerare la velocità con cui si verificherà il crollo del potere d'acquisto.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


La fenice d'oro ridurrà in cenere il denaro fiat

Ven, 24/01/2014 - 11:09




di Francesco Simoncelli


Cercare di guardare sobriamente ai mercati odierni è un proposito talmente lontano dalla realtà che si fa fatica a credere che la NASA non abbia ancora mandato un rover in esplorazione a Wall Street. Uno degli esempi più recenti in cui possiamo ammirare tutta questa follia è il mercato dell'oro, il quale nonostante sperimenti un aumento della domanda vede il suo prezzo scendere. Il WSJ va nel dettaglio di questa storia. E' imbarazzante se ci pensate. Una delle leggi dell'economia più importanti, ridotta ad uno zimbello. Ancora per poco però. Infatti in questo saggio analizzeremo perché l'oro ha tutte le carte in regola per sperimentare un altro rally di prezzo.


ANCHE AL MERCATO AZIONARIO MANCA QUALCHE VENERDI'

La storia che sicuramente sentirete ripetere più spesso nei canali di informazione mainstream, è come il settore azionario stia facendo segnare record su record. Questo fatto viene associato ad una ripresa delle attività economiche verso un sentiero sostenibile, ad una ripresa tanto agnognata dopo i malanni post-2008. Infatti se guardiamo ai rendimenti azionari statunitensi c'è da strabuzzare gli occhi.




Eppure dopo la caduta della Lehman si sono susseguiti una serie di eventi che sarebbero stati considerati fuori dal mondo solo pochi anni prima. Non solo negli USA, ma anche nel resto del mondo. E' bastato quindi decidere di spingersi in un sentiero apparentemente pericoloso per scongiurare qualsiasi paura legata ai problemi del passato. E' bastato che le banche centrali si impegnassero in stimoli monetari esponenziali per permettere alle economie dei loro paesi di sostenere il pesante fardello di riprendersi dalle sconsideratezze del passato.

Tutto qui? E' questo l'elisir magico? Il Dow Jones e l'S&P500 sono saliti sin da allora, il tasso di inflazione rimane moderato o nel range prefissato dalle banche centrali e i tassi di interesse rimangono ancorati allo zero. Così anche se Twitter, ad esempio, perde circa $64 milioni il suo titolo in borsa sale dell'82%. Cosa potrebbe andare storto? A quanto pare nulla visto che le banche centrali, prendendosi il merito di quanto avvenuto, sono riuscite a far ricredere anche i più scettici tra gli analisti finanziari.

Quindi è diventata di comune dominio l'idea che in presenza di una crisi, salvaguardare aziende descritte come "troppo grandi per fallire" possa permettere al mercato di stabilizzarsi ed invertire la rotta. Eppure nel complesso i fondamentali economici degli Stati Uniti non sono affatto migliorati, anzi sono peggiorati. La fiducia cieca in un manipolo di individui in grado di influenzare determinati settori dell'economia ha reso gli investitori dei pazzi scatenati in cerca di rendimenti facili. L'isteria intorno al mercato azionario si riduce a questo: fare soldi e in fretta. Cavalcare la bolla finché è possibile. Questo è il sentimento comune ad ogni bolla.

I bassi tassi di interesse di cui ha goduto l'economia fino ad ora, hanno permesso a quelle entità in possesso di grosse somme di denaro di poter prendere in prestito ulteriore denaro e poterlo usare per speculazioni sul mercato azionario.




Ma chi può permetterselo?



I RUBINETTI DI MAIN STREET SONO CHIUSI... PER IL MOMENTO

Fino ad oggi abbiamo sentito spesso che il mostro dell'inflazione è stato domato. La preoccupazione ora dovrebbe essere la deflazione. Combattuta come? Attraverso una maggiore inflazione. La subdola contorsione con cui viene innocentemente avanzata questa pseudo-soluzione è il frutto di statistiche manipolate fino al midollo, ma ammettiamo che sia davvero così. Concediamo pure ai deflazionisti che tutto il denaro finora creato dalle banche centrali non sia affatto entrato nell'economia più ampia.

I prezzi sono determinati principalmente dalla domanda e dall'offerta dei beni sul mercato. Un cambiamento di entrambi i parametri permette ai prezzi di fluttuare in basso o in alto rispetto al giorno precedente. Quindi se, ad esempio, oggi abbiamo sul mercato 5 mele in più rispetto a ieri il loro prezzo diminuirà. Viceversa il prezzo aumenterà se rispetto a ieri ci saranno 5 mele in meno. Lo stesso discorso può essere fatto per la domanda.

Ma immaginiamo che ci sia un falsificatore in giro. Può contraffare il denaro per accaparrarsi più beni e far aumentare di conseguenza i prezzi in generale man mano che la nuova moneta circola nell'economia. Ma che succede se gli individui nelle cui mani finisce il nuovo denaro contraffatto si rifiutano di spenderlo? A parità di condizioni, i prezzi rimarranno stabili. La volontà di accumulare denaro da parte degli individui può frenare la corsa inflazionistica a cui è sottoposta la moneta fiduciaria.

Non c'è niente di nuovo in quello che sto dicendo. Fu Mises che delineò questi concetti quando parlò delle tre fasi che portano al crack-up boom. Vengono descritte a pagina 459 del testo Theory of Money and Credit (1912).

L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica inflazionistica. Lo stimolo inflazionistico funziona fintanto che la casalinga pensa: "ho un disperato bisogno di una padella, però i prezzi sono troppo alti, aspetterò che scendano. [...]

[Lo stimolo inflazionistico] cessa invece di funzionare quando la gente scopre che la politica inflazionistica continuerà, causando una forte accelerazione dei prezzi. La fase critica comincia quindi quando la casalinga pensa: "oggi non ho bisogno di una padella, però potrebbe servirmi tra un anno o due. Meglio comprarla subito perchè dopo mi costerà molto di più. [...]

La catastrofica fine della politica inflazionistica si avvicina. Nell'ultima fase la casalinga pensa: "non ho bisogno di un altro tavolo, probabilmente non mi servirà mai. Ma è meglio comprarne uno adesso che tenere per qualche altro minuto questi pezzi di carta che il governo chiama moneta.
Attualmente ci troviamo ancora nella prima fase. Qui, paradossalmente, i prezzi potrebbero anche scendere poiché la creazione di nuova moneta è controbilanciata dalla volontà degli individui di accumulare denaro per i giorni di magra. Dopo il duro colpo assestato alla classe media da parte della bolla immobiliare, i suoi componenti sono diventati riluttanti a prendere in prestito nuovo denaro per acquistare una casa. Questa riluttanza, in un ambiente non ostacolato, verrebbe segnalata da un aumento dei tassi di interesse; e nonostante la ZIRP in cui si sono imepgnate le banche centrali, le pressioni del mercato prevalgono sempre nel lungo termine.




La fiducia è quella di prezzi inferiori futuri alimentati dallo sgonfiamento della bolla che si era creata in precedenza. Questa fase può durare per molto tempo, ma non per sempre. Infine gli individui si rendono conto che i prezzi non stanno effettivamente calando e che invece continueranno a salire. E' qui che inizierà la seconda tappa del crack-up boom il quale culminerà con un nuovo record dei prezzi dell'oro, perché in preda al panico di un potere d'acquisto calante della moneta fiat gli individui concentreranno le loro forze nello spendere il più possibile per acquisire beni reali.

La terza fase entrerà in scena quando gli attori economici perderanno totalmente la fiducia nella moneta fiduciaria, decretando la perdita totale del controllo sull'economia da parte dei pianificatori centrali.

Il denaro non è neutrale. Ogni azione prevede una reazione. Ogni causa prevede un effetto. Il nuovo denaro creato falla FED, ad esempio, è stato sostanzialmente parcheggiato in riserve in eccesso che le banche commerciali hanno presso la stessa banca centrale americana. Anche le banche sono riluttanti a prestare denaro dato lo stato patrimoniale disastroso in cui versano i loro bilanci. Però non tutto quel denaro è rimasto lì. E' stato utilizzato in parte per cercare di ripianare gli errori del passato, ovvero, è stato incanalato nel mercato azionario andando solamente ad acuire i malanni causati dall'azzardo morale passato.

Chi è entrato in possesso per primo di quel denaro ne ha beneficiato enormemente. Coloro che speculano in borsa ne hanno beneficiato enormemente. Chi? Di certo non voi né io. L'attuale espansionismo monetario "selettivo" ha dato i natali ad altre attività in bolla (es. investimenti improduttivi) che lentamente consumano il bacino della ricchezza reale della società. Sì, anche il denaro è soggetto alla legge dei rendimenti decrescenti. Gli investimenti improduttivi sfilacceranno ciò che rimane del tessuto economico di quei paesi che hanno deciso di percorrere la strada dell'inflazionismo rampante, dimostrando come le parole rinfrancanti di una classe dirigente centralista non siano altro che una bolla di sapone.



IL MONDO DEI SOGNI STATUNITENSE

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da una serie di pesanti stoccate che normalmente farebbero precipitare la fiducia di un qualsiasi creditore nei confronti del proprio debitore. Il fiscal cliff, il debito crescente, il "tapering," sono tutti eventi che non hanno affatto scalfito il full faith and credit degli Stati Uniti, anzi le reazioni sono state diametralmente opposte. Eppure le condizioni in cui versa lo zio Sam sono tutt'altro che rosee.




Per non parlare delle passività non finanziate del governo, che il professor Kotlikoff dell'Università di Boston ha stimato a $205 bilioni. Di fronte a questi numeri capite benissimo che è impossibile un qualsiasi rallentamento nella creazione di denaro fiat da parte della FED, condannerebbe alla morte tutte le attività in bolla che finora ha aiutato a creare. Certo, il QE3 è stato ridotto, ma di quanto? Diversamente da quanto accaduto nel passato, all'annuncio di Bernanke i mercati hanno risposto positivamente ed i fed funds sono pressoché rimasti al palo. Cosa è cambiato rispetto a prima? Nulla. La FED continuerà a sostenere quelle bolle che ha contribuito a creare drenando maggiore ricchezza dalla popolazione in generale.

Nonostante tutti gli annunci festanti di crescite occupazionali, gli americani si stanno rendendo conto che quello che si ritrovano per le mani sono solo lavori scarsamente qualificati, scarsamente retribuiti e spesso part-time. Parecchi individui, scoraggiati, stanno lasciando il mondo del lavoro rifugiandosi nella carità dello stato. Altri, invece, tornano a studiare. Anche questa è una nota dolente all'interno dell'economia americana, con il governo che ha continuato a finanziare a prezzi artificiali l'educazione universitaria. Insieme ai prestiti per le automobili, i mutui immobiliari, il debito municipale e federale ed i titoli del Tesoro USA (tanto per citarne alcune), i prestiti studenteschi rappresentano una delle bolle più grandi dell'economia americana.

Secondo un recente articolo del WSJ, nel 1970 l'11% degli adulti americani aveva una laurea. Oggi questa percentuale è slita al 30%, con l'individuo medio che non ha nulla da invidiare ad un neo-laureato.




In questo modo coloro che scelgono la via dell'istruzione entrano in una trappola che non lascerà loro scampo. Una trappola che inghiottirà anche le relative famiglie di giovani/adulti che finiranno invischiati nel pantano dei prestiti studenteschi. Il capitale è irripagabile, soprattutto in un ambiente depresso come il mondo del lavoro odierno il quale non può ripulirsi dagli eccessi passati e dalla burocrazia asfissiante. Tasse e regolamentazione sono all'ordine del giorno, e l'approvazione dell'Obamacare è il chiodo nella bara. Il governo concede tempo per i pagamenti, ma questo è un debito da cui coloro che ne rimangono intrappolati non possono togliersi di dosso: non possono andare in default.

Prima che questa bolla scoppi, gli studenti sprofonderanno nel debito, non si laureranno nei 5 canonici anni ed i campus si ingozzeranno di spese folli. Una volta scoppiata i vari college inizieranno a far volare ingiunzioni e faranno funzionare a pieno regime i loro uffici legali. Poveri cristi finiranno in prigione, altri con una spada di Damocle del debito che pednerà perennemente sulla loro testa, incapaci di conseguenza di farsi una vita. Infine i campus saranno costretti a dichiarare bancarotta ed i loro "magnifici" e "mastodontici" acquisti nella fase euforica sranno probabilmente nazionalizzati e trasformati in musei dell'orrore.

L'economia sta perdendo il contatto con la realtà, in un mondo in cui la neolingua ha ribaltato il senso delle parole. Nominalmente l'economia è in ripresa, realmente marcisce sotto i pesanti colpi inferti dai fondamentali economici impazziti.

I pianificatori centrali, ormai, non possono più esimersi nell'interpretare il ruolo salvifico che si sono cuciti addosso. Sono davvero capaci di una cosa del genere? Così affermano. Cosa stanno aspettando? Presumibilmente il momento giusto. Quando arriverà questo momento giusto? Non lo dicono... ma ci stanno lavorando. A quanto pare la loro presunta onniscenza và e viene.



IL MONDO DEI SOGNI EUROPEO

Come negli Stati Uniti, anche in Europa le voci si fanno insistenti su una presunta ripresa delle economie del vecchio continente. La prova che più volte viene presentata al pubblico è la discesa degli interessi sui debiti che i vari paesi della zona euro pagano ai creditori. Questo è ovviamente quello che la maggior parte delle persone vede. Ciò che invece viene accuratamente tenuto in secondo piano dai canali d'informazione mainstream e dagli economisti mainstream, è la mole di bad asset che ancora infesta il settore bancario commerciale europeo.




La cosa diventente di questa storia è che la banca spagnola Sareb è stata utilizzata negli scorsi anni come discarica generale di parecchi NPL, in modo che i numeri in generale sembrassero in miglioramento. Poi cosa è successo? Sono arrivati i rinforzi che hanno fagocitato parte di quel pattume. A valore nominale ovviamente, e con tanti cari saluti dallo zio Ben. Ebbene sì, la FED è ormai diventata l'attore principale che sta salvando tutto e tutti dalla bancarotta.

Il sistema bancario spagnolo, come quello di tutta Europa, è fallito. E' morto. Questo è l'epitaffio sulla sua lapide: riserva frazionaria. I bagordi con cui i banchieri si sono trastullati negli anni precedenti, creando denaro dal nulla dai depositi a loro consegnati, sono finiti ed ora il conto da pagare è salato. Faranno di tutto affinché venga pagato dai contribuenti. Al momento solo Cipro ha presentato la pillola amara alla sua popolazione. Ma presto potrebbe accadere anche qui da noi, con Monte dei Paschi.

Tutte le banche in questo ambiente dominato dalla riserva frazionaria sono tecnicamente insolventi. Chi lo dice? Loro stesse.




Il grafico ci mostra il tasso interbancario della zona euro, il quale rappresenta la disponibilità delle banche commerciali europee a prestarsi denaro a vicenda. Allo scoppio della Grande Recessione è calato bruscamente verso lo zero, segno evidente che non si fidano l'una dell'altra. Una di loro potrebbe improvvisamente crollare e trascianre nel baratro tutte le altre. Erano coscienti dei rischi della creazione di denaro dal nulla, ma si sono imbarcate lo stesso in questi rischi perché il costo di opportunità era loro favorevole: la presenza di una banca centrale. Hanno scommesso sull'onniscenza dei pianificatori centrali. Per un pò ha funzionato. Ora la scommessa sta mostrando i suoi limiti. Hanno puntato sul cavallo sbagliato.

I privilegi in palio sono troppi, quindi eviteranno per quanto possibile un default palese. Calceranno il barattolo fin quando potranno grazie anche all'aiuto degli stati europei. Gli unici settori che segnano una crescita sono quello bancario e quello statale, quest'ultimo supportato da continui salassi fiscali sui propri contribuenti. La pianificazione può reggersi solamente su due pilastri: attività in bolla e continua erosione delle libertà individuali. Mentre quest'ultimo aspetto è molto visibile alla maggior parte degli individui, il primo sfugge allo sguardo poco attento. La bolla più grande mai gonfiata nella storia dell'uomo è quella legata alle obbligazioni statali. Non c'è niente di simile nel passato che possa superare lo sfacelo che porterà questa gigantesca mole di investimenti improduttivi.

Questo mercato si regge solo grazie alle banche commerciali e alle banche centrali. Nonostante i debiti si stiano facendo davvero enormi ed esponenzialmente inarrestabili, i rendimenti a loro legati sono in diminuzione. Nonostante la burocrazia stia prendendo sempre più coraggio nell'interferire con la vita degli individui, le distorsioni che ne derivano sembrano all'apparenza irrilevanti. Nonostante i rischi legati ad un ambiente fiscale opprimente, la disoccupazione e la morte delle imprese sembra solo un danno collaterale di lieve entità. Sembra che i problemi siano magicamente scomparsi grazie ai continui vertici europei che si sono susseguiti freneticamente finora.

Guardate il seguente grafico, rappresenta i volumi di trading dei bond statali greci.




Così come in Giappone, il mercato obbligazionario europeo è morto. Ci sono solo le banche commerciali e quelle centrali ad accumulare questo pattume a prezzi nominali. Ma cosa potrebbe mai andare storto?




Se la BCE continuerà a fallire nello sterilizzare le obbligazioni statali sul suo bilancio, non passerà molto tempo prima che possa davvero passare ad utilizzare l'OMT sul serio. Calciare il barattolo lungo la strada, è questo il piano. E' sempre stato questo.



L'ORO AVRA' L'ULTIMA PAROLA

E' un pò di tempo a questa parte che non si parla più di strategie d'uscita dalle politiche monetarie cosiddette "temporanee" ed "eccezionali." Erano state promesse uscite di emergenza quando le misure non convenzionali sono state avviate per la prima volta all'indomani dell'imminente crollo del castello di carte su cui i pianificatori centrali avevano puntato da circa 100 anni. La mancaza di un serio discorso su questo argomento lascia quantomeno perplessi. A cinque anni dall'introduzione di una politica considerata in passato come folle ed irresponsabile, l'informazione mainstream tace su una possibile fine di tale pratica.

Nonostante ci siano preoccupazioni circa lo stato distorto dell'economia statunitense, i banchieri centrali non hanno palesato le loro intenzioni di uscire definitivamente dalle politiche monetarie non convenzionali. Hanno scelto con cura le parole da usare. Se ci fate caso "politiche monetarie non convenzionali" dà proprio il senso di qualcosa di passeggero e fugace. Così come tutte le azioni definite temporanee dai burocrati statali, anche questa è diventata la nuova norma. Non si può uscirne senza causare una recessione più grande di quella che ha richiesto tali interventi in prima istanza.

Che fare? Per il momento si continua a calciare il barattolo.




La FED continua a reggere come meglio può l'economia statunitense comprando debito dello zio Sam, il quale promette di ripagarlo. La mole di debito creata, però, è abnorme e le capacità di ripagarlo (insieme agli interessi) si affievolisce ogni giorno che passa. Inoltre l'economia è in stallo, poiché gli individui sono sfiduciati sul futuro ed appiattiscono le loro attività stagnando perpetuamente in un limbo apparentemente senza fine. Questo significa aumento delle tasse nel lungo periodo. Ma se i rubinetti per Main Street verranno riaperti significherà una tassa ancora più subdola. Gli USA sono in trappola, qualunque strategia scelgano di perseguire affronteranno il Grande Default.

2,500 anni di storia ci dicono che in casi come questi la miglior protezione per schermare le proprie ricchezze dalla mannaia inflazionistica e dell'instabilità è rappresentata dai metalli preziosi. Sono rari, non sono creabili dal nulla, non si deteriorano nel tempo. Queste caratteristiche giocano tutte a favore dell'oro, ad esempio. L'Estremo Oriente conosce molto bene la storia dell'oro, la sua tradizione è profondamente radicata nei popoli asiatici a differenza di quelli occidentali. L'aprile dell'anno scorso, quando i prezzi dell'oro sono praticamente crollati, i compratori asiatici hanno visto un'opportunità davvero unica per entrare con mano forte nel mercato del metallo giallo.




Nonostante i premi in acesa per l'oro fisico scambiato nello Shanghai Gold Exchange, gli asiatici hanno continuato a comprare. Nonostante la guerra del governo indiano contro i compratori d'oro, questi ultimi hanno continuato ad acquistare. L'occidente è stato ben lieto di fornire l'oro a sua disposizione per mantenere a livelli artificialmente bassi il prezzo spot dell'oro nel London Exchange.




Gli investitori occidentali hanno inteso questo flusso di oro da ovest ad est come un segnale per liquidare le proprie posizioni. Ma non vendendo metallo fisico (non credo neanche che l'abbiano mai visto), bensì vendendo i loro ETF. Il mercato paper gold è quindi crollato portando con sé un senso di dismissione nei confronti anche del metallo fisico, il quale invece sta viaggiando verso l'Estremo Oriente che attutisce con la sua domanda tutte le notizie riguardanti le liquidazioni degli ETF.

L'oro a disposizione dell'occidente si sta lentamente esaurendo. Sarà questo il risveglio amaro a cui dovremo far fronte una volta che i pianificatori centrali perderanno il controllo sulla manipolazione del prezzo del metallo giallo. Inizierà tutto con una bullion bank incapace di soddisfare le richieste di rimborso in metallo fisico e proseguirà con una corsa agli sportelli per accaparrarsi l'ultimo grammo di oro ancora disponibile. Quello che fa più paura alle bullion bank non è la mancanza d'oro (anche perché le economie occidentali sono riuscite a sopravvivere senza rendendo dipendenti i loro popoli da monete fiat e credito inflazionistico), ma l'impossibilità di adempiere ai propri obblighi contrattuali con gli investitori. Significa infrangere le proprie promesse. Significa sospetto.

Questo a sua volta impone margin call su quelle entità considerate a rischio al fine di salvaguardare i propri interessi. La fiducia è quella che regge il gioco di oggi, e sarà la stessa fiducia che tradirà i pianificatori centrali. La Cina, in questo gioco, non farà la prima mossa; sta continuando a comprare debito statunitense ma al contempo accumula tonnellate d'oro. Inoltre consiglia anche alla popolazione di comprare oro, in modo da sedare potenziali rivolte causate dall'escalation dell'attuale guerra valutaria. Sta logorando gli Stati Uniti. Infine imploderanno travolti dai loro stessi giochi manipolatori. Quando accadrà il dollaro entrerà letteralmente in un campo minato: ogni passo che compiranno i banchieri centrali potrà essere anche l'ultimo. La posta in gioco salirà, questo significa che anche i tassi di interesse saliranno lasciando la sola FED a reggere il gioco.

Come finirà quindi? Inflazione di massa o depressione? Difficile dirlo, entrambe hanno buone possibilità di accadere (sia singolarmente che vicendevolmente). La cosa sicura è solo una: finirà male per chi si farà trovare impreparato. Al momento i paesi occidentali stanno annaspando in una stagflazione opprimente, con prezzi in ascesa e disoccupazione rampante.



CONCLUSIONE

La situazione in cui versano la maggior parte delle economie mondiali è desolante. Eppure i media mainstream continuano a confondere le idee delle persone parlando di fantomatiche "riprese." Come disse qualche tempo fa Juncker: "Quando le cose si fanno serie, arriva il momento di mentire." I pianificatori centrali hanno applicato questo consiglio su tutta la linea. Invece di comprendere come le manipolazioni nei mercati siano ormai arrivate ad un punto morto, preferiscono peggiorare la situazione. Non hanno altro a cui rivolgersi se non ad un ottimismo spurio.

La zombizzazione burocratica in cui sono finite le grandi nazioni occidentali le sta rendendo dei pachidermi incapaci di stare al passo con le scelte dinamiche del mercato. Hanno fatto il loro tempo, si credevano onniscenti invece sono incappati nella famosa presunzione di conoscenza di cui avvertiva Hayek. Mises avvertì di questo esito già nel 1920. Niente dura per sempre. Soprattutto quando parliamo di pianificazione centrale. Gli Stati Uniti lo impareranno sulla loro pelle.

Solo la Cina pare aver capito quale sia la posta in palio. Sa che gli USA non ripagheranno mai il loro debito, eppure continua a comprarlo. Perché? Preferisce non agitare le acque, anch'essa ha degli scheletri nell'armadio. Ci sarà dolore economico quando diventerà ufficiale che gli USA non potranno più pagare i loro conti, chi ha creduto alle promesse di un manipolo di burocrati finirà col cerino in mano. Quello sarà il momento della resa dei conti, quando sul tavolo saranno rimasti da un lato un mucchio di IOU di carta e dall'altro un mucchio di monete d'oro. L'oro batte la carta.




Per chiunque si farà trovare impreparato, finirà male.


"Io, l'economista spiazzato": Un'analisi delle considerazioni economiche di Gary North su Bitcoin

Gio, 23/01/2014 - 11:27




di Peter Surda


Arroganza presuntuosa

C'è una cosa che è evidente quando si leggono gli articoli di Gary North. Sa molte cose. Ma c'è anche un'altra cosa che a volte diviene chiara, soprattutto se leggete il suo ultimo articolo su Bitcoin. Crede di sapere di più di quello che in realtà sa. Non posso analizzare il suo articolo nel dettaglio poiché mi trovo ad una Conferenza su Bitcoin in America Latina, ma ho pensato di citare alcune questioni fondamentali.



Eterogeneità del sistema monetario

North scrive che il denaro consente il calcolo economico, e quindi la divisione del lavoro. Scrive che Bitcoin non potrebbe esistere se non esistesse già il denaro. Scrive che non si può comprare tutto con Bitcoin (ancora). Scrive che senza merci prezzate in Bitcoin, non potrà diventare denaro.

Sono d'accordo (o supponiamo che lo sia), ma affermo anche che sono considerazioni irrilevanti perché North non ha una teoria generale della liquidità ed una teoria generale dei costi di transazione. Ciò è molto triste, perché Menger fu molto eloquente nello spiegare entrambe queste categorie portando a galla scoperte sensazionali. Ci sono persone che affermano che le loro tesi si basano sugli studi di Menger, eppure non hanno né una teoria della liquidità né una teoria dei costi di transazione.

