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Aggiornato: 42 min 37 sec fa
Rev. Jim Wallis: Ennesima Vittima della Strategia di Rockefeller
di Gary North
Jim Wallis è il personaggio pubblico più ingenuo che abbia mai visto negli ultimi 45 anni. Nessun altro lo batte.
Ogni anno viene invitato al World Economic Forum di Davos, in Svizzera. E' l'incontro annuale delle persone più ricche e potenti della terra.
Perché invitare Wallis? E' un attivista politico di sinistra che opera sotto l'ombrello del no-profit ed è dedito ad un obiettivo primario: fare in modo che il governo federale aumenti le tasse ai ricchi ed alla classe medio-alta per dare i soldi ai poveri. Il suo scopo secondario è quello di convincere i fondamentalisti e gli evangelici a dedicare tempo e denaro per eleggere Democratici e Repubblicani che poi approveranno queste proposte.
Perché è un ingenuo? In primo luogo, perché presuppone che il governo federale sia interessato ad aiutare i poveri. I politici dicono di volerli aiutare, ma in tutta la storia del governo federale raramente i poveri sono stati aiutati davvero. Non votano in blocco. In realtà, non ci vanno quasi mai a votare. Non hanno soldi da dare alle campagne politiche. Pertanto, lo stato sociale si è sempre concentrato nell'aiutare la classe media. Lo fa in nome dei poveri, ma in realtà aiuta la classe media perché è lì che si annidano i voti.
Il governo federale spende un sacco di soldi per supportare l'istruzione universitaria, il che significa che spende un sacco di soldi per finanziare professori di ruolo (classe medio-alta) le cui ricerche sono sostanzialmente irrilevanti agli occhi del mercato o di chiunque altro. Queste università sono piene di diplomati della classe media e medio-alta. E' raro vederci i poveri. Se ci sono, o vengono bocciati o restano a corto di soldi.
La Previdenza Sociale ed il Medicare sono i due assorbitori principali dei fondi federali destinati all'assistenzialismo. Questo denaro finisce per lo più nelle mani di persone della classe media. L'unico grande quantitativo di denaro che invece finisce nelle mani dei poveri è il Medicaid.
Jim Wallis non parla di maggiori finanziamenti al Medicaid; sta parlando di finanzaimenti assistenziali per decine di milioni di persone povere. Il governo federale non se ne è mai interessato, e quel poco denaro che andava in quella direzione venne fermato da Bill Clinton alla fine degli anni '90. Come aveva promesso, pose fine al welfare in America così come l'avevamo conosciuto. Era l'eredità principale di Clinton, oltre al suo impeachment, ma Jim Wallis non ne parla quasi mai.
E per quanto riguarda i food stamp, o buoni alimentari? Non è forse questa una sovvenzione ai poveri? I food stamp per i poveri sono come l'etanolo per gli ambientalisti: scuse per finanziare l'agroalimentare.
In secondo luogo, l'altro lavoro della sua altra vita consiste nel convincere i fondamentalisti ad adottare il vangelo sociale, ed è quanto di più inutile si possa immaginare. Il vangelo sociale non ha mai avuto niente a che fare con gli insegnamenti di Gesù, ed i fondamentalisti americani, i Pentecostali e gli evangelici sono stati formati in chiese che rifiutavano esplicitamente il vangelo sociale. Queste chiese non hanno aderito al vecchio Consiglio Federale delle Chiese, e non hanno aderito al suo sostituto di oggi, il Consiglio Nazionale delle Chiese. In altre parole, i suoi target di riferimento o non hanno mai sentito parlare di lui, o pensano che sia un pazzo. Pensano che sia un agitatore liberal, esattamente quello che è.
Quindi, Wallis ha trascorso tutta la sua vita dedicandola alla futilità. Il governo federale non gli presta attenzione, e nemmeno gli integralisti.
Quello che non vuole ammettere è che i liberal della classe medio-alta sono gli unici che gli prestano attenzione. Queste persone gestiscono i mezzi di comunicazione e lo trattano come il cagnolino fedele della sinistra umanista ogni volta che vogliono un parere dei Cristiani sugli ultimi sprechi federali. Sta al gioco, e poi scompare di nuovo da qualche parte tra le principali denominazioni Protestanti e tra le chiese evangeliche e Pentecostali, le quali non gli prestano affatto attenzione.
Potete saperne di più qui.
LA STRATEGIA DI ROCKEFELLER
Questo fine settimana ha superato sé stesso in termini di ingenuità. Le persone più ricche del mondo, che si sono date appuntamento al loro enclave di Davos, in Svizzera, lo hanno messo in un gruppo come vice presidente. Questo schieramento è impegnato nella promozione di un manifesto. Beh, forse non è esattamente un manifesto, è più come un documento sulla posizione politica di una commissione.
I ricchi non prestano attenzione a tali documenti di liberal della classe medio-alta che lavorano per organizzazioni no-profit. Staccano qualche assegno una volta ogni tanto solo per mantenere queste persone al guinzaglio, ed è un guinzaglio corto.
Lasciate che vi dica come funziona. David Rockefeller è un maestro in questo campo, e l'ha imparato da suo padre, John D. Rockefeller, Jr. Quando Junior prese il comando della fondazione Rockefeller nel 1917, sapeva già quello che doveva fare. Nel 1914 la famiglia aveva affrontato l'infame massacro di Ludlow, in Colorado: guardie armate assunte da una società mineraria di proprietà dell'Impero Rockefeller spararono su donne e bambini. Era coinvolta anche la guardia nazionale del Colorado. Le donne fuggirono in una tenda che prese fuoco: morirono undici donne e due bambini. Erano le mogli e i figli dei minatori in sciopero. Altri morirono nel confronto. Scoppiò una specie di guerra. Nei dieci giorni successivi, vennero uccise decine di altri minatori. La cattiva pubblicità costrinse Junior a prendere provvedimenti.
Junior imbastì un'azione efficace. Assunse uno dei due fondatori delle pubbliche relazioni, Ivy Lee. (L'altro era il nipote di Sigmund Freud, Edward Bernays, che è molto più famoso.) Lee era un liberal Protestante. Fu uno dei fondatori del Council on Foreign Relations nel 1921. Disse a Junior cosa fare: ammettere la piena responsabilità, andare in Colorado, stringere la mano ai membri del sindacato, e dire loro di essere terribilmente dispiaciuto. Questo è esattamente ciò che fece Junior, e funzionò. Fu una delle campagne sulle pubbliche relazioni di maggior successo nella storia americana. Disinnescò lo sciopero.
Junior era un liberal teologicamente e politicamente, e sapeva come spendere i soldi delle sue varie fondazioni. Anche Ivy Lee, che consigliò molti dei super ricchi di quel periodo. Nei quattro decenni successivi Rockefeller utilizzò una piccola parte di quel denaro per acquistare i leader nel mondo accademico e dell'informazione. Avrebbe sganciato denaro a sufficienza per dimostrare che gli importasse davvero, e loro tennero chiusa la bocca. Non c'era alcun accordo scritto che li invitava a tenere chiusa la bocca, ma lo fecero lo stesso. Comprò letteralmente l'establishment accademico americano nel campo delle scienze sociali. (C'è un libro su questo argomento, Don Fisher: Fundamental Development of the Social Sciences: Rockefeller Philanthropy and the United States Social Science Research Council [Ann Arbor: University of Michigan Press, 1993].)
Se volete sapere perché mai negli Stati Uniti le grandi fondazioni della destra non hanno mai detto una parola contro Rockefeller, è perché quest'ultimo si assicura che non accada. La Fondazione Rockefeller invia a queste organizzazioni assegni da $50,000 l'anno. Per lui sono spiccioli, per loro rappresenta una grande donazione. Non dice loro di tacere; tuttavia, tacciono lo stesso. L'ha fatto per 40 anni. Una strategia che ha funzionato tanto per il padre quanto sta funzionando per il figlio.
DAVOS: DOVE LE ELITE SI INCONTRANO PER MANGIARE
Ogni anno, le persone più ricche del mondo si riuniscono a Davos, in Svizzera. La storia di questi incontri è descritta nel libro di David Rothkopf, Superclass. L'autore sostiene che il denaro posseduto personalmente o controllato direttamente dalle 6,000 persone nella superclasse è uguale alla ricchezza posseduta dai 3 miliardi di persone povere in tutto il mondo. Non so se questa cifra sia corretta, ma è abbastanza vicina alle statistiche del Nuovo Ordine Mondiale.
Quest'anno hanno invitato Wallis a far parte di un gruppo che avrebbe presentato un documento in cui si chiede di trasformare le corporazioni mondiali e la politica mondiale. Dovete capire che queste persone controllano le più grandi multinazionali del mondo. Rappresentano davvero una superclasse. Eppure Wallis ogni anno va a Davos con entusiasmo, come se fosse un giocatore. Lui è quello che Lenin definiva un utile idiota.
A Davos quelle persone hanno un determinato programma: conservare il potere e la ricchezza per mezzo dell'intervento del governo. Wallis ritiene che i governi, contrallati da queste persone, dovrebbero dare più soldi ai poveri. Questi governi danno soldi ai poveri allo stesso modo in cui Junior dava soldi ai poveri dal 1917 fino alla sua morte nel 1960. Suo padre adottò una strategia subdolamente truffaldina: dava monetine ai bambini. Non è chiaro se Ivy Lee consigliò questa politica, ma si dice che l'abbia fatto. Probabilmente no. Il vecchio era esperto, dava un paio di monete da dieci centesimi e riceveva un sacco di pubblicità sui giornali, tutto qui. Questo è esattamente ciò che fanno le persone che vanno a Davos. Invitano i loro nemici ideologici a parlare in una piccola stanza e li invitano a presentare un manifesto. Questo approccio compra i critici. Fa credere loro che siano diventati degli attori, che ormai facciano parte del cerchio interno. In realtà, sono semplicemente uomini di punta per i nemici ideologici, finanziari e politici che si presentano a Davos ogni anno.
Lo invitano ogni anno. C'è stato nel 2008, nel 2009, nel 2010 e nel 2012. Socializza ogni anno con i potenti.
C'è sempre un prezzo da pagare per coloro invitati nel cortile esterno del tempio del potere che vogliono socializzare con i potenti. Il prezzo è questo: opposizione leale e lavoro di squadra. Ecco l'offerta: "Potete contribuire a cambiare le cose dall'interno." Come diceva George Gobel a metà degli anni '50, "Ceeeeeerto che puoi."
Questa settimana Wallis ha pubblicato una sua e-mail raggiante in cui raccontava della meravigliosa opportunità che ha avuto nel partecipare alla stesura di un certo documento. L'articolo si intitola, "The Call for a New Social Covenant." Sembrava come se i ricchi stessero prestando attenzione a lui e ai suoi colleghi delle piccole organizzazioni no-profit.
