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Francesco Simoncellinoreply@blogger.comBlogger1792125
Aggiornato: 1 ora 3 min fa

Donald Trump: luci e ombre

Mer, 01/06/2016 - 10:03




di David Stockman


L'America avrà bisogno del favore incondizionato dell'Onnipotente se Donald Trump diventerà il nostro 45° presidente. Ciononostante benedetto sia Donald per aver sbaragliato la concorrenza alle primarie repubblicane.

A meno che non venga distrutto il partito repubblicano, non c'è speranza per un futuro di prosperità capitalistica, una società libera in patria e la pace nel mondo. E, perbacco, Trump potrebbe riuscirci.

Dobbiamo essere chiari. Non c'è più un partito repubblicano preoccupato per la gente comune e per il sentiero verso cui s'è incamminata l'America. Ciò che ne rimane non è nemmeno la velata xenofobia, il cripto-razzismo e le credenze della destra populista che Trump sta chiamando con successo alle armi politiche.

Il fatto è che il GOP è diventato un Partito della Guerra. Situato comodamente nella Città Imperiale, opera con una pletora di gruppi di pressione che sottoscrivono le campagne elettorali bi-annuali dei suoi operatori.

Nel frattempo i politici del GOP spendono il loro tempo nella capitale e nelle visite ufficiali a raccontare storie spaventose su minacce terroristiche e regimi ostili. Così facendo, essi vedono nemici dell'Impero Americano ovunque e addirittura anche su queste sponde.

In una parola, come Partito della Guerra, l'attività principale del GOP è diventata quella di promuovere il programma, le campagne, le macchinazioni e la gloria della Città Imperiale. Ogni volta che la sua retorica su uno stato minimo e sulla prudenza fiscale diventa scomoda per le esigenze del complesso militare/industriale, o per i fondi dei suoi gruppi di pressione, la piattaforma economica presumibilmente conservatrice del GOP diventa rapidamente "non operativa" (parafrasando Nixon).

Non c'è miglior esempio dei senatori Lindsay Graham e John McCain per descrivere tutto ciò. La loro agenda promuove esclusivamente progetti all'estero, occupazioni, alleanze e manovre di Washington. Viaggiando a Tel Aviv su base regolare, mostrandosi a Kiev e dando lezioni ai cinesi sul diritto marittimo nelle acque internazionali, per esempio, non hanno fatto altro che imitare in modo comico i senatori romani del primo secolo avanti Cristo. Probabilmente si credono addirittura tali.

Eppure dopo decenni a Washington loro e la maggior parte dei loro colleghi al senato, non hanno realizzato nulla che ricordi le vecchie tradizioni repubblicane. Infatti, nel periodo 2000-2006, quando i repubblicani controllavano il Congresso e la Casa Bianca, non un singolo programma dello stato sociale o delle agenzie governative è stato eliminato o addirittura riformato, mentre sono state approvate nuove espansioni nel settore scolastico, nel Medicare, nell'agricoltura, nei sussidi all'energia alternativa e molto altro ancora.

Di conseguenza la quota della spesa federale in rapporto al PIL è cresciuta più velocemente rispetto a qualsiasi altro periodo storico; e i $4,000 miliardi di nuovo debito pubblico aggiunti durante gli otto anni di Bush, hanno distrutto tutti i record precedenti in tempo di pace.

Anche quando artisti del calibro di Graham e McCain hanno occasionalmente messo in pausa le loro avventure all'estero, l'idea di ridurre lo stato sociale o di pareggiare il bilancio non li ha sfiorati minimamente. McCain ha abbracciato i salvataggi di Wall Street nell'autunno del 2008, ponendo così fine una volta per tutte alla credibilità del GOP in materia di santità del libero mercato e opposizione al capitalismo clientelare.

Graham ha fatto di peggio. Ha abbracciato la presunta scienza del riscaldamento globale, la carbon tax e la vasta espansione dello stato burocratico.

Il GOP è diventato parte integrante della classe dirigente di Washington. Non ha passione — solo a parole — per la teoria anti-Washington su cui è stato fondato il partito repubblicano.

Una volta il GOP era a favore del libero mercato, della rettitudine fiscale, della moneta sonante e di un governo minimalista. Calvin Coolidge fece un buon lavoro. E anche Warren G. Harding ci ha portato fuori dal business dell'intervento estero — un percorso che il grande Dwight D. Eisenhower riuscì a seguire abbastanza costantemente nelle condizioni di gran lunga più difficili durante la guerra fredda.

Ma questi erano i figli della vecchia scuola americana — Massachusetts, Ohio e Kansas. In quanto uomini di passaggio a Washington, sono sempre stati scettici e cauti riguardo le missioni statali in patria o all'estero.

Harding la definiva ritorno alla "normalità". Coolidge diceva che Washington dovesse badare ai suoi affari. E Ike ridusse di un terzo la componente militare dello stato, concludendo le guerre di Truman senza iniziarne di nuove, resistendo al programma interventista dei fratelli Dulles, pareggiando il bilancio e congelando il New Deal.

La folla repubblicana di oggi non è affatto paragonabile. Vive nella capitale, abbracciandone pienamente progetti e pretese, e visitando le province il meno possibile. Ed è per questo che Trump li fa tremare, addirittura li ha pietrificati.

A dire il vero, ci sono molte cose brutte, superficiali e stupide nella piattaforma elettorale di Donald Trump, se la si può chiamare così. Al cuore del suo messaggio ci sono due proposizioni che instillano il terrore nei cuori del GOP e della Città Imperiale.

Vale a dire, la sua campagna è auto-finanziata e insiste pomposamente sul fatto che l'America sia messa male a livello mondiale.

La prima di queste proposizioni dice esplicitamente alle legioni di lobby d' andarsi a fare una passeggiata, e ciò comporta una minaccia mortale per la raccolta fondi del GOP. E mentre il "cattivo affare" all'estero riguarda il NAFTA e il nostro deficit commerciale con la Cina da $500 miliardi, si tratta in realtà di un attacco contro l'Impero americano.

Il popolo americano è stanco delle guerre di neocon come Lindsay Graham/John McCain/George Bush; ed è infastidito dai massicci oneri fiscali delle nostre alleanze, delle basi militari estere e degli aiuti economici. Soprattutto non sopporta l'enorme costo dei nostri impegni con reliquie del passato come la NATO, lo stazionamento di truppe in Corea del Sud e il trattato di difesa con l'incorreggibile Giappone, il quale ancora manipola palesemente le regole del commercio contro le esportazioni americane.

In breve, Trump sta stimolando un impulso nazionalista/isolazionista che scorre tra la gente comune, la quale è stanca ed economicamente precaria. Egli è abbastanza intelligente da auspicare nei suoi discorsi una sorta di protezionismo commerciale. Ma se fosse Pat Buchanan a scrivere i suoi discorsi, sarebbe più erudito ed esplicito circa la follia dell'Impero americano, ma il messaggio sarebbe lo stesso.

Ecco perché il Partito della Guerra è così disperato e perché la sua ultima grande speranza è il senatore dalla Florida. In realtà Marco Rubio è un tipo antipatico che vuole essere presidente, così da poter giocare con armi, aerei, navi e bombe. Egli è una creatura della Città Imperiale.

Fino all'ultima sfumatura della sua insipida visione del mondo neocon, per non parlare della recitazione monotona dell'eccezionalismo americano, sembra essere nato all'interno del Congresso, cresciuto da politici e formato dai portavoce della Camera.

Marco Rubio non è altro che un repubblicano amante dello stato militare. Quando parla di ripristinare la grandezza americana, intende attraverso l'agenzia imperiale di Washington. Non ha alcuna affinità con Harding, Coolidge o Eisenhower. Nessuno di loro era intento a setacciare la Terra per dare la caccia ai mostri, come propone Rubio in ogni discorso.

Ogni volta che questo sapientone ingenuo castiga Obama per una leadership debole e un presunto fallimento in Siria, Libia, Iraq, Yemen e innumerevoli altri posti, il fantasma di John Quincy Adams dovrebbe rivoltarsi nella tomba. Rivoltare il globo come un calzino alla ricerca di mostri da distruggere, è esattamente ciò che vuole questo piccolo Napoleone.

Allo stesso modo, nessuno dei grandi repubblicani del passato avrebbe strappato un accordo commerciale come quello conquistato a fatica con l'Iran, come invece Rubio non smette mai di dire. La sua opposizione alla pace e alla sanità mentale, infatti, è una prova schiacciante.

Il Partito della Guerra a Washington e Tel Aviv ha trascorso gli ultimi 30 anni a tessere un tessuto di menzogne ​​sul regime iraniano, perché entrambi hanno bisogno di un nemico al fine di mobilitare i loro collegi elettorali nazionali. La verità è che nonostante i loro ammonimenti teocratici all'Impero americano dopo che venne terminato in modo pacifico il regno cruento della Shah, gli iraniani non hanno mai aspirato a costruire armi nucleari, non hanno condotto neanche una frazione del terrorismo punito da Washington con droni, bombe e missili, e non hanno mai minacciato la sicurezza del popolo americano.

Nel denunciare l'accordo iraniano, Rubio sta abbracciando il trentennale tessuto di bugie di Washington ​​sull'Iran e la politica estera distruttiva neocon di cui non è che un'estensione funesta.

Di buono in Trump c'è che in questo frangente è il solo che può fermare il senatore Marco Rubio. Solo l'enfasi sfacciata di Trump può spodestare l'ideologia neocon tossica che ha mutato il GOP nell'ancella del complesso militare/industriale.

Infatti Rubio è il peggio che abbiano partorito i neocon di Washington. Anche George Bush non è stato convinto a bombardare Teheran, a causa della magrezza delle prove e delle terribili implicazioni scaturenti un genocidio contro una nazione innocente composta da 80 milioni di vite.

Eppure l'impettito senatore della Florida, che non sa neanche cosa significhi il Senato, ma trasuda pretese napoleoniche e manie di grandezza, potrebbe facilmente fare di peggio.

Questo ci porta a quello che c'è di cattivo in Trump. Anche se Trump parla di una tempesta populista e rimprovera l'Impero di Washington con l'insolenza che merita pienamente, le sue proposizioni sono fondamentalmente sbagliate. Egli insiste sul fatto che i mali della nazione derivino da politici incompetenti che fanno cattivi affari.

Ma questo non è corretto. Il problema sono le cattive politiche e le idee distruttive nelle mani di politici in carriera, i quali sono estremamente competenti ad orchestrare la macchina dello stato contro la libertà e la prosperità dei suoi cittadini.

Nella gerarchia delle cose che necessiterebbero un cambiamento radicale, i cavalli di battaglia di Trump — il NAFTA, le pratiche commerciali cinesi, i clandestini e il pericolo di rifugiati musulmani — sono un'inezia. Lo stesso vale per la salvaguardia del Secondo Emendamento o la costruzione di una nuova versione della Trump Tower sul Rio Grande.

Il fatto è che Trump ha modellato la sua piattaforma elettorale, apppellandosi opportunisticamente alle sensazioni più timorose e bigotte dell'elettorato. Non ha assolutamente una parvenza di programma di governo coerente — e nemmeno uno incoerente!

Invece il suo tono è costituito da retorica e travasi di bile. Si basa sulla proposizione estremamente pericolosa che ciò di cui ha bisogno Washington, è un affarista furbo che possa gestire meglio le agenzie governative in patria e che faccia correre ai ripari i leader all'estero.

Potreste chiamarla sindrome dell'Uomo sul Cavallo Bianco, e provare pietà per il cavallo.

Ma non abbiate pietà per la nazione. Purtroppo le persone ottengono sempre ciò che si meritano. Hanno permesso ad entrambi i partiti politici e alle agenzie governative di tradirli impunemente.

Oggi c'è una carenza di nuovi posti di lavoro in America, per esempio, perché il Partito Democratico protegge come un cane da guardia la più grande agenzia di distruzione dei posti di lavoro nel paese.

Vale a dire, le cosiddette leggi di base sul lavoro: l'imposta sui salari per la previdenza sociale, il salario minimo e il NLRB. Queste reliquie del New Deal sono le prove di come i democratici siano sensibili ai gruppi di pressione — cioè, ai sindacati.

Ma in un mercato globale in grado di mobilitare il lavoro da ogni risaia e borgo remoto del pianeta, il protezionismo permesso ai sindacati industriali mette in pericolo i pochi posti di lavoro rimanenti nel settore manifatturiero. Allo stesso tempo, il salario minimo impedisce la nascita di nuovi posti di lavoro nel settore dei servizi, mentre il mito dell'assicurazione sociale — tra cui l'Obamacare — spinge i datori di lavoro a non assumere.

Detto in modo diverso, la cosa più stupida che Washington possa fare per un posto di lavoro da $40,000 l'anno, in un'economia in cui il lavoro è troppo caro e non competitivo rispetto alla gran parte del mondo, è quello di chiedere $17,000 in imposte sui salari e imporre l'Obamacare ai datori di lavoro prima che i lavoratori ricevano un centesimo della loro paga.

E, no, la soluzione non è quella d'abolire la previdenza sociale e gettare per le scale i vostri nonni. Al contrario, se l'organizzatore delle comunità che è finito casualmente alla Casa Bianca in base alla sua retorica anti-guerra non avesse sposato l'ideologia insensata "dell'assicurazione sociale", avrebbe potuto abolire i $1,200 miliardi l'anno d'imposte sui salari — il martello che abbatte lo standard di vita del lavoratore medio giorno dopo giorno — e sostituirli con una tassa sui consumi del 10%.

Inutile dire che in una nazione da 252 milioni d'adulti, in cui solo 123 milioni lavorano a tempo pieno, potremmo arrangiarci con meno consumi e più ore di lavoro e produzione — quindi dovremmo tassare i primi, non i secondi. Infatti una nazione che sta invecchiando e che sta diventando più grassa e più scema mentre guarda la TV o bighellona su Internet otto ore al giorno, dovrebbe preoccuparsi meno dello shopping e più del lavoro — o finirà in bancarotta sociale e fiscale tra un decennio o giù di lì.

Allo stesso modo, il grande peso sul lavoro imposto dalla previdenza sociale potrebbe essere ulteriormente alleviato con l'imposizione di un test più stringente suoi propri mezzi. In ogni caso, pochi pensionati hanno guadagnato nell'effettivo una cifra vicina ai $450,000 tra previdenza sociale e Medicare mediante i loro contributi.

Infatti tassare i ricchi che giocano a golf in Florida e raccolgono $50,000 l'anno tra prestazioni del Medicare e della previdenza sociale, è stata una misura di facile attuazione da parte del grande pensatore ora in carica alla Casa Bianca. Ma quando si tratta di nutrire il racket del lavoro organizzato, il cervello viene spento e s'agisce senza pensare.

Alla fine l'America si trova su un pendio scivoloso verso la bancarotta, perché il welfare/warfare state sta soffocando quello che una volta era un capitalismo prospero e una società libera e resiliente che vedeva scarse intrusioni da parte della macchina dello stato.

Ma ora entrambi i partiti sono diventati ancelle dello stato. Domiciliati nella Città Imperiale, da tempo hanno tradito i loro principi fondanti a favore della permanenza in carica, il potere e il racket dei gruppi di pressione che li tengono in carica.

Forse lo slancio sorprendente e palpabile di Trump verso la Casa Bianca avrà un risvolto salvifico. La sua campagna incessante contro i "politici" e i racket di Washington potrebbe abbattere le ipocrisie di entrambi i partiti.

Ci potrebbero essere sorti peggiori tra le alternative.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


Bernie Sanders: un keynesiano sotto steroidi

Mar, 31/05/2016 - 10:16




di Gary North


Se la madre di Forrest Gump fosse qui, ci rammenterebbe questa verità fondamentale: "Socialismo è, chi socialismo fa." Con tutto il trambusto che circonda la campagna elettorale di Bernie Sanders, applichiamo questo principio al suo messaggio.

Da quanto ho letto, non ha raccomandato che il governo federale nazionalizzasse le industrie americane. Non ha quasi per niente auspicato che lo stato mettesse le mani su alcuna proprietà.

Se il socialismo non significa proprietà statale dei mezzi di produzione, allora cosa significa? Se la caratteristica distintiva dell'ideologia socialista non è la proprietà statale, allora come possiamo distinguere il socialismo dalle politiche keynesiane? Se il socialismo è semplicemente un'estensione dell'idea keynesiana alla cui base ci sono deficit pubblici e un'inflazione monetaria da parte della banca centrale, allora com'è distinguibile da quello che accade oggi?

In altre parole, dalla retorica utilizzata da Bernie Sanders nella sua campagna elettorale, egli è semplicemente un'altra versione di quello che abbiamo già visto negli Stati Uniti fin dalla fine della seconda guerra mondiale. Io lo definisco keynesismo sotto steroidi.

Mi rendo conto che egli stesso si definisca socialista. Mi rendo anche conto che praticamente ogni keynesiano si definisca capitalista. La domanda è questa: qual è il contenuto economico, analiticamente parlando, propugnato da un auto-proclamato socialista o capitalista?



IL MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA

Torniamo ai famosi 10 punti di Karl Marx che definiscono l'ordine socialista di transizione dopo la rivoluzione proletaria, ma prima dell'arrivo del paradiso comunista, che Marx prudentemente descrisse in un misero paragrafo all'interno di un manoscritto inedito.

Per quanto possa ricordare, ho sentito conservatori citare i 10 punti del Manifesto del Partito Comunista ed affermarne la presenza nel mondo di oggi.

Invece le cose non stanno così e mai lo saranno.

Ecco i 10 punti.

  1. Abolizione della proprietà fondiaria ed applicazione di affitti su terreni per scopi pubblici.

  2. Una pesante e progressiva imposta sul reddito.

  3. Abolizione di tutti i diritti di eredità.

  4. Confisca della proprietà di tutti gli emigrati e dei ribelli.

  5. Accentramento del credito nelle banche dello Stato per mezzo di una banca nazionale con capitale dello stato e monopolio esclusivo.

  6. Accentramento dei mezzi di comunicazione e di trasporto nelle mani dello Stato.

  7. Estensione delle fabbriche e degli strumenti di produzione di proprietà dello Stato; messa in coltura di terreni incolti, e miglioramento del suolo in accordo con un piano comune.

  8. Pari obbligo al lavoro. Istituzione di eserciti industriali, specialmente per l'agricoltura.

  9. Combinazione di agricoltura con industrie manifatturiere; graduale abolizione delle distinzioni tra città e campagna per una distribuzione più uniforme della popolazione.

  10. Istruzione gratuita per tutti i figli nelle scuole pubbliche. Abolizione del lavoro minorile in fabbrica nella sua forma attuale. Combinazione di formazione con produzione industriale, ecc.

In occidente è stato applicato il secondo punto: imposta progressiva sul reddito. Il decimo punto, istruzione finanziata con le tasse, ha avuto inizio nel Massachusetts una decina di anni prima che apparisse il manoscritto di Marx in forma anonima in tedesco.

A parte questi due punti, in occidente gli altri otto punti non sono mai stati applicati. E in ciascuna di queste due aree le cose sono migliorate.

1. Abolizione della proprietà fondiaria. Questo punto parla da solo.

2. Un'imposta sul reddito pesante e progressiva. Il governo federale ha imposto una tassa sul reddito, ma venne approvata sotto Woodrow Wilson come misura speciale in tempo di guerra. Di certo non è stata approvata perché sponsorizzata da un qualsiasi partito politico socialista. Abbiamo visto aliquote fiscali del 91% per le fasce sociali più alte sotto Dwight Eisenhower e John F. Kennedy. Ma poi sono scese al 70% sotto Lyndon Johnson, e al 29% sotto Ronald Reagan. Le aliquote marginali nei paesi scandinavi sono decisamente peggiori, e la Gran Bretagna ha avuto livelli tributari elevati per un lungo periodo di tempo. Ma aliquote marginali elevate per i ricchi sono sempre state popolari tra gli elettori. Questo perché erano socialisti; sono solo ladruncoli che credono in questo comandamento: "Non rubare, a meno che non hai la maggioranza dei voti." Per oltre un secolo questa prospettiva è risultata fondamentale nella teoria politica occidentale. Ma le persone che la favoriscono non si definiscono socialiste, e hanno ragione. Credono solamente che sia legittimo imporre aliquote marginali elevate sui ricchi. Così i ricconi ingaggiano avvocati e fanno donazioni al PAC, per cui negli Stati Uniti il tax rate effettivo imposto loro è ben al di sotto del 20%. I democratici sotto Obama o Clinton non hanno fatto niente per cambiare questa situazione. È "tutto come al solito" a Washington.

3. Abolizione di tutti i diritti all'eredità. Questa misura è stata imposta ai ricconi, ma non in modo totale. Il governo federale si prende circa il 55%, ma i ricchi hanno eluso questa misura con la creazione di fondazioni esenti da tasse, e cedono i loro beni a queste fondazioni. Poi i loro figli e figlie finiscono nel consiglio d'amministrazione, o in qualche modo ricevono un indennizzo.

4. Confisca della proprietà di emigranti e ribelli. Beh, ne abbiamo avuto un assaggio nel decennio successivo alla rivoluzione americana, quando circa 100,000 lealisti fuggirono dal paese, ma stiamo parlando di molto tempo fa.

5. Accentramento del credito da parte dello Stato. Ci sono certamente le banche centrali. Negli Stati Uniti c'è stata sin dal 1913. Le banche regionali del Federal Reserve System sono di proprietà privata. La banca centrale ha il monopolio, ma i banchieri commerciali sono autorizzati a fare più o meno ciò che vogliono con i loro soldi. Sebbene ci sia stato un accentramento di tipo keynesiano, non c'è mai stato nulla di simile ad un monopolio di stato del sistema bancario. Ciò vale per tutto l'occidente.

6. Accentramento dei mezzi di comunicazione e di trasporto nelle mani dello Stato. Dal telegrafo a Internet, abbiamo avuto la proprietà privata. La privatizzazione sta accelerando. Pensate a come l'email abbia spodestato le Poste.

7. Accorpamento dell'agricoltura con le industrie manifatturiere. La proprietà privata di aziende e fabbriche è stata perlopiù una costante in America. Nessun politico sta chiedendo la nazionalizzazione delle fabbriche e delle aziende agricole. Nessuno all'interno dei due principali partiti politici americani ha mai chiesto una cosa del genere. Alcuni gruppi socialisti o marxisti possono averlo proposto, ma non è accaduto molto spesso. I sindacati hanno voluto una fetta più grande della torta. Non hanno invocato il marxismo. L'IWW -- International Workers of the World (Wobblies) -- non è mai stato rappresentante dell'opinione sindacale.

8. Pari obbligo di tutti al lavoro. Questo punto non è mai stato applicato nei paesi occidentali. Le persone che avevano abbastanza soldi per non lavorare, non sono mai state costrette a lavorare dallo stato. Non abbiamo mai sentito parlare di queste persone. Sono ai margini estremi della società. Si tratta perlopiù di figli e figlie ricchi che hanno ereditato fondi fiduciari. Quante persone conoscete che vivono in una situazione simile? Io ne conosco un paio e lavorano. Possono non lavorare per un salario, ma sono coinvolti in attività caritatevoli, investimenti, e così via. Non ricordo alcun professore in tutti i miei anni di college e scuola di specializzazione che invocasse leggi sul lavoro obbligatorio imposte dal governo federale. Ho studiato in una scuola di specializzazione in cui c'era un uomo definito come il più importante dei giovani economisti marxisti, Howard Sherman, e non ha mai insegnato una cosa del genere. In realtà, Sherman non nominò neanche uno dei punti presenti nel Manifesto del Partito Comunista.

9. Accorpamento di agricoltura e produzione in fabbrica. ConAgra e Archer Daniels Midland hanno realizzato qualcosa di simile. L'agroalimentare produce la maggior parte delle colture d'America. Abbiamo visto una fusione tra vita rurale e vita urbana perché la prima non esiste più. Circa il 2% della popolazione degli Stati Uniti vive nelle fattorie, e queste persone hanno accesso a Internet, come tutte le altre. Gli agricoltori si siedono sui loro trattori da $450,000 muniti d'aria condizionata e ascoltano la musica sul proprio iPod. Marx odiava la campagna. La definiva "l'idiozia della vita rurale." Beh, credo che il suo desiderio sia stato esaudito. La vita rurale è quasi scomparsa. Oggi ci sono coltivatori nell'Iowa che richiedono sussidi governativi per l'etanolo. Non credo che queste persone si possano definire comuniste.

10. Istruzione gratuita per tutti i figli nelle scuole pubbliche. Il punto 10 è l'unico del Manifesto del Partito Comunista che è stato imposto in tutto l'occidente. Ecco il cuore, la mente e l'anima del socialismo occidentale -- e di tutti gli altri -ismi. Ma questo è stato implementato in occidente ben prima della prima guerra mondiale. L'abolizione del lavoro minorile in fabbrica divenne realtà a metà del XIX secolo in Gran Bretagna. Uno degli obiettivi primari del movimento della scuola pubblica era quello di mantenere gli studenti a scuola mediante la costrizione dello stato, affinché non andassero nelle fabbriche. Il movimento sindacale non voleva la concorrenza di ragazzi e ragazzini nelle fabbriche. Di conseguenza i promotori della scuola pubblica richiesero l'obbligo di frequenza per fare un favore al movimento sindacale.

Quindi l'area principale in cui sono stati applicati i dettami del Manifesto del Partito Comunista è stata quella della formazione scolastica. E qui i conservatori non sono tanto diversi dai comunisti, poiché vogliono controllare il curriculum della scuola pubblica. Si lamentano continuamente del fatto che i liberal controllano le scuole pubbliche. Hanno ragione. Essi hanno sempre controllato le scuole pubbliche. Ciò risale ai tempi di Horace Mann e dell'istituzione delle scuole pubbliche in New England.

Nessun candidato repubblicano ha mai chiesto la cessazione di tutti i finanziamenti alle scuole statali, comprese le accademie militari. Lo sto ancora aspettando un tale candidato, ma loro preferiscono evitare questo problema. Per quanto riguarda il punto 10, "siamo tutti comunisti ora."

Oggi, grazie ad Internet, stiamo cominciando ad allontanarci dal punto 10. Questa operazione potrebbe richiedere un paio di generazioni, ma la direzione che abbiamo preso è chiara. Le scuole pubbliche continuano a peggiorare in termini di produzione, e la formazione online è diventata più rispettabile. Assisteremo ad un cambiamento d'opinione riguardo l'homeschooling, e la Khan Academy ne è già parte. Ha circa 26 milioni di studenti iscritti. È gratuita. È online. Ha il sostegno di Bill Gates e di altri miliardari.



IL MITO DEL SOCIALISMO AMERICANO

In altre parole, è sempre stato un mito che l'America fosse in qualche modo socialista. È un mito che ci sia mai stato un candidato socialista per una carica politica d'alto livello. Se stiamo parlando di una persona che si sia battuta anche solo per la metà dei 10 punti nel Manifesto del Partito Comunista, tale persona non è mai esistita nei due partiti politici principali -- o tre, se si tiene conto del 1912.

Non ho mai sentito nessuno promuovere tutti i 10 punti durante i miei anni d'istruzione superiore.

C'è stato detto che gli elettori più giovani al seguito di Bernie Sanders, rappresentino un'ondata di socialismo. Questo è ridicolo. I giovani che hanno votato per Sanders non hanno idea di cosa sia l'economia socialista. Sono semplicemente dei keynesiani sotto steroidi.

A loro non piace la distribuzione della ricchezza di Pareto, ma nessuno ha detto loro che questa distribuzione della ricchezza esiste da oltre 100 anni. Fu scoperta nel 1897 da Vilfredo Pareto. Secondo i suoi studi circa il 20% della popolazione possiede l'80% del capitale, ciò significa che circa il 4% della popolazione possiede circa due terzi del capitale, e l'1% della popolazione possiede circa la metà del capitale. Se non altro, la distribuzione della ricchezza oggi è un po' più egualitaria rispetto all'epoca di Pareto. Non importa quale governo sia stato eletto, esiste sempre una distribuzione della ricchezza di Pareto. In altre parole, la riforma politica non cambia la distribuzione della ricchezza; al massimo cambia chi si trova alla sommità della piramide della ricchezza. Gli studenti non lo sanno, né lo sanno i loro insegnanti di sinistra. E nemmeno gli autori del 99.9% degli articoli che oggi leggiamo sulla disuguaglianza di ricchezza. Non ci viene mai detto che questa struttura di disuguaglianza è permanente, e lo è stata come minimo sin dalla fine del XIX secolo.

Non stiamo assistendo ad un'ondata di socialismo negli Stati Uniti. Stiamo solo assistendo al keynesismo sotto steroidi. Se Nancy Pelosi e Barack Obama non sono riusciti ad invertire le disuguaglianze, se neanche Franklin Roosevelt e il New Deal ci sono riusciti, se Lyndon Johnson ha ridotto le aliquote marginali alle fasce alte, allora dov'è questa ondata di socialismo in America? Quando vedremo i ricchi sottomessi?

È tutta retorica. Non c'è alcuna sostanza. Gli americani non vogliono il socialismo, e non l'hanno mai voluto. I ragazzi possono utilizzare la retorica, così come fa anche Bernie Sanders, ma non c'è mai stato un movimento socialista serio negli Stati Uniti. Non c'è mai stato neanche un momento in cui anche il 10% degli elettori era socialista, come definito da Karl Marx e Friedrich Engels nei 10 punti.

