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Hollywood ci manipola davvero il cervello?

Hollywood ci manipola davvero il cervello?

La domanda è retorica e la risposta ovviamente è: Si!

Ma spesso i metodi non risultano del tutto chiari, così come le modalità operative di questa manipolazione e la sua effettiva efficacia. Il massiccio livello di manipolazione che stiamo subendo oggi attraverso tutte le forme di comunicazione sociale in cui ci troviamo immersi; dal giornalismo alla TV, dalla comunicazione scientifica a quella medica a quella dedicata al mondo del lavoro o di ogni altra attività è merito sopratutto di un uomo: quell' Edward Bernays che scrisse le prime regole dell'indottrinamento umano nei lontani anni venti 1 , dimostrando con azioni concrete ed eclatanti cosa era capace di fare e illustrando al mondo delle elite di potere (frequentava i salotti di Washington e tra le sue amicizie annoverava il presidente Wilson) che lo seguivano con avido interesse, come le sue idee potevano trovare una scientifica applicazione in quello che egli definiva: “Un necessario indottrinamento delle masse nei governi democratici”.

 

  • 1. Edward Bernays -  Propaganda. Della manipolazione dell'opinione pubblica in democrazia (Lupetti 1996)

Gesù come il Viagra - ovvero come mandare l'anima in pillole.

Quando il viagra fu messo in commercio, per ragioni che non credo serva spiegare, fu un successo mondiale e il suo nome finì prepotentemente nel nostro linguaggio comune. La casa farmaucetica si guardò bene di non lasciare che la sigla del composto "UK-92480" rimanesse sulla confezione per la vendita; né, tantomeno, sì azzardò a ridicolizzare il prodotto trovandogli un nome che ricordasse stupidamente il suo scopo ...

Runaway Train

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Ci sono pellicole che finiscono nel famoso dimenticatoio e questo, sinceramente, non mi dispiace sempre. Non so bene perché, ma è come se un film cui tieni e sei affezionato rimanesse in un cantuccio, al riparo da sguardi occasionali. Un piccolo tesoro da riscoprire al momento opportuno.

Runaway Train prima di finire nel dimenticatoio, non era un film passato in sordina, si sappia. Le tre candidature agli Oscar, così come le altre tre ai Golden Globe nell”86 (di cui una trasformatasi in premio per l’attore protagonista) ci dicono certo qualcosa.

Call of Duty: Ghosts - Sesso, bugie e videogiochi

Quando si parla di blockbuster, in genere la prima cosa che salta alla mente è il cinema. Ci sono film che entrano talmente di prepotenza nelle liste dei successi ai botteghini, che ci lasciano allibiti per le cifre considerevoli degli incassi che ottengono...

... ma a stravolgere la consapevolezza riguardo i soldi che l'industria dell'intrattenimento riesce a muovere, è quanto sta avvenendo con un videogioco. Ciò che può permetterci di usare termini quale GARGANTUESCO senza andare sopra le righe, riguarda anche il tempo necessario che è servito per ottenere simili e allucinati traguardi. In ventiquattro ore (24) il videogioco che dà il titolo a questo articolo ha incassato soltanto UN MILIARDO di dollari.

L'uomo in bilico

Prendo spunto dal recente articolo di Pike Bishop e dallo “sgomento” citato da Music-Band nei commenti, per pubblicare una breve recensione di un libro letto diversi anni fa. 

“L’uomo in bilico”
di Saul Bellow

Arnoldo Mondadori Editore, 1966
(Sì, quando i libri costavano 350 lire)

Come spesso accade, i libri arrivano quando uno è pronto a leggerli.
Nel mio caso, questo volumetto ingiallito dal tempo con addosso l’odore degli anni ’60 stazionava nella libreria di mio padre insieme a tanti altri. Là nel mezzo, col dorso ritto ordinatamente impilato fra gli altri suoi consimili. Faceva il bravo libriccino economico, lui, come i bravi soldatini di cui scrive. E un giorno -zac- l’occhio si posa per l’ennesima volta sul suo dorso scialbo e il libro scivola tra le mani.

L'insostenibile leggerezza della stupidità

Da quando, grazie a un Test, ho scoperto di essere nettamente inferiore alla media riguardo all’intelligenza sono passati molti anni e, nel tempo trascorso, mai una volta, dico una, che questa notizia abbia potuto levare entusiasmo ai miei propositi, né mi ha portato a sentirmi di impegnarmi di più. Manco per niente. Che poi non significa che io sia rimasto indifferente alla cosa o la rimuova per non pagare il dazio. Semplicemente non mi dà noia, però mi riguarda. Trovo sia un tassello affascinante.

Il creatore di una pistola col 3D Printer avvia un nuovo progetto: Dark Wallet

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di Jason Farrell1

Forse vi ricorderete di Cody Wilson, il giovane studente che ha progettato "the Liberator," la prima pistola completamente funzionante creata col 3D printer. Ora sta lavorando ad un nuovo progetto.