E invece no.
Questa settimana in occasione del World Economic Forum di Davos, in Svizzera, guarderemo al futuro e ci chiederemo: "e ora?" In una sessione di Sabato – "The Moral Economy: From Social Contract to Social Covenant" – prenderà vita un documento su un nuovo "patto sociale" tra cittadini, governi e imprese. Questo è davvero "un invito" ad una discussione mondiale su quali valori siano necessari per affrontare le numerose sfide e le scelte difficili. La disuguaglianza, l'austerità, il ridimensionamento, i vincoli, la mal-distribuzione, i crescenti conflitti per le risorse e l'estrema povertà sollevano domande sui nostri valori.
"Un nuovo patto sociale": suona vagamente familiare. Ah, sì. Ora ricordo. Un anno fa, Wallis scrisse un pezzo per l'Huffington Post: "Bad Behavior at Davos." E cominciò:
Davos, Svizzera – Le contraddizioni sono enormi. Molte delle persone più ricche del mondo sono qui – e le più potenti, tra cui vari capi di stato. Eppure si parla sempre più spesso di valori, soprattutto a seguito della crisi economica che la maggior parte di loro crede che sia anche una crisi di valori.
In questo momento sto ascoltando un gruppo che disquisisce su un "Contratto Sociale" e si parla molto delle responsabilità delle compagnie nei confronti della società e anche del bene comune – "fare del bene mentre si fa bene" e tutto il resto.
Ma quello di cui non si è parlato molto è cosa facciamo quando le persone ricche e potenti e le istituzioni agiscono contro il bene comune.
Infatti, e non se ne parlerà mai. Aspettarsi che i partecipanti a Davos discutano di tali questioni equivale ad aspettarsi che un gruppo di vegetariani discuta dei benefici del cannibalismo.
Ad esempio, questa crisi economica non è stata causata dalle "corporazioni" o dalle "banche." E' stata una crisi provocata da circa sei banche! Leader particolari di banche particolari hanno preso decisioni rischiose, egoiste ed avide. Quindi, come possiamo assegnarli un nome e dire loro che devono cambiare comportamento, o ritenerli responsabili e approvare nuove regole e, sì, leggi che non consentano loro di farlo di nuovo?
A meno che tutto il nostro parlare di "valori" non cambi i cattivi comportamenti, stiamo solo parlando.
Questa frase sarebbe un epitaffio accurato per la lapide di Wallis: Ha parlato, parlato, parlato.
I partecipanti a Davos hanno visto un'opportunità. Quest'anno hanno invitato Wallis affinché predesse parte ad un'assemblea di persone illustri. L'hanno lasciato lavorare alla creazione di un documento su una posizione politica ufficiale. Un documento su una posizione politica ufficiale! Una nuova era è alle porte! Ha anche avuto modo di partecipare ad una riunione.
Mi sembra quasi di vedere la scena di C. B. DeMille impersonato da Charleton Heston. "Ecco, adesso parla!"
E parla, parla, parla.
Erano venuti preparati: il documento su una posizione politica ufficiale. Perché? Per stimolare conversazioni. Riuscite a crederci? Conversazioni!
La discussione stessa aiuterà a produrre la conversazione che condurrà ai risultati di cui abbiamo bisogno.
Una conversazione morale su un patto sociale potrebbe richiedere una riflessione sulla moralità in un'economia. Come possiamo fare le cose in modo diverso, più responsabile, più equo, e sì, più democratico? Nei forum in cui si incontrano imprenditori e politici, la conversazione dovrebbe concentrarsi sul significato di un'economia morale, in modo da interrogarci sui nostri fallimenti e capire come porvi rimedio. Tale discussione potrebbe generare nuove strategie, le quali potrebbero generare decisioni etiche e pratiche riguardo l'economia delle nostre famiglie locali e globali.
E' roba vecchia. Invece, bisogna conversare! Questo è il biglietto vincente. "Andate in tutto il mondo e discutete con i partecipanti dei gruppi di tutte le nazioni."
Quale migliore conversazione potremmo avere per il bene comune? Ho avuto l'opportunità di essere il co-autore di questa nuova alleanza sociale e contribuire a guidare il Global Action Council on Values, che ha rilasciato questa nuovo documento. Invito tutti a leggere il Nuovo Patto Sociale e partecipare alla conversazione!
IL "MANIFESTO"
L'ho letto. Si tratta di sogni, tutto fumo e niente arrosto. Lo trovate qui.
Andiamo al sodo. A pagina 5 del documento, ci avviciniamo alla morale della storia.
Noi crediamo che debba essere urgentemente progettato un nuovo Patto Sociale tra cittadini, imprese e governo. Crediamo che debba essere un Patto e non un Contratto, poiché valori e fiducia sono molto più importanti in un Patto piuttosto che in un Contatto. Un contratto è transazionale; mentre un patto è morale. Per definizione, ciò richiederà l'impegno e la collaborazione di tutte le parti interessate -- governi, imprese, gruppi della società civile, gruppi religiosi ecc. Tali Alleanze varieranno da paese a paese, e non sarà possibile essere prescrittivi circa il contenuto o il processo. Si prevede che alcuni valori universali, quali la dignità della persona, promuovere il bene comune e la responsabilità per la gestione del pianeta, saranno delle caratteristiche universalmente presenti.
Utilizza parecchio la voce passiva, come nella maggior parte dei casi in cui lo stato parla di ingegneria politica. Annuncia che "debba essere urgentemente progettato un nuovo Patto Sociale tra cittadini, imprese e governo." Progettato da chi? Imposto da chi? Con quali conseguenze per chi non partecipa?
Il documento elude questi problemi. "Tali Alleanze varieranno da paese a paese, e non sarà possibile essere prescrittivi circa il contenuto o il processo." Traduzione: "ci faremo venire delle idee man mano che andremo avanti." "Si prevede che alcuni valori universali, quali la dignità della persona, promuovere il bene comune e la responsabilità per la gestione del pianeta, saranno delle caratteristiche universalmente presenti." Chi lo prevede? Se l'attuale ordine mondiale ha fallito, come insiste il documento, allora chi organizzerà la ri-progettazione?
Questo documento è stato presentato nel ventre della bestia. È come se gli Apostoli fossero stati invitati ad un convegno promosso da Nerone nel 63 d.C. per discutere di "ciò che deve essere fatto."
Ecco il programma consigliato. Mentre lo leggete, tenete a mente questa frase: "E gli asini volano." (Il documento originale presenta un elenco di punti. Riuscite ad immaginare se Il Manifesto del Partito Comunista fosse stato presentato con un un elenco di punti? Oppure in una presentazione PowerPoint? Voglio dire, "Lavoratori di tutto il mondo, unitevi" avrebbe sicuramente figurato bene come primo punto. E' incredibile come la tecnologia digitale abbia cambiato i manifesti.)
Accordo sulla base di valori etici universali
Questi valori devono trovare riscontro nella legislazione corrente ed i regolamenti devono essere emanati dai singoli paesi; accordi nell'economia internazionale che definiscano i compiti dei vari paesi
I sistemi di istruzione aperti a tutti ed uguaglianza di opportunità
Fornire posti di lavoro sufficientemente "buoni." Ciò richiede una particolare attenzione alla qualità di questi posti di lavoro per i non laureati; forti opportunità di formazione tecnica; apprendistato, sistema di incentivi fiscali e strategia industriale del XXI secolo
Equo compenso per il duro lavoro e contributi alla società
Protezione adeguata per il risparmio e gli asset
Impegno a ridurre le disuguaglianze, mantenere redditi e remunerazioni in fasce "oneste"
Cura dell'ambiente ed impegno a preservare il capitale naturale a beneficio delle future generazioni -- anche "la settima generazione" di indigeni la utilizza come metrica morale.
Settori finanziari ampiamente percepiti come stabili, socialmente utili, e responsabili
Rafforzare l'opportunità e la mobilità sociale
Promozione del benessere umano: felicità, prosperità ed uguaglianza di libertà
Adeguamento verso nuovi sistemi di misura per misurare i progressi della società
Mondo digitale e virtuale: data la presenza di complesse tecnologie, la privacy e la trasparenza pubblica diventeranno cruciali per la fiducia che ci serve
Passare da un modello azionista (come nelle compagnie) e un modello clientelare (come nelle scuole e nelle università) ad un modello che coinvolga le parti interessate
Coinvolgere la nuova generazione nel progettazione di nuovi modelli e strategie
Ogni volta che vedete un elenco di "doveri" che non è accompagnato da un elenco di premi e punizioni -- sanzioni -- state guardando un esercizio di fantasia. Sarebbe come discutere d'economia senza menzionare profitti e perdite. Aspettate, non è "come"; è proprio così.
La commissione ha compreso il problema, ma ha evitato qualsiasi suggerimento, per non parlare delle risposte.
Le alleanze sociali potrebbero essere stipulate in base alla fiducia, ma questa fiducia deve essere monitorata, incentivata e premiata. Le riforme devono produrre nuovi accordi istituzionali che fisseranno una rappresentazione significativa per il 99%. In che modo le nuove alleanze possono ricostruire la nostra fiducia nella leadership politica e nel business?
Ogni volta che vedete la parola "incentivata," potete stare sicuri al 99% che si tratta di dirigenti ben pagati che lavorano per organizzazioni no-profit.
Mentre il "contratto" può essere rotto, un senso di "alleanza" è più necessario che mai --- fuso con il senso dei valori morali e degli impegni; e il processo di formulazione di nuovi patti sociali potrebbe essere fondamentale per trovare le soluzioni.
Capite perché queste persone sono andate al World Economic Forum? Perché questo manifesto ha tutto il fascino di una relazione di commissione.
Conversazioni, riunioni, processi. E' tutto così sicuro. E' tutto così orientato verso il lavoro di squadra. E' tutto così innocuo.
CONCLUSIONE
Jim Wallis ha trascorso la sua vita alla ricerca di riforme politiche per produrre uno stato sociale, il tutto in nome di Gesù. Che cosa ha da mostrare per una vita di sacrificio salariato? Un posto al banchetto annuale dei broker più ricchi e potenti del mondo. Il suo tavolo è ai margini della stanza, vicino a dove i camerieri entrano ed escono dalla cucina. Ma almeno è nella grande sala.
