Skip to main content

Menti Chiuse, Questioni Aperte

Posted in

Purtroppo il vecchio Jacques non ha avuto in Italia la popolarita' che si merita ,  complice anche il fatto che i suoi libri non sono stati tradotti (tranne uno, a quanto mi risulta).  Ecco percio', un assaggio in italiano del libro piu' celebre della famosa Trilogia che spero vi faccia venire un certo languorino, come tutti i migliori antipasti.

Introduzione: Menti Chiuse, Questioni Aperte

Un mistero che si e’ protratto nell’immaginazione umana per molti anni, il mistero degli oggetti volanti non identificati e dei loro occupanti, sta ritornando sulle prime pagine dei nostri giornali in una parata di nuove notizie: non solo questi oggetti sono visti nel cielo e sul terreno, ma si dice che abbiano contattato esseri umani e, in qualche caso, li abbiamo rapiti. Il pubblico ha reagito a queste storie con un miscuglio di scetticismo, sorpresa e paura.  La mancanza di dati affidabili e l’assenza di una ricerca seria rendono queste preoccupazioni piu’ intense.

Pertanto e’ venuto in momento di riesaminare il fenomeno UFO e di riaprire gli archivi che hanno a che vedere con quell’antico sogno della nostra civilta’, di ogni civilta’: mettersi in contatto con esseri alieni.

Ogni cultura ha cercato di comporre questo mosaico nella sua specifica maniera e ogni cultura ha contribuito in qualche modo alla gran mole di leggende, folklore e tradizioni che collega l’immaginazione umana con i cieli. Oggi il rapido passo della tecnologia accellera la crescita di una nuova consapevolezza sull’importanza del problema. Il lettore moderno necessita di una nuova prospettiva, un nuovo paradigma per cui il timore possa cedere il passo all’incalzante conoscenza. Sopratutto ha bisogno di piu’ fatti.

Nello sforzo di aiutare a soddisfare a questa esigenza, il presente libro rappresenta il distillato di qualcosa come venticinque anni di ricerca. Esso mette assieme e aggiorna parte del materiale pubblicato precedentemente in una nuova e piu’ agevolmente usufruibile collezione degli eventi piu’ significativi che hanno segnato la ricca storia del fenomeno UFO. E porta a nuove conclusion: Sebbene io sia tra quelli che credono che gli UFO siano reali oggetti fisici, non credo che siano extraterrestri nell’ordinario senso del termine.  A mio modo di vedere essi rappresentano una eccitante sfida al nostro stesso concetto di realta’.

E’ triste che, quando il ventesimo secolo sta per finire e nuove scoperte diventano possibili, la mente di molti scienziati rimanga chiusa a questo problema. Nella sua edizione del giugno 1987 la popolare rivista di astronomia Sky & Telescope annotava con scetticismo ironico ed alla moda che:

"Negli ultimi anni la popolarita’ degli Oggetti Volanti Non Identificati e’ sfumata, forse perche’ l’attualita’ sui media e’ diventata consapevole di quanta poca sostanza vi sia alla base di ogni storia sugli UFO che sia stata esaminata a fondo".

Ironicamente, durante lo stesso mese, due libri progredivano verso il vertice della classifica dei piu’ venduti del New York Times. Communion e Intruders contenevano racconti sensazionali in prima persona di incontri con UFO e contatto fisico o spirituale con i loro presunti occupanti.

Questa coincidenza tra arroganza scientifica ed una nuova tendenza sociale illustra un fatto importante nella nostra societa’: mentre la scienza costantemente rifiuta di considerare fenomeni che giacciono al di fuori delle rassicuranti regioni della propria attuale comprensione, il pubblico desidera avere accesso a spiegazioni coerenti alla propria personale esperienza.

Mentre i nostri scienziati restano ignari di dati importanti che potrebbero stimolare nuove teorie dell’universo, il resto di noi manca l’opportunita’ di compiere progressi seri in quella che dovrebbe essere un’importante ricerca spirituale.

Questo libro e’ un tentativo di colmare la distanza esaminando le prove dell’esistenza degli UFO, non solo ai nostri tempi, ma anche in epoche precedenti.