Wilson, fondatore di Defense Distributed LLC, ha già destato scalpore quest'anno quando ha publicato un video in cui sparava dei colpi da quella che sembrava una spillatrice. Anarchico auto-dichiarato, è incorso nell'ira del Dipartimento della Giustizia per la creazione della suddetta pistola, scatenando grida e urla nel Congresso affinché questa nuova tecnologia venisse regolamentata.

Seduci e distruggi

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Non era ancora il 2000 quando Paul Thomas Anderson [PT d’ora in poi] mise mano alla sua sceneggiatura e iniziò a trasformarla nel film che avrebbe lasciato un segno indelebile nell’arte del linguaggio cinematografico e, in maniera inversamente proporzionale, relativamente considerato dal grande pubblico.

Nel 1999, il negativo di una pellicola per il cinema costava ai produttori 1,20 dollari ogni trenta centimetri e anche se i 25.000 dollari spesi per ogni giorno di riprese (si parla soltanto della pellicola) porteranno a inevitabili pressioni durante la lavorazione, le intenzioni del regista, tanto “presuntuose” quanto ineludibili per un film che sarebbe durato più di tre ore, saranno sostanzialmente rispettate.

La musica come arte magica

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Durante la discussione scaturita dal mio precedente articolo 1 , qualcuno mi ha stimolato ad investigare più a fondo il significato della musica in quanto espressione artistica, opposta a commercio di suoni piu' o meno ipnotici, riempitivo per menti inconsapevolmente vuote di sentimenti ma ricche di spazzatura, contrabbando di idee politiche, esibizionismo da circo e persino umorismo d'accatto.

Da bambino mi avevano imposte lezioni di musica alle quali andavo totalmente controvoglia e a passo lentissimo, tanto che più in là nella mia vita ho sviluppato un'allergia per i fogli musicali, che, lo riconosco, non mi favorisce e che è stata una concausa al mio abbandono della musica nella sua accezione più genuina, quella del musicista: il musicista in un certo senso è la musica, mentre l'ascoltatore è il piu' delle volte un onanista (i più perversi sono quegli idioti senza speranza che vedrei con soddisfazione nel girone infernale più di merda che si possa concepire, quelli che "praticano" la air guitar 2 ) o semplicemente un tale a cui mancano stimoli emozionali e quindi se ne pasce da qualsiasi fonte, anche la più grezza ed insapore, come un assetato nel Deserto Emozionale.  Durante le prime lezioni di musica mi avevano fatto ripetere un milione di volte una specie di catechistmo con relativo "atto di fede" che faceva eco all'indottrinamento cattolico; esso cominciava con: "La musica è un'Arte Bella...", una frase che mi ha sempre fatto scompisciare dalle risate (anche se allora dovevo trattenermi, io ero un bambinetto e il mio insegnante un professore d'orchestra), pensando a come avrebbe potuto essere un'arte brutta.  Quel che si voleva in realtà dire nel manuale della Parrocchia del Pianoforte è che la musica è più bella delle altre arti perchè non ha bisogno di esprimersi tramite manufatti, essendo un'arte concettuale che, al limite, si può sperimentare anche solo col pensiero e che produce onde sonore (qualsiasi cosa esse siano) che sono invisibili, evanescenti e che non esistono senza un organo in grado di recepirle, quale e' il timpano dell'orecchio 3.

  • 1. Il Blues Vive http://ilporticodipinto.it/content/il-blues-vive 
  • 2. Mi hanno detto che l'origine del fenomeno non ha a che vedere con l'idiozia, ma il fenomeno corrente di sicuro
  • 3. Fatemi il favore di non iniziare una discussione su questa affermazione: se volete se ne puo' parlare separatamente

Le impronte digitali diventano digitali

Non che vorremmo stupirci quando parliamo di tecnologia, di quello che da qualche tempo è il futuro a noi così vicino. Secoli addietro per l’uomo della strada, il progresso e le sue tecnologie realizzatesi “chissà come” avevano tempi più dilatati prima che potessero inserirsi nella vita di tutti i giorni. Prima che qualcosa divenisse “cosa di tutti”, più stadi dovevano essere superati.

L’uomo sogna, si sa, e ricordando forse il più grande, quello di volare, pensiamo ad esempio a come quell’idea cominciò ad apparire meno impossibile via via che sotto le nostre mani nuovi congegni, materiali e idee davano sostanza ai progetti, alle ipotesi, alle teorie … ed ecco che la “magia” in qualche modo diventava realtà; magari un’intuizione, magari la ricerca di una vita, qualche volta per sbaglio. 

Il Blues Vive!

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Vi racconto di una serata passata ad ascoltare blues negli scantinati di un teatro delle isole britanniche e lo faccio, apertamente, per fare un pò di pubblicità ad un paio di artisti che se la meritano.

La serata organizzata dal blues club locale, a giudicare dal volantino del programma, si preannunciava interessante, anche se io prima di acquistare i biglietti non avevo fatto i miei compiti a casa e non avevo dato un'occhiata in rete per vedere chi erano i musicisti che mi apprestavo ad ascoltare: se arrivavano in un posto fuori mano come questo non devono essere conosciuti, pensavo.