Come ho già detto, è la figura pubblica più ingenua che abbia mai visto.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli
Il Collasso del Bacino dei Lavoratori
Vi sembra una ripresa questa che stiamo sperimentando? Vi sembra che la situazione attuale possa essere in grado di generare i primordi di una crescita sostenuta? Gli articoli presentati qui su Freedonia parlano spesso e volentieri degli USA (come riferimento), ma possono essere applicati a tutti gli altri paesi del mondo. Italia compresa. Infatti, il discorso di oggi sulla partecipazione al lavoro in picchiata è possibile traslarlo anche al nostro paese. Leggiamo: "L’Italia, con il 48,3% di forza lavoro (occupati o in cerca di occupazione) sul totale della popolazione compresa tra i 15 ed i 65 anni, è uno dei Paesi con il più basso tasso di partecipazione al lavoro." La fiducia dei consumatori, sin dallo scoppio della crisi, è continuata a calare; lo stesso vale per i salari. Solo nell'ultimo anno sono morte più di centomila imprese, la produttività scivola verso il basso e la pressione fiscale stringe il cappio intorno al collo dei contribuenti deviando sempre più risorse nella dolina pubblica. Non solo, ma dopo le vagonate di denaro a buon mercato, ed a fondo perduto, il settore bancario è ancora sotto stress. Ebbene, ve lo richiedo una seconda volta: vi sembra questa una ripresa pronta a generare una crescita sostenibile?
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di Jeffrey Tucker
Dove sono finiti tutti i lavoratori?
Uno degli avvenimenti più bizzarri nell'attuale contesto economico è stato il sorprendente crollo del numero di persone nel bacino dei lavoratori. Questa realtà aggiunge un'ulteriore batosta ai numeri della disoccupazione. Stanno calando a poco a poco, ma anche l'intero bacino di persone che fa parte del conteggio. Una volta che le persone se ne tirano fuori, scompaiono economicamente.
Per gli uomini, in particolare, è un trend che va indietro di mezzo secolo, ma per tutti i gruppi, il tasso di abbandono ha subito una drastica accelerazione dopo il 2008:
Sul Wall Street Journal l'economista Richard Vedder propone un punto di vista piuttosto evidente — evidente una volta che lo si afferma. Se le persone non lavorano, non producono. Se non producono, l'economia non cresce. Secondo lui la crescita lenta è sostanzialmente il prodotto di una realtà piuttosto semplice: milioni di persone non stanno facendo nulla.
"Se oggi il paese avesse la stessa proporzione di persone occupate come nel 2000, gli Stati Uniti avrebbero quasi 14 milioni di persone in più che contribuirebbero all'economia del paese. Anche supponendo che questi lavoratori addizionali sarebbero meno produttivi del 25%, rispetto alla forza lavoro esistente, negli Stati Uniti il prodotto interno lordo sarebbe ancora più alto del 5% ($800 miliardi, o circa $2,600 in più a persona) rispetto a quanto non sia in realtà."
Ha senso.
La questione più grande riguarda il come ed il perché. Ho le mie teorie, ma diamo prima un'occhiata alle prove che Vedder stesso ci mostra secondo le quali questa situazione è progredita a causa dei programmi di trasferimento (es. food stamp, indennità di invalidità, sussidi agli studenti, indennità di disoccupazione, ecc.).
Analizziamoli uno per uno.
Nel 1960 i food stamp (buoni alimentari, ndt) erano una sovvenzione alquanto goffa alla lobby dell'agricoltura, spacciati alla gente come un modo essenziale per porre fine alla fame. Oggi, il cibo è più economico e più abbondante che mai. La gente parla della piaga della fame, ma è per lo più un mito. Siamo la società con più abbondanza nella storia del mondo.
Eppure oggi 47.5 milioni di persone ricevono food stamp, con un beneficio medio di $125 al mese. Rappresentano il 15% della popolazione. Si possono acquistare un bel po' di cose tra gli alimentari. Big Ag ne è molto contento. Deve essere bello avere un un bacino di clienti garantiti che vivono sulle spalle degli altri.
Vedder sottolinea che uno dei principali motivi per cui la gente lavora è perché deve mangiare. Se la parte riguardante l'alimentazione è garantita, perché preoccuparsi di lavorare?
Con le indennità di invalidità — il programma del governo più famoso per frodi ed abusi — è la stessa storia. Nel 1990, solo 3 milioni di persone prepcepivano assegni. Oggi, quel numero è alle stelle, tanto che quasi 8.6 milioni di persone percepiscono assegni che forniscono l'equivalente di un reddito a tempo pieno. E questo è successo in un momento in cui la tecnologia medica è ai massimi livelli quando si parla di disabilità vera.
Poi c'è l'intero racket studentesco. Nel 2000, nemmeno 3.9 milioni di giovani ricevevano premi di finanziamento per andare al college. Oggi, il numero si avvicina ai 10 milioni. Andare a scuola è un ottimo modo per evitare di dover lavorare. Ehi, ma forse tutti questi scalda-sedie stanno assorbendo informazioni favolose che presto trasferiranno alla società sotto forma di innovazioni e produttività impressionanti, e noi guarderemo indietro e diremo: wow, ne è valsa la pena dopo tutto.
OK, smettete di ridere.
Poi c'è la disoccupazione. In passato, non è mai stato possibile rimanere disoccupati per un anno intero e continuare a ricevere le indennità. Ora è normale. Il Congresso continua ad estendere le indennità per paura: se queste persone fossero spinte sul mercato del lavoro, la disoccupazione salirà, i salari caleranno e ci sarà una rivoluzione. In pratica è come se il governo stesse pagando milioni di persone per stare zitte e rimanere a casa.
Che cosa ci dobbiamo fare con l'immagine della forza lavoro di Vedder? Si ha l'idea di molti milioni di persone sedute a casa che girano tra le mani i loro assegni, che fingono di essere studenti, che affondano le loro mani in buste di patatine finanziate dalle tasse, e che vivono alla giornata. Se questo è vero, non si tratta di vera e propria sofferenza, giusto? I dati riportati sopra non indicano un vero disastro, ad eccezione di quelli di noi che pagano il conto.
In realtà non credo che questo sia il modo giusto di vedere le cose. La realtà è che il mercato del lavoro di oggi è danneggiato, perché non è davvero un mercato in senso normale. Molte persone l'hanno abbandonato a causa di problemi più sostanziali. Le persone sono cariche di debiti, terrorizzate all'idea di abbassare le loro aspettative salariali, e completamente chiuse fuori da un sistema che non sembra soddisfare le aspettative di vita.
Pensate a 100 anni fa. La disoccupazione era praticamente sconosciuta. Perché? Perché c'erano (e ci sono ancora) cose da fare e le persone per farle. Fintanto che i datori di lavoro ed i lavoratori potevano negoziare senza uno stato gigantesco che interferisse con loro, tutti erano felici. Non c'era alcuna imposta sul reddito. Non c'erano indennità aggiuntive. Non c'erano imposizioni sul diritto di associazione. Le persone passavano da un lavoro all'altro, prendendo il 100% dei loro guadagni sotto forma di denaro reale.
E' stato un grande sistema finché è durato. Nacque dopo la fine del periodo feudale, col battesimo della classe media capitalista. Per la prima volta nella storia del mondo le persone medie facevano soldi, ed era piuttosto bello. Non c'era carenza di posti di lavoro.
Tale sistema finì durante la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale. Terminò quando il governo osò decidere chi poteva e non poteva lavorare e in che termini. Questo fu il primo passo verso la nazionalizzazione del bacino della forza lavoro. I ragazzini non potevano lavorare. Nessuno poteva lavorare se non ad un salario dettato dal governo. Sarebbe stata regolamentata la quantità di tempo in cui si poteva lavorare.
Poi con la Seconda Guerra Mondiale entrarono in vigore due ulteriori modifiche. Il governo avrebbe prelevato le tasse dalla busta paga, e il contribuente in seguito sarebbe tornato in possesso di quello che il governo non aveva trattenuto. Milioni di persone cominciarono a pensare al governo come al loro benefattore. I controlli sui salari portarono poi alcune grandi aziende a pagare i dipendenti in prestazioni assistenziali (es. assistenza sanitaria), una pratica che più avanti venne ampliata.
Questo non è il modo in cui funziona il libero mercato. I lavoratori preferiscono essere pagati con il denaro, puro e semplice. Questo perché è il bene più liquido. Può essere convertito in altro. E' ciò che dà scelta e potere personale.
Oggi, il governo è abbastanza rigido e super viscoso. I costi per le assunzioni sbagliate sono molto elevati, quindi i datori di lavoro sono super prudenti. La chiarezza nel contratto di lavoro è sparita. Il mercato non è autorizzato ad "interferire."
Altro problema è la questione immobiliare. Molti dei milioni di persone che si sono ritirate possiedono case che non riescono a vendere, il che significa che non sono in grado di muoversi. La casa è come una sorta di freno al progresso personale.
Si tratta di una storia di demoralizzazione creata da centinaia di programmi del governo, tra cui il ciclo stesso di boom e bust. I lavoratori esclusi sono vittime, e non tanto per il loro privilegio di bere quantità illimitate di soda a vostre spese.
Porre fine a questo problema richiederà di più che tagliare gli stanziamenti di buoni alimentari e bonificare le indennità di disabilità. Richiederà un completo smantellamento di 100 anni di tentativi del governo di aiutare i lavoratori americani.
Cordiali saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli
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di Jeffrey Tucker
Dove sono finiti tutti i lavoratori?
Uno degli avvenimenti più bizzarri nell'attuale contesto economico è stato il sorprendente crollo del numero di persone nel bacino dei lavoratori. Questa realtà aggiunge un'ulteriore batosta ai numeri della disoccupazione. Stanno calando a poco a poco, ma anche l'intero bacino di persone che fa parte del conteggio. Una volta che le persone se ne tirano fuori, scompaiono economicamente.
Per gli uomini, in particolare, è un trend che va indietro di mezzo secolo, ma per tutti i gruppi, il tasso di abbandono ha subito una drastica accelerazione dopo il 2008:
Sul Wall Street Journal l'economista Richard Vedder propone un punto di vista piuttosto evidente — evidente una volta che lo si afferma. Se le persone non lavorano, non producono. Se non producono, l'economia non cresce. Secondo lui la crescita lenta è sostanzialmente il prodotto di una realtà piuttosto semplice: milioni di persone non stanno facendo nulla.
"Se oggi il paese avesse la stessa proporzione di persone occupate come nel 2000, gli Stati Uniti avrebbero quasi 14 milioni di persone in più che contribuirebbero all'economia del paese. Anche supponendo che questi lavoratori addizionali sarebbero meno produttivi del 25%, rispetto alla forza lavoro esistente, negli Stati Uniti il prodotto interno lordo sarebbe ancora più alto del 5% ($800 miliardi, o circa $2,600 in più a persona) rispetto a quanto non sia in realtà."
Ha senso.
La questione più grande riguarda il come ed il perché. Ho le mie teorie, ma diamo prima un'occhiata alle prove che Vedder stesso ci mostra secondo le quali questa situazione è progredita a causa dei programmi di trasferimento (es. food stamp, indennità di invalidità, sussidi agli studenti, indennità di disoccupazione, ecc.).