North ha solo una teoria parziale della liquidità (una teoria dei prezzi stabili) ed una teoria parziale dei costi di transazione (divisione del lavoro). Ma Menger fu molto elaborato quando spiegò il motivo per cui i costi della liquidità e di transazione sono eterogenei e non possono essere sommati ad una particolare attività. L'errore dell'omogeneità di un sistema monetario salta fuori quando North scrive:

"Non si può avere un sistema monetario che non si applica su tutta la linea, mentre ancora si difende il concetto di divisione del lavoro attraverso prezzi competitivi."
Salta fuori anche in altre frasi a sostegno di una presunta omogeneità parizale, per esempio, quando suppone che la liquidità sia un mezzo di pagamento ultimo. Questo è già stato erroneamente sostenuto da Smiling Dave. Il mezzo di pagamento ultimo è soltanto uno dei fattori che influenzano la liquidità. Essa non è un'unità di conto. L'unità di conto e la liquidità si influenzano a vicenda, ma sono solo uno dei fattori.

In altre parole, la critica di North a Bitcoin è ignara dell'esistenza di alcune componenti dei costi di liquidità e di transazione diverse da quelli citati. Il mix totale di tutti questi fattori influenza la scelta del mezzo di scambio. Il risultato non è soltanto differente in base allo stato evolutivo di Bitcoin, ma anche rispetto alle circostanze particolari di un determinato utente. Questo è il motivo per cui alcune persone in alcune situazioni considereranno Bitcoin più vantaggioso, ed altre persone (o anche le stesse persone in una situazione diversa) svantaggioso. E' anche per questo che non si può concludere a priori quale sarà il futuro di Bitcoin, possiamo solo fare ipotesi plausibili. L' unica cosa che possiamo fare come prasseologi è concludere che Bitcoin potrebbe espandersi in quelle aree in cui i suoi vantaggi sono valutati come soggettivamente più importanti rispetto ad altri mezzi di scambio. Potrebbe non trasformarsi mai in "denaro," ma sarebbe errato concludere che questa è l'unica questione rilevante (la cara vecchia fallacia "denaro o morte").



Eterogeneità dell'interazione sociale

La saccenza di North esplode prorompente quando applica a Bitcoin, in modo errato, il sistema dei diritti di proprietà e le strutture sociali (o la loro mancanza ). North non capisce che Bitcoin è un quadro sociale. E' un quadro sociale più efficiente. I rapporti contrattuali che sono attualmente costosi o impossibili (hanno alti costi di transazione) ora sono redditizi e/o possibili con Bitcoin. I pagamenti sono solo il primo, più semplice, tipo di contratto sul quale Bitcoin dimostra i suoi vantaggi. Piuttosto che essere un "rifiuto implicito" dei contratti, Bitcoin fornisce loro un quadro più efficiente. Penso che siamo tutti d'accordo che Bitcoin non è perfetto. Ma non ci sono merci perfette. C'è sempre la valutazione soggettiva, l'informazione imperfetta ed i costi di opportunità.

Bitcoin è in una fase molto precoce, e la base per tale quadro è ancora in attesa di attori umani che lo riempiano con le proprie attività. Contrariamente a quanto sostenuto da North, Bitcoin non "mette il carro davanti ai buoi." Bitcoin ha dapprima creato un quadro, e questo è stato esponenzialmente proficuo per i pagamenti.

Paradossalmente, questo è anche il motivo per cui North non ha la più pallida idea di quello di cui parla. In teoria capisce come si evolvono le istituzioni sociali, eppure non riesce a connettere i dati empirici (proprio sotto il suo naso) con la teoria.



Conclusione

North si lamenta che le persone che criticano la sua posizione riguardo Bitcoin non capiscono la Scuola Austriaca. Beh, so per certo che North non ne capisce alcuni aspetti (in particolare l'approccio di Menger nei confronti della liquidità e dei costi di transazione) e su certi altri non riesce a collegare la teoria con i dati empirici. E' anche pigro (perché non ha letto la letteratura Austriaca in materia di Bitcoin e non ha raccolto dati empirici su Bitcoin) e presuntuoso (perché pensa che le sue credenziali gli diano l'immunità dagli errori).

Come ho scritto prima, il futuro di Bitcoin non dipende dalla sua comprensione da parte degli economisti. Dipende dall'azione umana. Non mi interessa il parere di North. Ma come ricercatore considero importante correggerne gli errori. Potete leggere entrambi, ma costruitevi la vostra opinione. La Scuola Austriaca non si è conclusa con Menger, è iniziata con lui.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


"Io, la matita spezzata": Un'analisi economica di Bitcoin

Mer, 22/01/2014 - 11:10




di Gary North


Reality Check

Nel 1958 Leonard E. Read scrisse un saggio, "Io, la Matita." All'epoca non lo sapeva, ma questo articolo sarebbe diventata la descrizione più importante della divisione del lavoro. Non è famosa quanto la descrizione di Adam Smith dei produttori di spilli, ma analiticamente è di gran lunga superiore. E' anche molto più divertente da leggere.

L'articolo inizia con il racconto di una matita. Essa racconta la sua origine. Il punto fondamentale è che nessuno sa come fare una matita. E' fantastico. Infatti, mentre si va a fondo nella lettura, diventa evidente che l'affermazione è vera. C'è così tanto in una matita: legno, carbonio, gomma, metallo e vernice. Ci sono anche tutte le attrezzature per fondere questi elementi ed ottenere una matita.

Ma questo è solo l'inizio. Come viene lavorato il metallo? Come viene lavorato l'albero? Che dire delle motoseghe che tagliano l'albero? E così via. Questo è il punto del saggio.

Read è molto chiaro: tutto questo viene fatto senza pianificazione centrale. Tutto questo viene fatto attraverso la divisione del lavoro.

Ma quello che non menziona Read, nonostante sia il cuore della questione, è il sistema monetario. E' solo attraverso un sistema di prezzi, cioè prezzi monetari, che tutto questo può essere coordinato dal processo di mercato. E' il miracolo del mercato, come lo definiva Read, ma questo miracolo dipende completamente da una cosa: un sistema monetario. Senza un sistema monetario, la divisione del lavoro crolla.



DENARO VIRTUALE IN UN MONDO REALE

Ora parliamo di Bitcoin. I bitcoin esistono come mezzo di pagamento solo perché non c'è ancora denaro nell'economia generale. Sono un derivato dei sistemi monetari fiat. Non potrebbero esistere se non ci fosse un sistema integrato di moneta digitale.

Bisogna avere moneta digitale per comprare i bitcoin. Questa moneta digitale lascia una traccia. Ogni acquisto che viene effettuato con moneta digitale lascia una traccia. Poi vi viene detto che si possono fare acquisti con i bitcoin. Questi non lasceranno una traccia. Finché non dovrete rientrare nell'economia monetaria dei sistemi monetari fiat statali, non c'è più traccia dei vostri acquisti rispetto alle voci digitali.

Ma questo crea un problema per la persona che vende qualcosa. Se l'articolo che vi vende è processato attraverso vari gradi di produzione, allora deve contare sulla divisione del lavoro. Deve ri-entrare nel mondo delle valute fiat, cioè quello gestito dal governo e dalla banca centrale. Deve convertire i suoi bitcoin in denaro reale. Proprio perché deve acquistare beni reali.

Bitcoin è denaro virtuale. Problema: il denaro virtuale compra pochissimi beni reali. Affinché possa essere usato per comprare qualcosa, il denaro virtuale deve essere riconvertito in denaro reale, il quale è denaro digitale rappresentato da una voce in un conto bancario. A questo punto, scompare tutta la presunta privacy di Bitcoin. Ora il governo può rintracciare qualunque cosa accada.

Affinché la promessa di privacy possa funzionare, la divisione del lavoro dovrebbe essere esclusivamente governata dai bitcoin. Non ci devono essere re-ingressi nel mondo del denaro fiat statale. Nel momento in cui vi è un re-ingresso nel mondo del denaro fiat statale, la privacy scompare. Qualunque cosa l'economia abbia adottato come sistema di prezzi, questo è ciò che deve affrontare ogni partecipante al mercato, ovvero, il venditore di un certo bene. Gli si para davanti il mondo reale dei prezzi reali.

Questo crea un problema filosofico in Bitcoin: teorema della regressione. Venne inizialmente coniato da Carl Menger, ma fu sviluppato da Ludwig von Mises. Affinché una nuova moneta rimpiazzi quella vecchia, ci dovrà essere un ampliamento dall'attuale sistema di prezzi verso uno nuovo.

Il problema per i difensori di Bitcoin è questo: abbiamo bisogno di un sistema di prezzi globale. Affinché Bitcoin possa funzionare, deve essere autonomo dal sistema di tariffazione delle diverse valute statali. Al fine di fare una matita, dovrebbe esistere una rete globale, ampia e riconosciuta, riguardo a Bitcoin. Non è possibile usare Bitcoin come un sistema monetario separato a meno che non si applichi ad ogni prodotto, ogni transazione, ogni servizio che viene attualmente valutato coi sistemi monetari statali. Perché? Poiché la divisione del lavoro deve essere integrata da un unico sistema monetario.

Al fine di fare la matita, tutto deve essere valutato in termini di Bitcoin: vernice, legno, carbonio, gomma, metallo, ogni materia prima ed ogni apparecchiatura che viene usata.



UN SISTEMA DI PREZZI UNIVERSALE

Questo è il punto centrale della tesi di Read. Deve esserci un sistema di prezzi universale. Deve esserci un sistema di profitti/perdite governato da un sistema di prezzi universale all'interno di un certo sistema monetario. Il mercato è l'unico posto in cui possono aver luogo transazioni incrociate di valute. Il mercato dei futures più sofisticato al mondo è quello che ruota attorno alle valute. Ogni singola operazione è registrata. Ogni singola transazione è governata da regole scritte negli scambi, nonché dalle norme consuetudinarie dello scambio. A far funzionare il tutto entrano in gioco il sistema della proprietà privata e l'intero sistema giuridico che sta alla base del sistema della proprietà privata.

I difensori di Bitcoin non dicono apertamente che non esiste la necessità di un sistema della proprietà privata, di ricorsi legali, di un sistema di arbitrato, di contratti, di nulla tranne che degli algoritmi. Eppure devono presumere tutto ciò se vogliono dare una spallata al sistema monetario delle banche centrali. Il nostro non è un mondo governato principalmente da bit, byte ed algoritmi. Bitcoin sì -- ufficialmente. Infatti, tutto il sistema si riduce a due vie. Teoricamente, non c'è nessun individuo fisico dietro di esso. Non ci sono diritti di proprietà.

Bitcoin poggia su una professione di fede. "Il sistema, senza legge o consuetudine e senza diritti di proprietà, si evolve autonomamente in un sistema con le stesse caratteristiche e vantaggi di cui godono gli attuali diritti di proprietà. Ciò avverrà senza alcun intervento da parte di giudici." Questa è la fede in un dio unico: il dio noto come algoritmo. Questo dio è conosciuto per la sua promessa: "transizioni senza soluzione di continuità."

Fatto: non c'è modo di ottenere la straordinaria divisione del lavoro che è necessaria per fare una matita, a meno che non esista un quadro sociale e istituzionale universale (fondamento di tutti i sistemi monetari nel mondo reale).

E' necessario un quadro sociale -- un quadro di riferimento morale, intellettuale e legale -- affinché i sistemi monetari del mondo siano realizzabili, che a loro volta rendono possibile la moderna divisione del lavoro. I sostenitori di Bitcoin non discutono di tutto questo. Tutto quello di cui si parla è l'aspetto del sistema dedicato alla privacy -- la sua indipendenza dalla banca centrale.

Gli scambi nel libero mercato non si limitano alla sola privacy. In realtà, molto pochi sono privati. Gli scambi sono basati su contratti e consuetudini. Ci sono sistemi giudiziari che applicano i contratti. Ci sono metodi di pressione sociale che applicano le consuetudini. Ci sono sistemi di giurie. Tutto questo è fondamentale per l'esistenza dell'unità monetaria, e l'unità monetaria è fondamentale per l'intera divisione del lavoro.

Mai nella storia del libertarismo vi è stata una proposta più utopica di Bitcoin. Poggia su una negazione implicita del sistema della proprietà privata. Poggia su una negazione implicita dei contratti e su una negazione dei tribunali. Poggia su una negazione implicita della risoluzione delle controversie faccia a faccia. Poggia su una negazione implicita della contrattazione faccia a faccia. Poggia su una negazione implicita di tutto ciò che esiste nella società di libero mercato. L'idea è delirante al di là di qualsiasi cosa io abbia mai visto.

Sto esagerando? No. Il sistema Bitcoin non ha dogane, tribunali, contratti vincolanti, nessuna risoluzione delle controversie. Tutto quello che ha è la fede negli algoritmi. Eppure i suoi difensori dicono che il sistema è un'estensione dell'ordine sociale del libero mercato. In realtà è la negazione di un tale ordine. I suoi difensori pensano che Bitcoin possa fare a meno dell'ordine sociale che un millennio fa ha portato alla ribalta il capitalismo. Insistono che il loro sistema sia in grado di sostituire l'attuale ordine capitalista.

Questa è pura fantasia.



DA QUI A LI'

Ecco il problema riassunto in una frase: la moderna divisione del lavoro è molto vicina al tutto o al niente. Non si può avere un sistema monetario che non sia omogeneo su tutta la linea, mentre si pretende di difendere il concetto di divisione del lavoro attraverso prezzi competitivi. Non si può avere una moneta che vale per droghe illegali, servizi di programmazione e quasi nient'altro, ed aspettarsi che vada a sostituire la moneta esistente. Ci deve essere una transizione dalla moneta fiat, con cui ci sono centinaia di miliardi di transazioni al giorno in tutto il mondo e che fornisce un sistema completo di prezzi e di informazioni, in modo che venga conservato l'attuale sistema di divisione del lavoro.

Dire che con Bitcoin si può passare dal moderno sistema di valute, prezzi e contratti ed arrivare ad un sistema altrettanto globale in cui si potrebbe fare una matita senza il sistema di prezzi che viene fornito dall'attuale denaro fiat, è semplicemente utopico.

Gli utopisti che stanno promuovendo Bitcoin sostengono che questo sistema monetario virtuale sostituirà quello attuale. Ma il sistema Bitcoin è completamente dipendente dal sistema monetario delle banche centrali. Si dice che Bitcoin sia porto franco dalle banche centrali; questa è una tale sciocchezza che si fa fatica a credere che qualcuno possa dirla mantenendo una faccia seria.

Nessuno può vendere una matita per Bitcoin. Una matita richiede denaro vero affinché si possano comprare le sue componenti. Se si offrono solo bitcoin, chi li accetta li convertirà in denaro reale -- denaro fiat statale -- al fine di acquistare beni reali. Non si può passare dal denaro reale al denaro virtuale, il quale compra solo beni virtuali, e pretendere di utilizzarlo per la produzione di beni reali nel mondo reale. Non si può fare una matita, perché non si dispone di un sistema di prezzi universale basato su Bitcoin. Fino a quando tutto non avrà un prezzo in Bitcoin, e solo in Bitcoin, la moderna divisione del lavoro si baserà solamente sul sistema monetario attuale. Non si può arrivare ad un sistema basato al 100% su Bitcoin senza dipendere dal denaro della banca centrale -- oggi, domani e per decenni.

La mania non durerà per decenni. La bolla scoppierà.

Tutti i discorsi sulla privacy di Bitcoin sono una sciocchezza. Il denaro reale è la moneta bancaria. L'acquisto di Bitcoin e la loro conversione finale in denaro reale vengono registrati, perché al fine di passare dai bitcoin al denaro reale, al fine di passare dalla moneta virtuale al conio reale, al fine di passare dagli acquisti virtuali ad acquisti reali, ed al fine di passare dall'utopia alla realtà, si devono vendere bitcoin in cambio di dollari digitali. Ma non appena lo fate, perdete la privacy. L'IRS vi becca. La Federal Reserve vi becca.

Nel mezzo, ci sono solo un mucchio di scambi in bitcoin. Silk Road è stato chiuso dal governo. Sheep Marketplace è sparito a causa dei continui furti all'interno del sistema. Cento milioni di dollari scomparsi. Gli investitori hanno perso tutto.

Quando il denaro virtuale è andato, non ci si può appellare ad arbitri. Non c'è modo di rintracciare chi lo ha fatto. Il denaro è scomparso per sempre.

Lezione: uno sciocco ed il suo denaro virtuale vengono presto separati.

Regola: tutte le cifre non sono create uguali.



IL PREZZO DEI CAPITALI

Nel 1922 Mises sosteneva che il socialismo produce caos. Non ha alcun sistema di prezzi.

L'obiezione fondamentale avanzata contro la praticabilità del socialismo fa riferimento all'impossibilità del calcolo economico. E' stato dimostrato in modo inconfutabile che una repubblica socialista non sarebbe in grado di operare il calcolo economico. Dove non ci sono prezzi di mercato per i fattori di produzione, poiché non sono né comprati né venduti, non è possibile ricorrere al calcolo economico per pianificare azioni future e per determinare il risultato di un'azione passata. Una gestione socialista della produzione non saprebbe se quello che progetta ed esegue è il mezzo più appropriato per raggiungere gli scopi perseguiti. Brancolerà nel buio, per così dire. Sperpererà i fattori di produzione scarsi, sia materiali che umani (lavoro). Il tutto si tradurrà inevitabilmente in caos e povertà.
Inoltre Mises sosteneva che il socialismo non avesse alcun mezzo per dare un prezzo al capitale. Non esistono mercati dei capitali.

Lo stesso vale per l'economia inesistente di Bitcoin. Non può fare a meno del sistema di prezzi fornito dalle banche centrali. Non può produrre beni e servizi senza la conversione dei bitcoin digitali in denaro fiat del sistema bancario. Non è possibile produrre beni reali con denaro virtuale.

Non esistono mercati dei capitali senza un sistema monetario. I mercati dei capitali sono tutti basati sul contratto. Bitcoin è basato su un rifiuto dei contratti. Il capitale si basa sulla proprietà: rivendicazioni sugli asset applicabili per legge. Bitcoin è basato su un rifiuto dei procedimenti di legge.

Bitcoin riguarda solo i beni di consumo, e quasi nessun altro. Eppure neanche questi possono essere ceduti dai venditori senza vendere bitcoin e comprare dollari in modo da rispettare i contratti. I venditori non possono rimpiazzare gli asset venduti se non hanno soldi in banca per comprarli nell'economia reale. Quest'ultima funziona col denaro reale, che oggi è rappresentato dalla moneta della banca centrale.

Bitcoin non rappresenta una minaccia per le banche centrali. La maggior parte dei proprietari di bitcoin li utilizza per fare soldi: per comprare più dollari di quanto li hanno pagati. E' solo un altro bene d'investimento -- basato inizialmente su una fantasia, cioè che Bitcoin avrebbe in qualche modo strappato le persone dalle grinfie della banca centrale.

I bitcoin sono valutati in dollari. La mania è alimentata dal loro prezzo crescente in dollari. Rappresentano un investimento per gli speculatori ad alto rischio. Non sono altro che un modo per entrare in un mercato molto piccolo e poi cavalcarne l'onda, almeno fino a quando continuano ad entrare nuove persone. Non vi è alcun guadagno nel conservarli, seppur convinti della loro funzione moentaria in futuro. Vengono conservati solo come un modo per fare soldi vendendoli a persone più sciocche, che li pagheranno con denaro reale -- dollari.

E' un mercato dei tulipani. Si basa interamente sul perenne ritorno all'economia del dollaro.

Bitcoin non avrà alcun impatto sulla base monetaria. Non avrà alcun impatto sui mercati di capitali.

Il capitale è valutato in moneta della banca centrale. Bitcoin non cambierà questo fatto, perché non può ridurre le dimensioni della base monetaria. Non tira fuori i soldi dal sistema bancario a riserva frazionaria. La quantità di denaro reale non ne viene in alcun modo influenzata. Gli investitori restano nell'economia della banca centrale, la quale è un punto di riferimento per il capitale.

Questo è il motivo per cui oggi Bitcoin non può produrre nemmeno una matita spezzata. Si darebbe troppo credito a Bitcoin se si dicesse che potrà produrre una matita spezzata. Non vi è quasi nessuna divisione del lavoro basata sul Bitcoin. E' pura fantasia pensare che i prodotti reali, a parte i servizi dei programmatori, possano passare al regno del denaro virtuale. Non accadrà. Abbiamo bisogno di matite. Abbiamo bisogno di computer. Abbiamo quindi bisogno di divisione del lavoro, oggi. Se abbiamo bisogno di queste cose, dobbiamo sacrificare la privacy per ottenerle.

La privacy fornita da Bitcoin non vale un centesimo, e vi costerà $1,000 a bitcoin. Perdete la privacy non appena acquistate bitcoin, perché c'è una traccia nella vostra banca. La persona che vi vende qualcosa perde la sua privacy, perché deve convertire i bitcoin su un conto bancario. Lasciano una traccia.

Nel mondo di Bitcoin non c'è una privacy significativa, perché bisogna cederla per avere indietro i propri dollari -- denaro reale. Non esiste rule of law. Non esiste un diritto consuetudinario. Non esiste un sistema di prezzi. E' tutta una gigantesca fantasia.



CONCLUSIONE

Che cosa è andato storto con Bitcoin? Niente. E' iniziato nel modo sbagliato -- dal punto di vista concettuale (denaro virtuale in un mondo reale), dal punto di vista giuridico (contratti e tribunali) e dal punto di vista delle aspettative future (mania dei tulipani). Fin dall'inizio è stato solo un asset denominato in denaro bancario. E' una situazione che non è cambiata e non cambierà.

Bitcoin è il prodotto delle fantasie di programmatori socialmente ingenui. Pensavano di poter sostituire gli algoritmi all'etica, le cifre alla legalità, l'anonimato alla consuetudine ed i sogni alla responsabilità. In ultima analisi, hanno pensato che potevano sostituire l'impersonalismo al personalismo. Si sbagliavano. Si sono limitati a lanciare una mania dei tulipani.

Se i sostenitori delle criptovalute supportano un ordine sociale fondato sul libero mercato, allora dovrebbero suggerire di non comprare Bitcoin finché esisterà un tale ordine. Il denaro si sviluppa da un ordine sociale. Hanno messo il carro davanti ai buoi: un sistema monetario nuovo prima dell'emersione di accordi istituzionali a sostenerlo. Questa era la tesi di Mises per quanto riguarda il teorema della regressione. Un ordine monetario globale che sostituirà quello esistente non sarà progettato da programmatori ignoti. Sarà il prodotto dell'azione umana all'interno dell'ordine sociale e giuridico prevalente.

Immaginare che le persone possano inventare nuovi assetti istituzionali come estensioni dell'ordine sociale prevalente è legittimo, ma prima vediamole queste alternative e solo successivamente ci potranno raccontare dei loro algoritmi.

Gli utopisti libertari, non essendo riusciti a sviluppare queste assetti istituzionali, ora hanno adottato quella che secondo loro è una scorciatoia. Prevedono che una moneta apparentemente non legata alla banca centrale (non è così) possa creare un nuovo ordine sociale (non succederà).

Un ordine sociale sostitutivo non sarà appiccicato ad un nuovo sistema monetario rivoluzionario che fa appello ad una privacy inesistente. L'ordine monetario deve emergere dagli ordinamenti sociali e giuridici esistenti, ma i programmatori pensano di poter invertire il teorema della regressione. Pensano che prima debba arrivare un nuovo ordine monetario, e solo in seguito saremmo in grado di progettare adeguate istituzioni giuridiche. F. A. Hayek aveva un modo per definire tutto questo: razionalismo costruttivista. Viene descritto meglio dal suo amico Karl Popper: ingegneria sociale frammentaria.

Escludetemi.

Mises aveva ragione nel 1920: il fattore chiave nella divisione del lavoro in un'economia di libero mercato è la tariffazione del capitale. Finché Bitcoin non avrà dato un prezzo a tutto il capitale, senza ricorrere al denaro della banca centrale, rimarrà solo un'altra fantasia utopica libertaria.

Finché nel mondo di Bitcoin non ci saranno contratti e tribunali, rimarrà un'illusione concettuale -- opposta alla concezione di Mises di un sistema di prezzi.

Bitcoin è anti-Austriaco fino al midollo. Il fatto che gli utopisti libertari non lo capiscano indica che non hanno mai capito Mises o la teoria Austriaca del capitale. Ciò non sorprende. Non capiscono nemmeno "Io, la matita" di Leonard Read.

(Ci saranno un centinaio di confutazioni arrabbiate dei programmatori, pubblicate su siti web sconosciuti. Scommetto che mi accuseranno di aver mal interpretato Mises. Vi invito a leggere una risposta critica di un economista della scuola Austriaca che come minimo abbia scritto un libro. Iniziate dal mio: Mises on Money)


http://johnnycloaca.blogspot.it/2014/01/bitcoin-il-secondo-schema-di-ponzi-piu.html

http://johnnycloaca.blogspot.it/2014/01/gary-north-e-la-sua-logica-confusa.html

http://johnnycloaca.blogspot.it/2014/01/tulipani-digitali-la-mania-di-bitcoin.html

http://johnnycloaca.blogspot.it/2014/01/la-cura-per-un-sistema-monetario-alla.html


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


L'Obamacare è il simbolo del "Caos Pianificato" descritto da Mises

Mar, 21/01/2014 - 11:17


«... sono talmente incapaci di prendere decisioni impopolari, come tagliare il budget della difesa e riformare il welfare state, che hanno fatto finta di aver risolto il problema calciando il barattolo lungo la strada e sperare in un miracolo.»

~ David Stockman


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di Jeffrey Tucker


Leggere le trascrizioni della Casa Bianca sulla sanità equivale a darsi un pugno in un occhio. Che tracollo!

Non vorrei sembrare crudele con i despoti benevoli che hanno distrutto ciò che funzionava nel sistema esistente, solo per sostituirlo con un piano impraticabile che sta derubando la gente.

Ma c'è ancora giustizia a questo mondo.

In qualche modo i Repubblicani hanno costretto l'amministrazione Obama a tirar fuori i dettagli, ed è proprio da queste trascrizioni che abbiamo scoperto la verità su HealthCare.gov: sei persone iscritte. Solo sei su 7 milioni possono beneficiare di quella che viene definita una nuova alba per un'assistenza sanitaria "a basso costo."

Non c'è da meravigliarsi se l'amministrazione Obama ha cercato di nascondere i numeri. Ma nell'era digitale, anche la Casa Bianca non ha più segreti. Ogni aspetto della realtà viene registrato in tempo reale.

E' una lama a doppio taglio. E' vero, la nostra vita viene ancora monitorata, cosa tremendamente fastidiosa, ma allo stesso tempo lo sono anche i loro fallimenti. In tempo reale, per giunta. E questo fornisce una visibilità senza precedenti a tanti grandi disastri del nostro tempo.

Ecco uno screenshot della suddetta trascrizione:




Se siete critici nei confronti del governo, questo è un bel fallimento.