Pelosi e Obama hanno approvato l'Obamacare, e la popolazione se l'è bevuta fino a questo punto, ma le compagnie d'assicurazione sono ancora in vita e gli ospedali privati funzionano più o meno come funzionavano nel 2007. Non è cambiato molto. Questo è stato il massimo che Obama ha strappato al Congresso quando ha avuto il controllo su entrambe le camere. Questo è tutto ciò che ha da mostrare per sette anni della sua amministrazione.

Se eletto, Sanders non controllerà entrambe le camere del Congresso. Anche se dovesse accadere, non riuscirà a far approvare il tipo di riforma che dice di volere. È il terzo incomodo nel Congresso. Era un indipendente fino a un paio d'anni fa.

Qualcuno pensa seriamente che uno dei 10 punti del Manifesto del Partito Comunista verrà attuato se Bernie Sanders sarà eletto? Qualcuno pensa davvero che milioni di giovani abbiano letto il Manifesto del Partito Comunista? Hanno mai letto niente di diverso dai libri di testo? I loro insegnanti sono solo vecchi burocrati di ruolo. Vengono formati in istituzioni pubbliche in cui i punteggi SAT sono scesi sin dal 1964. Sin dai primi anni '80 gli insegnanti nelle scuole superiori hanno rinunciato a convincere i loro studenti di qualsiasi cosa. Hanno capito ciò che i loro predecessori già sapevano nel 1948. Il sistema dell'istruzione pubblica negli Stati Uniti non cambia le opinioni dei suoi laureati. I libri di testo sono scritti per le commissioni e rafforzano l'opinione pubblica. I libri di testo degli anni '50 elogiavano il New Deal. Ancora oggi lo elogiano.



CONCLUSIONI

È ora di smettere di preoccuparsi. In questo paese c'è keynesismo da ambo i lati, e ce l'abbiamo in tutti i paesi occidentali. Ma i keynesiani raramente si definiscono socialisti. Si considerano capitalisti. Vogliono solo che lo stato interferisca nell'ordine economico. Vogliono cambiamenti marginali delle aliquote fiscali, ma raramente li ottengono. Vogliono revisioni marginali delle leggi bancarie, cosa che ottengono, ma non cambia molto. Vogliono solo essere rieletti. La popolazione americana non è sul punto d'attuare nove dei 10 punti del Manifesto del Partito Comunista. Il decimo punto, l'istruzione pubblica, è esistito sin dal 1900. Non v'è nulla di rivoluzionario in questo.

Dobbiamo mettere le cose in prospettiva. Non vi è alcuna onda socialista in America. Se stiamo parlando di difensori della proprietà pubblica dei mezzi di produzione, stiamo dando la caccia ai fantasmi. Non esistono negli Stati Uniti. Non esistono nei sistemi scolastici pubblici.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


L'era post-LBMA è arrivata e con essa ci sarà un reset dei prezzi dell'oro

Lun, 30/05/2016 - 10:00




di David Jenesn


Se si dovesse descrivere, con una parola, una sola qualità dell'oro che lo rende buono sia come denaro sia come protezione di ricchezza, quella parola sarebbe integrità. L'oro fisico non può essere stampato, non può essere creato da una banca centrale, non può essere accreditato dal nulla. E per un periodo di quattromila anni, i mercati hanno scelto oro e argento come denaro. La sostituzione dell'oro e dell'argento con la cartamoneta fiat nel corso dell'ultimo secolo, è stato un semplice bip nella storia monetaria dell'umanità.

La ricchezza reale, in ultima analisi, fugge dai mercati che lanciano segnali di prezzo corrotti. E questa è una minaccia reale per il mercato dell'oro e dell'argento più grande al mondo, il London Bullion Market Association (LBMA), dove ogni giorno viene fissato il prezzo di riferimento dei due metalli (o "fix") per minatori, investitori e, soprattutto, per i mercati finanziari occidentali.

Il trading di contratti scoperti sul LBMA è iniziato alla fine degli anni '80 e, secondo il LBMA, rappresentano ora la stragrande maggioranza dei volumi di scambio giornalieri dell'oro a Londra. L'introduzione dei contratti scoperti non è una questione di poca importanza, considerando anche le pressioni di Evelyn Rothschild nei confronti di Margaret Thatcher affinché approvasse questo cambiamento nel mercato dell'oro. I Rothschild hanno gestito il Gold Fix ogni giorno mediante le loro banche, fissando il prezzo nel LBMA dal 1919 fino al 2004.

Il LBMA afferma che in questi contratti scoperti il possessore è un semplice creditore chirografario nei confronti dell'oro, e non un proprietario a tutti gli effetti. Questa è una differenza importante. Mentre la proprietà dell'oro reale può essere creata solo attraverso un passaggio di proprietà del metallo fisico, il quale è limitato, le rivendicazioni cartacee non garantite nei confronti dell'oro possono essere create senza limiti -- e lo vediamo coi contratti scoperti nel mercato dell'oro di Londra.

Il trading lordo giornaliero sul mercato del LBMA è di 200 milioni di once -- due volte la produzione annua mondiale delle miniere d'oro e, secondo il LBMA, è 10 volte superiore al volume totale di negoziazioni saldate. Tuttavia, come accennato in precedenza, vi è una distinzione importante da fare. La stragrande maggioranza di queste negoziazioni giornaliere non è composta da oro. Sono invece costituite sostanzialmente da questi contratti scoperti, i quali rappresentano promesse e non oro di per sé. Infatti la negoziazione di contratti scoperti presso il LBMA ha corrotto l'oro: si è passati da scambi con un asset reale e limitato, a scambi con un asset virtuale e illimitato.



Dove sono le 10,000+ tonnellate d'oro?

Utilizzando quel moltiplicatore che si usa nel trading delle materie prime (2X o 3X sui volumi degli scambi giornalieri) per calcolare l'open interest, o le rivendicazioni totali, abbiamo che il volume degli scambi giornalieri a Londra implica un open interest totale da 400M a 600M once d'oro nel mercato spot -- rivendicazioni da 13,000 a 19,000 tonnellate d'oro. Il LBMA si trova nella City di Londra (una sorta di città-stato quasi indipendente, che opera sotto le proprie regole e governance all'interno di Londra) e non pubblica cifre precise riguardo l'open interest, come invece fa la maggior parte degli exchange nel settore delle materie prime o delle commodity.

I fondi pensione, le partecipazioni corporative, i fondi sovrani, le partecipazioni private, ecc. che detengono contratti scoperti sull'oro fisico, hanno per le mani un sostituto dell'oro. L'offerta di contratti scoperti crea "oro" dal nulla e il massiccio volume di compravendite giornaliere può praticamente muovere il prezzo dell'oro a qualsiasi livello, poiché l'unico limite è l'obbligo di consegnare l'oro fisico a quei pochissimi che lo richiedono in consegna. Questo meccanismo è inoltre supportato dal leasing dell'oro fisico da parte delle banche centrali e dei funzionari nelle compagnie d'estrazione che vendono la loro produzione attraverso il LBMA e le bullion bank. Ciò ha consentito una soppressione artificiale del prezzo di mercato dell'oro, svantaggiando le imprese minerarie e la società nel suo complesso, oltre al fatto di fare una strage tra gli azionisti.

La manipolazione del prezzo dell'oro non rappresenta semplicemente un impatto negativo sugli azionisti nel settore minerario a beneficio degli acquirenti di gioielli e lingotti in Asia -- la manipolazione dell'oro contribuisce anche alla destabilizzazione del sistema finanziario, come vedremo.



Larry Summers scopre la relazione tra oro e tassi d'interesse reali

Larry Summers, che negli anni '90 ha fatto parte di entrambe le amministrazioni Clinton fino a ricoprire il ruolo di Segretario del Tesoro, scrive nel suo saggio Gibson's Paradox And The Gold Standard[1] che i prezzi reali dell'oro (prezzi in dollari costanti al netto dell'inflazione) si sono spostati in modo inverso rispetto ai tassi d'interesse reali -- vale a dire, al calare dei tassi d'interesse reali aumenta il prezzo dell'oro, riflettendo un movimento dentro l'oro e fuori le obbligazioni. Summers scrive che, dal 1973 fino alla data del saggio, "[...] abbiamo dimostrato che il prezzo reale dell'oro [...] mostra una correlazione negativa con il tasso d'interesse reale" [pag. 24] e che "[...] la correlazione negativa tra i tassi d'interesse reali e il prezzo reale dell'oro, la quale costituisce la base della nostra teoria, è una caratteristica dominante delle attuali fluttuazioni del prezzo dell'oro." [pag. 4]

Come si è visto negli anni '70 e nei primi anni '80, tassi d'interesse reali sempre più negativi sono contrassegnati da un rapido aumento dei prezzi dell'oro, che a loro volta spingono i tassi d'interesse reali più in alto per attirare i soldi di nuovo nelle obbligazioni.

Il saggio di Summers si concentra sul rapporto tra i tassi d'interesse reali (tassi d'interesse nominali meno il tasso d'inflazione) ed i prezzi reali dell'oro (misurati in dollari costanti rettificati all'inflazione). Quindi diamo uno sguardo ai tassi d'interesse reali e al prezzo reale dell'oro sin dagli anni '70. Facendo riferimento all'importante lavoro di Reginald Howe, possiamo vedere come nel 1987 il prezzo reale dell'oro (adattato a dollari costanti utilizzando l'indice BLS dei prezzi al consumo degli Stati Uniti) si fosse discostato improvvisamente dal percorso dei tassi d'interesse reali. Da allora il prezzo reale dell'oro è sceso fino all'anno 2000, sebbene i tassi d'interesse reali diventassero sempre più negativi. Nell'agosto 1987 Alan Greenspan, che per 10 anni era stato direttore della JP Morgan, divenne presidente della Federal Reserve. Alla fine degli anni '80 l'introduzione dei contratti scoperti sul LBMA, i quali andavano a ridurre artificialmente la domanda di oro reale, nonché il leasing occulto delle riserve d'oro sul mercato (fatti ben documentati dal Gold Anti-Trust Action Committee [GATA] e da numerose altre fonti), si allinea con suddetta divergenza tra prezzi dell'oro e tassi d'interesse reali.




Nel corso degli anni il metodo di calcolo dei prezzi al consumo è stato cambiato più volte dal Bureau of Labor Statistics. Prendendo in considerazione il metodo di calcolo dell'IPC nel 1980 (fornito da John Williams di www.shadowstats.com) per avere una misura più uniforme in dollari costanti, otteniamo una visione meglio delineata tra prezzi dell'oro a dollari costanti e tassi d'interesse reali. Si può notare che il prezzo dell'oro è sceso anche se i tassi d'interesse reali sono diventati negativi -- l'inverso del rapporto naturale -- e tutti siamo consapevoli delle bolle finanziarie scoppiate in questo periodo a causa delle politiche monetarie allentate delle banche centrali.




In sintesi, sopprimendo il prezzo dell'oro con la creazione di un'offerta artificiale di "oro cartaceo" come sostituto dell'oro fisico, è stato disattivato un indicatore chiave riguardo i tassi d'interesse negativi ed è stato rimosso un ostacolo alle politiche monetarie inflazionistiche delle banche centrali. Di conseguenza nel corso degli ultimi decenni le politiche monetarie allentate si sono diffuse a livello mondiale. I mercati e l'economia globale sono stati distorti da tassi d'interesse reali eccessivamente bassi, con conseguenti bolle e destabilizzazioni finanziarie ed economiche.

Secondo il Wall Street Journal, i livelli di debito a livello globale sono ora superiori a $200,000 miliardi, o circa il 300% del PIL mondiale rispetto al 150% del PIL storicamente sostenibile in Occidente.

Un ulteriore indicatore della distorsione quotidiana del prezzo spot dell'oro possiamo riscontrarlo nel grafico qui sotto, il quale rappresenta il tasso di leasing dell'oro (una sorta di proxy per la disponibilità di oro fisico a Londra). Il prezzo spot dell'oro sul LBMA ha iniziato a scendere bruscamente il 2 novembre 2015, ma nel corso dei due mesi successivi il tasso di leasing dell'oro è aumentato e, in particolare, la durata dei vari tassi di leasing si sono invertiti completamente rispetto alla norma (con il tasso di leasing ad una settimana superiore al tasso a sei mesi, segnalando una carenza di metallo nel mercato spot dell'oro).


Fonte dei dati: GOFO (Gold Forward) rate: Commerzbank, LIBOR e LBMA a.m. Gold Fix: St. Louis Fed.[2]

Nei mercati normali le cose non funzionano così. In un mercato spot tipico con beni limitati, le carenze di un asset causano un aumento dei prezzi, non una diminuzione. Il LBMA è un exchange in cui i prezzi spot dell'oro sono spinti verso il basso, conducendo ad un aumento della domanda di oro fisico che trasmette la carenza d'oro nel mercato del leasing dell'oro. E tutto questo con pochissime consegne di oro fisico. La maggior parte delle persone conserva i propri contratti scoperti.

L'introduzione del denaro (cartaceo) scoperto porterà ad un crollo monetario quando la crescita esponenziale del debito per supportare l'espansione della massa monetaria diventerà asintotica; e cortocircuitare per decenni i mercati dell'oro e dell'argento ha spento quei segnali d'allarme che avrebbero forzato una riforma del sistema monetario.

Negli ultimi anni, e ormai mesi, l'effetto distorsivo dei contratti d'oro scoperti e il leasing occulto delle riserve auree delle banche centrali, hanno messo in progressiva mostra la fragilità dell'attuale sistema finanziario. Mentre in passato l'aumento della volatilità giornaliera nel mercato dell'oro era considerato solo come una valvola di raffreddamento nella gestione delle bullion bank, il mercato dell'oro si sta ormai svegliando. Questo risveglio è ancora ai margini, ma ha già avuto un effetto significativo sul mercato dell'oro, ma non ancora sull'oro cartaceo del LBMA.



L'oro di Londra non c'è più

Secondo i dati analizzati dagli analisti di BullionStar, Ronan Manley e Koos Jansen, il 2013 ha visto una cospicua fuoriuscita d'oro dai caveau di Londra, lasciandoli vuoti secondo il giornalista di Bloomberg Kenneth Hoffman.




Di recente il LBMA ha modificato le sue statistiche sulle raffinerie d'oro, le quali indicano che l'oro di Londra è stato trasformato in lingotti d'oro da un chilo e spediti principalmente in Asia. Nell'agosto 2015 sono state riviste le statistiche sulla raffinazione relative al 2013 e l'attività di raffinazione ha visto una riduzione di 2,000 tonnellate, oscurando la fuoriuscita d'oro da Londra.

Il World Gold Council, finanziato da compagnie minerarie, non ha segnalato questa fuoriuscita la quale ha lasciato circa 6 tonnellate d'oro nei caveau di vari ETF e della Banca d'Inghilterra.

Il LBMA, quindi, non ha riserve d'oro a copertura delle 11,000/19,000 tonnellate d'oro nell'open interest. E le bullion bank stanno ora tentando di vendere i loro caveau a Londra. Di recente una banca cinese ha acquistato il caveau da 1,500 tonnellate che Deutsche Bank ha messo sul mercato dopo essere uscita dal London Daily Gold Fix.

Con le principali bullion bank che hanno abbandonato il mercato di Londra, si pone la questione se vi sia stato un quid-pro-quo tra il Regno Unito e la Cina: quest'ultima, con i suoi enormi possedimenti d'oro, contribuirebbe a calmare la crisi dell'oro in via di sviluppo a Londra facendo ritornare metallo giallo nel Regno Unito? L'Inghilterra, non a caso, ha sostenuto l'AIIB cinese nel 2015, convincendo anche altri paesi occidentali a fare lo stesso e anche a considerare lo yuan cinese come valuta di riserva.



Il reset di prezzo post-LBMA

Il LBMA sembra essere in una posizione in rapida degenerazione: visto che l'oro disponibile è in gran parte volato via da Londra, al di fuori della Banca d'Inghilterra e degli ETF, come farà a mantenere le apparenze nel mercato spot dell'oro e un enorme open interest? Mentre il flusso d'oro proveniente dai minatori consente al LBMA di soddisfare alcune consegne e sopprimere i prezzi, è ovvio che questo mercato cartaceo non sarà in grado di sopportare un aumento delle consegne fisiche. Il mercato di Londra non può sostenere alcun ritiro d'oro come avvenuto nel 2013.

Ci stiamo avvicinando ad un cambiamento che potrà fornire il catalizzatore per l'inevitabile repricing dell'oro e segnerà la fine del giochetto dell'oro cartaceo del LBMA. Sto parlando del Gold Fix cinese gestito dallo Shanghai Gold Exchange (SGE), il quale verrà seguito in un secondo momento da un mercato dell'oro internazionale proprio sotto l'egida dello SGE. Il funzionamento di quest'ultimo è molto diverso da quello del LBMA coi contratti scoperti, perché prima che possa essere emesso un contratto alla cui base c'è un lingotto da un chilo d'oro, tale lingotto dovrà essere prima consegnato ad una raffineria approvata e poi depositato presso lo SGE.

Questo crea un problema, in quanto i prezzi spot dello SGE basati sul trading dell'oro fisico ad un certo punto divergeranno da quelli del LBMA basati su contratti scoperti. Un premio di prezzo per l'oro fisico a Shanghai non potrà essere smorzato dall'oro di carta a Londra.

Fino ad oggi 10 banche cinesi hanno annunciato che parteciperanno al Gold Fix dello SGE, ma non le banche occidentali. In risposta a questa riluttanza, la Cina ha minacciato che se le banche occidentali non parteciperanno, perderanno l'accesso al mercato dell'oro cinese.

Questa mancanza d'interesse manifestata dalle bullion bank occidentali nei confronti del nuovo Gold Fix cinese è comprensibile, in quanto creerebbe un paradosso che la banca partecipante dovrebbe spiegare. Ovvero, si verrebbero a creare due prezzi spot dell'oro che non potrebbero essere sottoposti ad arbitraggio: un prezzo spot dello SGE per l'oro fisico e un secondo prezzo spot a Londra per l'oro cartaceo. Il mercato farebbe emergere progressivamente un prezzo molto più elevato dell'oro, mentre il LBMA verrebbe spinto ai margini.

Prezzi dell'oro in ascesa farebbero salire i tassi d'interesse per attirare capitali di nuovo nelle obbligazioni. L'effetto a catena si propagherebbe ai prezzi dei mercati globali delle obbligazioni e degli asset finanziari, mentre i prezzi dell'oro in ascesa e i tassi d'interesse del mercato obbligazionario alle stelle metterebbero fine alle manipolazioni centrali e alla finanza delle bolle. Con le grandi banche occidentali estremamente sensibili al mercato dei derivati e con bilanci fortemente sottoposti a leva finanziaria, all'orizzonte non possono esserci altro che turbolenze finanziarie.

In sintesi, le banche centrali hanno gestito un racket in collaborazione con il LBMA e le bullion bank -- e il truffato è il 99.999% della popolazione.

Quando Bill Dudley della NYFED s'è rifiutato di rispondere alle domande concernenti eventuali swap sull'oro degli Stati Uniti, allora un osservatore è pienamente legittimato a chiedersi se queste azioni siano illecite. Ascoltate Dudley a partire dal minuto 50:00 del seguente video:





E quando ascoltiamo parlare i banchieri centrali, capiamo anche perché non possano presentare un piano razionale per la politica monetaria. Questa gente ha talmente intorbidito i mercati finanziari e del debito che ora sta dicendo d'essere "dipendente dai dati" e che dobbiamo prepararci per tassi d'interesse negativi e per una società senza contanti, mentre la bolla del credito globale sta implodendo su sé stessa.

La fine dell'aggisutamento del prezzo di riferimento globale dell'oro cartaceo da parte del LBMA, è inevitabile. Per quanto riguarda i tempi, tenete d'occhio il nuovo Shanghai Gold Fix e riceverete ulteriori segnali che il mercato si sta rendendo conto di quanto sia fasullo il mercato dell'oro cartaceo e dell'inutilità del LBMA.

Fate attenzione, gente.

Questa storia non deve per forza di cose avere un finale catastrofico. Centinaia di milioni di once d'oro rimangono nelle mani dei cittadini e far coniare nuove unità monetarie alle Zecche in modo da sensibilizzare gli individui all'oro e all'argento, insieme ad una ristrutturazione organizzata del mercato obbligazionario, riuscirà a far evitare la prossima crisi. Purtroppo, in politica la regola è quella di "non lasciar mai andare sprecata una crisi". I nostri politici e gli interessi finanziari che li appoggiano utilizzano queste crisi per esercitare un maggiore controllo sui cittadini, e a questo giro si vuole bandire il denaro contante in modo da espandere il controllo dello stato sulla società. Il decentramento del conio e la fine del monopolio monetario concentrato nelle mani dello stato, non è qualcosa di allineato con quelli che attualmente sono gli obiettivi del potere.

Quando scoppierà la crisi del mercato dell'oro, diventerà rapidamente evidente che una delle poche fonti d'oro saranno i minatori. Quando lo si comprenderà, ci sarà una corsa spasmodica alle azioni di quelle miniere d'oro nelle cui mani hanno risorse d'oro e argento. La questione è se queste azioni negoziate nei mercati finanziari, sottoposti a violenti spasmi, forniranno un rifugio utile.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


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Note

[1] Summers & Barsky, agosto 1985, NBER Working Paper No. 1680: http://www.nber.org/papers/w1680.pdf

[2] Dalla fine di ottobre 2015 fino alla fine di dicembre 2015, non sono stati pubblicati i dati online del GOFO.

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Il nemico più pericoloso per la libertà

Ven, 27/05/2016 - 10:09
«Io credo che, essendo la natura del denaro fiat simile a quella della legge fiat (ed essendo i due strettamente collegati e dipendenti l'uno dall'altro), lo sia anche la loro dinamica. Così come l'implosione del fascismo non ha comportato purtroppo quella del positivismo giuridico (né quella del denaro fiat), ma semmai un suo rafforzamento, così, fino a quando non crollerà il positivismo giuridico, il necessario collasso dell'attuale forma particolare di denaro fiat non comporterà quello del denaro fiat. Il collasso dell'euro, o del dollaro, porterà (oltre a probabili guerre) un "reboot" con una nuova moneta fiat. Per sradicare il denaro fiat occorre sradicare il positivismo giuridico. Non si può avere libero mercato (tanto meno nel settore del denaro) finché la "legge" rimane lo strumento di potere politico arbitrario.» ~ Giovanni Birindelli
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di Gary North


Remnant Review

Sono un conservatore.

Sono un conservatore per tre motivi che sin dal 1920 hanno spinto molti americani ad appoggiare tale movimento: (1) anti-comunismo; (2) economia di libero mercato; (3) teoria sociale del conservatorismo.

Ritengo che la figura più importante del XX secolo sia stata quella di Vladimir Lenin. Se non fosse stato per l'assassinio dell'arciduca Ferdinando nel 1914, non ci sarebbe stata la prima guerra mondiale. Se non ci fosse stata la prima guerra mondiale, il governo tedesco non avrebbe rispedito in Russia Lenin. Se quest'ultimo non avesse avuto successo con la sua rivoluzione nel 1917, non avrebbe mai preso il potere. Ciò avrebbe significato che Adolf Hitler non sarebbe mai arrivato al potere, poiché Lenin e i comunisti fornirono il modello per la rivoluzione di Hitler.

Purtroppo dimentichiamo questo fatto che viene menzionato di rado: di tutti i rivoluzionari sociali del XIX secolo, solo un uomo è arrivato al potere per mezzo di una rivoluzione che egli stesso aveva progettato, salendo poi al potere per attuare le sue idee. Quell'uomo era Lenin.

L'economia di libero mercato è stata con noi fin dalla Scuola Spagnola di Salamanca nei primi anni del XVI secolo. È stata migliorata più volte, culminando con la Scuola Austriaca d'economia. Datiamo la nascita della Scuola Austriaca con il libro Principi di Economia di Carl Menger, che venne pubblicato nel 1871. La formulazione moderna arrivò dopo una serie di libri di Ludwig von Mises.

C'era anche una scuola britannica d'economia che si basava sul libero mercato, la quale nacque nel 1776 con Adam Smith, anche se i saggi anti-mercantilisti di David Hume sul libero scambio vennero scritti prima (1752). La tradizione di Smith s'estese nei successivi 114 anni, culminando con il libro di Alfred Marshall del 1890. Nel frattempo William Stanley Jevons fu uno dei tre uomini che nei primi anni del 1870 svilupparono quella che noi chiamiamo Scuola Marginale o Soggettiva. Menger era un altro. Il terzo era un economista in Svizzera, Leon Walras. L'approccio matematico di Walras conquistò influenza nel mondo accademico. È incoerente sia dal punto di vista metodologico che operativo. Non può affrontare due fatti cruciali: la mancanza d'onniscienza negli uomini e il cambiamento storico.

Poi c'è l'eredità politica di Edmund Burke. Era un seguace di Adam Smith, e Adam Smith era un seguace di Burke. Burke credeva in un lento cambiamento sociale e politico. Era un evoluzionista sociale, come lo era anche Smith. Si oppose alla rivoluzione politica centralizzata, spacciata come modo per aumentare la libertà. Il suo classico, pubblicato alla fine del 1790, criticava la Rivoluzione francese. Da quel momento in poi divenne un punto di riferimento per il conservatorismo nascente in Europa occidentale. Non credeva in grandi sistemi teorici. Completava Adam Smith, il quale ideò la difesa teorica dominante dell'economia di libero mercato. Era una strana alleanza.

I nemici dell'economia di libero mercato sono ovviamente il socialismo e il comunismo, ma anche l'estensione statalista del mercantilismo che è rappresentata negli Stati Uniti da Alexander Hamilton, Henry Clay, Abraham Lincoln, entrambi i Roosevelt e i seguaci di John Maynard Keynes. In altre parole, l'economia mista è l'altro nemico. È il nemico dei giorni nostri.

Vi è poi un altro ceppo di pensiero in occidente, il cristianesimo. È dominato sia dal cattolicesimo romano sia dal protestantesimo, ma entrambi si sono dimostrati impotenti nel resistere alla diffusione del vangelo sociale e della teologia della liberazione. L'attuale Papa è un teologo della liberazione. Negli Stati Uniti la maggior parte dei leader confessionali e la maggior parte dei seminari, se predicano qualcosa d'economia, predicano una qualche versione di un'economia mista, sia sotto forma di vangelo sociale sia sotto forma di teologia della liberazione. Vale a dire, né la gerarchia cattolica, né l'istituzione protestante sono state in grado d'offrire una sfida teologica a Keynes o Lenin. La maggior parte dei teologi della liberazione dell'America centrale sono stati uccisi dalle truppe governative negli anni '80, e il crollo del comunismo e dell'Unione Sovietica nel 1991 ha messo fine al fascino del comunismo occidentale negli ambienti cattolici latino-americani. Solo una manciata di maoisti è ancora in attività. La loro ultima roccaforte era in Perù.

Il conservatorismo in America è una sorta di minestrone. È principalmente dominato dagli hamiltoniani. Sono i difensori dell'economia mista. Sono i difensori dell'Impero. La loro Trinità nella storia americana è composta da Hamilton, Lincoln e Teddy Roosevelt. Il loro accolito era Henry Clay. Erano tutti difensori di un governo nazionale forte. Erano tutti sostenitori delle banche centrali.

Non c'è mai stato nulla che rassomigliasse ad una filosofia politica americana basata sul conservatorismo. Questo perché è stato costituito da parti inconciliabili. Non esiste modo di conciliare l'hamiltonianismo con l'economia Austriaca. Non esiste modo di conciliare la filosofia dell'impero con l'economia di libero mercato. Non esiste modo per conciliare la pianificazione centrale keynesiana con l'economia della Scuola Austriaca, ed è un'esagerazione dire che quest'ultima possa conciliarsi con la Scuola di Chicago di Milton Friedman. Quest'ultimo fece pace con il Federal Reserve System. Fece pace con la metodologia dell'empirismo matematico: fare ricorso a fatti economici apparentemente neutri per giustificare la teoria economica. Senza questi accordi, friedmaniani e keynesiani non avrebbero alcun terreno comune.



LA MIA ESPERIENZA

Ho iniziato la mia carriera nel 1956 come anti-comunista. Questa posizione non è cambiata fino al dicembre 1991. Mi sono avvicinato al movimento conservatore guardando una presentazione di Federick Schwarz, un immigrato australiano che gestiva il Christian Anti-Communism Crusade. Era il 1956.

Sono rimasto anche colpito dalla rivista The Freeman. Era il 1958. Dal 1956 fino alla creazione del Ludwig von Mises Institute nel 1982, è stata la fonte istituzionale primaria dell'economia della Scuola Austriaca. L'altra fonte dopo il 1971 è stata la diffusione dei bollettini d'informazione che parlavano di denaro sonante. Questa fu una reazione all'abolizione da parte di Nixon delle ultime tracce rimanenti di un gold standard internazionale. Intorno al 1965 sono entrato anch'io a far parte di questo boom dei bollettini d'informazione.