Analizziamoli uno per uno.
Nel 1960 i food stamp (buoni alimentari, ndt) erano una sovvenzione alquanto goffa alla lobby dell'agricoltura, spacciati alla gente come un modo essenziale per porre fine alla fame. Oggi, il cibo è più economico e più abbondante che mai. La gente parla della piaga della fame, ma è per lo più un mito. Siamo la società con più abbondanza nella storia del mondo.
Eppure oggi 47.5 milioni di persone ricevono food stamp, con un beneficio medio di $125 al mese. Rappresentano il 15% della popolazione. Si possono acquistare un bel po' di cose tra gli alimentari. Big Ag ne è molto contento. Deve essere bello avere un un bacino di clienti garantiti che vivono sulle spalle degli altri.
Vedder sottolinea che uno dei principali motivi per cui la gente lavora è perché deve mangiare. Se la parte riguardante l'alimentazione è garantita, perché preoccuparsi di lavorare?
Con le indennità di invalidità — il programma del governo più famoso per frodi ed abusi — è la stessa storia. Nel 1990, solo 3 milioni di persone prepcepivano assegni. Oggi, quel numero è alle stelle, tanto che quasi 8.6 milioni di persone percepiscono assegni che forniscono l'equivalente di un reddito a tempo pieno. E questo è successo in un momento in cui la tecnologia medica è ai massimi livelli quando si parla di disabilità vera.
Poi c'è l'intero racket studentesco. Nel 2000, nemmeno 3.9 milioni di giovani ricevevano premi di finanziamento per andare al college. Oggi, il numero si avvicina ai 10 milioni. Andare a scuola è un ottimo modo per evitare di dover lavorare. Ehi, ma forse tutti questi scalda-sedie stanno assorbendo informazioni favolose che presto trasferiranno alla società sotto forma di innovazioni e produttività impressionanti, e noi guarderemo indietro e diremo: wow, ne è valsa la pena dopo tutto.
OK, smettete di ridere.
Poi c'è la disoccupazione. In passato, non è mai stato possibile rimanere disoccupati per un anno intero e continuare a ricevere le indennità. Ora è normale. Il Congresso continua ad estendere le indennità per paura: se queste persone fossero spinte sul mercato del lavoro, la disoccupazione salirà, i salari caleranno e ci sarà una rivoluzione. In pratica è come se il governo stesse pagando milioni di persone per stare zitte e rimanere a casa.
Che cosa ci dobbiamo fare con l'immagine della forza lavoro di Vedder? Si ha l'idea di molti milioni di persone sedute a casa che girano tra le mani i loro assegni, che fingono di essere studenti, che affondano le loro mani in buste di patatine finanziate dalle tasse, e che vivono alla giornata. Se questo è vero, non si tratta di vera e propria sofferenza, giusto? I dati riportati sopra non indicano un vero disastro, ad eccezione di quelli di noi che pagano il conto.
In realtà non credo che questo sia il modo giusto di vedere le cose. La realtà è che il mercato del lavoro di oggi è danneggiato, perché non è davvero un mercato in senso normale. Molte persone l'hanno abbandonato a causa di problemi più sostanziali. Le persone sono cariche di debiti, terrorizzate all'idea di abbassare le loro aspettative salariali, e completamente chiuse fuori da un sistema che non sembra soddisfare le aspettative di vita.
Pensate a 100 anni fa. La disoccupazione era praticamente sconosciuta. Perché? Perché c'erano (e ci sono ancora) cose da fare e le persone per farle. Fintanto che i datori di lavoro ed i lavoratori potevano negoziare senza uno stato gigantesco che interferisse con loro, tutti erano felici. Non c'era alcuna imposta sul reddito. Non c'erano indennità aggiuntive. Non c'erano imposizioni sul diritto di associazione. Le persone passavano da un lavoro all'altro, prendendo il 100% dei loro guadagni sotto forma di denaro reale.
E' stato un grande sistema finché è durato. Nacque dopo la fine del periodo feudale, col battesimo della classe media capitalista. Per la prima volta nella storia del mondo le persone medie facevano soldi, ed era piuttosto bello. Non c'era carenza di posti di lavoro.
Tale sistema finì durante la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale. Terminò quando il governo osò decidere chi poteva e non poteva lavorare e in che termini. Questo fu il primo passo verso la nazionalizzazione del bacino della forza lavoro. I ragazzini non potevano lavorare. Nessuno poteva lavorare se non ad un salario dettato dal governo. Sarebbe stata regolamentata la quantità di tempo in cui si poteva lavorare.
Poi con la Seconda Guerra Mondiale entrarono in vigore due ulteriori modifiche. Il governo avrebbe prelevato le tasse dalla busta paga, e il contribuente in seguito sarebbe tornato in possesso di quello che il governo non aveva trattenuto. Milioni di persone cominciarono a pensare al governo come al loro benefattore. I controlli sui salari portarono poi alcune grandi aziende a pagare i dipendenti in prestazioni assistenziali (es. assistenza sanitaria), una pratica che più avanti venne ampliata.
Questo non è il modo in cui funziona il libero mercato. I lavoratori preferiscono essere pagati con il denaro, puro e semplice. Questo perché è il bene più liquido. Può essere convertito in altro. E' ciò che dà scelta e potere personale.
Oggi, il governo è abbastanza rigido e super viscoso. I costi per le assunzioni sbagliate sono molto elevati, quindi i datori di lavoro sono super prudenti. La chiarezza nel contratto di lavoro è sparita. Il mercato non è autorizzato ad "interferire."
Altro problema è la questione immobiliare. Molti dei milioni di persone che si sono ritirate possiedono case che non riescono a vendere, il che significa che non sono in grado di muoversi. La casa è come una sorta di freno al progresso personale.
Si tratta di una storia di demoralizzazione creata da centinaia di programmi del governo, tra cui il ciclo stesso di boom e bust. I lavoratori esclusi sono vittime, e non tanto per il loro privilegio di bere quantità illimitate di soda a vostre spese.
Porre fine a questo problema richiederà di più che tagliare gli stanziamenti di buoni alimentari e bonificare le indennità di disabilità. Richiederà un completo smantellamento di 100 anni di tentativi del governo di aiutare i lavoratori americani.
Cordiali saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli
Mercato Azionario ed Economia: Come Funzionano Davvero
di Kel Kelly
[Un file audio MP3 di questo articolo, narrato da Keith Hocker, è disponibile per il download.]
Il mercato azionario non funziona come pensa la maggior parte della gente. Una convinzione diffusa — nell'uomo della strada, nonché a Wall Street — vuole che un boom del mercato azionario sia il riflesso di un'economia che progredisce: quando l'economia migliora, le aziende fanno più soldi ed il loro valore azionario sale di conseguenza. Alla base di questa convinzione c'è un presupposto: la fiducia dei consumatori e la spesa al consumo sono i motori della crescita economica.
Un bust del mercato azionario, d'altra parte, si pensa che sia il risultato di un calo della fiducia di consumatori ed imprese e della spesa — a causa dell'inflazione, dei prezzi del petrolio, degli alti tassi di interesse, ecc., o per nessuna ragione al mondo — il quale porta al declino dei profitti aziendali e all'aumento della disoccupazione. Qualunque sia la presunta causa, secondo il punto di vista comune un indebolimento dell'economia coinvolge un calo dei ricavi aziendali e minori aspettative di profitti futuri, con conseguente calo dei valori e delle quotazioni azionarie.
Mentre questi punti di vista vengono sostenuti da accademici, professionisti degli investimenti ed investitori individuali, sono tecnicamente corretti se letti superficialmente, ma sostanzialmente errati perché si basano su una finanza ed una teoria economica fallaci.
In realtà, l'unica vera forza che fa salire il mercato azionario o qualsiasi mercato (e, in larga misura, calare) nel lungo periodo è semplicemente una variazione della quantità di moneta ed il volume della spesa nell'economia. Le azioni aumentano quando c'è inflazione dell'offerta di moneta (cioè, più soldi nell'economia e nei mercati). Questa verità ha molte conseguenze.
Dal momento che i mercati azionari possono cadere — e cadono spesso — a vari livelli e per diversi motivi (tra cui una diminuzione della quantità di moneta e di spesa), il nostro obiettivo qui sarà solo spiegare in che modo salgono in maniera sostenuta nel lungo periodo.
La Fonte Principale dell'Aumento di Tutti i Prezzi
Mettiamo per un momento da parte i prezzi delle azioni ed assicuriamoci di capire prima come aumentano gli aggregati dei prezzi al consumo. In breve, i prezzi in generale possono salire solo se la quantità di moneta nell'economia aumenta più velocemente rispetto alla quantità di beni e servizi. (Nei paesi economicamente arretrati, i prezzi possono aumentare quando l'offerta di beni diminuisce, mentre l'offerta di moneta rimane la stessa, o addirittura aumenta.)
Quando l'offerta di beni e servizi aumenta più rapidamente dell'offerta di moneta — come è accaduto durante la maggior parte del 1800 — il prezzo unitario di ciascun bene o servizio cala, dal momento che una data offerta di moneta deve comprare, o "coprire", un aumento dell'offerta di beni o servizi. George Reisman ci offre la formula per la derivazione dei prezzi di tutta l'economia:[1]
In questa formula, il prezzo (P) è determinato dalla domanda (D) diviso l'offerta (S). La formula ci mostra che è matematicamente impossibile che i prezzi aggregati aumentino per ragioni che non siano
- un aumento della domanda, oppure
- un'offerta in diminuzione; cioè, o più denaro speso per acquistare beni, o meno beni venduti nell'economia.
Nella nostra economia sviluppata l'offerta di beni non è in diminuzione, o almeno non ad un ritmo che fa aumentare i prezzi al tasso usuale del 3-4% l'anno; i prezzi stanno aumentando a causa di maggior denaro che entra nel mercato.
La formula indicata in precedenza può anche essere applicata ai prezzi degli asset — azioni, obbligazioni, materie prime, case, petrolio, arte, ecc. E' pertinente anche per i ricavi e per i profitti aziendali. Come afferma Fritz Machlup:
E' impossibile che i profitti di tutti o della maggioranza delle imprese crescano senza un aumento della circolazione monetaria (attraverso la creazione di nuovo credito o la de-tesaurizzazione).[2]
Ritornando al mercato azionario, si dovrebbe notare che il mercato non può salire continuamente in modo duraturo senza iniezioni di maggior denaro — in particolare credito bancario.
