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Francesco Simoncellinoreply@blogger.comBlogger1770125
Aggiornato: 48 min 6 sec fa

Il socialismo è morto, andiamo avanti

Mar, 05/04/2016 - 10:15




di Gary North


Il ventesimo secolo ha visto l'inizio, lo sviluppo e la fine del più tragico esperimento nella storia umana: il socialismo. L'esperimento ha provocato enormi perdite umane, una distruzione di economie potenzialmente ricche e disastri ecologici colossali. L'esperimento si è concluso, ma la devastazione influenzerà la vita e la salute delle generazioni a venire.

La vera tragedia di questo esperimento è che Ludwig von Mises ed i suoi seguaci -- tra le migliori menti economiche di questo secolo -- avevano esposto la verità sul socialismo nel 1920, ma i loro avvertimenti non sono stati ascoltati. -- Yuri Maltsev (1990)
Il socialismo è morto, come ideologia e anche come movimento politico. Si tratta di un dio che ha fallito.

Il socialismo è una forma molto particolare d'opinione economica. Un socialista ritiene che il governo civile dovrebbe possedere i mezzi di produzione. Questo è ciò che ha sempre significato il socialismo.

Quando nel 1920 Ludwig von Mises confutò la struttura intellettuale socialista, aveva in mente esattamente questa prospettiva per quanto riguarda l'economia. Ecco la sua tesi: se lo stato possiede il capitale di una nazione, cioè gli strumenti di produzione, i pianificatori non possono stabilirne il valore. Non esiste un libero mercato per i prezzi di questi strumenti. Senza prezzi di libero mercato, è impossibile che un qualsiasi organo centrale di pianificazione possa determinare quali siano i beni di consumo più desiderati nella società. Ci dev'essere un libero mercato per prezzare i beni di consumo e i beni strumentali. In un'economia socialista non c'è niente di tutto ciò. Pertanto, disse Mises, la pianificazione economica socialista è intrinsecamente irrazionale.

Questa tesi è stata ignorata dalla stragrande maggioranza dei socialisti, e non è mai stata presa sul serio dai keynesiani. Ma poi, quando alla fine degli anni '80 crollò l'economia dell'Unione Sovietica, è diventato chiaro anche a Robert Heilbroner, un miliardario di sinistra e professore d'economia, che Mises aveva ragione. Lo disse in un articolo sul New Yorker: "After Communism" (10 settembre 1990). Poi auspicò che l'ecologia prendesse il posto del socialismo. Disse che il socialismo era semplicemente un'ideologia morta.

Oggi, al di fuori della Corea del Nord, dell'America Latina e dello Zimbabwe, non ci sono persone che sostengono il socialismo. La Corea del Nord e Cuba sono ufficialmente comuniste. Sono povere. Non hanno alcuna influenza sul resto del mondo. Nessuno le usa come modello. Lo Zimbabwe è gestito da un marxista tribale, e nessuno lo sta imitando.

I commenti di Theodore Dalrymple sul marxismo africano vanno dritti al punto.

Sebbene i marxisti abbiano spesso sostenuto che le carenze dell'Unione Sovietica non avessero nulla a che fare con il marxismo, la dissoluzione ignominiosa di un regime che a lungo aveva sostenuto d'essere marxista ha inflitto un colpo fatale all'ideologia di base.

Ho incontrato un certo numero di cosiddetti marxisti nella Nigeria settentrionale. Erano giovani e confusi, ma credevano in una spiegazione vagamente marxista riguardo l'origine delle loro insoddisfazioni. Erano militanti solo a livello mentale. Se ci fosse stata una manifestazione avrebbero potuto aderirvi, ma non avrebbero ucciso. Si accontentavano delle semplici parole.