"Distrazioni" e cortometraggi

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Il Divertissement inteso da Blaise Pascal, indagava il divertimento non propriamente inteso come momento di gioco goliardico, come momento di Festa, anche quello del "lasciarsi andare", bensì lo criticava negativamente come fosse (e forse lo è) una fuga elegante da ciò che crucialmente dovrebbe riguardarci; dalle nostre paure, debolezze e condizioni. Insomma un alibi, un modo per distrarci e illuderci o peggio, illudere. 

La Cultura non è dalla vostra parte.

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Nella locandina: la circoncisione. Ovvero: la cultura desensibilizza l'istinto.

La Cultura non è dalla vostra parte 1

A questo punto vorrei introdurre, per chi non lo conoscesse, un pensatore geniale ed intrattenitore filosofico di massimo livello, anche se non si è mai curato di essere inserito in una qualsiasi casella accademica che non fosse quella (abbastanza inventata su misura e molto vaga, come piaceva a lui) di Etno-Botanico 2.  Ora impazza su internet (in particolare su YouTube) e le sue conferenze sono postumamente diventate popolarissime. Ho qui di seguito tradotto un piccolo stralcio di una sua conferenza  tenuta a Denver nell'Aprile del 1999, un anno prima della sua prematura scomparsa.

  • 1. Ho avuto una grande difficoltà nel tradurre questa semplice frase in un modo che ne preservasse l'originale significato.  Nei paesi anglofoni, quando vi ammoniscono che qualcuno non è vostro amico (not your friend)  vogliono dirvi che è qualcuno di cui dovreste diffidare. Tradotto letteralmente (la cultura non è vostra amica), in italiano fa supporre che specularmente voi non siate amici della cultura, quindi ignoranti, che non è il significato qui voluto. L'ostacolo più grande alla comprensione fra le varie lingue sono i "falsi amici"
  • 2. http://it.wikipedia.org/wiki/Etnobotanica 

Willie Lynch: ovvero La Perpetua Riproduzione Automatica ed Indipendente del Bestiame Umano

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Da qualche giorno sono stupito dal numero di uomini che conosco che sono completamente soggiogati dai loro capi, governi e soprattutto dalle donne, che rendono loro, con l'aiuto degli altri loro aguzzini, la loro vita un inferno. Sono anche stupito che dopo essere stati depredati di tutti i loro averi, insultati, tenuti in scacco con la Spada di Damocle dell'accusa di violenza domestica, o sessuale o addirittura peggio, prendano tutto sommato la cosa con calma e filosofia, perché così sono le cose. Il fatto che ciò non sia vero è palese, le cose non devono per forza essere così, e neanche lo sono state solo un paio di generazioni addietro, ma l'amnesia deve essere la caratteristica peculiare della nostra cultura moderna.

Mi sono trovato pure a riflettere sulle famiglie totalmente rovinate che mi circondano e sulla vita facile che gli emissari del Governo hanno oggi, appoggiati da Big Pharma e dai Media, nel dettare tutti i comportamenti all'interno dei gruppi sociali sotto la minaccia dell'isolamento totale, della galera ed in ultimo dell'esecuzione tramite proiettili di cecchini addestrati a colpire gente che non reagisce bene alle angherie dei normalizzatori, specie se la normalità che propugnano è quella dello spettacolo da baraccone.

In ultimo ho notato che in un paese quale l'Italia, invaso da immigrati che fanno i lavori che non ci sono più ed in cui la vita sociale, culturale e produttiva stanno venendo velocemente annientate, i temi trainanti del dibattito parlamentare riguardano soprattutto le minoranze più minute e arbitrariamente scelte, che non influiscono affatto nell'amministrazione e nella produzione della nazione. D'apprima ho creduto che fosse solo un effetto "fumogeno" per distrarre il popolo dagli accordi nei quali esso viene comprato e venduto al mercato del bestiame, ma sono ora più portato a pensare che questi accadimenti siano invece funzionali al suddetto mercato del bestiame umano ed al suo mantenimento corretto.

Perciò mi sono ricordato di uno scritto letto quando ero giovane 1 e l'ho tradotto.

L'ultimo film e il Dracula incompreso

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Quando, ormai famosissimo, il cineasta italo americano Francis Ford Coppola volle realizzare il suo Dracula, proprio come fece per Il Padrino (in originale insieme al nome di Mario Puzo), tenne a sottolineare al pubblico tutto, anche per questa Produzione, la paternità dell'opera. Quella di Bram Stoker.

Forse non tutti sanno che il romanzo gotico Dracula è scritto sotto forma di stralci di diari e scambi epistolari avvenuti (sempre secondo il romazo) tra i protagonisti della più che nota vicenda di paura; che vede rivelare al mondo l'oscuro personaggio del realmente esitito Mister Vlad III, trasfigurato da Stoker nel Conte tra i più famosi dell'immaginario fantastico. Lettere, diari, ma anche telegrammi che, tutti insieme, formano il corpus immaginario di quello che è probabilmente il romanzo del terrore par excellence di tutti i tempi.

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