"Lo Sguardo Di Ulisse", GR.-IT.-FR.-GERM., 1995, di Thodoros (Théo) Anghelopulos
1956, Marion King Hubbert getta un macigno sull'industria petrolifera mondiale.
Il suo "datore di lavoro", la "Shell Group", consorzio anglo-olandese che, nel 2005, vantava un fatturato di 265 miliardi di dollari ed un utile di 18,2 miliardi di dollari [3], oltre a non prestare attenzione alle ricerche del geologo, prova a convincerlo a non rendere pubblici i risultati dei suoi studi, che rimangono nell'ombra fino agli anni Settanta.
E' in questi anni che comincia a farsi largo la teoria del "Peak Oil", ed è sempre in questi anni che iniziano a nascere una serie di studi "alternativi" che conducono alla "Teoria Abiogenica" per l'origine del petrolio, portata avanti da Nikolaj Aleksandrovich Kudrjavtsev, il quale afferma che il petrolio è formato da fonti non-biologiche di idrocarburi localizzati in profondità, piuttosto che dalla sedimentazione di resti organici [4], come affermato dai sostenitori della teoria del picco di estrazione.
Alcune "teorie", o sarebbe meglio dire scoperte, invece, giungono talmente "in anticipo sui tempi" da rimanere ignorate per anni, come nel caso della genetica di Mendel o della deriva dei continenti teorizzata da Wegener [6].
Alcune tesi, infine, vengono alla luce attraverso successivi mutamenti di paradigma, nel corso dei quali le vecchie convinzioni finiscono per essere rovesciate da nuove idee che solo fino a poco prima della "rivoluzione" erano state considerate eretiche come, per esempio, la teoria corpuscolare della luce o la meccanica quantistica [7].
Tale propaganda adattata agli interessi dell'industria petrolifera e dei Governi occidentali, è sistematicamente sostenuta da una teoria scientifica che sembra riflettere di molto la truffa della teoria dell'"Effetto Serra [3]", che a sua volta è il veicolo attraverso il quale si è reso possibile il sistema di tassazione delle emissioni di anidride carbonica.
I tre geologi dimostrano che il carburante "fossile" è spazzatura scientifica legata alla teoria del"riscaldamento globale antropico [4]" ("Anthropogenic Global Warming" - "Agw"). Il petrolio è dimostrato essere originato dai minerali, non da organismi fossilizzati. Niente più paura, dunque, per la contrazione delle riserve, come dicono gli esperti del petrolio naturalmente "rinnovabile".
Sì, avete letto bene e più di 2.000 revisori scientifici dell'Europa orientale, sinistramente ignorati dai governi e dal mainstream occidentale, sostengono tale affermazione. Dalla metà del ventesimo secolo, gli scienziati sanno che la teoria dei combustibili fossili è falsa e hanno dimostrato irresistibilmente che il petrolio deriva da depositi di minerali altamente compressi dalle profondità alla superficie. La conseguenza più sorprendente di questi risultati, è che il petrolio diventa, "improvvisamente", una fonte rinnovabile dalla rigenerazione costante in natura.
Albert Einstein
Le più importanti piazze del mercato petrolifero sono il "New York Mercantile Exchange" ("NYMEX"), che realizza circa il 65% delle contrattazioni mondiali del petrolio, l'"International Petroleum Exchange" ("IPE"), con sede a Londra, che realizza circa il 35% delle contrattazioni mondiali del petrolio, ed il "Singapore International Monetary Exchange" ("SIMEX") [10].
Per distribuire il rischio di una fluttuazione dei prezzi, coloro che vogliono acquistare greggio, cercano qualcuno che si accolli parte del rischio. Immaginiamo una compagnia aerea che, al momento di stendere il bilancio annuale, desidera far affluire i costi di carburante nelle previsioni di mercato dell'azienda. Questa compagnia aerea si reca in Borsa e trova un venditore, il quale, in un momento preciso del futuro, vuole vendere una quantità determinata di un prodotto standardizzato. Per esempio, tra due settimane, tra sei mesi, ma magari anche tra un anno. In Europa, la qualità di greggio soggetta a scambio si chiama "Brent", al "NYMEX" si chiama "West Texas Intermediate" (WTI) e, a Singapore, "Dubai Crude". Non importa, dunque, quali siano state le fluttuazioni del prezzo del cherosene: la compagnia aerea si è premurata, infatti, di mantenere il greggio al costo stabilito nel proprio bilancio annuale. Potrebbe anche acquistare oggi del greggio che le verrà consegnato solo tra qualche mese, al prezzo che, nel mercato a termine, si stabilisce oggi per il futuro.