Una prospettiva storica di questo tipo, che e’ affrontata nella Parte Prima al capitolo “Le Cronache Aliene”, e’ divertente e spesso accattivante. Ma e’ principalemente critica verso una piena comprensione del problema. Se questi oggetti sono stati avvistati da tempo immemorabile, come dimostrero’, e se i loro occupanti hanno sempre eseguito azioni simili e simili linee di comportamento, non e’ ragionevole assumere che essi siano “semplicemente” visitatori extraterrestri.  Devono essere qualcosa di piu’.

Forse sono sempre stati qui. Sulla Terra. Con noi.

A mio parere, la credenza ampliamente diffusa tra i ricercatori del campo nella verita’ letterale delle “abduzioni” e’ solamente una approssimazione veramente rozza di un complesso disegno. Un’altra realta’ e’ coinvolta, qui. Una realta’ caratterizzata da seduzione cosmica, strani segni nei cieli ed eventi paranormali che presentano una ricca panoplia di fenomeni psichici. La Seconda Parte e’ dedicata alla sua analisi, spianando il terreno alla Terza Parte che ho chiamato “Una Sfida alla Ricerca” poiche’ non possiamo piu’ esimerci dallo studiare seriamente il fenomeno UFO.

Per molto tempo i militari americani hanno dismesso il problema perche’ “non dimostrava alcuna intenzione ostile e non era una minaccia per la sicurezza nazionale”. Questo argomento non e’ piu’ difendibile.

In un’epoca in cui il nostro governo sta proponendo di attivare l’Iniziativa di Difesa Strategica, comunemente nota come programma “Guerre Stellari”, nello spazio, quanto ancora possiamo tollerare un fenomeno inspiegato negli strati superiori dell’atmosfera?  Gli UFO, qualsiasi cosa siano, rimangono visibili all’occhio nudo e tracciabili da satelliti ricognitori, sensori elettronici e radar. Una futura ondata di oggetti non identificati simili a quelle registrate nel 1952, 19554, 1966 o 1973 potrebbe innescare la rete SDI e aumentare il rischio di cominciare accidentalmente la prossima Guerra Mondiale.  Potrebbe persino nascondere un attacco reale. Tale possibilita’ non e’ accettabile nei termini della nostra sicurezza nazionale, persino se questi oggetti non sono ostili. E’ ugualmente inaccettabile per qualsiasi delle Nazioni piu’ progredite.

Si puo’ replicare che il fenomeno UFO e’ cosi’ complesso e cosi’ oltre la nostra abilita’ nel classificarlo che non ci si puo’ aspettare alcuna solutione ancora per molto tempo. Questo e’ un appunto valido ma non dovrebbe scoraggiarci dal compiere attiva ricerca nel campo. Anche se non comprenderemo mai totalmente il fenomeno, ci potrebbero essere lezioni utili da apprendere dai suoi componenti minori. Sarei proprio felice, per esempio, semplicemente nel capire come questi oggetti manipolano onde elettromagnetiche per creare raggi luminosi retrattili con effetti gravitazionali capaci di sollevare oggetti, persone e animali attraverso l’aria; o capire come paralizzano testimoni che si sono a loro avvicinati.

Immaginate un boscimano primitivo che veda l’atterraggio di un Boeing 747. Egli non ha possibilita’, da quel singolo episodio, di capire l’intricata tecnologia che controlla il volo a motore dell’aereo. Ma non potrebbe una bella sbirciata al carrello d’atterraggio ispirare benissimo il furbo selvaggio all’invenzione della ruota?

Questa e’ la nostra posizione rispetto agli UFO. Sono reali? Perche’ appaiono violare i principi della fisica?  E perche’ stanno interagendo con noi? Mentre le menti di molti scienziati sono chiuse all’ignoto, qualcuno fra noi crede che queste domande siano decisamente aperte. Esse provvedono una delle sfide piu’ eccitanti mai lanciate alla scienza, alla nostra immaginazione collettiva ed alla ragione umana.