I sostenitori del presidente e della sua legge sull'assistenza sanitaria lo considerano come un piccolo incidente di percorso. A dire il vero, la gente dice che tutti questi problemi saranno risolti; che i problemi con la creazione di un account sono semplici disguidi tecnici. Il governo ha assunto i migliori tecnici per risolvere tutte le magagne.

In altre parole, è solo una questione di tempo. Forse.

Ma c'è una questione più importante in gioco. La vera domanda è come possa essere accaduto un fallimento di questa portata. L'Affordable Care Act rappresenta la realizzazione di decenni di pianificazione da parte dei professionisti della politica. Avevano mezzo miliardo di dollari con cui lavorare. I cosiddetti "tipi intelligenti" avevano tutto l'interesse a fare bella figura al lancio.

Allora perché un tale caos? Qui è dove le cose diventano interessanti. Il governo non ha clienti da servire. Ha solo subordinati che obbediscono. Non ha conti economici. Non è limitato nelle sue operazioni come qualsiasi altra attività che agisce razionalmente. Può spendere quello che vuole in base alle priorità politiche. Non ha né l'incentivo né i mezzi per anticipare i cambiamenti nel sistema o per affrontare le incertezze del futuro.

Per tutti questi motivi, non importa se il sito web è online o no. Il sito web è una metafora che sta per un programma che non può funzionare. Se viene aggiustato, verrà ingolfato nel tempo, incapace di adattarsi al cambiamento, tanto meno a migliorare col progresso della tecnologia.

I critici più severi hanno ragione. Il sistema sanitario americano sostenuto dal governo diventerà sempre più come le automobili a Cuba, un monumento vivente alla preistoria.

Proprio questo fine settimana ho assistito ad una lezione affascinante del professor Alexei Marcoux della Loyola University di Chicago. Ha fornito qualche delucidazione sulla mentalità che ha portato alla creazione di questo programma. Gli architetti dell'ACA si aspettavano che un sistema gestito dal governo avrebbe funzionato meglio di uno gestito dal mercato.

Tutto è iniziato circa 100 anni fa. Il primo intervento del governo nel settore medico creò un ente normativo per le scuole di medicina. E dopo tutto andò in discesa. Il governo salì in cattedra, utilizzando la "scienza" per migliorare il mondo in cui viviamo. L'effetto reale — e probabilmente l'intento reale — era quello di limitare il numero di persone che avrebbero potuto definirsi medici. Questo, a sua volta, spinse in alto il prezzo dei loro servizi.

Come è possibile che la società sia andata avanti per centinaia di anni senza alcun intervento del governo nel mercato medico e poi, improvvisamente, è piombato su di noi senza che qualcuno obiettasse qualcosa?

Nel suo intervento il professor Marcoux ha spiegato come il tardo XIX secolo vide una tremenda esplosione della conoscenza scientifica in tutti i campi. Fu grazie ad una prosperità crescente, ad un aumento dei finanziamenti per la ricerca e alla nuova creatività ispirata dalle ambizioni commerciali.

Era un presupposto naturale e normale che ogni altro campo di studio potesse beneficiare dell'applicazione di metodi ed intuizioni scientifiche, dunque perché affidare gli affari umani al governo? Si noti che in quello stesso periodo, oltre all'inizio delll'interventismo nel campo medico, ci siamo ritrovati anche l'imposta sul reddito (gestire la ricchezza!), la FED (gestire il denaro!), le politiche antitrust (solo il governo sa quanto grande o piccola debba essere un'impresa), le origini dello stato sociale, l'intervento nel campo dell'istruzione e del lavoro, e molto altro.

Gli spacciatori dell'Obamacare hanno avuto anni per pianificare. Tutto sembrava giusto sulla carta. Non è stata risparmiata lacuna spesa. Ci sono stati migliaia di incontri, un piano infallibile e montagne di cifre a sostegno. Poi finalmente si è premuto il pulsante e tutto è esploso — e non solo il sito web. I bacini di rischio non abbasseranno i premi. Gli obblighi non faranno raggiungere alle persone la beatitudine dell'assicurazione sanitaria. Il controllo dei prezzi non terrà sotto controllo i costi. I nuovi strumenti per l'accesso non porteranno ad un maggiore accesso.

La scienza è gloriosa, ma il governo non è scienza e la società non può essere gestita scientificamente e centralmente. Ludwig von Mises usava una frase per descrivere ogni tentativo in questa direazione: "caos pianificato." C'è un piano, e gli esperti sono al comando con tutte le risorse e la convinzione. Ma i risultati sono folli, casuali, irrazionali, confusi e caotici.

Sarebbe la più grande eredità dell'Affordable Care Act se il governo recepisse finalmente questo messaggio. Poi potremmo tornare alla vecchia convinzione liberale che solo gli individui sono in grado di gestire la propria vita. Meglio del governo, in ogni caso.

Cordiali saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


Il carattere messianico della NSA

Lun, 20/01/2014 - 11:15
Lo scandalo delle intercettazioni dei grandi leader europei da parte della NSA è finito in una bolla di sapone. In realtà loro lo sapevano, pretendere che fossero all'oscuro su quanto stesse accadendo è davvero sciocco. Sapevano benissimo cosa stavano facendo gli USA. Quello che invece speravano non accadesse è invece accaduto: sono apparsi deboli e indifesi davanti alle loro popolazioni. Peggio, le popolazioni stesse che governano sono finite sotto l'occhio nascosto della NSA. Per questo è sorto un polverone di indignazione e grida da parte dei leader europei, ma non possono fare null'altro. Sono privi di contromisure. La NSA continuerà a fare quello che faceva e Obama continuerà ad utilizzare parole rassicuranti. Infatti, potete star certi che la NSA non vedrà alcun taglio di budget, non verrà sottoposta a nessuno scrutinio federale, avrà ancora carta bianca sulle intercettazioni. L'unica cosa che fermerà la NSA è la classica inefficienza di una qualsiasi branca della burocrazia, ma questo è un problema intrinseco perché nessuno all'esterno può far nulla per far sì che essa smetta di spiare. Nè il Congresso, nè la Merkel, nè il presidente Obama. La nota positiva in tutta questa storia è che la popolazione se ne sta rendendo conto, si sta rendendo conto che è già da un pezzo che ha detto addio alla privacy. I ceffoni che servono a far rinsavire da un momento piscologicamente destabilizzante sono stati forniti dalle confessioni di Edward Snowden. Potrebbero assassinarlo, certo, ma le ripercussioni sarebbero peggiori. Il genio è ormai fuori dalla lampada.
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di Gary North


Lo stato moderno è messianico. Pur negando l'esistenza di Dio, cerca di sostituirlo.

Mio cognato, R. J. Rushdoony, diceva che lo stato vuole predestinare l'umanità, perché vuole diventare il dio di questa società. Esattamente mezzo secolo fa venne pubblicato il suo libro: The Messianic Character of American Education. I fondatori dell'istruzione pubblica negli Stati Uniti credevano realmente che la scuola finanziata dalle tasse poteva riscattare gli individui e l'ordine sociale americano. Lo hanno ripetuto costantemente, e Rushdoony ha classificato le citazioni e fornito le note a piè pagina.

La stessa analisi la si può applicare alla comunità dell'intelligence. Il suo impulso è messianico.

Sempre mezzo secolo fa, ho studiato con il filosofo e teologo Cornelius Van Til. Era una fonte inesauribile di aforismi, ed i suoi erano di gran lunga più potenti della sua prosa. Uno di questi recitava: "L'uomo autonomo può credere di poter sapere qualcosa solo quando sa tutto in modo esauriente." In un universo in cui tutto può influenzare ogni altra cosa, una persona che vuole capire qualcosa deve conoscere tutte le potenziali relazioni di causalità. Ma questi rapporti sono intrinsecamente infiniti. E' il cosiddetto effetto farfalla. Se una farfalla batte le ali in California e provoca un uragano a Miami, allora è doveroso che i servizi meteorologici di Miami tengano d'occhio ogni farfalla.



MONITORAGGIO DEI LEADER EUROPEI

Nei giorni scorsi è stata rilasciata un'altra marea di informazioni accumulate da Edward Snowden, le quali hanno rivelato che per un decennio la NSA ha tenuto sotto controllo le telefonate dei leader europei. Perché l'ha fatto?

Due motivi: l'impegno della burocrazia ad espandersi vs. il prezzo di questa espansione. Il prezzo è sempre al margine. Qualcuno paga qualcosa un po' di più per avere un po' di più di qualcos'altro. La NSA paga un po' di più, o forse molto di più, al fine di accumulare più informazioni nelle sue banche dati. Esiste una legge economica a riguardo: quando il prezzo scende, quella cosa viene richiesta di più. Il prezzo delle informazioni, e in particolare dei dati memorizzati, è sceso come nient'altro nella storia dell'umanità. E continuerà a farlo.

Esiste una teoria nota come imperativo tecnologico: "Se può essere fatto, deve essere fatto." Perché questo imperativo è vero? Perché una cosa deve essere fatta per il solo fatto che si può farla? Questa è stata la risposta di Bill Clinton a Monica Lewinsky. Non era un imperativo tecnologico, ma di certo era quello che sembrava un imperativo psicologico. In nessun caso dovremmo considerare legittimo un tale imperativo.

L'imperativo burocratico, l'imperativo statalista e il calo dei prezzi di raccolta ed archiviazione dei dati, sono stati combinati per creare uno stato impiccione. Non può essere riformato in modo da superare questi tre imperativi. Può essere solo de-finanziato.



LO STATO COME UN DIO

La NSA, la CIA e l'FBI non fanno che seguire un imperativo tecnologico. Stanno seguendo un imperativo messianico. Perseguono la conoscenza presupponendo che non possono sapere nulla con precisione a meno di non sapere tutto in modo esauriente.

Lo stesso si può dire, più o meno, delle arti curative. C'è stato un tempo in cui gli uomini credevano che Dio potesse guarire le persone malate. Oggi la maggior parte delle persone crede che la scienza medica possa guarire i malati. Dato un tale punto di vista, lo stato è sicuro di poter intervenire. Lo stato cerca il controllo della medicina. I suoi agenti affermano l'autorità e la capacità di servire gli dei della società, e quindi lo stato non può permettere che la medicina venga disciplinata da accordi di libero mercato. Lo stato è visto come un imperativo morale, che è in ultima analisi un imperativo religioso, un ente in grado di intervenire sul rapporto tra l'operatore sanitario ed il cliente.

La NSA, la CIA e l'FBI continueranno ad accumulare quanti più dati possibili, e molti di più di quelli che ammettono di possedere. Ciò è coerente con la visione moderna dello stato. Esso è visto come un'agenzia di salvezza. E' visto come un'agenzia di guarigione. E' visto come un'agenzia di protezione. I cittadini non dovrebbero ostacolare queste agenzie nelle loro operazioni di raccolta dati, almeno finché non rifiutano la teologia che sta alla base dello stato messianico. Per porre limiti a queste agenzie bisognerebbe rifiutare la teoria dello stato messianico, cioè, lo stato è l'unico dio della società ed è quindi la più alta corte d'appello. Non vi è apparentemente alcunché oltre lo stato. Come disse Stalin: "Quante divisioni ha il Papa?" Questa dottrina è il diritto divino dello stato. Questa teoria della sovranità statale ha sostituito il diritto divino dei re.

La buona notizia è questa: i burocrati che fanno parte del personale di queste agenzie, non sono onniscienti. Sono sopraffatti dalla quantità di dati accumulata dalla tecnologia digitale. Non sono in grado di collegare i puntini. Non sono in grado di proteggere la società da persone disposte a morire per una causa, e che hanno adottato il terrorismo come strumento della loro causa. I burocrati non sono disposti a morire in difesa della loro causa. Inoltre sono incapaci nell'unire i puntini digitali. Le agenzie continueranno ad accumulare dati, ma non saranno in grado di attuare politiche efficaci per controllare gli atti di terrorismo contro lo stato. Vi è una crescente resistenza nei confronti dello stato. La decisione delle agenzie di accumulare tali informazioni testimonia la loro teologia nella salvezza statalista, una teologia che a differenza degli Stati Uniti i terroristi rifiutano. L'imperativo tecnologico è infatti un imperativo messianico, e crea sempre resistenza.

L'accumulo di dati e sistemi di recupero non sono meglio del coraggio, la saggezza e la capacità dei dipendenti delle varie burocrazie nel collegare i puntini digitali. Però più è grande la burocrazia, meno sarà il suo coraggio, saggezza e capacità di unire i puntini. Questo è un imperativo burocratico.



BUROCRAZIA E MEDIOCRITA'

La spinta intrinseca della burocrazia è verso la mediocrità. Nessun funzionario burocratico vuole assumere persone con maggiori capacità di lui, perché potrà farlo sembrare un incompetente. Inoltre non vuole assumere qualcuno con abilità inferiori, perché questo inviterà un intervento di una burocrazia superiore. Così gli imperativi burocratici propendono per la mediocrità, e la mediocrità non è roba da divinità.

Lo stato messianico è un falso dio. Continuerà ad intervenire fin quando gli sarà possibile, indipendentemente dalla legge, tra cui quella morale. Questo è l'imperativo messianico, ma è intrinsecamente auto-distruttivo. Lo stato alla fine finirà i soldi. E' sempre minacciato dalle sue limitate manifestazioni di coraggio, saggezza e capacità dei suoi membri nell'unire i puntini.

Il trambusto sulle intercettazioni della NSA scomparirà presto. Esiste una sola preoccupazione quando abbiamo a che fare con l'ampliamento dell'autorità della burocrazia: la decisione dei politici di tagliarne il bilancio. Per i burocrati non conta nient'altro. Il Congresso non ha intenzione di tagliare il bilancio della NSA, che presumibilmente è nel range dei $52 miliardi l'anno. Quindi l'imperativo messianico resta lì. Il costo dell'accumulo di informazioni continuerà a diminuire.

Tuttavia la NSA ha subito una grave battuta d'arresto. Il suo bilancio crescerà, ma anche la sua timidezza. I burocrati di alto livello vogliono proteggere i loro bilanci. Vogliono proteggere le loro posizioni di anzianità. Vogliono le loro promozioni, e per ottenerle devono rispettare l'imperativo burocratico supremo: "Non fare errori."

La capacità della NSA di attuare un programma di sorveglianza è limitato solo dalla tecnologia e dal suo bilancio. La sua capacità di prendere decisioni in termini di sorveglianza è molto vulnerabile, e nelle condizioni attuali si può essere certi che il suo coraggio, la sua saggezza e la sua capacità di collegare i puntini diminuiranno.



CONCLUSIONE

La NSA fa parte dell'imperativo messianico, e questo dio fallirà.

La NSA, la CIA e l'FBI credono tutte nella teologia dello stato onniscente. Sono tutte coinvolte in un gigantesco gioco ingannevole: mosca cieca. La fonte di questo inganno non è all'interno delle agenzie ma nella cittadinanza, la quale ha adottato una teologia della salvezza attraverso la legislazione. Il carattere messianico della politica è condiviso in tutto il mondo. In ogni società questa teologia porta sempre allo stesso tipo di errori burocratici.

Parte di questa teologia afferma la capacità dei cittadini di riformare lo stato, ma senza rifiutare la teologia della salvezza attraverso la legislazione. Questo è un altro grande inganno.

Quanto più gli agenti dello stato rivendicheranno un'onniscienza digitale, tanto più diventeranno ciechi. Ci sono troppi puntini da unire; troppe farfalle da monitorare.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


C'è troppo poco oro in occidente

Ven, 17/01/2014 - 11:09




di Alasdair Macleod


Le banche centrali occidentali hanno cercato a lungo di scrollarsi di dosso i vincoli dell'oro, i quali hanno dato loro parecchio filo da torcere. Nei paesi sviluppati sono riuscite a gestirli, ma hanno fallito in quelli meno sviluppati, in particolare in Asia. Sin dalla fine degli anni '60 la crescente ricchezza accumulata da queste nazioni ha alimentato la loro domanda di oro. Oggi in occidente ci sono ben pochi lingotti per soddisfare la domanda asiatica. E' importante capire quanto siano pochi ed i pericoli che ciò comporta per la stabilità finanziaria.

Un esame dei fatti mostra che dopo la nascita dei petrodollari, le banche centrali sono rimaste sulla difensiva riguardo alla domanda asiatica di oro. Alla fine degli anni '60, la domanda di petrolio cominciò ad espandersi rapidamente, con un prezzo ancorato a $1.80 al barile. Nel 1971 il prezzo medio aumentò a $2.24, e nel contempo stava anche crescendo l'appetito per l'oro da parte degli esportatori mediorientali di petrolio. I consiglieri di Nixon comprendevano come questo rappresentasse un problema quando il presidente decise di fermare la corsa alle riserve auree degli Stati Uniti sospendendo le ultime vestigia della convertibilità in oro.

Dopo tutto, il nuovo accordo era questo: l'America emetteva i petrodollari (per pagare il petrolio) che poi venivano riciclati attraverso le banche americane in America Latina e in altri paesi nella sfera di influenza dell'occidente. Gli arabi sapevano esattamente cosa stava succedendo; l'oro era semplicemente la loro via di fuga da questo accordo evasivo.

Gli storici monetari accusano la Francia per la corsa alle riserve auree degli Stati Uniti, la quale portò al Nixon Shock nell'agosto 1971. Ma prestate attenzione a questo importante passaggio dal libro GoldWars di Ferdinand Lips:

Poiché gli arabi non hanno capito le obbligazioni e le azioni, hanno investito i loro fondi in eccesso in immobili e/o oro. Sin dai tempi biblici, l'oro è stato il miglior mezzo per conservare la ricchezza e per trasferirla di generazione in generazione. L'oro era quindi il loro veicolo ideale. Inoltre, dopo che le loro riserve di petrolio si esauriranno in un lontano futuro, il loro oro rimarrà ancora lì. E l'oro, contrariamente al petrolio, non può essere sprecato.
Secondo Lips i banchieri svizzeri, ai quali si rivolsero molti degli arabi neo-ricchi, suggerirono la conversione (da un minimo del 10% fino ad un massimo del 40%) in oro fisico dei patrimoni. Questo consiglio era in sintonia con il pensiero arabo, fatto che alimentò una domanda supplementare per le riserve auree americane, alcune delle quali furono vendute all'asta negli anni successivi. Inoltre, nei primi anni ottanta, era difficile che gli investitori arabi si lasciassero dissuadere dai tassi di interesse alti del dollaro, pioché questa situazione aggravava semplicemente la loro esposizione con il biglietto verde.

Utilizzando i numeri dello Statistical Review di BP ed i rendimenti dei titoli decennali del Tesoro USA per misurare i guadagni in dollari, possiamo stimare a circa $4.5 bilioni le entrate lorde dei petrodollari arabi, inclusi gli interessi dal 1965 al 2000. Considerando i prezzi medi annui dell'oro in quel periodo, il dieci per cento equivarrebbe a circa 50,500 tonnellate (numero che possiamo confrontare con la produzione mineraria totale in quegli anni: 62,750 tonnellate, oltre il 90% della quale è finita in gioielli).

Questo non vuol dire che gli arabi hanno acquistato 50,000 tonnellate d'oro; in parte potrebbe essere così, con le banche centrali che hanno avuto un ruolo importante nel rifornire gli arabi di grandi quantità d'oro (cosa per cui esistono alcune prove a riguardo). Infatti gli arabi, inondati di petrodollari stampati per favorire l'esportazione, avevano buone ragioni per comprare tutto l'oro disponibile. E, soprattutto, dà anche sostanza alla conclusione di Frank Veneroso, secondo cui l'intervento ufficiale – vale a dire, le vendite in nero di notevoli quantità di oro di proprietà dello stato – è stato utilizzato per influenzare il prezzo dell'oro a fronte della persistente domanda di oro fisico negli anni '90.



Transizione dalla domanda araba

Gli arabi che cercavano di investire una parte dei loro petroldollari, avrebbero lasciato ben poco oro alle economie avanzate. Tra l'altro, i cittadini statunitensi non potevano possedere lingotti fino al 1974, ed i cittadini britannici fino al 1971. Invece hanno investito principalmente in azioni minerarie e Krugerrand, utilizzando strumenti derivati e conti non coperti presso le bullion bank. Ciò significa che fino alla metà degli anni settanta gli investimenti in oro fisico in Occidente sono stati minimi, e quasi tutto l'oro è stato conservato sotto forma di gioielli illiquidi. Gli investitori occidentali si limitavano principalmente a tedeschi, francesi e italiani, per lo più attraverso le banche svizzere. Il mercato toro degli anni '70 è stato quindi un affare arabo che ha continuato ad assorbire oro anche durante il successivo mercato orso.

Verso la fine degli anni novanta una nuova generazione di investitori svizzeri, istruiti nella moderna teoria dei portfoli e meno tifosi del metallo giallo, convinse molti dei suoi clienti europei a ridurre o addirittura eliminare le partecipazioni in oro fisico. Nello stesso periodo una nuova generazione di arabi filo-occidentali cominciò a sostituire i patriarchi conservatori, quindi è ragionevole supporre che la domanda araba di oro diminuì un po', poiché la spesa per le infrastrutture e gli investimenti nei mercati azionari offrirono un motivo per diversificare i portfoli. Questi avvenimenti rappresentarono un periodo di transizione per l'oro fisico, scandito dal calo nel sentimento degli investimenti occidentali e dal cambiamento nelle strutture sociali del mondo arabo.

Segnò anche l'inizio dell'accelerazione della domanda di oro nelle economie emergenti, in particolare India ma anche in altri paesi come la Turchia e quelli nel sud-est asiatico in rapida industrializzazione. Nel 1990 il governo indiano liberò il mercato dell'oro abolendo il Gold Control Act del 1968, contribuendo a far diventare gli indiani i maggiori importatori di oro (fino a che non sono stati superati lo scorso anno dalla Cina).

I prezzi più bassi negli anni '90 stimolarono la domanda di gioielli nelle economie avanzate, con l'Italia che divenne il più grande centro di produzione europeo. Nel frattempo aumentò notevolmente il leasing dell'oro da parte delle banche centrali, con le bullion bank che sin da allora hanno sfruttato il differenziale tra i tassi di locazione dell'oro ed il rendimento sul debito pubblico a breve termine. L'oro dato in prestito ha soddisfatto la domanda nel campo dei gioielli, come anche quella asiatica per i lingotti.

Così, nonostante il calo dei prezzi tra il 1997-2000, tutta l'offerta è stata assorbita da "mani ferme." Quando i prezzi dell'oro hanno toccato il fondo, le banche centrali occidentali avevano quasi certamente meno oro di quanto hanno dichiarato pubblicamente (il risultato della manipolazione del prezzo fino al 1985 e poi del leasing). Questi avvenimenti hanno fatto da preludio al London Bullion Market Association, che è stato fondato nel 1987.



LBMA

Nel 1987 il sistema dei conti non coperti venne formalizzato nelle regole del London Bullion Market Association (LBMA), permettendo alle bullion bank di emettere IOU sull'oro. La caratteristica principale del LBMA è racchiusa nella possibilità di espandere l'attività dei clienti nel mercato dell'oro senza dover acquistare metallo fisico. Anche i mercati dei futures si sono ampliati, e così i derivati ed i conti non coperti sono diventati cruciali per gli investimenti occidentali nell'oro. Oggi è probabile che la quantità di oro fisico detenuta dagli investitori occidentali sia esigua e facente riferimento solo agli exchange-traded fund (ETF). In totale (compresi gli ETF), ciò equivale probabilmente a non più di qualche migliaio di tonnellate.

Il LBMA è stato fondato nel 1987 sulla scia del Financial Services Act dell'anno precedente. Prima di tale data, la correzione dell'oro (due volte al giorno) era diventata un meccanismo tariffario standard per i dealer internazionali, i cui ranghi crebbero grazie al mercato toro degli anni '70. Questo significa che le banche internazionali stabilirono le loro attività di negoziazione a Londra invece che a Zurigo, famoso centro di investimento per i lingotti fisici. L'istituzione del LBMA rappresentava la formalizzazione di un mercato dell'oro basato sul "good delivery" di 400 once e sul funzionamento di conti coperti e non coperti.

Durante il mercato orso ventennale, cambiò l'atteggiamento nei confronti dell'oro, con i mercati dei capitali che si convincevano che il drago dell'inflazione era stato ucciso insieme al mercato toro. Nel contempo, la domanda asiatica – gli esportatori arabi passarono il testimone a nazioni come Turchia, India e Iran – sottolineò che c'erano acquirenti per tutto l'oro fisico disponibile. L'offerta mineraria, che trasse vantaggio dall'introduzione di nuove tecniche di estrazione, aumentò da 1,314 tonnellate nel 1980 a 2,137 tonnellate nel 1990 e 2,625 tonnellate nel 2000. Aggiungendoci anche i rottami d'oro, Londra era in una posizione forte per fare da intermediario ad un sostanziale aumento nel flusso d'oro verso l'oriente, e fu da qui che si sviluppò l'attività di leasing delle banche centrali.

L'oro contenuto in questi flussi era l'asset ideale per il carry trade. Una banca centrale avrebbe dato l'oro in leasing ad una bullion bank, quest'ultima l'avrebbe venduto ed avrebbe investito i proventi nel debito pubblico a breve termine. E' stato proficuo per le bullion bank, i governi erano felici di avere finanziamenti ed il locatore era felice di vedere un asset che gli rendesse entrate supplementari. Tuttavia il leasing funziona fintanto che le bullion bank possono proteggersi accedendo all'offerta futura in modo che il contratto di locazione possa infine essere risolto.

Prima del 2000 questa era un'attività in crescita, alimentata ulteriormente dai disinvestimenti svizzeri alla fine degli anni '90. Come accade spesso nei mercati con un trend comportamentale di lungo termine, la concorrenza amplia in modo esponenziale i rischi. Pertanto nel settembre 1999 ci fu una crisi, quando un salto di prezzo del 30% minacciò di mandare in bancarotta alcune delle bullion bank che avevano l'abitudine di coprire posizioni short.