Credevo che l'impero sovietico fosse una minaccia per la libertà in tutto il mondo, e credevo anche che doveva essere contenuto. Ma non ero a favore della guerra. Ero fortemente a favore della tecnologia conosciuta come "Star Wars", che era difensiva. Ma l'Unione Sovietica è andata in bancarotta prima che l'iniziativa della difesa strategica venisse attuata. Non è mai stata destinata ad essere attuata, se non da Ronald Reagan.

Nell'autunno del 1958 mi ero convinto che Franklin Roosevelt non solo sapesse che i giapponesi stavano per attaccare gli Stati Uniti, ma li aveva addirittura istigati ad attaccare. Pertanto, sono diventato uno storico revisionista. Da quel momento in poi mi sono opposto a tutte le guerre nella storia americana dopo la rivoluzione americana. Ero attaccato alla rivoluzione americana. Ho cambiato idea solo più tardi.

Non ho mai creduto al mercantilismo. Ho creduto nel libero commercio.

Dal 1959 in poi mi sono sempre opposto a tutti gli aspetti dello stato sociale. Già dalla primavera del 1959 sapevo che la previdenza sociale sarebbe andata in bancarotta, e già nel 1965 sapevo che il Medicare avrebbe accelerato il processo.

Ho votato per Goldwater nel 1964. Non ho mai votato per nessun altro con altrettanto entusiasmo. Nel 1965 appresi la natura dell'establishment americano e nel 1989 m'ero convinto che la rivoluzione americana fosse stata un colpo di stato contro i conservatori. Ho anche scritto un libro su questo argomento: Conspiracy in Philadelphia. Questa prospettiva mi ha praticamente tagliato fuori dalla politica conservatrice americana. Dopo le elezioni del 1964, non ho più creduto che la politica sarebbe stata un importante strumento di riforma sociale.

Alla fine degli anni '60 sono diventato un discepolo di Robert Nisbet. Ero un suo alunno alla scuola di specializzazione. Era fondamentalmente un burkeano.

Se dobbiamo credere a Burke, la famiglia è l'istituzione centrale della società. Credo che dal punto di vista storico la chiesa sia suddetta istituzione centrale, ma penso che nella maggior parte delle società la famiglia rimanga il fulcro della resistenza contro l'espansione dello stato. La chiesa s'è venduta al nemico troppo spesso.

La grande minaccia della sinistra contro qualsiasi società, è incarnata dal sistema dello stato sociale: interrompe la responsabilità dei padri e delle madri, e in ultima analisi indebolisce la famiglia. Le donne non si fidano più dei loro mariti, e votano affinché i politici garantiscano che lo stato interverrà se i mariti scapperanno o abbandoneranno le loro responsabilità. L'espansione dello stato aumenta quindi la probabilità che i mariti scappino o abbandonino le loro responsabilità. Lo vediamo più chiaramente nella comunità nera, che è a malapena funzionale come comunità. Un tasso d'illegittimità in aumento è distruttivo per una comunità. Stiamo cominciando a vedere la stessa cosa nelle comunità bianche della classe media. Il principale studioso che ha analizzato ed esaminato entrambi i fenomeni è Charles Murray.



L'ANELLO MANCANTE

C'è un altro fattore che non viene quasi mai menzionato dai conservatori o dai liberali. Questo è il pezzo mancante del puzzle. È meglio descritto nel libro del 1983, Law and Revolution. L'introduzione di questo libro è il pezzo accademico più importante che abbia mai letto. (Al secondo posto c'è Raymond Kurzweil con, "Law of Accelerating Returns.") Nella sua introduzione, lo storico del diritto Harold Berman ha descritto le sei rivoluzioni nella storia della teoria giuridica occidentale: la rivoluzione papale del 1076, la rivoluzione puritana del 1643-1658, la Gloriosa Rivoluzione del 1688-1689, la rivoluzione americana, la rivoluzione francese e la rivoluzione russa. Queste sei rivoluzioni hanno plasmato l'occidente in modi che sono a malapena comprensibili dagli studiosi o dagli elettori. Hanno dato forma al modo in cui la legge si applica agli individui.

Berman era convinto che nei primi anni del XX secolo iniziò un settima rivoluzione: il diritto amministrativo. Questa rivoluzione separa i tribunali dal potere esecutivo e dal potere legislativo. Il diritto non viene più considerato indipendente e separato dal potere esecutivo. Questa rivoluzione centralizza il potere nello stato e schiaccia le rivoluzioni giuridiche precedenti. Non sono d'accordo con lui per quanto riguarda la rivoluzione russa. Credo che sia stata una rivoluzione del diritto amministrativo. Ma questa tradizione si è conclusa nel dicembre 1991.

Questa è la posizione di Berman sulle rivoluzioni: se non vi è alcun cambiamento nell'ordinamento giuridico entro una generazione, a seguito di un importante cambiamento politico, allora non c'è stata alcuna rivoluzione. C'è stato solo un colpo di stato.

Questo è il motivo per cui non prendo sul serio il keynesismo. Questo è il motivo per cui non prendo sul serio previdenza sociale e Medicare. Questo è il motivo per cui non prendo sul serio la politica. La rivoluzione legale del diritto amministrativo è la più grande minaccia alla libertà nel mondo di oggi, ed è saldamente collocata nell'ordine sociale e giuridico americano. Le persone l'accettano senza pensarci. Non ne sono a conoscenza. Non capiscono le implicazioni del Federal Register, che ora pubblica 80,000 pagine di diritto amministrativo ogni anno.

La politica è impotente di fronte a tutto ciò. La politica non ne è consapevole. Quelle poche leggi che vengono approvate dal Congresso e firmate dal presidente, vengono poi gestite dalla burocrazia federale e non c'è quasi nulla che il presidente o il Congresso possano fare per fermare tutto ciò. Di tanto in tanto la Corte Suprema può emettere una sentenza che bloccherà qualche aspetto minore dell'espansione della burocrazia federale, ma è raro.

Berman non ha visto nulla all'orizzonte che possa indicare un'inversione del diritto amministrativo.



TAGLIARE I FINANZIAMENTI

Una cosa che può fermare tutto ciò è il Grande Default. Finché scorrerà il denaro, sia sotto forma di tassazione, prestiti, o creato dal nulla, i tribunali amministrativi espanderanno le loro giurisdizioni e la nostra libertà verrà vincolata. Ma c'è anche qualcos'altro che può fermare tutto ciò: la legge di Moore. Questa è stata ben descritta dall'articolo di Kurzweil. L'effetto crescente della legge di Moore nel ridurre il costo delle informazioni, sta cambiando tutto il mondo in modi che oggi possiamo a malapena percepire. Non c'è modo che una qualsiasi burocrazia federale possa tenere il passo con le trasformazioni sociali, economiche, educative e politiche che si stanno verificando grazie alla legge di Moore.

Tale legge si sta ora spostando al settore privato. Si sta allontanando dal controllo centrale dello stato. L'arbitrato sta diventando sempre più popolare. Le persone stanno scoprendo modi per partecipare all'economia mondiale che sono al di fuori della giurisdizione dello stato amministrativo.

Non credo che Bitcoin farà la differenza, ma mi piacerebbe credere che, un giorno, qualcosa come Bitcoin funzionerà. In ogni caso, la legge di Moore è a favore del decentramento. Il decentramento è fondamentale per la teoria del conservatorismo di Edmund Burke. È coerente con il sistema d'analisi economica di Ludwig von Mises. È coerente con l'istruzione privata. È quindi una minaccia per l'hamiltonianismo, il che significa per le banche centrali e il keynesismo.

Il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991 è stato il più grande esempio di sconfitta della centralizzazione nei tempi moderni. Il decentramento dell'economia cinese nel 1979 è l'altro grande esempio. Il socialismo è finito come ideologia. È stato gettato in quella che Leon Trotsky descriveva come la pattumiera della storia. È finito.

Bernie Sanders può definirsi socialista, ma non lo è. È solo un keynesiano sotto steroidi. È l'ennesimo difensore della ridistribuzione mediante lo stato sociale. Ma quest'ultima è impotente di fronte alla legge di Pareto sulla distribuzione della ricchezza. Gli stati possono cambiare coloro che prospereranno in cima alla piramide di Pareto, ma non possono ristrutturarla. Circa l'1% della popolazione mondiale possiede la metà del capitale del mondo, e non c'è niente che un governo nazionale possa fare al riguardo. È una cosa che non è cambiata sin dal 1897 ed è improbabile che cambi tra oggi e il 2097.

Il grande cambiamento arriverà dalla robotica e dalla ridistribuzione del lavoro umano verso l'informatizzazione. Ciò avverrà, non importa quale gruppo economico guadagni influenza politica agli occhi di un governo nazionale. Gli smartphone, la stampa 3-D, Internet e forse anche le nanotecnologie, decentreranno il potere economico. Questi sviluppi non possono essere fermati da dazi, politiche fiscali, inflazione della banca centrale, o uno qualsiasi degli altri strumenti della pianificazione centrale keynesiana.

Ci stiamo avvicinando al punto in cui la curva esponenziale dell'informatizzazione salirà. Ciò significa che il costo della comunicazione diminuirà esponenzialmente. Ecco la regola economica numero 1: "Al calare del prezzo di qualcosa, ne verrà richiesto di più." Non vi è nulla che un qualsiasi stato possa fare per invertire tutto ciò. Beh, questa può essere un'esagerazione. La guerra biologica potrebbe. Ma non c'è nient'altro che lo stato possa fare per rallentare il processo d'informatizzazione. Ovvero, il decentramento.

Questo processo accelererà quando gli smartphone a basso costo e l'accesso gratuito ad Internet, saranno a disposizione degli abitanti dei villaggi indiani e dei villaggi in generale di tutto il mondo. Giovani uomini e donne, che altrimenti sarebbero stati esclusi dalla divisione internazionale del lavoro, prospereranno e lo faranno a scapito del potere dei pianificatori centrali.



L'INUTILITÀ DELLA POLITICA NAZIONALE

Ecco perché non presto molta attenzione alla politica nazionale, ad eccezione dei movimenti nazionali che favoriscono la secessione. Non ci sono più i politici che parlano eloquentemente per conto dello stato-nazione. Non c'è più alcun Ronald Reagan. Non c'è più alcuna Margaret Thatcher. Non c'è nemmeno un Mikhail Gorbachev. Queste persone non hanno cambiato molto le cose. Erano solamente bravi con la retorica.

Con il trionfo di William Jennings Bryan al convegno democratico nazionale del 1896, non ci sarebbe stata più un'istituzione politica che avrebbe avuto come tradizione uno stato minimo. Quel discorso mise fine alla vecchia difesa democratica del localismo, del gold standard e di dazi bassi. Sin da quando Teddy Roosevelt sconfisse Alton Parker alle elezioni del 1904, non ci sarebbe stato più alcun difensore del gold standard tra coloro che avrebbero corso per la carica di presidente. Considero la difesa del gold standard la più importante difesa politica della libertà, e non ne abbiamo visto più alcuna sin da quando l'Inghilterra uscì dal gold standard nel 1931 e Roosevelt seguì l'esempio nel 1933.

Il gold standard rappresentava un vincolo istituzionale all'espansione della spesa pubblica, e le banche centrali vennero progettate per contrastarlo. Viviamo in un'epoca in cui il settore bancario centrale è dominante. Viviamo in un'epoca in cui è stato abrogato il ruolo delle monete d'oro come fattori frenanti l'espansione dello stato.

Ecco la buona notizia: non abbiamo più bisogno dell'oro. Sono a favore di un gold coin/digital standard stabilito dal libero mercato -- non dallo stato -- ma non ne abbiamo più bisogno. Se ne avessimo ancora bisogno, allora la libertà sarebbe andata persa dopo il 1971 o il 1933. La legge di Moore ha sostituito il gold standard come mezzo di contenimento della pianificazione centrale statale.

Il fallimento inevitabile di ogni governo occidentale a causa del sistema pensionistico e previdenziale, completerà la distruzione del movimento di Hamilton in America e dello stato sociale keynesiano.

Questo è il motivo per cui penso che sia fondamentale concentrare le nostre preoccupazioni politiche su ciò che esisterà dopo il Grande Default. Dobbiamo chiederci questo: cosa succederà in termini di opportunità di lavoro tra due decenni o tre decenni, quando la rivoluzione robotica e Internet si combineranno per trasformare l'economia mondiale? Si tratta di questioni che vanno oltre la discussione odierna. Nessuno parla del Grande Default come fenomeno internazionale, eccetto Peter G. Peterson. Nessuno lo ascolta. È un multimiliardario e in passato ha fatto parte del Council on Foreign Relations, ma per i keynesiani il suo scenario è così cupo che lo ignorano.



LA POLITICA AMERICANA VISTA IN RETROSPETTIVA

Gli americani sono gente pratica. La maggior parte di loro non sa nulla di politica. Solo ogni quattro anni la maggior parte delle persone negli Stati Uniti s'interessa vagamente alla politica. Questo mi è stato insegnato dal senatore Bill Richardson alla fine degli anni '60, e ho imparato la mia lezione. Nel 1975 ha fondato la Gun Owners of America. Per tre decenni è stata una figura importante nella politica della California. Ma aveva ragione: la maggior parte delle persone non si preoccupa della politica.

Gli americani non sono affiliati ad una particolare ideologia. E non lo è nemmeno la maggior parte delle persone nel mondo. Prendono le loro idee politiche dai loro coetanei. Di tanto in tanto possono essere coinvolti in qualche organizzazione politica, ma non spesso.

Gli americani si preoccupano delle loro famiglie, delle loro attività, della loro condizione economica, delle loro chiese, della televisione, dello sport e del World Wide Web. Si preoccupano di Facebook, non della politica. Questo è un bene. Non credono nella salvezza attraverso la politica.

Per la maggior parte degli americani, la politica significa tenere a distanza i concorrenti per la carica pubblica. Si tratta essenzialmente di difesa. Anche questo è un bene. La maggior parte degli americani non si fida più del governo federale. Questo è un bene. La fiducia nella salvezza attraverso la politica non è mai stata forte negli Stati Uniti, ed è diminuita drasticamente sin dall'elezione di George H. Bush.



A CORTO DI TRAZIONE

Uno per uno, i movimenti sfavorevoli alla libertà rimarranno a corto di trazione. Rimarranno a corto di denaro. Rimarranno a corto d' ideologie. Rimarranno a corto di retorica. Rimarranno a corto di credibilità. Nel frattempo, il Congresso accumulerà enormi passività non finanziate che alla fine manderanno in bancarotta la banca centrale, e questo accadrà in ogni nazione. I keynesiani perderanno poi il loro supporto istituzionale. Sta accadendo già. Quando i tassi d'interesse sono a zero, o addirittura negativi, le banche centrali non possono più "stimolare" l'economia. Gli stati possono avere deficit enormi, ma questo non fa altro che accelerare l'avvento del Grande Default. Stanno tutti andando in bancarotta.

Ciò che manca è un qualche tipo di filosofia politica, teoria sociale ed analisi economica che possa fornire una guida a coloro che prenderanno decisioni dopo il Grande Default. Nessuno sta articolando una filosofia o una teologia che darà coerenza ad un mondo plasmato dalla stampa 3-D, quando la produzione di massa sarà organizzata dal coordinamento delle stampanti a basso costo negli scantinati delle persone.

Ecco il problema: "Non si può battere qualcosa con niente."

C'è una sola istituzione che sicuramente fungerà da fattore di coordinamento: l'economia di libero mercato. Verrà scartata qualsiasi filosofia sociale, teologia, o visione del mondo, che non si baserà sui concetti di sanzioni insite nel sistema profitti/perdite, di scambio volontario, di libero accesso e di produttori concorrenti.

È nostro compito, in quanto difensori della libertà, integrare i risultati dell'economia della Scuola Austriaca con quella visione del mondo che riteniamo fondamentale. Non sto dicendo che l'economia Austriaca è più fondamentale. È divenuta coerente nel 1949: L'Azione Umana di Mises. Ma ogni visione del mondo che non riesce ad integrare i risultati di Mises, non prevarrà contro la concorrenza.

Ecco perché ho scritto il mio ultimo libro sull'economia cristiana.



CONCLUSIONE

Oggi il più grande nemico istituzionale della libertà è il diritto amministrativo. Fino a quando prevarrà questa condizione, i difensori della libertà rimarranno sulla difensiva.

Negli Stati Uniti il più grande nemico istituzionale della libertà è il giudice del diritto amministrativo. Non è un argomento di cui si legge spesso, il che è un vantaggio per i giudici del diritto amministrativo.

Oggi la più grande difesa istituzionale della libertà è il sistema delle giurie.

Oggi abbiamo bisogno di giurie che assolvano gli imputati data l'esistenza di leggi corrotte. Abbiamo bisogno di giurie capaci ed agenzie amministrative in bancarotta. Caso per caso, giuria dopo giuria, il cittadino solitario che voterà "non colpevole", perché una legge è corrotta, rappresenterà il difensore cruciale della libertà. Una giuria capace costringe lo stato a ricominciare da capo. Ciò aumenta i costi per il potere statale.

Ecco una legge di cui possiamo fidarci: quella di Moore. La legge di Moore è dalla nostra parte. Ora abbiamo solamente bisogno di giurati solitari.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


Una truffa chiamata Valeant

Gio, 26/05/2016 - 10:12




di David Stockman


Se avete ancora bisogno di prove che Wall Street è una bomba ad orologeria finanziaria in attesa d'esplodere, vi basta guardare al recente crollo di Valeant Pharmaceuticals (VRX). La sua capitalizzazione di mercato di $90 miliardi il 5 agosto dell'anno scorso, è precipitata a meno di $12 miliardi mercoledì scorso.

Stiamo parlando di circa il 90% in meno. E il VRX è stato uno dei giganti preferiti dagli hedge fund. In un solo giorno questi ultimi hanno perso $5.3 miliardi.

Qualcuno parlerebbe di giustizia divina, soprattutto per giocatori d'azzardo del calibro di William Ackman (Pershing Square) e Jeffrey Ubben (ValueAct Holdings), i quali hanno entrambi perso $700 milioni quel giorno. Il fatto che essi stessi per così tanto tempo si siano creduti i padroni dell'universo, però, è la vera morale della storia.

I mercati finanziari e i media sono stati così corrotti dalla Finanza delle Bolle della banca centrale, che non hanno nemmeno capito come Valeant fosse una truffa monumentale e che Ackman e Ubben fossero solo venditori di fumo in giacca e cravatta. Ormai credo sia chiaro che gli hedge fund sono infestati da molte altre truffe simili.

Ecco il grafico:




No, negli ultimi sette mesi Valeant non è stata colta a vendere pillole avvelenate, o a torturare gattini. Sono solo venuti al pettine i nodi degli ultimi sette anni — visto che ha perseguito aggressivamente tutte le strategie d'ingegneria finanziaria adorate e premiate nel casinò di Wall Street.

L'evoluzione di Valeant durante suddetto periodo ha seguito alla lettera il copione dell'ingegneria finanziaria. È stata una creatura di Goldman Sachs e dei vari dealer, assicuratori, hedge fund e società di consulenza, che hanno alimentato il fuoco della Finanza delle Bolle.

Alla fine hanno trasformato i piani alti delle grandi aziende d'America in bische clandestine, attirando e premiando speculatori incuranti dei bilanci aziendali e bucanieri finanziari infatuati dal debito.

Nel caso di cui stiamo discutendo, l'agente principale della distruzione di Valeant è stato un ex-consulente di McKinsey & Co, Michael Pearson, il quale è diventato amministratore delegato nel 2008.

Il collega di Pearson, che l'ha aiutato a fare terra bruciata in questa impresa, è stato Howard Schiller, un veterano di Goldman Sachs, il quale è diventato CFO nel 2011 e ben presto ha completato la conversione di Valeant in una macchina d'ingegneria finanziaria.

Durante la loro permanenza nell'azienda, Pearson e Schiller hanno speso circa $40 miliardi per circa 150 acquisizioni. E quali competenze e valore hanno aggiunto queste acquisizioni per quanto riguarda lenti a contatto, terapie oftalmologiche, dermatologia, cosmeceutici, creme, equivalenti del botox, anti-acne, pomate anti-invecchiamento e fungicidi?

Invece hanno portato l'opportunità di tagliare migliaia di posti di lavoro, eliminare il settore della R&S e finanziare enormi quantità di avviamenti e asset intangibili con debito a buon mercato.

Valeant non solo non ha acquisito sviluppi farmaceutici significativi, ma in realtà è andata nella direzione opposta. Cioè, ha evitato investimenti in ricerca e sviluppo di farmaci in un settore il cui unico scopo è lo sviluppo di nuovi farmaci e terapie.

Eppure la strategia alternativa che hanno spacciato agli hedge fund, non poteva che prosperare durante le ultime fasi di una mania speculativa finanziaria.

In sostanza, Pearson e Schiller hanno affermato che il resto del settore era infinitamente stupido e che decine di miliardi di capitalizzazione di mercato potevano essere create dal nulla. Come? Bastava acquisire aziende con farmaci noti da tempo e poi alzarne i prezzi.

Infatti Valeant s'è costruita una reputazione negativa per aver aumentato ferocemente i prezzi. In un solo anno ha aumentato di circa il 66% il prezzo dell'81% dei farmaci nel suo portfolio.

Il punto qui non è quello di fare eco alla Clinton che vuole un controllo dei prezzi dei farmaci. Anzi, il contrario. Nonostante un regime clientelare e ostacoli giuridici infiniti sollevati dal cartello di Big Pharma, il mercato dei farmaci non è immune alle leggi dell'economia.

Aumentate il prezzo dei farmaci in modo spropositato e vi troverete concorrenti con nuove formulazioni che aggirano il brevetto; se invece diventate esponenzialmente avidi, i farmaci generici vi affogheranno alla scadenza del brevetto.

L'aumento smodato e sfrenato dei prezzi non è una strategia di business che costruisce valore sostenibile. È una tattica che può funzionare nel casinò, ma non nel mondo reale.

Nel contempo Pearson e Schiller hanno tagliato il personale e hanno abbattuto la spesa per la ricerca & sviluppo ad un ridicolo 3% delle vendite. Una cifra comica quando confrontata con gli standard industriali del settore che vanno dal 12% al 18%.

Infine, l'intruglio rialzista di Wall Street nei confronti di Valeant è stato creato con dati finanziari che presumevano la permanenza di questi aumenti predatori dei prezzi.

Le proiezioni di profitto conseguenti non avevano praticamente nulla a che fare con i risultati effettivi della società. Così, nel 2014 ha guadagnato solo $912 milioni in base ai principi contabili generalmente accettati (GAAP), ma ha riportato utili "monetari" per $2.85 miliardi.

Ciò significa che la sua capitalizzazione di mercato aveva raggiunto un picco a metà del 2015, trattata al 32X degli utili. In realtà, nel casinò era valutata al 101X degli utili.

Inutile dire che grazie a questo tipo di truffe finanziarie, non c'è voluto molto per trasformare Valeant in un vero e proprio mulo da soma carico di debiti. Il suo debito è passato da $400 milioni nel 2009 a $1 miliardo di oggi. Questa è un'eruzione di debito del 78X.

Valeant è stata trasformata in una vera e propria macchina per bruciare soldi nel corso della sua baldoria di fusioni & acquisizioni. Durante i 27 trimestri a partire dalla fine del 2008, il VRX ha generato solo $7 miliardi in flusso di cassa operativo. Ma ha consumato quasi $26 miliardi in investimenti e affari di altro genere. Detto in modo diverso, si trattava di un puro e semplice schema di Ponzi finanziario.

È stata una prosperità assolutamente senza profitti — non diversa dalla tipica ingegneria finanziaria. Nel corso di questi 27 trimestri, le vendite sono state pari a poco meno di $30 miliardi. Ma i suoi introiti netti cumulati sono stati pari a $130 miseri milioni.

Proprio così. Negli ultimi sette anni, i profitti GAAP di Valeant sono stati pari a solo lo 0.4% delle vendite.

Allora perché la capitalizzazione di mercato di Valeant è salita da $1.2 miliardi, quando Pearson è arrivato nel 2008, al recente picco di $90 miliardi nel corso di un periodo in cui l'azienda non ha generato un centesimo di profitto?

È stato solo l'ennesimo caso d' ingegneria finanziaria di Wall Street e della sua campagna speculativa.

Va da sé, naturalmente, che queste deformazioni della Finanza della Bolle sono nate dalle folli politiche di denaro facile e dagli effetti ricchezza a cascata della FED. La repressione finanziaria e il quantitative easing (QE) hanno sovvenzionato l'indebitamento delle imprese e alimentato l'ingegneria finanziaria.

Allo stesso modo, i tassi d'interesse a zero (ZIRP) sono miele per la speculazione di Wall Street. Hanno permesso agli hedge fund e agli altri operatori monetari di costruire castelli in aria, come Valeant, praticamente a costo zero.

Ma non è un mistero il motivo per cui queste truffe dell'ingegneria finanziaria accadano più e più volte nei mercati finanziari, corrotti dalla FED e dalle altre banche centrali.

L'ingegneria finanziaria è diventata così redditizia, perché l'equilibrio e la salubrità di un mercato libero — composto da short-seller, alte spese per l'hedging e costi significativi per i carry trade delle speculazioni alimentate dal debito — sono stati distrutti dalle banche centrali.

Inutile dire che Valeant non è l'unica aberrazione. È il simbolo della speculazione di oggi nei mercati finanziari.

E l'onnipotente banca centrale che ha alimentato questo pericoloso casinò, è ora guidata da una combriccola keynesiana che non vede l'ora di dar fuoco alle polveri. La Yellen non ha idea che un tasso d'interesse dello 0.38% non stimola il PIL. Si tratta di una miccia che sta alimentando la più grande mania speculativa della storia moderna.

La spettacolare implosione di Valeant non è un caso. Al contrario, è il prodotto naturale di ciò che produce il casinò di Wall Street.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


Prepararsi per il terremoto finanziario

Mer, 25/05/2016 - 10:04
L'economia mondiale non è affatto messa bene, nonostante le rassicurazioni provenienti dai canali ufficiali. Ad esempio, in Giappone la BOJ è decisamente propensa a pagare le banche commerciali affinché concedano prestiti. Dopo Danimarca e Belgio, il limite della follia adesso è stato sorpassato dal Giappone. Nonostante famiglie e settore privato siano sepolti sotto quantità chilometriche di debiti, e nonostante la BOJ abbia sequestrato nel proprio bilancio quasi ogni JGB, il 50% degli ETF giapponesi emessi e gran parte delle azioni nell'indice Nikkei 225, i banchieri centrali nipponici continuano a spingersi oltre. Ma i risultati sono quelli che sono, ovvero, niente di niente di quello che si aspettano. Stendendo un velo pietoso sulla gigantesca bomba ad orologeria rossa, la quale ha fatto registrare una crescita del PIL da $180 miliardi nel primo trimestre a fronte di un indebitamento di $1,055 miliardi (questo significa che per creare $1 di PIL ce ne sono serviti $6 di debito), parliamo di un'Italia che ha scoperto d'avere doti da veggente. Nel caso specifico, parliamo delle tasse che stanno demolendo il tessuto economico italiano, dove lo specchietto per le allodole rappresentato dalla cosiddetta "lotta all'evasione" si rivela l'ennesima farsa messa in campo dallo stato per mantenere in piedi il suo sistema in bancarotta (le ritenute alla fonte aumentano, mentre diminuiscono gli accertamenti). Nonostante le entrate da record, infatti, continua inesorabilmente a salire il debito pubblico. Ma le tasse, nonostante le promesse, non possono scendere: finanziariamente impossibile. Così come le spese non possono scendere: politicamente impossibile. L'accanimento miope sulla classe produttiva di questo paese rappresenterà l'epitaffio del parassitismo statale.
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di James Rickards


Viviamo in un tempo in cui i terremoti finanziari potrebbero schiacciare le pareti del vostro portfolio e mandare in rovina la vostra ricchezza.

Purtroppo negli ultimi giorni violenti terremoti hanno interessato il Giappone e l'Ecuador, causando morte e distruzione. Siamo ovviamente preoccupati per i terremoti "reali", ma anche per quelli finanziari.

I terremoti finanziari sono pericolosi per la ricchezza personale come lo sono quelli "reali" per il vostro benessere. I terremoti "reali" possono addirittura influenzare i mercati dei capitali.

Facciamo una panoramica su questa nuova era dei terremoti, cercando di trovare riparo dalla rovina e dalle scosse di assestamento.

Giovedì 14 aprile un grande terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito il Giappone, per la precisione l'isola meridionale di Kyushu nei pressi della città di Kumamoto. Fortunatamente ci sono state poche vittime. Ma la città è rimasta senza elettricità e sono stati segnalati ingenti danni ad edifici e strade.

Poi, sabato 16 aprile, un terremoto di magnitudo 7.0 ha colpito la stessa area del Giappone. La perdita di vite umane è stata maggiore, con almeno 32 morti e oltre 2,000 feriti. Almeno 180,000 persone hanno perso casa e cercavano riparo. Oltre 1,000 edifici sono rimasti gravemente danneggiati e oltre 90 sono stati completamente distrutti.

Con il senno di poi, gli scienziati hanno affermato che il terremoto del 14 aprile era un cosiddetto foreshock e il terremoto del 16 aprile era la scossa importante. I due terremoti sono un esempio di come gli eventi nei sistemi complessi interagiscono in modi che sono impossibili da prevedere.