Io non ho una risposta al mistero, ma ho una gran mole di dati pertinenti. Molti progressi sono stati fatti negli ultimi anni e nel mio stesso lavoro sono giunto a pensare il problema degli UFO nei termini di tre dinstinti livelli.

Il primo livello e’ fisico. Oggi sappiamo che l’UFO si comporta come una porzione di spazio di piccole dimensioni (circa 10 metri) nei limiti della quale sia immagazzinata una grandissima quantita’ di energia. Questa energia si manifesta con fenomeni di luce pulsante di colori intensi e con altre forme di radiazione elettromagnetica.

Il secondo livello e’ biologico. I rapporti sugli UFO mostrano che ogni tipo di effetto psicofisiologico si verifica sui testimoni.  L’esposizione al fenomeno causa visioni, allucinazioni, disorientamento nel tempo e nello spazio, reazioni fisiologiche (incluse cecita’ temporanea, paralisi, modificazioni nel ciclo del sonno) e cambiamenti della personalita’ nel lungo periodo.

Il terzo livello e’ sociale. La credenza nella realta’ degli UFO si sta diffondendo rapidamente a tutti i livelli della societa’ attraverso il mondo. Libri sul soggetto continuano ad accumularsi. Documentari e film di Hollywood sono girati da uomini e donne cresciuti con storie sui dischi volanti. Le aspettative sulla vita nell’universo sono state rivoluzionate.  Le origini di molti fra i moderni temi nella nostra cultura possono essere rintracciate nei “messaggi dallo spazio” che provenivano da contatti con gli UFO negli anni quaranta e cinquanta.

L’ ordalia di una esperienza dell’incontro ravvicinato con un UFO e’ dirompente fisicamente e mentalmente. Il trauma ha effetti che vanno molto oltre quel che i testimoni possano ricordare consciamente. Nuovi tipi di comportamento sono condizionati e nuove credenze sono promosse. Al di la’ di ogni considerazione scientifica, le conseguenze sociali, politiche e religiose dell’esperienza sono enormi se considerate nel lasso di tempo di una generazione.

Confrontate con la nuova ondata di esperienze dei contatti con gli UFO che sono descritte in libri come Communion e Intruders e film come Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, le nostre religioni paiono obsolete. La nostra idea della chiesa come una entita’ sociale funzionante nei limiti di strutture razionali e’ ovviamente sfidata dalle notizie di presunte dirette comunicazioni in tempi moderni con esseri visibili che sembrano possedere poteri soprannaturali.

Quest’idea puo’ scuotere la nostra societa’ fino alle radici profonde della sua cultura. I testimoni non hanno piu’ timore di farsi avanti con storie personali di abduzioni, scambi spirituali con alieni o persino di interazione sessuale.  Tali testimonianze sono esempi di folklore che si sta fabbricando proprio sotto i nostri occhi. Ho scoperto che essi hanno un sorprendente parallelismo con le storie di incontri con elfi e genii dei tempi medievali e con gli abitanti di “Magonia”, il paese oltre le nuvole delle antiche cronache. Ma sono pure qualcos’altro: un segno di eventi importanti a venire.

Oggi vi sono molte ragioni per aspettarsi un cambiamento della posizione nei confronti dell’intelligenza aliena. La nostra ricerca scientifica nazionale e’ temporaneamente a corto di obiettivi che possano catturare l’immaginazione e l’entusiasmo del pubblico. L’entusiastica anticipazione di incontri con altri esseri intelligenti ci aiuterebe nel trascendere conflitti locali su questa terra e nell’ottenere nel corso di una singola generazione cambiamenti nel comportamento sociale che altrimenti potrebbero impiegare secoli per essere completati. Se questo e’ il contributo del fenomeno UFO, allora stiamo vivendo una delle maggiori svolte nella storia.

 

Conclusioni: l’Esplorazione di Altre Dimensioni

Nella prima parte di questo libro ho cercato di documentare, nella maniera piu’ completa e attenta possible, i dati storici che conducono al moderno fenomeno UFO e alla credenza nel contatto alieno.

Nella seconda parte abbiamo esaminato le testimonianze di abduzioni in varie epoche e paesi come pure le componenti psichiche e spirituali dell’esperienza del contatto.