Post-2000

I mercati toro iniziano sempre con uno scarso coinvolgimento mainstream e pubblico, e fin dall'inizio di questo secolo questa regola si è ripetuta con l'oro. Quindi cerchiamo di ricapitolare per capire dove è finito tutto l'oro:

  • Il totale delle riserve d'oro era di circa 129,000 tonnellate, di cui 31,800 tonnellate erano ufficialmente sotto forma di oro monetario. Di questa cifra circa l'85-90% è stato trasformato in gioielli o in altre forme, lasciando solo 10-15,000 tonnellate investite in barre, monete ed usi industriali.
  • Su un massimo di 15,000 tonnellate, circa 1,500 tonnellate erano monete (per lo più Krugerrand) e circa 1,000 tonnellate ricoprivano altri usi (non recuperato industriale e dentale). Ciò lasciava un massimo di 12,500 tonnellate, e probabilmente non più di 7,500 tonnellate di oro da investimento in tutto il mondo.
  • Alla fine degli anni '90, dopo che i fund manager in Svizzera hanno smaltito il più dell'oro fisico detenuto nei portfoli dei loro clienti, c'era ben poco oro da investimento in Europa e America.
  • Nel 2002 Frank Veneroso ha concluso, dopo una ricerca diligente, che le banche centrali avevano fornito al mercato tra le 10-15,000 tonnellate di oro monetario. Gran parte di questo oro sarebbe finito nel campo dei gioielli, in particolare in Asia ed in Medio Oriente. Ciò spiega quanto oro da investimento può essere stato fornito per soddisfare la domanda del Medio Oriente.
  • I paesi del Medio Oriente devono essere stati i maggiori detentori di oro non monetario in forma di barre. Il 10% dei petrodollari investiti in oro equivarrebbero ad oltre 50,000 tonnellate, eppure ci potevano essere solo 7,500-12,500 tonnellate (disponibili in barre) per tutte le categorie di investitori nel mondo. Questa cifra potrebbe essere stata aumentata un po' con l'aggiunta di oro monetario dato in leasing e acquisito attraverso il mercato.

E' stato a questo punto che è iniziato il secondo mercato toro dell'oro. L'investimento in lingotti era ristretto, le banche centrali erano posizionate short per quanto riguardava l'oro monetario, e dal 2004 in poi gli ETF dovevano crescere oltre le 1,500 tonnellate. La domanda asiatica ha continuato a salire (guidata dall'India), e nello stesso periodo la Cina ha iniziato a promuovere attivamente la proprietà privata dell'oro.

Oltre che attraverso gli ETF garantiti da metallo fisico, gli investitori occidentali erano incoraggiati a soddisfare la loro domanda di lingotti tramite strumenti derivati e conti non coperti presso le bullion bank. Non esistono documenti pubblici disponibili che vadano nel dettaglio di questi conti, ma il punto è che la domanda occidentale non ha portato ad un aumento del possesso di oro fisico, solo ad una fiducia negli ETF cartolarizzati. Per soddisfare la crescita della domanda, le bullion bank hanno aumentato le loro passività rispetto ai conti non coperti. Pertanto gli interessi delle bullion bank e delle banche centrali (che sorvegliano il mercato dell'oro) premevano per una continua soppressione del prezzo dell'oro, in modo da evitare il ripetersi della crisi affrontata nel settembre 1999 quando il prezzo aumentò del 30% in sole due settimane.



Dove sono i venditori?

La soppressione del prezzo dell'oro è solo un tappabuchi temporaneo, e non c'è mai stata un'offerta sufficiente da consentire alle banche centrali di recuperare il loro oro dato in leasing alle bullion bank. Pertanto la conclusione di Frank Veneroso, secondo cui esitevano operazioni di leasing per un totale di 10-15,000 tonnellate, è un punto di partenza dal quale questi trucchi finanziari (leasing e prestiti) non hanno fatto altro che intensificarsi. Ci sono due eventi che quasi certamente hanno fatto lievitare questa cifra:

  1. Quando il prezzo dell'oro è salito a $1,900 nel settembre 2011, c'è stato un tentativo concertato per abbassarlo. La crisi del 1999 impartì una sonora lezione alle bullion bank, ovvero, quanto fosse pericolosa la loro esposizione ai conti non coperti; se fossero state costrette a rimborsare questi conti, il prezzo dell'oro sarebbe quasi certamente aumentato ulteriormente innescando un'ampia crisi monetaria.

  2. In tutto il 2012 la domanda asiatica (in particolare dalla Cina) e quella degli investitori in ETF è stata quasi impossibile da contenere. A febbraio di quest'anno la crisi bancaria cipriota ha avvertito i depositanti nell'Eurozona che tutti i depositi bancari oltre il limite assicurato, rischiavano di essere confiscati in caso di una crisi bancaria più ampia. Questo ha spinto molti titolari di conti non coperti a richiedere la consegna di oro fisico, costringendo ABN-AMRO e Rabobank a sospendere tutte le operazioni di delivery. A ciò ha fatto seguito un'incursione ribassista (da parte di bullion bank e banche centrali) all'inizio di aprile, abbattendo il prezzo fino ad innescare vendite stop-loss nei mercati derivati e la successiva liquidazione di partecipazioni ETF.

E' opinione diffusa che l'aumento imprevisto della domanda di lingotti (a seguito dell'abbattimento di prezzo ad aprile) è stato soddisfatto attraverso la vendita di ETF, ma un esame dei quantitativi coinvolti ne dimostra la loro insufficienza. La tabella che segue contiene la domanda ufficiale della Cina e dell'India, non tenendo conto della crescente domanda da parte della diaspora cinese in Estremo Oriente e da altre parti dell'Asia:




Queste cifre non comprendono gli acquisti cinesi e indiani nei mercati esteri e l'oro conservato all'estero (tipicamente performati da ricchi e molto ricchi). Né comprendono acquisti esteri da parte del governo cinese e delle sue agenzie. Nonostante queste omissioni, nel 2012 la domanda registrata da questi due paesi ha lasciato il mondo in un deficit dell'offerta da 131 tonnellate. Inoltre, prima dell'abbattimento di prezzo dell'aprile di quest'anno, il deficit era salito a 88 tonnellate, o ad un tasso annualizzato di 352 tonnellate.

Le richieste di delivery (che avrebbero mandato nel panico gli europei all'indomani del fiasco di Cipro) avrebbero potuto provocare una sola reazione. Venerdì 12 aprile sono state scaricate 400 tonnellate di oro cartaceo in due ordini, innescando vendite stop-loss e cambiando al ribasso il sentimento del mercato. Gli investitori occidentali pensavano solo a come contenere le loro perdite, e fino alla fine di maggio hanno venduto partecipazioni ETF per la somma di 325 tonnellate. Tuttavia, questa situazione ha alimentato una domanda record tra coloro che guardavano all'oro come un'assicurazione contro la moneta ed i rischi sistemici.

A luglio Ben Bernanke ha riferito al Senate Banking Committee di non capire l'oro. Probabilmente era un riferimento all'abbattimaneto di prezzo orchestrato dalle banche centrali e ai livelli record della domanda. Pensava che tutti avrebbero seguito la nuova tendenza agendo come investitori di portfolio, dimenticando che se si abbassa il prezzo di una merce, ci si limita a scatenare una domanda maggiore. Stava ammettendo, quindi, di aver fallito nella sua politica.

Sin da questi eventi di aprile, qualcuno ha rifornito il mercato con notevoli quantitativi di oro per mantenerne basso il prezzo. Sappiamo che non è oro arabo, perché ho scoperto attraverso un'intervista ad un direttore di un'importante raffineria svizzera che l'oro arabo viene rifuso dal LBMA in barre specifiche .9999 da un chilo (che è diventato il nuovo standard asiatico). L'oro arabo non sembra che venga venduto, solo rifuso, e comunque è solo una piccola parte della loro ricchezza complessiva. Dalla nostra analisi di lungo termine sappiamo anche che ogni lingotto d'oro europeo è relativamente piccolo in quantità e custodito gelosamente. Ci può essere solo una fonte per questo oro, e cioè le banche centrali.

Ho scoperto che nell'oro custodito dalla Banca d'Inghilterra, tra la data della sua ultima relazione annuale (28 febbraio) e la metà di giugno (quando sul sito internet della Banca è stata fornita al pubblico una cifra minore), c'era una discrepanza fino a 1,300 tonnellate. Questo ben si concilia con l'oro necessario per manipolarne il prezzo in quel lasso di tempo. Inoltre, la Banca Centrale Finlandese ha recentemente ammesso che tutto il suo oro detenuto presso la Banca d'Inghilterra è stato "investito" – cioè, venduto – e che tale pratica "è comune per le banche centrali."

Tenendo a mente la conclusione di Veneroso del 2002, secondo cui a quella data ci dovevano essere 10,000-15,000 tonnellate in leasing e prestate dalle banche centrali, si potrebbe immaginare che questa cifra sia aumentata significativamente. Ufficialmente i firmatari del Central Bank Gold Agreement, oltre a Stati Uniti e Regno Unito, possiedono 20,393 tonnellate. Anche altre banche centrali possono essere state convinte ad "investire" il loro oro, ma potremmo escludere la Russia, la Cina, gli stati dell'Asia centrale, l'Iran e il Venezuela. Togliendo questi titolari (pari a circa 3,000 tonnellate) abbiamo un saldo di 8,401 tonnellate. Se inoltre presumiamo che la metà è stata depositata a Londra, New York o Zurigo e poi data in leasing, significa che l'oro totale in leasing e disponibile per il leasing dal 2002 era di circa 12,000 tonnellate. E una volta che questo numero si esaurirà, non ci sarà più oro monetario per sopprimere i prezzi.

Potrebbe essere scomparso sin dal 2002 ad un tasso medio di 1,000 tonnellate l'anno? Probabile, nel qual caso le banche centrali sarebbero molto vicine a perdere totalmente il controllo sul prezzo dell'oro.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


Vendite da urlo presso le banche europee

Gio, 16/01/2014 - 11:01




di Chris Mayer


Può essere difficile da credere, ma il sistema bancario europeo è in condizioni peggiori di quanto non lo fosse nel 2008.

I prestiti non performanti, o NPL, sono quei prestiti che non sono stati rimborsati dopo 90 giorni dalla data di scadenza. In altre parole, rappresentano dei pesi morti. Ebbene, le banche europee detengono €1.2 bilioni di NPL — il doppio di quanto riportato nel 2008.

Le banche devono sbarazzarsi di questi prestiti. Ci sono nuove regole che entreranno in vigore il prossimo anno, chiamate Basilea III, e saranno valide fino al 2018. Ogni anno diventeranno più stringenti e le banche dovranno ripulire i loro libri contabili per conformarvisi. Questo significa che devono vendere un mucchio di asset e devono farlo con grossi sconti.

Forse vorreste comprare questi asset.

Gli "smart money" sono attirati da questa idea e lo sono stati come minimo da due anni. Blackstone, Apollo ed altre società simili hanno raccolto miliardi per acquistare crediti in sofferenza dalle banche europee.

La ragione per cui potreste ricoprire il ruolo di un acquirente è perché le banche venderanno questi asset con uno sconto rispetto al valore nominale. Per i prestiti immobiliari lo sconto varia notevolmente a seconda di dove si trova la proprietà e di altri dettagli. Guardate il grafico sottostante per avere un'idea degli sconti sulle offerte già chiuse negli ultimi due anni.




Questo grafico vi mostra quello che hanno pagato gli investitori. La barra più alta è nel range 41-50 centesimi di euro, ovvero, gli acquirenti hanno pagato il 41-50% del valore nominale del mutuo. Gli sconti sono sostanzialmente andati avanti negli ultimi anni, e non sembra che stiano per finire.

Quindi, pensate a questo: un banchiere presta il 75% rispetto al valore della proprietà durante il boom; la cosa va male; voi potete acquisire la proprietà per metà del valore. In un appartamento da $10 milioni con un mutuo da $7.5 milioni, uno sconto del 50% significa che paghereste solo $3.75 milioni.

Forse il 70% è in leasing. Non ha funzionato con un mutuo da $7.5 milioni, e il proprietario non è stato in grado di adempiere ai pagamenti. Ma ora venite voi e lo pagate $3.75 milioni; ma diciamo anche che vi indebitate per $2.5 milioni, ora la proprietà va bene. Basta una firma e la cifra che potreste guadagnare nel primo anno sarebbe del 12%. E possedete la proprietà, con la possibilità di aumentarne la capienza nel tempo. In pochi anni potreste raddoppiare l'investimento alla ripresa del valore della proprietà.

Questo è esattamente ciò che hanno fatto le società di private equity all'indomani della crisi negli Stati Uniti. C'è voluto di più in Europa, ma sta accadendo.

Due anni fa chiamai questo fenomeno "the biggest fire sale in history." Ecco il mio punto di vista allora:

Queste vendite da urlo sono la vostra occasione. Non c'è modo migliore e più affidabile per fare soldi se non quello di comprare ciò che qualcuno ha da vendere. I banchieri sono le persone migliori del mondo per i vostri acquisti. Credetemi, lo so.

Sono stato vice presidente di corporate banking per 10 anni, prima che iniziassi a scrivere newsletter nel 2004. In quel periodo ricevevo ogni anno come minimo tre o quattro richieste da qualche gruppo di investitori dove mi chiedevano se avessimo asset che volevamo scaricare. Perché? Perché sanno che le banche sono venditori stupidi.

Una volta vidi andare a male un grosso affare immobiliare di persona, ma sapevo che ero coperto da buone garanzie. Non potete immaginare la pressione che mi venne fatta affinché mi sbarazzassi dell'asset una volta che il mutuatario smise di pagare e la banca acquisì l'asset. Sapevo che, dopo un po' di tempo, avrei potuto vendere la proprietà e far fare un sacco di soldi alla banca. Ma la gente in alto non voleva sentire ragioni: volevano che il prestito cattivo sparisse, volevano che sparisse dal bilancio velocemente.

Così vendetti l'asset in fretta, ad un prezzo praticamente stracciato. Era ancora il prestito più redditizio che aveva la banca in quell'anno, perché ottenni un prezzo del 35% al di sopra dell'importo del prestito. Ma il gruppo a cui vendetti l'asset — anche se avrebbe potuto essere più paziente nel marketing immobiliare — lo girò di nuovo e ne incassò il 50% in più. La banca lasciò un sacco di soldi sul tavolo e lo sapeva — e non gli importava.

Ma istituzionalmente le banche non possono trattenere a lungo le sofferenze finanziarie. Appena viene segnalato un grosso prestito non performante su un bilancio trimestrale, accadono alcune cose fastidiose. Ciò significa che questo prestito richiede un accumulo di capitale, azione che odiano a morte, in quanto riduce la redditività e porta con sé un sacco di scartoffie. Può attirare l'attenzione delle autorità di regolamentazione, cosa che le banche odiano. Può turbare i soci per quanto concerne le pratiche di prestito, cosa che le banche odiano. Così il solito modo di affrontare sofferenze è di eliminarle il più velocemente possibile. (A meno che siate sommersi da crediti inesigibili nel bel mezzo di una crisi, nel qual caso si cerca di estinguerle e guadagnare tempo per trovare una via d'uscita, e/o nasconderle nel miglior modo possibile per mantenere le apparenze mentre si pregare per un miracolo — o un piano di salvataggio.)
Due anni dopo, la mia teoria "i banchieri sono venditori stupidi" si è stata dimostrata corretta. Anzi, la mia raccomandazione sul tema "prezzi stracciati" è quasi raddoppiata — e le occasioni nel futuro prossimo sono ancora più grandi. Sorprendente come sembra, l'idea risulta davvero tempestiva oggi. Dopo due anni di ostruzionismo da parte delle banche, le vendite a prezzi stracciati stanno davvero decollando adesso.

"Le vendite di asset da parte delle banche sono decisamente accelerate," secondo David Abrams che gestisce €3.9 miliardi di debito europeo per la società di private equity Apollo. "E' da cinque anni che siamo in crisi ma questo è solo l'inizio del processo di disposizione."

E Marc Lasry di Avenue Capital, la quale investe più di $8 miliardi nei prestiti in sofferenza, in un'intervista a Bloomberg dice che "parecchie banche" hanno offerto alla sua azienda asset da vendere.

Potrei continuare aggiungendo altre citazioni e aneddoti, ma il punto chiave è che il ritmo sta accelerando.

PwC stima che alla chiusura dei libri contabili a fine 2013, avremo un nuovo record di asset venduti da parte delle banche europee. Eppure, come ho sottolineato, la montagna delle sofferenze è più grande che mai. Date un'occhiata al grafico qui sotto, "Ci Sono Ancora Mucchi Enormi di Crediti Inesigibili in Europa."




Questa montagna è (ancora una volta) la vostra occasione.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


Kotlikoff e le passività non finanziate nel 2013: $205 bilioni

Mer, 15/01/2014 - 11:08
«In materia previdenziale, il governo fa un colpo doppio: da una parte, attraverso una «regolarizzazione contabile», fa sparire il «buco» denunciato dal presidente dell'Inps, a seguito della fusione dell'Inpdap; dall'altra, aumenta i contributi per gli autonomi. Con un emendamento il governo dichiara che non esiste alcun «buco» dell'Inps: come, invece, aveva segnalato nei giorni scorsi Antonio Mastrapasqua. Il presidente dell'Istituto previdenziale aveva lanciato un «allarme» a seguito del peggioramento dei conti del suo istituto conseguente alla fusione con l'Inpdap (l'ente previdenziale dei dipendenti pubblici). In realtà, il governo sostiene che questo «buco» non esiste più. Tant'è che l'emendamento non prevede alcuna forma di copertura. Come dire: il governo ha offerto la reale interpretazione degli effetti della fusione tra i due istituti. Ed il «buco» è scomparso. Una «regolarizzazione contabile» che vale 25,2 miliardi. In compenso, aumentano le aliquote previdenziali a carico dei lavoratori autonomi. Nel 2014 sarebbero dovute passare dal 20 al 21%; nel 2015, salire al 22 per cento; nel 2016 al 24%. Con un emendamento, il governo ha deciso di portare dal 20 al 22% quella del prossimo anno; al 23,5% quella del 2015; resterà al 24% quella del 2016.»

~ Il mago Letta fa sparire il buco INPS, Fabrizio Ravoni, Il Giornale, 16 dicembre 2013.
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di Gary North


L'apartitico Congressional Budget Office sta agendo in modo bipartisan per smorzare la più grande minaccia all'alleanza politica bipartisan che sta spogliando l'America della sua ricchezza: il Congresso degli Stati Uniti.

Non c'è dubbio che la seguente linea di politica sia bipartisan. Democratici e Repubblicani al Congresso sono completamente d'accordo che le seguenti informazioni non devono arrivare al popolo americano, e cioè che il valore attuale delle passività fuori bilancio del governo degli Stati Uniti è di oltre $200 bilioni.

L'uomo che ha seguito questo sviluppo è il Prof. Lawrence Kotlikoff della Boston University. Ha creato grande imbarazzo al governo con la sua instancabile ricerca delle implicazioni statistiche nelle informazioni rilasciate dal Congressional Budget Office.

Quest'ultimo ha escogitato un modo per eludere le sue critiche, vale a dire, cessare la pubblicazione delle statistiche che Kotlikoff ha utilizzato per esporre la reale condizione del governo degli Stati Uniti.

Kotlikoff ha fatto riferimento a questa soppressione di informazioni in un articolo apparso su Forbes.

Il CBO ha due libri contabili. Questo è quello che richiede qualsiasi schema di Ponzi. Rilascia un libro agli sciocchi nei media finanziari, che sono perfettamente contenti di citarlo. Viene chiamato Extended Baseline Forecast or EBF.

Il secondo libro viene chiamato Alternative Fiscal Scenario or AFS. Ecco come Kotlikoff descrive la differenza.

Negli anni passati il CBO ha rilasciato quello che definisce il suo Alternative Fiscal Scenario. Tale previsione è in realtà ciò che il CBO proietta in nuove tasse e spese, ma anche come il Congresso e l'Amministrazione hanno modificato le leggi nel tempo. In breve, l'Alternative Fiscal Scenario (AFS) è quello che il CBO pensa che affronteremo senza un drastico cambiamento nella politica fiscale.
A causa della capacità di Kotlikoff di ottenere visibilità nei media con l'AFS, il CBO quest'anno ha deciso di non pubblicarlo.

Quelli di noi che tracciano la politica fiscale degli Stati Uniti ogni anno attendono con ansia la pubblicazione dell'AFS. Ma quest'anno le previsioni a lungo termine del CBO includevano solo l'EBF. L'AFS non c'era. Non veniva menzionato nel lungo rapporto del CBO. Né è stato incluso nei dati scaricabili forniti sul sito web del CBO.

I media nazionali, che in genere "coprono" gli affari fiscali ripetendo ciò che li viene detto, si sono scordati di menzionare questa omissione. Anzi, hanno dedicato un intero ciclo di notizie per discutere le cifre dell'EBF come se avessero un significato reale.
Il CBO non se la caverà, almeno non nella misura in cui aveva sperato. Sono sorte lamentele. Kotlikoff dice che si sono lamentate abbastanza persone tanto da persuadere il CBO a rilasciare una sintesi delle proiezioni. Il CBO ha pubblicato queste informazioni, ma non non ha allertato i media finanziari per l'aggiornamento.

Già dai primi di ottobre, Kotlikoff prediceva che il collegamento sarebbe stato presto rimosso.

Le proiezioni EBF e AFS differiscono notevolmente, ma l'AFS è nascosto in una sezione di calcolo chiamata Dati Supplementari, il piccolo link che a breve scomparirà dalla homepage del CBO, rendendolo ancora più difficile da trovare per noi contribuenti.
Aveva ragione. E' sparito. Se cliccate esce scritto "pagina non trovata."

http://www.cbo.gov/sites/default/files/cbofiles/attachments/44521-LTBOSuppData.xlsx
Kotlikoff fa notare che le proiezioni del deficit rilasciate al pubblico, vale a dire, l'ESB, presentano un gap fiscale di $47 bilioni. Ora, detto tra me e voi, $47 bilioni sono una gran bella cifra. Ma si tratta di una stima così imprecisa che non è possibile farsi un'idea di quanto in realtà siano grandi le passività. Naturalmente il pubblico a cui vengono rilasciate non se ne cura, proprio perché non ha mai sentito parlare del CBO, figuriamoci dell'ESB. Quando dico "pubblico," intendo i media finanziari.

Utilizzando i dati disponibili dell'AFS, le passività non finanziate sono di $205 bilioni. Questa è la cifra che il CBO non vuole che sappia il pubblico in generale, vale a dire i media finanziari.

Cercate di capire, queste non sono le passività non finanziate proiettate per gli anni futuri. Questo è il valore presente delle passività non finanziate, attualizzate ad oggi. Ciò significa che il governo ha bisogno di $205 bilioni, denaro in cassa, da investire nel settore privato al fine di finanziare le proprie passività legali. Questo non è il deficit che arriverà quando ormai saremo morti. Questo è il valore attuale del deficit.

L'unica misura fiscale che è esente da questo problema di classificazione è ciò che gli economisti chiamano gap fiscale dell'orizzonte infinito. Questa misura mette tutto sui libri contabili -- tutti gli obblighi della spesa futura, siano essi ufficiali o no, nonché tutte le tasse future e le altre entrate. Il gap fiscale dell'orizzonte infinito può essere definito come la differenza (al valore attuale) della spesa futura meno le entrate future.
Kotlikoff lo spiega in termini profani. Lo spiega come la conseguenza di tassazione e spesa del valore attuale delle passività non finanziate. Ci dice quello che deve essere fatto oggi.

Il gap fiscale da $205 bilioni è enorme. Rappresenta il 10% del valore attuale di tutti i futuri PIL. Equivalentemente, corrisponde al 10% del PIL di anno in anno per quanto si può prevedere. Raccogliere il 10% del PIL ogni anno significa (a) aumentare tutte le tasse federali, immediatamente e in modo permanente, del 57%; (b) tagliare tutte le spese federali, a parte gli interessi sul debito, del 37%, immediatamente e in modo permanente; o (c) una qualche combinazione di (a) e (b).
Le probabilità che il Congresso sia d'accordo con un simile progetto di legge, e che poi il presidente Obama lo firmi, sono tanto basse come le vostre probabilità di vincere alla lotteria. Tre volte di fila. Un biglietto l'anno.

Quella scritta su Forbes è la versione leggera. Ne ha rilasciata una più dura in un'intervista sul sito Financial Sense. L'ha definita una cospirazione, ma ha messo in chiaro che si tratta di una cospirazione bipartisan.

Gli ho mandato [al capo del CBO] una e-mail e gli ho chiesto se si trovasse sotto una sorta di pressione politica per impedire il rilascio di queste informazioni, invece mi ha detto che lo stavo insultando ed era molto arrabbiato con me. Ma poi ha aggiunto la ragione per cui non le aveva rilasciate: nessuno ne era interessato. Ho rispoto che, beh, ovviamente a noi interessa -- è l'unica cosa che vale la pena di guardare.
Mi piace quando i burocrati coprono l'ovvio. Non cercano nemmeno di essere intelligenti. Danno qualche spiegazione strampalata e lasciano le cose come stanno. Non possono essere licenziati. Noi non possiamo farci niente.

E' un gioco che va avanti da molto tempo.

E' così che vanno le cose. Con degli studi accurati abbiamo evidenziato il gap fiscale sul bilancio. L'amministrazione Clinton poi li censurò. Il tipo che ora è a capo del National Economic Council, il capo consigliere economico del Presidente Obama, è stato colui che nel 1994 ordinò la censura. Il Segretario del Tesoro O'Neil ci richiese una contabilità sul gap fiscale del bilancio 2003 del presidente Bush ed è stato licenziato il 7 dicembre 2002; lo studio è stato censurato due giorni dopo. Quindi, non è un caso. Questa è più o meno una cospirazione per nascondere la verità e fare restare noi ed i nostri figli al buio su ciò che i politici stanno davvero facendo (cercare di raccogliere i voti delle persone anziane e quindi essere rieletti e lasciare un pasticcio più grande ai nostri figli).
I nostri figli potranno gestirlo in modo efficace. Eleggeranno gente al Congresso che voterà per smettere di pagare i vecchietti ed i loro medici, la stragrande maggioranza dei quali dipenderà dai pagamenti del Medicare. Lo definisco "fatela pagare ai vecchi." Lo definisco, inoltre, Grande Default. Le generazioni superstiti che hanno accumulato le passività sopporteranno il peso del dolore, così come dovrebbero.

Non c'è via d'uscita se non il default. Ciò avrà conseguenze politicamente, economicamente e socialmente profonde. Sarà la fine dello stato sociale Keynesiano. I Keynesiani saranno lasciati con un pugno di mosche in mano.

Così è come finiscono tutti gli schemi di Ponzi. Ma quelle anime illuse che ci credono, si rifiutano di affrontare la realtà statistica fino a quando il sistema esplode, lasciandoli a mani vuote.