Poche ore dopo il terremoto del 16 aprile in Giappone, un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito la costa nord-occidentale dell'Ecuador. Ci sono stati oltre 350 morti. Almeno 370 edifici sono stati completamente distrutti, e di più danneggiati.

L'Ecuador è un paese relativamente povero, per cui la ricaduta sull'economia mondiale dovrebbe essere minima, nonostante la sofferenza orrenda di coloro che ne sono stati protagonisti.

Mentre i due terremoti in Giappone sono chiaramente collegati, gli scienziati non vedono alcun collegamento diretto tra i terremoti giapponesi e quello ecuadoriano. Eppure non c'è dubbio che il Giappone e l'Ecuador facciano parte di un unico sistema che produce terremoti su base continua.

Giappone ed Ecuador fanno entrambi parte del cosiddetto "Anello di Fuoco" composto da 25,000 miglia di vulcani e faglie che circondano l'Oceano Pacifico. L'Anello di Fuoco si estende dal Cile lungo tutta la costa occidentale americana fino all'Alaska, e poi scende lungo la costa orientale asiatica inglobando Giappone, Indonesia e Nuova Zelanda.




Il cosiddetto "Anello di Fuoco" è un gruppo di vulcani e faglie che circonda l'Oceano Pacifico. È un buon esempio di un sistema complesso. I mercati finanziari sono anch'essi sistemi complessi che mostrano un comportamento connesso con una tempistica impossibile da prevedere.

Questi eventi possono essere notizie da prima pagina, ma cosa ha a che fare la sismologia con il vostro portfolio?

Terremoti e mercati dei capitali sono entrambi rappresentativi di sistemi dinamici complessi. C'è tanto che possiamo imparare sui mercati dei capitali studiando i terremoti, soprattutto se si utilizza una teoria della complessità. La teoria della complessità comprende strumenti che uso per capire i rischi e fare previsioni finanziarie.

Gli scienziati conoscono molto dei terremoti, eppure ci sono tante altre cose che non sanno. È possibile identificare le faglie, le quali consentono agli scienziati di individuare potenziali terremoti. È anche possibile valutare le dimensioni potenziali dei terremoti futuri in base alla portata e alla natura delle faglie.

L'unica cosa che gli scienziati non possono prevedere, è il momento esatto di un terremoto.

Potrebbero dirvi che sta arrivando un cosiddetto "big one" e potrebbero dirvi dove, ma non possono dirvi esattamente quando. Un terremoto mostruoso potrebbe accadere domani, il prossimo anno, tra cinque anni o più in là nel futuro.

Queste cose renderebbero inutile la conoscenza scientifica dei terremoti? Dopo tutto, gli investitori dicono sempre che il tempismo è tutto quando si tratta di acquistare o vendere azioni. Se non è possibile prevedere i tempi esatti, a che serve la scienza?

La risposta è che si può fare buon uso di quello che si sa, anche se ci sono fattori che non si conoscono. Ad esempio, non si può sapere quando ci sarà un terremoto su una particolare faglia. Ma voi sapete che non è una buona idea costruirvi sopra un reattore nucleare. Il terremoto arriverà alla fine, e il reattore si frantumerà. È stupido aggiungere altri rischi a quelli noti, solo perché la tempistica esatta non è nota.

Vale lo stesso per i mercati finanziari. Possiamo intravedere un tracollo finanziario e sappiamo quanto possa essere doloroso. Sebbene non conosciamo il momento esatto, sarebbe sorprendente se riuscissimo a stare più di tre anni senza un terremoto finanziario di magnitudo 9.0. (Se i crolli Lehman Bros. e AIG del 2008 erano un terremoto finanziario 8.0, potete immaginare quanto sarà peggiore uno di 9.0.)

Se è in arrivo un terremoto finanziario peggiore di qualunque cosa abbiate mai visto prima, allora la tempistica è irrilevante. Dal momento che potrebbe essere domani, è necessario prepararsi oggi, con strategie che preservino la ricchezza o ne facciano accumulare altra.

Questa conoscenza limitata, ma potente (conosciamo dimensioni e probabilità, ma non la tempistica), non è l'unica caratteristica comune tra sismologia e finanza. Entrambi i sistemi causano "contagi" o effetti "dirompenti". Un evento a sorpresa provoca altri shock, proprio come accade con un domino o un castello di carte.

Il panico russo/Long-Term Capital Management dell'agosto 1998, è iniziato in Thailandia nel giugno 1997. S'è poi diffuso in tutto il mondo. Il panico Lehman/AIG del settembre 2008, è iniziato nel mercato dei mutui a luglio 2007. Poi s'è diffuso attraverso Bear Stearns e Fannie Mae, prima di diventare un panico in piena regola.

Il prossimo panico globale potrebbe essere già iniziato, ma potremmo non vederlo nella sua interezza per un anno o più.

A volte le calamità naturali e quelle nei mercati dei capitali interagiscono direttamente: un sistema complesso che si schianta in un altro. L'esempio è il disastro di Fukushima in Giappone a marzo 2011.

Il tutto ha avuto inizio con un terremoto sottomarino che poi s'è trasformato in uno tsunami. Lo tsunami ha poi danneggiato un reattore nucleare. La fusione del reattore ha causato un crash della borsa di Tokyo e un aumento del valore dello yen. Il picco dello yen ha poi spronato un intervento dei paesi del G-7 sul mercato delle valute per indebolire lo yen, nel tentativo di alleviare le sofferenze dell'economia giapponese.

Il terremoto, lo tsunami, il reattore nucleare, il mercato azionario e il mercato dei cambi, sono tutti esempi di sistemi dinamici complessi. Due sono naturali (terremoti e tsunami) e tre sono artificiali (reattore, mercato azionario e mercato dei cambi), eppure tutti si sono schiantati come se avessero fatto parte di una sola fila di domino.

Questo dimostra la potenza della complessità e la sua capacità di scioccare e sorprendere gli investitori.

Qualcosa di simile è accaduto a seguito dei recenti terremoti giapponesi. Avevamo già allertato i lettori circa gli "Accordi di Shanghai", un piano segreto concordato il 26 febbraio scorso tra i banchieri centrali durante la riunione del G-20 a Shanghai, in Cina. Uno dei principali obiettivi degli Accordi di Shanghai è uno yen forte.

Mentre il terremoto giapponese non aveva nulla a che fare con gli Accordi di Shanghai, c'era un collegamento diretto e potente col mercato.

Quando si verificano terremoti, le compagnie di assicurazione devono liquidare gli asset per pagare i rimborsi. Dopo il 14 aprile le compagnie di assicurazione giapponesi hanno iniziato a vendere asset oltremare, convertendo il ricavato in yen e rimpatriandoli per pagare i rimborsi e finanziare la ricostruzione. Questa liquidazione e il successivo rimpatrio, ci hanno fornito una nuova serie di dati per aggiornare la nostra tesi sugli Accordi di Shanghai: un rafforzamento dello yen.

Tale tesi è ora più forte.

Io uso un metodo chiamato probabilità inversa per fare previsioni di eventi che possono verificarsi in sistemi complessi, come i mercati dei capitali. La probabilità inversa è anche conosciuta come Teorema di Bayes, sulla base di una formula d'inizio XIX secolo scoperta da Thomas Bayes. La formula nella sua forma matematica si presenta così:




In parole povere, questa formula dice che aggiornando la comprensione iniziale con nuove informazioni imparziali, si migliora la propria comprensione di un determinato argomento. Uso questo metodo nella CIA e per le mie previsioni finanziarie.

Il lato sinistro dell'equazione rappresenta la stima delle probabilità che un evento possa accadere. Le nuove informazioni vanno nella parte destra dell'equazione. Se è coerente con la propria stima, va al numeratore (aumenta le probabilità di un risultato previsto). Se è incoerente, va al denominatore (abbassa le probabilità di un risultato previsto).

Quali sono alcune delle faglie finanziarie che stiamo monitorando in questo momento? Quali sono i nuovi dati che finiranno nel modello di Bayes per aggiornare la nostra previsione di un tracollo finanziario?

Ecco un elenco delle principali faglie che potrebbero portare al disastro:

  • Il Brasile sta intraprendendo un procedimento di impeachment per rimuovere la presidente Rousseff dalla carica. Il Brasile è la nona economia più grande al mondo. Si tratta di un importante esportatore di energia e un importante membro dei BRICS, del G-20 e di altre organizzazioni transnazionali chiave. L'incertezza in Brasile significa incertezza per l'intera economia globale
  • Il 23 giugno ci sarà un referendum in cui si deciderà se l'Inghilterra dovrà lasciare l'UE. Questo evento causerà onde d'urto in Europa e potrà portare ad una completa perdita di fiducia nella sterlina. Effetti indesiderati includerebbero la Scozia che lascia la Gran Bretagna dopo che l'Inghilterra avrebbe lasciato l'UE. La Scozia potrebbe aderire alla zona Euro, cosa che, ironia della sorte, potrebbe rendere l'euro più forte, nonostante il distacco dell'Inghilterra.
  • Il 15 aprile scorso il New York Times ha riferito che l'Arabia Saudita ha minacciato di scaricare sul mercato centinaia di miliardi di dollari in titoli del Tesoro USA, se il Congresso degli Stati Uniti avesse proceduto con una votazione per consentire ai parenti delle vittime del 9/11 di citare in giudizio il Regno dell'Arabia Saudita. (In questo momento il Regno gode di certe immunità, che rendono impossibili tali cause.) Questa mossa avrebbe potuto rendere illiquido il mercato del Tesoro USA, con una potenziale salita dei tassi d'interesse e perdite per gli investitori che al confronto il panico del 2008 sarebbe stato un picnic.

C'è di più, ma questo è un elenco sufficiente per evidenziare che giorno dopo giorno la mia previsione di un forte terremoto finanziario si materializza sempre di più.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


La spiralizzazione infinita della follia della FED

Mar, 24/05/2016 - 10:16
Non credo che Charles Ponzi avesse potuto immaginare una truffa monumentale come quella che oggi viene mandata avanti dal convoglio mondiale delle varie banche centrali. Qualsiasi sotterfugio è lecito pur di far andar avanti l'illusione della prosperità a botte di credito fiat. È lecito per la Cina, la quale nel primo trimestre di quest'anno ha generato nuovo debito per un ammontare di circa il 40% del PIL. È lecito per il Giappone, i cui bond a lunga scadenza sono finiti nella zona grigia dei tassi negativi, i quali stanno facendo a pezzi i risparmi reali di questa colonia di vecchi. È lecito per l'Europa, dove lo zio Mario ha praticamente innalzato il bund tedesco ad asset di protezione primaria e ha fatto apparire solida (dal punto di vista obbligazionario) una nazione in bancarotta come l'Italia. In virtù della gigantesca offerta d'acquisto scatenata dal suo Q€, i bond europei sono diventati scarafaggi di motel: sono entrati nei bilanci degli investitori istituzionali e non ne sono usciti. Quindi per non stoppare l'allentamento monetario, pena la trasformazione della gigantesca offerta d'acquisto in gigantesca offerta di vendita, ha deciso d'inglobare nel proprio bilancio anche i bond IG con rating BBB. O almeno che riescono a far finta d'averlo, ma al giorno d'oggi la fame di rendimenti decenti ha addirittura reso la spazzatura appetibile, senza preoccupazione alcuna per le condizioni reali dell'economia. In un mondo in cui famiglie e piccole/medie imprese hanno raggiunto la condizione di Picco del Debito, solo le grandi aziende hanno potuto offrire in sacrificio i propri bilanci e innescare una presunta crescita economica. L'effetto a cascata previsto dai banchieri centrali non c'è stato e ora ci ritroviamo sommersi con debiti più grandi e bilanci puliti inesistenti. Inutile dire che il catalizzatore della prossima crisi saranno proprio le aziende che hanno gozzovigliato con la manna monetaria post-2008.
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di David Stockman


Ascoltare anche una piccola porzione del balbettio incoerente di zia Janet, chiarisce che la banca centrale della nazione è finita in una trappola che essa stessa ha costruito. Secondo il dizionario, quest'ultimo termine si riferisce a...

...un dispositivo od una tattica atta a recare ferite, catturare, rivelare o disturbare un intruso. È un aggeggio che risale alla notte dei tempi. Una classica trappola è un dispositivo costituito da una piattaforma di legno su cui è integrato un meccanismo di ferro per immobilizzare la preda.

Forse è questo quello che hanno fatto finora — cioè, aspettare che il loro meccanismo monetario facesse scattare la prossima conflagrazione finanziaria.

Dopo tutto, la FED è ora all'ottantasettesimo mese nel suo grande esperimento con la follia dei tassi d'interesse pari a zero. Se i nostri pianificatori monetari centrali ancora non riescono a vedere oltre una normalizzazione di 0.38 bps, allora hanno intenzione di coccolare i giocatori nel casinò con denaro gratis fino a quando non si faranno esplodere in aria — proprio come hanno già fatto due volte in questo secolo.

Infatti, per ammissione della stessa Yellen, gli inquilini keynesiani dell'Eccles Building non riescono a vedere oltre il loro naso. Non riescono neanche a decidere se i rischi per le prospettive future sono bilanciati al rialzo o al ribasso. E questo tipo di giudizio non è nemmeno lontanamente misurabile; non richiede altro che un grugnito binario.

In pratica, agiscono in base all'ipotesi risibile secondo cui hanno abolito il ciclo economico e hanno tutto il tempo di questo mondo per normalizzare i tassi d'interesse. Ma siamo già al mese 81 di questa cosiddetta espansione, e i segni di una recessione spuntano fuori giorno dopo giorno.

Questa settimana, per esempio, abbiamo visto un altro mese di calo nella produzione industriale (che ora è scesa quasi del 2% rispetto al suo recente picco) e nelle vendite commerciali (che sono inferiori del 5.1% rispetto a metà 2014).

In qualche modo la Yellen ha dedotto dal grafico qui sotto che l'economia degli Stati Uniti è stata "molto resiliente negli ultimi mesi". Dalla relazione del Dipartimento del Commercio sulle vendite aziendali totali (inclusa la manifattura), all'ingrosso e al dettaglio, viene da chiedersi quale parte dell'economia degli Stati Uniti stia esibendo tutta questa "resilienza".

Allo stesso tempo, gli ordini delle spese in conto capitale sono in calo del 7% rispetto al settembre 2014 e il rapporto inventari/vendite è al suo livello più alto sin dal 2009.

La FED non ha mai visto arrivare una recessione, naturalmente. E a quanto pare non crede nemmeno che i cicli economici vengano innescati da un'eccessiva espansione del credito e investimenti improduttivi, o addirittura dalla propria inettitudine. La causa è sempre uno "shock esterno" o anche un "contagio" extraterrestre, come per la versione di Bernanke del crollo del mercato a settembre 2008.

Ciononostante potreste pensare che una squadra di economisti, presumibilmente focalizzata sui dati "in entrata", potrebbe aver notato le tendenze in deterioramento nel grafico qui sotto. Perché dovrebbero pensare che tutto questo sia solo "transitorio" e che hanno fino al 2018 per tirare fuori i tassi del mercato monetario dal pantano decennale nella terra dei tassi negativi reali?




In altre parole, se la recessione non è già iniziata, la presunta fase di ripresa si esaurirà molto presto. Ma a nessuno importa il rischio reale di un'intera economia globale che sta scivolando in una contrazione deflazionistica, e che la normalizzazione continuerebbe a tempo indeterminato.

Per sua stessa affermazione, la Yellen non vede un tale pericolo e ha anche affermato che ci sono "buone possibilità di una crescita globale".

Vediamo. Negli ultimi mesi le tre economie leader dell'Asia hanno fatto registrare un calo delle esportazioni: in Giappone giù del 13% rispetto allo scorso anno, in Corea del Sud giù del 20% e in Cina giù del 25%.

Oltre a ciò, vi è una vera e propria depressione delle spese in conto capitale in tutti i settori industriali: energia, miniere, costruzioni navali, acciaio, alluminio e nella maggior parte degli altri settori industriali pesanti. La Cina è alla deriva, sempre più vicina ad un crollo del credito e ad una violenta agitazione dei lavoratori; e le sue economie satelliti, come il Brasile, stanno rapidamente diventando casi economici disperati.

Eppure zia Janet non è riuscita a spiegare il motivo per cui la FED abbia voluto assestarsi su una posizione d'attesa, o perché non abbia ripreso il processo di normalizzazione quando le condizioni economiche l'avrebbero permesso.

Pertanto l'effetto non dichiarato della politica "d'attesa" della FED, parrebbe essere quello di fornire fiches gratuite al casinò di Wall Street... un mondo apparentemente senza fine.

E sappiamo come andrà a finire.

Ora abbiamo anche chiaro il motivo per cui la FED è finita nella sua stessa trappola. La Yellen ha spiegato al suo pubblico, composto da giornalisti finanziari creduloni, che tutto il suo "tira e molla" è dovuto al fatto che il "valore" dei fondi federali è attualmente molto "basso" rispetto agli standard storici, e che, di conseguenza, è giustificato un grado di "accomodamento" straordinario.

Ecco una notizia per i tanti sempliciotti che hanno partecipato alla conferenza stampa post-meeting.

In primo luogo, come una questione tecnica, non esiste un mercato dei fondi federali. È stato ucciso da una massiccia campagna di stampa monetaria da parte della FED sin dal settembre 2009. I $2,400 miliardi di successive riserve bancarie in eccesso parcheggiate presso la FED di New York, hanno semplicemente soffocato il mercato dei fondi federali.

Più in generale, non esiste una cosa come un "valore neutro" dei fondi federali o un qualsiasi altro dei relativi strumenti del mercato monetario. Si tratta di costrutti del tutto immaginari, evocati da scribacchini accademici keynesiani e, in ultima analisi, si basano su una convinzione puramente religiosa.

L'unico prezzo valido per il denaro è quello dato dall'interazione tra domanda e offerta in un mercato libero. Ma questo è stato annullato decenni fa, quando Greenspan ha inaugurato l'attuale sistema della Finanza delle Bolle.

Quello che ci ritroviamo invece in quest' epoca di pianificazione monetaria centrale, è un ancoraggio dei tassi in base ad una teoria astratta e alle pretese goffe dei burocrati nel FOMC accecati dalle bolle.

Alla fine, l'ancoraggio dei tassi si rivelerà il distruttore definitivo del capitalismo. Trasforma i mercati finanziari da organizzatori e allocatori del capitale e del risparmio dei produttori e dei lavoratori, a casinò che alimentano enormi bolle speculative.

Fino a quando il tutto non salta in aria. Qualcuno dovrebbe dire a zia Janet di divincolarsi da questa trappola.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


La lunga marcia del keynesismo verso la pattumiera della storia

Lun, 23/05/2016 - 10:13




di Gary North


Leggiamo da Wikipedia:

La "pattumiera della storia" è una metafora che si riferisce al luogo in cui finiscono persone, eventi, manufatti, ideologie, ecc., che perdono valore agli occhi della storia. Un uso importante fu quello del rivoluzionario russo Leon Trotsky in riferimento ai menscevichi: "Siete degli individui pietosi e isolati! Siete dei falliti. Il vostro ruolo è superfluo. D'ora in poi dirigetevi laddove più si conviene a gente come voi -- nella pattumiera della storia!" Una risposta alla fazione menscevica che si distaccava dal Congresso panrusso dei Soviet (25 ottobre 1917) a Pietrogrado, evento che lasciò la fazione bolscevica al dominio del partito. In un discorso alla Camera dei Comuni britannica (8 giugno 1982), il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan disse che "la libertà e la democrazia faranno finire il marxismo e il leninismo nella pattumiera della storia."
Ora è il turno dei keynesiani d'unirsi ai perdenti della storia.

Ancora non lo sanno. Nemmeno i loro critici. Ma è un fatto.

Permettetemi di cambiare per un momento la metafora.

Una delle storie più affascinanti nella Bibbia è la fine del dominio dell'Impero babilonese.

La Bibbia non ci dice quello che era successo. Lo sappiamo dalla storia secolare. Il generale al comando delle forze medo-persiane aveva ordinato alle sue truppe di deviare il fiume Eufrate in modo che potesse sfruttare il punto d'ingresso del fiume in città. L'esercito sfruttò questo punto debole e conquistò la città.

I governanti della città furono colti di sorpresa. Avrebbero potuto evitarlo, ma non ci riuscirono. Sapevano che l'esercito medo-persiano stava architettando qualcosa lungo il fiume. Ma la loro risposta non fu abbastanza veloce. Non videro ciò che stava per succedere.

In retrospettiva potremmo considerarlo anormale, ma è normale. I governanti alla fine della dinastia, o di un impero, pensano che governeranno per sempre. Probabilmente il loro governo durerà meno di una notte.

Ci viene detto che il re di Babilonia inviò il profeta Daniele a valutare la situazione. Quel che segue rappresenta uno dei più famosi episodi della Bibbia.

Ad un banchetto, una mano spettrale scrisse alcune parole sul muro. Questo fatto terrorizzò il re e i suoi ospiti. Il re chiamò Daniele affinché potesse fornire una spiegazione. In precedenza aveva ignorato Daniele.
   
25 Questo e lo scritto ch’è stato tracciato: MENE, MENE, TEKEL, UFARSIN.
26 E questa è l’interpretazione delle parole: MENE: Dio ha fatto il conto del tuo regno, e vi ha posto fine.
27 TEKEL: tu sei stato pesato con la bilancia, e sei stato trovato mancante.
28 PERES: il tuo regno è diviso, e dato ai Medi e ai Persiani".
29 Allora, per ordine di Belsatsar, Daniele fu rivestito di porpora, gli fu messa al collo una collana d’oro, e fu proclamato che egli sarebbe terzo nel governo del regno.
30 In quella stessa notte, Belsatsar, re de’ Caldei, fu ucciso;
31 e Dario il Medo, ricevette il regno, all’età di sessantadue anni.
Questa venne definita la proverbiale "Scritta sul muro."

Per il keynesismo, la scritta è sul muro.



IL POTERE DELLA CRESCITA COMPOSTA

Nel suo notevole articolo del 2001, "La legge dei rendimenti acceleranti," Raymond Kurzweil ha descritto il calo del costo delle informazioni a partire dal 1890 fino agli anni 2000. Se fosse partito dal 1844 la sua tesi sarebbe stata ancor più forte, ma i dati sono meno chiari. Ha iniziato con il censimento del 1890, il primo ad utilizzare schede perforate.

Ha scritto che dal 1890 al 1950 il costo delle informazioni è diminuito del 50% ogni tre anni. Poi, con lo sviluppo delle tecnologie informatiche, è sceso del 50% ogni due anni. Poi, intorno al 1965, con lo sviluppo della tecnologia dei transistor, ha cominciato a scendere del 50% ogni 18 mesi. Secondo lui nel 2001 stava scendendo del 50% ogni 12 mesi.

Niente di simile è mai accaduto nella storia dell'uomo. Non c'è stato alcun processo di crescita composta che sia continuato lungo tutto questo periodo. Questo processo si sta avvicinando a quello che alcuni chiamano punto di svolta. Altri sostengono che sia un punto di flesso. Kurzweil l'ha definito l'andamento verso l'alto della curva esponenziale. Qualunque sia il modo con cui lo chiamiamo, ora siamo nel bel mezzo di questo fenomeno.

In un articolo del 2003, Kurzweil ha esposto un punto fondamentale che non è stato ben compreso dagli economisti del libero mercato, dai keynesiani, o dai teorici sociali in generale. Il tasso di cambiamento, il che significa il declino composto del costo delle informazioni, non è in alcun modo rallentato durante la Grande Depressione. L'economia mondiale ha smesso di crescere per un decennio, ma il declino composto del costo delle informazioni non s'è fermato. La stessa cosa è accaduta durante entrambe le guerre mondiali.

Non sappiamo cosa abbia in serbo per noi il futuro, e se guardiamo i modelli, sono assolutamente lineari. Non prendiamo in considerazione questa legge dei rendimenti acceleranti, la quale rappresenta un fattore.

Se guardiamo l'economia nel suo complesso, essa sta crescendo in modo esponenziale. Ma le varie recessioni, anche la Grande Depressione, si sono dimostrate eventi relativamente minori come possiamo vedere da questo grafico, il quale è esponenziale. E quando le recessioni sono finite, tra cui anche la Grande Depressione, s'è riniziato da dove ci si sarebbe trovati se tal eventi non fossero mai accaduti. Non hanno nemmeno inflitto un rallentamento permanente o un flesso nella curva esponenziale.

La crescita esponenziale è un fenomeno davvero pervasivo. Abbiamo una crescita esponenziale della produttività, sebbene sia stata sottovalutata visto che misuriamo in dollari il valore di ciò che può essere realizzato. Ma ciò che può essere realizzato con un dollaro oggi, è superiore a quello che poteva essere realizzato con un dollaro 10 anni fa.

La capacità di calcolo non è l'unica tecnologia che sta crescendo in modo esponenziale. Anche le comunicazioni, la larghezza della banda, il prezzo delle prestazioni e la loro velocità -- wireless e cablato -- stanno raddoppiando ogni anno. Le tecnologie biologiche, per esempio, sono raddoppiate ogni anno.
George Orwell aveva ragione: è difficile notare ciò che si trova sotto il nostro naso. Vorrei spiegare brevemente ciò che è stato sotto il nostro naso sin da quando ho letto questo articolo più di un decennio fa. Se pensiamo alla più importante trasformazione dei tempi moderni, la diminuzione esponenziale del costo delle tecnologie digitali, il keynesismo non è stato in grado di ostacolarne la diffusione.

Il keynesismo può influenzare quale gruppo di pressione può trarre vantaggio o svantaggio da queste tecnologie, perché il keynesismo è in grado di controllare l'allocazione delle risorse fisiche. Ma il keynesismo non può controllare la diffusione delle informazioni stesse. Ciò significa che, al cuore del sistema economico, il keynesismo è impotente.

Per quanto il keynesismo sia nocivo, al pari della regolamentazione burocratica, può influenzare solo marginalmente le trasformazioni che stanno avvenendo oggi. Le norme burocratiche hanno un peso significativo quando applicate alle persone che vengono catturate nella loro rete. Queste norme possono influenzare l'offerta e la qualità dei prodotti che vengono creati attraverso i sistemi di produzione su larga scala. I burocrati possono stare col fiato sul collo delle grandi aziende. Possono mettere fuori mercato le piccole imprese. Ma ciò che non possono fare è ritardare gli effetti della crescita composta della tecnologia dell'informazione.

Quindi, per quanto riguarda il lungo termine, non ha importanza se i keynesiani sono in carica. Possono estendere il loro controllo per quanto riguarda certi tipi di produzione fisica. Possono estendere il loro controllo a certi tipi di autorizzazioni e regolamentazioni. Ma gli effetti costanti del calo del costo delle informazioni, travolgeranno tutti i tentativi degli stati d' imbrigliare il cambiamento sociale ed economico. Gli stati non possono fare nulla a riguardo, compreso combattere una guerra. Non possono fermare il progresso delle tecnologie digitali.

Le azioni di regolamentazione possono influenzare il tipo d' innovazioni che avvengono. E soprattutto possono influenzare i tipi d' applicazioni delle nuove tecnologie digitali. Questi interventi statalisti sono quasi sempre negativi. Proteggono qualche gruppo d'interesse. Ma, nel lungo periodo, vale a dire nel corso dei prossimi 40 anni, l'intera struttura di regolamentazione keynesiana crollerà a terra. Perché? Perché stiamo raggiungendo un punto di svolta. Stiamo raggiungendo il punto in cui la curva esponenziale s'impennerà bruscamente. Non c'è modo per le agenzie di regolamentazione di tenere il passo con ciò che sta avvenendo sotto il loro naso.

Considero tutto ciò una buona notizia. È una buona notizia per la libertà ed è una cattiva notizia per i teorici arroganti della pianificazione centrale keynesiana, gli arroganti burocrati nelle banche centrali e i dipendenti protetti in ogni altro settore statale. Queste persone verranno sostituite e lo saranno entro tre decenni, o quattro al massimo. Stanno assistendo alle fasi finali dell'illusione della pianificazione centrale.

È già accaduto ai socialisti. La storia li ha gettati nella pattumiera della storia quando l'Unione Sovietica è andata in bancarotta nel 1991. Al giorno d'oggi, quasi nessuno difende il socialismo come ideologia. Nessuno presta ascolto alle loro parole. Vogliono farsi chiamare liberal. Vogliono farsi chiamare progressivisti.

I pianificatori centrali non possono fermare la curva esponenziale della libertà e del volontarismo. Forse possono rallentarla al margine, ma ne dubito. Se la Grande Depressione non l'ha rallentata, Janet Yellen non può rallentarla. Janet Yellen e il suo stuolo di burocrati sono gli unici in grado di rallentarla. I politici possono a malapena influenzare tale processo.

Ormai dovreste averlo capito. Pensate al vostro mestiere, alle vostre prospettive di carriera e all'eredità che intendete lasciarvi alle spalle. Rifletteteci tenendo conto di un aumento del tasso di cambiamento tecnologico e una diminuzione dei prodotti in tutte le tecnologie digitali.

I giorni dei bagordi stanno volgendo al termine per i keynesiani. La pattumiera della storia li attende. Farò quel che posso per accelerare il processo, ma non credo di poterci riuscire. Posso solo preparare i lettori sottolineando quello che dovrebbe essere ovvio.