Nella terza parte abbiamo perorato la causa di aggressive nuove ricerche mentre diventavamo acutamente consapevoli dei fattori che inibiscono tali ricerche: il triplo “cover-up” e le motivazioni politiche.  Siamo giunti a realizzare come si stia avendo a che fare con nuovi fenomeni reali di portata immensa. Gli UFO sono oggetti fisici reali, ma non sono necessariamente veicoli spaziali extraterrestri. Per dirlo senza peli sulla lingua, la teoria extraterrestre non e’ abbastanza strana da spiegare i fatti. E saro’ deluso se gli UFO si riveleranno niente piu’ che visitatori da un’altro pianeta.

Cosa Altro Possono Essere?

Se non sono veicoli spaziali, cosa altro possono essere gli UFO? Che tipo di impostazione di ricerca puo’ prendere in esame gli effetti fisici, l’impatto sulla societa’, l’apparenza fisica degli occupanti e gli apparentemente assurdi ed onirici elementi del loro comportamento? Come possiamo spiegare che il fenomeno si mostri cosi’ evidente a popolazioni rurali ma eviti contatto aperto, scegliendo invece di estrinsecare il suo messaggio in abduzioni bizarre e incidenti di rilevante stranezza? La teoria che si delinea, man mano che analizziamo e rianalizziamo le forze in gioco, supera la nozione che questi siano solo veicoli tecnologici prodotti da razze evolute da un’altro pianeta.

Invece io credo che il fenomeno UFO rappresenti  la prova dell’esistenza di altre dimensioni oltre lo spazio-tempo; che gli UFO non vengano dallo spazio ordinario ma da un multiverso che e’ tutto attorno a noi e di cui noi abbiamo testardamente rifiutato di considerare la inquietante realta’ a dispetto delle prove che sono a nostra disposizione da secoli. Una teoria simile e’ necessaria per spiegare entrambi sia i casi moderni che che le cronache di Magonia, le abduzioni e la componente psichica.

Io credo che ci sia un sistema attorno a noi che trascende tempo e spazio. Altri ricercatori sono giunti alle medesime conclusioni. Alcuni si sono allontanati profondamente scoraggiati dalla conclusione che e’ stata illustrata al meglio all’inizio di questo secolo da Charles Fort, l’autore del Libro dei dannati: “Siamo delle cose di proprieta’ di qualcuno”.   Studiosi di questo fenomeno, come Padre Salvatore Freixedo in America Latina, John Keel negli Stati Uniti e Aime Michel in Francia, hanno la sensazione che noi potremmo essere senza poteri di fronte alle complesse ed assurde capacita’ di una intelligenza Aliena che si puo mascherare da invasore marziano, dio primitivo, Santa Vergine o da flotta di astronavi. Pur riconoscendo la validita’ delle loro affermazioni, confido nella capacita’ della conoscenza umana di capire alla fine la piu’ grande realta’ rappresentata dal fenomeno. Dovremmo continuare a studiarlo, caso per caso, per bizzarri che essi siano, modello dopo modello, per strani che essi siano.

Il sistema di cui sto parlando, un sistema che ha padronanza delle dimensioni di spazio e tempo, potrebbe ben essere in grado di essere locato nello spazio profondo. Nonostante cio’ le sue manifestationi non possono essere veicoli spaziali nel senso odinario di viti e bulloni. Gli UFO sono manifestazioni fisiche che semplicemente non possono essere comprese separatamente dalla loro realta’ psicologica e simbolica. Cosa vediamo non e’ una invasione aliena.  E’ un sistema spirituale che agisce su umani ed usa gli umani.

Nel tentative di trovare una adeguata struttura di ricerca e’ utile speculare circa le varianti della fisica corrente in cui apparenti miracoli possono accadere senza violare le leggi della fisica ed in cui fenomeni psichici dovrebbero essere la regola piuttosto che l’eccezione. In una tale fisica, gli UFO potrebbero arrivare dalla terra senza necessariamente essere invenzioni umane o essere da un’altra galassia senza essere necessariamente dei veicoli spaziali.