Saranno più sagge dopo il Grande Default? Il nostro compito è di spiegare loro cosa è successo. Dobbiamo iniziare così: "Ve l'avevamo detto, e vi avevamo detto anche perché."


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


L'inflazione non ha curato i malanni economici dell'Islanda

Mar, 14/01/2014 - 11:19
Lo scorso dicembre è stato approvato dall'Ecofin quello che su questo blog si era già detto tempo prima: Cipro sarebbe stato un modello. E' quantomeno strano vedere come la normativa bancaria abbia bisogno di tutte queste riunioni e decisioni, diversamente da qualsiasi altro settore industriale il quale se dovesse vedere andare in bancarotta una sua unità non ci sarebbero tutte queste "discussioni." Cosa cambia? Il cartello ovviamente. Il settore bancario deve continuare a sostenere un settore pubblico in continua espansione; il quale, a sua volta, deve stare dietro alle sue spese crescenti attraverso una tassazione progressivamente soffocante; la quale serve (in parte) per avere un fondo con cui salvare il settore bancario. Gli investimenti improduttivi non possono essere liquidati perché questo significherebbe il collasso del settore bancario e del settore pubblico, entrambe le soluzioni sgradite all'establishment. In breve, l'interventismo ha tirato troppo la corda. In questo panorama il denaro quasi-gratis a disposizione dei primi ricevitori non invade l'economia più ampia e resta in gran parte vincolato al circuito finanziario. Così le banche non prestano e il settore privato tende a non accendere nuovi prestiti, ed è per questo che i tassi di interesse restano paradossalmetne bassi. Al momento l'inflazione dei prezzi è scongiurata, mentre la bolla monetaria viene lentamente sgonfiata. Questo produce un effetto benefico: deflazione dei prezzi. La BCE garantisce passivamente le banche sul suolo europeo, spalleggiata dalla FED e dagli acquisti obbligazionari del Giappone, mentre sgonfia la propria bolla monetaria. In Italia, ad esempio, questo ha significato lo scoppio della bolla immobiliare, ma la popolazione non può giovare del beneficio della deflazione dei prezzi a causa della tassazione selvaggia dello stato che ne controbilancia gli effetti (l'indice HICP nell'arco temporale 2010-2013 è passato da 108.3 a 120.1). Al momento la bolla del debito obbligazionario sta consegnando una boccata d'aria dopo le crisi del 2008 e 2010, ma presto finirà sott'acqua. I rendimenti ridicoli dei titoli di stato europei fanno a pugni con le crescenti sofferenze bancarie (es. italiane e spagnole). Non è stato risolto nulla, solo rimandato nel tempo; ma il muro di illusioni inizia ad avere dei cedimenti.
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di David Howden


Negli ultimi cinque anni nessun argomento ha polarizzato l'attenzione dei commentatori come quello sulle politiche post-crisi in Islanda e Irlanda.

In un articolo pubblicato su Economic Affairs (disponibile qui in formato PDF) contrasto le politiche messe in atto da Islanda e Irlanda, forse i due paesi più colpiti dal congelamento della liquidità nel 2008. Una conclusione che si sente spesso sostiene che un paese ha fatto tutto bene e l'altro ha fatto tutto male, ma io appoggio un approccio più pragmatico. Ci sono alcuni aspetti positivi in entrambi i casi, e altri aspetti di cui possiamo fare a meno.

A rischio di semplificare eccessivamente le loro situazioni, le differenze politiche fondamentali sono:

  1. L'Islanda ha permesso il collasso di ampie aree del suo settore finanziario (per lo più società estere sul suolo interno) mentre l'Irlanda ha promesso garanzie in bianco per tenere a galla il suo settore finanziario.

  2. L'Islanda ha rapidamente inflazionato la sua corona nel tentativo di recuperare la competitività internazionale attraverso la svalutazione. Essendo chiusa nell'euro, l'Irlanda non era in grado di seguire un percorso simile ed invece ha dovuto diventare più attraente per gli stranieri abbassando i prezzi sul mercato interno (cioè, disinflazione o deflazione).

  3. L'Islanda ha ostacolato una fuga di capitali attuando controlli monetari volti a mantenere gli investimenti all'interno del paese. Facendo parte dell'Unione Europea, l'Irlanda ha mantenuto il suo impegno con i mercati dei capitali liberi, e gli investitori sono stati in grado di entrare o uscire a loro piacimento.

Ci si potrebbe chiedere quale soluzione sia stata più efficace. L'Islanda sembra aver ammorbidito il colpo della sua recessione, ma l'attuale crescita dell'Irlanda è più forte. In modo simile, la disoccupazione in Islanda è stata ed è inferiore.

Per i nostri scopi, mi concentrerò solo sugli effetti delle rispettive politiche monetarie e come i guadagni di breve termine della risposta inflazionista dell'Islanda ora impallidiscono di fronte alla risposta più sommessa dell'Irlanda.


Figura 1: PIL nominale (2008 = 100 ) Fonte: Federal Reserve Bank di St. Louis

La Figura 1 mostra la storia comune. La politica inflazionistica dell'Islanda ha stimolato le esportazioni, ha inondato di denaro fiat alcuni crediti inesigibili e in generale ha permesso di uscire dalla tempesta relativamente indenni. Al contrario, l'Irlanda sta languendo in una crescita lenta e cinque anni più tardi il reddito del paese è ancora il 10% inferiore rispetto al picco pre-bust.

Tale analisi trascura gli effetti perniciosi dell'inflazione per l'economia islandese. Questa politica ha aumentato l'offerta di moneta di quasi il 20% solo nel 2008, e ha portato ad un immediato aumento dei prezzi.


Figura 2: PIL reale (2008 = 100) Fonte: Federal Reserve Bank di St. Louis

Con la figura 2 capiamo meglio come la situazione era percepita dall'islandese o dall'irlandese medio. Mentre la Banca Centrale d'Islanda inflazionava l'offerta di moneta, l'inflazione dei prezzi infuriava. Gli islandesi continuavano a percepire che la loro sicurezza finanziaria peggiorava, mentre il loro potere d'acquisto crollava. Questo non era evidente per il resto del mondo, fissato com'era sui prezzi nominali dell'economia islandese. Con il suo nadir alla fine del 2010, il reddito aggiustato all'inflazione in Islanda è sceso oltre il 35%.

In Irlanda questo calo è stato ammutolito dalla deflazione dei prezzi. Dato che i prezzi interni sono diminuiti, i cittadini irlandesi hanno visto declinare ulteriormente i loro redditi nominali. Nel suo momento peggiore, l'economia irlandese è crollata meno del 10% in termini reali.

Questo sembra suggerire che l'Irlanda abbia implementato la soluzione migliore nel non perseguire una politica monetaria inflazionistica. Alcuni noteranno, tuttavia, che la ripresa dell'Islanda sin dal 2010 è stata abbastanza forte.

In effetti se guardiamo al calo del tasso di occupazione in entrambi i paesi, molto probabilmente proveremmo più simpatia per le masse di disoccupati irlandesi.


Figura 3: Tasso di occupazione (2008 = 1) Fonte: Federal Reserve Bank di St. Louis

Scavando più a fondo, però, scopriamo che non tutto è come sembra. Molti islandesi fanno due lavori per sbarcare il lunario. Questo effetto è diventato sempre più pronunciato con la recessione, poiché l'inflazione ha reso la vita più difficile con un solo stipendio. Come conseguenza, molti islandesi hanno perso un posto di lavoro durante la recessione ma le statistiche sulla disoccupazione non lo riflettevano poiché essi risultavano ancora impiegati altrove. Questo non è il caso dell'Irlanda, dove non solo un lavoro è la norma, ma il calo dei prezzi ha reso più facile per un lavoratore dipendente sbarcare il lunario.

Un modo migliore per valutare la situazione occupazionale è quello di esaminare i cambiamenti nelle ore lavorative.


Figura 4: Ore di lavoro annuali (2008 = 100) Fonte: Federal Reserve Bank di St. Louis

Qui possiamo vedere che la situazione è invertita. Con la recessione del 2010 il numero di ore lavorative dell'islandese medio è sceso del 6%, mentre in Irlanda il corrispondente calo è stato solo del 3.5% — quasi la metà.

Entrambi i paesi hanno ancora problemi. I controlli monetari islandesi stanno soffocando gli investimenti necessari, mentre l'Irlanda è gravata da un grande debito per aver salvato le sue banche, e questo rappresenta uno stallo per la crescita. Una cosa è chiara — gli effetti della politica monetaria sono severi ed i benefici conclamati della politica inflazionistica dell'Islanda sono stati contrastati dall'inflazione dei prezzi che ne è seguita.

Non lasciate che una buona crisi vada sprecata; impariamo qualcosa. Come dimostra la storia di questi due paesi, inflazionare la propria valuta può dare l'apparenza di una ripresa, ma la verità è un po' meno rosea.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


La sublime perla di saggezza del Mogambo

Lun, 13/01/2014 - 11:22
Il declino della città di Detroit è iniziato circa 40 anni fa, con un fisco pressante e sussidi statali che sono andati a sostenere un sistema di welfare sempre più ingombrante. Cosa è andato storto? Un po' tutto, ma potremmo riassumerlo in una parola: burocrazia. Poi le cose sono cambiate: la città è andata in bancarotta. Questa è una buona notizia per la popolazione di Detroit, perché ricorda una lezione che pochi sono disposti a ricordare: "Mai fidarsi delle promesse del governo." I mercati di capitali troveranno molto difficile fidarsi di nuovo delle promesse di Detroit, i suoi dirigenti hanno ignorato causa/effetto economico e hanno sperperato il denaro dei contribuenti. Ora pagheranno i pensionati... o meglio, non saranno pagati. Infine la bancarotta costringerà l'amministrazione a rivedere i programmi di welfare, che fino ad ora hanno scavato la fossa a questa città (e ad altre negli USA). Questo infonde speranza negli individui, e la speranza infonde fiducia negli investimenti. Detroit sarà un buon esperimento per testare la resilienza del libero mercato: abbattete il welfare state e Detroit si riprenderà. Il primo va avanti fino a quando non si finiscono i soldi, e Detroit è l'esempio di una città che ha finito i soldi a causa del welfare state. Ora vediamo se senza di esso diventerà un esempio di resurrezione economica.
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di Richard Daughty (alias The Mogambo Guru)


Il mio umore è cupo. Come al solito vedo nemici ovunque, dato che ho iniziato a spendere i miei giorni per fare un elenco di tutte quelle persone che incolpo per qualcosa, a cominciare con la peggiore di tutte: Alan Greenspan.

E' stato Greenspan l'orrido presidente della Federal Reserve che ha iniziato la ridicola follia Keynesiana creando montagne di denaro che hanno alimentato la bolla bancaria, la bolla dot-com, la bolla immobiliare, la bolla del mercato azionario, la bolla del mercato obbligazionario, la bolla del debito nazionale e la sconcertante ed incalcolabile bolla dei derivati, per citarne probabilmente solo alcune.

La lunga lista di coloro da biasimare continua, pagina dopo pagina, e viola di rabbia arrivo alla voce più recente di Jerry qualcosa, che avevo quasi dimenticato. Era il ragazzino che in quarta elementare mi impedì di diventare un grande giocatore di baseball.

Sarei stato un eroe per la bella Suzanne, che osservava ogni mio movimento e pensava tra se e se: "Oh, meraviglioso Mogambo! Mio eroe! Sarò la tua ragazza devota fino al liceo, quando comprerai una bella macchina e mi porterai in giro baciandomi per tutto il tempo, e vivremo felici e contenti!"

Invece grazie a Jerry, che agitava le braccia come uno spaventapasseri disarticolato, la palla atterrò miracolosamente nel suo stupido guanto, ed io ero fuori. Fuori! Solo un altro perdente! Perdente! Perdente!

E poi, nel profondo della mia disperazione e con mio orrore, vidi la mia cara Suzanne alzare il suo bel nasino con disgusto e lasciare il campo senza dire una parola; ora che ci penso, era il momento cruciale della mia vita in cui da allora in poi avrei definito i miei rapporti con le donne.

Così anche Jerry, dopo aver rovinato tutta la mia vita sentimentale con la sua stupida fortuna, è finito sulla lista. Oh, sì. E' sulla lista.

Nonostante il mio cattivo umore, ho riso ad alta voce per la copertina della rivista Barron's. Affermava che nel corso dei prossimi 20 anni l'economia rallenterà; anche se non ha affondato il colpo rivelando la Notizia Brutta Brutta (NBB): le cose rallentano prima di fermarsi del tutto, per poi iniziare a rotolare giù per la collina e, dopo un breve periodo in cui acquisiscono una certa velocità, sfracellarsi contro una roccia generando un'esplosione di fuoco che ucciderà chiunque in vista.

Potete rilassarvi, però, perché questa è solo una teoria. Solo una teoria!

In realtà le cose non si fermano, perché in quest'ultima fase di disgregazione tendono ad andare di male in peggio così in fretta che non si ha il tempo di capire da dove cadranno... prime che, beh, si fermino del tutto.

Potreste pensare che questa teoria "delle cose che si sfracellano contro una roccia uccidendo chinque in vista," la mia Ennesima Superba Intuizione (ESI) per sottolineare la stupidità della teoria economica Keynesiana, possa valere un premio Nobel o due, o forse solo un paio di milioni di quei ridicoli premi in denaro, che mi sarebbero davvero utili in questo momento.

Ma nooOOOooo!

Infatti NOJMR sul suo sito web MogamboGuru.com ha postato un articolo intitolato "Ancora una volta viene negato il Nobel al Mogambo Guru," una cosa abbastanza divertente soprattutto perché in tutta la mia vita senza valore non ho fatto niente che sia stato degno di nota, almeno secondo il parere di tutti i miei insegnanti, i compagni di scuola, familiari, i cosiddetti amici, i vicini, i colleghi, i supervisori, i dirigenti, gli azionisti... e mi sono scordato per caso di citare mia moglie ed i miei figli?

Tuttavia, vorrei porre fine a questa fase della mia vita proponendo la mia Ipotesi Che Mi Darà Soldi A Palate (ICMDSAP): le persone non possono mai spendere di più del loro reddito.

La prova è fornita da questo esempio: se avete guadagnato $10 milioni nel corso della vostra vita, ma ne avete spesi 11 per costruire la vostra casa, sarete in debito di $1 milione nei confronti di qualcuno che non verrà pagato, il cui reddito, quindi, verrà decurtato di quel milione.

Ho anche trovato un'equazione intelligente per far contenti i Keynesiani (che amano questo genere di cose):

I = E.

Presumo che siate rimasti impresionati dall'eleganza mozzafiato e dalla semplicità cosmica di questa profonda identità matematica, e state dicendo: "Di più! Dacci Più Saggezza Mogambo (DPSM)! Dategli quel dannato premio Nobel e il denaro, e poi fategli sputare più DPSM!"

Va bene! Ecco la mia ultima idea da sballo. Che ne pensate delle tenaglie in quanto risorsa sottovalutata? Voglio dire, le tenaglie non servono solo a girare gli hamburger sulla griglia! Immaginate di essere comodamente sdraiati sul divano, e qualche idiota abbia scordato il telecomando sul tavolino. Preferireste farvi venire il fiatone (uffa!) per esservi spostati in posizione seduta in modo da potervi piegare (uffa di nuovo!) e prenderlo, o preferireste semplicemente tirate fuori un paio di tenaglie e farlo senza patemi d'animo?

Oppure immaginate di essere attaccati da un uomo con una pistola che vi vuole portare via quei quattro soldi insufficienti a pagare i costi crescenti di energia, cibo e riparo, situazione generata dalla malvagia Federal Reserve che ha creato così tanta moneta che il potere d'acquisto del dollaro è andato giù e giù ma viene vissuta dalla gente come "le cose costano sempre di più." Un uomo disperato, ma potreste usare le tenaglie per strappargli via di mano la pistola e poi dargliele sulla testa (bap!)!

Oppure immaginate di avere un paio di tenaglie abbastanza grandi con cui raggiungere una finestra della Federal Reserve, prendere Bernanke dalla sua sedia e poi gettarlo nel cassonetto sul retro (luogo a cui appartengono lui e le sue ridicole politiche Keynesiane); al che potreste correre dentro e prendere il suo posto!

Afferrate il telefono! Digitate tutti i numeri e dite: "Sentite questa! Voi e la politica monetaria di questo paese da ora sarete governati da me! L'oro sarà di nuovo denaro, proprio come detta la Costituzione! Attualmente l'oro non è denaro perché l'orrida Corte Suprema ha tristemente decretato che il denaro NON deve essere solo argento e oro, ma può esserlo qualsiasi cosa passi per la testa ad un funzionario del governo o ad un banchiere, contrariamente a quanto dice la Costituzione."

E se qualcuno si oppone al vostro colpo di stato incruento per fermare la follia insensata dell'aumento continuo dell'offerta di moneta che causa l'inflazione dei prezzi, potete utilizzare le tenaglie anche su di lui!

Probabilmente potreste pensare: "Ehi! Questo idiota ha ragione sull'importanza delle tenaglie! Forse dovrei comprare il suo nuovo libro a fumetti intitolato “Mogambo, l'Uomo delle Tenaglie!” fino all'ultima copia; sicuramente verrà venduto alla Marvel Comics di Stan Lee per un miliardo di dollari, e saremo tutti ricchi ed avremo tutte le tenaglie che vogliamo!"

So che siete saltati in piedi di gioia, cantando felicemente insieme a tanti altri: "Di più! Di più! Più Saggezza del Mogambo (PSM) per illuminarci e mostrarci come fare un sacco di soldi scommettendo contro la stupidità della politica economica Keynesiana!"

Lusingato da tale adorazione, cedo in fretta e dico: "Okay! Lasciando il meglio per ultimo, vi offro questa Sublime Perla di Saggezza del Mogambo (SPSM): comprate oro e argento con ogni dollaro che riuscite a spenderci. Comprate oro e argento, e lo dico con una certa arroganza altezzosa e beffarda nata dalla certezza di 2,500 anni di storia! Comprate oro e argento, non importa quanto le vostre famiglie ingrate si lamentino di come siano stufe di sopravvivere con insalate e porridge di cereali ("Compratene a tonnellate e risparmiate!"), mentre invece vorrebbero mangiare verdure costose, frutta costosa, proteine costose, e curarsi con medicine costose, bende costose, cure mediche e dentistiche costose, ed acquistare tutta quell'altra paccottaglia costosa che interferisce notevolmente con la vostra Missione Assegnata dal Mogambo (MAM): comprare quanto più oro e argento possibile."

E se trovate qualche tenaglia realizzata in oro o argento, tanto meglio! Whee!


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


Tutti per uno, uno per tutti

Ven, 10/01/2014 - 11:07




di Francesco Simoncelli


[Questo articolo è apparso anche sul magazine online The Fielder.]


E' vero. Questo blog sin da quando è stato aperto ha parlato prevalentemente degli azzardi e delle manipolazioni operate dalla FED, concedendo l'occhio di bue alle altre banche centrali solo in occasioni più eclatanti. Il motivo è semplice: la FED, tra le banche centrali del mondo, è la più importante. Non solo dal punto di vista strategico perché americana, ma soprattutto perché le sue politiche sono copiate e seguite in una sorta di tacito accordo non scritto. Dovunque vada la FED, le altre banche centrali la seguiranno. Le ultime politiche monetarie del Giappone la dicono lunga. La ZIRP perseguita da Draghi è un altro esempio. Lo stesso vale per la BoE.

In realtà, questo atteggiamento non è nuovo nella storia dell'economia. Ogni qual volta la società è stata "investita" dall'amore per il denaro fiat, la sua esistenza ha subito una certa regressione in fatto di ricchezza e progresso. Tutti gli scambi all'interno del tessuto economico potevano essere influenzati da chi gestiva la stampante monetaria, e quindi possedere un certo controllo sugli individui. Seppur labile, era oppressivo e onnipresente. Ma tutte quelle civiltà che hanno ceduto alla promessa di un futuro radioso garantito da una moneta elastica, sono state lasciato con null'altro che un pugno di mosche.

Nonostante quello che dicono i pianificatori centrali, le valute cartacee sono condannate. Quando verranno abbandonate? Questo nessuno lo sa.



STORIA MAESTRA DI VITA?

Ai tempi di John Law, Keynes ovviamente non era nato ma possiamo dire che c'è stato una sorta di "passaggio" di idee nel corso dei secoli tra le due figure. Fondatore della prima banca centrale francese, cercò di porre rimedio ai debiti bellici della Francia abbandonando la moneta sonante a favore di quella cartacea. Perseguendo questa strategia, il lettore può immaginare cosa fece il nostro protagonista: inondò l'economia francese di carta e azioni della Mississippi Co.

Per invogliare il francese medio a fidarsi delle promesse vuote dietro a questi facili stratagemmi di consenso pubblico, utilizzò quel manuale di retorica che al suo interno contiene frasi come "offerte giuste," "dividendi speciali," ecc. In realtà, la Mississippi Co. non aveva altro che i diritti speciali garantiti dallo stato di acquistare debito pubblico attravero i suoi profitti che derivavano dalla vendita di azioni. Niente di magico.

Gli inglesi guardarono con invidia al progetto messo su da Law, e quindi decisero di copiare l'idea quando John Blunt fondò la South Sea Co. Stessa retorica, stesso raggiro, stessa truffa.

Oggi assistiamo alla stessa strategia d'azione, con le banche centrali attivamente concentrate a monetizzare i debiti degli stati. Ed il sentimento popolare è addirittura a favore di questa linea di politica. La invoca a squarcia gola. Le persone che in questi giorni stanno scendendo in piazza ritengono che i problemi economici che i loro paesi stanno soffrendo siano dovuti ad una sorta di difetto di "costruzione" dell'Unione Europe e dell'euro. Questa linea di pensiero è condivisa anche da alcuni pensatori e commentatori mainstream, secondo i quali ai PIIGS basterebbe mettere mano alla stampante monetaria per liberarsi dal pantano rappresentato dai loro debiti esorbitanti.

La BCE l'ha promesso, ma ancora non ha messo in atto una politica del genere. Il bazooka è carico, ma non ha sparato. Al momento le banche commerciali nazionali sono le principali detentrici di obbligazioni statali; forti della promessa dello zio Mario, sostengono artificialmente gli stati europei in bancarotta tirandone giù gli interessi sul debito. Come vengono finanziate? Attraverso la generosità estera e attraverso l'impegno delle obbligazioni statali in cambio di prestiti dalla BCE. Oggi, quindi, invece di società dalle basi argillose che alimentano un boom artificiale guidato dalla stampa di denaro, abbiamo un sistema bancario commerciale che spalleggiato da quello centrale mantiene a galla lo status quo politico/economico attraverso una monetizzazione costante dei debiti degli stati.

Però, come accadde per le azioni della Mississippi Co., la carta è un asset scoperto. Arriva il momento in cui il mercato, attraverso i suoi processi dinamici, scoperchia il vaso di vermi statico che la pianificazione centrale aveva accuratamente custodito come segno della sua presunta vittoria sopra i desideri degli individui. Non sorprende quindi se il Financial Times ci informa che le obbligazioni statali, diversamente da quello che si dice in Basilea III, non sono prive di rischio. Nonostante la liquidità sia stata trincerata nel circuito finanziario/azionario per impedire che invadesse tutta in una volta l'economia più ampia, parte di essa ne è uscita fuori andando ad inasprire le condizioni economiche già dure a causa della mancata pulizia del mercato.

Alla luce di questi fatti, la BCE sarà costretta ad intervenire per cercare di stabilizzare la situazione patrimoniale delle banche che ancora è esposta ad una mole enorme di investimenti improduttivi, crediti inesigibili e prestiti non performanti. Le distorsioni si sono accumulate rispetto a 4 anni fa.

Uno dei settori bancari più a rischio è quello spagnolo. L'altro è quello italiano. Infatti, dopo tutte le rassicurazioni secondo cui l'Europa sarà il motore futuro della ripresa, dopo tutta la liquidità fornita al settore bancario, dopo l'abbattimento artificiale sui rendimenti dei debiti sovrani, il 28 dicembre scorso abbiamo assistito ad una delle scene più imbarazzanti e sbugiardanti finora osservate: la capitalizzione del Monte Paschi Siena è stata rimandata a maggio. Non s'è presentata gente talmente sciocca da accollarsi l'onere e la Fondazione non vuole accollarsi le perdite causate dai suoi errori di gestione.

E questa storia potrà risolversi solo in tre modi: bail-in, salvataggio indiretto da parte della BCE (investitori finanziati dalla banca centrale che si accollano l'onere di acquistare le azioni), salvataggio diretto da parte della BCE. Se fallisce MPS la cascata di eventi che si ripercuoteranno sul mercato saranno superiori a quelli scatenati dalla Lehman nel 2008. Perché? Perché causa ed effetto sono fenomeni imprescindibili nelle azioni degli individui, e portano con sé sempre un prezzo da pagare.





CAUSA ED EFFETTO IN ECONOMIA

Gli stati hanno speso troppo in passato e anche nel presente non hanno perso questo atteggiamento, nonostante tutte le polemiche lanciate verso la presunta austerità. Inutile dire che anche per il futuro sono state messe in conto spese che vanno al di là della loro copertura. Nel caso particolare dell'Italia, se andate a pagina 29 del DEF scoprirete che nel corso dei prossimi anni le spese pubbliche sono destinate ad aumentare. In Planned Chaos von Mises ci spiegò come esistessero due vie: libertà o scialismo. La terza via che mescolasse entrambe era un'illusione, perché prima o poi si sarebbe ricongiunta alla seconda. E' quelo che sta accadendo oggi: il settore pubblico si è sobbarcato le perdite dei suoi clienti nel settore privato facendo pagare il conto al resto della popolazione.

E' stata una scelta priva di prezzi? No. Maggiori distorsioni, maggione nebulosità per quegli attori economici che viaggiano in stretta connessione coi segnali di mercato per condurre il proprio business, restrizioni burocratiche per rendere le scelte individuali più prevedibili possibile, aumento del carico fiscale, ecc. Tutte queste politiche sono il segno distintivo che i pianificatori centrali temono di perdere il controllo, ed il loro inasprimento andrà di pari passo con l'aumento della loro paura.

Tale timore si è riversato anche nel settore bancario che è riluttante a concedere nuovi prestiti, e gli individui che ancora sono gravati da debiti sono altrettanto riluttanti ad accendere nuovi prestiti.