Esistono altri modi per cui il mercato potrebbe salire, ma i loro effetti sono temporanei. Ad esempio, un aumento del risparmio netto, cioè meno denaro speso per beni di consumo e più investimenti nel mercato azionario (con conseguente riduzione dei prezzi dei beni di consumo), potrebbe far salire i prezzi delle azioni, ma solo nella misura specifica dei nuovi risparmi, presumendo che tutti siano reindirizzati nel mercato azionario.
Lo stesso vale in caso di riduzione delle aliquote fiscali. Questi sarebbero effetti temporanei con un conseguente incremento passeggero delle quotazioni azionarie. Anche il denaro che arriva dai "margini" potrebbe far salire il mercato, ma una volta che tutti i soldi al margine finirebbero nel mercato, non ci sarebbero più fondi con cui fare offerte. L'unica fonte perpetua che potrebbe spingere il mercato — qualsiasi mercato di asset — più in alto è il nuovo credito bancario. Come scrive Machlup:
Se non fosse per l'elasticità del credito bancario [...] un boom nei titoli azionari non potrebbe durare più di tanto. In assenza di credito inflazionistico si esaurirebbero presto i fondi disponibili per concedere prestiti con i quali acquistare titoli azionari. L'offerta di fondi proveniente esclusivamente da nuovi flussi di risparmio e da indennità di ammortamento è piuttosto inelastica. [...] Si potrà sviluppare un boom duraturo solo se il credito delle banche (es. credito inflazionistico) o una de-tesaurizzazione su larga scala renderanno altamente elastica l'offerta dei fondi mutuabili. [...] Un aumento nel mercato azionario non può durare molto, a meno che la popolazione sia disposta e in grado di effettuare acquisti maggiori.[3] (Enfasi aggiunta.)
L'ultima riga ci fa capire che né la crescita della popolazione né la fiducia dei consumatori possono da sole far salire i prezzi azionari. Qualunque sia la popolazione, sta utilizzando una quantità limitata di denaro; qualunque sia il sentimento, deve essere accompagnato dalla capacità della popolazione di impegnare ulteriori fondi nel mercato per farlo salire.[4]
Capire che è il flusso di nuovo denaro la forza trainante dei mercati degli asset, ha numerose implicazioni. Il resto di questo articolo ne affronta alcune.
La Connessione tra Economia e Mercato Azionario
Il collegamento principale tra il mercato azionario e l'economia — nel complesso — è rappresentato da un aumento della moneta e del credito che spingono contemporaneamente in alto il PIL ed il mercato azionario.
Un'economia in crescita è quella in cui si producono più merci nel tempo. Vera e propria "roba," non denaro di per sé, che rappresenta la ricchezza reale. Più automobili, frigoriferi, cibo, vestiti, medicine ed amache abbiamo, migliori saranno le nostre vite. Come abbiamo già visto, se le merci sono prodotte ad un ritmo più veloce del denaro i prezzi scenderanno. Con un'offerta di denaro costante, i salari rimarrebbero gli stessi mentre i prezzi scenderebbero, in quanto l'offerta di beni aumenterebbe mentre l'offerta dei lavoratori no. Ma anche quando i prezzi aumentano in risposta al denaro creato più velocemente delle merci, i prezzi ancora diminuiscono in termini reali, perché i salari aumentano più velocemente dei prezzi. In entrambi i casi, se la produttività e la produzione aumentano, i beni sono meno costosi in termini reali.
Ovviamente, un'economia in crescita è costituita da prezzi in calo, non in aumento. Non importa quante merci sono prodotte, se la quantità di denaro rimane costante, quello che può essere speso in un'economia è la quantità di denaro esistente (e la velocità, o il numero di volte in cui viene speso ogni dollaro, potrebbe non cambiare molto se l'offerta di moneta rimane invariata).
Quindi, il PIL non ci dice necessariamente molto sul numero di beni e servizi che sono effettivamente in fase di produzione; ci dice solo che se il PIL (anche reale) è in aumento, anche l'offerta di moneta deve essere in aumento dal momento che un incremento del PIL è matematicamente possibile solo se il prezzo in denaro dei singoli beni prodotti aumenta in una certa misura.[5] In caso contrario, con un'offerta costante di denaro e di spesa, l'importo totale di denaro che guadagnano le aziende — i prezzi di vendita di tutte le merci prodotte — e il PIL rimarrebbero necessariamente costanti anno dopo anno.
Lo stesso concetto si applica al mercato azionario: se ci fosse una quantità costante di denaro nell'economia, la somma totale di tutte le quotazioni delle azioni nel loro insieme (o un indice azionario) non potrebbe aumentare. Inoltre, se i profitti aziendali, nel complesso, non aumentassero, non ci sarebbe un aumento complessivo degli utili per azione.
In un'economia in cui la quantità di denaro sarebbe statica, i livelli degli indici azionari, anno per anno, rimarrebbero più o meno gli stessi, o leggermente inferiori[6] — a seconda del tasso di nuove azioni emesse. E, nel complesso, le imprese venderebbero un volume maggiore di beni a prezzi inferiori, e le entrate complessive resterebbero le stesse. Allo stesso modo, le imprese, nel complesso, acquisterebbero più beni a prezzi inferiori ogni anno, mantenendo più o meno costante il differenziale tra costi ed i ricavi, il che manterrebbe i profitti aggregati all'incirca allo stesso livello.
In queste circostanze, le plusvalenze (acquistare a poco e vendere a tanto) possono essere registrate solo attraverso la scelta delle azioni — investendo in compagnie che espandono la loro quota di mercato, portano sul mercato nuovi prodotti, ecc., e guadagnando più ricavi e profitti a scapito di quelle aziende meno innovative ed efficienti.
Le compagnie che guadagnano vedrebbero aumentare i prezzi delle loro azioni, mentre altri diminuirebbero. Dal momento che l'azione media non aumenterebbe di valore, la maggior parte dei guadagni realizzati dagli investitori arriverebbe sottoforma di pagamenti dei dividendi. Nel mondo di oggi, invece, la maggior parte delle azioni — buone e cattive — aumenta durante i "bull" inflazionistici e scende durante i "bear." Le aziende buone crescono più velocemente di quelle cattive.
I prezzi delle case, avendo un'offerta di moneta costante, calerebbero lentamente — a meno che il loro valore non fosse significativamente aumentato da ristrutturazioni. Le case più vecchie sarebbero vendute per molto meno rispetto a quelle nuove. Per mettere tutto ciò in prospettiva, pensate che se il nostro tasso di inflazione fosse abbastanza alto, le auto usate aumenterebbero di prezzo proprio come le auto nuove, solo ad un ritmo più lento — ma quasi tutto aumenterebbe di prezzo, come avviene nei paesi con un'iperinflazione. In realtà, il cosiddetto "aumento di valore" di una casa nell'arco di 30 anni rappresenta solamente il potere d'acquisto che i dollari in nostro possesso hanno perso: mentre i dollari hanno perso potere d'acquisto, la casa ha conservato il suo potere d'acquisto.
Poiché abbiamo visto che né il mercato azionario né il PIL possono aumentare in modo duraturo senza più soldi che li spingano in su, possiamo comprendere di conseguenza perché un miglioramento dell'economia non consiste né in un aumento del PIL né provoca la salita del mercato azionario globale.
Questo non vuol dire che non esista un legame tra il denaro che le aziende guadagnano ed il loro valore sul mercato azionario, ma che i parametri di tale legame — i rapporti di valutazione, il rapporto degli utili e la capitalizzazione del mercato azionario in percentuale del PIL — sono piuttosto flessibili, e, come vedremo in seguito, cambiano nel tempo. Il denaro a volte scorre di più nelle azioni ed altre volte di più nelle compagnie, cambiando l'equilibrio dei rapporti di valutazione.
Investimento Forzato
Come abbiamo visto, i concetti dietro all'aumento dei prezzi degli asset e agli investimenti azionari sono un'illusione economica. Quello che stiamo vedendo è la nostra moneta che viene svalutata dalla banca centrale. I prezzi delle azioni, delle case, dell'oro, ecc., non stanno salendo in realtà; riescono a conservare meglio il loro valore rispetto alle banconote cartacee ed ai conti correnti digitali, in quanto la loro offerta non sta aumentando tanto velocemente quanto quella delle banconote cartacee e dei conti correnti digitali.
Il fatto che dobbiamo risparmiare per il futuro è, difatti, un oltraggio. Se il denaro non fosse stampato dallo stato e dalle banche, le cose diventerebbero più convenienti nel tempo e non avremmo bisogno di molto denaro per la pensione, perché vivere costerebbe ogni giorno molto di meno rispetto ad ora. Ma siamo costretti ad investire nel mondo manipolato dallo stato per cercare di mantenere costante il nostro potere d'acquisto.
Più ci avviciniamo al successo, più i nostri guadagni sarebbero "tassati." L'inflazione ha il solo scopo di rubare e redistribuire la ricchezza. In un mondo senza stampante e tasse sul patrimonio, non esisterebbero gli eserciti dei consulenti d'investimento, gli amministratori dei fondi pensione, i progettisti immobiliari, gli avvocati ed i commercialisti associati alla pianificazione del futuro. Queste persone si troverebbero invece impiegate in altri settori a produrre beni e servizi che aumenterebbero davvero i nostri standard di vita.
I Fondamentali Non sono i Fondamentali
Se è il denaro fresco di stampa che fa aumentare i prezzi delle azioni e quelli di altri asset, che importanza hanno i cosiddetti fondamentali — ricavi, utili, saldi di cassa, ecc.? Anche nel loro caso, è il denaro della banca centrale che li influenza: i fondamentali finanziari sono determinati in larga misura dai cambiamenti economici.
Ad esempio i ricavi e, in particolare, i profitti, salgono e scendono in base al denaro ed alla spesa. Quando il governo crea nuovo denaro, la nuova moneta aumenta i ricavi delle imprese prima che ne aumenti i costi; quando i ricavi dalle vendite crescono più rapidamente dei costi, aumentano i margini di profitto.
Questo accade perché il nuovo denaro, creato elettronicamente dal governo e prestato attraverso le banche, viene speso dalle aziende che lo prendono in prestito.[7] Le loro spese sembrano bilanciate da nuove vendite. Ma gran parte dei costi associati alle nuove entrate non sono immediati a causa delle procedure contabili, come la ripartizione dei costi degli asset (ammortamento) ed il rinvio dei costi d'inventario fino a che il prodotto non viene venduto (costo dei beni venduti). In questo modo viene falsato il sistema profitti/perdite.
Dal momento che questi costi vengono riscontrati a distanza di mesi o anni, il loro valore monetario diminuisce in base all'inflazione. Ad esempio: se una azienda riscontra costi per $1 milione per del materiale acquistato nel 1999, quel milione oggi vale meno rispetto al 1999; ma dal lato delle entrate i ricavi del presente sono denominati in potere d'acquisto odierno. Pertanto oggi devono essere spesi maggiori ricavi per gli stessi beni di 10 anni (a causa della svalutazione della moneta, ci vogliono più soldi per comprare lo stesso bene).