Con la caduta dell'Unione Sovietica è rimasto un vuoto ideologico per chi cercava una spiegazione alle proprie insoddisfazioni, persone che -- grazie alla diffusione di una semi-istruzione -- erano probabilmente più numerose, e quindi più disperate, che mai. L'unica alternativa, e una con radici molto più profonde del marxismo, era l'Islam fondamentalista. Quest'ultimo s'è insinuato quando il marxismo non è più potuto andare avanti.
Il welfare state ha molti sostenitori. Questi ultimi credono nella proprietà privata della maggior parte del capitale. Credono in alcuni prezzi di mercato. Ma credono che i funzionari statali possano intervenire nei mercati e ridistribuire la ricchezza. A loro non importa che questo possa ridurre la crescita economica. Essi sono, come disse Rothbard nel 1971, spinti dall'invidia. Sono disposti a vedere un'economia che produce meno solo per veder soddisfatta la loro richiesta di un'economia più equa.

Il keynesismo non è socialista. Il keynesismo è capitalista e lo è sempre stato. Keynes fu un difensore del capitalismo. Credeva che lo stato dovesse intervenire o creando denaro dal nulla, o prendendolo in prestito dai capitalisti. Voleva che lo stato acquistasse beni e servizi al fine di stimolare l'economia. Voleva vedere un'espansione del capitalismo, ma credeva che la spesa in deficit del governo centrale, e in misura minore l'inflazione monetaria da parte delle banche centrali, potessero raggiungere l'obiettivo di ristabilire la produttività economica del capitalismo.

Il comunismo come mezzo di produzione economica non sopravvisse al crollo dell'Unione Sovietica. Questo è stato l'ultimo sussulto del socialismo in Europa e in Asia.

In occidente ci sono ancora alcuni che non capiscono o comprendono quello che è successo in Unione Sovietica nel dicembre 1991. Non si rendono conto che questo è stato l'ultimo sussulto del socialismo. Vogliono ancora combattere vecchie battaglie. Vogliono richiamare i vecchi slogan. Vogliono che le persone credano che l'occidente sia in guerra contro il socialismo, sia a livello nazionale che internazionale. Le cose non stanno più così.

Ci sono sicuramente comunisti che utilizzano l'ideologia del comunismo di Marx per giustificare la conservazione del loro potere politico. Stiamo parlando di Cuba, Corea del Nord, Zimbabwe e Cina. Ma in Cina il comunismo è una difesa ideologica del potere politico. Non rappresenta la volontà di ripristinare la proprietà statale dei mezzi di produzione.

Ogni volta che leggete una dichiarazione su come i socialisti internazionali stiano facendo questo o quello, smettete immediatamente di prestare attenzione. I socialisti internazionali sono un parto della fantasia dei conservatori. È ormai più di un quarto di secolo che non se ne vedono più in giro.

Obama non è un socialista. I democratici non sono socialisti. Non ho sentito Bernie Sanders invocare la nazionalizzazione delle società americane. Sono difensori del welfare state. Vogliono più tasse sui ricchi. Vogliono una maggiore regolamentazione dell'economia. Vogliono dirigere il sistema capitalista nello stesso modo in cui i fascisti lo fecero negli anni '30. Vogliono conservare la proprietà privata dei mezzi di produzione, ma vogliono dire ai proprietari privati ​​ciò che possono o non possono fare con i loro capitali. Vogliono dirigere la produttività del capitalismo. Non vogliono la proprietà statale dei mezzi di produzione. Vogliono usare il famoso approccio del bastone e della carota per orientare la produzione, ma non vogliono alcuna responsabilità.

Sono contenti d'avere una produttività sufficiente dal sistema aziendale in modo che lo stato possa beneficiare di un'alta percentuale di "uova d'oro". I parassiti non vogliono uccidere i loro ospiti. Il socialismo è una filosofia economica: uccidere gli ospiti. La sinistra oggi è composta da parassiti, benpensanti e nemmeno l'ombra di un comunista o socialista.



CONCLUSIONE

Nel 1920 Mises diagnosticò la condizione terminale del socialismo. Le nazioni comuniste dimostrarono il suo punto nei settant'anni successivi. La Corea del Nord, Cuba e lo Zimbabwe sono gli ultimi regimi socialisti. Dimostrano il punto di Mises. Sono in bancarotta da tutti i punti di vista. Non sono l'onda del futuro.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/