Data la mole di distorsioni finora accumulate e, soprattutto, la mancata pulizia del mercato che ha consentito ad attività improduttive di drenare esponenzialmente risorse dal bacino della ricchezza reale e l'interconnessione del sistema finanziario globale, la paura di perdere il controllo è stata prevalentemente alleviata dalla crescita delle cosiddette riserve in eccesso. Il pericolo inflattivo, temporaneamente schivato, è ancora dietro l'angolo perché è possibile che l'euro vada a sbattere contagiando inevitabilmente il resto delle economie. Il Giappone, ad esempio, potrebbe smettere di fare la spesa nel mercato obbligazionario europeo a causa di problemi interni di natura bellica mettendo la BCE davanti un bivio: inflazione o lasciare che i governi vadano in default (es. raid nei fondi pensione).

Scegliere la seconda opzione causerebbe repentini fallimenti, soprattutto in quelle aree pesantemente sostenute dagli interventi statali. Ciò intaccherebbe, indirettamente, la FED che ha continuato a sostenere il sistema bancario europeo attraveros iniezioni di liquidità. Ma molto probabilmente la BCE sceglierebbe la prima opzione; nonostante la presunta validità di questa strategia secondo il pensiero mainstream, anche se questo può diminuire il carico di debito, rimane pur sempre una fallacia perchè fa sprofondare la società in un pantano inflazionistico. Presuppone, infatti, una certa passività nei possessori di bond e possesori della moneta.

Ma questo non significa che la BCE non ci proverà. Sarà costretta a comprare sempre più bond statali poiché la disponibilità di capitali privati diminuirà e non ci sono paesi europei fiscalmente sani da poter salvare tutti gli altri. Forse lo zio Mario incontrerà più resistenza rispetto allo zio Ben, ma nessuna banca cenetrale smorzerà le rotative e si girerà i pollici in attesa di un miracolo senza aiutare le entità di cui è cartello: banche e stati. Questo smorzerà le preoccupazioni intorno al mercato obbligazionario statale? Da quello che vediamo negli USA, la risposta è un sonoro no. Il libero mercato è dinamico. La pianificazione centrale è statica.

Una situazione del genere impedirà seriamente alla FED di giocare al suo gioco preferito: calciare il barattolo lungo la strada. Sin dal 2008 la FED ha principalmente continuato a salvaguardare, con allegre quantità di denaro fiat, le entità protette dal suo cartello. Chi sono? Le sei più grandi banche del paese.



SEGUIRE IL DENARO

Il settore bancario commerciale è un'industria che a differenza di tutte le altre offre grandi proventi a coloro al suo interno. Soprattutto quando vincono. Quando perdono possono contare sul'appoggio del governo per ottenere una via d'uscita non pagando per i loro errori. I banchieri, infatti, giocano sulla curva dei rendimenti: prendono in prestito a tassi bassi e prestano a tassi alti. Questa curva non rimane sempre così e tende ad invertirsi, dando vita ad una recessione. Se una banca viene infestata dallo spettro della bancarotta, interviene la banca centrale che attraverso iniezioni di liquida forza un riassestamento della curva dei rendimenti ai parametri iniziali.

Ma non tutte le banche beneficiano della benevolenza della banca centrale, solo quelle cosiddette TBTF (es. troppo grandi per fallire). Questo azzardo morale, sfruttando denaro contraffatto dalla banca centrale e denaro dei contribuenti, permette ad alcune grandi banche di sopravvivre alle ondate di insolvenze che invece colpiscono le loro pari. Lo scorso anno negli USA c'erano 7,000 banche; oggi ce ne sono 6,900. Il 70% di tutti gli asset bancari è detenuto da 12 grandi banche. Questa crisi le ha rese più grandi, più potenti.

Lehman Brothers è stata una grande perdente, così come Bear Stearns. Ma i vincitori hanno ottenuto grossi sconti sui loro asset e, soprattutto, hanno ottenuto nuovi clienti. Chi ha perso? Le piccole imprese, le quali si rivolgono principalmente alle piccole banche per i propri prestiti. Le grandi banche sono rimaste all'apice della piramide. Perché? Basta seguire il denaro.




La maggior parte di questo denaro è stato canalizzato nelle cosiddette riserve in eccesso. I motivi sono due: le banche sono riluttanti a prestare e gli individui sono riluttanti a prendere denaro in prestito. La maggior parte delle banche deve fare i conti con crediti inesigibili ed asset non performanti che potrebbero distruggere i loro bilanci, quindi hanno bisogno di capitalizzazione per restare a galla. Non solo, ma anche per acquistare debito obbligazionario statale il quale rappresenta la più grande bolla di tutti i tempi. Con i rendimenti ridicoli dei titoli di stato, il mercato dei prestiti che è colato a picco, bilanci disastrati, come fanno le banche ad ottenere profitti? Semplice, nel settore bancario ombra e speculando in borsa. Il rally nel settore azionario, infatti, è nato sulle spalle della situazione odierna in cui gli investimenti più rischiosi sono diventati i più succulenti. Perché? Tre parole: fame di rendimenti.

Il gioco a cui giocano è tanto subdolo quanto ingarbugliato, con un mercato repo usato fino all'asfissia in cui si perde d'occhio chi detiene cosa e quanto si deve a chi. Cartolarizzazioni e prestiti ombra sono all'ordine del giorno, con un mercato che ha ragigunto cifre da capogiro. Ma come abbiamo appreso chiaramente sin dopo il 2008, se cede una parte di questa catena cade a terra anche il resto degli anelli. Dopo il fallimento della Lehman, infatti, e con AIG sull'orlo del fallimento, si è alzato un coro di parassiti che scuotevano le istituzioni affinché venissero in soccorso ad un'economia malata. Per curarla? No, prolungandone l'agonia.

I tassi di interesse sono scesi, andando a svantaggio delle piccole banche poiché queste riescono a fare profitti solo attraverso i prestiti mentre invece le grandi banche li fanno nella speculazione ad alta leva. Cosa succede quando queste ultime rischiano di andare in bancarotta? Vengono chiamati in causa contribuenti e banchieri centrali che mettono una pezza alla sconsiderazione di chi si sente con le spalle coperte; non tutti ce le hanno, e soprattutto non le piccole banche. Se, ad esempio, nel 2008 ci fosse stato Dick Fuld come Ministro del Tesoro forse sarebbe affondata Goldman Sachs e non la Lehman.

Chissà... Sta di fatto che la soluzione non è una maggiore regolamentazione. Questa non ha fatto altro che penalizzare le piccole entità bancarie che devono conformarsi ad una serie di normative avulse dalla realtà del mercato, ma che saranno espanse fintanto che il problema di fondo (es. l'azzardo morale) non sarà risolto. Qualcuno è diventato "più uguale" degli altri, e gli investitori brancolano nel buio in un panorama economico che non sa distinguere più chi è fallito e chi è sano. Il buon senso è stato affossato sotto quintali di terriccio fangoso, la pala che ha ricoperto la fossa si chiama denaro gratis.

Le banche centrali temono il peggio se dovessero ritirare il loro supporto artificiale ai cosiddetti TBTF, quindi continuano nella loro crociata contro qualcosa che non può esistere in queste condizioni: una ripresa sostenibile. Nonostante il loro operato non si sia trasformato in un'inflazione dei prezzi galoppante (anche se i numeri reali raccontano un'altra storia da quelli "ufficiali"), il denaro canalizzato per salvare i TBTF è finito principalmente in depositi in eccesso e come fondi speculativi con cui "giocare" in borsa, hanno influenzato solo marginalmente l'economia più ampia. Ciò ha prodotto enormi rally laddove quel denaro è stato utilizzato dai primi ricevitori (es. mercato azionario, prestiti studenteschi, bond statali, titoli ipotecari, ecc.), gonfiando nuove bolle e reflazionando quelel vecchie. Nessuno può sapere in anticipo quando scoppieranno, ma sicuramente non è una questione di "se scoppieranno." Semplicemente, accadrà. Così come nel 2008 basteranno poche margin call, solo che stavolta sarà peggio rispetto al 2008 perchè le distorsioni che si sono finora accumulate si sono amplificate.



CONCLUSIONE

La FED ha rassicurato i mercati: continuerà a finanziare le sconsideratezze in patria e all'estero. Questo sarà l'ultimo regalo prima che lo zio Ben se ne vada. Niente più "indecisioni" di politica monetaria, niente più boom-bust, si prosegue incuranti verso l'oblio. Infatti, secondo quella che è la nuova normalità, l'economia mondiale non ha bisogno di nient'altro che non sia una politica monetaria allentata infinita. Prima del 2007 una simile conclusione era vista con orrore dal mondo accademico, oggi viene accolta come il salvagente tanto atteso da coloro che si trovano in un mare in burrasca.

Si continua a chiamarlo stato di emergenza. Si evita di chiamarlo con il suo vero nome: pasti gratis a iosa. Perché? Perché in guerra lo stato ha pieni poteri di fare ciò che è giusto e bene per la popolazione. I banchieri centrali non possono permettersi di far esplodere deliberatamente quelle bolle che hanno gonfiato attraverso l'introduzione di una politica monetaria senza precedenti. Non possono permettersi una nuova recessione, perchè sarebbe peggiore di quella del 2008 e potrebbe far definitivamente perdere il controllo sull'economia.

Ma potete star certi che il conseguente disastro sarà sicuramente affibiato al capitalismo di libero mercato, il quale, giusto per ricordarlo al lettore distratto, ha chiuso i battenti circa 100 anni fa.


La cura per un sistema monetario alla deriva

Gio, 09/01/2014 - 11:20




di Jeffrey Tucker


Prima che crollasse il mercato immobiliare ed il governo pompasse miliardi nell'economia per salvarla, c'era un programmatore di nome Satoshi Nakamoto che senza molto clamore ha creato un'idea che è in procinto di cambiare il mondo: Bitcoin.

Prima di andare avanti, sono necessarie alcune informazioni di base.

Ripensate al 2008. Il settore immobiliare era in caduta libera e la devastazione era più sentita dalle grandi banche e dalle imprese di investimento che detenevano asset per lo più privi di valore (es. titoli garantiti da ipoteca). L'amministrazione Bush stava facendo i salti mortali per spendere $800 miliardi e salvare le banche.

Per raggiungere questo obiettivo, l'amministrazione Bush, insieme al suo omologo nel Regno Unito, doveva improvvisare una sorta di isteria. I funzionari di entrambe le amministrazioni parlarono allora di un mondo finanziario al collasso. Le banche sarebbero morte, i bancomat sarebbero stati a corto di denaro, i beni non sarebbero stati spediti, il sistema monetario sarebbe finito in mille pezzi e gli Stati Uniti avrebbero fatto la fine dell'Islanda, che, in quel periodo, era a corto di generi alimentari.

Era vero? Non ci ho mai creduto. Avevo già visto questo tipo di frenesia partorita dal governo, indotta attraverso la Homeland Security, o la NAFTA, o altre leggi che incontravano un'opposizione dell'opinione pubblica. L'establishment deve creare un clima di paura affinché il Congresso approvi un disegno di legge.

Ripensando a quei giorni, mi sembra ovvio che questo fosse un punto di svolta nella storia, il momento in cui alcune persone molto intelligenti hanno capito che il sistema finanziario e monetario statale era rotto. Se un intero sistema potrebbe essere reso fragile dal calo dei prezzi delle case, è davvero abbastanza robusto da sostenere una crescita economica globale nel futuro?

Torniamo al programmatore senza volto, Satoshi Nakamoto. In quello stesso periodo, stava dando gli ultimi ritocchi alla sua moneta.

Sarebbe stata creata interamente da codice informatico. Avrebbe conservato tutte le caratteristiche principali del denaro che conosciamo. Sarebbe stata divisibile, portabile, resistente, omogenea per qualità e scarsità. Ha scelto il modello di codice open source: tutti potevano vedere come era fatta. Sarebbe vissuta su un libro mastro nel cloud di Internet, e tale libro avrebbe mantenuto stretti controlli sulla creazione di nuove unità e sulla proprietà di quelle esistenti.

C'era solo un problema: il suo Bitcoin appena creato non aveva alcun valore.

Nakamoto sapeva che semmai avesse iniziato ad aver valore, non sarebbe stato impartito dai programmatori. Doveva venire dal mercato stesso. Il prodotto proposto apparve il gennaio successivo, quando ebbe luogo il passaggio di consegne dalla vecchia alla nuova amministrazione. Potreste pensarlo come ad un atto di secessione, una dichiarazione di sfiducia nei confronti del sistema esistente.

Negli otto mesi successivi, non sarebbe stata altro che una curiosità. Un sogno che non avrebbe mai sorpassato la parte oscura di Internet e il piccolo gruppo di smanettoni informatici a cui piacciono cose come queste. Ma nell'ottobre del 2009 accadde qualcosa di incredibile. Bitcoin ottenne un prezzo sul mercato. Iniziò ad essere commerciato a circa 2/10 di centesimo. In altre parole, con un centesimo degli Stati Uniti avreste avuto in cambio 5 Bitcoin.

Come è potuto succedere? Due punti cruciali aiutano spiegare cosa è successo.

In primo luogo, si era dimostrato molto utile e funzionale. Era portabile. Il sistema era stabile. Il libro mastro nel cloud chiamato "blockchain" funzionava esattamente come Satoshi si aspettava che funzionasse.

In secondo luogo, Bitcoin era scarso. Potevano esserne creati solo un certo numero attraverso il duro lavoro dei computer. Questa caratteristica di scarsità e l'uso delle risorse ha portato il mercato a valorizzarli.

Ma, naturalmente, tutto ciò accadeva 4 anni e mezzo fa. Oggi Bitcoin è ruggente. Nelle ultime settimane si è spostato in modo esponenziale da $250 al picco di $900, prima che una grande svendita lo colpisse di nuovo e lo stabilizzasse nel range dei $700. Ma c'è una cosa che molte persone hanno notato negli ultimi rally: non stanno seguendo lo stesso schema come in passato. Ogni volta sembra esserci un assestamento alla realtà (qualunque essa sia!), qualcosa lo ferma e gli acquirenti si fanno avanti per dominare il mercato.

C'è un certo numero di fattori che spinge in questa direzione. Il mito che Bitcoin è prezioso solo per gli acquisti di droghe online è andato in frantumi. "L'Amazon dei narcotici" è stato chiuso dai federali solo poche settimane fa, e il tasso di cambio del Bitcoin rispetto al dollaro non è crollato. Infatti, dopo circa 48 ore, il prezzo era effettivamente aumentato di valore.

Inoltre anche la Cina è entrata in questo mercato. Alcune persone credono che un terzo delle attuali attività di negoziazione venga dalla Cina, dove il governo ha dimostrato di avere un atteggiamento molto laissez-faire quando si tratta di moneta.

Le audizioni del Congresso in Campidoglio si possono riassumere col seguente monito da parte dei funzionari pubblici: stanno lavorando per assicurarsi che Bitcoin non venga mai utilizzato per scopi malvagi.

Ma questi regolatori governativi possono davvero mantenere le loro promesse?

Bitcoin vive su una rete distribuita che non può essere chiusa. Le transazioni sono pseudonimi. Ciò significa che è possibile monitorare i numeri di proprietà, ma non si può necessariamente collegarli a persone in particolare. Non è un sistema perfetto per conservare l'anonimato, ma ci si avvicina di molto.

Il governo non può controllare Bitcoin, non più di quanto possa controllare l'algebra. Esiste e non svanirà. Vivrà per sempre al di fuori del controllo di qualsiasi stato.

Nell'era di Internet, Satoshi ha proposto il suo sistema come un possibile nuovo standard monetario. Ma questi sono tempi in cui i sogni si avverano. L'attuale sistema monetario è stata nazionalizzato per 100 anni, ed è alla frutta.

I banchieri centrali del mondo ed i vari presidenti hanno detto che il sistema è instabile e ha bisogno di costanti salvataggi. Questo non è quello che si desidera ascoltare dai responsabili politici.

Satoshi ha capito che era giunto il momento per qualcosa di nuovo. Il mercato era apparentemente d'accordo. Ora non importa ciò che fa il governo, non può fare a meno di promuovere inavvertitamente l'uso di questo nuovo mezzo di scambio. Ha una vita propria.

I burocrati possono lamentarsi, minacciare, pronunciarsi contro e mettere in guardia. Ma alla fine, a Bitcoin non interessa.

Cordiali saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


Tulipani digitali: La mania di Bitcoin

Mer, 08/01/2014 - 11:01




di Gary North


Remnant Review

Nel 1637 scoppiò in Olanda la mania di investire nei bulbi di tulipano. Alcune persone diventarono ricche, altre divennero povere.

I prezzi dei tulipani aumentarono costantemente nel corso del 1630, mentre entrava in questo mercato un numero crescente di speculatori. Tessitori ed agricoltori ipotecarono tutto il possibile per raccogliere denaro ed iniziare a fare trading. Nel 1633 una casa colonica in Hoorn cambiò proprietario per tre bulbi rari. Nel 1636 ogni tulipano -- anche quei bulbi considerati dei rifiuti -- poteva essere venduto per centinaia di fiorini. Esisteva un mercato dei futures per i bulbi, ed i trader di tulipani affollavano centinaia di taverne olandesi. La mania dei tulipani raggiunse il suo apice durante l'inverno del 1636-1637, quando alcuni bulbi passavano di mano dieci volte in un giorno. Lo zenit arrivò in anticipo rispetto all'inverno, ad un'asta in cui l'unico asset di sette orfani erano 70 bei tulipani lasciati dal padre. Un raro Violetten Admirael van Enkhuizen venne venduto per 5,200 fiorini. Tutto sommato, i fiori fecero guadagnare loro quasi 53,000 fiorini.

Poco dopo, il mercato dei tulipani crollò. Iniziò a Haarlem, in un'asta di routine quando, per la prima volta, uno dei tanti sciocchi rifiutò di presentarsi e pagare. In pochi giorni, si diffuse il panico in tutto il paese. Nonostante gli sforzi dei trader per sostenere la domanda, il mercato dei tulipani evaporò. Fiori che erano stati comandati per 5,000 fiorini poche settimane prima, ora valevano un centesimo di tale importo.
La storia è qui.

Ciò che sale, poi scende. Qualunque cosa offra favolose ricchezze per nessuna buona ragione, allora offre perdite favolose per una buona ragione: non ci sono nuovi acquirenti a prezzi più elevati, e poi arriva un'ondata di vendite.

I bitcoin che venivano venduti a $2 l'uno due anni fa, venivano venduti $1,242 l'uno giovedi 29 novembre. Poi sono diminuiti di un terzo in tre giorni. Poi c'è stato un rally.

Volatilità? Come nulla mai visto prima.

Scommettereste il vostro futuro su Bitcoin? Possedereste il 90% della vostra ricchezza in Bitcoin, invece che in dollari? No? Né lo vorrà qualcun altro. Ecco perché Bitcoin non sostituirà il dollaro o qualsiasi altra valuta. Un'asset che veniva negoziato a $50 per 10,000 unità nel 2009, è troppo volatile. Moltiplicate $1,242 per 10,000; fanno $12,420,000. Se interrogate l'acquirente, vi dirà questo: "Bitcoin è stato molto molto buono con me."

Morsicati i gomiti, Warren Buffett! E' stato tutto così facile. Basta acquistare e mantenere.

Tale strategia è il motivo per cui Bitcoin non diventerà mai una valuta sostitutiva. Felix Salmon ci spiega il perché.

Questo è qualcosa che dovrebbe preoccupare i fedeli di Bitcoin, se davvero vogliono vederlo diventare una moneta globale. Dopo tutto, la sua copertura mediatica corre di pari passo con il prezzo: è in momenti come questo, quando il prezzo esplode, che Bitcoin viene notato dai più. C'è un pensiero inespresso dietro a tutte queste storie: Bitcoin è una classe di asset, e la gente si entusiasma quando (e, implicitamente, solo se) il prezzo sale. Ciò che penso è in linea con CNBC Premise: quando un bene aumenta di prezzo è necessariamente una Cosa Positiva, e quando scende di prezzo è sempre una Cosa Negativa.

CNBC Premise non è mai stato così preciso per quanto riguarda le valute. E per quanto riguarda Bitcoin in particolare, il suo aspetto più interessante non è il suo valore, ma piuttosto il suo status come meccanismo di pagamenti internazionali. Se si vuole che Bitcoin decolli come mezzo di scambio, non dovreste sperare in folli impennate di prezzo -- sono il modo migliore per impedire alle persone di utilizzare Bitcoin per i pagamenti. Dopo tutto, se i vostri bitcoin raddoppiano di valore ogni pochi giorni, perché vorreste spenderli?


OGNI MANIA HA DEI DIFENSORI

Sto scrivendo questa risposta ad un critico della mia critica su Bitcoin.

Mi liquida come se fossi un ignorante economico. Non è il primo. Mi sono sempre divertito a rispondere. Dice che "le mie tesi divergono dall'economia Austriaca." Questa, devo ammetterlo, mi è nuova. Nessuno in passato mi aveva detto una cosa del genere.

Devo rispondere. Se un autore non risponde, alcuni dei suoi seguaci potrebbero pensare che non è in grado di rispondere. Fidatevi, posso rispondere.

Lasciatemi dire fin dall'inizio che non ho mai sentito parlare dell'autore, John Mather. Il suo articolo è stato introdotto da Jeffrey Tucker. E' stato abbastanza saggio da lasciar fare a qualcun altro il lavoro sporco. "Che siate voi a combattere."

North pretende di fondare la sua critica di Bitcoin sulla teoria economica Austriaca. Tuttavia i suoi argomenti sono così deboli che la fanno sfigurare; a tal punto che chi non ha familiarità con la teoria Austriaca potrebbe finire per dubitarne della validità. Un lettore che ha riportato l'articolo di North su un forum, ha anche commentato di voler smettere di supportare le tesi Austriache.
Regola: Quando si discute seriamente, lasciate la retorica della condanna alle fine. Potreste sovrastimare le vostre capacità se partite in questo modo.



DEFINIRE LE MIE PAROLE

Comincia così.

Bitcoin è uno schema di Ponzi?
Nel mio articolo, ho definito attentamente il modo in cui stavo usando il termine. Ecco quello che ho scritto.

L'individuo che vende lo schema di Ponzi fa i soldi spillando una grossa fetta del denaro in entrata. In altre parole, non investe niente. Ma i Bitcoin sono unici. Il denaro è stato spillato sin dall'inizio. Qualcuno possedeva una buona percentuale delle cifre originali. Poi, raccontando la sua storia, questo individuo ha creato la domanda per tutte le cifre informatiche. Il valore in dollari della sua quota di Bitcoin si apprezza con le altre cifre.

Questa strategia è stata descritta una generazione fa da George Goodman, che scriveva sotto lo pseudonimo di Adam Smith: Supermoney. Questo viene fatto con le società finanziarie quando gli individui creano una nuova attività, conservano una gran parte delle azioni e poi vendono le azioni al pubblico. In questo senso, Bitcoin non è uno schema di Ponzi. Si tratta semplicemente di un sistema "supermoney."

Il suo aspetto di Ponzi lo acquisisce quando guardiamo alla motivazione: sono stati venduti perché si pensa che Bitcoin sarà una valuta alternativa. In altre parole, questo sarà il denaro del futuro.

Le monetine non saranno mai il denaro del futuro. Questa è la mia tesi principale.
Mather prosegue poi nello sviluppare a lungo la sua tesi, applicando al mio articolo la definizione di Wikipedia di uno schema di Ponzi. L'articolo di Wikipedia non coincide con la mia definizione. Né il conseguente attacco di Mather.

Quando si argomenta contro le affermazioni di una persona, è meglio citare le sue affermazioni, non quelle di un articolo di Wikipedia.

Sono disposto a sostituire allo schema di Ponzi la mania dei tulipani, tanto per far felice Mather. Come ho detto, il cuore della mia critica è questo: "Le monetine non saranno mai il denaro del futuro. Questa è la mia tesi principale."



DENARO FIAT

Qui è il cuore del mio articolo: il denaro fiat è denaro "creato" dal nulla. Non è denaro che si è sviluppato nei secoli mediante operazioni di mercato.

I bitcoin sono cifre informatiche che aspirano ad essere denaro. Sono creati dal nulla. Questa è una caratteristica del denaro fiat. I bitcoin non sono ancora denaro.

A causa della mania, non possano essere denaro. Deficitano di una caratteristica del denaro: il valore prevedibile.

1) North dice Bitcoin non è coperto "da niente." Questa è un'affermazione pretestuosa.
Invece no, perché qui dovremmo parlare di metalli. Respingo le valute fiat che non sono il prodotto di lunghi anni di utilizzo da parte del libero mercato.

Bitcoin e la rete dei pagamenti comprendono codice informatico. Il browser che state utilizzando per leggere questo articolo è reale o composto dal nulla? Che Bitcoin non sia un bene fisico non significa che non sia composto da niente. Miliardi di persone, tra cui North, assegnano valore economico a tipi di cose che non hanno forma fisica. L'esempio più evidente, a parte il codice informatico di aziende come Google o Apple, è la vasta offerta di dollari, la maggior parte dei quali esiste solo in forma digitale.
Il mio riferimento è al fatto che Bitcoin è stato creato dal nulla per svolgere un servizio. Questo servizio dovrebbe sostituire le valute fiat.

A differenza dell'oro e dell'argento, che sono diventate unità monetarie dopo millenni di azione umana, Bitcoin è stato lanciato come moneta fiat destinata a diventare una nuova unità monetaria. Il mio punto è questo: la volatilità del prezzo di Bitcoin indica il perché non sostituirà le valute fiat delle banche centrali, le quali sono facili da utilizzare nel commercio e sono -- finora -- stabili nel potere d'acquisto. Questo può cambiare, ma una cosa è sicura: i dollari vengono utilizzati nel commercio da milioni di persone in miliardi di transazioni.

Il mercato ha stabilito che il dollaro è denaro. Non ha determinato che Bitcoin sia denaro. Il fattore cruciale quando si parla di denaro è la prevedibilità del potere d'acquisto. Bitcoin ne deficita.

2) North scrive: "Qualcosa che era prezioso di per sé, molto probabilmente oro o argento...." Niente è prezioso di per sé. Tutto il valore viene assegnato. Questa è l'ABC della teoria soggettiva del valore. North di certo lo sa, ma sembra che voglia affibiare all'oro e all'argento una sorta di valore intrinseco.
Regola: quando si è un autore sconosciuto, e si attacca un autore noto che sin dal 1969 ha pubblicamente difenso l'idea che l'oro non ha valore intrinseco, si viene visti come degli stupidi se si utilizzano argomenti retorici come questo.