Un altro modo di vedere le cose presuppone che, con più denaro creato nel tempo, l'ammontare dei ricavi sia sempre maggiore all'ammontare dei costi, poiché la maggior parte dei costi è sostenuta quando c'è meno denaro. Così, a causa dell'inflazione, il valore monetario dei costi aziendali in un determinato lasso di tempo è inferiore al valore monetario dei ricavi aziendali. Se non ci fosse inflazione, i costi sarebbero strettamente pari ai ricavi.
In sintesi, l'espansione del credito aumenta il differenziale tra ricavi e costi, maggiorando i margini di profitto. L'enorme quantità di denaro creata nel 2008 e nel 2009 è responsabile dei fantastici profitti che stanno attualmente registrando le aziende (anche se la quantità di denaro prestata è stata esigua rispetto alla crescita della base monetaria).
Poiché i ricavi delle imprese aumentano prima dei costi aziendali, ad ogni giro di nuovo denaro stampato i margini di profitto delle imprese restano ampi; anche se aumenta il tasso di inflazione. Questa è una ragione per cui i paesi con alti tassi di inflazione hanno elevati tassi di profitto.[8] Durante i periodi economici sfavorevoli, quando il governo smette di stampare moneta ad un ritmo sostenuto, i profitti si riducono, e durante i periodi di deflazione, i ricavi calano più velocemente dei costi.
Inoltre, è il nuovo denaro della banca centrale la causa primaria dietro ai cambiamenti positivi nei principali indicatori economici quali la produzione industriale, la spesa dei consumatori in beni durevoli e le vendite al dettaglio. Mentre viene creato nuovo denaro, queste variabili salgono in base alla nuova domanda monetaria e non a causa di una ripresa della crescita economica reale.
Un ultimo esempio per capire come il denaro influenzi i fondamentali: i tassi di interesse. Si dice che quando i tassi d'interesse scendono il mercato azionario dovrebbe salire, dato che i guadagni futuri dovrebbero essere valutati di più. E' vero sia logicamente che matematicamente. Ma, nel complesso, se non c'è maggior denaro con cui far salire i prezzi delle azioni, è difficile che aumentino; a meno che il tasso di interesse diminuisca in risposta ad un aumento dei tassi di risparmio.
In realtà, l'aiuto per far salire il mercato viene dalla banca centrale che abbassa i tassi di interesse creando nuova moneta, la quale raggiunge i mercati dei fondi mutuabili.
(Io sostengo che la previsione dei valori futuri [calcoli PV], mostrata nei libri di testo e svolta da Wall Street, è un errore. In un mondo con un'offerta di moneta costante e con prezzi in calo, il valore monetario futuro dei ricavi di una compagnia sarebbe lo stesso di quello presente. I valori futuri non dovrebbero essere attualizzati in base alla preferenza temporale [e matematicamente non avrebbe senso], dal momento che di questo se ne occuperebbero i prezzi futuri inferiori. Anche se gli analisti credono che dovrebbero attualizzare i valori futuri, non penso che dovrebbero farlo. Quello che invece dovrebbero attualizzare è l'inflazione degli utili e l'inflazione degli asset, ognuno dei quali cresce a ritmi diversi.)[9]
Inflazione negli Asset vs. Inflazione nei Prezzi al Consumo
Il nuovo denaro stampato influenza di più i prezzi degli asset che i prezzi al consumo. La maggior parte delle persone pensa che la Federal Reserve abbia fatto un buon lavoro per prevenire l'inflazione negli ultimi 20+ anni. La realtà è che ha creato un'enorme quantità di denaro, ed è fluito in modo sproporzionato nei mercati finanziari invece che nell'economia reale, dove avrebbe creato una maggiore inflazione nei prezzi.
E' finito nei mercati finanziari per due ragioni: un cambiamento del sistema finanziario a metà ed alla fine degli anni '80, quando una gigantesca quantità di denaro è uscita sotto forma di credito dal sistema bancario per finire nei mercati finanziari; una variazione del deficit commerciale degli Stati Uniti alla fine degli anni '80 (che poi è diventato più grande), con gli introiti delle esportazioni riciclati dalle banche centrali estere nei mercati degli asset USA.[10] Come dischiara l'economista finanziario Peter Warburton,
una diversificazione nel processo di credito ha progressivamente accantonato i prestiti bancari tradizionali. L'ascesa dei mercati finanziari e la proliferazione dei canali di credito al di fuori del sistema monetario [tradizionale] hanno notevolmente ridotto i legami tra [...] l'espansione del credito e l'inflazione nei prezzi nelle grandi economie occidentali. L'impressionante riduzione dell'inflazione è una pericolosa illusione; è stata ottenuta sostituendo una serie di gravi problemi con degli altri.[11]
E, il guru dei bond Bill Gross ha detto,
quella che ora viene confermata come una bolla immobiliare, è stata gonfiata da quasi $1 bilione di riserve annuali che tornavano nel Tesoro degli Stati Uniti e nei mercati ipotecari a rendimenti sovvenzionati. [...] Questo rimpatrio estero ha prodotto bassi rendimenti artificiali. [...] Esiste una certa unanimità sul fatto che sia responsabile per il pompaggio annuale di quasi $800 miliardi di flussi monetari nei nostri mercati azionari ed obbligazionari.[12]
Le loro spiegazioni dovrebbero essere integrate da un'ulteriore avvertimento: l'enorme quantità di riserve create dalla FED nel 2008 e 2009 — in risposta alla recessione — potrebbero non causare una selvaggia inflazione nei prezzi al consumo una volta che lasceranno il sistema bancario, bensì potrebbero causare una selvaggia inflazione nei prezzi degli asset.
Uno degli effetti della nuova moneta che scorre in modo sproporzionato nei prezzi degli asset è l'incapacità della FED di "far crescere l'economia" come faceva in passato, dal momento che il nuovo denaro tende a sfociare nei prezzi degli asset piuttosto che nel PIL. Poiché il pensiero comune ritiene che la creazione di denaro sia necessaria per una crescita economica, e poiché ritiene che la FED crea domanda reale (invece di sola domanda monetaria), la FED pompa sempre più denaro nell'economia al fine di "farla crescere."
Ciò significa più denaro — in rapporto alle dimensioni dell'economia — nei prezzi degli asset. Il risultato non è un'esplosione nei prezzi degli asset solo negli Stati Uniti, come col NASDAQ e la bolla del mercato immobiliare, ma anche in altri paesi del mondo non appena il nuovo denaro finisce nei mercati degli asset dei paesi esteri.[13]
Come accennato sopra, ciò si traduce in valutazioni azionarie che tendono a salire. Ad esempio: il rapporto tra prezzi delle azioni e guadagni delle azioni (P/E ratio) fa segnare una media di circa 20, mentre prima era di circa 10-15. Ora tocca il fondo ad un livello di 12-16, invece dello storico 5. Lo stesso si applica alla Q di Tobin, una misura per determinare il valore di mercato delle azioni di una compagnia rispetto al suo valore contabile. Ma il recente cambiamento del flusso di nuovo denaro nei prezzi degli asset si vede meglio nel grafico sottostante, dove viene mostrato l'aumento straordinario della capitalizzazione nel mercato azionario in percentuale del PIL (figura 1).
Figura 1: Dimensione del Mercato Azionario Relativa al PIL
Fonte: Thechartstore.com
I cambiamenti in questi indicatori valutari rivelano che i legami fondamentali tra i guadagni delle compagnie e la loro valutazione in borsa possono essere alterati dai flussi monetari generati dalla banca centrale.
La Spesa del Governo Può Ravvivare il Mercato Azionario e l'Economia?
La risposta è sì e no. La spesa pubblica non ripristina la domanda reale, ma solo la domanda monetaria nominale. Quest'ultima è completamente estranea all'economia reale, cioè, alla produzione reale, alla creazione di beni e servizi, all'aumento dei salari reali ed alla possibilità di consumare cose reali — al contrario dei numeri del PIL.
La spesa pubblica danneggia l'economia e ne blocca la guarigione. Pensare che stimolare la spesa, cioè prendere denaro dal settore produttivo (decumulo di capitale) e utilizzarlo per consumare beni esistenti o usarlo per direzionare i beni capitali verso impieghi non redditizi, possa creare nuova ricchezza reale — es. beni e servizi reali — è assurdo.
Nelle recessioni, quello di cui ha bisogno l'economia è la possibilità di poter peggiorare — poter spazzare via gli eccessi e tornare a basi solide. La cattiva allocazione delle risorse, a causa di interventi governativi precedenti, danneggia le economie e possono essere guarite solo ristrutturando il naturale equilibrio del sistema economico. Questo processo include un calo dei prezzi ed una diminuzione della spesa del governo e dei consumatori.
Dato che la spesa pubblica non può aiutare l'economia reale, può aiutare l'indicatore specifico chiamato PIL? Sì. Dal momento che il PIL è principalmente una misura dell'inflazione, se le banche sono disposte a concedere prestiti ed i mutuatari sono disposti ad accendere prestiti, allora il nuovo denaro che il governo sta spendendo invaderà lentamente l'economia. Una volta che le banche prestano il nuovo denaro che ricevono, entrerà in gioco il moltiplicatore monetario ed aumenterà l'offerta di moneta, la quale aumenterà il PIL.
Per quanto riguarda l'idea che la spesa pubblica aiuti il mercato azionario, l'analisi è un pò più complicata. La spesa pubblica di per sé non può aiutare il mercato azionario, dal momento che ben poco del denaro speso (o per niente) finirà nei mercati finanziari. Ma quando la banca centrale acquista (indirettamente) nuovo debito pubblico può certamente stimolare il mercato azionario. Se il nuovo denaro creato dalla banca centrale viene prestato attraverso le banche, finirà in gran parte nel mercato azionario ed in altri mercati finanziari, spingendo in su i prezzi.
Sommario
L'indicatore economico e finanziario più importante del mondo è l'offerta di moneta. Cercare di anticipare i movimenti della borsa e del PIL attraverso l'analisi degli indicatori economici e finanziari può portare a previsioni errate. Affidarsi a questi "fondamentali" significa ignorare la gran parte delle forze economiche che influenzano significativamente questi stessi principi fondamentali — in particolare le variazioni nell'offerta di moneta. Pertanto, seguire gli indicatori monetari sarebbe la scelta migliore per prevedere i prezzi futuri delle azioni e la crescita del PIL.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli
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Note
[1] Consultare G. Reisman, Capitalism: A Treatise on Economics (1996), p.897, per una dimostrazione completa. La maggior parte dei concetti in questo pezzo sono ripresi da principi già enunciati da Reisman. Per maggiori informazioni su questo argomento, consultare Reisman, "The Stock Market, Profits, and Credit Expansion," "L'Anatomia della Deflazione," e "Monetary Reform."