SOTTO IL NASO DEGLI INSIDER

Voglio discutere di un paio di esempi storici in cui interi settori non hanno intuito quello che stava per succedere sebbene i cambiamenti si stessero svolgendo proprio sotto il loro naso. Proprio come la marea in ritirata prima di uno tsunami, le persone sulla spiaggia non si accorgono di quello che sta per succedere e non corrono ai ripari.

Io insegno un corso di letteratura americana nel Ron Paul Curriculum. Dopo il 1912 mi concentro esclusivamente sui film. I film sono il modo in cui i narratori raggiungono decine di milioni di persone. I film hanno trasposto su pellicola romanzi e racconti, che a loro volta sono i fondamenti della letteratura.

Cominciando con il film del 1915, The Birth of a Nation, parlo solo di film. Il mio corso ha una forchetta di 15 anni: 1915-1930.

L'industria cinematografica ricevette un avvertimento dal film, The Jazz Singer (1927). C'era l'audio. Si sentivano solo le canzoni di Al Jolson. In realtà, nel film non c'erano dialoghi. Era più che altro un "singolo."

Dal giorno in cui venne rilasciato questo film, i film muti furono messi di fronte alla proverbiale scritta sul muro. Eppure nel 1928 i produttori di film ancora cercavano d'invogliare il pubblico a vedere i film muti. Nel 1929 lo tsunami travolse l'intero settore.

Il mio pezzo di letteratura successivo è Niente di nuovo sul fronte occidentale (1930). La colonna sonora è buona. La fotografia è buona. La trama, tratta dal romanzo best-seller di Remarque, è eccellente. Nel 1931 vinse il premio Oscar come miglior film. Anche il regista vinse il premio Oscar. Il film è stato un grande successo, sia dal punto di vista artistico sia ai botteghini.

Considerate la transizione. Ci sono voluti fondamentalmente tre anni: dal 1927 al 1930. In pratica il 1929 è stato l'anno della transizione. I libri di testo non parlano molto di questo fenomeno, perché il 1929 è stato l'anno del crollo del mercato azionario.

Credo che entrambi gli eventi siano correlati. Herbert Hoover venne eletto nel 1928. Questo è stato l'ultimo anno in cui chiunque avrebbe potuto fare soldi producendo film muti. Nel 1929 le pellicole con l'audio travolsero i film muti, e la prima fase della depressione travolse l'amministrazione Hoover. Ma a differenza di Hoover, i film muti sparirono più rapidamente.

A Hollywood, nel 1928, c'erano ancora persone del settore cinematografico convinte che i film col sonoro fossero una moda passeggera. Chi ha visto Aviator, conosce anche la storia di Howard Hughes. Aveva quasi completato il film che lo mandò quasi in bancarotta, Hell's Angels. Ciononostante lo girò daccapo aggiungendoci l'audio. La voce su Wikipedia è accurata.

Hell's Angels è un film di guerra americano del 1930, diretto e prodotto da Howard Hughes e interpretato da Ben Lyon, James Hall e Jean Harlow. Il film, che è stato scritto da Harry Behn e Howard Estabrook, è incentrato sui piloti da combattimento della prima guerra mondiale. La pellicola venne rilasciata dalla United Artists e, nonostante il suo scarso rendimento iniziale al botteghino, guadagnò alla fine il doppio dei suoi costi di produzione [...].

Originariamente girato come un film muto, Hughes riorganizzò il film. La maggior parte del film è in bianco e nero, ma c'è una sequenza a colori -- l'unico filmato a colori della carriera di Harlow. Hell's Angels è ora acclamato come uno dei film d'azione di successo dopo l'avvento del sonoro nelle pellicole cinematografiche.
Come abbiamo visto in Aviator, tutti nella compagnia di Hughes si opposero alla sua decisione di riorganizzare il film in modo che includesse l'audio. Nel 1929 doveva essere evidente a tutti che questa rappresentava l'onda del futuro, ma non tutti riuscivano a capirlo.

Hughes puntò tutto sul successo del film. Sapeva che doveva avere l'audio. Sapeva che sarebbe stato un fallimento se non l'avesse avuto. Aveva investito una fortuna nel film, ma non osò rilasciarlo in tempo. Doveva ritardarne l'uscita perché doveva inserirci l'audio. Ebbe ragione. I suoi critici si sbagliavano. L'intera industria cinematografica si sbagliava.

Faccio notare tutto ciò per una ragione: a volte, senza preavviso, una nuova tecnologia cambia completamente un settore.

Prendete in considerazione la storia di Google. La voce su Wikipedia dice:

Verso la fine del 1998 Google aveva un indice di circa 60 milioni di pagine. La home page era ancora in fase "BETA", ma un articolo su Salon.com già sosteneva che i risultati di ricerca di Google erano migliori di quelli dei concorrenti (come Hotbot o Excite.com), e lo elogiava per essere più innovativo rispetto ai portali spesso sovraccarichi (come Yahoo!, Excite.com, Lycos, Netcenter di Netscape, AOL.com, Go.com e MSN.com), i quali durante la bolla dot-com erano visti come "il futuro del Web", in particolare da parte degli investitori nel mercato azionario.
Ho usato AltaVista dal 1996 fino al 2002. Poi sono passato a Google. Wikipedia scrive:

AltaVista era un motore di ricerca web fondato nel 1995. Un tempo era uno dei motori di ricerca più popolari, ma ha ceduto il passo a Google ed è stato acquistato da Yahoo! nel 2003. Sebbene abbia mantenuto il marchio, AltaVista basa tutte le ricerche sul motore di ricerca di Yahoo!. L'otto luglio 2013 il servizio è stato chiuso da Yahoo! e da allora il dominio è stato reindirizzato al sito di ricerca di Yahoo!.
E poi c'è Wikipedia. Ha messo fuori mercato tutte le enciclopedie pubblicate fisicamente. Encyclopaedia Britannica esiste ancora on-line, ma non la userei mai e non riesco ad immaginare qualcuno che la voglia usare. Wikipedia ha semplicemente distrutto tutte le enciclopedie rivali. E lo ha fatto senza alcuna pubblicità. E lo ha fatto senza alcun preavviso.

Le nuove tecnologie possono trasformare le società in brevi lassi di tempo. Non tutte ci riescono, ma una manciata sì.



CRESCITA COSTANTE, CAMBIAMENTO RADICALE

Le tecnologie digitali hanno trasformato le nostre vite mediante miglioramenti costanti. Il costo delle informazioni continua a scendere. Questo è il cambiamento costante che, senza clamore, trasforma la vita delle persone così lentamente da non essere percepito.

Se Kurzweil ha ragione, accadrà la stessa cosa al costo dell'energia solare. Egli pensa che accadrà molto più velocemente di quello che penso io, perché è concentrato su tale tecnologia, ma la tecnologia solare costituisce solo il 20% di ciò che costituisce la rete elettrica, sia essa locale o nazionale. Il costo degli altri componenti non sta scendendo come il costo per watt dei pannelli solari. Tuttavia vi è un miglioramento costante e non sembra possa essere invertito. Nella misura in cui i pannelli possono diventare meno dipendenti dall'attrezzatura fisica, il processo di sostituzione avrà luogo più rapidamente.

La mia valutazione è che YouTube non sarà affatto sostituito nel breve periodo. Ci saranno miglioramenti costanti su YouTube, e questi produrranno trasformazioni costanti in quegli aspetti della società che dipendono dalla visualizzazione digitale. Non riesco ad immaginare un rivale di YouTube. È sostenuto dagli introiti prodotti da Google, e ad oggi non ha rivali di una certa importanza. Non pretendiamo molto dai video. Si prendono molto tempo e consumano molta banda, ma il costo di quest'ultima continua a scendere, a differenza del valore del nostro tempo.

Ci potranno essere video 3-D ad un certo punto nel prossimo futuro. Ci potranno essere video 3-D ad alta definizione che saranno proiettati su una parete. Ma la mia ipotesi è questa: saranno i video di YouTube. È molto difficile competere contro qualcosa di "gratuito".

YouTube non sarà sostituito. Non c'è alcun movimento nella marea dei video. Ora il trucco è quello di capire come YouTube trasformerà il modo in cui facciamo le cose. Sta di certo trasformando l'istruzione. È qualcosa che non si fermerà, anzi accelererà. Eppure ci sono insegnanti che non vedono la proverbiale scritta sul muro. Sono come quelle persone nel settore cinematografico nel 1928. Dovrebbero essere in grado di vedere ciò che sta per accadere, e invece no. Verranno travolti.

Sono come i dirigenti di IBM nel 1982. Potevano vedere che la legge di Moore avrebbe consentito ai PC di IBM di sopraffare il mercato dei minicomputer. Gli idioti di Armonk proibirono agli innovatori di Boca Raton d'adottare chip Intel 386. Pensavano che un computer con questo chip avrebbe spazzato via il mercato dei minicomputer venduti dal ramo principale di IBM. Così Compaq adottò il computer 386 e distrusse il mercato dei minicomputer. IBM non è mai riuscita a tenere il passo.

Noi non vogliamo ammettere ciò che sta per accadere, anche quando sta accadendo proprio sotto il nostro naso. Pensiamo che qualcosa ci salverà. Nulla ci salverà, a parte lo stato. Quest'ultimo può proteggere un settore o una professione, ma il libero mercato no. Poi quando lo stato infine va in bancarotta, il settore o la professione precedentemente protetti vengono travolti nel giro di pochi anni.

Quando guardo un film prodotto nel 1930, posso ancora godermelo se ha una buona sceneggiatura. Tutti ci godiamo King Kong (1933). Si tratta di un film migliore rispetto alle versioni più recenti. Gable e Colbert ancora ci fanno ridere in Accadde una notte (1934). Biancaneve (1938) funziona ancora. (Mi piace brontolo.)

La grande svolta nei film è arrivata nel 1939. Un uomo diresse due film: Via col vento e Il mago di Oz. Vi ricordate il nome? Probabilmente no. Ma quei due film hanno cambiato il modo di fare intrattenimento.

In quello stesso anno John Ford diresse Stagecoach (il film che lanciò John Wayne), Young Mr. Lincoln (il film che lanciò Henry Fonda) e Drums Along The Mohawk (il film che consacrò definitivamente Henry Fonda). L'anno successivo produsse Grapes of Wrath, interpretato da Henry Fonda. L'intero decennio precedente non aveva accumulato tanti cambiamenti quanti ne avvennero solo nel 1939. Tra i film del 1939 e quelli di oggi c'è poca differenza, tranne che nel 1939 erano migliori.

Non possiamo connetterci emotivamente con l'epoca del cinema muto. Ridiamo davanti alle gag visive di Charlie Chaplin, ma a parte i film di Chaplin non guardiamo altri film muti. Invece siamo in grado di connetterci facilmente con i primi film aventi l'audio. Questo singolo cambiamento tecnologico ha dato vita a quelli che oggi conosciamo come i film. Eppure dal 1903 fino al 1929 le persone sono state trasformate dai film. In qualche modo i film muti sono stati in grado d'entrare nella mente delle masse. Hollywood non riconobbe il potenziale delle pellicole col sonoro.

Le pellicole a colori erano un miglioramento marginale rispetto alle pellicole in bianco e nero. Davvero vorreste guardare Casablanca a colori? Non credo. E Stagecoach? Forse sì.

Come si è scoperto, le pellicole 3-D furono un contrattempo. Solo con i cartoni animati moderni e i film di fantascienza sono riapparsi i film 3-D. Ancora non paghiamo un extra per vedere un film in 3-D, a meno che non ci sia un sacco d'azione. Un film 2-D va bene per la maggior parte delle storie.

Il sonoro è stata una grande trasformazione. L'avvento degli altoparlanti moderni negli anni '30 ha portato su un altro piano il livello di coinvolgimento nei film. Eppure Hollywood non s'è accorto di niente. È avvenuto letteralmente sotto il suo naso, o nelle sue orecchie, nel 1927.

Non credo che questo sia anormale. Penso che sia normale. George Orwell aveva ragione. Occorre un grande sforzo per vedere ciò che accade sotto il proprio naso.



CONCLUSIONE

Oggi i keynesiani sono l'equivalente degli ospiti a cena durante l'ultima notte di Babilonia. Sono l'equivalente dei produttori di film muti nel 1928. Sono l'equivalente dei proprietari di AltaVista nel 2001. Finiranno nella pattumiera della storia.

Il costante calo del costo delle informazioni, in particolare quello delle comunicazioni, ha indebolito ogni establishment sulla faccia della terra -- Corea del Nord esclusa.

Ecco qual è il futuro del keynesismo. Guardate la metà settentrionale della mappa.




[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


L'Italia sta affondando, lentamente

Ven, 20/05/2016 - 10:09




di Francesco Simoncelli

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincie ma bordello!” -- Dante Alighieri
Se devo essere sincero, il clima di campagna elettorale non mi tange affatto. Sebbene l'Italia sia entrata in quel vortice di notizie e commenti riguardanti la nuova tornata elettorale, la repellenza provata nei confronti dell'attuale sistema democratico è una forza che mi tiene lontano dalle urne. Sono ormai dieci anni che mi tiene lontano dalle urne. Esattamente dall'ultimo picco di borsa italiano, quando l'entrata nell'euro da parte del nostro paese era riuscita a rimandare l'insolvenza nazionale. Infatti sin dal tonfo durante la Grande Recessione, la borsa italiana non è andata a da nessuna parte, passando da un rimbalzo ad un altro in quello che è sempre di più un lento deterioramento delle condizioni economiche di base.

Lo stesso vale per il mondo politico. Siamo passati da una figura politica ad un'altra, senza ottenere altro che un dissesto sociale continuo. Eppure la retorica del cambiamento non finisce mai d'essere ripetuta. Eppure la retorica della ripresa economica, dopo l'ennesimo rimbalzo verso il nulla, non finisce mai d'essere ripetuta.




È come se ci trovassimo in un continuo presente, in cui tutte le realtà che ne fanno parte si sforzano di prolungare questo stato di quiete il più a lungo possibile. Non esiste un futuro. In sostanza è quello che sta affermando la BCE sin da quando ha inaugurato i tassi negativi sui depositi in custodia presso la sua struttura. Inoltre, è quello che si ritrovano ad affrontare coloro che popolano i mercati azionari e obbligazionari. Infatti i margini di rendimento sono così sottili che ormai non esistono più giudizi oggettivi per determinare quale titolo valga la pena acquistare e quale no. Le banche centrali mondiali, attraverso la loro gigantesca Offerta d'Acquisto sotto forma di accomodamento monetario, hanno inondato i mercati finanziari con un continuo flusso di fondi a buon mercato, i quali hanno inizialmente distrutto una qualsiasi parvenza di determinazione onesta dei prezzi e in seguito assottigliato al centesimo di punto percentuale i rendimenti dei vari titoli.

Non solo, ma la nota peggiore di questa storia è data dalla pericolosità che rappresenta per la ponderazione del rischio la sinergia di questi due elementi. Non sorprende quindi, se il mercato ad alto rendimento sia stato reso "innocuo" negli ultimi 7 anni da una baldoria del credito alimentata dalle banche centrali e trasmessa in questi mercati (principalmente) da investitori istituzionali. Insomma, finché è fluito e finché fluisce il denaro a basso costo, pare che si crei una sorta di nebbia avvolgente che mantiene le cose in stallo. In un presente continuo. Ma ci sono essenzialmente due variabili che perturbano questo presunto equilibrio: l'esplosività dell'ingegneria finanziaria e il deterioramento dei creatori di ricchezza reale.

Per quanto riguarda il primo elemento, abbiamo visto come esso sia cresciuto a dismisura sin da quando le banche centrali hanno messo mano al loro arsenale non convenzionale. Accedere al credito è diventato molto più facile per chi potesse garantire denaro contante in controparte, o un flusso di cassa cospicuo. Inutile dire che il ricorso ad asset intangibili come quest'ultimo è stata una pratica comune tra le grandi aziende. Di conseguenza hanno potuto aggiustare l'andamento dei loto titoli in borsa attraverso campagne di riacquisti d'azioni proprie. Ma per quanto possa far apparire appetibile all'esterno una determinata attività, siamo tutti consci delle conseguenze che comporta ammassare debiti su debiti in un periodo in cui gli utili vengono depressi da correnti deflazionistiche.

Non solo, ma questo va a deprimere le spese in conto capitale che non hanno ragione d'essere in un ambiente in cui la fiducia dei consumatori è calante e le scorte s'accumulano.





Quindi l'unico modo che si ha per creare una sorta di presunta crescita economica è quella di far sembrare che il proprio titolo in borsa guadagni fiducia, nonostante la realtà dica il contrario, oppure rivolgersi ad un altro trucco finanziario: acquisizioni e fusioni. Ovvero, creare valore aggiunto fondendosi con altre attività commerciali che debbano, in qualche modo, creare una nuova realtà il cui potenziale di crescita è superiore alle due entità separate. Ciò non avviene solo a livello aziendale, ma anche a livello bancario. Attraverso l'esborso d' enormi somme di denaro si conferisce ad attività commerciali un valore che in realtà non hanno, costruendo sull'apparenza valore aggiunto che non esiste. Quest'ultima cosa soprattutto in virtù del fatto che il sistema bancario italiano è pingue di sofferenze, legate soprattutto al mondo obbligazionario della grande imprenditoria. Oltre alla loro esposizione nei confronti del debito sovrano, le banche commerciali hanno in pancia quantità esplosive di prestiti non performanti a famiglie ed imprese.

Ecco perché Draghi, ad esempio, ha incluso nell'accomodamento monetario europeo anche i bond IG. Ecco perché l'Italia si sta accapigliando affinché venga creata una sorta di bad bank che inglobi le sofferenze di suddette banche. All'aumentare delle problematiche create dalle precedenti intrusioni centrali da parte di banche centrali e stati, si risponderà con maggiori intrusioni centrali. E, come di consueto, col benestare del mondo accademico. Leggete con attenzione l'ultimo paragrafo di questo articolo. Gli autori si suppone che siano degli economisti di fama internazionale. Eppure affermano quanto scritto nell'ultimo paragrafo. Sin dal 1936 l'economia è diventata semplicemente il mero studio di formule e assiomi predefiniti, dove gli studenti avrebbero imparato a memoria le lezioni presenti nei libri di testo imposti dallo screening accademico. Cosa succede quando si viene "costretti" ad imparare a memoria? Stagnazione intellettuale. Perseguimento ostinato di metodi d'indagine sbagliati. Rigidità mentale. Conoscere a memoria formule sofisticate può fare di una persona un economista nell'accezione moderna del termine, ma di sicuro non la renderà un bravo economista.

Quando scopre che oltre il recinto intellettuale in cui è stata confinata, esiste un mondo di gran lunga più ampio, si trincererà con tutte le sue forze entro i confini "sicuri" del suo territorio, affermando che l'unico mondo esistente è quello sancito dalla tradizione accademica moderna. Può affermarlo, ma non è così. I fallimenti sempre più accentuati della pianificazione monetaria centrale sono un monito: esiste un mondo più ampio oltre la recinzione dell'economia mainstream, il quale non può essere delimitato da formule sofisticate.

Il fatto che la realtà sia molto più ricca di dettagli, il fatto che gli attori di mercato siano molto più creativi e variegati rispetto agli assunti dei ciechi credenti nei modelli economici, il fatto che l'accentramento dei poteri decisionali sortisca inevitabilmente errori di magnitudine maggiore -- come la richiesta di far diventare la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) la nuova IRI -- questi fatti sono invisibili alla maggior parte degli economisti moderni. Ignorano come i costi e i benefici aggregati, siano semplicemente un'approssimazione sciatta della realtà, perennemente sconfessati dai costi e dai benefici relativi. La loro cecità fideistica li porterà ad essere ricordati come degli zimbelli. È accaduto agli "economisti" marxisti; accadrà anche per keynesiani e monetaristi.

Detto in modo diverso, questa gente vuole prendere i depositi postali e utilizzarli come garanzia collaterale per qualsiasi "investimento" lo stato voglia intraprendere. Piramidare sui depositi postali credito fittizio, equivale a creare una quantità maggiore di sofferenze economiche rispetto a quella che si vuole recintare. L'emissione di bond da parte di Atlante, ad esempio, rappresenta solamente un trucco per sfruttare la leva finanziaria e far credere ai mercati che è possibile trincerare in totale sicurezza tutte le sofferenze in Italia. Salvo poi scoprire, come accade ogni volta, che i numeri erano troppi ottimisti (soprattutto quelli che riguardano la valutazione di suddette sofferenze) e finire come la Popolare di Vicenza, la quale dopo gli eccessi degli anni passati ha lanciato la sua IPO a €0.10/azione rispetto ai €60/azione di qualche anno fa. Il cosiddetto fondo salva-banche, quindi, si appresta a salvare entità simili, con tutti i dubbi riguardanti il piano industriale dei prossimi cinque anni.

In poche parole, non esistono le basi grazie alle quali erigere una ripresa economica. Ciò che finora abbiamo visto in Europa e in particolare in Italia, è stato un tentativo da parte della banca centrale di puntellare i bilanci di coloro protetti dal suo cartello: stati e banche commerciali. Assicurazioni, fondi pensione e il resto degli investitori istituzionali hanno goduto indirettamente della manna monetaria, grazie soprattutto alla gigantesca Offerta d'Acquisto scatenata dalle banche commerciali in cerca di affari facili in virtù di un costo di carrying ridicolo tra tassi d'interesse e asset finanziari. Sin dal primo QE negli USA e dal primo LTRO in Europa, la strutturazione dell'accesso al credito è diventata sempre più frastagliata seguendo un percorso che ha annullato una qualsiasi ponderazione sana del rischio. Nessuna piccola/media impresa o famiglia si sognerebbe mai di prendere in prestito denaro overnight per le proprie attività. Nessuna piccola/media impresa o famiglia si sognerebbe mai di ricorrere al mercato dei pronti contro termine, vendere asset, raccogliere fondi e utilizzarli di nuovo per comprare altri asset.

Gli strumenti non convenzionali delle banche centrali hanno alimentato questo tipo d'attività finanziaria, lasciando il conto da pagare alla popolazione di Main Street. Infatti, nonostante piccole/medie imprese e famiglie abbiano intrapreso un percorso di deleveraging sin dall'inizio della Grande Recessione, tale percorso è stato reso ancor più dissestato dalla sottrazione di risorse economiche finite nei bilanci di quelle entità salvaguardate dal cartello delle banche centrali. Come ho sottolineato finora, tali risorse non sono state utilizzate per creare qualcosa di concreto o aumentare il bacino della ricchezza reale, bensì sono state sprecate. Non è un caso se la Grecia sia ancora in alto mare. Su queste pagine avete potuto leggere come e perché: le banche centrali, attraverso la manna monetaria concessa ai protetti dal loro cartello, hanno cercato d'innescare un effetto ricchezza a cascata su tutta la società. Questa cascata ha zampillato acqua fino al mercato azionario/obbligazionario. Perché? Perché l'economia più ampia non è in grado di portare ulteriore debito visto che ha raggiunto una condizione di Picco del Debito.

In questo modo la trasmissione della politica monetaria delle banche centrali all'economia più ampia è praticamente rotta. Questo, inoltre, è uno dei motivi per cui la manna monetaria è rimasta sostanzialmente confinata nel circuito finanziario. La gente comune, o Main Street, non è avvezza a giocare in borsa. Ciò lo dimostra anche il suo livello di alfabetizzazione finanziaria, in special modo quando Banca Marche ha proposto prodotti d'investimento ai propri clienti e questi ultimi si sono lasciati raggirare. L'unica cosa che la gente comune comprende quando si parla d'investimenti è la casa. Molto meno il mercato obbligazionario statale, sebbene parecchi di loro investano denaro in tali strumenti. Ciononostante la casa rimane il veicolo attraverso il quale le famiglie, ad esempio, hanno cercato di mettere da parte qualcosa per il futuro o crearsi un flussi di cassa aggiuntivo.

Il recente scoppio della bolla immobiliare italiana ha messo una croce su questo mercato, e ciò ha significato una fonte di guadagno in meno per la classe media. La contrazione del settore immobiliare ha lasciato a spasso un bacino di lavoratori non indifferente, e tale situazione è stata peggiorata oltremisura dalla fame smisurata dello stato che ha dovuto iniziare a diminuire il deficit ed aumentare le tasse affinché potesse stare al passo delle sue spese crescenti. La disoccupazione ciclica è diventata quindi istituzionale, dove le persone sono state incapacitate nel trovare nuovi lavori o aprire nuove attività dalla voracità fiscale dello stato e dall'oppressività della sua macchina burocratica.

La magnitudine che l'apparato statale ha ricoperto nel corso degli anni, a causa di un falso flusso di tasse apparentemente costante facilitato dal boom fasullo alimentato dalle banche centrali, ha creato un monumentale comma 22: non può licenziare il personale in surplus (politicamente suicida), non può smettere di aumentare le tasse (finanziariamente suicida). Questo gigantesco masso posto sulle schiene dei contribuenti, rappresenta l'ostacolo più grande ad una ripresa sostenibile dell'economia. È per questo che l'attuale governo italiano può creare sprazzi di occupazione solo quando inaugura una campagna di incentivi all'occupazione stessa; è per questo che le imprese cercano d'assumere quanti più individui in modalità part-time, in modo da evitare le magagne burocratiche dietro l'angolo quando gli incentivi terminano.





Di conseguenza, sebbene sia aumentata la quantità dei lavori è diminuita la loro qualità. Ma, come possiamo vedere dai due grafici qui sopra, oltre al part-time sono aumentati anche gli scoraggiati che non riescono a trovare lavoro e quelli che non lo cercano più. Ciò influisce sul tasso d'inattività. Senza dimenticare i dati riguardanti i "nuovi" occupati, poiché l'attuale pseudo-ripresa del mondo del lavoro italiano ha essenzialmente i capelli grigi. Questo perché, oltre a rappresentare un bacino affidabile d'esperienza a differenza di coloro che sono rimasti parcheggiati per anni nelle università e che non possono garantire sin da subito un adeguato livello produttività/redditività, le nuove riforme pensionistiche li costringono a rimanere nella forza lavoro ancora altri anni prima di poter aspirare alla vita da pensionati.

In tal modo, quei pochi settori della grande impresa che hanno goduto in modo indiretto della manna monetaria delle banche centrali, hanno potuto mostrare bilanci positivi e desiderio d'ingaggiare nuovi dipendenti. Un caso del genere è la Fiat, la quale ha goduto della spinta dei prestiti per automobili statunitense e ha potuto trainare la produzione industriale italiana e di riflesso il livello occupazionale. Ma una volta che le bolle scoppiano, si portano dietro tutti quei settori che hanno trainato nel corso del tempo. È una questione di tempo e saremo di nuovo di fronte all'ennesimo ciclo boom/bust in cui sono state scaraventate risorse economiche in doline finanziarie che non hanno fatto altro che sprecarle. Inutile sottolineare che tali situazioni distruggono ricchezza reale, non la creano; peggio ancora, indeboliscono i creatori di ricchezza reale i quali sono bersagliati da una doppia sventagliata di proiettili: voracità fiscale statale e bolle.

È esattamente in questo modo che le due variabili di cui ho discusso finora, ovvero, ingegneria finanziaria fuori controllo e deterioramento delle condizioni dei creatori di ricchezza, diraderanno la nebbia avvolgente che costringe l'attuale ambiente economico a vivere in un presente costante.

Nonostante quanto detto, Draghi ha affermato che è pronto a scatenare una maggiore devastazione monetaria se quanto finora messo in campo non risultasse sufficiente. Vediamo, quindi. Finora il bilancio della BCE è tornato a quello che era all'epoca del secondo LTRO, e i risultati per l'economia più ampia sono stati pressoché deludenti.





L'allentamento monetario in Europa è servito fondamentalmente per creare una gigantesca offerta d'acquisto per il pattume obbligazionario degli stati che ormai i mercati stavano scaricando a tamburo battente. I bond statali sono diventati l'equivalente di scarafaggi dei motel: entrano nei loro bilanci e non escono più. Questo diminuisce artificialmente il rendimento dei titoli di stato italiani, cosa che fa credere ai mercati che le passività dello stato italiano sono solide. Quindi, nonostante un debito al 132% del PIL, i rendimenti obbligazionari sono ridicoli. Per caso il governo ha pensato di mettere i conti in ordine? Manco per sogno.

Col nuovo DEF possiamo delineare quale sarà la strada che il governo intende perseguire durante quest'anno. Appare evidente che quanto viene sbandierato ai quattro venti sui media mainstream dai due principali firmatari di questo documento, non è affatto ciò che viene scritto. A pagina 35, infatti, trovate una tabella in cui vi sono riassunti entrate e spese. Prendendo come riferimento l'aggiornamento del DEF 2015, notiamo come siano leggermente calate sia le spese sia le entrate. Spulciando tra le spese (pag. 35 per il DEF 2016 e pag. 32 per il DEF 2015), notiamo che sono stati fondamentalmente gli interessi passivi i protagonisti di questa discesa. Quindi niente spendig review in vista (anche perché nei prossimi 4 anni si prevede che la spesa aumenterà), ma tante grazie alla Grande Offerta d'Acquisto dello zio Mario.