Poiché, però, multinazionali del petrolio come "ExxonMobil", "BP", "Shell", "ChevronTexaco" o "Total", estraggono solo una minima parte della quantità mondiale di greggio (in totale meno del 15%), sono costrette anch'esse a rifornirsi in Borsa.
Chi gioca in borsa lo chiama hedging, ovvero copertura da rischi di fluttuazione con acquisti o vendite a termine.
Per capire la percentuale di speculatori presenti sul mercato, basti pensare che, a New York, in una settimana di Agosto del 2004, i broker "non commerciali" (registrati per legge come mediatori di greggio non facenti parte dei broker "commerciali"), trattavano 80.000 contratti (1.000 barili a contratto) long, come dice chi gioca in Borsa: ovvero avevano per le mani contratti di consegna di 80 milioni di barili di petrolio, i quali non erano destinati ad un utilizzo reale, ma soltanto ad essere rivenduti per garantire un guadagno. Ottanta milioni di barili corrispondevano, più o meno, all'allora produzione giornaliera mondiale di petrolio [11].
Curiosamente, questi limiti non sono ancora stati attuati dalla "CFTC". In una recente intervista, il Senatore statunitense Bernie Sanders, del Vermont, ha dichiarato che la "CFTC" non "ha la volontà" di mettere in atto questi limiti e "deve obbedire alla legge", aggiungendo "quello che dobbiamo fare è [...] limitare la quantità di petrolio che una qualsiasi azienda può controllare sul mercato dei futures petroliferi. La funzione di questi speculatori non è usare il petrolio, ma di realizzare profitti dalla speculazione, alzare i prezzi e vendere."[12].
Michael Greenberger, Professore presso l'Università del "Maryland School of Law" ed ex-dirigente della "CFTC", che, più volte, ha cercato di attirare la pubblica attenzione sulle conseguenze delle decisioni del Governo statunitense nel consentire la speculazione sfrenata e la manipolazione dei prezzi dell'energia a grandi banche e ai fondi, ha recentemente osservato che "Ci sono 50 studi che dimostrano che la speculazione aggiunge un premio incredibile al prezzo del petrolio, ma in qualche modo non viene percepita dalla saggezza convenzionale. [...] Una volta che avete il mercato dominato da speculatori, ciò che veramente avrete sarà un casinò per giochi d'azzardo." [15].
Mentre, però, ancora si aspetta che il "Dodd-Frank Wall Street Reform Act", deciso dalla "Commodity Futures Trading Corporation" sia recepito e reso effettivo, l'innovazione più recente nel mondo borsistico, l'istituzione della Borsa "ECX-Carbon-Financial-Instruments-Future", dove sono trattati i diritti di emissione di anidride carbonica, sembra già impazzare ed attrarre gli speculatori di tutto il Mondo. Queste Borse sono nate ad Amsterdam ed a Chicago, in seguito all'entrata in vigore del"Protocollo di Kyoto" per la protezione del clima, in buona sostanza, prima la Borsa fa affari con il petrolio, poi, nel nome della protezione del clima, realizza i suoi utili grazie all'anidride carbonica prodotta durante il processo di combustione del greggio. In parole povere, i broker, sono riusciti persino a scoprire il modo di fare i soldi con l'aria bollente.
"L'idea che il petrolio deriverebbe dalla trasformazione di qualche pesce schiacciato da detriti biologici, è sicuramente la più sciocca idea che sia mai stata accolta da un numero rilevante di persone, per un prolungato periodo di tempo.".