Molti teorici piu’ qualificati di me sono gia’ al lavoro nel costruire un tale modello alternativo. Per spiegare il comportamenteo di particelle elementari e la formazione del cosmo essi speculano su “superstringhe” e su universi con molte dimensioni oltre la familiare struttura dello spaziotempo.

Nel loro libro Oltre Einstein, il Dott. Michio Taku e Jennifer Trainer fanno notare che persino nella fisica corrente occorrono cinque dimensioni per spiegare la teoria del Big Bang. Nel 1919 Albert Einstein, che stava sviluppando le conseguenze della teoria della relativita’ generale, ricevette una lettera da un matematico sovietico di nome Franz Kaluza che proponeva una teoria della gravita’ pentadimensionale. Poche settimane piu’ tardi Einstein scrisse a Kaluza: “L’unita’ formale della vostra teoria e’ stupefacente.” Altri scienziati si unirono allo studio.

Dove fini’ la quinta dimensione? Nel 1926 il matematico svedese Oskar Klein spiego perche’ il mondo appare avere solo quattro dimensioni invece che cinque suggerendo che la quinta dimensione era “arrotolata” come un cerchio cosi’ piccolo che era al di la’ della possibilita’ di essere osservato.  Klein conclamo’ che la sua profondita’ avrebbe dovuto corrispondere alla lunghezza Plankiana, che e’ un miliardo di miliardi di volte minore del nucleo di un atomo.  Questa elegante teoria in ogni caso sollevava piu questioni di quante ne risolvesse e dovette essere abbandonata.

Nel 1957 Hugh Everett e John Wheeler dell’Universita’ di Princeton proposero una “Interpretazione dei Molti Mondi” (MWI) della meccanica quantistica. Secondo questo concetto, l’universo puo’ essere visto come diramantesi constantemente attraverso realta’ alternate.

Negli anni piu’ recenti nuove line di speculazione provarono essere piu’ fruttose.  Esse assumevano persino un maggior numero di dimensioni. I risultati piu’ interessanti furono prodotti dale teorie delle superstringhe che nacquero negli anni ’70. Oggi molti fisici teorici coinvolti nella ricerca sulle superstringhe sono convinti che l’universo si sia evoluto da una stringa decadimensionale instabile. Nelle parole di Taku e Trainer, “Sei dimensioni si sono arrotolate, lasciando il nostro universo tetradimensionale intatto”. Nel corso delle decadi possiamo aspettarci che questa nuova linea di speculazione sia controbattuta, espansa e migliorata. Fenomeni paranormali come gli UFO possono provvedere materiale prezioso a questo dibattito fondamentale.

Informazione, Occasione, Spaziotempo

Un’altro interessante aspetto del fenomeno UFO interessa la teoria dell’informazione. Secondo la moderna fisica ed in particolare Brillouin, Bagor e Roghstein, c’e’ una stretta relazione fra informazione ed entropia. Questa relazione e’ stata espressa chiaramente da Brillouin:

L’Entropia generalmente e’ ritenuta l’espressione dello stato di disordine di un sistema fisico. Piu’ precisamente, si puo’ dire che l’entropia misuri la mancanza di informazioni sulla vera struttura del sistema.

Nessuna informazione puo’ essere ottenuta nel corso di una misurazione fisica senza cambiare la quantita’ di entropia nell’universo, lo stato di disordine del cosmo.

Ora il fisico e’ di fronte ad una nuova sfida: come definire il disordine. Ed il compito, come R. Schafroth ha messo in evidenza, non e’ facile: 

Alcuni scienziati ammassano studi e libri sui loro scaffali in apparente disordine ma nonostante questo sanno perfettamente come trovare il documento che vogliono. Se qualcuno reinstaura la apparenza di ordine lo sfortunato possessore di quegli stessi documenti potrebbe essere in grado di non trovare alcunche’. In questo caso e’ ovvio che l’apparente disordine era, in effetti, ordine, e viceversa.