Per quanto riguarda le entrate, invece, la lieve discesa della pressione fiscale è dovuta sostanzialmente all'indebitamento netto. Ciononostante il quadro tendenziale ci mostra una pressione fiscale ancora alta nei prossimi 4 anni. Ma il cuore della questione è l'indebitamento netto che lo scorso DEF prevedeva a 1.8 in rapporto al PIL. Chi poteva crederci che si fosse passati in 6 mesi da 2.6 a 1.8? Nessuno. Infatti quest'anno si avrà un deficit/PIL al 2.3, mentre si ripropone per l'anno prossimo un 1.4. Fantasie. E per l'anno prossimo ci sono anche le clausole di salvaguardia in agguato.

Infine, a mettere il turbo alle fantasie, ci pensa il quadro economico interno a pagina 21. Facendo il solito confronto con la nota d'aggiornamento del DEF 2015, si prevedeva per l'anno scorso investimenti in crescita dell'1.2% e un 2% netto per quest'anno. Invece nel nuovo DEF scopriamo che sono cresciuti solo dello 0.8% e invece si prevede che cresceranno del 2.2% l'anno prossimo. Stesso discorso per le scorte che secondo questi buffoni dovevano diminuire quest'anno in base alla nota d'aggiornamento DEF dell'anno scorso. Invece sono aumentate. Ciononostante prevedono nel nuovo DEF che per l'anno prossimo addirittura si azzereranno! Come? Per lo stesso motivo per cui ne prevedevano una diminuzione per quest'anno: ripresa della domanda interna, visto che il commercio globale è quasi morto stecchito. (Se notate la voce esportazioni crescerà solo dell'1.6% quest'anno rispetto al 4.3% dell'anno scorso, mentre ci si aspetta che ricrescano del 3.8% nel 2017!) Davvero?




Ma questa mossa della BCE sta uccidendo i famosi risparmiatori italiani. Con i conti di risparmio che rendono una miseria e lo stato che sequestra risorse economiche attraverso i suoi disavanzi, i risparmiatori vengono lasciati a corto di opzioni tra cui scegliere, costretti quindi ad intaccare i loro risparmi per far fronte ai costi della vita in costante ascesa. Se non fosse per i prezzi del petrolio che stanno dando una tregua ai consumatori europei, il peso dei prezzi relativi avrebbe schiacciato ciò che rimane dell'economia di Main Street. La colonia di vecchi in cui si sta trasformando l'Italia e la prospettiva di una pensione impossibile, dovrebbe spingere quante più persone possibili ad immagazzinare denaro per far fronte alle incertezze del futuro.

Invece queste vengono ignorate a causa dell'ambiente economico sull'orlo della NIRP. Quindi, sì, l'accomodamento monetario ha una data di scadenza e nel frattempo trasferirà quanta più ricchezza reale a coloro protetti dal cartello delle banche centrali affinché possano sopravvivere un giorno in più.




Inutile dire che l'Italia, ormai, è una causa persa. È solo una questione di tempo prima che la follia dello zio Mario e il carrozzone di politici nostrani che guidano la macchina burocratica, facciano esplodere il "belpaese".


Tasse basse, più entrate

Gio, 19/05/2016 - 18:00
Video didattico all'insegna della libertà di mercato in cui vengono smontati i luoghi comuni intorno alla curva di Laffer, artifizio accademico attraverso il quale lo stato tende a giustificare un aumento indiscriminato delle tasse. (Per visualizzare i sottotitoli in italiano, cliccate sul primo dei quattro pulsanti in basso a destra del video.)





Il grande sciacquone

Gio, 19/05/2016 - 10:12




di David Stockman


Quando si dice "pecore condotte al macello". L'S&P 500 è in crescita dell'11% rispetto al suo minimo dell'11 febbraio (1812), perché Wall Street ha ancora inventari da scaricare.

Eppure i segni di un'implosione dell'economia più ampia e dei profitti sono talmente schiaccianti, che è davvero sorprendente notare la presenza di offerte nel casinò. Le vendite aziendali di gennaio, per esempio, hanno mostrato un altro declino e il rapporto scorte/vendite per l'intera economia è ora a 1.40X — un rapporto registrato l'ultima volta a maggio 2009.

Come ha fatto notare giustamente Zero Hedge:

"Guardate questo grafico!"




Una volta gli economisti reali, gli investitori e i trader sapevano che le vendite aziendali, i salari e i profitti, sono il cuore della questione. Ma ora non più. Le indagini auto-referenziali sul sentiment, gli indici delle condizioni finanziarie e i venditori ambulanti di Wall Street pendenti dalle labbra della FED, smorzano l'importanza dei fondamentali.

Ieri su Bloomberg TV, per esempio, il mio punto di vista è stato contestato da un grafico in cui l'indice delle condizioni finanziarie di Goldman mostrava una ripresa nelle ultime 5 settimane. Mi è stato chiesto dove fosse la recessione.

Che dire del quarto di secolo di storia illustrata qui sotto? Le vendite aziendali riportate questa mattina sono in calo del 5.1% rispetto al luglio 2014, quando hanno raggiunto il picco. Cali simili si sono verificati solo due volte dal 1992, e ognuna di esse recava l'impronta della recessione.

Il grafico ci racconta anche qualcos'altro, ovvero, l'economia reale. Anche al loro livello sbilenco di gennaio, le vendite aziendali hanno fatto registrare un tasso annuale da $15.5 miliardi. È pur sempre qualcosa; misurano la manifattura, il commercio all'ingrosso e le vendite al dettaglio da costa a costa.




Allo stesso modo, non c'è dubbio che i salari stiano scendendo. E stiamo parlando di salari effettivi pagati da milioni di datori di lavoro che, a loro volta, pagano le imposte sui salari al Tesoro degli Stati Uniti. Quest'ultimo riporta i risultati ogni giorno; e le sue entrate sono già in stallo.

La media mobile a quattro settimane è ora appena il 2% rispetto allo scorso anno, il che significa che al netto della crescita tendenziale dell'inflazione sugli stipendi, non c'è crescita delle ore lavorative. Né vi è alcun dubbio che la tendenza sia ormai in declino!




Inutile dire che il numero dei datori di lavoro che inviano ritenute d'acconto per dipendenti fantasma destagionalizzati, è zero. Né l'IRS ha mai sentito parlare di aziende che potrebbero essere morte o potrebbero essere nate.

Infatti i goffi modelli fantasiosi del BLS sarebbero dovuti finire nella pattumiera tempo fa.

A maggio 2008 la Grande Recessione aveva già sei mesi di vita, ma Wall Street stava ancora scaricando i suoi inventari. E per tutto il tempo le stesse teste di legno nello zombie-box ripudiavano il termine "recessione" consigliando agli investitori di gettarsi anima e corpo nel mercato azionario, proprio come stanno facendo al giorno d'oggi.

Ecco cos'è successo dopo. Circa 9 milioni di posti di lavoro sono scomparsi durante i 20 mesi successivi. Eppure è stato solo dopo questo fatto che gli azzeccagarbugli nel BLS hanno aperto gli occhi e hanno visto la recessione, e hanno abbassato le loro stime iniziali. Ciò è accaduto molto dopo il calo delle rimesse fiscali sui salari, le quali stavano segnalando "la recessione è qui".




Poi c'è la questione degli investimenti di capitale in impianti, attrezzature e altri beni materiali in grado di generare una crescita economica futura. Gli ordini di gennaio per i beni strumentali escluso il settore della difesa sono diminuiti del 7% rispetto al picco dell'anno precedente, e sono ritornati ai livelli raggiunti all'inizio del 2000.

Non c'è assolutamente nulla in questo grafico che indichi una "velocità di fuga", e tutto suggerisce che la prossima tappa è probabile che sia verso il basso.




Inoltre, il grafico qui sopra è in dollari nominali e riflette le spese in conto capitale lorde previste dalle società statunitensi. Il fatto è che i dati reali delle spese in conto capitale — mai menzionati nello zombie-box — non sono più alti rispetto a 18 anni fa, e in realtà sono quasi il 20% al di sotto del picco raggiunto nel 2000.

Ciò che viene catturato in questo grafico è qualcosa che i modelli keynesiani non si prendono mai la briga di considerare. Vale a dire, gli $1.5 miliardi tra impianti, attrezzature e altri asset tangibili, vengono consumati ogni anno nel processo di produzione; il che significa che in base alle spese in conto capitale lorde, la capacità produttiva dell'economia degli Stati Uniti si sta in realtà restringendo.




Ma quando si tratta di confusione, nulla può eguagliare la corruzione di Wall Street e la deformazione dei dati, come il trattamento degli utili societari. E come ha sempre detto il grande economista del 1920, Benjamin Anderson, i profitti sono il cuore dell'evoluzione imprenditoriale.

Inutile dire che la prospettiva attuale non è affatto buona. Dopo i risultati sfoggiati dalle aziende nell'S&P 500 nel quarto trimestre dell'anno scorso, non vi può essere alcun dubbio che i profitti si stanno dirigendo con notevole rapidità verso il basso.

Su base GAAP, i profitti reali per l'anno 2015 erano di $86.44 per azione. Questo rifletteva un calo sequenziale del 5% rispetto al tasso annuale del terzo trimestre 2015 e un declino del 18.5% rispetto al picco di $106 per azione registrato nel periodo annuale conclusosi a settembre del 2014.

Quindi ecco quello che abbiamo. Il casinò ha chiuso oggi al 23.5X rispetto ai suoi utili correnti e questi ultimi stanno iniziando a declinare.

Inoltre tale livello di profitto per l'S&P 500 è enormemente gonfiato da più di $2,000 miliardi di riacquisti d'azioni proprie sin dal 2009, il che significa che il numero di azioni è diminuito del 15%. Ciononostante i profitti per il periodo annuale appena terminato sono solo l'ombra rispetto al picco del giugno 2007.

Infatti quando gli utili dell'S&P 500 hanno raggiunto un picco a $84.92 per azione a giugno 2007 (su base annuale), erano cresciuti ad un tasso annualizzato del 6.8% sin dal picco di circa $54/azione nel terzo trimestre 2000. Al contrario, al livello di $86.46 per il periodo annuale conclusosi nel quarto trimestre 2015, il tasso di crescita ad 8 anni è stato... beh, niente di niente. Per la precisione, il CAGR è stato dello 0.22%.

Proprio così. Sulla base degli utili societari reali che i CEO e i CFO devono certificare pena il carcere, gli utili dell'S&P 500 sono ormai quasi ritornati al loro livello di quando iniziavano ad apparire le prime fratture della grande crisi finanziaria a metà del 2007. Allora i fondi ipotecari di Bear Stearns finirono in difficoltà e Countrywide Financial venne salvata grazie all'intervento di Bank of America.

Quindi, ancora una volta, gli utili stanno scivolando giù per il pendio scivoloso tracciato già due volte in questo secolo dalla Finanza delle Bolle della banca centrale. Questo ovviamente non l'avreste mai saputo, perché Wall Street ha santificato talmente tanto le gambe perennemente rialziste che le informazioni oneste circa gli utili delle imprese sono state sostanzialmente bandite dal casinò.

Sì, i venditori ambulanti nel casinò vi diranno che, nonostante il fatto che lo zio Sam spenda fino a $1 miliardo l'anno per perseguire i malfattori contabili, questi profitti GAAP devono essere ignorati perché sono zeppi di componenti non ricorrenti.

Ebbene, sì, è proprio così. Come ha mostrato un'eccellente indagine sul Wall Street Journal, la versione degli utili spacciata da Wall Street per il 2015 era di $1.040 miliardi per l'S&P 500. Ma era superiore del 32% rispetto alle cifre GAAP reali di $787 miliardi!




A quanto pare la differenza di $253 miliardi indicata nel grafico qui sopra, non conta nulla per questa gente quando debbono valutare le azioni. Dopo tutto, cos'hanno a che fare i principali elementi non ricorrenti — es. svalutazioni degli asset, chiusure d'impianti, costi di chiusura, riduzioni dei costi d'avviamento, oneri di ristrutturazione e costi delle stock option — con le autorevoli gambe perennemente rialziste di Wall Street?

I trend di queste ultime si muovono sempre da sinistra a destra nei grafici, seguendo una salita costante. E questo perché agli occhi di Wall Street le banche centrali gli coprirà sempre le spalle.




Non esattamente. Il grafico qui sopra è stato riproposto più e più volte, ed è clamorosamente errato soprattutto nei punti di svolta del ciclo economico.

Infatti i $253 miliardi di divario tra gli utili riportati e le gambe perennemente rialziste di Wall Street per il 2015, erano quasi lo stesso numero apparso nella disconnessione della Grande Recessione. Gli utili netti aggregati dell'S&P 500 per il 2007 erano di $730 miliardi (secondo le gambe rialziste) — quindi i venditori ambulanti di azioni non avevano avuto alcun problema ad insistere sul fatto che il mercato azionario aveva prezzi "ragionevoli". Nel 2007 la capitalizzazione media dell'indice S&P era di $13,000 miliardi, il che implicava un multiplo PE del 18X.

Infatti gli utili GAAP reali erano solo di $587 miliardi, il che significa che le gambe perennemente rialziste di Wall Street erano superiori del 24% rispetto al livello dei profitti registrato presso la SEC. Come adesso, i venditori ambulanti dicevano d'ignorare i $144 miliardi di oneri e spese ritenuti non ricorrenti; né riconoscevano che il multiplo di mercato reale su base GAAP era del 22X e questo numero era estremamente alto rispetto a qualsiasi standard storico — soprattutto nella prima parte del ciclo economico.

Inutile dire che Wall Street è rimasta scioccata dopo che, l'anno successivo, ha scoperto la verità. Durante la primavera del 2007, le gambe perennemente rialziste dei venditori ambulanti di Wall Street prevedevano la solita storia — cioè, nel 2008 gli utili sarebbero aumentati del solito 12-15% a circa $120 per azione. Invece abbiamo visto ridimensionato suddetto numero a $50 per azione, ma solo $15/azione su base GAAP.

Espresso in termini aggregati, la seconda cifra significa che i profitti dell'S&P erano scesi a $132 miliardi nel 2008, dopo che le aziende dovettero implementare $304 miliardi tra svalutazioni di asset sopravvalutati e tagli delle operazioni di business diventate irrimediabilmente inutili.

In breve, in quei due anni — quando il ciclo economico stava entrando nella sua seconda fase — le società dell'S&P 500 fecero registrare quasi $450 miliardi di perdite che i venditori ambulanti di Wall Street dicevano d'ignorare. Stiamo parlando del 37% dei presunti utili per il 2007-2008 previsti dalle gambe rialziste dei venditori ambulanti di Wall Street.

Detto in modo diverso, il mercato dovrebbe essere un'agenzia di attualizzazione. Eppure al picco dell'ottobre 2007, in un momento in cui i mercati subprime e del credito si stavano frantumando, l'indice era valutato $13,000 miliardi in base alle favolette allora diffuse a Wall Street.

Proprio così. Il mercato azionario era trattato al 100X degli utili che si sarebbero concretizzati l'anno successivo, non al 13X delle gambe perennemente rialziste dei venditori ambulanti di Wall Street e che veniva spacciato dalle teste di legno nello zombie-box.

Se vi sembra che la storia si stia ripetendo, è certamente così. La prossima recessione cancellerà le gambe perennemente rialziste dei venditori ambulanti di azioni, che la scorsa primavera spacciavano $135 per azione per il 2016 e sono già stati ridotti.

Ma questa volta è decisamente diverso, perché la FED è all'angolo ed è del tutto a corto di polvere da sparo asciutta.

Non può far altro che accennare alla prospettiva di tassi d'interesse negativi e questa linea di politica inaugurerà la sua scomparsa.

C'è un nuovo sceriffo in città sul punto di vincere la candidature del GOP. Anche il solo accenno alla NIRP — cioè, la confisca dei risparmi di milioni di risparmiatori e pensionati da parte di Washington — susciterebbe sicuramente una certa risposta da parte di Trump in stile Clint Eastwood — Coraggio, fatti ammazzare!

Quindi questa volta non ci sarà alcun salvataggio da parte della FED. Quando sarà innegabile che l'economia sarà in recessione e che la FED sarà del tutto a corto di polvere da sparo asciutta, il casinò cederà al panico.

E quando diventerà chiaro che nell'aria non ci sarà alcuna reflazione artificiale degli asset finanziari, come quella accaduta dopo il marzo 2009, il Grande Sciacquone entrerà in funzione.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


La giusta retorica contro i devastatori keynesiani

Mer, 18/05/2016 - 10:11




di Gary North


David Stockman utilizza contro i keynesiani una delle retoriche più al vetriolo che io abbia mai letto. È spietato. Non da respiro. Ecco perché mi piace leggere i suoi articoli.

È bravo. I banchieri centrali di tutto il mondo sentono il suo fiato sul loro collo, i quali sono responsabili per aver fatto scendere i tassi d'interesse a zero e hanno sacrificato gli interessi dei risparmiatori di tutto il mondo. Li definisce esattamente per quello che sono: burocrati ignoranti che non hanno alcuna esperienza del mondo reale, né capiscono la teoria economica di base. Potete leggerlo qui. Ecco un esempio:

In nome di un modello economico keynesiano che è un insulto anche per chi è lento di comprendonio, la Brainard e la sua stirpe stanno spalleggiando un sistema canaglia fatto di repressione finanziaria, manipolazioni e indicibile ingiustizia che distruggerà sia la democrazia politica sia la prosperità capitalistica come finora l'abbiamo conosciuta. Stanno conducendo la sorte economica del pianeta in un buco nero di deflazione, mal distribuzione ed entropia finanziaria.

Il male di questa situazione è rappresentato da un vecchio uomo davanti ad uno Starbucks, la cui catena conta circa 24,000 dipendenti. Può permettersi un cappuccino. Lo paga con il rendimento totale giornaliero del suo conto di risparmio, dove ha immagazzinato prudentemente la sua ricchezza.

Dopo una vita di lavoro, risparmio e frugalità, i suoi certificati di deposito ora ammontano a $250,000. Sì, l'interesse a 30 punti base su un gruzzolo da un quarto di milione di dollari equivale ad un caffè espresso e una tazza di latte.

Che razza di sistema economico può sostenere che punire brutalmente due delle più grandi virtù economiche -- parsimonia e prudenza -- sia la chiave per la crescita economica e la creazione di ricchezza reale?

In quest'epoca di consumo incessante, è un insulto al buon senso sostenere che la natura umana sia incline a risparmiare troppo, a rimandare troppo a lungo la gratificazione, a fare acquisti con parsimonia ed a consumare troppo poco.

Dimenticatevi di tutti i loro schemi matematici ed i modelli DSGE. I 200 governanti non eletti sono affascinati da un dogma che è così primitivo da essere semplicemente stupido.
Poi aggiunge:

Questi sciocchi pensano che questo sia dovuto alle sciocchezze di cui blatera la Brainard: "Tensioni nei mercati emergenti, tra cui quello cinese" e "Crescita lenta nelle economie sviluppate potrebbe estendersi agli Stati Uniti [...] (traducendosi) in esportazioni, investimenti e produzione negli Stati Uniti più deboli, un più lento progresso nel raggiungere l'obiettivo d'inflazione [...]. ecc."
"Sciocchi". "Sciocchezze." "Blaterare". Queste persone non lo impressionano.

Nessuno dovrebbe rimanere impressionato da loro.

Stockman e io non siamo mai stati nel mondo accademico. Beh, questo non è del tutto vero. Nel 1979 io ho insegnato per un semestre presso un college privato in North Carolina. Ma poi più niente!

Stockman e io non siamo legati ad alcun responsabile di dipartimento o rettore d'università. Possiamo usare il tipo di retorica che vogliamo ed i burocrati, i professori di ruolo e il resto dell'equipaggio che governa il mondo accademico, non può imporci alcun tipo di sanzione negativa. Siamo al di fuori della loro portata.



UN DOPPIO STANDARD

Il galateo accademico ha favorito la sinistra politica sin dal 1946. La retorica di liberal, marxisti e femministe viene tranquillamente accettata, mentre quella dei tipi di destra viene severamente scrutinata. Questo doppio standard è esistito in America a partire dalla fine della seconda guerra mondiale.

Chiunque non si conformi, non più tardi della scuola di specializzazione, è improbabile che ottenga un posto d'insegnante a tempo pieno in una università. Chiunque non si conformi quando ancora assistente, non diventerà professore di ruolo.

Nel campo dell'economia, nessun economista della Scuola Austriaca ha mai guadagnato una posizione in una facoltà presso una delle principali università di ricerca negli Stati Uniti. I due che ci riuscirono due generazioni fa, e che in origine erano stati discepoli di Mises negli anni '20 e '30, hanno ripudiato la teoria del ciclo economico di Mises e la sua condanna del settore bancario centrale. Su questa base, e solo su questa base, Fritz Machlup è entrato a Princeton e Gottfried von Haberler è entrato ad Harvard.

Nel 1950 il dipartimento d'economia dell'Università di Chicago votò contro Hayek. Egli non soddisfaceva i loro elevati standard accademici, perché non era totalmente scientifico. Venne assunto da un dipartimento sconosciuto, il Committee on Social Thought. Era finanziato dal Volker Fund.

Ma gli economisti Austriaci e i professori conservatori dovrebbero fare buon viso a cattivo gioco. Il sistema è truccato. Imparano questa lezione alla scuola di specializzazione, e fino a quando non diventano di ruolo, devono conviverci.

Non ho mai voluto parteciparvi. So riconoscere una truffa quando la vedo. I professori keynesiani sono protetti nelle loro posizioni di ruolo sia dall'imposizione fiscale sia dalla regolamentazione statale sulla concessione dei titoli scolastici. Ottengono il loro stipendio fuori mercato perché sono i beneficiari privilegiati di un cartello accademico auto-sorvegliato e creato dallo stato a beneficio dello stato. Nel mondo accademico degli Stati Uniti le cose sono andate così sin da quando la Rockefeller Foundation promosse, negli anni precedenti alla prima guerra mondiale, la concessione di licenze per le scuole di medicina. Ha sempre favorito la sinistra. Ha sempre favorito la burocrazia, la conformità e il galateo accademico.

La cosa triste è questa: troppi economisti Austriaci in posizioni di ruolo hanno ceduto alle norme ipocrite del galateo accademico. Non sanno come combattere per vincere. Non vedono quanto sia alta la posta in gioco. Non riescono a vedere cosa c'è oltre la sala docenti.



LA SFIDA DI STOCKMAN

Siamo nel bel mezzo di una battaglia per la civiltà occidentale. Si sta diffondendo in tutto il mondo. Si tratta di una battaglia tra le banche centrali e il mondo intero. Stockman l'ha capito. Quindi si scaglia contro i nemici della civiltà con tutto quello che ha. Ha messo in gioco la sua reputazione. Ha scritto il miglior libro sugli eventi economici recenti: The Great Deformation. Mostra esattamente come le banche centrali siano state la causa della Grande Recessione del 2008 e 2009. Saranno inoltre la causa della prossima recessione, che rischia d'essere peggiore.

Keynes è stato l'economista più influente del XX secolo. Le sue idee non solo erano sbagliate, erano disastrose per le loro conseguenze. Hanno indebolito la libertà. Hanno indebolito la razionalità economica. Sono state adottate proprio perché battezzavano le politiche di spesa in deficit, 1931-1936.

I discepoli di Keynes sono i tiranni di ruolo che decidono chi viene assunto e chi viene licenziato nei dipartimenti d'economia in tutto il mondo. Sono incompetenti dal punto di vista intellettuale, perché hanno creduto in quello che era chiaramente un sistema incoerente e del tutto erroneo.

Henry Hazlitt demolì l'economia di Keynes nel 1959 col suo libro, The Failure of the "New Economics". Ma il mondo accademico non ha prestato attenzione all'esistenza di questo libro. Non apparteneva al mondo accademico. Era un economista migliore rispetto alla maggior parte degli economisti di ruolo, eppure fecero finta che non esistesse. Ma lui era lì. Era lì al New York Times, e dopo che il Times lo licenziò nel 1946 per essersi opposto a Keynes riguardo gli accordi di Bretton Woods, trascorse due decenni a scrivere per Newsweek.

I critici di questi ciarlatani finanziati con le tasse dovrebbero essere educati. Stanno distruggendo la civiltà occidentale, eppure esortano i loro critici a smorzare i toni. Penso che dobbiamo sfidarli per smascherarli. Penso che dobbiamo lanciare il guanto di sfida.

Nella prossima recessione, e in particolare nel Grande Default che hanno innescato, quando l'intero sistema statale occidentale andrà a gambe all'aria a causa delle passività non finanziate dei programmi di pensionamento e dei programmi previdenziali, dobbiamo farci trovare in una posizione per poter dire quanto segue:

"Questi asini si sbagliavano, e l'abbiamo detto già all'epoca, quando non era ritenuto educato dirlo. Vi abbiamo detto perché si sbagliavano in termini di teoria economica, e vi abbiamo detto esattamente che cosa sarebbe accaduto se avessimo ascoltato questi stupidi. Bene, alla fine avete dato retta a loro. Ora il vostro mondo economico sta crollando. Che sfortuna! La prossima volta vi converrà ascoltare economisti coerenti, non gli stupidi di ruolo sui libri paga dello stato."
Lo so. Non dovrei scrivere cose simili, ma le scrivo lo stesso. Le scrive anche Stockman.

Giorno dopo giorno, Stockman scrive un articolo dimostrando per l'ennesima volta come queste persone siano stupide. E quando il sistema andrà in bancarotta, sarà una delle poche persone che potrà dire con orgoglio: "Ve l'avevo detto".

Tutti ricordiamo la scena di A Christmas Story in cui Ralphie ottiene la sua rivincita, atterra Scut Farkus e lo picchia urlando oscenità. Ad un certo punto della loro vita, tutti gli uomini vogliono fare una cosa del genere. Ebbene Stockman è il nostro Ralphie. Ha atterrato Farkus nel 2009, e quando arriverà la prossima recessione, sarà lui a rimanere in piedi. Non urlerà oscenità. Invece urlerà "allocazione razionale del capitale" e "tassi d'interesse di mercato." Ma per i keynesiani tali frasi sono oscenità. Non devono essere pronunciate all'interno della sala docenti.



L'EREDITÀ KEYNESIANA

I principi sbagliati producono pessimi risultati. I principi economici sbagliati producono pessime economie. C'è coerenza in questo mondo. C'è causa ed effetto.

Ci sono ripercussioni se si segue questa regola: "Non rubare, a meno che non hai la maggioranza dei voti." Il keynesismo è la teologia del furto mediante le urne. Ha uno slogan globale e un principio fondamentale: "Il deficit statale permette di superare le recessioni." Sappiamo già quello che accadrà ai deficit nazionali in tutto il mondo durante la prossima recessione. Schizzeranno alle stelle. In realtà, sono già schizzati alle stelle. Ci siamo abituati. Ma andrà molto peggio.

Gli elettori si fidano di queste persone. Gli elettori non si ribellano quando i politici si rifiutano di diminuire i deficit tagliando le tasse e la spesa pubblica. La popolazione vuole le sue caramelle finanziate con le tasse. La popolazione pagherà un prezzo ingente quando i nodi verranno al pettine.

Stockman continua a ricordarci quanto sarà salato il conto.



CONCLUSIONE

In A Christmas Story alla fine arriva la madre di Ralphie e lo porta a casa. Nella prossima recessione la madre di Ralphie se ne starà in disparte, a tifare per lui.

Stockman può continuare a vedersela con Farkus. Sarò felice di vedermela con Grover Dill. Con Farkus fuori gioco, Dill è facile d'affrontare.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


Da Pechino con furore distruttore

Mar, 17/05/2016 - 10:06




di David Stockman


I suzerain disperati dello Schema Rosso di Ponzi sono incorreggibili. Non lo ritengono un insulto alla razionalità economica cercare di perpetuare il loro potere e i loro privilegi.

Quindi ora arriva una mossa ancor più assurda. Vale a dire, un vero e proprio tsunami di dispense statali per favorire, ebbene sì, gli imprenditori capitalisti!

Proprio così. Come descritto da Bloomberg, il premier Li Keqiang ha dato la parola e, presto, quasi $340 miliardi finiranno in un esercito di fondi di venture capital gestiti dalla burocrazia dei vari governi locali.

La Cina si sta dedicando al venture capital in grande stile. Un mondo davvero, davvero grande.

I fondi di venture capital sostenuti dai governi locali hanno raccolto circa ¥1,500 miliardi nel 2015, triplicando la quantità in gestione in un solo anno a ¥2,200 miliardi, secondo i dati compilati dalla società di consulenza Zero2IPO Group. Questa è la più grande somma di denaro per start-up in tutto il mondo e quasi cinque volte la somma raccolta da altre società di venture capital lo scorso anno a livello globale, in base alla consulenza della società Preqin Ltd. con sede a Londra.
Veramente? Queste sono le stesse persone che hanno tirato su un'industria siderurgica da 1.2 miliardi di tonnellate in meno di due decenni, la quale rappresenta il doppio di quanto possa utilizzare e una capacità di gran lunga più grande rispetto al resto del mondo messo insieme. Questa bizzarra eruzione industriale sta ormai cadendo in un buco nero di perdite, decadimenti, abbandoni e rifiuti, ma a quanto pare non importa. Ora i compagni di Pechino stanno per seminare venture capitalist al 5X del tasso di tutto il pianeta.