[2] F. Machlup, The Stock Market, Credit, and Capital Formation (1940), p. 90.
[3] Ibid., pp. 92, 78.
[4] Per un punto di vista olistico in termini matematici di come il prezzo di tutti gli elementi in un'economia possono o non possono salire, in dipendenza dalla quantità di moneta, consultare K. Kelly, The Case for Legalizing Capitalism (2010), pp 132–133.
[5] Gli incrementi nei prezzi sono presumibilmente aggiustati, ma i "deflattori" non deflazionano completamente. Anche se i prezzi in aumento sono stati associati ad un deflattore di prezzo, i prezzi continuano a crescere (il PIL reale aumenta lo stesso). Senza un aumento nella quantità di denaro, un tale aumento sarebbe matematicamente impossibile.
[6] Per comprendere al meglio come ci possa essere un guadagno (i dividendi, in questo caso) mentre i prezzi calano, consultare "Free Money Against 'Inflation Bias'" di Thorsten Polleit.
[7] La maggior parte dei prestiti accesi nelle banche viene investita in attività imprenditoriali; solo una piccola quantità viene usata per il consumo. Anche i prestiti per un consumo a lungo termine (es. immobili ed automobili) rappresentano una minoranza dei prestiti totali.
[8] L'altra ragione principale, se il paese è povero, è il fatto che c'è una mancanza di capitale: più capitale c'è, minore sarà il tasso di profitto, e viceversa (sebbene non possa scendere a zero).
[9] Qualunque lettore interessato ad esplorare e segnalare buchi in questa teoria dovrebbe sentirsi libero di contattarmi per discuterne.
[10] Questo riciclaggio è quello che l'amico di Mises, l'economista Francese Jacques Reuff, chiamò "un gioco da ragazzi in cui, dopo ogni turno, i vincitori riportano le loro meraviglie ai perdenti" (come citato da Richard Duncan, The Dollar Crisis (2003), p. 23).
[11] P. Warburton, Debt and Delusion: Central Bank Follies that Threaten Economic Disaster (2005), p. 35.
[12] William H. Gross, "100 Bottles of Beer on the Wall."
[13] Non sono i dollari Americani (sia le banconote di carta che i conti bancari) che girano nel mondo, poiché la maggior parte dei dollari deve rimanere negli Stati Uniti. Per la maggior parte dei dollari ricevuti dagli esportatori esteri, le loro relative banche centrali creano valuta aggiuntiva locale in modo da mantenere i tassi di cambio. Questa nuova valuta estera — la cui creazione è legata alle politiche monetarie "coordinate" tra i paesi — spinge in su i prezzi degli asset nei paesi esteri insieme ai prezzi degli asset interni.
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Lo Svitato che Fornì a Milton Friedman la sua Teoria Monetaria
A proposito di piani folli, l'ultimo messo in campo dallo zio Ben è qualcosa di mai visto prima d'ora. E questo potrebbe essere quel trampolino che finirebbe per innescare un deficit quasi fiscale. Quello che ci ha portato su questa strada, comunque, è stato un lento processo (immaginate una biglia su un piano inclinato) di continua giustificazione delle operazioni dei banchieri centrali, e questo non esclude personaggi come Keynes e Friedman. Il piano attuale dello zio Ben è quello di acquistare asset per circa $85 miliardi al mese, principalmente bond del Tesoro USA. Se smettesse di acquistarli i tassi di interesse a lungo termine aumenteranno, i tassi dei mutui aumenteranno, il mercato immobiliare crollerebbe di nuovo. Ah certo, arrivederci anche alla patetica ripresa paventata dai media mainstream. Ora, questo piano sta entrando in azione. L'unica politica che lo zio Ben conosce è questa: inflazione monetaria. Exit strategy? Per faaaavore! Non sa nemmno mantenere una patina di stabilità. La vera exit strategy dello zio Ben è solo una: la fine del suo termine come Presidente della FED. (Poveraccio chi lo sostituirà.) Però su una cosa Friedman aveva ragione, qualsiasi programma temporaneo avviato dal governo sarà permanente. Stessa cosa per le politiche della banca centrale.
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di Gary North
Nel mio articolo sul dirottamento dell'elicottero monetario di Milton Friedman, l'ho messo a confronto con Murray Rothbard. Questo ci riporta alla battaglia dei loro rispettivi mentori mezzo secolo prima: Irving Fisher e Ludwig von Mises.
Fisher fu l'economista più influente e più eccentrico della storia americana. Propose una formula semplice che permetterebbe agli economisti di capire la complessità della politica monetaria e dei suoi effetti sul livello dei prezzi: MV = PT. Si basa su un costrutto intellettuale, vale a dire, il livello dei prezzi. Deve essere creato da statistici ed economisti. La formula non spiega causa-effetto in termini di trasmissione e diffusione del denaro in tutta l'economia. Si basa su un concetto di aggregati. Ignora le persone che prendono decisioni: nel governo, nelle banche centrali, nelle banche commerciali e in mercati specifici.
La teoria sul denaro di Ludwig von Mises inizia con le banche centrali, i mutuatari reali, e la diffusione della moneta fiat nel tempo: nessuna di queste cose viene presa in considerazione da Fisher e Friedman.
Nel 1929 Fisher dimostrò che era il buffone economico più istruito in tutto il mondo. Rese pubbliche due sue previsioni.
"Potrà esserci una recessione nei prezzi delle azioni, ma non si tratterà assolutamente di un crash." (New York Times, 5 Settembre 1929)
"I prezzi delle azioni hanno raggiunto quello che sembra un plateau permanente. Non credo che ci sarà presto un'oscillazione di 50 o 60 punti dai livelli attuali, come hanno previsto (i ribassisti). Mi aspetto che il mercato azionario salga di più nel giro di pochi mesi." (17 Ottobre 1929)
Poi, nei quattro anni successivi, perse la sua fortuna personale. Era così povero nel 1933 che l'Università di Yale dovette provvedere a pagargli un alloggio. Eppure questo sciocco, le cui teorie economiche lo hanno portato ad una catastrofe personale e sono state in gran parte responsabili delle politiche monetarie della Federal Reserve alla fine degli anni '20, è ora acclamato come una sorta di genio economico. Friedman lo considerava come "il più grande economista degli Stati Uniti." (Money Mischief, pag. 37).
Fisher era uno squinternato, e Mises lo mise alla berlina come tale dopo un anno dalla pubblicazione del suo libro del 1911. Se volete farvi un'idea di quanto siano diverse le loro teorie, leggete l'articolo di Mark Thornton. Fisher riteneva che potessimo tranquillamente riporre fiducia nel governo, o nella sua banca centrale, per formulare la politica monetaria. Si oppose al gold coin standard perché pensava che fosse inefficiente. Anche Friedman era d'accordo. Nessuno dei due ha mai capito che il libero mercato è in grado di fornire una quantità di denaro sufficiente, attraverso le miniere d'oro, ad un'economia di mercato. Domanda e offerta di beni e servizi sono regolati da un sistema di valute private che viene alla luce da processi di mercato. Né Fisher né Friedman ci credevano. Entrambi pensavano che il governo dovesse intervenire al fine di creare un sistema monetario affidabile, in modo che ci potesse essere crescita economica, processi di compensazione e libertà individuale. Entrambi credevano nella saggezza e nel potere dello stato per quanto riguarda la merce cardine in un'economia, ovvero, l'offerta di moneta.
TUTTO QUESTO E ANCHE L'EUGENETICA
Fisher era uno squinternato anche in altri settori. Era un grande promotore dell'eugenetica. Voleva la regolamentazione scientifica dei matrimoni e delle nascite in modo da promuovere l'influenza della razza bianca. Nel 2005 Thomas Leonard portò questo fatto all'attenzione degli economisti mainstream sul The Journal of Economic Perspectives in un articolo sul movimento Progressista e l'eugenetica. Citava dichiarazioni di Fisher del 1907: "Il mondo è costituito da due classi – gli istruiti e gli ignoranti – ed è essenziale per il progresso che i primi possano dominare i secondi... [Una volta] compresa la correttezza di questa posizione, scorgeremo un panorama quasi sconfinato per un eventuale miglioramento umano." Citava il libro di Fisher sull'economia.
Nella seconda metà dell'Era Progressista, idee come il suicidio della razza e le relative soluzioni eugenetiche avevano sufficienti risorse per apparire nei libri di testo di primo piano. In Elementary Principles, Irving Fisher (1907, pag. 715) dichiarò che "se la vitalità o il capitale vitale venissero compromessi da riproduzioni peggiori con una relativa cessazione di quelle migliori, non si potrebbe immaginare una calamità più grande." Fortunatamente, disse Fisher, l'eugenetica veniva in nostro soccorso, "con l'isolamento in istituzioni pubbliche e in alcuni casi con l'intervento chirurgico," per evitare la cosiddetta calamità della "macchia ereditabile."
Ha anche notato un altro collegamento. "Molti sostenitori dell'eugenetica erano anche degli statistici. Francis Amasa Walker, Richmond Mayo-Smith, Irving Fisher e Walter Wilcox erano tutti esperti di statistica, per formazione e/o inclinazione. Consideravano la rilevazione e l'inferenza statistica come il modo della scienza di imporsi nelle scienze sociali." Fisher fu il co-fondatore dell'American Eugenics Society.
Fu solo in seguito che i nazisti cominciarono ad adottare politiche eugenetiche, le stesse che erano state sperimentate negli Stati Uniti prima della Prima Guerra Mondiale, che Fisher aveva sostenuto a gran voce e che infine lo stesso Fisher decise di non divulgare esplicitamente: politicamente scorretto. Così, rimase in silenzio. Ma non cambiò il suo punto di vista sulla questione.
Era uno svitato sull'eugenetica. Era uno svitato sull'investimento imprenditoriale, e doveva essere soprattutto questa inettitudine che avrebbe dovuto convincere le persone della sua incapacità di ragionare sulla questione monetaria. Ma ai giorni nostri, soprattutto grazie a Friedman, questo economista squinternato è tornato alle attenzioni del pubblucio. Ciò indica la misura in cui la gente accetta certe idee: non sulla base del loro potere intrinseco, ma sulla base del parere dell'establishment. Ai giorni nostri, la politica fiscale Keynesiana suggerisce di avere deficit in tempi di recessione e l'unico modo per farlo, secondo il parere degli economisti moderni, è fare affidanemnto sull'inflazione monetaria della banca centrale affinché compri debito del governo in modo da mantenere bassi i tassi di interesse. Mentre i Keynesiani andavano alla ricerca di scuse per una politica di denaro facile, sono tornati (come i cani tornano dal loro vomito) alle politiche monetarie consigliate da Irving Fisher negli anni precedenti alla Grande Depressione.