Speculando sulla relazione tra quantita’ fisiche, il fisico francese Costa de Beauregard scrisse: “Deve essere insito nella natura della probabilita’ la costituzione del collegamento operazionale tra oggettivo e soggettivo, tra materiale e psichismo”. Egli fa notare che nella fisica precibernetica l’osservazione  era considerata come un processo senza misteri e che non richiedeva alcuna spiegazione, mentre la libera azione, al contrario, era “considerata una impossibilita’ fisica ed una illusione psicologica”.

Nella fisica moderna queste idee sono state rivoluzionate.

La maggior parte delle teorie tese a spiegare il fenomeno paranormale prendono a prestito i concetti comunemente condivisi di spazio e tempo dalla fisica. Questi concetti mi paiono obsoleti. Essi non sono appropriati per la comprensione della telepatia, del movimento di oggetti a distanza, dei fantasmi o delle abduzioni da parte di UFO.  Sono sempre stato colpito pure dal fatto che energia ed informazione siano la stessa cosa sotto due aspetti differenti.  I nostri professori di fisica ce lo insegnano senza pero’ mai analizzare le conseguenze di tale insegnamento.

Forse e’ il caso di liberare le nostre caviglie teoriche dalle catene dello spaziotempo. L’uso delle coordinate di spazio e di tempo deriva dalla loro comodita’ d’uso dal punto di vista grafico. La teoria di spazio e tempo e’ un artefatto culturale. Se avessimo inventato il computer digitale prima di avere inventata la carta millimetrata oggi avremmo potuto avere una teoria dell’universo molto diversa.

La notevole storia del dialogo di Cardan con le due silfidi che non sono d’accordo sulla natura dell’universo illustra bene il problema. Una delle silfidi crede che il mondo sia stato creato per tutta l’eternita’. L’altra silfide esprime una teoria piu’ prossima all’occasionalismo islamico: l’universo e’ un mondo di eventi. Il libro che state leggendo e’ solo una occasione del libro che ho scritto. Potete essere sicuri che sia identico a tutte le altre copie? La penna che uso per scrivere queste parole non e’ necessariamente la stessa penna che stavo usando un minuto fa; potrebbe essere un nuovo esempio, una nuova occasione della stessa penna.

Tempo e spazio possono essere comode nozioni per tracciare il percorso di una locomotiva, ma sono completamente inutili per trovare un’informazione. La biblioteca sembra essere l’eccezione, ma chiunque abbia provato a trovare qualcosa in una moderna biblioteca con i suoi scaffali piatti su muri verticali riconoscera’ la difficolta’ nel distinguere ordine dal disordine in coordinate cartesiane.

Il moderno informatico ha da lungo tempo riconosciuto che ordinare per tempo e spazio e’ la peggiore maniera possibile per immagazzinare un gran numero di dati ad alta velocita’. In un grande sistema di informazioni basato su computers non si tenta di piazzare dati in spazi fisicamente sequenziali. E’ molto piu’ conveniente distribuire nello spazio i dati da immagazinare man mano che arrivano e costruire, per rintracciarli, un algoritmo basato su qualche tipo di parola chiave o “hashing”, una procedura in cui l’indice dei dati e’ casuale. La probabilita’ funge da collegamento tra qualcosa di oggettivo, il luogo in cui si trova il dato, e qualcosa di soggettivo, la richiesta di rintracciarlo.

La sincronicita’ e le coincidenze che abbondano nelle nostre vite suggeriscono che il mondo potrebbe essere organizzato come un database ad ordine casuale (il multiverso) piuttosto che una biblioteca sequenziale (l’universo a quattro dimensioni della fisica convenzionale). 

Creature del Multiverso  

Se non c’e’ alcuna dimensione temporale quale di solito assumiamo esista, il cervello umano potrebbe attraversare gli eventi per associazione. I computer moderni rintracciano informazioni per associazione. L’utente “evoca” il dato desiderato usando le parole chiave, parole di potere. Per esempio, se richiede l’intersezione tra “microonda” ed “emicrania”, potrebbe trovare venti articoli la cui esistenza nella letteratura pertinente non avrebbe mai sospettata.  Se viviamo nell’universo associativo degli scienziati informatici invece che in quello sequenziale dei fisici dello spaziotempo allora i miracoli non sono piu’ eventi irrazionali. La filosofia che possiamo far derivare da questa linea di speculazione sara’ piu’ vicina all’occasionalismo islamico che all’universo cartesiano o newtoniano. Ed una nuova teoria dell’informazione dovrebbe essere costituita. Una simile teoria potrebbe avere cose interessanti da dire sulla comunicazione con i residenti di altre realta’ fisiche, creature del multiverso. Potrebbe gettare nuova luce sulle esperienze degli addotti dagli UFO.