Questa storia ricorda vagamente il Grande Balzo in Avanti di Mao, il quale cercò di mettere una fornace nel cortile di ogni contadino cinese. Quando fuse i loro aratri e zappe per creare rottami d'acciaio, il salto risultante non fu esattamente in avanti.

L'unica differenza è che i leader cinesi di oggi indossano giacche e cravatte, parlano il gergo della finanza occidentale e si tingono i capelli. Ma l'idea stessa che Pechino possa agitare una bacchetta e lanciare 1,600 incubatori per start-up in un paio di un mesi e mobilitare ¥2,200 miliardi di venture capital, rappresenta una misura della follia incendiaria che ha attanagliato lo Schema Rosso di Ponzi:

Per quanto riguarda i soldi in quelli che sono conosciuti come fondi guida del governo, le agenzie locali e centrali giocano un certo ruolo. Con 780 fondi a livello nazionale e un sacco di sperimentazione, non c'è alcun modello per capire come siano gestiti o finanziati. La maggior parte del loro capitale proviene da entrate fiscali o prestiti garantiti dallo stato.

Quel denaro è parte dello sforzo del premier Li Keqiang per sostenere l'economia cinese in rallentamento attraverso l'innovazione e la riduzione della sua dipendenza dall'industria pesante. Nel 2014 il paese ha inaugurato una campagna per sostenere l'imprenditorialità e da allora ha aperto 1,600 incubatori high-tech per le start-up.


In qualche modo Bloomberg è riuscito a trovare un commentatore sano di mente in questa farsa colossale. Gary Rieschel, fondatore di Qiming Venture Partners, ha suggerito che questo enorme afflusso di denaro aumenta la possibilità di un ciclo boom/bust, come gli investimenti statali cinesi nei settori dell'energia solare ed eolica:

[...] "Hanno questa fantasia che se danno i soldi a tutti, ciò creerà uno stuolo d' imprenditori", ha detto. Ma i manager inesperti o corrotti sono propensi ad investire in decine di imitazioni regionali incapaci di diventare abbastanza grandi da essere redditizie. "Ciò si tradurrà in perdite catastrofiche per il governo."
Il punto è che una stampante monetaria sgangherata e un rubinetto illimitato di fondi statali finiranno per creare sprechi, non ricchezza reale. Infatti la logica indicata nel suddetto articolo, è sufficiente ad esporre quest'ultima esplosione di follia. Stanno cercando di spingere il capitale di rischio dove gli investitori di rischio privati non andranno — vale a dire, nei posti sbagliati.

Il denaro è destinato a "superare il fallimento dell'allocazione del venture capital orientata dal mercato" grazie alla gestione statale degli investimenti nelle fasi iniziali, secondo Zero2IPO. Il governo vuole convogliare il denaro alle start-up più rischiose, evitate dagli investitori privati che inseguono i rendimenti più veloci e più sicuri in scommesse su entità già affermate, ha detto Wu Qing, ricercatore per lo State Council Development and Research Center.
Infatti, giorno dopo giorno, diventano evidenti le prove che lo Schema Rosso di Ponzi sia entrato in una fase di delirio finale. Questo articolo di Bloomberg ha osservato che in Cina sta esplodendo la moda del private equity. Attualmente ci sono circa 15,900 partnership limitate con quasi $1,000 miliardi in gestione. Questi eccessi speculativi sono veramente da capogiro.

Ma non ditelo ai giocatori d'azzardo ancora rimasti nel casinò di Wall Street. Persistono nel delirio assurdo che la Cina sia un miracolo economico da $10,000 miliardi con sfide di transizione che saranno abilmente superate, le quali porteranno la Cina ad essere un'economia basata sui consumi e sui servizi.

No, non andrà così. La Cina è una "trappola mortale" destinata ad un atterraggio di fortuna e quest'ultimo azzardo nel mondo del venture capital è solo un'ulteriore prova.

La verità è che non esiste affatto un vero capitalismo in Cina; si tratta di una nazione quasi-totalitaria impazzita a furia di abitazioni, indebitamenti, spese e speculazioni per una grandezza che non ha paralleli storici.

Così facendo, la Cina s'è buttata in un vulcano di debito impagabile e sovra-investimenti folli in tutto. Non è qualcosa che può essere rallentato o stabilizzato da editti e nuovi piani da parte dei compagni di Pechino. È il più grande incidente economico dello storia umana.

E questa proposizione fa tutta la differenza del mondo. Se la Cina crolla, l'economia globale non può evitare una lussazione finanziaria e macroeconomica. E non solo perché la Cina rappresenta il 17% del PIL mondiale da $80,000 miliardi, o perché è stata il motore della crescita del pianeta per la maggior parte di questo secolo.

In realtà, la Cina è l'epicentro marcio delle due decadi di frode monetaria ed esplosione del credito alimentate dal settore bancario centrale, periodo che ha deformato e destabilizzato la trama dell'economia globale.

Ma in Cina la follia finanziaria è andata molto oltre, perché nei primi anni '90 un'oligarchia di despoti aveva scoperto un modo migliore per rimanere al potere. Cioè, la stampante monetaria nel seminterrato della PBOC — e proprio nel momento giusto (per loro).

E di fatto hanno stampato. Con l'acquisto di dollari, euro e altre valute per agganciarvi la propria e per lubrificare le fabbriche dell'export, la PBOC ha ampliato il suo bilancio da $40 miliardi a $4,000 miliardi nel corso di soli due decenni. Non vi è nulla di simile nella storia delle banche centrali — e nemmeno nell'immaginario più febbrile degli economisti.





La stampante rossa della PBOC, a sua volta, ha emesso enorme potenza di credito. A metà degli anni '90 la Cina aveva circa $500 miliardi tra credito pubblico e privato — difficilmente l'1.0X del suo PIL. Oggi quel numero è arrivato a $30,000 miliardi o anche di più.

Eppure nulla in questo mondo economico, o nel prossimo, può crescere del 60X in soli 20 anni e vivere per raccontarlo. Soprattutto non in un sistema costruito su un tessuto top-down di editti, illusioni, menzogne ed impossibilità, e che non sfoggia nemmeno una parvenza di disciplina finanziaria, responsabilità politica o libertà di parola.

Vale a dire, la Cina è una pozione magica tra Keynes e Lenin. È la tempesta finanziaria che abbatterà le banche centrali che hanno favorito una falsa prosperità.

Quindi il giusto approccio a questo orribile pericolo non è quello di sezionare le dichiarazioni di Pechino alla maniera dei vecchi cremlinologi. Questi ultimi erano destinati a fallire nel lungo periodo, ma almeno sapevano quello che stavano facendo dal punto di vista tattico; valeva la pena analizzare le loro nuvole di parole e la disposizione dei posti nelle sfilate di stato.

Al contrario, i suzerain rossi di Pechino hanno costruito un Villaggio Potemkin. Ma in realtà ci credono veramente, perché non hanno la minima idea di quali siano i requisiti e le routine di una vera economia capitalista.

Da quando le vecchie oligarchie che gestivano la Cina sono state liberate dall'orrenda distopia di Mao mediante la scoperta della stampante monetaria da parte di Deng, non hanno fatto altro che vivere in una bolla in continua espansione, talmente irreale da far invidia al Truman Show. Anche un governante con un minimo di alfabetizzazione economica avrebbe capito da tempo che l'economia cinese è una trappola esplosiva fatta di sprechi, eccessi ed insostenibilità.

Cioè, lo Schema Rosso di Ponzi non presenta solo un boom vertiginoso; è la prova di un sistema che è impazzito per gli investimenti improduttivi finanziati mediante il credito illimitato. Il fatto che la Cina abbia consumato in tre anni più cemento rispetto agli Stati Uniti durante l'intero XX secolo, è solo uno dei tanti indicatori della sua follia.




Il punto è che il grande tsunami di abitazioni non ha riguardato solo il settore delle costruzioni. Tutto quel consumo di cemento ha richiesto la produzione di centinaia di migliaia di betoniere, per esempio, che a loro volta hanno richiesto la fabbricazione di camion.

Ma quando alla fine la frenesia immobiliare della Cina ha rallentato — per non dire fermata — ecco cosa s'è lasciata alle spalle. Cioè, fabbriche e fabbriche di betoniere non finite.

Gli economisti di libero mercato solevano chiamarli investimenti improduttivi. Ed è questo che sono.




Le fabbriche vuote come questa qui sopra — e in Cina ce ne sono a iosa — rappresentano un ingranaggio di una "trappola mortale". Rivelano un simulacro intrinsecamente insostenibile e instabile del capitalismo, in cui lo scopo del credito è quello di finanziare quote obbligatorie di PIL e non investimenti efficienti con rischi e rendimenti calcolabili. La crescita inarrestabile della sua produzione d'alluminio è solo l'ennesimo esempio.

Ma la madre di tutti gli investimenti improduttivi è nel settore siderurgico della Cina. Da circa 70 milioni di tonnellate di produzione nei primi anni '90, è esplosa a 825 milioni di tonnellate nel 2014. Oltre a ciò, è il grafico qui sotto che ci racconta tutta la storia.

Vale a dire, lo tsunami di credito a basso costo di Pechino ha consentito alle imprese siderurgiche statali della Cina d'accumulare nuova capacità ad un ritmo ancor più febbrile rispetto alla crescita vertiginosa della produzione annua. Di conseguenza la capacità annuale d'acciaio grezzo è attualmente pari a quasi 1.2 miliardi di tonnellate, e quasi tutta questa capacità — circa il 65% di quella mondiale totale — è stata accumulata negli ultimi dieci anni.

Inutile dire che è impossibile che in un quarto di secolo una crescita del 17X nel settore delle industrie pesanti possa rappresentare qualcosa di sostenibile.




Ciò significa che la massiccia espansione dell'industria siderurgica cinese ha creato un incremento significativo della domanda per i propri prodotti. Cioè, lastre, forme d'acciaio strutturali e altre forme che vanno in altiforni, laminatoi, impianti di fabbricazione e impianti di stoccaggio, così come altri prodotti siderurgici finiti in cantieri, nuove navi portarinfuse, apparecchiature e infrastrutture utilizzate nelle miniere di ferro e nei porti, ecc.

Vale a dire, l'industria siderurgica cinese s'è morsa la coda, ma ora è tutto finito. Per la prima volta in tre decenni, la produzione d'acciaio nel 2015 è scesa del 2-3% rispetto al picco del 2014 a 825 milioni di tonnellate, e si prevede che scenda a 750 milioni di tonnellate l'anno prossimo.

La Cina sarà fortunata ad avere 500 milioni di tonnellate di domanda — cioè, una domanda interna di lamiere d'acciaio per auto, elettrodomestici, armature in cemento armato e acciaio strutturale, una volta che l'attuale baldoria delle costruzioni avrà fine.

Per esempio, l'industria automobilistica della Cina utilizza solo 45 milioni di tonnellate di acciaio all'anno, e gli apparecchi ne consumano molto meno. Quindi è difficile capire come la Cina avrà una domanda costante anche solo di 500 milioni di tonnellate l'anno, ma questo è solamente il 40% dei suoi investimenti in capacità.

Ed è anche evidente che non sarà in grado di scaricare il suo enorme surplus sul resto del mondo. Già Europa, Nord America, Giappone e quasi ovunque, sono state erette barriere commerciali contro i 110 milioni di tonnellate d' esportazioni.

Questo non solo significa che la Cina ha mezzo miliardo di tonnellate di capacità in eccesso che schiacceranno i prezzi e i profitti, ma, cosa ancor più importante, che la domanda d'acciaio per le spese in conto capitale dell'industria dell'acciaio è finita. E questo vale anche per i cantieri navali e le attrezzature minerarie.

Questo fatto è già evidente nella fuga degli ordini dalla cantieristica cinese. Quest'ultima si concentra quasi esclusivamente sulle navi portarinfuse — l'elemento che ha trasportato nelle fauci industriali della Cina i massicci quantitativi di ferro, carbone e altre materie prime. Ma nel giro di un anno o due, la maggior parte dei cantieri navali della Cina verrà chiusa, mentre i suoi ordini svaniranno rapidamente sotto un surplus di capacità che non ha precedenti e che ha spinto il Baltic Dry Index ai minimi storici.

Di conseguenza le forme apparenti di capitalismo, vengono smentite dalla sostanza del controllo statalista e della pianificazione centrale. Ad esempio, non esiste un sistema bancario legittimo in Cina — solo giganteschi uffici statali che sono diretti da agenti di partito.

Il loro modus operandi prevede la parcellizzazione di quote di PIL e del credito, e la loro discesa a cascata mediante una vasta catena di comando su contee, comuni e villaggi. Non ci sono mai stati prezzi finanziari legittimi in Cina — tutti i tassi d'interesse e i tassi FX sono stati ancorati e manipolati al punto decimale; né vi è mai stata alcuna contabilità finanziaria onesta — i prestiti sono stati opzioni perpetue per mandare avanti questa farsa.

Così, ora abbiamo l'assurdità della società cinese di trasporto (Cosco) che ha ordinato 11 enormi portacontainer (le esportazioni annuali cinesi sono in calo del 20%) per permettere ai suoi cantieri navali, notevolmente sovradimensionati, d'accettare nuovi ordini. E questi nuovi inutili ordini, a loro volta, scaturiranno dalle elefantiche acciaierie cinesi:

Questi e altri cantieri statali vengono tenuti occupati dalla China Ocean Shipping Group, meglio conosciuta come Cosco, il più grande spedizioniere marittimo del paese per capacità che l'anno scorso ha ordinato 11 enormi navi portacontainer. Caixin, la rivista finanziaria, ha riferito che le tre navi ordinate da Waigaoqiao sarebbero in grado di trasportare 20,000 container da 20 piedi.

L'indebolimento dello yuan e l'appetito calante della Cina per le materie prime sta debilitando i costruttori navali del paese, aumentando le probabilità che presto saranno chiusi altri cantieri.

Gli analisti Sokje Lee e Minsung Lee di JPMorgan Chase & Co. hanno scritto una relazione il 6 gennaio scorso, in cui dicono che sin dal 2010 sono falliti circa 140 cantieri per quanto riguarda il secondo costruttore di navi più grande della nazione, e si prevede che nei prossimi due anni ne falliranno ancora di più.



Gli ordini totali per i cantieri navali cinesi sono scesi del 59% nei primi 11 mesi del 2015, secondo i dati diffusi il 15 dicembre dal China Association of the National Shipbuilding Industry. I costruttori hanno cercato il sostegno del governo man mano che la capacità in eccesso ha spinto verso il basso i tassi di trasporto e i clienti hanno annullato i contratti. Lo scorso mese Zhoushan Wuzhou Ship Repairing & Building Co., azienda di proprietà dello stato operante nel settore delle costruzioni, è stata la prima ad andare in bancarotta in un decennio.
Non sorprende se l'industria cantieristica della Cina sia in difficoltà e stia tentando di esportare i propri problemi al resto del mondo. Ma sovvenzionare nuove costruzioni non fa altro che aggiungere maggiore pressione al ribasso sui tassi di trasporto a livello mondiale — tassi che sono già ai minimi storici. E, man mano che le compagnie di trasporto di tutto il mondo andranno in bancarotta, faranno colare a picco anche le banche europee che le hanno finanziate.

Il fatto che la Cina stia esportando l'ennesima spirale deflazionistica all'economia mondiale, non è affatto sorprendente. Dopo tutto, la produzione cantieristica cinese è aumentata dell'11X in 10 anni!

Gente, questo non accade in un mondo sano di mente dal punto di vista economico.




Ma il punto di vista più ampio è il seguente: non è solo un "incidente economico annunciato" che non conterà a livello mondiale.

La stoltezza del regime di Pechino è ormai diventata un pericolo per l'intera economia globale. Si tratta di una vera e propria fonte di onde deflazionistiche che sono state esportate al resto del mondo, e che stanno determinando una depressione nelle spese in conto capitale a livello globale e un crollo tonante dei profitti in tutta la produzione industriale globale.

Man mano che Donald Trump si avvicina alla Casa Bianca, i media racconteranno sempre più storie di come la politica americana sia diventata distaccata.

Non devono far altro che guardare ai suzerain rossi di Pechino. È stata la loro stoltezza monumentale che ha permesso a Trump di tornare alla ribalta.

Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


Il vero ruolo dell'oro

Lun, 16/05/2016 - 10:07




di Alasdair Macleod


In un momento di crescente preoccupazione per il sistema finanziario globale, dobbiamo ricordare a noi stessi perché l'oro fisico è così importante, soprattutto per coloro che potrebbero considerare l'apertura di un conto di deposito in oro.

Questo articolo spiega il ruolo dell'oro come denaro, e il pericolo di lasciare i soldi in deposito nel sistema bancario. Affinché si possa informare ed istruire un pubblico più ampio circa il potenziale vantaggio di utilizzare l'oro per i pagamenti giornalieri, sarei grato ai lettori se condividessero questo articolo con i loro amici e familiari.

Sappiamo tutti che per migliaia di anni l'oro è stato utilizzato come moneta. Ha ricoperto questo ruolo grazie alla sua rarità e alla sua utilità ornamentale: in altre parole, avrà sempre un valore, qualunque cosa accada. Ciò è in contrasto con la cartamoneta scoperta emessa dagli stati, che non possiede tale valore fondamentale. Non è un caso se tutti i crolli di potere d'acquisto del denaro abbiano coinvolto o una svalutazione delle monete d'oro e d'argento, o molto più spesso l'eccessiva emissione di cartamoneta. A queste due frodi, dobbiamo aggiungerne una terza: banche autorizzate dagli stati per creare credito dal nulla.



Come funziona il settore bancario

Consideriamo per un momento il credito bancario, perché questa è la fonte della maggior parte dei soldi in circolazione oggi. Se una banca s'impegna a prestarvi denaro affinché possiate pagare i creditori o comprare nuove attrezzature, saldate questi obblighi trasferendo il denaro dal vostro conto a quello delle loro banche. Però la vostra banca non deve avere i soldi che dà a voi. Riequilibra i suoi libri contabili prendendo in prestito fondi da altre banche che ne hanno in surplus.

Per illustrare il punto nel modo più semplice possibile, immaginate che esista solo una banca. La banca vi presta denaro e voi lo spendete. Quando lo spendete le persone e le imprese che vi vendono roba, vedono salire i loro saldi bancari quanto vengono pagati. La banca ha creato il prestito per voi, che è stato poi coperto dai depositi creati in seguito dalla vostra spesa. Questo esempio funziona anche se ci sono più banche. Tutto ciò di cui hanno bisogno è un meccanismo per garantire che i depositi siano allocati in maniera efficiente fra di loro, in modo che tutte le banche finiscano con avere libri contabili equilibrati. Questa è la funzione del mercato monetario.

Con questa magia, il denaro originariamente prestato a voi è stato creato dal nulla dalla vostra banca e poi coperto dai depositi di altre banche. Il settore bancario è un sistema monetario chiuso. Si noti che la vostra banca non ha dovuto usare il proprio denaro per creare il vostro prestito. Quindi un semplice bilancio bancario è costituito dal denaro proprio (il suo capitale, o patrimonio netto), dal denaro prestato ai suoi debitori e dal denaro dovuto ai depositanti.

Se prendete in prestito denaro dalla banca, vi fanno pagare un tasso d'interesse; e se siete una persona comune, stiamo parlando di un tasso tra il cinque e il venti per cento. Con i tassi d'interesse in prossimità dello zero, la banca può finanziare il vostro prestito a circa la metà dell'un per cento. È decisamente un buon affare, specialmente quando non è il suo denaro che mette in gioco. Ovviamente la banca deve affrontare un rischio, che deve coprire col capitale proprio, se necessario, qualora non ripagaste il vostro prestito.

Una banca prudente prenderà atto dei rischi di credito, e limiterà i suoi prestiti ad un ammontare che può coprire comodamente. Ma la tentazione di prestare più volte il capitale proprio della banca è forte. Se, per esempio, una banca ha $100 milioni in denaro proprio e li presta ad un tasso medio del 7%, che può finanziare attraverso il wholesale market a ½%, allora genererà $6,500,000 in proventi lordi, su cui pagherà i costi operativi. Ora supponiamo che presti dieci volte il denaro proprio; i suoi proventi lordi sarebbero di $65,000,000. Questo, cari lettori, è ciò che significa avere carta bianca quando si tratta di creare denaro ex-nihilo.

Non sarebbe bello se tutti potessimo fare una cosa del genere? Ma si tratta di frode, a meno che lo stato non dia licenza anche a voi di farlo. Ora comprendiamo come i banchieri possano cadere preda dell'avidità, soprattutto quando pensano che le condizioni economiche siano oneste. Allo stesso modo, comprendiamo come essi possano cadere preda della paura quando si deteriorano le condizioni economiche ed aumenta il rischio di perdite sui prestiti. Questo è l'elemento motore dietro ai cicli finanziari, l'espansione del credito bancario in tempi buoni e il ritiro del credito in tempi difficili.

Potreste pensare che creare credito dal nulla con un rapporto dieci volte superiore al denaro proprio sia molto rischioso, ma nel mondo delle banche è diventato una sorta di consuetudine. Nella zona Euro, i dati più recenti della Banca Centrale Europea ci dicono che il rapporto medio del capitale delle banche è il doppio rispetto al totale di bilancio. In altre parole, il rapporto medio del capitale proprio delle banche sul totale di bilancio è 1/20. Questo significa che il margine medio per assorbire le perdite è solo il cinque per cento. Ancora più preoccupante è il fatto che una media comprende sempre banche con un'esposizione al rischio più ampia in caso di errori di prestito, o di un deterioramento delle condizioni di prestito.

Certo, quanto sopra descritto riguarda solo una delle attività bancarie, perché c'è anche l'investimento dei depositi in titoli di stato e anche nei mercati mobiliari. Ci sono altri titoli, quali i derivati, che sono una sorta di scommessa sui prezzi futuri e possono rappresentare un enorme rischio per una banca. Poi c'è il denaro fisico, disprezzato dalle banche perché permette ai depositanti di togliere i propri soldi dal sistema, e quando lo fanno abbastanza persone ci troviamo di fronte alla classica corsa agli sportelli bancari.

C'è un'ampia letteratura su questi argomenti, ma questo è tutto ciò che dovete sapere per capire che dietro tutte le rassicurazioni di banchieri, economisti e politici, vi è sempre il rischio che l'intero sistema bancario possa diventare instabile, crollare e far diventare privi di valore i depositi. Per i piccoli depositi alcuni stati garantiscono una protezione, ma vale la pena di chiedersi se bisogna avere fiducia in uno stato che scarica tutte le sue responsabilità in una crisi finanziaria. È importante sottolineare che quando depositate i vostri soldi in una banca, non sono più vostri. Da quel momento in poi, il denaro è di proprietà della banca e voi siete solo dei creditori.



Possedere oro perché è denaro

Sappiamo tutti quanto siano diventate convenienti le valute cartacee per la spesa di tutti i giorni. Al contrario, l'oro e l'argento non sono più utilizzati come denaro da spendere, tranne che in alcune parti dell'Asia. Questo significa che l'oro non è più denaro? Beh, no, perché circolare tutti i giorni nelle mani degli attori di mercato è solo una delle tante funzioni offerte dal denaro. Il denaro funge anche da riserva di valore, e qui l'oro può sfoggiare la performance migliore. Diamo un'occhiata ad un semplice esempio, misurato dai calcoli sull'inflazione del governo degli Stati Uniti. Nel corso degli ultimi cinquant'anni il valore del dollaro USA è diminuito dell'87%; in altre parole, un dollaro risparmiato quando i pensionati di oggi avevano iniziato a lavorare, vale solo tredici centesimi in soldi di oggi. Come riserva di valore, il dollaro, e tutte le valute emesse dagli altri stati, sono pessime.

Nello stesso lasso di tempo, l'oro è salito del 34X in termini di potere d'acquisto misurato in dollari, il che significa che l'oro acquista quattro volte e mezzo di più quello che acquistava cinquant'anni fa. Così, come riserva di valore, l'oro ha continuato ad agire in modo molto efficace.

Un motivo per cui non l'abbiamo usato come denaro giornaliero è perché l'oro è risultato scomodo rispetto ai trasferimenti elettronici di credito, alle carte di debito, alle banconote di carta e alle monete in altri metalli. Ma BitGold e GoldMoney hanno cercato di risolvere questa "mancanza". In altre parole, ora possiamo di nuovo usare l'oro come moneta per gli acquisti di tutti i giorni, convertendolo in valuta locale presso un bancomat o presso un punto di vendita.

Questa funzione è più sicura rispetto ad un conto corrente o un conto di deposito presso una banca, perché si conserva la proprietà del proprio oro. Con un conto bancario, bisogna avere fiducia che la banca onori il suo obbligo di rimborsarvelo su richiesta. Avere il proprio oro al sicuro in una cassaforte, disponibile per l'uso ogni volta che si vuole, vi dà la possibilità di evitare i rischi dell'avere tutti i vostri contanti in una banca.



Il rischio di fallimenti bancari è in aumento

Quanto denaro convertire in oro fisico dipende da quanto siete preoccupati che la vostra banca, o un certo numero di banche nel sistema bancario, possano andare in bancarotta. Se seguite la stampa finanziaria, sarete consapevoli del fatto che i titoli bancari sono in calo al crescere delle preoccupazioni circa le finanze delle singole banche. Sono saliti anche altri indicatori, come le misure del loro rischio di credito, segnalandoci che non tutto sta andando bene. Così, anche se la gente comune non ne è a conoscenza, la probabilità di una nuova crisi bancaria è qualcosa che dovremmo prendere molto sul serio.

Le banche devono affrontare perdite derivanti da un certo numero di fonti, come i prestiti legati alle materie prime, insieme ad un rallentamento dell'economia mondiale. E dato che i livelli di debito sono al livello più alto mai registrato in tempo di pace, le banche potrebbero incappare in grandi perdite. Quando si tiene conto di come le banche prestano molte volte il capitale proprio, il pericolo del fallimento diventa fin troppo evidente. Se una banca europea media è costretta a cancellare solo il cinque per cento dei suoi prestiti e investimenti, tutto il suo capitale sarà eliminato.

I depositanti non sono stupidi, e stanno diventando consapevoli che il loro denaro è a rischio. Il loro nervosismo dà luogo ad un altro problema quando cercano di ritirare denaro, perché le banche non possono costringere i propri mutuatari a rimborsare immediatamente i loro prestiti (al fine di finanziare suddetti prelievi dai depositi). Pertanto una banca manca sempre del denaro per coprire una corsa agli sportelli, e potrebbe essere costretta a fare affidamento alla banca centrale per compensare la differenza. E non appena la banca centrale è costretta ad intervenire, la fiducia in una banca svanisce rapidamente.

Se siete un depositante la cui fiducia nella propria banca sta scemando, e siete preoccupati che i problemi bancari potrebbero diffondersi attraverso il sistema finanziario più ampio, non credo vorrete saltare dalla padella alla brace trasferendo i vostri depositi in un'altra banca. Le banche inoltre vi rendono difficile prelevare contanti fisici in qualsiasi quantità. Che cosa si può fare?

Potete acquistare qualcosa per sbarazzarvi del vostro denaro, e passare a qualcun altro tale preoccupazione. Ma questo non risolve il problema che vi ritroverete sempre ad avere: comprare gli elementi essenziali alla propria vita in caso di fallimenti bancari diffusi. In alternativa potete aprire un conto GoldMoney o BitGold, il quale viene convertito in oro e rimane di vostra proprietà da spendere a vostro piacimento.

Questo articolo si limita a richiamare l'attenzione del lettore sui rischi del sistema bancario, e i mercati ci stanno dicendo che sono in aumento. Non è una previsione. Va tenuto presente che le banche centrali sono abili a trovare soluzioni quando il sistema finanziario è sotto stress, e tutti dobbiamo sperare che i mercati siano solo troppo pessimisti. Detto questo, una persona saggia rifletterà attentamente sulle sue opzioni, nel caso in cui possa accadere il peggio.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


Il giorno del giudizio e altre illusioni keynesiane

Ven, 13/05/2016 - 10:13




di Gary North


Remnant Review

Ho rubato e rielaborato il titolo di questo articolo del New Yorker: "The Doomsday Invention: Will artificial intelligence bring us utopia or destruction?"

L'articolo comincia così:

L'anno scorso un libro di saggistica è diventato un best-seller del Times: una profonda riflessione sull'intelligenza artificiale da parte del filosofo Nick Bostrom. Intitolato "Superintelligence: Paths, Dangers, Strategies," in esso si sostiene che la vera intelligenza artificiale, se realizzata, potrebbe rappresentare un pericolo superiore a qualsiasi altra minaccia precedente posta dalla tecnologia -- armi nucleari -- e che se il suo sviluppo non verrà gestita con attenzione l'umanità rischia d'essere fautrice della propria estinzione. Al centro di questa preoccupazione c'è la prospettiva di "un'esplosione d'intelligenza", un evento ipotetico in cui una IA guadagna la capacità di migliorarsi e in breve tempo supera il potenziale intellettuale del cervello umano.