La persona che ha scritto ciò non è un oratore esperto. Ecco perché sto tagliando alcune parti. La mia ipotesi è che l'autore non era nato quando è stato pubblicato sul The Freeman il mio primo articolo su questo argomento. L'articolo era intitolato, "The Fallacy of Intrinsic Value."

Poi aggiunge:

Può far sentire bene crederlo (soprattutto se si possiede oro e argento), ma non è proprio vero.
Questo giovane pensa di avermi sferrato un attacco decisivo sostenendo che io spalleggi l'idea del valore intrinseco, nonostante scriva: "North sa senza dubbio" che il valore è soggettivo. Sì, lo so. Allora perché discutere di qualcosa che "senza dubbio" so? Risposta: retorica.

Regola: quando la retorica non ha alcun supporto logico, evitatela.



GERGO DEI PROGRAMMATORI

L'autore si lancia poi in una discussione su quella che chiama "economia di rete." Usa un linguaggio da programmatore invece che da economista. Ma propone lo stesso punto che proposi io nel 1969: l'oro è commerciabile.

Oro e argento hanno molti usi, per esempio in elettronica o l'argento nella filtrazione dell'acqua. Ma la maggior parte del valore dell'oro è dovuto alla sua commerciabilità, la sua accettazione da parte di altri partecipanti al mercato.
Sì, sì, sì. E' tempo di smettere di menar il can per l'aia. Ma a quanto pare è inutile.

Questa accettazione è un processo di rafforzamento reciproco attraverso il quale le persone sono sempre più disposte ad accettare oro. L'esistenza di un ciclo di rafforzamento reciproco della domanda è noto come economia di rete. Alcuni esempi di economie di rete sono i telefoni cellulari, i fax, web browser e web server, caselli, stazioni di rifornimento e il denaro fiat.

La differenza tra i beni delle economie di rete ed i beni ad uso diretto è che il piacere di una bistecca non passa dalla sua accettazione o uso da parte di altri. Un bene ad uso diretto soddisfa direttamente le esigenze di un individuo, mentre un bene dell'economia di rete deriva una parte significativa del suo valore dalla rete. La maggior parte dei prodotti che usiamo oggi sono una combinazione di entrambi.
E continua, continua, continua.

Come sosteneva l'economista Austriaco Karl Menger, il denaro stesso (come merce di un'economia di rete) ha sostituito tutto ciò che non era denaro.
Karl Menger era il figlio di Carl Menger. Mather è confuso. Vi posso assicurare che Carl Menger, il fondatore della Scuola Austriaca, non usò un linguaggio come questo: "Il denaro stesso, in quanto merce di un'economia di rete, ha sostituito tutto ciò che non era denaro." Nessun economista della Scuola Austriaca l'ha mai usato. Gli economisti della Scuola Austriaca fanno del loro meglio per comunicare qualcosa di diverso dal gergo professionale dei programmatori.

Le economie di rete possono andare e venire. Un esempio è la moda. Un look particolare può andare di moda e finire fuori moda molto rapidamente o molto lentamente.
Ora si sta avvicinando. Le "economie di rete" dell'oro e dell'argento risalgono a migliaia di anni. L'economia di rete di Bitcoin, come valuta alternativa, deve ancora arrivare.



DALLA VOLATILITA' ALLA MANIA

Ho sostenuto che l'estrema volatilità dei bitcoin abbia ucciso la loro possibilità di diventare una valuta.

Ogni volta che un bene popolare cade in disgrazia, vuol dire che era una truffa?
No, non ho detto che sia una frode. Ho detto che non era una frode.

Questo autore ha l'abitudine di mettermi in bocca le parole, e quindi confutarle.

3) North scrive: "Ma i bitcoin sono unici. Il denaro è stato deviato sin dall'inizio." Chiamandolo denaro, North si contraddice. Unico? Con ogni moneta fiat, lo stato devia una parte del denaro che stampa. E' una procedura operativa standard.
Capisco. Dovremmo comprare i bitcoin in quanto denaro perché i creatori hanno imitato lo stato.

Regola: quando sei in una buca, smetti di scavare.

Con il denaro del mercato, coloro che lo utilizzano per primi hanno sempre tratto profitto dalla loro lungimiranza.
Il mio punto è che Bitcoin non è denaro del mercato. Non ho mai visto che il denaro del mercato avvantaggi i primi utilizzatori. Non ci sono prove storiche. Questo è il mio punto principale nell'articolo "The Regression Theorem As Conjectural History," che ho citato nel mio articolo originale.

Non è una questione di essere i primi ad utilizzare una nuova moneta fiat. Non stanno adottando Bitcoin come utilizzatori di una moneta. Sono immersi in una mania dei tulipani. Questa mania impedirà ai bitcoin di funzionare come denaro. Infatti mancano di quella caratteristiche che ogni forma di denaro dovrebbe avere: potere d'acquisto prevedibile rispatto a beni e servizi in un'intera economia. Il loro valore è selvaggiamente imprevedibile.

Bitcoin è finito in modalità mania così presto che diventerà uno zimbello non appena si capirà quanto ha in comune con la mania dei tulipani. I programmatori si sono arricchiti con la loro invenzione, ma provocheranno enormi perdite per un sacco di gente. Queste due parole uccideranno Bitcoin come moneta del futuro: "Mai più." Anche queste: "Chi si scotta con la minestra bollente, soffia anche su quella fredda." "Una volta fregato, non ricascarci."

Il creatore(i) di Bitcoin può essere seduto su un sacco di bitcoin; io non lo so. Ma non c'è niente di unico. I primi si prendono anche un sacco di rischi. Il fondatore di ogni azienda multi-miliardaria ha montagne di azioni al momento della costituzione della società. Questo non significa che il denaro sia stato dirottato. Ciò che rende unico Bitcoin rispetto a tutte le valute fiat è che c'è un limite a quanti ne possono essere creati/minati. Il denaro fiat può essere replicato senza limiti sui computer delle banche centrali.
Notate ciò che sta facendo. Sta usando la mia argomentazione contro di me, eppure la presenta come se fosse la propria tesi originale. Ho scritto questo:

Questa strategia è stata descritta una generazione fa da George Goodman, che scriveva sotto lo pseudonimo di Adam Smith: Supermoney. Questo viene fatto con le società finanziarie quando gli individui creano una nuova attività, conservano una gran parte delle azioni e poi vendono le azioni al pubblico. In questo senso, Bitcoin non è uno schema di Ponzi. Si tratta semplicemente di un sistema "supermoney."
Regola: quando si tenta di assestare un colpo vincente nel dibattito citando l'esatta tesi dell'avversario, meglio sorvolare.

4) North afferma: "Il denaro si sviluppa da scambi di mercato." Sì, ed è quello che sta accadendo con Bitcoin. La gente ha cominciato ad usarlo fin dall'inizio sapendo che non era denaro secondo la definizione Austriaca di merce più commerciata. Eppure hanno continuato ad usarlo per gli scambi di mercato. Potevano farlo perché Bitcoin è anche un sistema di pagamento che permette transazioni sicure peer-to-peer senza costi. Tale caratteristica rappresenta una grande utilità. Se Bitcoin diventerà denaro secondo la definizione Austriaca, avverrà grazie ad innumerevoli scambi di mercato.
Ecco il mio punto: Bitcoin non viene utilizzato negli scambi di mercato. E' semplicemente una mania dei tulipani dove le persone comprano bitcoin con i dollari per poi rivenderli in seguto sempre per dollari. Ecco perché non è denaro.

5) Quando North dice: "Bitcoin non può servire il consumatore. Non c'è niente da consumare," fa una dichiarazione assurda. Come se un cliente non potesse essere servito senza consumo! Quand'è stata l'ultima volta che North ha consumato una moneta d'oro? Mai, perché l'oro non si consuma. Anche se nei gioielli, può essere rimodellato in monete o in qualsiasi altra forma.
Conosco perfettamente la differenza tra il consumo come "utilizzo di qualcosa" e l'uso dell'oro come merce di consumo che viene "utilizzato senza essere consumato." Per decenni gli esperti anti-oro hanno detto: "L'oro non si può mangiare!" Ho risposto a questa affermazione nel 2004, "You Can't Eat Gold!" Fino a quel momento erano 30 anni che scrivevo pezzi simili.

Regola: quando sei in una buca, smetti di scavare.

6) North continua con affermazioni più assurde: "Ma la caratteristica fondamentale del denaro è il suo potere d'acquisto relativamente stabile." Il potere d'acquisto stabile è auspicabile nella moneta, ma non è certamente la sua caratteristica fondamentale. Piuttosto, la caratteristica fondamentale della moneta è che rappresenta il bene più richiesto in una data economia.
E perché è la merce più commerciabile? (Suggerimento: ha qualcosa a che fare con il potere d'acquisto prevedibile.)

Regola: quando sei in una buca, smetti di scavare.

North continua ad indicare il dollaro statunitense come moneta, eppure anche il calcolatore dell'inflazione degli Stati Uniti (che statisticamente "aggiusta" al ribasso le cifre reali) mostra che dal 1988 il dollaro USA ha perso la metà del suo potere d'acquisto. Nella vita di mia nonna, il dollaro USA ha perso oltre il 96% del suo potere d'acquisto. In questo periodo diversi beni hanno avuto più stabilità nel loro potere di scambio rispetto al dollaro USA. Se la stabilità del potere d'acquisto fosse la caratteristica fondamentale della moneta, allora il dollaro non dovrebbe essere più considerato moneta.
Di anno in anno, il dollaro è relativamente stabile. Ecco perché è denaro.

Spesso, nei suoi scritti, North indica l'oro e l'argento come denaro-merce più desiderabile. Tuttavia, il prezzo dell'oro è passato da $35 a $1,910/oz. Forse la volatilità al rialzo è accettabile per North, con l'eccezione di Bitcoin naturalmente.
Ho sostenuto che l'oro non è denaro. Ho presentato la mia tesi nel 2003: "The Re-Monetization of Gold." Ho scritto: "Ecco perché non mi aspetto di vedere l'oro come moneta nella mia vita, ma ancora lo raccomando come investimento."

Pensa che io stia usando la fallacia dell'uomo di paglia.

7) North costruisce una tesi sulla fallacia dell'uomo di paglia, inquadrando Bitcoin non come una valuta internazionale open-source ed un sistema di pagamento, ma piuttosto come un investimento guidato da una mania.
Mania? Sì. Pompa? Per definizione: pompaggio di denaro fiat privato. Sgonfia? No. Vendite strategiche ad ogni nuova ondata di investitori? Sì. Hanno creato milioni di cifre con bassi costi di programmazione. Sulla carta valgono miliardi . . . in dollari.

Scrive: "Ogni volta che qualcuno cerca di vendere un investimento che si basa sull'analisi economica di un mercato -- un'analisi che non può assolutamente essere vera -- non comprate quell'investimento."
Poi afferma ancora una volta quello che ho negato esplicitamente:

Ora che i suoi argomenti di teoria monetaria relativi a Bitcoin hanno fallito, indica il rapido aumento dei prezzi di Bitcoin come prova che sia fraudolento.
Ho detto che non è fraudolento.

Va avanti.

Forse Bitcoin è in bolla e il prezzo crollerà.
Non esiste "forse." Si tratta di una mania di tulipani digitali.

Forse sarà superato da un'altra cripto-valuta. Forse il rapido aumento dei prezzi sta puntando ad un'esigenza mondiale per una forma di pagamento sicura, senza confini, da persona a persona, priva di spese. Il fatto è che nessuno sa perché il prezzo di Bitcoin è quello di adesso, o quale sarà in futuro. Le argomentazioni di North, e soprattutto, il suo uso dell'economia Austriaca come scusa dei suoi attacchi, sono infondate e fuorvianti.
Non sono né infondate né fuorvianti.

Quando una merce viene usata come denaro, il suo valore aumenta. E a differenza degli asset fruttiferi, non c'è modo di dire se è sopravvalutato, perché non è possibile calcolare un rendimento.
Vero. Ma se vedete un asset non monetario negoziatoo sulla base che diventerà denaro del futuro, e va da $2 a $1,250 in due anni, è possibile trarre delle conclusioni. Ecco la mia: questa è una mania dei tulipani.

8) Un ultimo passaggio di North sugli schemi di Ponzi mascherato da tesi sensata: "La mania ha distrutto l'uso di Bitcoin come denaro. E' troppo volatile nel prezzo per servire come moneta. Cos'è denaro: il dollaro o Bitcoin? La risposta è ovvia: il dollario." Quindi, seguendo la sua linea di pensiero, i dollari sono denaro. Giusto. Eppure, in tutto il corso della storia ogni moneta fiat caduta nell'oblio era denaro (secondo la logica di North) prima che venisse iperinflazionata. Passare dallo status di denaro al non avere più valore è il caso più estremo di volatilità -- volatilità terminale per così dire. Per Bitcoin non è andata così -- al contrario -- rendendo contraddittoria la tesi di North. Una volta che il dollaro avrà perso il 99% del suo potere d'acquisto, sarà ancora considerato denaro? Inoltre, se si definisce il denaro come un mezzo di scambio, vediamo che Bitcoin viene usato molte migliaia di volte al giorno in cambio di migliaia di prodotti e servizi diversi. Quindi già è "servito come denaro," e soprattutto continua ad esserlo.
Capisco. Migliaia di transazioni al giorno. Non offre alcuna prova, ma accetterò questa stima. Forse 5,000. Forse 10,000. Lui non lo sa. Non cita alcuna fonte .

Quante transazioni al giorno ci sono in dollari? Nessuno lo sa. Ma il flusso di fondi è di circa $14 bilioni. Questo perché il dollaro è denaro. Bitcoin no.

Ora invoca il "non lo so."

E' vero che se il tasso di cambio di Bitcoin continua ad essere molto volatile, i bitcoin saranno poco adatti come moneta nel lungo termine. Ma è ancora un esperimento in fasce.
E' diventata una mania dei tulipani nella sua infanzia. E' destinato a fallire. Non sfuggirà a questo marchio digitale. "Quando ci sei finito dentro a cosa stavi pensando?" La volatilità è il bacio della morte per la valuta. Quando una moneta non è una moneta, la mania ucciderà la sua reputazione.

Durante la fase d'uso di qualsiasi denaro-merce, il potere d'acquisto aumenta rapidamente (dal suo valore iniziale come merce non monetaria) man mano che più persone la utilizzano.
Se lo sta inventando. Non ci sono prove storiche. Tutto il denaro fiat è stato un'estensione dei precedenti sistemi monetari statali o dei commodity standard precedenti.

Solo il tempo ci dirà se Bitcoin è attualmente in bolla o in fase d'uso come moneta. Se, per esempio, il suo valore triplicasse e poi si stabilizzasse, in retrospettiva questo periodo non verrebbe visto come una bolla.
"Solo il tempo ce lo dirà." Questo è tutto? Mi sembra di risentire Ben Bernanke sui prezzi delle case nel 2005. Ma i prezzi delle case non erano arrivati a 600:1 in due anni.

Dice che se Bitcoin vedrà triplicato e poi stabilizzato il suo valore, questo trasformerà in una non-bolla la più grande bolla della storia monetaria americana. Poi i bitcoin diventeranno moneta.

Il mio punto è questo: non si stabilizzerà. La mania si invertirà. Il prezzo crollerà. Le sue forti oscillazioni continueranno.

In breve, questa volta non è diverso.



TECNICAMENTE MEGLIO DI ORO E ARGENTO

Poi continua a dire che Bitcoin -- nato da cinque anni -- già fa le scarpe ad oro e argento.

Qui è come se stesse descrivendo regioni inesplorate dello spazio senza mai averci messo piede. Ignora l'intera storia delle economie monetarie.

Bitcoin è intrinsecamente scarso in virtù della crittografia matematica sottostante, la quale fissa un limite rigido a 21 milioni di bitcoin. Mentre l'offerta raggiunge suddetto limite, i bitcoin aggiuntivi potranno essere estratti con una difficoltà crescente. A questo proposito, Bitcoin è diverso dall'oro e dall'argento che, seppur difficili da produrre, non hanno un tetto conosciuto sulla loro offerta. Non c'è garanzia, per esempio, che non potrebbero esistere grandi depositi sconosciuti di tali metalli . . . .

Uniformità: Bitcoin è superiore all'oro e all'argento, perché entrambi i metalli sono facilmente adulterabili. Uno dei modi in cui le monete d'oro e d'argento vennero svalutate in passato, fu attraverso i metalli più comuni. Il denario romano era costituito d'argento quasi puro, ma i regni successivi lo svilirono continuamente fino a che arrivò a contenere solo il 2% d'argento. Un esperto di metallurgia può dirvi (a pagamento) se una moneta o una barra contiene la concentrazione presunta di oro o argento. Un profano no. I bitcoin al confronto sono completamente uniformi, e non vi è alcun meccanismo attraverso il quale possano essere adulterati.

Durabilità: A prima vista sembrerebbe che l'oro e l'argento possano vincere a man bassa, ma secondo me vince ancora una volta Bitcoin. E' facile scalfire e graffiare l'oro, ma a suo credito bisogna dire che è praticamente indistruttibile. Ma se una moneta d'oro viene danneggiata o piegata, un venditore potrebbe esitare ad accettarla. Certo un esperto potrebbe rimodellare (a pagamento) il contenuto di metallo della moneta danneggiata, quindi in tal senso è resistente. Ma Bitcoin ha una durabilità diversa, e forse più pratica. Vale a dire, è possibile effettuare un numero qualsiasi di copie di backup dei vostri bitcoin. Mentre una chiavetta USB contenente il wallet.dat è suscettibile alla rottura, tale file può essere memorizzato su un numero qualsiasi di altri dispositivi digitali. Questa è una sorta di durevolezza che l'oro e l'argento non possono offrire. Potete portare con voi i vostri bitcoin su un dispositivo mobile, lasciarli a casa su una pen drive, forse anche memorizzati in un altro stato o paese in caso di emergenza.
Questa è la risposta di un programmatore di computer alla storia monetaria .

Quanto è forte la sua sommatoria? Giudicate voi.

Mi sono concentrato sull'oro e l'argento per la loro importanza storica come denaro, perché North si concentra su di loro nei suoi scritti e perché la scuola Austriaca ha molto da dire a riguardo. Se dovessi scegliere una moneta-merce, certamente sarebbe l'oro e l'argento per le ragioni sopra esposte. Il mio scopo non era quello di suggerire che non siano adatti come denaro, ma piuttosto dimostrare che Bitcoin condivide, e in alcuni casi supera, i tratti che rendono l'oro e l'argento buone forme di denaro.
Sì, la Scuola Austriaca ha avuto molto da dire sull'oro e sull'argento.



CORSO LEGALE

Fa una nuova virata.

Se Bitcoin non potrà mai essere denaro per le ragioni sostenute da North, come è possibile che il dollaro è stato denaro per tanto tempo violando gli standard autoimposti da North? Il corso legale non è una risposta valida perché non ha impedito che le altre valute fiat diventassero inutili.
Cosa ha a che fare il corso legale con tutto ciò? Il corso legale si applica solo alle Banconote della Federal Reserve ed alle monetine. La maggior parte di queste banconote è al di fuori degli Stati Uniti. Inoltre, nessuno deve accettarle. Lo dice lo stesso Tesoro degli Stati Uniti.

La parte della legge che riguarda la vostra domanda è il Coinage Act del 1965, in particolare la sezione 31 U.S.C. 5103 dal titolo "Corso Legale," in cui si afferma: "Le monetine degli Stati Uniti e la valuta (incluse le banconote della Federal Reserve, le banconote circolanti delle banche Federal Reserve e delle banche nazionali) sono a corso legale per tutti i debiti, le spese pubbliche, le tasse ed i tributi."

1. Questo statuto implica che tutto il denaro degli Stati Uniti, se offerto ad un creditore, rappresenta un'offerta valida e legale al pagamento dei debiti. Non esiste, tuttavia, nessuna legge federale che obbliga un'azienda privata, una persona o un'organizzazione ad accettare la valuta o le monetine per il pagamento di beni e/o servizi. Le imprese private sono libere di sviluppare le proprie politiche sull'opportunità o meno di accettare denaro se non c'è una legge dello stato che dica il contrario.

http://www.treasury.gov/resource-center/faqs/currency/pages/legal-tender.aspx
Non è a conoscenza di tutto questo.

Non è a conoscenza di un sacco di cose, come ho dimostrato.

Soprattutto, è inconsapevole dei principi fondamentali del dibattito, soprattutto questo: Quando sei in una buca, smetti di scavare.

Mather e gli altri difensori di Bitcoin sono ragazzini. Peggio ancora -- molti di loro sono programmatori. I veterani possono vedere quello che sta arrivando. Questa è la più grande mania dei tulipani nella storia.





Potete leggere il suo articolo qui.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


Bolle e banche centrali – c'è una connessione?

Mar, 07/01/2014 - 11:02
Qualcuno alzi la cornetta ed indìca una messa funebre per il mercato obbligazionario statale. Soprattutto per quello giapponese e quello americano. I grandi programmi di stimolo lanciati da Giappone ed USA per rilanciare le proprie economie, hanno affossato talmente i rendimenti di tali bond che ormai il settore privato se ne sta fiondando fuori. Preferisce negoziare pattume. Ogni giorno che passa l'economia diventa sempre più dipendente da tassi bassi e denaro a basso costo, solo per detenere una parvenza di normalità. Ma all'aumentare dell'inflazione dei prezzi in risposta a quella moentaria, i tassi di interesse reali risulteranno negativi. Questo spingerà ulteriormente il settore privato a starsene alla larga dal mercato obbligazionario statale, costringendo i banchieri centrali a ricoprire una posizione sempre più rilevante in tale mercato. Qualsiasi esitazione da parte delle banche centrali metterà in seri guai le bolle che sono nate in seguito all'atteggiamento sconsiderato delle loro politiche monetarie. Solo un aumento dei tassi di interesse attirerebbe di nuovo gli investimenti privati nel settore obbligazionario statale, ma questo significa permettere alla bolla di scoppiare. Questo vuol dire che molto probabilmente ci sarà una perdita di controllo. I banchieri centrali sono in trappola.
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di Frank Shostak


Secondo il pensiero popolare, le bolle sono una causa importante delle recessioni economiche. La questione principale, posta anche dagli esperti, è il quando iniziano a gonfiarsi e svilupparsi. Si ritiene che se i banchieri centrali sapessero la risposta a questa domanda, potrebbero essere in grado di prevenire le bolle e quindi prevenire le recessioni.

Su questo argomento il 27 gennaio 2010 al World Economic Forum di Davos, Svizzera, il Premio Nobel per l'Economia Robert Shiller ha sostenuto che le bolle potrebbero essere diagnosticate utilizzando la stessa metodologia che utilizzano gli psicologi per diagnosticare una malattia mentale. Shiller è del parere che una bolla è una forma di disfunzione psicologica. Quindi la soluzione potrebbe essere quella di preparare un elenco simile a quello degli psicologi per determinare se qualcuno soffre, diciamo, di depressione. I punti identificativi di una tipica bolla secondo Shiller sono:

  1. Forte aumento del prezzo di un asset.
  2. Grande entusiasmo intorno a questi aumenti di prezzo.
  3. Una conseguente frenesia dei media.
  4. Storie di persone che guadagnano un sacco di soldi, provocando invidia tra le altre.
  5. Crescente interesse per quell'asset da parte del grande pubblico.
  6. Nuove "teorie" per giustificare gli aumenti dei prezzi senza precedenti.
  7. Un calo negli standard di prestito.

Quello che Shiller delinea, sono vari fattori che secondo lui sono presenti durante la formazione delle bolle. Per descrivere una cosa, tuttavia, non sempre è sufficiente comprendere i fattori chiave che hanno causato la sua comparsa. Al fine di comprenderne le cause, si ha la necessità di stabilire una corretta definizione dell'oggetto in questione. Lo scopo di una definizione è quello di presentare l'essenza e la caratteristica distintiva dell'oggetto che stiamo cercando di identificare. Una definizione è destinata a dirci quali sono le origini di una particolare entità. In base a ciò, i sette punti delineati da Shiller non ci dicono nulla sulle origini di una bolla. Non ci dicono nulla del perché le bolle sono un male per la crescita economica; si limitano a fornire una possibile descrizione di una bolla. Descrivere un evento, tuttavia, non significa spiegarlo. Senza una comprensione delle cause di un evento, non è possibile sopperire alla sua comparsa.



Definizione di bolla

Se il prezzo di un asset è l'ammontare di denaro pagato per entrarne in possesso, ne consegue che un suo aumento di prezzo può solo avvenire a seguito di un aumento del flusso di denaro per tale asset.

Maggiore è l'espansione della moneta, maggiore sarà l'aumento del prezzo di un asset (a parità di condizioni). L'emergere di una bolla non deve essere sempre associata ad un aumento dei prezzi – per esempio, se il tasso di crescita delle merci corrisponde al tasso di crescita dell'offerta di moneta, non avranno luogo variazioni dei prezzi.

Ciò che conta non è se l'emergere di una bolla sia associata ad un aumento dei prezzi, ma piuttosto che genera attività non produttive che deviano ricchezza reale dai generatori di ricchezza. L'espansione della massa monetaria, in analogia con un falsario, permette la deviazione di ricchezza reale dalle attività generatrici di ricchezza alle attività non produttive.

Al rafforzamento del pompaggio monetario, aumenta il ritmo della suddetta deviazione. Etichettiamo le varie attività non produttive che emergono grazie all'espansione monetaria come attività in bolla – si sono sviluppate grazie alla bolla monetaria. Si noti inoltre che queste attività non possono esistere senza l'espansione della massa monetaria che devia ricchezza reale dalle attività generatrici di ricchezza.

Da tutto ciò possiamo dedurre che l'elemento principale delle bolle è l'espansione della massa monetaria. Il risultato chiave di questa espansione è la nascita di attività non generatrici di ricchezza.

Ne consegue che una bolla non ha a che fare con forti aumenti dei prezzi degli asset, ma con l'espansione della massa monetaria. In realtà, come abbiamo visto, le bolle – vale a dire, un aumento dell'offerta di moneta – possono gonfiarsi senza un corrispondente aumento dei prezzi. Una volta che abbiamo stabilito che l'espansione dell'offerta di moneta è ciò che costituisce le bolle, possiamo dedurre che il danno chiave che generano è il sostegno di attività non produttive, che abbiamo etichettato come attività in bolla. Inoltre una volta stabilito che la formazione delle bolle avviene a seguito dell'espansione dell'offerta di moneta, i responsabili sono la banca centrale ed il sistema bancario a riserva frazionaria. Come regola generale, è il pompaggio monetario della banca centrale che mette in moto l'espansione dell'offerta di moneta.