Dovremmo credere ai testimoni che descrivono le loro esperienze a bordo degli UFO? Come ho fatto notare nel corso di questo libro, non c’e’ alcuna ragione di dubitare della loro integrita’ personale, sincerita’ ed onesta’. Le parole del Dott. Simon a proposito di Betty e Barney Hill sono ancora chiare dopo ventanni: “L’esperienza, senza dubbio, fu reale per loro.”

Cio’ significa che dovremmo prendere i loro ricordi alla lettera? Non credo. Questi eventi ebbero luogo in una realta’ che semplicemente ancora non capiamo; essi ebbero un impatto su una parte della mente umana che non abbiamo ancora scoperto. Io credo che i fenomeni UFO siano uno dei modi in cui una forma di intelligenza aliena di complessita’ incredibile sta comunicando con noi simbolicamente. Non c’e’ alcuna indicazione che sia extraterrestre.  C’e’ invece una crescente evidenza del suo accesso a processi psichici sui quali non abbiamo ancora controllo e sui quali non abbiamo nemmeno fatto ricerca. Di fronte a tale interazione a livello simbolico o mitico tutte le sedute di ipnosi e le ricerche di impianti potrebbero ben essere tanto futili quanto le domande degli inquisitori alle streghe che ritornavano da un sabba e la ricerca del marchio del diavolo sui loro corpi.

Fino a che non si avranno un numero maggiore di evidenze sulla natura fisica del fenomeno UFO, mi sento repulso dai sondaggi indiscriminati delle menti dei testimoni da parte di ipnotisti dilettanti che credono fermamente nella loro particolare teoria sulle visite extraterrestri e desiderano solo ottenere conferme, costi quel che costi.

Questi testimoni hanno avuto una reale e traumatica esperienza. Essi sono indeboliti da essa e pronti a credere in qualunque spiegazione che provenga da qualcuno in posizione di autorita’. Sotto l’effetto dello stato di grande suggestionabilita’ creato dall’ipnosi potremmo facilmente convincerli di qualunque interpretazione incompleta ed inadeguata del fenomeno. Questo processo non e’ eticamente accettabile e certamente non scientifico.

In qualche caso (come nell’episodio degli Hill) dove l’ipnosi fu usata prudentemente, sotto supervisione medica e senza domande che potessero condurre a risposte condizionate, quale fu il risultato? Non apprendemmo niente di utile sulla vita extraterrestre. Apprendemmo pero’ che i nostri attuali concetti di spazio e di tempo erano sbagliati; che esistevano una realta’ piu’ ampia ed altre dimensioni e che e’ giunto il tempo di rivedere le nostre cognizioni attuali sull’universo.

Speculiamo ancora piu’ arditamente. Il soggetto invita a porre parecchie disturbanti e fondamentali domande. Se energia ed informazione sono in relazione fra di loro, perche’ abbiamo solo una fisica, la fisica dell’energia? Dov’e’ la fisica dell’informazione? L’antica teoria della magia e’ pertinente in questo caso? Gli scritti di Paracelso, con il suo concetto di “firme” sono una negletta sorgente di ispirazione? Fino a che queste domande non sono esplorate potrebbe essere impossibile rispondere a cio’ che il fisico francese Costa de Beauregard chiama “il problema veramente fondamentale”, quello della relazione tra psiche e materia. Persino se consideriamo solo l’aspetto operazionale di una informazione, se qualcuno impara qualcosa da essa la teoria fisica impone che l’entropia dell’universo debba essere mutata.