Tale sistema genererebbe nell'effettivo un nuovo tipo di vita e le paure di Bostrom, nella loro forma più semplice, sono di tipo evolutive: che l'umanità improvvisamente venga spodestata da un concorrente più intelligente. A volte fa notare, come punto di confronto, le traiettorie delle persone e dei gorilla: entrambi primati, ma con una specie che domina il pianeta e l'altra vicina all'estinzione. "Prospettando un'esplosione d'intelligenza, noi esseri umani siamo come bambini che giocano con una bomba," conclude. "Possiamo intuire quando si verificherà la detonazione, ma se avviciniamo al nostro orecchio il dispositivo sentiremo un debole ticchettio."

All'età di quarantadue anni, Bostrom è diventato un filosofo di notevole influenza. "Superintelligence" è la sua risposta alle idee che ha incontrato due decenni fa, quando divenne un transumanista, unendosi ad un movimento quasi utopico impaurito dalla possibilità che i progressi della tecnologia si sarebbero tradotti in drastici cambiamenti -- sociali, economici e biologici -- che avrebbero potuto convergere verso una trasformazione epocale conosciuta come Singolarità.
Il tema della singolarità risale ad un racconto del 1956 di Isaac Asimov: "The Last Question." Il promotore più noto di questo tema è Ray Kurzweil.

Dal punto di vista dell'intrattenimento, questo tema è stato affrontato per la prima volta nel film del 1956, Forbidden Planet: il Krell. Venne approfondito nel film del 1979, Star Trek: Veejer. Ho parlato di questo tema in numerose occasioni.

Questo è un tema fondamentale che è implicito alla dottrina dell'evoluzione attraverso la selezione naturale: il prossimo salto dell'essere, questa volta creato dall'uomo, che ha introdotto uno scopo nel cosmo. Un altro tema, strettamente collegato, è anche uno dei due temi principali nel racconto di Asimov: l'entropia, o la morte termica dell'universo. Ho dedicato il Capitolo 2 del mio libro del 1988, Is the World Running Down?, a questo tema. Potete scaricarlo gratuitamente qui: http://bit.ly/gnworld

In questo saggio mi concentrerò su tre parole usate da Bostrom: "gestita con attenzione". Queste sono quelle che definisco parole ambigue. Queste ultime possono assumere vari significati a seconda del contesto. Le parole "gestita con attenzione" portano la gente ad immaginare una commissione di esperti in grado di gestire le cose con attenzione. In altre parole, s'invoca la logica dell'economia pianificata.



IRRAZIONALISMO COLLETTIVO

Il problema con la logica dell'economia pianificata è semplice: conduce sempre all'irrazionalismo. È una cosa che sappiamo, o almeno gli economisti di libero mercato lo sanno, fin dal saggio di Ludwig von Mises del 1920, "Economic Calculation in the Socialist Commonwealth." Hayek estese questa intuizione nel suo saggio del 1945, "The Use of Knowledge in Society." Questa critica della pianificazione collettiva è fondamentale per l'economia della Scuola Austriaca. L'idea di base è questa: nessuna commissione ha accesso alla conoscenza che invece ha un libero mercato decentralizzato. Ciò che è necessario per ottenere l'accesso a questa conoscenza decentrata è un sistema di proprietà privata organizzato da un sistema di calcolo economico -- il sistema dei prezzi -- il quale a sua volta si basa sul denaro.

La fede nelle commissioni è endemica tra le élite intellettuali di oggi. Gli intellettuali non possono rompere la loro fiducia nel potere organizzativo delle commissioni. Credono che i politici nomineranno gente come loro in queste commissioni. In tal modo acquisiranno potere sugli imprenditori, e con questo potere diranno alle masse quello che sono autorizzate fare.

Leggiamo da questo articolo su Forbes.

Ordinazioni touch-screen nei ristoranti, robot che saldano parti di automobili nelle fabbriche Tesla, applicazioni come Uber che rendono obsoleto il settore dei taxi e delle limousine: secondo il miliardario immobiliare Jeff Greene sono tutte cose buone per l'innovazione, ma forse non così buone per i lavoratori coinvolti.

"Quello che negli ultimi 30 o 40 anni la globalizzazione ha fatto ai posti di lavoro dei colletti blu e all'economia della classe operaia, lo farà l'intelligenza artificiale e la robotica all'economia dei colletti bianchi -- e ad un ritmo molto, molto più veloce", dice Greene.

È un problema che non potrà che aggravare il crescente divario tra ricchi e poveri, aggiunge, perché siamo stati colti alla sprovvista dall'inevitabile automazione di molti posti di lavoro svolti tradizionalmente dagli esseri umani.

"Ho compreso che questa è la più grande minaccia che dobbiamo affrontare al giorno d'oggi", spiega Greene. "Così ho pensato, 'Convochiamo alcune delle più grandi menti nel mondo accademico, statale, imprenditoriale e nel settore nonprofit affinché si riuniscano per parlare di ciò che sta accadendo'."

Ha quindi organizzato una conferenza di due giorni chiamata "Closing the Gap: Solutions for An Inclusive Economy," presieduta dallo stesso Greene a Palm Beach. Tra i relatori l'ex-primo ministro britannico Tony Blair, lo scrittore Thomas Friedman, l'ex-CEO di Apple e Pepsi John Sculley, l'avvocato e personaggio televisivo Star Jones e la leggenda del pugilato Mike Tyson.

La conferenza coprirà tutti gli argomenti, dal dibattito sul ruolo del governo nel colmare il divario tra ricchi e poveri a quali tecnologie distruggeranno i posti di lavori e discussioni sulla correttezza e la responsabilità sociale delle imprese.
Ecco un altro miliardario di cui non ho mai sentito parlare. Oh, beh me ne farò una ragione. Oggigiorno di miliardari ce ne sono a palate. Ma per quanto denaro abbia fatto nel settore immobiliare, non ha senso dell'umorismo. Non vede l'ilarità in una commissione per salvare il mondo, la quale comprende Tony Blair e Mike Tyson. La mia unica domanda è questa: dov'è Al Gore?

In realtà penso che una conferenza intellettuale che si occupa di ciò che si suppone sia il problema più importante dei nostri tempi, debba davvero avere relatori come Tony Blair e Mike Tyson. Ciò vi dà un'indicazione della rilevanza che ha tale conferenza. Direi lo stesso se la conferenza avesse compreso luminari come Stephen Hawking, Bill Gates e Warren Buffett. La conferenza non avrebbe concluso nulla. Si tratta fondamentalmente di una conferenza che richiede l'aiuto dello stato per risolvere un problema che lo stato non può risolvere, presumendo che il problema esista davvero.



LA LEGGE DI MOORE

Quale commissione sarà in grado di prevedere i risultati di migliaia di miliardi di interazioni nel libero mercato, di decine di migliaia di programmatori di talento e della prossima innovazione che porterà la legge di Moore oltre i limiti del silicio -- limiti che dovrebbero essere superati entro il 2020? Se i costi dell'informazione continuano a scendere del 50% ogni due anni, oppure ogni 18 mesi, oppure ogni 12 mesi, i risultati non saranno prevedibili. Questo è il significato dell'ordine spontaneo di Hayek. Dopo tutto, è spontaneo. Nessuna commissione di stato può dirigerlo. Nessuna commissione può prevederlo.

L'ordine spontaneo è anche ordinato, grazie al sistema profitti/perdite. È il feedback inevitabile, sia positivo che negativo, dei profitti e delle perdite, della domanda e dell'offerta, degli input e degli output, che fornisce ordine nel mondo economico. Questa è l'intuizione suprema della Scuola Austriaca rispetto a qualsiasi altra scuola d'economia. Questo è il problema dell'imprenditorialità, il quale è al centro dell'economia della Scuola Austriaca. L'imprenditorialità è intrinsecamente imprevedibile, motivo per cui ci sono sia utili che perdite imprenditoriali.

Questo mi riporta ad un tema a cui continuo a ritornare: la scarsa redditività della disoccupazione di massa. Ci vuole capitale per finanziare le iniziative imprenditoriali. Per ottenere l'accesso a più capitale, bisogna offrire agli investitori la possibilità di fare profitti. Per fare profitti in un'economia di produzione di massa, è necessario soddisfare le esigenze economiche di miliardi di persone.

Il motivo per cui vi è disuguaglianza in ogni economia è perché un piccolo numero d' imprenditori al vertice della piramide della ricchezza, soddisfa le esigenze delle masse di persone a livello inferiore della piramide. Se tutte le persone, o la maggior parte, nella fascia più bassa della piramide fossero disoccupate, e quindi non più economicamente produttive, gli innovatori in alto non sarebbero in grado di generare profitti per finanziare le prossime iniziative volte a soddisfare il cliente. Questo terminerebbe il processo della Legge di Moore. Questo terminerebbe il processo della robotica. In altre parole, questo metterebbe fine al problema.

Dato che gli intellettuali che hanno dedicato il loro pensiero al problema della legge di Moore e della robotica non pensano secondo le linee della Scuola Austriaca, non possono affrontare coerentemente questa limitazione del loro scenario apocalittico. Il processo d'innovazione imprenditoriale associato alla legge di Moore e alla robotica cesserà non appena non genererà più profitti per gli imprenditori. Non continueranno a perdere soldi, altrimenti li finiranno, e le innovazioni cesseranno.

Se miliardi di persone restano senza lavoro, emergeranno opportunità imprenditoriali per fare profitti nel rimetterli al lavoro. Sono beni capitali disoccupati. I beni capitali possono diventare redditizi ad un certo prezzo. I disoccupati sono più economici da assumere rispetto alle macchine costose.

Il sistema di libero mercato delle offerte competitive, quando lo stato non interferisce, rimette i disoccupati al lavoro. Ma i keynesiani non ci credono. Sono titubanti quando si parla di robotica.



PROFITTI INDIVIDUALI E BENEFICI COLLETTIVI

Il punto dell'economia di libero mercato, dalla logica di Adam Smith fino ad oggi, è questo: l'innovazione individuale e la redditività è legata a vantaggi collettivi. La prosperità di uno, cioè la società, dipende dalla prosperità di molti.

Gli innovatori che generano progressi redditizi, soddisfano i desideri delle masse. In altre parole, gli innovatori non si guadagnano da vivere vendendo invenzioni tra di loro. Non sono come i membri di una società mitologica che si guadagnano da vivere facendosi favori a vicenda, una frase che risale al mio professore di apologetica, Cornelius Van Til.

Questo significa che non abbiamo bisogno di una commissione, con o senza Mike Tyson, che ci rivelerà quali tipi d' interventi statali sono necessari per frenare lo sviluppo della legge di Moore e della robotica. Non esiste e non potrebbe esistere una tale commissione. Nessuna commissione potrebbe imporre la tirannia necessaria per controllare lo sviluppo di ogni innovazione computerizzata concepibile, la quale potrebbe portare alla creazione di un'intelligenza artificiale e, al di là di ciò, ad una nuova umanità che continuerà la sua evoluzione fino a diventare Dio. Questo è il tema del racconto di Asimov, come lo è stato in precedenza per il racconto di Fredric Brown, "Answer" (1954).

Questa fede nelle commissioni è talmente assurda che riesce difficile immaginare che qualcuno possa effettivamente crederci, sia che si tratti di un miliardario o di un professore di Oxford. L'idea di un'indagine aperta si basa su questo presupposto: l'indagine aperta porterà a dei risultati positivi. Questa è una base fondamentale per l'idea di progresso. Si tratta di una fede nell'iniziativa individuale, nell'innovazione e nella scoperta. È antitetica all'idea di pianificazione centrale. Eppure qualcuno che si suppone sia il più grande esperto accademico sulla questione dell'intelligenza artificiale, non fa altro che bussare alla stessa porta sbagliata a cui sta bussando un magnate immobiliare.



PREDESTINATI DALLO STATO

Queste persone credono nel collettivismo. Credono nella predestinazione dall'uomo.

La settimana scorsa ho ristampato un articolo del 1964 di R. J. Rushdoony, "The Society of Satan". Cito dal paragrafo d'apertura:

L'uomo è inevitabilmente religioso. Può negare Dio, ma tutte le categorie della sua vita religiosa rimangono, e tutte sono categorie prese in prestito dal Dio Uno e Trino. Dal momento che l'uomo vive nel mondo creato da Dio, il suo pensiero d'apostasia è inevitabilmente condizionato da un quadro facente riferimento a Dio. Gli uomini non possono sfuggire da tale contesto. Possono negare la sovranità di Dio, ma non possono smettere di credere nella sovranità; la trasferiscono all'uomo o allo Stato. La legge e la pianificazione, vale a dire, la predestinazione, è inevitabile; se negata a Dio, viene semplicemente trasferita allo Stato socialista che governa e pianifica tutte le cose; se la divinità viene negata al Dio delle Scritture, si limita a riapparire nell'uomo o nello Stato.
Queste persone credono davvero che l'umanità si evolverà in una nuova creazione, basata sulle opere delle sue mani e della sua mente, collettivamente parlando. Questo è il significato della singolarità.

Il lato oscuro di questa visione è la presunta disoccupazione di massa che arriverà a seguito della legge di Moore accoppiata con la robotica. La disoccupazione, per l'economista moderno e anche per l'elettore moderno, è l'equivalente dell'inferno sulla terra. L'unica soluzione del collettivista è uno stato sociale di massa. Il libero mercato renderà efficienti solo una manciata di persone, e il resto del mondo rimarrà disoccupato.

Semmai ciò dovesse accadere, allora il resto del mondo non comprerà nulla. Ma se il resto del mondo non comprerà nulla, allora la produzione del capitalismo moderno non troverà acquirenti. Se non troverà acquirenti, i capitalisti fermeranno gli sviluppi che stanno producendo una massiccia disoccupazione. Lo faranno subito. Sono abbastanza intelligenti da non buttare soldi giù nello scarico.

I keynesiani e i collettivisti non ci credono. Non credono che l'iniziativa individuale, quando governata dal sistema profitti/perdite, possa premiare le masse. Non c' hanno mai creduto. Credono che sia necessario l'intervento statale per costringere gli imprenditori a soddisfare le esigenze delle persone improduttive che prendono il sussidio di disoccupazione. Questa è l'ideologia dello stato sociale. I luminari universitari e i magnati miliardari continuano a tornare, come un cane col suo vomito, a questo concetto: l'imprenditorialità è autodistruttiva. Come sostengono i libri di testo che valutano il New Deal di Franklin Roosevelt: "Roosevelt salvò il capitalismo da sé stesso."



BUONE NOTIZIE

La buona notizia è questa: nessuna commissione statale può prevedere il prossimo sviluppo della tecnologia informatica che consentirà la prossima tornata di licenziamenti. I politici che approvano leggi sul salario minimo aumenteranno l'entità di questi licenziamenti.

Allo stesso modo, nessuna commissione statale può prevedere il prossimo sviluppo della tecnologia informatica che consentirà alle persone licenziate di trovare un'occupazione produttiva.

I collettivisti pensano che le persone licenziate in una società di libero mercato rimarranno disoccupate e che moriranno di fame. Questo è in contrasto con tutta la storia economica fin dalla carestia irlandese del 1840. Non c'è mai stata inedia di massa, o addirittura inedia locale, tranne che col socialismo, con la guerra e con la violenza dello stato. Il libero mercato ha fornito lavoro a persone i cui posti di lavoro erano stati sostituiti da tecniche di produzione più efficienti.

Ogni volta che ci sono nuove innovazioni nel processo di produzione, i collettivisti corrono all'impazzata, agitando le mani e gridando: "Questa volta è diverso!" Questa volta, ci viene assicurato, i disoccupati non riusciranno più a trovare posti di lavoro. Questa volta moriranno tutti di fame, a meno che lo stato non intervenga per creare un massiccio sistema di ridistribuzione della ricchezza. Eppure ogni volta si sbagliano.

All'interno del libero mercato, il sistema profitti/perdite stabilisce limitazioni a quelle innovazioni imprenditoriali che non favoriscono le masse. Molto prima che una qualche innovazione produca un processo che indebolisce i benefici alle masse, diventa inutile. Gli innovatori cessano di perseguire quei processi che non producono altro che fiumi d'inchiostro rosso. Solo gli stati perseguono processi che non producono altro che fiumi d'inchiostro rosso.

Ammetto che qualche innovazione biologica potrebbe portare ad una piaga: qualche test potrebbe andare fuori controllo. È qualcosa di concepibile. Non è mai successo, ma è concepibile. Ma vi assicuro che poi gli imprenditori concentreranno le loro attività sullo sviluppo di un antibiotico o una contromisura. Non continueranno a perseguire la produzione di quell'elemento andato fuori controllo. Gli stati potrebbero farlo, ma non il libero mercato.

Ciò che terrorizza i profeti di sventura è la comprensione che il loro sistema di controllo collettivo sull'innovazione individuale è impotente di fronte all'innovazione del libero mercato. Nessuna commissione statale può ostacolare un qualche programmatore sconosciuto la cui innovazione produrrà disoccupazione temporanea per 1,000 o 5,000 dipendenti. Eppure i collettivisti sembrano incapaci di rompere la loro dipendenza dalla mentalità collettivista. Continuano a chiedere commissioni che in qualche modo stabiliscano regole di base, vale a dire, regole di base imposte dallo stato, affinché impediscano alle innovazioni d'essere adottate dal mercato. L'idea è assurda, eppure continuano a sponsorizzarla. Uno di loro ha imbastito un meeting in cui Mike Tyson possa elaborare una soluzione.

Questo è davvero economia alla Mike Tyson. L'economia keynesiana è economia alla Mike Tyson. Quando pensate a "John Maynard Keynes," pensate a "Mike Tyson".



CONCLUSIONI

Stiamo assistendo all'ovvia autodistruzione della teoria economica keynesiana. È chiaro che la Legge di Moore, insieme alla robotica, indebolirà la Teoria Generale dell'Occupazione, dell'Interesse e della Moneta. Questo presuppone che la Federal Reserve di Janet Yellen e le altre banche centrali non riusciranno a pregiudicare tale processo. Non c'è modo affinché i pianificatori centrali keynesiani possano direzionare i mercati dei capitali in modo tale da impedire la disoccupazione di quelle persone che si suppone siano permanentemente inassumibili. Perché no? Perché il welfare state non avrà abbastanza soldi da dare loro un sussidio di disoccupazione permanente. I pensionati hanno già la precedenza su questi soldi. Gli anziani otterranno la maggior parte del denaro; le vittime del salario minimo no.

Il mio consiglio a quelle persone che sono preoccupate per la legge di Moore e la robotica è questo: state al passo con i computer nel vostro campo. Non potete fare nulla per l'economia nel suo complesso, né possono farlo i keynesiani. Le innovazioni stanno arrivando e i pianificatori centrali non potranno fermarle.

I pianificatori centrali in un paese possono pensare di poter fermare l'innovazione digitale, ma oltre i propri confini, ci sarà sempre un qualche programmatore che svilupperà una novità e che attraverserà tutte le frontiere per mezzo di Internet. Nessuna commissione statale in un singolo paese può fermare la diffusione di questa innovazione. Il decentramento dei processi di mercato lo possiamo vedere grazie ad Internet. I pianificatori centrali non possono far altro che rallentare i processi d'innovazione che stanno sovvertendo il welfare state moderno e le commissioni keynesiane.

Ai keynesiani dico: fatevene una ragione.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/


Lo squilibrio mentale di Draghi

Gio, 12/05/2016 - 10:15




di David Stockman


Sì, Draghi è totalmente andato fuori di testa e così anche l'intero apparato politico della zona Euro. Come gran parte della burocrazia statale in altre parti del mondo, la BCE sta cercando di combattere la bassa crescita e la bassa inflazione con nitroglicerina monetaria. È solo una questione di tempo prima che faccia esplodere l'intera casa finanziaria.

La bassa crescita del PIL reale nella zona Euro non ha assolutamente nulla a che fare con la differenza tra il -0.3% sul tasso dei depositi presso la BCE rispetto al nuovo tasso del -0.4% annunciato questa mattina; né gli acquisti di obbligazioni da €80 miliardi al mese, rispetto ai precedenti €60 miliardi, hanno qualcosa a che fare con tutto ciò. L'unico scopo di questa intrusione finanziaria è quello di rendere più conveniente il prestito a famiglie e imprese.

Ma ecco quello che lo zio Mario non riesce a capire. Il settore privato europeo non vuole sprofondare ancora di più nel debito; ne ha già contratto abbastanza.

Il problema della crescita in Europa è dovuto al troppo welfare socialista e all'eccessiva tassazione e regolamentazione statalista, e non al poco debito privato. Si tratta di questioni di politica fiscale e politici eletti, non di burocrati nelle banche centrali.

Come mostrato nel grafico qui sotto, il settore privato della zona Euro ha avuto la sua bella dose d'indebitamento dall'inizio del secolo fino al 2008; i debiti sono cresciuti al ritmo insostenibile del 7.5% annuo. Ma sin da allora il settore privato della zona Euro s'è palesemente arenato lungo le secche del Picco del Debito.

I prestiti sono rimasti lungo la linea piatta negli ultimi otto anni — nonostante la repressione dei tassi d'interesse da parte della BCE abbia portato i tassi del mercato monetario negli inferi del sotto zero.




Né gli acquisti di obbligazioni sin dall'inizio del QE lo scorso marzo, hanno fatto un minimo di differenza. I finanziamenti bancari totali al settore privato erano di €10,240 miliardi a fine gennaio, o esattamente dove si trovavano a marzo 2015, quando Draghi e la sua allegra banda di stampatori di denaro si sono giocati il tutto per tutto.




Per lo stesso motivo, è dannatamente evidente che una bassa inflazione non è un problema e che non è causata dalla mancanza di stampa denaro o da un'insufficiente repressione dei tassi d'interesse da parte della BCE. La tregua nella zona Euro dal suo normale 1-2% di dose annuale d'inflazione, è interamente dovuta alla marea globale di petrolio, materie prime, acciaio e altri beni industriali.

Questa marea di deflazione importata, a sua volta, sta migliorando i termini del commercio nella zona Euro e sta innalzando gli standard di vita dei consumatori; e non è assolutamente collegata a qualsiasi cosa la BCE abbia fatto o non fatto nel corso dell'ultimo anno o addirittura quattro anni.

Invece la deflazione globale è una conseguenza dei giganteschi investimenti improduttivi nel settore minerario, energetico, industriale, dei trasporti e della distribuzione, e tale risultato è dovuto alla baldoria globale del credito facile alimentata dal convoglio mondiale delle banche centrali. Il debito da $185,000 miliardi, o quasi quattro volte la crescita del PIL durante suddetto periodo, ha schiacciato la capacità mondiale per quanto riguarda investimenti e produzione.




Lo sbalzo di capacità in eccesso in tutto il pianeta sta anche comprimendo i prezzi e i profitti, ma l'impatto principale è nello Schema Rosso di Ponzi e nella sua catena di approvvigionamento nei mercati emergenti; e l'impatto secondario è sugli esportatori di macchinari d'alta ingegneria e beni di lusso, tra cui la Germania e le altre roccaforti dell'export nella zona Euro.

È ovvio che il nuovo round di ciarlataneria monetaria da parte della BCE non avrà alcun impatto sulla domanda di esportazioni dalla Cina e dai mercati emergenti. Non solo Draghi non riuscirà ad abbassare l'euro, ma non sarebbe un problema in ogni caso. La barriera non è il mercato FX; il problema è la saturazione di investimenti nei mercati esteri che sono a corto di capacità d'indebitamento.

In ogni caso, la deflazione globale è in realtà un vantaggio per i lavoratori della zona Euro e i consumatori, perché l'Europa è un importatore di energia e materiali.





Che importa se questo colpo di fortuna per gli standard di vita nel continente europeo faccia sì che gli indici d'inflazione siano temporaneamente piatti?

I pazzi keynesiani presso la BCE pensano davvero che i cento milioni o giù di lì di famiglie nella zona Euro, che vivono essenzialmente con salari stagnanti e a carico del welfare state, smetteranno di comprare cibo, vestiario, case, scarpe, biglietti per il cinema, mobili e attrezzi da giardino perché aspetteranno che i prezzi scendano ulteriormente?

In un mondo che ha raggiunto il Picco del Debito e i cui salari sono stagnanti, l'idea di uno sciopero dei compratori è semplicemente ridicola.




La verità è che tutta la retorica anti-deflazione della banca centrale, si basa sulla fallacia dell'uomo di paglia. Vale a dire, l'idea del tutto falsa che l'inflazione al 2.00% sia l'elisir magico per ottenere risultati economici positivi. Eppure non c'è uno straccio di prova a sostegno; è diventata una norma esclusivamente perché viene ripetuta fino all'ossessione.

Infatti il target dell'inflazione è degenerato a tal punto che equivale ad una discussione sul sesso degli angeli. Ma se anche mettiamo da parte petrolio ed energia — che non sono prodotti entro i confini della zona Euro — otteniamo l'immagine mostrata qui sotto.

Vale a dire, sin dalla nascita della moneta unica nel 1999, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo meno energia (e cibo) ha avanzato ad un tasso annuo dell'1.57%. Durante gli otto anni da quando è scoppiata la grande crisi finanziaria nel 2008, ha avanzato dell'1.21% annuo; e, assistito dal prezzo delle materie prime in calo e dalle altre importazioni non energetiche, l'indice è aumentato dell'1.01% durante l'anno terminato il gennaio scorso.

Quindi, siamo seri. È mai possibile che persone con un cervello presumibilmente funzionante possano pensare che 36 punti base, o 56 punti base di deviazione, siano sufficienti a far affondare l'economia della zona Euro da $13,000 miliardi in una sorta di buco nero macroeconomico? E uno talmente profondo che può essere colmato soltanto con un attacco criminale ai risparmiatori e con l'ennesima manna agli speculatori?




Possiamo dire che la BCE e le altre banche centrali sono scese così in profondità nella tana del bianconiglio che ormai hanno completamente perso il contatto con il senso comune. Sono preoccupate per due punti decimali microscopici di variazione nel tasso d'inflazione al consumo, del tutto irrilevanti per il benessere economico delle 19 nazioni che compongono la zona Euro.

L'unico benessere per cui sono preoccupate è quello dei giocatori d'azzardo finanziari che fanno front-running e che spiano i mercati finanziari di tutto il mondo in attesa del prossimo attacco di follia delle banche centrali. Pochi giorni fa, ad esempio, i fast money hanno fatto una strage quando il rendimento sul trentennale giapponese è finito a soli 47 punti base.

Come abbiamo sottolineato spesso, il Giappone sta precipitando verso il fallimento fiscale e demografico. Così l'unica spiegazione per questa insensatezza è che i front-runner stanno facendo incetta di JGB trentennali nel mercato repo a botte di leva finanziaria, sapendo che potranno intascare i loro guadagni grazie alla Gingantesca Offerta d'Acquisto della BOJ.

È qui che la nitroglicerina monetaria entra in gioco. Come ha sottolineato Zero Hedge questa mattina, anche questi azzardi morali hanno un limite. Quando le banche centrali, infine, rimarranno a corto di credibilità e non riusciranno più a gestire l'irrazionalità economica, come lo è sicuramente la NIRP, si estinguerà l'offerta d'acquisto per i bond comprati dai front-runner.

Poi, bisognerà solamente guardare di sotto. Già ieri c'è stato un accenno di questo esito nefasto per il mercato obbligazionario giapponese.

L'esperimento del Giappone coi tassi negativi ha trovato un nuovo mercato: i titoli di stato giapponesi. I tempi tempestosi probabilmente sono appena agli inizi.

I rendimenti dei JGB hanno oscillato selvaggiamente questa settimana, dopo aver fatto registrare inaspettatamente una forte domanda all'asta per le obbligazioni a 30 anni. La volatilità di questi titoli è salita al punto più alto (come minimo) sin dal 2000. La causa: i normali acquirenti di obbligazioni a lungo termine, ovvero, le imprese di assicurazione, si sono presi una pausa mentre sono entrate in scena le grandi banche commerciali giapponesi.

Le banche hanno un incentivo a possedere le obbligazioni a lunga scadenza: stanno diventando una merce scarsa — qualcosa che ha ancora rendimenti positivi, tuttavia infinitesimali. Le obbligazioni a più breve durata hanno rendimenti negativi. E a causa della nuova politica dei tassi negativi, quando le banche vendono suddette obbligazioni alla Banca del Giappone come parte del programma di quantitative easing, si ritrovano liquidità in un conto di riserva con tassi negativi. Hanno, quindi, un incentivo a tenersi strette le obbligazioni a scadenza trentennale.

Questa corsa ha anche generato una rapida crescita del capitale nelle obbligazioni. Alcuni investitori hanno chiaramente incassato profitti dopo che i rendimenti dei trentennali sono scesi di 0.25 punti percentuali allo 0.48%, un lieve movimento in questo angolo di mercato altrimenti sonnolento. I rendimenti sono rimbalzati mercoledì e giovedi.





Che la politica dei tassi negativi della BOJ riuscirà a stimolare l'economia, è una questione ancora aperta. Finora ha reso i titoli di stato del Giappone i migliori asset tra i mercati sviluppati, perlopiù per quanto riguarda l'apprezzamento del capitale. Sin dall'introduzione dei tassi d'interesse negativi alla fine di gennaio, la curva dei rendimenti del Giappone riguardo il decennale è finita sotto lo zero, il che significa che più dell'80% dello stock delle obbligazioni ha rendimenti negativi.
Saluti,


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/