Fisher sembrava scientifico. Aveva questa formula. Aveva idee per creare indici di numeri. Sembrava tutto così logico. Tutto quello che serviva era un governo gestito da persone che comprendessero queste formule e che si fossero attenute a politiche di stabilità dei prezzi, ovviamente misurati dalle statistiche del governo. Avremmo quindi potuto avere una crescita economica positiva. Non ci sarebbero mai più stati mercati non ripuliti, perché il governo sarebbe stato lì a garantire la regolare espansione del denaro. Il governo era un salvatore secondo Fisher, sia nel settore monetario che in quello genetico.
Perché Milton Friedman gravitasse intorno agli scritti di questo pazzo razzista, è uno dei misteri del movimento libertario. Lo riportò letteralmente in vita e le sue idee sul denaro sono state raccolte dai Keynesiani, e modificate di conseguenza. Invece di fornire una costante crescita monetaria, usano il suo elicottero per finanziare a prezzi stracciati gli IOU del governo federale.
CONCLUSIONE
Tutto il genio di Friedman non fu sufficiente a proteggerlo dalle idee di Irving Fisher. Entrambi non avevano fiducia nel libero mercato come mezzo per arrivare ad un sistema monetario affidabile. Per difendere le loro posizioni, entrambi invocarono formule, costrutti statistici e dati statistici forniti dal governo. Questa fede mandò in bancarotta Fisher. Nel caso di Friedman, ha portato al dirottamento della sua metafora dell'elicottero, la quale è stata utilizzata dalla FED per giustificare l'espansione della base monetaria attuata nel 2008 e negli anni successivi. Per i Keynesiani ed i burocrati stipendiati della Federal Reserve è stato imposssibile dirottare la teoria moentaria di Ludwig von Mises. Ma se la Federal Reserve avesse adottato la politica di Mises, avrebbe chiuso le sue operazioni ben prima che iniziassero nel 1914.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli
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di Gary North
Nel mio articolo sul dirottamento dell'elicottero monetario di Milton Friedman, l'ho messo a confronto con Murray Rothbard. Questo ci riporta alla battaglia dei loro rispettivi mentori mezzo secolo prima: Irving Fisher e Ludwig von Mises.
Fisher fu l'economista più influente e più eccentrico della storia americana. Propose una formula semplice che permetterebbe agli economisti di capire la complessità della politica monetaria e dei suoi effetti sul livello dei prezzi: MV = PT. Si basa su un costrutto intellettuale, vale a dire, il livello dei prezzi. Deve essere creato da statistici ed economisti. La formula non spiega causa-effetto in termini di trasmissione e diffusione del denaro in tutta l'economia. Si basa su un concetto di aggregati. Ignora le persone che prendono decisioni: nel governo, nelle banche centrali, nelle banche commerciali e in mercati specifici.
La teoria sul denaro di Ludwig von Mises inizia con le banche centrali, i mutuatari reali, e la diffusione della moneta fiat nel tempo: nessuna di queste cose viene presa in considerazione da Fisher e Friedman.
Nel 1929 Fisher dimostrò che era il buffone economico più istruito in tutto il mondo. Rese pubbliche due sue previsioni.
"Potrà esserci una recessione nei prezzi delle azioni, ma non si tratterà assolutamente di un crash." (New York Times, 5 Settembre 1929)
"I prezzi delle azioni hanno raggiunto quello che sembra un plateau permanente. Non credo che ci sarà presto un'oscillazione di 50 o 60 punti dai livelli attuali, come hanno previsto (i ribassisti). Mi aspetto che il mercato azionario salga di più nel giro di pochi mesi." (17 Ottobre 1929)
Poi, nei quattro anni successivi, perse la sua fortuna personale. Era così povero nel 1933 che l'Università di Yale dovette provvedere a pagargli un alloggio. Eppure questo sciocco, le cui teorie economiche lo hanno portato ad una catastrofe personale e sono state in gran parte responsabili delle politiche monetarie della Federal Reserve alla fine degli anni '20, è ora acclamato come una sorta di genio economico. Friedman lo considerava come "il più grande economista degli Stati Uniti." (Money Mischief, pag. 37).
Fisher era uno squinternato, e Mises lo mise alla berlina come tale dopo un anno dalla pubblicazione del suo libro del 1911. Se volete farvi un'idea di quanto siano diverse le loro teorie, leggete l'articolo di Mark Thornton. Fisher riteneva che potessimo tranquillamente riporre fiducia nel governo, o nella sua banca centrale, per formulare la politica monetaria. Si oppose al gold coin standard perché pensava che fosse inefficiente. Anche Friedman era d'accordo. Nessuno dei due ha mai capito che il libero mercato è in grado di fornire una quantità di denaro sufficiente, attraverso le miniere d'oro, ad un'economia di mercato. Domanda e offerta di beni e servizi sono regolati da un sistema di valute private che viene alla luce da processi di mercato. Né Fisher né Friedman ci credevano. Entrambi pensavano che il governo dovesse intervenire al fine di creare un sistema monetario affidabile, in modo che ci potesse essere crescita economica, processi di compensazione e libertà individuale. Entrambi credevano nella saggezza e nel potere dello stato per quanto riguarda la merce cardine in un'economia, ovvero, l'offerta di moneta.
TUTTO QUESTO E ANCHE L'EUGENETICA
Fisher era uno squinternato anche in altri settori. Era un grande promotore dell'eugenetica. Voleva la regolamentazione scientifica dei matrimoni e delle nascite in modo da promuovere l'influenza della razza bianca. Nel 2005 Thomas Leonard portò questo fatto all'attenzione degli economisti mainstream sul The Journal of Economic Perspectives in un articolo sul movimento Progressista e l'eugenetica. Citava dichiarazioni di Fisher del 1907: "Il mondo è costituito da due classi – gli istruiti e gli ignoranti – ed è essenziale per il progresso che i primi possano dominare i secondi... [Una volta] compresa la correttezza di questa posizione, scorgeremo un panorama quasi sconfinato per un eventuale miglioramento umano." Citava il libro di Fisher sull'economia.
Nella seconda metà dell'Era Progressista, idee come il suicidio della razza e le relative soluzioni eugenetiche avevano sufficienti risorse per apparire nei libri di testo di primo piano. In Elementary Principles, Irving Fisher (1907, pag. 715) dichiarò che "se la vitalità o il capitale vitale venissero compromessi da riproduzioni peggiori con una relativa cessazione di quelle migliori, non si potrebbe immaginare una calamità più grande." Fortunatamente, disse Fisher, l'eugenetica veniva in nostro soccorso, "con l'isolamento in istituzioni pubbliche e in alcuni casi con l'intervento chirurgico," per evitare la cosiddetta calamità della "macchia ereditabile."
Ha anche notato un altro collegamento. "Molti sostenitori dell'eugenetica erano anche degli statistici. Francis Amasa Walker, Richmond Mayo-Smith, Irving Fisher e Walter Wilcox erano tutti esperti di statistica, per formazione e/o inclinazione. Consideravano la rilevazione e l'inferenza statistica come il modo della scienza di imporsi nelle scienze sociali." Fisher fu il co-fondatore dell'American Eugenics Society.
Fu solo in seguito che i nazisti cominciarono ad adottare politiche eugenetiche, le stesse che erano state sperimentate negli Stati Uniti prima della Prima Guerra Mondiale, che Fisher aveva sostenuto a gran voce e che infine lo stesso Fisher decise di non divulgare esplicitamente: politicamente scorretto. Così, rimase in silenzio. Ma non cambiò il suo punto di vista sulla questione.
Era uno svitato sull'eugenetica. Era uno svitato sull'investimento imprenditoriale, e doveva essere soprattutto questa inettitudine che avrebbe dovuto convincere le persone della sua incapacità di ragionare sulla questione monetaria. Ma ai giorni nostri, soprattutto grazie a Friedman, questo economista squinternato è tornato alle attenzioni del pubblucio. Ciò indica la misura in cui la gente accetta certe idee: non sulla base del loro potere intrinseco, ma sulla base del parere dell'establishment. Ai giorni nostri, la politica fiscale Keynesiana suggerisce di avere deficit in tempi di recessione e l'unico modo per farlo, secondo il parere degli economisti moderni, è fare affidanemnto sull'inflazione monetaria della banca centrale affinché compri debito del governo in modo da mantenere bassi i tassi di interesse. Mentre i Keynesiani andavano alla ricerca di scuse per una politica di denaro facile, sono tornati (come i cani tornano dal loro vomito) alle politiche monetarie consigliate da Irving Fisher negli anni precedenti alla Grande Depressione.
Fisher sembrava scientifico. Aveva questa formula. Aveva idee per creare indici di numeri. Sembrava tutto così logico. Tutto quello che serviva era un governo gestito da persone che comprendessero queste formule e che si fossero attenute a politiche di stabilità dei prezzi, ovviamente misurati dalle statistiche del governo. Avremmo quindi potuto avere una crescita economica positiva. Non ci sarebbero mai più stati mercati non ripuliti, perché il governo sarebbe stato lì a garantire la regolare espansione del denaro. Il governo era un salvatore secondo Fisher, sia nel settore monetario che in quello genetico.
Perché Milton Friedman gravitasse intorno agli scritti di questo pazzo razzista, è uno dei misteri del movimento libertario. Lo riportò letteralmente in vita e le sue idee sul denaro sono state raccolte dai Keynesiani, e modificate di conseguenza. Invece di fornire una costante crescita monetaria, usano il suo elicottero per finanziare a prezzi stracciati gli IOU del governo federale.
CONCLUSIONE
Tutto il genio di Friedman non fu sufficiente a proteggerlo dalle idee di Irving Fisher. Entrambi non avevano fiducia nel libero mercato come mezzo per arrivare ad un sistema monetario affidabile. Per difendere le loro posizioni, entrambi invocarono formule, costrutti statistici e dati statistici forniti dal governo. Questa fede mandò in bancarotta Fisher. Nel caso di Friedman, ha portato al dirottamento della sua metafora dell'elicottero, la quale è stata utilizzata dalla FED per giustificare l'espansione della base monetaria attuata nel 2008 e negli anni successivi. Per i Keynesiani ed i burocrati stipendiati della Federal Reserve è stato imposssibile dirottare la teoria moentaria di Ludwig von Mises. Ma se la Federal Reserve avesse adottato la politica di Mises, avrebbe chiuso le sue operazioni ben prima che iniziassero nel 1914.
[*] traduzione di Francesco Simoncelli

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