Insieme con altri scienziati occidentali, Hoyle ha rifiutato di netto la linea politicamente corretta, come evidenziato in un crescente numero di articoli per ristabilire l'equilibrio sull'economia del petrolio. A supporto della teoria di Hoyle interviene anche il Professor Michael C. Lynch, del"Massachusetts Institute of Technology", i cui studi denunciano il mito di "esaurimento del petrolio", dimostrando la genesi ad alta pressione dello stesso. Nessuna voce dei media riferisce una sola parola a riguardo, neanche a distanza di qualche anno. Come spesso succede, quando si ha a che fare con interessi economici di vasta portata, le scoperte e le ricerche sono indirizzate dall'universale connivenza dei media e degli scienziati del mondo accademico che, finanziati dal Governo, sistematicamente si ritrovano a dover fare i conti con chi finanzia il loro lavoro [8] e, oggettivamente, sembra difficile trovare, nell'attuale mercato, competitor che possano "influenzare" l'opinione pubblica e la comunità scientifica potendo contare su "metodi persuasivi" che tengano il passo con quelli delle compagnie petrolifere. Colossi come "ExxonMobil Corporation" o "Shell Group", tanto per fare qualche esempio, sono gli unici a poter contare su un giro d'affari e un fatturato che, nel 2008, sono arrivati a sfiorare i 310 miliardi di Euro; la "Microsoft Corporation", il cui fondatore,Bill Gates, risulta essere uno degli uomini più ricchi del mondo, nello stesso anno, ha chiuso con un fatturato di "appena" 38 miliardi di euro [17].
Se, invece, a mettere in dubbio l'idea dei "combustibili fossili" fosse un certo Leonardo Maugeri[18], ex dirigente "Eni [12]", le cose sarebbero leggermente diverse. Se poi, la stessa "Eni [13]", in tempi di "Peak Oil", decidesse di abbassare i costi della benzina e del diesel, in decisa controtendenza con il resto del mercato, beh, allora...
[1] Intervista di Thomas Seifert a Colin Campbell il 19 Ottobre 2004, durante il "Global Peak Oil Gathering - A Gathering of Intelligence", "Facts and Visions", 19-21 Ottobre, Coblenza - Lahnstein, consultabile sul sito www.gasandoil.com [14]
[2] "Hubbert's Peak - The Impending World Oil Shortage", di Kenneth S. Deffeyes, "Princeton University Press", 2001; "Beyond Oil - The View from Hubbert's Peak", di Kenneth S. Deffeyes, Hill and Wang, 2005; "Out of Gas - The End of the Age of Oil", di David Goodstein, Norton, 2004; "The Party is Over", di Richard Heinberg, Riemann Verlag, 2003; "The Truth about Oil and the Looming Energy Crisis", di Colin J. Campbell, Eagle Print, 2004
[3] Financial Report, 2004
[4] "La teoria abiogenica del petrolio [15]", tratto da "AURORA - Sito d'Informazione Internazionalista"
[5] "Resistance by scientists to scientific discovery", di Bernard Barber, "Science", 134, 1961, 596-602
[6] "Prematurity and uniqueness in scientific discovery", di Gunther Stent, "Scientific American", Dicembre 1972, 84-93
[7] "The structure of scientific revolutions", University of Chicago Press, di Thomas Kuhn, Chicago 1970
[8] "I Russi sfatano la Teoria del Peak Oil – è fasulla come l'effetto serra [16]", tratto da "AURORA - Bollettino d'Informazione Internazionalista"
[9] "A Century of War. Anglo-american Oil Politics and the New world Order", di F. William Engdahl, London, Pluto, 2004
[10] "Il libro nero del petrolio - Una storia di avidità, guerra, potere e denaro", di Thomas Seifert e Klaus Werner, Editori Newton and Compton, 26
[11] "Fässer aus Papier - Spekulanten handeln mit Öl, das sie nicht besitzen. Treiben sie den Preis in die Hohe? Oder ist es die Angst vor dem Terror? [17]", "Die Zeit", di Fritz Vorholz, 12 Agosto 2004
[12] "Oil Speculators Must Be Stopped and the CFTC 'Needs to Obey the Law': Sen. Bernie Sanders", "Daily Ticker", di Morgan Korn, 7 Marzo 2012
[13] Ibid.
[14] "Kuwait's oil minister believes current world oil prices are not justified, adding that the Gulf state's current production rate will not affect its level of strategic reserves [18]", "UpstreamOnline", 12 marzo 2012
[15] "Behind Gas Price Increases, Obama's Failure To Crack Down On Speculators [19]", "The Huffington Post", di Peter S. Goodman, 15 Marzo 2012
[16] "Perché l'enorme balzo dei prezzi del petrolio? 'Peak Oil' o speculazione di Wall Street? [20]"
[17] "I crimini delle multinazionali", di Klaus Werner e Hans Weiss, Newton Compton Editori, 255, 279, 308; www.exxon.mobil.com [21]; www.shell.com [22]; www.microsoft.com [23]
[18] "Oil: The Next Revolution [24]", "Belfer Center for Science and International Affairs", "Harvard Kennedy School", Discussion Paper 2012-10, di Leonardo Maugeri, Giugno 2012