Queste sono domande fortemente speculative. Ma, quando stiamo cominciando a sospettare che antiche sfide siano riportate alla luce dall’alta tecnologia, la speculazione creativa e’ necessaria. Si puo’ trovare un percorso verso delle realta’ che non siano situate su pianeti lontani ma proprio qui attorno a noi, al di fuori della nostra coscienza normale? E’ questo cio’ che accadde agli addotti come Helen e Kathy o Travis Walton? Hanno essi sperimentato una translazione della propria coscienza in una realta’ alterata seguita da visioni di creature archetipali, piuttosto che episodi fisici all’interno di un veicolo spaziale? E’ possibile promuovere coincidenze e peculiari effetti di apparente natura paranormale creando strutture fisiche protette dal rumore di fondo di tutti i giorni a beneficio della singolarita’ informazionale?

Se il mondo attorno a noi e’ un mondo di eventi informazionali, le manifestazioni simboliche che circondano i rapporti sugli UFO dovrebbero essere viste come un fattore importante. Se consideriamo il mondo fisico come un universo associativo di eventi informazionali, la coscienza non e’ piu’ semplicemente una funzione locale del cervello umano. Io propongo invece di definire la coscienza come il processo per cui associazioni informazionali sono riportate e attraversate. L’illusione di tempo e spazio sarebbe meramente un effetto collaterale della coscienza mentre attraversa le associazioni. In questa teoria, fenomeni apparentemente paranormali come visione a distanza e precognizione sarebbero previste e persino comuni, e gli ufo perderebbero molte delle proprie bizarre qualita’. Questi fenomeni sarebbero aspetti naturali della realta’ della coscienza umana. Io sostengo che i dati su “contatti” alieni devono essere studiati a questo livello, persino se siamo lontani, molto lontani, dall’essere in grado di canalizzare le nostre speculazioni nelle equazioni formali della nuova fisica.

Per molti anni il fenomeno UFO e’ stato un aiuto all’immaginazione umana, una struttura per la tragedia umana, un tessuto di sogni umani. Noi reagiamo a loro nei nostri film, nella nostra poesia, musica e fantascienza. Ed essi reagiscono a noi. Non stanno cercando di comunicare con pochi individui, con alcun gruppo, con alcun governo. Perche’ dovrebbero? Il fenomeno funziona come un sistema operazionale di comunicazione simbolica a livello globale. C’e’ qualcosa nell’uomo con cui essi interagiscono e noi non sappiamo ancora che cosa sia. Essi sono parte dell’ambiente, parte del sistema  di controllo dell’evoluzione umana. Ma i loro effetti, invece che essere solo fisici, sono anche nelle nostre credenze. Essi influenzano quel che chiamiamo vita spirituale. Hanno effetto sulla nostra politica, storia e cultura. Sono un componente del nostro passato.

E senza dubbio sono parte del nostro futuro.

 

Da “Dimensions” di Jacques Vallee,  1988

Opzioni visualizzazione commenti

Seleziona il tuo modo preferito per visualizzare i commenti e premi "Salva impostazioni" per attivare i cambiamenti.

Vallee è sempre un bel

Ritratto di Paxtibi

Vallee è sempre un bel leggere.

Re: Vallee è sempre un bel leggere

Ritratto di Dusty

Non posso dire "sempre" come Pax perché non conoscevo Vallee e quindi per me è una prima volta, ma di sicuro è un bel leggere :)

Grazie Pike per la traduzione.

Re: Vallee è sempre un bel leggere

Ritratto di Eileen Morgan

Quoto Dusty :)

Finalmente sono riuscita a leggere questa traduzione e mi sono appuntata alcuni passaggi che trovo molto significativi. 
Mi resta però poco comprensibile il finale, per mia ignoranza dell'argomento:

-citazione-

 

Se consideriamo il mondo fisico come un universo associativo di eventi informazionali, la coscienza non e’ piu’ semplicemente una funzione locale del cervello umano. Io propongo invece di definire la coscienza come il processo per cui associazioni informazionali sono riportate e attraversate. L’illusione di tempo e spazio sarebbe meramente un effetto collaterale della coscienza mentre attraversa le associazioni.

-fine cit.-

Se qualcuno ha riferimenti per approfondire la teoria informazionale o come si chiama, gliene sarò grata :)

Grazie Pike per la traduzione.