Quindi, per prevenire l'insorgere di bolle bisogna arrestare il pompaggio monetario dalla banca centrale e limitare la capacità delle banche commerciali di impegnarsi nella riserva frazionaria – cioè, concedere prestiti dal "nulla." Una volta che il ritmo dell'espansione monetaria rallenta, in risposta ad un orientamento più restrittivo della banca centrale o in risposta a banche commerciali che rallentano l'espansione del prestito dal "nulla," le bolle scoppiano. Ricordate che una attività in bolla non può finanziarsi autonomamente senza l'espansione monetaria che devia ricchezza reale dalle attività generatrici di ricchezza. (Le attività in bolla non sono attività generatrici di ricchezza.)

La cosiddetta recessione economica, associata allo scoppio delle attività in bolla, è infatti una buona notizia per i generatori di ricchezza poiché mette a loro disposizione più ricchezza. (Un bust economico, che indebolisce le attività in bolla, pone le basi per una vera crescita economica.) Si noti ancora una volta che è l'espansione monetaria che dà origine ad attività in bolla, e non una predisposizione psicologica degli attori economici.



Psicologia ed economia

La psicologia è stata contrabbandata nell'economia perché si presume che siano discipline collegate tra loro. Tuttavia, vi è una netta differenza tra economia e psicologia. La psicologia riguarda il contenuto dei fini. L'economia inizia con la premessa che le persone stanno perseguendo un comportamento propositivo; non tratta il contenuto particolare di fini diversi.

Secondo Rothbard:

Lo scopo di un uomo può essere "egoista" o "altruistico," "raffinato" o "volgare." Può enfatizzare il godimento di "beni materiali" e le comodità, o può sottolineare la vita ascetica. L'economia non è interessata al loro contenuto, e le sue leggi si applicano a prescindere dalla natura di questi scopi.[1]
Mentre:

La psicologia e l'etica affrontano il contenuto dei fini umani; infatti chiedono, perché l'uomo sceglie tali e tali fini, o ciò che gli umani considererebbero di valore?[2]
Pertanto l'economia si occupa di un determinato fine e delle relative implicazioni formali: gli uomini hanno scopi ed utilizzano mezzi per raggiungerli. Di conseguenza l'economia è una disciplina separata dalla psicologia. Con l'introduzione della psicologia in economia, si oblitera la generalità della teoria e la si rende inutile. L'uso della psicologia è controproducente per quanto riguarda le analisi economiche.



Sintesi e conclusioni

Contrariamente a quanto dice Shiller, non abbiamo bisogno di applicare la stessa metodologia utilizzata dagli psicologi per capire se si sta gonfiando una bolla. Quello di cui abbiamo bisogno è una definizione corretta delle bolle. Una volta fatto, scopriamo che non hanno nulla a che fare con un qualche tipo di disfunzione psicologica degli individui – sono il risultato di politiche monetarie allentate della banca centrale.

Inoltre, una volta che si osserva un aumento del tasso di crescita dell'offerta di moneta si può dire con certezza che questo pone le basi per attività in bolla – per un boom economico.

Al contrario, una volta che si osserva un calo del tasso di crescita dell'offerta di moneta si può dire con certezza che questo pone le basi per lo scoppio delle attività in bolla – un bust economico.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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Note

[1] Murray N. Rothbard, Man, Economy and State, (Los Angeles: Nash Publishing) pag. 63.

[2] Ibid.,pag. 63.

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Gary North e la sua logica confusa sugli schemi di Ponzi

Ven, 03/01/2014 - 11:35




di Jeffrey Tucker


Gary North non è estraneo alle previsioni. Forse quella più famosa riguarda il Millennium Bug, dopo il quale sarebbe finita la civiltà così come la conosciamo. Nel suo articolo su Bitcoin, North fa un'altra previsione: dopo la Previdenza Sociale, Bitcoin verrà ricordato come il più grande schema di Ponzi della storia. L'articolo di North è pieno di false premesse e difetti di logica che dimostrano come non comprenda l'architettura di Bitcoin.

North è ampiamente riconosciuto come un esperto di economia Austriaca, e credo anch'io che sia così. Pretende di fondare la sua critica di Bitcoin sulla teoria economica Austriaca. Tuttavia, i suoi argomenti sono così deboli che la fa sfigurare, a tal punto che chi non ha familiarità con la teoria Austriaca potrebbe finire per dubitarne della validità. Un lettore che ha riportato l'articolo di North su un forum, ha anche commentato di voler smettere di supportare le tesi Austriache.

Il seguente articolo tenta di porre rimedio a questa spiacevole situazione, evidenziando i difetti nelle tesi di North e mostrando come i suoi argomenti divergono dall'economia Austriaca.



Bitcoin è uno Schema di Ponzi?

Dato che il mercato composto da individui che scelgono liberamente ha conferito valore a Bitcoin, l'onere della prova ricade su North se vuole dimostrare che Bitcoin è uno schema di Ponzi. Tuttavia, la voce di Wikipedia sullo schema di Ponzi dimostra che la sua definizione non si applica a Bitcoin.

Ci sono diverse differenze chiave tra uno schema di Ponzi e Bitcoin. In primo luogo, gli schemi di Ponzi sono intrinsecamente fraudolenti. Quando si attua uno schema di Ponzi, i promotori mentono ai partecipanti e nascondono le informazioni chiave sul dove vanno a finire i loro fondi. Bernie Madoff, secondo il quale i rendimenti elevati della sua impresa erano basati su investimenti che in realtà non esistevano, è un ottimo esempio. L'emissione di falsi certificati di deposito perorata da Allen Stanford alle spalle di clienti inconsapevoli, è un altro esempio. Al contrario, Bitcoin non si basa sulla frode o sull'inganno. Bitcoin è un libro aperto, letteralmente. Il modello open-source impiegato da Bitcoin rende impossibile pretendere che sia una cosa mentre invece è un'altra. Chiunque è libero di ispezionare il codice base di Bitcoin per determinare da sé ciò che è o non è. Questa singola differenza distingue crudamente Bitcoin da uno schema di Ponzi.

La seconda differenza fondamentale tra Bitcoin e uno schema di Ponzi la troviamo nella differenziazione di Wikipedia tra uno schema di Ponzi ed uno schema piramidale. Uno schema di Ponzi richiede un operatore. "In uno schema di Ponzi, l'ideatore agisce come un “fulcro” per le vittime, interagendo con tutte loro direttamente." Bitcoin non è gestito da nessuno. Si tratta di un sistema decentrato – in termini Hayekiani, un ordine spontaneo. Chiunque può minare, acquistare o vendere bitcoin. E a differenza di Charles Ponzi, Bitcoin non ha un promotore che agisce come un fulcro. Il creatore(i) di Bitcoin è anonimo. (Nota: Bitcoin viene scritto con la lettera maiuscola quando si parla del software e della rete nel suo complesso, e in minuscolo quando si parla di unità monetarie individuali.)

La terza differenza è questa: "Uno schema di Ponzi afferma di contare su un qualche investimento esoterico e spesso attira investitori benestanti..." Bitcoin è l'opposto. E' open-source, e tutti sono liberi di utilizzarlo secondo il proprio livello di partecipazione. I programmatori possono leggere e persino modificare il codice sorgente. I crittografi possono studiare, e anche cercare di crackare, la matematica del sistema. E tutti, informatici e non, possono acquistare e vendere BTC (abbreviazione di bitcoin) senza capirne i meccanismi interni.

C'è un unico tratto che Bitcoin potrebbe avere in comune con gli schemi di Ponzi: un repentino apprezzamento del prezzo. Ma se questo tratto è tutto quello che serve per definire qualcosa come uno schema di Ponzi, allora innumerevoli titoli azionari che sono saliti alle stelle da un penny per azione a centinaia di dollari per azione dovrebbero considerati degli schemi di Ponzi.



La Logica di North sugli Schemi di Ponzi

Ora che è stata esposta la premessa fondamentale dell'articolo di North, cerchiamo di affrontare diverse dichiarazioni contenenti una logica difettosa o falsi presupposti.

  1. North dice Bitcoin è coperto "dal nulla." Questa è un'affermazione pretestuosa. Il fatto è che Bitcoin e la rete dei pagamenti comprendono codice informatico. Il browser che state utilizzando per leggere questo articolo è reale o composto dal nulla? Che Bitcoin non sia un bene fisico non significa che non sia composto dal nulla. Miliardi di persone, tra cui North, assegnano valore economico a tipi di cose che non hanno forma fisica. L'esempio più evidente a parte il codice informatico di aziende come Google o Apple, è la vasta offerta di dollari, la maggior parte dei quali esiste solo in forma digitale.

  2. North scrive: "Qualcosa che era prezioso di per sé, molto probabilmente oro o argento...." Niente è prezioso di per sé. Tutto il valore viene assegnato. Questa è l'ABC della teoria soggettiva del valore. North di certo lo sa, ma sembra che voglia affibiare all'oro e all'argento una sorta di valore intrinseco. Può far sentire bene crederlo (soprattutto se si possiede oro e argento), ma non è proprio vero. Oro e argento hanno molti usi, per esempio in elettronica o l'argento nella filtrazione dell'acqua. Ma la maggior parte del valore dell'oro è dovuto alla sua commerciabilità, la sua accettazione da parte di altri attori economici. Questa accettazione è un processo di rafforzamento reciproco attraverso cui le persone sono più disposte ad accettare oro perché gli altri sono più disposti ad accettarlo. L'esistenza di un ciclo di rafforzamento reciproco della domanda è noto come economia di rete. Alcuni esempi di economie di rete sono i telefoni cellulari, i fax, web browser e web server, caselli, stazioni di rifornimento e il denaro fiat.

  3. La differenza tra i beni delle economie di rete ed i beni ad uso diretto è che, per esempio, il piacere di una bistecca non passa dalla sua accettazione o uso da parte di altri. Un bene ad uso diretto soddisfa direttamente le esigenze di un individuo, mentre un bene dell'economia di rete deriva una parte significativa del suo valore dalla rete. La maggior parte dei prodotti che usiamo oggi sono una combinazione di entrambi.

    Dovrebbe essere quindi chiaro che le economie di rete da sole non sono sufficienti per trasformare un prodotto in uno schema di Ponzi. La maggior parte delle merci nelle economie di rete non è basata sulla frode e non ha un operatore centrale che trae profitto dal sistema. I beni dell'economia di rete raggiungono il successo mediante il loro uso basato sulla scelta dei consumatori.

    Chi vuole dimostrare che un bene rappresenta uno schema di Ponzi, deve dimostrare come si differenzia da un bene di un'economia di rete. Come sosteneva l'economista Austriaco Karl Menger, il denaro stesso (come merce di un'economia di rete) ha sostituito tutto ciò che non era denaro. Oro e argento sono emersi grazie ad una combinazione di tratti che sono desiderabili nella moneta-merce, ossia, scarsità, portabilità, uniformità, divisibilità e durabilità. Altre merci che storicamente sono state denaro, come il sale o le sigarette nelle carceri, sono solo in possesso di un sottoinsieme di questi tratti.

    Le economie di rete possono andare e venire. Un esempio è la moda. Un look particolare può andare di moda e finire fuori moda molto rapidamente o molto lentamente. Durante il periodo in cui una moda è popolare, molti negozi d'abbigliamento e di scarpe possono trarre profitto servendo i gusti dei consumatori. Quando quel determinato look passa di moda, i produttori di abbigliamento devono passare a produrre qualcos'altro o uscire dal mercato. La moda è uno schema di Ponzi, o semplicemente un mercato che segue i gusti dei consumatori? Quasi nulla è permanente nel mercato. Ogni volta che una bene popolare cade in disgrazia, vuol dire che era una truffa?

  4. North scrive: "Ma i bitcoin sono unici. Il denaro è stato deviato sin dall'inizio." Chiamandolo denaro, North si contraddice. Unico? Con la moneta fiat, lo stato devia una parte del denaro che stampa. E' una procedura operativa standard.

  5. Con il denaro del mercato, coloro che lo utilizzano per primi hanno sempre tratto profitto dalla loro lungimiranza. Il creatore(i) di Bitcoin può essere seduto su un sacco di bitcoin; io non lo so. Ma non c'è niente di unico. I primi si prendono anche un sacco di rischi. Il fondatore di ogni azienda multi-miliardaria ha montagne di azioni al momento della costituzione della società. Questo non significa che il denaro sia stato dirottato. Ciò che rende unico Bitcoin rispetto a tutte le valute fiat è che c'è un limite a quanti ne possono essere creati/minati. Il denaro fiat può essere replicato senza limiti sui computer delle banche centrali.

  6. North afferma: "Il denaro si sviluppa da scambi di mercato." Sì, ed è quello che sta accadendo con Bitcoin. La gente ha cominciato ad usarlo fin dall'inizio sapendo che non era denaro secondo la definizione Austriaca di merce più commerciata. Eppure hanno continuato ad usarlo per gli scambi di mercato. Potevano farlo perché Bitcoin è anche un sistema di pagamento che permette transazioni sicure peer-to-peer senza costi. Tale caratteristica di per sé rappresenta una grande utilità. Se Bitcoin diventerà denaro secondo la definizione Austriaca, sarà la conseguenza di innumerevoli scambi di mercato.

  7. Quando North dice: "Bitcoin non può servire il consumatore. Non c'è niente da consumare," fa una dichiarazione assurda. Come se un cliente non potesse essere servito senza consumo! Quand'è stata l'ultima volta che North ha consumato una moneta d'oro? Mai, perché l'oro non si consuma. Anche se quello nei gioielli può essere rimodellato in monete o in qualsiasi altra forma. Una merce non deve essere consumabile per essere una moneta utile. Mentre è vero che le forme di denaro nell'era pre-digitale si originavano da beni di consumo, oggi miliardi di persone hanno conosciuto solo denaro scoperto.

  8. North continua con affermazioni più assurde: "Ma la caratteristica fondamentale del denaro è il suo potere d'acquisto relativamente stabile." Il potere d'acquisto stabile è auspicabile nella moneta, ma non è certamente la sua caratteristica fondamentale. Piuttosto, la caratteristica fondamentale della moneta è che rappresenta il bene più richiesto in una data economia.

  9. North continua ad indicare il dollaro statunitense come moneta, eppure anche il calcolatore dell'inflazione degli Stati Uniti (che statisticamente "aggiusta" al ribasso le cifre reali) mostra che dal 1988 il dollaro USA ha perso la metà del suo potere d'acquisto. Nella vita di mia nonna, il dollaro USA ha perso oltre il 96% del suo potere d'acquisto. In questo periodo diversi beni hanno avuto più stabilità nel loro potere di scambio rispetto al dollaro USA. Se la stabilità del potere d'acquisto fosse la caratteristica fondamentale della moneta, allora il dollaro non dovrebbe essere più considerato moneta.

    Spesso, nei suoi scritti, North indica l'oro e l'argento come denaro-merce più desiderabile. Tuttavia, il prezzo dell'oro è passato da $35 a $1,910/oz. Forse la volatilità al rialzo è accettabile per North, con l'eccezione di Bitcoin naturalmente.

  10. North costruisce una tesi sulla fallacia dell'uomo di paglia, inquadrando Bitcoin non come una valuta internazionale open-source ed un sistema di pagamento, ma piuttosto come un investimento guidato da una mania. Scrive: " Ogni volta che qualcuno cerca di vendere un investimento che si basa sull'analisi economica di un mercato -- un'analisi che non può assolutamente essere vera -- non comprate quell'investimento." Ora che i suoi argomenti di teoria monetaria relativi a Bitcoin hanno fallito, indica il rapido aumento dei prezzi di Bitcoin come prova della sua natura fraudolenta. Forse Bitcoin è in bolla e il prezzo crollerà. Forse sarà superato da un'altra cripto-valuta. Forse il rapido aumento dei prezzi sta puntando ad un'esigenza mondiale per una forma di pagamento sicura, senza confini, da persona a persona, priva di spese. Il fatto è che nessuno sa perché il prezzo di Bitcoin è quello di adesso, o quale sarà in futuro. Le argomentazioni di North, e soprattutto, il suo uso dell'economia Austriaca come scusa dei suoi attacchi, sono infondate e fuorvianti.

  11. Come notato sopra, il denaro viene considerato come tale a causa della sua commerciabilità, quindi esso gode di una componente circolare ed appartenente all'economia di rete. Quando una merce viene usata come denaro, il suo valore aumenta in risposta. E a differenza degli asset fruttiferi, non c'è modo di dire se sia sopravvalutata perché non è possibile calcolare un rendimento. Non dovete credere che Bitcoin sia un buon investimento per utilizzarlo negli scambi. Molte persone ogni giorno usano dollari sapendo che il loro potere d'acquisto molto probabilmente continuerà a diminuire.

  12. Un ultimo esempio della logica di North sugli schemi di Ponzi mascherato da tesi sensata: "La mania ha distrutto l'uso di Bitcoin come denaro. E' troppo volatile di prezzo per servire come moneta. Cos'è denaro: il dollaro o Bitcoin? La risposta è ovvia: il dollario." Quindi, seguendo la sua linea di pensiero, i dollari sono denaro. Giusto. Eppure, in tutto il corso della storia ogni moneta fiat caduta nell'oblio era denaro (secondo la logica di North) prima che venisse iperinflazionata. Passare dallo status di denaro al non avere più valore, è il caso più estremo di volatilità -- volatilità terminale per così dire. Per Bitcoin non è andata così -- al contrario -- rendendo contraddittoria la tesi di North. Una volta che il dollaro avrà perso il 99% del suo potere d'acquisto (anziché il 96%+), sarà ancora considerato denaro? Inoltre, se si definisce il denaro come un mezzo di scambio, vediamo che Bitcoin viene usato molte migliaia di volte al giorno in cambio di migliaia di prodotti e servizi diversi. Quindi a questo proposito già è stato e continua a "servire come denaro."

  13. E' vero che se il tasso di cambio di Bitcoin continua ad essere molto volatile, i bitcoin saranno poco adatti come moneta nel lungo termine. Ma è ancora un esperimento in fasce. Durante la fase di uso di qualsiasi merce come denaro, il potere d'acquisto aumenta rapidamente (dal suo valore iniziale come merce non monetaria) man mano che più persone la utilizzano. Se siamo nella fase d'uso di Bitcoin come denaro, sarebbe normale che il suo potere di acquisto aumenti rapidamente.

    E' anche vero che nelle bolle, il potere d'acquisto di un asset aumenta rapidamente, quindi un aumento del prezzo da solo non ci dice se siamo nella fase d'uso o in una bolla. Le bolle possono essere caratterizzate da asset fruttiferi quali azioni, partecipazioni azionarie, obbligazioni e immobili, venduti a ritorni molto bassi e valutazioni elevate. Ma il denaro di per sé non ha alcun rendimento; l'investimento di denaro ha una resa. Solo il tempo dirà se Bitcoin è attualmente in bolla o in fase d'uso come moneta. Se, per esempio, il suo valore si triplicasse da qui e poi si stabilizzasse, in retrospettiva questo periodo non verrebbe visto come una bolla.



Bitcoin vs Oro & Argento

Ora che è ovvio che Bitcoin non è uno schema di Ponzi, possiamo spostare la nostra attenzione e vedere come Bitcoin sia all'altezza dell'oro e dell'argento come bene di un'economia di rete. Torniamo ai tratti desiderabili del denaro-merce: scarsità, portabilità, omogeneità, divisibilità e durabilità.

Scarsità: Oro e argento sono scarsi. Sono diventati sempre più difficili da trovare ed estrarre. Ci sono tracce di oro in tutta la crosta terrestre e nel mare, ma non esiste nessuna tecnologia che possa estrarlo senza costi enormi. Può sorprendere un po' che l'alluminio solesse avere più valore dell'oro, ma le innovazioni tecnologiche nel XIX secolo resero più economica l'estrazione dell'alluminio. Bitcoin è intrinsecamente scarso in virtù della crittografia matematica sottostante, la quale fissa un limite rigido a 21 milioni di bitcoin. Mentre l'offerta raggiunge suddetto limite, i bitcoin aggiuntivi potranno essere estratti con una difficoltà crescente. A questo proposito, Bitcoin è diverso dall'oro e dall'argento che, seppur difficili da produrre, non hanno un tetto conosciuto sulla loro offerta. Non c'è garanzia, per esempio, che non potrebbero esistere grandi depositi sconosciuti di tali metalli.

Portabilità: Rispetto ad alcune altre materie prime di grande valore, l'oro e l'argento sono abbastanza portabili, ma quando considerati come denaro-merce sono molto pesanti da trasportare in qualsiasi somma considerevole. Ciò li rende estremamente scomodi come monete, motivo per cui entrò in uso la cartamoneta coperta dalla merce. Bitcoin vince a man bassa naturalmente, poiché l'unico peso che una persona deve trasportare è quello del dispositivo in cui sono immagazzinati i bitcoin, come ad esempio un telefono cellulare. E, a differenza dei metalli, i bitcoin possono essere trasportati su qualsiasi computer.

Uniformità: Bitcoin è superiore all'oro e all'argento, perché entrambi i metalli sono facilmente adulterabili. Uno dei modi in cui le monete d'oro e d'argento vennero svalutate in passato fu attraverso i metalli più comuni. Il denario romano era inizialmente costituito da argento quasi puro, ma i regni successivi lo svilirono continuamente fino a che arrivò a contenere solo il 2% d'argento. Un esperto di metallurgia può dirvi (a pagamento) se una moneta o una barra contiene la concentrazione presunta di oro o argento. Un profano no. I bitcoin al confronto sono completamente uniformi, e non vi è alcun meccanismo attraverso il quale possano essere adulterati.

Divisibilità: Oro e argento sono entrambi molto divisibili, ma solo con le competenze e le attrezzature specializzate. Non è possibile mozzare tanto facilmente 1/3 di una moneta d'oro per pagare un biglietto aereo, o comprare la cena per 1.65 monete d'argento. Bitcoin vince ancora a man bassa, in quanto è immediatamente ed esattamente divisibile fino allo 0.00000001 di un bitcoin (chiamato un "satoshi").

Durabilità: A prima vista sembrerebbe che l'oro e l'argento possano vincere a man bassa, ma secondo me vince ancora una volta Bitcoin. E' facile scalfire e graffiare l'oro, ma a suo credito bisogna dire che è praticamente indistruttibile. Ma se una moneta d'oro viene danneggiata o piegata, un venditore potrebbe esitare ad accettarla. Certo, un esperto potrebbe rimodellare (a pagamento) il contenuto di metallo della moneta danneggiata, quindi in tal senso è resistente. Ma Bitcoin ha una durabilità diversa, e forse più pratica. Vale a dire, è possibile effettuare un numero qualsiasi di copie di backup dei vostri bitcoin. Mentre una chiavetta USB contenente il proprio wallet.dat è suscettibile alla rottura, tale file può essere memorizzato su un numero qualsiasi di altri dispositivi digitali. Questa è una sorta di durevolezza che l'oro e l'argento non possono offrire. Potete portare con voi i vostri bitcoin su un dispositivo mobile, lasciarli a casa in una pen drive, forse anche memorizzati in un altro stato o paese in caso di emergenza.

Un'altra caratteristica di Bitcoin, spesso non affrontata nella teoria monetaria tradizionale, è la sicurezza. I wallet di Bitcoin sono criptati. Se il dispositivo di archiviazione viene rubato, finché disporrete di una copia del vostro wallet avrete ancora i vostri bitcoin da spendere. Lo stesso non si può dire per l'oro o l'argento. Vengono, purtroppo, facilmente rubati o confiscati. E se non vi trovate nel luogo in cui sono immagazzinati il vostro oro e argento quando ne avete bisogno, siete sfortunati. Per essere onesti, vale la pena ricordare che i bitcoin non sono categoricamente immuni dal furto digitale, quindi a seconda della situazione il vostro denaro è sempre soggetto ad un certo livello di rischio.

Mi sono concentrato sull'oro e l'argento per la loro importanza storica come denaro, perché North si concentra su di loro nei suoi scritti e perché la scuola Austriaca ha molto da dire a riguardo. Se dovessi scegliere una moneta-merce, certamente sarebbe l'oro e l'argento per le ragioni sopra esposte. Il mio scopo non era quello di suggerire che non siano adatti come denaro, ma piuttosto dimostrare che Bitcoin condivide, e in alcuni casi supera, i tratti che rendono l'oro e l'argento buone forme di denaro.

La grande debolezza di Bitcoin è anche la sua forza: per funzionare richiede energia elettrica ed una rete di computer. In una catastrofe come un disastro naturale, i bitcoin non sarebbero di alcuna utilità. Questa è una considerazione importante, e in una crisi dove le reti elettriche venissero chiuse a tempo indeterminato, anche la cartamoneta probabilmente diventerebbe inutilizzabile. Avere oro e argento a portata di mano sarebbe chiaramente la scelta auspicabile in questo scenario, ma cibo, alcol, forniture mediche e mezzi di autodifesa avrebbero probabilmente una priorità uguale o maggiore. In altre parole, in una situazione catastrofica è probabile che verrebbe riscoperto il baratto, e dal momento che pochissime persone hanno monete d'oro e d'argento a portata di mano, non serviranno cme denaro.



Conclusione

Se Bitcoin non potrà mai essere denaro per le ragioni sostenute da North, come è possibile che il dollaro è stato denaro per così tanto tempo? Il corso legale non è una risposta valida perché non ha impedito che le altre valute fiat diventassero inutili.

Più persone faranno transazioni con Bitcoin senza alcuna coercizione o costrizione giuridica, tanto più sarà utilizzato come denaro di libero mercato. Poiché Bitcoin non è legato ad una regione politica, non ha bisogno di superare la frequenza di utilizzo del dollaro per essere considerato denaro. Anche questa è un'altra fallacia dell'uomo di paglia data in pasto al lettore. E' anche una fallacia del falso dilemma. È possibile scambiare Bitcoin con le altre valute fiat. Forse North non considera denaro le valute di decine di piccoli paesi. Quando un numero maggiore di transazioni internazionali giornaliere sarà operato in Bitcoin piuttosto che in bolivianos o dirham o dollari delle Bermuda o ngultrums bhutanesi, North continuerà a negare che Bitcoin è denaro?

North si è tremendamente sbagliato per quanto riguarda il millennium bug. Nessuno sa se la sua previsione su Bitcoin è destinata ad avverarsi. Ma se sarà così, la causa della caduta di Bitcoin non sarà per queste tesi vuote.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli